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2020/05/30

Video: “Allunaggio: guida scientifica anti-complotto”, le prime due puntate

Ogni tanto qualche lunacomplottista mi rimbrotta chiedendomi quali siano le mie credenziali accademiche, per parlare di spazio e astronautica con autorevolezza. Io rispondo sempre che io non sono nessuno: ma quello che dico è quello che dicono gli esperti del settore.

Ora il debunking delle tesi di complotto sugli allunaggi lo fanno un cosmologo e un astrofisico. Così cade anche questa obiezione degli ottusangoli.

"Allunaggio: guida scientifica anti-complotto" è una collaborazione tra Melody On Time e l’Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma Valle d'Aosta. In video ci sono l'astrofisico Matteo Benedetto e il cosmologo Lorenzo Pizzuti, con la supervisione del ricercatore Andrea Bernagozzi.

Queste sono le prime due puntate. Se vi piacciono, mettete loro un like e iscrivetevi al canale YouTube.



2020/05/29

Avventurette in auto elettrica: non ho più un’auto a carburante

Il 26 maggio scorso ho fatto rifornimento di carburante a un’auto di mia proprietà per l’ultima volta. Di ritorno da un viaggio di famiglia a La-Chaux-de-Fonds, in Svizzera, ho scattato questa foto ricordo di una tappa simbolica importante nel mio percorso di abbandono dell’auto a carburante per passare completamente all’auto elettrica. Ora capirete perché non faccio mai selfie :-)

A causa della pandemia e per varie altre ragioni di lavoro e di famiglia, questo viaggio è stato il primo significativo che ho fatto con quest’auto da febbraio 2020 (anzi, è stato il primo con qualunque veicolo da allora). Si tratta di una Opel Mokka 1.4 con cambio automatico, affettuosamente soprannominata Petula per via dei suoi cicalini continui e petulanti, acquistata quattro anni fa per iniziare la transizione alla guida assistita e senza cambio. Ho quindi deciso di venderla privatamente tramite il Touring Club Svizzero, che ha un servizio di vendita molto interessante: si occupano loro di tutto.

Non ho ancora deciso se e come sostituirla, ma di certo la vendo e non avrò mai più un’auto a carburante fossile. Prenderò una decisione finale tra pochi giorni, dopo un’ultima serie di prove delle possibili candidate elettriche. Per ora resto con la mia piccola iOn elettrica come unico veicolo. Non c’è fretta: tanto per ora non si va lontano, purtroppo.

In quattro anni, dal 10 giugno 2016, ho fatto con Petula 89.491 chilometri e speso 9892,52 CHF per 6440 litri di benzina, per un costo al km di 0,111 CHF/km e un consumo effettivo di 13,85 km/litro. Ho inoltre speso 2406.35 CHF in manutenzione (cambi gomme, tagliandi, cambi olio).

Oggi (29 maggio) ho consegnato la Mokka al TCS per la messa in vendita. Per la prima volta da quando sono diventato maggiorenne, non ho più un’auto a carburante. Fa un effetto strano. Dopo due anni di esperimenti con la piccola iOn, mi sento pronto ad affrontare questa nuova tappa di un percorso iniziato nel 2015 con una pazzia che mi ha fatto innamorare.

Il dado è tratto: d’ora in poi, solo auto elettriche. Troppo divertenti, scattanti, silenziose, economiche e dannatamente pratiche. Non è una scelta adatta a tutti, ma per il mio caso credo proprio di sì. Spero di non sbagliarmi.

La mia ultima auto a pistoni.

Goodbye, Petula. Sei stata una brava auto.



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Puntata del Disinformatico RSI del 2020/05/29

È disponibile la puntata di stamattina del Disinformatico della Radiotelevisione Svizzera, condotta da me insieme a Tiki. Da oggi torna lo streaming video.

Podcast solo audio: link diretto alla puntata.

Argomenti trattati:

Podcast audio precedenti: archivio sul sito RSI, archivio su iTunes e archivio su TuneIn, archivio su Spotify.

App RSI (iOS/Android): qui.

Video (con musica): lo troverete a breve nell’archivio.

Archivio dei video precedenti: La radio da guardare sul sito della RSI.

Buona visione e buon ascolto!


Giochini nascosti nei browser

Se volete divertirvi a sorprendere i vostri amici o colleghi con la profondità del vostro sapere informatico o semplicemente intrattenere i vostri figli con un videogioco a sorpresa, Lifehacker ha pubblicato una serie di easter egg, ossia di chicche nascoste nei programmi che utilizziamo comunemente e in particolare nei browser dei nostri computer.

In Google Chrome, per esempio, potete digitare chrome://dino: comparirà il consueto messaggio d’errore con icona di dinosauro che compare quando non c‘è connessione a Internet, anche se in realtà la connessione c’è. Se premete la barra spaziatrice, partirà un giochino: il dinosauro si metterà a correre e dovrete premere la barra spaziatrice per fargli saltare i cactus e accumulare punti.

Se usate Mozilla Firefox potete invece fare clic destro sulla barra strumenti, scegliere Personalizza e trascinare tutte le icone (tranne lo spazio flessibile) al menu Extra come mostrato qui sotto: vedrete comparire un pulsante con una piccolissima icona di unicorno in basso.


Se cliccate sul pulsante con l’icona dell’unicorno, potrete giocare a una bizzarra variante del classico gioco Pong: l’icona dello spazio flessibile in alto diventa la vostra “racchetta”, da spostare usando i tasti freccia orizzontali, e al posto della pallina farete rimbalzare degli unicorni. Non chiedetemi perché.

Per Microsoft Edge, invece, basta digitare edge://surf nella versione più aggiornata e potrete fare surf usando i tasti freccia orizzontali per spostarvi e il tasto freccia giù per accelerare. Se riuscite a raccattare un fulmine verde, potrete anche premere il tasto F per accelerare. Buon divertimento!

5GBioshield: il dispositivo da 380 euro che promette protezione contro il 5G è una chiavetta da 5 euro con un adesivo

La storia si ripete. Quando fu introdotta la telefonia mobile, spuntarono come funghi presunti dispositivi di “protezione” contro gli altrettanto presunti effetti nocivi. Ve la ricordate la “coccinella antiradiazioni universale”, che in realtà non assorbiva affatto le radiazioni dei telefonini e fu quindi condannata per pubblicità ingannevole? Era dicembre del 2000, ricorda Maxkava.

Sono passati vent’anni, la tecnologia è cambiata, ci siamo tutti abituati a usare la telefonia mobile ma i venditori di finti rimedi continuano a inventarsi nuove trovate.

Le preoccupazioni per l’introduzione della telefonia mobile 5G espresse da alcune persone (ma non dagli esperti del settore) hanno ispirato i venditori di 5GBioshield, che propongono un dispositivo che “fornisce protezione alla tua casa e alla tua famiglia grazie a un catalizzatore a nano-strati olografici indossabili... grazie a un processo di oscillazione quantistica... bilancia e riarmonizza le frequenze disturbanti che emergono dalla nebbia elettrica indotta da dispositivi come laptop, telefoni cordless, wi-fi, tablet, eccetera”.

La descrizione è pura fuffa pseudoscientifica, mentre il prezzo di questo prodigioso apparecchio è da fantascienza: ben 380 euro.

Gli esperti di Pen Test Partners ne hanno acquistato uno e hanno scoperto che si tratta semplicemente di una chiavetta USB da 128 megabyte (non giga; mega) dotata di un comune adesivo. Un oggetto che non solo non ha alcuna funzione protettiva, ma costa al massimo cinque euro.

I venditori dicono di avere “ricerche” che confermano l’efficacia del loro prodotto, ma non hanno detto quali. La vendita dell’oggetto è stata bloccata nel Regno Unito dalle autorità di difesa dei consumatori.

Questo non ha impedito ai membri di alcuni movimenti anti-5G di lodare le doti di questo dispositivo, per esempio in questo rapporto del comitato consultivo del consiglio comunale di  Glastonbury, sempre nel Regno Unito, uscito prima del blocco delle vendite. Uno degli acquirenti dice che ora che l’ha acquistato dorme meglio e sogna di più. Probabilmente dormono meglio anche gli inventori di quest’oggetto, sognando il proprio conto in banca sul quale si accumulano i soldi di chi crede alle loro parole prive di fondamento.


Fonte aggiuntiva: Butac.it.

EasyJet annuncia un “incidente di sicurezza informatica”: cosa fare?

Sono arrivate tante segnalazioni a proposito delle mail, ricevute da clienti EasyJet, nelle quali la compagnia aerea annuncia di aver subìto un “incidente di sicurezza informatica” che ha coinvolto circa nove milioni di clienti, di cui 480.000 in Svizzera.

La mail proviene effettivamente da Easyjet e include un link personalizzato che porta a una pagina del sito della compagnia aerea che contiene le stesse informazioni.

Il testo è piuttosto rassicurante e solitamente dice che “I dati del tuo passaporto e carta di credito non sono stati coinvoli [sic], ma sono state consultate informazioni del luogo di partenza, la destinazione di viaggio, la data di partenza, il numero di riferimento della prenotazione, la data di prenotazione e il valore della prenotazione.”

Ma il testo non è uguale per tutti: se l’avete ricevuto, leggetelo attentamente, perché l’esperto di sicurezza informatica Graham Cluley segnala che alcuni clienti hanno ricevuto una variante della mail che dice chiaramente che sono stati trafugati anche “dettagli di carte di credito (compresa la scadenza e il CVV)”. Se è questa la vostra versione, vi conviene far bloccare subito la carta di credito che avete usato e che è indicata nella mail.

Un altro aspetto interessante è che la fuga di dati è stata annunciata il 19 maggio, ma non viene precisato il momento in cui è avvenuto effettivamente l’attacco, che a quanto pare risale a un paio di mesi prima: chi ha ricevuto la mail con l’allerta riguardante la carta di credito l’ha infatti vista comparire nella propria casella di posta a fine marzo.

Ma come è possibile che EasyJet si sia fatta rubare i CVV? Questi dati normalmente non vengono conservati dai negozi online, e quindi è molto strano che la compagnia parli di trafugamento di questi codici di autorizzazione. L’ipotesi più probabile è che il sito di Easyjet sia stato attaccato e alterato in modo da installarvi un software (per esempio Magecart) che intercettava i dati di pagamento durante le prenotazioni. Non sarebbe la prima volta: la stessa cosa è successa a British Airways a ottobre 2018.

Comunque stiano le cose, resta valido il consiglio della compagnia aerea di fare molta attenzione a possibili tentativi di furto di password o dati personali da parte di truffatori che si spacciano per EasyJet via mail o per telefono. Conoscendo la spavalderia dei criminali, è probabile che tentino addirittura di presentarsi come addetti ai rimborsi e vi chiedano i dati della carta di credito per un presunto risarcimento. Non cascateci.

Pubblico virtuale per gli stadi, grazie a un’app

Ci vorrà ancora parecchio tempo prima che gli eventi sportivi possano avere di nuovo un pubblico fitto, e alle squadre non piace certo disputare partite o gare senza sentire l’incoraggiamento della folla. Ma la tecnologia sta provando a metterci una pezza: Yamaha ha annunciato Remote Cheerer, un’app che consente ai tifosi di trasmettere le proprie espressioni di sostegno o contestazione direttamente da casa facendole riecheggiare nell’impianto sportivo come se fossero lì.

Durante una prova generale del sistema, allo stadio giapponese Shizuoka da 50.000 posti sono stati piazzati 58 altoparlanti, che hanno diffuso le reazioni dei tifosi partecipanti all’esperimento. Non solo applausi e fischi, ma anche cori da stadio delle singole squadre, provenienti dalle varie zone dello stadio nelle quali normalmente sarebbero seduti i vari sostenitori.

Pandemia a parte, questa applicazione consente anche la partecipazione di chi non può recarsi materialmente all’evento per qualunque altra ragione più convenzionale, dalla distanza al ricovero in ospedale agli impegni di famiglia o di lavoro.


Aggiornamenti da fare e da NON fare: MacOS, Safari, Windows 10

Conviene aspettare.
Mi capita spesso di segnalare la necessità di fare aggiornamenti di sicurezza ad applicazioni e sistemi operativi. Mi capita meno spesso di dover segnalare di non fare uno di questi aggiornamenti.

Se siete utenti MacOS, l’aggiornamento è da fare per adottare la versione 10.15.5 (Catalina) ma anche per le versioni precedenti (10.14 Mojave e 10.13 High Sierra). Serve a correggere 46 falle importanti del sistema operativo (una si attiva semplicemente aprendo un documento PDF).

In più ci sono nove correzioni per Safari: molte delle falle corrette consentivano di prendere il controllo almeno parziale del Mac semplicemente visitando una pagina Web appositamente confezionata.

Ci sono anche varie migliorie generali in MacOS, in particolare nella gestione della batteria, che può ora essere caricata automaticamente a meno del livello massimo: questo accorcia l’autonomia consentita dalla singola carica, ma fa durare più a lungo negli anni la batteria.

Se invece siete utenti Windows, in particolare di Windows 10, aspettate a fare l’aggiornamento massiccio denominato 20H1 o 2004 o semplicemente “quello di maggio 2020”, perché c’è almeno una decina di potenziali problemi che possono verificarsi durante l’aggiornamento. Microsoft stessa raccomanda di lasciare che sia Windows stesso a proporvi di aggiornarsi, senza forzare l’aggiornamento. Bisogna infatti aspettare che i produttori di vari componenti (in particolare schede audio o schede grafiche) aggiornino i propri driver.

Come sempre, non dimenticate di fare una copia dei vostri dati prima di avviare qualunque aggiornamento importante.


Fonti aggiuntive: The Register, Ars Technica, Punto Informatico, Zeus News.

2020/05/28

App Immuni, aspetti tecnici e giuridici aggiornati

Dopo questo mio primo articolo/video su Immuni, torno a parlare di quest’app con alcuni aggiornamenti in questo video della conferenza tenuta online grazie alla Fondazione UPAD e al Movimento Universitario Altoatesino insieme al consulente su privacy e GDPR Patrick Lazzarotto, con la moderazione di Pietro Calò, membro del Senatus della Fondazione.

2020/05/26

App anti-coronavirus svizzera disponibile subito in anteprima

SwissCovid, l’app svizzera di aiuto alla gestione della pandemia da coronavirus, è disponibile subito in versione di anteprima qui sul Google Play Store. La versione iOS non è ancora disponibile nell’App Store di Apple.

La Svizzera diventa così il primo paese al mondo a usare un’app di tracciamento di prossimità basata sul supporto software sviluppato appositamente da Apple e Google.

Ne ho descritto le caratteristiche, i criteri e il funzionamento generale in questo articolo e in questo: vi consiglio di leggerli perché contengono già le risposte alle domande più frequenti, così eviterete di rifarle.

Ieri (25 maggio) è scattata la fase di test pilota ufficiale dell’app. Dal 28 maggio dovrebbe essere disponibile a tutti il codice sorgente definitivo per un test pubblico di sicurezza.

Queste sono le schermate iniziali di installazione (in italiano perché l’app usa per default la lingua usata dal telefono dell’utente), in ordine di apparizione.

Si comincia con una serie di schermate introduttive:






Poi viene chiesto di ignorare l’ottimizzazione della batteria in modo da consentire all’app di essere sempre attiva, anche quando è in background. Questo fa aumentare il consumo della batteria “soltanto leggermente”.




Ho dato il mio consenso:



Poi l’app mi ha chiesto il permesso di attivare il tracciamento:



Ho accettato:



L’installazione finisce ringraziando (“Grazie che ci aiuti a proteggere te e gli altri”) e chiedendomi di avviare l’app.



Al primo avvio c’è una segnalazione d’errore: “non ci sono dati aggiornati”.



Dettagli sull’errore e info di contorno:



Pochi secondi dopo l’errore scompare e il tracciamento si attiva.



Il tracciamento è disattivabile in qualunque momento andando nella sezione Incontri:




Toccando la I cerchiata nella schermata iniziale si possono leggere queste info sull’app, su chi la pubblica e su chi l’ha realizzata, insieme al numero di versione.



Vi terrò aggiornati se ci saranno novità.


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