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Incidente in volo, SpaceShip Two è precipitato

L'articolo è stato ampiamente aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Credit: Scaled Composites / Jason DiVenere

Non è un buon periodo per i voli spaziali. Dopo l'esplosione al decollo del vettore cargo Antares arriva la notizia che poco fa il velivolo spaziale suborbitale SpaceShip Two della Virgin Galactic ha avuto quella che per ora viene chiamata “anomalia in volo”.

SpaceShip Two (foto qui accanto) era partito da Mojave, in California, un paio di ore fa, trasportato in quota dall'aereo madre White Knight (foto qui sopra). Alle 18:07 italiane è stato sganciato ed ha acceso i motori a razzo, ma circa sei minuti dopo lo sgancio è esploso in volo (Virgin Galactic ha tweetato l'“anomalia” alle 18:13). Flightradar24 riferisce che il segnale dal transponder di bordo è stato perso alle 18:12 italiane). La FAA conferma che a bordo c'erano due piloti.

Uno dei due piloti è morto, stando alle comunicazioni radio dei soccorsi e alla Associated Press, che cita la polizia della California. È stato avvistato un paracadute. L'aereo madre è atterrato senza problemi.

È prevista per le 21 GMT una conferenza stampa.

Pubblicherò qui e su Twitter gli aggiornamenti man mano che mi arriveranno.

Altri dettagli sono su NBC News, Spaceflightnow, Turnto23, KGETArs Technica. Qui sotto le prime immagini dei rottami dell'aereo: si tratta di parti della coda doppia del velivolo.




Questa è la rotta dell'aereo:


La si può ripercorrere qui: il callsign di SpaceShip Two era N339SS, quello di White Knight è N348MS. White Knight era a 45.110 piedi (circa 13.750 m) di quota.


Aggiornamento (2014/11/01 00:15)


Sono state pubblicate altre immagini dei rottami e alcune fotografie del momento dell'incidente. Per ora la risoluzione è molto bassa e non permette di capire meglio la dinamica degli eventi.



Su Astronautinews.it trovate una sintesi della situazione.

La conferenza stampa non ha fatto i nomi dei due piloti e non ha fornito dettagli sulle condizioni del pilota sopravvissuto. Secondo quanto dichiarato nella conferenza, non c'è stata una esplosione vera e propria (le foto sembrano confermare questo fatto). L'incidente è avvenuto due minuti dopo lo sgancio, non sei.


Aggiornamento (2014/11/01 10:00)


La BBC ha pubblicato un servizio video nel quale vengono mostrate ulteriori immagini della distruzione in volo di Spaceship Two e si nota che i rottami sono sparsi su un'area di due miglia.




Le immagini mostrano un'accensione iniziale regolare, seguita da una rottura del velivolo in più parti, senza una palla di fuoco. Questo, insieme alla distribuzione dei rottami in grandi tronconi su un'area relativamente ridotta e non disseminati a largo raggio, suggerisce un cedimento strutturale di Spaceship Two, forse innescato dalle sollecitazioni prodotte dal motore, più che un'esplosione del propellente, ma è presto per avere certezze.

Virgin Galactic ha confermato la morte di uno dei due piloti e ha dichiarato che l'altro pilota si è paracadutato, è gravemente ferito e ora è ricoverato presso un ospedale locale. Le autorità per la sicurezza del volo e per le indagini post-incidente sono già sul luogo del disastro.

Come ha detto anche Richard Branson di Virgin Galactic, andare nello spazio è difficile e non bisogna mai adagiarsi sugli allori: la perfezione di tanti lanci è ogni volta il risultato di un lavoro di estrema precisione che implica l'uso di grandi quantità di sostanze esplosive, per cui ci saranno sempre giorni come questo e piloti che rischieranno la vita per evitare che sia in pericolo la nostra.


Aggiornamento (2014/11/01 21:15)


Il nome del pilota deceduto è stato reso pubblico: è Mike Alsbury. 39 anni, nella foto qui accanto, scattata nel 2003 (Credit: Getty Images).

Secondo la BBC, questo volo sperimentale del velivolo era il primo a usare un nuovo tipo di propellente, già collaudato estesamente a terra.
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1952: radiocronista entra in diretta nel castello di Frankenstein, trova una sorpresa

Dal 1952 arriva la storia di uno scherzo di Halloween davvero epico, che però avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche. È appunto la notte di Halloween e Carl Nelson è un radiocronista della Armed Forces Radio, la radio delle forze militari americane di stanza a Darmstadt, in Germania. Nelson ha un incarico particolare: andare di notte nella cripta del Castello di Frankenstein (sì, esiste veramente), abbandonata da decenni, illuminandola soltanto con la propria pila elettrica, e fare una radiocronaca in diretta con un walkie-talkie, accompagnato da due tecnici.

Il radiocronista inizia a descrivere l'ambiente con magnifica professionalità, coinvolgendo gli ascoltatori nell'esplorazione della cripta. Urta qualcosa e si spaventa un po', ma poi prosegue con rinnovato aplomb, dicendo di non credere affatto alle leggende di mostri. A un certo punto scorge una statua grottesca nella luce tremolante della propria torcia e gli sembra che si sia mossa lievemente. Nonostante l'apprensione che comincia a trasparire nella sua voce, Nelson prosegue la propria narrazione con grande senso del dovere e poi tocca la statua, che si muove di nuovo.

La statua è in realtà un militare travestito (o un manichino, secondo alcune versioni della storia), ma Nelson non pensa a uno scherzo: perde totalmente il controllo e corre verso la porta dalla quale era entrato, ma la trova chiusa a chiave. Picchia disperatamente sulla porta e poi sviene in diretta alla radio, ascoltato da mezza Europa. La sua storia finirà sui giornali dell'epoca.

Potete ascoltare la magnifica, inquietante registrazione quiqui; altri dettagli di questo scherzo da infarto sono su ArmchairGeneral.com e TulsaTVMemories.com.
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Antibufala: in vendita un costume anti-Ebola sexy

Nuove frontiere del marketing virale: in Rete c'è stata ampia indignazione per la realizzazione di un “costume da infermiera Ebola sexy” da indossare a Halloween. Una trovata di pessimo gusto, considerato che per questo virus sono già morte oltre cinquemila persone.

Ma la notizia era una bufala, confezionata prendendo un costume sexy ispirato al telefilm Breaking Bad e photoshoppando l'immagine per creare la finta offerta commerciale.

Ma qualcuno ha fiutato l'affare: visto che se ne parlava tanto, il costume è diventato realtà, anche in versione maschile, in modo da approfittare della pubblicità gratuita generata dalla polemica. Come sempre, se ci sono di mezzo i soldi il buon gusto si mette da parte con disinvoltura.
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Chi è lo stalker immortale in GTA online?

Proprio in tempo per Halloween arriva una storia inquietante per tutti i giocatori di GTA Online: c'è un personaggio, nel controverso gioco multiplayer, che va in giro a spaventare gli altri giocatori.

Li insegue senza mai parlare, accompagnato da una cantilena infantile, vestito in modo normale ma con una maschera di cuoio sul volto, e li aggredisce, a volte uccidendoli (nel gioco, s'intende). Il suo nome è MrKreepyKoala e pubblica su Youtbe i video delle sue cruente incursioni in GTA e molti altri giochi.

Quello che spaventa molti giocatori, perlomeno a giudicare dai video che circolano in Rete, è che MrKreepyKoala n GTA è immortale e invulnerabile (o quasi). Ma in realtà è semplicemente un giocatore come gli altri che usa il Passive Mode, una modalità disponibile a tutti gli utenti ma che molti, evidentemente, non conoscono. A volte leggere il manuale serve per non farsi prendere in giro dagli altri giocatori.
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Antibufala: la NASA ha annunciato sei giorni di oscurità a dicembre

Sembra incredibile che qualcuno possa cascarci, ma è così: sta spopolando in Rete, soprattutto sui social network, la notizia che la NASA avrebbe annunciato che la Terra subirà sei giorni di oscuramento fra il 16 e il 22 dicembre a causa della polvere e dei detriti spaziali provenienti da una tempesta solare, che bloccheranno circa il 90% della luce solare che illumina e riscalda il nostro pianeta. La “notizia” prosegue dicendo che il direttore della NASA, Charlie Bolden, ha chiesto a tutti di mantenere la calma.

A quanto pare, a nessuno di quelli che propagano la notizia viene in mente di verificare se per caso c'è davvero sul sito della NASA (non c'è) o se viene ripresa da qualche testata scientifica o anche soltanto dai giornali di buona reputazione: l'hanno letto su Internet e questo è sufficiente. E ci sono naturalmente i complottisti e i catastrofisti che spiegano l'assenza della notizia sui media con un complotto per tenerla segreta. Senza pensare che se qualcuno avesse voluto tenerla segreta, far fare un annuncio pubblico alla NASA non pare un metodo molto affidabile per mantenere il riserbo.

In realtà si tratta di una bufala fabbricata dal sito satirico Huzlers.com riprendendo una panzana analoga del 2012 che annunciava tre giorni di oscuramento invece di sei. I video che mostrano il direttore della NASA mentre chiede agli americani di “prepararsi all'emergenza” sono spezzoni tratti da un video del 2013 che si riferisce alla gestione di uragani e terremoti, non alle tempeste solari.

Fra l'altro, giusto per capirci, una tempesta solare non è come una tempesta sulla Terra: è un fenomeno elettromagnetico e non è un vento che solleva nubi di polvere. Chi diffonde questa storia non fa altro che pubblicizzare la propria ingenuità e ignoranza.
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Antibufala: Nostradamus previde Star Wars

Su Nostradamus e le sue profezie si sono scritti fiumi d'inchiostro e digitati petabyte di caratteri. Ma avreste mai detto che aveva profetizzato la saga di Star Wars? Guardate che coincidenze incredibili si trovano in questa versione italiana delle Centurie.

Centuria I, quartina 61: “La repubblica miserabile infelice sarà devastata da nuovo magistrato”. La Repubblica Galattica è corrotta e burocratizzata fino alla paralisi (quindi “miserabile” e “infelice”) e viene sovvertita dall'interno dal Senatore Palpatine, che diventa il nuovo “magistrato” (Cancelliere Supremo) rimpiazzando Finis Valorum.

Centuria V, quartina 3: “Dentro suo girone d’accordo nautiche Rane”. Le “nautiche Rane” sono il popolo subacqueo dei Gungan, di cui fa parte Jar Jar Binks, che presenta nella sala circolare del Senato (“girone d'accordo”) la mozione di conferire a Palpatine i poteri d'emergenza per gestire il pericolo costituito dalla Confederazione.

Centuria I, quartina 97: “Ciò che ferro e fiamma non hanno saputo realizzare, la dolce lingua al consiglio farà”. Palpatine non prende il potere con la forza, ma con l'astuzia, creando un casus belli e usando parole persuasive (“dolce lingua”) di fronte al Senato (“al consiglio”).

Centuria IV, quartina 18: “Puniti da un editto, cacciati come criminali, e messi a morte là dove saranno trovati.” I Jedi vengono scovati e sterminati sul posto, ovunque si trovino, in seguito all'Ordine 66 emanato da Palpatine.

Centuria I, quartina 96: “Colui che avrà l’incarico di distruggere templi e sette, cambiati da fantasia, più alle rocce che ai viventi nuocerà per lingua ornata d’orecchie stanche.” Anakin riceve da Palpatine l'incarico di distruggere i templi dei Jedi, che sono considerati una setta mentre prima erano i garanti dell'ordine: il loro ruolo è stato cambiato dalle fandonie inventate da Palpatine. Anakin distruggerà gli edifici dei Jedi ma non farà del male alla popolazione (“più alle rocce che ai viventi nuocerà”). Le sue orecchie sono stanche delle chiacchiere e delle deliberazioni inconcludenti dei Jedi, e lo dirà a chiare parole.

Centuria VI, quartina 22: “Libertà finta sarà al corno e grida.” Palpatine proclama l'Impero Galattico fra l'entusiasmo dei senatori (“grida”) e crea uno stato totalitario con il pretesto di difendere la libertà. Che c'entra il “corno”? Guardate chi sta accando a Palpatine.

Centuria I, quartina 19: “capo, fuggito nascosto nelle paludi.” Il “capo” è Yoda, maestro Jedi, che viene sconfitto da Palpatine, fugge e poi si nasconde sul pianeta palude di Dagobah.

Centuria IV, quartina 75: “Presto a combattere vi sarà defezione, Capo avversario otterrà la vittoria:
La retroguardia farà difensiva. I feriti morti al bianco territorio.”
Poco prima della Battaglia di Hoth, Han Solo pensa solo a squagliarsela (“defezione”) per andare a sistemare i conti con Jabba. Il generale Veers delle truppe imperiali (“capo avversario”) sconfigge i Ribelli e li costringe alla difesa intanto che organizzano la fuga (“la retroguardia farà difensiva”), lasciando tanti morti e feriti sulle gelide e innevate distese di Hoth (“feriti e morti al bianco territorio”).

Centuria I, quartina 43: “Prima che avvenga il cambiamento d’impero, accadrà un caso davvero meraviglioso.” L'Impero di Palpatine viene sciolto, e prima che questo avvenga assistiamo alla redenzione di Darth Vader, che sceglie di difendere il proprio figlio invece di servire l'Imperatore e anzi uccide quest'ultimo.


Cosa vuol dire tutto questo? Nostradamus vide Star Wars con cinque secoli d'anticipo grazie ai propri poteri profetici e quindi nelle sue quartine c'è anche scritto se il prossimo film della saga sarà una schifezza o no? George Lucas lesse Nostradamus e lo usò per ispirarsi e scrivere le sceneggiature della saga? Niente di tutto questo. Semplicemente, questi esempi dimostrano che se si prende qualunque testo sufficientemente lungo e vago e se ne estraggono ad arte brani scelti, lasciando disinvoltamente da parte il loro contesto, lo si può adattare a qualunque altra storia o vicenda storica. Con trucchetti di questo genere è facile imbrogliare chi non li conosce e rifilargli libri di “profezie” e altra paccottiglia.
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La roccia lunare italiana è finalmente in mostra al Museoscienza di Milano, inaugurata dall'ultimo uomo sulla Luna

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Vi ricordate della raccolta di fondi per creare lo spazio espositivo per la roccia raccolta sulla Luna dagli astronauti delle missioni Apollo e donata all'Italia più di quarant'anni fa? Avevo dato anch'io una mano partecipando a una giornata speciale al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano, e finalmente la roccia è visibile al pubblico. È venuto ad inaugurarla nientemeno che l'astronauta Gene Cernan, ultimo uomo sulla Luna.

Questo è un video girato da Televisionet che mostra la sezione espositiva e (per qualche fugace istante) la roccia in questione:


Cernan, ospitato dallo sponsor Omega, ha guidato una replica dell'auto elettrica usata sulla Luna ed è stato “multato” dalla polizia locale:


Ho avuto il tempo di fare due chiacchiere con lui e chiedergli di raccontare cos'ha scritto nella polvere della superficie della Luna:


“Hai descritto molti aspetti del tuo viaggio sulla Luna, ma nel leggere la tua autobiografia The Last Man on the Moon, gli ho chiesto, “per me spicca un dettaglio: a un certo punto scrivi qualcosa nel terreno lunare. Ce lo racconti?”

Le iniziali di questa bambina
sono sulla Luna per sempre.
Cernan racconta con trasporto: “Avevo parcheggiato il Lunar Rover [l'auto lunare] prima di ripartire, dopo poco più di tre giorni sulla Luna... ho parcheggiato il Lunar Rover. Poiché l'unica cosa controllata da Terra – tutto il resto lo facevamo noi – era la telecamera, e volevano registrare il nostro decollo. Così ho parcheggiato circa tre quarti di miglio dietro al punto in cui si trovava il modulo lunare. Sono sceso dal Rover, e... non era stato pianificato, non ho idea di cosa mi abbia preso, ma ho scritto le iniziali di mia figlia, TDC, nella sabbia: Teresa Dawn Cernan.”

“Le sue iniziali sono là.” prosegue l'astronauta. “Qualcuno mi ha chiesto quanto ci resteranno, e io ho risposto: per sempre. Non so quanto duri ‘per sempre’, ma non c'è vento e non c'è pioggia, non c'è nulla che possa  – eccetto la radiazione cosmica – che possa spazzare via quelle iniziali. Quanto a lungo resterà la bandiera? Quanto resteranno le mie impronte? Per sempre. A meno che qualcuno vada là e le cancelli.”

“Allora ti consideri il primo scrittore... lunare?” gli chiedo.

“Non l'ho mai considerato da questo punto di vista!” ride Cernan. “Sai, il mio obiettivo, in quel libro, era condividere con te le risposte a tutte le domande che so che hai, e sai tu quali sono. Volevo essere io che parlavo con te, e volevo che tu fossi là fuori con me durante la mia passeggiata spaziale di Gemini 9, a sentire quello che ho sentito io. Volevo che fossimo tu ed io sulla Luna, con lo sguardo rivolto alla Terra, in modo che tu potessi rispondere alla domanda ‘Che cosa si prova? Cos'hai pensato? Credi in Dio? Ti sei sentito più vicino a Lui?’ Questo era il mio scopo. Non so quanto mi ci sono avvicinato...”

“Moltissimo.”

“Non volevo che fosse un libro tecnico, come funziona questo o quello. Stupidate! Io volevo essere seduto qui a rispondere a tutte quelle domande insieme a te.”

“Ci sei riuscito. Missione compiuta”.

“Stanno facendo un documentario...”

“Sì...” rispondo, mostrando la cartolina presa tre giorni prima in Inghilterra all'incontro con il suo collega Fred Haise.

“Eccolo! Uscirà in primavera e ha avuto ottime recensioni fin qui.”

“Sì” confermo io “sono in contatto con Stephen Slater [uno dei realizzatori del documentario]. Posso chiederti di firmare?”, gli chiedo porgendogli la sua autobiografia, che spero prima o poi di poter tradurre in italiano. Cernan, con garbo, acconsente.

“Ottobre 2000...?” chiede lui.

“Quattordici” rispondo.

“Quattordici! Sai, a qualcuno devo aver scritto ‘2004’. Ho perso dieci anni di vita!”


Altre interviste raccolte dai colleghi:


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Viaggi nel tempo fra scienza e fantascienza al Festival della Scienza di Genova

Il 27 ottobre il fisico Lorenzo Maccone, dell'Università di Pavia, ha tenuto una lezione di fisica ispirata ai viaggi nel tempo raccontati dal cinema e dalla letteratura fantascientifica nell'ambito del Festival della Scienza di Genova e io gli ho fatto da moderatore-interrompitore, curando gli aspetti fantascientifici. Ecco il video della conferenza, realizzato dai tecnici del Festival.



E questa è la DeLorean che cito durante la conferenza: dotata di volopattino, Sports Almanac, targa OUTATIME e naturalmente flusso canalizzatore.



A destra, l'orgoglioso proprietario.
A sinistra, l'invidioso giornalista informatico.
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Lo strano caso dei lavoratori assenti il lunedì

di Paolo G. Calisse

Ospito con piacere un nuovo articolo di Paolo G. Calisse, vecchia conoscenza di questo blog.

Paolo Attivissimo

Un articolo uscito recentemente sul Corriere del Veneto è l'esempio perfetto di come la statistica possa trarre in inganno se trattata con leggerezza.

L'articolo titola “Lavoro, una malattia su tre è di lunedì. I dipendenti più «cagionevoli» in Calabria”. L'eccesso di lavoratori che sembrano ammalarsi proprio di lunedì (ah, questi lavativi!) viene poi ripreso nel corpo dell'articolo (“Oltre il 30% dei certificati medici che attestano l’impossibilità da parte di un operaio o di un impiegato di recarsi nel proprio posto di lavoro è stato presentato di lunedì”). Ma un'analisi statistica un po' più approfondita dimostra che non c'è da stupirsi di questo.

Infatti, se tutte le malattie durassero sempre un giorno solo, la probabilità che il primo giorno di malattia coincida con il lunedi dovrebbe essere, in media, la stessa che per gli altri giorni della settimana: 100/5 = 20%. Ma non è sempre così. Quando la malattia dura due giorni, se la malattia si sviluppa la domenica il certificato medico verrà inviato comunque il lunedi. Nel caso di malattie di tre o più giorni, i certificati relativi al sabato o alla domenica saranno anch'essi inviati di lunedì.

In definitiva, i certificati presentati i vari giorni della settimana saranno, assumendo che la data di inizio delle malattie sia totalmente casuale e non dovuta ai bagordi del fine settimana o a qualche altra causa più frequente un giorno che un altro:


Durata della malattia in giorni

Giorno della settimana
1
2
3 o più 
Media aritmetica
Lunedì
100/5 = 20.0%
2*100/6 = 33.3%
3*100/7 = 42.9%
32.1%
Martedì
100/5 = 20.0%
100/6 = 16.7%
100/7 = 14.3%
17.0%
Mercoledì
100/5 = 20.0%
100/6 = 16.7%
100/7 = 14.3%
17.0%
Giovedì
100/5 = 20.0%
100/6 = 16.7%
100/7 = 14.3%
17.0%
Venerdì
100/5 = 20.0%
100/6 = 16.7%
100/7 = 14.3%
17.0%
Sabato
certificato
non inviato
certificato
non inviato
certificato
inviato il lunedì
-
Domenica
certificato
non inviato
certificato
inviato il lunedi
certificato
inviato il lunedì
-
TOTALE
100%
100% (1)
100% (1)
100% (1)

Tab. 1 

NOTE:
(1) la somma dei valori di questa colonna non fornisce esattamente il 100% a causa degli arrotondamenti al primo decimale.

L'ultima colonna mostra, solo a titolo dimostrativo (non sappiamo quanto durano in media le malattie), cosa accadrebbe nel caso in cui le malattie che durano uno, due e tre giorni avessero la stessa probabilità di verificarsi. In questo caso, comunque, si ottiene un valore del 32% di certificati inviati il lunedi, perfettamente compatibile con quanto riportato nell'articolo ("superiore al 30%"), anche in assenza di dolo da parte dei lavoratori.

AGGIORNAMENTO 29/10/2014: Nel frattempo ho recuperato lo studio originale della Cgia di Mestre. E' sorprendente che anche lì non venga svolta una discussione seria, sebbene gli autori segnalino che i dati vanno letti con grande attenzione. In realtà vengono messe sotto accusa principalmente le attività conviviali e quelle legate al tempo libero. Con l'avvento della crisi, inoltre, sono sempre di più coloro che per risparmiare eseguono piccoli lavori di manutenzione. Insomma se i lavoratori non vanno a lavorare il lunedi è colpa della "crisi" e non di un errore metodologico. In seguito si invita a tenere conto del fatto che molti medici di base il sabato e la domenica non svolgono la normale attività ambulatoriale, ma senza dare la rilevanza che meriterebbe a questo argomento.

Nel seguito riporto i dati della CGIA:


Tab. 2

Salta subito agli occhi la notevole corrispondenza con i dati previsti in questo articolo, considerato che non vi sono gli elementi completi necessari a scorporare i dati relativi alla durata delle malattie e che, come messo in evidenza nel seguito da alcuni commentatori, un certo numero di situazioni lavorative - marginale, come mostrano i dati stessi - permette la presentazione dei certificati medici anche durante il fine settimana. Inoltre vanno tenute in conto anche le sempre presenti variazioni casuali.

Ho anche scoperto che l'articolo è stato ripreso nei giorni successivi anche da Repubblica e Corriere della Sera, che saltano però a piè pari anche le confuse spiegazioni del fenomeno fornite dallo studio.

AGGIORNAMENTO 29/10/2014 (2): in un anelito di precisione :), invece della media aritmetica ho provato ad impiegare le percentuali ricavate dalla tabella che si trova nell'ultima pagina dello studio CGIA:
Tab. 3

Visto che i dati erano accorpati ho assunto che le malattie di 2 e di 3 giorni contassero per il 16.5% ognuna, ovvero la metà del numero indicato per malattie di durata da 2 a 3 gg, che nella tabella è il 33.0%. Così facendo si introduce un errore, ma che non può essere tanto grande visto l'andamento dei giorni adiacenti. In questo caso le malattie della durata di un giorno risultano essere il 16.8%, quelle di due il 16.5% e le altre il 66.7% (ovvero il resto).

Ricalcolando la media si ottiene per il lunedi un 37.4% di certificati inviati e per ognuno degli altri giorni della settimana il 15.6%. Ciò sembra suggerire che in media i lavoratori si ammalano MENO di quello che dovrebbero il lunedi...

AGGIORNAMENTO 31/10/2014: come suggerito da un commentatore (Tuckler ... ops!... Tukler), quel 5.8% di certificati presentati il sabato e la domenica come da Tab. 2 può essere direttamente sottratto al numero di certificati presentati il lunedi che, nella media pesata secondo i dati INPS-CGIA passerebbe dal 37% circa al 31-32%, compatibile con i dati reali. Un certo margine di errore va comunque mantenuto in quanto nella media pesata la percentuale di malattie di 2 e di 3 giorni è solo stimata, a partire dalla loro somma (33%, vedi Tab. 3).

Paolo G. Calisse

p.s. visto che prevenire è meglio che combattere, avviso che il commento di un anonimo autore in coda all'articolo del Corriere del Veneto, e che dice più o meno le stesse cose, è mio.
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Ci vediamo al Festival della Scienza di Genova?

Lunedì 27 ottobre alle 11:30 sarò al Festival della Scienza di Genova insieme a Luigi Pizzimenti, curatore della sezione spaziale del Museo del Volo Volandia (Varese), per una conferenza-spettacolo intitolata “Una giornata... spaziale! 24 ore nella vita quotidiana di un astronauta”. La conferenza si terrà presso il Palazzo Ducale, Sala del Minor Consiglio, in piazza Matteotti 9 e sarà moderata da Alfonso Lucifredi.

Lunedì sera alle 21:00 sarò invece alla Sala del Maggior Consiglio, sempre al Palazzo Ducale, per un'altra conferenza-spettacolo intitolata “I viaggi nel tempo tra scienza e fantascienza. Dal Doctor Who a Ritorno al Futuro”, condotta insieme al fisico Lorenzo Maccone.

Vi aspettiamo!
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Apple, ogni ricerca locale in OS X Yosemite viene inviata a Cupertino: come disabilitare una funzione “spiona”

Il Washington Post ha segnalato che Yosemite, la nuova versione del sistema operativo dei computer Apple, trasmette ad Apple automaticamente ogni ricerca effettuata localmente sul computer dell'utente con Spotlight e la geolocalizza.

In parole povere, se state usando Yosemite (oppure iOS 8 in alcune regioni), Apple sa tutto quello che cercate localmente sul vostro Mac e sa dove siete, creando un notevole problema di riservatezza. L'utente, quando cerca localmente un nome di un file, di una persona o di un'azienda oppure un argomento d'interesse, non si aspetta certo che questa ricerca locale venga mandata via Internet a qualcuno.

Gli scenari di potenziale imbarazzo o di divulgazione di segreti di lavoro sono facilmente immaginabili: Apple raccatterebbe di tutto, dai nomi di file video a luci rosse ai nomi in codice delle attività dell'NSA e di altri enti di sorveglianza, sulle quali molti giornalisti stanno indagando.

Questa funzione raccoglie la geolocalizzazione approssimativa dell'utente, il tipo di dispositivo usato, l'app che effettua la ricerca (Spotlight oppure Safari), la lingua impostata per il sistema operativo e le tre app precedenti usate dall'utente. È attiva per impostazione predefinita ed è disattivabile.

Non si tratta di una funzione segreta, perlomeno formalmente, perché è descritta nella licenza di Yosemite, ma all'atto pratico nessuno legge le licenze e trovare quest'informativa non è facile: bisogna andare in Preferenze di Sistema - Spotlight - Informazioni sui suggerimenti Spotlight e la privacy per ottenere la schermata mostrata all'inizio di questo articolo. Esiste perché in Yosemite la ricerca locale, denominata Spotlight, è stata estesa per aggiungere ai suggerimenti locali anche quelli online, forniti tramite Microsoft Bing.

La si può disattivare manualmente: si va in Preferenze di Sistema, si sceglie Spotlight e poi Risultati della ricerca e si disabilitano le voci Suggerimenti Spotlight e Ricerche sul web Bing. Chi usa Safari deve inoltre andare nelle Preferenze di Safari, accedere alla sezione Cerca e disabilitare Includi suggerimenti Spotlight.

Di fronte alle perplessità di molti utenti, Apple ha sottolineato che i dati raccolti vengono parzialmente anonimizzati perché viene usato un identificativo anonimo che cambia ogni quarto d'ora per non consentire una raccolta sistematica e prolungata, e i dati vengono trasmessi cifrandoli in HTTPS per cui non sono facilmente intercettabili in transito. Ma sta di fatto che la funzione è attivata automaticamente senza avvisare l'utente e spetta all'utente scoprirla e decidere se disattivarla: non è un approccio alla privacy molto trasparente e stride con le promesse di riservatezza e protezione dell'utente che hanno caratterizzato i recenti annunci di marketing di Apple.
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Metti una sera a cena con un astronauta di Apollo 13: Fred Haise

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Sono a Pontefract, in Inghilterra, dove Space Lectures ha invitato per una cena di gala (ieri sera) e una conferenza (oggi pomeriggio) Fred Haise, uno dei tre astronauti che tennero il mondo con il fiato sospeso nel 1970 quando il loro veicolo spaziale Apollo 13, diretto verso la Luna, subì lo scoppio catastrofico di un serbatoio d'ossigeno che costrinse a un ritorno d’emergenza gestito magistralmente dagli astronauti (Lovell, Swigert e Haise) e dai tecnici della NASA a terra e immortalato dal bel film di Ron Howard intitolato appunto Apollo 13. La loro avventura drammatica ma a lieto fine mise in luce i pericoli dell'esplorazione spaziale e la bravura della NASA nel trovare soluzioni e procedure che permettessero di gestire le emergenze.

Avevo già conosciuto Haise in Florida nel 2012, con il raro privilegio di assistere a una proiezione di Apollo 13 commentata da lui: un’esperienza davvero surreale. Ma l’occasione di rivederlo senza dover attraversare l’oceano era troppo ghiotta, per cui mi sono fiondato in Inghilterra insieme a mia moglie e a Luigi Pizzimenti (Collectionspace.it), curatore della sezione spazio del Museo del Volo Volandia di Varese e da tempo amico personale di Haise, accompagnato dall'amico e collezionista di cimeli spaziali Mario Cerrato.

Fred (per gli amici Freddo) è stato, come sempre, gentilissimo e disponibilissimo. Oltre a chiacchierare con tutti gli ospiti girando per i tavoli ha anche firmato foto e cimeli. Io ho portato un disco a 45 giri della sua missione (vedendolo ha detto “Accidenti, questo va indietro di due tecnologie!”) e un catalogo originale delle foto della sua missione (gentilmente donatomi dalla Specola Solare di Locarno); Luigi ha portato una checklist originale dell'addestramento spaziale di Haise. Come avevo promesso via Twitter, ecco qualche foto.






Space Lectures è un’associazione di appassionati senza scopo di lucro che da circa un decennio organizza incontri con i protagonisti dell’esplorazione spaziale: il prossimo ospite sarà, ad aprile 2015, Eileen Collins, la prima donna comandante di uno Shuttle.

L’evento si è svolto in maniera davvero impeccabile, con un’organizzazione efficiente e flessibile che andrebbe presa come esempio da tante istituzioni italiane e di altri paesi. Nel programma dell’evento, però, non era scritto che avremmo incontrato oltre a Haise anche tanti nuovi amici appassionati e cordialissimi, sia fra i partecipanti, sia fra gli organizzatori. La proverbiale ospitalità dello Yorkshire si è distinta, e la birra ha aiutato non poco a superare timidezze e barriere linguistiche o di accento.

La cena di gala ha permesso ai circa duecento partecipanti di tutte le età di conoscersi e scambiarsi racconti e chicche e fare una foto con Haise. Noi, presentati da Luigi, abbiamo avuto accesso esclusivo a Haise, non con il distacco professionale di chi deve fare o subire un’intervista ma con la cordialità riservata agli amici: trovarsi a chiacchierare del più e del meno con una leggenda dell’esplorazione spaziale è stata un’occasione davvero speciale e un’emozione memorabile.

L’asta ha raccolto fondi per Space Lectures: alcune foto incorniciate e firmate da Haise, abbinate a cartoline, pezzi di tuta spaziale, manuali e altro ancora hanno raggiunto quotazioni notevolissime. Su tutte ha spiccato una bellissima locandina del nuovo documentario Last Man on the Moon, dedicato a Gene Cernan, ultimo uomo sulla Luna con la missione Apollo 17. Autografata da Cernan stesso e incorniciata, ha superato le mille sterline (circa 1280 euro).


La conferenza


L’indomani la conferenza di Haise ha richiamato oltre 500 persone, che hanno riempito la sala conferenze della scuola di Pontefract. Freddo è stato vivace e preciso, raccontando a braccio ma impeccabilmente le sue avventure e disavventure spaziali ed aeree, la sua iniziale riluttanza a diventare pilota (voleva fare il giornalista), gli errori e le esagerazioni del film Apollo 13 e dettagli poco conosciuti della sua vita personale, compreso un drammatico incidente aereo che, dopo la sua Odissea nello spazio, gli causò ustioni su oltre il 60% del corpo.


Dopo circa 45 minuti di conferenza, Haise ha lasciato spazio alle domande e poi si è dedicato per quasi due ore alla firma di autografi per tutti i presenti: una resistenza eccezionale per chiunque e ancor di più per una persona della sua età. Anche dopo due ore, non mancava mai di sorridere al proprio interlocutore e si offriva di stringergli la mano. A me ha pazientemente firmato a pennarello una T-shirt con il logo di Apollo 13.


E dopo tutto questo è anche venuto al pub a bere una birra e salutare tutti gli organizzatori e i partecipanti scelti, fra i quali c’eravamo anche noi, che ogni tanto ci soffermavamo a pensare a quanto fosse incredibile l’idea di essere in un pub dello Yorkshire in compagnia di un uomo che ha volato intorno alla Luna. Chissà quanti degli avventori si saranno chiesti chi era il simpatico nonnino che faceva foto con tutti e non negava un sorriso e una battuta a nessuno.

Fra l’altro, prima della conferenza di Fred Haise gli organizzatori mi hanno messo a disposizione uno spazio nel quale presentare e vendere l’edizione inglese del mio libro che smonta i complottismi lunari (Moon Hoax: Debunked!) e del mio documentario Moonscape, dedicato all’allunaggio e all’escursione sulla Luna della missione Apollo 11. Ho avuto un successo di vendite totalmente inaspettato, che è stato un grande incoraggiamento a proseguire con questi progetti e nuovi libri anche in inglese.

Il giorno dopo, smaltita la birra e l’ubriacatura emotiva di stare a tu per tu con un pezzo vivente di storia e con tanti amici animati dalle nostre stesse passioni, siamo ripartiti verso una destinazione spaziale: il Festival della Scienza di Genova, dove Luigi ed io eravamo attesi per una conferenza su come si vive nello spazio. Ma questa è un’altra storia.
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Uomo paralizzato riprende a camminare? Andiamoci cauti con l'entusiasmo

L'articolo è stato aggiornato estesamente dopo la pubblicazione iniziale.

La notizia di questi giorni secondo la quale un uomo paralizzato, Darek Fidyka, avrebbe ripreso a camminare dopo un trapianto di cellule dai bulbi olfattivi del cervello non ha le caratteristiche tipiche di una bufala, ma mi sembra presentata da varie testate generaliste in modo ingannevole. Provo a fare un po' di chiarezza e vi chiedo di darmi una mano attraverso i commenti.

A favore della credibilità c'è il fatto che la sperimentazione, svolta da un gruppo di medici principalmente polacchi, è stata pubblicata da una rivista scientifica (Cell Transplantation) ed è il traguardo di un lungo e cauto percorso ben documentato. L'articolo è intitolato Functional regeneration of supraspinal connections in a patient with transected spinal cord following transplantation of bulbar olfactory ensheathing cells with peripheral nerve bridging ed è reperibile qui.

C'è anche la relativa limitatezza dei risultati raggiunti fin qui: non è vero che l'uomo ha ripreso a camminare in modo del tutto autonomo, come possono dare a intendere alcuni titoli di notizie: ha ampio bisogno di supporti e di un tutore. Non si tratta di un recupero miracoloso. Tuttavia le sue condizioni sembrano nettamente migliori rispetto a uno stato di paralisi totale e quindi i risultati, se confermati, sarebbero importantissimi per chiunque sia colpito da paralisi traumatica: secondo l'abstract della pubblicazione, il paziente ha beneficiato di un “parziale recupero dei movimenti volontari degli arti inferiori... e di un parziale recupero della sensazione superficiale e profonda”.

Un altro aspetto che distingue questa procedura da quelle dei ciarlatani è che i medici non hanno invocato segreti da custodire o altre scuse: hanno pubblicato tutti i dettagli della sperimentazione.

Aggiungo, infine, che la BBC sta seguendo e documentando il caso e di solito la BBC lavora con molto rigore. Non è Raidue con la redazione di Voyager, per intenderci. L'emittente britannica ha trasmesso un'inchiesta la sera del 21 ottobre nel programma Panorama.

Cauto ottimismo, quindi: bisogna attendere che l'operazione venga ripetuta su altri pazienti per verificare che la ripresa parziale della sensibilità e della parziale capacità di camminare non sia dovuta a guarigione spontanea e sia realmente un effetto ripetibile dell'operazione.

Maggiori dettagli sono su Ars Technica; le immagini del paziente e un'analisi approfondita sono sul sito della BBC qui.
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Configurare un Mac (e non solo) per una presentazione

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Come probabilmente sapete, faccio parecchie conferenze, nelle quali uso un Mac e il software Keynote per gestire le presentazioni. Visto che strada facendo ho imparato un po' di trucchi del mestiere (anche dagli errori miei e di altri relatori), ho pensato di condividerli qui. Magari vi possono essere utili anche se non usate un Mac. Se avete altri suggerimenti da aggiungere, segnalateli nei commenti.

Colgo l'occasione per chiedere agli altri utenti di Keynote: anche a voi la versione 6 tende a piantarsi in modo random quando mostrate una slide nella quale appaiono in sequenza molti oggetti? A me lo fa con le presentazioni importate dalla versione 5. Non lo fa in quelle create ex novo in Keynote 6.

Aggiornamento: i commentatori ripescano e segnalano anche questo articolo e questo sullo stesso tema.


Preliminari


Portate dei vostri cavi VGA/HDMI/DVI, meglio se lunghi: spesso quelli già disponibili sono troppo corti e a volte proprio non funzionano.

Portate anche una presa elettrica multipla per collegare eventuali accessori e soprattutto una piccola lampada per illuminare eventuali appunti cartacei: ricordate che quando farete la presentazione la sala sarà probabilmente molto buia. Io porto con me una lampada a stelo flessibile alimentata dalle porte USB.

Abbiate sempre un piano B: fate una copia della presentazione su un altro supporto e in formato PDF, che nel peggiore dei casi potrete mostrare usando un computer altrui.


Usate il vostro computer


Salvo emergenze disperate (tipo il vostro laptop rubato, intriso di caffè o incendiato), non accettate mai di riprodurre la presentazione su un computer differente da quello che avete usato per crearla: insistete per usare il vostro computer, naturalmente fornendo eventuali adattatori per il cavo video. La compatibilità è un mito: la versione di Keynote/PowerPoint/Impress che avete voi sarà quasi inevitabilmente differente da quella presente su un computer ospite; mancherà quasi sicuramente qualche font che avete usato; e una presentazione importata da un altro software (per esempio un PowerPoint importato in Keynote o un Keynote esportato in PowerPoint) non funzionerà mai come l'originale. Troncamenti, animazioni sballate e frecce fuori posto sono praticamente garantiti.

So che i PC Windows spesso hanno problemi a riconoscere il monitor esterno/videoproiettore senza un riavvio dopo averlo collegato e che quindi chiedere di collegare il vostro computer può essere una scocciatura e una perdita di tempo per i tecnici di sala, ma i Mac non hanno questo problema. Per questo li uso per le presentazioni: riconoscono sempre il monitor esterno senza aver bisogno di riavviare.


Account separato


Create sul computer un account utente separato da quello che usate per qualunque altra cosa (lavoro, gioco, altro) e adoperatelo esclusivamente per le presentazioni. Questo permette di configurarlo su misura per questo scopo e avere un ambiente azzerabile standard.

Inoltre impedisce che le personalizzazioni o le attività extra-presentazione possano fare capolino in modo fastidioso o imbarazzante, per esempio tramite la cronologia che contiene siti indelicati (che emergono allegramente nell'autocompletamento, come quando digitate you per visitare Youtube e viene proposto automaticamente Youporn) oppure tramite uno screensaver che attinge alla cartella delle foto e comincia a mostrare al pubblico le foto delle vostre vacanze o peggio.

Per condividere i dati fra l'account per le presentazioni e quello di lavoro usate Dropbox o simili oppure, meglio ancora, un disco esterno o una penna USB. Sul mio Air uso una scheda SD “troncata” che non sporge (la sporgenza sarebbe pericolosa quando si ripone il computer) e fa da secondo disco interno (PNY StorEdge).


Configurazione dell'account per le presentazioni


Sfondo. Scegliete uno sfondo che sia visivamente ben diverso da quello che usate per gli altri account, così farà da promemoria visivo del fatto che state usando l'account giusto. Non usate uno sfondo nero o monocromatico: spaventa i tecnici perché fa sembrare che il videoproiettore non stia ricevendo alcun segnale. Tenete presente che questo sfondo potrebbe comparire prima o dopo la presentazione.

Screen saver. Disabilitate qualunque salvaschermo (sul Mac, Preferenze di Sistema - Scrivania e Salvaschermo - Salvaschermo - Avvia dopo: Mai).

Niente barra menu nel secondo monitor. Per evitare che prima della presentazione compaia sullo schermo pubblico la barra menu, andate in Preferenze di Sistema - Mission Control e disattivate I monitor hanno spazi separati. È necessario riavviare per rendere attiva questa modifica, che è particolarmente ben nascosta nelle opzioni del Mac.

Notifiche disabilitate. Non c'è niente di più fastidioso di un bel fumetto di notifica che compare sullo schermo pubblico nel bel mezzo di una presentazione e avvisa che c'è un aggiornamento del sistema operativo pronto da installare oppure che è stato trovato un virus. Disabilitate tutte le notifiche: in Preferenze di Sistema - Notifiche, disattivate Mostra notifiche sullo schermo bloccato e Mostra in Centro Notifiche per ciascuna app presente nell'elenco In Centro Notifiche. Per maggiore sicurezza, già che siete nella configurazione delle notifiche, attivate anche Non disturbare: impostatelo dalle 00:01 alle 23:59 (cioè sempre), quando il monitor è in stop e anche durante la duplicazione su TV o proiettori.

Pairing del telecomando. Se usate il telecomando standard Apple, controllate che sia attivato il pairing e che non venga accettato qualunque telecomando dello stesso tipo: questo è uno scherzo classico da fare ai conferenzieri noiosi.


Doppio monitor con note


Questa è una scelta che vedo adottare da pochissimi relatori, eppure è stupendamente efficace: impostate Keynote in modo che mostri sullo schermo del vostro computer l'interfaccia di gestione e le note intanto che sullo schermo pubblico viene mostrata la presentazione (Keynote - Preferenze - Presentazione - Abilita “Visualizzazione presentatore”).

Quello che vede il pubblico

Quello che vedo io

Questo permette di evitare l'effetto gruccia: troppo spesso vedo presentazioni il cui testo è semplicemente un elenco di punti che servono da promemoria per il relatore, che li visualizza e poi li spiega. È molto più efficace descrivere un concetto, attingendo come promemoria alle note (nel riquadro bianco in basso dello screenshot qui sopra), e poi far comparire un'immagine o una frase che lo ribadisca e riassuma: tutto resta maggiormente impresso nella memoria dello spettatore.

La Visualizzazione Presentatore, che c'è anche in Powerpoint e in Impress ma non viene quasi mai usata, nel Mac mostra la slide corrente sulla sinistra e quella successiva sulla destra e permette anche di saltare rapidamente da una slide all'altra in modo fluido (dal punto di vista del pubblico) se si fa comparire la colonna di sinistra, come mostrato qui sopra. C'è anche un comodo timer e/o orologio per non sforare troppo rispetto ai tempi previsti.


Schermata di test e slide vuota in fondo


Predisponete una slide che contenga soltanto lo sfondo standard e mettetela a fine presentazione: così non comparirà l'avviso di fine presentazione e non lascerete sullo schermo pubblico un singolo concetto che distrae. Se volete, mettete in questa slide le coordinate per contattarvi o il logo aziendale/professionale.

Dopo questa slide, predisponete un'altra slide con un'immagine che consenta la verifica dei colori, della messa a fuoco e della completezza dell'inquadratura (tipo quella qui accanto, alla quale aggiungete una cornice chiara che segua il perimetro della slide). Vedersi un'intera presentazione con il bordo destro o sinistro troncato è esasperante, e scoprire a metà presentazione che il cavo VGA ha un pin rotto per cui i colori sono tutti falsati è un bel modo di rovinare la vostra fatica.

Perché consiglio di mettere la slide di test in fondo e non all'inizio? Perché se la si mette all'inizio, quando la mostrate parte il timer della presentazione e vi falsa il conteggio del tempo effettivo di presentazione.


Prima di cominciare


Il giorno della presentazione, fate un riavvio del computer. So che molti utenti Apple e Linux (quelli Windows un po' meno) tengono i computer accesi o in standby per giorni, perché sono abituati a sistemi operativi stabili, ma un crash durante una presentazione è imbarazzante e capita meno facilmente se il computer è stato riavviato di recente. Il reboot non serve per fargli riconoscere correttamente il videoproiettore (quello avviene automaticamente), ma per togliere dalla memoria eventuale fuffa accumulata.

Controllate di nuovo le impostazioni delle Notifiche, specialmente se avete installato o aggiornato del software.

Se non vi serve Internet, scollegatevi dalla Rete, per evitare partenze di aggiornamenti software e di notifiche.

Se vi serve Internet, assicuratevi che la connessione offerta dalla sala non sia filtrata (capita spesso nei locali pubblici e nelle scuole). Se lo è, bypassatela con una VPN o simile, oppure usate una vostra connessione cellulare (da provare prima).

Se non usate il Bluetooth, disattivatelo. Eviterete che qualche burlone vi mandi un file porno nel mezzo della presentazione.

Vuotate la cache e la cronologia del browser: i siti che vi servono vanno messi nei Preferiti.

Controllate il volume dell'audio.

Controllate le batterie del vostro telecomando e tenetene pronta una serie di riserva. Controllate che il telecomando funzioni, e che continui a funzionare anche quando vi allontanate dal computer.

Provate la vostra schermata di test e controllate che i colori siano corretti, il cerchio sia rotondo e l'inquadratura sia completa.

Assicuratevi che il computer sia collegato all'alimentazione di rete: non volete che vi si interrompa la presentazione con un imbarazzante avviso di batteria esaurita oppure che il computer si spenga di colpo sul più bello per esaurimento delle batterie. Controllate che l'alimentatore stia davvero alimentando e non sia inserito male nel computer o nella presa. Controllate anche che la presa sia alimentata e non sia comandata dall'interruttore delle luci di sala, per cui smette di alimentare quando vengono spente le luci per iniziare la presentazione (capita anche questo).

Provate il microfono e scoprite a che distanza e con che angolazione va tenuto per evitare rumori fastidiosissimi.

Spegnete il vostro telefonino oppure mettetelo in vibrazione e affidatelo a una persona di fiducia, così non squillerà e non causerà disturbi nei microfoni.

Tenete a portata di mano un bicchiere d'acqua, preferibilmente non gassata (altrimenti il ruttino da sopprimere vi assillerà per tutta la presentazione). Se vi portano una bottiglietta, apritela prima di cominciare. Dai commenti arriva anche il suggerimento di fare pipì appena prima dell'inizio. Aggiungo la Regola di Alec Guinness: prima di andare in palcoscenico, soffiati il naso e controllati la patta dei pantaloni.

Fatto tutto questo, buona fortuna!
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La cometa Siding Spring come la vedrebbe su Marte il robot Curiosity

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “gigifarr*”.


Questa è un'immagine tratta dal simulatore di SolarSystemScope.com: mostra il cielo di Marte così come lo vede il veicolo robotico Curiosity in queste ore, mentre sta passando la cometa Siding Spring a soli 130.000 chilometri di distanza. Speriamo che le fotocamere di Curiosity possano riprendere delle immagini: intanto godetevi queste immagini prese da Terra e fate un giro sul simulatore, è veramente bello: potete anche usare l'embed qui sotto.



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Antibufala: nazionale nordcoreana a rischio esecuzione. Abboccano RAI, ADNKronos, Fatto Quotidiano, Giornale e altri siti di notizie

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “diego.mol*” e “anna.be*” e grazie alle segnalazioni di @cattivascienza, @fabioghibli e @ingdruido ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

“Calcio, nazionale Corea del Nord ko con Seul. ‘Giocatori arrestati, rischio esecuzione’”. Titola così Il Fatto Quotidiano di ieri (screenshot qui accanto; link).

Il Fatto attribuisce la notizia al “giornale ufficiale della Corea del Nord, Rodong Sinmun che parla di “Sconfitta umiliante”. [...] Il Rodong Sinmun ha messo all’indice la squadra in un articolo di prima pagina, pubblicando foto dei giocatori sotto il titolo: ‘Gli uomini che ci hanno abbandonato’”.

Il Giornale cartaceo dedica alla vicenda addirittura un articolo molto ampio e dettagliato, con tanto di richiamo in prima pagina, a firma di Cristiano Gatti, come segnala NextQuotidiano.

Ma sul Rodong Sinmun l'articolo in questione non c'è. E non c'è per un'ottima ragione: la “notizia” è una bufala fabbricata dal sito satirico National Report.

Il Fatto e il Giornale l'hanno ripresa senza un minimo sindacale di verifica, come hanno fatto anche HandsOffCain e il suo omologo italiano NessunoTocchiCaino, che addirittura citano il National Report come fonte.

Screenshot del Giornale


Screenshot di NessunoTocchiCaino

C'è cascata anche Agenzia Radicale, che cita come fonte NessunoTocchiCaino e sarà anche radicale ma ospita disinvoltamente megabanner che offrono belle donne russe (che ho sfumato per evitare distrazioni e pubblicità involontaria).



Questo invece è uno screenshot di parte dell'articolo-parodia del National Report:



Ancora una volta, c'è chi pensa che “giornalismo” significhi “copiare e incollare qualunque cosa troviamo su Internet, e chissenefrega di verificare” fregandosene delle conseguenze, fra le quali c'è quella di squalificare il lavoro dei giornalisti seri e professionali. Per fortuna ci sono appunto anche giornalisti attenti che si accorgono delle bufale, come ha fatto MondoCalcioMagazine.it qui.

Il bello è che in molti dei siti che hanno abboccato alla bufala ci sono i commenti dei lettori che avvisano le redazioni che si tratta di una panzana, eppure gli articoli restano al loro posto senza rettifica (almeno finora). Evidentemente i commenti, per questi siti, sono semplicemente un trucco per dare ai lettori l'illusione di una comunità nella quale la loro parola conta e per aumentare il numero di visualizzazioni delle pagine del sito, in modo da vendersi meglio agli inserzionisti.

Sarà interessante vedere come reagiranno allo sbugiardamento le varie redazioni. Perché sbagliare è umano, ma fare gli altezzosi e nascondere gli sbagli è da cialtroni.

A questo punto, visto il tema calcistico e la pubblicazione reiterata di notizie fasulle senza alcuna verifica, il Fatto Quotidiano potrebbe considerare l'ipotesi di ribattezzarsi il Fallo Quotidiano.


Aggiornamento (15:15): C'è cascata anche la Rai qui: grazie a @Joyclub72 per la segnalazione.


Invece l'Huffington Post ha abboccato qui, con un incipit salvachiappe che stride con il resto del testo (grazie a @pizzo81 per la segnalazione):



Complimenti a tutti.


Aggiornamento (16:50): C'è cascato anche Tio.ch, con una postilla salvaterga che ho evidenziato (grazie a @bonnyfused per la segnalazione):




Aggiornamento (17:30): Abbocca anche Yahoo Notizie, che prende la notizia da ADNKronos (grazie a @FortyZone per la segnalazione):


Screenshot di ADNKronos:



Aggiornamento (17:40): Il Corriere c'è cascato ma ha già rimosso l'articolo: era qui, ma persiste nella cache di Google (grazie a @ingdruido per la segnalazione). Ecco com'era l'articolo:



Ed ecco come il Corriere ha risolto l'errore:


Una rettifica? Una parola di scuse? Assolutamente no, e persino la pagina del “non trovato” ha la sua brava pubblicità (che ho mascherato per le stesse ragioni citate sopra). “Facciamo finta di non aver mai sbagliato” è ancora la reazione tipica alle inettitudini nelle redazioni delle testate giornalistiche. Meno male che questa è gente che prende uno stipendio e ha un Ordine dei Giornalisti che li sorveglia. Meno male. Altrimenti chissà.


Aggiornamento (2014/10/20 00:30): La Rai ha pubblicato una rettifica e ha aggiunto una nota all'articolo originale.


Aggiornamento (2014/10/21 21:00): Il Fatto Quotidiano ha riscritto l'articolo rettificando la notizia allo stesso URL della notizia originale e dicendo che s'è fidata di Nessuno Tocchi Caino. A sua volta, Nessuno Tocchi Caino ha pubblicato una rettifica a un altro link, smentendo di essere la fonte della notizia e lasciando priva di rettifica la pagina della notizia originale.