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2008/11/04

Il vostro computer è sostenibile? Se ne parla a Genova il 5/11

Sommersi dalla spazzatura elettronica: facciamo qualcosa


Siete sicuri che regalare il vostro vecchio computer a un paese del Terzo Mondo sia un gesto utile e caritatevole? Sapete che fine fanno realmente, e in che mani vanno, i telefonini mandati al "riciclaggio"? Il CO2 generato dalla fabbricazione e dall'uso dei computer è maggiore o minore di quello generato dall'intera aviazione civile mondiale?

Sono domande alle quali spesso abbiamo preferito non cercare risposta, attratti inesorabilmente dal nuovo modello di computer, telefonino, iPod, telecamera, stampante. Il mercato e il progresso tecnologico ci spingono all'innovazione continua. Ma come gestiremo la catasta di computer resi improvvisamente "obsoleti" dall'arrivo del nuovo sistema operativo ipertrofico? E' davvero necessaria così tanta potenza di calcolo per gli usi quotidiani che facciamo del computer? Avere un PC su ogni scrivania è davvero il modo migliore per fare informatica?

Fare la cosa giusta, giusta per il portafogli ma anche per il pianeta che lasceremo in eredità ai nostri figli, non è facile. Giovanna Sissa ha scritto un libro, Il Computer Sostenibile, che fa molta chiarezza in proposito. Ne abbiamo parlato insieme al recente Linuxday di Cinisello Balsamo, e se ne parla di nuovo a Genova questo 5 novembre, alle 17.45, a Palazzo Ducale, nella Sala del Minor Consiglio.

Saranno presenti, oltre all'autrice, Andrea Ranieri (assessore alla Cultura del Comune di Genova), Maurizio Martelli (professore di Intelligenza Artificiale all'Università di Genova), Joy Marino (presidente di MIX e membro del Comitato per l'Internet Governance Forum presso il Ministero della Funzione Pubblica), Paola Girdinio (preside della Facoltà di Ingegneria e professore di Elettromagnetismo all'Università di Genova) e, in via del tutto eccezionale, il professor Serge Latouche, teorico francese della "decrescita felice".

Io purtroppo non ci potrò essere (sarò a Mestre per un impegno precedente), ma vi consiglio di andare a sentire la presentazione: alcuni dati del libro fanno veramente riflettere sul mito dell'informatica come un'attività "ecologica". La chiacchierata fuori onda che ho avuto in proposito con Giovanna Sissa a Cinisello è stata illuminante, e per questo il tema dell'informatica sostenibile comparirà spesso nel Disinformatico. Del resto, è una derivazione naturale della filosofia di Linux e del software libero: invece di potenziare l'hardware, si migliora il software e si levano tutti i fronzoli. E si riusa, senza per questo mortificarsi.

Per tutti i dettagli, date un'occhiata al sito del libro e al programma (PDF), che contiene l'invito.

52 commenti:

Unknown ha detto...

Molto interessante, ma oltre ad essere lontano ho già un impegno.

Paolo, lo sai che hai un che di Perry Farrell? Non esattamente il tuo tipo, ma un grandissimo genio.

Paolo Attivissimo ha detto...

Da Trekker inveterato, istintivamente avevo letto "Terry Farrell" e mi stavo chiedendo che somiglianza ci fosse e soprattutto perché non sarebbe stata il mio tipo :-)

Ho visto Perry; so che le tue intenzioni erano buone, ma...

Unknown ha detto...

haha :-) immaginavo che non ti avrebbe convinto, ma la somiglianza (almeno per me) rimane!

Buona notte

brain_use ha detto...

Beccato!
L'ho visto, sai, il libro sugli ufI sullo sfondo...! ;-)

Luca da Osaka (ora in Tokyo) ha detto...

Per lavoro devo lavorare con macchine dalle massime prestazioni.
Ma non mi azzardero mai a comprare un pc preassemblato o brandizzato perche una volta arrivati al limite mi toccherebbe cambiarlo tutto.
Preferisco farmi il mio assemblato e aggiornarlo periodicamente prendendo sempre le parti migliori e piu preformanti anche se costose ma cosi facendo posso evitare upgrade continui. Ma con le vecchie parti costruisco degli altri assemblati che uso per come rendiring farm o server, poi una volta arrivato a fine corsa vado a un negozio sofmap e lo rivendo prendendoci qualcosina, qui in Giappone non buttiamo via niente anche perché buttare via costa soldini. A contrario di molti paese qui si e' obbligati a riciclare anche perche il Giappone e' il paese che ha sbattuto prepotentemente il muso contro il problema inquinamento molti anni fa, e per fortuna preso provvedimenti drastici.
Ragazzi comprate solo assemblati e cambiate solo le parti necessarie, ricostruite un altro pc con le parti avanzate e sfruttatelo.

ErreBì ha detto...

Peccato quel titolo che sa tanto di politica...

Rodri ha detto...

Hi hi hi ti sta bene la t-shirt :-D

Giorgio Loi ha detto...

luca da osaka:
Ragazzi comprate solo assemblati e cambiate solo le parti necessarie, ricostruite un altro pc con le parti avanzate e sfruttatelo.

Allora il Mac dovrebbe essere escluso a priori. ;)

Luca da Osaka (ora in Tokyo) ha detto...

Il mac lo escludo perche non e' un PC, e' il signor PC ma il proletariato informatico si limita a farsi comandare da casa microsoft e non si sforza di ribellarsi al padrone perche mac per il proletariato e' arabo.
Scherzo parlavo di pc windows che poi sono quelli con la vita piu corta.

Claudio Casonato ha detto...

Io ho appena 'rottamato' un PC IBM di circa 10 anni. Dopo 5 anni di lavoro in azienda, è andato a curare la posta elettronica di mio fratello, con OS il vecchio Win 98 SE. Adesso, essendosi bruciata la MoBo, abbiamo recuperato il recuperabile (lettore floppy, HD, RAM) che è stato riusato nel nuovo PC oppure per potenziare il 'fratello' del PC morto in uso in parrocchia.....

Unknown ha detto...

Il mio serverino PIII550 mi sta dando più soddisfazioni (e divertimento) che non il mio desktop 'principale'(se divertimento può essere installare PostgreSQL ...).
Si potrebbe lanciare una campagna 'adottate un under 1000': comprate un vecchio pc (il mio l'ho pagato 25€) installateci linux e imparate un po' di informatica vera!

ErreBì ha detto...

Non ho letto il libro, ma ho aggiornato - testardamente - per ben due volte il mio pc. Computers differenti in tempi diversi; in entrambi i casi, tra componenti non compatibili, ventoline insufficienti e case divenuti improvvisamente stretti... mi son ritrovato a spendere più di quanto preventivato per ritrovarmi in definitiva, solo "accontentato".

Ecologia, ambiente, belle parole. Credo però che preferirò una sostituzione totale, magari svendendo il vecchio.

GiovBod ha detto...

Io e un mio compagno di università ci eravamo soprannomintati rigattieri informatici: raccoglievamo parti di pc dagli amici che facevano upgrade e assemblavamo linux box per divertimento da regalare a scuole e/o similari. Da qualche parte ho ancora i residui sopravvissuti dalla furia del tempo ...

Max Senesi ha detto...

In effetti da Paolo un libro sugli UFO non me lo sarei mai aspettato...:) Non è che hai anche l'encicopedia completa dei Crop Circle e delle scie cOmiche un po' più in là? :D
A parte gli scherzi, trovo bellissimo questo post. Ho spesso sentito dire che l'elettronica vecchia e dismessa è materiale altamente pregiato, che si può recuperare praticamente tutto inquinando poco, ma non ne sono mai stato del tutto convinto. Mi farà piacere, Paolo, seguirti in questo nuovo filone delle tue indagini. Prevedo che avremo delle sorprese per molti inaspettate.
saluti

Daniele ha detto...

Wow, grazie della segnalazione. E' un tema che mi interessa parecchio. L'editore del libro?

Andrea Sacchini ha detto...

Il problema della dismissione e dello smaltimento dei rifiuti tecnologici non è da sottovalutare e tiene banco già da qualche anno. Ricordo che esattamente due anni fa scrissi un articolo piuttosto dettagliato in merito (è ancora consultabile in questa pagina mio sito).

Sono giunto alla conclusione che no, regalare un computer a un paese del terzo mondo non è per niente un gesto caritatevole.

Sergio Gervasini ha detto...

E' da un po' che rifletto sulla questione del riciclo dei vecchi PC, alla fine ho deciso di fare qualcosa di piu' concreto e ho cominciato un blog: http://ilriciclone.blogspot.com/

Non saro' il primo, e spero nemmeno l'ultimo!

Pietro ha detto...

Paolo, ti seguo da anni soprattutto nel settore "antibufala", ma è la prima volta che noto un tuo post vicino ad argomenti "ecologici".
Sono molto curioso della tua opinione sui complessi aspetti dell'ecologia.
Io penso che alcuni spunti ecologici siani intelligenti, altri sono border-line con le bufale...
Ma quasi tutti a rischio politica, e con dietro community molto più "forti" delgli sciachimisti...
.
Però a me "decrescita facile" fa già venire i brividi!!!! :)

psionic ha detto...

Uffa! Ma tu vieni spesso a Mestre! :-(
Riusciremo mai a vederci una di queste volte?

Vabbe' che in fondo e' colpa mia, sono io l'emigrato (oddio, anche tu, ma molto piu' vicino!)

A parte questo, io penso che per il futuro dell'informatica ci siano due possibili derive: calcolo capillarmente distrubuito, oppure calcolo altamente delocalizzato.

Come avviene oggi per l'energia elettrica, una rete di distribuzione della potenza di calcolo, con delle "centrali" che forniscano la potenza richiesta. In questo modo si ottimizzerebbe l'efficienza e si "spalmerebbero" i costi fissi.

Oppure, all'estremo opposto, tantissime unita' di calcolo relativamente poco potenti, ma diffuse per tutta e tutte le case e magari oltre, e operanti parallelamente e di concerto, per svolgere i piu' svariati compiti (quindi non solo far funzionare un "computer", che in questo caso, come nel precedente, non sarebbe piu' tale) come si tenta di fare oggi ad esempio con i pannelli solari, tanto per fare una similitudine, anche se un po' forzata.

Ritengo che la seconda opzione sarebbe la piu' efficiente, ma credo che, come per l'elettricita', forse sara' necessario passare prima per la prima.

Per continuare il paragone, attualmente e' come se ogni casa avesse un inquinante e inefficiente generatore diesel per produrre la propria elettricita'.
La soluzione peggiore, insomma, a meta' tra la concentrazione e la delocalizzazione

Ma e' tutto grandemente speculativo!

Stepan Mussorgsky ha detto...

Paolo, quante volte ti devo dire di mettere il collirio prima di fare le foto ravvicinate!

Si vede l'occhio rettil...ehm io non ho detto niente eh! ^O^

DaC ha detto...

Sapete che fine fanno realmente, e in che mani vanno, i telefonini mandati al "riciclaggio"?

A questo proposito ti volevo segnalare il sito www.soldiperiltuocellulare.com.
Non so se ne hai già avuto notizia, ma mi sembra una semi-bufala (nel senso che i soldi te li manderanno pure ma sono cifre ridicole rispetto ai 100 euro che propagandano).

Qualcuno ha già avuto modo di conoscere il servizio?

psionic ha detto...

Qualcuno ha già avuto modo di conoscere il servizio?

In inghilterra vedo un sacco di pubblicita' nei giornali di un servizio simile.

Non ci ho mai dedicato piu' di un'occhiata.
Provero' a guardare meglio in cosa consiste

Unknown ha detto...

Sono felice di sapere che ti occuperai di queste tematiche piu' spesso in futuro.
Effettivamente la produzione di rifiuti elettronici da parte del software e' un problema grosso e, anche escludendo l'aspetto ecologico della cosa, decisamente oneroso economicamente.

Nella mia esperienza personale, che si basa anche sui rapporti con i clienti, ho potuto notare che Linux e l'Open Source sono piuttosto conosciuti (sorvoliamo sul fatto di capire che Open Source non significa gratis...), taluni poi hanno addirittura troppa fiducia sul fatto di riutilizzare vecchie macchine solo per il fatto di installarci Linux (e' diffuso il luogo comune nel quale prendi un PC di 10 anni fa e con linux lo fai andare a pari potenza dei PC attuali...).
Ma la cosa che noto piu' spesso quando presento i requisiti hardware di un nostro software e' che non fa bella figura indicare requisiti modesti... c'e' quasi un pudore, una sorta di vergogna.
Osservando questo fatto, questo pudore, ho notato che il problema principale e' che se i requisiti hardware non sono all'avanguardia finisce che il cliente si fa l'idea che anche il software fornito sia "roba vecchia", "obsoleta". Si tratta, in poche parole, di danneggiare la nostra immagine di software house con le nostre stesse mani.

E' ovvio che si e' inculcata una idea di fondo secondo cui hardware e software vanno di pari passo: se e' vecchio l'hardware allora e' vecchio il software, e viceversa. Anzi, si sovrastimano i pregi diun software se i requisiti hardware superano quasi quelle presenti sull mercato.

E' difficile mediare queste situazioni, specie quando la scelta e' fra cercare amabilmente di convincere il cliente che sbaglia approccio e richiedere specifiche hardware d'ultimo grido.
E funzionasse il discorso del risparmio economico (nel caso di appalti in cui e' stanziata una certa somma c'e' quasi una corsa all'esaurimento a tutti i costi del denaro)... la perversione e' tale che la stigma dei "requisiti modesti" (alias "obsoleti") passa poi addosso al responsabile informatico del cliente (che non la vuole perche' sa che per qualsiasi futuro problema la colpa finira' diritta sull'inadeguatezza hardware di quanto acquistato: dovra' risponderne e non e' divertente).
Come ho detto: e' un sistema perverso.

Concludendo, io continuo a fare la mia di persona... e se te ne occuperai anche tu allora gli agitero' davanti lo spauracchio "lo dice anche Paolo Attivissimo sul suo blog!": cadranno tutti al suolo! :D

Ciao

Giorgio Loi ha detto...

luca da osaka:
il proletariato informatico si limita a farsi comandare da casa microsoft e non si sforza di ribellarsi al padrone perche mac per il proletariato e' arabo.

Ma sono perfettamente d'accordo. Infatti il Mac non è un computer per proletari, bensì per snob spocc... ehm... :D

Ok, scherzo anch'io. ;)

Ma che intendi con "vita più corta"? Il mio PC (assemblato) ha 4anni e mezzo, durante i quali gli ho fatto alcune aggiunte (ram, hd, lettore memory card). Penso di farlo andare avanti ancora un po', e probabilmente poi impiegarlo come stazione Linux (ora è in dual-boot), ma cinque anni sono una vita media ragionevole per un PC, o no?

Titus Bresthell ha detto...

Ma del neo Comitato anti-pirateria il Disinformatico non ne parla?? Come mai??

martinobri ha detto...

Il libro parla di quelli che per volontariato raccolgono PC usati, li rimettono a posto e li danno in beneficenza? Non è la stessa cosa, è vero, però.... Come questi http://www.bancoinformatico.com/dotnetnuke/

Gian Piero Biancoli ha detto...

La t-shirt è questa ?

rob ha detto...

Se posso dare un parere da assolutamente-non-esperto, a me è sempre toccato cambiare il pc dopo qualche anno, causa sopravvenute lentezze bibliche. Succede solo a me?

Un'altra riflessione al volo: non sono un po' tutti gli elettrodomestici moderni che hanno vite brevi? Se fossi un complottista direi che le case produttrici li fanno apposta scarsamente durevoli per farcene comprare di più... :)

Stepan Mussorgsky ha detto...

neurotix:

"Osservando questo fatto, questo pudore, ho notato che il problema principale e' che se i requisiti hardware non sono all'avanguardia finisce che il cliente si fa l'idea che anche il software fornito sia "roba vecchia", "obsoleta". Si tratta, in poche parole, di danneggiare la nostra immagine di software house con le nostre stesse mani."

E' vero, l'ho notato anche io. Forse la soluzione ideale è indicare requisiti pari a quelli della generazione precedente alle macchine attuali.

In questo momento va benissimo richiedere:

Pentium 4

256 MB di ram

lettore cd/dvd

x giga liberi su hard disk, dove x = spazio realmente necessario + 5 giga

scheda video 3D (anche se il software è 2D)

Allora la reazione media è "accidenti questo software è davvero moderno, ma riesce a girare anche sulle macchine di 6 anni fa!" :D

rob:

"Se posso dare un parere da assolutamente-non-esperto, a me è sempre toccato cambiare il pc dopo qualche anno, causa sopravvenute lentezze bibliche. Succede solo a me?"

Beh se sei della mia stessa filosofia, ovvero "piuttosto che riformattare tutto mi sparo", sappi che è perfettamente normale :D

"Un'altra riflessione al volo: non sono un po' tutti gli elettrodomestici moderni che hanno vite brevi? Se fossi un complottista direi che le case produttrici li fanno apposta scarsamente durevoli per farcene comprare di più... :)"

Dipende dal tipo di elettrodomestico, dalla marca e da un sacco di altri fattori.

Ad esempio le lavatrici hanno ancora un'ottima durata, considerato anche l'uso spesso "spartano" che se ne fa: la mia gira da 8 anni e non perde un colpo, manutenzione 0,non uso nemmeno il Calfort o Calgon che dir si voglia :D

Gian Piero Biancoli ha detto...

Mi sono scordato di fare la domanda: se la tshirt indossata da Paolo è quella di REMOVE BEFORE FLIGHT (vedi link più sopra) qualcuno me la spiega.

L'avevo già vista in giro ma, scusate l'ignoranza, non l'ho mai capita.
Grazie mille a chi vorrà essere così gentile.

brain_use ha detto...

@neurotix & usa-free

Troppi inforNatici, su questo forum. :P

Abbastanza vere le Vs. osservazioni, anche se 256mb RAM per una macchina categoria XP sono si e no i requisiti necessari a far girare l'OS. E neanche tanto bene... :P

Stendendo ovviamente un velo pietoso su VistaMare/Lago/Monti (Orbo...? Dove sei?)

Se può consolare, mi associo anche all'affermazione "piuttosto che formattare mi sparo".
Anche se, a volte, devo riconoscere che ci vuol meno tempo che a fare le cose a manina...

Unknown ha detto...

@ gian piero

Si riferice a "toppe" attaccate a oggetti usati per chiudere o coprire parti "delicate" di aeroplani quando questi sono non in uso (per esempio prese d'aria per anemometri), cosi' che non vengano ostruite da corpi estranei. Sono rosse in modo che siano molto risaltanti, cosi' che il personale di terra prima del decollo dell'aereo possa notare in fretta che tutte sono state rimosse, per ridurre la possibilita' di errore umano.

Puoi trovare un esempio nella seguente foto
http://tinyurl.com/6l53t3

Gian Piero Biancoli ha detto...

@ matteo

Come disse Garibaldi ai suoi..."Grazie mille!"

alexandro ha detto...

@Claudio
Lettore floppy? :-)

ErreBì ha detto...

@alxman:

>[...]Risposte date solo in un paio di occasioni, dici? Vediamo subito...

Ah ah ah, bellissimo!!! Una sfilza di risposte!
e Di Pietro dov'era?
era all'ultimo banco intento a lanciare palline di carta al Cavaliere. :))

Qui non è solo una questione di metodo, il Parlamento è un luogo dove tutti vogliono parlare ma nessuno ascolta. E noi paghiamo.

Sia chiaro che non ce l'ho con la persona nello specifico, ma peggiore di lui sarà solo il prossimo che aprirà l'ennesima interrogazione!

Unknown ha detto...

@brain_use:
Noi lavoriamo molto con web-applications e quindi quasi tutto il carico e' sul server... carico che, quando si tratta di qualche decina di utenti, una macchina modesta (tipo ultimi Pentium III) riesce a gestire (MySQL + Apache + PHP); anzi, per essere piu' precisi, sono carichi che potrebbe gestire uno qualsiasi di quei computer in dismissione ammontinati in attesa dell'addetto della societa' di smaltimento rifiuti elettronici (il quale, fra l'altro, vuole bei soldini per ogni pezzo da smaltire!).
Ci sono capitato giorni fa, da uno dei nostri principali clienti, in mezzo alla catasta dei PC dismessi: numerosi Pentium 4, parecchi HDD da 8 a 80GB (che nessuno si e' curato di rendere illeggibili), parecchie centinaia di MB di RAM e numerose motherboard con tutto integrato (scheda video, lan, ecc.)... io, da buon informatico, ho chiesto il permesso di sfrucugliare a mo di barbone che cerca cibo nel cassonetto... e ho raddoppiato la RAM del mio PC di casa (Pentium III 800MHz + Debian...).

Questo per dire che i clienti buttano via come obsolete macchine che noi potremmo chiedere come requisiti piu' che minimi.
E ritorna il problema: che figura ci fai a dirgli che basta e avanza quello che lui - il cliente - gia' tratta come pattume?

C'e' proprio una cultura del recupero da sdoganare. Nemmeno si tratta di cavare sangue dalle rape (semmai quello lo faccio io col mio PC di casa), piuttosto sarebbe il prolungare la vita di un investimento.

Ciao

brain_use ha detto...

@neurotix:

Chiarissimo, parlando di webapps. Anche se qualche grana coi picchi di processore su db postgresql, ad esempio, l'ho già vista...

Effettivamente, parlando di requisiti lato client, avevo in mente la tipica architettura client-server.

D'altra parte, nel tuo caso, il problema di immagine si semplifica proprio perché stiamo parlando di "altro da Ms" e anche il cliente più sprovveduto sa bene che linux e le applicazioni web hanno requisiti più modesti.
Se poi non gli carichi l'interfaccia grafica, lasci alla macchina quel fascino "retrò" che ingenera anche un certo rispetto...

Pietro ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Pietro ha detto...

Giusto per fare l'avvocato del diavolo.

Diciamo che la necessità di cambiare/aggiornare i PC sia (anche) frutto di politiche di marketing, di progettazione votata all'invecchiamento, e di un inutile sviluppo del software.

Tuttavia il ricambio di pc tiene in vita molte aziende e crea sviluppo tecnologico. E soprattutto, i grossi volume di vendite tengono i prezzi bassi.

Cosa succederebbe ad i prezzi dei pc se venissero cambiati molto meno? Non sarebbe meglio cercare modi di smaltimento efficaci, invece?

Detto questo, anche io penso che spesso il ricambio di un oggetto ancora funzionante sia antiecologico in se (cambiare un'auto da euro0 a euro4... quanto ci vuole per ammortizzare l'impatto ecologico della produzione della nuova e smaltimento della vecchia?).

Unknown ha detto...

@tutti i fan di Linux:
sono anch'io del club, ma credo che il Diavolo sia tra noi.
Se e' vero che con un Linux ben scelto si PUO' ancora usare decentemente un PIII con 256MB di RAM, la tendenza e' la stessa che si osserva nel resto dell'informatica: avete provato a metterci sul PIII un kernel 2.6.21 e KDE 4?
Vogliamo parlare di Compiz Fusion?
Suse 11 leggero?!?!

E non e' che il circolo vizioso HW/SW sia nuovo o sia stata scoperto da Microsoft: avete presente un sistema operativo sicuramente serio (ancorche' ahime' defunto) come il VMS?
Qualcuno dei leggenti si ricorda il rilascio della versione 6.1 del VMS nel '94?

Circa le web app, se e' vero che in media sono piu' leggere, anche li' il Diavolo ci ha messo lo zampino.
Nel campo della sicurezza informatica delle applicazioni web ed uno dei prodotti leader di mercato e' Siteminder, della CA.
La sua consolle di amministrazione e' a sua volta una applicazione web.
Fino alla versione 6, era costituita da una applet java di un paio di centinaia di KB, in totale l'intera parte server occupava meno di 300 MB di disco.
CA e' passata direttamente dalla versione 6 alla 12 (per ragioni di marketing). La consolle della 12 occupa 2 GB.
No, non di disco. DI RAM!
Con meno di 2 GB liberi sul server non parte!
Inutile dire che nessuno dei clienti che seguo ha volto saperne di fare l'upgrade (e non solo per questo motivo).

Rudy ha detto...

Un paio di giorni fa Windows XP del mio portatile di casa del 2003 ha deciso di aggiornarsi al service pack 3.

Ora il portatile è molto più veloce: Windows XP sembra molto più leggero, tanto che a volte è un piacere usarlo quanto Ubuntu, che sta nell'altra partizione.

Penso che per altri 5 anni, hardware permettendo, non avrò necessità di un nuovo notebook.

Devo dire che la licenza XP acquistata con quel portatile si è già ampiamente ripagata :-)

PS: io uso Linux e Unix ovunque...

Unknown ha detto...

se non si hanno troppe pretese, o se non si ha bisogno di apparire a tutti i costi, non c'è bisogno di aggiornare continuamente la propria tecnologia.
io vi sto scrivendo da un ibook g3 del 2003 su cui faccio girare senza problemi osx 10.4.11 e ci faccio piccoli lavori di grafica con photoshop cs2. non ho motivi per cambiarlo. e non lo farò finchè non sarà il mio mac a morie.

Unknown ha detto...

@dario:
Hai perfettamente ragione, va sicuramente circostanziato anche il discorso "installate linux". Le ultime versioni di GNOME e KDE sono dei colossi, non c'e' alcun dubbio.
A mio parere e' stata vergognosa l'evoluzione (o involuzione?) di Ubuntu. Era partita benissimo, bella e sostanzialmente leggera. Poi - non si sa per quale stupidissimo motivo - ha deciso di voler competere con Vista (che pareva dovessere essere il sistema che avrebbe fatto piazza pulita di tutti...) e ha tirato dentro di se Compiz e compagnia bella. E l'effetto e' stato il piu' deleterio possibile: si e' caricata di una massa enorme di bug (moltissimi dei quali semplici bisticci fra applicazione e Compiz) che - oltre ad averne ridotto l'usabilita' - hanno anche ritardato la risoluzione di tutta un'altra serie di bug della distribuzione e che avrebbero dovuto avere ben altra priorita'... e tutto questo per correre dietro ad un sistema operativo - Vista - sostanzialmente morto. Nel frattempo sono passati 2 anni e certe stupidaggini nei pannelli di GNOME continuano a starsene li' belle e tranquille.
Oggi, con Ubuntu 8.10, non trovo piu' il pannello di configurazione della rete wireless (quello che c'e' non sortisce piu' nessun effetto... e quindi me la sono configurata manualmente). Ne ha preso di tempo il risolvere tutti i malfunzionamenti di Compiz!
Rimpiango i tempi in cui avevi Beryl in un pacchetto a parte... se sentivi la stringente necessita' di un desktop 3D te lo installavi ed eri apposto. Che dire, contenti loro.

Certo e' vero che con Linux posso ancora decidere di togliere GNOME (o KDE) e metterci XFCE. Opportunita' questa che non mi danno tutti.

Ciao

Matz ha detto...

Per aggiungere un argomento: io ho acquistato una stampante lexmark circa un anno fa e poco prima che scadesse la garanzia ho avuto un problema (probabilmente ad un rullo della stampante per cui non riusciva a caricare la carta). Beh la Lexmark non fa assistenza o meglio fa assistenza per telefono, dicendoti di fare due tre tentativi e se poi non funzionano ti mandano a casa una stampante nuova dicendoti di buttare la vecchia.

Quindi se avete una lexmark e volete fare un regalo a qualcuno...sapete cosa fare.

Scherzi a parte non mi sembra una politica molto environment-frinedly

Linguaggio Macchina ha detto...

A beneficio di chi si trovasse a Cagliari il mercoledì 12 novembre segnalo che dalle 18.00 alle 20.10 a Cagliari (via Romagna 16, Villa Clara, padiglione E) presentiamo il libro di Giovanna Sissa IL COMPUTER SOSTENIBILE. Interverranno: Giovanna Sissa e Flavia Marzano.

il risolutore ha detto...

è assurdo in discarica trovi computer e periferiche funzionanti (li ho testati) che pero non puoi prelevare e che vanno chissà dove... e poi in uffici pubblici o tribunali ti dicono "non possiamo fare di più perche lo stato non ci da i computer per poter lavorare" è incredibile ho testato pentium 2 3 4 installandoci linux open source programmi gratuiti e funzionano benissimo dunque le vecchie macchine possono essere usate e tornare alla loro funzione senza dover per forza buttarle e inquinare.....ma cosi le multinazionali come microsoft non ci guadagnerebbero non vi pare?

Van Fanel ha detto...

@il risolutore:
Ci aggiungo i televisori analogici perfettamente funzionanti apparsi nei cassonetti dopo lo switch-off. Uno aveva addirittura un pezzo di carta appiccicato sopra con scritto "funzionante". E a Genova. Non eravamo quelli "oculati"?

oui, c'est moi ha detto...

televisori analogici perfettamente funzionanti apparsi nei cassonetti dopo lo switch-off.
Non bastava corredarli di decoder? O_O

Gwilbor ha detto...

[quote-"oui, c'est moi"-"/2008/11/il-vostro-computer-sostenibile-se-ne.html#c6224536049643689395"]
televisori analogici perfettamente funzionanti apparsi nei cassonetti dopo lo switch-off.
Non bastava corredarli di decoder? O_O
[/quote]

Mah, io non capisco tutto questo stupore, e non parlo per giustificare me stesso perché io, avendo dei tv analogici relativamente nuovi, li ho tenuti e li ho dotati di decoder esterno. Però se il televisore è a fine vita, anche se funzionante conviene di gran lunga acquistarlo nuovo, un po' perché i centri commerciali fanno offerte interessanti, un po' perché aggiungere un decoder esterno significa aggiungere un telecomando, dover armeggiare ogni volta per impostare l'ingresso scart, fare casini coi comandi del volume e cose del genere.

Se è per questo ho ancora un walkman a cassette perfettamente funzionante dell'89, ma chissà perché ad un certo punto ho deciso di metterlo in soffitta e comprarmi un lettore cd portatile. Poi, dopo qualche anno, anche questo lettore è finito in soffitta nonostante non avesse malfunzionamenti, e mi sono recato al centro commerciale a comprarmi un lettore mp3. Chissà perché...

oui, c'est moi ha detto...

Chissà perché...
Evidentemente hai più soldi di me :-)

pgc ha detto...

a me basterebbe che fosse sostenibile la stampante. 2 colori di ricambio (su 6) di una Canon 4300 costano quanto una stampante nuova di pari prestazioni.

Van Fanel ha detto...

@Gwilbor
Mah, io non capisco tutto questo stupore

Infatti non sono stupito, solo amareggiato...

(Comunque anche i decoder sono aggeggi elettronici che un giorno saranno da buttare, incrementando la quantità di tecnorumenta - ops, scusate, volevo dire R.A.E.E.)