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2020/12/01

È crollato il radiotelescopio di Arecibo

Poco fa Deborah Martorell ha postato la foto che vedete qui sopra: sono precipitate circa 900 tonnellate di apparati che erano sospesi sopra la gigantesca parabola (300 metri di diametro) del radiotelescopio di Arecibo. I cavi che reggevano questi apparati, quelli che si vedono nella foto d‘archivio qui sotto (fonte), erano lesionati da tempo e non più riparabili, e avevano già lesionato parzialmente la fragile parabola.

È la fine ingloriosa di uno strumento scientifico straordinario, che per decenni è stato il più grande radiotelescopio a parabola singola del mondo. Molti lo ricordano come ambientazione fantastica ma vera di alcune scene dei film Goldeneye con Pierce Brosnan e di Contact. Ma il suo contributo alla conoscenza dell’universo va ben oltre le comparsate cinematografiche.

Dietro questo capolavoro d’ingegneria c’è una storia altrettanto straordinaria. Tornate qui tra un’oretta e ve la racconterò. Prima devo farmi passare il magone.

 

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Giornalismo a neuroni spenti: ANSA lascia la notizia un po’ in inglese. Tutti copiano senza controllare

Un altro giorno, un altro imbarazzo. ANSA pubblica una notizia sulla Formula Uno e ne lascia un pezzo in inglese (copia permanente). Le altre testate la ripubblicano in automatico, senza controllare. 

Per chi non può leggere lo screenshot: “Il campione del mondo di Formula Uno Lewis Hamilton è risultato positivo al test per il Covid-19. Salterà per questo il GP a Sakhir nel Bahrain after testing positive for coronavirus. il prossimo weekend”.

E questo lo chiamano giornalismo. René Ferretti lo chiamerebbe in un altro modo, ma questo è un blog per famiglie. Va be'. Ringrazio @dugongop per la segnalazione.

 


 

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2020/11/30

Quando i giornali linkano un sito farlocco (di nuovo): ANSA, Avvenire e Italia Oggi

ANSA, Avvenire e Italia Oggi hanno tutti pubblicato il sito sbagliato per la “lotteria degli scontrini”. Al posto di www.lotteriadegliscontrini.gov.it hanno scritto www.lotteriadegliscontrini.it. Perché nessuno controlla prima di pubblicare e chissenefrega dei lettori e della qualità. E nessuno impara dagli errori, perché la stessa cosa è successa il 3 novembre scorso.

Al momento in cui scrivo, ANSA ha corretto (copia permanente della versione originale); Avvenire (copia permanente) e Italia Oggi (copia permanente) no. 



 

Ringrazio Jacopo Tediosi per la segnalazione iniziale e aver salvato le copie permanenti e Matteo Baldi per i link agli originali.


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2020/11/29

Ci ha lasciato David Prowse, indimenticabile Darth Vader, garbato gigante


È morto David Prowse, l’attore che diede il corpo e le movenze a Darth Vader. Aveva 85 anni. Molti lo ricordano anche per il suo ruolo in Arancia Meccanica (era il culturista), ma per chi come me ha vissuto parecchio in Inghilterra David era famoso soprattutto per il suo ruolo di supereroe negli spot delle campagne per la sicurezza stradale del Green Cross Code (video qui sotto).

Ho avuto l’onore di conoscerlo di persona alla Sticcon nel 2013 e di tradurre per lui: una persona squisita, garbatissima, sempre disponibile per i fan nonostante gli acciacchi dell’età. Non riesco a replicare l’accento di Bristol di David, che aveva indotto George Lucas a farlo doppiare da James Earl Jones, ma ce l’ho ancora nelle orecchie.

Da Casino Royale (1967).

Da The Horror of Frankenstein (1970).

Da Arancia Meccanica (1971).

Da Doctor Who - The Time Warrior (1972).

Da Spazio: 1999 (The Beta Cloud/La nuvola, episodio 2.14 (1976)).

Dalla Guida galattica per autostoppisti
della BBC, episodio 1.5 (1981).

La BBC lo ricorda in due articoli che ne tracciano le origini e la vita personale e professionale, ricca di soddisfazioni ma a volte travagliata. Pochi sanno, per esempio, che fu il preparatore atletico di Christopher Reeve per Superman, e che fu ostracizzato da George Lucas.

We'll stop, look, and listen, Dave. Because alas, now you won’t be there when we cross the road.

2020/11/27

Altre due puntate di “Fake - la fabbrica delle notizie” da (ri)vedere

Nei giorni scorsi sono andate in onda altre puntate di Fake - la fabbrica delle notizie, il programma condotto da Valentina Petrini in onda sul canale italiano Nove. Se volete vederle, o rivederle, sono qui sotto per una trentina di giorni.

Quarta puntata: Chirurgia plastica deformante, pericolo influencer e Immuni, con Francesca Barra, giornalista e opinionista tv, Enrico Bertolino, comico e conduttore televisivo, ed Enrico Bucci, professore aggiunto alla Temple University di Philadelphia.

Quinta puntata: Porno illegale su Telegram (e non solo), con Andrea Delogu, Pablo Trincia e Salvo Di Grazia.

WhatsApp sotto attacco, occhio alle richieste di codici

Mikko Hypponen di F-Secure segnala che è in corso un attacco diffuso contro gli utenti WhatsApp. Se ricevete un messaggio inatteso da WhatsApp contenente un codice e un link, non condividete quel codice con nessuno e non cliccate sul link.

L’esperto informatico spiega la tecnica usata dagli aggressori per rubare gli account: per prima cosa i criminali prendono il controllo di un account WhatsApp. Poi passano in rassegna tutti i contatti di quell’account e avviano la procedura per convertire gli account di quei contatti in account WhatsApp Business.

Questo fa partire da WhatsApp un messaggio di testo (SMS) che arriva sul telefonino del contatto e contiene un codice.

L’aggressore usa poi l’account WhatsApp rubato inizialmente per mandare un messaggio WhatsApp al contatto che sarà la sua prossima vittima. In questo modo, la vittima riceve il messaggio da una persona che conosce, e quindi si fida. L’aggressore dice alla vittima di averle mandato per errore un codice di sei cifre e chiede per favore di rimandarglielo.

Se la vittima cade nella trappola e manda il codice in risposta, anche il suo account viene rubato dall’aggressore, e il processo ricomincia.

Ripeto: non date a nessuno, neppure a persone che conoscete, i codici che vi arrivano da WhatsApp.

Consigli per gli acquisti: un disco rigido per salvare i vostri dati dal ransomware

Non passa giorno senza la notizia di un attacco informatico che blocca un ente o un’azienda e chiede un riscatto per sbloccarlo: il ransomware sta vivendo, purtroppo, un momento di grande diffusione. Dopo i servizi diocesani di gran parte d’Italia, in difficoltà ancora dopo dieci giorni, stavolta è il turno del Manchester United: non la squadra di calcio in sé, ma l’azienda che gestisce le attività milionarie del club, la Manchester United Plc.

L’azienda ha rivelato di essere stata oggetto di un “attacco informatico” ai suoi sistemi la settimana scorsa e di essere “al lavoro con consulenti esperti per ridurre al minimo le perduranti interruzioni dei servizi informatici”. L’attacco viene definito “sofisticato” e “opera di cybercriminali organizzati”. Gli esperti sospettano che si tratti appunto di ransomware.

Secondo le autorità informatiche britanniche, il 70% delle organizzazioni sportive del Regno Unito è vittima di almeno un attacco informatico ogni anno. 

Anche se non avete la visibilità di una grande azienda, incidenti come questi possono capitare a tutti e sono un invito a fare prevenzione. Per esempio, procuratevi qualche disco rigido sul quale mettere in salvo offline delle copie dei vostri dati più preziosi, magari approfittando, come ho fatto io, delle svendite del Black Friday. Cinque terabyte per un’ottantina di CHF (circa 70 euro) sono un’occasione ghiotta.

 

Fonte aggiuntiva: The Register.

Servizi di Amazon vanno in tilt in USA, aspirapolvere “smart” e Fortnite paralizzati in giro per il mondo

Credit: @robisanni.
Se mercoledì sera o giovedì mattina avete avuto problemi con il vostro aspirapolvere “smart” che non rispondeva più ai comandi, il campanello o apriporta “smart” non funzionava più o non riuscivate a giocare a Fortnite, non vi preoccupate: non è la Rivolta delle Macchine. 

Però un pochino dovreste preoccuparvi, perché vuol dire che il vostro dispositivo dipende totalmente da Internet per funzionare, e se Internet non va per qualunque ragione avete un dispositivo inutile. 

Se ne sono accorti gli utenti di alcuni prodotti di Autodesk e se ne sono accorte le redazioni di alcuni giornali statunitensi come il Washington Post, il Wall Street Journal e il Chicago Tribune, che hanno avuto serie difficoltà operative. Anche parte del sistema di trasporto ferroviario di New York è andata in crisi.

Il motivo della crisi era bello grosso: la regione US-East-1 degli Amazon Web Services era in tilt. Molti utenti non lo sanno e immaginano Amazon come un negozio online, ma in realtà Amazon gestisce anche una fetta molto sostanziosa del traffico di Internet e questa gestione produce il 57% dei suoi guadagni complessivi. Quando i suoi Web Services fanno le bizze, cade tutto come un castello di carte.

Alcuni utenti, insomma, si sono trovati nella situazione piuttosto assurda di non poter passare l’aspirapolvere o rispondere alla porta di casa per via di un guasto a Internet dall’altra parte del mondo. 

La situazione è stata riportata alla normalità alcune ore dopo, ma episodi come questo sottolineano l’importanza di scegliere dispositivi che possano funzionare anche senza una connessione a Internet. Non ha senso che per accendere le luci di casa a Zurigo si debba mandare un comando in California.

Se volete monitorare questi servizi e sapere se un improvviso malfunzionamento del vostro dispositivo “smart” è colpa del dispositivo o di un guasto ai suoi servizi online, provate Downdetector.com; lo stato dei servizi Web di Amazon è invece consultabile presso Status.aws.amazon.com.


Fonti aggiuntive: News.com.au, The Telegraph (paywall), The Register.

 

Archeoinformatica: Creeper, il primo “worm” informatico, anno 1971

Credit: Rainmaker1973.
Si chiamava Creeper (niente a che vedere con Minecraft) ed è considerato il primo “virus” (più propriamente worm) della storia dell’informatica: il primo programma capace di creare una copia di se stesso e trasmettersi autonomamente da un computer all’altro attraverso le reti informatiche. Correva l’anno 1971: manca poco al suo cinquantenario.

Sono insomma ormai quasi cinquant’anni che si svolge la rituale gara fra guardie e ladri: da una parte virus e worm sempre più sofisticati, dall’altra antivirus che cercano di stare al passo.

Creeper funzionava sui grandi computer dell’epoca, specificamente su Digital PDP-10, grandi come stanze, collegati fra loro dall’ARPANET, l’antenata di Internet. La sua particolarità era il fatto di stampare il messaggio "I'M THE CREEPER : CATCH ME IF YOU CAN", ossia “io sono il maniaco: prova a prendermi”

Ma in realtà aveva un’altra caratteristica insolita. Creeper non fu scritto da un criminale: fu inventato da uno dei padri di Internet, Bob Thomas, per dimostrare che era possibile passare un programma da un computer all’altro. Allora era una novità straordinaria: oggi lo facciamo senza neanche pensarci.

Ironia del destino, un collega di Bob Thomas, Ray Tomlinson, scrisse un programma analogo che saltava da un computer all’altro in cerca di copie di Creeper: se ne trovava, le cancellava. Era, in altre parole, il primo “antivirus”.

 

Minecraft, “mod” truffaldine colpiscono oltre un milione di utenti Android

Fonte: Graham Cluley.
La società di sicurezza informatica Kaspersky segnala di aver trovato nello store ufficiale per dispositivi Android (Google Play) oltre 20 app che fingono di essere modpack per Minecraft, ossia app che promettono di modificare il popolarissimo gioco in vari modi vantaggiosi per il giocatore.

In realtà gli unici a trarne vantaggio sono i creatori di queste app ingannevoli, perché una volta installate sugli smartphone delle vittime queste app si nascondono e iniziano a far comparire sullo schermo un fiume di pubblicità, i cui incassi vanno ai truffatori. Il telefono diventa spesso inutilizzabile e difficile da ripulire. Alcune di queste app sono state installate oltre un milione di volte, e non tutte sono state rimosse da Google Play dopo le segnalazioni. 

Anche se venissero rimosse, comunque, c’è sempre il rischio che i truffatori le ripubblichino su Google Play con un altro nome.

La migliore cura è quindi la prevenzione generale: non installate app di provenienza incerta che promettono vantaggi mirabolanti. Ma se l’avete fatto, rimediate installando un buon antivirus che le trovi e le elimini.

SpaceX, riprese spettacolari di partenza e soprattutto ritorno al punto di lancio

Godetevi il decollo e il rientro del primo stadio del Falcon 9, con ritorno al punto di partenza sulla terraferma dopo aver portato verso l’orbita terrestre il satellite Sentinel-6 per conto di NASA ed ESA, in queste riprese di Michael Baylor e Jay DeShetler per NASASpaceflight.com. Il lancio è avvenuto il 21 novembre scorso. Si vede persino la “inversione a U” ad altissima quota del primo stadio, quando inverte la rotta per tornare alla base. Ricordate quando tanti dicevano che tutto questo era impossibile?

 

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2020/11/25

Maradona è morto di “parata cardiorespiratoria”: lo scrivono ANSA, RAI e altre testate. E il Corriere lo fa risorgere

Davvero nessuno in redazione che si sia fermato un nanosecondo a chiedersi che cosa potesse mai voler dire "parata cardiorespiratoria"

Poi la gente dice che me la prendo troppo quando parlo di giornalismo a neuroni spenti. Manco la morte di Maradona sanno scrivere giusta. Qui non stiamo parlando di paleontologia comparata o di fisica quantistica. C'è solo da dare la notizia della morte di un calciatore popolarissimo. E per la foga di essere primi, per il malvezzo di copiaincollare, per l’abitudine a lavorare a neuroni spenti, senza controllare niente e senza avere nessuno che li controlli, sbagliano persino questo.

Google

ANSA




Questa disastrosa cialtroneria collettiva deriva probabilmente dal fatto che in spagnolo l’arresto cardiaco si chiama “paro cardiorrespiratório" o "parada cardiorrespiratória". La fretta, la pigrizia e l’abitudine a strafottersene della qualità e restare impuniti hanno fatto il resto.

 

21:30. Pensavo che la farsa tragica sarebbe finita qui, e invece no. Il Corriere ha appena annunciato questo, pubblicato alle 21.15 (copia permanente):


Se non erro, è la ripubblicazione di un articolo del 3 novembre scorso. Il Corriere l’ha rimosso poco dopo.

Non ho altro da aggiungere a questa fiera degli inetti. Spero. Beh, ci sarebbe Orlando Sacchelli, o il suo titolista neurodeficitario, che su Il Giornale scrive che “pibe de oro” vuol dire “piede d’oro”, ma del resto è Il Giornale.


 

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2020/11/24

Antibufala: appello per raccolta di plasma iperimmune al San Filippo Neri. Vero, ma da precisare

Ultimo aggiornamento: 2020/11/25 21:45.

Una volta tanto posso dare una conferma di un appello circolante sui social network: quello che parla di una raccolta di plasma di chi ha avuto la Covid, che si svolge secondo l’appello presso l’ospedale San Filippo Neri. Il testo è questo (con alcune varianti):

 

 "‼️‼️⭕️⭕️⭕️ Ragazzi *molto importante* diffondere a manetta per chiunque potrebbe essere interessato a dare una mano, la fonte una dottoressa di mia conoscenza che lavora al SISP gestione covid:
Ho partecipato stamattina alla riunione del comitato sul buon uso del sangue. Vi informo che da noi al san Filippo neri è in atto un protocollo che si chiama TSUNAMI per cui raccolgono il plasma di chi ha avuto il COVID-19 per terapia con plasma iperimmune. Possono donare dopo 14 gg da test negativizzato. Le donne solo se NON HANNO MAI AVUTO UNA GRAVIDANZA (neanche aborti).
Diffondete! Si può chiedere appuntamento scrivendo a maria.stigliano@aslroma1.it oppure a marcello.hortencio@aslroma1.it
Mi sembra molto utile, il plasma iperimmune verrà prima sottoposto a titolazione allo Spallanzani e in caso riservato ai casi prima di gravi condizioni. Grazie ⭕️⭕️⭕️"

Ho scritto ai due indirizzi di mail dell'ASL Roma1 citato nell’appello e ho ottenuto la seguente risposta da Marcello Hortencio De Medeiros:

Buonasera,
questa volta è tutto vero :))
Siamo uno dei pochi centri attivi nel Lazio per la donazione di Plasma da convalescente,
ed a valle riunione del comitato sul buon uso del sangue Aziendale di Lunedì scorso, abbiamo fortunatamente avuto un po' di risonanza.
Preciso che il Protocollo di nome Tzunami è uno studio Nazionale per la valutazione dell'efficacia del trattamento dei malati Covid di una certa gravità che coinvolge il Centro Nazionale Sangue e tutti gli organi competenti, ed anche noi ne facciamo paerte come ASLROMA1 con entrambi i nostri presidi trasfusionali sia al San Filippo Neri sia al Santo Spirito entrambi diretti dalla Dott.ssa Stigliano di cui viene citata la Mail e che legge in copia.
Grato sin d'ora per il passaparola che l'ha coinvolta e per la opportuna richiesta di chiarimenti
la saluto cordialmente

I dettagli del protocollo sono stati presentati in un comunicato stampa dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) a maggio 2020; trovate un documento informativo su Senato.it. 

È bello non dover smentire per l’ennesima volta. Mi limito ad aggiungere la raccomandazione, a chi diffonde quest’appello, di includere anche una data e una fonte, in modo che quello “stamattina” non faccia sembrare eternamente freschi gli eventi descritti. E magari di non usare i toni tipici degli appelli farlocchi, come le selve di punti esclamativi ed espressioni come “diffondere a manetta”.


21:45. Chiarisco, a scanso di equivoci, che l’appello citato all’inizio di questo articolo non è stato scritto da Maria Stigliano, come hanno inteso alcuni commentatori. Me lo ha segnalato privatamente lei stessa, aggiungendo un altro chiarimento: il divieto alle donne che hanno avuto gravidanze “è sancito dalla normativa vigente per la prevenzione della TRALI.”


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“L’ultimo uomo sulla Luna” in sconto fino a fine mese

“L’ultimo uomo sulla Luna”, l’edizione italiana dell’autobiografia di Gene Cernan, ultimo essere umano a camminare sulla Luna, è disponibile fino a fine mese con il 5% di sconto sulla versione cartacea e con il 15% su quella digitale utilizzando gli speciali coupon di sconto “cartaluna” e “digiluna” (a seconda della versione prescelta).

L’editore, Cartabianca, ha dedicato all’opera un bel sito, Ultimouomosullaluna.it, che contiene una bella serie di immagini rare e restaurate appositamente.

Visto che si parla di nuovo di Luna grazie alla missione cinese Chang’e-5 senza equipaggio, può essere interessante riscoprire com’è la Luna vista invece di persona e apprezzare quanto è difficile raggiungerla.

2020/11/23

Stasera si torna sulla Luna a raccogliere campioni di roccia

Ultimo aggiornamento: 2020/11/25 16:00.

Questa sera intorno alle 20:30 UTC (le 21:30 italiane) è prevista la partenza della missione lunare cinese Chang’e-5, che andrà sulla Luna a raccogliere campioni di roccia selenica. È da oltre quarant’anni che nessuno fa niente del genere: lo avevano fatto gli Stati Uniti, con le missioni umane Apollo fra il 1969 e il 1972, e l’Unione Sovietica, con le missioni automatiche della serie Luna, terminate nel 1976.

Partendo dal poligono cinese di Wenchang, Chang’e-5 dovrebbe riportare sulla Terra da due a quattro chilogrammi di roccia a metà dicembre (il 15 o 16), atterrando nella regione cinese denominata Mongolia Interna. I campioni saranno geologicamente “giovani” rispetto a quelli sinora raccolti: la zona di allunaggio, vicino al Mons Rümker nell’Oceano delle Tempeste, ha un’età media stimata di circa 1,2 miliardi di anni contro i 3-4 miliardi dei campioni Apollo.

Il vettore Lunga Marcia 5 pesa 870 tonnellate al decollo e il veicolo di allunaggio pesa 8200 chili, circa la metà di un Modulo Lunare Apollo. Come per le missioni Apollo e a differenza delle missioni sovietiche, è previsto un rendez-vous in orbita lunare; questa scelta, complessa ma flessibile, è segno delle ambizioni cinesi di missioni lunari con equipaggi.

Il veicolo spaziale vero e proprio è composto da quattro parti: un modulo di servizio, un modulo di atterraggio (lander), un veicolo di risalita e un modulo di ritorno verso la Terra.

Il modulo di atterraggio e il veicolo di risalita scenderanno fino alla superficie lunare mentre gli altri due componenti resteranno in orbita intorno alla Luna. Il lander raccoglierà i campioni usando una pala meccanica e un carotatore in grado di trivellare fino a due metri di profondità, simile a quello di Luna 24 del 1976 ma più sofisticato. L’allunaggio è previsto quando in quella zona della Luna sarà ”mattina” (il giorno lunare dura poco meno di 15 giorni terrestri).

Il lander e il veicolo di risalita. Credit: Andrew Jones.

Dopo quattro o cinque giorni sulla Luna, il veicolo di risalita decollerà per incontrare, in orbita lunare ellittica (15 x 180 km), il modulo di servizio e quello di ritorno e trasferirvi i campioni raccolti. Il modulo di servizio porterà quello di ritorno fino alla Terra, e sarà solo il modulo di ritorno a rientrare sul nostro pianeta. 

La manovra di rientro, a circa 11 km/s, userà una tecnica denominata skip reentry: un primo rientro di frenata fino alla quota di 60 km, che farà “rimbalzare” il modulo sull’atmosfera terrestre per perdere un po’ di velocità, e poi un secondo rientro vero e proprio. La Cina si è preparata a questa manovra molto complessa con un volo di test nel 2014 (missione Chang’e-5-T1).

L’Europa, tramite l’ESA, darà supporto tecnico a questa missione usando la stazione di radiotrasmissione di Maspalomas in Spagna.

Fonte: Planetary.org.

Se volete seguire il lancio, alcune dirette video sono qui sotto (la terza è in inglese).

2020/11/23 22:10: Il lancio è stato effettuato con successo e il veicolo è stato inserito in orbita intorno alla Terra. Al momento è in corso la verifica da remoto del veicolo. Una volta superata, verrà accelerato verso la Luna.

Questa è un’animazione che riassume tutte le tappe e le manovre principali della missione. È un vero e proprio balletto di precisione.

 

Fonte aggiuntiva: Nature. Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi è piaciuto, potete incoraggiarmi a scrivere ancora facendo una donazione anche voi, tramite Paypal (paypal.me/disinformatico), Bitcoin (3AN7DscEZN1x6CLR57e1fSA1LC3yQ387Pv) o altri metodi.

La Nazione: "7 dipendenti su 5 sono positivi"

Titolisti fantastici e dove trovarli. In questa puntata, La Nazione. Copia permanente qui.


 

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Ci vediamo il 24/11 (domani) con Ruby Belge per parlare di effetti dei social network sull'autostima?

Domani 24/11 alle 18 sarò online su Zoom a questo link insieme a Ruby Belge, già campione del mondo di pugilato e oggi coach trainer, per un incontro aperto a tutti intitolato Vincere con l’autostima, organizzato dalla Fondazione Angeli di L.U.C.A. 

Sarà l’occasione per parlare delle difficoltà e degli effetti sull’autostima causati dai social network e dalle tecnologie digitali, particolarmente in un momento di isolamento sociale generalizzato come quello attuale, a tutte le età.

Io ovviamente mi occuperò degli aspetti informatici della questione; Ruby, con il quale ho già collaborato in passato per una serie di eventi sul bullismo, ha un’esperienza personale molto importante e degli spunti di riflessione preziosi da convidere.

L’evento è a titolo gratuito e la partecipazione è libera. Per maggiori informazioni potete contattare gli organizzatori.

 

2020/11/22

Chiedo consulto: come fare i “sottopancia” in Zoom?

Fra i cambiamenti al mio lavoro imposti dalla pandemia c’è anche un’attività che non credo di avervi raccontato finora (a parte un tweet): la regia di convegni online. 

Un lavoro perfetto da svolgere da casa, anche in quarantena, a patto di disporre di una connessione molto veloce e stabile, di una piccola flotta di computer e tablet di vario genere per monitorare come viene vista la videoconferenza sui vari dispositivi e per avere una regia primaria e una di backup, di un account Pro e di un green screen, e a patto di studiarsi Zoom a fondo e passare ore e ore a simulare scenari e magagne possibili, a fare prove generali e a insegnare ai relatori come piazzare le luci, gestire le presentazioni e far caso alle pendole che faranno dong, dong, dong, dong, dong nel bel mezzo della loro relazione, eccetera. Una passeggiata, insomma :-)

Quando vedete una videoconferenza che scorre senza intoppi, fate un pensierino a chi sta in regia e fa funzionare tutto nonostante le sorprese e gli imprevisti, e fa cose tipo correggere invisibilmente le slide in una presentazione PowerPoint durante la presentazione stessa (m’è capitato; è uno dei vantaggi di avere una regia di backup con i file duplicati) o silenziare i microfoni lasciati inavvertitamente aperti durante una pausa alla toilette (a me non è ancora successo, ma ad altri sì).

La lezione di fondo di questo nuovo lavoro è che la legge di Murphy è sempre arzilla: tutto quello che può andare storto lo farà, e il panico da palcoscenico colpisce anche i migliori relatori. Per cui il controllo deve averlo sempre, o almeno il più possibile, la regia.

In questo senso ho una domanda per eventuali registi esperti di Zoom che mi leggono: esiste un modo o un workaround che consenta alla regia di mettere un “sottopancia” (la bandina nella parte bassa dello schermo, con nome e qualifica del relatore, come quella mostrata qui sopra) al video del relatore in una sessione Zoom in diretta (non in post-produzione)?

Ho visto che ci sono molte app e molti plug-in (per esempio OBS) che consentono al relatore di aggiungere questo effetto, ma questo non è accettabile per le suddette ragioni: non posso chiedere a chi non è informatico di installare e configurare app e webcam virtuali.

Funzioni di questo genere sono ben integrate in altri prodotti per videoconferenze, come Streamyard, ma per scelta dei committenti devo usare quasi sempre Zoom (anche perché Zoom offre la possibilità della traduzione simultanea con audio multicanale, per cui posso fare anche da interprete).

Avete idee? Ho già chiesto all’helpdesk di Zoom, e mi ha risposto che la funzione al momento non è prevista.

Prevengo alcune piste già tentate ed emerse nei commenti dopo la pubblicazione iniziale di questo articolo: no, la funzione di closed captioning di Zoom non va bene (serve per sottotitolare e non funziona su tutti i dispositivi) e già ora imposto io i nomi e le qualifiche dei relatori (ma non appaiono a tutti e comunque sono piccolissimi).

 

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OggiTreviso, testata giornalistica, pubblicizza e promuove un sito truffa

Ultimo aggiornamento: 2020/11/24 1:00.

OggiTreviso ha avuto la simpatica idea di ospitare un "pubbliredazionale" (quella sottile forma di prostituzione giornalistica per cui fai finta che una pubblicità sia un articolo) che linka un sito truffa.

Una copia permanente dell'articolo è presso Archive.is/txHUG.

Il sito-truffa in questione (Bitcoin Up) è documentato qui su Bitcoin.com.

Ho provato a telefonare in redazione: nessuna risposta. Ho mandato una mail. Vediamo se serve.

Dal sito di Oggitreviso.it cito: “OggiTreviso | Quotidiano on line iscritto al n. 87/2008 del registro stampa del Tribunale di Treviso del 15/02/2008 | Direttore: Ingrid Feltrin Jefwa”.

Faccio notare le dimensioni lillipuziane dell’unica parola che fa capire, dopo aver letto tutto il pezzo, che non si tratta di un articolo ma di una pubblicità mascherata. Però le fake news e la disinformazione, signora mia, son colpa di Internet e dei gruppi chiusi su Telegram, vero?


2020/11/23 11:50

Questa è la mail che ho inviato ieri alle 12:24 a redazione@oggitreviso.it:

Oggetto: Sito truffa in vostro pubbliredazionale

Buongiorno,

sono un giornalista informatico. Vi segnalo che state pubblicizzando un sito truffaldino in questo vostro pubbliredazionale:

https://www.oggitreviso.it/bitcoin-valore-aggiunto-anche-principianti-delle-criptovalute-242129

Le indicazioni di truffa:

https://news.bitcoin.com/the-tell-tale-signs-of-a-scam-crypto-website/

Vi invito a rimuovere l'articolo per non essere visti come complici di truffa.

Cordiali saluti

Paolo Attivissimo

Stamattina ho ricevuto dalla redazione di OggiTreviso una mail che ringrazia della segnalazione ma parla di denigrazione da parte mia e mi intima di rimuovere “immediatamente” questo mio articolo.

Mi sono rifiutato, non solo per diritto di cronaca, ma soprattutto perché il pubbliredazionale contenente il link al sito truffa e la sua promozione è ancora al suo posto in questo momento (copia permanente delle 10:44 UTC) e quindi persiste il pericolo di portare i lettori a un sito truffaldino, con l’aggravante che i lettori tenderanno a fidarsi di quanto pubblicato da una testata giornalistica.

2020/11/24 1:00

L’articolo risulta ora rimosso. Al suo posto compare un semplice “Pagina 403”.

 

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Il Tirreno: bambina pesa 3,2 kg “al momento del concepimento”

“Il lieto fine di questa storia, che ha tenuto in grande apprensione una giovane coppia con i familiari e parenti, si chiama Francesca (il nome è di fantasia), una bella bambina che al momento del concepimento, ieri alle 5 del mattino, pesava 3,2 chilogrammi.” Così ha scritto Andrea Rocchi il 18 novembre scorso su Il Tirreno. Link all'originale; link a copia permanente. L’articolo non è ancora stato corretto.

Qualcuno dia ad Andrea Rocchi un buon caffè e gli offra un ripasso su come nascono i bambini.

 

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2020/11/21

2020/11/20

iOS 14 da aggiornare per rimediare a problemi di messaggi fantasma e lentezza

Se avete comprato un iPhone 12 e avete problemi di lentezza o di messaggi che svaniscono nel nulla, Apple ha pubblicato un aggiornamento che dovrebbe risolverli. 

L’aggiornamento alla versione 14.2.1, dice Apple, serve per rimediare agli MMS che non vengono ricevuti, agli accessori audio che hanno problemi e alle schermate di blocco che non rispondono ai comandi sull’iPhone mini. Questo aggiornamento è riservato agli iPhone 12 (anche le versioni mini, Pro e Pro Max), spiega BGR.

Ci sono problemi anche con la qualità e stabilità degli schermi, che risultano avere tinte verdi e sfarfallii, come notato da MacRumors. Altri link alle segnalazioni di problemi sono su Gizmodo.



Rileggere? Perché? SkyTG24 e gli altri siti che offrono la “possibilità di orinare”

Lo so, è infantile, ma di questi tempi c’è bisogno di ridere un po’ e mi accontento di poco. Qual è il refuso più comico o imbarazzante che riuscite a trovare online? È facile usare Google per trovare il classico coniglio d’amministrazione: lo si incontra nei verbali delle aziende e persino nella Gazzetta Ufficiale italiana.

Ma la perla di mancata rilettura di questa settimana, in cui tantissimi siti stanno facendo promozioni per gli acquisti online, è la possibilità di orinare. La offre da ieri Sky TG 24 (copia permanente) e ovviamente c’è chi copiaincolla (copia permanente) il refuso senza controllare cosa sta pubblicando.

E le recensioni su Tripadvisor e altrove offrono addirittura la possibilità di “orinare online prima di tutti” e “dal menù antipasti, primi e secondi”:

 

Mi raccomando: rileggete, e rileggete bene, prima di pubblicare.



Aggiornate Zoom, offre nuove difese contro disturbatori e intrusi

La popolarissima app di videoconferenza Zoom ha aggiunto pochi giorni fa nuove funzioni di sicurezza. Se la usate, aggiornatela alla versione 5.4.3.

Con questa nuova versione, chi gestisce una riunione può metterla completamente in pausa usando l’apposita funzione di sospensione aggiunta al pulsante Sicurezza: questo ferma tutte le attività audio e video, le chat, le annotazioni, le registrazioni e le condivisioni dello schermo.

Fatto questo, l’amministratore della riunione potrà segnalare a Zoom eventuali utenti che stanno causando scompiglio e rimuoverli. Anche i singoli utenti possono segnalare a Zoom eventuali molestatori o intrusi.

A proposito di intrusi, molte riunioni vengono turbate da ficcanaso o provocatori perché non adottano le misure di sicurezza offerte dal servizio. Esiste infatti gente che tenta a caso i numeri delle riunioni e vi entra quando ne trova una non protetta, per poi fare vandalismi virtuali con schiamazzi o immagini inadatte. In vari forum su Internet le coordinate delle riunioni vulnerabili vengono condivise in tempo reale per compiere vere e proprie razzie chiamate Zoombombing.

Per contrastare il fenomeno, Zoom ha attivato un sistema di notifica che esplora Internet alla ricerca di coordinate (link) a riunioni e notifica l’amministratore della riunione se trova online il link a una sua riunione.

Come sempre, uno dei modi migliori per evitare tutti questi problemi è non condividere mai pubblicamente le coordinate di una riunione e di chiedere ai partecipanti di fare altrettanto. Se dovete pubblicare il link a una riunione, usate la “sala d’attesa” per filtrare chi entra.


Sono usciti i nuovi Mac, miniguida all’acquisto

Se state pensando di acquistare un computer Apple, avete una scelta difficile da fare. L’azienda ha infatti annunciato il passaggio di tutti i suoi computer a un nuovo processore ARM, denominato M1, al posto di quello standard di Intel.

Questo significa prestazioni migliori, autonomia maggiore della batteria, la possibilità di usare le app di iOS e molte altre migliorie, ma comporta anche un problema fondamentale: la compatibilità delle applicazioni attuali.

Chi crea le applicazioni dovrà infatti produrre una versione nuova compatibile con il nuovo processore M1, e non è detto che tutti gli sviluppatori lo faranno. Certo, Apple include nei nuovi computer una funzione di compatibilità, Rosetta 2, che permette di tradurre ed eseguire moltissime app “vecchie” (quelle attuali). Ma non funziona con tutte le applicazioni: sono esclusi per esempio Parallels o VMWare Fusion e alcuni giochi della piattaforma Steam.

Insomma, se acquistate oggi un Mac nuovo, valutate bene quali applicazioni usate e verificate che siano compatibili. In alternativa, tenete presente che l’arrivo dei Mac nuovi probabilmente farà scendere di prezzo quelli vecchi e quindi potrebbe essere un buon momento per acquistare un laptop Apple tradizionale, che adesso non ha problemi di compatibilità e comunque continuerà a funzionare adeguatamente ancora per qualche anno.

Leggete attentamente le offerte pubblicitarie, dunque, guardando il tipo di processore indicato, per evitare delusioni.

Se tutta questa storia vi sembra familiare, fra l’altro, non avete torto: è già la terza volta che Apple fa un drastico cambio di processore e obbliga tutti ad adeguarsi alla rivoluzione. Nel 1994 passò dai processori Motorola 68000 ai PowerPC; nel 2005 passò dai PowerPC agli Intel; e ora passa dagli Intel agli ARM.


Fonte aggiuntiva: Ars Technica.

Antibufala: manda una mail in meno per salvare il pianeta!

Gira da tempo la notizia che inviare una mail comporti la produzione di 19 grammi di CO2 e che quindi mandare meno mail possa contribuire a contenere i cambiamenti climatici.

Elimina le tue e-mail per salvare il pianeta!”, ha titolato Beppegrillo.it a maggio 2019. Euronews, invece, suggerisce che Cancellando le vecchie email potete contribuire a salvare il pianeta (aprile 2020). Anche il Financial Times ne parla (paywall), dicendo che se ogni inglese mandasse una mail in meno ogni giorno, si eviterebbe la produzione di oltre 16.000 tonnellate di CO2, pari alla produzione di oltre 80.000 voli aerei verso l’Europa. Ma è vero?

Tecnicamente sì, è vero: ma sarebbe un risparmio assolutamente trascurabile.

È vero che inviare una mail consuma energia e quindi produce CO2: consumano energia il computer o telefonino che la invia, l’antenna cellulare o Wi-Fi che la riceve e la inoltra, e tutti i dispositivi elettronici che la portano fino alla sua destinazione e gli enormi data center dove le mail vengono archiviate.

Ma le 16.000 tonnellate citate dal Financial Times sono, spiega la BBC, soltanto lo 0,0037% della produzione totale di CO2 nel Regno Unito. Percentuali analoghe si applicano agli altri paesi.

L’idea di rinunciare a una mail per salvare il mondo sembra provenire, o perlomeno è stata rilanciata, da un comunicato stampa di un’azienda di produzione di energia elettrica, la Ovo Energy, diffuso circa un anno fa. Il comunicato si basava su un calcolo spannometrico e aveva lo scopo di far parlare dell’argomento e dell’azienda, ma non informa correttamente sull’argomento.

Infatti non solo il risparmio sarebbe trascurabile, ma anche quel poco sarebbe in buona parte fittizio: il computer o telefonino consuma praticamente la stessa quantità di energia anche quando non invia mail, e lo stesso fanno tutti gli altri elementi della catena di trasmissione.

In altre parole, rinunciare a una mail non salva il pianeta: è solo un esempio di pseudoecologismo basato su comunicati stampa acchiappaclic.

2020/11/18

Ci vediamo al FocusLive Festival domani (19/11) alle 14.45?

Domani pomeriggio (19/11) alle 14.45 sarò ospite di Focus Live 2020 per una rapida chiacchierata sulle fake news intitolata Non condividere ca**ate

Potrete seguire l’incontro qui su Facebook e tramite Zoom (dietro registrazione) qui. Maggiori info sono sul sito di Focus Live qui.

Dopo qualche minuto di pausa, alle 15.30 tornerò per una chiacchierata a ruota libera basata sulle domande che saranno arrivate dal pubblico. Anche in questo caso, maggiori info sono qui sul sito di Focus Live; le coordinate per partecipare sono le stesse. 

 

 

Giornalisti copiaincolla incapaci di convertire una temperatura

Ultimo aggiornamento: 2020/11/20 18:30 

Giornalisti incapaci di riportare correttamente una temperatura ne abbiamo? Ne abbiamo quanti ne volete.

Tutti si stanno riempiendo la bocca e la tastiera con il fatto che il vaccino anti-Covid di Pfizer va conservato a bassa temperatura. Siccome ormai copiaincollare a cervello spento è la norma, riportano la temperatura in gradi Fahrenheit prendendola dai media americani (fra l'altro, complimenti agli americani tutti per la loro ottusa insistenza a usare un sistema di unità idiota concepito per l'epoca delle diligenze e partorito dai loro ex padroni coloniali).

I giornalisti paucineuronati scrivono che la temperatura di conservazione è "94 gradi Fahrenheit sotto zero". Fin qui è giusto. Ma poi cosa fanno? Prendono "94 gradi", lo convertono in centigradi, e ci mettono un meno davanti.

Evidentemente questi a scuola erano troppo presi a scaccolarsi o a fare disegnini sui bordi dei libri per ricordarsi che la conversione °C/°F è spiegata persino nel Manuale delle Giovani Marmotte e non funziona così.

94°F equivale a 34,4°C. Certo. Ma meno 94°F non equivale a meno 34,4°C: -94°F sono -70°C. Ecco perché si parla di frigoriferi ultraspeciali. Basta levarsi le dita dal naso, o da altri opercoli, e usare Google, che ha un convertitore incorporato, se proprio non ci si ricorda la formuletta.


 Eh no, troppa fatica. E così otteniamo questo scempio.

Questi sono i giornalisti che pretendono di spiegarci le cose. Non sanno manco convertire una temperatura, ma se dici a uno di loro che ha sbagliato, mamma mia quanto s'incazza.

Complimenti vivissimi, quindi, a La7 e il suo TG, alla Gazzetta del Sud, a Calabria 7, a Quotidiano.net, a Tpi.it e altri.

E così le fake news prosperano e la gente non capisce più nulla. Editori, poi non lamentatevi che la gente non vi compra più. Se questa è la fuffa che propinate, perché dovremmo pagarvi?

 

20:50. C'è un seguito a questa vicenda, giunto grazie ai commenti. Avete notato lo strano dettaglio della temperatura in °F? -94? Perché non -93 o -95? O perché non fare cifra tonda e dire 90 oppure 100? È così labile il vaccino? 

Ovviamente, come avrete ormai immaginato, no. Non è che se lo scaldi o lo raffreddi di un grado diventa inefficace. Semplicemente, il comunicato stampa originale in inglese era già in °C. Ma la stampa americana l’ha convertito in °F, e indovinate quale fonte hanno preso i giornalisti in Italia? Ovviamente non l'originale. Che parlava già di -70°C con tolleranza di 10°C in più o in meno.

 

Hanno copiato da una fonte di seconda mano e poi hanno riconvertito cinofallicamente il valore già convertito. Ed è così che nasce una bufala. Fabbricata dai giornalisti, non da Internet.


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Attacco ransomware paralizza da giorni i servizi informatici della CEI

Ultimo aggiornamento: 2020/11/28 17:00.

2020/11/18 11:45. Ricevo segnalazioni multiple di un attacco ransomware che ha colpito i servizi informatici della CEI tre giorni fa.

Gli aggressori hanno criptato circa 800 macchine virtuali dell’ICSC (Istituto Centrale Sostentamento Clero) gestite da IDS & Unitelm, che fornisce numerosi servizi diocesani.

Il problema principale è che sarebbero stati criptati anche i backup di queste macchine virtuali, e soprattutto i programmi gestionali. Non ci sono invece indicazioni di fughe di dati.

Sono quindi in tilt quasi tutte le attività informatiche degli istituti diocesani, e molti dei siti diocesani di tutta Italia (quelli con il nome diocesi.[nome-città].it e altri) sono irraggiungibili. Per esempio sono offline o “in manutenzione” quella di Pavia (copia su Archive.is), Torino, Messina, tutti gestiti da IDS tramite Glauco.it. Anche Chiesadibologna mostra la stessa schermata di manutenzione.

Se ne sapete di più, i commenti sono a vostra disposizione. L’elenco delle diocesi italiane è qui su Wikipedia.

 

13:20. Chiesadimilano.it scrive che “Tra la sera di domenica 15 novembre e la mattina di lunedi 16 i DataCenter della società presso cui sono ospitati i siti del network Chiesadimilano.it e il server di posta elettronica della Diocesi di Milano hanno subito un grave attacco informatico. Mentre i problemi sul sito sono stati risolti, per la posta elettronica sono in corso operazioni di recupero.”

 

18:40. È probabile che il malware usato sia DarkSide.

 

2020/11/22 9:00. A una settimana dall’attacco, molti servizi sono ancora fermi. Ulteriori indizi puntano a DarkSide come malware coinvolto. Diocesi.pavia.it è ancora “in manutenzione”. Su Chiesadibologna.it è presente questa dicitura:

AVVISO: SITO PROVVISORIO

Il nostro sito è momentaneamente non consultabile in tutte le sue sezioni per difficoltà della server farm della CEI.
Aggiorneremo appena possibile tutti i contenuti e le sezioni.
Ci scusiamo per l’inevitabile disagio e ringraziamo per la pazienza.

 

La notizia sembra aver avuto poca risonanza sulla stampa. Finora ho trovato solo questo articolo del Secolo XIX.

 

2020/11/25 21:50. Agi scrive che “Il direttore dell'Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei, Vincenzo Corrado [...] in queste ore si stanno ripristinando i servizi non ancora riattivati e nei prossimi giorni contiamo che tutto rientri nella normalità [...] non ci sono problemi per gli stipendi dei sacerdoti [...] Da fonti Cei non risulta sia arrivata alcuna richiesta di riscatto.” Quest’ultima frase non collima con le informazioni tecniche che ho raccolto.


2020/11/28 17:00. La notizia è uscita anche su Katholisches.info (in tedesco).

 

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2020/11/17

Medico ticinese sostiene tesi complottiste sulla Covid, ne parliamo con lui stasera a Teleticino alle 19.30

Ultimo aggiornamento: 2020/11/18 16:45.

Stasera alle 19.30 sarò a a Matrioska su Teleticino per un confronto con le tesi controverse sulla pandemia del medico Roberto Ostinelli.

Il medico, scrive Ticinonews, “da settimane chiedeva sui social un confronto pubblico sulla strategia sanitaria e politica per contrastare la pandemia. Questa sera sarà accontentato.” La vicenda che ha portato a questo dibattito, e ancora prima a una discussione e a un richiamo all’ordine da parte della Commissione deontologica dell’Ordine dei medici del Canton Ticino per l’operato pubblico di Ostinelli e le sue dichiarazioni (cose come “virus modesto ed ora innocuo” e un video intitolato “Le mascherine fanno male…” poi oscurato da Youtube, per non parlare di Biden definito “pedofilo di merda” senza la minima prova), è stata raccontata a fine ottobre da Ticinonews qui e da LiberaTV qui e qui.

Normalmente sono riluttante a partecipare a programmi che inevitabilmente finiscono per dare visibilità a idee prive di fondamento e socialmente distruttive, ma stavolta queste idee vengono diffuse da un rappresentante della professione medica, e questo mi preoccupa particolarmente.

La trasmissione, condotta da Marco Bazzi, ospiterà (oltre al dottor Ostinelli e al sottoscritto), il presidente dell’Ordine dei medici Franco Denti e il direttore di AITI Stefano Modenini. Può essere seguita in streaming presso Teleticino.ch/diretta.

 

23:00. Per chi si fosse perso la diretta, la puntata è visibile qui su Teleticino.ch. Qui su Ticinonews trovate alcune reazioni. È sconfortante vedere che c’è chi pubblicamente minimizza la pericolosità del coronavirus e dice in sintesi che basta un po’ di sole e la mascherina non serve, proprio nel giorno in cui la Società Svizzera di Medicina Intensiva avvisa che tutti i posti letto di terapia intensiva normalmente disponibili in Svizzera sono occupati (restano solo quelli d’emergenza). Il comunicato è qui in francese e qui in tedesco; la versione in italiano dovrebbe comparire a breve qui. Intanto c’è un articolo in italiano su Tio.ch.

 

2020/11/18 00:45. Un po’ di note a completamento della visione del programma. Questa è una piccola parte del materiale che ho preparato per la trasmissione: non mancano le tesi pseudoscientifiche e, immancabili, le tesi anti-5G, secondo le quali “[il 5G] interferirà con uno spettro di oscillazione cellulare vitale per ogni essere vivente... è un piano criminale per plagiare fisicamente e psichicamente l’umanità”. Ma non ho avuto occasione di parlarne in questa trasmissione, per cui le tengo per l’eventuale seguito.

 

Il video mostrato all’inizio: versione integrale, con (a 47:40) Ostellini che afferma che i vaccini contengono formaldeide e descrive la pericolosità di questo asserito contenuto. Ma secondo il CDC la quantità di formaldeide residua presente in alcuni vaccini è così piccola, in confronto alla concentrazione naturalmente presente nel corpo umano, da non costituire alcun pericolo.


Zero morti celebri: l’elenco di persone celebri morte di Covid (sono quasi 900 e includono persino lottatori olimpici di 42 anni, altro che “solo anziani e già malati” come teorizzano alcuni) che ho offerto a Ostinelli in risposta al post che ha condiviso su Facebook (mostrato qui sotto). Notate la frase finale.


Brasile: posizione geografica (tropicale); variazione di temperatura inverno/estate; andamento della sovramortalità (morti in più rispetto alla media, per qualunque causa, 9400 a maggio, 3324 ad agosto).

 
Bill Gates: il video di Bill Gates che secondo Ostinelli delinerebbe il suo piano di “idee criminali di depopolamento”; il debunking di Snopes.com (in estrema sintesi, Gates non dice che vuole ridurre la popolazione, ma la natalità, attraverso cure mediche migliori per tutti che riducano la tendenza attuale a fare tanti figli sperando che qualcuno sopravviva); qui sotto, il post di Ostinelli su Facebook che ho citato e che fa riferimento al video.

 
Bill Gates finanziatore primario dell’OMS: guardando il rendiconto 2018-19, risulta che la Bill and Melinda Gates Foundation finanzia il 12% del budget. Il finanziatore primario? Gli Stati Uniti (15,18%). 


I virus sono “pezzettini di coscienza umana”: Sì, Ostinelli ha proprio scritto così.



Ostinelli promuove Vaxxed, il documentario antivaccinista:
 

L’accusa di “far sparire i cadaveri impedendo di capire la vera causa di morte”. Ostinelli condivide un post che contiene questa frase e altro:


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