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Ci vediamo a Padova il 4 e 5 ottobre?

Convegno Cicap sabato e domenica: perché vogliamo credere, anziché capire?


Prenderà il via sabato 4 ottobre, e proseguirà domenica 5, il convegno "Eppur si crede... Superstizioni e credenze alle soglie del XXI secolo", organizzato dal Gruppo Veneto CICAP a Padova, presso l'ex Fornace Carotta di via Siracusa 61.

Parteciperanno come relatori lo psicologo sociale Luciano Arcuri ("Perché la gente è affascinata dai fattoidi?"), il giornalista e scrittore Massimo Polidoro ("Il caso del doppio Beatle"), il sottoscritto ("11 settembre, le teorie alternative") l'ingegnere Francesco Grassi ("Cerchi nel grano e UFO"), il chimico Simone Angioni ("Tracce nel cielo: le 'scie chimiche'"), la biotecnologa Beatrice Mautino ("Intelligent Design"), il metodologo Giorgio Dobrilla ("Quello che gli alternativi dovrebbero sapere"), e il chimico Luigi Garlaschelli ("Omeopatia, medicina o magia?").

Ce n'è insomma per tutti i gusti: in due giorni presenteremo il materiale, spesso inedito, che a Giacobbo richiederebbe sedici anni di puntate di Voyager ed è frutto di mesi di lavoro dietro le quinte. I cospirazionisti, omeopati, ufologi, sciachimisti e creazionisti di ogni sorta sono caldamente invitati a partecipare, per animare i dibattiti previsti dal convegno. Non vogliamo parlarci addosso, per cui non scappate: non mordiamo (Gigi forse sì, ma cercheremo di contenerlo).

Siccome non siamo i legnosi assassini della fantasia descritti da certa gente, ci sarà anche una serata magica, con il prestigiatore Nicolas D'Amore insieme a Marco Morocutti e Piero Angela.

Il programma completo, insieme alla scheda d'iscrizione, è disponibile presso Cicap.org; il numero di telefono è 049.68.68.70 e l'indirizzo di e-mail è info@cicap.org. Restano ancora pochi posti, per cui affrettatevi.
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Antibufala Classic: Bill Gates ti paga se inoltri, garantisce l’avvocato

Risorge un classico aggiornato: 245 euro da zio Bill


Non ci posso credere. È riesploso uno degli appelli-bufala più classici della storia di Internet, risalente al 1997; uno dei pochi di cui si sa esattamente l'origine.

Ecco il testo aggiornato:

Generalmente non invio messaggi di questo genere, ma questo mi è arrivato da un'ottima amica, avvocato, e mi sembra che sia un'opportunità interessante. Lei dice che funzionerà, e FUNZIONA!!! Dopotutto, non c'è niente da perdere!

Ecco qui quello che dice:

Sono avvocato, e conosco la legge. Questo, E' reale. Non sbagliatevi. AOL e Intel manterranno le loro promesse per paura di essere trascinate in tribunale e dover far fronte a una causa di milioni e milioni di dollari. Come quella della Pepsi Cola contro la General Electric, non molto tempo fa.

Cari amici, per favore, NON prendete questo messaggio per un bidone. Bill Gates STA condividendo la sua fortuna. Se lo ignorate, potreste rimpiangerlo più tardi.

Windows rimane il programma più diffuso ed utilizzato nel mondo. Microsoft e AOL sperimentano inviando questo test via messaggio elettronico (e-mail Beta Test). Quando inviate questo messaggio elettronico (e-mail) ai vostri amici, Microsoft può rintracciarvi (se siete un utilizzatore di Microsoft Windows) per 2 settimane.

Ad ogni persona che invierà questo messaggio, Microsoft pagherà 245 euro. Per ogni persona a cui avete inviato questo messaggio e che lo invierà ad altre persone, Microsoft vi pagherà 243 euro. Per la terza persona che lo riceverà, Microsoft vi pagherà 241 euro.

Fra due settimane, Microsoft vi contatterà per la Conferma del vostro Indirizzo Postale e vi invierà un assegno.

(Sinceramente, Charles Bailey, General Manager Field)

Pensavo che questo fosse un imbroglio, o uno scherzo, ma 2 settimane dopo aver ricevuto questo messaggio e averlo riinviato, Microsoft mi ha contattato per conoscere il mio indirizzo postale e mi hanno inviato un assegno di 24.800 euro.

Dovete rispondere prima che questa prova sia terminata; se qualcuno ha i mezzi per fare quest'operazione, è Bill Gates. Per lui, c'è un ritorno commerciale. Se questo vi soddisfa, inviate questo messaggio a più persone possibile.

Dovreste ricevere almeno 10.000 euro. Non li aiuteremmo, inviando questo messaggio, se non ce ne venisse un qualche cosina anche a noi. La zia di un mio caro amico, che lavora per Intel, ha appena ricevuto un assegno di 4543 euro, semplicemente inviando questo messaggio.

Come ho detto prima, conosco la legge, e c'è del vero, Intel e AOL sono in negoziato per una fusione, con la quale diventerebbero la compagnia più importante del mondo nel settore, e per essere sicuri di rimanere il programma più diffuso e utilizzato in assoluto, Intel e AOL sperimentano con questa prova.

Dimitri Gustin
per ulteriori dettagli, ecco il mio numero di telefono: 0032473/404100


Premesso e ribadito che il messaggio è una bufala e non vi arriverà neanche un euro (ma vi arriveranno gli accidenti delle persone alle quali la inoltrate), la cosa buffa è che esiste un "Charles Bailey, General Manager Field", almeno stando a Spoke.com. Il numero di telefono di Dimitri Gustin è belga (prefisso 0032) ed è un cellulare (prefisso 473, rete Proximus), stando ai dati di Applied Language. Ma i ripetuti tentativi di chiamarlo restituiscono un messaggio di numero non valido.

Questa variante dell'appello non è esclusiva italiana: Hoaxbuster ha qui la versione in francese.

Non resta che osservare con un certo morboso fascino la facilità con la quale questi appelli non solo si diffondono nonostante la loro evidente implausibilità, ma si evolvono e mutano, trascinando con sè nomi di persone che forse sono semplicemente vittime innocenti di qualcuno che le ha coinvolte per fare loro una burla oppure, chissà, hanno abboccato davvero al messaggio e se ne sono fatti garanti.
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Come ti frego con il pop-up

La trappola dei pop-up assassini funziona più di sei volte su dieci


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "duomodimilano" e "lmohamed".

Dalla North Carolina State University arriva un dato sconsolante. Secondo una ricerca condotta dal professore di psicologia Michael Wogalter, intitolata "Failure to Recognize Fake Internet Popup Warning Messages", la maggior parte degli utenti è incapace di distinguere un pop-up di avviso autentico da uno fasullo.

Lo studio ha preso in esame le risposte di studenti laureandi a vari messaggi pop-up (alcuni autentici, altri falsi), comparsi mentre gli studenti navigavano su Internet. I messaggi autentici erano identici a quelli locali di Windows, mentre quelli fasulli arrivavano dall'esterno via Internet.

Il 63% delle volte, le cavie hanno fallito, cliccando su OK nonostante fossero stati avvisati che alcuni pop-up sarebbero stati fasulli.

Dato che i pop-up possono essere utilizzati per autorizzare di nascosto l'installazione di software ostile, Wogalter consiglia di non cliccare mai su OK nei casi dubbi, ma di chiudere la finestra del pop-up (sempre che sia possibile).
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Misteri veri: l’evento “wow”

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “gattomiro” e “larana”.

Visto che qualcuno si lamenta che non faccio altro che smontare misteri e ammazzare la fantasia, eccovi un esempio di vero mistero. Non le solite storielle trite di UFO, piramidi e Templari, ma un mistero autentico, di quelli benedetti dalla scienza.

È il 15 agosto 1977. Il radiotelescopio Big Ear della Ohio State University sta ascoltando l'incessante fruscio dei segnali radio naturali che provengono dallo spazio, specificamente nella direzione della costellazione del Sagittario. L'astronomo Jerry R. Ehman sfoglia i tabulati prodotti dal radiotelescopio e a un certo punto segna con la biro rossa una serie di dati e vi aggiunge un grande "Wow!".

Il suo stupore è più che giustificato. Il segnale ha tutte le caratteristiche tipiche di un segnale artificiale proveniente dallo spazio profondo.

  • Il radiotelescopio Big Ear aveva un puntamento fisso: spazzava il cielo man mano grazie alla rotazione terrestre. Di conseguenza, poteva "osservare" un punto specifico del cielo per esattamente 72 secondi prima che uscisse dal suo campo di ricezione. Un segnale che fosse durato di più o di meno avrebbe indicato una fonte terrestre (un satellite in orbita o un aereo, per esempio). Un segnale che fosse durato esattamente 72 secondi sarebbe stato quindi di origine non terrestre (non necessariamente artificiale, ma non terrestre). Il segnale durò esattamente 72 secondi.
  • Un segnale non terrestre avrebbe avuto un'intensità che iniziava bassa, raggiungeva il picco massimo dopo 36 secondi (quando era al centro del campo di ricezione del radiotelescopio), e poi calava di nuovo. Il "segnale Wow" aveva queste esatte caratteristiche.
  • Il segnale fu il più potente mai ricevuto dal radiotelescopio Big Ear.
  • La larghezza di banda del segnale era inferiore a 10 kHz: in altre parole: un segnale ben preciso, senza le sbavature tipiche dei segnali di origine naturale.
  • La frequenza di emissione del segnale era vicinissima ai 1420.406 MHz, che è quella ritenuta ottimale per le trasmissioni radio interstellari perché buca le nubi di polvere nello spazio e quindi viaggia meglio di tutte le altre; sarebbe quindi un candidato naturale per qualunque segnale emesso intenzionalmente da una civiltà extraterrestre.
  • La stessa frequenza è fra quelle proibite ai trasmettitori terrestri, e questo è un altro motivo per escludere l'origine terrestre del segnale.
Purtroppo il segnale "Wow" non si è mai più ripetuto. Sono stati fatti numerosi tentativi di riascolto, puntando verso la medesima posizione nel cielo anche i più recenti radiotelescopi, ma non è mai stato ricevuto altro. In quella posizione, inoltre, non ci sono corpi celesti significativi. Sono state escluse anche le fonti più improbabili, come pezzetti di satelliti che potevano riflettere un segnale di origine terrestre.

C'è chi ha obiettato che un segnale intenzionale si sarebbe ripetuto. Non si grida "Ehi, sono qui" una volta sola, no? Ma bisogna considerare che quando siamo stati noi a mandare nello spazio un radiosegnale per farci conoscere, tramite il radiotelescopio di Arecibo il 16 novembre 1974, lo abbiamo fatto una sola volta.

L'apposita voce della Wikipedia in lingua inglese ha una ricca bibliografia tecnica sul "segnale Wow".

Questi sono i veri misteri della scienza. Ed è per questo che la ricerca scientifica va finanziata: perché sarebbe veramente vergognoso scoprire che là fuori ci stanno chiamando da una vita, e noi siamo troppo stupidi per rispondere al campanello.
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Video parodia di Sarah Palin in stile Disney

Internet libera la creatività, con nuove forme di satira


Non posso che associarmi alla domanda di Boingboing.net, che ha segnalato questo video: come diavolo hanno fatto, quelli di CollegeHumor.com, a produrre così in fretta un video di questa qualità?

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Il primo vettore spaziale privato raggiunge l’orbita terrestre

Nello spazio con i soldi di Paypal


Ieri è stata superata una barriera psicologica fondamentale nell'esplorazione spaziale: è stato infranto il mito che costruire un missile in grado di compiere un volo orbitale fosse al di fuori della portata economica e tecnologica di un privato. Ciliegina sulla torta, grazie ad accordi speciali l'evento è avvenuto il giorno del mio compleanno. Ve l'avevo detto, che avevo ordinato dei gran bei fuochi d'artificio.

SpaceX, la società privata fondata da Elon Musk, già cofondatore di PayPal, ha reclutato ingegneri aerospaziali da tutto il mondo e ha finanziato la progettazione e costruzione ex novo di un vettore totalmente privato in grado di arrivare in orbita terrestre. E l'ha chiamato Falcon :-)

Ora che lo Shuttle sta per andare in pensione e gli USA si trovano senza un veicolo spaziale in grado di portare passeggeri, dovendo elemosinare un passaggio ai russi per andare alla Stazione Spaziale Internazionale, la cosa si fa particolarmente interessante.

Certo, il Pegasus della Orbital Sciences Corporation porta piccoli carichi (fino a 440 kg) all'orbita terrestre sin dal 1990 (ma usa un aereo come "primo stadio"), e la SpaceShip One di Burt Rutan nel 2004 è riuscita a portare nello spazio un astronauta privato (senza però raggiungere velocità orbitale). Ma il Falcon è il primo missile orbitale di progettazione interamente privata (altri vettori privati usavano stadi di missili militari riciclati).

SpaceX ha già in progetto una versione evoluta del Falcon che sarà in grado di portare astronauti fino alla Stazione Spaziale Internazionale e di ridurre ulteriormente i costi delle missioni spaziali. Ora comincia il divertimento.
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Sono alle 11:20 su C6.tv

Diretta alle 11:20 su C6.tv


Se Skype e il resto della tecnologia del Maniero Digitale non mi tradiscono, dovrei essere in diretta su C6.tv a partire dalle 11.20 (non 11 come avevo scritto inizialmente).

Aggiornamento: piccolo rinvio di qualche minuto. Vado in onda ora (11:35).
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Ci vediamo a Bolzano il 26 sera?

Di chi sono i miei dati: DRM, truffe e cracking a Bolzano


Stasera (26/9) sarò a Bolzano, presso la Sala Azzurra del Liceo Scientifico Europeo Rainerum Salesiani Don Bosco (ingresso da via Carducci 7), alle 20.30, per presentare una conferenza pubblica dedicata ad alcuni dei miei argomenti preferiti: i pericoli dei formati proprietari e dell'obsolescenza dei supporti, le truffe online e la sicurezza informatica per comuni mortali.

Tutti i dettagli sono nel poster qui accanto (cliccabile per ingrandirlo). Per informazioni: sebastian.cincelli chiocciola gmail.com.
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Due chiacchiere con Downloadblog

Downloadblog m'intervista


Molto sportivamente, considerato che era in lizza per i Macchianera Blog Awards nella mia stessa categoria, Downloadblog.it mi ha proposto un'intervista via Skype. Chiacchierone come sono, non ho saputo dire di no.

Che bello, il formato di Internet che non t'interrompe e non t'imbriglia con i tempi della diretta.

Ho colto l'occasione per raccontare qualche aspetto della mia attività online e offline che di solito non ho tempo di includere in altre situazioni radiofoniche. Mi scuso per la mia voce metallica, ma stavo usando una cuffia ottimizzata per il riconoscimento vocale, non per esaltare le possenti sonorità della mia melliflua voce.

Includo la schermata di Downloadblog non per autocelebrarmi, ma perché adoro la ricorsività. Se ora Downloadblog cattura questa pagina e la mette online, possiamo proseguire ad infinitum... Buon ascolto.
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Cioccolato e orologi a cucù

Svizzero tenta di trasvolare la Manica oggi. Con un Jetpack


Potrebbe essere una soluzione per l'Alitalia? Una nuova formula per i voli low cost? Infili una tuta ignifuga, ti fai portare in quota da un aereo, poi ti butti fuori planando con un'ala attaccata alla schiena e quattro motori a getto roventi a pochi centimetri dal corpo.

Roba da fantascienza, ma ci proverà sul serio oggi il pilota svizzero Yves Rossy, in diretta TV su National Geographic dalle 13.

Come lo invidio. E poi dicono che gli svizzeri sono noiosi.


Aggiornamento


Tentativo rinviato a domani per maltempo. Uomo coraggioso ma saggio.
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Voyager e l’Area 51 (con contorno di api e scie chimiche)

Voyager, ai confini dell'incoscienza


Stasera torna la trasmissione Rai Voyager, che si occuperà, presumibilmente con il consueto rigore scientifico e consultando gli esperti di settore, di un tema assolutamente classico della misteriologia: l'Area 51.

L'annuncio del programma dice che la troupe di Giacobbo "tenta di entrare nella mitica base del Nevada: l'Area 51". Buona fortuna. E ovviamente non manca l'interrogativo inquietante: "Cosa nascondono le Forze Armate americane, all'interno dell'impenetrabile zona militare?".

Se non volete spendere tempo a sorbirvi il format da stillicidio della trasmissione, ve lo dico io: di certo niente che andrebbero a raccontare a Giacobbo. E allora perché andarci?

Non mancherà anche un argomento che sicuramente turba i sonni dei contribuenti al canone Rai: la profezia di Einstein sulle api. Secondo Voyager, la profezia sta in una frase del grande scienziato, che "recita che quando scomparirà l'ultima ape sulla faccia della Terra, il destino dell'uomo sarà segnato per sempre".

Vi posso risparmiare una buona mezz'ora di discorsi inconcludenti di Voyager: Einstein non ha mai detto o scritto nulla del genere, come spiega Snopes.com con dovizia di dettagli. Tempo richiesto per risolvere la questione: due secondi, il tempo di scrivere in Google "Einstein bees" e premere Invio.

I casi sono due. Alla redazione di Voyager non sanno cos'è Google, oppure prendono volutamente per i fondelli i creduloni che seguono la trasmissione. Questa è disinformazione pagata dai contribuenti. E poi ci chiediamo perché girano le storie più sceme sui pianeti in collisione e i calendari Maya e i giovani non conoscono la scienza e s'angosciano per i video dei cellulari che fanno il popcorn. Semplice: perché trasmissioni come Voyager imbottiscono loro la testa di cretinate.

Perché Voyager non alza le chiappe e va ad indagare i misteri veri della scienza? Luci di Hessdalen, l'"evento wow" di cui ho parlato qualche giorno fa, i risultati delle sonde Viking su Marte che sembravano indicare tracce chimiche di vita, le sonde Pioneer deviate fuori rotta da una forza sconosciuta, la macchina di Anticitera... queste sono solo le prime che mi vengono in mente.

No, eh? Troppa fatica. Molto più comodo riciclare la pappa pronta rigurgitata da qualche sito o libercolo di pseudoscienza, senza neppure fare una Googlata preliminare prima di aprir bocca, e al diavolo le conseguenze.


Post (non)eventum


Il servizio sull'Area 51 s'è concluso esattamente come previsto (avrò poteri di precognizione?): con un bel nulla di fatto. Quattro tontoloni che ronzano intorno a una base militare e si scandalizzano perché vengono tenuti d'occhio. Di concreto, nulla.

Il servizio sulle scie chimiche è stato brutalmente riciclato da una puntata precedente: come al solito, Rosario Marcianò è stato presentato come se fosse un superesperto, con tanto di qualifica di "ricercatore", quando è invece un semplice dilettante senza alcuna competenza aeronautica o meteorologica ed è oltretutto autore di numerose manipolazioni e falsificazioni di immagini e dati, già documentate in questo blog e altrove.

Già è scandaloso che la televisione pubblica spacci per esperti delle persone che non lo sono (per par condicio, a quando una puntata di Medicina 33 o Elisir condotta da un cartomante che fa le diagnosi con i tarocchi?). Ma stavolta è la redazione stessa di Voyager, specificamente Roberto Giacobbo, ad aver fatto delle affermazioni che a mio avviso rasentano il reato di procurato allarme:

Perché questo fenomeno [delle scie bianche lasciate dagli aerei] avvenga in modo naturale si devono rispettare contemporaneamente tre condizioni: la temperatura deve essere tra i 40 e i 45 gradi sotto zero, l'altitudine dell'aereo deve essere almeno di 8000 metri, e l'umidità deve essere superiore al 70%. Se solo una di queste condizioni non si verifica, la scia bianca dell'aereo non avviene in modo naturale. Ma molte volte abbiamo visto degli aerei che lasciavano delle scie ad altitudini inferiori, a temperature diverse. E allora? Cosa stavano lasciando nell'atmosfera? C'è chi sostiene che qualcuno stia mischiando i gas della nostra atmosfera con qualcosa di particolare, forse per modificare il clima. A che fine? Scopriamolo insieme.

Attenzione: qui Giacobbo fa delle affermazioni concrete e precise. Dice: "molte volte abbiamo visto degli aerei che lasciavano delle scie ad altitudini inferiori, a temperature diverse". Nessun condizionale, nessuna ipotesi: Giacobbo afferma di avere le prove del rilascio di scie al di fuori dei parametri "normali" da lui indicati (sui quali ci sarebbe da fare un discorso a parte, ma non ora). Dice di averli visti "molte volte", addirittura.

Bene. Cara redazione di Voyager, chiedo pubblicamente le prove di quest'affermazione. Perché un conto è intrattenere la gente con quattro storielle sugli alieni e le conoscenze degli antichi egizi, un altro è far paura alla gente dicendo scemenze pur di riempire il vuoto pneumatico fra una raffica di spot e l'altra. Posso fornire nominativi di chimici, meteorologi e piloti di linea che confermano che le vostre affermazioni sono totalmente infondate.

Se volete darmi una mano a far sapere a Voyager che non siamo tutti citrulli a cui la si dà a bere facilmente, l'indirizzo è voyager@rai.it. La mia mail è già partita. Se preferite la carta, l'indirizzo è Redazione Voyager - Via Goiran 3 – 00195 Roma.
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Pirati TV? Solo se non c’è altra scelta

iTunes, 1 milione di telefilm scaricati legalmente in soli 9 giorni



Dagli USA arriva una bella conferma a uno dei concetti che il mondo informatico tenta da anni di mettere in testa ai magnati dei media: non siamo pirati, se non ci rendete la vita impossibile.

Hollywood Reporter segnala infatti che iTunes ha venduto oltre 1 milione di telefilm e video della NBC nel giro di nove giorni. Purtroppo il servizio è disponibile soltanto negli Stati Uniti, dove le serie preferite sono scaricabili subito e legalmente anche in alta definizione a 2 dollari e 99 cent. Le serie meno recenti sono in vendita a 99 cent e sono disponibili anche abbonamenti che permettono di scaricare intere stagioni.

Speriamo che la lezione venga capita presto ed estesa al resto del mondo: date agli utenti un sistema semplice, intuitivo e a prezzi ragionevoli, e gli utenti compreranno, invece di perdere ore a cercare a scrocco puntate digitalizzate chissà come da chissà chi su Bittorrent e simili.
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Addio CD, benvenuto... SD?

Musica su CD soppiantata dalle memorie mini?


I formati su disco stanno tramontando? Per quanto ancora troveremo ancora in giro dei lettori per i nostri CD? Forse meno di quello che pensate. SanDisk, nota per le sue schedine di memoria onnipresenti, ha annunciato entro Natale delle schedine in formato micro SD da 1 GB che verranno vendute con musica precaricata a 320 kbit/s e senza lucchetti anticopia. La musica sarà tratta dai cataloghi delle principali case discografiche: EMI, Sony, Universal e Warner.

La memoria, chiamata slotMusic, verrà venduta insieme a un lettore tascabile USB che permetterà di leggere la schedina su qualsiasi PC. Il suo formato è utilizzato da numerosi telefonini, e l'idea è proprio di evitare agli utenti la spesa di un lettore apposito e permettere loro di usare il telefonino che già possiedono.

Il problema è che il colosso della musica digitale, Apple, e il suo lettore iPod, non supportano schedine esterne, ed è difficile competere con un elefante del genere. I lettori MP3 della SanDisk hanno soltanto l'11% del mercato.

I prezzi saranno paragonabili a quelli dei CD tradizionali. Maggiori dettagli verranno pubblicati sul sito Slotmusic.org.

Fonti: The Register, Excite.com.
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Catastrofe del giorno: in arrivo il pianeta Nibiru

Fotografato Nibiru, il pianeta segreto che ci ucciderà tutti!


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “ornella” e “andryshevc****”. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Ho ricevuto una serie di e-mail agitatissime da parte di una persona che si firma Francesca ed è terribilmente preoccupata per quello che (stando al suo racconto) le avrebbe rivelato la sua insegnante: “la prof di geografia astronomica sostiene che ci sono le foto del Pianeta X che provocherà la conversione dei poli e la fine del genere umano”.

Se il racconto di Francesca è esatto e non è frutto di qualche fraintendimento, siamo a livelli d'irresponsabilità incredibili nelle scuole. Non avendo conferme indipendenti o altri dettagli della faccenda, non mi lancio in filippiche contro il sistema scolastico che potrebbero rivelarsi immeritate: ma l'episodio è un ottimo spunto per tornare a parlare di Nibiru, detto anche Pianeta X, il corpo celeste preferito dai catastrofisti cosmici.

Ne avevo già parlato vari anni fa, nel 2002, quando iniziò a circolare un documento PDF, “Il Decimo Pianeta”, con il relativo sito IlDecimoPianeta.com, che annunciava uno scontro cosmico con questo fantomatico pianeta per il 2003. Come avrete intuito, nel 2003 non è arrivato nessun pianeta X o Y o Z né ci sono state collisioni devastanti.

È poi emerso che il delirante documento era stato scritto da un ragazzo diciassettenne, Pasquale, che si è successivamente pentito amaramente di quello che aveva pubblicato: non solo per la figuraccia fatta, ma anche perché per anni, quando i suoi potenziali clienti googlavano il suo nome e cognome, trovavano in cima ai risultati questa sua cantonata galattica e lo prendevano per pazzo. Una vicenda che spero, probabilmente invano, possa servire da monito a chi pubblica scemenze su Internet.

Torno a parlarne perché la storia di Nibiru (alias Pianeta X o Decimo Pianeta) sta riemergendo, forse aiutata dalle notizie delle scoperte autentiche di nuovi corpi celesti nel nostro sistema solare, come Makemake e Haumea: oggetti di dimensioni ragguardevoli ma inferiori a quelle di un pianeta classico e chiamati quindi pianeti nani (ne trovate un elenco ufficiale qui). A rianimare la storia ci pensano vari video più o meno psichedelici, che naturalmente annunciano ancora una volta l'imminente arrivo di un pianeta, collocandolo guarda caso nel 2012: anno che sta particolarmente a cuore a tutti i catastrofisti. Trovate un esempio di queste credenze deliranti in italiano presso Nibiru2012.it.

Il bello è che c'è gente che ci casca e ci crede veramente, facendo riferimento a presunte conoscenze astronomiche dei Sumeri, e parla di Nibiru dicendo che avrebbe un'orbita che interseca quella della Terra ogni 3600 anni, causando sconquassi a non finire. C'è chi pertanto si prepara coscienziosamente per la fine del mondo, come Yowusa.com, e intanto vi offre una sterminata collezione di libri che, per soli 19 dollari e 95 cent, vi spiegheranno come sopravvivere all'impatto di un pianeta.

A proposito di libri sul tema, ne esistono anche in italiano, garantiti dalla mitica firma di Zecharia Sitchin, un giornalista che si è improvvisato traduttore dei testi sumeri reinventandosi di sana pianta la loro interpretazione per adattarla alla sua teoria ufologica. Perché gli archeologi, quelli veri, sono ovviamente tutti scemi e solo Sitchin ha ragione.

Naturalmente non manca l'ipotesi cospirazionista, che sostiene che i potenti del mondo sanno dell'imminente arrivo di Nibiru e si stanno attrezzando di nascosto (a cos'altro può servire, dicono, il deposito blindato in Norvegia che custodisce i semi di tutte le piante del mondo?).

Gli astronomi di tutto il mondo sono ovviamente al corrente della cosa, ma tacciono. Come sia possibile far tacere perfettamente tutti gli astronomi della Terra, compresi quelli dilettanti, non è spiegato. Peccato, perché altrimenti potremmo sapere come far tacere anche queste bertucce parlanti che seminano annunci di catastrofi.

La cosa più comica, o forse dovrei dire patetica, è che i sostenitori dell'esistenza del Decimo Pianeta presentano quelle che secondo loro sono delle prove: fotografie del pianeta in questione, che a loro dire sarebbe così ben nascosto da essere visibile in pieno giorno.

Ecco un esempio di “prova” dell'esistenza di Nibiru, tratta da questo blog:


Siamo davvero a questi livelli d'ignoranza del mondo che ci circonda? A nessuno di questi invasati viene in mente che quel pallino possa essere semplicemente un riflesso interno dell'obiettivo della fotocamera? Evidentemente no, perché di foto del genere ce ne sono tante in giro per la Rete. Non mi addentro nella spiegazione dei motivi di meccanica celeste per cui non è fisicamente possibile nascondere un pianeta o averne uno che ogni 3600 anni fa un giro da queste parti e poi se ne va: chi crede a foto come queste probabilmente pensa che la meccanica celeste sia la moglie del carrozziere.

Casi come questi sono sintomo di una crescente diffidenza verso la scienza e di un analfabetismo scientifico di ritorno che in un mondo che dipende dalla scienza per la propria sopravvivenza e per le grandi decisioni sul futuro è sinceramente preoccupante. Se poi dovesse emergere che effettivamente nelle scuole ci sono insegnanti imbecilli che avvelenano la mente ai giovani con queste scemenze, la preoccupazione sarebbe al livello di guardia.

A chi è rimasto intrigato da queste storie trovate su Internet, posso consigliare solo una cosa: schiodatevi da Youtube e andate fuori a guardare le stelle. Studiate l'astronomia: una delle poche scienze alle quali i dilettanti possono tuttora contribuire cospicuamente (i nomi delle comete sono quelli dei loro scopritori, quasi sempre astronomi per hobby).

C'è così tanta bellezza là fuori. Sdraiatevi in un prato a guardare le stelle cadenti. Puntate un telescopio alla Luna quando è una falce sottile, ed esploratene le montagne messe in risalto dalle ombre radenti. Guardate con un binocolo Venere e scoprite che è una falce minuscola. Andate da un amico che ha un telescopio e guardate gli anelli di Saturno con i vostri occhi. Andate a una riunione locale dei tanti gruppi astrofili italiani: chiedete lumi all'Unione Astrofili Italiani (o ai gruppi equivalenti in Svizzera).

Lasciate perdere i catastrofisti cosmici, squallida mandria di mentecatti che godono nel mettere paura alla gente. Anzi no: arrabbiatevi con loro, perché vi vogliono intossicare il cervello, togliere il piacere della vita e spillare soldi. Spendeteli in un telescopio: non ve ne pentirete.
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Arcobaleno rovesciato, è la fine del mondo!

Antibufala: Repubblica e il panico da arcobaleno


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "daga.franc*" e "clmosc".

Adesso anche gli arcobaleni fanno paura. Repubblica ha scritto questa chicca: "Arcobaleno capovolto a Cambridge un effetto dei mutamenti climatici". Santo cielo, se anche gli arcobaleni si capovolgono, la fine del mondo dev'essere vicina.



Il giornalista non ha saputo resistere alla tentazione: avendo osservato una cosa che non conosce, automaticamente ne attribuisce la colpa a "un effetto dei mutamenti climatici". Così fa paura, e la paura fa leggere la gente. Fa niente se poi s'inquieta senza motivo.

Va detto che il piglio è piuttosto scientifico, con tanto di spiegone delle origini del fenomeno. Ma leggendo attentamente si nota la prima furbata dell'articolo:

"L'arcobaleno invertito - sottolinea la Mitton - si può osservare, ma sempre in zone molto più fredde"


Chi è la signora Mitton per offrire questo parere tecnico? E' la persona che ha fotografato l'arcobaleno, certo. Ma è una meteorologa? No. E' un'astronoma. Una persona che ha "una vita spesa a scrutare il cielo", come dice l'articolo, certo: ma di notte. Che ne sa di meteorologia? L'articolista non se lo chiede, né interpella un meteorologo. E così facendo inciampa nella bufala e semina l'angoscia climatica.

Poteva andare peggio, per carità: infatti l'articolo spiega che l'"arcobaleno capovolto" è noto scientificamente come "arco circumzenitale" e "si forma a causa della rifrazione dei raggi solari da parte di minuscoli cristalli di ghiaccio". Giusto. Ma il mistero è, secondo l'articolo, nel fatto che questo fenomeno si vede soltanto nelle zone più fredde del pianeta. Se si vede a Cambridge, in Inghilterra, a latitudine 52° nord, vuol dire che quest'anomalia è segno dei mutamenti del clima. Panico! Panico!

I fatti sono un po' differenti. Il sito specialistico Meteoros.de, per esempio, presenta un'intera collezione di foto di archi circumzenitali, e spiega che non sono affatto rari (si formano 20-30 volte l'anno) e compaiono anche a latitudini più basse. Addirittura ci sono foto di questi archi scattate a Roma. Che notoriamente è in una delle zone fredde del nostro globo.

Fra l'altro, oltre agli archi circumzenitali esistono anche gli archi circumorizzontali: l'Astronomy Picture of the Day del 10 giugno 2008 mostra un esemplare di arco di questo genere in una foto scattata a Whiting, nel New Jersey. Andando a sfogliare la voce apposita della Wikipedia, salta fuori che gli archi circumorizzontali sono anch'essi un fenomeno ben noto e frequente (ne fotografai anch'io uno, molto parziale, da ragazzino appena fuori Pavia). I cambiamenti climatici non c'entrano nulla.

Possiamo, per favore, goderci una volta uno spettacolo della natura senza farci prendere dalla paura dell'ignoto? Ne trovate altri bellissimi esemplari qui e intere serie qui e qui.



2008/09/24

Un altro splendido esempio di arco circumzenitale, scattato in Birmania (altra nota zona fredda), è disponibile qui grazie a psionic, come indicato nei commenti qui sotto.
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Bucata la mail della candidata vicepresidente USA: lezioni per tutti

Quant'è facile rubare la password di una casella di posta? Ce lo dimostra Sarah Palin (suo malgrado)


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Le caselle di posta su Yahoo di Sarah Palin, la candidata repubblicana alla vicepresidenza degli Stati Uniti, sono state violate da un intruso e il loro contenuto è stato pubblicato su Internet. Al di là della correttezza o meno del gesto e del contenuto delle caselle in questione, l'episodio è una lezione per tutti sull'insicurezza delle normali protezioni delle caselle di posta online. Per fortuna c'è un rimedio abbastanza semplice: mentire.

Cominciamo dall'inizio. Il 17 settembre scorso, due caselle di posta privata di Sarah Palin, gov.palin@yahoo.com e gov.sarah@yahoo.com (ora cancellate), sono state oggetto di un'intrusione. Una persona che si fa chiamare online Rubico ha trovato il modo di accedere alle caselle e ne ha pubblicato il contenuto qui su Wikileaks, sito noto come deposito di materiale scottante e di pubblica denuncia che nessun altro osa pubblicare.

Il contenuto delle caselle si è rivelato decisamente poco interessante. Chi si attendeva rivelazioni clamorose è rimasto a bocca asciutta: qualche mail personale, foto di famiglia, e nient'altro. I sospetti sull'identità dell'intruso, nel frattempo, si sono concentrati su David Kernell, studente ventenne della University of Tennessee-Knoxville e figlio di un rappresentante dei democratici del Tennessee, Mike Kernell. La prodezza di David gli è valsa l'attenzione dell'FBI, visto che violare la posta di una candidata vicepresidente è questione di sicurezza nazionale.

Al di là dei battibecchi politici e le discussioni sulla liceità del comportamento dell'intruso (secondo le leggi statunitensi, l'intrusione in sé sarebbe illegale, mentre pubblicare i documenti ottenuti tramite l'intrusione non lo è, per via dell'interesse pubblico intorno a una candidata), quello che conta per tutti noi è il modo in cui è stata commessa l'intrusione.

Rubico, infatti, non ha usato strumenti da smanettone o da überhacker: ha semplicemente sfruttato, in modo oltretutto dilettantesco, la funzione "ho dimenticato la mia password" di Yahoo. Questa funzione chiede la data di nascita e il codice di avviamento postale di residenza dell'utente e poi chiede una domanda segreta: nel caso della Palin, il luogo dove aveva conosciuto suo marito. Se si immettono correttamente questi dati, la password è modificabile via Web.

Ovviamente la data di nascita e il CAP di un personaggio molto in vista come la Palin non sono stati difficili da trovare, e anche il luogo d'incontro con il futuro marito della Palin è stato indovinato da Rubico con poca fatica leggendo le biografie online della candidata repubblicana. Non c'è voluto altro.

Ora la domanda che si starà ponendo chiunque abbia una casella su Yahoo è "ma allora potrebbe succedere anche a me?". Certamente: e il problema vale non solo per gli utenti Yahoo, ma per quelli di qualsiasi fornitore di caselle di posta che usi questi sistemi di verifica dell'identità.



Il rimedio è semplice, per fortuna. Basta che immettiate dati falsi: alterate la vostra data di nascita, per esempio, avendo però cura di prendere nota in un luogo sicuro di quale data fasulla avete usato, e non date risposte veritiere alle domande di sicurezza (se scegliete "Come si chiama il tuo animale domestico?", non metteteci il nome vero del vostro gatto/cane/criceto/clamidosauro). Fatevi furbi, insomma, così gli intrusi non potranno leggervi la posta usando i vostri dati anagrafici.

Fatevi soprattutto più furbi di Rubico, che ha effettuato la sua intrusione usando un solo proxy (Ctunnel) ed è stato così incosciente da pubblicare, nelle schermate della casella della Palin, l'URL di Ctunnel che aveva usato per l'intrusione. Tanto valeva che si dipingesse un bersaglio addosso. E ora sono guai.

Fonti: Wired, Electronic Frontier Foundation, The Register, BBC, Tgdaily.
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Scie chimiche a Novi Ligure, prime anticipazioni

Zie chimiche, pronto l'audio di Novi Ligure


Sono disponibili i file audio della conferenza del CICAP tenutasi a Novi Ligure il 19 settembre scorso e preannunciata qui con un thread epico di oltre 500 commenti.

Non li ho ancora ascoltati integralmente, ma mi dicono che non mancano i momenti di ilarità, quando gli sciachimisti presenti in sala manifestano la loro totale ignoranza di come funzionano gli aerei e il traffico civile.

Come sempre, il modo migliore per far vedere quanto sono svitati i sostenitori delle scie chimiche è lasciarli parlare.

Scaricate i file audio sul vostro lettore MP3 o ascoltateli in auto, e cercate di non ridere troppo. Il video è in arrivo.

Conferenza: prima parte, seconda parte, terza parte, quarta parte.

Domande del pubblico: prima parte, seconda parte.
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Gli svizzeri risolvono il problema dei brevetti

Io no spik svizzerano?


Molti internauti conoscono l'Engrish, l'esilarante inglese tradotto dai cinesi o giapponesi che compare spesso nei videogiochi e nelle istruzioni degli apparecchi. Ma pochi conoscono lo svizzerano: la curiosa miscela di italiano e altre lingue che ogni tanto si affaccia nel Canton Ticino. Eccone un esempio fresco fresco che sembra suggerire un approccio radicale alla contestata questione dei brevetti sul software.

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Riccardo Patrese porta la moglie a fare un giro

Consigli matrimoniali: se sposate un pilota di F1, non ditegli come guidare. Non quando c'è una telecamera accesa


Non c'entra niente con l'informatica o con gli altri temi che seguo in questo blog, ma mi sono sganasciato dalle risate guardando questo video e penso che possa divertire anche voi: Riccardo Patrese che guida una Honda Civic Type-R sul circuito di Jerez, con la moglie a bordo.

Dopo 2:00 circa, il video si fa decisamente vivace. Abbassate il volume se siete in ufficio, e attenti al turpiloquio. Adoro la calma olimpica e il sorrisetto di Patrese. Dev'essere un matrimonio interessante.


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Camera con vista

Difficile lavorare, con un panorama del genere





La navetta Atlantis s'incammina verso la torre di lancio. La versione ad altissima risoluzione è qui. Image Credit: NASA/Kim Shiflett.
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Grafica digitale del 1963. Il futuro non è più quello di una volta

Sketchpad, demo di grafica digitale interattiva nel 1963





Questo è uno spezzone di un video più completo, disponibile presso Archive.org, in cui Alan Kay, uno dei pionieri delle interfacce grafiche digitali, dimostra Sketchpad, un programma di grafica interattiva creato da Ivan Sutherland. L'anno è il 1963.

Vi ricorda AutoCAD? Notate l'intelligenza del programma nel ridimensionare e raddrizzare? Le funzioni di duplicazione degli oggetti con un solo "clic"? Allora vi starete facendo la stessa domanda che mi sto facendo io. Perché queste cose si facevano già 45 anni fa, con computer infinitamente meno potenti di quelli odierni, eppure ogni anno veniamo spinti a comperare PC sempre più potenti e avidi di risorse?

Socialmente non saranno stati un granché, ma tecnologicamente gli anni Sessanta furono incredibili. il Concorde, l'SR-71, l'XB-70 Valkyrie, le missioni lunari, James Bond con lo zaino volante che non era un trucco cinematografico... dov'è finita tutta questa roba? Perché la NASA sta a fatica mettendo in piedi solo ora un nuovo vettore che sembra un applicatore per Tampax e deve elemosinare un passaggio ai russi per andare alla stazione spaziale? Dov'è finita la tecnologia sexy di quegli anni?

Se qualcuno lo sapesse, me lo dica. La rivoglio indietro.
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Marillion: nuovo album scaricabile gratis e legalmente

Nuove formule commerciali per campare vendendo musica online


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I Marillion, quelli che molti di noi matusa ricordano per la canzone Kayleigh, hanno annunciato che il loro nuovo album Happiness is the Road sarà scaricabile gratuitamente, ma non dal loro sito, bensì tramite i circuiti peer-to-peer, quelli che tante campagne (dis)informative hanno cercato di dipingere come il Male Assoluto per l'industria del disco.

Durante la prima esecuzione dei brani comparirà sullo schermo del computer un pop-up, dice la BBC, che inviterà i fan a fornire alla band il proprio indirizzo di e-mail in modo da poterli contattare offrendo biglietti per i concerti e altri oggetti riguardanti la band. Una sorta di spam autorizzato in cambio di musica.

Le formule alternative per vendere musica si sprecano: ricorderete i Radiohead con l'album a offerta libera o Prince con il CD regalato insieme a un giornale. Sembrano funzionare, perché generano pubblicità per la band e non inimicano i fan come fanno i vari lucchetti digitali finora tentati dalle case discografiche.

Ma soprattutto funzionano perché nonostante molti scrocchino, alle band arrivano più soldi di quelli che arriverebbero dalla tradizionale vendita di CD. Mark Kelly, il tastierista dei Marillion, ha notato che molti hanno descritto come un fallimento l'esperimento dei Radiohead, perché hanno ricavato in media due sterline (2,5 euro, 4 franchi circa) da ogni download, ma dimenticano che se il disco fosse stato venduto tramite i canali abituali, ai Radiohead non sarebbero arrivate quelle due sterline al pezzo.
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iPhone aggiornato e già craccato

Aggiornamento iPhone, turata la falla


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Apple ha rilasciato un aggiornamento, la versione 2.1, per il software dell'iPhone, che allunga la durata della batteria, riduce il problema della caduta delle chiamate e rattoppa otto falle di sicurezza, compresa quella che permetteva di scavalcare il PIN di protezione.

Per aggiornare l'iPhone, basta collegarlo ad iTunes.

Al tempo stesso, il sistema chiuso di Apple è già stato scardinato anche nella sua nuova versione, come riferisce Melablog. Continua quindi la caccia a guardie e ladri intorno al diritto di usare i prodotti che acquistiamo nel modo che vogliamo, senza sottostare all'arbitrio dei produttori che li vendono menomati intenzionalmente.

A questo proposito vale la pena di segnalare che Apple ha bandito un programma indesiderato dall'App Store, il negozio online di programmi per iPhone e iPod Touch, l'unico dal quale si possono installare programmi su questi dispositivi se non li si "libera" dai vincoli artificiosi imposti dal produttore. Il programma, Podcaster, era indesiderato per una ragione molto semplice: duplicava la funzione di podcasting di iTunes. In altre parole, era in concorrenza con iTunes. E zio Steve non vuole la concorrenza.
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Spegnendo le luci per 10 minuti, il mondo respirerà

Attivismo in pantofole: "Oscurità mondiale" per dieci minuti, e tutto si sistema


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "beaferne" e "s.perisi". Immagine tratta da Wikipedia.

Se c'è una cosa che trovo insopportabile nelle varie catene di sant'Antonio che circolano è l'ecologismo di facciata: quella diffusa tendenza a invitare tutti a compiere gesti assolutamente inutili, che però mettono a posto la coscienza.

Ecco l'ultima in ordine di tempo:

Oscurità mondiale: il 17 settembre 2008 dalle 21.50 alle 22.00.Proponiamo di spegnere tutte le luci e gli apparecchi elettronici affinché il nostro pianeta possa 'respirare'. Se ci sarà una risposta collettiva l'energia risparmiata sarà moltissima. Solo dieci minuti e vedremo cosa succede. Stiamo 10 minuti nell'oscurità, prendiamo una candela e semplicemente fermiamoci a guardarla mentre il nostro pianeta respira. Ricordate che l'unione fa la forza e internet ha molta influenza, può essere qualcosa di veramente grande. gira la mail, se hai amici che vivono in altri paesi fai girare loro la notizia.


In inglese:

Darkness world: On September 17, 2008 from 21:50 to 22:00 hours.Proposes to delete all lights and if possible all electrical appliances, to our planet can 'breathe'. if the answer is massive, energy saving can be brutal. Only 10 minutes, and see what happens. Yes, we are 10 minutes in the dark, we light a candle and simply Be looking at it, we breathe and our planet. Remember that the union is strength and the Internet can be very power and can Even do something big. Moves the news, if you have friends to live in other countries send to them.


Tralasciando l'inglese alla "io no spik inglisc", bisogna notare subito una cosa: il geniale estensore dell'appello non ha considerato che il mondo è diviso in fusi orari, per cui dare appuntamento alle 21:50 senza specificare il fuso orario di riferimento significa che gli aderenti all'appello spegneranno le luci in modo scaglionato (con la A, non è un refuso).

Non solo: dato che comunque le centrali elettriche generano potenza (e consumano combustibile) secondo cicli di produzione che non tengono conto di oscillazioni così brevi come uno spegnimento di dieci minuti, per cui non è affatto detto che "l'energia risparmiata sarà moltissima".

Anzi, se calcoliamo l'energia spesa per diffondere questo appello, probabilmente siamo già in perdita netta. E' il caso di accettare che problemi complessi come quello della fame di energia e la salute del mondo non possono avere soluzioni semplici e sempliciotte come quella di spegnere le luci per dieci minuti.
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Allarme cancro dalle bottigliette al sole

Antibufala: bevi dalla bottiglietta lasciata al sole e ti viene il cancro al seno, garantisce Sheryl Crow


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "barrel" e "cavalieremita". L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Sta impazzando questo appello via e-mail:

Non so se sia vero, nel dubbio io ve la mando.


E già qui ci sarebbe da fermarsi per sottolineare l'imprudenza di chi manda in giro notizie senza controllarle, ma lasciamo stare.

Acqua in bottiglia di plastica che si lascia in macchina: Se sei una di quelle persone che lascia la sua bottiglia di plastica in macchina, Durante I giorni caldi e bevi l'acqua dopo, quando torni in macchina, Corri il rischio di ammalarti di cancro al seno! ... Sheryl Crow ha detto, Nel corso del programma di Ellen, che in questa maniera aveva contratto il cancro al seno. I medici hanno spiegato che il caldo fa sì che la plastica emetta tossine tossiche Che portano a contrarre il cancro al seno. Le tossine tossiche della plastica sono le stesse Trovate nei tessuti dei seni con cancro. Di conseguenza, per favore, NON bere da quella bottiglia che hai lasciato in macchina e diffondi questa informazione a tutte le donne della/nella tua vita (che conosci) Queste genere d'informazioni sono quelle che dobbiamo sapere affinchè tutte le donne siano a conoscenza e possono forse salvarsi da questa orribile malattia...
...

X FAVORE NON TENERE SOLO PER TE QUESTA INFORMAZIONE....


A nessuno suona leggermente implausibile prendere consigli oncologici da Sheryl Crow (ammesso che lei abbia mai detto quello che le viene attribuito)? E che la Crow sappia con assoluta certezza che il cancro al seno le è venuto per aver bevuto da una bottiglietta di plastica lasciata al sole?

Sta di fatto che Sheryl Crow ha effettivamente lottato contro il cancro al seno nel 2006, uscendone con successo. Ed effettivamente una ricerca conferma che a ottobre 2006 ha partecipato alla trasmissione Ellen DeGeneres Show, durante la quale ha suggerito di non lasciare al sole le bottigliette d'acqua perché la reazione chimica della plastica riscaldata e dell'acqua è cancerogena.

Ma è vero che l'esposizione al sole causa reazioni cancerogene? Secondo le ricerche condotte da Snopes.com e i dati di Plasticsinfo.org, il PET (la plastica comunemente usata per le bottigliette morbide e trasparenti) è inerte e non rilascia nulla che possa indurre il cancro, neppure se esposto al sole: eventuali molecole rilasciate sono ritenute prive di effetti tossici noti e sono presenti in dosi minuscole.

In sostanza, non c'è alcuna prova concreta che bere da una bottiglietta di PET lasciata al sole induca il cancro. Per cui il suggerimento di Sheryl Crow, dato probabilmente in buona fede, è una bufala.

Tuttavia esiste un altro tipo di plastica, il policarbonato, che viene utilizzato in vari prodotti destinati agli alimenti, come alcuni contenitori per bevande, posate in plastica e contenitori per conservare cibi: lo si riconosce perché i prodotti realizzati con questa plastica sono rigidi e recano il numero 7 (simbolo qui accanto) e la scritta "PC" sul fondo, mentre il PET è più morbido e reca il numero 1.

Secondo Healthtalk.com, questi contenitori in policarbonato e quelli che utilizzano resine epossidiche (per esempio le lattine di cibo) rilasciano il BPA, o bisfenolo A, che è stato rilevato nelle urine del 93% dei soggetti esaminati dall'ente governativo CDC (Center for Disease Control and Prevention). Inquietante, e segno che non c'è alcuna compiacenza delle autorità preposte.

Sulla pericolosità o non pericolosità del BPA non c'è ancora un consenso scientifico, e ci sono indicazioni di un suo possibile effetto cancerogeno oltre determinati dosaggi, per cui se volete essere prudenti, evitate i prodotti di plastica che recano il numero 7. Maggiori dettagli sul BPA sono disponibili presso l'Environmental Working Group. Nei commenti (grazie Marco) trovate inoltre altre considerazioni e link a informazioni utili sulla questione BPA, decisamente controversa: Bisphenol-a.org, US National Toxicology Program, European Food Safety Authority.
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Blog Awards, il complotto

Ho vinto! Non ho vinto! Ho vinto!


Scrivo così spesso di complotti che alla fine sono stato invischiato anch'io in un complotto? E' un bel mistero. Mi riferisco ai Blog Awards, dati nel corso della Blogfest 2008. A mia insaputa ero finito fra i candidati per il "Miglior Blog tecnico-divulgativo (Premio Windows Live)" (ne avevo parlato qui). L'ho saputo tramite i lettori: mi sarei aspettato una notifica dagli organizzatori, almeno per avere il tempo di organizzare una capatina a Riva del Garda per salutare gli amici e/o scrivere il più bel discorso di ringraziamento della storia. Niente.

Il giorno della premiazione iniziano ad arrivare i commenti che mi congratulano per la vittoria. I giornali online confermano (Corriere, La Stampa): ho vinto! Ma la pagina Web dei premiati della Blogfest segnala invece Andrea Beggi. E Zeus News prima segnala me, poi segnala Beggi. Che casino.



Addirittura mi arrivano commenti secondo i quali "tira aria di complotto" e qualcuno sospetta semiseriamente anche di peggio.

Alla fine sento Andrea Beggi e altri e ottengo la conferma, che poi per scrupolo chiedo e ottengo anche dall'organizzazione (grazie Ilaria). Con una precisazione enigmatica che dice che il blog ufficiale non è quello di Myblog. Che però è quello dove sono stati postati i vincitori aggiornati ed è elencato fra i blog ufficiali nel sito ufficiale.

Non ci capisco più niente e non voglio fare polemica inutile: voglio solo raccontarvi la vicenda, perché mi diverte troppo l'idea che nasca una teoria di complotto intorno al Disinformatico.

A tutti grazie per il riconoscimento. Spero di continuare a meritarmelo!
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Scie chimiche, se ne parla seriamente a Novi Ligure il 19

Scie comiche smontate dai tecnici del CICAP a Novi Ligure il 19/9


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Dannazione. Odio dovermene stare zitto quando ho per le mani una storia intrigante sia sul piano tecnico, sia sul piano umano.

Se solo potessi raccontarvi tutti i retroscena di quello che sta avvenendo tra gli sciachimisti e chi, con buon senso e scienza, li sbufala. Ma ho promesso e quindi aspetto il momento giusto. Cito soltanto un episodio gustoso che risale a un annetto fa e la dice lunga sulla serietà di questa gente.

Straker, sciachimista incallito, presenta su Sciechimiche.org l'ennesima serie di foto inquietanti, che lui dice di aver "scattato qualche giorno fa". Eccola:



Ma arriva un altro utente, DVD, che rivela che le foto non le ha affatto scattate "qualche giorno fa" il nostro eccellentissimo Difensore dell'Orgone, bensì lui, e s'arrabbia non poco per il furto:




Infatti la foto era di DVD, che l'aveva pubblicata qui (è verso la fine della serie).

Che dire? Un bell'esempio di coraggiosa, leale e onesta lotta contro il Grande Complotto.

Capisco che quando si ha a che fare con gente che non ha niente di meglio da fare che fotografare le scie degli aeroplani dalla mattina alla sera e pubblicare interminabili collezioni di immagini, convinta di aver scoperto chissà quale colossale macchinazione, non ci si può lamentare troppo se si comportano come i capponi del Manzoni: quelli che, legati per le zampe a testa in giù per essere mangiati, “s’ingegnavano a beccarsi l’una con l’altra, come accade troppo sovente tra compagni di sventura”. Ma qui siamo oltre il ridicolo.

Se volete qualcosa di meno ridicolo e un tantinello più scientifico e rigoroso, con molto materiale inedito (comprese rare immagini di scie d'epoca e altri fenomeni meteorologici curiosi), venerdì 19 settembre alle 21, a Novi Ligure, presso la Biblioteca Civica di via Guglielmo Marconi 66 ci sarà la conferenza: "Tracce nel cielo. Le scie chimiche: fantasia o realtà?", organizzata dal Gruppo Piemonte del CICAP, sezione di Novi Ligure, con il patrocinio del Comune di Novi Ligure.

La conferenza sarà condotta da Simone Angioni, dottore in chimica che svolge attività di ricerca presso l'Università di Pavia e coordinatore del Gruppo CICAP Lombardia.

Per maggiori informazioni, contattate l'ufficio stampa del CICAP via mail (ufficiostampa chiocciola cicap.org) o visitate il sito Cicap.org.
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Dopo le fontane di Cocacola e Mentos, quelle di Postit!

280.951 PostIt. EepyBird. Non occorre dire altro


Ricordate i due matti che crearono un video spettacolare di una serie di fontane realizzate con i getti delle bottiglie di Coca-Cola e caramelle Mentos? Be', ci riprovano stavolta con i Post-it. Ne incollano insieme quasi trecentomila per questo video incredibilmente professionale e ben fatto: mi viene il coccolone soltanto a pensare quanto lavoro e quanti tentativi ci sono voluti per ottenere certe riprese. Se lavorate in un ufficio, sarà molto difficile resistere alla tentazione di emularli.

E' per cose come queste che esiste Internet: per liberare il bambino e il geek che c'è in noi e condividerne la gioia dell'esperimento con tutti, senza dipendere da un editore o da un direttore dei programmi.

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Siamo proprio messi male: sono in finale ai Blog Awards

Il Disinformatico proposto fra i 5 migliori blog tecnici-divulgativi di Macchianera. Ironia suprema: potrebbe vincere il Premio Windows Live


Se un blogghettino scritto in solitario nei ritagli di tempo finisce candidato ai Macchianera Blog Awards, cosa vi dice questo dello stato di Internet in Italia? Che siamo messi maluccio, o che qualcuno ha un senso dell'umorismo molto spiccato nel volermi vedere ritirare il Premio Windows Live.

Quindi fate i bravi e votate per qualcun altro dei candidati: Andrea Beggi, Downloadblog, Geekissimo, Manteblog: a me basta il riconoscimento di essere stato segnalato da tanti di voi. Grazie!

Macchianera Blog Awards 2008: Nomination


2008/09/13

Scampato pericolo, grazie a tutti per aver ascoltato la mia richiesta: ha vinto Andrea Beggi. Bravo Andrea!


2008/09/15


Contrordine. La pagina dei premiati è cambiata e ora il vincitore sono io. WheeeeeeeeeEEEEEEE!!!

Però non ho capito com'è successo questo casino. Qualcuno ne sa di più? Ne parleremo domattina alla radio (RSI).
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Compitini per i complottisti undicisettembrini

11/9: sette anni di teorie "alternative" liquidate dai fatti


Si avvicina la ricorrenza dell'11 settembre e inevitabilmente si riaccendono le discussioni sugli attentati del 2001. La televisione italiana ha toccato l'argomento su Raitre nella trasmissione di Mario Tozzi, Pianeta Files; ne trovate un commento qui sul blog Undicisettembre, che ormai contiene oltre 600 articoli d'indagine (e una FAQ piuttosto esauriente). Anche la televisione svizzera ha parlato delle teorie alternative sull'11/9 intervistando i complottisti elvetici (in streaming qui, in francese).

Ho un paio di compitini per i veritardi che non hanno ancora capito che le teorie alternative, con le loro Torri Gemelle demolite con la dinamite infilata di nascosto o le microonde o la vernice esplosiva applicata a pennello, con i loro aerei che al Pentagono scompaiono per essere sostituiti da missili che però nessuno vede, e con tutto il codazzo di paccottiglia da vendere, sono un esercizio di squallore che è uno schiaffo in faccia alle vittime (come dice chiaramente qui il pompiere Frank Papalia, intervistato dalla BBC).

Andate al Mémorial di Caen, in Francia, dove c'è la mostra con i reperti degli attentati, con i pezzi degli aerei che non c'erano e gli effetti personali dei passeggeri che secondo i complottisti se la sono svignata alle Bahamas simulando la propria morte: un lettore del Disinformatico, Mattia, ha preparato un servizio fotografico della mostra per darvi un'anteprima.

Se non ce la fate ad andare così lontano, potete più semplicemente fare un salto a Padova, dove c'è il monumento commemorativo dell'11 settembre, alle Porte Contarine, e c'è tuttora un grande pezzo dell'acciaio delle Torri Gemelle: quello che i vostri colleghi veritardi dicono sia stato fatto sparire in tutta fretta per nascondere le prove della demolizione controllata.







Queste sono soltanto alcune delle tantissime foto che gli agenti del Disinformatico hanno scattato quando ho chiesto una ricognizione a Padova qualche settimana fa (era questa la "missione segreta"). Pubblicherò le altre nei prossimi giorni, dopo aver completato la preparazione per la conferenza di Lugano insieme agli esperti di settore che si terrà dopodomani.
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Olocausto tolto dalle scuole in Gran Bretagna? [UPD 2010/02/02]

Appello per non dimenticare l'Olocausto


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Sta circolando da qualche settimana una terribile presentazione Powerpoint, di nome Olocausto.pps, che rievoca gli orrori dello sterminio nazista con immagini terribili: quella qui accanto, per quanto agghiacciante, è una delle meno atroci.

Ne cito soltanto il testo, perché contiene almeno un errore importante, quello che ho evidenziato in grassetto, che ne annacqua l'importanza:

Sembra impossibile

Il generale Dwight D. Eisenhower aveva ragione quando ordinò che fossero scattate foto e realizzati documenti filmati. Esattamente, come è stato previsto circa 60 anni fa…Esattamente, come è stato previsto circa 60 anni fa…

È una necessità storica ricordarsi che, quando il comandante supremo delle forze alleate, generale Dwight D. Eisenhower, vide le vittime dei campi di concentramento, ordinò che fosse scattato il maggior numero di fotografie e che fossero fatti venire gli abitanti tedeschi delle vicine città per vedere la realtà dei fatti e che fossero costretti a sotterrare i corpi dei morti.

Il motivo, lui spiegò: “Che si abbia il massimo della documentazione possibile – che si realizzino registrazioni filmate – testimonianze – perché arriverà un giorno in cui qualche idiota si alzerà e dirà che tutto questo non è mai successo”

“Tutto ciò che è necessario per il trionfo del male, è che gli uomini buoni non facciano niente” (Edmund Burke)

Recentemente, il Regno Unito, ha rimosso l’Olocausto dai suoi programmi scolastici perché “offensivo” nei confronti della popolazione mussulmana che afferma che l’Olocausto non è esistito…

Questo è un presagio spaventoso sulla paura che sta attanagliando il mondo, e quanto facilmente ciascuna nazione si stia adattando

Sono passati più di 60 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.

Questa mail sta facendo il giro del mondo come una “catena”, in memoria dei 6 milioni di Ebrei, 20 milioni di Russi, 10 milioni di Cristiani e 1900 preti cattolici che sono stati assassinati, massacrati, violentati, bruciati e umiliati, quando Gran Bretagna e Russia guardavano in altre direzioni.

Adesso come non mai, con l’Iran (tra gli altri) che sostiene che l’Olocausto è un mito, diventa imperativo fare in modo che il mondo non dimentichi.

L’intenzione è inviare questa mail e che sai letta dal maggior numero di persone in tutto il mondo.

Aiuta a inviare questa mail, diventa un anello di questa catena, traducila in altre lingue se necessario

Non cestinarla. Ci vorrà solo un minuto del tuo tempo per inoltrarla.


Una volta tanto, questa è una catena utile a ricordare uno dei momenti più oscuri dell'umanità; uno di quelli che molti vorrebbero non fosse mai esistito e che anche per questo, oltre che per motivi ancora più patetici, negano sia esistito.

Ma è importante correggerne gli errori, perché diffondere una verità frammista a bugie è inaccettabile e rischia di rendere meno credibile l'intero messaggio. Non è affatto vero che il Regno Unito "ha rimosso l’Olocausto dai suoi programmi scolastici perché “offensivo” nei confronti della popolazione mussulmana che afferma che l’Olocausto non è esistito".

Come racconta con dovizia di dettagli l'impagabile Snopes.com, la storia gira almeno da metà aprile 2007 in inglese, e ne esiste anche una versione che la attribuisce all'Università del Kentucky perché qualcuno ha confuso la sigla UK di United Kingdom con quella della University of Kentucky. L'università ha dovuto pubblicare una smentita.

Aggiornamento: una lettrice del Disinformatico, Catia, segnala nei commenti qui sotto che esistono tracce di questa notizia errata risalenti al 2005 qui.

La versione riguardante il Regno Unito è fasulla perché in realtà l'Olocausto fa parte eccome dei programmi scolastici britannici. L'equivoco è nato probabilmente perché qualcuno ha interpretato male la segnalazione sul Guardian che un singolo dipartimento di storia di una singola scuola aveva tolto l'Olocausto dal proprio programma. Ma l'insegnamento dell'Olocausto è e rimane obbligatorio nel Key Stage 3 (studenti da 11 a 14 anni) nell'Inghilterra propriamente detta; nei programmi scolastici scozzesi, gallesi e nord irlandesi, invece, è facoltativo.

Maggiori dettagli sulla vicenda sono pubblicati in due articoli della BBC: Schools 'avoid Holocaust lessons' (2 aprile 2007) e Holocaust 'ban' e-mail confusion (17 aprile 2007). Il secondo articolo si occupa specificamente dell'appello in circolazione.

Allarme dunque infondato, ma l'appello fa bene a ricordare che il rischio di voler cancellare le verità scomode o troppo dolorose è sempre alto.


2010/01/21


L'appello ora sta circolando sotto forma di documento Word, denominato Olocausto.doc, e con una variante: la rimozione dai piani di studio scolastici sarebbe avvenuta "questa settimana".


2010/01/27


Urbanlegends ha un articolo sulla versione inglese dell'appello e ne sottolinea altre falsità e distorsioni ingannevoli: i "20 milioni di Russi" e i "10 milioni di Cristiani" citati dall'appello non sono attribuibili direttamente all'Olocausto.

L'Olocausto propriamente detto, infatti, è lo sterminio di circa sei milioni di ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale. E' vero che lo stesso programma di sterminio organizzato dalla Germania nazista uccise anche milioni di polacchi, iugoslavi, Rom, civili e prigionieri di guerra russi, disabili, omosessuali, massoni, Testimoni di Geova e attivisti politici; ma non uccise "20 milioni di Russi". Le stime parlano di un bilancio comunque terribile (dai due ai tre milioni di russi), che non ha alcun bisogno di essere ingigantito falsamente.

Lo stesso vale per i "10 milioni di Cristiani": non è chiaro chi si intenda indicare con questo dato, né da dove siano stati presi questi numeri.

Che bisogno c'è di inventare cifre, quando bastano i numeri veri di questa atrocità?
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L’uomo-albero esiste e si è fatto operare

Nuove immagini dell'"uomo-albero": non è una bufala, le cure sono in corso


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "mauro" e "arualb".

Ne avevo parlato in una puntata del Disinformatico radiofonico l'anno scorso: l'"uomo albero", le cui immagini piuttosto scioccanti hanno fatto il giro di Internet, non è un falso come hanno pensato in molti.

Esiste realmente: si chiama Dede Koswara, oggi ha 37 anni, vive in Indonesia a sud di Giakarta, ed è affetto dal papillomavirus umano, che in combinazione con un raro difetto genetico al sistema immunitario scatena la formazione incontrollata di escrescenze cornee, soprattutto alle estremità degli arti.

E' ora in cura da parte del dottor Anthony Gaspari, dell'Università del Maryland, ed è stato sottoposto a un primo intervento che ha rimosso da mani e piedi oltre due chili di escrescenze, permettendogli di nuovo di usare le mani e di camminare senza dolore.

Qui sopra lo vedete prima dell'intervento: il Telegraph pubblica qui un video più recente che mostra i progressi fatti da Dede e alcune foto delle sue attuali condizioni. Un esempio è qui sotto:



Il fatto che Internet sia piena di immagini-shock fabbricate e artefatte non significa che siano tutte false, anche quando hanno l'aria di essere impossibili. Qualunque fenomeno, anche il più strano, va accettato come autentico se le prove della sua esistenza sono proporzionate alla sua stranezza: affermazioni straordinarie richiedono prove straordinarie, come si suol dire, e di fronte alle prove straordinarie anche il più cinico dei cinici deve arrendersi.

Francamente, in questo caso, per il bene di Dede avrei preferito scoprire che si trattava di una messinscena fatta per raccogliere l'elemosina. Ma così va il mondo: la madre Natura tanto esaltata da una certa visione bambagiosa dell'esistenza è in realtà spesso una matrigna crudele.
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TGcom pubblica foto osé false di Sarah Palin

E questi sarebbero i professionisti dell'informazione?


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "giuliom****" e "mauro". L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Le foto-bufala della candidata repubblicana alla vicepresidenza continuano, e continuano soprattutto le figure patetiche delle redazioni dei media "tradizionali": quelli seri, quelli pagati per fare il mestiere.

Il TgCom ha infatti pubblicato una serie di foto di Sarah Palin descrivendole come "foto osé sul Web". Se è questo che i signori del TgCom definiscono osé, allora mi sa che hanno visto ben poco di Internet, ma lasciamo stare.

La cosa importante è che le hanno pubblicate senza alcuna formula dubitativa: anzi, questa, che vedete qui sotto, è presentata addirittura con la didascalia "Un'immagine del governatore in tenuta molto sexy (hottiesinthenews.com)". Nessun accenno all'ipotesi che potrebbe trattarsi di un falso.

E infatti è un falso clamoroso. Questa è la schermata del TgCom:


E questa è una foto di Sarah Palin in cui il volto e i capelli sono, guarda caso, assolutamente identici a quelli della foto pubblicata dal TgCom: in altre parole, la testa della Palin è stata presa dalla foto qui sotto e incollata sul corpo di qualcun altro (date un'occhiata all'aggiornamento più sotto).




Va detto che il ritratto in minigonna è un falso piuttosto ben fatto e almeno visivamente potrebbe ingannare l'occhio non allenato (fate un po' di pratica presso il Fake Detective, se le donne svestite non turbano la vostra sensibilità, e imparerete i trucchi classici dei falsi digitali). Il colorito della pelle del viso corrisponde a quello del corpo, la direzione delle ombre è grosso modo giusta, e i contorni del viso non sono ritagliati con l'accetta come lo sono invece nella falsissima foto della "copertina di Vogue" pubblicata addirittura in prima pagina da La Stampa:




Notate che La Stampa ha oltretutto tagliato il riferimento a The KoKon.com, senza chiedersi cosa ci facesse sulla copertina di Vogue l'indirizzo di un sito che non è altro che un blog politico personale.

Anche in assenza di tracce evidenti di fotomontaggio, resta il fatto che è piuttosto improbabile che la signora Palin faccia circolare foto di questo genere, e la provenienza delle immagini da un canale assolutamente non ufficiale e privo di ogni garanzia (come indicato esplicitamente nell'immagine stessa) avrebbe dovuto mettere in allerta la redazione. Non lo ha fatto, e questo significa che non sono stati fatti controlli adeguati: si è preferito sbattere il mostro in prima pagina.

I segugi di Internet hanno fatto quello che i dilettanti delle rotative non hanno saputo fare: per la foto in bikini, hanno innanzitutto notato che il fucile è in realtà un modello ad aria compressa, un giocattolino insomma, con il quale una cacciatrice di alci come la Palin difficilmente si farebbe ritrarre, e poi hanno trovato anche la foto originale su Flickr.


La ragazza dell'originale si chiama Elizabeth. No, non ho il suo numero di telefono, ma potete chiederlo all'autore della foto originale, che si fa chiamare Doctor Casino.

Anche la foto originale della testa della Palin è stata scovata, e WowoWow spiega come è stato realizzato il falso e come riconoscerne gli errori.

Ma che male fanno queste cose, direte voi? Sono equivoci innocenti. Nossignore: sono sintomo di un modo di lavorare scalcinato, dove la foto si pubblica fregandosene della fonte o dell'affidabilità, basta che faccia colpo. Basta che faccia vendere. E fallimenti come questi non solo minano la credibilità dei giornali, ma perpetuano falsità dalle quali è difficile liberarsi. Infatti nonostante le smentite, alcuni giornalisti della CNN credono ancora che le foto siano autentiche e vi basano le proprie valutazioni della Palin ("she looks good in a bikini clutching an AK-47, but is she equipped to run the country?").

Complimenti a tutte le redazioni coinvolte e grazie per la lezione di giornalismo. La prossima volta che sento uno di voi blaterare che i blogger sono inaffidabili e solo voi siete depositari della deontologia e degni di diffondere al volgo la Verità, un pernacchione accompagnato da queste foto non ve lo toglie nessuno. Anzi, potrei prendervi a randellate con la copia cartacea de La Stampa che mi è arrivata grazie a uno dei partecipanti all'incontro di Torino (perdonami, nella fretta mi è sfuggito il tuo nome, ma grazie di cuore per il trofeo).


2008/12/13


Grazie al motore di ricerca per immagini Tineye.com, ho trovato la foto dalla quale è stato tratto il corpo che indossa la minigonna e la camicetta: è una foto proveniente da un'asta di eBay.de. Le immagini qui sotto sono cliccabili per ingrandirle.




Fonti: Huffington Post, Snopes.com, Urbanlegends.about.com (uno e due).