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2019/11/23

Comprare un’auto elettrica da 40.000 euro mi costa meno che tenere l’auto a benzina già pagata. Ecco come

Ultimo aggiornamento: 2019/11/26 00:30.

AVVERTENZA: Siccome si stanno accumulando parecchi commenti di persone che chiaramente non hanno letto bene prima di commentare o sono accecate dai loro preconcetti, cestinerò i commenti di chi dimostra di non aver letto quello che ho scritto. In particolare, per ulteriore chiarezza: 1. abito in Svizzera; 2. I conti che faccio valgono per la Svizzera; 3. Lascio da parte, stavolta, le considerazioni ecologiche; 4. la carica gratuita è una opzione, non un obbligo. Per tutte le solite domande, obiezioni, curiosità e critiche sulla mobilità elettrica, trovate risposte dettagliate su Fuoriditesla.ch. Grazie. 


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Tra pochi mesi (a maggio 2020) finirò di pagare la mia auto a benzina (una Opel Mokka con cambio automatico). Di conseguenza non avrò più il costo mensile della rata dell’auto.

Eppure ho deciso di acquistare un’altra auto lo stesso, e di comprarla elettrica, e per farlo ho un budget di circa 40.000 franchi/euro, perché a lungo termine tenere un’auto a pistoni che ho già pagato mi costerà praticamente quanto comprare un’auto elettrica nuova o usata.

Come è possibile? La mia scelta, in sintesi, è se spendere nei prossimi anni quasi 40.000 franchi/euro in benzina o spenderli in un’auto migliore e meno costosa da alimentare e mantenere di quella che ho adesso.

Premetto che il caso che sto per descrivervi è particolare e non ho pretese che si adatti a tutti. Le mie circostanze personali sono abbastanza insolite, ma sono un esempio del fatto che ormai non è più vero che un’auto elettrica è per forza uno sfizio da ricchi.

Premetto anche che, per semplicità e mancanza di sfere di cristallo, devo partire dall’ipotesi che alcuni parametri di costo resteranno fissi per i prossimi anni. In realtà alcuni potrebbero aumentare e altri potrebbero diminuire. Del resto, anche le mie esigenze di mobilità potrebbero cambiare, anche se è improbabile. Ogni investimento per il futuro è una scommessa e ha dei fattori di rischio spesso imponderabili. Il tempo dirà se ho scommesso bene.

Sempre per semplicità, ignorerò fattori come costi assicurativi, imposte di circolazione, deprezzamenti, valore di rivendita dell’auto attuale e costi di manutenzione, e mi concentrerò solo sul costo dell’energia. Non ho pretese di arrivare a un vero e proprio TCO (Total Cost of Ownership).

Lascio inoltre in disparte, per questa volta, qualsiasi considerazione ecologica e ne faccio solo una questione di portafogli, così spiazzo in partenza tutte le solite obiezioni e polemiche.

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Il mio metodo consiste nel considerare insieme due cose che solitamente non si considerano nell’acquisto di un’auto tradizionale:

  • il costo totale dell’energia (elettrica o carburante)
  • una durata di quindici anni
La mia situazione attuale è che con la mia auto a pistoni faccio circa 25.000 km/anno: la uso per tutti i viaggi relativamente lunghi (oltre 100 km per tratta). Ne faccio altri 9.000 circa con la mia piccola auto elettrica a corta autonomia (una Peugeot iOn di seconda mano, che fa 100 km con una carica), che uso per tutti i viaggi brevi.

Tengo traccia diligentemente delle mie spese di carburante da quando ho questa auto a pistoni (giugno 2016). A tutt’oggi, dopo tre anni e mezzo, ho percorso 84.738 km, spendendo in benzina in tutto 9.416 CHF (8.564 EUR) per 6.125 litri di carburante. Faccio benzina quasi sempre in Svizzera, dove abito, per cui il mio costo medio di carburante è più basso di quello di altri paesi (come per esempio l’Italia): 1,53 CHF (1,39 EUR) al litro.

In altre parole, spendo in benzina mediamente 2.727 CHF (2.480 EUR) ogni anno. Se tenessi la mia auto a pistoni attuale, ai ritmi e prezzi attuali nei prossimi 10 anni spenderei 27.270 CHF (24.800 EUR) solo in benzina. In 15 anni spenderei 40.911 CHF (37.213 EUR) di carburante. Sperando, s’intende, che l’auto attuale mi duri tutti quegli anni e che non debba comprarne un’altra o spendere in manutenzione per quella attuale.

Se il vostro chilometraggio annuo è superiore al mio e pagate la benzina più di quello che la pago io, il salasso a lungo termine è ancora più grande. Decine di migliaia di euro che vanno letteralmente in fumo.

Ma se compro un’auto elettrica, questa spesa di carburante crolla. Nella mia situazione particolare, potrebbe facilmente diventare zero (spiego tra poco come mai).

In sintesi: soltanto con quello che spendo attualmente in carburante in 15 anni, mi potrei comprare un’auto elettrica a lunga percorrenza da 40.000 CHF (36.500 EUR). Con un piccolissimo sforzo di 30 CHF al mese potrei permettermi persino una Tesla Model 3 base nuova di zecca, con assistenza di guida inclusa, che in Svizzera costa attualmente 45.980 CHF (41.800 EUR) prima degli ecoincentivi (circa 2000 CHF dal Cantone e altrettanti dal concessionario). E ce ne sono molte altre, nuove e usate, che costano anche meno e offrono comunque tutta l’autonomia che mi serve.

La Tesla Model 3 Standard Range Plus di base: screenshot fatto il 23/11/2019 dal configuratore Tesla per la Svizzera.

La Renault Zoe ZE40 base nella versione con batteria di proprietà (non a noleggio). Screenshot dal configuratore Renault per la Svizzera, 24/11/2019.

La Hyundai Kona 39 kWh base sul sito Hyundai italiano costa 38.300 EUR. Il modello non è in vendita in Svizzera, dove è offerta solo la versione da 64 kWh base a 46.990 CHF.


Starete già pensando che sto barando: in questi conticini, infatti, ho azzerato il costo dell’energia elettrica che dovrò usare al posto della benzina. È facile vincere in queste condizioni. Ma il fatto è che attualmente io potrei (e per i duri di comprendonio che arrivano nei commenti, sottolineo il potrei) davvero caricare la mia auto elettrica gratis.

A due chilometri dal Maniero Digitale, infatti, c‘è IKEA, che ha installato una serie di stalli di ricarica completamente gratuiti. Con tanto di invito a venire a caricare quando si vuole e tutte le volte che si vuole, senza obbligo di acquisto. C’è proprio scritto “Ricarica gratis la tua auto tutte le volte che vuoi”. L’ho già usata un paio di volte per prova con la mia piccola elettrica intanto che facevo la spesa al centro commerciale adiacente.

Uno dei punti di ricarica dell’IKEA di Grancia, Canton Ticino.


Non è l’unica colonnina gratuita dalle mie parti: molti supermercati, come ALDI o Bennet oltreconfine, offrono la ricarica a chi fa la spesa. Anche ABB ha varie colonnine gratuite sparse per la Svizzera. Ho insomma varie possibilità concrete di caricare gratuitamente un’auto elettrica a lunga autonomia. Quand’è l’ultima volta che avete fatto il pieno di carburante gratis?

Intendiamoci: queste cariche gratuite hanno un costo in termini di tempo. Su queste colonnine relativamente lente (22 kW) un “pieno” di un’auto elettrica a lunga autonomia richiede almeno tre ore (su una Tesla Model 3 da 50 kWh, che è limitata a 11 kW in carica in corrente alternata, ce ne vogliono circa sei se è completamente scarica). Ma grazie alla mobilità del mio lavoro, a me non costerebbe nulla stare in auto per qualche ora a lavorare con il mio laptop, al calduccio o al fresco grazie al riscaldamento e al climatizzatore che funzionano anche ad auto “spenta”. Già adesso lavoro spesso mentre sono in viaggio in treno o in auto (guida qualcun altro, non vi preoccupate). Con la mia attuale percorrenza dovrei farlo soltanto una o due volte la settimana, magari mentre sto facendo la spesa o altre commissioni presso il centro commerciale. Non avrei problemi a farlo anche fuori dagli orari di lavoro abituali, quando le colonnine sono sempre libere e per gli altri automobilisti elettrici è scomodo venire a caricare.

Certo, capisco che non tutti abbiano questa flessibilità nel lavoro; ma io ce l’ho, per cui perché non sfruttarla?

Fra parentesi, se vi state chiedendo come mai non carico gratis a queste colonnine la mia attuale auto elettrica, ELSA, il motivo è semplice: la sua carica lentissima (2,3 kW su queste colonnine) richiederebbe circa cinque ore, durante le quali non potrei usare riscaldamento o aria condizionata. Avendo una batteria molto piccola (16 kWh), dovrei ricaricarla quasi tutti i giorni. Oltretutto la carica completa fatta a casa mi costa circa due franchi e mezzo (2,3 EUR). Insomma, con ELSA non vale la pena di andare appositamente a una colonnina gratuita. Con un’auto dotata di batteria capiente e capace di caricare a 11 o 22 kW, invece, ne vale la pena eccome.

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Ma supponiamo che la festa prima o poi finisca e che la carica gratis non ci sia più, oppure che mi manchi il tempo o la voglia di usarla. Dovrei caricare l’auto sulla presa domestica (che ho già fatto predisporre in garage), durante la notte. Come cambierebbero i conti?

Con il mio contratto attuale, un kWh a tariffa notturna mi costa 0,146 CHF (0,12 EUR). Un “pieno” da 50 kWh mi costa quindi 8,03 CHF (7,3 EUR) e mi consente circa 340 km di autonomia (a 0,16 kWh/km, che è il consumo medio di un’auto elettrica). Dato che il mio contatore standard regge 17 kW (ho già provato), posso fare il “pieno” in poche ore di notte. Per fare 25.000 km/anno mi serviranno 4044 kWh/anno, pari a 590 CHF (537 EUR)/anno.

Nel caso peggiore, insomma, spenderei 49 CHF (44,5 EUR) in più al mese. Posso correre il rischio.

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Cosa succederebbe con i prezzi italiani? Prezzibenzina.it oggi indica un prezzo medio di 1,616 EUR/litro per la benzina. Supponendo un consumo medio di 20 km/litro, 25.000 km/anno sarebbero 1250 litri, ossia 2020 EUR; su 15 anni, la spesa di carburante ammonterebbe a 30.300 EUR.

Se un kWh in Italia in fascia notturna costa complessivamente (IVA e imposte incluse) circa 0,20 EUR*, 25.000 km/anno elettrici (4044 kWh/anno) costano 808 EUR, che in 15 anni diventano 12.132 EUR. Resta un avanzo di 18.170 EUR.

* Una mia stima iniziale basata su dati Enel mi diceva 0,124 EUR, ma numerosi commentatori hanno segnalato che il costo reale è 0,20 EUR. Altri mi dicono che è giusta la stima iniziale. Ho aggiornato i calcoli di conseguenza, ma consiglio a ognuno di farsi i suoi.

Chi fa 50.000 km/anno ottiene quell’avanzo in sette anni e mezzo.

Preferite buttar via diciottomila euro in benzina, oppure usare quei soldi per comprarvi un’auto? E ci sono situazioni ancora più vantaggiose, come questa: 60 euro/anno per cariche illimitate.



Chi ha un impianto fotovoltaico, inoltre, carica l’auto praticamente gratis con le eccedenze di energia invece di darle alla rete elettrica (che le paga pochissimo).

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Tutto questo mio ragionamento funziona a condizione di tenere la stessa auto per almeno 15 anni e 375.000 km e quindi se si considera l’auto come investimento a lungo termine. È credibile che un’auto elettrica duri così tanto?

Considerato che l’età media del parco auto italiano è intorno ai 10,8 anni (vicina a quella europea), che le auto elettriche hanno meno manutenzione e usura di quelle a pistoni, e che non mancano esempi di auto elettriche usate ben oltre 375.000 km, parrebbe di sì.

Fonte: TeslaMiles, 2019. @TeslaTaxi20 è un tassista di Modena.


Le batterie delle auto elettriche odierne hanno una garanzia di 8 anni e le statistiche indicano che durano ben oltre la garanzia. Persino la mia iOn del 2011 ha già superato gli 8 anni di età coperti dalla garanzia e va ancora piuttosto bene.

Si può anche considerare il caso molto concreto di Tesloop, che gestisce una flotta di auto elettriche in California. Ciascuna percorre circa ventisettemila km al mese e la maggior parte ha superato senza problemi i 480.000 km, come raccontano Quartz e Cleantechnica.

A differenza di quelle a pistoni, inoltre, le auto elettriche non vengono rese obsolete dalle norme antinquinamento. Una Euro 3 a pistoni, anche se funzionante, non può circolare o può farlo solo in alcuni luoghi. Un’auto elettrica, anche se vecchia, non ha queste restrizioni e quindi non viene resa inutilizzabile dalle normative.

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Fin qui ho fatto i conti su 40.000 euro. Ma se l’auto elettrica costasse meno? Per esempio, una Peugeot e208, che costa in Svizzera 34.350 CHF (in Francia circa 31.000 euro) prima degli ecoincentivi? Proviamo a confrontarla con la versione equivalente a carburante (la 208 Active), che costa 19.500 CHF, ossia 14.850 CHF in meno.


La batteria della e208 è garantita per 8 anni o 160.000 km (per il 70% della capacità di carica). Facendo 25.000 km/anno, ci metterei 6,5 anni a raggiungere il limite di garanzia chilometrica. In quei 6,5 anni risparmierei circa 18.000 CHF di benzina, che compenserebbero ampiamente i 14.850 CHF di maggior costo d’acquisto. Caricando a casa, spenderei 3700 CHF di corrente in tutto.

In altre parole, in 6 anni e mezzo la versione elettrica costa circa 3800 CHF in meno di quella a benzina se la si carica gratis, come posso fare io, oppure costa 100 CHF in meno (praticamente lo stesso) se la si carica a casa. Il punto di pareggio di un’auto elettrica, in questo caso, è raggiunto, e senza neanche considerare gli ecoincentivi.

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Va detto che questi conticini presuppongono che chi compra l’auto abbia a disposizione l’intero importo del prezzo d’acquisto o abbia accesso a un finanziamento a tasso basso che gli rateizzi l’importo, mentre la benzina si paga mano mano che serve. Rateazioni su 15 anni sono improbabili, ma ho visto offerte per cinque o sei. In Svizzera i tassi sono dall’1% all 1,5%.

Ci sono però offerte, come quella di Hyundai in Italia, che propongono una Kona 39 kWh a interessi zero e anticipo zero, e ci sono anche offerte di noleggio a lungo termine che riducono o azzerano l’investimento iniziale. Renault, inoltre, offre la possibilità di acquistare l’auto e di noleggiare la batteria, riducendo drasticamente il costo di acquisto iniziale.

Dopo la pubblicazione iniziale di questo articolo mi sono arrivate segnalazioni di casi concreti come questo:




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A conti fatti, insomma, le cose oggi stanno così: ai prezzi attuali, l’auto elettrica è costosa come prezzo d’acquisto, ma è un investimento conveniente a patto di tenerla a lungo termine o per percorrenze elevate. Nel mio caso, quindi, è conveniente. Provate a fare il conto con i vostri dati e guardate cosa viene fuori.

E così, se tutto va bene, comprerò un’auto elettrica con i soldi che avrei speso per rifornire un’auto tradizionale. Quale elettrica comprerò? Ci sono molte candidate, e se ne stanno aggiungendo altre. Ma questa è un’altra storia.


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