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Beppe Grillo e Biowashball, la palla (in tutti i sensi) magica

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2009/01/16.


Vignetta di Moise, pubblicata inizialmente su AFNews e ripubblicata qui per gentile concessione dell'autore.
Impazzano su Internet le segnalazioni della Biowashball, una pallina che promette lavaggi senza detersivo o quasi. Ne parla anche Beppe Grillo nei suoi spettacoli, come potete vedere in video Youtube come questo.

E' possibile che una palla di plastica contenente dei granelli ceramici possa "pulire la biancheria senza l’utilizzo di detersivi", come dice Biowashball.ch, uno dei vari siti ufficiali che promuovono il prodotto? Sarebbe una rivoluzione. Rivoluzione che sarebbe un danno enorme per le cattivissime multinazionali del detersivo. E così nasce, inevitabile, la teoria di complotto.

Provo a fare un po' di chiarezza presentando i dati che ho raccolto fin qui.

Per capire cosa c'è nell'oggetto potete dare un'occhiata a questo video che mostra una Biowashball che viene aperta.

Innanzi tutto, il principio di funzionamento: le spiegazioni fornite dai siti promotori suonano molto, molto sospette. Per esempio, come fa una pallina di plastica con dentro delle perline ceramiche a emettere "potenti raggi infrarossi"? Da qualche parte l'energia per emetterli deve arrivare. Da dove, visto che la pallina non ha batterie o altre fonti di energia? E come fanno i raggi infrarossi a disgregare "le molecole d'idrogeno dell'acqua per aumentare il movimento molecolare"?

Per prima cosa ho provato a girare informalmente queste e altre domande a Simone Angioni, dottore in chimica, citato con il suo permesso. Ecco le sue risposte altrettanto informali.

Può un oggetto di plastica e ceramica emettere raggi infrarossi, e per di più potenti? No, non può, se non per l'ovvia emissione che hanno tutti i corpi che emettono calore. Emettere infrarossi ad alta intensità richiederebbe una sorgente di energia continua.

Possono i raggi infrarossi scindere una molecola d'idrogeno? Possono farla bollire, se sono alla giusta intensità. In realtà non è ben chiaro cosa faccia la molecola dell'acqua sottoposta ad intensi campi elettromagnetici. Per ora non ci sono studi accertati che parlano di infrarosso in grado di scindere l'acqua. In ogni caso si tratterebbe di intensità enormi, non generabili senza le strumentazioni adatte.

Il sito Biowashball.ch dice che "la Biowashball elimina i composti cloridrici nell'acqua e diminuisce la sua pressione superficiale, aumentando così il suo potere pulente". Come fa una palla di plastica e ceramica ad eliminare i composti di cloro nell'acqua? Dove li nasconde? E cos'è la "pressione superficiale"? Esistono dei mezzi per eliminare il cloro dall'acqua, ma solo tramite l'uso di metalli o di particolari molecole organiche; non se ne vede, poi, lo scopo: i cloruri sono presenti dovunque, anche nell'acqua per la pasta. Al chimico non viene in mente nessun modo per poter tirare via il cloro con delle sfere di plastica e ceramica, ma finché non viene analizzata la Biowashball non si possono esprimere giudizi definitivi. La "pressione superficiale" non esiste. Sembra una brutta traduzione per indicare la tensione superficiale, che può essere effettivamente variata tramite i tensioattivi (presenti nei detersivi) per migliorare la miscibilità dell'acqua (o di altri liquidi) con altri solventi. Se la tensione superficiale diminuisce, aumenta il grado di "lavaggio" ovvero nel caso specifico l'acqua bagna e scioglie meglio le sostanze che normalmente non verrebbero sciolte. I tensioattivi sono il vero motivo per il quale i detersivi puliscono, il resto ha funzioni accessorie come antibatteriche, sbiancanti, eccetera.

Il sito Biowashball dice che "per preservarne l'efficacia, basta posizionare la Biowashball al sole per un'ora al mese, per rigenerarne le microsfere di ceramica." Ha senso esporre al sole delle microsfere ceramiche per "rigenerarle"? Che cosa vuol dire? Non vuol dire nulla. Il sole non può rigenerare nulla in questo contesto. Le sfere dovrebbero essere fotosensibili, quindi assorbire la luce e reagire in base ad essa ripristinando il sistema inizialmente presente e liberando tutte le "schifezze" assorbite. Insomma nulla si distrugge: anche ammettendo che il sole potesse rigenerare queste sfere (cosa che non fa) comunque butterebbe fuori in un colpo tutto quello assorbito durante il mese.

Le spiegazioni tecniche fornite dai siti ufficiali che promuovono la pallina, insomma, non reggono. I princìpi scientifici invocati e descritti da Biowashball non hanno assolutamente senso.

Un altro dubbio sulla serietà di questo prodotto è l'assenza, a quanto risulta fin qui, di un brevetto che ne tuteli il principio di funzionamento. Sui vari siti ufficiali non c'è alcuna indicazione di tutela brevettuale: ci sono soltanto alcuni "certificati" decisamente surreali. Eppure lo spot sul sito Biowashball.eu dice chiaramente che si tratta di un prodotto e di un principio brevettato. Così Il 17 novembre ho inviato una mail alla società che commercializza il prodotto in Svizzera (info@lfb.ch) e a quella che sembra essere la casa madre a Hong Kong (biz@biowashball.ch) chiedendo di fornirmi i numeri di riferimento dei brevetti che tutelerebbero l'invenzione. Finora non ho ottenuto risposta. Dov'è il brevetto?

C'è poi da chiedersi come mai il prodotto viene venduto dallo stesso genere di negozio che vende le "coccinelle" che dovrebbero bloccare le emissioni dei telefonini (ma se le bloccano, come fa il telefonino a funzionare?).

Il fatto che ne parli Beppe Grillo potrebbe essere considerato una garanzia di affidabilità: ma non sarebbe la prima volta che Grillo inciampa in bufale di questo genere. Qualcuno ricorderà la sua storia dei telefonini che cuocevano le uova, o la sua promozione delle teorie di complotto intorno all'11 settembre.

Queste sono le prime considerazioni di buon senso e di scienza. Ma c'è chi si è spinto molto più a fondo in questa faccenda.


Il test rigoroso del Salvagente


Il settimanale di difesa dei consumatori Il Salvagente ha effettuato recentemente un test comparativo: senza dare tutti i dettagli, che sono presenti nella rivista (immagine qui accanto), la Biowashball avrebbe la stessa efficacia dell'acqua pura o poco più.

Ne abbiamo parlato in diretta venerdì 28 novembre, nel mio programma Il Disinformatico sulla Rete Tre della radio svizzera di lingua italiana (RSI), con Giulio Meneghello, della redazione del Salvagente: ha detto che non c'è niente da fare, la pallina non funziona, neanche per azione meccanica e neanche se la si usa in combinazione con il detersivo per ridurre i dosaggi di prodotto.

A suo parere, gli aneddoti di successo nel lavaggio segnalati da vari utenti della Rete sarebbero dovuti al fatto poco conosciuto che l'acqua, anche da sola, ha comunque un buon effetto lavante. Anche gli esperti del Salvagente confermano che le spiegazioni fornite dai produttori sono senza senso dal punto di vista scientifico. Il suo consiglio, lapidario, è di usarla come giocattolo per gatti. Trovate l'intervista a Meneghello nell'archivio dei podcast del Disinformatico.

Allo stato dei fatti, insomma, per il momento i quasi quaranta euro del prezzo d'acquisto della Biowashball non sembrano giustificabili, e c'è il rischio serio che invece di ridurre l'inquinamento facendo a meno dei detersivi, fra qualche mese ci siano discariche piene di indistruttibili palline di plastica e ceramica, gettate dai consumatori che si sono arresi all'evidenza.

Di questi tempi, con i soldi che sono sempre meno, forse non è il caso di inseguire le promesse di chi fa offerte troppo belle per essere vere.


2008/11/28, sera: ne parla Mi Manda Raitre


Stroncatura cosmica. I test di laboratorio standard della rivista Il Salvagente e quelli artigianali fatti da Raitre hanno rivelato che lavare con acqua e Biowashball è come lavare con acqua e basta.

Il rappresentante svizzero della Biowashball si è difeso eludendo sistematicamente le domande precise del conduttore e accusando addirittura la scienza europea di non riconoscere quella orientale per via di un presunto complesso di superiorità occidentale. Come se gli ioni coreani fossero diversi da quelli italiani.

Poi ha detto che la Biowashball funziona perché dentro ci sono i batteri. E su come possa una palla di plastica con granelli di ceramica emettere raggi infrarossi, è stato più sfuggente di un'anguilla: il conduttore avrebbe dovuto insistere fino a farsi dare una risposta, perché l'elusione delle domande per cambiare discorso è un espediente classico usato dai ciarlatani per non fare ammissioni imbarazzanti.

Complimenti, comunque, a Raitre per un servizio ben strutturato, con il supporto amplissimo di tecnici specialisti di prim'ordine: è così che si fanno le indagini (interessante, fra l'altro il discorso sull'abrasione, per cui le microsfere dentro la palla si consumano; altro che rigenerarsi). Figuraccia totale, invece, per quello che adesso posso definire con serenità un venditore di palle.

Sarà interessante vedere cosa farà ora Beppe Grillo. Invocherà il complotto delle multinazionali e dei media asserviti al potere, oppure farà la persona seria e dirà "scusate, ho detto una ca**ata monumentale, vi rimborso di tasca mia per tutte le Biowashball che vi ho fatto comperare"?


2008/12/01: altri venditori di palle


I lettori segnalano rivenditori italiani (Ecowashball.it/Magicwashball.it) che promuovono la Biowashball citando Beppe Grillo come testimonial e vantando le origini svizzere del prodotto.

Emergono anche cloni della Biowashball, come la Magic Washing Ball, che vanta addirittura una certificazione TUV. Ma la "certificazione" non documenta l'efficacia lavante del prodotto: dice semplicemente che non contiene piombo, cadmio e mercurio. E' come pretendere di "certificare" che la bistecca è buona perché non contiene cartone. Siamo seri.


2008/12/02: Grillo teorizza il complotto


Nel suo blog del 2 dicembre 2008, Grillo scrive:

Hanno mobilitato la Rai, la rivista il Salvagente targata Coop (la Coop che ama i detersivi)... La società che la distribuisce in tutto il mondo in milioni di esemplari non ha processi in corso e in nessuno Stato dove è venduta la Biowashball (*) è stato chiesto il ritiro del prodotto... Io l'ho provata. La mia famiglia usa Biowashball da due mesi e anche le famiglie di alcuni miei amici. Per noi funziona... In Rete ci sono centinaia di testimonianze di utenti italiani soddisfatti. Dopo questa reazione dei media credo che sia ora di iniziare una battaglia contro i detersivi, uno degli strumenti di distruzione del pianeta, usati spesso senza necessità e quasi sempre in eccesso. Una battaglia difficile perché hanno i media (finanziati dalla loro pubblicità) come alleati.

Le evidenziazioni sono aggiunte da me.


2009/01/16: Se ne occupa la TV svizzera


La trasmissione Pattichiari ha svolto dei test sulla Biowashball, con risultati sconfortanti. La recensione dell'indagine è qui sul Disinformatico.
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pete.ivan@hotmail.com, allarme bufala

Antibufala: il “video di Bush” che vi infetta il computer


Segnalo l'ennesima variante del Bufalovirus mittensis: un falso allarme per un presunto mittente untore.

Di a tutti i tuoi contatti della tua lista, di non accettare il contatto pete.ivan@hotmail.com non è un video di Bush, è un hacker: formatta il computer, ti cancella i contatti e ti toglie la password alla posta elettronica. ATTENZIONE, se i tuoi contatti lo accettano, pure tu lo prenderai, così invia il messaggio urgentemente a tutti, questo è di molta importanza, semplicemente copia e incolla. URGENTISIMOOOOOOOOOOOO !!!PER FAVORE, FAI CIRCOLARE QUESTO AVVISO AI TUOI AMICI, FAMILIARI, CONTATTI!!!E' preferibile ricevere questo messaggio 25 volte che ricevere il virus e aprirlo.

Invito, anche se è inviato da un amico, non aprirlo e spegni subito il computer. E' il peggior virus annunciato dalla CNN. 'Un nuovo virus è stato scoperto recentemente ed è stato classificato da Microsoft come il virus più distruttivo che sia esistito. Questo virus distrugge semplicemente il Settore Zero del Hard Disk, dove le informazioni vitali della sua funzione vengono conservate.INVIA QUESTA E-MAIL A CHI CONOSCI. COPIA QUESTO TESTO E INVIALO A TUTTI I TUOI AMICI.RICORDA: SE LO INVII A LORO, CI BENEFICI A TUTTI. URGENTISIMOOOOOOOOOOOO

I dettagli sono nell'indagine antibufala generale sull'argomento, ma ripeto in sintesi: sono anni (in alcuni casi, almeno da dicembre 1994) che ogni tanto storie di questo tipo fanno capolino. La solfa è sempre la stessa: si tratta di messaggi che annunciano l'arrivo di un pericolosissimo virus riconoscibile dal titolo del messaggio o dal suo mittente.

A volte vengono citati nomi di aziende (Microsoft, IBM, CNN, AOL) per conferire apparente autorevolezza all'appello, e cambia il titolo che l'e-mail pericolosissimo dovrebbe avere, ma il principio è sempre lo stesso. Questi appelli sono l'equivalente Internet del grido “al lupo, al lupo”. Pertanto ignorateli e avvisate chi ve li manda che si tratta di bufale.

  • Non è dal titolo o dal mittente che si capisce se un e-mail è pericoloso o meno. Un e-mail infetto può avere qualunque titolo e qualunque mittente (anche quello citato nell'appello). Quindi appelli come questi sono del tutto inutili e fuorvianti, perché fanno pensare che soltanto e-mail con quel titolo o quel mittente siano pericolosi, creando una falsa sensazione di sicurezza.
  • In realtà tutti i messaggi che ricevete vanno considerati a rischio, a prescindere dal titolo e dal mittente, e anche se provengono (apparentemente) da persone che conoscete.
  • La difesa contro i virus non si basa sul nome del messaggio o sul suo mittente, ma su tecniche un po' meno superficiali. Per esempio, bisogna tenere costantemente aggiornato il proprio antivirus, eseguire sistematicamente gli aggiornamenti di sicurezza del proprio sistema operativo, usare programmi privi di vulnerabilità e non aprire mai gli allegati di qualsiasi provenienza (anche “fidata”) senza controllarli prima con un antivirus aggiornato (meglio comunque non aprirli se non sono strettamente indispensabili).
  • Questi allarmi sono falsi anche se li ricevete da persone di cui vi fidate. Ve li stanno mandando semplicemente perché a loro volta si sono fidati di chi li ha mandati a loro, e così via. Il fatto che siano “firmati” da qualcuno che conoscete non è affatto una garanzia di affidabilità.
  • Gli avvertimenti veri a proposito di virus includono sempre un riferimento a una pagina di documentazione di un sito di produttori di antivirus e offrono dettagli precisi sul funzionamento del virus (ad esempio quali sistemi operativi ne sono colpiti, come agisce).
  • Gli avvertimenti veri non contengono frasi ad effetto ma prive di qualsiasi significato tecnico come “virus di nuovissima generazione” o “qualcuno vi toglierà l'e-mail”.
  • Gli avvertimenti falsi, invece, non riportano mai una data, in modo da non scadere mai.
  • I tempi di reazione delle società produttrici di antivirus sono incredibilmente ristretti: quando esce un nuovo virus, l'aggiornamento dell'antivirus e la documentazione del virus sono disponibili sui loro siti nel giro di poche ore. Pertanto, se questi siti non parlano del virus citato nell'appello, l'appello è falso.


Vignetta di Moise, pubblicata inizialmente su AFNews,
ripubblicata qui per gentile concessione dell'autore.
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“Scie chimiche”, nuovo video, nuovo falso esilarante. La prova che dimostra il complotto: quello per gabbare i creduloni...

L'articolo è stato aggiornato e integrato dopo la pubblicazione iniziale. Vignetta di Moise, pubblicata inizialmente su AFNews e ripubblicata qui per gentile concessione dell'autore.

Mi sono sbagliato. Pensavo che lo sciachimismo non potesse arrivare a nuove e più alte vette d'ilarità, ma stavolta dal ridicolo si è arrivati al raggiro vero e proprio ai danni di chi, probabilmente in buona fede, ha creduto alle parole del principale sostenitore italiano della teoria delle scie chimiche e gli ha dato dei soldi.

Come raccontato in un articolo precedente, Rosario Marcianò alias Straker, il guru sciachimista in questione, ha indetto una colletta (immagine qui accanto) per acquistare un telemetro laser modello Newcon LRB 4000 CI al prezzo di ben 3799 euro.

Lo scopo dell'acquisto è misurare le quote di volo degli aerei che rilasciano scie che, secondo gli sciachimisti, non sono scie di condensazione ma sarebbero “scie chimiche”, perché verrebbero prodotte a quote bassissime, alle quali le scie di condensa (secondo loro) non si possono formare.

Il primo video pubblicato da Marcianò sembra mostrare misurazioni e riprese fatte con il telemetro in questione, ma salta fuori ben presto che si tratta di un falso, realizzato montando immagini del display del telemetro sopra un video ripreso con una normale videocamera. Indizio traditore: la ripresa fa una zoomata, ma il telemetro non ha uno zoom.

Marcianò, dopo lo sbufalamento, ammette questa manipolazione: “Al telemetro è stata abbinata la telecamera, montata in parallelo ed in seguito le immagini sono state sincronizzate. Le immagini non possono provenire direttamente dal telemetro. Il display viene ripreso da una piccola telecamera Wireless”. Il video che doveva rendere credibili le tesi sciachimiste si rivela invece una patacca. Ops.

Fine del riassunto della puntata precedente. E ora il seguito, che è frutto del lavoro di tanti lettori e amici, che ringrazio infinitamente: spero di citarli tutti correttamente.


Il secondo video sciachimista con il telemetro fasullo


Pochi giorni dopo la vicenda descritta qui sopra, Marcianò pubblica un secondo filmato, nel quale mostra quella che lui afferma essere una ripresa fatta stavolta con una sola telecamera: “The range finder proof (test two) using only one camera”, come è scritto nelle informazioni del video citato, di cui vedete qui accanto un fotogramma, con relativa didascalia scritta da Marcianò. Notate bene: Marcianò dice di aver usato una sola telecamera. Tenetelo a mente per dopo.

Anche qui Marcianò afferma di presentare una prova inconfutabile in favore delle “scie chimiche”: l'aereo ripreso sarebbe a 1858 metri di distanza, secondo quando indicato nel video, quindi a quota bassissima.

In realtà anche questo secondo video è falsificato, ma sulle prove di falsificazione tornerò fra un momento. Quello che è molto più significativo è che il video mostra una breve ripresa nella quale la telecamera si avvicina all'oculare del telemetro (poi c'è una dissolvenza, per cui non ci sono garanzie che la ripresa successiva sia fatta davvero attraverso quell'oculare). È significativo perché l'oculare non ha la forma di quello del modello di telemetro dichiarato da Marcianò.


L'aspetto che dovrebbe avere il telemetro e quello che si vede invece nel video

A sinistra vedete una foto di un telemetro Newcon LRB 4000 CI, quello che Marcianò dice di aver acquistato; a destra vedete un fotogramma tratto dal secondo video “telemetrico” di Marcianò (ringrazio Fozzillo per la segnalazione). La differenza di posizione dell'oculare, molto più esterno rispetto a quello mostrato nella foto a sinistra, è evidente. Come mai? Sembra che nel video Marcianò stia usando un modello di telemetro diverso da quello che ha dichiarato di aver acquistato tramite le donazioni dei suoi sostenitori.

C'è di più. Un'altra immagine nella quale Marcianò ha mostrato il telemetro che afferma di avere acquistato e usato per i video è questa (tratta da qui):


Notate niente di strano? Tanto per cominciare, il telemetro pesa 1,3 kg (secondo quanto indicato dal venditore) eppure produce soltanto un infossamento minimo del cuscino su cui è ritratto. Provate a prendere un oggetto compatto, da un chilo e tre etti, e metterlo su un cuscino. Noterete che il cuscino s'infossa. Nella foto pubblicata da Marcianò, invece, questo non avviene. Come mai? Cuscino di marmo?

C'è poi un altro particolare interessante di questa foto. Confrontiamola con la foto del telemetro che c'è sulla copertina del manuale, scaricabile da Internet (a destra).


Per una coincidenza davvero sorprendente, l'angolazione di ripresa e persino i riflessi sul corpo del telemetro corrispondono perfettamente. Cambia soltanto il riflesso sulle lenti, che curiosamente nella foto pubblicata da Marcianò somiglia molto all'effetto che si ottiene con il pennello eccessivamente sfumato in un programma di fotoritocco.

Non solo: mentre nella foto del catalogo le lenti riflettono vivacemente ciò che hanno davanti, nella foto di Marcianò le lenti riflettono, per così dire, il nero totale. Eppure da altre immagini del telemetro (come quella qui accanto) sappiamo che le lenti sono molto riflettenti. Che Marcianò le abbia puntate, per uno strano incidente del destino, contro un grande telone nero che tiene appeso in casa?

Nonostante ripetute richieste, finora Marcianò non ha fatto la cosa più semplice: non ha mostrato immagini inequivocabili che dimostrano che effettivamente possiede e usa questo benedetto telemetro laser da quasi quattromila euro. L'unica altra foto della sua attrezzatura è quella mostrata qui accanto, sulla quale il guru sciachimista, per motivi incomprensibili, ha applicato un retino e una tinta seppia che ne rende difficile l'interpretazione. Il telemetro sarebbe l'oggetto in basso; la parte in alto, con l'antenna, sarebbe la telecamera wireless citata prima. L'originale di quest'immagine è qui sul blog di Marcianò.

Sulla base di tutte queste considerazioni, ad alcuni è venuto il dubbio atroce ma comprensibile che le immagini mostrate qui sopra, e la reticenza di Marcianò nel documentare fotograficamente con chiarezza il suo possesso del telemetro laser, nascondano una buggeratura: qualcuno avrebbe falsificato queste immagini perché in realtà il telemetro in questione non è mai stato acquistato, e quindi non solo i video delle misurazioni sono tutti falsi, ma qualcuno si è intascato i soldi della colletta. I soldi dei fedelissimi di Marcianò, insomma.

Sono dubbi che Marcianò potrebbe appunto risolvere in un battibaleno con qualche foto nitida del telemetro in azione, nelle sue mani. Ma sentite invece come si giustifica Marcianò di fronte a questa (peraltro ragionevole) richiesta di prove fotografiche di possesso:

...non appena mi ripareranno la videocamera, mi farò immortalare con il telemetro NEWCON LR B 4000 CI Laser Range Finder.

Un'altra straordinaria coincidenza: proprio quando sarebbe risolutivo pubblicare qualche immagine del telemetro, la videocamera di Marcianò si guasta. Funziona benissimo finché ci sono da fare i video degli aerei chimici, ma poi sul più bello va in tilt.

Non solo: Marcianò parrebbe non avere nessun altro dispositivo in grado di fare foto. Anche la telecamera wireless mostrata prima avrebbe avuto un inopportuno mancamento. E non ci sarebbe a disposizione neppure un telefonino con fotocamera. Neppure quello di un amico. Neanche quello di un vicino di casa. O una vecchia Polaroid. Una vera sfortuna.


La fattura trasformista


Di fronte a questi misteri, persino alcuni sostenitori delle “scie chimiche” cominciano a porsi qualche domanda e fanno le pulci alla fattura d'acquisto pubblicata da Marcianò. Per esempio, rev.stone di Sciechimiche.org, uno che non è certo amico dei debunker, contatta il negozio indicato in fattura, gli manda uno screenshot del documento, e scopre che la fattura pubblicata da Marcianò è taroccata. Il negozio, infatti, dichiara, e rev.stone con correttezza riferisce:

The item on that screenshot is not the item that was ordered. There is model 4000 on screenshot, while the customer ordered model 2500. I have no idea why on the screenshot you provided a link to it has model 4000 in the order. I'm not saying it's definitely a fake screenshot, but it looks suspicious.

In altre parole, Marcianò ha detto a tutti di aver ordinato un telemetro modello 4000, al prezzo di 3799 euro, ma in realtà ha ordinato un telemetro modello 2500, che costa molto meno: da 1500 a 2350 dollari (ossia da 1160 a 1820 euro). E poi ha pubblicato una fattura truccata che mostra invece l'acquisto del modello 4000, ma non a 3799 euro, bensì a 3799 dollari. Perché?

L'intera questione della fattura di Marcianò e del suo taroccamento è ben documentata in due video di axlman (uno e due) e nelle schermate catturate da Ananka e Hanmar (una e due), che mostrano come la prima versione del taroccamento aveva addirittura i totali sbagliati, come si vede nel dettaglio qui accanto.

Naturalmente gli sciachimisti che si erano fidati del guru ci restano maluccio. Scrive il suddetto rev.stone (perdonate il suo turpiloquio):

andiamo ragazzi, con tutte le premesse del mondo, compreso il "fare squadra", non esiste che io qui ancora non abbia letto di nessuno che si sia INCAZZATO per come siamo stati presi per il culo da Straker.
ripeto, io continuo ad aspettarmi (e lo spero con tutto il cuore) un colpo di scena da rosario...o anche solo una bella smentita, ma a questo punto deve essere realmente convincente.
a questo punto deve essere sincero.
di puttanate se ne sono viste e sentite fin troppe!

e se è vero che lui con sciechimiche.org in realtà non c'entra più nulla, così come è vero che lui è UNO dei tanti ricercatori indipendenti (sebbene il più in vista), è pur vero che questa cosa che ha fatto, se rimane come sembra, è di una gravita assoluta per TUTTO l'ambiente sciachimista...
altro che "ha fatto una cazzata"...altro che "comunque vale più di voi"...come ho appena letto.

con questo episodio ha sputtanato grandemente anche il nostro lavoro e la nostra serietà, altro che cazzi.

personalmente, finchè non ci sarà un eventuale sviluppo, con tutto il dolore che mi costa, io prendo le distanze in modo pubblico da Straker e da quello che ha fatto.
mi sento preso per il culo. e di molto.

Persino alcuni individui funestati da fettasalamite acuta, insomma, cominciano ad aprire gli occhi: è già un timido passo avanti. Ma c'è di meglio, e ne parlerò fra un attimo. Prima chiudo la questione del telemetro.

L'ipotesi che Marcianò abbia acquistato un modello inferiore di telemetro rispetto a quanto da lui dichiarato, e che il modello sia il Newcon 2500, sembra confermata dal confronto fra l'unica immagine mostrata da Marcianò del telemetro in azione (nel secondo video) e un disegno del modello Newcon 2500 tratto dal suo manuale:



Noterete che il modello 2500 ha un oculare singolo, situato vicino al lato sinistro (per chi guarda attraverso il telemetro): esattamente come quello mostrato fugacemente da Marcianò nel suo secondo video.

È insomma emersa una rete di menzogne, taroccamenti e manipolazioni. Quale credibilità possa avere a questo punto Marcianò, anche per i sostenitori delle “scie chimiche” e per tutti coloro che l'hanno invitato a parlare in televisione e a varie conferenze, resta da vedere. Tutta questa storia viene documentata rigorosamente proprio per poterla rinfacciare ai vari Decollanz e Giacobbo che hanno dato credito mediatico a Rosario Marcianò, e per evitare che altri giornalisti facciano lo stesso errore.

Ma non è finita.


Il secondo video: Marcianò si è copiato addosso


Sembra comunque che Marcianò un telemetro di qualche genere ce l'abbia. Mettendo da parte (si fa per dire) il castello di frottole che Marcianò ha pubblicato fin qui, vediamo cosa c'è nel suo secondo video, che dovrebbe dimostrare più del precedente i persistenti sorvoli di Sanremo a bassa quota con rilascio di scie.

Va detto subito che il secondo video non è una sequenza unica: fra l'immagine dell'oculare e le immagini delle misurazioni c'è una dissolvenza che indica un lavoro di montaggio e invalida in partenza ogni pretesa di considerare il video come prova di ripresa attraverso il telemetro (di qualunque modello). Ma soprattutto, grazie all'eccezionale memoria visiva di Zer0, che ringrazio, emerge che il video è falsificato nella maniera più stupida: prendendo un vecchio filmato dello stesso Marcianò.

Questo è un fotogramma del video nel momento culminante della misurazione del volo “chimico” a quota impossibilmente bassa:


E questo è un fotogramma tratto da un altro video di Marcianò, pubblicato un mese fa, più precisamente il 29 ottobre 2008, quindi in epoca pre-telemetro:



Grazie alle riprese di axlman possiamo confrontare i due filmati (la parte interessante inizia al minuto 3:50):


Una somiglianza davvero impressionante, vero? Ma è più di una somiglianza. Infatti grazie all'ottimo lavoro di Scie-nziato è stato possibile sovrapporre il video nuovo di Marcianò e quello vecchio. Sono perfettamente identici, come potete vedere nella sovrapposizione qui sotto, in cui anche le oscillazioni dell'inquadratura sono identiche, tanto che le scie di condensazione rimangono allineate sia nella zona circolare (l'immagine originale del video “telemetrico” di Marcianò), sia nella zona nera (nella quale le scie provengono esclusivamente dal vecchio filmato):


In conclusione: neanche questo secondo video è stato ripreso attraverso l'oculare del telemetro, contrariamente a quanto affermato categoricamente da Marcianò. Questo video è dunque un falso.

Chi ancora crede che i leader sciachimisti siano in buona fede faccia le opportune riflessioni.


In conclusione: che tristezza


Le “scie chimiche” sono state sbufalate da una serie massiccia di risposte tecniche degli esperti; i sostenitori della loro esistenza si sono rivelati degli incompetenti o, peggio, dei falsari. Dello sciachimismo, a questo punto, non resta più niente.

E con questo spero di non dovermi più occupare di questa teoria idiota per un bel po'. Almeno fino alla prossima interrogazione parlamentare del genio di turno.


2008/11/28: Marcianò ammette di aver “giocato sporco”


Lo dice qui: “Mi spiace aver giocato sporco, ma il sacrificio varrà la pena. Giusto come dici tu, questo giochetto serve a snidare i finti paladini ed a sputtanare definitivamente i disinformatori”.

Una spiegazione che finisce per essere un vero autogol. Marcianò, infatti, afferma di aver fabbricato tutta la vicenda per tendere una trappola ai “finti paladini”. Una messinscena davvero complicata. Ma allora come faranno d'ora in poi i suoi seguaci a sapere quando sta fingendo e quando sta parlando sul serio?

Se le cose stanno come afferma Marcianò, a questo punto potrebbe benissimo mostrare il telemetro che dice di possedere. Come mai non lo fa? Se c'è ancora qualcuno che crede alla scusa delle telecamere tutte rotte, si accomodi. Io, invece, quasi quasi faccio un salto a Sanremo, a casa Marcianò, per farmelo mostrare. Se ce l'ha, non sarà un problema mostrarmelo. Se non me lo mostra, ognuno sarà libero di trarre le proprie conclusioni.


2008/12/03: Era tutto un piano astuto di Marcianò e i telemetri sono due


Oggi è comparso su Tankerenemy.com un lunghissimo delirio paranoico di Marcianò. La definizione non è esagerata: vengo accusato, insieme ad altri, addirittura di aver ordito intercettazioni telefoniche, tentato di violare account Internet, intercettato e-mail, fatto “telefonate minatorie anche nel pieno della notte”, arrecato “danni ai veicoli di proprietà” e pure di “pedinamento”. Io avrei anche delle “evidenti aderenze” presso la RAI e i suoi “amministratori conniventi” dei forum, ed avrei avuto accesso a “documentazione riservata alle sole autorità ben inserite nelle istituzioni”.

Il medico mi dice che io di “evidenti aderenze” proprio non ne ho; però m'è quasi venuta l'ernia a furia di ridere, vale lo stesso?

Infatti io e i miei Men in Black, stando a quanto scrive Marcianò, avremmo anche sabotato il suo acquisto del telemetro laser, ma lui sarebbe stato ancora più subdolo e, intuendo le nostre diaboliche intenzioni, ne avrebbe ordinati in segreto ben due, di modelli differenti, facendone intestare uno (quello caro) ad un conoscente. Certo, come no.

Avremmo, dice Marcianò, compiuto “un minuzioso lavoro di équipe. Ognuno di questi personaggi svolge il suo compito ed è per questo motivo che costoro possono essere definiti una squadra di disinformatori legati a frange oscure. Costoro periodicamente si scambiano informazioni con i vertici del C.I.C.A.P., con i militari, con i servizi segreti e con il "giornalista" (ricordate… ex DJ dalla carriera fulminante) Paolo Attivissimo, il coordinatore del gruppo”. Addirittura i servizi segreti.

Ma lui sarebbe stato ancora più furbo dei servizi segreti, usando esche mediatiche e così “portando alla luce (per chi vuol vedere oltre le apparenze) il coinvolgimento di zone d'ombra del nostro sistema Stato (i finti fruitori disinteressati del Web, paladini dell'”antibufala”, in realtà disinformatori legati a centri di potere strategici), uniti a doppio filo al "giornalista" Paolo Attivissimo nonché al C.I.C.A.P.”.

Siamo insomma alle frasi da megalomania terminale. Marcianò, pur di giustificarsi per le falsificazioni che ha pubblicato spacciandole per riprese autentiche, inventa una storia complicatissima e immagina di essere così importante da avere alle calcagna i servizi segreti e le immancabili “zone d'ombra del nostro sistema Stato”. Pensa addirittura che qualcuno si prenda la briga di intercettargli le telefonate e pedinarlo. Come sempre, per mostrare l'assurdità dello sciachimismo non c'è modo migliore che lasciar parlare uno sciachimista.

Marcianò sembra non aver considerato, nella sua fantasiosa narrazione, che se davvero fossimo collusi con i servizi segreti e le zone d'ombra eccetera, non saremmo così stupidi da farci beccare. Non saremmo così sciocchi da sabotare un telemetro, come afferma, e lasciare tracce evidenti della manipolazione: lo faremmo in modo invisibile. Più semplicemente, gli toglieremmo i video da Internet grazie agli “amministratori conniventi”.

Se per esempio volessimo pedinarlo, non manderemmo certo un agente con l'impermeabile alla Clouseau, ma useremmo una nano-RFID sottocutanea, di quelle disseminate appunto tramite le irrorazioni degli aerei: a qualcosa serviranno pure tutti quei sorvoli a bassa quota proprio di Sanremo, no? E naturalmente ne maschereremmo la presenza agli scanner, sfruttando per esempio una cicatrice preesistente e quel dolore ricorrente al ginocchio. È solo un esempio, s'intende.

Di presentare nuove prove filmate realizzate con uno o l'altro di questi fantomatici telemetri, invece, non se ne parla proprio: “Non mostreremo foto e non mostreremo filmati”, dice Marcianò. In tal caso, sarà molto difficile spiegare ai seguaci rimasti perché s'è fatta la colletta per un telemetro, anzi due, per poi non usarli e non mostrarne i risultati.

La puntata della telenovela è insomma deludente, prevedibile e priva di veri colpi di scena. Speriamo in meglio per la prossima.
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Grasso da liposuzione per sfamare il Terzo Mondo

Antibufala: biscotti olandesi fatti con il grasso della liposuzione


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "maurizio.bald****" e "luca.ca****" e grazie alla segnalazione di Luca F. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Sfamare il Terzo Mondo a costo zero? Facile: basta riciclare il grasso proveniente dalle liposuzioni dei ricconi del Primo Mondo. Così, perlomeno, sembra pensare il TGCom:

Un'azienda olandese ha trovato il modo per riciclare il grasso umano derivante dalla liposuzione: lo trasforma in alimenti che si esportano verso il terzo mondo. Lo dichiara Mieke Smits, fondatrice della Irfak, nella pagina internet della società...

...Per incrementare il numero dei donatori, poi, l'azienda ha bandito una riffa che assegna al vincitore una liposuzione gratis. Nel sito dell'azienda, l'imprenditrice spiega che l'azienda "ricicla grasso umano e lo trasforma in alimenti che si esportano verso il terzo mondo"...


Il TGCom pubblica la notizia come se fosse un fatto reale, senza alcun dubbio sulla sua plausibilità. Lo stesso fanno La Stampa (immagine qui accanto), Il Secolo XIX/Sole 24 Ore e tanti altri siti della Rete (per esempio Italianotizie, Paginemediche). La fonte originale sembra essere l'agenzia AGI, che ne parla qui.

Eppure un semplice controllo online, come quello che ha fatto stamattina il vostro blogger di campagna, rivela vari indizi che avrebbero dovuto far perlomeno riflettere una redazione giornalistica degna di questo nome (e dei relativi stipendi).

Basta infatti immettere in Google i nomi citati nella "notizia" per scoprire che la Irfak, descritta come "un'azienda olandese" dal TGcom, ha un sito Web piuttosto curioso. Non c'è un indirizzo postale, un numero di telefono. All'equivalente locale della Camera di Commercio c'è una voce dedicata alla Irfak che ne fornisce l'indirizzo (Grotestraat 52, 5931CW Tegelen) e, pagando, altre informazioni. Nessuna voce nelle Pagine Gialle olandesi. Strano, vero?

Anche la "clinica chirurgico-cosmetica "Van Gerven & Van Iersel" con la quale la Irfak collabora da due anni" sembra stranamente inesistente. Anche di quest'organizzazione non c'è traccia nelle Pagine Gialle olandesi. Una Googlata restituisce soltanto risultati che citano anche la Irfak. Anche questo è molto strano, vero? Eppure i segugi stipendiati della notizia sembrano aver omesso questo banale controllo.

Per contro, gli agenti del Disinformatico sul posto mi confermano che l'emittente olandese Netwerk esiste ed ha una buona reputazione. Si è occupata del caso Irfak in questo servizio e con questo articolo (entrambi sono in olandese), e sembra che anche quest'emittente, come buona parte della stampa e delle TV di altri paesi, ritenga attendibile tutta la storia.

Ma c'è un problemino: una Googlata del nome della "imprenditrice" rivela una pagina del sito Glocal Affairs, quella mostrata qui accanto, che cita la signora Smits e la Irfak in un elenco non di imprenditori, ma di artisti.

Cliccando su About nella pagina, salta fuori che Glocal Affairs è una manifestazione artistica che si tiene a Maastricht e in altre località dal 2 al 30 novembre.

Lascio al lettore il compito di arrivare alla soluzione del caso. Ai giornalisti che hanno abboccato, invece, la soluzione verrà recapitata dopo che avranno pubblicato le loro scuse per aver fornito un ennesimo disservizio al pubblico e disonorato la professione.

2008/11/28



Arrivano le scuse di Italianotizie, con citazione del Disinformatico.
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Idoser, il test delle Iene

MP3 "droganti", le Iene indagano


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Ricordate Idoser, il sito che offriva brani MP3 che avrebbero dovuto avere l'effetto di droghe? Ricordate l'allarme scoppiato nei media? Ne avevo parlato qualche tempo fa in un articolo.

Il programma Le Iene è tornato sulla faccenda con un test pratico condotto su un gruppo di studenti e con un'intervista a Michelangelo Iannone, ricercatore del CNR.

Il lavoro delle Iene lascia ben poco spazio a dubbi sulla natura di quest'allarme gonfiato acriticamente dai media. Se i giudizi di Iannone sono lapidari, quelli degli studenti sono tombali. Il servizio è consultabile su Internet.
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Ci vediamo il 29 a Gussago (Brescia)?

Difesa dalle truffe informatiche a Brescia


Sabato 29 novembre alle 21 sarò ospite del Centro Padre Marcolini, in via O. Marcolini 2, a Gussago (Brescia), per presentare una conferenza sul tema "Vincere le truffe in Internet". L'ingresso è libero.
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Tracciamento della Stazione Spaziale

Oggi pomeriggio la Stazione Spaziale sarà visibile facilmente


Potete seguire in tempo reale il sorvolo dell'Europa da parte della Stazione Spaziale di oggi pomeriggio usando la mappa aggiornata automaticamente di N2yo.com.

In alternativa, potete usare il servizio di tracciamento della NASA.

Secondo Heavens-above.com, rispetto al mio Maniero Digitale (Lugano) la Stazione Spaziale spunterà all'orizzonte alle 17:35, ad ovest-sudovest, quando sarà sopra la Spagna, e salirà fino a 56 gradi di elevazione sull'orizzonte alle 17:40 sopra la Francia, per poi entrare nel cono d'ombra della Terra alle 17:42 sopra la Polonia.

Contrariamente a quanto annunciato da Studio Aperto, il sorvolo non sarà visibile soltanto da Abbiategrasso. Complimenti vivissimi alla redazione di Studio Aperto; buona visione a tutti gli altri.
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“Repubblica” lunacomplottista

Repubblica cita il Disinformatico antibufala, ma lo sbarco sulla Luna è fra "i casi ancora sospesi"


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "paoloacri" e "sergiodil" ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Stava andando così bene sulla strada della redenzione dopo aver inanellato tante bufale, da Bonsaikitten al grande blackout del 2003, ma è scivolata nel finale. Nel suo inserto Affari e Finanza, Repubblica ha dedicato un articolo (inizialmente qui, ora archiviato qui) al boom dei siti antibufala e ha citato, fra gli altri, il vostro blogger di campagna. Peccato che l'articolo contenga il seguente finale, che è come sentire Carla Fracci mollare un peto alla fine di Giselle:

Ci sono infine i casi ancora sospesi, in cui non si capisce da che parte stia la bufala. Sul sito www.astrofilitrentini.it si legge una lunga serie di spiegazioni per cui lo sbarco sulla Luna sarebbe una messinscena: senza una protezione spessa due metri gli astronauti sarebbero bruciati a causa delle radiazioni presenti sulla Luna, nelle foto non appare mai un cielo stellato, le ombre divergono come generate da luci artificiali, la bandiera sembra mossa da un vento che non esiste, il Lem atterra senza polvere...Chissà la verità da che parte sta.


Ho un'inquietante visione di un gruppo di astrofili inferociti che si dirige con forconi e torce verso la sede di Repubblica, alla ricerca di Ilaria Fusco, autrice di questa perla. Dubito seriamente, infatti, che presso Astrofilitrentini.it vi sia qualcuno che non crede che Neil Armstrong e Buzz Aldrin siano realmente andati sulla Luna.

Forse la Fusco ha trovato sul sito quest'articolo ma non ne ha letto la parte finale, di assoluto sbufalamento, né ha letto le FAQ del sito, che parlano chiaro in merito, e così adesso i lettori di Repubblica penseranno che il lunacomplottismo abbia il sostegno persino degli astrofili. Vogliamo spiegare al direttore di Repubblica o alla redazione del giornale come stanno le cose e proporre un atto pubblico di contrizione?

A chi interessasse, le mie mini-FAQ sul lunacomplottismo sono qui, e la trattazione più completa di Matteo Negri è su Siamoandatisullaluna.com. Anche Forum Astronautico ha una ricca sezione dedicata all'argomento. Qui sotto trovate la schermata dell'articolo di Repubblica, catturata il 22 aprile 2009.

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Astronauta perde borsa, la filmano da terra

E' un uccello! E' un aereo! E'... una borsa degli attrezzi?


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "tato44" e "j.calde****".

Pochi giorni fa, l'astronauta Heide Stefanyshyn-Piper ha perso una borsa contenente degli attrezzi durante una passeggiata spaziale effettuata per riparare alcuni componenti difettosi della Stazione Spaziale Internazionale. Il video di questa costosa lezione di fisica newtoniana è qui.

Prima che qualcuno dica che le donne sono distratte eccetera, ricordo che spettava a un suo collega verificare che tutto quello che veniva portato fuori dalla stazione durante una passeggiata fosse legato correttamente a un guinzaglietto. Complimenti, semmai, alla Stefanyshyn-Piper per aver avuto l'aplomb di limitarsi a un "Oh, great!" quando ha capito di aver perso 100.000 dollari di attrezzi.

Presumo che lei e il suo collega faranno penitenza offrendosi come collaudatori del nuovo impianto di riciclaggio dell'acqua di bordo, che prende urina, acqua usata per lavarsi e il vapore acqueo esalato dagli astronauti e li riconverte in acqua potabile.

La cosa più sorprendente è che la borsa degli attrezzi (irrecuperabile per ragioni di sicurezza) è visibile da terra con un semplice binocolo, come riferisce Space.com: un astronomo dilettante dell'Ontario, Kevin Fetter, è riuscito anche a farne un video (link alternativo qui).

Fra l'altro, i prossimi giorni sono ottimi per vedere sia la Stazione Spaziale a occhio nudo, sia la borsa (che la precede ormai di qualche minuto). Gli orari sono calcolabili presso Spaceweather.com in base alla vostra posizione geografica: al Maniero Digitale, vicino a Lugano, la Stazione Spaziale sarà visibile intorno alle 18.37 di oggi.
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Trailer Star Trek con chicca finale

Il trailer del prossimo Star Trek, con un finale extra


La Paramount ha messo online il provino del nuovo film di Star Trek che uscirà l'anno prossimo, con un cast nuovo al posto di Kirk, Spock, McCoy e tutto l'equipaggio della Serie Classica.

C'è una scena nuova, alla fine, che non mancherà di far piacere ai fan. Chi ha già visto le anteprime del film ne è molto soddisfatto. Speriamo in bene.

Prevengo l'inevitabile domanda: sì, è invecchiato dal trucco. Dal vivo non è così, anche se ha i suoi bravi annetti.
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Complottismi a Radiodue

Chiacchierata sulle teorie di complotto a Radiodue


Federico Taddia (conduttore di L'altro lato, Radiodue) e Lorenzo Montali (ricercatore di psicologia del CICAP) hanno parlato sabato scorso, fra un ospite e l'altro, del corso per investigatori di misteri del CICAP e in particolare di uno dei suoi temi: il metodo d'indagine sui complotti (veri o presunti, da Elvis Presley all'11 settembre allo sbarco sulla Luna) e la psicologia della costruzione e dell'evoluzione di una teoria di cospirazione. Ringrazio Lorenzo per la citazione del Disinformatico. Il podcast è scaricabile qui.
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Meteora catturata in video, 10 anni di ISS, ghiacciai marziani

Ripresa straordinaria di una meteora e altre notizie spaziali


Spettacolo impressionante, degno di un buon remake de La Guerra dei Mondi, quello avvenuto a Edmonton, nello stato dell'Alberta in Canada, il 20 novembre scorso, appena dopo il tramonto.



Una meteora di dimensioni stimate pari a quelle di una scrivania ha prodotto una palla di fuoco che è stata catturata in varie foto e video. Il video qui sopra proviene dalla telecamera di un'auto della polizia. In alcuni dei video si notano almeno due scie, e questo fa supporre che l'oggetto si sia frammentato entrando nell'atmosfera terrestre. Centinaia di testimoni riferiscono di aver udito un boato molto forte durante l'evento.

Gli astronomi sperano di poter triangolare la direzione della meteora analizzando le varie immagini e determinare sia l'orbita dalla quale proveniva l'oggetto, sia l'area di eventuale impatto al suolo di frammenti residui. Oggetti come questi permettono di recuperare campioni della materia antichissima del sistema solare e sono in pratica missioni spaziali alla rovescia e a costo zero: invece di andare noi a prendere un campione di asteroide o di cometa, è il campione a venire da noi. Basta essere abbastanza competenti da trovarlo, e dedicare fondi sufficienti alle materie scientifiche coinvolte, dalla matematica alla geologia.

Altri dettagli e immagini della meteora sono presso Times Online, Vancouver Sun, APOD, GlobalTV.

Ghiacciai spessi un chilometro su Marte


Le notizie straordinarie dallo spazio non finiscono qui: è arrivata infatti la segnalazione di sondaggi radar che indicano la presenza di ghiacciai d'acqua su Marte, protetti da uno strato di polvere e terreno, che costituirebbero enormi riserve idriche. Una ricostruzione grafica dei crateri del bacino di Hellas, con i loro fondi decisamente troppo pianeggianti e sintomatici di un riempimento da parte di un fluido, è presso Astronomy Picture of the Day.

La Stazione Spaziale compie 10 anni


Il 20 novembre 1998 iniziava la costruzione della Stazione Spaziale Internazionale. The Big Picture, una sezione del Boston Globe che vi consiglio senza riserve di includere fra i vostri preferiti per lustrarvi gli occhi con fotoreportage eccezionali di ogni genere, presenta una serie di fotografie delle varie fasi della costruzione dell'enorme complesso. Qui sotto ne vedete un esemplare.



Venere, Giove e Luna danno spettacolo


Le due "stelle" luminosissime che vedete in questi giorni vicine fra loro nel cielo dopo il tramonto sono in realtà due pianeti, Venere e Giove. Dei due, Venere è quello più luminoso. Lo spettacolo migliorerà ancora nei prossimi giorni, quando a questi astri si aggiungerà, nella stessa porzione di cielo, una sottile falce di Luna. Nei prossimi giorni i due pianeti saranno separati visivamente da soli tre gradi; il fenomeno avrà il suo momento clou il primo dicembre. Preparatevi con un buon binocolo o con un telescopio; basta un binocolo per scorgere le fasi di Venere, simili a quelle della Luna, che fanno capire immediatamente che si tratta di un pianeta. Le istruzioni sono su Nasa.gov.
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Saluti Trek da Riccione

Pausa per raduno di Star Trek


Scusate se i commenti che inviate vengono pubblicati con cospicuo ritardo in questo fine settimana, ma sono a un raduno di fantascienza (Reunion a Riccione) e riesco a ritagliare solo qualche minuto ogni tanto per tornare online e moderare i commenti. Purtroppo la moderazione è ancora necessaria, perché gli spammer e altri individui molesti mi stanno prendendo un po' di mira.

Mi scuso pubblicando di corsa qualche fotogramma dall'incontro con René Auberjonois, alias Odo di Deep Space Nine (foto qui accanto, occhio alla nota a fondo articolo), che ha spopolato con la sua cordialità e il suo abbigliamento da übergeek (T-shirt del robot Asimo e di Super Obama), e Alice Krige, la regina Borg di Primo Contatto, (la prima a sinistra nella foto qui sotto) una signora la cui dolcezza e grazia dal vivo sono una piacevolissima scoperta che rende ancora più strano trovarsi poi improvvisamente, in giro per le sale dell'albergo, a tu per tu con le fattezze e lo sguardo inquietante di uno dei cattivi più memorabili di Star Trek.











Aggiornamento


Per chi pensa che io stia indossando l'effigie di Che Guevara, vorrei chiarire che si tratta invece di una parodia dell'immagine del Che: questa. Non è Che Guevara, ma una scimmia del Pianeta delle Scimmie, e c'è scritto "Viva la evolucion". La foto è in bianco e nero perché è del fotografo professionista del raduno e ho il suo permesso di pubblicarne solo una versione degradata (l'originale è a colori e ad altissima risoluzione).
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I danesi ammazzano i delfini?

Antibufala: appello per i danesi assassini di delfini


NOTA: Questo articolo NON afferma che l'appello descritto qui sotto è una bufala, non prende le difese degli abitanti delle isole Faroer e non vuole fare polemica con Beppe Grillo o entrare nel dibattito vegetariani contro carnivori. Vuole semplicemente presentare i fatti in modo da consentire una valutazione più obiettiva rispetto a quella fornita dal testo ingannevole dell'appello.

NOTE FOR ENGLISH-LANGUAGE READERS: This article does NOT claim that the appeal described below is a hoax. It also does NOT approve or disapprove the behaviour of the inhabitants of the Faroe islands. It merely seeks to provide a broader, more complete understanding of the situation incorrectly described by the appeal. The article also clearly states that the Faroe islands are a self-governed entity and that therefore it is pointless to send complaints to any Danish authority.

Sta impazzando un appello che segnala una strage di delfini “superintelligenti” che si verifica nelle isole “Feroe”, accompagnata da immagini molto cruente, di cui mostro soltanto una porzione qui accanto:

...è pazzesco !!!!...veramente pazzesco....

INCREDIBILE CHE POSSA ESISTERE ! che fare, se non denunciare quello che sta ' accadendo, diffondendo il più possibile queste immagini.

....DANIMARCA : UNA VERGOGNA
BENCHE' QUESTO SEMBRI INCREDIBILE, OGNI ANNO, QUESTO MASSACRO BRUTALE E SANGUINARIO SI RIPRODUCE NELLE ISOLE FEROE, CHE APPARTENGONO ALLA DANIMARCA. LA DANIMARCA, UN PAESE SUPPOSTO 'CIVILIZZATO', MEMBRO DELL'UNIONE EUROPEA. TROPPE POCHE PERSONE AL MONDO CONOSCONO QUESTO AVVENIMENTO ORRIBILE E DEPROVEVOLE CHE SI RIPETE OGNI ANNO. QUESTO MASSACRO SANGUINARIO E' IL FRUTTO DI GIOVANI UOMINI CHE VI PARTECIPANO PER DIMOSTRARE DI AVER RAGGIUTNO L'ETA' ADULTA (!!). E' ASSOLUTAMENTE INCREDIBILE CHE NON SIA FATTO NIENTE AFFINCHE ' QUESTA BARBARIE CESSI. UNA BARBARIE CONTRO I DELFINI CALDERONES, UN DELFINO SUPER INTELLIGENTE E SOCEVOLE CHE SI AVVICINA ALLA GENTE PER CURIOSITA'.

INVIA QUESTO MESSAGGIO A TUTTI I TUOI CONTATTI. VERGOGNA ALLA DANIMARCA !!!

L'essenza dell'appello è vera, ma come capita spesso insieme ai fatti autentici c'è una pericolosa miscela di falsità.

In effetti nelle isole Faroer (non Feroe, come dice l'appello) viene effettuata una caccia ai globicefali, cetacei della famiglia dei delfinidi, nella quale gli animali vengono radunati e spinti a riva per poi essere uccisi allo scopo di ricavarne cibo e materie prime di ogni genere.

Quello che l'appello non dice è che le isole Faroer si autogovernano, pur essendo parte della Danimarca, e quindi è inutile reclamare presso il governo danese.

Un altro aspetto taciuto dall'appello è che gli abitanti prendono particolari precauzioni per ridurre le sofferenze dei cetacei (che, sia chiaro, non voglio sminuire), e che paradossalmente sono proprio queste precauzioni a rendere così forti le immagini che accompagnano l'appello: l'uccisione è infatti strettamente regolamentata (il regolamento è qui, in inglese). Sono vietati fiocine ed arpioni, e i cetacei vengono uccisi tranciando la spina dorsale. Questo produce la morte entro 30 secondi di media, in linea quindi con la macellazione bovina e suina diffusa in Europa, ma ha anche l'effetto di tranciare le principali arterie dell'animale e quindi causare la dispersione di grandissime quantità di sangue che tingono drammaticamente di rosso le acque dei fiordi.

Il numero di animali uccisi annualmente in questo modo è intorno al migliaio, e va chiarito che i globicefali non sono una specie di cetaceo a rischio d'estinzione.

L'appello dice inoltre il falso quando afferma che la strage viene effettuata per “dimostrare di aver raggiutno [sic] l'età adulta”. La caccia, infatti, è un'attivita praticata da secoli dall'intera comunità degli abitanti, che si suddividono i suoi prodotti.

Benché sia comunque uno spettacolo raccapricciante e certamente non da incoraggiare, va considerato che è numericamente insignificante in confronto alla strage di cavalli, mucche, maiali e pollame che avviene in Europa e nel mondo senza che per questo si scatenino catene di sant'Antonio come questa. Ma, si sa, è più facile condannare quello che fanno gli altri che riflettere su quello che avviene in casa propria. Soprattutto se in casa propria la strage avviene di nascosto, lontano dalle fotocamere, mentre gli altri la fanno alla luce del sole.

È comunque il caso di inoltrare quest'appello per far conoscere questa realtà? Lascio a voi valutare. Sicuramente sarebbe meglio farlo circolare accompagnato da informazioni corrette. Informazioni come questa, taciuta anch'essa dall'appello: la carne dei globicefali contiene molto mercurio, PCB (difenili policlorurati) e altre sostanze tossiche, per cui il ministro della salute delle Faroer ne sconsiglia il consumo più di una volta al mese.

Il paradosso, dunque, è che sarà proprio l'inquinamento, anziché l'attivismo ecologista non obiettivo, a contribuire alla scomparsa di quest'usanza.

Fonti: TruthOrFiction, BBC, Wikipedia (con un ricco elenco bibliografico).
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Ricerca per immagini con Tineye.com

Cercare immagini su Internet? Ora si può in un modo originale


Segnalo rapidamente Tineye.com, un bel motore di ricerca sperimentale: gli date in pasto un'immagine e lui trova i siti Internet che contengono quell'immagine e anche le sue varianti.

Da provare assolutamente, anche se per ora l'ambito della sua ricerca è ancora un po' ristretto. E' disponibile anche un plug-in per Firefox e Internet Explorer.
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Spam, quanto rende? Milioni

L'economia dello spam: 12 milioni di mail per avere una sola risposta, ma funziona lo stesso


Sette ricercatori informatici alla University of California di Berkeley e alla University of California di San Diego si sono introdotti per un mese nella rete Storm di personal computer infetti, gestita dagli spammer, ne hanno osservato il comportamento e ne hanno anche preso parzialmente il controllo, con risultati estremamente interessanti.

Come riferisce il loro rapporto, segnalato dalla BBC, gli spammer riescono ad avere un utile anche se soltanto una loro mail pubblicitaria ogni 12,5 milioni inviate genera una risposta da parte di un utente di Internet.

Per quanto possa parere un tasso di successo irrisorio, la natura della Rete consente comunque a questi untori di Internet di guadagnare milioni di euro l'anno. Al tempo stesso, tassi di questo genere indicano che se si riuscisse a rendere anche solo leggermente più oneroso l'invio di mail di massa gli spammer andrebbero in perdita.

La rete Storm, composta da computer di utenti di Internet ignari di essere infetti e utilizzati come disseminatori inconsapevoli di pubblicità spazzatura, ha avuto un picco massimo di oltre un milione di unità. I ricercatori, guidati dal professor Stefan Savage della UCSD, hanno acquisito il controllo di quasi 76.000 computer infetti e si sono sostituiti agli spammer: "il modo migliore per misurare lo spam è essere uno spammer", scrivono.

I ricercatori hanno creato una serie di finte campagne di spam e le hanno disseminate tramite queste macchine infette. Una di queste campagne puntava a un sito farmaceutico fasullo creato dai ricercatori stessi (foto qui sopra). Dopo aver inviato circa 350 milioni di messaggi di questa campagna (su un totale di circa mezzo miliardo), hanno ottenuto soltanto 28 "vendite". Il sito farmaceutico in realtà rifiutava la transazione dando un finto messaggio d'errore; lo scopo era vedere quanti sarebbero arrivati al punto di dare i propri dati di carta di credito.

Un tasso di risposta inferiore allo 0,00001%: a titolo di confronto, una campagna pubblicitaria postale tradizionale ha un tasso di risposta medio del 2,15%. Questo tasso apparentemente fallimentare avrebbe comunque reso circa 100 dollari al giorno. Rapportando questi dati all'intera rete Storm, il guadagno sarebbe stato circa 7000 dollari al giorno, ossia oltre 2 milioni di dollari l'anno.

Una bella sommetta, ma in calo rispetto alle cifre ancora più ragguardevoli che caratterizzavano il mondo dello spam fino a qualche tempo fa: sintomo che se si riesce a rendere la vita un pochino più difficile agli spammer, il loro mestiere non sarà più economicamente conveniente e quindi cesserà di esistere. Anche noi possiamo contribuire: basta non rispondere mai allo spam e dire ad amici e colleghi di fare altrettanto.
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Apple, anticopia nei nuovi laptop

Lucchetti digitali hardware nei laptop Apple. Di nuovo


No, non siamo tornati nel 2006. Apple, però, crede di sì, a quanto pare: perché così come allora aveva infilato nei suoi computer i controversi chip TPM/Palladium con le loro funzioni anticopia, suscitando insurrezioni e boicottaggi, oggi riprova a menomare i diritti dei suoi utenti introducendo sistemi anticopia direttamente a livello hardware nei suoi nuovi portatili. Bella mossa, complimenti.

I MacBook, MacBook Pro e MacBook Air appena usciti, infatti, offrono un unico connettore per monitor esterno, il DisplayPort, che integra un sistema di restrizioni chiamato DisplayPort Content Protection (DPCP), parente stretto dell'HDMI usato nei prodotti audiovisivi in alta definizione.

Queste restrizioni sono concepite per impedire la pirateria audiovisiva realizzata intercettando il flusso di dati decodificati in uscita sul connettore per monitor esterno. Il segnale in uscita è cifrato e soltanto i monitor compatibili sono in grado di decifrarlo. Se il monitor non ha integrato questo sistema anticopia, i video protetti da lucchetti anticopia non verranno riprodotti, anche se l'utente ne ha tutti i diritti legali.

Lo scenario che sta facendo infuriare maggiormente gli utenti è questo. Un utente si compra un bel Mac portatile e, siccome è onesto, non scarica film e telefilm pirata. Va a comperarli nei siti legali: per esempio, proprio da Apple. Collega al laptop un bel monitor o, meglio ancora, un videoproiettore, e invece di godersi il film in HD, come sarebbe suo diritto avendo aperto il borsellino, si trova davanti una schermata come questa, citata da Ars Technica, che ha pubblicato un bell'articolo in proposito.



Immaginate di dover fare una presentazione in pubblico e di voler mostrare uno spezzone di un Blu-Ray o di un video legalmente acquistato "protetto" dall'anticopia. E' un vostro diritto: si chiama diritto di citazione. Tutto funziona quando fate le prove sul monitor interno del laptop, ma quando vi trovate davanti al pubblico e collegate il vostro fiammante Mac al proiettore, il video non va. E non c'è verso di farlo andare.

Un monitor VGA o DVI, infatti, non è in grado di rispondere correttamente alle interrogazioni del connettore DisplayPort. Se il contenuto da riprodurre è protetto anticopia, DisplayPort rifiuterà di riprodurlo sul monitor esterno. Ci vuole un monitor o proiettore compatibile (HDMI). Niente HDMI? Niente film e niente presentazione. Ed è difficile pensare che tutte le sale di conferenza si riattrezzino per fare un piacere ai signori di Hollywood. E' altrettanto difficile pensare che il manager medio che si è appena comprato un Macbook Air e va in giro a fare presentazioni o corsi abbia il dovere di preoccuparsi di questi arcani tecnologici.

Come sottolinea giustamente BoingBoing.net, se comperate un computer Apple, "preparatevi a buttar via il vostro monitor, e a farlo più volte". Sì, perché "l'elenco dei monitor 'conformi' cambierà nel tempo: il monitor che comperate oggi può essere 'revocato' domani e cessare di funzionare". Oltre al danno economico, c'è la violazione del diritto: "Qui non si tratta di far valere la legge sul diritto d'autore: si tratta di concedere a una manciata di case cinematografiche diritto di veto sulla progettazione dell'hardware." E' come far progettare i ponti ai salumieri.

Qualcuno ricorderà che Steve Jobs, il boss di Apple, aveva scritto che il DRM era male e che Apple spingeva per toglierlo: "questa è chiaramente la migliore alternativa per i consumatori". Belle parole, ma i fatti raccontano una storia parecchio differente.

Quale sarà il risultato dell'introduzione di questi lucchetti hardware? Probabilmente nessuno, all'inizio. Poi cominceranno a diffondersi gli aneddoti e le segnalazioni di disastri e imbarazzi causati da questa scelta di Apple, e l'immagine di Apple come paladina in contrapposizione alla "cattiva" Microsoft ne uscirà sporca. E alla fine gli utenti impareranno a non comperare film lucchettati e si rivolgeranno alle versioni pirata, che non hanno queste limitazioni.

In termini di lotta alla pirateria, insomma, questo sarà un autogol fenomenale: dato che il film pirata sarà più versatile e fruibile di quello legale, spingerà gli utenti a piratare di più anziché di meno. Perché la versione legale non funzionerà sui monitor non benedetti da Padre Steve, mentre quella pirata andrà allegramente.

Fonti: The Register, Slashdot, AppleInsider, Punto Informatico.
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Sciachimisti alla disperazione: sedicente “ricercatore” ricorre a video falsificato

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Per la serie “lasciateli parlare e si renderanno ridicoli da soli”, ecco una nuova puntata. Dopo gli sbufalamenti e le figuracce rimediate nella conferenza di Novi Ligure (video) e nelle risposte tecniche del CICAP, mi sa che lo sciachimismo italiano è arrivato allo stadio terminale. Era anche ora, direte voi, così posso dedicarmi ad altri argomenti. Però nel frattempo possiamo divertirci documentando le follie dei sostenitori delle “scie chimiche”.

Dato che tutte le “prove” portate fin qui sono state smontate, si è passati infatti alla promozione della falsificazione esplicita. Il principale esponente dello sciachimismo nazionale, Rosario Marcianò (fotogramma qui sopra), noto con il nome d'arte di Straker e ospite di trasmissioni come Rebus e Voyager in qualità di presunto esperto della materia, ha pubblicato poco fa un video che dovrebbe dimostrare inequivocabilmente uno dei capisaldi di questa forma di cospirazionismo, ossia che vi sono scie rilasciate a quote troppo basse, alle quali le scie di condensazione non si possono formare, e che pertanto si tratta di scie chimiche.

Ci si potrebbe soffermare un attimo a chiedersi perché gli organizzatori di un complotto supersegreto così incredibilmente vasto e complesso dovrebbero essere così imbecilli da fare scie dove non ce ne possono essere, e quindi farsi smascherare dal primo dilettante che fa due misure in croce, ma lasciamo stare. La logica e la coerenza non sono mai stati abbondanti fra i sostenitori dell'esistenza delle scie chimiche. È questione di selezione naturale: per credere a queste scemenze non si può essere troppo svegli.

Veniamo al video. Straker sostiene di aver acquistato un binocolo con telemetro laser grazie a una colletta dei suoi sostenitori (ben 3799 euro) per misurare la distanza degli aerei “chimici”. Il video, come vedete nel fotogramma qui accanto, sembra mostrare appunto una ripresa di ciò che si vedrebbe con questo binocolo: un aereo che rilascia una scia mentre si trova, stando alle indicazioni, a 1347 m di distanza. Dunque ben al di sotto delle quote alle quali, secondo perlomeno gli sciachimisti, le scie di condensazione sono impossibili.

I seguaci esultano e parlano di “prova definitiva da tribunale”, ma c'è un piccolo problema. Il video è stato falsificato e i segni della falsificazione sono evidenti. Dilettantescamente evidenti.

Infatti basta procurarsi il manuale del binocolo in questione, per esempio da qui o qui, per scoprire che quel binocolo non è dotato di zoom. Ha un'ottica fissa da 7 ingrandimenti. Eppure il video fa una bella zoomata. Ops.

Se ne deduce che le scritte sono state realizzate a parte, forse con un software di titolazione, e aggiunte a un video ripreso con una normale videocamera dotata di zoom. Un falso fabbricato intenzionalmente, insomma, ma confezionato da un falsario incapace. A questo punto non si può più pensare alla buona fede o all'incultura di chiunque abbia partorito questa “prova definitiva da tribunale”.

Ci sono molti altri indicatori di falsificazione, ma cominciamo con questo e vediamo un po' come si giustificano stavolta i seguaci di Marcianò. Divertitevi anche voi a trovare gli altri indizi, ma non pubblicateli.

Intanto potremmo avere le scuse di Maurizio Decollanz (Rebus) e di Roberto Giacobbo (Voyager) per aver presentato questo personaggio come se fosse un'autorità seria e competente?


Prime giustificazioni


Inizia il divertimento. Lascio da parte gli insulti personali a pioggia, che già tracciano un quadro molto chiaro delle personalità dei seguaci dello sciachimismo e squalificano in partenza le loro eventuali argomentazioni concrete (notate che invece io non ho accusato Marcianò di aver realizzato un falso, ma di averlo pubblicato), Straker risponde dando una descrizione dell'apparecchiatura asseritamente usata:

Al telemetro è stata abbinata la telecamera, montata in parallelo ed in seguito le immagini sono state sincronizzate. Le immagini non possono provenire direttamente dal telemetro. Il display viene ripreso da una piccola telecamera Wireless.

Mi pare chiaro che non esiste telemetro in grado di passare direttamente le immagini che appaiono al focale e ciò era palese per me sino dall'inizio. E' per questo che al focale medesimo si può collegare una comunissima videocamera wireless con messa a fuoco manuale, in grado di riprendere ciò che vede l'operatore dall'altro oculare. Il resto viene assegnato alle riprese classiche, eseguite da una videocamera accoppiata al telemetro, solo ai fini di poter registrare le sequenze.

Le camere di ripresa sono due. Una riprende il display ed è fissa. L'altra riprende direttamente il soggetto. Infine l'immagine del display viene estrapolata in post produzione. Ripeto che ciò è stato necessario al solo scopo di riportare l'evento, ma ognuno di voi paggi di kattivix può ripetere l'esperimento come vuole, ottenendo conferme a quanto oggi riportato, ovvero le quote davvero irrisorie.

Sarebbe interessante vedere una foto di tutta quest'asserita quanto mirabile apparecchiatura, sperando che sia stata colta l'occasione per integrarvi anche un pratico cannoncino all'orgone. Comunque sia, Straker ha dunque ammesso che quelle immagini sono il risultato di una sovrapposizione, confermando la mia ipotesi iniziale, e non sono la diretta realtà. Una manipolazione che curiosamente il Marcianò non aveva descritto prima che gli fossero sollevate obiezioni. Il video, insomma, non mostra affatto quello che si vede attraverso il binocolo-telemetro, come invece era stato dato a intendere.

Stabilito questo punto, andiamo avanti con le obiezioni. Ecco una prima infornata.


Seconda obiezione. Straker afferma di essere stato in grado di mantenere un telemetro laser puntato contro un velivolo in rapido movimento, a soli 1300 metri da lui, per un tempo sufficiente ad ottenere un dato di misurazione affidabile. Ora un aereo che voli a 500 km/h, per esempio, percorre 138 metri al secondo. È possibile ottenere misure in queste condizioni? Il manuale del telemetro dice di no, e aggiunge anzi che la luce intensa può addirittura mascherare l'impulso laser:

Weather conditions that influence air transparency (rain, fog, snow, mist) reduce maximum range. Bright sunny days will reduce performance as well as IR sun radiation may cover reflected laser impulses.
[...]
Natural hand tremor decreases the accuracy of long distance ranging.


Terza obiezione. Come mai nessun altro nella zona ha notato un aereo di linea che passava sopra un centro abitato (Sanremo) a molto meno di 1300 metri di quota relativa? Oltre a essere ben visibile, avrebbe fatto un baccano indicibile. Giusto per capirci: 1347 m è la distanza dal telemetro, che non è stata misurata perpendicolarmente al terreno, per cui la quota rispetto all'osservatore dev'essere drasticamente inferiore.


Quarta obiezione. Come mai Marcianò, che sappiamo avere una telecamera con uno zoom particolarmente generoso, non riesce a zoomare maggiormente su un aereo così incredibilmente vicino a lui?


Quinta obiezione. Come mai l'immagine è così sgranata e azzurrata, proprio come se l'aereo fosse molto, molto lontano?

Giacobbo direbbe “Coincidenze? Noi di Voyager crediamo di no”.

Adesso vediamo quali altre giustificazioni vengono partorite. Ci aggiorniamo domani.


2008/11/20: nuove giustificazioni


Sembra di assistere alla classica scena dell'esploratore nelle sabbie mobili: più si agita, più sprofonda. Infatti mentre molti, anche nel censuratissimo blog di Marcianò, reclamano a questo punto di vedere una foto dell'attrezzatura utilizzata per il video e di vedere altri video in cui la ripresa è fatta senza trucchi e sovrimpressioni, Marcianò ha presentato un'altra interessante giustificazione per un paio di obiezioni, mentre non è riuscito a rispondere alle altre elencate qui sopra.

Dice che è riuscito a filmare e misurare l'aereo, benché fosse vicinissimo (a soli 1300 metri da lui), perché “Per quanto ho spesso osservato, volano a velocità inferiori al normale e spesso al limite dello stallo”, dice Marcianò. E volando piano, udite udite, farebbero meno rumore: “Inoltre non è la prima volta che si osservano velivoli bassi emettere pochissimo rumore, probabilmente proprio perché, come scrive anche Vibravito, volano alla velocità minima consentita, per non farsi notare”, dice.

Orbene, la velocità di stallo di un TU-154M senza flap estratti, come quello mostrato nel filmato, è intorno ai 300 km/h (dato tratto dall'incidente di un TU-154, Aeroflot 7425, precipitato appunto per stallo). A 300 km/h, un aereo percorre ogni secondo ben 80 metri, ossia quasi due volte la propria lunghezza. Marcianò dice di avere avuto a 1300 metri da lui un aereo che andava a 80 metri al secondo e di essere riuscito a riprenderlo per un buon minuto. Come fa un aereo a quella velocità a restare alla stessa distanza da Marcianò per un minuto? Gira in cerchio proprio intorno a casa Marciano? Suvvia, siamo seri.

Quell'aereo è in realtà a una distanza ben maggiore e a una quota nettamente superiore. Soltanto così si spiega quello che si osserva nel video: dimensioni angolari dell'aereo che non cambiano per decine di secondi e soprattutto un azzurramento marcatissimo, tipico degli oggetti ripresi da grande distanza.

Giusto per darvi un'idea, quella qui accanto è l'immagine di un'antenna (quella sul monte San Salvatore, vicino a Lugano) che si trova a circa 2670 metri dal punto di ripresa, che è il Maniero Digitale (dati Google Earth, corretti per tenere conto del dislivello verticale di 600 metri).

La parte cilindrica in cima all'antenna sta insomma al doppio della distanza asserita da Marcianò. È in parte bianca e si staglia contro il cielo, per cui è un ottimo termine di paragone. Dunque dovrebbe avere un azzurramento marcatissimo, superiore a quello dell'aereo nel video. Vedete qualche azzurramento? Appunto.

In altre parole: gli sciachimisti sono così innamorati della propria teoria che non vedono neppure l'evidenza. E pur di non vederla s'inventano scuse su scuse.

Attendiamo con curiosità il prossimo contorcimento che sarà necessario per spiegare quest'ulteriore prova di falsificazione.


2008/11/28: nuovo video, nuovo falso (con sorpresa)


È comparso un nuovo video di Marcianò. Non solo è un falso, ma emerge che anche il telemetro è una buggeratura ai danni di chi s'è fidato della colletta. I dettagli sono in questo articolo.