skip to main | skip to sidebar
13 commenti

Airmouse, iPhone e iPod trasformati in mouse 3D

Come trasformare un iPhone/iPod touch in un mouse per le presentazioni


Imperdibile per stupire gli amici e i colleghi: AirMouse, un software che trasforma un iPhone o un iPod touch in un mouse senza fili per comandare a distanza il vostro computer con Mac OS o Windows XP o Vista. Correggo quello che ho detto in diretta: non è gratuito, ma il suo prezzo è abbordabilissimo (circa 4 euro).
16 commenti

Bono inciampa in Facebook

Occhio alle impostazioni di privacy di Facebook


Sophos segnala che anche il popolarissimo Bono degli U2 ha avuto qualche grana con Facebook, e non per colpa sua.

La grana è che quando ci si associa a un gruppo geografico, le impostazioni di privacy vengono riconfigurate, per cui tutti i membri del gruppo geografico vedono le foto che prima erano private.

E' quello che ha fatto la studentessa di moda Andrea Feick: ha scattato una foto in bikini insieme a Bono e l'ha messa su Facebook per vantarsene con gli amici intimi. Ma essendosi iscritta al gruppo geografico di New York, non sapeva che stava condividendo le immagini con circa un milione di utenti, e da lì la storia è finita sui giornali.

I dettagli tecnici sono descritti da Sophos.com qui con tanto di video contenente le immagini: niente di scandaloso, ma la signora Bono potrebbe non essere entusiasta.
7 commenti

Torna l’appello per le donazioni di sangue per Riccardo

Il San Raffaele nuovo garante apparente per una bufala vecchia


Gli appelli fasulli per i bambini malati sono fra i più coriacei e durevoli fra le tante storie che girano su Internet. L'appello per donazioni di sangue in favore di un bambino malato di leucemia fulminante, Riccardo C., risale infatti a marzo del 2007 e riguardava l'ospedale Meyer di Firenze. Aveva un briciolo di verità (il bambino esisteva davvero, ma non c'era alcuna carenza di sangue), ma poi il passaparola ha causato infinite mutazioni, come raccontato in un precedente articolo del Disinformatico.

La cosa peggiore e più deprimente è che anche gli operatori sanitari hanno spesso ritrasmesso quest'appello senza controllarlo e ne sono così diventati garanti apparenti: è naturale che gli utenti, vedendo la "firma" di addetti ai lavori, pensino che l'appello sia autentico. Circola infatti questa nuova versione, apparentemente autenticata dall'ospedale San Raffaele di Milano:

SI RICERCA DONATORE B +
Fondazione Centro San Raffaele
Direzione Area Tecnica
Geom. VIRTUANI Silvano
Tel. 02 . 26432535
Fax 02 . 26434552
email silvano.virtuani@hsr.it

----- Original Message -----
GIRALO X FAVORE
BIMBO 17 MESI NECESSITA SANGUE GRUPPO B POSITIVO X LEUCEMIA
FULMINANTE TEL 3282694447 RICCARDO CAPRICCIOLI, FAI GIRARE LA MAIL
è URGENTE E' IMPORTANTE SE LA FERMI 6 UN MOSTRO SENZA CUORE

--
Cinzia Scotti
The Secretarial Office
Division of Nephrology and Dialysis
H San Raffaele
Via Olgettina, 60
20132 Milano
Tel. ++ 39 02 26433006
Fax ++ 39 02 26432384
e-mail scotti.cinzia@hsr.it

Chiamando il numero +39 02 26433006, risponde una segreteria telefonica che conferma che il messaggio è falso.

La morale è sempre la stessa: non inoltrate nulla senza verificare.
67 commenti

Il mistero della foto nel castello

Caccia alla spiegazione per una foto spettrale


Simona Foglia, una delle conduttrici della Rete Tre della radio svizzera di lingua italiana, mi ha sottoposto questa foto misteriosa, scattata con il suo telefonino. La pubblico, insieme ai dettagli, con il suo permesso:



Avete qualche teoria o spiegazione razionale per la sovrapposizione di questa strana nebbia rossastra? Sono esclusi trucchi e ritocchi digitali successivi allo scatto, fatto con un telefonino privo di funzioni di doppia esposizione o simili. La località potrebbe essere significativa: è la piscina del Castello di Cavo, all'isola d'Elba. Se siete da quelle parti, potreste provare a ricreare la foto. Simona mi conferma che non c'erano vetri di mezzo che potessero generare riflessi.

Mi raccomando: se googlate, troverete questa storia già segnalata presso un forum dedicato ai misteri. Non si tratta di un'epidemia di foto misteriose: l'immagine è la stessa.
3 commenti

Trovato Steve Fossett, ma senza l’aiuto di Google

Google stavolta cede il passo alla ricerca manuale


A settembre 2007, avevo segnalato che Google Earth aveva messo a disposizione immagini satellitari aggiornatissime per permettere agli utenti di Internet di collaborare alle ricerche del miliardario Steve Fossett, disperso nel Nevada dopo essere partito per un volo di routine con il proprio aereo. Intorno alla sua scomparsa erano fioccate le inevitabili teorie di complotto.

Ma l'innovativa forma d'indagine non ha dato i frutti sperati: i resti dell'aereo e alcuni effetti personali di Fossett sono stati trovati da un escursionista ai primi di ottobre di quest'anno. Giunge ora la notizia che sono state recuperate anche le scarpe di Fossett e alcune ossa di grandi dimensioni a circa 800 metri dai resti dell'aereo.

Stavolta, insomma, Google è stato battuto dalla semplice esplorazione umana sul posto, svolta oltretutto senza l'intenzione specifica di trovare Fossett. Un promemoria forte e tragico di come non tutto si possa risolvere con Internet.
43 commenti

Dipendenza da Internet alla radio

Internet può dare dipendenza come una droga?


Stamattina (giovedì 30 ottobre) alle 11.10 sarò ospite del programma Millevoci della Rete Uno della RSI (Radio Svizzera di lingua italiana). Il programma, condotto da Nicola Colotti, avrà fra gli ospiti Guido De Angeli, operatore sociale di Radix Svizzera italiana (Associazione per la prevenzione delle dipendenze e la promozione della salute). L'emittente è ascoltabile ovunque in diretta via Internet in streaming Real Audio.

Avremo una quarantina di minuti per discutere di cosa si intende per "dipendenza" e in cosa consista una dipendenza da Internet come quella descritta da uno studio citato dall’ISPA (Istituto per la prevenzione dell’alcolismo e altre tossicodipendenze), secondo il quale in Svizzera circa 70 mila persone sono intossicate dal web e 110 mila quelle a rischio, come descritto nel documento Cyberaddiction (PDF, in francese).

Se volete proporre spunti di discussione o raccontare esperienze, scrivete nei commenti qui sotto: li terremo d'occhio durante la diretta.
15 commenti

McAfee Site Advisor continua a blacklistarmi

McAfee Site Advisor: le luci sono accese, ma non c'è nessuno in casa


E' almeno da luglio scorso che il servizio (o disservizio, a questo punto) Site Advisor di McAfee continua a mettere il Disinformatico nella lista nera dei siti pericolosi, come ho raccontato qui. Ho rimosso il 3 luglio scorso il link che presumibilmente faceva scattare Site Advisor (era in questo articolo).

Sono passati i mesi, ho mandato un reclamo, sono fioccate le proteste, anche grazie a voi (ce ne sono tre pagine), e non è servito assolutamente a nulla.



Se questa è la prontezza con la quale aggiornano le loro diagnosi sbagliate, quanto saranno aggiornate quelle giuste?

Dannazione: dovrei contestare a McAfee i danni (visitatori che ho perso, reputazione guastata) dovuti alla loro falsa segnalazione di pericolo. Chissà se la sede italiana di McAfee Srl sarà più svelta: le ho appena scritto presso Info_Italia@mcafee.com. Se anche questo fallisce, proverò con una telefonatina in diretta radio. Staremo a vedere.

2008/10/30 15:30


L'ufficio stampa italiano di McAfee mi ha contattato via mail alle 12.30 circa, confermando che (cito con il permesso del mittente) "il test di rivalutazione del sito è già in corso [...]. Siamo inoltre in contatto diretto con il SiteAdvisor Support Center e sarà nostra premura tenerla aggiornato sull'andamento e sul riscontro dei laboratori per correggere tempestivamente la valutazione."

L'ufficio stampa precisa inoltre che "Il tempo di rivalutazione di un sito può variare e dipende da una grande varietà di fattori che possono avere determinato l'assegnazione di una valutazione come sito pericoloso con icona rossa. Ad esempio, possono essere necessarie alcune settimane di verifica perché il sistema possa controllare che effettivamente il sito malevolo non abbia rimosso solo temporaneamente le minacce riscontrate."

E' già un passo avanti: i colleghi italiani sono decisamente più pronti di quelli oltreoceano. Al momento, Site Advisor dice che il problema riguarda "Eurobarre (ebsetup.exe)", che non è più linkato nell'articolo da mesi. Alcuni lettori ipotizzano che la colpa della diagnosi sia qualcosa nei commenti: ho chiesto chiarimenti a McAfee.
53 commenti

Blog come “stampa clandestina”

Benvenuti nel Medioevo e altri commenti


Indezent.it mi ha fatto un po' di domande per un'intervista a proposito della recente sentenza italiana che equipara un blog a una forma di stampa clandestina. Specialmente se e quando pesta i calli a qualcuno. Se vi interessano i dettagli, date un'occhiata qui.

Ci vediamo tra poco al LinuxDay di Cinisello.
17 commenti

Piccolo momento di autocelebrazione

Undicisettembre.info, un milione di visite


Undicisettembre, il blog di smontaggio tecnico delle teorie cospirazioniste sugli attentati dell'11 settembre 2001 al quale ho il piacere di collaborare insieme ad esperti di settore, ha da poco superato il milione di accessi. Vorrei ringraziare pubblicamente tutti gli autori del blog e tutti coloro che, spesso con preghiera di anonimato, operando gratuitamente e spesso rimettendoci di tasca propria, hanno collaborato a questo traguardo in questi due anni di ricerca e discussione.

E ora si torna al lavoro.
61 commenti

Facebook, figuraccia galattica

Lezioni d'uso di Facebook dall'Australia


Kyle Doyle, dipendente di un call center in Australia, ha dato una bella dimostrazione dell'attenzione che occorre porre nel pubblicare informazioni personali su Internet e in particolare su Facebook.

Doyle, come racconta The Register, ha ricevuto una mail dal proprio datore di lavoro, nella quale si chiedeva un certificato medico per l'assenza dal lavoro. Doyle ha risposto che non era tenuto a fornire il certificato, come da contratto. Ma il datore di lavoro ha ribattuto che aveva fondati motivi per ritenere fasulla la motivazione medica dell'assenza. Alla sfida di Doyle, il datore ha risposto inviando in allegato una schermata della pagina di Facebook di Doyle, nella quale l'impacciato utente segnalava agli amici (e, lui credeva, solo agli amici) che si era preso una sbronza galattica e si sarebbe dato malato.

10 commenti

37 cuccioli da salvare?

Falso l'appello per i 37 cuccioli di Silvia

Circola da vari mesi (almeno da luglio) un appello che chiede aiuto per piazzare ben 37 cuccioli, con tanto di adorabili foto (qui accanto ne vedete una). Di norma il titolo è "Mi fai da passaparola?".

Il testo è il seguente:

"Ho in totale 37 cuccioli, mi serve davvero una mano Silvia 339-[OMISSIS]
Anche se non interessati, inoltrate per favore? Magari qualche vostro
conoscente può volere qualcuna di queste piccole pallotte... sono davvero
tanti, aiutateci per favore. grazie"


Ometto il numero di telefonino per risparmiare a Silvia ulteriori tormenti, perché l'appello è fasullo: Silvia gestisce il sito canidisomma.com, dove è stata pubblicata questa categorica smentita:

Da qualche tempo è in giro una mail nella quale si fa riferimento al mio numero di telefono e a questo sito per l'adozione di 37 cuccioli.

La mail è falsa, non abbiamo mai inserito questo tipo di annuncio.

Su questo sito abbiamo tanti cani, cuccioli e adulti, pronti per una seria adozione ma

NON SONO QUELLI PRESENTI NELL'ANNUNCIO

Vi preghiamo quindi di non chiamare a meno che non siate seriamente intenzionati all'adozione di cani presenti su questo sito


La morale è sempre la solita: controllate prima di inoltrare questi appelli, bastano due secondi su Google. Se non avete tempo (però quello per inoltrare a tutti l'avete, confessatelo), cestinate.
4 commenti

Megafalla in tutti i Windows, megapezza già pronta

Pezza fuori programma per Windows passati, presenti... e futuri


E' stato pubblicato da poco il bollettino di sicurezza MS08-067 di Microsoft, definito "critico": descrive una falla, un buffer underflow, nel sistema di gestione delle RPC (remote procedure call) di Windows: 2000, XP, Server 2003, Vista e persino la versione beta del futuro Windows 7.

La falla è così grave da aver spinto Microsoft a distribuire un aggiornamento (patch) fuori programma rispetto agli aggiornamenti mensili standard: permetterebbe a un'infezione virale di propagarsi da un computer all'altro all'impazzata attraverso una rete locale, come ai tempi di Blaster e Sasser nel 2003 e nel 2004.

L'RPC, infatti, è il protocollo che consente a un programma in esecuzione su un computer remoto di eseguire istruzioni su un altro computer: in soldoni, di prenderne il controllo. Se un computer vulnerabile riceve un segnale RPC appositamente confezionato, può eseguire il codice dell'aggressore, senza richiedere alcun consenso o intervento dell'utente. Per Vista e Windows 2008 le cose vanno un po' meglio, perché l'attacco può provenire soltanto da un utente già autenticato. Ma è comunque un brutto affare.

La falla è già stata rattoppata e gli utenti dovrebbero già ricevere automaticamente l'aggiornamento di sicurezza che la chiude. E non c'è molto tempo da perdere, perché è già in circolazione almeno un virus/trojan che sfrutta questa vulnerabilità, presumibilmente per rubare dati alle vittime o per trasformare i computer infetti in zombi: F-Secure lo definisce Trojan-Spy:W32/Gimmiv.A; McAfee lo chiama Spy-Agent.da. Altri dettagli sulla falla sono pubblicati da The Register e da Microsoft su Technet.
42 commenti

Raggi X dal nastro adesivo?

Radiografie srotolando lo scotch


Sembrerebbe la classica notizia impossibile, ma non è così: l'autorevolissima rivista Nature ha pubblicato un articolo nel quale si documenta che lo srotolamento del nastro adesivo genera raggi X sufficienti a produrre una radiografia. Ne vedete un esempio nella foto qui accanto.

Niente paura: non correte rischi quando impacchettate i regali di Natale. Il fenomeno, infatti, si manifesta soltanto nel vuoto. Ma si manifesta eccome: ne potete vedere una verifica sperimentale in questo filmato di Nature.

Il fenomeno si chiama triboluminescenza ed è noto, almeno in parte, dal 1605, quando lo osservò Francis Bacon sfregando una zolletta di zucchero e notando che emetteva luce. Nel 1953 alcuni ricercatori russi ipotizzarono che il nastro adesivo potesse emettere raggi X quando veniva srotolato, ma le loro idee furono accolte con forte scetticismo.

Il metodo scientifico, però, serve proprio per situazioni come queste: affermazioni straordinarie richiedono prove straordinarie, come si suol dire, e le prove straordinarie sono arrivate. I ricercatori della University of California a Los Angeles hanno fatto l'esperimento, costruendo una camera a vuoto nella quale hanno collocato un rotolo di nastro adesivo e un motorino per srotolarlo. Il contatore Geiger ha rilevato radiazioni; la prova del nove è stata la radiografia del dito di uno dei ricercatori.

L'esatto meccanismo di generazione di questi impulsi di raggi X non è noto e costituisce per certi versi un mistero: secondo Nature, la carica di energia che si è formata sulla superficie del nastro mentre veniva srotolato durante gli esperimenti è dieci volte più alta della norma. I ricercatori arrivano a ipotizzare che l'elevata densità di carica generata dallo srotolamento potrebbe essere sufficiente a innescare una fusione nucleare in modo semplice e controllato (questa sì che è un'affermazione straordinaria). Un'altra possibile applicazione meno fantascientifica è l'impiego di questa fonte di raggi X per costruire macchine per radiografie compatte e a basso costo per i paesi in via di sviluppo.
81 commenti

UFO alla radio stamattina

Oggi alle 11 confronto fra ufologi e scettici alla radio svizzera


Stamattina alle 11 la Rete Uno della Radio Svizzera di lingua italiana (RSI) si occupa di ufologia con un taglio un po' insolito: come non prendere lucciole per lanterne quando si parla di avvistamenti di UFO o si è testimoni diretti di un avvistamento di un oggetto anomalo nel cielo. Sono infatti tantissimi i fenomeni naturali poco conosciuti che possono trarre in inganno e far pensare a un veicolo alieno.

La trasmissione, condotta da Nicola Colotti, cade proprio a fagiolo, visto il clamore della pubblicazione di un nuovo lotto di rapporti militari britannici, che includono un avvistamento di UFO da parte di un pilota Alitalia nei cieli inglesi nel 1991.

La trasmissione è ascoltabile in diretta, in streaming via Internet, in formato Real Audio qui. Partecipano Andrea Tedeschi (esperto di tecnologia informatica satellitare), Marco Morocutti (membro del CICAP, Comitato italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale) e Maurizio Verga (storico di ufologia e membro del Consiglio direttivo del Centro Italiano Studi Ufologici, CISU; qui il link a Wikiufo).
114 commenti

Risucchiato da Facebook!

Mio Dio, ho un fan club su Facebook


Ieri sera un amico mi ha nominato Facebook e io ho fatto una faccia inorridita. Essere presente su Facebook, moi? Giammai. Preferirei fare un bidet a un rinoceronte.

Ho sempre visto Facebook come un concentrato del peggio di Internet: una colossale, rutilante, ipercinetica, vanesia perdita di tempo e di banda, come Second Life, combinata con l'offerta volontaria a chissà chi di tutta la rete dei nostri contatti e conoscenti. La Stasi avrebbe dato l'anima per ottenere quello che gli utenti danno spontaneamente ai vari siti di social networking: la mappa completa delle persone che si conoscono, e delle persone che a loro volta conoscono le persone che si conoscono, e così via. E poi ci preoccupiamo di Echelon e delle telecamere per strada.

E' per questo che rifiuto sistematicamente i vari inviti a LinkedIn, Facebook e simili: grazie, apprezzo il gesto, ma per principio non amo far sapere a sconosciuti quali sono le mie frequentazioni. Non perché le mie frequentazioni siano discutibili (a parte alcune), ma per principio: sono fatti miei e ci tengo che restino tali.

Capirete dunque il mio orrore quando non solo l'amico mi ha parlato di Facebook, ma vi ha immesso il mio nome e lo ha trovato. E ha trovato un lusinghiero ma surreale fan club con 102 iscritti.



In altre parole, sono su Facebook, che io lo voglia o no. E allora tanto vale esserci intenzionalmente, almeno con una pagina di rappresentanza. Sigh. Pagina che però, da quel che ho capito, è visibile soltanto a chi si iscrive a Facebook. Questo si che è marketing virale. Non iscrivetevi a Facebook soltanto per vederla, perché non c'è nulla di speciale e probabilmente non ci sarà mai. Serve solo per limitare il rischio che qualcuno metta su Facebook un mio clone.
32 commenti

Ci vediamo al Linuxday di Cinisello il 26?

Dopo l'open source, l'open culture a Villa Ghirlanda


Sono stato imprudentemente invitato a partecipare al Linuxday a Cinisello Balsamo il 26 ottobre prossimo, domenica, alle 9.30 circa.

Visto che ormai il software open source si è conquistato rispettabilità e mercato nonostante l'opposizione dei grandi monopolisti del software, è forse il momento di festeggiare un attimo questo successo, frutto delle fatiche di tanti, e pensare alla prossima sfida: introdurre il concetto di open culture, ossia del nuovo modello di cultura, non più dispensato dall'alto, ma generato (spesso incoerentemente) dal basso, reso possibile da Internet.

La chiacchierata, intitolata "Dopo l'open source, siamo pronti per l'"open culture"? Cosa succede quando Sua Emittenza siamo noi", è un esame dei problemi, dei rischi e delle disperate esigenze d'innovazione sociale e legislativa dettate dallo sviluppo crescente di questo nuovo modello e un'impietosa analisi dell'arretratezza di leggi, imprese e istituzioni di fronte al fenomeno Internet e al modo odierno di acquisire, condividere e disseminare informazioni e conoscenza, fino a creare cultura.

Se vi interessa, il programma completo del Linuxday di Cinisello, organizzato con la partecipazione dell'associazione culturale Lifos e dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Cinisello Balsamo, si estende su due giorni (sabato e domenica) ed è disponibile qui. L'ingresso è libero e gratuito previa registrazione.
101 commenti

Test di Turing quasi superato

Il test di Turing, concepito nel 1950 dal matematico britannico Alan Turing, serve per determinare se una macchina è definibile "pensante". Si chiede a una persona di interagire via chat con un interlocutore remoto, senza dirgli se è un computer o un essere umano, e di indovinare se sta parlando con una macchina o con una persona. Se il computer riesce ad ingannare almeno il 30% degli sperimentatori, lo si ritiene a tutti gli effetti pensante.

I ricercatori dell'Università di Reading hanno recentemente messo alla prova cinque computer per vedere se riuscivano a spacciarsi per esseri umani, nell'ambito del Premio Loebner. Nessuno dei computer candidati ha superato il test pienamente, ma uno, Elbot, è arrivato al 25%. Lo potete provare, ahimé soltanto in inglese, presso il suo sito: le sue risposte sono decisamente vispe e in molti casi più argute di quelle di una persona.

Elbot si è aggiudicato il premio di 3000 dollari. O meglio, se lo sono aggiudicato i suoi programmatori umani. A quando i diritti umani anche per le entità artificiali?

Hal, apri la porta... per favore.

Fonti: Computer Weekly (con foto e trascrizione di una conversazione), BBC, BBC.
27 commenti

Si può infettare un cellulare con un SMS?

Cellulari intercettati con un SMS, secondo la Polizia Postale di Napoli


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Leggo con una certa perplessità una notizia che parecchi lettori del Disinformatico mi hanno segnalato: la Polizia Postale di Napoli, specificamente San Giovanni a Teduccio, ha ricevuto due denunce secondo le quali alcuni cellulari sarebbero infettabili inviando loro un semplice SMS. L'infezione consentirebbe inoltre di intercettarne le comunicazioni.

Secondo ANSA (2008-10-12 11:24), il meccanismo sarebbe "accertato" e non una mera ipotesi: "sul cellulare arriva un sms sconosciuto, basta aprirlo per avviare la procedura di download di un virus indicato come 'trojan' che penetra nella memoria del cellulare. Sul telefonino si scarica un software che consente il collegamento con un altro cellulare: quando si ricevono telefonate o si chiama un numero, automaticamente dal cellulare collegato è possibile ascoltare la conversazione... l'informativa è stata trasmessa alla Procura di Napoli."

Per Zeus News, l'operazione di polizia si chiama Polifemo, anche il Garante della privacy ha aperto un'inchiesta, e i cellulari vulnerabili sarebbero quelli con il sistema operativo Symbian. Ma anche Zeus News usa una formula dubitativa.

La notizia è stata riportata, stando alle segnalazioni dei lettori, anche dal TG2 il 12 ottobre scorso; ne ha parlato anche Quotidiano.net, che ha citato come fonte di conferma il colonnello Rapetto. Ma il fatto che si dica, in quest'ultimo articolo, che Symbian è "non particolarmente diffuso" (frase attribuita a Domenico Foglia, dirigente della Polizia postale di Napoli) lascia qualche perplessità: Symbian era già installato su 100 milioni di cellulari nel 2006; i dati del 2008 parlano di 206 milioni di esemplari.

Naturalmente ho contattato la Polizia Postale di Napoli tramite l'apposito sito e telefonicamente (+39 081 7341811) per saperne di più: finora, nessuna risposta. In attesa di chiarimenti, alcuni tecnici e operatori del settore che lavorano per le forze dell'ordine che ho interpellato indicano che l'infezione diretta via SMS è perlomeno altamente improbabile se non impossibile: il vero meccanismo di contagio sarebbe l'invio (per esempio tramite MMS o Bluetooth) di un file contenente il programma-spia: l'SMS servirebbe soltanto per comandare questo programma.

In altre parole, non basterebbe ricevere un SMS per infettarsi: il telefonino dovrebbe essere già infettato per altre vie e l'SMS fungerebbe soltanto da sistema di comando a distanza.
4 commenti

Dermatite da telefonino?

Attenti al nichel dei telefonini


La British Association of Dermatologists (BAD), ossia la principale associazione professionale dei dermatologi del Regno Unito, ha segnalato la possibilità di una "dermatite da telefonino".

Alcune persone, infatti, hanno una reazione allergica al nichel (un argomento già discusso a proposito dell'allarme per gli euro tossici), e il nichel è spesso presente nella metallizzazione delle superfici dei telefonini, per esempio sulla tastiera, ma anche nei loghi e nelle cornici metalliche intorno allo schermo.

Un test condotto da alcuni medici negli Stati Uniti su 22 modelli molto diffusi di otto fabbricanti differenti ha rilevato la presenza di nichel in dieci di essi, come riferisce sempre la BAD.

L'associazione suggerisce che se un medico nota che un paziente ha un'irritazione sulle parti del corpo che vengono a contatto con le superfici metalliche del telefonino (tipicamente la guancia o l'orecchio) e l'irritazione non è spiegabile con altre cause, è opportuno indagare per vedere se può trattarsi di allergia al nichel scatenata dall'uso del cellulare.

L'irritazione può manifestarsi anche sui polpastrelli se l'utente usa molto la tastiera per comporre SMS. I fabbricanti di cellulari usano il nichel entro i limiti di legge, ma alcune persone sono appunto particolarmente sensibili.

Il rimedio è piuttosto semplice: se è confermata l'allergia al nichel (riscontrabile anche con certi gioielli o con i cinturini metallici di alcuni orologi), basta acquistare un cellulare non metallizzato.

Fonti: TMCNet, The Inquirer, British Association of Dermatologists, NHS Library for Health.
20 commenti

Misteri veri: le montagne sepolte dell’Antartide

"E' come aprire la porta di una piramide egizia e trovarci dentro un astronauta": il mistero dei monti Gamburtsev


Intanto che certi programmi TV si occupano di misteri di cartapesta, gli scienziati si occupano di quelli veri. Per ricordare che la scienza vera non nega i misteri, ma quando li trova sul serio li indaga, eccovi la storia intrigante dei monti Gamburtsev.

Non ne avete mai sentito parlare? Eppure si tratta di una catena montuosa grande come le Alpi, che si estende per circa 1200 chilometri e ha vette di oltre 3000 metri. Non siete i soli a non conoscerle: sono in un luogo così inaccessibile che nessuno ne conosceva l'esistenza fino alla fine degli anni Cinquanta del secolo scorso, e ancor oggi nessuno le ha scalate. Cosa ancora più intrigante, sono in un posto dove la geologia dice che non ci dovrebbero essere montagne. E' questo il motivo che ha spinto Robin Bell, del Lamont-Doherty Earth Observatory, a paragonare queste montagne al ritrovamento di un astronauta in una piramide egizia.

Dove sono? Non cercatele sull'atlante: sono sepolte sotto i ghiacci dell'Antartide. Furono scoperte da una missione sovietica nel cuore del continente, durante l'Anno Geofisico Internazionale 1957-58, e prendono il proprio nome dal geofisico sovietico Grigoriy A. Gamburtsev (morto tre anni prima della scoperta). La loro struttura è stata poi mappata approssimativamente tramite i satelliti Landsat, che sono in grado di "vedere" oltre la coltre di ghiaccio, spessa fino a 600 metri.

Ora la comunità scientifica internazionale torna ad esplorare questo mistero nell'ambito dell'Anno Polare Internazionale, con una spedizione aerea dotata di sensori radar, magnetici e gravimetrici per ottenere una mappa dettagliata della stratificazione dei ghiacchi antartici sopra i monti Gamburtsev (la mappa qui accanto è cliccabile per ingrandirla). Dei sismografi al suolo analizzeranno le onde prodotte dai terremoti per decodificare la struttura delle rocce e dei ghiacci. Verranno effettuate trivellazioni per prelevare campioni di neve compressa, nei quali è intrappolata aria che risale a milioni di anni fa, da confrontare con quella attuale.

Il mistero, per i geologi, è come si possano essere formate delle montagne così alte al centro del continente. Come dice il professor Bryan C. Storey, dell'Università di Canterbury in Nuova Zelanda, "non esiste alcun meccanismo ampiamente accettato che spieghi le origini dei Monti Gamburtsev". Le montagne si formano ai bordi dei continenti, o dove le zolle della crosta terrestre si scontrano o vengono stirate, oppure dove un vulcano erompe fino alla superficie. Ma nessuno di questi meccanismi si applica a queste montagne.

L'ultima collisione fra zolle nell'Antartico risale a oltre 500 milioni di anni fa, e quindi le montagne dovrebbero essere state erose dal tempo e dai ghiacci: invece sono ancora lì. E non risultano tracce di vulcanesimo sotto la calotta di ghiaccio, formatasi circa 30 milioni di anni fa.

A parte risolvere un mistero, la spedizione ha anche uno scopo molto pratico: l'Antartide è il principale regolatore dei livelli dei mari e degli oceani. A differenza dell'Artico, il suo ghiaccio poggia sulla terraferma, e quindi se si scioglie fa aumentare il livello delle acque. E' quindi importante capire come si evolverà l'Antartico se la temperatura mondiale aumenterà e come si è formata la calotta antartica, e i monti Gamburtsev sono ritenuti il punto dal quale ha avuto inizio la crescita dei ghiacci.

E là sotto ci sono laghi e fiumi subglaciali che non hanno contatti con il resto del mondo da 30 milioni di anni. Sarà come avere la macchina del tempo.

Fonti: Expedition set for 'ghost peaks', BBC; The Gamburtsev Mountains, Lamont-Doherty Earth Observatory; Gamburtsev Subglacial Mountains, Australian Antarctic Data Centre; Expressions of Intent for IPY 2007-2008 Activities, Bryan C Storey.
101 commenti

Antibufala: le “pietre di Ica”

Pietre di Ica, con Voyager il contribuente rimane di sasso


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Vorrei proprio evitare che lo sbufalamento delle storie proposte da Voyager diventi un appuntamento fisso del Disinformatico, ma viste le richieste che sono arrivate, ecco qualche dettaglio in più sulle cosiddette "pietre di Ica" presentate nella scorsa puntata della trasmissione Rai condotta da Roberto Giacobbo.

Voyager racconta che queste pietre, provenienti da Ica, in Perù, potrebbero essere "raffigurazioni che non dovrebbero esistere", perché sarebbero state scolpite "alcune migliaia di anni fa ed in maniera praticamente perfetta" e mostrano "scene di caccia con uomini e dinosauri insieme... incisioni di mappe geografiche, costellazioni, strumenti ottici, trapianti di organi e macchine volanti".

Secondo il suo modello ben collaudato, Voyager si para le spalle mettendo il tutto in forma interrogativa, dimenticandosi che il compito del giornalismo non è fare domande, ma trovare risposte. Le domande le fanno anche i bambini. Le risposte al presunto enigma lapideo si potevano trovare anche facendo a meno di un viaggio di Giacobbo e relativa troupe fino in Perù, perché la bufala delle pietre di Ica è in giro da quarant'anni e nota da almeno dieci.

Basta infatti una ricerchina negli archivi di Internet per scoprire che di questa storiella si sono già occupati lo Skeptical Dictionary e la BBC in ben due documentari, nel 1977 e nel 1996, che hanno chiarito come stanno le cose. Si tratta di falsi, realizzati da artigiani del posto per venderli ai polli. Se fossero autentici e quindi antichi di millenni, le incisioni non avrebbero spigoli netti, perché sarebbero stati smussati dall'erosione naturale. Spigoli netti, come se fossero stati incisi l'altroieri. Appunto.

Il pollo, nello specifico, è un medico, Javier Cabrera Darquea (nell'immagine qui accanto), che negli anni Sessanta ricevette in regalo una pietra sulla quale era inciso un pesce che, a suo avviso, apparteneva a una specie estinta. Cabrera andò alla ricerca di altre pietre simili e gli abitanti del posto furono sorprendentemente più che lieti di "fornirgliele" dietro compenso, raffiguranti uomini insieme a dinosauri e tutte le altre sciccherie tecnologiche anacronistiche descritte da Voyager.

Cabrera, a quanto pare, non si chiese come mai una civiltà così tecnologicamente avanzata da fabbricare telescopi e macchine volanti e realizzare trapianti non avesse lasciato alcuna traccia di sé a parte qualche sasso. Diamine, troviamo le pietre di selce degli uomini primitivi, e invece di questa civiltà evolutissima non troviamo una valvola, uno spinterogeno, un cuscinetto a sfere, le rovine di un ospedale o di un palazzo?

Il medico peruviano, evidentemente, non si chiese neppure se per caso il suo interesse per le pietre incise avesse spinto qualche artigiano intraprendente a realizzare l'equivalente locale della proverbiale fabbrica di mobili antichi. Fatto sta che la sua collezione ha superato i 15.000 esemplari, tanto da permettergli di aprire un museo a Ica.

Le pietre di Ica, fatte di andesite, non possono essere datate usando la datazione al radiocarbonio, che si applica soltanto alla materia organica. Le pietre si datano di solito guardando gli strati in cui sono sepolte, ma nessuno sa da dove provengano esattamente. In ogni caso, qualsiasi datazione di questo genere indicherebbe l'età del sasso, ma non direbbe nulla sull'epoca in cui sono state realizzate le incisioni.

La datazione delle incisioni è possibile osservando, appunto, l'erosione: se non c'è, vuol dire che sono recentissime. E infatti hanno bordi netti. Cosa ancora più importante, il ricercatore spagnolo Vicente Paris, di Fraudesparanormales.com, scoprì, con un esame approfondito, che le incisioni contenevano tracce di moderna carta vetrata (il suo articolo è archiviato su Archive.org).

Ci sono poi altre considerazioni di ordine puramente logico. Oltre a chiederci come mai una società tecnologica non ha lasciato alcuna traccia di sé a parte qualche sasso in Perù, dobbiamo domandarci un'altra cosa. Come mai la vendita di reperti archeologici è proibita in Perù, eppure queste pietre sono in libera vendita ai turisti ingenui?

Forse perché Basilio Uschuya, il principale fornitore di Cabrera, fu arrestato nel 1996 per questo presunto crimine e fu poi rilasciato quando confessò che le pietre se le fabbricava da solo prendendo spunto dai fumetti, dai libri di scuola e dalle riviste. Le pietre venivano poi ricoperte di una patina di invecchiamento ottenuta lasciandole per qualche giorno nel pollaio a ricevere gli escrementi delle galline. Se per prendere un ladro ci vuole un ladro, forse ci vuole una gallina per prendere un pollo.

Infine, per i cocciuti che sostengono che l'andesite è durissima e quindi non può essere lavorata senza strumenti particolari, ergo le pietre devono essere autentiche, va chiarito che non si tratta di sculture, ma di semplici incisioni superficiali, che rimuovono lo strato superficiale ossidato. Uschuya mostrò, nel documentario della BBC, come realizzarle usando un semplice trapano da dentista.

Fonti: Las piedras de Ica son un fraude, di Vicente Paris; Are Peru’s Ica Stones Safe? Cryptomundo.com; Ica Stones, Skepdic.com; Wikipedia in inglese; Ica Stones: Yabba-Dabba-Do! di Massimo Polidoro, Skeptical Inquirer, settembre/ottobre 2002; Ritornano le "Pietre di Ica", di Viviano Domenici, Scienza & Paranormale n. 35 (2001), che cita un articolo di Viviano Domenici sul Corriere della Sera, pubblicato nel 2001.
176 commenti

Non arrivano gli alieni, ma neanche le scuse della medium che ha preso un granchio (*RETTIFICA*)

Sbufalata la medium Marion Blossom Goodchild: gli alieni non si fanno vedere


La prossima volta che sentite qualcuno vantare la precisione delle previsioni dei sensitivi, ricordate e fate ricordare la figuraccia cosmica di Marion Blossom Goodchild (nella foto), la medium che aveva annunciato l'arrivo in grande stile degli extraterrestri oggi 14 ottobre, scatenando il putiferio su Internet.

E se v'imbattete in qualcuno che crede a tutte le segnalazioni di UFO che pullulano nei siti dedicati, come Ufodigest, che avevano creduto all'annuncio della Goodchild, chiedete loro come mai nei loro siti non compare neanche una parola di rettifica o di scuse.

Questo è il livello di serietà di questa gente. Volete ancora fidarvi, o prima di abboccare alla loro prossima dichiarazione preferite avere quello che semplicemente suggerisce il buon senso, ossia delle prove concrete e robuste?

In teoria, dopo un exploit patetico come questo, non ci dovrebbe essere più nessuno disposto a credere sulla parola ai cialtroni che preannunciano catastrofi per il 2012 e secernono profezie di sventura basandosi sulla disposizione delle cacchine di lama a Macchu Picchu. Ma sono facile profeta io, stavolta, se prevedo che il numero di gonzi resterà invariato. Bah.

2008/10/15: Rettifica


Per motivi inspiegabili, ma sicuramente attribuibili a tentativi di controllo mentale da parte delle piccole creature pelose di Alfa Centauri, ho scritto due volte "Marion" al posto di "Blossom". Chiedo umilmente scusa.

2008/10/20: Le scuse


Una sorta di atto di contrizione della Goodchild è su Youtube. Lei dice di essere stata bidonata dagli alieni. Come no.
38 commenti

OpenOffice.org 3.0, anche nativo per Mac. Con qualche baco

Arriva OpenOffice.org 3.0


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

E' già scaricabile dai siti mirror la versione 3.0 di OpenOffice.org, il pacchetto gratuito e libero alternativo a Microsoft Office che usa il formato OpenDocument, che è uno standard ISO, a garanzia della libertà di fruizione dei documenti.

OpenOffice.org è disponibile per Windows, Linux, Mac e Solaris, ed è quindi un valido strumento per predisporsi alla migrazione da un sistema operativo all'altro o per non rendersi dipendenti da uno specifico sistema operativo.

La novità più ghiotta per gli utenti Apple è che OpenOffice.org 3.0, oltre ad avere una lunga serie di migliorie e di aggiornamenti, è finalmente disponibile in versione nativa (per Mac Intel): ossia si scarica e s'installa esattamente come una qualsiasi applicazione Mac, senza dover ricorrere ad accrocchi come l'uso di X11.

OOo 3.0 per Mac è decisamente veloce, ma ha ancora delle magagne serie con la gestione dei font, che invece NeoOffice (altra variante o porting di OOo specializzata per Mac), pur essendo più lento, non ha: la prima che ho notato, e che lo rende per me quasi inutilizzabile, è la gestione dei font. Non sembra avere problemi con i font standard del Mac, ma un documento scritto per esempio in Myriad Apple s'incasina completamente.

Questa è una pagina di un libro che ho scritto di recente (Zerobubbole pocket) in formato OpenDocument, come la visualizza (correttamente) NeoOffice:



E questa è la stessa pagina come la visualizza OpenOffice 3.0 Aqua per Mac:



Come potete notare, specialmente se ingrandite le immagini cliccandovi sopra, i font sono completamente sballati e spaginano completamente il testo (il logo Creative Commons è stato spinto avanti alla pagina successiva). La cosa assurda è che OOo 3.0 indica che le parole hanno effettivamente il font Myriad Apple, ma ne visualizza uno del tutto differente: se poi seleziono il testo e riapplico il font, me lo visualizza correttamente.

Di certo non ho intenzione di mettermi a riselezionare il testo a blocchettini e riapplicare i font. Questo è quel che in gergo si chiama uno showstopper: un difetto talmente grande che appena compare, lo spettacolo finisce e non può più andare avanti. Per cui non ha senso che io prosegua la recensione.

Aggiungo solo che il fatto che OOo 3.0 non abbia implementato il multitouch per lo zoom, a differenza di NeoOffice, è invece per me un bonus, perché ho il vizio di tenere la mano sinistra vicina al touchpad mentre scrivo. Così ogni tanto, mentre faccio scorrere il testo di un documento, NeoOffice mi cambia lo zoom a capocchia, perché interpreta l'appoggio di due dita (un dito della mano sinistra, uno della destra) che si allontanano o si avvicinano come una richiesta di zoom. La funzione, fra l'altro, non mi risulta essere disattivabile. In OOo 3.0, non c'è: si trascina un cursore nell'angolo inferiore destro della finestra dell'applicazione.

E' una buona cosa che OpenOffice continui a progredire, ma io per il momento rimango a NeoOffice sul Mac. L'importante è utilizzare il più possibile, in un modo o nell'altro, formati aperti come OpenDocument.
36 commenti

iPhone, nuove frontiere della patacca

Attenti all'iPhone finto!


Englishrussia.com segnala, con tanto di foto, una truffa decisamente sofisticata che starebbe circolando in Russia: una persona concitata si avvicina alla vittima e spiega di aver bisogno urgente di qualche soldo, offrendo in cambio il proprio iPhone.

L'iPhone viene mostrato alla vittima: ha il guscio autentico del telefonino Apple e lo schermo si accende fino a far comprire l'icona della mela, poi si spegne. Il truffatore spiega che è per via della batteria scarica, ma il telefonino, dice, funziona benissimo.

In realtà funziona benissimo solo dal punto di vista del truffatore: infatti dentro non c'è l'elettronica di un iPhone, ma un circuitino artigianale che accende lo schermo e mostra la mela. Come siano riusciti a procurarsi i gusci, e quanto tempo sia stato speso per realizzare una patacca davvero geniale, non è noto. Ma come su Internet, anche nella vita reale bisogna stare in guardia contro le offerte troppo allettanti per essere vere e fatte sotto pressione.
21 commenti

Messaggi spaziali, spam interstellare?

Radiotelescopio ucraino manda 500 mail nello spazio. Primo spam interstellare atteso fra 40 anni


Di recente ho raccontato l'"evento wow": un segnale radio ricevuto dallo spazio con caratteristiche molto simili a quelle di un segnale artificiale. Ora la BBC segnala un tentativo di "evento wow" tutto nostro: un radiotelescopio in Ucraina, l'RT-70 dell'Agenzia Spaziale Nazionale a Evpatoria, ha inviato pochi giorni fa una serie di 500 e-mail, scelti fra quelli scritti dagli utenti di Bebo.com. I messaggi sono diretti verso il pianeta Gliese 581C, che si trova a 20 anni luce dalla Terra (194 trilioni di km), nella speranza che vengano ricevuti da intelligenze aliene nel 2029.

Gli argomenti descritti nei messaggi spaziano (è il caso di dirlo) dall'ambiente alla politica alla pace nel mondo ai rapporti familiari al primo bacio. Difficilotto da spiegare a un extraterrestre ("metti quella cosa DOVE? E la muovi COME??").

La speranza è che gli alieni non abbiano ancora implementato un filtro antispam.
87 commenti

Medium annuncia UFO in TV per il 14 ottobre: risate assicurate

Una volta tanto, profezie ufologiche precise: gli alieni arrivano il 14 ottobre


La medium australiana Blossom Goodchild e lo scrittore Dannion Brinkley preannunciano l'arrivo degli alieni con estrema precisione, cosa inconsueta nel settore, in cui predominano le dichiarazioni vaghe ed ambigue.

Secondo l'annuncio della Goodchild, gli alieni della Federazione della Luce le hanno comunicato che il 14 ottobre 2008 sarà visibile nei cieli terrestri "un veicolo di grandi dimensioni" che sarà "nel sud del vostro emisfero e percorrerà molti dei vostri stati". Il veicolo resterà nell'atmosfera "per un minimo di tre dei vostri periodi di ventiquattro ore".

A darle man forte arriva Dannion Brinkley, noto per essere stato colpito da un fulmine nel 1975 e dichiarato morto ben tre volte, nonché da anni impegnato a scrivere libri e girare per il mondo a raccontare la propria esperienza di premorte, nella quale avrebbe ricevuto messaggi d'ogni sorta da entità non meglio precisate. Curiosamente, uno di questi messaggi coincide con quello della Goodchild: secondo Ufodigest.com, Brinkley ha previsto l'arrivo degli alieni entro il 2008 in un suo libro. E questa, stando al tam-tam di Internet che sta facendo circolare freneticamente la notizia, sarebbe una conferma autorevole.

L'annuncio della Goodchild e di Brinkley si è meritato l'attenzione dei media online: Google News ne è pieno in tutte le lingue (Wikio ne parla qui in italiano citando Yahoo News). Saranno altrettanto pronti i media a sbeffeggiare i due quando l'evento non si produrrà? Chi ha creduto alle loro panzane farà pubblica ammenda? Accetto scommesse.
57 commenti

Scie cliniche (le FAQ del CICAP) / 2

Il CICAP pubblica le FAQ sulle scie chimiche: seconda parte


La prima parte di quest'articolo è pubblicata qui. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Con il permesso del chimico Simone Angioni del CICAP, pubblico qui la seconda parte delle domande più frequenti (e relative risposte) sul tema delle cosiddette "scie chimiche", redatte dal gruppo di ricerca specialistico del CICAP stesso.

L'originale è disponibile qui; la versione che potete leggere qui sotto è leggermente riveduta linguisticamente ed ampliata con immagini raccolte in Rete ed alcune mie considerazioni, di cui il CICAP non ha colpa e che sono indicate a parte.


2009/06/03

La seconda parte delle FAQ è stata trasferita alla sezione "Le domande più frequenti" del blog La bufala delle scie chimiche.
145 commenti

Scie cliniche (le FAQ del CICAP) / 1

Il CICAP pubblica le FAQ sulle scie chimiche: prima parte


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Con il permesso del chimico Simone Angioni, pubblico qui la prima parte delle FAQ, ovvero le domande più frequenti (e relative risposte) sul tema delle cosiddette "scie chimiche", redatte nell'arco di vari mesi dal gruppo di ricerca specialistico creato dal CICAP, di cui fa parte Angioni insieme ad altri chimici, piloti, controllori di volo e tecnici di settore italiani e stranieri. Io ho collaborato alla stesura soltanto per la parte giornalistica.

L'originale è disponibile qui; la versione che potete leggere qui sotto è leggermente riveduta linguisticamente e ampliata con immagini raccolte in Rete ed alcune mie considerazioni, di cui il CICAP non ha colpa.

Con la pubblicazione di queste FAQ, ricche di riferimenti alla letteratura tecnica, dovrebbe essere chiaro ai dubbiosi e ai preoccupati che il presunto fenomeno delle scie chimiche è una fandonia, inventata e alimentata da un gruppuscolo di paranoici a livello clinico che vogliono contagiarci con le loro paure assurde.

Non è a loro che sono dedicate queste FAQ, perché sono inguaribili (come vedrete dalla loro immancabile reazione isterica): sono dedicate a chi vuole saperne di più, non a chi crede già di sapere tutto. Buona lettura.


2009/05/10


La prima parte delle FAQ è stata trasferita alla sezione "Le domande più frequenti" del blog La bufala delle scie chimiche.
44 commenti

“Arcobaleno rovescio” sopra il Maniero Digitale oggi

Arcobaleno rovesciato a Grancia (Lugano) colto al volo oggi pomeriggio


Grazie allo spirito d'osservazione di mia figlia Lisa, vi posso offrire queste foto scattate poche ore fa (poco dopo le 16) dal sottoscritto di un arco circumzenitale, o "arcobaleno rovesciato" come lo ha definito Repubblica in uno dei suoi soliti articoli allarmistico-catastrofisti di recente, secondo il quale sarebbe stato "un effetto dei mutamenti climatici" e sarebbe osservabile "sempre in zone molto più fredde". Come no. Oggi eravamo in giro in maglioncino, mica facevamo a cazzotti con gli orsi polari.

Per la precisione, le foto sono state scattate a Grancia (appena fuori Lugano), in questo punto, noto ai nativi come il distributore della Pina, alle 16.14.





Come potete vedere, il sole è basso sull'orizzonte e l'arco è intorno allo zenit (donde il nome), con la convessità rivolta verso il sole. L'oggetto allungato sulla destra è l'insegna del succitato distributore di benzina, che essendo verticale indica piuttosto chiaramente la direzione dell'inquadratura.



Una splendida dimostrazione non solo delle cantonate meteorologiche sciorinate da certi giornalisti, ma anche del fatto che se avessimo più tempo per osservare lo splendore il cielo invece di rincorrere i problemi quotidiani, queste meraviglie sarebbero molto più conosciute e non spaventerebbero nessuno.
167 commenti

Rientro (quasi) balistico al Maniero Digitale

Due righe veloci post-convegno CICAP


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Rieccomi online dopo due giorni e mezzo di tribolazioni informatiche e corse folli: fra modem UMTS che andava a singhiozzo, perdita parziale della presentazione poche ore prima di proporla al pubblico (recuperata dai backup con acrobazie non banali – è una lunga storia, il Mac mi ha tirato uno scherzo non gradevole, ne parlo qui sotto), e soprattutto un week-end di incontri e di conferenze interessantissime, non c'è stato tempo di andare online come si deve. Scusate se i commenti sono rimasti fermi in coda: li ho pubblicati tutti poco fa.

Il convegno del Cicap a Padova è stato ricchissimo di spunti: decisamente atipico, con ben poca parapsicologia, ormai quasi battuta sul campo, come ha sottolineato Steno Ferluga, e molte altre indagini di frontiera: creazionismo, reale portata dell'effetto placebo (impressionante), omeopatia, 11 settembre, cerchi nel grano, scie chimiche e trappole della comunicazione giornalistica sono stati fra i principali argomenti trattati, ma non è mancato lo spazio per discussioni metodologiche e per un punto della situazione dopo quasi vent'anni di lavoro. Nicolas D'Amore e Marco Morocutti hanno poi portato una ventata dell'unica magia vera: quella del grande lavoro degli illusionisti.

Piero Angela è stato un ospite squisito, divertente e divertito, a tratti commosso, nel veder cresciuti i semi piantati tempo fa, e ha intrattenuto il pubblico con una collezione di aneddoti che hanno illuminato i vari argomenti toccati dai relatori. Il suo racconto dell'esperienza con il caso Di Bella e con le medicine alternative è stato toccante e inesorabile nel documentare la pochezza e la pericolosità di questi imbrogli e autoimbrogli, fatti a volte in buona fede, altre in perfetta malafede.



Tutte le conferenze dovrebbero essere pubblicate online in video appena il CICAP trova qualche volenteroso ben attrezzato che si dia da fare con il montaggio video: qualcuno si offre? Si tratta di sincronizzare l'audio dal mixer con il video di tre telecamere che riprendevano da angolazioni differenti e con le immagini delle presentazioni. In più vanno aggiunti titoli e sottopancia qua e là. Ci vogliono un programma professionale, un disco bello grosso, e tanto tempo.

Non posso rendere giustizia in poche righe alle varie relazioni presentate, per cui non ci provo nemmeno: spero di poterne raccontare qualche altro dettaglio a breve, appena mi riprendo dall'emozione di aver fatto il relatore di fronte a Piero Angela, comparsomi in sala a sorpresa, cosa che per me è stata un'esperienza surreale quanto un'esibizione canora di Amanda Lear davanti a Mina. Con il sottoscritto nei panni di Amanda Lear, s'intende.

Intanto, il premio morale per il relatore meglio vestito se lo aggiudica senza dubbi la biotecnologa Beatrice Mautino, che ha presentato una relazione sull'evoluzione e il creazionismo che ha risposto a molte delle domande comparse nei commenti all'articolo precedente di questo blog che annunciava il convegno, e lo ha fatto con una maglietta strepitosa che dovrò procurarmi al più presto:



No, non è Che Guevara. E c'è scritto "Viva la evolucion".

Mi schianto a dormire, ma prima vorrei ringraziare tutti per l'ospitalità e l'amicizia dimostrata. Da fuori ci prendono per matti, ma dopo mesi d'insulti e di battibecchi con tanti ottusangoli ostili, ritrovarsi fra persone razionali oltre che amiche e appassionate di scienza è un toccasana impagabile. Questa sì che è medicina alternativa che funziona.

Prime immagini



L'implacabile videocamera backstage di Massimo Polidoro documenta alcuni momenti di angoscia pre-conferenza, mentre ricostruisco i pezzi perduti della mia presentazione:



Altri video sono disponibili nel Canale CICAP di Youtube (iscrivetevi se volete ricevere le notifiche di nuovi video). Godetevi anche qualche numero magico di Nicolas D'Amore: