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Podcast del Disinformatico del 2016/05/20

 È disponibile per lo scaricamento il podcast della puntata di venerdì del Disinformatico della Radiotelevisione Svizzera. Buon ascolto!
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Volete provare a sparire da Internet? La TV svizzera cerca volontari

La trasmissione Patti Chiari della Radiotelevisione Svizzera di lingua italiana sta preparando un esperimento per valutare l’impatto che ha Internet nella vita quotidiana e cerca volontari che vogliano tentare di sparire dalla Rete.

L’idea è semplice: se vi offrite, mi date il permesso di cercare informazioni su di voi in Rete, specialmente nei social network, e poi presentarvi (privatamente) un elenco dei siti nei quali siete citati e delle informazioni disponibili su di voi. Già questo sarà probabilmente sorprendente e illuminante.

Poi, sempre se siete d’accordo, tenterò insieme ad altri esperti di eliminare il più possibile le tracce che avete lasciato in Internet. Ovviamente servirà la vostra collaborazione: per esempio, se volete eliminare un account presso un sito o una casella di mail, dovrete darmi/ci la password corrispondente.

Infine, se vorrete, vi daremo dei consigli su come rifarvi una vita in Rete ed evitare di lasciare in giro di nuovo tutte le tracce che abbiamo trovato su di voi.

Se la cosa v’intriga e volete saperne di più oppure offrirvi come volontari, trovate tutti i dettagli e il video promozionale in questa pagina di Patti Chiari. Sono già arrivati i primi, eloquenti commenti che la dicono lunga su quanto siamo ormai legati all’uso di Internet per i rapporti sociali e per lavoro.
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Ragioni per usare la modalità aereo quando non sei in aereo

Ora che il divieto di tenere accesi i telefonini durante i voli in aereo sta diventando sempre meno diffuso, la modalità aereo sembra destinata all’estinzione per manifesta inutilità. Ma in realtà ci sono ottime ragioni per usarla in alcune situazioni anche quando non si vola.

“Spegnere” senza spegnere. Riavviare uno smartphone completamente spento non è affatto istantaneo, per cui molti utenti lo tengono perennemente acceso anche quando potrebbero spegnerlo. Metterlo in modalità aereo è una sorta di “spegnimento” veloce che ha vari vantaggi. Per esempio, fa durare più a lungo la carica della batteria; se avete pochi minuti a disposizione per ricaricarla, questa modalità consente una ricarica più veloce. In modalità aereo, inoltre, si possono continuare a fare foto e video.

Non disturbare. Un altro uso pratico della modalità aereo è per mettere in pausa tutti i servizi: niente chiamate, niente messaggi, niente aggiornamenti di stato, niente distrazioni e soprattutto niente bip o altri suoni di notifica. Questo è particolarmente benefico per chi usa lo smartphone come sveglia: in modalità aereo la sveglia suona comunque ma non si viene disturbati dal fischettìo di un messaggio WhatsApp mandato alle tre del mattino dall’amico nottambulo.

Reset delle connessioni. Mettere lo smartphone in modalità aereo e poi disattivare questa modalità significa obbligare tutta la parte radio (sia cellulare sia Wi-Fi) del dispositivo a riavviarsi, e questo spesso risolve i problemi di connessione, specialmente in roaming o quando il segnale del Wi-Fi desiderato è debole.

Non far sapere di aver letto un messaggio. Molte app di messaggistica (per esempio Facebook Messenger e Snapchat) hanno una notifica di lettura, per cui avvisano i vostri interlocutori quando leggete i loro messaggi. A volte si può disattivare, altre no. Ma se mettete lo smartphone in modalità aereo prima di leggere un messaggio e poi lo leggete, i vostri interlocutori non sapranno che l’avete letto, perché la notifica di lettura non potrà essere inviata. Questo può darvi una pausa di riflessione o, se avete questo genere di problemi, anche un alibi.

Trovate questi e altri modi di sfruttare la modalità aereo in questi due articoli di Gizmodo.
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Antibufala: smartphone avvistato nel video di un incontro di boxe del 1995!

Ha già più di cinque milioni di visualizzazioni il video che mostra uno spezzone di un incontro di pugilato del 1995 (Mike Tyson contro Peter McNeeley) nel quale si scorge, fra il pubblico, quello che sembra essere un oggetto impossibile: uno smartphone come quelli di oggi, che a quell’epoca non esistevano e che quindi dimostrerebbe la presenza di un viaggiatore nel tempo.

La storia è stata ripresa da molte testate giornalistiche (Repubblica; Gazzetta) e sbufalata piuttosto rapidamente da vari siti (Gizmodo, Snopes, Butac) facendo notare a chi non si ricorda il 1995 che a quell’epoca è vero che non c’erano gli smartphone ma c’erano le prime fotocamere digitali a buon mercato, che avevano un aspetto che corrisponde all’oggetto che si vede confusamente nel video e si impugnavano tenendole verticalmente.

Fra l’altro, osservando bene il video si nota che il diametro del cerchio nero che viene interpretato come un obiettivo è molto più grande di quello di uno smartphone odierno e corrisponde invece alle dimensioni degli obiettivi delle prime fotocamere digitali.

L’unico mistero, in tutta la faccenda, è perché qualcuno debba andare a pensare a una spiegazione ridicolmente improbabile come quella di un maldestro viaggiatore del tempo. Ma anche per questo enigma c'è una probabile soluzione: fabbricare notizie come queste attira tanti visitatori con pochissima fatica e quindi piace agli inserzionisti pubblicitari. Non a caso una delle prime testate a pubblicare questa storiella è il Daily Mail (il 13 maggio scorso), nota fucina di pseudonotizie attiraclic, usatissima come fonte dalle testate italofone.
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Metodo drastico per impedire di barare agli esami: spegnere tutta l’Internet del paese

Le misure necessarie per evitare che gli studenti barino durante gli esami scolastici sono diventate sempre più tecnologiche. Vietare l’uso dei telefonini pare ovvio (no, la scusa che lo si usa come calcolatrice non regge) e magari i sorveglianti più fantasiosi tengono d’occhio le persone che si coprono le orecchie con i capelli per nascondere un minuscolo auricolare Bluetooth.

C’è chi vorrebbe installare dei jammer per impedire le comunicazioni via Wi-Fi o tramite la rete cellulare, ma le leggi sulle telecomunicazioni lo vietano. Al massimo si può spegnere il Wi-Fi dell’istituto. Ma in Iraq è stato adottato un metodo più radicale: spegnere l’intera Internet del paese durante gli orari degli esami.

È questa la conclusione bizzarra alla quale sono arrivati gli esperti di analisi del traffico di Internet quando hanno notato una serie di blackout del traffico Internet in Iraq per tre ore ogni giorno, sempre alla stessa ora. Lo stesso fenomeno si era verificato anche l’anno scorso.

Ora è emersa una mail di un fornitore d’accesso a Internet in Iraq che conferma la teoria: “...tutti i circuiti e il servizio Internet verranno disattivati dalle 5 alle 8 del mattino. Durante questo periodo tutta la connettività Internet sarà disattivata in tutte le regioni dell’Iraq.”

Secondo The Register, gli esami in questione riguardano gli studenti del sesto anno delle scuole irachene, che sono obbligatorie soltanto fino a 11 anni: chi non ottiene voti alti a questi esami quasi sicuramente non proseguirà gli studi e quindi le sue prospettive di carriera dipendono moltissimo dai risultati. Questo significa che gli studenti sono molto motivati a barare pur di poter continuare a studiare: un concetto che magari a qualche giovane pigrone del primo mondo sembrerà un po’ alieno.
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