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Ci vediamo il 23 sera a Macerata?

Il 23 giugno, come preannunciato nel mio calendario pubblico, sarò a Macerata per il Festival dell’Astronomia. Alle 22.15 sarò in piazza Cesare Battisti per parlare di tesi di complotto intorno agli sbarchi sulla Luna. L’appuntamento era pianificato da tempo, ma queste tesi sono diventate ancor più di attualità dopo le recenti dichiarazioni di Carlo Sibilia, sottosegretario dell’Interno del governo italiano, secondo il quale gli allunaggi sarebbero stati una “farsa” e sarebbero un evento “controverso”.

Sarà un’occasione non solo per chiarire dubbi ma anche per mostrare immagini rare e raccontare aspetti poco conosciuti, curiosi, divertenti ed emozionanti delle missioni spaziali storiche.

Porterò con me le ultime copie cartacee del mio libro sull’argomento, Luna? Sì, ci siamo andati!

Per maggiori informazioni, visitate il sito del Festival, Galassica.it, dove trovate il programma completo.
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Podcast del Disinformatico del 2018/06/22

È disponibile per lo scaricamento il podcast della puntata di oggi (22 giugno) del Disinformatico della Radiotelevisione Svizzera.

Tutti i podcast (audio) più recenti sono ascoltabili in streaming e scaricabili da questa pagina del sito della RSI; a volte c’è anche lo streaming video integrale, qui oppure presso www.rsi.ch/web/webradio. A 37 minuti circa mostro un paio dei miei cimeli lunari. Buon ascolto e buona visione!

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Perché PayPal mi dice che devo aggiornare il browser?

Se avete ricevuto una mail che sembra provenire da PayPal e vi avvisa che il browser che state usando “non è compatibile con i nostri standard di sicurezza e non sarà più supportato”, niente paura: stavolta non è un tentativo di truffa, e il link incluso nel messaggio porta davvero a una pagina di aiuto di PayPal e non a qualche sito di malfattori.

Il 30 giugno, infatti, verranno ritirati i vecchi protocolli di cifratura e sicurezza Transport Layer Security (TLS) e HTTP e verranno supportate solo le versioni dalla 1.2 e 1.1 in su, rispettivamente. Quelle precedenti non sono più sicure e vanno sostituite con le versioni aggiornate in modo da poter continuare a fare acquisti online in modo protetto. PayPal ha già avvisato i siti di commercio elettronico che devono adeguarsi: dopo il 30 giugno i vecchi protocolli non funzioneranno più.

Noi utenti non dovremmo avere problemi se usiamo browser recenti. Se avete dubbi, consultate l’elenco di browser compatibili presso Salesforce oppure usate il test apposito di PayPal presso tlstest.paypal.com: se compare “PayPal_Connection_OK” siete a posto e non dovete fare nulla.
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Attenzione a chi offre Fortnite per Android: è una trappola

Non esiste ancora una versione ufficiale di Fortnite Battle Royale per dispositivi Android, e così i truffatori si sono scatenati a proporne finte “versioni craccate” o “anteprime” per gli smartphone di questo tipo. Non cascateci: sono trappole che possono costare moltissimo perché infettano i dispositivi e prelevano soldi dal conto prepagato o dall’abbonamento

Digitare fortnite in Google Play produce una schiera notevole di risultati: ma nessuno è della Epic Games.

Youtube è appestata da video che annunciano trucchi per avere Fortnite per Android, dicono che l’app è nel Play Store (falso) o che c’è una versione non ufficiale o un’APK scaricabile andando a un sito che non è il Play Store e abilitando l’opzione per installare app da fonti sconosciute. Non credeteci.

La società di sicurezza informatica Sophos ha provato a scaricare una di queste false app di Fortnite, pubblicizzata in uno dei tanti video presenti su Youtube, e ha scoperto che l’app contiene soltanto un gioco rudimentale ma soprattutto attiva l’invio di SMS a pagamento.

Queste immagini sono state raccolte dai ricercatori di Sophos:




Pazientate, insomma, oppure procuratevi un dispositivo che già supporta Fortnite (PC e Mac, Xbox, Playstation e iPhone/iPad), come descritto in questa pagina del sito ufficiale.
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Il lucchetto “smart” Tapplock è ancora più vulnerabile. E non è il solo

Ricordate la storia del lucchetto “smart” da cento dollari della Tapplock, che trasmette pubblicamente il proprio codice di sblocco? Già questo è un disastro informatico, ma c’è di peggio: è emerso che il sito Web attraverso il quale si gestiscono questi lucchetti, se interrogato con un semplice comando, rivelava non solo tutti i dati necessari per calcolare il codice di sblocco ma anche la localizzazione di ogni singolo lucchetto Tapplock.

La falla è stata risolta, ma la figuraccia no.

Un’altra azienda, della quale non è stato rivelato il nome, ha fatto ancora di peggio. Ha mandato uno dei suoi lucchetti smart a LockPickingLawyer, un esperto di sicurezza fisica, e quando lui ha fatto notare che il lucchetto era apribile semplicemente svitando tre viti, ha risposto che “il lucchetto è invincibile per chi non ha un cacciavite”:


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