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2008/09/29

Video parodia di Sarah Palin in stile Disney

Internet libera la creatività, con nuove forme di satira


Non posso che associarmi alla domanda di Boingboing.net, che ha segnalato questo video: come diavolo hanno fatto, quelli di CollegeHumor.com, a produrre così in fretta un video di questa qualità?

88 commenti:

Emanuele Ciriachi ha detto...

Assolutamente geniale!! Da morire dal ridere!

Avion ha detto...

E' MERAVIGLIOSO.

Anonimo ha detto...

è di poco fa la notizia che "l'Unità" ha pubblicato una vignetta troppo satirica sul Ministro Brunetta.
Soliti problemi della satira in Italia... vedo che negli USA vanno giù pesante ma non credo che qualcuno chiederà di ritirare il video dalla Rete. Differenti concezioni della parola "democrazia".

Emanuele Ciriachi ha detto...

La vignetta dell'Unità è assolutamente vergognosa.

Quella non è satira. Non è liberta di parola. Sono minacce personali e intimidazioni.

Quella vignetta va censurata e chi l'ha pubblicata deve scusarsi, se fossi nei panni delle autorità risponderei duramente.

Lupacchiotto ha detto...

Questa è satira!
Grandi.
Gli States han tanti problemi ma di sicuro sono molto più liberi...

Baund ha detto...

Mi dispiace di intervenire, nonostante legga quotidianamente questo blog da piu' di un anno, solo ora che qualcuno ha causato la moderazione dei post. E mi dispiace di farlo su un argomento "collaterale", non tra i principali del blog o i piu' appassionanti, ma tant'e', mi sono troppo imbestialito.

Questa E' satira, e' parodia, e negli USA non e' a senso unico, non e' collusa col terrorismo, non porta intimidazioni, non difende la parte peggiore della societa', quella nullafacente, imbrogliona, parassita e violenta (anche solo verbalmente, magari, o anche no).

Vero, pippolillo, quella si' che e' davvero democrazia.

Paolo, complimenti impliciti per il tuo blog. A volte mi chiedo come si faccia a svuotare con un cucchiaio il mare dell'ignoranza, ma vedere sempre il tuo cucchiaio all'opera mi conforta :)

happy h ha detto...

Oh che pena, povero Brunetta... Ma fatemi il piacere! Vi pagano almeno?

happy h ha detto...

Dopo avere letto un certo servizio sulla task force impegnata a scrivere finte lettere ai giornali che elogiano l'esperienza internazionale del Prigioniero di Guerra e della Sarracuda mi rispondo da solo: sì, li pagano.

Paolo Attivissimo ha detto...

Per favore, questo non è un blog dedicato alla politica italiana o ad altri combattimenti fra capponi appesi all'ingiù.

Aggiungo solo che ho visto la vignetta de L'Unità. Evidentemente qualcuno non ha ancora capito la distinzione fra il concetto di "satira" e quello di "sfogo infantile".

La satira deve essere cattiva, graffiante, crudele, e non deve guardare in faccia nessuno; ma deve anche far ridere amaramente della situazione descritta. Quella vignetta è soltanto cattiveria. Non è neanche invettiva, che richiede una certa abilità retorica.

Dalla Garzanti "satira": "genere letterario che ritrae con intenti critici e morali personaggi e ambienti della realtà e dell'attualità, in toni che vanno dalla pacata ironia alla denuncia, all'invettiva più acre... (estens.) qualunque scritto, discorso, disegno, rappresentazione, spettacolo che intende mettere in ridicolo comportamenti o concezioni altrui".

Giusto per chiarire: grazie al cielo non so chi è Brunetta e non intendo sprecare cicli di processore per scoprirlo.

Il videoparodia di Sarah Palin è una presa per i fondelli, fatta con grande talento tecnico e mirata a mettere alla berlina comportamenti e concezioni reali della Palin. La vignetta, invece, è soltanto l'equivalente di disegnare i baffetti sulla foto di una persona che si detesta.

Non mi sorprende che Forattini, maestro nel dare legnate satiriche vere a destra e a mancina, se ne sia andato dall'Italia.

happy h ha detto...

Velo pietoso sul Forattini "maestro" (trenta anni fa!). Comunque è una citazione molto raffinata sull'omicida finlandese.

Paolo Attivissimo ha detto...

Happy,

a parte che Forattini esercita tuttora e non ha smesso trent'anni fa, il fatto che tu confonda la satira con una citazione (per quanto raffinata) di un video di un omicida mi fa pensare che tu abbia una visione molto personale del concetto di satira.

Prova a ribaltare la stessa vignetta nei confronti di un personaggio (politico, cantante, artista) che stimi e dimmi se la trovi ancora fonte d'ilarità. E' sempre un buon test di validità.

happy h ha detto...

Visto che l'argomento ti interessa, Paolo, potrei dirti di controllare "chi sia Brunetta" e di come stia contribuendo a demolire i servizi pubblici con la scusa di "dare la caccia ai fannulloni" e di quanta tensione e serissima paura per il futuro aleggi nel paese (la scuola è il settore più in pericolo).
Per questo questa vignetta (di Mauro Biani, un disegnatore di solito accusato di "eccessivo buonismo") fotografa perfettamente un momento di attualità, come avrebbero fatto a loro tempo, fatte salve le dovute differenze, gli adorabili degenerati del Male.
Arbitrariamente ma non troppo punto a trent'anni fa il momento in cui Forattini faceva ancora "legnate satiriche a destra e a manca" prima di mettersi a dare manganellate niente affatto satiriche al servizio di un padrone ben definito.
E per la cronaca ha lasciato l'Italia per non pagare le tasse...

Massimiliano Pilati ha detto...

Ciao,
seguo da tempo sul suo blog http://maurobiani.splinder.com/ le vignette di Mauro Biani, il vignettista in questione. Vignette spesso molto delicate e attente...

Forse questa vignetta non è delle sue migliori, ma mi sembra esagerato fare tutto sto casino. E' evidente la voglia di provocare e il richiamo al video allucinante del ragazzo che ha commesso la strage in finlandia...

Dai... è satira.

Emanuele Ciriachi ha detto...

happy_h,

In quanto persona che, prima di andarmene all'estero, ha lavorato per un anno come consulente privato a fianco di dipendenti (fissi) statali, non posso che essere in totale disaccordo con quanto scrivi.

Quell'esperienza lavorativa ha ridefinito la mia idea di "fannulloni". Uno come Brunetta ci voleva 30 anni fa.

Paolo Attivissimo ha detto...

happy h,

non importa chi sia Brunetta: una vignetta che istiga a sparargli non è accettabile.

Se io pubblicassi una vignetta che istiga a sparare a te, come la prenderesti?

Il Male, ahimé, era di tutt'altra pasta. Sapeva ferire con intelligenza.

Sul fatto che Forattini abbia "lasciato l'Italia per non pagare le tasse", prima di tutto dovresti dimostrarlo (secondo te, le tasse in Francia non si pagano? Pensi che io in Svizzera non paghi le tasse?), in secondo luogo non c'entra nulla con la capacità di fare satira.

Mi sembra una forma di attacco personale gratuito, molto simile a quello della vignetta. Forse ora capisco perché rilevare la differenza fra satira autentica e ripicca personale ti è così difficile.

Lupacchiotto ha detto...

Happy
io sono un dipendente pubblico, ma quella vignetta è un obrobrio.
Il problema dei "fannulloni" è presente da una vita in questo settore: ce l'abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni.
Con la compiacenza di direttori (incaricati di vigilare) e sindacati (che dovrebbero tutelare i lavoratori e non anche i fannulloni).
Alla fine ci rimettiamo tutti, fannulloni e non.
Per la scuola, infine, dovresti rivolgerti al ministro preposto...

Paolo Attivissimo ha detto...

Dai... è satira.

Fa ridere ma riflettere?

Allora non è satira.


O se questa è satira, allora mi aspetto che i giornali pubblichino senza esitazione alcuna anche le vignette del Jyllands-Posten su Maometto col turbante esplosivo con un bel coretto "dai... è satira".

Unknown ha detto...

Dai... è satira.

Fa ridere ma riflettere?

Allora non è satira.


Ri-cito:


Dalla Garzanti "satira": "genere letterario che ritrae con intenti critici e morali personaggi e ambienti della realtà e dell'attualità, in toni che vanno dalla pacata ironia alla denuncia, all'invettiva più acre...


intenti critici e morali, appunto... e toni di denuncia.
Non c'è scritto che deve far ridere.

Aggiungerei anche la definizione di istigazione, per chiarire cosa vuol dire, dal dizionario online DeMauro:
"incitamento subdolo e pressante a compiere un’azione o a prendere una decisione, spec. dannosa o riprovevole"

Una vignetta in un contesto quale una pubblicazione satirica, come l'inserto Emme del quotidiano sul quale è stata pubblicata, non è un incitamento subdolo e pressante, mi sembra...

Se poi la satira in questione usi immagini violente o "di cattivo gusto"... beh... su questo possiamo discutere... ma discuterei anche di come il tentativo di strumentalizzazione politica di chi ha criticato la vignetta ha di fatto alimentato una discussione esagerata su una pubblicazione che, senza questo intervento, sarebbe stata considerata come una vignetta satirica e nient'altro...

happy h ha detto...

>allora mi aspetto che i giornali pubblichino senza esitazione alcuna anche le vignette del Jyllands-Posten su Maometto

In effetti la Padania l'aveva fatto se non ricordo male... E bisogna ricordare la maglietta di Calderoli?
L'esempio che porti va rivoltato. La vignetta in questione magari non fa ridere, ma fa riflettere.
Quindi si può chiamare satira?
Paolo, capisco che come gusto personale ti possa non piacere, ma le hai viste le vignette che negli Stati Uniti girano proprio su Palin?
Questa per esempio?
http://www.rall.com/uploaded_images/9-29-08-755526.jpg
O questa? http://www.rall.com/uploaded_images/9-18-08-752871.jpg
(E quello è un cartoonist che pubblica per lo stesso Syndicate di Isidoro e Garfield! Altro che l'inserto semiclandestino dell'Unità!)
La satira è un termometro della società, non fa altro che rispondere agli impulsi che riceve dall'esterno. L'ultima vignetta che ho citato, per esempio, è una diretta risposta a tutti quelli che scrivevano "Io la Palin me la farei".
Paolo, quanto ad "attacchi personali" basterebbe già il tono stizzoso con cui mi stai rivolgendo domande offensive. Non me la prendo perchè so che vuoi solo stimolare la discussione. Esattamente come quei poveri cristi di Emme cercavano uno spunto per far parlare di sè. Ma spiacente, il fuoco incrociato e la finta indignazione delle corazzate dell'informazione (quelle non perdono i contributi statali, loro!) contro un foglietto semclandestino non mi tange e non dovrebbe impressionare nessuna persona intelligente.

@qquadro
Ostia, faccio capolino in un blog e mi tocca fare tutto da solo editoriali a otto colonne sulla situazione della Pubblica Amministrazione?
Quanta carne al fuoco mi fate mettere?
Tutto quello che ho da dire è che la furia rivolta ai "fannulloni" non tocca minimamente gli equilibri calcificati dei piani alti, è solo fumo negli occhi.

Tukler ha detto...

Minacce personali? Istigare a sparare?
Ma dai, allora se possiamo sostenere una cosa del genere possiamo sostenere anche che tutti i giochi di guerra o i film violenti sono un'istigazione a fare altrettanto...

Io credo che quella vignetta non fosse del tutto campata in aria ma volesse far riflettere su quanto certi atteggiamenti eccessivamente (non necessariamente ingiustificatamente) repressivi possano contribuire a creare i "mostri" della società.

Per quanto mi riguarda comunque non mi piace e la ritengo di cattivo gusto, in quanto è troppo sul bilico della violenza e dell'uso troppo a caldo di un fatto tragico dove hanno perso la vita persone completamente innocenti.

Ma non per questo vuol dire che sia un incitamento all'emulazione o che vada censurata. Per fortuna dovremmo (?) avere ancora la libertà di espressione e di stampa, quindi come il nostro presidente del consiglio è libero di fare il gesto della pistola a una giornalista russa (a proposito di ricordare troppo a caldo un fatto tragico), lui può essere libero di disegnare quello che vuole, finché non costituisce reato.
Poi saranno i suoi lettori e soprattutto il suo direttore a giudicare se è di cattivo gusto o meno, e eventualmente suggerirgli di cambiare registro.
Mi pare che il direttore si sia già scusato, quindi io sono contento così...


Per quanto riguarda l'off-off-topic Forattini... a me riesce molto, molto difficile considerare imparziale uno che fa il vignettista del Giornale (per carità, lo stesso vale per il vignettista del Manifesto).
Credo che fosse questo ciò che indendeva happy h, a parte l'eccessiva distorsione temporale e le ipotesi sul perché ha lasciato l'Italia (che saran fatti suoi:P).

nexus ha detto...

La vignetta è apparsa su un inserto satirico non sul quotidiano, comunque volevo incollare ciò che ha detto Staino:
«Voleva esprimere disagio ma anche vaneggiamento folle» spiega Staino. Ma se quell'immagine può essere interpretata diversamente, «giustifica le scuse da chiedere ai lettori e al ministro della Pubblica amministrazione e dell'innovazione, Renato Brunetta. «La vignetta di Biani - dice Staino - , nelle intenzioni dell'autore e nell'interpretazione che abbiamo dato come redazione, esprimeva solo il disagio, l'indignazione e il vaneggiamento folle e non certo condivisibile, che può provocare una strabordante polemica contro supposti fannulloni, in un paese come il nostro in cui invece sta crescendo la disoccupazione. In questo specifico caso - aggiunge Staino - il disagio profondo di una guardia giurata per la quale, il vecchio 'ferro', strumento del suo lavoro, sottolineava la sua attuale situazione di disoccupato». Questa, è la conclusione di Staino, «la buona fede nostra e del disegnatore, ma se, come può sempre accadere, la ciambella non è uscita con il buco e per una qualche ragione, legata al disegno o al testo, qualche lettore può interpretarla in modo da sembrare un invito all'uso delle armi, né io, né Biani, né l'intera redazione di Emme, abbiamo alcuna difficoltà a chiedere scusa a questi lettori, ministro Brunetta, ovviamente, compreso».

Mi sembra ovvio che già doverne spiegare il significato denota una vignetta mal riuscita, ma da qui (fatto salvo il diritto-dovere di critica) a dire che NON doveva essere pubblicata ce ne corre. Nessuno ha uno speciale patentino che gli permetta di decidere cosa è satira e cosa non lo è, né di impedire ad una persona adulta di vedere e poi giudicare da sé se questa o quella vignetta lo fa ridere, riflettere, disgustare. Per me è questo il concetto di democrazia...

Emanuele Ciriachi ha detto...

Rimango dell'idea che quella vignetta non è satira, e che vada censurata.
Questo perché evoca immagini e situazioni lesive della sicurezza personale e della vita di una persona, e lo fa in modo oppressivo, truculento, violento.

Tutti gli altri interventi non cambiano questo fatto.

Lupacchiotto ha detto...

>Tutto quello che ho da dire è che la furia rivolta ai "fannulloni" non tocca minimamente gli equilibri calcificati dei piani alti, è solo fumo negli occhi.

Sinceramente non è tutto fumo negli occhi. Il guaio è che alla fine siamo diventati un capro espiatorio. Ma questo è colpa del lassismo di chi è preposto a vigilare.
Poi ripeto, la satira per me è un'altra cosa. Bobo, Forattini, Disegni e Caviglia, Jena... Quello sì che è satira!

Paolo Attivissimo ha detto...

Le parole di Staino mi sembrano molto sensate.

Sottoscrivo anche quel "ce ne corre". Da nessuno deve partire una censura preventiva e non mi sognerei di chiederla. Sta alla scelta, al gusto e al talento di un disegnatore, come un giornalista, trovare un modo così efficace da far centro senza danni collaterali.



le hai viste le vignette che negli Stati Uniti girano proprio su Palin?

Sì, e noto che nella seconda ce n'è per tutti, sia per Obama, sia per Palin. Una differenza importante.

La prima non auspica la morte della candidata; rispecchia quello che molti stanno pensando (vogliamo che la Palin abbia il dito sul pulsante nucleare se McCain non sta bene?) sulla base di quello che la Palin stessa ha detto.

Sugli attacchi personali: stiamo discutendo, Happy: ho semplicemente detto che capisco perché la tua opinione sulla satira è così differente dalla mia. Mica ti sto puntando una pistola in faccia :-)



Tukler,

se possiamo sostenere una cosa del genere possiamo sostenere anche che tutti i giochi di guerra o i film violenti sono un'istigazione a fare altrettanto

Ovviamente no. La differenza è che i videogame sono violenza astratta, verso bersagli immaginari. Un conto è giocare a sparare a un personaggio digitale inventato; un altro è giocare a sparare a Jovanotti (giusto per fare il nome di un non politico).

Lasceresti circolare un videogame il cui scopo è ammazzare (virtualmente), che so, Piero Angela? O te?


Ivan,

Non c'è scritto che deve far ridere.

Vero. Non nel pezzo che citi: nel secondo sì.

OK, è un significato per estensione, ma in quella vignetta ci vedi "ironia", "invettiva" o "denuncia"? O sono soverchiate da quella canna di pistola puntata in faccia?

Come persona che è stata bersaglio di vignette analoghe, ti assicuro che vivere certe cose, anche ai livelli tragipatetici a cui mi trovo io ad interloquire, non è affatto piacevole.

Unknown ha detto...

Grandissima la parodia della Palin!!!

happy h ha detto...

>Come persona che è stata bersaglio di vignette analoghe

Ora capisco il perchè del tuo accanimento. Va bene, capisco che ti sia difficile mantenere il distacco e la giusta distanza.
Ma non mi puoi tirare fuori l'argomento che "dovrebbe colpire da ambo le parti". Libero e il Giornale hanno fior di vignettisti, ma perchè nessuna loro vignetta arriva mai agli onori delle cronache?
Perchè loro rappresentano il potere e la satira o è contro il potere o non è. Infatti a loro non interessa la satira, ma l'avvertimento di stampo mafioso, la minaccia squadristica, l'intimidazione, la demolizione dell'avversario.
Li hai visti i commenti sul blog di Biani? Quanto sacro sdegno... Tutti rigorosamente anonimi! E minacciosi. Per davvero.
Questa è una differenza incolmabile tra "una parte" e l'altra.
Cosa farai, dirai che "se l'è cercata"?

Paolo Attivissimo ha detto...

Happy,


capisco che ti sia difficile mantenere il distacco e la giusta distanza

No, scusami, non mi sono spiegato: è soltanto quando si diventa bersaglio in prima persona che si capisce che effetto fanno queste cose.

Da fuori, sinceramente, non si è qualificati per capirlo.


Ma non mi puoi tirare fuori l'argomento che "dovrebbe colpire da ambo le parti".

Perché? La satira vera non è serva di uno schieramento. Perché la stupidità umana trascende gli schieramenti. E quelle vignette USA sbeffeggiano la mentalità degli elettori, non solo quella dei candidati.


Libero e il Giornale hanno fior di vignettisti, ma perchè nessuna loro vignetta arriva mai agli onori delle cronache?

Domanda interessante alla quale non ti so rispondere. Non seguo abbastanza le vicende italiane per fare un'analisi così approfondita.


a loro non interessa la satira, ma l'avvertimento di stampo mafioso, la minaccia squadristica, l'intimidazione, la demolizione dell'avversario

Oh. Hai una visione molto equilibrata della questione.


Questa è una differenza incolmabile tra "una parte" e l'altra.

Lo dici come se l'intelligenza e il garbo fosse appannaggio esclusivo di un singolo schieramento. Mi spiace deluderti: sono saturi d'imbecilli entrambi.


Cosa farai, dirai che "se l'è cercata"?

Per favore, niente giochini retorici di questo basso livello. L'espediente di mettere in bocca all'interlocutore parole che non ha detto per poi fargliele smentire è vecchio e datato.

Unknown ha detto...

Infatti a loro (Libero e Il Giornale) non interessa la satira, ma l'avvertimento di stampo mafioso, la minaccia squadristica, l'intimidazione, la demolizione dell'avversario.

Questa è una dichiarazione faziosa e ingiustificata. Happy H, abbiamo capito come la pensi, ma questo non è un blog politico. O sbaglio?

Guido

Rodri ha detto...

Splendido video :-D Sono gli stessi di "Why Girls Don't Fart", ricordo bene :-)

Una volta c'erano i guignols francesi, anche loro erano incredibili nelle produzioni :-P

Alfred Borden ha detto...

Ma non mi puoi tirare fuori l'argomento che "dovrebbe colpire da ambo le parti". Libero e il Giornale hanno fior di vignettisti, ma perchè nessuna loro vignetta arriva mai agli onori delle cronache?
Perchè loro rappresentano il potere e la satira o è contro il potere o non è. Infatti a loro non interessa la satira, ma l'avvertimento di stampo mafioso, la minaccia squadristica, l'intimidazione, la demolizione dell'avversario.


Non vorrei alimentare l'OT, ma sono decisamente d'accordo con happy h. Da quando Forattini è andato a lavorare per Il Giornale è diventato come tutti i girnalisti di quella testata: uno che scrive (o disegna, nel suo caso) per compiacere il padrone o per intimidire gli avversari.
Direi che, orami, è più un cortigiano che un vignettista satirico.

Fine OT e chiedo ancora scusa.

happy h ha detto...

>Da fuori, sinceramente, non si è qualificati per capirlo.
Il commento mi è venuto più brusco di quel che volessi, ma non era questo che mi interessava approfondire. Il post voleva analizzare le nuove forme possibili di satira. E siamo finiti a vedere la triste situazione italiana: il potere che approfitta di ogni occasione per dare addosso con le sue corazzate a una piccola e sgangherata navicella come Emme (che se continuo a scrivere non avrò neanche il tempo di andare a comprare in edicola :-p). Navicella che tenta di ricucire i fili di un discorso satirico che era valido ai tempi di Tango e Cuore, che da lì cerca di ripartire, ma non avendone i mezzi. Cercando di allevare una nuova generazione di vignettisti che ovviamente ci metteranno chissà quanto a maturare e a mettere a fuoco un linguaggio efficace e al passo con i tempi.
Sempre che nel frattempo il potere non riesca a soffocare le ultime voci di dissenso con una legge che toglie i contributi statali al Manifesto ma non li toglie al Corriere, al Giornale e al Sole 24 Ore.
E intanto manda le manganellate mediatiche (addirittura vaticane nel caso della Guzzanti) non appena un vignettista o una comica (che certo ha visto giorni migliori) osa rialzare la testa.
Paolo, parli come se quella vignetta potesse veramente "armare la mano" a qualcuno. Brunetta se ne infischia, ha persino aperto una sezione nel sito del Ministero con le vignette dedicate a lui. A un Gasparri conviene far finta di crederlo. E dare fuoco alle polveri. Vai con il sacro sdegno!
Ma tu sei oltre. Sai benissimo che la satira non può essere decontestualizzata. Forattini ha disegnato (specie su Panorama) vignette semplicemente vomitevoli, colme di odio, e soprattutto verbose e inefficaci, ed è il perfetto megafono per l acorazzata che rappresenta (in fondo faceva il pubblicitario).
Bisogna partire dalla consapevolezza della situazione di partenza per giudicare come si deve. E la situazione di oggi è questa. Violenta.

>Oh. Hai una visione molto equilibrata della questione.
Se ne hai una migliore non aspetto altro ;-)
Purtroppo la verità molte volte non può essere bipartisan.

Anonimo ha detto...

sono una dipendente pubblica. la vignetta su brunetta è una vergogna.
minacciare di morte , seppur per finta, non è mai ne satira ne humor di qualsiasi tipo.
è cattiveria e violenza neanche troppo repressa.

Tukler ha detto...

Paolo Attivissimo ha detto...
Ovviamente no. La differenza è che i videogame sono violenza astratta, verso bersagli immaginari.

Mmmmhh... non sarei tanto d'accordo su questo. Spesso io mi sono ritrovato a giustificare il mio (raro) giocare a videogiochi violenti, a me stesso e agli altri, con la tesi che si tratta appunto di violenza astratta ovvero di un modo innocuo di sfogare i nostri istinti, di "voler provare a fare certe cose", così come d'altronde qualsiasi sport agonistico può essere visto come un modo innocuo di dimostrarsi superiore a qualcun altro senza che questi significhi pretendere di esserlo sul serio.

Sul fatto che non possano essere un'incitamento alla violenza perché raffigurano bersagli immaginari invece ci sarebbe molto da discutere... in moltissimi giochi i bersagli non sono poi tanto immaginari e possono essere "i nazisti", o "quelli dell'esercito avversario", ma non per questo questi giochi sono un incitamento ad andare in giro a sparare ai neonazisti (mmmhhh...) o a quelli di una certo esercito.
Ancora più vicino al confine andiamo con Carmageddon... io situazioni e bersagli molto simili a quelli del gioco li vedo ogni giorno, guidando....
Il confine lo superiamo se parliamo
dei giochi multigiocatore. Se ammazzo un mio amico in un gioco, significa che lo voglio ammazzare davvero?

No, perché è violenza astratta.
Quindi per me la violenza astratta, anche se su bersagli reali, non è necessariamente un'istigazione alla violenza stessa.

Lasceresti circolare un videogame il cui scopo è ammazzare (virtualmente), che so, Piero Angela? O te?
Hai beccato proprio l'esempio adatto per colpire nel segno:P
Lasciando stare i videogiochi, che comportano comunque un livello di interattività diverso, provo a immaginare cosa succederebbe se qualcuno facesse, tanto per restare in campo informatico, un'animazione flash nella quale mi trasmette il messaggio:
"Occhio, secondo me stai esagerando in quello che stai facendo, sennò potrebbe andare a finire che qualcuno prende una pistola e si sfoga su di te, come è già successo su innocenti da altre parti".

Beh, molto probabilmente mi sembrerebbe di cattivo gusto e poco azzeccata, ma non per questo dovrei necessariamente interpretarla come un'incitamento ad ammazzarmi, o tanto meno chiederne la censura.

Certo, a seconda dei toni o dell'abitudine a riproporre cose sullo stesso tema, si potrebbe andare più o meno vicino al limite dell'incitamento, ed è per questo sfiorare questo limite che mi sembrerebbe, così come la vignetta, poco divertente.

Ma qui stiamo parlando di una singola immagine, non di un'animazione o di una serie di attacchi sullo stesso tema... per cui, per quanto mal riuscita, mi sembra ancora lontana dal limite dell'istigazione, e considerarla da censurare perché

lesiva della vita di una persona, truculenta e violenta

significherebbe dover considerare tali anche una caterva di altre cose.

Anghelos ha detto...

Ok, quella vignetta di Mauro Biani non è la sua migliore, ma io seguo quotidianamente il suo blog e so che può fare molto di meglio, e solitamente lo fa; con questo non dico che dovete andare tutti a guardarvi il suo blog prima di giudicare perché qua non stiamo discutendo della sua carriera in generale ma solo di una vignetta, ma comunque è per dire.
Però su Forattini maestro di satira devo dare ragione a chi ha detto "trent'anni fa!". E non perché Forattini abbia smesso negli ultimi trent'anni, ma perché è da moltissimo tempo che il suo livello qualitativo è sceso ai minimi storici: penso che il suo ultimo colpo di genio sia stata la vignetta famosa di D'Alema che sbianchettava la lista Mithrokin, ma dopo la querela e l'abbandono di Repubblica è diventato per la destra quello che Staino è per la sinistra: un propagandista umoristico, non un autore satirico. Prova ne sia che per Forattini chiunque sia contro Berlusconi è automaticamente un comunista (non parlo a vanvera: perfino Ruggero, ex dirigente del WTO, quando abbandonò il governo Berlusconi in polemica sull'UE venne da lui ritratto con simboli comunisti addosso).
Infatti, i migliori disegnatori satirici sono quelli schierati ma senza legami partitici, come Vauro a sinistra e Krancic a destra. Ma a parte questo, Forattini ha abbandonato una qualità fondamentale per ogni satirico, e cioè la correttezza. Basta vedere i suoi libri, in cui le vignette vengono precedute da una didascalia che ricorda l'evento a cui si riferisce: spesso e volentieri quelle didascalie distorcono i fatti in maniera incredibile. Ad esempio, parlando delle regionali 2005 in Puglia, disse che Vendola era stato "imposto come candidato da Bertinotti", quando in realtà aveva vinto a sorpresa le primarie del centrosinistra in quella regione. Oppure, parlando del Social Forum di Firenze del 2002, pubblicò una vignetta con black bloc che andavano a sfasciare la città, nonostante in quell'occasione non ci fu nessuna violenza (in una settimana di Forum, solo una vetrina rotta e risarcita dagli organizzatori). La satira si fa sui fatti reali, farla su fatti inventati e spacciati per reali non è corretto nei confronti dei lettori.
Scusate se sono stato prolisso con gli esempi, ma ho preferito motivare le mie opinioni per evitare eventuali querele... ma sinceramente non riesco proprio a vedere in Forattini un maestro di satira, se non appunto nelle vignette del passato.

Tukler ha detto...

Visto la piega che sta prendendo la situazione nel frattempo, metto in chiaro:

Paolo Attivissimo ha detto...
è soltanto quando si diventa bersaglio in prima persona che si capisce che effetto fanno queste cose.
Da fuori, sinceramente, non si è qualificati per capirlo.


Sottoscrivo in pieno, io sto scrivendo per amore di discussione e non mi ritengo certo qualificato per esprimere opinioni definitive e universali. Probabilmente tu, proprio per questo motivo, saresti più qualificato per farlo, ma le opinioni poi si possono discutere, nei limiti della civiltà;)

Magari noi che la situazione italiana la viviamo ogni giorno (questo concedicelo;)) potremmo anche essere più qualificati nell'esprimere opinioni su quello che poteva essere lo scopo originario di quelle vignette (non l'effetto, lo scopo che è poi passato in secondo piano a causa della loro mancanza di tatto), o magari sulla piega che ha preso negli ultimissimi anni il povero Forattini;)

Capodoglio ha detto...

"Non mi sorprende che Forattini, maestro nel dare legnate satiriche vere a destra e a mancina, se ne sia andato dall'Italia."
Scusa, Paolo, ma non posso resistere: Davvero, le legnate satiriche il buon Forattini le "tirava" durante il lungo dominio della DC in Italia, ed era molto più facile. Non avrà smesso di disegnare, ora, ma di fare "satira" ha smesso da molto tempo. Su cosa sia satira... di solito, però, contiene politica, religione, sesso, escrementi... E prende di mira i potenti, non i deboli. Ma, per qualche motivo, in Italia, si offendono. Poi, su quella vignetta, si può discutere a lungo.

Paolo Attivissimo ha detto...

Capodoglio,

le legnate satiriche il buon Forattini le "tirava" durante il lungo dominio della DC in Italia, ed era molto più facile. Non avrà smesso di disegnare, ora, ma di fare "satira" ha smesso da molto tempo

Ammetto di non seguire più in dettaglio le italiche vicende, per cui non posso commentare sulla qualità del suo lavoro attuale. Lo conoscevo quindici-vent'anni fa, e il mio termine di paragone era riferito alla sua produzione di quell'epoca. Quello che ha fatto dopo, per fortuna, lo ignoro.

Juleps ha detto...

Diciamo che ho perso un po' di tempo a leggere tutti i commenti.
Tutti fuori tema ad esclusione di alcuni tra i primi.

Giuseppe

D. ha detto...

Primo:
Auguri Paolo!!!
Secondo:
Perchè "la satira" è sempre invocata (ricordo le polemiche italiche pro/contro Daniele Luttazzi)come il Deus ex Machina che tutto risolve?
Cioè Luttazzi non poteva fare le battute in tv perchè, secondo i suoi detrattori, non "era Satira" mentre in questo caso, secondo i sostenitori dell'Unità, la vignetta è ok perchè di Satira si tratta.Che c'entra se è satira o meno ? Io (Luttazzi o L'Unità) posso dire quello che voglio perchè siamo in un paese libero, indipendentemente se sia o meno Satira.Ovviamente la mia libertà di parola comporta delle responsabilità e per questo c'è un codice penale che impedisce la diffamazione , il procurato allarme e, come nel caso de L'Unità, l'istigazione a delinquere.
Credo che questo sia il punto, non se di Satira o meno si tratta
PS
Capodoglio secondo me su Forattini ha purtroppo ragione tu.

Tharon ha detto...

Forattini è effettivamente scaduto da 20 anni a questa parte. Prima davvero menava fendenti a destra e a sinistra, ora invece sembra si sia posto a difesa di un determinato settore politico.

In ogni caso, ho trovato anche io eccessiva quella vignetta. Magari è anche satira, però satira fatta male. Capita a tutti di sbagliare, probabilmente Bianchi ha seguito un suo filo logico che si è tradotto in una vignetta di cattivo gusto al di là delle sue stesse intenzioni.

Quello che reputo strano invece è che sono sicuro di avere letto un paio di ore fa un articolo sul sito dell'unità in cui Staino e Bianchi si scusavano spiegando le loro motivazioni. Questo articolo ora è stato modificato tagliando via le scuse e ponendosi in stretta difesa dell'operato del direttore dell'inserto satirico e del disegnatore.

Mah, curioso.

T. Fulvio ha detto...

... non vorrei sollevare un ulteriore polverone... ma se c'è diritto di satira c'è diritto per tutta la satira... quella più intelligente e quella meno... quella più azzeccata e quella meno...
Nel merito non posso dare torto alla redazione di M che, chiedendo comunque scusa, fa notare che la stessa indignazione non c'è stata quando l'invito alle armi è venuto da un ministro della repubblica che continua a minacciare di dividere ( a mano armata) l'Italia.

Credo che in Italia sia difficile fare satira sia contro la destra che contro la sinistra. Dalema non è certo più tollerante di Brunetta (anzi) e chiunque cerchi di dire qualcosa contro "la casta" deve limitarsi a farlo con i luoghi comuni senza toccare l'attualità.

Non so se oggi Forattini potrebbe vedersi pubblicare sulla prima pagina del principale quotidiano d'Italia, una vignetta che ritrae il presidente del consiglio in camicia nera. 20 anni fa si poteva eppure Craxi non era un agnellino.

happy h ha detto...

Quoto Tukler in pieno.
Buona serata a tutti.

Wil ha detto...

Eh si, quando capiremo anche da noi che la satira è sacra?

Wil

Paolo Attivissimo ha detto...

Eh si, quando capiremo anche da noi che la satira è sacra?

Cinque minuti dopo che avremo capito che cosa è satira e che cosa è tirare palate di m* addosso a chi ti sta sul gobbo in quel momento.

T. Fulvio ha detto...

Eh si, quando capiremo anche da noi che la satira è sacra?

Cinque minuti dopo che avremo capito che cosa è satira e che cosa è tirare palate di m* addosso a chi ti sta sul gobbo in quel momento.


La satira è nata letteralmente tirando m* addosso a chi ti sta sul gobbo. (ricordo anni fa una lezione/spettacolo di Dario Fo, dove il giullare di turno tirava M* addosso al pubblico di dignitari)
La differenza tra la M* della satira e quella della politica dovrebbe essere che la prima va lanciata spudoratamente allo scoperto senza mascherarla da altro.
La politica è bravissima a farci mangiare M* dicendoci che é polenta targna.
PS ho cambiato nik ma sono/ero Planando

Tukler ha detto...

Mi ero ripromesso di non intervenire più in questo thread, visto che eravamo già andati abbastanza off-topic, ma un attimo prima di spegnere la televisione ho sentito una cosa, e non sono riuscito a trattenermi...

C'era Mentana che annunciava lo speciale di Matrix su "la trasmissione che da anni rappresenta il megio della satira e della controinformazione... Striscia la Notizia!"

E' questo il problema, qui ci vogliono convincere che la satira sono gli sfottò sui capelli o su apicella, o le papere di giurato, o le torte in faccia del bagaglino, e la controinformazione è riproporre vanna marchi giorno e notte come fosse il criminale peggiore che potremmo avere (criminale lo è, ma in buona compagnia...)

E' ovvio che poi uno va a difendere la satira come qualcosa di tagliente che serva veramente a criticare, denunciare, indignare...
Così come è ovvio che uno vada a cercarsi la controinformazione da quei quattro fessi che sembrano darglierla davvero.

E mentre vogliono farci passare l'idea che la satira sono le scenette comiche con le risate di sottofondo, la frase "questa non è satira, questi sono attacchi personali" viene ripetuta spesso, e sempre più spesso sotto forma di condanna, non di opinione.

E' per questo che se sento dire "questa non è satira" non penso più che significhi
"questa mi sembra di cattivo gusto e non mi fa né ridere né mi stimola la riflessione, se la poteva risparmiare"
che sarebbe la mia stessa opinione, ma mi viene subito da pensare che si stia urlando la condanna al rogo
"ma quale satira, questo è un criminale che lavora per i poteri forti della stampa per destabilizzare lo stato! bisogna mandarlo in galera! non deve mai più scrivere in un giornale in vita sua!"

Ripeto, volevo trattenermi dallo scriverlo per non tirare troppo in mezzo la politica (anche se credo che queste cose dovrebbero essere indipendenti dagli schieramento), ma se mentre qui si parla di satira, mi sento quegli altri che ci indicano certi esempi come "il meglio"...

IlTremendo ha detto...

Paolo, forse in Svizzera non arrivano le ventate totalitariste che stanno tirando in Italia.
Lo sanno tutti che Brunetta vuole toccare i dipendenti pubblici, perché la maggior parte votano a sinistra, e con questi discorsi scredita loro e chi sostengono.
Inoltre fa un bell'intervento di sola facciata, dal momento che l'unica cosa che è riuscito a fare è di non regolarizzare i precari della p.a..
Se qualcuno spara a Brunetta o ad un suo collega ministro, è solo per disperazione, come succedeva ad inizio xx secolo.
E noi italiani ne abbiamo una lunga tradizione, di attentati ai sovrani.
Non è giusto sparare a Brunetta.
Ma forse è giusto togliere la speranza del futuro a milioni di persone?
È forse giusto arricchirsi (e sono in tanti nell'attuale governo che lo fanno, molto più che in passato) riempiendo di fandonie un popolo?
Se il popolo reagisce, l'unica motivazione è la disperazione.

Francesco Sblendorio ha detto...

"Collegehumour" è un servizio erogato dalla stessa azienda che eroga "vimeo.com" (dedicato alle autoproduzioni di cinema e musica), ha una qualità veramente eccellente!

Lupacchiotto ha detto...

@iltremendo

>Lo sanno tutti che Brunetta vuole toccare i dipendenti pubblici, perché la maggior parte votano a sinistra, e con questi discorsi scredita loro e chi sostengono.

Io non sono d'accordo.
I fannulloni esistono nella PA? Si.
Ci sono controlli da parte dei dirigenti? No.
I sindacati difendono il merito o il numero?
Il numero.
Io personalmente mi sono rotto di avere colleghi (fortunatamente non molti) che "cazzeggiano" tutto il giorno o, comunque, che sono "protetti" ad alto livello.

>Inoltre fa un bell'intervento di sola facciata, dal momento che l'unica cosa che è riuscito a fare è di non regolarizzare i precari della p.a..

Su questo mi vengono i brividi. Nel nordissimo piemonte alcuni anni fa (e non era la prima volta) hanno fatto una leggina regionale per cui i portaborse dei gruppi politici (dx e sx) sono entrati con un concorso farsa (102 posti per 102 candidati).
Altro che la regolarizzazione.

>Se qualcuno spara a Brunetta o ad un suo collega ministro, è solo per disperazione, come succedeva ad inizio xx secolo.

Questa mi sembra un'enorme minkiata. Mi dispiace ma non auguro a nessuno che venga sparato. Leggiti "Spingendo la notte più in là", del figlio del commissario Calabresi, forse ti passerà la voglia di augurare un'omicidio.

>Ma forse è giusto togliere la speranza del futuro a milioni di persone?

La speranza la si ottiene ammazzando o augurando la morte di Brunetta? Non mi sembra che l'Italia sia così messa male...

>È forse giusto arricchirsi (e sono in tanti nell'attuale governo che lo fanno, molto più che in passato) riempiendo di fandonie un popolo?

Il popolo ha una scelta: la cabina elettorale. Purtroppo ha scelto un populista.
Ma siamo sicuri che ci siano dei verginelli dall'altra parte?
Non ne sono tanto sicuro, sai...

>Se il popolo reagisce, l'unica motivazione è la disperazione.

No. L'intelligenza, la cultura, la volontà di cambiare.
La disperazione porta solo odio e violenza e non mi sembra un buon modo per iniziare una vita nuova.

federico ha detto...

scusate... potreste linkarmi la "vignetta incriminata"? quella di brunetta? vorrei poter giudicare con i miei occhi!

vi ringrazio... prometto che non porterò la discussione "fuori tema": è solo per me!

mogio ha detto...

@Federico

Su tgcom c'è un servizio sulla vignetta in questione. Comunque più che satira la trovo un espressione di rabbia repressa.


http://www.tgcom.mediaset.it/politica/articoli/articolo428609.shtml

federico ha detto...

grazie!

OperationOne ha detto...

@ qquadro:

Il popolo ha una scelta: la cabina elettorale.

duole correggerti su una questione così grave, ma a mio avviso il popolo attualmente ha una capacità di scelta elettorale che è rimasta solo formale, purtroppo.

cioè, formalmente è tutto in regola e la democrazia regna, mentre nei fatti tutti possiamo vedere che non è affatto così, e men che mai in cabina elettorale, fra condizionamenti dei media impensabili in qualunque altro paese civile, metodi di scelta dei candidati che definire feudali è dir poco, qualità degli stessi pessima per non andare oltre ed infine dovendo divincolarsi dal caldo abbraccio dei faccendieri elettorali (in gergo "gatti") che si scatenano poco prima delle elezioni stesse...

se questa vi sembra democrazia.

Unknown ha detto...

Veramente simpatico. Peccato che la realtà sia più comica....oops ridicola.

Lupacchiotto ha detto...

>se questa vi sembra democrazia.

purtroppo si.
Quel governo è stato eletto dal popolo italiano.
E sinceramente penso che a molti faccia piacere di vederlo sullo scranno.
Mi duole molto, ma più che la politica, il problema dell'Italia è l'italiano.

happy h ha detto...

Ok qquadro, ma se la cultura e l'intelligenza servono ad approfondire, perché continui a battere lo stesso chiodo? A far finta che non ci siamo detti niente tutta la giornata? La satira aiuta a fare proprio quello: (ri)costruire un contesto, ampliare lo spettro...
Continuare a ribattere il solito disco rotto lasciamolo fare ai Cicchitti, ai Viti, ai Gasparri (scusate la volgarità) alle mille mezze figure che Berlusca stipendia apposta per infestare ogni ora del palinsesto e comandare l'agenda della giornata.
(E quanto al feticcio "parenti delle vittime" prova a leggere anche "L'attentato" di Andrea Casalegno, figlio di Carlo. I PDV sono usati in maniera vampiresca con il solo fine di demolire tutta la storia del movimento operaio e studentesco.)

The Man ha detto...

Per rispondere a Paolo, che chiedeva una definizione di satira

La satira in sostanza è tirare palate di m* addosso a chi ti sta sul gobbo. E' un genere letterario nato in grecia più di 2000 anni fa come un misto tra sacro (divinità, riti sacri, i demiurghi dell'epoca) e profano (morte, sesso, il mangiare, il bere, il defecare). E' nata per la salute dello spirito umano, che oscilla tra questi due estremi.
Quindi è volgare, politicamente scorretta (in quanto non segue le regole della politica, ma anzi le deride) e demistificante. E non ha doveri specifici, a parte quello di dover far ridere il lettore. Quindi alla vignetta di Mauro Biani si può al massimo appuntare che manchi di ispirazione, se non ci fa ridere.

Il carnevale è un diretto discendente della satira, è nato come festa in cui il buffone del paese poteva diventare re mentre i regnanti veri erano letteralmente messi alla gogna e aspersi di urina (Dario Fo, premio nobel per la letteratura, parla spesso di questi argomenti nei suoi spettacoli).

Per delegittimare la satira vengono usati a turno sempre gli stessi argomenti: volgarità, vigliaccheria, sacralità, i presunti doveri che ha, e il rispetto "dei profondi sentimenti dei cittadini", e ogni volta si cerca di imporle dei paletti, tentando di negarle diritti che, in quanto forma di libertà di opinione le appartengono per costituzione.

Ho letto che la vignetta di Biani viene letta come istigazione all'assassinio, ma in realtà è proprio il contrario, cioè vuole esorcizzare il malumore di chi si sente oppresso dalla legge di Brunetta. Che poi non vi riesca può capitare, nessun artista fa sempre capolavori. E un ministro deve sapere che può essere oggetto di satira, ma deve anche sapere in che confini la satira opera. E' una vignetta con intento umoristico, non una minaccia di morte!

Gli autori che ricevono meno critiche e maggiori riconoscimenti sono sempre quelli più all'acqua di rose (vedi Forattini, riconosciuto bilateralmente dai politici come un maestro) mentre anche Dario Fo, che pur ha vinto un Nobel, mica bruscolini, viene per lo più ignorato dai media, a parte qualche spettacolo (sempre lo stesso da qualche anno) che viene mandato in onda a mezzanotte passata e non tocca argomenti "delicati". Per non parlare di gente come Luttazzi...

Qui il link alla vignetta e al blog dell'autore http://maurobiani.splinder.com/

Spero di non aver detto cose su cui si era già passati troppo sopra, nel qual caso mi scuso, ma è il primo commento che lascio in questo blog, e mi sembrava giusto lasciarlo su cose in cui sono minimamente preparato.

Essendo il primo commento sono di dovere i complimenti a Paolo per il blog, che dal punto di vista dell'informazione informatica e scientifica è il migliore tra quelli che conosco.

The Man ha detto...

Per rispondere a Paolo, che chiedeva una definizione di satira

La satira in sostanza è tirare palate di m* addosso a chi ti sta sul gobbo. E' un genere letterario nato in grecia più di 2000 anni fa come un misto tra sacro (divinità, riti sacri, i demiurghi dell'epoca) e profano (morte, sesso, il mangiare, il bere, il defecare). E' nata per la salute dello spirito umano, che oscilla tra questi due estremi.
Quindi è volgare, politicamente scorretta (in quanto non segue le regole della politica, ma anzi le deride) e demistificante. E non ha doveri specifici, a parte quello di dover far ridere il lettore. Quindi alla vignetta di Mauro Biani si può al massimo appuntare che manchi di ispirazione, se non ci fa ridere.

Il carnevale è un diretto discendente della satira, è nato come festa in cui il buffone del paese poteva diventare re mentre i regnanti veri erano letteralmente messi alla gogna e aspersi di urina (Dario Fo, premio nobel per la letteratura, parla spesso di questi argomenti nei suoi spettacoli).

Per delegittimare la satira vengono usati a turno sempre gli stessi argomenti: volgarità, vigliaccheria, sacralità, i presunti doveri che ha, e il rispetto "dei profondi sentimenti dei cittadini", e ogni volta si cerca di imporle dei paletti, tentando di negarle diritti che, in quanto forma di libertà di opinione le appartengono per
costituzione.

Ho letto che la vignetta di Biani viene letta come istigazione all'assassinio, ma in realtà è proprio il contrario, cioè vuole esorcizzare il malumore di chi si sente oppresso dalla legge di Brunetta. Che poi non vi riesca può capitare, nessun artista fa sempre capolavori. E un ministro deve sapere che può essere oggetto di satira, ma deve anche sapere in che confini la satira opera. E' una vignetta con intento umoristico, non una minaccia di morte!

Gli autori che ricevono meno critiche e maggiori riconoscimenti sono sempre quelli più all'acqua di rose (vedi Forattini, riconosciuto bilateralmente dai politici come un maestro) mentre anche Dario Fo, che pur ha vinto un Nobel, mica bruscolini, viene per lo più ignorato dai media, a parte qualche spettacolo (sempre lo stesso da qualche anno) che viene mandato in onda a mezzanotte passata e non tocca argomenti "delicati". Per non parlare di gente come Luttazzi...

Qui il link alla vignetta e al blog dell'autore http://maurobiani.splinder.com/

Spero di non aver detto cose su cui si era già passati troppo sopra, nel qual caso mi scuso, ma è il primo commento che lascio in questo blog, e mi sembrava giusto lasciarlo su cose in cui sono minimamente preparato.

Essendo il primo commento sono di dovere i complimenti a Paolo per il blog, che dal punto di vista dell'informazione informatica e scientifica è il migliore tra quelli che conosco.

Unknown ha detto...

Tarantelli, D'Antona e Biagi non sono bastati ad insegnare a certa sinistra salottiera cosa significa "complicita' morale"...
Per fortuna la gente ha capito di che pasta sono fatti....

Matz ha detto...

I PDV sono usati in maniera vampiresca con il solo fine di demolire tutta la storia del movimento operaio e studentesco

Questo è, grosso modo, quello che dicono i complottisti (alcuni di loro) riguardo ai parenti delle vittime dell'11/9.

Prima di fare affermazioni del genere, controllorei mille volte...

Emigliano ha detto...

Tutto giusto, tranne per il fatto che la satira non nasce in Grecia (forse ti confondi con il dramma satiresco, che si chiamava così perché i protagonisti erano i satiri), ma a Roma, tant'è che ci sono diatribe sulle stesso etimo, in quanto può derivare da satyros (quelle creature mezze uomo e mezze capra, di cui sopra), ma anche da satura, che in latino vuol dire pieno (in italiano conserva ancora questo significato): le prime satire in senso stretto sono tipicamente latine, non greche.
Scusa la pedanteria, ma è meglio essere precisi. Per il resto hai ragione. Paolo e altri hanno citato il Male, ma ai tempi del Male o di Cannibale (che condividevano diverse firme) la satira era enormemente più pesante; mi viene in mente quella copertina che ritraeva un disabile totalmente deforme con il pene di fuori in carrozzina che regggeva un cartello con scritto "Mamme non accoppatteci anche noi vogliamo vivere" con il logo di CL. Mi sembra decisamente più pesante di questa. Ciò non toglie che è satira. Occhio a fissare presunti limiti alla satira, perché per definizione non ne ha. Sul buon gusto ovviamente si può discutere. Ciao a tutti.

Emigliano ha detto...

Scusate la punteggiatura traballente e il refuso (accoppateci ovviamente, non accoppatteci asd), ma ho scritto di getto. Cmq il mio post era rivolto the man, mi ero dimenticato di specificarlo.

IlTremendo ha detto...

@Qquadro: forse ti è sfuggito che la scorsa settimana, il governo ha tolto i fondi per assumere i precari della p.a..
Inoltre, perché l'assassino di Calabresi deve marcire in galera (anzi, il presunto assassino, al momento), mentre quello di Giuseppe Pinelli è giudicato un martire?

happy h ha detto...

@matz

Non so cosa farci. Non si può cambiare la verità.

Lupacchiotto ha detto...

>@Qquadro: forse ti è sfuggito che la scorsa settimana, il governo ha tolto i fondi per assumere i precari della p.a..

Mi dispiace per loro, ma questo cosa centra?
E' ragione per dire ammazzate Brunetta?
A parer mio non c'è logica, altrimenti a questo mondo ogni qualvolta uno viene licenziato dovrebbe ammazzare (o istigare all'omicidio) il datore di lavoro.

>Inoltre, perché l'assassino di Calabresi deve marcire in galera (anzi, il presunto assassino, al momento), mentre quello di Giuseppe Pinelli è giudicato un martire?

Calabresi è stato indicato come omicida di Pinelli da LC, se non ricordo male, e non da un tribunale.
In ogni caso anche se fosse colpevole, è giusto invocare la pena di morte?
Viviamo in uno stato di diritto o in cui vale la legge del taglione?
Non si può istigare l'odio e l'omicidio e poi cercare di uscirne con la mani pulite.
Mi dispiace.
A volte si può uccidere una persona facendola diventare un mostro, come è successo per Calabresi.

The Man ha detto...

@ emiliano

errore mio, ero un po' distratto.. la satura è infatti l'unico genere letterario latino che non trova corrispondenza nella letteratura greca.
Sul Male concordo con te emiliano. Non ho avuto il piacere di leggerlo quando usciva (non ero ancora nato), ma ho visto alcune tavole esposte in una mostra circa un anno fa, mi sono sembrate palesemente più pesanti rispetto a quelle che abitualmente si vedono oggi sui giornali. Grazie della precisazione, ciao

Emigliano ha detto...

Non vorrei entrare in polemica, ma davvero non riesco a capire come si possa scambiare una vignetta SATIRICA (quindi per definizione provocatoria) per un'istigazione all'omicidio. Si chiama iperbole, chissà cosa pensate di South Park, a sto punto (fiore all'occhiello della satira USA). Farsi una risata ogni tanto no? Ho capito, la considerate di cattivo gusto, come peraltro io considero di cattivo gusto il Bagaglino, che incita al suicidio culturale, ma non pretendo che Pippo Franco faccia ammenda per le sue "battute". Inoltre parlare così della storia dell'Italia repubblicana è scherzare con il fuoco: nessuno sa, è vero, se è stato Calabresi a buttare Pinelli giù dalla finestra (anche lui è un martire vi ricordo), di certo la responsabilità è stata sua, mi dispiace, ma è così: se mi dicono che mio figlio si è "suicidato" gettandosi dalla finestra durante un interrogatorio in questura, io ritengo responsabile il capo delle indagini, come è ovvio, visto che È il responsabile. Vi pregherei cmq di evitare questi discorsi perché alimentano il solito clima da guerra civile. Nessuno dice che hanno fatto bene ad ammazzarlo, ma da qua a dire che non è il responsabile della morte di Pinelli ce ne passa. Scusate lo sfogo. Prometto che da parte mia non alimenterò nessuna deriva politica.

IlTremendo ha detto...

@Qquadro: non cambiare le carte in tavola.
TU hai detto che in piemonte ALCUNI ANNI FA vennero assunti tramite concorso 102 dipendenti.
Bene, col fatto che non assumono più i precari, ritorneranno a quelle assunzioni... contento te... ma sei tu che lo vuoi far incastrare con il discorso di brunetta, questo.
Pinelli, per cercare di discolpare Calabresi, è morto, secondo la "giustizia" per un MALORE ATTIVO. Hai presente le sceneggiate di Aldo di Aldo, Giovanni e Giacomo?
Tra l'altro, la finestra era spalancata, quel 15 dicembre nella TROPICALE Milano...
Mi sa che le bugie non le ha raccontate LC...

Se mio padre fosse un assassino, mi vergognerei.
E di certo, anche se fosse andato in giro a pestare ragazzi che non la pensavano, né si vestivano come lui.

happy h ha detto...

qquadro non fare il finto tonto. Lo schieramento politico che stai sostenendo la pena di morte la agita e la brama con tutto il cuore. E con tutti i mezzi che il potere e l'acquiescenza vile dei mezzi di comunicazione gli consentono.
Non puoi continuare a fare finta di niente e inquadrare la vignetta senza il contesto, senza il sottotesto fortissimo dello scenario apocalittico della distruzione sistematica dei servizi pubblici in cambio di che cosa? De piatto di lenticchie di licenziare qualcuno che ti sta antipatico ma che non hai il coraggio civile di denunciare come inadeguato.

Matz ha detto...

@happy h

D'accordo con te, ma lasciami dire che hai una straordinaria ed inquitante certezza su quale sia la verità.

happy h ha detto...

@matz
ho visto solo ora il link che allegavi. Beh certi paragoni insultanti tienteli per te!

Lupacchiotto ha detto...

> happy h

Per prima cosa modera i termini.
Rispetta le mie opinioni come io rispetto le tue.
Poi non sai nulla della mia appartenenza politica, quindi evita di associarmi a qualsiasi partito.
Io non ho nessuna tessera e il mio voto è libero e più volte è stato detto che questo non è un blog politico.

Io ho espresso il mio giudizio sulla vignetta, che la ritengo un obrobrio.
Punto.

Per la PA si entra per concorso e non per precariato nè per nepotismo nè per appartenenza politica.

L'utilizzo della PA per parcheggiare amici e conoscenti è un'operazione bipartisan.

@il tremendo
>Bene, col fatto che non assumono più i precari, ritorneranno a quelle assunzioni... contento te... ma sei tu che lo vuoi far incastrare con il discorso di brunetta, questo.

Il mio discorso era sul fatto che i precari sono stati tranquillamente ignorati anche da chi ora si lamenta. Quelle assunzioni erano bipartisan, alla faccia del precariato.
Si incastrava perchè si parlava di Brunetta e dei "fannulloni"

>Pinelli, per cercare di discolpare Calabresi, è morto, secondo la "giustizia" per un MALORE ATTIVO. Hai presente le sceneggiate di Aldo di Aldo, Giovanni e Giacomo?

Quindi anche tu stai dicendo anche tu (come LUI) che i tribunali sono politicizzati e che, quindi, è giusto utilizzare la giustizia faidate?
Da una parte un lodo, dall'altra una pistolettata.....

Vabbè chiudo il discorso politico, se qualcuno vuol continuare mi scriva in privato...

mogio ha detto...

Ritornando all`OT originale:

"La prima non auspica la morte della candidata; rispecchia quello che molti stanno pensando (vogliamo che la Palin abbia il dito sul pulsante nucleare se McCain non sta bene)"

Questa e satira perchè prima fa ridere e poi fa pensare.

Purtroppo a me non fa tanto ridere in quanto, a suo tempo, il "Saturday Night Live" aveva creato uno sketch comico in qui si faceva vedere il futuro degli Stati Uniti in base ai candidati di allora: Al Gore - G.W. Bush - Ralph Nader.
In uno tutti giravano con veicoli elettrici o biciclette, in un altro era pieno d'avvocati che intentavano cause a destra e manca e in quello rivolto a G.W.Bush lo si vedeva in un bunker con la casa bianca sullo sfondo in fiamme.
Sul momento ho riso pensando che avessero un pò esagerato,specialmente con Al Gore, alcuni mesi dopo invece...

Non vorrei che la satira americana fosse ispirata da Nostradamus :)

IlTremendo ha detto...

@qquadro: la tua ignoranza (nel senso che ignori) è senza limiti.
Spero che sia ignoranza veramente, non malafede.
il governo precedente aveva previsto in finanziaria dei fondi per regolarizzare i precari della p.a.. Dovevano essere presi dai c/c non più attivi, ma quei fondi li vogliono usare per alitalia.
Dimmi tu quindi di chi è la colpa.

Poi io non ho MAI detto che nel processo pinelli c'è stata una decisione politica.
(vorrei ricordarti che la politicizzazione dei tribunali vuol dire che i giudici decidono seguendo un loro indirizzo morale, cioè, secondo chi sostiene ciò, tendono ad usare il potere giudiziario per ostacolare l'avversario politico del partito (coalizione) che sostengono, anche solo in cabina elettorale).
Dico, invece, che alcuni giudizi sono stati pilotati dal potere per rafforzarsi o difendersi. L'arma usata sono i giudizi, non i giudici.
E questo è uno dei metodi usati per togliere la democrazia.

p.s.
Sto aspettando la tua risposta per vedere come distorci il mio discorso per l'ennesima volta

happy h ha detto...

Hai perfettamente ragione sul fatto dei termini! Chiedo scusa anche a matz (ciò non toglie che il paragone resti ignobile). Purtroppo il discorso è incanaglito innanzitutto dalla deriva dell'informazione mainstream. Mi spiace di fare l'errore di rivolgermi aspramente a persone singole. Ma leggendo in giro vedo che -a livello di istanze e di principi- bisognerebbe essere ancora più cattivi. Noto che per esempio, le posizioni destrorse, razziste e revisioniste figurano sempre come "giovani" e "trasgressive" mentre chi tenta di mettere i puntini sulle i viene immediatamente tacciato di accodarsi al "giustizialismo", alla "sinistra salottiera" (detto da gente che lavora per l'uomo più ricco d'Italia...). E naturalmente di "offrire una sponda al terrorismo". Ragazzini (ma negri!) muoiono sprangati per un biscotto mentre ministri della Repubblica difendono apertamente il fascismo!
Rispetto alla satira americana la satira italiana porta il peso della sostanziale diserzione dell'informazione dal suo compito, appunto, di informare.
Ciò non toglie che se non si è mai raggiunta la verità giudiziaria da Piazza Fontana in poi, la verità storica è implacabile.
Chi approfitta di un'innocente vignetta per agitare tutte le volte lo spettro degli "anni di piombo" è, immancabilmente, chi con gli sparatori e sprangatori dell'epoca oggi va a braccetto. Nella maggioranza di governo!

Matz ha detto...

Scuse accettate caro happy, ci mancherebbe.

Ti consiglierei però di rileggere quanto hai scritto sui parenti delle vittime del terrorismo. (i PDV, come li chiami tu).
E' veramente facile pensare che stai prendendo a pesci in faccia chi ha subito una violenza che mai potrà scordare.

Dalla tua reazione, mi sembra di capire che non è così. Ne sono felice, e ti chiedo, a mia volta, scusa per il paragone. Ma prima di fare certe affermazioni sui "PDV" io, fossi in te, rileggerei cento volte quanto scrivo

IlTremendo ha detto...

@happy: non capisco perché ti dovresti scusare.
Chi ha ucciso Pinelli e torturato (o fatto torturare) centinaia di ragazzi che chiedevano un mondo migliore, adesso è un martire.
Poi sul fatto che la sua morte sia stata una vendetta, ci sono ancora dei dubbi, visto che ci sono degli indizi (soprattutto testimoni) montati ad arte per incolpare degli innocenti e screditare il loro movimento.

Lupacchiotto ha detto...

>happy
Mi associo a quello che ha detto Matz.

Per il resto, siamo palesemente ot e non intendo andare oltre con chi inneggia ai Bravi Ragazzi (ci sono stati molti processi e se uno vuole basta leggersi tutte quelle carte), né con discorsi politicopolulisti.

Rimango dell'idea che la satira sia un'altra cosa rispetto a una vignetta becera.

theDRaKKaR the bloody homeopath ha detto...

madonna, in questo blog ci mancava solo il comunista "so-tutto-io"! dico a te harry h, spiegami ancora la Verità, o illuminato, starei ore a leggerti...

Paolo Attivissimo ha detto...

Possiamo chiudere il dibattito politico italiano?

Tanto alla fine non ne esce nulla. Grazie.

happy h ha detto...

@IlTremendo: giusto perché la gentilezza non fa male a nessuno ;-)
Come vedi qualche riga più in su ;-)
Concludo solo dicendo che ci sono dei PDV (l'uso degli acronimi non ha nessuna intenzione offensiva) che "lavano più bianco" degli altri. Alcuni vengono continuamente spinti in avanti, altri vengono sistematicamente ignorati. O peggio, potrei andare a cercare le espressioni usate da gentlemen come Gasparri per Daria Bonfietti o Olga D'Antona o Adele Biagi o tutti quei PDV che non si accodano nel revisionismo in salsa bisciona.
Scusa Paolo, ma anche i luoghi comuni del revisionismo e del qualunquismo meritano una debunkata di tanto in tanto...

Paolo Attivissimo ha detto...

Scusa Paolo, ma anche i luoghi comuni del revisionismo e del qualunquismo meritano una debunkata di tanto in tanto...

Non qui; preferisco restare sulle questioni tecniche, che si possono dirimere una volta per tutte, senza dietrologie e opinioni.

Thomas Morton ha detto...

Se sia satira non lo so, ma la vignetta dell'Unità è sicuramente venuta male, ed è di pessimo gusto, tanto che Staino ha chiesto giustamente scusa.

E' piuttosto evidente, del resto, che Paolo vive all'estero: solo una persona che è vissuta sulla Luna negli ultimi vent'anni potrebbe definire Forattini "un maestro della satira" ;-) Potrei fare 1000 esempi di analogo cattivo gusto forattiniano.

P.S. non c'entra nulla ma lo dico lo stesso: ho un odio viscerale verso il governo Berlusconi, ma tra le poche cose che salverei forse c'è proprio l'attività di Brunetta.

brain_use ha detto...

Stavo scrivendo un commento chilometrico.

Poi, ho letto quello di Thomas che ha riassunto in due frasi il sunto delle mie mille parole:

Se sia satira non lo so, ma la vignetta dell'Unità è sicuramente venuta male, ed è di pessimo gusto, tanto che Staino ha chiesto giustamente scusa.

tra le poche cose che salverei forse c'è proprio l'attività di Brunetta.


Mi permetto solo una nota ulteriore.
Inutile girarci intorno: i soldi non crescono sugli alberi, diceva mia nonna buonanima.

E questo paese non ha più la capacità economica di mantenere i nullafacenti di cui abbonda tutto ciò che porta la dicitura "statale" nella denominazione.

In gran parte proprio perché ne ha mantenuti troppi per troppo tempo.

Ci sono anche fior di persone competenti, preparate ed impegnate, intendiamoci. Ma è giunto il tempo di separare il grano dal loglio e di recuperare una volta per tutte quell'efficienza che nel mondo globalizzato non è più un optional.

Non è una scelta politica ma pura e semplice questione di sopravvivenza del paese nel suo complesso.

Il resto è demagogia, retorica e populismo.

Rado il Figo ha detto...

Ben detto, peccato solo che ci hanno provato qualche annetto fa (Bassanini se non erro) ed alla fine ad essere premiati erano stati proprio quelli che facevano poco o nulla prima, dato che si introdussero premi sull'aumento di produttività, dove, evidentemente, chi partiva da posizioni inferiori e facendo ancora meno in assoluto dopo alla fine era premiato meglio di chi faceva tanto già prima e pure dopo, ma che poteva incrementare poco.

Almeno queste erano le conclusioni del mio professore di diritto del lavoro (evitatemi di chiedere dettagli, è già tanto che mi sia rimasta impressa la conclusione):-))

Brazov ha detto...

Forattini: un disegnatore che dal giornale di proprietà del capo del governo dileggia settimanalmente gli oppositori del governo, rappresentandoli come assassini, nazisti-comunisti, forcaioli. In definitiva, il potere cattivo e immorale è quello detenuto dall'opposizione.

Il fatto che la cosa, impensabile in qualsiasi paese avanzato, non gli causi nessun imbarazzo, la dice lunga.

minnanon ha detto...

Una ultima osservazione per far capire di cosa si stia parlando:
una vignetta in cui un disoccupato esasperato, che stà in mobilità (cioè pur non avendo più un lavoro percepisce comunque dei soldi pagati dagli italiani), armato di pistola vuole ammazzare un ministro della repubblica e una ipotetica rappresentanza degli impiegati modello della pubblica amministrazione e che porta come titolo "GUERRE GIUSTE". E' assolutamente allucinante, non vedo cosa ci sia di comico, nè di denuncia sociale o politica, mentre invece gli estremi per la denuncia penale ci sono tutti, a carico del vignettaro e del giornale che lo ospita.
E non mi si dica che indicare un impiegato modello (che fa bene il suo lavoro, anzi fa il suo lavoro), in quanto tale, come bersaglio di una guerra giusta non sia raccapricciante oltre che totalmente abberrante. Non sono d'accordo col fatto che tale vignetta non sia niente di più di un obbrobbrio: tale sarebbe rimasta se non ci avessero messo quel titolo che dà un giudizio di merito. I titoli su di un giornale sono espressione della linea editoriale di un giornale, non sono una nota dell'autore a piè di pagina, per cui portano l'avallo del direttore ed in questo caso della linea politica del partito.

Dan ha detto...

"Mi permetto solo una nota ulteriore.
Inutile girarci intorno: i soldi non crescono sugli alberi, diceva mia nonna buonanima.
E questo paese non ha più la capacità economica di mantenere i nullafacenti di cui abbonda tutto ciò che porta la dicitura "statale" nella denominazione."

Per carità, sono anch'io più che daccordo sul fatto che serva una scrematura tra i lavoratori pubblici e gli imbucati, e se Brunetta vuol fare questo ben venga, nonostante appartenga a uno schieramento che certo non stimo.
Basta però che lo faccia sul serio, e non solo pro forma per fare bella figura: come licenziare in tronco qualcuno che timbra il cartellino dieci minuti prima, e non toccare chi magari se lo fa timbrare tre ore dopo che già se n'è andato, o i nostri cari "pianisti" emblematica espressione della politica all'italiana.

Quanto a cosa sia la satira, concordo sostanzialmente con il concetto di Luttazzi: è il mettere in mostra difetti e malefatte del potente di turno, oppure criticarlo, mediante battute, parodie o metafore anche crudeli. Perchè la satira è spietata e irriguardosa, deve esserlo per mettere alla berlina il potente disonesto di turno: è difficile annunciare alla piazza "l'imperatore è nudo" con riguardo o delicatezza.