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Dopo i cerchi nel grano arrivano i cerchi nella sabbia. Da Zurigo

Non bastavano le polemiche intorno ai cerchi nel grano: adesso iniziano a comparire anche i cerchi sulle spiagge. Anche nella versione balneare pare chiaro che gli alieni o i militari non c'entrino proprio nulla e che si tratti semplicemente di forme d'arte create da persone normalissime, come dimostrato da questi esempi magnifici.

Ma di recente è stata resa pubblica la documentazione di un cerchio nella sabbia che sicuramente non è stato tracciato da mano umana. Tutto da riconsiderare, allora? Abbiamo finalmente le prove che ET non ha niente di meglio da fare, dopo miliardi di chilometri di viaggio, che piegare un po' di spighe o fare disegni sulle spiagge?

No: il disegno che vedete qui sopra è stato realizzato da BeachBot (video), un robot che traccia nella sabbia disegni preprogrammati (ma è anche comandabile a mano) usando un rastrello nel quale ogni singolo dente è comandabile separatemente dagli altri. In questo modo è possibile cambiare larghezza e struttura del “tratto” del disegno. Le sue ruote ultramorbide non lasciano tracce nella sabbia. BeachBot è il frutto di una collaborazione fra la Disney Research e un gruppo di studenti del Politecnico Federale di Zurigo.
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Antibufala: il video del super-arciere Lars Andersen

Impazza un video (già oltre 22 milioni di visualizzazioni) nel quale un uomo, tale Lars Andersen, effettua dei tiri con l'arco incredibili.

Il solitamente autorevole Time lo presenta senza esitazioni e dubbi come un video completamente autentico, spiegando che “Andersen ha impiegato dieci anni a perfezionare il suo talento di tiro con l'arco fino a livelli visti soltanto sui campi di battaglia medievale, usando antichi testi e arazzi come riferimento”, che gli hanno permesso “di tirare a bersagli in movimento, da bersagli in movimento, con i piedi... riesce anche a prendere una freccia che viene tirata verso di lui e tirarla indietro in un unico rapido movimento”.

Come gran finale, Lars Andersen spacca in due una freccia in movimento. Ma è vero quello che si vede nel video?

Dipende da cosa s'intende per “vero”. Le analisi degli esperti di Snopes.com indicano che non sono stati usati effetti speciali digitali, ma Andersen stesso ammette che nel video sono stati utilizzati soltanto i “ciak” riusciti dopo numerosissimi tentativi e sono stati impiegati alcuni trucchi pratici: per esempio, Andersen spiega che la freccia che viene colpita al volo era fatta di bambù e volava lentamente. Spaccare in due una freccia scagliandola contro una lama è possibile, dicono gli esperti, soltanto se la freccia è priva di punta e quindi è stata preparata appositamente. Inoltre le tecniche che vengono descritte come “dimenticate” sono in realtà ben note, e la narrazione che accompagna il video contiene diverse castronerie tecniche, secondo Geekdad.com.


Fonti aggiuntive: Telegraph.
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Antibufala: il video “Fischia dietro a tua madre” che denuncia le molestie fatte per strada

Da novembre scorso sono entrate in circolazione in Rete numerose versioni di un video che mostra, grazie a riprese con telecamere nascoste, le molestie verbali fatte dagli uomini alle donne sulle strade di Lima, in Perù.

I molestatori vengono colti di sorpresa dal fatto che le donne alle quali fanno apprezzamenti pesanti sono in realtà le loro madri, che hanno accettato di vestirsi e truccarsi in modo da non farsi riconoscere dai figli.

Volano parole grosse, e anche qualche borsettata: alcune madri prendono i figli adulti e li portano a casa come si fa con gli scolaretti, con una meritatissima umiliazione. Il video solleva un problema serio, ma attenzione: non si tratta di un programma televisivo che documenta questi comportamenti, come hanno creduto in molti, ma di una campagna di marketing virale realizzata da una nota marca di equipaggiamenti sportivi, il cui sito ufficiale (con il video integrale) è www.silbaleatumadre.com. Le scene sono state interpretate da attori, ma il messaggio forte resta valido.


Fonti aggiuntive: El PaisLa Stampa; Crudiezine.it.
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Arriva LibreOffice 4.4, più bello e più snello

LibreOffice è un pacchetto di applicazioni simile a Microsoft Office: include un'applicazione per la scrittura di testi, una per la creazione di fogli di calcolo e una per produrre presentazioni. Ha ottenuto una notevole popolarità perché è gratuito, non comporta complicazioni di gestione di licenze, è disponibile anche in italiano, scrive i documenti in un formato che è standard ISO ed è installabile su tutti i principali sistemi operativi (Windows, OS X, Linux; la versione Android è ancora sperimentale).

Ieri è stata pubblicata la sua versione 4.4, che offre un aspetto un po' meno rustico: ai nostalgici ricorderà molto Microsoft Office “classico”, quello che si usava fino al drastico restyling apportato nel 2007. Ma le migliorie non sono soltanto estetiche: LibreOffice 4.4 aumenta la compatibilità con i formati OOXML usati da Microsoft Office, consente di generare documenti PDF con firma digitale, e nella versione Windows offre nuove transizioni per le presentazioni (già presenti in LibreOffice per OS X e Linux). Sono state anche eliminate molte parti obsolete, che erano residui dell'antenato di LibreOffice, il mitico StarOffice.

I principali dettagli delle nuove funzionalità di LibreOffice 4.4 sono descritti in italiano qui; il link per scaricarlo è http://www.libreoffice.org/download.

Provatelo: non costa nulla, e se vi piace vi permetterà di risparmiare parecchio in spese di licenza e in complicazioni amministrative. Ma non dimenticate che LibreOffice si sviluppa liberamente e gratuitamente grazie alle donazioni raccolte da The Document Foundation.
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Scacchi minimalisti in 487 byte

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

In un'epoca nella quale le dimensioni dei videogiochi e del software in generale si misurano in gigabyte, c'è ancora chi insegue la strada del minimalismo e si cimenta in sfide che sembrano impossibili: scrivere un intero videogioco in meno di mille byte. Per intenderci, mille byte sono circa sei SMS.

Se volete un termine di paragone diverso, considerate che il paragrafo che state leggendo è lungo esattamente 487 caratteri: non è un numero scelto a caso, perché è la lunghezza complessiva di un intero programma per il gioco degli scacchi, denominato BootChess e scritto da Baudsurfer, che ha finalmente battuto il record per il videogioco di scacchi più compatto del mondo dopo 32 anni: il primato precedente, 672 byte, risale infatti al 1983 e spettava a un programma per ZX-81.

Non aspettatevi che BootChess vi offra grafica iperrealistica 3D: la sua interfaccia è assolutamente minimalista (soltanto una griglia di caratteri che rappresentano i pezzi e le loro posizioni). Ma in 487 byte contiene tutte le principali regole di un gioco complesso come gli scacchi. BootChess è disponibile per Windows, Linux, OS X, DOS e BSD. Non è un campione di bravura, ma dimostra la bravura del suo creatore. E se questo genere di virtuosismo può sembrare inutile, tenete presente che ci sono ambienti, come i veicoli spaziali o i dispositivi di sicurezza delle automobili, nei quali saper essere concisi, veloci ed efficienti è assolutamente vitale.


Correzione: la prima stesura di quest'articolo indicava che il precedente detentore del record era un programma per ZX Spectrum; in realtà era per ZX-81.