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Comandare un fucile di precisione via Wi-Fi? Ma che bell’idea

La texana Tracking Point fabbrica costosi fucili di precisione a puntamento computerizzato: il tiratore indica il bersaglio nel mirino e poi il fucile decide quando tirare il grilletto perché la canna è correttamente puntata verso il bersaglio. Con un sistema del genere, qualunque dilettante dalla mano malferma può credersi un tiratore scelto.

C'è un piccolo problema: il fucile informatizzato è collegabile via Wi-Fi a un computer esterno. Già l'idea di avere un fucile collegabile tramite Wi-Fi può sembrarvi un tantino imprudente, ma c'è di più: il collegamento è bidirezionale, nel senso che permette al fucile anche di ricevere comandi in ogni momento. Ciliegina sulla torta, la password del Wi-Fi del fucile non è modificabile.

Ci vuole una dose rara d'incoscienza per progettare un'arma in questo modo. Il risultato è facilmente prevedibile: i ricercatori di sicurezza Runa Sandvik e Michael Auger hanno dimostrato che è possibile prendere il controllo completo del fucile della Tracking Point a distanza, via Wi-Fi, alterandone i parametri di sparo e quindi facendogli mancare completamente il bersaglio oppure disabilitandolo del tutto.

In un video eloquentissimo, Sandvik e Auger mostrano come manipolano il software del fucile per fargli colpire il bersaglio accanto a quello mirato.


Dovrebbero chiamarla la Regola del Comandante Adama (protagonista della serie Battlestar Galactica ed epicamente riluttante – pienamente a ragione – a mettere in rete i sistemi d'arma): se ti può uccidere, non interconnetterlo.


Fonti: Wired, CNN, Sophos.
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Antibufala: su Marte c’è un oggetto che levita!

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2015/08/01 13:50. 

Mi sono arrivate alcune segnalazioni della “notizia” dell'avvistamento di una “possibile sonda extraterrestre” su Marte insieme a una fotografia molto intrigante.

La parola notizia è fra virgolette perché la fonte dalla quale proviene è il blog Segni dal cielo, noto per la sua disponibilità a pubblicare qualunque storia di presunti avvistamenti ufologici. A sua volta Segni dal cielo cita un'altra fonte altrettanto disinvolta, ossia il canale Youtube Paranormal Crucible, già protagonista di altre perle fufologiche, come la presunta punta di piramide trovata sempre su Marte.

Ma a prescindere dalle fonti poco attendibili, l'immagine che propongono è sicuramente interessante, perché sembra davvero mostrare qualcosa di sferico che flutta in aria, come si può vedere qui sopra. Inoltre l'oggetto non è stato aggiunto con Photoshop e la foto è sostanzialmente autentica: proviene dalla sonda Curiosity ed è verificabile qui sul sito della NASA. Per trovare il punto esatto bisogna zoomare nella maniera mostrata qui sotto.







Si tratta insomma di un dettaglio piccolissimo: per notarlo in quella distesa di rocce e polvere marziana ci vuole una determinazione che rasenta l'ossessione. Ma a prescindere dalle motivazioni che possono spingere qualcuno a esplorare le bellissime fotografie della NASA scattate su Marte alla ricerca di dettagli come questo e dal corto circuito logico che può spingere a interpretare un oggetto indistinto come una sonda extraterrestre, la vista panoramica permette di notare un dettaglio che stronca subito la tesi ufologica. Basta infatti guardare la direzione delle ombre.

Mentre la presunta ombra della “sonda” sferica si trova verticalmente sotto di essa, come se il sole fosse a picco, tutte le altre rocce circostanti hanno ombre laterali, come se il sole fosse piuttosto basso e si trovasse nella zona di sinistra dell'immagine.

Già questo ci dice che l'interpretazione iniziale è sbagliata ed è una notevole dimostrazione di pareidolia: il nostro cervello, di fronte a un oggetto circolare che è più scuro in basso e sotto il quale c'è una chiazza scura tondeggiante, senza altri riferimenti spaziali, tende a interpretare la scena come una sfera che getta un'ombra. Soltanto l'osservazione dei dettagli circostanti rivela l'autoinganno percettivo.

Ecco alcuni esempi di questo automatismo della nostra mente, tratti da Metabunk:





Inoltre il confronto fra l'immagine sul sito della NASA e quella proposta da Paranormal Crucible rivela che la versione ufologica è stata schiarita notevolmente, creando quindi ulteriori artefatti digitali.

Vista la risoluzione molto ridotta dell'immagine, è difficile arrivare a una spiegazione certa, ma sembra probabile che l'ombra sia in realtà la faccia verticale in ombra di una roccia di cui si intravede la faccia superiore a sinistra dell'ombra stessa. La “sfera” è probabilmente un'altra roccia che si trova più lontano e che la scarsa risoluzione, combinata con gli artefatti di compressione digitale della panoramica, fa sembrare sferica. Infatti andando a prendere l'immagine non interattiva originale si scopre che il dettaglio della “sfera” è sgranatissimo.



La “sfera” che levita è, insomma, sì artificiale: ma nel senso che è un artefatto dell'elaborazione digitale delle immagini e del modo in cui il nostro cervello cerca di dare senso alle immagini confuse. Ci vuole ben altro che un'immagine confusa e artefatta per parlare con certezza di sonde extraterrestri.
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Un miliardo di telefonini Android infettabili con un messaggino? OK, PANICO. Ma non troppo

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2015/08/01.


Angoscia in Rete per la notizia che una grave falla di sicurezza riguarda un miliardo di telefonini Android: per infettarli e/o rubarne i dati è sufficiente che ricevano un MMS appositamente confezionato. La falla, scoperta dalla società di sicurezza informatica Zimperium, è stata battezzata Stagefright (dal nome della libreria software di Android coinvolta) e colpisce tutte le versioni di Android dalla 2.2 in avanti.

Niente panico: nella maggior parte dei casi è sufficiente disabilitare la ricezione automatica degli MMS in Google Hangouts e nelle altre applicazioni e imparare a non cliccare sui link agli MMS. Per Hangouts basta andare nelle Impostazioni e disabilitare Recupera automaticamente MMS, come mostrato qui accanto. Bisogna inoltre andare nell'app Messaggi, scegliere Impostazioni e disattivare Recupero automatico nella sezione dedicata agli MMS.

Google ha già corretto la falla, ma spetta ora ai produttori di telefonini distribuire l'aggiornamento correttivo predisposto da Google, e qui sta il problema: se il vostro telefonino non è recente, probabilmente non verrà mai aggiornato e resterà perennemente vulnerabile. Va detto che finora non ci sono segnalazioni dello sfruttamento della falla da parte di criminali informatici.

La lentissima o inesistente disseminazione degli aggiornamenti, priva della gestione diretta e centrale che hanno per esempio Microsoft o Apple, è da sempre uno degli aspetti più criticabili di Android, e Stagefright ne mette bene in luce i limiti. Gli unici telefonini Android che ricevono gli aggiornamenti direttamente da Google sono i Nexus di Google; tutte le altre marche decidono autonomamente se, come e quando creare e distribuire gli aggiornamenti.

Certo, se siete avventurosi potete provare a installare un Android alternativo, come CyanogenMod, per il quale c'è già la correzione della falla. Per la maggior parte degli utenti la soluzione più fattibile, ma anche quella più consumista, è invece acquistare uno smartphone Android più recente.


Fonti: Zimperium, EFF, Androidcentral, Twilio.
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Oggi è la Giornata del Sysadmin

Fonte: Wikipedia.
L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2015/07/31 23:35.

Oggi è il Sysadmin Day o più formalmente il System Administrator Appreciation Day: la giornata dedicata al riconoscimento del duro lavoro degli amministratori di sistema (o sysadmin) e di tutte le persone che fanno funzionare i sistemi informatici e consentono agli altri, i comuni mortali denominati utenti, di usarli per lavorare, comunicare e giocare.

La giornata è stata indetta per la prima volta nel 2000 da Ted Kekatos (non a caso un sysadmin), ispirato da una pubblicità nella quale gli utenti coprivano di fiori e cestini di doni il tecnico che aveva installato per loro le stampanti di una nota marca, ed è diventata nel corso degli anni un appuntamento rituale, con tanto di magliette a tema e altre trovate commerciali.

Siate sempre riconoscenti al vostro sysadmin: qualunque cosa facciate con il vostro computer, la potete fare perché lui o lei sistema tutte le magagne, configura i servizi di rete, fa la manutenzione: compiti ingrati e spesso ignorati dagli utenti, che si accorgono dell'esistenza del sysadmin soltanto quando qualcosa non funziona o quando commettono qualche errore.

Siate riconoscenti anche perché il sysadmin è onnipotente: spetta a lui o lei decidere quando e come far funzionare i sistemi informatici che usate.

C'è un sito ufficiale, Sysadminday.com, che invita a portare al sysadmin torte, gelati, pizza, cartoline di ringraziamento, regali vari, palloncini, T-shirt a tema o anche semplicemente qualche parola di gratitudine.

Per avvicinare in modo corretto e non ostile un sysadmin, creatura nota per il suo comportamento scontroso e per il suo modo di comunicare tramite acronimi e vocaboli inglesi anche quando si esprime apparentemente in italiano, tenete presente queste semplici regole semiserie:

– Ai sysadmin piace lavorare 90 ore a settimana; adora risolvere gli inceppamenti della vostra stampante.

– Il sysadmin non ha bisogno di ferie: si alza dalla scrivania per pranzo ed è già contento.

– I sysadmin non sono asociali; sono semplicemente selettivi nella scelta degli amici.

– La scrivania del sysadmin non è in disordine: è organizzata in modo creativo. Il sysadmin trascende la linearità e vede l'ordine nel caos.

– Il sysadmin non vuole essere ringraziato. La sua evidente gioia interiore scaturisce spontanea dalla soddisfazione di fare il proprio lavoro.

– Il sysadmin non va alle feste. Festeggia da solo guardando The IT Crowd, cantando la System Administrator Song e rileggendo BOFH.

– Quando il sysadmin vi chiede se avete provato a spegnere e riaccendere, non vi sta prendendo in giro: la stragrande maggioranza dei problemi informatici si risolve davvero con un bel riavvio che fa piazza pulita.
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14 milioni di utenti sono già passati a Windows 10

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2015/07/31 16:35.

Stando ai conteggi di Microsoft, sono già 14 milioni gli utenti che hanno installato Windows 10 nelle prime 24 ore di disponibilità del nuovo sistema operativo, che viene reso disponibile in forma scaglionata e gratuita per chi ha già un Windows recente.

La mia mini-recensione di Windows 10 è qui: considerato che Microsoft sta rilasciando moltissimi aggiornamenti per correggere difetti rimasti in Windows 10, confermo il consiglio di aspettare qualche settimana.

A chi sta già installando non mancano i momenti di ilarità: sta facendo sorridere molti un messaggio d'avviso particolarmente enigmatico che si presenta a volte durante l'installazione quando si verifica un problema: la laconica dicitura Something happened, ossia “è successo qualcosa”, che è una nuova sibillina vetta nell'incomunicabilità informatica. Secondo le discussioni in corso su Reddit, il problema si risolve agendo sulle impostazioni di lingua di Windows 10.

Rispondo pubblicamente a una domanda di Lorenzo V., che chiede lumi sulla numerazione delle versioni di Windows, osservando che abbiamo avuto Windows 1, 2, 3, 3.1, 3.11, 3.5 NT, poi NT 4, e fin qui tutto bene; poi è arrivato Windows 2000, che sarebbe la quinta versione, seguito da Windows XP, ossia la sesta; Windows Vista sarebbe la versione numero 7 e quindi Windows 7 sarebbe la versione numero 8.

In realtà Windows adotta una numerazione interna tecnica che è separata dalla denominazione commerciale dei suoi sistemi operativi. I dettagli sono disponibili in questo documento tecnico e in una tabella riassuntiva di Wikipedia, che sintetizzo qui indicando prima il nome commerciale e poi il numero di versione usato internamente.

Windows 10 – NT 10.0

Windows 8.1 – NT 6.3

Windows 8 – NT 6.2

Windows 7 – NT 6.1

Windows Vista – NT 6.0

Windows XP a 64 bit – NT 5.2

Windows XP – 5.1

Windows 2000 – NT 5.0

Windows ME – 4.90

Windows 98, 98 SE – 4.10

Windows NT 4.0 – NT 4.0

Windows 95 – 4.0

Windows NT 3.51 – NT 3.51

Windows NT 3.5 – NT 3.50

Windows per Workgroup – 3.11

Windows 3.1 – 3.10

Windows 3.0 – 3.00

Windows 2.11 – 2.11

Windows 1.04 – 1.04

Windows 1.03 – 1.03

Windows 1.01 – 1.01
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