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2019/06/23

Cronache di Starmus: prologo

Ultimo aggiornamento: 2019/06/24 13:10.

Come preannunciato, sono a Zurigo per lo Starmus Festival (Starmus.com) per farne la cronaca per la Radiotelevisione Svizzera e anche per voi.

Con la Dama del Maniero e la nostra amica Elena, entrambe appassionate di scienza e musica, ho fatto un viaggio interamente elettrico: oltre al treno che ci ha portati da Lugano a qui, siamo partiti dal Maniero per raggiungere la stazione con una splendida Tesla Model 3 (grazie a Marco che ci ha portati).



Starmus non è ancora cominciato per il pubblico, ma gli addetti ai lavori si stanno già dando da fare. Chase Masterson, nota ai Trekker come Leeta di Star Trek: Deep Space Nine, è co-conduttrice di una delle serate-concerto e ha pubblicato questa chicca: Brian May che prova Who Wants to Live Forever insieme a Hans Zimmer (se la foto nel tweet non è più visibile, vuol dire che è stata rimossa da Chase).

Il primo appuntamento è per domani sera alle 19:30 alla Samsung Hall, dove ci sarà la cerimonia di consegna della Medaglia Stephen Hawking per la comunicazione scientifica, seguita dal concerto di Hans Zimmer “Once Upon a time on the Moon“ dedicato alle missioni Apollo e a chi le rese possibili. Gli ospiti del concerto includeranno Brian May, Rick Wakeman, Steve Vai, Kip Thorne e Paul Franklin. Il programma della serata è questo; quello generale è qui. Se l’emozione non mi paralizza, cercherò di fare una podcast-cronaca dell’evento. Intanto potete ascoltare il mio servizio per la RSI, con interventi di Brian May e Claude Nicollier, nel terzo blocco de Il Quinto Elemento, da 32:30.

Se vi sta venendo l’acquolina, siete ancora in tempo per partecipare (anche tramite Ticketcorner): non capiterà facilmente di ritrovare insieme così tanti artisti e astronauti. E se fate il conto di quanta gente straordinaria e quante conferenze vedrete anche con un biglietto giornaliero, non è più caro di tante partite o concerti di tutt’altro spessore.

23:15. Intanto è arrivato anche Buzz Aldrin, la cui presenza era stata annunciata a sorpresa di recente ma era ancora incerta, tanto che nel programma non ha ancora uno spazio tutto suo. E così due su tre degli astronauti di Apollo 11 sono qui. Il terzo, Neil Armstrong, purtroppo non è più con noi dal 2012.

23:40. Prima foto di Aldrin a Starmus:
In primo piano: a sinistra, Garik Israelian; a destra, Buzz Aldrin. Credit: David Eicher.


2019/06/24 11:30

A Starmus c'è Mission Moon 3D, il libro di foto 3D spaziali di Brian May, da sempre appassionato di stereoscopia. Ce l’ho, ed è splendido.




Intanto sono arrivati un po’ di astronauti:



Ecco la foto in dettaglio:
Al podio, Garik Israelian; da sinistra, Harrison Schmitt (Apollo 17), Charlie Duke (Apollo 16), Al Worden (Apollo 15), Buzz Aldrin (Apollo 11), Rusty Schweickart (Apollo 9), Walt Cunningham (Apollo 7).

A sinistra, gli artisti e gli scienziati. Credit: Rodri Van Click.

2019/06/21

“Moonscape” citato dall’Istituto Nazionale di Astrofisica

L’INAF ha segnalato il mio documentario libero e gratuito Moonscape, che ricostruisce i primi passi dell’umanità sulla Luna. Gli ha anche dedicato un video:



Queste sono soddisfazioni che nessun lunacomplottista avrà mai. Visto che Moonscape esiste grazie anche alle vostre donazioni e al vostro lavoro, datevi anche voi una pacca sulla spalla.

Puntata del Disinformatico RSI del 2019/06/21

È disponibile la puntata di oggi, 21 giugno, del Disinformatico della Radiotelevisione Svizzera, condotto da me insieme a Luca “Paltrax” Paltrinieri.

La versione podcast solo audio (circa 24 minuti) è scaricabile da questa sezione del sito RSI (link diretto alla puntata), qui su iTunes (per dispositivi compatibili) e tramite le app RSI (iOS/Android) o su TuneIn; la versione video (musica inclusa) sarà nella sezione La radio da guardare del sito della RSI ed è incorporata qui sotto.

Buona visione e buon ascolto!

Se il pornoricatto lo fa un avvocato

Il gattino serve solo per compensare
lo squallore di questa storia.
Ultimo aggiornamento: 2019/06/21 18:55. 

Ho già parlato in altre occasioni di pornoricatti: estorsioni basate sull’accusa inventata di detenere o guardare pornografia sui propri dispositivi.

Solitamente si tratta di bluff, ma da Minneapolis, negli Stati Uniti, arriva una variante sul tema particolarmente bizzarra.

Paul Hansmeier e il suo socio John Steele gestivano uno studio legale che si occupava di avviare cause legali contro chi diffondeva online film pornografici, coinvolgendo in particolare i provider Internet che consentivano questo smercio.

Lo studio legale ha svolto quest’attività per anni, almeno dal 2010, per conto delle case di produzione di questi film, e questo non è insolito. Ma le indagini hanno fatto emergere una situazione ben diversa da quella apparente: infatti i film venivano messi online proprio dallo studio legale in modo da avere il pretesto di fare causa ai provider.

Non è finita: alcuni dei film pornografici messi online venivano addirittura prodotti dallo stesso studio legale di Hansmeier e Steele.

Le richieste di risarcimento erano modeste, qualche migliaio di dollari ciascuna, per cui agli accusati conveniva pagare per chiudere la vertenza: una forma di ricatto piuttosto efficace, visto che con questo trucco i due soci dello studio legale avevano incassato circa sei milioni di dollari.

Ma la loro scorribanda informatico-legale è finita con il loro arresto nel 2016 e con una condanna a 14 anni di carcere per Paul Hansmeier. Steele, invece, si è dichiarato colpevole, ha raggiunto un accordo con il tribunale ed è in attesa di una condanna, probabilmente più mite perché ha collaborato con le autorità, come racconta Ars Technica.

Chicca finale: lo studio legale si chiamava Prenda Law. Chissà se i suoi fondatori sapevano cosa vuol dire in italiano quando hanno scelto questo nome.

Antibufala: usare tablet e smartphone causa corna

Spero di fare un po’ di prevenzione antibufala, così magari si evita che arrivi anche nei media di lingua italiana la “notizia” secondo la quale l’uso intensivo di smartphone e tablet, che inducono l’utente a tenere la testa chinata per lunghi periodi, starebbe inducendo la crescita di “corna”, o meglio di protuberanze ossee sulla nuca.

Tutto nasce da un articolo medico pubblicato nel 2018 su una rivista di settore e recentemente citato dalla BBC in un suo articolo dedicato allle trasformazioni dello scheletro indotte dallo stile di vita odierno.

L’articolo medico (Prominent exostosis projecting from the occipital squama more substantial and prevalent in young adult than older age groups, di David Shahar e Mark G. L. Sayers, in Nature Scientific Reports) si limita a notare di aver osservato, in un campione di pazienti australiani, una frequenza maggiore che in passato di formazione di piccole sporgenze ossee e ipotizza che il fenomeno possa essere dovuto alla posizione della testa assunta durante l’uso di dispositivi mobili.

Questa cautela non ha impedito titoli come “Studio: i telefoni forse causano la crescita di corna sui crani dei giovani” (Forbes) oppure “Sui crani dei giovani crescono corna. Ricerca suggerisce che sia colpa dell’uso di telefonini” (Washington Post). Ma lo stesso Forbes pubblica anche un approfondito debunking dell’articolo medico, notandone alcuni errori di metodo piuttosto fondamentali.

Io il debunking preventivo l’ho fatto. Ma temo che la tentazione di parlare di corna, con un doppio senso tutto italiano che non esiste in inglese, sarà irresistibile per molti giornalisti in cerca di clic facili.


Fonte aggiuntiva: The Register.