Cerca nel blog

2011/12/31

Stampa di poster con Mac OS X

Stampare poster su fogli A4 con Mac OS X? Si può usare Tiler


R0022484In questi giorni mi sono trovato a dover stampare una mappa lunare piuttosto grande. Invece di ricorrere a un servizio di stampa su fogli di grande formato, con conseguenti costi e tempi, ho usato Tiler, un programma per Mac OS X (5 dollari), per stampare la mappa su fogli A4, che poi ho assemblato.

Tiler stampa qualunque file in formato PDF e permette di scegliere la scala esatta di stampa: basta usare l'accorgimento di definire per prima cosa un numero di pagine sufficienti ad accogliere l'immagine nella scala desiderata.

Per esempio, per stampare questa mappa in scala esatta con il mio modello del modulo lunare Apollo ho calcolato che la scala di stampa era pari al 120%. Così ho impostato la stampa su 4x6 fogli, poi sono andato nelle impostazioni di pagina di Tiler (File > Page Setup) e ho immesso 120%. Tiler ha accettato questo valore, a conferma che il numero di fogli scelto era sufficiente (altrimenti avrebbe dato una scala inferiore). Il programma tiene conto anche dei margini non stampabili dalla stampante. Il risultato è nella foto qui sopra: una mappa in scala 1:72 del luogo dell'allunaggio dell'Apollo 11. Fatta in casa, senza plotter.

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “andrea.bar*” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

2011/12/29

Quiz: immagine vera o fake?

Esame della vista per smanettoni diventa gaffe televisiva?


Vi va di giocare? Allora vediamo quanti nanosecondi ci mettete a determinare se questa immagine è autentica o no, usando la logica e gli strumenti della Rete. Buon divertimento.



2012/01/01: La soluzione


La risposta al quiz è qui.

2011/12/28

Quando i fotoni giocano a flipper

Luna illuminata. Dalla Terra


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

IMG_2115

Ieri sera ho scattato questa foto della luce cinerea: nella falce al primo quarto, illuminata direttamente dal Sole, si scorge la zona della Luna che in quel momento è in ombra rispetto al Sole. Come mai? È rischiarata dalla luce della nostra Terra, che a sua volta riceve la propria luce dal Sole. E noi vediamo la zona in ombra perché la sua superficie riflette verso di noi la luce che il nostro pianeta le ha mandato.

Confusi? La luce parte dal Sole, colpisce la Terra, che la riflette verso la Luna, che la riflette verso la Terra, dove colpisce l'occhio dell'osservatore. Un rimbalzo ripetuto di fotoni che è visibile anche a occhio nudo in condizioni favorevoli, ma viene esaltato qui dalla sensibilità della fotocamera.

Per i curiosi, i dati EXIF sono qui; aggiungo che ho usato un obiettivo manuale zoom 650-1300 f/8-16 impostato a 1000 mm f/12.3, prestatomi da Andrea Tedeschi.

Caraffe filtranti che trasmutano gli elementi?

Caraffe filtranti “trasformano calcio e magnesio in sodio e potassio”. Piombo in oro no?


Secondo Daniela Lanni su La Stampa, le caraffe filtranti trasmuterebbero gli elementi. Il suo articolo dice che “trasformano calcio e magnesio in sodio e potassio, soprattutto nei primi litri di acqua erogata dopo l'installazione del nuovo filtro”.

Ho il sospetto che ci sia qualche leggera imprecisione. Chimici che mi leggete, questo è pane per i vostri denti.

Il fallimento dell’astrologia, edizione 2011

Le pulci alle previsioni degli astrologi per il 2011. Ancora una volta, fallimento totale di questi cialtroni


IMG_1980L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Ogni anno il CICAP fa quello che ogni credente nell'astrologia o in qualunque arte divinatoria dovrebbe fare: prendere le previsioni fatte da questi sedicenti profeti per l'anno che si sta concludendo e vedere chi ci ha azzeccato e chi no.

La faccio breve: è un fallimento totale. Prendo qualche esempio dal comunicato stampa del CICAP che mi è arrivato stamattina e che trovate qui sul sito del CICAP.

"Segnali di ripresa rispetto al 2011", "la ripresa economica si intravede... da giugno a dicembre", "annata di tendenziale espansione per USA, Cina e India nel primo semestre, e per Germania ed Europa in generale nel secondo semestre", "a partire dalla primavera l'economia conoscerà un netto miglioramento" (Astra e Almanacco di Barbanera).

L’astrologo Antonio Alessi ha addirittura "inviato una lettera al governo per avvisare di un grosso sisma sottomarino, con conseguente devastante tsunami, per il 10 giugno". Il sisma e lo tsunami non ci sono stati.

"Secondo l’interprete di Nostradamus Manfed Dimde, citato in un libro di Carlo Patrian del 1995, il 2011 avrebbe visto lo scoppio della terza guerra mondiale". La terza guerra mondiale non s'è vista.

Idem per gli extraterrestri: il CICAP segnala che "Brezsny, il celebrato astrologo dell’Internazionale, intervistato da Riccardo Staglianò sul Venerdì di Repubblica prevedeva «novità sul fronte delle intelligenze extraterrestri». A meno che non siano state insabbiate dai Men in Black, non ce ne sono state."

Teodora Stefanova (Canale 5), che a quanto pare si fa mandare le soffiate da un alieno di nome Unilsan, aveva previsto che il 2011 sarebbe stato "l’anno della rinascita di Berlusconi, grazie all’alleanza con Casini e Rutelli a maggio. Il PdL avrebbe cambiato nome, Saviano e Montezemolo sarebbero entrati in politica, sarebbe iniziata la costruzione del ponte sullo stretto di Messina, sarebbero stati risolti tutti i problemi a L’Aquila e la “monnezza” sarebbe sparita entro gennaio 2011 dalle strade di Napoli." Come no.

Certo, qualcuno ha anche azzeccato qualche vaga previsione, ma il trucchetto è semplice: basta farne tante e prima o poi qualcuna, per casualità, coincide con la realtà. È il Principio dello Scoiattolo Cieco: a furia di cercare, prima o poi persino uno scoiattolo cieco troverà una ghianda.

La mia domanda è sempre la stessa: di fronte a questi ripetuti fallimenti, ha senso che i giornali e la TV incoraggino queste corbellerie? Ha senso che si paghino profumatamente dei cialtroni per apparire in televisione e spaventare la gente con annunci catastrofici? Secondo me, ha senso solo se si vuole rincoglionire il paese per rendere più facile fregarlo.

Mah. Ridiamoci sopra e cogliamo l'occasione per capire meglio come funziona il nostro cervello, in modo da evitare queste trappole: il CICAP ha pubblicato uno speciale online sull'astrologia e ha usato la scienza per realizzare l'unico oroscopo che funziona davvero. Provare per credere. Più seriamente, su Queryonline trovate un magnifico articolo di Stefano Bagnasco che spiega come si dimostra sperimentalmente l'inefficacia dell'astrologia e come non incappare in errori quando si fa demistificazione sull'argomento.

2011/12/27

Splendida sintesi del pensiero complottista

Stefano Disegni prende in giro il complottismo e i complottisti: specialmente quelli che credono di aver capito tutto e che trattano gli altri come deficienti ottusi che non hanno visto la luce della Oscura Verità. Ce n'è per tutti: 2012, sbarco sulla Luna, 11 settembre... e Giulietto Chiesa.

È stata pubblicata dal Fatto Quotidiano. Dove scrive Giulietto Chiesa. Boh.

2011/12/26

Lasseter a Milano: scampolo di conferenza stampa

John Lasseter a Milano, la conferenza stampa



Auguri da un gatto speciale

Saetta vi augura buone feste


DSC_0045

Grazie a Marina e Giovanni per il permesso di pubblicare la foto. Auguri a tutti!

2011/12/25

Video di una cometa? Di un UFO? No, rientro di missile

Spettacolare video del rientro di un missile


Grazie a Phil Plait di Bad Astronomy per la segnalazione.


Aggiornamento: non so se l'autenticità di questo specifico video è stata confermata o meno, ma sta di fatto che ci sono numerose immagini analoghe provenienti da varie fonti. La traiettoria e l'orario coincidono con il rientro di una parte di un missile russo che ha portato una capsula Soyuz alla Stazione Spaziale Internazionale il 21 dicembre ed è rientrato la sera della vigilia di Natale. Maggiori dettagli, con foto, sono su Bad Astronomy.

2011/12/23

Disinformatico radio, podcast del 2011/12/23

Pronto il podcast del Disinformatico


È disponibile temporaneamente sul sito della Rete Tre della RSI il podcast della puntata di stamattina del Disinformatico radiofonico. Ecco i temi e i rispettivi articoli di supporto:

2011/12/22

I primi minuti di “Moonscape”. E c’è anche “Contact Light” in italiano

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2011/12/23.

Ecco il montaggio preliminare del primo quarto d'ora del mio documentario Moonscape: dedicato al primo sbarco sulla Luna. Questa parte copre la discesa di Neil Armstrong, con la sua fatidica frase “un piccolo passo per (un) uomo, un grande passo per l'umanità”, vista da due angolazioni: la ripresa su pellicola a colori, fatta dalla cinepresa di bordo, e la diretta televisiva restaurata.

Mancano i titoli di testa e la voce narrante, e uno spezzone è ancora preliminare (il riversamento definitivo è in viaggio [aggiornamento: è arrivato]), ma dovrebbe già darvi un'idea di come sarà Moonscape in versione finale. Il documentario sarà disponibile anche in versione tradotta in italiano e sarà accompagnato da un libro che spiega ogni singola fase e le chicche nascoste delle immagini.


Mi schianto a dormire qualche ora e poi proseguo.


Aggiornamento 2011/12/23


Lo spezzone che era in viaggio è arrivato, per cui l'ho inserito al volo e ho ripubblicato qui sopra il video, aggiungendo i ritocchi che avete suggerito. Grazie a tutti dell'incoraggiamento: questi primi minuti sono il frutto di un paio d'anni di preparazione, indispensabile per affrontare una materia così tecnica e complessa. Da qui in poi è tutto in discesa e procedo spedito.

Anzi, già che c'ero ho aggiornato anche Contact Light, il mio documentarietto che ricostruisce la discesa verso la Luna della stessa missione usando sempre i filmati originali restaurati e riversati in HD, e l'ho tradotto in italiano. Eccolo nelle due versioni. Buona visione.



2011/12/20

“Luna?” edizione 2012 debutta su Kindle anche in Italia

Finalmente anche Amazon.it offre e-book: festeggio con l'edizione 2012 di “Luna?”


Era ora. Anche la versione italiana del sito di Amazon offre finalmente la possibilità di acquistare un lettore di e-book Kindle. C'è solo la versione base del lettore, ma è già qualcosa. Vedremo se anche gli italofoni troveranno utile la lettura digitale, per consumare più cultura e meno carta e magari ripescare i classici offerti a costo zero.

Per fruire dei libri digitali di Amazon non occorre comperare un Kindle: si può anche scaricare il software gratuito di lettura per computer Windows e Mac, iPhone, iPad, Blackberry e dispositivi Android e Windows Phone 7. Anzi, per molti versi il software è migliore del Kindle hardware, che ha una leggibilità straordinaria e riposante ma ha ancora grossi problemi nella giustificazione del testo ed è in bianco e nero.

Per festeggiare l'arrivo di Kindle in Italia ho pubblicato su Amazon.it l'edizione 2012 di “Luna? Sì, ci siamo andati!”, il mio libro di risposta ai complottisti lunari e di celebrazione del coraggio e dell'ingegno di coloro che lavorarono al progetto Apollo. È disponibile a prezzo simbolico: meno di sei euro (l'importo esatto dipende dall'IVA). Non credo nell'idea dell'e-book come oggetto di lusso o status symbol da vendere a prezzo uguale o maggiore del libro cartaceo. Se siete a corto di idee, potete sfruttarlo come regalo di Natale che potete recapitare digitalmente al destinatario senza buttarvi nel trambusto dello shopping natalizio.

L'edizione Kindle del mio libro non è lucchettata con DRM, ma comunque per non creare dipendenze da una piattaforma specifica ho reso scaricabili gratuitamente le edizioni 2011 di “Luna?” in formato PDF ed EPUB. Resta disponibile anche l'edizione cartacea. Le differenze fra le edizioni sono elencate qui. Buone letture!

2011/12/17

La storia del drone USA “catturato” in Iran

Droni e social engineering


Generale: "Allora, come facciamo a far arrivare Stuxnet 2 in Iran? Le penne USB non basteranno più".

Sergente: "Se facessimo atterrare lì in emergenza un drone infetto?"

Adoro le menti contorte e creative degli esperti di sicurezza informatica. In questo caso, la mente è quella di Mikko Hypponen e il suo tweet originale è questo.

Disinformatico radio, podcast del 2011/12/16

Pronto il podcast del Disinformatico


È disponibile temporaneamente sul sito della Rete Tre della RSI il podcast della scorsa puntata del Disinformatico radiofonico. Ecco i temi e i rispettivi articoli di supporto:

  • L'industria del videogioco conta più di quella del cinema: “Call of Duty” batte “Avatar” per il minor tempo richiesto per incassare un miliardo di dollari.
  • L''imminente debutto della Timeline di Facebook, che rivoluzionerà l'uso di questo social network, nel bene e nel male, spingendoci a immettervi non solo il nostro presente ma anche il nostro passato; riemergono i vecchi post, con potenziali nuovi imbarazzi.
  • Youhavedownloaded.com permette un facilissimo monitoraggio pubblico dei download P2P effettuati da chiunque: basta conoscerne l'indirizzo IP. Con lo stesso sistema si è arrivati alla presunta scoperta di download illegali effettuati da case cinematografiche, agenzie di riscossione dei diritti d'autore e dalla residenza ufficiale del presidente francese Sarkozy.
  • Chicca: la prima registrazione sonora, datata 1860, recuperata 140 anni dopo con l'aiuto dell'informatica.

2011/12/16

11/9, stasera sono a Bagnaria alle 20.45

Dibattito sull'11 settembre stasera a Bagnaria


Questa sera alle 20.45 sarò al Centro Aggregazione di via Manzoni 2, Frazione Ponte Crenna, Bagnaria (PV), per una conferenza-dibattito sulle tesi alternative intorno agli attentati dell'11 settembre 2001, patrocinata dalla Provincia di Pavia. L'ingresso è libero e i dettagli sono sul sito del Comune.

A proposito dell'ultima "scoperta" dei complottisti, secondo la quale l'ex vicepresidente Cheney avrebbe "ammesso" di aver fatto abbattere uno dei quattro aerei dirottati, la bufala è spiegata in dettaglio qui su Undicisettembre.info.

2011/12/09

Disinformatico radio, podcast del 2011/12/09

Pronto il podcast del Disinformatico di oggi


È disponibile temporaneamente sul sito della Rete Tre della RSI il podcast della scorsa puntata del Disinformatico radiofonico (sì, mi sono quasi strozzato durante uno degli interventi; abbiate compassione, ho mal di gola). Ecco i temi e i rispettivi articoli di supporto:

Moran Cerf, l’informatico pagato per rapinare le banche

Questo articolo era stato pubblicato inizialmente il 9/12/2011 sul sito della Rete Tre della Radiotelevisione Svizzera, dove attualmente non è più disponibile. Viene ripubblicato qui per mantenerlo a disposizione per la consultazione.

Un penetration tester, nonostante il nome allusivo, è in realtà un informatico pagato da un ente o da un'azienda per mettere alla prova i suoi sistemi di sicurezza tentando di superarli come farebbe un criminale. Moran Cerf è stato per alcuni anni uno di questi penetration tester e ne ha combinate di cotte e di crude. Una delle sue avventure, in particolare, è diventata famosa in Rete grazie a un video nel quale racconta freneticamente la volta che rapinò una banca con il consenso della banca stessa. Ma non via Internet: andando in banca al grido di "Questa è una rapina!".

Una decina d'anni fa Cerf si guadagnava da vivere, insieme a due assistenti, rubando dalle banche israeliane via Internet da mille a diecimila dollari ogni settimana. Quando glielo chiedevano, violava i loro sistemi e poi restituiva il maltolto e spiegava all'istituto committente come aveva fatto e come si poteva evitare che i ladri veri facessero altrettanto. Ma in un caso le cose andarono un po' diversamente.

Andiamo indietro nel tempo, fino a settembre del 2000. In quel periodo, Cerf e colleghi riescono a violare informaticamente una piccola banca ben prima della scadenza dell'incarico. Avendo così un po' di tempo libero, Tami, la sua collega, nota che il contratto include anche la possibilità di usare mezzi fisici, e così propone a Cerf di fare una vera rapina alla banca in questione.

Tami, racconta Cerf, ha appena lasciato il suo partner ed è un po' instabile e non riesce a togliersi di testa l'idea. Non capita tutti i giorni di trovarsi nella posizione di poter rapinare una banca e di poter dire "tranquilli, me l'ha chiesto la banca” se le cose vanno storte. Lei lo prega e lo supplica, e alla fine Cerf acconsente.

Pianificano il colpo: la banca è piccola e c'è una sola cassiera. Basta andare quando non ci sono clienti e non ci saranno complicazioni. Prenderanno una cassetta di sicurezza specifica e più tardi la restituiranno. Ma la rapina non va come previsto.

Tami annuncia il classico "Questa è una rapina!". Indietro non si torna. Uno deI "rapinatori" chiede alla giovanissima cassiera di portarlo a prendere la cassetta di sicurezza concordata, intanto che i colleghi scattano foto per documentare eventuali altre falle di sicurezza della banca, come per esempio Post-It con password bene in vista. La cassiera non si scompone e li asseconda.

Cerf, che fino a questo punto si è finto cliente, non ha nulla da fare, così aiuta il collega facendogli da scaletta per permettergli di scattare le foto. La cassiera torna con la cassetta ed è molto confusa quando vede un cliente (o quello che lei pensa sia un cliente) aiutare un rapinatore a fare foto. La cassetta di sicurezza viene aperta e nascono i problemi: contiene gioielli di altissimo valore, per cui non la possono portare via perché supera il limite concordato con la banca per il test di sicurezza.

I "rapinatori” cominciano a litigare sul da farsi e la cassiera comincia a ridere. Uno dei colleghi di Cerf, un diciassettenne, attacca bottone con la cassiera e comincia a darle il suo numero di telefono. Cerf gli fa notare che mettersi i passamontagna e poi dare alla cassiera il proprio numero di cellulare non è una gran furbata, ma ormai la "rapina" sta andando a rotoli. Poi entra in banca una signora con un bambino in braccio, e Tami, la “rapinatrice” collega di Cerf, la aiuta reggendole il pupo e cantando una ninnananna.

A quel punto Cerf si rende conto che il piano è un disastro e ordina alla cassiera di rimettere a posto la cassetta di sicurezza. La cassiera, con aplomb straordinario, risponde che se la possono mettere a posto da soli e tira loro le chiavi. Tami scoppia a piangere e gli improvvisatissimi rapinatori scappano dalla banca. L'unico che ride, nell'auto con la quale fuggono in preda all'imbarazzo, è il collega più giovane, che già pregusta l'appuntamento con la cassiera della banca che ha appena rapinato.

Ed è così che Moran Cerf ha potuto combinare la rapina più sgangherata della storia e farla franca. Poi dicono che l'informatica è noiosa.

Pirateria in Rete: le leggi attuali bastano, secondo il Consiglio Federale

Questo articolo era stato pubblicato inizialmente il 9/12/2011 sul sito della Rete Tre della Radiotelevisione Svizzera, dove attualmente non è più disponibile. Viene ripubblicato qui per mantenerlo a disposizione per la consultazione.

La legislazione svizzera in materia di download di film, telefilm, musica e altre opere vincolate dal diritto d'autore è molto differente da quella degli altri paesi: non punisce lo scaricamento puro e semplice (senza condivisione). Solo la condivisione, se avviene al di fuori della cerchia della famiglia, è punibile. Un approccio che per alcuni titolari di diritti d'autore incentiva la pirateria audiovisiva. Ma il Consiglio Federale ha pubblicato un rapporto, disponibile in francese e in tedesco ma non in italiano, secondo il quale le regole attuali sono adeguate e non c'è bisogno di cambiarle.

Sulla base di studi precedenti risulta che “in Svizzera fino a un terzo delle persone sopra i 15 anni scarica gratuitamente musica, film e giochi” e che “nonostante il grande interesse dei media e le numerose campagne di sensibilizzazione, la maggioranza degli utenti di Internet continui a non distinguere le operazioni lecite e illecite”.

A conti fatti, dice il rapporto, la cifra spesa per l'intrattenimento è rimasta invariata: “invece di acquistare supporti audio e video, i consumatori investono la parte risparmiata in concerti, visite al cinema e prodotti di merchandising”. Il suggerimento per le case di produzione, quindi, è “adeguarsi ai nuovi comportamenti dei consumatori”.

Ogni volta che nasce una nuova tecnologia nei media c'è chi ne abusa, e questo è il prezzo del progresso, dice il rapporto, aggiungendo che i vincitori saranno coloro che sapranno usare a proprio vantaggio queste tecnologie e i perdenti saranno coloro che continueranno a usare modelli commerciali vecchi. Chi scarica frequenta maggiormente i concerti e compra più giochi di chi non scarica. Anche le piccole band, secondo il rapporto, traggono beneficio dal fatto che gli utenti possono scaricare per assaggiare i loro brani prima di decidere sull'acquisto invece di dover andare a scatola chiusa.

Il rapporto esamina anche le norme antipirateria di altri paesi, come per esempio l'HADOPI francese, giudicata troppo costosa (12 milioni di spesa) e di dubbia legalità. Anche filtraggio o blocchi a monte sarebbero inopportuni, perché ostacolerebbero la libertà d'espressione e la privacy e comunque sarebbero aggirabili.

Inoltre, nota il rapporto del Consiglio Federale, è praticamente impossibile per le società svizzere dare la caccia ai piccoli condivisori, perché non è permesso archiviare in massa gli indirizzi IP di chi usa i circuiti di file sharing, come è necessario fare per cogliere in flagrante chi condivide illecitamente, e quindi manca un elemento di prova fondamentale.

Fonti aggiuntive: Torrentfreak.

2011/12/06

“Scie chimiche”, dibattito oggi pomeriggio a Genova

Docente di meteorologia e sostenitore delle “scie chimiche” a confronto stasera a Genova


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2011/12/08 12:20.

Finalmente a confronto un esperto di meteorologia, Andrea Corigliano (docente di meteorologia presso l'Istituto Tecnico Aeronautico di Genova), e un sostenitore della tesi delle “scie chimiche”, Rosario Marcianò. L'incontro si terrà oggi alle 17:30 presso il Berio Café a Genova e verrà trasmesso in diretta in streaming.

C'è chi afferma che le recenti inondazioni che hanno colpito Genova siano eventi artificiali causati attraverso l'uso delle “scie chimiche”: un'accusa gravissima, che implicherebbe enormi complicità da parte di piloti, controllori di volo, governi, autorità militari e meteorologi. Sarà un confronto interessante fra fatti scientifici e deliri paranoici.

Tutti i dettagli sono qui su Meteorologica.it, qui su Beriocafe.it e qui su Casissa.it, il sito dell'organizzatore e moderatore dell'incontro.

Aggiornamento: per non intasare il mio canale Twitter solito (@disinformatico), ho attivato un altro ID Twitter per gli eventi dal vivo come questo: @AttivissimoLIVE. Stasera, se lo streaming funziona, commenterò lì in diretta il dibattito. Se la cosa vi interessa, seguitemi quindi su @AttivissimoLIVE.

Questa è la registrazione del dibattito:



Post eventum


Spero che resti disponibile la registrazione della serata, perché se ne sono viste e sentite davvero delle belle. Per esempio, il pubblico che è insorto e non voleva farmi parlare, con una splendida dimostrazione di democrazia e tolleranza. Marcianò e i suoi fan che hanno interrotto due volte Corigliano, che si dev'essere chiesto in che gabbia di matti era finito. Marcianò che mi ha accusato di essere titolare di millemila blog che lo insultano (non lo sono, ovviamente; figuriamoci se perdo tempo con queste bambinate) e che si è lanciato in un epico fuori onda in cui pestava i pugni e strillava che non voleva assolutamente che io intervenissi, dandomi del “delinquente”. Guardate il video e piangete.

Dal punto di vista tecnico, il confronto è stato molto semplice: da un lato c'era un meteorologo esperto che ha spiegato, seppur prolissamente e con molti tecnicismi, che il clima non si può modificare selettivamente, che le frequenze di HAARP non possono scaldare l'atmosfera per semplici ragioni fisiche (HAARP emette onde radio, non radiazioni infrarosse, e le frequenze radio non possono interagire con le molecole dell'atmosfera), che HAARP non devia gli uragani (basta guardare i grafici dei loro spostamenti, sempre uguali); e che le alluvioni di Genova "sono fenomeni assolutamente naturali" dovuti principalmente alla temperatura del Mediterraneo, più alta del normale, e gli aerei non c'entrano niente. In altre parole, le "scie chimiche" sono una bufala. Fine della storia.

Dall'altro c'era Rosario Marcianò. Una persona che non ha nessuna qualifica di meteorologia ma pretende di saperne di più di Corigliano e teorizza un colossale complotto, inanellando una serie spettacolare di castronerie scientifiche. Dice che tutti i pianeti si stanno riscaldando (vuol dire che ci sono gli aerei chimici anche lì? Su Marte o Venere?). Dice che non si capisce da dove verrebbe l'acqua delle scie quando l'umidità atmosferica è zero (risposta: gli aerei bruciano idrocarburi e un motore d'aereo espelle circa un chilo d'acqua al secondo, basta chiedere ai tecnici). Dice che il supercomplotto segretissimo fa atterrare gli aerei segretissimi negli aeroporti civili. Accusa le università italiana di essere omertose per “obblighi di mestiere” e afferma che il riscaldamento globale è una bufala. Prima dice che le “scie chimiche” servono per distruggere le nubi, poi dice che servono per far piovere a comando (si decida, una buona volta).

Secondo Marcianò, la Puglia avrebbe finanziato un progetto per il controllo del clima (accusa anche Vendola, quindi?). Le “scie chimiche” servirebbero ai militari per seccare l'aria, altrimenti i loro impianti radio non funzionano. Nelle “scie chimiche” ci sarebbe l'Escherichia coli, che poi si ritroverebbe nella neve. E la neve mischiata con l'E. coli si riconoscerebbe perché fa essiccare la pelle. Giuro, ha detto proprio queste cose.

In altre parole, da un lato c'era un esperto qualificato e dall'altro c'era un dilettante improvvisato. L'esperto ha serenamente e scientificamente fatto a pezzi le tesi strampalate di Marcianò. Il confronto, a rigor di logica, in un mondo normale, doveva concludersi con la resa incondizionata e le scuse del dilettante. Macché. Marcianò, subito dopo essere stato smentito da un docente di meteorologia, ha ribadito imperterrito che le “scie chimiche” esistono e che il controllo artificiale del clima è una realtà ed è una enorme congiura. E il pubblico lo ha applaudito.

Io sono intervenuto via Skype sopportando un ritardo di parecchi secondi (circa 15) fra quando qualcuno in sala parlava e quando io lo sentivo (via streaming, perché l'audio di sala non arrivava via Skype), per cui le mie osservazioni sono state un po' sfasate (da 2h37) e questo mi ha fatto dilungare. Comunque nonostante il rumoreggiare del pubblico ho fatto in tempo a chiedere a Marcianò se se la sentiva di accusare l'ENAV, i piloti italiani, i controllori di volo italiani e i militari italiani di questo omertosissimo complotto e di aver causato le alluvioni di Genova. La sua risposta è stata affermativa: la potete sentire da 2h44 in poi. Membri dell'ENAV, piloti dell'Alitalia, controllori di volo, italiani in divisa: siete stati accusati pubblicamente di disastro da Rosario Marcianò. Volete lasciar correre?

Ma il mio intervento non è stato significativo per quello che ho detto. È stata molto più importante la reazione del pubblico. Sembrava di assistere ai Due Minuti D'Odio di 1984. Strilli e insulti davvero molto, molto eloquenti (“basta linguate nel culo ad Attivissimo”, “testa di cazzo”, eccetera, a 2h40 circa). Fantastico autogol: gli sciachimisti si sono resi patetici da soli. Ogni volta che parleranno, gli si ricorderà questa scenetta patetica.

E a Marcianò si ricorderà ogni volta la sua spettacolare sbroccata fuori onda all'idea di lasciarmi parlare: è da 2h05 in poi, con il suo memorabile “Io Attivissimo non lo voglio sentire”, vero monumento alla tolleranza e al dialogo, e il suo “porca puttana” con pugno sul tavolo al solo ricordo della storia della vendita in beneficenza del cappellino CIA.

Il video è già stato visto da quasi 3500 persone e seppellisce definitivamente ogni sua pretesa di serietà. Se qualcuno riesce ad estrarre lo spezzone e trascriverne l'audio della sbroccata, è da incorniciare e pubblicare su Youtube.

Questi sono i sostenitori delle “scie chimiche”. Questo è il prezzo che si paga per aver permesso all'antiscienza di diffondersi grazie a trasmissioni idiote che danno spazio ai deliri di chiunque e a una scuola dove conta più saper recitare Carducci che sapere cos'è la fisica.

Per chi volesse capire come stanno realmente le cose, c'è sempre il blog La bufala delle scie chimiche, con i link a tutti i documenti e alle spiegazioni degli esperti. Quelli veri, compreso Andrea Corigliano, che ha scritto un bel documento di chiarimento.


Aggiornamenti


2011/12/07. Ho riscritto l'articolo per includere qualche dettaglio aggiuntivo. Inoltre il video del dibattito è stato reso privato. Non conosco il motivo.

2011/12/08 11:15. Il video è tornato disponibile. Adriano Casissa, l'organizzatore del dibattito, mi ha chiarito privatamente via mail (con permesso di pubblicazione) che aveva “temporaneamente sospeso la visualizzazione” del video perché gli è stato “segnalato che lo stesso sarà probabilmente oggetto di analisi da parte della magistratura per eventuali querele” in merito “alle affermazioni relative alle accuse di responsabilità dell'Aeronautica nell'alluvione ligure”. La sospensione era dettata dal timore di un possibile coinvolgimento del BerioCafè nella vicenda, ma questo timore è stato risolto e ciascuno si assumerà le proprie responsabilità. Il video ha già avuto 4251 visualizzazioni.

2011/12/08 12:20. La mia domanda a Marcianò (2h43): “Chiedo al signor Marcianò se se la sente di affermare che le alluvioni di Genova sono state causate dagli interventi di aerei chimici, perché in questo caso bisogna accusare l'ENAV, i piloti, i controllori di volo, i militari italiani – non stiamo parlando di potenze straniere, stiamo parlando dei nostri piloti, delle nostre compagnie aeree. Tutti sono omertosi? Io vorrei sapere dal signor Marcianò se se la sente di fare queste accuse. Sono molto gravi. Le faccia pubblicamente e sporga denuncia. Grazie.”

La risposta di Marcianò (2h45m40s): “Be', io non dovrei rispondere alle domande di un cacciatore di bufale, in quanto dovrebbe occuparsi di bufale e non di attività chimiche di aerosol clandestine o di geoingegneria clandestina. Si sa che le attività di aerosol sono presenti, sono un dato di fatto, e quindi è chiaro che eventuali incidenti di percorso possono anche avvenire. Qui non si sta dicendo che un'alluvione è stata indotta in maniera scientifica voluta. Si sta dicendo che in campo generale, lavorando nell'ambito della geoingegneria a livello italiano, quindi anche a livello globale, gli incidenti di percorso ovvero le alluvioni come in Thailandia, laddove la modificazione climatica è legale e palese con tanto di cartoni animati, gli incidenti sono cosa facile e verificabile. Tant'è, ripeto, che noi abbiamo previsto quello che si sarebbe verificato. Punto. Non c'è altro da dire. E ho risposto anche a un cacciatore di bufale, che [voce dal pubblico: “No, non hai risposto. Sporgerà denuncia o no? Se la sente?”] di bufale dovrebbe occuparsi”.

Mia osservazione: “Mi scusi, lei sta eludendo la domanda. Le ho chiesto, sono colpevoli o no quelli dell'ENAV che non hanno denunciato il fatto?”

Risposta di Marcianò: “Allora, io direi che la Protezione Civile avrebbe dovuto occuparsene. L'ENAV, che è coinvolta in reati di vario tipo, non può essere da esempio per questa sala [applausi] in quanto ci sono diversi milioni di euro che sono stati versati in tangenti per dare alle compagnie di volo le autorizzazioni. Quindi l'ENAV, che per conto suo potrebbe e dovrebbe essere un ente affidabile, non lo è più, signor Attivissimo.”

Mia domanda: “E i piloti di linea dell'Alitalia, delle compagnie aeree di tutto il mondo, anche loro sono colpevoli?”

Marcianò: “Noi abbiamo delle testimonianze, che manderemo a tempo debito, che dimostrano che le compagnie low-cost e anche altre compagnie sono coinvolte a pieno titolo, come d'altronde ebbe già ad indicare Edward Teller nel 1997 ad una conferenza verificatasi proprio qui in Italia, signor Attivissimo [applausi]. E le denunce ci sono, solo che la magistratura non ha mai dato seguito.”

Mia domanda: “Quindi la Ryanair è colpevole di irrorare con le scie chimiche? [pausa] Allora anche i magistrati sono omertosi?”

Nessuna risposta. Lascio a ciascuna delle organizzazioni e delle categorie accusate pubblicamente da Marcianò di corruzione e di concorso in disastro valutare se e come procedere in sede legale.

Se qualcun altro trova e trascrive altre dichiarazioni interessanti di Marcianò, me le mandi via mail o le segnali nei commenti, indicando il minutaggio.

Come barano i medium: Rosemary Altea

La “medium” Rosemary Altea colta a barare: che squallore approfittarsi di chi ha perso una persona cara


Massimo Polidoro ha pubblicato una chiara presa di posizione del CICAP sulla sedicente medium Rosemary Altea e ha incluso nell'articolo un video che mostra i trucchi usati dalla donna per sembrare credibile.


Come fa Altea a sapere che l'uomo con la camicia azzurra ha perso la madre? Glielo ha chiesto prima fuori onda.

E quando la “medium” sbaglia a descrivere la personalità della madre e si accorge che il figlio non conferma la descrizione, la ribalta con la disinvoltura di una vera professionista: “per qualche motivo lei è nervosa... [nessuna reazione del figlio]... e questo proprio non è da lei [reazione positiva del figlio]... lei in realtà è chiacchierona”. Geniale.

C'è di peggio: come mai la medium sa che la coppia ha perso una figlia ed è anche in grado di precisare che si è suicidata? La coppia aveva parlato, prima dello spettacolo, con l'agente di Rosemary Altea, che oltretutto ha piazzato nel pubblico amici e conoscenti. Anche la seconda coppia di genitori era amica dell'agente di Altea.

Con premesse di questo genere è facile essere sensitivi. Non fatevi fregare. Leggete i dettagli nell'articolo di Polidoro, pubblicato anche sul settimanale Oggi.

Flazioproject è uno spammer: come fargli capire che sbaglia

Gli spammer sono la forma di vita più misera del pianeta. Anche su Twitter


Se c'è una cosa che mi piace di Twitter è la sua concisione obbligatoria. È un ambiente pulito, spiccio, efficiente. Ma c'è sempre qualche anima patetica che pensa di poter sfruttare la Rete per i suoi comodi e viene a sporcare.

Stamattina ho visto questo nella mia coda di Twitter (uso Tweetie):


In realtà non c'è nulla da "segnalare": il link porta semplicemente al sito Flazio.com, che propone servizi informatici per la creazione di siti Web e altro. È spam, insomma.

Vado a vedere gli altri tweet dell'utente @flazioproject e trovo questo:


In pratica @flazioproject ha mandato tweet a persone che hanno un buon numero di follower nella speranza di farsi notare e promuovere il proprio sito Flazio.com per luce riflessa, per così dire. Classica tecnica di spamming.

Stando a Domaintools, Flazio.com è intestato a Flavio Fazio con questi dati pubblici (da verificare):

Registrant:
    Flavio Fazio
    Flavio Fazio        ()
    Via Lungomare 26, 26
    Sant Alessio Siculo
    Sant Alessio Siculo,98030
    IT
    Tel. +39.3335256506

È uno spammer italiano, insomma, non uno dei soliti che arriva da chissà dove. Sta in un paese nel quale c'è una legislazione antispam piuttosto precisa che punisce questi comportamenti. È uno che crede che sia lecito farsi pubblicità a scrocco attraverso lo spamming. È un furbo, nella più triste accezione del termine.

Se è pubblicità che vuole, l'avrà, anche se forse non sarà del genere che sperava. Io ho segnalato @flazioproject come spammer e l'ho bloccato su Twitter, invitando circa 50.000 miei follower a fare altrettanto (si va su https://twitter.com/#!/flazioproject, si clicca sull'icona dell'omino e si sceglie Segnala flazioproject per spam).

Poi ho creato questo articolo che spiega che @flazioproject ha fatto spamming a favore di Flazio.com e linka Flazio.com, in modo che chi cerca informazioni in Google su Flazio.com troverà questo articolo e capirà che tipo di ditta è Flazio.com. Se vi va di linkare questo mio articolo nei vostri siti, blog, twitter, toolbar di Netcraft, c'è una buona probabilità che Flazio.com abbia un ritorno molto educativo dalla propria campagna di spamming. E che magari altri che pensavano di fare la stessa furbata ci pensino due volte prima di abusare di Internet.

Spammer, non fate arrabbiare la Rete. La Rete sa tenersi pulita.

2011/12/04

Disinformatico radio, podcast del 2011/12/02

Podcast del Disinformatico pronto


Sono preso dal lavoro al documentario Moonscape sul primo sbarco sulla Luna, che conto di distribuire in versione preliminare entro Natale, per cui non vi preoccupate se non scriverò molto in questo blog nei prossimi giorni. Intanto segnalo che trovate temporaneamente sul sito della Rete Tre della RSI il podcast della puntata del Disinformatico radiofonico di venerdì scorso.

Nella puntata ho raccontato la storia di colui che fece 10 milioni di dollari di danni con sei righe di codice e una nuova tecnica di quantificazione dei ritocchi fotografici (grazie a @sebattiato per la correzione, fra l'altro). Ho anche cercato di fare brevemente il punto sul programma spione CarrierIQ trovato negli smartphone e segnalato una notizia decisamente paradossale: la sigla degli spot antipirateria sarebbe stata piratata. Nel podcast trovate anche una versione un po' speciale di questo spot, con la voce di Angelo, il mio anfitrione radiofonico di venerdì. Ma quella di IT Crowd resta irraggiungibile.

2011/11/30

2011/11/29

Tre giorni da fantascienza: Sticcon Reunion 2011

Mira Furlan, Ethan Phillips e appassionati di fantascienza a Montecatini


IMG_1968Sono reduce da tre giorni epici, insonni e surreali di Sticcon Reunion, il raduno degli appassionati di fantascienza che si è tenuto a Montecatini Terme lo scorso weekend.

Oltre al piacere di ritrovare tanti amici e condividere con loro memorabili chiacchierate ed altrettanto memorabili mangiate, quest'anno ho fatto da traduttore per i due ospiti del raduno, Mira Furlan (Lost, Babylon 5) e Ethan Phillips (Star Trek Voyager, The Island) e ho anche dato una mano a portarli in giro per Pisa e Lucca.

Vedere le loro espressioni di meraviglia per l'arte italiana e condividere con loro quei momenti di scoperta è stata una splendida occasione sia per conoscere le persone dietro i personaggi, sia per ricambiarli delle meraviglie e delle gioie che loro hanno regalato a noi in questi anni.

Purtroppo il ritorno alla realtà e alle scadenze del lavoro di tutti i giorni mi impedisce, per ora, di raccontarvi in dettaglio i mille aneddoti curiosi e affascinanti del raduno, ma comincio a ringraziare tutti per la passione e l'impegno necessari per gestire bene un evento del genere e inizio a pubblicare queste assonnate righe e qualche mia fotografia per creare un punto di ritrovo dove potete segnalare, attraverso i commenti, le vostre foto e i video della Reunion. Preparatevi ad alcune sorprese.

IMG_1811
Sul palco a tradurre per Mira Furlan.

Mira Furlan IMG_1807
Mira Furlan.

River Song e un Weeping Angel di Doctor Who IMG_1591
River Song e un impressionante Weeping Angel di Doctor Who.

IMG_1550
Difficile stare seri con Ethan Phillips sul palco. Sono in ghingheri perché faccio la parte di Rory in Doctor Who.

IMG_1554
La mia “sposa” e il Weeping Angel. Non chiudete gli occhi.

IMG_1669
Uno splendido TARDIS in grandezza naturale.

IMG_1477
In visita a Pisa.

2011/11/24

Con il Governo Monti gli animali domestici diventano un lusso? Pensare prima di inoltrare lo è già per molti

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “mariellacalz*” e all'aiuto di Mattia, FraGatto ed erica.p.

"CI MANCAVA SOLO QUESTA: Il governo Monti sta emanando nuove leggi da approvare, una tra le quali la legge sugli animali domestici. Ogni famiglia dovrà pagare una tassa su ogni animale domestico in quanto il signor Monti li definisce BENI DI LUSSO, non beni affettivi. La ringraziamo, professor Monti, perche in questo modo, lei sarà complice dell'aumento degli abbandoni, delle uccisioni, e della sofferenza di tante povere bestie, che o saranno abbandonati da chi non puo permettersi ulteriori spese, o che non verranno mai e poi mai adottati da un canile. COPIA E INCOLLA"

Questo è un esempio del testo della nuova catena di Sant'Antonio che sta invadendo la Rete perché viene inoltrata da chi non si ferma a verificare o a chiedersi se ha senso inoltrare un appello, vero o falso che sia, che non riporta alcuna fonte o alcun riferimento credibile. Se il governo italiano mettesse una tassa sull'inettitudine nell'uso di Internet raccoglierebbe miliardi.

A quanto mi risulta, al momento non c'è alcuna "legge sugli animali domestici" emanata o ipotizzata dal governo Monti. L'appello nasce forse da un'interpretazione cinofallica di un articolo del Corriere di ottobre 2011 a firma di Danilo Mainardi, nel quale Marco Melosi, presidente dell'Associazione nazionale medici veterinari, segnala amareggiato che "tra le sette categorie del nuovo redditometro sperimentale presentato all'Agenzia delle Entrate comparirebbero le spese veterinarie per gli animali una volta detti da compagnia e che oggi si preferisce chiamare d' affezione". La critica al redditometro è ampliata in un articolo dell'Associazione.

Un'altra origine possibile è questo articolo di Tecnologia-ambiente.it, che paventava una presunta "tassa sui cani" in quanto considerati "beni di lusso" ma poi è stato rettificato per chiarire appunto che non si tratta di una tassa ma di una inclusione nel redditometro. A sua volta, questo articolo citava una petizione su Petizionionline.it che non è stata rettificata. Idem dicasi per Leggo.it, che tuttora parla della "tassa" come se fosse un dato di fatto. C'è anche un'altra petizione su Firmiamo.it.

In ogni caso, mandare in giro storie di questo genere senza verificarle e senza corredarle di fonti precise è da irresponsabili e non fa altro che alimentare incomprensioni e odio.

2011/11/23

Il “mistero” dei Teschi di Cristallo

I teschi di cristallo hanno un potere magico? Sì, quello di imbrogliare


Il mito dei Teschi di Cristallo Maya è stato riportato alla ribalta dal quarto film della saga di Indiana Jones e dal delirio collettivo intorno alle presunte profezie Maya sulla fine del mondo nel 2012, ma è da decenni uno dei capisaldi della cultura new age e del paranormale. Peccato che sia, per dirla senza troppi giri di parole, una fregatura.

Recentemente National Geographic ha messo alla prova le principali asserzioni che riguardano il più famoso di questi teschi, quello che l'esploratore Frederick Albert Mitchell-Hedges (morto nel 1959) diceva di aver scoperto nelle rovine di un tempio Maya da lui trovato a Lubaantun, in quello che oggi è il Belize, nel 1927 ma descritto soltanto molti anni più tardi.

Il teschio in questione è leggermente più piccolo di un cranio umano ed è ricavato da un blocco unico di cinque chili di quarzo ialino o cristallo di rocca lavorato con straordinaria finezza e perfezione, tanto che secondo i sostenitori delle sua origine paranormale sarebbe impossibile crearne un duplicato.

Secondo la prima edizione dell'autobiografia di Mitchell-Hedges (Danger My Ally, 1954), il teschio di cristallo, da lui denominato Teschio del Destino, avrebbe almeno 3600 anni e sarebbe stato usato dai sacerdoti Maya, che con i suoi poteri sarebbero stati in grado di uccidere con la sola forza del pensiero. A suo dire, sarebbe stato fabbricato a mano dai Maya lavorandolo per abrasione con la sabbia, con infinita pazienza, ininterrottamente per circa trecento anni.

Alcuni sensitivi dicono che guardando il teschio negli occhi hanno visioni olografiche del futuro e affermano che ridere in faccia al teschio porti a morte certa. Negli anni Settanta iniziò a circolare l'asserzione che radunando i tredici teschi di cristallo in un unico luogo sarebbero accaduti eventi portentosi o calamità planetarie. Con l'approssimarsi della data fatidica del 2012 queste profezie hanno riacquistato popolarità e suscitato inquietudini.

Una storia affascinante, ma i fatti la smentiscono inesorabilmente. National Geographic, per il documentario The Truth Behind the Crystal Skulls (2011), ha commissionato la fabbricazione di un teschio identico a un artigiano cinese, che in undici giorni di lavoro è riuscito perfettamente nell'impresa.

Blocchi unici di quarzo ialino delle giuste dimensioni si trovano e si possono lavorare con mezzi più che normali, con buona pace di chi dice che sarebbe impossibile creare un teschio di cristallo persino con la tecnologia odierna. Basta avere un bel po' di soldi, perché blocchi del genere sono molto costosi (alcune migliaia di dollari) e la loro lavorazione è altrettanto impegnativa e delicata.

Inoltre nella cultura Maya, ben documentata dagli archeologi, non c'è alcun riferimento a oggetti di questo genere. C'è da aggiungere, poi, che il teschio di Mitchell-Hedges ha vari dettagli anatomici tipici di un cranio europeo, ben diverso da quelli degli abitanti dell'America latina precolombiana. Perché i Maya avrebbero dovuto scolpire pazientemente un teschio europeo?

Cosa più importante, il presunto teschio Maya ha segni di lavorazione meccanica moderna che non hanno nulla di insolito, scoperti dall'esame dell'archeologo Norman Hammond e confermati da Jane Walsh del museo Smithsonian. Tutto punta, insomma, verso una fabbricazione con mezzi tecnologici contemporanei sul modello di un cranio europeo.

Come avviene spesso nel mondo del paranormale, la figlia di Mitchell-Hedges, Anna, ha rifiutato di permettere ulteriori esami scientifici dell'oggetto fino alla propria morte nel 2007. Ora il teschio è custodito dal marito di Anna, Bill Hormann.

Anche le modalità della sua scoperta hanno dettagli imbarazzanti. La figlia di Mitchell-Hedges ha sempre affermato di aver trovato lei stessa il teschio a Lubaantun nel 1927, ma una verifica negli archivi ha rivelato che lei non era affatto lì. Gatta ci cova.

Il teschio di cristallo conferì ad Anna Mitchell-Hedges notevole popolarità, tanto da organizzare esposizioni a pagamento dal 1967 in poi e un tour internazionale intorno al 1990, e ha alimentato una vastissima produzione letteraria di pseudoarcheologia mistica.

Ma i fatti restano quelli che sono, e ce n'è uno che, insieme agli altri, condanna senza appello tutta la leggenda dei teschi: un catalogo del 1943 della casa d'aste Sotheby's, che offre un teschio di cristallo identico a quello “scoperto” da Mitchell-Hedges. L'acquirente? Frederick Albert Mitchell-Hedges stesso.

E che dire degli altri teschi analoghi esposti nei musei del mondo? Non sono una prova della loro autenticità? No: quelli al British Museum londinese, al Musée du quai Branly parigino e allo Smithsonian di Washington sono presentati etichettandoli chiaramente come falsi. Per esempio, il British Museum dice che il teschio è “Probabilmente europeo, 19° secolo d.C.” e che “sono state riscontrate tracce di una ruota da gioielliere”. Una mola moderna, insomma: altro che Maya che vanno avanti a sabbiare per secoli.

L'unica cosa davvero portentosa di tutta questa faccenda, insomma, è la disonestà di questi imbroglioni e l'ingenuità di chi vuole credere a tutti i costi senza mai dubitare.

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “stefano.pa*” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

2011/11/22

Mister Pixar a Milano, figuraccia degli organizzatori

John Lasseter a Milano: grande lui, patetici gli organizzatori


Ieri sera sono andato con la famiglia e gli amici a vedere John Lasseter a Milano. Lasseter è stato splendido: ha raccontato sia l'evoluzione straordinariamente rapida dell'animazione digitale, sia il processo creativo che porta alla creazione di un grande film d'animazione. Molti pensano che sia "tutto fatto dal computer", ma Lasseter, con il supporto di spezzoni, bozzetti e immagini di lavorazione, ha chiarito molto eloquentemente che il computer è solo la tavolozza, ma la creatività è tutta merito degli artisti e della loro passione, e che il fondamento di un buon film non è la tecnologia, ma la scelta di una buona storia, di personaggi accattivanti e di un'ambientazione curata e credibile.

Lasseter ha anche presentato in anteprima italiana Small Fry, un cortometraggio con i personaggi di Toy Story, e ha risposto alle domande del pubblico con parole ricche di entusiasmo, ispirazione e incoraggiamento. Qui sotto vedete un paio delle foto scattate da Rodri Van Click e pubblicate qui per sua gentile concessione.



Per Meet The Media Guru, che ha coordinato l'evento, ho invece solo parole di compatimento. La serata con Lasseter era prenotabile via Internet, e questo dava l'impressione che chi aveva prenotato (come me e i miei amici) avesse diritto a un posto a sedere. Fa parte della logica di base dell'organizzazione di un evento: si accettano solo tante prenotazioni quanti sono i posti disponibili, poi le prenotazioni si chiudono, e chi non ha prenotato non entra. Non è un concetto high-tech, innovativo e introdotto da poco. Giusto?

Sbagliato. Quando siamo arrivati davanti al Dal Verme, dove si teneva l'incontro, c'era una calca incredibile. Centinaia di persone ammassate davanti agli ingressi, senza nessuna distinzione fra prenotati e improvvisati; disorganizzazione totale; spintoni, insulti e litigate; mezz'ora di ritardo e intervento drastico di un paio di vigili del fuoco per contenere la spinta della folla incazzatissima di essere tenuta all'oscuro della situazione e di scoprire che la prenotazione (fatta, si noti, dando a Meet the Media Guru il proprio indirizzo di mail e nome e cognome) non valeva nulla ed era una totale presa in giro.

Alcuni di noi sono riusciti a entrare lo stesso, per scoprire che gli unici posti liberi erano quelli dietro il banco regia, per cui Lasseter l'abbiamo visto solo in video pur essendo in sala. Altri sono stati convogliati in una sala separata, che proponeva lo streaming dell'incontro, con un audio insopportabilmente distorto e alto e senza gli spezzoni dei video della Pixar per presunti “problemi di copyright”. Non c'era traduzione: o capivi l'inglese, o ti arrangiavi. Molti sono andati a casa furibondi di aver buttato via la serata. Non è andata meglio anche ai giornalisti, ad alcuni dei quali la conferma dell'accredito stampa è arrivata solo due ore prima della conferenza stampa.Vergogna.

Cari sponsor, la prossima volta che organizzate un evento, chiamate un circolo di cucito invece di questi superfighi che si danno arie da Web 2.0, invitano a tweetare e poi incespicano su cose fondamentali come la gestione dei posti a sedere. Le comari del circolo lasciano perdere cellulare e iPad e sanno sicuramente fare di meglio con carta e penna. E soprattutto buon senso.

Stasera sono a Sonvico

A Sonvico stasera si parla di Internet e minori


Questa sera alle 20.30 sarò a Sonvico, alle scuole elementari in via Ra Bressanela 2 (link su Google Maps), per tenere una conferenza-dibattito sull'uso di Internet da parte dei genitori, organizzato dall'Assemblea dei Genitori di Sonvico-Dino. L'ingresso è libero.

2011/11/21

Occhio ai solleciti di pagamento da Italia-programmi.net

Perché Italia-programmi.net manda richieste di pagamento a pioggia?


A giudicare dalle numerose segnalazioni che sto ricevendo, parecchi utenti italiani sono stati raggiunti via mail da un sollecito di pagamento a nome di Italia-programmi.net.

Eccone un esempio (i dati del destinatario sono stati omessi):

Italia-Programmi.net - Sollecito di pagamento

[omissis]
[omissis]
[omissis]


21/11/2011

Numero fattura: [omissis]

Gentile Signor [omissis],

la ringraziamo per l'iscrizione a pagamento del 04/11/2011 15:32 (indirizzo IP: [omissis]) effettuata da http://www.italia-programmi.net/sign.php?686. Non avendo fatto ricorso al diritto di recesso di 10 giorni, siamo lieti di poterla annoverare tra i nostri clienti per il portale di download premium www.italia-programmi.net.

Nel suo account personale troverà contenuti preparati dalla redazione e informazioni in tema Software per computer, nonché numerose funzioni esclusive. Ai fini della preparazione e dello svolgimento dei nostri servizi ci permettiamo di inserire in fattura le tariffe di utilizzo concordate sulla base del seguente prospetto:

---------------------------------------------------------------------------

Accesso per 12 mesi a www.italia-programmi.net - 96,00 EUR

8,00 EUR per mese, pagamento secondo le condizioni commerciali dell'anno precedente.

---------------------------------------------------------------------------

Importo dovuto 96,00 EUR

---------------------------------------------------------------------------
---------------------------------------------------------------------------

La preghiamo di eseguire il pagamento di 96,00 entro il 01/12/2011 tramite SEPA / bonifico UE sul seguente conto bancario:

Beneficiario: Estesa Ltd.
IBAN: CY30005001400001400154795201
BIC-Code: HEBACY2N

La preghiamo di voler indicare in fase di versamento la seguente causale in modo da poter tracciare il Suo pagamento: [omissis]

Se non disponete di un servizio banking online, potete utilizzare il nostro ordine di bonifico da noi approntato (ORDINE-DI-BONIFCO-[omissis].PDF). Lo troverete in allegato a quest'e-mail. Dovete semplicemente inserire i vostri dati e inoltrarlo alla vostra banca dopo averlo firmato.

Vi preghiamo di provvedere al pagamento dell'importo in scadenza entro il termine stabilito, onde evitare di incorrere in spese di ingiunzione supplementari.

Se ha dimenticato i dati di accesso o la password, può richiedere questi dati in qualsiasi momento al link http://www.italia-programmi.net/lostpwd.php.

Per qualsiasi domanda su questa fattura e sui nostri servizi, si rivolga tramite e-mail al nostro servizio clienti: support@italia-programmi.net

In allegato trovate il sollecito di pagamento in formato originale su nostra carta intestata.

Ha tutta l'aria di un contratto ingannevole nello stesso stile di quelli dell'avvocato tedesco Olaf Tank. Tuttavia il sito Italia-programmi.net, quando si cerca di scaricare un programma, indica molto chiaramente le tariffe per il servizio, a differenza del caso di quello di Olaf Tank. È quindi abbastanza difficile respingere l'addebito sostenendo di non essere stati informati dei costi.

Comincio a pubblicare questa breve nota per creare un punto di riferimento per la discussione e le indagini. Pubblicherò aggiornamenti man mano che mi arriveranno.


Aggiornamenti


Una lettrice, Anna, via Twitter mi segnala questa pagina di Tomshw.it che parla del caso e cita un articolo dell'ADUC che descrive in dettaglio i comportamenti scorretti dei gestori del sito e spiega come rispondere a eventuali solleciti di pagamento. C'è anche un articolo su Punto Informatico che descrive l'intervento dell'Antitrust italiano. È davvero molto difficile non considerare truffaldino questo modo di fare commercio. Oltretutto i programmi offerti da Italia-programmi.net sono tutti liberamente scaricabili gratis dai siti dei rispettivi produttori.

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “luciano.rav*”.

2011/11/20

L’astronave atomica del dottor Dyson

Andare nello spazio a colpi di bombe atomiche? Si può. Se arriva un asteroide, si deve


Ho già parlato in passato del progetto Orion, quello che nei primi anni Sessanta proponeva di portare nello spazio enormi veicoli grazie alla detonazione di bombe nucleari dietro un grosso ammortizzatore.

Non era uno scherzo: era un'idea alla quale avevano lavorato seriamente nomi come Freeman Dyson. Furono condotti dei test dimostrativi usando esplosivi convenzionali e si capì che per quanto istintivamente sembrasse una follia, l'idea di portare centomila o più tonnellate nello spazio facendo scoppiare un migliaio di bombe atomiche in rapida successione era praticabile.

Cosa più importante, se oggi ci accorgessimo in ritardo di un grosso asteroide in rotta di collisione con la Terra, la tecnologia di Orion sarebbe probabilmente l'unica in grado di salvare il mondo.

Parti del progetto sono ancora segrete oggi, ma un po' di documentazione pubblica c'è. La BBC ha intervistato i protagonisti del progetto e raccolto i filmati sconcertanti dei test di quest'idea straordinaria irripetibile figlia di un periodo in cui si pensava in grande e si glissava sulle conseguenze, e qualche tempo fa ha creato in proposito un documentario intitolato To Mars by A-Bomb, una cui versione forse leggermente rimaneggiata è consultabile su Youtube in inglese (uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette). Grazie all'amico Stefano per la segnalazione.

Disinformatico radio, podcast del 2011/11/18

Pronto il podcast del Disinformatico


È disponibile temporaneamente sul sito della Rete Tre della RSI il podcast della scorsa puntata del Disinformatico radiofonico. Ecco i temi e i rispettivi articoli di supporto: le nuove opzioni di ricerca di Google, i primi 40 anni del microprocessore, l'invasione d'immagini scioccanti in Facebook, la bufala del PIN dei bancomat rovesciato che chiama la polizia e l'appello che paventa censura di tutta Internet da parte degli USA.

2011/11/19

Phishing ticinese verso i docenti

Quanto dev'essere sofisticato un attacco di phishing? Non molto


Giovedì ero in una scuola di Bellinzona per una lezione su Internet e le sue trappole sociali e tecniche. Una delle docenti mi ha mostrato una mail sospetta:

Da: "Posta elettronica scuola TI - @edu.ti.ch" <[omissis]@yahoo.com>
Data: 16 novembre 2011 20:10:06 GMT+01:00
A: [omissis]
Oggetto: Gentile utente edu.ti.ch ,
Rispondi a: [omissis]@w.cn


Gentile utente edu.ti.ch ,

Un virus DGTFX è stato rilevato nelle cartelle account di posta elettronica edu.ti.ch deve essere aggiornato a novembre i nostri protetta DGTFX nuovo anti-virus versione 2011 per prevenire danni ai nostri log di database e file importanti.

Fare clic sulla scheda risposta, riempire le colonne di sotto e rispedire o il vostro account di posta elettronica verrà interrotto immediatamente per evitare la diffusione del virus.

Nome utente:
Password:

Si noti che la password viene cifrata con chiavi RSA a 1024 bit per la vostra sicurezza password. Siamo profondamente dispiaciuto per l'inconveniente.

Il tuo account possono anche essere verificate immediatamente entro 24 ore,: informazioni non corrette possono portare a sanzioni, confisca o sospensione del tuo account.

NOTA: Per ragioni di sicurezza, chiudere il browser quando hai finito di utilizzare servizi che richiedono l'autenticazione!

Grazie per la vostra comprensione.
Supporto tecnico / Team TSR manutenzione.
Posta elettronica scuola TI - @edu.ti.ch Servizio Clienti

Copyright © 1994-2011 edu.ti.ch ! Tutti i diritti riservati. Termini di servizio - Copyright / IP Policy - Linee guida Per ulteriori informazioni su come utilizziamo i tuoi dati leggi la nostra Politica sulla Privacy - Informazioni confidenziali

Pensavo si trattasse di un tentativo casuale di phishing e le ho consigliato di non rispondere e cestinare il messaggio, ma stamattina ho saputo dalla stampa locale (Tio.ch; Cdt.ch) che la stessa mail è stata ricevuta anche da altri docenti delle scuole ticinesi. E purtroppo qualcuno di loro ha risposto, presumibilmente regalando il proprio nome utente e la propria password ai criminali.

Non paghi del loro successo, stamattina gli spioni hanno insistito:

Da: "Posta elettronica scuola TI - @edu.ti.ch" <[omissis]>
Data: 19 novembre 2011 03:44:34 GMT+01:00
A: [omissis]
Oggetto: ultimo avvertimento
Rispondi a: [omissis]@w.cn

Cari edu.ti.ch! utente,

 Attualmente stiamo aggiornando tutte le e-mail account edu.ti.ch! del database ed e-mail centro vista conto cioè home page, migliorare la sicurezza di installazioni di nuovi virus 2011 anti-spam e anti, spazio della cassetta postale di grandi dimensioni. ! account di posta elettronica edu.ti.ch che non sono più attivi per permettere di creare più spazio per i nuovi utenti conti.

 In altri di continuare a usare i nostri servizi si è bisogno di aggiornare e ri-confermare i vostri dati account e-mail come richiesto qui di seguito:

 Indirizzo e-mail
 password
 Data di nascita:

 In caso contrario, questo sarà immediatamente rendere il tuo account disattivati ​​dal nostro database ed il servizio non sarà interrotto messaggi importanti può anche essere persa a causa della tua calo di ri-ci ha confermato i dettagli del conto. E 'anche pertinenti, si capisce che la nostra preoccupazione principale è la sicurezza per i nostri clienti, e per la sicurezza dei propri file e dati.

 NOTA: Per ragioni di sicurezza, chiudere il browser quando hai finito di utilizzare servizi che richiedono l'autenticazione!

 Grazie per la vostra comprensione.
 Supporto tecnico / Team TSR manutenzione.

Si pensa sempre che gli “hacker” (termine improprio, ma pazienza) usino stratagemmi ultrasofisticati, ma in realtà molto spesso basta un attacco grossolano per superare le difese dei sistemi sfruttando l'anello debole della catena: l'utente.

In questo caso alcuni docenti avrebbero dato retta a un messaggio-trappola nonostante:

1. fosse scritto in un italiano catastroficamente sgrammaticato
2. provenisse da un indirizzo che per simulare una provenienza autorevole usava soltanto un espediente banalissimo (una descrizione e nulla più, lasciando in chiaro il vero mittente e il reply-to cinese)
3. chiedesse loro dati estremamente sensibili come le password e le date di nascita.

Se questo attacco ha avuto successo, vuol dire che basta davvero poco, persino un messaggio sgangherato come questo, per ingannare gli utenti. Vuol dire anche che i docenti (e con loro molti altri utenti) hanno bisogno urgente di una sensibilizzazione all'uso di Internet e di uno strumento fondamentale come l'e-mail. Sembra proprio che manchino le basi, e questo è preoccupante.

Inoltre, se questo attacco ha colpito esclusivamente docenti, vuol dire che gli aggressori si sono impadroniti in qualche modo della rubrica dei loro indirizzi e che quindi c'è stata una compromissione della sicurezza dei servizi informatici scolastici. In tal caso non si tratterebbe di un tentativo a casaccio che per pura coincidenza ha raggiunto anche dei docenti, ma di un attacco mirato (spear phishing).

Speriamo che l'incidente serva di lezione, non solo in Canton Ticino ma anche altrove. Se qualcuno ne sa di più, mi scriva.


Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “pilla” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

2011/11/18

“Scie chimiche” alla radio stamattina

Dibattito a distanza sulle “scie chimiche”


Stamattina ho partecipato a una trasmissione in diretta su Radio IES a proposito delle “scie chimiche” insieme a sostenitori di questa bizzarra tesi di complotto: la registrazione dovrebbe essere pubblicata tra poco. Poi sono uscito per andare alla RSI per condurre il mio programma settimanale e ho visto queste enormi scie nel cielo altrimenti limpido. Sarà un caso?

R0022480

Le scie sono rimaste nel cielo a lungo, proprio come dicono gli sciachimisti, secondo i quali quelle persistenti siano “scie chimiche” spruzzate da chissà chi per avvelenare il mondo. “Scie chimiche” sopra casa mia? Ma io non sono uno dei prezzolati disinformatori che collaborano al complotto? Forza, sciachimisti, spiegatemi questa cosa.


Aggiornamenti


2011/11/20. La mia proposta di noleggiare un aereo da turismo e fare a sorpresa un prelievo di una presunta "scia chimica" è stata bocciata dai partecipanti sciachimisti (i soliti nomi, nessun esperto di settore, come consueto) con le scuse più bizzarre. A questo punto è chiaro che sono gli sciachimisti a non voler fare chiarezza sulla questione.

Radio IES ha pubblicato la registrazione su Youtube in varie parti che non ho tempo di catalogare. La mia registrazione della trasmissione (senza le pubblicità) è scaricabile qui.

2011/11/16

L’alieno in frigorifero

Alieno nel frigorifero, oltraggio al buon senso. O dovrei dire ortaggio?


Scienziati che cercate ET fra le stelle, non avete capito niente: provate a guardare nei frigoriferi. Perché dopo la donna italiana che conserva nel frigidaire i feti alieni che ha partorito, è arrivata la donna russa che conserva nel frigorifero il cadavere di un alieno. Da due anni.

Ne parlano Blitz Quotidiano, Giornalettismo e tanti altri siti italiani e di tutto il mondo, citando a volte il Daily Mail, che sembra essere il punto di partenza della diffusione della notizia.

Il Daily Mail, tempio della deontologia giornalistica (nel senso che la deontologia vi viene sacrificata quotidianamente), dice che la donna, Marta Yegorovnam, della città di Petrozavodsk, ha tenuto l'“alieno” per due anni nel suo frigorifero e ne ha scattato cinque foto.

La signora dice di aver preso il corpicino da un luogo dove si era schiantato un UFO, vicino a casa sua. La “creatura” sarebbe alta (o lunga) una quarantina di centimetri, secondo il sito Unexplained Mysteries, che è citato dal Mail e che a sua volta cita un blog in inglese che cita un sito russo imprecisato. Notizie di prima mano, insomma.

Per il Mail, il “famoso scrittore ed esperto del paranormale Michael Cohen” avrebbe dichiarato che “Potrebbe trattarsi di una sofisticata burla, tuttavia non andrebbe scartata la possibilità che si tratti di un vero alieno”. Ma se si volesse usare il buon senso invece della febbre (f)ufologica, l'unica cosa che andrebbe scartata e spacchettata, qui, è la porcheria che la signora Yegorovnam tiene in frigorifero, perché prima di lanciarsi in sparate su cadaveri alieni bisognerebbe prendere il “cadavere” e analizzarlo. Per esempio per escludere che sia una verdura tagliuzzata da una mitomane, una burlona o una pazza.

Ma guarda caso non si può. L'“alieno” non è più esaminabile perché se lo sono portati via dei sedicenti rappresentanti di un centro di ricerca dell'Accademia Russa delle Scienze. Però i dipendenti del centro, interpellati, dicono di non saperne nulla.

“Notizie” come questa sono veramente utili: permettono di discriminare fra ufologi seri e cialtroni. I primi liquideranno la notizia come una boiata. I secondi continueranno a perpetuarla seriamente come ennesima prova dell'occultamento governativo delle visite degli extraterrestri. E a ricamarci sopra per vendere paccottiglia e spillare soldi agli ingenui.

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “sawyer”.

2011/11/15

Strane megastrutture in Cina

Cosa sono le strutture gigantesche in Cina visibili in Google Maps?


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Molti siti e giornali (Giornalettismo; Express-news; Ticinonline; Telegraph) stanno segnalando le immagini di strutture di enormi dimensioni situate in zone poco accessibili della Cina e visibili nelle immagini di Google Maps. Abbondano gli interrogativi sulla loro funzione; probabilmente non tutte le strutture hanno lo stesso scopo, per cui vanno esaminate una per una o raggruppandole per tipo. Questo articolo verrà aggiornato man mano che procede l'esame ed emergono nuove informazioni.

La serie più completa di immagini sembra essere quella pubblicata da Gizmodo qui. La fotografia qui accanto è tratta da Google Maps a queste coordinate (40.452107,93.742118): la griglia irregolare di segmenti rettilinei misura circa 1200 per 700 metri e un esame ravvicinato sembra suggerire che si tratti di una colorazione applicata al terreno, dato che ne segue i rilievi e mostra segni di dilavamento e asportazione da parte delle ruote di veicoli. Alcune linee sembrano quasi cancellate.

Un'altra struttura analoga è visibile a circa 30 chilometri di distanza, a queste coordinate (40.458148,93.393145), e misura circa 1700 metri per 1300. Fra le due strutture c'è un altro oggetto misterioso: una sagoma che somiglia alla pianta di un aeroporto ma è soltanto dipinta sul terreno ed è accompagnata da un suo clone con un curioso colore azzurro composto da strisce di tonalità differenti, anch'esse apparentemente dipinte.



È molto improbabile che si tratti di strutture che dovevano restare nascoste: i cinesi non sono stupidi e sanno benissimo che strutture di questo tipo sono facilmente visibili per le potenze straniere tramite i satelliti di ricognizione. Le ipotesi fantasiose su un'“Area 51” cinese o su ideogrammi per attirare gli alieni vanno quindi accantonate, così come sembra implausibile che si tratti di copie delle mappe stradali di bersagli militari (Washington o Mosca), perché i missili cinesi non avrebbero bisogno di identificare visivamente il proprio obiettivo.

La spiegazione più plausibile è che si tratti di poligoni di tiro. La colorazione chiara aiuterebbe a rilevare dall'alto la precisione del tiro e la quantità di materiale spostato. C'è, infatti, una zona quadrata a un'estremità dell'“aeroporto” che sembra proprio butterata di crateri di varie dimensioni:


Guardando la stessa immagine nella cronologia di Google Earth si nota che nel 2005 la stessa area non era altrettanto crivellata, mentre già nel 2006 era costellata di macchie (presumibilmente crateri).

Anche alcune altre immagini, come la griglia di quadrati disposti su quattro file di quattro elementi o la disposizione circolare, sembrano dei poligoni di tiro, con veicoli abbandonati da usare come bersagli.

La Cina non è nuova a questo genere di megastrutture per esercitazioni: casi analoghi erano già emersi in Google Earth/Maps alcuni anni fa (nel 2006).

La struttura che si trova a 40.452107,90.85693359375, invece, è un complesso con ampi bacini allagati e poco profondi: lo si nota dal colore chiaro dell'acqua e dalle ombre degli oggetti che vi affiorano. Seguendo una delle "strade" che si dipartono dal complesso, verso nord-est, si nota che a un certo punto c'è una diga. La "strada" è in realtà un canale. Un lettore, At, segnala che secondo Wikipedia si tratta di un impianto di produzione di cloruro di potassio presso Lop Nur.

Più intrigante è la colossale griglia che si vede a 44 42'40.81"N 93 31'46.18"E. È tracciata sulla superficie con linee accoppiate che hanno tutta l'aria di essere tracce di ruote di un veicolo, e nel 2009 non c'era, secondo Google Earth: è comparsa fra settembre 2009 e maggio 2010. La griglia è composta da due bande larghe circa 3 chilometri (quella in direzione sudovest-nordest) e 1,5 chilometri (quella che si estende da nordovest a sudest) e lunghe rispettivamente circa 45 e 30 chilometri. Non ho idea di cosa possa essere.