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2012/12/30

Titoli di coda di Moonscape, dite la vostra

Ho aggiornato i titoli di coda di Moonscape: se siete fra i donatori, controllare di essere citati correttamente e ditemi quale versione preferite. I dettagli sono qui.

Ode a un fiore, per chi dice che la scienza uccide la poesia

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “punto7556”.


L'animatore inglese Fraser Davidson ha creato una bella animazione basata su una citazione di Richard Feynman che credo risponda bene a tutti quelli che criticano la scienza perché uccide il meraviglioso e toglie la poesia.

Il video originale, sottotitolato in italiano, è disponibile qui. Ecco la mia traduzione:

Ho un amico artista e a volte lui ha un punto di vista che io non condivido granché. Lui prende in mano un fiore e dice: “Guarda quanto è bello”. E sono d'accordo, credo. Poi dice: “Vedi, io, in quanto artista, sono in grado di vedere quanto è bello; ma tu, in quanto scienziato, oh, lo riduci in pezzi e lo trasformi in una cosa scialba.” E io penso che lui sia un po' svitato. Prima di tutto, la bellezza che vede lui è a disposizione di tutte le persone e anche a me; credo, anche se io forse non sono esteticamente raffinato quanto lui, di poter apprezzare la bellezza di un fiore. Allo stesso tempo, io vedo in un fiore molte più cose di quante ne veda lui. Posso immaginare le cellule in quel fiore, le complesse azioni che si svolgono al suo interno; anch'esse hanno una propria bellezza. Voglio dire, non è soltanto bellezza a questa dimensione, quella di un centimetro, ma c'è bellezza anche alle dimensioni inferiori. La struttura interna, e anche i processi, il fatto che i colori e il fiore si sono evoluti per attirare gli insetti per impollinarlo è interessante. Significa che gli insetti vedono il colore. Aggiunge una domanda: questo senso estetico esiste anche nelle forme di vita inferiori? Perché è estetico? Domande interessanti d'ogni sorta, che la scienza e la conoscenza non fanno che aggiungere all'emozione, al mistero e alla meraviglia di un fiore. Non fa che aggiungere. Non capisco in che modo sottragga.”

In originale:

I have a friend who's an artist and has sometimes taken a view which I don't agree with very well. He'll hold up a flower and say, “Look how beautiful it is.” And I'll agree, I think. And he says, ”See, as an artist, I can see how beautiful this is. But you, as a scientist, oh, take this all apart and it becomes a dull thing. And I think that he's kind of nutty. First of all, the beauty that he sees is available to other people and to me, too; I believe, although I may not be quite as refined esthetically as he is, that I can appreciate the beauty of a flower. At the same time, I see much more about the flower than he sees. I could imagine the cells in it, the complicated actions inside, which also have a beauty. I mean, it's not just beauty at this dimension, one centimeter; there's also beauty at the smaller dimensions. The inner structure. Also the processes, the fact that the colors and the flower evolved in order to attract insects to pollinate it is interesting. It means that insects can see the color. It adds a question: does this esthetic sense also exist in the lower forms? Does it... Why is it esthetic? All kinds of interesting questions, which science, knowledge only adds to the excitement, the mystery and the awe of a flower. It only adds. I don't understand how it subtracts.

La Luna eclissa Giove


No, non è grafica digitale: è la realtà. L'astronomo sudamericano Rafael Devafari ha ricevuto un bel regalo di Natale: un'occultazione di Giove da parte della Luna. Il 25 dicembre la Luna è passata proprio davanti a Giove (per chi si trovava alle coordinate geografiche giuste) e Devafari ha pensato bene di registrare l'evento, accelerarlo di cinque volte e metterlo online affinché tutti potessero contemplare la bellezza della danza cosmica. Come chicca nella chicca, il puntino che sorge prima di Giove quando il pianeta riemerge da dietro la Luna è Io, uno dei satelliti gioviani.

Ci sono altre occultazioni di Giove il 22 gennaio e il 18 febbraio, ma saranno visibili solo in zone relativamente poco popolate del nostro pianeta. Un elenco dettagliato di occultazioni del 2013, con le rispettive zone di visibilità, è presso lo US Naval Observatory.

(via Lrosa e Slate)

2012/12/28

Disinformatico radio, il podcast di oggi

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2012/12/30.

La puntata di stamattina del Disinformatico radiofonico è pronta da scaricare. Ecco i temi e i rispettivi articoli: il mercato nero delle password vendute a 2 dollari, le ragioni dell'apparente immunità Apple ai virus, l'allerta per la vulnerabilità degli smartphone e tablet Samsung e Facebook troppo difficile per la sorella di Mark Zuckerberg. La parola di Internet di questa puntata è underweb. Buon ascolto e/o buona lettura.

Aggiornamento (2012/12/30): Gizmodo ha pubblicato altri dettagli della scenata di lesa maestà di Randi Zuckerberg.

2012/12/24

TARDIS in realtà aumentata. Non dico altro


Greg Kumparak ha usato il software libero Blender per creare una realtà aumentata ispirata a Doctor Who. Non importa se non capite cosa dice Greg: se conoscete la serie, preparatevi a sorridere e a implorarlo di distribuire la sua creazione. Adesso è Natale anche per gli whoviani (e domani c'è una nuova puntata).

Buon Natale, un pochino in anticipo

Il mio regalino di Natale per voi è la versione aggiornata, rifinita e sottotitolata integralmente in italiano del mio documentario Moonscape. Grazie a tutti coloro che hanno contribuito con lavoro e donazioni a rendere possibile questo progetto folle di avere le immagini restaurate dello sbarco sulla Luna in un documentario libero e gratuito e in alta definizione.

Questo è un assaggio: il resto è su Moonscape.info, e il lavoro prosegue con nuovi filmati e restauri in arrivo. Buona visione e buone feste.


2012/12/22

Canzoni di Natale heavy metal. Cantate da Christopher Lee

E con questo i miei desideri di Natale sono completati.

Disinformatico radio-apocalittico

Foto non ritoccata scattata il 21/12/2012. Credit: me.

E così, con il più grosso “ve l'avevamo detto” della storia della scienza e una salutare pernacchia alla faccia dei menagramo, il 21 dicembre 2012 è passato e nessuna, ma proprio nessuna, ma proprio nessuna, delle varie profezie di catastrofe venduta dai ciarlatani e dai cretini si è avverata. Non è arrivato il pianeta Nibiru. Non c'è stato nessuno tsunami planetario. La Terra non ha smesso di ruotare. Non si sono invertiti i poli magnetici. Non sono arrivati gli extraterrestri a salvarci. Non c'è stato neanche il “rinnovamento spirituale” annunciato: l'umanità sta continuando a creare meraviglie e massacri, a uccidere orrendamente in nome della religione e contemplare ed esplorare l'infinito del cosmo, a umiliare il prossimo e il diverso, esattamente come prima.

Ricordatevelo, la prossima volta che qualcuno annuncia la fine del mondo. Sto guardando voi, redazione di Mistero. Sto guardando te, Roberto Giacobbo, con le tue centocinquantamila copie di paccottiglia di pseudoscienza terroristica. E sto guardando soprattutto voi, responsabili della programmazione televisiva. State riempiendo di letame la mente della gente e soprattutto dei giovani. Spero che vi sentiate a posto con la coscienza.

Intanto beccatevi la puntata del Disinformatico radiofonico di ieri dedicata al catastrofismo, con un sunto delle migliori profezie passate e fallite (compresa la gallina profetica di Leeds), i dati statistici sulla diffusione della credenza in questa fine del mondo e l'inevitabile appuntamento con la prossima profezia di fine del mondo, garantita (si fa per dire) nientemeno che da Isaac Newton. I link citati nella puntata sono elencati qui.

2012/12/21

Finalmente è arrivato il 21 dicembre 2012

No, questa foto non mostra un evento successo all'alba del 21 dicembre 2012 in Australia. È un falso.


Come lo so? Semplicemente perché la stessa foto (senza il sottopancia australiano) circola almeno da maggio 2010.


La sera del 20 dicembre sono stato ospite telefonico di Radio24 poco dopo l'intervento di Roberto Giacobbo. Questo è lo spezzone del mio commento sulla faccenda del catastrofismo del 2012 e sulle sue vere origini.


Se il player non vi funziona, scaricate da qui.

Il CICAP, su QueryOnline, ha pubblicato una ricca serie di articoli che includono dati statistici sulla diffusione e la storia delle fobie e delle credenze apocalittiche, elencano le nonpocalissi e le flopocalissi, descrivono gli effetti di una profezia quando fallisce e segnalano libri sensati da leggere e un prezioso Osservatorio Apocalittico. Inoltre oggi ci sarà un liveblogging CICAP: l'hashtag su Twitter è #mammalimaya.

E per finire, il Pernacchiaparty del CICAP Ticino per la fine del mondo si terrà stasera al Ristorante Vedeggio/Shamrock Pub di Bioggio dalle 18:00 in poi. Vi aspetto.

2012/12/19

Il video del bambino ghermito da un’aquila

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Sta cominciando a diffondersi (Huffington Post, Gawker, Mirror, Repubblica, Cadoinpiedi.it) questo video che sembra mostrare un'aquila che afferra un bambino in un parco pubblico a Montreal e poi lo lascia cadere:


Come per le immagini ufologiche, un video pubblicato su Youtube da fonte anonima non è di per sé prova di nulla, visto che gli effetti speciali fisici e digitali oggi permettono di falsificare quasi qualunque ripresa, per cui questo video va considerato falso fino a prova contraria.

Ci sono numerosi elementi sospetti:
– la ripresa iniziale dell'aquila segue la virata in modo sorprendentemente fluido
– l'ombra dell'aquila è molto più nera e netta delle altre ombre alla stessa distanza, come se mancasse il normale offuscamento atmosferico
– la reazione della donna è molto lenta e non particolarmente concitata
– l'"Oh, shit!" di chi fa la ripresa sembra decisamente forzato e poco convinto
– l'utente che l'ha pubblicato, MrNuclearCat, non ha pubblicato altri video e l'account è stato attivato ieri.
Huffington Post segnala, su suggerimento dei commentatori, che in un fotogramma a circa 2 secondi dall'inizio l'ala sinistra svanisce per un istante, mentre a 10 secondi dall'inizio manca l'ombra dell'aquila.



Se ci sono novità, le segnalerò qui. Per il momento consiglio di non diffonderlo.

Aggiornamento (2012/12/20): Gli autori del video hanno confessato: si tratta di un falso realizzato dagli studenti di una scuola di grafica digitale di Montreal.

L’astronauta Paolo Nespoli a Vigevano stasera

Paolo Nespoli ha trascorso sei mesi a bordo della Stazione Spaziale Internazionale e ha volato sullo Shuttle statunitense e sulla Soyuz russa nel corso di due missioni spaziali: racconterà la propria esperienza stasera a Vigevano, alle 21, in un incontro gratuito organizzato dall'Associazione Vigevanese Divulgazione Astronomica presso la Cavallerizza del Castello, in via Rocca Vecchia. Il suo profilo e la sua carriera sono disponibili qui sul sito dell'Agenzia Spaziale Europea.

Se avete dubbi, domande, curiosità sulla vita nello spazio, è la vostra occasione: io non me la perdo. Ma per favore, per favore, non chiedete a Paolo se è vero che la Stazione Spaziale Internazionale è stata ampliata in segreto per accogliere i VIP e salvarli dalla fine del mondo di dopodomani.

2012/12/18

Correzione: Instagram NON vuole vendere le vostre foto senza permesso

L'articolo è stato aggiornato estesamente dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2012/12/19 00:25.

Usate Instagram? Allora leggete con attenzione le condizioni di utilizzo: stanno per cambiare, e nella nuova versione Instagram si prenderà il diritto di vendere le vostre foto senza chiedervi il permesso e senza pagarvi (aggiornamento: o almeno così è sembrato a mezzo mondo, me compreso, fino a quando è stata diffusa la smentita da parte di Instagram; dettagli più sotto).

Infatti secondo le nuove norme, che entreranno in vigore dal 16 gennaio prossimo, “you agree that a business or other entity may pay us to display your username, likeness, photos (along with any associated metadata), and/or actions you take, in connection with paid or sponsored content or promotions, without any compensation to you.”

In altre parole, dopo la metà di gennaio darete automaticamente il vostro consenso affinché Instagram (che da aprile fa parte di Facebook) prenda soldi “per mostrare il vostro nome utente, la vostra immagine, le vostre foto (insieme ad eventuali metadati associati) e/o le azioni che effettuate, in relazione a promozioni o contenuti pagati o sponsorizzati, senza alcun compenso a voi.”

In teoria, inoltre, questo significa che se avete pubblicato su Instagram qualche foto in cui sono ritratti i vostri amici, quando entreranno in vigore le nuove regole le immagini di quegli amici potranno essere usate nelle pubblicità in giro per la Rete, per qualunque prodotto, anche se loro non fanno parte di Instagram. Per dirla breve, li avrete venduti.

Quando si dice che nei social network e nei servizi gratuiti non siamo clienti ma siamo il prodotto in vendita, questo è esattamente quello che si intende. Buon divertimento.

Aggiornamento (2012/12/19 00:25): la BBC ha segnalato poco fa la correzione di Instagram, secondo la quale le nuove regole sono state fraintese: “è colpa nostra se questo linguaggio causa confusione”, ha scritto Kevin Systrom, cofondatore del sito. “Per essere chiari: non è nostra intenzione vendere le vostre foto. Stiamo lavorando a un linguaggio aggiornato nelle condizioni per assicurarci che questo sia chiaro.” La dichiarazione di Systrom descrive poi, per la verità non molto chiaramente, il reale significato delle frasi contestate:

To provide context, we envision a future where both users and brands alike may promote their photos & accounts to increase engagement and to build a more meaningful following. Let’s say a business wanted to promote their account to gain more followers and Instagram was able to feature them in some way. In order to help make a more relevant and useful promotion, it would be helpful to see which of the people you follow also follow this business. In this way, some of the data you produce — like the actions you take (eg, following the account) and your profile photo — might show up if you are following this business.
The language we proposed also raised question about whether your photos can be part of an advertisement. We do not have plans for anything like this and because of that we’re going to remove the language that raised the question. Our main goal is to avoid things like advertising banners you see in other apps that would hurt the Instagram user experience. Instead, we want to create meaningful ways to help you discover new and interesting accounts and content while building a self-sustaining business at the same time.
Ownership Rights Instagram users own their content and Instagram does not claim any ownership rights over your photos. Nothing about this has changed. We respect that there are creative artists and hobbyists alike that pour their heart into creating beautiful photos, and we respect that your photos are your photos. Period.

Ho preso una cantonata? Forse. O forse erano le parole di Instagram a essere ingannevoli, tanto da confondere praticamente tutti, dalla BBC a Time a National Geographic a Wil Wheaton, con l'eccezione di The Verge. Lascio a voi valutare.


Fonti: BBC, Punto Informatico, Wired, Gawker.

Barilla e la bufala delle micotossine: aggiornamento

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “marticos”.

Ricordate la bufala ai danni della Barilla, che “non è più italiana ma americana e usa grano con tassi di micotossine altissimo (ammuffito)”, che girava a giugno di quest'anno? Ho ricevuto un aggiornamento da Ambito5, l'agenzia che si occupa delle pubbliche relazioni online di Barilla.

Sul sito di Barilla c'è una pagina di smentita specifica che include una dichiarazione congiunta, datata 16 novembre, di Barilla e della dottoressa Giuliana Icardi, il cui nome compariva nell'appello-bufala e gli conferiva apparente credibilità.

La dichiarazione sottolinea che “la d.ssa Icardi non ha mai scritto” l'appello-bufala, “dal quale pertanto integralmente si dissocia. La d.ssa Icardi informa inoltre di aver sporto denuncia presso i competenti Organi di Polizia Giudiziaria per l'individuazione e l'incriminazione di coloro che hanno fatto uso strumentale della sua identità”.

Barilla ribadisce inoltre che “La famiglia Barilla [...] è da quattro generazioni alla guida dell’omonimo gruppo industriale (con un intervallo dal 1971 al 1979, quando una quota di maggioranza fu ceduta alla multinazionale americana Grace)” e che “non utilizza materie prime geneticamente modificate e i livelli di micotossine o contaminanti sono sempre al di sotto dei limiti fissati dalle normative sulla Sicurezza Alimentare, a loro volta già ampiamente protettivi per la salute delle persone”. Viene anche ribadito che “Barilla non è proprietaria dei marchi Motta, Tre Marie, le Spighe e Panem”, come invece afferma l'appello-bufala.

Disinformatico radio del 14/12

In questa puntata (scaricabile qui come podcast) ho parlato del sondaggio Nielsen sull'uso dei social media nel mondo, del ritorno delle mappe di Google sull'iPhone, delle prossime novità di privacy di Facebook, dell'esito della votazione sulle nuove regole di Facebook e del calendario Maya, disponibile in versione interattiva e così simile al sistema di gestione delle date preferito dai computer. La parola di Internet di questa settimana è paywall.

2012/12/16

Trailer di “2001” modernizzato


L'originale datato 1968:

“Moonscape” aggiornato

Il lavoro al progetto Moonscape, un documentario libero (in Creative Commons) che restaura e risincronizza le immagini originali dello sbarco sulla Luna, prosegue: ho ripulito e rifinito estesamente il capitolo dedicato all'allunaggio vero e proprio. Potete vederlo qui sotto, in italiano e in inglese, oppure cliccare su questo link (italiano) o questo (inglese) per vederlo alla risoluzione piena (1280x720; l'edizione finale è a 1920x1080).



Per tutti i dettagli sul progetto e come sostenerlo, il sito di riferimento è Moonscape.info.

2012/12/15

Visita guidata alla Stazione Spaziale Internazionale


Sunita Williams è stata due volte nello spazio per un totale di 322 giorni e ha effettuato oltre 50 ore di escursioni all'esterno. Prima di tornare sulla Terra, il 18 novembre scorso, ha girato questo video di pura meraviglia, anche se con qualche punta di claustrofobia. Ci sono momenti in cui ricorda Ripley del primo Alien. Chissà se qualcuno ha già pensato di portare a bordo un facehugger (stringifaccia)...

2012/12/14

Sistemi anticopia de “Lo Hobbit” paralizzano le proiezioni

Quando io e tanti altri diciamo che i sistemi anticopia e antipirateria puniscono soltanto gli utenti legittimi e non bloccano i pirati, questo è proprio quello che intendiamo: la proiezione della prima di Lo Hobbit, quella in 3D a 48 fotogrammi al secondo, insomma la più speciale e ambita, quella da veri fan, è stata un flop epico, con spettatori inferociti ed esercenti umiliati.

In Italia, stando al Corriere, solo 12 sale sulle 21 attrezzate sono riuscite a proiettare il film, perché i codici di sblocco del sistema anticopia sono arrivati troppo tardi. Disagi analoghi sono stati registrati anche in Francia e Germania.

E poi chi fa film si chiede perché la gente sta a casa e scarica i film a scrocco.

Modi stupidi di morire, spot atipico per la sicurezza

Lo so, è già in giro da un po', ma la canzoncina e l'animazione sono decisamente troppo carine e umoristicamente stridenti rispetto al tema trattato, che è la sicurezza sui trasporti pubblici. Per cui beccatevi, se non l'avete già visto, Dumb Ways to Die, che ha già totalizzato oltre 32 milioni di visualizzazioni: sintomo di una strategia comunicativa azzeccata.


La canzoncina e lo stile di animazione hanno generato numerose imitazioni: segnalo questa, Cool Things to Find, dedicata alla sonda marziana Curiosity.

2012/12/13

Fine del mondo, che noia

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Che noia. Anzi, no, la dico come va detta: che palle. Non vedo l'ora che arrivi il 22 dicembre, così tutto questo affanno per la fine del mondo, in buona parte gonfiato dai media e da chi ha paccottiglia da vendere, verrà accantonato. Almeno fino alla prossima volta.

Raiuno ha dedicato alla faccenda un servizio di Unomattina, nel quale è successa una cosa straordinaria: Massimo Polidoro (CICAP) e Roberto Giacobbo si sono trovati nella stessa inquadratura eppure l'universo non è imploso. Se nemmeno la collisione di queste due figure così antipodali causa sconquassi, siamo tranquilli.

Per uno di questi due il sottopancia è azzeccato. Indovinate quale.

Giacobbo adesso fa il santarellino e tranquillizza, ma non dimentichiamoci che gran parte della psicosi sulla fine del mondo in Italia è colpa sua, tramite Voyager e il suo libro 2012: la fine del mondo?, promosso dalla Rai. Puntate su puntate a terrorizzare la gente insinuando che il mondo sarebbe finito, per poi fare dietrofront.

Invece il Quotidiano della Radiotelevisione svizzera ha fatto il conto delle fini del mondo annunciate e fallite, e soprattutto i conti in tasca a chi guadagna e specula su queste angosce inventate, in questo servizio nel quale faccio un cameo e spicca lo scetticismo dei ticinesi per tutta questa manfrina attribuita falsamente ai Maya.

La NASA manifesta la propria esasperazione dimostrando di essere così sicura che il mondo non finirà il 21 dicembre prossimo da pubblicare in anticipo un video intitolato “Perché il mondo ieri non è finito”.



Caso mai vi servisse per chiarire le idee a chi se le è fatte confondere dai vari cialtroni mediatici, segnalo anche questo pratico riassunto della situazione pubblicato dal SETI Institute e firmato da David Morrison (NASA). Altre info e risorse per educatori sono presso Astronomy Education Review e Nasa.gov.

In sintesi:
  • Il calendario Maya non finisce quest'anno. Molto più semplicemente, uno dei suoi cicli, lungo 394 anni, si conclude e ricomincia.
  • I Maya non hanno mai previsto la fine del mondo o altri disastri per il 2012. Queste profezie sono state fabbricate in Occidente negli anni Settanta e poi attribuite ai Maya.
  • Non c'è nessun pianeta in rotta di collisione con la Terra. Se ci fosse, ormai sarebbe visibile a occhio nudo.
  • Non c'è nessun allineamento dei pianeti a dicembre del 2012.
  • L'allineamento della Terra e del Sole con il centro della nostra galassia è reale, ma avviene ogni anno e questi allineamenti non hanno alcun effetto sulla Terra e sono comunque molto approssimativi.
  • Non c'è nessuna anomalia a proposito dei poli magnetici terrestri. La polarità magnetica cambia grosso modo ogni milione di anni, ma adesso non sta cambiando e probabilmente il cambiamento è lentissimo e richiede migliaia di anni. 
  • Non ci sarà alcun cambiamento della rotazione della Terra. Uno spostamento improvviso dell'asse terrestre non è possibile e non è mai accaduto. Qualunque cambiamento della rotazione terrestre sarebbe percepibile a tutti immediatamente, perché i GPS andrebbero in tilt.
  • Non c'è stato alcun aumento di terremoti o eruzioni: semplicemente se ne parla di più. Il clima si è fatto più estremo, ma questo è dovuto al riscaldamento globale e non alle presunte profezie.
  • Il Sole non sta subendo anomalie: il picco della sua attività è previsto per il 2013, non per il 2012, e comunque sarà più basso della media. Le sue eruzioni possono danneggiare i satelliti artificiali ma non causano danni gravi sulla superficie terrestre.
E se per caso non vi fidate della scienza, c'è sempre il parere di uno che di scemenze fanta-archeologiche se ne intende parecchio: Erich von Däniken, che sentenzia che sono “tutte sciocchezze”. Meno male che c'è lui a dirlo.

Gli unici veri danni sono quelli causati dai catastrofisti e dai giornalisti irresponsabili che ne hanno amplificato i deliri, spaventando soprattutto i bambini e non pochi adulti, spingendo al suicidio e lasciando spazio a queste panzane invece di prendere il toro per le corna e avere il coraggio di dire le cose come stanno: la fine del mondo del 2012 è una stronzata e chi la diffonde è un imbecille o uno che vuole guadagnare sulle paure altrui. Non fatevi fregare.

Antibufala: attenti ai portachiavi in regalo, hanno il microchip che spia!

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “goat” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2014/03/05.

ATTENZIONE!!
In questi giorni nelle aree di parcheggio e nei distributori di benzina alcune persone vi regalano gratis portachiavi per la macchina o la moto,
NON ACCETTATELI ASSOLUTAMENTE O BUTTATELI VIA!
Al loro interno c'è un microchip che segnala la vostra presenza in casa, quando uscite loro sono al corrente di dove vi troviate in quel preciso momento e possono entrare nella vostra abitazione senza preoccupazioni.
Questa è l'ultima pensata di alcuni malviventi dell'Est Europa per fare furti nelle nostre case. Da fonte sicura.....

Questo è un esempio del testo dell'allarme che sta rimbalzando su Facebook, via mail e in vari siti Web (come Iovivoaroma e Sicilian.it, segnalati da Matteo, che ringrazio, oppure Noiconsumatori.org). Altre versioni parlano di “criminali romeni” e simili o di “Distributori benzina Slovenia”:

MESSAGGIO IMPORTANTE

Attenzione in questi giorni vengono distribuiti dei portachiavi da essere agganciati all'interno della vostra auto; le persone ve li offrono gratuitamente presso i parcheggi o i distributori di carburante....NON accettateli...essi contengono un microchip all'interno del gadget. Questi delinquenti poi vi seguono fino a casa e vengono a conoscenza dei vostri movimenti per poi effettuare intrusioni e furti. Secondo la Polizia, si tratta di bande di Rumeni.

A prima vista quest'appello è di una stupidità così terminale che verrebbe voglia di negare l'accesso a Internet (e a qualunque cosa più tecnologica di una pietra di selce) a chiunque lo inoltri credendoci. Ma a guardar bene è talmente bislacco che ha un suo fascino morboso, anche perché rivela quanto sia preoccupantemente diffuso il pensiero magico a proposito della tecnologia. Tanta gente vive circondandosi di gadget, dall'apricancello allo smartphone al forno a microonde, ma non ha la più pallida idea di come funzionino. L'esempio classico è quello di chi si lamenta che non vuole le antenne dei cellulari e poi si lamenta che non c'è campo per telefonare.

Pensateci un attimo. Questi ipotetici ladri disseminatori di portachiavi avrebbero una tecnologia che non solo sarebbe degna di James Bond (sensore di presenza più GPS più trasmettitore più alimentazione, tutto dentro un portachiavi), ma costerebbe talmente poco che la regalano. Come funzioni, questa tecnologia, non si sa: ma la notizia arriva “da fonte sicura”. Fonte che però non è specificata. Tanto valeva scrivere “me l'ha detto mio cuggino.” Se avete amici che credono a qualunque cosa sia accompagnata dalle parole “da fonte sicura” e basta, ricordate loro che a Roma c'è una bella fontana che aspetta solo di essere venduta, affarone garantito. Garantito da fonte sicura, s'intende.

Non si capisce come il portachiavi faccia a segnalare la presenza in casa. Come la rileva? Se lo ficco in un cassetto, come fa a sapere se c'è qualcuno in casa? Come trasmette? Che portata ha? Quanto durano le batterie? È mai possibile che ci siano bande di ladri che passano ore a monitorare migliaia di gingilli elettronici in attesa che qualcuno di essi dia il segnale giusto? E questi trasmettitori non causano interferenze, che magari la Polizia Postale o i radioamatori saprebbero rilevare?

Ma soprattutto, perché arrovellarsi e fermarsi a pensare, quando è infinitamente più facile cliccare e diffondere a pioggia qualunque scemenza? Bah.


La “conferma” istituzionale del Canton Ticino è fasulla


Il 18 dicembre mi è stata segnalata una nuova versione che riporta in calce i dati di una dipendente della Sezione della Circolazione del Canton Ticino. Questi dati vengono interpretati da molti come una conferma ufficiale, ma non è così, per cui l'appello non va inoltrato. Ho contattato per chiarimenti la dipendente in questione, che mi ha chiarito telefonicamente di aver semplicemente inoltrato dal posto di lavoro l'appello ricevuto da amici e colleghi, senza compiere alcuna verifica, e di essere stata tratta in inganno dalla fiducia nei colleghi e dalle parole “secondo la Polizia”. Ora le è scoppiato intorno un putiferio.

È molto importante evitare di usare l'indirizzo di lavoro per inoltrare appelli o allarmi, perché si rischia di avallare allarmi in realtà fasulli e di coinvolgere in una bufala o in un falso allarme il nome della propria azienda o dell'istituzione presso la quale si lavora.


2014/03/05: L'Eco di Bergamo ripubblica senza verifiche


L'Eco di Bergamo ha ripreso l'allarme senza alcun accenno di verifica o di valutazione critica. Questo è il genere di cattivo giornalismo che semina panico sul nulla.

Sarebbero bastati pochi secondi su Google, con le parole chiave “portachiavi bufala”, per capire che questo allarme non avrebbe dovuto finire sulle pagine di un giornale. Ora chi si fida dell'Eco crederà che l'allarme sia autenticato.

2012/12/05

Stasera a Chiasso si rievoca l’allunaggio

Stasera alle 20:30, presso la Sala-Cine Excelsior di Chiasso, ci saranno Marco Blaser ed Eugenio Bigatto, conduttori storici della diretta della TV svizzera italiana per lo sbarco sulla Luna nel 1969, a rievocare Il brivido di quella notte insieme a Luigi Pizzimenti (Collectionspace.it) e Nicola Colotti (giornalista RSI). Io porterò la versione aggiornata di Moonscape da commentare insieme agli ospiti.

La serata è a ingresso libero. Tutti i dettagli sono sul sito degli organizzatori, PerUnaNuovaCultura.ch.

2012/12/04

Falla di Twitter permette messaggi falsi

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “filiberto.ga*” e alla segnalazione di Mikko Hypponen ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

C'è una vulnerabilità in Twitter che permette di inviare un tweet spacciandosi per un altro utente. Un malintenzionato può quindi impersonarvi su Twitter: gli basta sapere quale numero di telefonino avete associato al vostro account Twitter.

Se lo sa, usa un gateway SMS adatto per falsificare il numero del mittente e ci mette il vostro, così Twitter crede che il tweet provenga da voi e lo pubblica a nome vostro. Oltre ai tweet falsi, l'impostore può alterare il vostro account Twitter usando questi comandi via SMS (la versione italiana dei comandi è qui).

La scoperta è di Jonathan Rudenberg, che la descrive qui insieme ai rimedi possibili: rimuovere da Twitter il proprio numero di cellulare (andando qui e cliccando su Elimina il mio numero) oppure aggiungere un PIN all'account, in modo che il malintenzionato debba scoprire il PIN per potersi spacciare per voi.

Aggiornamento (21:30): Ars Technica scrive che la falla è stata parzialmente corretta.


Podcast del Disinformatico di venerdì scorso

Potete scaricare il podcast della puntata del Disinformatico radiofonico di venerdì 30 novembre da questo link. I temi di cui ho parlato sono il debutto svizzero del 4G/LTE, l'allarme per le mammografie che aumenterebbero i tumori alla tiroide, Facebook che reiscrive per errore gli utenti ai gruppi che avevano abbandonato, come introdurre la sillabazione nelle pagine Web e l'interdizione al Picco di Bugarach, montagna-simbolo dei catastrofisti del 21 dicembre 2012.

2012/11/29

11 settembre, dibattito domani sera Viareggio; attori di fantascienza a Montecatini

Domani sera alle 21 sarò a Viareggio, alla Sala di Rappresentanza del Comune, per una conferenza-dibattito sulle tesi di complotto intorno agli eventi dell'11 settembre. Poi mi sposterò per il weekend a Montecatini, al Grand Hotel Vittoria, per la Reunion, che ha come ospiti Max Grodénchik, Aron Eisenberg (entrambi di Star Trek: Deep Space Nine) e Tim Rose (“è una trappola!” di Star Wars). Se ci sarete e volete che vi porti qualche copia di Luna? o di Moonscape, scrivetemi.

Antibufala: il trucchetto contro il cancro alla tiroide

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “accademias”.

Da far circolare fra donne e uomini che le informino

Ho da poco ricevuto una mail da un’amica belga che mi racconta di aver recentemente assistito ad una trasmissione televisiva, il dr. Oz show, nella quale quest’ultimo, parlando di un tipo di cancro che si sta diffondendo molto rapidamente tra le donne, il cancro della tiroide, ha affermato che questa crescita così rapida potrebbe essere dovuta alle radiografie dentali e alle mammografie. Ha dimostrato che il grembiule utilizzato nello studio del dentista per le radiografie è munito di un colletto che può essere alzato e posto intorno al collo. La maggior parte dei dentisti non si preoccupa di farlo, io non l’ho nemmeno mai visto. Esiste ugualmente una protezione per la tiroide che può essere utilizzata durante le mammografie. Casualmente la mia amica doveva fare la sua mammografia annuale alcuni giorni dopo. Mi racconta che, pur sentendosi un po’ ridicola, ha ugualmente domandato quanto ci fosse di vero in quello che aveva ascoltato alla televisione e il tecnico che le stava facendo la mammografia, ha estratto una protezione da un cassetto. Ad una sua domanda sul motivo per cui questa protezione non fosse usata d’ufficio, le è stato risposto che è prevista la richiesta da parte del paziente. Ma come si può richiedere una cosa di cui non si è al corrente? Se la mia amica non avesse assistito a quella trasmissione, non l’avrebbe mai saputo. E nemmeno io, e probabilmente nemmeno voi.
Bisogna far circolare questa informazione tra le nostre figlie, nipoti, madri e amiche.
Io lo sto facendo, se credete, fatelo anche voi.

Quest'appello risale almeno al 2011 ed è contrario ai fatti e potenzialmente pericoloso, per cui non è opportuno diffonderlo così com'è.

Ad aprile 2011, quando ha iniziato a circolare la versione originale inglese dell'appello, l'American College of Radiology e la Society of Breast Imaging hanno pubblicato una smentita, basata su ricerche come questa pubblicata sulla rivista specialistica Radiology, che spiegava che il rischio di cancro alla tiroide dovuto alle radiografie dentali e alle mammografie è praticamente nullo, perché la dose di radiazioni che colpisce la tiroide durante questi esami equivale a circa 30 minuti di radiazioni ambientali naturali.

L'uso sconsiderato di queste protezioni, per contro, potrebbe nascondere all'esame radiografico eventuali sintomi di malattia presenti nelle zone coperte dalla protezione tiroidea, per esempio nella parte superiore dei polmoni.

C'è anche il rischio che le persone, spaventate dal falso allarme diffuso da questa bufala, si rifiutino di fare prevenzione medica tramite mammografie periodiche e quindi aumentino il proprio rischio di malattia invece di diminuirlo.

I dettagli dell'appello sono descritti in inglese presso Snopes.com. Come accade spesso nelle bufale diffuse dal passaparola, questa storia fa leva sul pregiudizio diffuso che i medici siano tutti stupidi (tranne quando appaiono in televisione), sul pensiero magico di allontanare le malattie usando un semplice rituale in realtà inefficace e sul desiderio, purtroppo mal riposto, di aiutare gli altri con poca fatica inoltrando una mail.

2012/11/28

La dissonante sinfonia della follia atomica

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Questo video dell'artista Isao Hashimoto mostra in forma grafica, al ritmo di un mese al secondo, tutte le bombe nucleari fatte esplodere dal 1945 al 1998.


L'inizio è lento ma terribile, con quel singolo test ad Alamogordo seguito prontamente dalle due bombe su Hiroshima e Nagasaki. Poi il conteggio inizia pian piano a crescere e accelerare, dapprima ad opera esclusiva degli Stati Uniti. Poi si aggiungono le altre potenze nucleari. Verso gli anni Sessanta c'è un parossismo di esplosioni che rende bene la disinvoltura e la follia di quel periodo.

Se qualcuno stava osservando il nostro pianeta da lontano, avrà pensato bene che non era il caso di prendere contatto con dei selvaggi che giocavano coi fiammiferi dentro una tinozza piena di benzina.


2012/11/27

L’universo ha uno scopo? Risponde Neil DeGrasse Tyson

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One Minute Physics ha pubblicato questo video che illustra la garbata e profonda risposta dell'astrofisico Neil DeGrasse Tyson alla domanda “L'universo ha uno scopo?”.


“Non ne sono sicuro. Ma chiunque esprima una risposta più definitiva a questa domanda asserisce di avere accesso a conoscenze che non hanno basi empiriche. Questo modo di pensare, sorprendentemente persistente, comune alla maggior parte delle religioni e ad alcune branche della filosofia, ha fallito pesantemente nei propri passati tentativi di capire, e pertanto predire, il funzionamento dell'universo e il nostro ruolo in esso.

Affermare che l'universo ha uno scopo implica che vi sia un risultato desiderato. Ma chi compierebbe l'atto di desiderare? E quale sarebbe questo risultato desiderato? Che le forme di vita basate sul carbonio siano inevitabili? O che dei primati senzienti siano l'acme neurologico della vita?

Ovviamente gli esseri umani non sono stati presenti per fare queste domande per il 99,9999% della storia del cosmo. Quindi se lo scopo dell'universo era creare esseri umani, allora il cosmo è stato vergognosamente inefficiente nel farlo. E se lo scopo ulteriore dell'universo era creare una culla feconda per la vita, allora il nostro ambiente cosmico ha un modo molto strano di manifestarlo. La vita sulla Terra, nel corso di oltre tre miliardi e mezzo di anni d'esistenza, è stata aggredita incessantemente dalle fonti naturali di caos, morte e distruzione. La devastazione ecologica inflitta dai vulcani, dai cambiamenti climatici, terremoti, tsunami, tempeste, e in particolare gli asteroidi-killer hanno causato l'estinzione del 99,9% di tutte le specie mai vissute qui.

E che dire della vita umana in sé? Se siete persone religiose, potreste dichiarare che lo scopo della vita è servire Dio. Ma se siete uno dei cento miliardi di batteri che vivono e lavorano in un solo centimetro del vostro intestino crasso, potreste invece affermare che lo scopo della vita umana è fornirvi un ambiente vitale buio ma idilliaco e anaerobico di materia fecale.

Pertanto, in assenza di arroganza umana, l'universo appare sempre più casuale. Ogni volta che gli eventi che si dice siano per il nostro bene sono altrettanto numerosi quanto gli altri eventi che ci ucciderebbero, l'intenzionalità risulta difficile, se non impossibile, da affermare. Quindi anche se non posso affermare di sapere con certezza se l'universo abbia o no uno scopo, le argomentazioni contrarie sono solide e percepibili da chiunque veda l'universo per quello che è e non per quello che vorrebbe che fosse.“


– Neil DeGrasse Tyson

Preservativi usati cinesi negli elastici per capelli? Bufala

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Ha ripreso a circolare, in particolare su Facebook (per esempio qui e qui),  la “notizia” che in Cina vengono venduti elastici per capelli fabbricati usando preservativi usati. A conferma viene citato un articolo del TGCom datato 2007.

Basterebbero però trenta secondi di Google per scoprire che la storia è una bufala: ne parlano da anni Snopes.com, UrbanLegends e Hoax-Slayer.

Sì, alcuni elastici per capelli fabbricati in Cina erano fatti con i preservativi. Ma si trattava di preservativi scartati, non usati. Scartati durante la lavorazione, non dopo essere stati utilizzati dagli acquirenti.

Per capire che la storia dei preservativi usati non si regge in piedi sarebbe bastato fermarsi a riflettere per un nanosecondo. Da dove verrebbero questi preservativi usati? Chi mai si prenderebbe la briga e avrebbe il pelo sullo stomaco di andare in giro a raccoglierli uno per uno dopo l'uso? Non è invece più credibile che una fabbrica di elastici per capelli usi gli scarti di produzione di una fabbrica di prodotti in lattice, risparmiando sui costi della materia prima?

Infatti un giornalista cinese ha indagato la faccenda e ha trovato che erano, appunto, scarti di lavorazione. La sua indagine risale al 2007. Cinque anni fa.

Complimenti, quindi, a tutti coloro (compresa l'agenzia AFP) che hanno diffuso questa bufala, che funziona splendidamente perché fa leva sulle emozioni forti: il disgusto e – diciamola tutta – il razzismo e la paura del diverso. Viene facile pensare “son cinesi, fanno qualunque sconcezza”. Se al posto dei cinesi ci fosse stata un'italianissima fabbrica di Bassano del Grappa, la storia non sarebbe stata altrettanto emotivamente credibile.

2012/11/26

Manichini bionici e altre storie nel podcast di venerdì

Nella puntata del Disinformatico radiofonico di venerdì scorso, scaricabile come podcast qui, ho parlato dello skeuomorfismo, della primissima webcam nata per sorvegliare una brocca di caffè, delle licenze di Windows 8 regalate per errore da Microsoft, dei negozi che offrono autoritratti solidi grazie alle stampanti 3D e dei manichini bionici che sorvegliano e analizzano i clienti.

2012/11/25

Doctor Who spiegato in poche parole

“No, guarda, c'è una scatola blu. È più grande dentro che fuori. Può andare ovunque nel tempo e nello spazio e a volte va persino dove vorrebbero che andasse. E quando arriva, c'è dentro un tizio che si chiama Il Dottore e ci sarà qualcosa che non va e lui farà del suo meglio per sistemarla e forse ci riuscirà perché è un grande. Ora siediti, sta' zitto e guardati Blink.

– Neil Gaiman, alla WonderCon 2011, in risposta a
chi gli chiedeva di spiegare Doctor Who ai non iniziati.

Citazione originale e video: “No, look, there's a blue box. It's bigger on the inside than it is on the outside. It can go anywhere in time and space and sometimes even where it's meant to go. And when it turns up, there's a bloke in it called The Doctor and there will be stuff wrong and he will do his best to sort it out and he will probably succeed 'cause he's awesome. Now sit down, shut up, and watch 'Blink'.”

2012/11/24

Si parla di Luna a Chiasso stasera

Ieri a Chiasso, presso la Sala-Cine Excelsior, si è aperta la mostra di astronautica e astronomia “Da Galileo alla conquista della luna”, ricca di modelli e di una replica della tuta usata per il primo sbarco sulla Luna. C'è anche un meteorite di 15 chili.

La mostra, organizzata da PerUnaNuovaCultura.ch, è a ingresso gratuito grazie al lavoro dei volontari e al contributo degli sponsor, rimane aperta fino al 5 dicembre e include vari eventi e conferenze nel suo programma.

Stasera alle 20:30 sarò in compagnia di Luigi Pizzimenti, uno dei principali esperti e collezionisti italiani di cimeli delle missioni spaziali (Collectionspace.it) e amico personale di molti degli astronauti protagonisti dell'era Apollo e Skylab, per una conferenza, intitolata “Progetto Apollo: il grande sogno dell'uomo”, che rievocherà gli sbarchi lunari con chicche e aneddoti freschi provenienti dal nostro incontro con gli astronauti poche settimane fa.

Luigi Pizzimenti tornerà anche sabato 1 dicembre, alle 20:30, con una conferenza astronautica dal taglio inconsueto e stimolante: “Cosa pensano di Dio gli astronauti?”. Marco Blaser ed Eugenio Bigatto (conduttori storici della diretta del primo sbarco sulla Luna per la televisione svizzera italiana) saranno presenti il 5 dicembre, alle 20:30, per rievocare “Il brivido di quella notte”.

Gli appuntamenti della mostra, però, non si esauriscono qui: ci sono anche laboratori e conferenze dedicate ai giovanissimi, proiezioni di film e spettacoli teatrali. Ci vediamo!

2012/11/23

Stasera sarò a Lecco per i fallimenti dei tecnoprofeti

Questa sera alle 21 sarò ospite del Planetario di Lecco, in Corso Matteotti 32, per una conferenza intitolata “È difficile fare previsioni, specialmente per il futuro”: una carrellata semiseria sulle visioni del futuro che ci arrivano dal passato, sui migliori fallimenti di chi ha provato a prevedere razionalmente l'avvenire della tecnologia e della società e su cosa possiamo imparare da questi flop per evitare di ripeterli e avere un'idea meno nebulosa di dove stiamo andando. L'ingresso è libero. Porterò con me un po' di copie dell'edizione aggiornata del mio libro “Luna?”.

Manca un mese alla fine del mondo e non so cosa mettermi

L'altroieri sera sono stato ospite della Società Ticinese di Scienze Naturali presso l'Auditorium dell’Università della Svizzera italiana a Lugano per parlare delle tesi di catastrofe attribuite ai Maya per il 21 o 23 dicembre 2012. Qui sotto trovate il video integrale della conferenza.


Per via del piazzamento del radiomicrofono della mia videocamera, le parole iniziali del moderatore Giovanni Pellegri e le domande del pubblico hanno un po' di rimbombo e sono poco udibili, e me ne scuso; meglio di così, con i miei modesti mezzi, non ho potuto fare.

Potete vedere il video a maggiore risoluzione qui su Vimeo. Buona visione.

2012/11/20

La sottile piaga delle iscrizioni automatiche ai gruppi di Facebook

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Avete presente quei taglietti che ci si fa a volte con il bordo di un foglio di carta? Sottili e certamente non letali, ma enormemente fastidiosi e irritanti. Ecco, per me le iscrizioni ai gruppi di Facebook sono la stessa cosa. Soprattutto perché non si tratta di inviti, ma di iscrizioni automatiche. Ci si trova iscritti senza aver dato alcun consenso. E bisogna dis-iscriversi manualmente (la gestione dei gruppi è qui). Una bella dimostrazione di quanto Facebook abbia rispetto per il nostro tempo. L'unica consolazione è che una volta che ci si è dis-iscritti da un gruppo, non è più possibile essere reiscritti automaticamente.


Se non guardate con attenzione le notifiche di Facebook e se non attivate l'invio di una mail di notifica (nelle Impostazioni di notifica), come quella qui sopra, potete trovarvi iscritti a un gruppo senza neanche saperlo. Questo permette ai malintenzionati di fare scherzi e causare danni alla reputazione anche seri, per esempio iscrivendo una persona a un gruppo pubblico intitolato “Le cose buone che ha fatto Hitler” oppure “A morte i gay”. Oppure iscrivendo una persona a un gruppo dal nome innocuo e poi cambiando il nome del gruppo in qualcosa di imbarazzante o illegale.

È vero che soltanto gli utenti ai quali abbiamo concesso l'amicizia su Facebook possono iscriverci a un gruppo (con alcune eccezioni). Ma visto che è diffusissima l'abitudine di dare l'amicizia a chiunque, semplicemente per la gratificazione di avere un numero alto di “amici” o per dissimulare gli amici veri tra quelli virtuali (in modo da non dare a Facebook la rete esatta delle proprie amicizie), il rischio è molto diffuso.

Che io sappia, non c'è modo di dire a Facebook di non accettare queste iscrizioni e trasformarle qui, più civilmente, in inviti. L'unica tecnica, abbastanza drastica, che ho visto suggerire è iscriversi preventivamente a un numero molto alto di gruppi fittizi, in modo da raggiungere il limite massimo di gruppi ai quali si può essere iscritti. In questo modo, quando qualcuno ci iscrive a un gruppo, Facebook rifiuta l'iscrizione. Il limite dovrebbe essere 300, ma non ho modo di verificare senza fare esperimenti piuttosto tediosi.

Se qualcuno ha qualche idea in merito, i commenti sono a disposizione.

2012/11/18

Nana Visitor (Kira di “Deep Space Nine”) alla Deepcon

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

La Deepcon 14, raduno degli appassionati e dei professionisti della fantascienza e del fantastico, si terrà a Fiuggi, al Centro Congressi Ambasciatori, dal 14 al 17 marzo 2013 e avrà come ospite Nana Visitor, interprete del colonnello Kira Nerys in “Star Trek: Deep Space Nine”, serie di cui ricorre il ventennale.

Nana è solo il primo degli ospiti confermati: per gli aggiornamenti e tutti i dettagli della Deepcon visitate il sito del club Deep Space One che organizza il raduno e prenotatevi per tempo.

Disinformatico radio, podcast del 2012/11/16

È pronto da scaricare il podcast della puntata di ieri del Disinformatico radiofonico che ho realizzato per la Rete Tre della Radiotelevisione Svizzera.

In questa puntata ho parlato di 100,000 Stars, ossia la demo astronomica per Google Chrome (Phil Plait ha un bell'articolo sullo stesso tema); di Max Schrems, lo studente austriaco che sta imponendo a Facebook il rispetto delle leggi europee sulla privacy (perché la sede di Facebook responsabile per l'Europa non è in USA, ma in Irlanda); di Skype violabile usando solo la mail della vittima; e di tecniche di protezione degli account. La parola di Internet di questa settimana è BYOD.

2012/11/17

Big Bang Theory, il flashmob esteso

Il video del flashmob organizzato dal cast di Big Bang Theory ha già ottenuto cinque milioni di visualizzazioni su Youtube in pochi giorni:


Ma c'è anche una versione parecchio più lunga e completa in cui si vede meglio il ruolo dei vari attori: buon divertimento!

2012/11/15

Aborto salvavita negato in Irlanda: qualche info

Prima di precipitarsi a giudicare la notizia dell'aborto negato in Irlanda a Savita Halappanavar che sta approdando anche sui giornali italiani, consiglio di leggere queste info di una ginecologa, Jen Gunter, gli appunti di Ben Goldacre e questo sunto di Michael Nugent.

Dall'articolo di Nugent segnalo in particolare questa nota: “In 1992, the Irish people held a constitutional referendum to allow women to travel outside of the state”. Un referendum per dare alle donne il diritto di andare all'estero? Seriamente? Se qualcuno ha dettagli, li segnali nei commenti.

2012/11/12

Un po’ di appuntamenti

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2012/11/15.

In questo periodo sono un po' girovago. Domani parlerò dei rischi e delle opportunità di Internet alle 11 all'Istituto Magistrale Bellini di Novara, in un incontro riservato agli studenti, e alle 15 al Castello di Galliate nell'ambito di Avventure di Carta, manifestazione aperta a tutti.

Giovedì 15 novembre alle 18 parteciperò a Scientifica 2012 a Torino.

Venerdì alle 14:30 sarò a Bellinzona come moderatore sui temi del diritto d'autore e delle libertà digitali alla Sessione dei Giovani.

Sabato 17 novembre alle 12 sarò invece in compagnia di Massimo Mantellini (Manteblog), Antonio Franzi (RSI) e Maria Carla Cebrelli (Varesenews) a Varese, alla Sala Campiotti della Camera di Commercio, in piazza Monte Grappa 5, per un incontro-dibattito intitolato “Senza frontiere: tra Svizzera e Italia con portali, radio, TV e servizi diversi”, nell'ambito dei tre giorni di Glocalnews, il festival del giornalismo online organizzato da Varesenews. Tutti i dettagli sono sul sito dell'evento, Glocal12.it.



2012/11/11

La mappa interattiva e aperta delle scuole italiane a rischio sismico

Wired Italia ha pubblicato un bell'esempio di giornalismo di precisione o computer assisted reporting: la mappa italiana del rischio sismico per le scuole italiane. Realizzata e pubblicata in Creative Commons, con dati aperti. Perché intanto che i governi e i burocrati dormono e nascondono la propria ignoranza e pigrizia dietro la foglia di fico delle leggi sulla privacy, c'è chi si rimbocca le maniche e lavora.

Questa è Internet, gerontocrati: imparatela o ne verrete digeriti ed espulsi.

Giornalisti che copiate dal Daily Mail, guardate questo video

Giornalisti che copiate gli articoli dal Daily Mail: Martin Robbins ha qualche avvertenza per voi sul modo in cui il Mail manipola le notizie, pubblica “statistiche” inventate di sana pianta e sconfina nell'istigazione alla pedofilia.

Una delle battute migliori è riferita al Mail, ma vale per tante testate di tutto il pianeta e anche (con leggere varianti) per qualche comico italiano recentemente riciclatosi in politica: “Un tempo odiavano tutta Internet, poi hanno scoperto che ci potevano pubblicare foto di tette e farci un pacco di soldi. Da allora odiano soltanto i social network.” (12:45)



Sì, lo so: il video è in inglese. Ma se copiate dal Daily Mail sapete l'inglese, vero? :-)


2012/11/10

Buon compleanno, Carl Sagan!

Ieri sarebbe stato il settantottesimo compleanno dell'astronomo e astrofisico Carl Sagan, uno dei pochi grandi poeti della scienza. C'è chi propone di chiamare Carl Sagan Day il 9 novembre e chi organizza eventi di divulgazione scientifica per celebrare la ricorrenza.

Da parte mia vorrei segnalare questo video di Reid Gower, The Frontier is Everywhere, tratto dal progetto Sagan Series, che monta immagini meravigliose e la musica di Michael Marantz sulle parole di Sagan. Godetevelo in alta definizione, se potete.


Tenterò di tradurre in italiano le parole potenti di Sagan, ma l'inglese originale è difficile da eguagliare.

The Frontier is Everywhere

We were hunters and foragers, the frontier was everywhere. We were bounded only by the earth, and the ocean, and the sky. The open road still softly calls. Our little terraqueous globe is the madhouse of those hundred, thousand, millions of worlds. We who cannot even put our own planetary home in order, riven with rivalries and hatreds, are we to venture out into space? By the time we're ready to settle even the nearest other planetary systems, we will have changed. The simple passage of so many generations will have changed us. Necessity will have changed us. We're an adaptable species. It will not be we who reach Alpha Centauri and the other nearby stars; it will be a species very like us but with more of our strengths and fewer of our weaknesses. More confident, far seeing, capable, and prudent. For all our failings, despite our limitations and fallibilities, we humans are capable of greatness.

What new wonders undreamt of in our time will we have wrought in another generation? And another? How far will our nomadic species have wandered by the end of the next century? And the next millennium? Our remote descendants, safely arrayed on many worlds through the solar system and beyond, will be unified. By their common heritage, by their regard for their home planet, and by the knowledge that whatever other life may be, the only humans in all the universe come from Earth.

They will gaze up and strain to find the blue dot in their skies. They will marvel at how vulnerable the repository of all our potential once was. How perilous our infancy. How humble our beginnings. How many rivers we had to cross before we found our way.

La mia traduzione:

La frontiera è ovunque

Eravamo cacciatori e cercatori; la frontiera era ovunque. I nostri confini erano soltanto la terra e l'oceano e il cielo. I sentieri aperti verso lande lontane ancora ci chiamano dolcemente. Il nostro piccolo globo terracqueo è il manicomio di quelle centinaia, migliaia, milioni di mondi. Noi che non riusciamo nemmeno a mettere ordine nella nostra casa planetaria, spaccati da rivalità e odi, dovremmo avventurarci nello spazio? Quando saremo pronti a colonizzare anche soltanto i sistemi planetari più vicini, saremo cambiati. Il semplice avvicendarsi di così tante generazioni ci avrà cambiato. Ci avrà cambiato la necessità. Siamo una specie adattabile. Non saremo noi a raggiungere Alfa Centauri e le altre stelle vicine; lo farà una specie molto simile a noi, ma più ricca dei nostri punti di forza e meno gravata dalle nostre debolezze. Più sicura di sé, più lungimirante, più capace e prudente. Nonostante tutte le nostre manchevolezze, nonostante le nostre limitazioni e fallibilità, noi umani siamo capaci di cose grandiose.

Quali nuove meraviglie, neppure sognate oggi, avremo forgiato tra una generazione? E tra due? Quanto lontano avrà vagato la nostra nomadica specie entro la fine del prossimo secolo? E del prossimo millennio? I nostri lontani discendenti, distribuiti al sicuro su vari mondi nel sistema solare e oltre, saranno uniti. Uniti dalla propria eredità condivisa, dalla cura per il proprio pianeta natio, e dalla consapevolezza che qualunque altra vita vi sia, gli unici esseri umani in tutto l'universo provengono dalla Terra.

Alzeranno lo sguardo e si sforzeranno di trovare nei propri cieli il puntino azzurro. Si stupiranno di quanto fosse vulnerabile, un tempo, la culla di tutto il nostro potenziale. Di quanto fu colma di pericoli la nostra infanzia. Di quanto furono umili i nostri esordi. Di quanti fiumi dovemmo attraversare prima di trovare la nostra via.

2012/11/09

Disinformatico radio di oggi, podcast pronto

È disponibile per lo scaricamento il podcast della puntata di oggi del Disinformatico radiofonico che ho condotto per la Rete Tre della RSI. Ho parlato dell'addio a Messenger sostituito da Skype, della truffa via SMS che promettono prodotti Apple in regalo, degli avvisi di reset di Twitter, della bufala di Bush che avrebbe votato per Obama per errore e dell'allarme-bufala di Corriere e Panorama per un presunto asteroide in collisione con la Terra. Per la serie sulle parole di Internet ho descritto troll e patent troll.

2012/11/07

Qualche immagine dal rollover dello Shuttle Atlantis

Eccovi qualche fotogramma dalle mie riprese del rollover (messa a dimora nel museo) della navetta Atlantis al Kennedy Space Center pochi giorni fa.












Disinformatico radio: miniguida a Google

Sono rientrato al Maniero Digitale, strapieno di immagini e video dello Shuttle Atlantis e dei veterani delle missioni Apollo e con gli occhi colmi di ricordi straordinari. Datemi qualche giorno per riprendermi.

Intanto segnalo che è scaricabile la puntata del Disinformatico radiofonico andata in onda venerdì 2 alla RSI: è dedicata interamente a trucchi e chicche di Google ed è accompagnata da una miniguida scaricabile (PDF).

2012/10/30

Sono a Cape Canaveral

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2012/11/04.

Nei prossimi giorni, fino al 6 di novembre, probabilmente non vedrete molti aggiornamenti a questo blog: sono negli Stati Uniti, specificamente a Cape Canaveral, per un raduno irripetibile degli astronauti delle missioni Apollo, Mercury, Gemini e Shuttle organizzato dalla Astronaut Scholarship Foundation. L'elenco degli ospiti è questo. Sarò faccia a faccia con uomini e donne che hanno fatto la storia del ventesimo secolo, per cui perdonatemi se sarò un po' preso. Se volete saperne di più, ne scriverò su ComplottiLunari.info.

Aggiornamento (4/11): Ecco qualche foto scattata di corsa con la fotocamera da battaglia. Il resto (e il meglio) seguirà nei prossimi giorni. Dico solo che trovarsi davanti sei degli otto uomini ancora viventi fra coloro che hanno camminato sulla Luna è un'emozione indimenticabile.

Mangiare sotto un LM originale ha tutto un altro sapore.

Se alle spalle, oltre al LM, c'è un intero Saturn V, c'è ancora più gusto.

Pensare che questo bestione decollava è quasi da fantascienza.

Un cartello "attraversamento Shuttle" sembra una presa in giro...

...ma su quella strada passa davvero uno Shuttle (Atlantis)

Alla cena di gala con gli astronauti veterani.

Un panel d'eccezione: nove astronauti Apollo tutti insieme.

Foto di gruppo: da sinistra, Dave Scott, Jim McDivitt, Tom Stafford, Buzz Aldrin, Gene Cernan, Charlie Duke, Richard Gordon, Fred Haise, Alan Bean, Edgar Mitchell.