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2008/09/29

Il primo vettore spaziale privato raggiunge l’orbita terrestre

Nello spazio con i soldi di Paypal


Ieri è stata superata una barriera psicologica fondamentale nell'esplorazione spaziale: è stato infranto il mito che costruire un missile in grado di compiere un volo orbitale fosse al di fuori della portata economica e tecnologica di un privato. Ciliegina sulla torta, grazie ad accordi speciali l'evento è avvenuto il giorno del mio compleanno. Ve l'avevo detto, che avevo ordinato dei gran bei fuochi d'artificio.

SpaceX, la società privata fondata da Elon Musk, già cofondatore di PayPal, ha reclutato ingegneri aerospaziali da tutto il mondo e ha finanziato la progettazione e costruzione ex novo di un vettore totalmente privato in grado di arrivare in orbita terrestre. E l'ha chiamato Falcon :-)

Ora che lo Shuttle sta per andare in pensione e gli USA si trovano senza un veicolo spaziale in grado di portare passeggeri, dovendo elemosinare un passaggio ai russi per andare alla Stazione Spaziale Internazionale, la cosa si fa particolarmente interessante.

Certo, il Pegasus della Orbital Sciences Corporation porta piccoli carichi (fino a 440 kg) all'orbita terrestre sin dal 1990 (ma usa un aereo come "primo stadio"), e la SpaceShip One di Burt Rutan nel 2004 è riuscita a portare nello spazio un astronauta privato (senza però raggiungere velocità orbitale). Ma il Falcon è il primo missile orbitale di progettazione interamente privata (altri vettori privati usavano stadi di missili militari riciclati).

SpaceX ha già in progetto una versione evoluta del Falcon che sarà in grado di portare astronauti fino alla Stazione Spaziale Internazionale e di ridurre ulteriormente i costi delle missioni spaziali. Ora comincia il divertimento.

67 commenti:

Luigi Rosa ha detto...

Bello, ma io voglio andare sulla stazione spaziale di 2001 (senza il valzer di Strauss, per favore) e voglio fare una settimana li'!!! :)

Pietro ha detto...

Verne ormai è in pensione, il prossimo visionario ad averci azzeccato sarà Heinlein?

ShadowRider ha detto...

La cosa che mi chiedo io è come ho fatto a perdermi questa cosa? I vapori di petrolio devono avermi offuscato la mente...stasera gli mando un curriculum!!!

Giako ha detto...

Condivido l'ultima frase di Paolo: "Ora comincia il divertimento"
Ebbene sì: Se andate sul sito di Space x... c'è il listino prezzi!!!

Lucio ha detto...

Son tutte bugie. La NASA ha già sviluppato astronavi a propulsione ionica che ci permetterebbero di andare e tornare dalla stella più vicina in pochi mesi ma ce le tengono nascoste. Di certo perchè gli illuminati, e i loro sgherri alla attivissimo, ci vogliono tenere nella barbarie, così controllano l'economia mondiale. Voi non sapete che tecnologie hanno già sviluppato, potremmo abolire l'auto ed avere tutti l'energia gratis, ma ci tengono ancora all'età della pietra. Non fidatemi mai.

markogts ha detto...

Hmmm... Io temo invece che il divertimento stia per finire. Andare in orbita con i razzi è energeticamente molto dispendioso, per quanto freudianamente affascinante. Non c'è più petrolio! O si trova qualche nuova fonte, o presto andare in orbita diventerà sempre più raro. Non so dove leggevo che il Saturno V, nei cinque minuti di volo, emetteva una potenza valutabile in un ventesimo di quella prodotta su tutto il pianeta. Roba da ricchi, insomma...

markogts ha detto...

Mi sono dimenticato la conclusione: W l'ascensore spaziale!

Paolo Attivissimo ha detto...

La NASA ha già sviluppato astronavi a propulsione ionica che ci permetterebbero di andare e tornare dalla stella più vicina in pochi mesi ma ce le tengono nascoste

Verissimo. Infatti quando mi chiedono con che cosa sono alimentati i motori delle astronavi interstellari segrete della NASA, io rispondo sempre: "Cogli ioni".


Addio, Lucio, è stato bello conoscerti.

Paolo Attivissimo ha detto...

Markogts,

l'ascensore spaziale è una bell'idea e la adoro, ma è frenata "solo" dalla mancanza di un materiale di resistenza anche solo vagamente sufficiente.

Nanotubi di carbonio? Per ora arriviamo ai centimetri, siamo un po' lontani dai 72.000 km di nanotubo ultrapuro che sarebbero necessari.

Ben venga lo sviluppo dei nanotubi, ma nel frattempo il caro vecchio missile rimane il metodo più efficiente e collaudato.

Sul "non c'è più petrolio": i missili non vanno a benzina o a diesel :-)

ShadowRider ha detto...

@markogts: Se ricordo bene, per i missili odierni si usa idrazina.
Quanto all'ascensore spaziale, l'idea ovviamente affascina anche me (e vorrei vedere, uno dei suoi propositori era Sir Arthur Clarke, uno dei miei pochi idoli...) ma i problemi sono tanti. Al di la' della resistenza dei materiali di cui parlava Paolo (è un problema che verrà risolto...;-) ), ci sono vari problemi realizzativi. Tanto per citarne uno, il cavo dovrebbe essere lungo, mi pare, sui 100.000 km. In caso di rottura, ricadrebbe a terra avvolgendosi due volte e mezza attorno all'equatore...
Ovviamente anche questo problema può essere risolto, ma siamo ben lontani. Lo stesso Clarke collocava la realizzazione dei primi ascensori spaziali non prima di qualche secolo nel futuro...

blu-flame ha detto...

i missili non vanno a benzina o a diesel

Si, ma dove la prendi l'energia per produrre ossigeno e idrogeno per le turbine?

E quando anche hai un booster a combustibile solido non cambia nulla.

petrolio, fissione e carbone.

certo puoi sempre far lavorare qualche mese la diga delle 3 gole e quella di egizia.... ma vorrebbe dire che altri dovrebbero passare al petrolio in quei momenti.


sull'onda dell'entusiasmo hai preso una cantonata.

Matteo ha detto...

occhio Paolo che anche i razzi (alcuni!) vanno a kerosene! (e come ossidante usano ossigeno liquido, tanto per cambiare)

http://www.astronautix.com/props/loxosene.htm


PS un paio di studenti di una scuola svizzera han fatto questo progetto.
http://radar.zhaw.ch/radar.html
praticamente si vedono tutti gli aerei che sorvolano Zurigo e sospresa ... è pieno di scie (virtuali) parallele.

Stepan Mussorgsky ha detto...

punto uno: Auguri Paolo! ^_^

punto due: a me personalmente non convinvince l'ascensore spaziale, perchè nella prima parte il cavo di nanotubi è nell'atmosfera: turbolenze, perturbazioni, possibilità di attrarre fulmini, qualche pilota disattento che lo urta o qualche terrorista imbecille... un'idea del genere potrebbe anche essere utilizzata per produrre energia nello spazio dal sole ma è troppo complicata da realizzare, almeno per ora (e per "ora" intendo questo secolo).

Paolo Attivissimo ha detto...

ShadowRider:

Se ricordo bene, per i missili odierni si usa idrazina

No, dipende. Il Falcon non usa idrazina, ma ossigeno liquido e RP-1 (kerosene altamente raffinato). Altri vettori usano idrogeno e ossigeno liquidi.


il cavo dovrebbe essere lungo, mi pare, sui 100.000 km. In caso di rottura, ricadrebbe a terra avvolgendosi due volte e mezza attorno all'equatore...

In caso di rottura, non arriverebbe a terra intero, ma si disintegrerebbe per attrito con l'atmosfera.

Lo stesso Clarke collocava la realizzazione dei primi ascensori spaziali non prima di qualche secolo nel futuro...

Di solito gli viene attribuita la battuta "cinquant'anni dopo che tutti avranno smesso di ridere".

Paolo Attivissimo ha detto...

blu-flame,

Si, ma dove la prendi l'energia per produrre ossigeno e idrogeno per le turbine?

Uhm... turbine? In un motore a razzo? Intendevi turbopompe?

H e O si possono ottenere anche tramite altre fonti di energia. Non solo dal petrolio.

Avion ha detto...
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Matteo ha detto...

L'idrazina si usa solo per i sistemi di controllo di assetto o cmq solo quando si è fuori dall'atmosfera; un po' perchè è tossica un po' perchè è mono componente (impulso specifico inferiore) ma permette tramite attivazione di un catalizzatore di accendere e spegnere la spinta e in certo misura di modularla.

Paolo Attivissimo ha detto...

Matteo,

occhio Paolo che anche i razzi (alcuni!) vanno a kerosene

Certamente, l'ho scritto qui sopra. Le riserve attuali conosciute di petrolio bastano per qualche secolo di lanci. Basta considerare quanto ne consuma un volo intercontinentale di un 747 per capire che la quantità di carburante derivato da fossili consumato da un vettore è trascurabile.


PS un paio di studenti di una scuola svizzera han fatto questo progetto

Visto, ne parlai tempo addietro:

http://tinyurl.com/3pdyt2

Matteo ha detto...

chiedono scusa :( non avevo visto :(

ti rigrazio invece per avermi fatto notare di nuovo spacex, pensavo di mandar loro il mio CV ma per i ruoli che mi interessano serve le green card ... tu che sei della CIA puoi aiutarmi? asd

Paolo Attivissimo ha detto...

tu che sei della CIA puoi aiutarmi?

La tua green card è già nella tua buca delle lettere. Che naturalmente sappiamo già dov'è :-)

Guido Baccarini ha detto...

"Cogli ioni"

Strepitosa!!!

ShadowRider ha detto...

Chiedo venia per l'inesattezza sull'idrazina. Dopo tutto, mi sono specializzato in strumentazione e sperimentazione aeronautica, non in propulsione spaziale...;-)

@Paolo: [cavo] Si, era quel che intendevo con 'il problema può essere risolto'...occorrerebbe costruire il cavo in modo da accertarsi che si disintegri integralmente, ma che al tempo stesso sia abbastanza resistente per l'applicazione in oggetto...non volevo dilungarmi, di cose da dire ce ne sarebbero parecchie. Tra l'altro, dipende anche da dove il cavo si spezza e da quanto è grande il contrappeso: se fosse abbastanza massiccio, il cavo se ne volerebbe via anzichè ricadere...

@usa-free: Ti dirò che secondo me le perturbazioni atmosferiche, e anche gli impatti accidentali, non sono un grosso fattore di preoccupazione. Per funzionare da ascensore spaziale, il nostro ipotetico cavo dovrebbe essere tanto massiccio, con caratteristiche meccaniche tali, che tutti questi fattori non causerebbero che danni superficiali. Potrebbero al massimo causare momentanee interruzioni di attività, ma poco altro. Ovviamente, atti volontari atti a danneggiarlo sono tutt'altra faccenda...

ShadowRider ha detto...

Due cose che avevo dimenticato...

@Paolo: ho un vuoto di memoria..."The Fountains of Paradise" in che anno era ambientato?
E comunque, "Cogli ioni" è immensa, da quotare!
Mi associo alla richiesta di Matteo...posso sperare anche io nella Green Card a marchio CIA? ;-)

OrboVeggente ha detto...

auguri Paolo...
Non mi vien da fidarmi ancora dell'esplorazione spaziale privata...
Mancando (checcé ne dica il caro Lucio) una struttura "con gli ioni" alle spalle, come andrebbero gestite le probabili emergenze? Ti vedi un Apollo 13 privato? "Abbiamo un problema!" -Auguri e baci!

Caro Lucio, vah che ci troviamo una buona volta, dai, tra un aperitivo e una focaccia, che ti insegno il vecchio gioco "risate e sganassoni" così poi diventiamo tutti amici e si collabora, finalmente in modo simpatico e costruttivo!
Il 4 ottobre sera a Padova, ti va?

Stepan Mussorgsky ha detto...

@shadowrider: e i fulmini? il carbonio è conduttivo. E poi se lo fanno in giappone, bisogna anche tener conto dei terremoti: quanto sarebbe elastico un cavo del genere?

Paolo Attivissimo ha detto...

Shadow

FOP era nel 22mo secolo. Green Card già consegnata ieri.

Lucio ha detto...
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mogio ha detto...

Sig Paolo un post di complimenti ai cinesi per la loro missione spaziale?

Bella la foto su "Il corriere del Ticino" dove i tre astronauti cinesi posano per la foto di rito su delle sedie da giardino pieghevoli con un bel sorriso.

Ottimo esempio di viaggi spaziali low cost.

ShadowRider ha detto...

@usa-free: Mah, immagino si dovrà mettere a terra, no? Come si fa con le strutture di acciaio degli impianti petrolchimici. Una volta fatto questo, impatti di fulmini non causerebbero grossi problemi, almeno credo. Occorrerebbe sospendere le attività se venissero identificate perturbazioni in arrivo, ma questa è normale prudenza...
I terremoti potrebbero essere un pericolo maggiore (per quanto, anche qui, a meno di catastrofici sconvolgimenti a livello di continenti che sprofondano, dubito ci possano essere pericoli grossi...danni alle strutture di terra si, ma il cavo in se stesso, hmmm...), di sicuro non andrebbe costruito in zona sismica (perchè hai nominato proprio il Giappone?). Anche qui, problemi ce ne sono tanti, ma il mio punto è che sono tutti problemi risolvibili, almeno a livello concettuale...e quindi, salvo catastrofi, prima o poi potrebbero essere risolti...

Paolo Attivissimo ha detto...

Gio,

me ne manca il tempo, purtroppo. E' comunque un bel risultato. Niente di nuovo, per carità, ma la concorrenza fa sempre bene.

Paolo Attivissimo ha detto...

Lucio,

quale parte di "Addio" non ti è chiara?

Lucio ha detto...
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Matteo ha detto...

di sicuro la "base" non sarà in Giappone visto che deve essere all'equatore (se metti qualcosa in orbita a 20° di latitudine prima o poi te lo ritrovi a -20 hehe).
le orbite geostazionarie sono quelle sul piano dell'equatore altrimenti son solo geosincrone.

(per quanto un terremoto penso sia proprio l'ultimo dei problemi sia in campo statico che dinamico)

Lucio ha detto...
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Paolo Attivissimo ha detto...

Scusate, riattivo la moderazione preventiva dei commenti perché l'omuncolo ha ripreso a sporcare.

ShadowRider ha detto...

@Paolo: 22nd? Ricordavo più in la'...
Quanto all'omuncolo, in fondo era divertente, era riuscito a contraddirsi da solo nella stessa frase..."esiste la tecnologia xxx, ma gli uomini in nero la stanno nascondendo, infatti Discovery Channel ci aveva fatto un documentario, e il filmato è in giro su YouTube...". Comico...in un suo modo alquanto tragico...
Thanks for the G.C. ;-)

Stepan Mussorgsky ha detto...

@ shadowrider & matteo inf:

Mi riferivo a questo articolo,ma in effetti non è specificato dove si dovrebbe costruire.

Per quanto riguarda i fulmini: è vero che si può progettare un idoneo impianto di messa a terra, ma si tratta di paragonare impianti per strutture che al massimo raggiungeranno i 750 metri di altezza come il Burj Dubai o la megaantenna per telecomunicazioni negli USA (non ricordo dove si trova).

Qui parliamo di un cavo altamente conduttivo (nanotubi di carbonio) che attraversa tutta l'atmosfera: sarebbe in grado di catturare molti più fulmini, tra cui quelli che si formano negli strati più alti dell'atmosfera e che pare abbiano una carica spaventosa.

In teoria poi un ipotetica schermatura di terra dovrebbe ricoprire tutto il cavo ed essere più conduttiva dello stesso, per funzionare come una gabbia di Faraday.

Problemi a non finire...

Pietro ha detto...

Cavolo, è vero: Auguri Paolo!

Leggendo dell'ascensore spaziale mi chiedo se non sarebbe meglio l'idea della catapulta con cui accelerare i carichi alla velocità di fuga fin sulla luna, e rispararli da li.

@ orboveggente su apollo 13 privato:
perché una crisi del genere, se gestita da privati, dovrebbe essere peggio?

psionic ha detto...

Interessantissimo lucio. Andare e tornare dalla stella piu' vicina in pochi mesi? Supposto che "pochi mesi" significhi meno di 12 (altrimenti avresti parlato di anni). la stella piu' vicina e' Alpha Centauri (escludo il Sole, anche se sarebbe stata una bella battuta, ma non mi sembrava la tua intenzione).

E' distante 4,4 anni luce, per andare e tornare in pochi mesi (11) bisognerebbe viaggiare a 9.6 volte la velocita' della luce!

Certo, Futurama ha predetto che, visto che viaggiare piu' veloci della luce e' impossibile, in futuro gli scienzianti avrebbero aumetato la velocita' della luce ( :-D ) magari siamo prossimi a questo evento!

blu-flame, il tuo discorso e' troppo tirato. Allora anche tu, per vivere, consumi petrolio. Per ottenere il tuo cibo. Dici che i pomodori crescono solo col sole e l'acqua? Ma per utilizzare quel sole e quell'acqua devi rinunciare all'energia idrica e solare che ne deriverebbe, e utilizzare al suo posto il petrolio.

In ogni caso, e' vero, un razzo ha un consumo istantaneo enorme, ma in pochi minuti e' in orbita. Invece, come giustamente fatto notare, un aereo consuma molto meno, ma per molto piu' tempo, e di aerei ce ne sono a migliaia. Per non parlare delle macchine.

Non credo che i voli spaziali siano una causa della crisi energetica!

Comunque me li vedo gia', vettori privati, con pubblicita' stampate sulla fusoliera! Ben vengano!

E non credo che i privati non proteggerebbero il loro investimento, come suggerisce Orbo.
Anzi, i soldi li mettono loro, e gli eventuali sponsor, non c'e' un governo dietro che finanzia e si prende le responsabilita'. Secondo me sarebbero ancora piu' accorti.

markogts ha detto...

Io pensavo che Lucio scherzasse... Sai, tipo Orbo che fa lo sciachimista. Orpo!

PS Libero di non pubblicare questa mia se la consideri un "feed the troll"

psionic ha detto...

Anch'io pensavo, ma poi mi sono accorto che era lucio... -.-

markogts ha detto...

Non credo che i voli spaziali siano una causa della crisi energetica!

Certo che no, finché si va in tre su un miliardo e mezzo (complimenti Shenzou!)

Quello che dico io è: quanti volavano nel 1905? E quanti volano nel 2005? Ecco, un rapporto simile è inconcepibile per i razzi, almeno fino a quando non scopriremo una fonte di energia di ragguardevoli proporzioni (a proposito, novità sul Polywell?)

Alcune precisazioni sparse:
l'idrazina si usa perché con il tetrossido di azoto è ipergolica, si accende cioé senza bisogno di "fiammiferi", quindi molto affidabile - quanti hanno i cavi per la batteria sulla Luna?

Energia è energia, che sia idrazina, cherosene o idrogeno, da qualche parte bisogna procurarseli.

Confronto tra aereo e razzo: (premesso che stiamo confrontando pere con mele)

Carico utile:
Shuttle: 28.000 kg
747-400ER: 112.000 kg

Carico carburante:
Shuttle: 2x500.000kg per gli SRB, più 730.000 kg tra idrogeno e ossigeno dell'SSET.
747-400ER: 241.000 litri, circa 200.000 kg.

Come dicevo sopra, stiamo confrontando mele con pere, perché nei pesi dello Shuttle c'è anche il comburente, che non è un combustibile (ma anche 600 tonnellate di ossigeno liquido non crescono sugli alberi), però mi pare non ci sia paragone tra le cifre in gioco => difficilmente ci saranno tanti shuttle quanti 747 => difficilmente andremo in orbita come oggi prendiamo un volo per l'Australia. Sob. :'(

Turz ha detto...

Auguri Paolo!
Anche se purtroppo con un giorno di ritardo...

Non sapevo che fossi uno sgherro degli illuminati! E dove hai messo l'antimateria? Nel Maniero Digitale?

Scusa ma ora devo andare ad Alpha Centauri a fare la spesa :-)

Tukler ha detto...

markogts ha detto...
Io pensavo che Lucio scherzasse...

Infatti anch'io, appena letto l'articolo, volevo intervenire con la visione alternativa complottista, un po' per buttarla a ridere un po' per marcargli il territorio, sempre per la storia che arrivano uno alla volta come i cattivi dei cartoni animati giapponesi.
E invece ho visto che il carissimo mi ha preceduto...
Beh cmq io sono una persona molto compassionevole e nonostante tutto gli auguro una buona salute mentale, quindi credo che in questo caso sia intervenuto solo per dare spettacolo e non perché quelle cose riesce davvero a pensarle... o almeno spero:P

Cmq mi unisco agli auguri ritardatari!

Pietro ha detto...

@ markogts

Il punto di vista energetico è importante per l'esplorazione spaziale, ma mi pare che durante la 2a guerra mondiale i tedeschi producessero benzina di sintesi.

Non ho mai approfondito la cosa ma, avendo energia nucleare in enormi quantità, non sarebbe possibile sintetizzare idrocarburi per stipare energia dove una batteria peserebbe troppo?

(cmq fare un "cannone" per sparare in orbita permetterebbe di usare direttamente l'energia elettrica)

markogts ha detto...

La benzina sintetica si otteneva partendo dal carbone.

Il cannone permette di ridurre notevolmente la massa al decollo, ma è una strada che non conosco.

markogts ha detto...

Ah, dimenticavo: auguri Paolo! Ma tutti a settembre nascete? Mia sorella, la mia ragazza, mia suocera, mio cognato, un mio collega, e adesso anche tu? Ora che ci penso mi rendo conto: SEI UN BILANCIA? Anche tu eternamente indeciso?

:-P

OrboVeggente ha detto...

pietro:
Leggendo dell'ascensore spaziale mi chiedo se non sarebbe meglio l'idea della catapulta con cui accelerare i carichi alla velocità di fuga fin sulla luna, e rispararli da li.

A me fa simpatia la pressione delle profondità oceaniche, per cui un "tubo sparante" appena immerso nell'acqua (di qualche km)diverrebbe il propulsore di tonnellate di massa verso lo Spazio stellare...
E tutti gli uomini felici a danzare sotto il getto d'acqua, con i bambini e gli animali e i fiori etc.etc.

su apollo 13 privato:
perché una crisi del genere, se gestita da privati, dovrebbe essere peggio?


Beh... ho recentemente provato a ripassare quanta efficienza, preparazione e professionalità (oltre al sangue freddo) ci sono state "a monte" per far tornare a casa 3 uomini, su una rotta non prevista di 400.000 km, senza ossigeno a sufficienza e dentro un modulo progettato per allunare ospitandone due...

A mio avviso ben pochi enti privati (di questo inizio secolo) avrebbero il know how necessario...

Fozzillo ha detto...

Non sono sicurissimo di quello che dico ma,
un ascensore spaziale non avrebbe il problema dei fulmini perché,
la differenza di potenziale tra gli estremi di un siffatto conduttore sarebbe già enorme di suo,
forse sarebbe anche sfruttabile come fonte.

Tukler ha detto...

pietro ha detto...
mi pare che durante la 2a guerra mondiale i tedeschi producessero benzina di sintesi

Mamma mia non dirlo ad alta voce che se lo sente qualche sacro adepto siamo finiti, ci aprono minimo 5 blog!:P

Cmq ora devo assolutamente andare a lavorare, ma da una velocissima lettura qui http://www.minerva.unito.it/Storia/Articoli/Bergius.htm mi pare di capire che partissero comunque dal carbone, quindi siamo punto e a capo.

T. Fulvio ha detto...

Be... Rutan collabora già con vari enti americani.. credo anche con la NASA.

Comunque gli americani sono davvero perfidi ;-)

Non solo hanno da tempo le astronavi che funzionano a coi-ioni, ma da tempo hanno nel cassetto non solo i progetti dell'ascensore, ma anche deciso il luogo dove realizzarlo.
Essendo colonizzatori lo faranno sicuramente fuori dal loro confine. Voci certe, dicono che si farà tra la Sicilia e la Calabria e per non inimicarsi troppo gli indigeni, vanno raccontando che l'immenso ancoraggio necessario per contrastare la forza centrifuga, sia un ponte.
Naturalmente tutto questo non sarebbe stato possibile per il solo ingegno umano. Un contatto segreto con entità aliene è certo. Anzi da tempo gli alieni hanno un loro infiltrato presso la regione del pianeta destinata ad ospitare l'ascensore. Essendo, come noto a tutti, gli extra terrestri piccoli, pelati e verdi, questo infiltrato per non farsi scoprire deve utilizzare scarpe coi rialzi, trapianti di bulbi piliferi umani e tonnellate di cerone.
L'ascensore dovrebbe sorgere all'equatore, ma come ormai annunciato da una importante trasmissione scientifica ("si viaggiare" malamente tradotta dagli americani "Voyager", trasmissione a cui fù in passato, dedicata anche una primitiva sonda d'esplorazione spaziale, chiamata appunto Voyager), i poli terrestri, e di conseguenza l'equatore, hanno un comportamento erratico ed imprevedibile, per cui alla fin fine un luogo vale l'altro.
Al momento i lavori si sono fermati per un contrasto interno ai servizi americani. L'agenzia deputata agli esperimenti su cavie umane, si è infatti rifiutata di sospendere l'esperimento sulle zie chimiche.
Come ben potete capire, una notevole quantità di zie sparse ad una quota variabile tra i 6000 ed i 10.000 mt ostacolerebbe le operazioni di costruzione dell'ascensore. Inoltre, ci si domanda, chi mai pagherebbe l'affitto per un loft a 200 km di altezza se guardando verso il basso, invece di vedere milioni di sfigati in coda mentre vanno al lavoro, dovessero vedere una distesa di vecchie zie chimiche..?

psionic ha detto...

A me fa simpatia la pressione delle profondità oceaniche, per cui un "tubo sparante" appena immerso nell'acqua (di qualche km)diverrebbe il propulsore di tonnellate di massa verso lo Spazio stellare...


Non lo so... è un'idea vera o te la sei inventata in questo momento? Come idea in effetti è affascinante, però... Forse mi sfugge qualche particolare, ma, a parte i problemi strutturali (praticamente è come fare una diga alta un chilometro, o più), una volta che hai il tuo tubo, per svuotarlo devi usare la stessa energia che poi ti ritorna sotto forma di pressione (vabbé, lasciate perdere la congruenza delle unità di misura, spero abbiate capito cosa intendo), quindi, in termini di efficienza, sarebbe equivalente al "cannone", che direi essere il metodo più efficiente, in quanto utilizza tutta l'energia per muovere solo il carico utile. Il problema del cannone è che quella notevole energia la deve liberare in in impulso più o meno breve. Bisognerebbe giocare su quello: allungare (o accorciare) la fase di accelerazione del carico, in modo da trovare il miglior compromesso tra il teorico (ma irrealizzabile) cannone "impulsivo" e l'inefficiente razzo

Paolo Attivissimo ha detto...

Sono troppo geek per resistere alla tentazione: il problema del cannone non è l'energia di sparo, è l'attrito dell'aria contro l'oggetto sparato.

Alla velocità di fuga di 11,2 km/sec, qualunque materiale si liquefa per l'attrito nell'aria densa della bassa atmosfera.

Ricordo dei test del DARPA di qualche decennio fa con questi cannoni per alta quota. Non ne venne fuori nulla.

In compenso, un tappo che chiudeva un cunicolo di un'esplosione nucleare sotterranea fu probabilmente sparato nello spazio (senza raggiungere velocità orbitale).

Ci sono delle belle storie da raccontare negli anni Cinquanta e Sessanta. Scienza folle.

Pietro ha detto...

@ markogts & tukler
[a bassa voce]
+1 sul carbone...ma ho visto troppo Star Trek...con energia (nucleare?) a manetta, H2O e CO2, è teoricamente possibile stoccare energia in idrocarburi?

Non sono un esperto (neanche) di catapulte spaziali, ma mi piacciono di più dell'ascensore... ma mi esalto al solo parlare di entrambe eh! :)

http://en.wikipedia.org/wiki/Non-rocket_spacelaunch#Mass_driver


@orboveggente
Concordo al 100000% sulla professionalità estrema di tutti gli eroi del programma Apollo... spazzini compresi. Altri tempi, sentimenti, e investimenti.

Ma sono convinto che oggi dei privati non farebbero necessariamente peggio.

Pietro ha detto...

AUZ! Sono stato lentoh a postare e venni sbertucciato :)))

markogts ha detto...

Quella del tappo mi pare di averla già sentita. Fa parte di quelle "battute" sugli esperimenti nucleari del tempo Pare che una volta un esperimento (in atmosfera, con la bomba piazzata su una casetta in cima ad un traliccio) fosse fallito, con un potenza esplosiva migliaia di volte minore del previsto, un "fizz" come lo chiamano. Un ingegnere commentò: "Lo dicevo io che non dovevamo metterci un tetto sopra!"

A proposito di immagazzinare energia con gli idrocarburi, da quel poco che ho studiato chimica all'università, ho capito che un chimico, con energia a go-go e i giusti catalizzatori, può fare qualsiasi cosa. La domanda è: se devo costruirmi un combustibile "da zero", perché farne uno "sporco" come il petrolio, quando posso farne uno pulito ed energetico come l'idrogeno (liquido)?

markogts ha detto...

con energia (nucleare?) a manetta, H2O e CO2, è teoricamente possibile stoccare energia in idrocarburi?

Dimenticavo: Madre Natura lo fa da sempre: da energia nucleare (Sole) con acqua e CO2 fa cellulosa e poi, un paio di annetti anaerobici, et voilà gli idrocarburi.

A proposito, sapete che esiste anche la teoria del complotto sulla formazione del petrolio? Secondo alcuni la Terra lo produce "a cottimo", e non finirà mai. Googlate "petrolio abiotico".

Baund ha detto...

Interessante che la cosa sia uno "spin off" di PayPal, per cosi' dire: non e' l'unico, se si pensa anche solo a come sono nate cosette come YouTube (creato da ex dipendenti dell'azienda) o il captcha - salvo smentite.

E' notizia di oggi tra l'altro che eBay (di cui PayPal fa parte) ha ricevuto la "National Medal of Technology and Innovation" negli USA, massimo riconoscimento nel campo dell'innovazione tecnologica in quel paese...

OrboVeggente ha detto...

psionic:
Non lo so... è un'idea vera o te la sei inventata in questo momento?

Boh, l'avrò inconsciamente letto... mi ispiro al "tappo di pressione" che si forma quando infili un bicchiere capovolto nell'acqua.
Lo "liberi" e fa una bolla BLOOP verso l'alto di discreta potenza.
Ecco, infilando un bicchierone di decine di metri quadri nell'oceano e spingendolo giù, poi si libera un BLOOP che sposta in alto tonnellate d'acqua, che giocoforza d'immaginazione vorrebbe incanalate e compresse, per accelerare la spinta verticale etc.etc.

E alla fine la navetta-proiettile esce dall'oceano, ed entra in orbita, senza dimenticare il sole e l'arcobaleno sullo sfondo, con Alice e il Gatto che giocano...

Paolo Attivissimo ha detto...

Orbo,

fa molto Giulio Verne la tua idea, e già me la vedo con un tubone pieno di rivetti a vista, ma mi sa che un BLOOP (Ballistic Launch Of Oceanic Projectile?) non arriverebbe a velocità di fuga.

Per non parlar del problemino di evacuare l'acqua dal tubone ogni volta, producendo una spinta di galleggiamento immane.

In confronto, i lanciatori elettrici lunghi come l'Australia immaginati da Clarke (su basi tecniche un po' più solide) sono una quisquilia.

Baund ha detto...

Si', e hai presente poi le associazioni animaliste che sviluppi ti suggeriscono per la tua invenzione, se gli fai un BLOOP gigante in mezzo all'oceano? ;D

Pietro ha detto...

@ markogts

Concordo, per uso spaziale meglio l'idrogeno.
Sintetizzare benzina (o meglio metano) sarebbe cmq utile perché molte utenze sono già predisposte ad usarlo.

Matteo ha detto...

due idee veloci sul perchè il "BLOOP" è inattuabile:
1-dovrebbe avere sezione costante se vogliamo isolare l'acqua dal proiettile (altrimenti affonderebbe e basta per quanto leggero sia visto -la spinta dell'acqua e -l'inerzia del proiettile).
sezione costante = condizioni di blocco sonico = velocità massima = quella del suono < velocità di fuga
si potrebbe rimediare facendo il vuoto ma poi si ingrandirebbe il problema del punto 2 (leggere dopo). rimane poi il problema della perdita di carico dell'acqua (il tubo di lancio avrebbe una lunghezza nell'ordine delle centina di metri (2 KM, la butto li) ). si dovrebbe fare in modo di aprire compleatamente il condotto al passaggio del proiettile con notevoli costi strutturali ( fluido in movimento = minore pressione = forza verso l'interno = meccanismo attivo per aprire il condotto, ...)
2- al contrario di un razzo che ha velocità minima dove massima è la densità dell'aria (quota 0 velocità 0) si avrebbe la situazione di avere una velocità maggiore a quella di fuga dove la densità è massima = grossissimi problemi termici = maggiore massa = maggiori costi.
per intenderci si avrebbero problemi molto maggiori che non quelli del rientro.
si potrebbe rimediare aggiungendo dei booster ma allora non avrebeb più senso ...

OrboVeggente ha detto...

paolo:
fa molto Giulio Verne la tua idea

ehm... pensavo più Lewis Carroll, ecco...

e già me la vedo con un tubone pieno di rivetti a vista, ma mi sa che un BLOOP (Ballistic Launch Of Oceanic Projectile?) non arriverebbe a velocità di fuga.

Mitico!! L'onomatopea che diventa tecnologia!

Per non parlar del problemino di evacuare l'acqua dal tubone ogni volta, producendo una spinta di galleggiamento immane.

Eh, che vuoi che sia, ci pensa il Gatto di Alice...

OrboVeggente ha detto...

baund:
Si', e hai presente poi le associazioni animaliste che sviluppi ti suggeriscono per la tua invenzione, se gli fai un BLOOP gigante in mezzo all'oceano? ;D

E non ci ho forse pensato?

1) Durante la dimostrazione, si distraggono i presenti gridando "Guardate, là! Una scia chimica!" così tutti guardano in alto e non si accorgono dello sconvolgimento sottomarino.

2) In realtà il Bloop (ballystic launch of oceanic projectile) non fa male ai pesci, perché li spinge in alto sulla linea evolutiva. (molto in alto, quasi oltre l'orbita evolutiva).

vale56 ha detto...

Orbo non so perché ma il tuo cannone mi ricorda il motore di Schietti :-)

Non è che stai continuando ad usare la tua ironia anche con il tuo nick?

Dan ha detto...

Certo che, a leggere il titolo "Nello spazio con i soldi di Paypal" mi viene da pensare: 'Alla faccia delle donazioni!'