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2008/07/01

Formati binari Microsoft, pubblicate le specifiche

Più facile scrivere software alternativo compatibile con Word, Excel, Powerpoint


Microsoft ha pubblicato le specifiche dei formati binari delle applicazioni Microsoft Office (versioni pre-2007). Questi formati, a lungo sostanzialmente segreti, potranno essere utilizzati senza pagare royalty o sottoscrivere accordi di riservatezza anche dagli autori di software libero per leggere e scrivere meglio i formati Word, Excel, Powerpoint. La compatibilità con il mondo Microsoft è sempre stato uno degli ostacoli principali alla crescita delle alternative a Microsoft Office.

Complimenti a Microsoft per la scelta coraggiosa: un bel regalo di commiato per zio Bill.

10 commenti:

Davide ha detto...

Nel comune dove lavoro, Pordenone, c'è stata da poco una interpellanza per imporre l'uso di Open Source anche nell'amministrazione pubblica. L'aveva prevista la finanziaria questa mossa, ma pochi la applicano vermaente!

sara ha detto...

Viva Pordenone!

Anonimo ha detto...

Occhio, perchè passare all'open souce nell'amministrazione pubblica non è gratis come può sembrare. Infatti è possibile che, in un sistema complesso come un'anagrafe o un ufficio tecnico, il minimo problema di compatibilità o ritardo di consegna dia adito a migliaia di euro di danni o (nella migliore delle ipotesi) a diservizi ai cittadini che hanno un costo monetario per loro e un costo politico per l'amministrazione. Quindi non bisogna fare i paladini dell'open source per forza, ma bisogna fare una stima puntuale e precisa dei costi, dei rischi e dei benefici. E soprattutto non ha senso risparmiare 1000 € sui programmi quando se ne sprecano (non è il tuo caso, ma in Italia è la norma) 100.000 € per le consulenze.

psionic ha detto...

furion, certo, e' possibile. Magari bisognava averlo fatto gia' da tempo.

In ogni caso, piu' si aspetta, peggio sara'. E una volta fatto, il risparmio e' garantito.

Come si dice, per guadagnare bisogna spendere

Elena ha detto...

Passare all'open source e` una migrazione come tutte le altre, e quindi comporta dei costi, che si suppongono compensati dai vantaggi futuri (di cui il risparmio sulle licenze e` solo una minima parte).

Questo d'altra parte e` un ottimo momento per pensare di farlo, dato il rischio di dover effettuare a relativamente breve una migrazione a vista, con costi probabilmente paragonabili e vantaggi minori.

andrea ha detto...

@Furion:
ovviamente per calcolare i costi non bisogna fare un semplice calcolo del risparmio delle licenze. Queste sono una piccola parte dei costi totali.
Ci sono dei però: in una biblioteca in cui vado hanno messo tre PC disponibili al pubblico. Il primo con Windows + Office, poi dato che hanno finito i soldi hanno piazzato su gli altri due Ubuntu + OpenOffice. Ovviamente la gente, abituata a Windows, si trova male con Ubuntu. Quindi un questo caso ricorrere ad una soluzione intermedia sarebbe stata l'ottimo: Windows + OpenOffice.

ciao
Andrea

none ha detto...

Diciamo che è stato un pò "obbligato" a farlo, vista la crescente pressione della comunità informatica e la carta firmata dai programmatori Linux:

http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2331587

Elena ha detto...

Mi preoccupa una cosa: a quanto ho capito le specifiche sono accompagnate da un autorizzazione ad implementare le parti coperte da brevetto solo per uso non commerciale.

Sbaglio o la cosa puo` dare problemi con alcune licenze libere?

sara ha detto...

Passare all'Open Source è un concetto sbagliato in sé, in quanto le PA dovrebbero sempre PARTIRE dall'Open Source. E' inammissibile che migliaia di dati di privati cittadini siano custoditi ed utilizzati da software proprietari, di cui non si può controllare il codice e il funzionamento. Ma tant'è...

Il risparmio lo si avrà comunque negli anni, in quanto non si resterà schiavi di software e formati proprietari (e quelli di Microsoft, nonostante le specifiche aperte, lo restano).

IMHO

andrea ha detto...

"Complimenti a Microsoft per la scelta coraggiosa: un bel regalo di commiato per zio Bill."

non la giudicherei una scelta coraggiosa. mi pare più una necessità.
Da una parte l'UE che sempre più cerca di stare attenta alla posizione dominante di MS e dall'altro la pubblica amministrazione (a livello mondiale) che inizia a rendersi conto che l'opensource non è affatto un male.

per approfondire:
http://www.theregister.co.uk/2008/07/01/microsoft_interoperablity_version_1/
http://arstechnica.com/news.ars/post/20080630-we-love-interoperability-50k-page-microsoft-document-dump.html
http://www.cnipa.gov.it/site/it-IT/Attivit%C3%A0/Osservatorio_Open_Source/