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2019/05/19

Secondo Sky TG 24, l’equipaggio di Apollo 10 includeva anche l’astronauta Charlie Brown

Stando alle sublimi penne di Sky TG 24, l’equipaggio della missione Apollo 10, la prova generale dell’allunaggio di cui si celebra in questi giorni il cinquantenario, aveva a bordo anche il famoso astronauta Charlie Brown. Quello di Peanuts. Che stranamente si chiama come il suo veicolo spaziale.

John Young, il comandante, monitorò la riuscita della missione dal modulo di comando, detto Charlie Brown. [...] E ancora: "Sembra che ci stiamo avvicinando così tanto che tutto ciò che dobbiamo fare è solo mettere giù il gancio di arresto e siamo lì”. Anche il collega Charlie Brown rimase affascinato dalla vista da Apollo 10, tanto da rivolgersi direttamente alla Luna con un’espressione piena d’affetto: "Siamo vicini, piccola!”.

Lasciamo stare il fatto che Sky TG24 sbaglia anche il comandante (che non era John Young, ma Tom Stafford). Rileggere, o semplicemente accendere il cervello, non si usa più.

Copia permanente di questo sfacelo giornalistico è qui su Archive.org. Se volete saperne di più su Apollo 10, date un’occhiata ad Apollo 10 Timeline (in italiano) oppure a ForumAstronautico.it (anche qui).


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2019/05/18

Puntata del Disinformatico RSI del 2019/05/17

Ultimo aggiornamento: 2019/05/18 21:30.

È disponibile lo streaming audio della puntata del 17 maggio del Disinformatico della Radiotelevisione Svizzera. Non c'è stata una puntata il 10 maggio: ero assente per la StarCon.

La versione podcast solo audio (circa 17 minuti) è scaricabile da questa sezione del sito RSI (link diretto alla puntata), qui su iTunes (per dispositivi compatibili) e tramite le app RSI (iOS/Android) o su TuneIn; la versione video (musica inclusa) è nella sezione La radio da guardare del sito della RSI ed incorporata qui sotto).

Nel corso del programma smonto in diretta un disco rigido. A 8:40 parlo di diabete e alla fine dell’intervento parte dalla regia una canzone, messa già in scaletta senza sapere di cosa avrei parlato, che inizia proprio parlando di malattia (da qui la mia reazione in video), a riprova che nonostante quello che pensano i complottisti, le coincidenze càpitano eccome; a 15:10 circa compare Flavio “Frontaliers” Sala; a 20:00 i miei strani gesti sono dovuti al fatto che sto spiegando alla conduttrice, Rosy Nervi, che alla StarCon ero sul palco con l’attore che ha interpretato Syrio Forel in Trono di Spade e lui stava spiegando che durante una scena sarebbe dovuto passare sotto le gambe di un altro attore ma finiva sempre per prenderlo a testate nelle parti più fragili (e dal pubblico, alla StarCon, è partita la richiesta di rifare la scena usando me come controfigura; ho prontamente rifiutato).

Buona visione e buon ascolto!

2019/05/17

Recuperato il diario di bordo originale di Samantha Cristoforetti

L’astronauta Samantha Cristoforetti ha raccontato la propria avventura spaziale nel libro Diario di un’apprendista astronauta (edito da La Nave di Teseo), che consiglio caldamente a chiunque voglia sapere cosa si fa realmente per andare nello spazio e cosa si prova quando ci si arriva e ci si abita.

Ma prima e durante la propria missione spaziale, Sam ha anche tenuto un diario di missione in inglese, pubblicandolo online man mano su Google+. Il guaio è che Google+ non esiste più, per cui questo documento, interessante non solo a livello personale ma anche per la storia dell’astronautica italiana, era andato perduto.

La traduzione italiana del diario di missione, a cura di Paolo Amoroso, era rimasta reperibile su Astronautinews.it, ma l’originale inglese era svanito.

Fortunatamente Sam aveva fatto una copia di backup dei suoi post su Google+ e l’ha trasmessa a Carlo Gandolfi, che l’ha convertita in un e-book scaricabile gratuitamente in formato ePub, Mobi e PDF qui su Astronautinews.it. La versione tradotta in italiano è invece disponibile gratuitamente qui negli stessi formati. Entrambi i testi sono sotto licenza Creative Commons.

E anche se non siete astronauti, fate un backup di quello che postate: i social network possono sembrare eterni, ma spesso si estinguono portandosi via tutti i contenuti, in particolare le vostre foto e i vostri video, che rischiate altrimenti di perdere per sempre.

Rapporto MELANI: lo stato dell’arte degli attacchi informatici in Svizzera

È uscito il ventottesimo rapporto semestrale della Centrale d’annuncio e d’analisi per la sicurezza dell’informazione (MELANI) della Confederazione Svizzera, che descrive i principali incidenti informatici accaduti in Svizzera e all’estero nel secondo semestre del 2018 ed è un’ottima guida informativa per chiunque si occupi di sicurezza e voglia esempi concreti per capire le realtà dei rischi informatici. Il rapporto è disponibile anche in italiano.

Contiene davvero di tutto: dai blackout tramite dispositivi IoT all’evoluzione dell’estorsione-bluff che diceva di averti ripreso mentre guardavi video pornografici e chiedeva soldi per non diffondere il video; dalle tecniche usate dai ladri informatici per entrare negli account Office 365 e alterare le coordinate bancarie nelle fatture, in modo che le aziende facciano bonifici pensando di pagare i fornitori ma i soldi finiscano nei conti gestiti dai criminali, all’attacco informatico (fallito) al sistema automatico di gestione dell’approvvigionamento idrico di Ebikon, vicino a Lucerna. Buona lettura.

Sgominata banda internazionale di criminali informatici: 41.000 vittime, 100 milioni di dollari sottratti

Dieci uomini sono stati incriminati negli Stati Uniti ed Europol riferisce che altri procedimenti sono stati avviati in Georgia, Moldavia e Ucraina in relazione al “furto organizzato e automatizzato di informazioni personali e finanziarie sensibili di decine di migliaia di persone” (Hot for Security), saccheggiando circa 100 milioni di dollari da oltre 41.000 vittime.

Le indagini hanno messo in luce la struttura del cybercrime as a service, ossia la tendenza a organizzare il crimine informatico con gli stessi schemi dei servizi legittimi.

Il capobanda, a Tbilisi, in Georgia, ha noleggiato l’accesso a un malware creato da uno sviluppatore situato a Orenburg, in Russia. Il malware, denominato GozNym, rubava le credenziali per le operazioni bancarie via Internet dai computer delle vittime.

Lo stesso capobanda ha poi reclutato online altri criminali per pubblicizzare il “servizio” di furto di credenziali e specialisti in crittografia (uno dei quali era situato in Moldavia) per cifrare il malware in modo che non venisse rilevato dagli antivirus.

Degli spammer (uno dei quali era a Mosca) hanno poi inviato centinaia di migliaia di mail di phishing alle possibili vittime. Queste mail sembravano normali comunicazioni commerciali e contenevano un allegato o un link infettante. Se il destinatario cliccava sul link, il suo computer veniva portato a un sito ostile, gestito da bulletproof hoster (che offrivano siti non raggiungibili o bloccabili dalle autorità e dagli esperti informatici) che conteneva una versione eseguibile di GozNym, che veniva scaricata sul computer della vittima per prenderne il controllo.

Infine entrava in gioco un casher, ossia uno specialista che accedeva ai conti bancari delle vittime grazie alle credenziali rubate da GozNym ed effettuava bonifici verso conti correnti controllati da complici.

Contrariamente a quello che molti pensano, il crimine informatico non è gestito da dilettanti, e questo caso lo dimostra molto chiaramente. Proteggiamoci usando non solo un buon antivirus ma anche comportamenti sicuri, come l’uso di app fornite dalla propria banca al posto di un browser e soprattutto un po' di sana paranoia.