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Conferenza sull’Undici Settembre a Lugano

Basta con il complottismo: parliamo seriamente di 11/9 con gli esperti


L'11 settembre 2008, alle 18, si terrà a Lugano una conferenza pubblica, intitolata "11/9 La Cospirazione Impossibile", per esaminare insieme ad esperti di settore le teorie alternative riguardanti gli attentati dell'11 settembre 2001.

L'ampia sala che ospiterà l'incontro, aperto a tutti, è l'Auditorium dell'Università della Svizzera Italiana, in via G. Buffi 13.

Durante la conferenza, di cui sarò uno dei relatori, vi sarà ampio spazio per le domande del pubblico e verranno presentati documenti, filmati e immagini che consentiranno di chiarire i termini della questione e ricordare la vera natura dell'11/9, per molti sbiadita dal tempo.

L'approccio non sarà limitato alla confutazione delle teorie cospirazioniste: sarà mirato a consentire a chi non si sente complottista, ma ha semplicemente dei dubbi, di comprendere meglio la dinamica di un giorno che ha cambiato la storia. Questo sarà possibile grazie alla ricca documentazione pubblicata in questi anni da fonti tecniche e giornalistiche.

E' possibile scaricare una cartina della città e una mappa dell'Università che, insieme alle istruzioni fornite dall'ateneo, consentono di raggiungere agevolmente l'Auditorium. Per ulteriori informazioni, siete pregati di contattare gli organizzatori presso micinque@gmail.com.


L'ingresso principale dell'Università.


Un paio di foto dell'Auditorium, per gentile concessione di Ilapede:



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Un brano dell’ultimo romanzo di Arthur Clarke

The Last Theorem, romanzo postumo di Arthur C. Clarke



Ne trovate un brano in anteprima, in inglese, qui sul Telegraph. Il libro è stato scritto da Clarke con Frederik Pohl; a differenza di altri romanzi postumi, questo ha fatto in tempo ad essere riveduto e approvato dall'autore. Esce il 5 di agosto.

Stando a Wikipedia, il libro parla di un giovane matematico dello Sri Lanka che trova una dimostrazione breve dell'ultimo teorema di Fermat e viene assunto dalla CIA per via delle applicazioni di questa scoperta in campo crittografico, Ma ci sono di mezzo anche alieni e una delle idee predilette di Clarke: l'ascensore spaziale.
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Il Disinformatico radiofonico torna a settembre

Pausa estiva per il Disinformatico alla radio



La puntata radiofonica di oggi è l'ultima prima della pausa estiva: ci risentiremo a settembre. Nel frattempo, vi lascio con i podcast e qualche chicca che non ho avuto il tempo di segnalare nelle puntate precedenti, a partire dalle bellissime immagini di Nasa Images, che raccoglie il meglio di cinquant'anni di esplorazione spaziale.

Sempre in tema di immagini spaziali, date un'occhiata a queste provenienti dalla sonda Cassini, che trovate in anteprima qui sotto (gli originali più grandi sono spettacolari).

Poi c'è un ricordo di Wargames, con interviste ai protagonisti e agli informatici veri che ne plasmarono la natura e crearono, una volta tanto, un personaggio che non era uno smanettone timido e imbranato, ma cambiava i voti scolastici della propria ragazza (Ally Sheedy) per fare colpo su di lei. A sua volta, Wargames ha creato e plasmato un'intera generazione di informatici, sedotti da quello che avevano visto in quel film.

Per i Trekker, non perdetevi Of Gods and Men, film di Star Trek realizzato da fan, ma con la partecipazione a iosa degli attori originali. Godibile? Per certi versi è meglio di alcuni dei flm "ufficiali" (Nemesis, per dirne uno). E si vede gratis.

Per chi ama Guerre Stellari: la collezione di opere d'arte classiche photoshoppate per inserirvi i personaggi della saga ideata da George Lucas, presso Worth1000. E non perdetevi George Lucas incapsulato nella carbonite. Chi ha da intendere, intenda.

Per la serie "le antibufala che non colsi", ricordate la recente storia del grattacielo girevole? Salta fuori che l'"architetto" che le ha proposte non è affatto un architetto e non ha mai progettato un grattacielo in vita sua. Ma non mi dite.

Per chi mi sta chiedendo cosa c'è dietro l'appello per i 37 cani, è probabilmente autentico, ma ad alto rischio di obsolescenza. Qui trovate il sito che promuove l'inizativa. Dettagli appena ne ho.
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Le gioie del DRM: la musica di Yahoo scadrà il 30 settembre

Yahoo Music chiude e si porta via la musica legalmente acquistata dai suoi polli clienti


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Comprereste un CD che avesse stampigliata sopra una data di scadenza? No, vero? Eppure questo è quello che succede a chi si fida del DRM (Digital Rights Management), ossia il lucchetto digitale che vincola ogni canzone al legittimo acquirente e che in teoria dovrebbe sconfiggere la pirateria musicale. I discografici ce l'hanno spacciato come male necessario per difendersi dagli scrocconi, ma la realtà si sta rivelando ben diversa.

Il 23 luglio scorso, Yahoo! Music Store ha annunciato che chiuderà i battenti, riferisce Ars Technica. Non solo: chiuderanno i battenti anche i server che gestiscono il DRM. In pratica, non solo l'effetto sulla pirateria musicale di questo DRM sarà stato nullo, ma verranno puniti principalmente i clienti onesti che hanno acquistato legalmente questa musica lucchettata, perché una volta chiusi i server DRM di Yahoo, questi clienti onesti non potranno più autenticare la musica acquistata, per esempio per trasferirla a un nuovo computer.

Non è neanche la prima volta che i clienti onesti si beccano una fregatura tramite il DRM. MSN Music, il servizio musicale lucchettato di Microsoft, ha recentemente fatto lo stesso giochino, e ci sono volute le proteste degli utenti per convincere Microsoft a tenere attivi i server di autenticazione e permettere agli utenti di continuare a fruire della musica lucchettata. Ma nel 2011, comunque, quei server chiuderanno.

Per rimediare alla chiusura del servizio, Yahoo consiglia quella che un tempo sarebbe stata chiamata pirateria: masterizzare su CD la musica di Yahoo, in modo da toglierle il lucchetto digitale.

Ma allora cosa l'hanno messo a fare?

2008/07/30

InformationWeek segnala che Yahoo rimborserà gli acquirenti oppure fornirà loro copie non lucchettate dei brani acquistati, secondo modalità ancora da definire.

Un altro successo del DRM, insomma.
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La password del missile nucleare è... ehm... ZZZZZ....

Militari si appisolano alla postazione di lancio nucleare. Ma tanto avevano le password sbagliate



Se vi preoccupate per le vostre difficoltà nel gestire le tante password che ci accompagnano nella vita su Internet, pensate come si sentono i tre militari in servizio presso la base di lancio di missili nucleari Minot, nel North Dakota, che si sono appisolati sul posto di lavoro con in mano i codici di lancio, riferiscono KansasCity.com e CNN. Si sono fatti una pennichella di due o tre ore.

Ma niente paura: è soltanto un errore procedurale. Fortunatamente, si fa per dire, avevano i codici di lancio sbagliati, perché erano quelli vecchi. In altre parole, se ci fosse stato davvero bisogno di lanciare i missili, non avrebbero potuto farlo.

Wow, che deterrente solido e convincente.

Come se non bastasse, la base di Minot è la stessa che recentemente ha caricato per errore un bombardiere B-52 con non una, non due, ma sei bombe atomiche e gli ha fatto sorvolare mezza America senza che l'equipaggio a bordo sapesse cosa stava trasportando.

Consolatevi: i vostri problemi di sicurezza sono poca cosa in confronto a questi.
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La madre di tutte le falle informatiche risolta in segreto: siete ancora a rischio?

Cospirazioni reali: la falla nel DNS turata segretamente


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Sei mesi fa, un ricercatore, Dan Kaminski della società di sicurezza informatica IOActive, ha scoperto un difetto nel funzionamento del DNS o Domain Name System: il sistema distribuito che, in estrema sintesi, smista il traffico di Internet e che quando digitate un nome di un sito lo traduce in una coordinata numerica (l'indirizzo IP) che indica dove si trova su Internet quel sito e permette quindi di raggiungerlo.

Il difetto permetteva di alterare il funzionamento del DNS in modo da fornire agli utenti delle "traduzioni" sbagliate e quindi far credere agli utenti di star visitando un sito fidato, per esempio la propria banca, mentre in realtà stavano visitando il sito-trappola, visivamente identico, di un aggressore.

La falla era potenzialmente devastante: minava alla base la fiducia nei sistemi di Internet e, come dice Kaminski, permetterebbe di prendere il controllo di Internet in dieci secondi. E' stato quindi compiuto in gran segreto uno sforzo coordinato fra i più grandi nomi del mercato informatico per turarla prima che diventasse di dominio pubblico e ne approfittassero i vandali e i criminali della Rete.

Non si tratta di un errore di programmazione di uno specifico programma, ma di una vulnerabilità insita nelle specifiche di funzionamento del DNS: praticamente tutti i programmi di gestione del DNS hanno (o avevano) questa stessa falla proprio perché seguono le specifiche tecniche. Tutti i più diffusi sistemi operativi e quasi tutti i provider erano vulnerabili: l'elenco stilato dal CERT per descrivere il problema è sterminato e contiene i nomi più in vista del settore: 3com, Alcatel-Lucent, Apple, AT&T, Belkin, Cisco, D-Link, Debian, FreeBSD, Fujitsu, Gentoo, Hewlett-Packard, IBM, Internet Systems Consortium, Mandriva, Microsoft, Novell, OpenBSD, Red Hat, Slackware, Sun Microsystems, SUSE, Ubuntu, ZyXEL, giusto per citarne qualcuno.

La vulnerabilità, oltretutto, era gravissima: permetteva a un aggressore di sostituirsi perfettamente a un sito fidato, assumendone in tutto e per tutto l'identità, beffando antivirus, antispyware, firewall e ogni altra misura di sicurezza tradizionale. Roba da mettere in ginocchio il mercato del commercio elettronico e paralizzare le aziende che dipendono sempre più dai servizi di Internet.

Il 31 marzo scorso, sedici esperti di sicurezza da tutto il mondo si sono radunati in gran segreto presso il campus di Microsoft, a Redmond, per decidere la strategia da adottare per evitare un vero e proprio disastro informatico: tenere segreta la natura della falla e coordinarsi (anche fra concorrenti) per distribuire simultaneamente la patch che correggeva il problema.

Praticamente tutti i sistemi operativi, e quindi tutti gli utenti e tutti i provider di accesso a Internet, devono applicare una o più patch al proprio software di gestione del DNS o passare a una versione aggiornata.

La segretezza non è durata a lungo, nonostante il numero ristrettissimo di persone a conoscenza del problema (complottisti, prendete nota): una delle società di sicurezza coinvolte, la Matasano Security, ha pubblicato per errore lo spiegone, che trovate in copia qui, il 21 luglio, tredici giorni dopo l'annuncio pubblico dell'esistenza della falla, dato senza dettagli e con preghiera di non discuterne pubblicamente. L'ha ritirato subito, con tante scuse, ma ormai il danno è fatto (complottisti, prendete nota anche di questo).

Ai primi di luglio, praticamente tutti i principali produttori di software (tranne Apple per OS X Server) hanno distribuito un aggiornamento dei propri prodotti che risolve la falla, per cui se avete l'aggiornamento automatico del vostro Windows, Mac o Linux, avete già fatto il vostro dovere per blindarvi. Il problema sta principalmente nelle aziende e nei provider di accesso a Internet, che per ragioni tecniche talvolta hanno esitato a installare un aggiornamento così radicale, ma chiunque abbia o gestisca un domain name server deve mettersi a posto. Presso Doxpara trovate un test (basta cliccare su Check My DNS) per sapere se il vostro provider è già a posto. Se non lo è, potete ricorrere a OpenDNS.

Nel frattempo sono già spuntate le prime forme di attacco basate su questa falla, per cui non c'è tempo da perdere. I più curiosi possono godersi Evilgrade, il video dimostrativo pubblicato da Infobyte che usa questa falla per spacciare falsi aggiornamenti dei programmi più diffusi.

Fonti: The Register, Doxpara.com, Cgisecurity, The Inquirer, Wired, BBC.
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Astronauta lunare crede agli alieni: i lunacomplottisti vanno in loop infinito

Astronauta lunare: gli UFO esistono e gli alieni ci hanno visitato


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Edgar Mitchell, uno dei due astronauti che camminarono sulla Luna durante la missione Apollo 14, ha dichiarato di essere "stato informato che siamo stati visitati su questo pianeta e che il fenomeno UFO è reale". Non solo: dice anche che l'incidente di Roswell è autentico e che da sessant'anni i governi tengono segreta tutta la faccenda delle visite aliene.

La notizia esplode ovunque in Rete: Slashdot, The Inquirer, News.com.au, Telegraph, BoingBoing, giusto per citare alcuni siti. L'origine della storia è Kerrang, dove trovate l'audio dell'intervista telefonica a Mitchell.

I lunacomplottisti esultano, perché naturalmente credono agli UFO e possono dire "Vedi? Esistono, l'ha detto persino un astronauta".

Ma esultano soltanto per un istante. Perché poi si accorgono che quell'astronauta è una delle persone che loro accusano da quarant'anni di essere uno dei bugiardi traditori che hanno falsificato le missioni lunari, per cui assolutamente non gli possono credere. Oops.

Dai, Ed, che scherzo da prete.

Appena smetto di ridere vi racconto tutta la storia di Ed Mitchell.


2008/07/25: La trascrizione delle parole di Mitchell


Ecco una stesura veloce del testo integrale delle dichiarazioni dell'astronauta Edgar Mitchell. La trascrizione è stata realizzata con Dragon Naturally Speaking (io ripetevo le parole dette dagli interlocutori) e poi riveduta a mano un paio di volte. Se trovate refusi o decifrate le parole incomprensibili, avvisatemi via mail o nei commenti.

INTERVISTATORE: Do you believe in life on other planets?

MITCHELL: Oh yes, there's not much question at all, but there's life throughout the universe. We're not alone in the universe at all.

I: You're convinced that we're not alone in the universe?

M: Oh, I... know for sure we're not alone in the universe. Now, have we been able to identify for sure where the other planets are? No, we have not. Certainly not in our solar system. But they've identified quite a number of planets, now, that very likely could be life-bearing planets, and... I happen to be privileged to know... to have... be in on the fact that we have been visited on this planet and the UFO phenomenon is real, although it's been covered up by our governments for quite a long time.

I: Wow! Hang on a minute. But this is big. So... I'm... Whoa... This is... All of this is quite a shock to me.

M: Well, I'm sorry, you haven't been reading the papers recently, they're starting to open up quite a bit.

I: So you're telling me... whoa, this is a lot of information to take on board. Hang on a minute. I mean, listen, I've heard like, you know, crazy UFO nuts tell me this kind of thing before. I've never had Dr. Ed Mitchell, you know, the sixth man to walk on the moon, a respected scientist in his own right, uh, announce to me that we've been... visited by... aliens from... other planets and that they... they definitely are out there, there's no debating it.

M: Well, that's [incomprensibile] talked to me, I would have told you about it before.

I: So... So you... you believe in all of... you believe the whole idea...

M: Well, no, there's more nonsense out there about this that there is real knowledge, but there is... it is a real phenomenon, and there's quite a few of us... it's been well covered up by all of our governments for the last 60 years or so, but slowly it leaks out and some of us are privileged to have been briefed on some of it. I happen to have grown up in the... I don't even know you... whether you know this place, Roswell, New Mexico, where presumably the Roswell incident of 1947 took place, and I'm quite knowledgeable [incomprensibile] there, since I grew up there, but I've also been in military circles and intelligence circles that knows beneath the surface of what has been, uh... public knowledge, that yes, we have been visited.

I: So... and... and.. you're serious? You're not going to go, "You know, I was just pulling your leg about that, it's not true"?

M: [incomprensibile]

I: I'm just... I was wondering if I'm... I've just stumbled upon... astronaut humour, and in a couple of minutes you're going to go, "I was only pulling your leg".

M: No, I won't... won't do that.

I: Wow, so... wow! So.. what... so... I mean, so you've been briefed on the fact that there are... we've been visited.

M: Well, I haven't... briefed is one word for it. I have been involved in... in... much of this work. It's not my main work, it's not my main interest. But I have been deeply involved in certain committees and certain research programs with very credible scientists and intelligence people that do know the real inside story, and I'm... I'm not hesitant to talk about it.

I: What is the real inside story?

M: Well, I've just been telling you, we have been visited.

I: Are they... I mean, are we in regular contact, or was it a one-off crash, or...?

M: Well, no, there's been quite a few... there's quite a bit of contact going on, I can't tell you because I don't know all the extent of it, I don't know all the inside details because that isn't my really main interest, but the fact that we have been visited, the Roswell crash was real and a numbers... number of other contacts have been real and ongoing. Uh, it's pretty well known for... to those of us who have... been briefed and been close to the subject matter.

I: So why is it being covered up then? Why is it that it's not mainstream?

M: Well, the reason for that goes back to the main incidents that really started taking place after World War II, when in the United States at least, I can't speak for European governments or the South American governments, all of them have recently started opening their files, and most... I mean, it's been opened, this is starting to open up, and read the Internet or look at... look at some of the press, the international press, you get, start to get stories coming out now. But...

I: I've... I've... I've had people on the show telling me that we're mount–...that... that governments are mounting up towards disclosure, towards saying that this is the case. Do you think it'll be the case that there will be an actual disclosure on this, maybe this year, that the governments will come out?

M: I don't know whether it will be this year in the United States, but certainly we 've already had it in the last few years from the Belgian government, the French government, the Brazilian government, the Mexican government, they've opened their files and admitted that they had the files.

I: Okay, right, let me get my head together. Okay, listen, here's what I now. I've had people on the show talking about the fact that the Catholic Church has said, belief in life on other planets doesn't compromise your Catholicism.

M: Of course, that just happened recently in association with a major release, I believe, of the British government...some of the British government files, they weren't their deepest files, but some files were released.

I: Yep, what's happening is at the moment, over the next four years, all the UFO files here in the UK are being released. Do you think it's the case we are ramping up towards maybe the UK admitting?

M: Well, I can't say how fast it's going to happen, but certainly the public awareness of it... uh... is increasing, public acceptance is increasing. The amount of... misinformation... covert and actual attempts to cover up, seem to be decreasing. I think we're headed toward... real disclosure in some very serious organisations, uh, moving in that direction.

I: What do you... you've had a long time to think about this. What you think the impact will be on the world when it's finally mainstream news that there are alien beings that live outside this planet?

M: Well, I think at this point it's probably "Ho-hum, so what's new?" I think that certainly in the United States well over 70% of the people now accept this as fact although they may not... they do not know... all the correct story, they do know that there has been, or accept the fact, there has been visitation, UFOs in the skies all the time that are very likely alien craft. Now, not all of them are, I suspect some of them are home-grown. I suspect that in the last 60 years or so, that there has been some, uh, back-engineering and the creation of this type of equipment that is not nearly as sophisticated, yet, as what the apparent visitors have.

I: So... as part of this... I mean, as part of you knowing about this and also going public with it, are you worried for your own safety with this kind of stuff or are you convinced that [incomprensibile]?

M: Oh, I think that those days are gone. There used to be a concern among the people on the inside, but I don't think they're knocking anybody off for that any more or, uh, doing drastic things to them.

I: What do you think the intent of the aliens is? Is it hostile or peaceful?

M: No no no, it's not hostile, it's pretty obvious that if it were hostile, we would've been gone by now.

I: Really?

M: We could have been. We had no defense, if that's what their real intent was.

I: And what... are we talking... What do they look like, are we talking, like, you know, the traditional sort of...?

M: You've seen some of the pictures, uh... the pictures that I know of, some of them are... uh... are these little.. little people look strange... that look strange to us. As far as I know from my... from my, uh, contacts that have had contact, that looks... is pretty accurate.

I: Wow! Do you think other people who are involved in the moon landings know about this?

M: Some of them do. But again, it's like other people, if you're interested enough to dig into it and want to know about it, you can know about it.

I: Because... uh, listen, I don't want... I know you're a busy guy and I know there's other people...

M: Yeah, this phone that... is not leaving me alone, this other phone is ringing all the time, and... I'm by myself here at the moment.

I: I've... This has been... easily one of the most significant conversations in my life. Unbelievable. Uh, Uh... just... I want to thank you for joining us, and, uh, Doctor Ed Mitchell, that's inc... Listen, you're a friend of the show, if you want to accept that friendship and... and wow, what an incredible conversation. Listen man, thanks for joining [troncato dalla fine della registrazione, presumo "us"]


2008/07/29


In sintesi, Mitchell non dice di aver avuto contatti diretti con alieni o veicoli alieni, ma di averne saputo attraverso le parole di altri. La sua accusa ai governi di aver cospirato per tenere segreta la verità è basata soltanto su vaghe dicerie. Quello che colpisce è che Mitchell annuncia una delle notizie più importanti della storia (il contatto con altre civiltà) e poi la liquida dicendo che "non è il mio interesse principale". Come sarebbe a dire? Cos'altro ci può mai essere di più "principale" e di più interessante rispetto a una notizia del genere?

Mitchell non ha prove e non fa nomi di testimoni né indica circostanze precise (salvo dire che l'incidente di Roswell del 1947 è "autentico"). Un po' poco, per un'affermazione così straordinaria.

Le dichiarazioni di Mitchell vanno calate nel contesto. Mitchell, come notano i commenti qui sotto, è ben conosciuto da tempo per le sue affermazioni riguardanti i poteri paranormali: condusse privatamente degli esperimenti di telepatia durante la sua missione nel 1971. La cosa non deve stupire, perché era un periodo nel quale la parapsicologia era in auge. Qui trovate un articolo del 2003 che racconta in dettaglio gli esperimenti e i rapporti di Mitchell con il presunto sensitivo Uri Geller e offre vari esempi delle concezioni mistiche decisamente originali di Mitchell.

Già nel 1973 aveva fondato l'Institute of Noetic Sciences per indagare sui fenomeni paranormali, e afferma (senza prove) di essere stato guarito dal cancro ai reni da un guaritore fra il 2003 e il 2004.

In altre parole: Mitchell è stato un grande astronauta che ha sempre albergato idee trascendentali piuttosto estreme. E' perfettamente plausibile che un'esperienza intensissima come il viaggio nello spazio per sbarcare sul suolo di un altro corpo celeste abbia stimolato ulteriormente queste idee: chi non sarebbe spinto a pensieri mistici di fronte alla visione di tutto il nostro pianeta tanto lontano da poterlo coprire con il proprio pollice?

Non siamo dunque di fronte a uno scettico che presenta dei fatti concreti, ma a una persona con decenni di inclinazioni mistiche che presenta delle dicerie. Di conseguenza è d'obbligo molta cautela prima di prendere per buone certe affermazioni.

Quest'episodio, con le reazioni istintive che ha provocato in molti, è un caso classico della fallacia del cosiddetto "principio d'autorità": ci viene naturale fidarci delle persone che hanno ricoperto ruoli importanti e autorevoli, anche quando parlano di cose che stanno al di fuori della loro sfera di competenza. Mitchell è stato un astronauta quarant'anni fa: ha imparato a fare cose tecniche assolutamente straordinarie, come pilotare il modulo lunare. Ma questo non gli conferisce competenze o autorevolezza in altri settori, come la parapsicologia, verso i quali anzi chi ha una preparazione scientifica è particolarmente vulnerabile: il caso dei fisici Russell Targ e Harold Puthoff, gabbati dai giochi di prestigio di Uri Geller negli anni Settanta del secolo scorso, fece storia in questo senso.
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IPhone, parliamone ancora

Ancora iPhone alla radio


La Rete Uno della RSI mi ha invitato per una chiacchierata più ampia sui pro e contro dell'iPhone nel programma Millevoci, in onda domani (23/7) alle 11.10. Se vi interessa seguirla in streaming in diretta, il formato Real Audio è disponibile qui.
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UFO alle Torri Gemelle

Un filmato ufologico classico insegna un'altra trappola dei video


Esaminate attentamente questo video, che mostra un UFO ripreso da un elicottero vicino alle Torri Gemelle di New York:



Sorprendente, vero? Molti pensano che si tratti di un vero filmato che mostra un veicolo volante dalle caratteristiche impossibili per la tecnologia umana e quindi di sicura origine aliena. La realtà è un po' differente: si tratta di un filmato realizzato una decina d'anni fa come pubblicità per un canale televisivo statunitense dedicato alla fantascienza, il SciFi Channel. Il problema è che il passaparola incompleto ne ha fatto perdere le origini, per cui ormai lo si tramanda come se fosse un filmato ufologico autentico. Un fenomeno molto frequente in questo settore e contro il quale bisogna stare sempre in guardia: la separazione di un documento, di una foto o di un filmato dalla sua fonte, e quindi dal suo contesto, è un problema tipico dell'informazione diffusa via Internet.

Le origini di questo filmato sono state rintracciate nel 2003 dal sito Rense.com, che non è certo propenso alla smentita delle teorie cosmiche più fantasiose: ecco alcuni fotogrammi tratti dall'originale del filmato.



Una chicca svelata da Rense.com: la "Barbara Sicuranza" il cui nome si vede in questa serie di fotogrammi è quello dell'attrice pagata da SciFi Channel per recitare la parte dell'avvistatrice a bordo dell'elicottero: in realtà indicava il cielo e l'UFO è stato inserito in seguito digitalmente. Il suo curriculum, infatti, include questo spot sotto il nome di SCI-FI Promo (The Blimp). La chicca è che Barbara Sicuranza è la moglie di Chris Stein, chitarrista cofondatore del celeberrimo gruppo musicale Blondie.

Il filmato integrale, comprese la testa e la coda promozionale di SciFi.com, è qui sotto e linkato qui.

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Guerre Stellari a 52 pollici

Reinterpretazioni a go-go di Guerre Stellari: difficile non ridere anche se non siete fan


Wired segnala una compilation di versioni alternative di Guerre Stellari realizzate con perizia fuori dal comune da gruppi di appassionati. Ne segnalo due fra tutte: Lego Star Wars e Thumb Wars... tutta la storia raccontata in parodia da pollici, sui quali sono applicate digitalmente bocche, occhi e sopracciglia, con un effetto esilarante anche per chi non conosce l'inglese, che rischia di mettere in secondo piano la cura delle scenografie (non perdetevi il Millennium Falcon "modificato" o la battaglia con le spade laser).

Una bella dimostrazione di come la tecnologia digitale e Internet liberino la creatività di gente che altrimenti non riuscirebbe a farsi conoscere.
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Il Disinformatico messo in lista nera da McAfee

McAfee SiteAdvisor segnala pericoli nel Disinformatico!


Numerosi lettori mi hanno segnalato con allarme la presenza di "adware, spyware o programmi non desiderati" in questo blog. Almeno così dice il servizio SiteAdvisor di McAfee, come potete vedere nella schermata qui sotto, mandatami da Guidotha:



Niente panico! Non ho venduto l'anima ai demoni dello spam e dello spyware, né sono stato infettato. Si tratta semplicemente di un eccesso di zelo di McAfee, combinato con una certa lentezza del servizio SiteAdvisor nell'aggiornare i propri risultati.

Tutta la faccenda è dovuta al fatto che in un articolo di aprile 2006 avevo incluso un link all'eseguibile del programma Eurobarre, che McAfee considera un "generic trojan" nonché adware o spyware. Ho tolto il link da diversi giorni (il 3 luglio scorso), ma McAfee insiste a classificare il Disinformatico come sito pericoloso.

Fra l'altro, vedo che non sono il solo a essere finito per errore nell'elenco dei cattivi: The Register segnala che il sito di recensioni software Tech-pro.net ha avuto lo stesso problema per ben due settimane.

Se volete darmi una mano a convincere McAfee a darsi una svegliata e togliermi dalla lista nera, andate alla pagina apposita di McAfee e segnalate l'errore (dovete essere utenti registrati di SiteAdvisor), come hanno già fatto alcuni amici. Forse il fatto che le segnalazioni siano state immesse in italiano sta rallentando l'aggiornamento: provate con "This site has been updated and no longer links to the reported threat". Grazie!
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Antibufala: allarme per il piombo nei rossetti

Screenshot dell'appello (2013)
Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “pierbelli_rebo” e “bettetini” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Da qualche mese persistono segnalazioni di un allarme riguardante il contenuto di piombo di specifiche marche di rossetti. L'allarme è corredato da nomi e cognomi di esperti che ne garantirebbero l'autenticità e dalla descrizione di un metodo per verificare la pericolosità del proprio rossetto che sembra funzionare. In realtà si tratta di una bufala d'importazione: l'originale americano risale almeno al 2003.

Ecco il testo:

FATE ATTENZIONE!!!!!!!!!!!!!
FATELA GIRARE , ANCHE PER CHI NON USA PRATICAMENTE MAI IL ROSSETTO!

L'articolo scritto dal dott. Nahid Neman del reparto di senologia oncologica dell'ospedale Mount Sinai di Toronto.

Soggetto: ROSSETTO

Di recente la ditta produttrice del rossetto ' RED EARTH' ha diminuito i prezzi da $ 67 a $ 9.90. Conteneva piombo. Il piombo causa il cancro. Le marche di rossetto che contengono piombo sono:

- CHRISTIAN DIOR
- LANCOME
- CLINIQUE
- Y.S.L.
- ESTEE LAUDER
- SHISEIDO
- CHANEL (lip conditioner)
- MARKET AMERICA-MOTNES
- LIPSTICK

Più è alto il contenuto di piombo, più aumenta il rischio di cancro.
Si è trovato il più alto contenuto di piombo nel rossetto di Y..S.L.
Fate attenzione ai rossetti che durano (sulle labbra) più a lungo. Se il vostro rossetto dura molto è perchè contiene più piombo.

Ecco un test che potete fare da sole:

1. Mettete del rossetto sulla mano.
2. Usate un anello d'oro da strofinare sul rossetto.
3. Se il colore del rossetto diventa nero saprete che contiene piombo.

Questi dati vengono fatti conoscere al Centro Medico dell'Esercito Walter Reed.

I carcinogeni Dioxin causano il cancro, specie il cancro della mammella!!!!!

Talvolta l'appello è accompagnato da "firmatari" prestigiosi, come "IBM Italia S.p.A.", ma si tratta soltanto di garanti apparenti, ossia di testo che viene aggiunto automaticamente in coda ai messaggi spediti dal luogo di lavoro. Un garante di questo genere non significa che l'azienda garantisce il contenuto del messaggio: significa semplicemente che qualche incauto dipendente ha ricevuto l'appello, ci ha creduto e lo ha inoltrato dal proprio posto di lavoro.

Veniamo ai fatti, descritti con chiarezza dalla sezione Urban Legends di About.com e da Snopes.com:

  • Non esiste nessun "Nahid Neman del reparto di senologia oncologica dell'ospedale Mount Sinai di Toronto".
  • Non c'è nulla riguardo a quest'appello presso il Walter Reed Army Medical Center.
  • Il piombo non ha il cancro fra i suoi effetti principali, come nota la US Environmental Protection Agency: causa semmai crescita ridotta, iperattività, calo dell'udito e danni cerebrali.
  • Vi sono effettivamente tracce di piombo in alcuni coloranti utilizzati nei rossetti, ma si tratta di quantità minuscole (nel caso peggiore verificato, 0,65 parti per milione), al di sotto dei livelli ritenuti pericolosi, secondo la risposta della American Cancer Society a quest'allarme; in proporzione, si tratta di livelli insignificanti rispetto alle altre fonti di inquinamento da piombo con le quali veniamo a contatto.
  • Vi sono fonti di piombo ben più significative e probabili, come le vecchie vernici, il kajal e certi digestivi d'importazione parallela, le vecchie tubature dell'acqua, la ceramica, le lattine saldate con il piombo usate per alimenti importati da alcuni paesi esteri; potete consultare l'elenco stilato dall'FDA (Food and Drug Administration).
  • Come nota sempre la FDA, i prodotti cosmetici di dubbia provenienza, per esempio provenienti da paesi dove i controlli sono meno severi, possono contenere piombo in quantità potenzialmente pericolose.
  • L'effetto di lunga durata dei rossetti non dipende dall'eventuale presenza di piombo.

Chiariti i termini di base della faccenda, resta un problema: come mai il “test” proposto dall'appello funziona, perlomeno in alcuni casi? La spiegazione è semplice: molti metalli (per esempio oro, argento e rame), se strofinati contro una superficie, lasciano segni scuri, un po' come fa una matita. Farlo sullo sfondo rossiccio di uno strato di rossetto esalta il contrasto rispetto a farlo sulla pelle (perlomeno per chi ha la pelle chiara) e fa sembrare questi segni ancora più scuri; lo stesso effetto si manifesta facendo lo stesso “test” su qualunque superficie scura. Tutto qui. Passare un anello d'oro su un rossetto non rivela affatto la quantità di piombo presente nel rossetto.


2013/4/06


Sta circolando una nuova variante, che pubblico qui per completezza e per consentire a chi ne cerca le parole su Google di trovare quest'indagine:

Ho fatto la prova del piombo contenuto su 3 rossetti e una matita,
Risultato impressionante i rossetti piu persistenti KIKO e DIOR sono diventati neri mentre quello meno persistente DEBORAH e la matita non contiengono piombo. Ora Dior e Kiko si trovano nel bidone dei rifiuti farmaceutici.

Maggiore è il contenuto di piombo, maggiore è il rischio di provocare il cancro. Dopo aver fatto un test su rossetti, le labbra hanno presentato il livelo massimo di piombo sul prodotto AVON. I rossetti che presentano queste caratteristiche nocive sono quelli "persistenti". Se il vostro rossetto è persistente, è dovuto ad alti livelli di piombo.
Fate questa prova:
1. Mettete un poco di rossetto sulla mano;
2. Passate un anello d'oro su questo rossetto;
3. Se il colore del rossetto tende al nero, contiene piombo.
Si prega di inviare queste informazioni a tutti i vostri amici.

PROTEGGIAMO LE NOSTRE AMATE DONNE... CONDIVIDETE!
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iPhone 3G già “sbloccato”, ma non è facile come prima

Già craccato in parte il nuovo iPhone, ma attenti a non guastarlo


E' disponibile la nuova versione di PwnageTool (che nonostante la grafia si pronuncia sia "ounagg-tuul", sia "pounagg-tuul", secondo Wikipedia), che serve per togliere alcune delle limitazioni del nuovo iPhone 3G. Come al solito, insomma, non c'è voluto molto ad aggirare le protezioni del software.

The Register ne ha una recensione dettagliata, e la procedura da seguire è tutt'altro che semplice. Il mio consiglio è di non provarci se non siete assolutamente sicuri di quello che fate (o amate il brivido del rischio). Soprattutto, valutate bene se ne vale la pena (io, per esempio, mi tengo per ora il Touch "vecchio" craccato grazie a Zibri).

Questa versione di PwnageTool è in grado di effettuare il jailbreaking (''evasione", letteralmente) di tutti gli iPhone, versione 3G compresa, e degli iPod Touch aggiornati al firmware 2.0, permettendo quindi al proprietario di installare sul proprio dispositivo il software che preferisce anziché soltanto quello benedetto da Apple e installabile tramite l'App Store. Nel caso degli iPhone "vecchi", pre-3G, PwnageTool è in grado di sbloccare completamente il telefonino.
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Un piccolo passo per un uomo, un archivio immenso per l’umanità

39 anni fa, l'uomo metteva piede sulla Luna: le foto originali


Fra il 20 e 21 luglio 1969, trentanove anni fa, Neil Armstrong e Buzz Aldrin furono i primi due esseri umani a posare il piede sul suolo lunare, mentre Michael Collins li attendeva in orbita nel modulo di comando dell'Apollo 11. Per una volta, nella storia dell'umanità, le risorse umane, tecniche ed economiche, la determinazione e l'intelligenza di una nazione intera erano state dirette a realizzare un grandioso, indimenticabile obiettivo di pace. Per una volta, in quella notte, l'umanità fu accomunata non da una grande tragedia, ma da un grande trionfo.

Una delle eredità di quell'incredibile missione, e delle altre che seguirono nei mesi successivi, è una sterminata serie di fotografie. Molti di noi hanno visto quelle immagini attraverso copie di copie di copie. Ma grazie a Internet ora potete ammirarle in tutto il loro dettaglio presso l'Apollo Archive, scandite direttamente dalla pellicola originale (quella che Armstrong, Aldrin e Collins esaminano nella foto qui sopra). Eccone un esempio, cliccabile per ingrandirlo:

AS11-40-5903HR

Questo è l'originale della famosissima foto di Buzz Aldrin, in cui Neil Armstrong (il fotografo) è riflesso nella visiera insieme al modulo lunare (LEM), di cui si vede parzialmente una delle quattro zampe a destra. Notate quanto è storta l'inquadratura e che Aldrin ci sta a malapena: un errore dovuto al fatto che gli astronauti avevano la fotocamera Hasselblad fissata al petto e la puntavano senza poter guardare nel mirino. Le versioni pubblicate dai giornali hanno spesso ritoccato questa foto aggiungendo del cielo nero sopra la testa di Aldrin. Ma questo è l'originale, in tutto il suo impreciso splendore.

Non perdete tempo a postare commenti imbecilli che negano lo sbarco sulla Luna. Per quello ci sarà tempo l'anno prossimo, per il quarantennale. Per ora godetevi l'Apollo Archive, con le sue foto rare e inedite (compresi gli scatti sbagliati, in perfetto stile da turista). Un avvertimento: il sito è immenso e crea dipendenza immediata. Non cominciate neanche a sfogliarlo se oggi avete intenzione di essere produttivi.

In particolare, se volete vedere le foto mosse, sfocate o sbagliate, cercate le parole chiave "inadvertent shutter release" (scatto involontario) o "not in focus" (foto sfocata).
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Google Earth e le chicche di privacy

Chicche di Google Street View: privacy? Quale privacy?



C'è chi si preoccupa per l'invasione della privacy delle telecamere di Google Earth che stanno mappando anche le strade europee e chi invece ne approfitta.

Per esempio, uno degli effetti di potenziale imbarazzo è mostrato in questa foto.



C'è chi invece coglie l'occasione per mettere alla berlina la preoccupazione talvolta ossessiva per la privacy e lo fa con due argomenti sicuramente accattivanti qui:

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Cellulari e popcorn, svelato il trucco

Il video dei cellulari che fanno il popcorn? Uno spot con un trucco molto più semplice del previsto


Qualche settimana fa ha impazzato una serie di video che mostravano dei giovani che disponevano a croce i propri cellulari intorno ad alcuni chicchi di mais, che scoppiavano dopo qualche istante di squilli sincronizzati. Come segnalato in un articolo precedente, si trattava di una messinscena: uno spot pubblicitario occulto per promuovere una marca di accessori per telefonini. Non c'è modo di cuocere il popcorn con i cellulari.

I video hanno generato un delirio di emulazione e molti si sono chiesti come fossero stati realizzati. Alcuni smanettoni hanno addirittura pensato di smontare un forno a microonde e usarne il magnetron senza protezione, ponendolo di nascosto sotto il tavolo. La cosa è chiaramente molto, molto pericolosa (farsi investire dal fascio non schermato di un emettitore di un forno a microonde non è salutare), e infatti i realizzatori dello spot non hanno usato questa tecnica, ma un approccio molto più semplice, descritto in quest'intervista della CNN.

Il popcorn scoppiato è stato preparato a parte, in un forno normale, e poi i chicchi scoppiati sono stati fatti cadere dall'alto sopra il tavolo. I chicchi originali sono stati rimossi con il fotoritocco digitale.

Una buona lezione da tenere presente per la prossima trovata di marketing virale e per non farsi fregare dal prossimo video incredibile: come nell'illusionismo, il trucco è sempre più semplice e banale di quello che si pensa. L'arte dell'illusione sta nel modo in cui il trucco viene presentato in modo da aggirare la nostra razionalità e sedurci.
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Homer Simpson come trappola virale

Siete fan dei Simpson? Occhio ai messaggi che arrivano da Homer


La fantasia e la creatività degli aggressori informatici non conosce limiti. Arriva da Spywareguide.com la segnalazione che sta circolando un virus, denominato Kimya, che si spaccia per una puntata inedita dei Simpsons e arriva dall'indirizzo di e-mail usato da Homer Simpson in una puntata di qualche tempo fa: chunkylover53@aol.com.

L'indirizzo esisteva realmente ed era stato attivato dall'autore e produttore dei Simpsons Matt Selman; chi lo contattava riceveva una risposta personale da Selman, con grande gioia dei fan; ma l'esperimento, realizzato nel 2003, è stato sommerso da migliaia di mail, per cui Selman ha dovuto rinunciare a rispondere a tutti (info tratta da una guida molto interessante, al limite dell'ossessivo, ai riferimenti a Internet nei Simpson, disponibile qui). Nel frattempo, però, molti utenti del sistema di messaggistica AIM (AOL Instant Messenger) di Aol.com, molto popolare negli Stati Uniti, avevano incluso l'indirizzo fra i propri contatti.

L'indirizzo chunkylover53@aol.com è rimasto dormiente per un bel po', fino a quando è ricomparso pochi giorni fa fra gli utenti attivi nella messaggistica di AOL. Compariva un messaggio che comunicava l'assenza dell'utente ma includeva anche un invito a scaricare da un apposito link una "nuova puntata esclusiva dei Simpson, disponibile solo su Internet, che viene rilaciata soltanto ai fan su Internet".

Il link porta a un file di circa 150 kilobyte, di nome kimya.exe, che non è affatto una puntata inedita ma un virus che dopo una serie di messaggi d'errore svuota lo schermo, rendendo necessario un riavvio (il virus agisce soltanto su Windows). Il computer infettato entra a far parte di una botnet turca e resta in attesa di ordini dal suo nuovo proprietario virale.

La morale è sempre la stessa: non cliccate mai sui link che vi arrivano da sconosciuti via mail o nei messaggi istantanei, specialmente se promettono qualcosa di allettante, munitevi di un antivirus e tenetelo aggiornato. Ma non delegate tutto all'antivirus: la prima linea di difesa del vostro computer siete voi.
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UFO a Danzica, finalmente immagini nitide

Video di UFO: si vedono i dettagli. Tutti tranne quello più importante


Guardate questo filmato ripreso a Danzica il 4 luglio scorso (link diretto qui su Youtube): sembra che per la prima volta un disco volante sia stato avvistato e ripreso in dettaglio anziché come macchia indistinta, come avviene di solito nei video ufologici.

Una ripresa ancor più dettagliata è disponibile qui. Notate i riflessi nell'acqua e le reazioni dei passanti: non si tratta di un trucco video. Come è possibile? La soluzione sarà nel Disinformatico radiofonico di stamattina dalle 11. Se l'avete capita, non rivelatela nei commenti. Buona indagine!



La soluzione


I migliori trucchi sono i più semplici: hanno meno probabilità di fallire o rivelarsi con qualche errore. Se poi i trucchi sono fisici, o in-camera, vale a dire realizzati direttamente sulla scena, il realismo è perfetto e si può anche sottoporre il filmato a ogni esame di autenticità, perché il filmato non è truccato in alcun modo.

Il filmato ufologico di Danzica segue fedelmente questi principi: si tratta infatti di una ripresa non ritoccata digitalmente. L'artista Peter Coffin ha realizzato fisicamente un "UFO" del diametro di circa sette metri, con 3000 luci comandabili via SMS e l'ha appeso sotto un elicottero mediante un cavo lungo una cinquantina di metri, come spiegato qui e qui.

Chi volete che ci caschi, direte voi: niente paura. C'è sempre qualcuno che vuole credere a tutti i costi, come potete leggere per esempio su Shirleymaclaine.com.

Con questo non voglio naturalmente negare che gli UFO esistano, ma semplicemente mettere in guardia contro i tanti trucchi possibili sia con la tecnologia digitale, sia con l'uso di effetti fisici. E' meglio conoscere queste trappole in modo da evitarle e non finire vittima dei tanti ciarlatani che popolano questo campo e mungono soldi a chi si fida della loro serietà.
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Allora, iPhonomani, com’è andata?

iPhone 3G, qualche problema di dentizione


Apple ha annunciato oggi (14 luglio) di aver già venduto un milione di esemplari dell'iPhone 3G, ma chi è stato contagiato dalla febbre di avere il nuovo melafonino subito a tutti i costi si è trovato a volte con una brutta sorpresa: i sistemi di registrazione e attivazione sono andati in tilt per il sovraccarico e hanno lasciato appiedati alcuni acquirenti.

The Register segnala che nel Regno Unito ci sono utenti che a distanza di tre giorni dall'acquisto non sono ancora in grado di usare il telefonino di Apple per la funzione più elementare: telefonare. Un sito nato per l'occasione parla di circa 2000 esemplari su 25.000 tuttora inutilizzabili, anche se nelle ultime ore cominciano ad arrivare le segnalazioni di attivazioni finalmente completate.

La BBC riferisce di problemi anche negli Stati Uniti, e Macitynet dice che "c'è chi ce l'ha da 48 ore e ancora non ha avuto il bene di vedersi attivare il pack di Internet o di trovare la copertura adeguata... Anche Apple sta avendo sia problemi di attivazione che, soprattutto, ritardi sul servizio MobileMe, che sarà anche l'ammazza-sette, ma finora nessuno ha avuto il piacere di vederlo davvero funzionare".

In parole povere, sembra che chi ha voluto essere primo ad avere l'iPhone (manco fosse una tiratura limitata che poi viene ritirata dal mercato, anzi) abbia fatto un affare scadente; sarebbe stato più saggio starsene alla finestra almeno per qualche giorno. Su quelli che si sono addirittura messi in fila tre giorni prima davanti ai negozi Apple caliamo un velo pietoso: un reporter americano a Los Angeles è persino andato a prenderli in giro, con risultati prevedibili. C'è chi, un po' per reazione contro questa follia consumistica, un po' per farsi pubblicità, ha messo l'iPhone nel frullatore.

Su un piano meno frivolo e più concreto, c'è chi ha elencato i dieci migliori motivi tecnici per detestare l'iPhone, e sono quasi tutti condivisibili senza esitazioni: stessa fotocamera scarsa della versione precedente e niente videoriprese; l'assenza di supporto Flash, per cui le pagine Web hanno spesso dei buchi imbarazzanti; messaggistica istantanea praticamente inutilizzabile; costi di roaming proibitivi; incompatibilità con quasi tutti gli auricolari, vivavoce e cuffie stereo Bluetooth; niente copia-e-incolla; niente batteria rimovibile dall'utente; niente MMS. Le ultime due motivazioni sembrano messe un po' per fare cifra tonda: niente guida vocale nel programma di navigazione e le critiche di Apple alla complessità dei sistemi di gestione della posta dei concorrenti, per poi presentarne uno altrettanto complesso.

A voi, lettori sparsi per il globo terracqueo, com'è andata? Se vi va, scrivete nei commenti le vostre impressioni ed esperienze: ne parlerò domattina in diretta alla radio dalle 11 nel Disinformatico della Radio Svizzera di lingua italiana (streaming qui).
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iPhone 3G comperato e sventrato. Non da me

C'è chi vola in Nuova Zelanda per essere il primo possessore di iPhone 3G. E quando ce l'ha, lo sventra


Siamo al delirio. Ifixit.com ha mandato i propri emissari in Nuova Zelanda per approfittare del fuso orario ed avere subito in mano un iPhone 3G. Una volta acquistato, l'apparecchio è stato smontato immediatamente e le foto sono già online qui.

Si apre la caccia al chip per il Trusted Computing, ma nel frattempo spiccano già due cose molto interessanti: la prima è che la batteria non è saldata, e quindi è sostituibile se si smonta in parte l'iPhone. Di certo non la si può cambiare al volo come negli altri cellulari, ma la sua sostituzione è fattibile.

La seconda cosa è l'oggetto che vedete qui spra: è l'estrattore della SIM. Se viaggiate fra più paesi o avete due SIM per vari motivi, preparatevi ad avere quest'oggetto sempre con voi, altrimenti saranno guai. Sempre che il vostro iPhone non sia sim-locked.

Parere personale: mi tengo il mio iPod Touch e non mi sveno con uno dei contratti per l'iPhone. Così non devo diventare matto a disattivare la funzione di trasmissione dati automatica ogni volta che vado in roaming.


2008/07/11 00:05


Gizmodo annuncia che la versione 2.0 del firmware è stata craccata prima ancora di essere pubblicata ufficialmente (è disponibile con questo trucco, solo per iPhone, niente Touch, e non va usata sugli iPhone craccati). Questo dovrebbe consentire di cambiare la SIM all'iPhone, in modo da evitare le tariffe di roaming, e di installare anche applicazioni non benedette da Apple.

Sembra tutto calibrato per far promozione all'iPhone facendo tirare la gola ai gadgetomani: lucchettarlo, ma non troppo. Non in modo insormontabile.

Così da un lato Apple offre allo smanettone la soddisfazione di craccare un dispositivo (e in questo modo aumentare il mercato potenziale degli iPhone), e dall'altro crea un ostacolo al libero scambio di software, che per molti possessori di iPhone sarà insormontabile o troppo complicato da superare (e in questo modo attirare gli sviluppatori di software, che potranno contare su un sistema anticopia che non sarà perfetto ma farà aumentare le vendite dei loro programmi). Astuto.
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Patch Microsoft blocca Zone Alarm

Utenti di Zone Alarm tagliati fuori da Internet? C'entra la patch di zio Bill


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Se improvvisamente non riuscite a collegarvi a Internet, o se conoscete qualcuno che ha questo problema, la colpa potrebbe essere dell'ultima infornata di patch di aggiornamento di Windows, in particolare della patch MS08-037.mspx che risolve una falla nell'implementazione del protocollo DNS in Windows 2000, XP, Server 2003, Server 2008.

Questa patch, infatti, manda in palla Zone Alarm: chi usa questo popolare firewall si trova tagliato fuori da Internet. Check Point Software, la società che gestisce Zone Alarm, ha pubblicato uno spiegone in inglese con soluzione provvisoria. Ovviamente, essendo pubblicato su Internet, questo spiegone rischia di essere poco utile a chi non riesce a connettersi a Internet, ma così va il mondo.

2008/07/15


La situazione sembra essere tornata alla normalità con l'uscita della versione aggiornata di Zone Alarm il 9 luglio. E' stata predisposta una pagina in italiano con le istruzioni da seguire: cambiare temporaneamente la regolazione della Zona Internet a Medio e poi scaricare e installare la versione aggiornata (7.0.403 o superiore) del popolare software di sicurezza. Un riavvio e tutto riprende a funzionare.

Certamente il problema sarebbe stato evitabile se Microsoft avesse testato gli effetti del proprio aggiornamento su Zone Alarm e avesse almeno messo in guardia gli utenti prima di installare la propria patch, ma a quanto pare la cortesia verso gli utenti non si usa più se significa fare un minimo favore a un concorrente.
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Missili iraniani fabbricati con Photoshop

Colti in fallo: l'Iran pubblica foto ufficiali false, e si vede, ma i media non ci fanno caso


Guardate questa foto pubblicata acriticamente dalla Getty Images qui, che la descrive come il lancio di quattro missili a lungo e medio raggio e dice che la foto è stata pubblicata sul sito di notizie delle Guardie Rivoluzionarie iraniane.



Mi sa che a qualcuno, in Iran, piace giocare con Photoshop e simili per farsi bello. Notate nulla di strano?

Se volete la soluzione, è qui. Un'altra foto che può servire da aiutino è qui.

Che tristezza: che qualcuno photoshoppi i missili per sembrare più potente di quello che è in realtà è patetico come infilarsi un calzino nelle mutande per sembrare più dotati (e altrettanto fallocefalico), ma che i media non ci facciano caso e non avvertano i lettori che si tratta di un vistoso fotomontaggio è quasi altrettanto patetico.

Grazie al lettore Tin per la segnalazione.

2008/07/10 18:05


Il New York Times segnala che Agence France Presse ha ritirato la foto descrivendola come "a quanto pare alterata digitalmente". Ma la foto, come mostra il NYT, ha fatto in tempo a finire sulle copertine "del Los Angeles Times, del Financial Times, del Chicago Tribune e molti altri giornali oltre che su BBC News, MSNBC, Yahoo! News, NYTimes.com". Complimenti a tutti.

Ecco la foto ritoccata (sopra), seguita da quella non ritoccata (sotto) che viene ora distribuita dalle fonti ufficiali iraniane.



Probabilmente la battuta non è originale, ma se è questo che intendeva Ahmadinejad quando parlava di cancellare Israele dalle mappe...

2008/07/10 19:40



"Ehi, gente, io non sono un informatico, ma qui e qui si vede lontano un miglio che avete usato Photoshop."
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iPhone e iPod craccati, attenti al Trusted Computing che li stende

Pensate di prendervi un iPhone 3G e craccarlo? Pensateci due volte


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

L'aggiornamento 2.0, di prossima uscita, del firmware degli iPhone e degli iPod touch conterrebbe funzioni che permetterebbero ad Apple di bloccare gli esemplari craccati e di decidere quali programmi far girare su questi dispositivi e su quali reti cellulari permettere l'uso del cellulare Apple.

Se avevate pensato di acquistare un iPhone all'estero, craccarlo e usarlo sulla vostra rete nazionale, o se già avete un iPhone craccato e lo state usando, conviene quindi aspettare prima di aggiornarlo con questo nuovo firmware annunciato da Steve Jobs, che amplia le funzioni del cellulare e dell'iPod ma introduce, a quanto pare, una serie insormontabile di lucchetti digitali.

Anche il programma iTunes, nella sua prossima versione, sarebbe fonte di lucchetti per questi dispositivi. Meglio stare a vedere cosa succede agli altri utenti, visto che se le indiscrezioni sono esatte, il cellulare diventerebbe inservibile.

In sostanza, secondo queste indiscrezioni piuttosto dettagliate, questi dispositivi conterrebbero un chip del famoso (o famigerato) Trusted Computing, noto impropriamente anche come Palladium, di cui ho parlato ampiamente in passato. Ne parlano anche The Apple Lounge e Macitynet. In pratica, questo chip consegna le chiavi di gestione del vostro computer a qualcun altro, che può essere il titolare dei diritti su un film o un brano musicale o un documento oppure, in questo caso, Apple.

Le indiscrezioni sono molto esplicite:

Il Chip ARM 1176JZF, che equipaggia l’iPhone anche nella versione 2G, ha al suo interno una funzionalità chiamata “TrustZone”, interamente basata sulle specifiche del Trusted Computing, o Palladium. Mentre nelle versioni precedenti questa funzionalità non era MAI stata implementata, a partire dal Firmware 2.0 Beta 7 ogni singola parte di software dell’iPhone si basa su queste specifiche... ogni applicazione dovrà essere firmata digitalmente da Apple (via AppStore) per poter essere scaricata, installata ed eseguita sull’iPhone stesso.

In pratica, secondo quest'analisi, "l’iPhone 2.0 è quanto di più blindato si sia mai visto". Nessun problema per chi segue alla lettera i contratti d'acquisto, ma si prospettano tempi duri per chi spera di poter taroccare questi oggetti per farne usi differenti da quelli sanciti e benedetti dal produttore e dall'operatore telefonico. Meglio quindi stare a vedere che succede, anche perché sono in arrivo soluzioni open source del tutto aperte che non avranno sicuramente queste limitazioni, come Openmoko (che ho già avuto occasione di provare con meraviglia nelle sue versioni preliminari).

Questo è il cancro alla base del Trusted Computing: non siamo più padroni di usare i nostri computer o cellulari o lettori MP3 nel modo che vogliamo noi.
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Scarica una puntata di telefilm in vacanza: bolletta da 40˙000 euro

Attenti alle vacanze in roaming


A furia di bollette pesanti, molti proprietari di telefonino stanno cominciando a capire che usare il cellulare in roaming, ossia fuori dalla propria rete nazionale, ha dei costi molto alti, sia per le chiamate ricevute, sia per quelle uscenti.

Un aspetto che non ha ancora raggiunto una soglia di consapevolezza diffusa è invece il costo della trasmissione dati quando si è in roaming. In queste circostanze, cadono tutte le convenzioni e agevolazioni forfetarie che si hanno sulla propria rete cellulare nazionale e si va incontro a bollette stratosferiche.

Giunge infatti dal Regno Unito, precisamente dal Manchester Evening News, il racconto della disavventura capitata al trentaquattrenne Iayn Dobson, che durante un viaggio in Portogallo ha usato il proprio cellulare per scaricare una puntata della sua serie TV preferita, Prison Break, e alcune canzoni.

Al suo ritorno a casa ha ricevuto dal proprio operatore telefonico una bolletta di 31.500 sterline, pari a circa 40.000 euro o 64.000 franchi svizzeri.

Ci son voluti mesi di trattativa con l'operatore cellulare e l'intervento non certo gratuito di un avvocato per ottenere un ricalcolo della bolletta, che è stata poi ridotta a 229 sterline (290 euro, 465 franchi).

Chi sta pensando di usare l'iPhone, con le sue esigenze di trasmissione dati continua, farà dunque bene a stare attento quando va all'estero, o almeno a leggersi il manuale per sapere come disattivare queste funzioni all'occorrenza.

La stessa raccomandazione vale anche per qualsiasi altro cellulare dotato di GPS: spesso questa funzione include il servizio A-GPS, che usa la trasmissione dati GPRS per migliorare il rilevamento della posizione: come mi segnala Lorenzo, l'autore del programma gratuito di localizzazione Eriadne, "è quindi fortemente consigliabile di cercare questa impostazione e disattivarla per i viaggi all'estero in quanto il traffico dati roaming è tassato fino a 10 volte di più che nel proprio paese."
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Le microonde fanno sentire le voci

Cannone a microonde per proiettare suoni direttamente nel cervello


La psichedelia e le esperienze pseudoallucinogene scatenate tramite effetti sonori sembrano proprio essere l'argomento del momento. Mentre aspettiamo che qualcuno faccia un test serio, in doppio cieco, sulla reale efficacia dei suoni venduti da iDoser, New Scientist annuncia una nuova tecnologia, pensata per il controllo incruento delle sommosse, che spara un fascio di microonde che genera suoni direttamente dentro la testa del malcapitato destinatario, all'altezza dell'orecchio interno, scavalcando qualsiasi tappo o cuffia protettiva.

La Marina degli Stati Uniti ha già pubblicato un rapporto che conferma l'efficacia del principio, denominato microwave auditory effect. Il dispositivo, chiamato MEDUSA (Mob Excess Deterrent Using Silent Audio), utiizza brevi impulsi di microonde (dice New Scientist) per riscaldare rapidamente i tessuti, producendo un'onda d'urto dentro il cranio che viene rilevata come suono dall'orecchio. Modulando gli impulsi, si può "proiettare" una voce dentro la testa di un singolo individuo. La voce di Wikipedia dedicata a quest'effetto, ricca di rimandi a brevetti sulla tecnologia del microwave auditory effect, spiega che furono le persone che si trovarono a lavorare nelle vicinanze dei radar, nella Seconda Guerra Mondiale, a notare per prime quest'effetto prima sconosciuto.

La versione militare usa livelli di potenza decisamente superiori a quelli delle altre applicazioni, allo scopo di stordire e rendere inermi eventuali aggressori. E' forse meglio che beccarsi una pallottola, ma occorre fare attenzione a un uso eccessivamente disinvolto di queste armi cosiddette "non letali", perché credendo che siano innocue vengono usate con meno remore.

Su un piano meno militare, la tecnologia delle microonde audio sembra funzionare molto bene sugli uccelli e potrebbe diventare uno spaventapasseri molto utile in agricoltura e per sgomberare gli aeroporti dagli stormi che sempre più cocciutamente resistono alle tecniche tradizionali. C'è speranza anche per i non udenti, perché questa tecnologia scavalca completamente l'orecchio esterno e, se l'orecchio interno funziona, può permetere a un sordo di udire. C'è chi addirittura pensa di usare quest'effetto nel settore dell'audio ad alta fedeltà.

Chiaramente gli effetti sulla salute di un'esposizione a microonde modulate sono tutti da verificare e non è il caso di entusiasmarsi troppo. Ma da questa notizia emerge una chicca: sapevate che, secondo la Nasa, l'effetto delle microonde è una possibile spiegazione per i suoni captati da alcune persone durante le pioggie di meteore?
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Come riconoscere un UFO, prima lezione

Testimoni di UFO? Andiamoci cauti


Internet è piena di racconti di persone che dicono di aver visto oggetti volanti non identificati. Molta gente che non ha dimestichezza con i processi psicologici coinvolti nella generazione di una testimonianza tende a dare a questi resoconti una patente di assoluta affidabilità. Suvvia, la gente non è stupida. Se dice di aver visto un "oggetto luminoso stazionario" nel cielo ed è tanto allarmata da chiamare la polizia, come racconta la BBC, c'è chiaramente sotto qualcosa di anomalo e inspiegabile.

Leggete questa trascrizione di una telefonata avvenuta a maggio di quest'anno fra la centrale per le emergenze della polizia gallese e un cittadino allarmato da una visione anomala, pubblicata insieme all'audio originale nell'ambito di una campagna di sensibilizzazione della polizia del Galles del Sud, nel Regno Unito.

CENTRALE: Polizia del Galles del Sud, qual è la sua emergenza?
CITTADINO: Non è un'emergenza vera e propria. Devo solo informarvi che dall'altra parte della montagna c'è un oggetto stazionario molto luminoso.
CENTRALE: Va bene.
CITTADINO: Se avete un paio di minuti, potete magari scoprire cos'è? E' lì da almeno mezz'ora, ed è ancora lì adesso.
CENTRALE: E' lì da mezz'ora. Bene. Si trova proprio sulla montagna o è nel cielo?
CITTADINO: E' in aria.
CENTRALE: Mando subito lì qualcuno a controllare.
CITTADINO: OK.

Poco dopo, la polizia è sul posto.

CENTRALE: Alfa Zulu 20, Alfa Zulu 20, passo.
ALFA ZULU: Alfa Zulu 20, parlate pure.
CENTRALE: Quell'oggetto nel cielo, qualcuno è riuscito a dargli un'occhiata? Passo.
ALFA ZULU: Alfa Zulu 20. Sì, si tratta della luna, passo.
CENTRALE: Grazie Alfa Zulu 20, passo e chiudo.

Con questo non voglio dire che tutti gli avvistamenti di presunti UFO sono cantonate di questo calibro: vorrei semplicemente far notare che per la gente comune, che raramente alza gli occhi al cielo e non conosce i fenomeni celesti, vedere la Luna o Venere e scambiarlo per un veicolo alieno è molto più facile di quello che sembra, anche senza supporto alcolico e senza per questo essere imbecilli (la persona che ha chiamato la polizia del Galles era sobria e si esprimeva in modo piuttosto colto). Del resto, basta che proviate a chiedere ai vostri amici e colleghi se la Luna è mai in cielo di giorno o se la faccia nascosta della Luna è sempre buia e ne sentirete delle belle.

Quindi mi raccomando: soprattutto nel caso di eventi straordinari, state in guardia contro le testimonianze non verificate e non supportate da immagini e reperti. Certi racconti che girano in Rete sembrano prove inquietanti e schiaccianti, fino a quando si va a scoprire cosa c'è dietro realmente.
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Boba Fett interpreta Flashdance

Digitale? A che serve, quando si ha talento?


Imperdibile per chi è appassionato di Guerre Stellari e di effetti speciali. Se siete della vecchia scuola, saprete quanta sofferenza ci sia dietro l'animazione a passo uno (stop motion). Se non lo sapete, documentatevi e piangete. Due sole parole: Ray Harryhausen.

Poi consolatevi con questo video:




Quando vi siete asciugati le lacrime dal ridere e avete confessato a voi stessi che avete riconosciuto a memoria tutti i passi di Flashdance e che siete quindi figli degli anni Ottanta e ne andate sommessamente fieri, riguardatelo e apprezzate la carrellata. Fatta a passo uno, spostando la telecamera un millimetro alla volta.

Quando si ha talento e fantasia, per far ridere bastano un pupazzo, un tavolo da cucina, un'idea originale e tanta, tanta pazienza. Hai sentito, George Lucas?
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Antibufala: I-Doser, gli MP3 che ti drogano?

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Due righe veloci e preliminari per rispondere ai tantissimi che mi stanno segnalando l'allarme per dei presunti brani MP3 in grado di produrre gli stessi effetti di una droga. Il caso sembra aver preso vita da questo mirabile articolo di TGcom:

Il fenomeno si chiama I-Doser ed è nato negli Stati Uniti e sta sbancando in Europa, dove ha attecchito soprattutto in Spagna, per poi diffondersi in modo rapido anche negli altri paesi. Italia compresa.

"Sbancando"? Siamo sicuri? Nessuno degli addetti ai lavori che ho contattato sapeva nulla di questo fenomeno prima dell'uscita di questo pezzo del TGcom. Su che basi si afferma che sta "sbancando"? Ci sono forse retate segrete di giovani trovati inebetiti con l'iPod ancora conficcato nelle orecchie? Un dato statistico, pagando la differenza, si potrebbe avere?

L'allarme è stato lanciato dal GAT il Nucleo Speciale Frodi Telematiche della Guardia di Finanza, che ha scoperto la novità nei blog e nei forum dove i giovani si scambiano informazioni. Le community online, infatti, sono i luoghi di spaccio della cyber-droga, che riproduce gli effetti delle sostanze tradizionali, ma è ovviamente diversa per la modalità di somministrazione. Non va nè ingerita, nè inalata, tantomeno fumata. Basta scaricare il software I-Doser, rilassarsi e indossare le cuffie.

Le nuove cyber droghe, infatti, sono normali file in mp3. "Agiscono sulle onde a bassa frequenza - ci spiega il colonnello del GAT Umberto Rapetto - soprattutto quelle che vanno dai 7 ai 13 hertz, ossia le frequenze della fascia di lavoro del cervello. L'orecchio assorbe questi suoni che non riesce a distinguere e che, nella maggior parte dei casi, sono mescolati a musiche psichedeliche".

La spiegazione è un po' confusa, perché fa sembrare che i suoni in questione siano a 7-13 Hz, frequenze che però praticamente nessuna cuffia è in grado di riprodurre (di certo non quelle normali).

Nota: il testo originale dell'articolo di TGcom diceva "dai 7 ai 13 hertz", come ho scritto qui sopra; poi è stato corretto in "dai 3 a 30 hertz". Grazie ad Alberto per la segnalazione.

In realtà si tratta di binaural beat: due suoni, a frequenze udibili e riproducibili dalle cuffie normali, e leggermente differenti l'uno dall'altro come frequenza: per esempio, uno è a 300 Hz e l'altro è a 307. Ascoltati in cuffia, in modo che uno solo dei due suoni raggiunga ciascun orecchio, producono un terzo suono per battimento. Per fare un paragone stiracchiato, è come se vi arrivasse un mi in un orecchio e un fa nell'altro e il vostro cervello generasse una nota che è la differenza fra il mi e il fa.

Prosegue TGcom:

Come qualsiasi mp3, i file droganti sono recuperabili attraverso i programmi peer to peer o in alcuni siti appositamente creati per diffondere l'I-Doser.

Vero: si trovano nei circuiti P2P file audio di questo genere. Ma sono davvero droganti? Ne ho scaricati alcuni tramite amici e li ho ascoltati in cuffia. Non hanno prodotto alcun effetto, se non quello di una notevole irritazione (in gergo tecnico, orchiclastia), perché non è musica: è rumore fastidiosissimo. Ma qualcuno di coloro che ne parlano li ha provati ed ha verificato che danno sballo, ha della letteratura medica a supporto, oppure si tratta dell'ennesima stupidata inventata da chi non capisce granché di tecnologia e usa queste cose per vendere fumo o per criminalizzare chi usa il peer to peer?

Già vedo le orde di madri angosciate che staccano la connessione a Internet ai loro preziosi fiocchi di neve "perché dall'Internet ci passa la droga". Mi sa che se c'è qualcosa che manda in pappa il cervello, non è la droga via MP3, ma la disseminazione incauta di notizie come questa.

Ma andiamo avanti.

Lo spaccio virtuale segue gli stessi meccanismi di quello convenzionale. "L'I-Doser all'inizio viene regalato come una dose tradizionale, scaricare i file è quindi gratuito. Dopo, per procurarsela bisogna pagare", dice il colonnello Rapetto. "E su questo si può immaginare anche una speculazione del crimine organizzato, sebbene ci sia una fondamentale differenza rispetto alle droghe tradizionali: le dosi virtuali sono utilizzabili più volte".

Spero che il colonnello Rapetto sia stato citato in modo inesatto dalla giornalista (Viviana Pentangelo), sapendo bene che il virgolettato nel giornalismo italiano non è necessariamente indicatore di una citazione letterale. Lo spero, perché la faccenda, detta in questi termini, fa nascere spontanea una serie di obiezioni ovvie: se le dosi virtuali sono utilizzabili più volte, che speculazione criminale ci può mai essere? Da quando i criminali sono così cretini da spacciare prodotti che non creano dipendenza dal pusher? E se sono file MP3 scaricabili gratis dal P2P, che senso ha dire che per procurarseli bisogna pagare? Io per procurarmi le mie "dosi" per l'esperimento non ho dovuto pagare niente.

Ma la perla più bella è questa:

E ancora diversamente dal mercato convenzionale delle droghe, non esistono divieti per l'I-Doser, che è dunque legale in quanto non regolamentato.

Ma non mi dite. E allora, se è legale, perché se ne dovrebbero occupare le forze dell'ordine, lanciando addirittura un allarme? Non c'è nessun altro problema più importante di cui occuparsi?

Non è finita:

Per ora non è stato accertato quali danni possa arrecare la cyber-droga, nè se dia dipendenza. "Il fenomeno è agli albori", afferma Rapetto. "Chi diffonde i file sostiene che non ci siano effetti collaterali, che le dosi provocano delle semplici sbornie, ma è bene che a stabilirlo siano i medici".

In altre parole, questi MP3 sono legali, non costano nulla e in realtà nessuno sa se siano davvero efficaci o, men che meno pericolosi (e a quanto mi risulta, non fanno assolutamente nulla, altro che sbornia). Allora, di preciso, per quale ragione si sta scatenando tutto questo cancan? Già che ci siamo, non vogliamo lanciare anche un allarme sociale per il potenziale danno visivo prodotto dall'accostamento di viola e rosso nei vestiti? Istituire un corpo di vigilanza contro l'uso dei calzini dentro i sandali? Mobilitare una task force contro l'uso della k al posto del ch negli SMS e nella mail?

Poi il colonello mette in guardia: "L'I-Doser potrebbe diventare un nuovo fenomeno sociale. Ora non siamo in grado di dire quali ripercussioni possa avere su chi ne fa uso, ma se dovesse avere gli effetti degli stupefacenti, la cosa potrebbe diventare pericolosa. E allora è necessario il coinvolgimento di tutte le realtà competenti, dai ricercatori agli psicologi".

Ben detto. La parola chiave è "competenti". Perché mi sa che finora, di veramente competente in materia non ha aperto bocca ancora nessuno. Probabilmente perché se lo fa, gli scappa da ridere.


2008/07/02 14:00


La "notizia" dilaga. Grande invenzione, il copiaincolla, vero? Gli articoli si clonano e si ibridano. Ne parlano Il Messaggero, Il Tempo, il Corriere della Sera, Panorama e La Stampa. La notizia è arrivata anche in Svizzera su Ticinolibero.ch. Ma di dati concreti, finora, manco l'ombra. In compenso, Panorama dice che fra i file in questione c'è anche quello che produce un “effetto orgasmico”, dal quale prende il nome.

Qualcuno che legge i quotidiani online spagnoli sa confermare se davvero questo fenomeno sta "sbancando" anche in Spagna?

Il Messaggero dice di aver "riportato notizie date in una conferenza stampa del nucleo specializzato della Guardia di Finanza", che è il GAT. Ma di questa storia non sembra esserci traccia, né nel sito della GdF generico, né in quello specifico del GAT (che merita un premio speciale per essere il sito più irritante della storia, con tre, dico tre, animazioni Flash prima di arrivare ai contenuti e una grafica ferma al 1980). Nei comunicati stampa della GdF non c'è nulla.

Ho già inviato richieste di chiarimenti in giro, ma se qualcuno riuscisse a fornire qualche dettaglio su questa conferenza stampa (dove e quando si è tenuta, per esempio) e magari avere il testo originale di quello che è stato detto, gliene sarei grato. Sto cercando di parlare direttamente con Rapetto per avere il quadro reale dei fatti direttamente dalla fonte, ma per ora devo mettermi in coda.

Vittorio, de La Stampa, mi dice che la notizia a loro è arrivata dall'ANSA, ma non si sa chi abbia scritto la notizia per l'ANSA, né se l'ANSA abbia davvero presenziato alla conferenza stampa (che però la GdF non ufficialmente mi ha descritto come comunicato stampa, non come conferenza). Boh.


2008/07/02 17:20 – Dietrofront e vittime illustri


Colti in flagrante delicto, comincia il dietrofront. Il Messaggero (grazie a chi l'ha segnalato nei commenti), o meglio l'ANSA, interpella un esperto, che liquida senza mezzi termini tutta la storia come una "trovata commerciale" che sfrutta "la credulità e la voglia di sballo a ogni costo di alcuni ingenui giovani cibernauti". Suoni o musiche che producano gli effetti delle droghe? Non se ne parla nemmeno.

Il fenomeno, che inizialmente si diceva stesse "sbancando" in Europa, ora è improvvisamente ridimensionato da Rapetto stesso: "non è ancora quantificabile, abbiamo trovato diversi siti e forum che ne parlano, le pagine si sono moltiplicate, la gente ne parla, vuol dire che c'è un interesse crescente". Certo. Su Internet c'è anche gente che si eccita per le foto dei piedi di Maria de Filippi, ma da lì a dire che c'è un interesse crescente e che è il caso di mobilitare la GdF, il passo è un tantinello lungo. A dire il vero, prima che i media ne parlassero gonfiando la notizia, questa storia non se la filava nessuno. Sicuramente i titolari di I-Doser.com saranno grati di tutta questa pubblicità gratuita.

Non poteva mancare l'accenno all'ipotesi dei "messaggi subliminali" che potrebbero annidarsi in questi file audio. Decisamente si sente rumore di unghie sui vetri. Speriamo non si accorgano che sui CD di Pupo c'è il codice a barre che compone il simbolo 6-6-6 di Satana. Altrimenti chi li ferma più.

Non mi soffermo sugli altri dispositivi acustici citati da Rapetto come esempi a supporto del possibile rischio di questi file audio: usano princìpi e potenze totalmente differenti.

Ho chiesto telefonicamente all'ufficio di Rapetto di mandarmi una copia del comunicato stampa riguardante questi file "droganti", per vedere cosa ha davvero detto la GdF, ma finora non s'è visto nulla.

Da La Stampa (che ringrazio) ho ricevuto invece la segnalazione di questa chicca inviata in redazione dall'ANSA ieri, che segnala la prima vittima illustre di questa che ormai possiamo definire tranquillamente bufala DOC: Antonio Mazzocchi, Questore della Camera dei Deputati e Presidente dei Cristiano Riformisti. Dice infatti il Mazzocchi: "Siamo a dir poco allibiti dall’allarme lanciato dalla Guardia di Finanza sull’esistenza di una droga che viaggia su Internet e che trasmette delle onde al cervello che simulano gli effetti delle sostanze stupefacenti". Una controllatina ai fatti prima di bersi qualsiasi scemenza e fare dichiarazioni no, vero?

Macché: Mazzocchi rincara la dose, secondo l'ANSA: "non è concepibile che ogni computer che abbiamo in casa o in ufficio si possa trasformare in un potenziale spacciatore. Per questo chiediamo che oltre all’intervento della Gdf, anche la Polizia Postale si attivi al più presto per fermare questo fenomeno".

Giusto. Bravo. Spegniamo Internet e andiamo tutti a casa a giocare col Pongo, che è meglio. E che nessuno dica a Mazzocchi che nel computer si possono vedere le donne nude e le caprette che fanno ciao, mi raccomando, altrimenti gli viene il coccolone.

E se non bastasse la dimostrazione d'incompetenza tecnica e d'imprudenza: "Come Cristiano Riformisti, dopo la campagna contro la pedofilia telematica, certamente attiveremo iniziative di sensibilizzazione sull’argomento. Un genitore quando regala un pc al figlio - conclude - deve poter essere sicuro di ciò che sta facendo. Dovremo fare in modo di staccare la spina a chi vuol drogare i nostri giovani anche tramite internet".

Io avrei una proposta più modesta: staccare la spina dello stipendio a chi si trova in posizioni di responsabilità e autorità eppure rigurgita scempiaggini di questo calibro.

Consoliamoci con questa presa in giro della pseudonotizia fatta già ieri da Radio Popolare (nell'ultimo quarto del file MP3).


2008/07/09: qualche fonte scientifica su cui meditare


A proposito dello sbancare in Spagna annunciato inizialmente dai media, Luigi (che ringrazio) mi segnala che la pagina della tecnologia di El Pais non reca traccia di questa storia e che cercando "i-doser" nel motore di ricerca del sito non viene trovato nulla.

Vincenzo e Roberto mi segnalano invece quest'analisi, con fonti scientifiche di riferimento, pubblicata su tnt-audio.com: lasciando da parte l'equivoco iniziale su come vengano generati gli infrasuoni (non dalla cuffia, ma dal battimento), che è dovuto alla domanda a cui risponde l'analisi, la spiegazione è molto chiara. Ho omesso alcuni passaggi per sintesi (indicati dai puntini di sospensione) e per indurvi a leggere tutto anziché la citazione.

...quel che è vero è che la Musica ed i suoni abbiano grande influenza sulla psiche. Ne avevamo già parlato nel 2002, in un editoriale dal titolo "Sesso, droga...e rock'n'roll?. E' piuttosto noto che certi suoni, ad esempio, causino irritabilità, altri disorientamento e vertigini in soggetti particolarmente sensibili. Ad esempio, la risonanza causata dai potenti flussi dell'aria condizionata può raggiungere frequenze molto basse e pressioni sonore elevate, in certe circostanze (grandi superfici tipo i centri commerciali). Personalmente, mi capita di soffrire di leggere vertigini in un centro commerciale della mia città...e solo in quello (e non in altri). Quando l'aria condizionata è spenta invece tutto OK.
Non è poi un mistero che le forze armate (specie negli USA) abbiano sperimentato e stiano ancora sviluppando le cosiddette "bombe sonore" o "armi sonore" che utilizzano gli ultrasuoni o gli infrasuoni. Un esaustivo trattato scientifico su quest'ultimo argomento e sugli effetti dei suoni sugli esseri viventi, può essere letto qui (scritto dal fisico sperimentale Jürgen Altmann)
In definitiva: che i suoni possano interagire con il cervello è provato, che possano alterare l'umore pure (e tutti noi appassionati lo sperimentiamo ogni giorno), che la convinzione di assumere una droga possa suggestionare così tanto da sentirne effetti del tutto inesistenti anche (il ben noto effetto placebo)... Sarebbe stato sufficiente leggersi le FAQ del sito del produttore della "droga" I-Doser (che peccato, sono in inglese!) per capire che:
  1. Gli effetti si sentono SOLTANTO con l'ascolto in cuffia. NON si possono usare altoparlanti esterni o, peggio ancora, altoparlanti da PC, come invece è stato riportato anche dai TG nazionali (sic!). Tutto si basa su un trucchetto che sfrutta l'utilizzo di segnali diversi in ogni canale, generando dei "battimenti". Consiglio di leggere la documentazione sul sito SBaGen, il Binaural Beat Brain Wave Experimenter's Lab, dal quale proviene il "motore" su cui si basa il software I-Doser. Tale sistema è comunque noto ai musicisti sin dalla notte dei tempi. Ad esempio, volendo evitare la costruzione di canne d'organo troppo grandi per riprodurre frequenze molto basse, talvolta si realizzano due canne a distanza di quinta che, suonando contemporaneamente, creano l'illusione di un terzo suono più profondo. Parimenti ben noto ai musicisti è l'esistenza del famoso "terzo suono di Tartini" ('700).
  2. ... In effetti, l'importante è che il ragazzino "creda" di sballare, l'effetto placebo farà il resto. Tutti ricordano i classici scherzi fatti facendo fumare agli ignari amici qualunque cosa ma lasciando creder loro che fosse marijuana purissima, per poi sentire i racconti di fantastici "trip" del tutto immaginati e frutto della più pura suggestione....
  3. Non è necessario usare volumi sonori elevati, anzi questi sono sconsigliati dalla I-Doser stessa. Quest'ultimo aspetto fa però un po' a pugni con le curve sperimentali di Fletcher & Munson e successivi (Fletcher, H. and Munson, W.A. (1933) J. Acoust. Soc. Am. 6:59; Robinson, D.W. and Dadson, R.S. (1956) Br. J. Appl. Phys. 7:166) secondo le quali per sentire decentemente anche solo i 20 Hz occorre usare pressioni sonore abbastanza elevate (si cerchino le curve di F&M in rete per un riferimento).
Tirando le somme, è IMPOSSIBILE che i suddetti "effetti" si possano ascoltare senza hardware elettroacustico apposito, come il sito del produttore tende a precisare, tra l'altro. Il fenomeno dei binaural beats è ampiamente studiato da oltre 150 anni (Heinrich Wilhelm Dove - 1839). Quanto poi questi "battimenti" riescano ad influenzare le onde cerebrali è materia di ampia discussione, ci sono numerosi articoli scientifici sull'argomento. Più realisticamente, quando qualcuno dichiara di sentire l'effetto, è almeno parzialmente vittima di un effetto placebo unito all'influenza che i suoni - di qualunque tipo - hanno sul nostro cervello.

Hwgadget riferisce di aver scaricato e analizzato i file, con risultati molto interessanti (efficacia zero e battimento tutto da dimostrare). Cito, ma leggete tutto l'articolo:

...e’ vero che [nei brani di I-Doser] esistono dei battimenti, ma da qui a sostenere che nel segnale globale si riescano a creare realmente frequenze cosi’ basse ce ne corre assai. Vi e’ un miscuglio sonoro armonico sommato con rumore bianco o rumore rosa in cui, soltanto in alcune porzioni temporali, si riscontrano dei battimenti per differenza di frequenza; per il resto trattasi unicamente di suoni new age con rumori ad ampio spettro sonoro.

La psicologa Giulietta Capacchione (qui il suo blog e CV) ha scritto un bell'articolo che traccia la storia e chiarisce i limiti scientifici di questi brani "allucinogeni". Cito:

Non è facile trovare della letteratura scientifica attendibile, ma soprattutto indipendente, sull’argomento e che dirima chiaramente la questione se questi suoni siano effettivamente efficaci.
La scientificità dell’ipotesi della sincronizzazione delle onde cerebrali è acclarata: la Stanford University ha realizzato, nel 2006 e 2007 due simposi (Vedi qui e qui) in cui sono stati presentati i risultati delle più recenti ricerche sperimentali e le prospettive cliniche della sincronizzazione delle onde cerebrali attraverso suoni, ma anche luci e onde elettromagnetiche.
Quello che mi pare sia ancora dubbio è la capacità della tecnica dei battiti binaurali, così come è proposta, di produrre questa sincronizzazione.
Alcuni recenti studi scientifici che ho consultato, in banche dati non linkabili, riportano risultati dubbi, altri suggeriscono la possibilità che la tecnica possa produrre qualche effetto, scarica qui il mio pdf, ma nessuno parla di esiti "stupefacenti" neppure lontanamente.

Consiglio vivamente di scaricare e leggere il PDF in questione, che è un'ottima fonte di letteratura scientifica sull'argomento.


2008/07/10: evapora anche la "conferenza stampa"?


Molti degli articoli che hanno riportato la notizia hanno parlato di una "conferenza stampa", durante la quale sarebbe stato presentato il problema di i-Doser e compagnia. Ma continuano ad arrivarmi segnalazioni private di vari redattori di questi articoli che affermano di non aver partecipato ad alcuna conferenza stampa ma di aver ricevuto un comunicato stampa dalla GdF. Anche fonti interne alla GdF mi dicono che non c'è stata una conferenza stampa, ma soltanto un comunicato stampa.

Inoltre i lanci ANSA dell'1/7/2008 alle 16:42 e 17:28 (che non posso pubblicare per ragioni di copyright) dai quali molte redazioni hanno tratto la notizia non parlano né di "conferenza" né di "comunicato", ma parlano genericamente di un allarme "arrivato" o "lanciato" dalla GdF. Ho chiesto alle redazioni delle testate coinvolte di farmi avere una copia di questo fantomatico comunicato, ma finora nessuno lo ha fatto.

Eppure il Messaggero parla esplicitamente di una "conferenza stampa del nucleo specializzato della Guardia di Finanza".


2008/09/29: Rapetto scrive degli "imbufaliti cacciatori di bufale"


È già da qualche tempo che mi arrivano segnalazioni di questo articolo a firma di Umberto Rapetto su Datamanager.it. Le allusioni al sottoscritto non mancano: anche se non viene fatto esplicitamente il mio nome, il riferimento ai "cacciatori di bufale" e a "Urla e strepiti dei condottieri della crociata antibufala" non lascia molto spazio alla fantasia (ma leggete sotto).

Francamente mi sembrano toni inutilmente astiosi e pesanti. Se ci sono dei fatti, basta che vengano presentati e documentati. Finora non si sono visti, e i test empirici hanno dato risultati che smentiscono l'"alert" dato da Rapetto. Per questo io e altri ci siamo permessi di avanzare dubbi.

Non solo: come Rapetto ben sa, prima di scrivere l'articolo ho cercato ripetutamente di contattarlo telefonicamente (era troppo indaffarato con altre comunicazioni) e ho chiesto ai suoi assistenti di farmi avere il testo originale del comunicato stampa per sapere esattamente chi aveva detto cosa. Non è mai arrivato nulla, né sono mai stato richiamato.

Oggi ho contattato Datamanager per chiedere un chiarimento sull'articolo di Rapetto. Spero che questa volta qualcuno sia abbastanza cortese da rispondere invece di spendere tempo in prolisse ma poco costruttive allusioni.


2008/09/30: Rapetto richiama e chiarisce


Ho appena terminato una piacevole chiacchierata telefonica con il colonnello Rapetto, che ha chiarito che non sono io la persona alla quale alludeva nel suo articolo e ha promesso di inviarmi tutta la documentazione necessaria per arrivare al nocciolo della questione. Sembra fuor di dubbio che la colpa del can-can mediatico sia da attribuire ai giornalisti troppo affamati di sensazione (anche loro hanno le loro droghe virtuali). Da quello che mi ha preannunciato, gli sviluppi della vicenda dovrebbero essere particolarmente interessanti. Maggiori dettagli a breve.