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Podcast del Disinformatico del 2015/04/17

È disponibile per lo scaricamento il podcast della puntata di ieri del Disinformatico della Radiotelevisione Svizzera. Buon ascolto!
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Domani a San Marino prosegue Digitocracy

A marzo sono stato ospite di Digitocracy a San Marino per parlare di cittadinanza digitale e smart city; segnalo che la manifestazione prosegue domani dalle 14 alle 19 alla Sala Montelupo di Domagnano (piazza Filippo da Sterpeto).

Ci sarò virtualmente anch'io, perché verrà proiettato il mio intervento di marzo. I dettagli sono sulla pagina Facebook di Digitocracy; i relatori sono elencati qui accanto.
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Sam “Janeway” Cristoforetti: “C’è caffè in quella nebulosa...ehm, volevo dire, in quella Dragon”

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Poco fa Samantha Cristoforetti ha catturato la capsula Dragon in modo impeccabile. Poi è andata di corsa a cambiarsi per scattare questa foto impagabile:


Sam ha postato subito la foto in questo tweet:



La versione ad alta risoluzione è su Flickr qui.

Mettersi in divisa da Star Trek: Voyager nello spazio è già un momento epico per qualunque Trekker; ma Sam lo fa specificamente in quest'occasione perché a bordo della Dragon c'è la macchina del caffè ISSpresso e c'è in ST: Voyager una celebre battuta del capitano Janeway: “C'è caffè in quella nebulosa”.


NOVANTADUE MINUTI DI APPLAUSI.
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Android riconosce la scrittura a mano libera

Google ha rilasciato un'app di scrittura a mano libera, denominata in maniera molto creativa Google Scrittura a mano libera, che consente di scrivere sui dispositivi Android disegnando i caratteri con un dito o con un apposito stilo.

Questa soluzione è particolarmente utile per chi ha le dita grandi o per chi deve comporre simboli complessi, per esempio in cirillico o cinese, o anche soltanto per le emoticon o emoji.

L'app funziona anche senza connessione a Internet, ma se le date il permesso di connettersi migliora il priorio riconoscimento, che è già buono in partenza: riesce a riconoscere senza problemi persino la mia scrittura da informatico che non impugna quasi mai una biro.
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Auto senza chiave troppo facili da aprire

Molte automobili moderne offrono un sistema keyless di apertura delle portiere e di accensione del motore: al posto dell'ormai consueto telecomando c'è una tessera o una chiavetta elettronica che l'utente può tenere in tasca o in borsa e che apre l'auto e la avvia semplicemente avvicinandosi e toccandone la portiera.

Una gran comodità, ma secondo il giornalista Nick Bilton del New York Times ci sono dei problemi di sicurezza che è meglio conoscere: lui li ha scoperti quando ha visto due ragazzini avvicinarsi alla sua auto, premere un tasto su una misteriosa scatoletta di colore nero e aprire la portiera.

A quanto risulta dalle prime indagini, la scatoletta è un amplificatore di segnale che consente di far credere all'auto che la sua “chiave” elettronica sia vicina quando in realtà è distante (per esempio in casa, mentre l'auto è parcheggiata davanti all'abitazione) e che quindi le portiere debbano sbloccarsi perché il proprietario vuole salire a bordo.

Nelle auto che hanno un normale telecomando, è il telecomando a trasmettere un segnale radio verso l'automobile; ma in quelle con la tessera o chiavetta elettronica è l'auto a trasmettere costantemente un debole segnale radio che cerca la chiave. Se la trova, le portiere si aprono. L'amplificatore di segnale, un oggetto fra l'altro molto a buon mercato e facilmente reperibile, inganna questo sistema e consente l'intrusione silenziosa nella vettura.

La soluzione migliore è non avere questo sistema di chiusura, ma se non lo si può evitare è opportuno tenere la chiave in un contenitore schermante (una scatola metallica o un forno a microonde) quando non la si vuole usare.