Cerca nel blog

2017/08/17

40 anni di “segnale Wow”

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete farne una anche voi per incoraggiarmi a scrivere ancora.

Il 15 agosto di quarant’anni fa, nel 1977, l’astronomo statunitense Jerry Ehman scrisse con una biro rossa l’esclamazione “Wow!” accanto a un segnale anomalo ricevuto dal radiotelescopio Big Ear della Ohio State University. Il segnale aveva tutte le caratteristiche che ci si aspettava da un segnale di una civiltà tecnologica extraterrestre. Ma non si è mai più ripetuto, e il mistero sulla sua origine è rimasto per decenni.

Ma Antonio Paris, professore di astronomia al St. Petersburg College, in Florida, di recente ha proposto una soluzione al mistero che ha ottenuto molta visibilità: il segnale, secondo lui, sarebbe stato prodotto per vie naturali da una cometa di passaggio. Ne avevo scritto nel 2008 e ne ho scritto in dettaglio nel numero di luglio scorso de Le Scienze, ma torno ancora brevemente sull’argomento per celebrare il quarantennale di questo rompicapo scientifico.

Vado subito al sodo: la spiegazione proposta da Paris è stata fatta a pezzi dagli esperti (la cometa non era nel punto dal quale provenne il segnale e comunque non era attiva), per cui il mistero rimane. Fra l’altro, i soliti fufologi si sono scatenati per quarant’anni a interpretare i caratteri 6EQUJ5 segnati da Ehman, senza capire che erano semplicemente indicazioni di intensità (1 = minima, Z = massima). All’epoca le stampanti non avevano grandi capacità grafiche, per cui l‘andamento del segnale veniva rappresentato usando lettere e numeri.

Vi propongo un po’ di bibliografia utile per approfondire l’argomento, che è una bella palestra di allenamento al metodo scientifico.

17 commenti:

VITRIOL ha detto...

IMHO il fatto che non si sia più ripetuto non indebolisce di molto l'ipotesi dell'origine intelligente, come invece sostengono in molti. In fin dei conti l'unica volta che noi abbiamo inviato volontariamente un segnale nello spazio non lo abbiamo più ripetuto.

Frankly O' ha detto...

Lo so, é un commento inutile questo, ma leggendo la spiegazione sul sito americano con l'UFO e il Cristo ho subìto uno shock e volevo farvelo sapere.

:)

Jhack ha detto...

Paolo, io avrei dato anche un piccolo Nobel a quello che spiega il tutto tramite riferimenti religiosi. È qualcosa di così meticolosamente assurdo da sfiorare il genio.

Onirepap ha detto...

VITRIOL,
sono d'accordo, immagino che per generare un segnale del genere che non perda eccessivamente in qualita' ci voglia una considerevole fonte d'energia, in piu' non e' detto che durante gli ultimi 1000 anni non ci siano stati altri segnali, e che semplicemente non avevamo gli strumenti per intercettarli.

pgc ha detto...

"immagino che per generare un segnale del genere che non perda eccessivamente in qualita' ci voglia una considerevole fonte d'energia,"

non necessariamente. Se si fosse trattato di un beam molto stretto, intercettato per caso dall'orbita terrestre, l'energia del fenomeno all'origine potrebbe essere piuttosto scarsa (e la probabilità di intercettarne di nuovi pure).

Un fenomeno simile è ritenuto all'origine di almeno alcuni Gamma Ray Burst.

pgc ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
pgc ha detto...

Come diceva l'Amleto di Shakespeare ("There are more things in heaven and earth, Horatio, ...") spesso rifletto su quanti fenomeni nel Mondo potrebbero essere troppo rari, o localizzati, o brevi, o con segnali troppo deboli, o perché si rivelano a frequenze difficili da osservare, e di cui perciò ancora non sappiamo NULLA.

L'astrofisica è un po' come l'archeologia: ancora oggi, spesso assistiamo ad osservazioni che rivoluzionano completamente la nostra concezione del mondo. Penso alla scoperta che le Supernovae si allontanano da noi a velocità sempre superiori. O alla presenza di insospettabili regioni dove la vita si potrebbe sviluppare agevolmente, come i "sotterranei" di un satellite ghiacciato, etc.

WOW!, se non originato da interferenze di origine terrestre, potrebbe essere solo la microscopica punta dell'iceberg di tutto questo.

Roberto ha detto...

@pgc: scusa, m ami interessa molto la faccenda delle supernovae che si allontano a velocità sempre crescenti. Potresti, per favore, darmi qualche link a qualcosa da leggere sull'argomento? Oppure anche un testo divulgativo, da prendere in libreria, dove trattano anche di questo argomento?

Gianni Comoretto ha detto...

Ho letto gli articoli con l'ipotesi di Paris su una nube di idrogeno attorno ad una cometa come fonte del segnale. Ne parlo in dettaglio in un articolo su Queryonline.

Oltre al fatto che le comete non erano lì, come segnala Paolo, NESSUNO finora ha mai visto l'emissione radio dell'idrogeno attorno ad una cometa. Quest'emissione è debolissima, e per vedere un segnale apprezzabile servirebbe vaporizzare completamente la cometa, e separare tutto l'idrogeno che contiene dall'acqua e dall'ammoniaca in cui è legato.
Poi il telescopio WOW aveva due ricevitori affiancati, che osservavano la stessa zona di cielo a distanza di 5 minuti. Il segnale è stato visto chiaramente in uno, ma non nel secondo, il segnale si è spento improvvisamente in quei pochi minuti in cui non lo si guardava. Non si è ripresentato il giorno dopo (quando il telescopio è ripassato nello stesso punto).

E infine le osservazioni al radiotelescopio di Paris, che sostiene di aver riosservato quel segnale, sono incredibilmente sciatte: non fornisce indicazioni di quanto sia intenso il segnale, usa uno strumento che non riesce a vedere l'emissione dell'idrogeno (ha provato a osservarla puntando il telescopio verso la Via Lattea senza riuscirci), non separa l'emissione termica della cometa da quella dovuta a righe atomiche. Non si riesce a capire cosa abbia visto, probabilmente solo un errore di misura, ma di sicuro non idrogeno.

Cosa è stato allora? Non lo sappiamo. Tutte le ipotesi "ragionevoli" fatte finora sono state scartate. Molto probabilmente è un segnale radio extraterrestre (resta fermo nel cielo mentre il telescopio lo "spazzola"), molto probabilmente è relativamente vicino, nella nostra Galassia (se è legato in qualche modo all'emissione dell'idrogeno, visto che non mostra redshift), è piccolo (meno di 1-2 minuti luce di diametro visto che si è spento in pochi minuti), ma poi possiamo al massimo dire cosa NON è.

Davide Marras ha detto...

Per chi volesse approfondire l'argomento, oltre ai link postati da Paolo, suggerisco questo bel libro: http://elusivewow.com

pgc ha detto...

Roberto,

la dark energy è stata ipotizzata proprio per spiegare questo paradosso di un universo che sembra continui a trovare energia per "esplodere", come una pentola di acqua che bolle. Quindi qualsiasi volume di meno di 10 anni che parli di cosmologia, di universo, spazio tempo, etc. praticamente ne parla (la scoperta del fenomeno ha portato a due premi nobel).

Non so bene cosa sia disponibile per la divulgazione in Italiano, ma di sicuro ci sono i volumi di Hawkings e di tanti ottimi autori. Un giro in libreria dovrebbe bastare. Se hai bisogno di info più specifiche però chiedi pure qui.

ebonsi ha detto...

Approfittando della disponibilità di pgc: in che senso, "le supernovae si allontanano a velocità sempre crescenti"? Insomma: solo loro (e le altre stelle no), oppure il senso è che tutte le stelle si allontanano l'una dall'altra a velocità sempre crescenti (il che, se ho capito bene, vorrebbe dire che l'universo non solo é in espansione ma in espansione accelerata, e quindi deve prendere energia da qualche parte per farlo), ma noi ce ne siamo accorti solo osservando le supernovae? Grazie

Unknown ha detto...

Se non sbaglio le supernova sono "facilmente" individuabili in giro per l'universo e se ne conosce esattamente la radiazione che emettono. Quindi è facile calcolare se si allontanano o si avvicinano, e a quale velocità, a noi in base a quanto la radiazione tende o meno verso il rosso.
Ovviamente tutte le altre stelle fanno altrettanto.

pgc ha detto...

@ebonsi: "tutte le stelle si allontanano l'una dall'altra a velocità sempre crescenti (il che, se ho capito bene, vorrebbe dire che l'universo non solo é in espansione ma in espansione accelerata, e quindi deve prendere energia da qualche parte per farlo), ma noi ce ne siamo accorti solo osservando le supernovae?"

Si, esatto. Intendo proprio questo.

Stupidocane ha detto...

In merito al concetto "travelling without moving" ecco un video che fa capire come, quanto e verso dove ci stiamo dirigendo sulla nostra nave interstellare, quella che chiamiamo comunemente Terra. Ha poco a che fare con le stelle di cui si parla, ma dà un'idea del viaggio che stiamo compiendo, totalmente inconsapevoli.

https://youtu.be/IJhgZBn-LHg

ebonsi ha detto...

@pgc: grazie. Certo che una fonte di energia, che sta facendo accelerare TUTTO L'UNIVERSO... quisquilie, pinzillacchere...

Diego Laurenti ha detto...

@ Paolo

"...i soliti fufologi si sono scatenati per quarant’anni a interpretare i caratteri 6EQUJ5 segnati da Ehman"

Sommando i numeri a cui corrspondo le lettere dell'alfabeto inglese EQUJ si ottiene 53. Se a questo si sottraggono i due numeri 6 e 5, si ottinene 42.

Come vedi la risposta è sempre 42! :P