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2021/10/18

Avventurette in auto elettrica: Lugano-Mestre-Lugano (723 km, 9,70 €)

È un po’ che non racconto dei miei viaggi in auto elettrica, soprattutto perché c’è poco da raccontare: i viaggi sono diventati normali. Man mano che aumenta l’esperienza con l’auto elettrica diminuisce la necessità di pianificare. 

Sono appena tornato con la Dama del Maniero e un’amica da un viaggio privato a Mestre e Venezia. Stavolta l’unica pianificazione è consistita nel prenotare un albergo dotato di colonnina di ricarica; non abbiamo deciso in anticipo dove fermarci a caricare durante il viaggio e abbiamo lasciato che i tempi di sosta dipendessero dai tempi naturali delle pause pranzo.

Se vi interessa, su Fuori di Tesla News trovate i miei rapidi appunti di viaggio con tutti i dati su costi, consumi, tempi e velocità. Vi anticipo soltanto che a differenza di un certo programma televisivo non ci abbiamo messo 52 ore.

Se un senatore fa fake news: la foto falsa delle dimostrazioni a Trieste

Il 18 ottobre il senatore italiano Lucio Malan ha pubblicato su Twitter la foto qui accanto, che secondo lui mostrerebbe il porto italiano di Trieste durante una manifestazione contro il cosiddetto “green pass”. La stessa foto gira da alcuni giorni con la medesima descrizione.

Il tweet del senatore cita un tweet di Nick Griffin, ex membro del Parlamento Europeo ed ex presidente del partito di estrema destra britannico British National Party, che l’ha successivamente espulso. Griffin scrive che la foto rappresenta appunto il porto di Trieste e chiede retoricamente se si è contenti che i media mainstream “vi nascondano eventi del genere”.

La vicenda è particolarmente comica per me, perché la foto in realtà mostra una località svizzera, specificamente Zurigo, non Trieste, e la mostra durante un famosissimo raduno musicale, la Street Parade. L’immagine risale a prima della pandemia di Covid, specificamente al 2018, secondo l’indagine di Open e di AP.

In seguito alle segnalazioni, il senatore Malan ha cancellato il proprio tweet senza una parola di scuse o una rettifica. Il tweet di Malan è però salvato qui

Nick Griffin, invece, continua a pubblicare il proprio tweet, nonostante la marea di segnalazioni ironiche che ha ricevuto. Gli ho chiesto pubblicamente se intende rettificare; finora non ho ricevuto risposta. 

Il sito della Street Parade ospita la foto in questione, datata 2018.

Vicende come questa sono un buon promemoria di due princìpi antibufala fondamentali:

  • non ci si può fidare ciecamente di quello che scrive qualcuno, neppure quando si tratta di una persona in posizione autorevole come un senatore; essere senatori non rende infallibili.
  • le persone tendono a credere a quello che vorrebbero che fosse vero (le posizioni politiche di Malan sono anti-green pass) e quando vedono qualcosa che rinforza la loro visione del mondo riducono i controlli o non li fanno del tutto.

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi è piaciuto, potete incoraggiarmi a scrivere ancora facendo una donazione anche voi, tramite Paypal (paypal.me/disinformatico) o altri metodi.

2021/10/16

Ci vediamo online al CICAP Fest EDU, dal 25 al 31 ottobre?

Il CICAP sta organizzando il CICAP Fest EDU, una settimana di incontri gratuiti e aperti in streaming, dedicati a scuole e docenti, per promuovere la diffusione di una cultura critica, razionale e scientifica, da lunedì 25 a domenica 31 ottobre, con relatori come Daniela Ovadia, Luca Perri, Massimo Polidoro e tanti altri, compreso il sottoscritto.

Se volete saperne di più e/o partecipare oppure segnalare gli incontri in programma, date un’occhiata a www.cicapfest.it/edu e leggete questa introduzione.

Qui sotto trovate un video in cui Massimo Polidoro ed io chiacchieriamo del Cicap Fest EDU e dei contenuti dei miei due incontri, che si terranno su Zoom il 26/10 alle 11 (per gli studenti) e il 30/10 alle 14 (per i docenti).

2021/10/15

Podcast del Disinformatico RSI 2021/10/15: Uscire dai social senza perdite, sito Bittorrent ficcanaso, sondaggio sulle password, computer antibatterici


Il podcast del Disinformatico della Rete Tre della Radiotelevisione Svizzera ha un paio di novità: da oggi esce in leggero anticipo rispetto al passato, alle 9 del mattino del venerdì, e prossimamente (dal 5 novembre) sarà regolarmente in versione Story, ossia dedicata a un singolo argomento approfondito, come già fatto sperimentalmente quest’estate con ottimi risultati di ascolto. Se avete un argomento da proporre o una storia informatica che vorreste sentirmi raccontare, i commenti sono a vostra disposizione.

La puntata di oggi, condotta da me insieme ad Alessio Arigoni, copre i seguenti argomenti, con i link ai rispettivi articoli di approfondimento:

Il podcast di oggi, insieme a quelli delle puntate precedenti, è a vostra disposizione presso www.rsi.ch/ildisinformatico (link diretto) ed è ascoltabile anche tramite feed RSS, iTunes, Google Podcasts e Spotify.

Buon ascolto!

Il personal computer antibatterico?

In un mercato di computer superficialmente tutti uguali è difficile distinguersi, soprattutto agli occhi del consumatore medio. Acer ci prova con una trovata decisamente insolita: il PC antibatterico o antimicrobico.

L’annuncio del completamento di un’intera gamma di computer fissi, monitor laptop, tablet e ibridi laptop/tablet dotati di un trattamento antimicrobico a base di ioni d’argento è ovviamente molto accattivante in epoca di mascherine, gel disinfettante e pandemia, e Acer cita documentazioni e riferimenti ISO molto seri, ma The Register ha notato la precisazione in caratteri minuscoli in fondo alla pagina descrittiva della gamma antimicrobica Acer:

All antimicrobial solutions including Antimicrobial Corning® Gorilla® Glass and silver ion antimicrobial technology do not claim to protect users or provide any direct or implied health-benefit.

In altre parole, Acer stessa dice che le sue soluzioni antibatteriche “non affermano di proteggere gli utenti o di fornire alcun beneficio di salute diretto o implicito”.

Come sempre, insomma, bisogna leggere con attenzione le clausole scritte in piccolo. Anche perché in molti casi la tastiera è un ricettacolo di cose che richiedono ben più di qualche ione d’argento.

 

Sondaggio Bitdefender: un utente su due usa la stessa password ovunque

Bitdefender ha effettuato un sondaggio sulle pratiche di base di sicurezza informatica in 11 paesi, e i risultati sono piuttosto deludenti: c’è ancora tanta strada da fare. Per esempio, il 50% degli intervistati ha ammesso disinvoltamente di usare la stessa password per tutti gli account. Un altro 32% ha detto di usare solo poche password, che adopera più volte su vari account.

Il sondaggio (PDF scaricabile, in inglese; comunicato stampa riassuntivo in italiano) si basa su un campione di 10.124 intervistati in Australia, Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Spagna, Paesi Bassi, Romania, Svezia e Danimarca, di età fra 18 e 65 anni.

Sempre a proposito di password, più di una persona su quattro usa password banali (tipo 1234) come PIN di blocco del cellulare, e più di una persona su dieci non usa nessun PIN. Gli uomini tendono a usare password semplici più delle donne (31% contro 23%). Poi chiediamoci come mai i furti di account sono così frequenti.

Per quanto riguarda gli antivirus, più di uno su tre (35%) non ne usa sul proprio smartphone e il 30% ritiene che i telefonini non ne abbiano bisogno. Eppure il 66% dice di aver avuto almeno una minaccia informatica su quello stesso cellulare negli ultimi 12 mesi.

Il sondaggio copre anche l’uso degli smartphone e degli altri dispositivi digitali connessi da parte dei bambini (36% è senza supervisione) e molti altri aspetti della vita digitale.

Nel comunicato stampa sono disponibili anche i dati riferiti all’Italia. Qualche esempio: le piattaforme maggiormente utilizzate sono WhatsApp e Facebook (nessuna sorpresa); fra i 18 e 24 anni spadroneggiano Instagram e TikTok, nella fascia 25-34 si usano maggiormente Instagram e Netflix, e dai 45 ai 65 anni prevalgono Gmail e Facebook. Gli smartphone più diffusi sono gli Android. Un quarto degli utenti non usa un antivirus sul proprio dispositivo mobile; un quinto abbondante (23%) usa una password semplice per gli account online mentre il 22% usa una password semplice o non ha affatto una password.

Il sito che sa che cosa hai scaricato

C’è un sito, I Know What You Download (letteralmente “so cosa scarichi”), che dice di essere in grado di rivelare che cosa è stato scaricato tramite Bittorrent da chi lo visita.

La cosa è piuttosto inquietante, ma i suoi risultati basati sugli indirizzi IP non vanno presi per oro colato: infatti se da un lato è vero che uno scaricamento fatto con il protocollo Bittorrent è facilmente monitorabile e quindi non va considerato privato, va ricordato che gli indirizzi IP vengono assegnati agli utenti quasi sempre in modo temporaneo, per cui l’indirizzo IP che avete adesso può essere stato assegnato a qualcun altro ieri e I Know What You Download vi potrebbe mostrare cosa ha scaricato quel qualcun altro anziché voi.

La schermata qui sopra, per esempio, è tratta da un mio computer e mi dice che io avrei scaricato The Matrix Reloaded e The Matrix Revolutions il 4 ottobre scorso. Decisamente non l’ho fatto, visto che uso rarissimamente il protocollo Torrent e quei due film li ho già.

Il sito offre un altro servizio interessante: la creazione di un link breve che permette di scoprire cosa ha scaricato qualcun altro (perlomeno secondo quanto risulta al sito). Per provarlo, scegliete un sito innocuo (un post sui social network, una pagina di Wikipedia) e immettete il suo link nella sezione apposita di I Know What You Download:otterrete in risposta un link breve da mandare all’utente che volete sorvegliare. Il link è del tipo https://ikwyd.com/r/4Do1.  

Quando l’utente-bersaglio cliccherà sul link che gli avete inviato, vedrà il sito innocuo che gli avete scelto, ma IKWYD saprà qual è il suo indirizzo IP ed elencherà a voi eventuali scaricamenti Torrent effettuati da quell’indirizzo IP. Anche qui i risultati vanno letti con un pizzico di cautela.

Come uscire dai social network e salvare i propri dati

Ultimo aggiornamento: 2021/10/18 17:30.

Si parla molto, ultimamente, di lasciare i social network: troppo ficcanaso e troppo tossici nel loro favorire l’odio, la lite e l’aggressività. Se per caso state meditando di chiudere un account social ma non volete perdere tutte le foto e i contatti che vi avete accumulato, Intego ha pubblicato un articolo molto dettagliato che spiega come fare per Facebook, Instagram, Twitter, YouTube, WhatsApp, TikTok e molti altri. Questa è una sua sintesi con i link essenziali.

Facebook. Si può disattivare temporaneamente l’account oppure eliminarlo definitivamente e si può scaricare una copia di tutti i propri dati. Per riattivare un account disattivato basta rientrare nell’account. Se si elimina un account, ci sono 30 giorni di tempo per ripristinarlo.

YouTube. YouTube fa parte di Google, per cui l’account YouTube è legato all’account Google. Per eliminare il proprio account YouTube occorre quindi eliminare il proprio account Google, ma attenzione, perché eliminare un account Google significa perdere anche Gmail, Google Drive e molti altri servizi. Però si può eliminare un canale YouTube lasciando intatto tutto il resto. Non c’è modo di fare una disattivazione temporanea; si può scaricare una copia dei propri dati andando a takeout.google.com.

WhatsApp. Si può eliminare l’account ma non è prevista la disattivazione temporanea. I dati possono essere scaricati tramite un backup.

Instagram. Qui è permessa la disattivazione temporanea e si può scaricare una copia dei propri dati prima di eliminare l’account (cosa che non si può fare nei menu dell’app). 

TikTok. La disattivazione temporanea non è prevista; si può eliminare l’account scegliendo la gestione account dal menu che compare cliccando sulle tre barrette orizzontali in alto a destra. Per scaricare i propri dati può essere necessario aspettare fino a 30 giorni.

SnapChat. Eliminare definitivamente un account SnapChat è facile; per disattivarlo temporaneamente (per 30 giorni) basta chiederne l’eliminazione e poi rientrare nell’account prima che siano trascorsi 30 giorni. Non sembra esserci un modo per scaricare i propri dati.

Twitter. Si può chiedere la disattivazione per un periodo di 30 giorni; se non si accede all’account per tutto questo periodo, l’account viene eliminato. Si può scaricare una copia dei propri dati.

LinkedIn. Scaricare una copia dei dati è semplice; disattivare temporaneamente non è previsto, ma si può eliminare il proprio account, con 14 giorni di tempo per eventuali ripensamenti. 

Tumblr. È possibile scaricare una copia dei propri dati seguendo queste istruzioni; l’eliminazione di un account è spiegata qui ed è definitiva (nessun periodo di ripensamento) ed eseguibile solo tramite browser (non dall’app).

2021/10/13

Ci vediamo stasera a Locarno per parlare di home working e sicurezza informatica?

Ultimo aggiornamento: 2021/10/13 14:25.

Oggi alle 18.45 a Locarno sarò relatore a un incontro divulgativo dedicato alla sicurezza informatica per le piccole e medie imprese e i professionisti, con un taglio specifico per i cambiamenti prodotti dal lavoro a distanza in tempi di pandemia.

L’appuntamento, presso la Corte della Sopracenerina, è aperto al pubblico, che dovrà presentare un certificato Covid (il cosiddetto green pass).

Che io sappia, non è prevista la possibilità di uno streaming o di una registrazione diffusa in differita.

Le prenotazioni sono già chiuse, ma se siete da quelle parti appena prima dell’orario di inizio o dopo il termine (20.15), possiamo salutarci fuori!

Farò un volo in mongolfiera: che esperimenti posso fare?

Come avrete intuito dal mio silenzio, il mio tentativo di aggiudicarmi un volo intorno alla Luna è terminato dopo aver passato la prima selezione ma non le successive (i selezionati, che io sappia, non sono ancora stati annunciati). 

In compenso mi accingo a una forma di volo suborbitale che non ho mai avuto il piacere di assaporare: un’ascensione in mongolfiera, che dovrebbe svolgersi (meteo permettendo) il 13 novembre prossimo.

Il volo è un regalo della Dama del Maniero insieme ad amici, familiari e parenti, per il mio compleanno. Durerà un’ora e mezza, superando la frontiera fra l’Italia e la Svizzera, e avrò occasione di partecipare alle operazioni di gonfiaggio pre-volo e piegatura post-volo. Non so quale quota raggiungeremo.

Ho intenzione di godermi appieno la vista e il silenzio di questo mezzo di trasporto così antico e magico, ma se vi viene in mente qualche esperimento semplice che posso fare durante l’escursione, segnalatemelo nei commenti! Per ora mi sono venuti in mente questi, che sto integrando con i vostri suggerimenti:

  • Geolocalizzazione in tempo reale tramite Glympse o simili (a proposito, conoscete qualche app che salva le localizzazioni anche in altitudine, in 3D?)
  • Lancio di aeroplanino di carta o coriandoli (se permesso)
  • Foto del Maniero Digitale e di altri luoghi interessanti
  • Foto stereoscopiche a base molto larga
  • Suono: verificare l’assenza di echi e i rumori che provengono dalle attività umane
  • Qualcosa con segnali radio o cellulari? Fino a che quota "prende" il telefonino?
  • Qualche esperimento di fisiologia, visto il cambio di quota abbastanza repentino e significativo? 
  • Variazione di pressione documentata tramite un palloncino inizialmente semisgonfio
  • Rilevamento della qualità dell’aria

Tenete presente che sono esclusi droni e dispositivi pesanti, ingombranti o che richiedano gestione continua. Avrò con me una GoPro e forse un piccolo selfie-stick e posso coordinarmi con qualcuno a terra.