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2018/10/20

Puntata del Disinformatico RSI del 2018/10/19

È disponibile lo streaming audio e video della puntata del 19 ottobre scorso del Disinformatico della Radiotelevisione Svizzera.

La versione podcast solo audio (senza canzoni, circa 20 minuti) è scaricabile qui sul sito RSI (o direttamente qui) e disponibile qui su iTunes (per dispositivi compatibili) e tramite le app RSI (iOS/Android); la versione video (canzoni incluse, circa 60 minuti) è nella sezione La radio da guardare del sito della RSI ed è incorporata qui sotto. La mia piccola demo semiseria dell’emulatore del computer di bordo delle missioni Apollo è a 44:20 circa. Buona visione e buon ascolto!

2018/10/19

Scaricare una copia dei propri dati Apple

Da pochi giorni Apple ha attivato la possibilità di scaricare una copia di tutti i dati personali presenti in un account Apple andando presso Privacy.apple.com.

Ovviamente servono l’ID Apple dell’account e la relativa password, più eventualmente il codice di verifica che arriva sull’iPhone o iPad se è stata abilitata l’autenticazione a due fattori.

Si sceglie la voce Ottieni una copia dei dati. Questi dati possono includere, spiega Apple, calendari, foto o documenti e la cronologia degli acquisti e dell’uso delle app e molto altro ancora.

I dati non sono immediatamente scaricabili: la procedura, avvisa Apple, può richiedere fino a sette giorni.

Quando i dati saranno pronti si riceverà un avviso via mail. Se volete sapere a che punto è la richiesta, potete visitare privacy.apple.com/account.

Va sottolineato che questo servizio, se abusato da terzi, consente a questi terzi ficcanaso di scaricare tutti i dati personali di un utente semplicemente conoscendone l’ID Apple (spesso è l’indirizzo di mail) e la password (spesso uguale a quella usata in altri siti). I dati sono tanti e potenzialmente rivelatori, come indica questo elenco parziale:

  • Informazioni su uso delle app e attività come fogli di calcolo o file in formato JSON, CSV, XML o PDF
  • Documenti, foto e video nel formato originale
  • Contatti, calendari e segnalibri nei formati VCF, ICS e HTML
  • Attività App Store, iTunes Store, iBooks Store ed Apple Music
  • Informazioni sull’account ID Apple e sul dispositivo
  • Attività Apple Online Store e Apple Store
  • Cronologia interventi di supporto AppleCare, richieste di riparazione e altro
  • Attività Game Center
  • Elenco lettura e segnalibri iCloud
  • Calendari e promemoria iCloud
  • Contatti iCloud
  • File e documenti iCloud Drive
  • iCloud Mail
  • Note iCloud
  • Foto iCloud
  • Segnala un problema in Mappe
  • Iscrizioni a promozioni commerciali, download e altre attività
  • Altri dati

Conviene quindi cogliere l’occasione per attivare l’autenticazione a due fattori, che rende più difficile violare un account.

Il Security Checkup di Google

Se avete un account Google da molto tempo, probabilmente avete lasciato in giro impostazioni poco sicure e vecchi dispositivi che non usate più ma sui quali ci sono ancora le vostre credenziali di accesso.

Per aiutarvi a tenere traccia di questi dispositivi e della sicurezza generale del vostro account c’è una pagina apposita di Google, myaccount.google.com/security-checkup, dove potete vedere quali dispositivi sono autorizzati ma inutilizzati e quali app hanno accesso ai vostri dati.

Nel mio caso questo controllo mi ha ricordato che avevo abilitato Tunestotube ad accedere al mio account Youtube e che un paio di tablet abilitati erano ormai distrutti dal tempo e quindi li ho eliminati.

Anche se decidete di non eliminare nulla, questo controllo permette anche di sapere quanto tempo fa è avvenuto l‘accesso a Google di ciascun dispositivo autorizzato e quindi consente di tenere d’occhio eventuali abusi.

Limitare il tempo di gioco su iPhone, iPad e dispositivi Android

Credit: Google.
Qualunque videogiocatore, anche adulto, sa che mentre si gioca si perde completamente la cognizione del tempo. I genitori dei videogiocatori si trovano spesso obbligati a interrompere le sessioni di gioco dei figli, che non si accorgono del tempo che trascorrono incollati allo schermo di Fortnite e simili trascurando tutto il resto.

Per chi ha un iPhone o iPad recente e aggiornato ci sono per fortuna delle soluzioni integrate, come Tempo di Utilizzo (nella sezione Impostazioni), che permettono di definire una fascia oraria e un limite di tempo che valgono per tutti i giochi. Questa impostazione è bloccabile tramite un PIN e può anche essere estesa a tutti i dispositivi Apple di famiglia.

Tempo di utilizzo ha anche il grosso vantaggio di registrare quanto tempo viene speso in ogni app, in modo da dimostrare ai figli che sono davvero passate quattro ore da quando hanno detto “smetto fra cinque minuti”. I figli si potranno rifare chiedendo ai genitori di far vedere quanto tempo hanno speso loro su Facebook e Whatsapp.

Il percorso è questo: si va nell’app Impostazioni, si sceglie Tempo di utilizzo - Utilizza codice “Tempo di utilizzo” e si imposta un PIN. In Pausa di utilizzo si può decidere di bloccare il dispositivo (salvo chiamate e app consentite) per la fascia oraria definita. In Limitazioni app si sceglie Aggiungi limitazione di utilizzo - Giochi - Aggiungi e si impostare il tempo giornaliero fisso oppure un tempo differente per ogni singolo giorno.

Per chi invece ha Android c’è invece la possibilità di installare l’app Google Family Link, che funziona in modo analogo, come descritto in dettaglio qui e qui sul sito di Google.

Risolvere gli addebiti indesiderati su Google Play

Pochi giorni fa un genitore mi ha contattato chiedendo aiuto per risolvere il guaio causato dal figlio minorenne, che ha fatto acquisti non autorizzati all’interno di giochi trovati su Google Play, spendendo circa 200 franchi tramite la carta di credito dei genitori.

Il primo passo, sorprendentemente, è non annullare subito la carta di credito usata per gli acquisti. La carta va lasciata temporaneamente attiva per poter ricevere il rimborso.

Il passo successivo è verificare se gli addebiti passano tramite Google: lo si vede facilmente nell’estratto conto della carta, dove questi addebiti saranno prefissati dalla parola “GOOGLE” seguita dal nome dello sviluppatore dell’app, come mostrato in questo esempio:

GOOGLE*Deemedya INC
GOOGLE*Hutch
GOOGLE*BearbitStudios
GOOGLE *FluffyFairyGam
GOOGLE*Mobirate
GOOGLE*Halfbrick
GOOGLE*MyA
GOOGLE*Noodlecake
Se gli addebiti non sono prefissati da “GOOGLE”, non sono stati fatti all’interno di Google Play e occorre trovare un’altra strada, che dipende dall’identità indicata sull’estratto conto della carta di credito.

Una volte acquisite queste informazioni si può chiedere appunto un rimborso nella maniera descritta qui nelle pagine di supporto di Google, alla voce “Richiedi un rimborso sul sito web Google Play”, che serve proprio per i casi nei quali gli addebiti non sono stati causati intenzionalmente da un truffatore esterno ma sono stati prodotti per errore da un minore in famiglia.

Potete monitorare lo stato del vostro reclamo in questa pagina.

Per evitare altri incidenti di questo genere, conviene poi andare nel proprio account Google Play e togliere i dati delle propria carta di credito, usando invece le apposite carte prepagate.