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Sentite questa: mi diffidano per NON aver pubblicato un commento

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete farne una anche voi per incoraggiarmi a scrivere ancora. Ultimo aggiornamento: 2017/09/10 23:40.

Avrete sicuramente sentito o letto storie di blogger e giornalisti che si sono visti querelare per qualche commento pubblicato nei loro blog o siti. Ma avete mai sentito di qualcuno diffidato per non aver pubblicato un commento? Beh, ora sì: il qualcuno sono io.

Racconto questa storia perché credo che sia di manifesto interesse pubblico, essendo questo blog piuttosto seguito, sapere cosa c’è dietro un lavoro come il mio, conoscerne la parte non visibile e capire le motivazioni di scelte che da fuori possono sembrare eccessive, e perché credo che sia importante far sapere che la moderazione dei commenti è un mestiere ben più difficile di quello che molti pensano, con trappole difficili da immaginare. Ora vi racconto cosa mi è successo in questi mesi.

Tutto è iniziato con un articolo che ho pubblicato qualche tempo fa, su un argomento assolutamente non controverso: una questione puramente scientifica. Un commentatore ha inviato dei commenti che sostenevano una tesi di complotto piuttosto originale, ma lo ha fatto in modo civile, per cui ho deciso di pubblicarli, nella speranza (purtroppo vana) che dialogando avrebbe capito l’incoerenza delle sue tesi.

Ne è nato uno scambio pubblico, nel quale il commentatore ha inviato commenti contenenti affermazioni sempre più stravaganti. Io dopo un po’ ho deciso di non rispondergli più ma di approvare comunque i suoi commenti, che sono stati quindi pubblicati, ricevendo le critiche argomentate degli altri lettori.

A un certo punto, però, i commenti di questo commentatore sono diventati veramente gravi e a rischio di querela per diffamazione (non da parte mia, ma di terzi) e hanno iniziato a includere minacce di far chiudere questo blog. Per cui, dopo avergli rivolto ripetuti richiami, ho respinto tutti i suoi ulteriori commenti.

Problema risolto, penserete voi.

Macché: questo commentatore mi ha scritto via mail, chiedendomi un indirizzo PEC o l’indirizzo di residenza al quale inviarmi una raccomandata. Gli ho risposto che poteva benissimo cercarsi da solo il mio indirizzo, visto che non è certo un segreto. Lui ha insistito, e gli ho risposto pacatamente che non avevo alcuna intenzione di partecipare a questa sua crociata vessatoria o di perdervi altro tempo. Ha insistito ancora per paio di giorni, poi più nulla.

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Tutto questo vari mesi fa. Oggi il commentatore mi ha scritto di nuovo, lamentandosi perché un suo nuovo commento non era stato pubblicato. Gli ho spiegato che il commento era stato respinto, perché questo blog è mio, pubblicato sotto la mia responsabilità, per cui sta a me decidere se pubblicare o no un commento. Tutto qui. Nei blog non c’è nessun diritto di vedersi pubblicati: un concetto chiaro ed evidente a ogni frequentatore di Internet, ma a quanto pare non a lui. Siccome avevo già dovuto perdere parecchio tempo su questa vicenda, gli ho chiesto cortesemente e nuovamente di non insistere.

Problema risolto, penserete di nuovo voi.

Macché. Poco fa è mi arrivata la mail certificata (PEC) di diffida di un avvocato. Una diffida partita, noterete, perché non ho pubblicato un commento, visto che per tutti questi mesi il commentatore non ha fatto nulla e proprio oggi, solo dopo che gli ho respinto il commento, è invece stata inviata la diffida.

Questa mail dell’avvocato mi diffida “dall’assumere... inequivocabili condotte di natura diffamatoria” nei confronti del commentatore, chiede la rimozione di alcuni commenti (senza però specificare quali) entro tre giorni, e lamenta una mia “aprioristica inibizione del contraddittorio”. Come se io fossi obbligato legalmente a discutere con il suo cliente.

Il suo cliente, dice inoltre l’avvocato, sarebbe “disposto a soprassedere” se gli venisse “concessa e garantita la possibilità di esprimersi compiutamente”. In altre parole: sta facendo tutto questo solo perché vuole vedere pubblicati qui i suoi commenti. Una proposta di baratto molto rivelatrice.

Seguono le parole di rito su “tutte le più opportune iniziative, sia in sede civile che penale” qualora io non ottemperassi. Nessun riferimento di legge.

Ho composto una risposta precisa e pacata per l’avvocato, visto che sta solo facendo il suo mestiere, e gliel’ho mandata via mail dalla casella sulla quale l‘ho ricevuta, ma ho ottenuto questa simpatica risposta:

Messaggio non recapitato
Impossibile inviare il messaggio a [omissis]pecavvocati.it perché il server remoto non è stato configurato correttamente. Visualizza i dettagli tecnici di seguito per maggiori informazioni.
Risposta:

554 [omissis]: Sender address rejected by smtpproxy: Access denied

Io non ho una PEC, e a quanto pare la casella di mail dell‘avvocato non accetta una mail non PEC. Abitando in Svizzera, non ho alcuna intenzione o necessità di fare acrobazie burocratiche per procurarmi un indirizzo PEC per rispondere a un singolo messaggio.

Per cui pubblico qui la mia risposta come lettera aperta:

Egregio Avvocato,

In risposta alla sua mail di oggi alle 16:59, visto che la sua casella PEC non accetta mail non-PEC ed io non dispongo di una casella di mail PEC, le chiedo pubblicamente e cortesemente di specificare con precisione quale sarebbe il presunto "contenuto ingiurioso" che il suo cliente asserisce di aver rilevato nel mio blog "Il Disinformatico".

I link che lei mi ha fornito nella suddetta mail, infatti, portano genericamente ad articoli e non a singoli commenti.

Se vorrà cortesemente linkarmi o citarmi testualmente i singoli contenuti oggetto di contestazione, li riprenderò in considerazione.

In quanto alla "aprioristica inibizione del contraddittorio... senza alcuna motivazione plausibile", la invito a riferire al suo cliente che, come già spiegatogli, il blog "Il Disinformatico" è soggetto a moderazione; chi invia commenti non ha diritto automatico di pubblicazione e i commenti possono essere respinti senza che al commentatore sia dovuta una motivazione.

Aggiungo che non ho alcun desiderio o interesse, men che meno dovere o obbligo, di intrattenere un contraddittorio personale con il suo assistito, che è naturalmente libero di imbastire ogni e qualsiasi contraddittorio in qualunque altra sede e con qualunque altro interlocutore.

Ritengo inoltre importante sottolineare che le asserzioni fatte pubblicamente dal suo cliente sono non solo prive di qualunque fondamento scientifico, ma anche e soprattutto gravemente lesive dell'onorabilità di tecnici e scienziati di NASA ed ESA, in quanto insinuano una sorta di congiura di tutti questi soggetti per nascondere una presunta verità misteriosa che il suo cliente avrebbe invece scoperto.

Come giornalista, infine, mi corre l'obbligo di sottolineare l'inevitabile "effetto Streisand" che qualunque ulteriore insistenza su questa questione comporterebbe per il suo cliente.


Cordiali saluti

Paolo Attivissimo

Sono un tipo tranquillo. Ma se non mi lasciate in pace, mordo. E non mollo.


2017/08/26 22:20


L’avvocato mi ha inviato una nuova PEC, alla quale ancora una volta non posso rispondere. Ora chiede l’immediata rimozione di questo articolo entro mezzanotte "per le asserzioni di carattere ingiurioso e diffamatorio rivolte al sottoscritto [l’avvocato]" e mi invita a reperire i suoi recapiti di studio.

La mia risposta pubblica:

Egregio Avvocato,

no.

Cordiali saluti

Paolo Attivissimo


2017/08/26 23:10


L’avvocato mi ha inviato poco fa una terza PEC. Dice che sto pubblicando “commenti fortemente ingiuriosi” e ribadisce la richiesta di rimozione di questo articolo. In più offre un indirizzo di mail non-PEC a cui scrivergli.

La mia risposta pubblica:

Egregio Avvocato,

Se ha comunicazioni legali da farmi, le faccia secondo legge. Mi scriva una lettera su sua carta intestata. Il mio indirizzo postale è pubblico, facilmente reperibile e anche verificabile presso le autorità locali.

Per tutto il resto, la risposta è sempre no.

Cordiali saluti

Paolo Attivissimo


2017/08/26 23:45


Nuova PEC. L‘avvocato dice che mi scriverà al mio indirizzo e richiama “le innumerevoli pronunce di merito e di legittimità ben rapportabili al caso di specie tra le quali: Cass. pen. Sez. V, 25-02-2016, n. 12536.”

OK, aspettiamo e vediamo.


2017/08/27 00:02


È passata mezzanotte, ora dell’ultimatum, e come vedete questo articolo è ancora qui. Intanto sono andato a verificare una cosa che forse il cliente non ha ben chiarito al suo avvocato e che potrebbe diventare un epilogo perfetto per questa vicenda. Ma aspetto un po’ a raccontarvela. Buona notte.


2017/08/28 16:50


Nessuna novità da parte dell’avvocato. Il commentatore, invece, ha inviato a questo blog un commento aggressivo e astioso sulla vicenda, che ho respinto. Se è visibilità che cerca, non l’avrà. Se vuole rendersi identificabile, dovrà farlo in altro modo. Ha poi inviato anche una mail (anzi due) grosso modo dello stesso contenuto (non lo so, ho cestinato dopo le prime righe). Non rispondo privatamente a nessuna mail sua o del suo avvocato: visto che hanno deciso che vogliono a tutti i costi una lite legale, dovranno comunicare seguendo le procedure di legge. Chissà se l'avvocato sa che il suo cliente mi sta scrivendo personalmente e se questa interferenza nel suo iter legale gli sta bene. E poi c'è sempre quella questioncella che il cliente forse non ha ancora raccontato al suo avvocato. Ma staremo a vedere.


2017/08/29 19:05


Molti commentatori hanno notato che in tutta la mia narrazione non ho mai citato il nome del commentatore o quello del suo avvocato e non ho mai precisato quale delle tante discussioni con complottisti ospitate da questo blog fosse quella contestata dal commentatore. Nonostante le vessazioni e nonostante il commentatore abbia accusato le persone che lavorano presso NASA ed ESA di essere dei bugiardi e dei cospiratori, ho deciso comunque di tutelare la sua identità e quella del suo avvocato (o presunto tale).

Non solo: il commentatore, in questo blog, si era sempre presentato usando uno pseudonimo: non ha mai usato il proprio nome e cognome. Nessuno dei partecipanti a questo blog conosceva la sua identità o l’ha mai citata pubblicamente. Per cui qualunque ipotetica diffamazione ci fosse stata, sarebbe stata comunque impossibile da collegare al suo vero nome. E come si può diffamare un anonimo?

Ma ora il commentatore si è presentato online con nome e cognome, linkando la discussione originale in questo blog (quella nella quale, dice, sarebbe stato diffamato) e collegando volontariamente il proprio nome e cognome allo pseudonimo usato in quella discussione. Non ha fatto il nome dell’avvocato che mi ha inviato la diffida.

In altre parole:
  • è stato lui, non io, a rivelare qual è la discussione contestata;
  • è stato lui, non io, a divulgare il proprio nome e cognome;
  • è stato lui, non io, ad associare il proprio nome e cognome allo pseudonimo usato nella discussione;
  • e quindi è stato lui, non io, e consentire a tutti di sapere esattamente che è stato lui a rivolgere, attraverso i commenti del mio blog, accuse di cospirazionismo alla NASA e all’ESA. 

Ha fatto tutto da solo. Mi rifiuto comunque, per ora, di pubblicare link ai suoi commenti, di indicare dove si è palesato online, di rivelare il suo pseudonimo o di pubblicare il suo nome, perché questo potrebbe soddisfare la sua smisurata fame di visibilità e di attenzioni e perché credo che a volte sia necessario proteggere le persone dalle conseguenze dei loro atti anche quando non lo vogliono.

A questo punto, comunque, il previsto Effetto Streisand si è realizzato puntualmente: questo mio articolo si avvicina ormai alle cinquantamila visualizzazioni.

Se ci saranno altri sviluppi, vi aggiornerò.


2017/09/04 9:05


Tutto tace. Nessuna comunicazione via mail, nessuna lettera di avvocati nella posta cartacea. Boh. Intanto questo articolo è arrivato a oltre 71.000 visualizzazioni, ossia circa 20.000 in più da quando il commentatore-contestatore ha pubblicato la propria identità. Effetto Streisand decisamente garantito.


2017/09/10 23:40


Ancora nulla. Intanto, per chi mi chiede se ho controllato la validità della PEC usata, per ora posso dire solo che ho usato questo sito,
www.inipec.gov.it/cerca-pec, e che risulta valida.
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Commenti (277)
Siamo alla follia pura. Mi sorprendo persino che esistano avvocati disposti a prendere in carico una richiesta tanto assurda, evidentemente anche tra gli azzeccagarbugli l'analfabetismo informatico dilaga.
Luke Mason.

Sono professionisti. Qualsiasi caso va preso in considerazione finché il cliente paga. Non è analfabetismo. È business.
Suppongo sia impossibile avere un vago e generico riferimento all'articolo per potersi gustare i commenti e dare implicitamente inizio all'effetto Streisand, vero?
Purtroppo sono costretto ad avere a che fare con gente simile, se diventi oggetto delle loro fisime non c'è cosa che non imbastirebbero. Sei stato impeccabile, ma come gestore del tuo blog giunge il momento in cui bisogna mettere da parte la gentilezza.
Scusa Paolo ma, secondo te, questo "avvocato" conosce l'effetto Barbara Streisand? Conosce il funzionamento di un blog moderato?
Io penso di no e, spero, che appena provi a portare la sua causa di fronte ad un giudice, questi, gli rida in faccia e gli respinga la causa.
Ma che meraviglia!
In ogni caso, Paolo, ti hanno scritto da una PEC ad una casella normale, quindi, la validità legale del messaggio è nulla.
@Luke, @Stupidocane ha ragione. C'è poco da fare.
Se nelle liti temerarie la parte soccombente venisse più spesso condannata a risarcire il diritto non vedersi immotivatamente trascinati in tribunale, e tale risarcimento fosse anche e soprattutto a carico dell'avvocato, tali liti calerebbero del 99,999999%
Se ti serve un invio da una casella PEC, non esitare a chiedere!! Ho PEC e firma digitale... ogni tanto non mi dispiacerebbe usarla! :-p
Comunque le competenze informatiche di questo avvocato penso siano alquanto lacunose... non penso che il suo assistito abbia nessuna speranza di "vincere".... ma l'avvocato magari se ne frega e vuole "incassare" lo stesso!
Concordo in pieno con Andrea.
Quella pec ha valore legale nullo.
Purtroppo ci sono una sfilza di avvocati che per il "Dio Denaro" scrivono qualsiasi cosa.
Non è da escludere che per scrivere quella mail abbia chiesto 200 euro....
Fossi in te, se dovesse continuare, farei una segnalazione allegando quanto inviato all'ordine degli avvocati.
Giusto per far vedere come i loro "colleghi" lavorano.
Mi è già capitato con un avvocato un poco oltre le righe e devo dire che, contrariamente a come pensavo, sono intervenuti.

Vedi il lato positivo: quanto gli costerebbe una rogatoria internazionale? :-)
Ah! Ma non è Lercio! :D Ciao Paolo, ti seguo sempre (anche alla radio), continua così, sei un grande!
Evidentemente l'avvicato non conosce il funzionamento della PEC, l'unica ricevuta in suo possesso è quella di accettazione che non serve a nulla e non prova l'avvenuta consegna della diffida.
Solo per la seconda risposta ti meriti un applauso, diretta e concisa ahah. Ora so che starò sveglio tutta la notte solo per seguire la vicenda, qualcuno mi aiuti ahah
Leggendo l'aggiornamento capisco che l'avvocato legge il tuo blog ma ancora non ha capito che ufficialmente non ha ancora comunicato niente.
Vediamo cosa succede a mezzanotte.
Paolo, te lo dico, questo avvocato sta cercando un appiglio per denunciarti. Aspetta un tuo errore che fino ad ora non hai scritto. Per l'amor di Dio o di Thor, vedi tu, sta attento!!!!
Pecavvocati.it sembra esistere. Ma non c'è motivo per cui non si possa mandare una email non PEC ad una PEC, a cui arriva un email con oggetto [anomalia] con un allegato EML con il contenuto inviato. PEC verso non PEC non ha alcun valore legale. Credo probabile persino che l'avvocato non esista così come il suo indirizzo PEC che spiegherebbe perché l'smtp non accetta l'indirizzo
Tutti,

eventuali vostri commenti che possano anche solo di striscio sembrare offensivi o ingiuriosi verranno respinti. Già di solito vi contenete: contenetevi ancora di più. Grazie.
@Pier Luigi Torreggiani

O per l'amor di Dior!
@stu: a quanto mi han detto, un avvocato serio non prende iniziative che possono danneggare direttamente il proprio cliente a se non dopo aver spiegato per bene al cliente i rischi che corre e avergli fatto firmare un documento in cui attesta di essere a conoscenza dei "rischi" connessi alla propria decisione. Cioè non è che se gli arriva quello che dice "ho sentito a forum che chorraggione" e chiede una roba impossibile l'avvocato serio gli dice: ok facciamolo.. ne va anche dell'immagine professionale.
Paolo, scusa ho saltato un pezzo: poi oh, ciascuno gestisce il proprio lavoro come meglio crede.
Per trovare l'indirizzo di una persona, che oltretutto è un personaggio pubblico e non si nasconde, ci vogliono 3 minuti di orologio.
Però sarei curioso di sapere quali sono questi "commenti fortemente ingiuriosi".
Ho riletto i messaggi e, a meno che non si senta offeso da Stupidocane che dice che si lavora per i soldi (perfettamente lecito finché è legale), non vedo neanche la violazione della riservatezza (visto che non pubblichi ne il nome ne l'articolo che ha fatto partire la vicenda).
Per Gilberto.
Anche io credevo fosse così ma nella configurazione standard le mail da caselle "normali" sono respinte.
PEC
Meglio di una serie Netflix!

è gratis?
Ma "asserzioni di carattere ingiurioso e diffamatorio rivolte al sottoscritto" di che, che non c'è nessun nome?
Voglio solo dirti grazie per la splendida serata!
Il giornalista ha riportato i fatti in modo anonimo e non riconducibile alla persona in questione e/o al suo legale, ergo (a mio parere) non c'è alcuna lesione passibile di essere perseguita civilmente o penalmente.
Sulla PEC: da PEC a PEC è come una raccomandata, certifica solo la ricezione e nient'altro. Invece da PEC a email normale ha la stessa validità, per certificare la ricezione, di una email normale, cioè praticamente zero.
Le PEC spedite verso non PEC non hanno valore legale: non si può dimostrare che sono state ricevute. Ma tu smetti di rispondere o mostri di avere ricevuto il messaggio.
A me è capitato spesso per lavoro di dover spedire da un indirizzo non-PEC a ditte delle quali avevo solo un indirizzo PEC, e ho notato la non uniformità del comportamento: certe venivano respinte, altre arrivavano tranquillamente a destinazione.
La sentenza citata è questa
http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snpen&id=./20160325/snpen@s50@a2016@n12536@tS.clean.pdf

Io non sono un avvocato ma mi pare che il caso sia diverso.
È meraviglioso. Mi siedo con birra e popcorn.
Penso di sapere perché le email non-pec inviate a questo dominio pec vengono respinte.

La pec in questione è gestita da Namirial e corrisponde al server mail.sicurezzapostale.it (basta fare nslookup -query=mx pecavvocati.it) che conosco perché uso/rivendo anche io tramite Gestpec.

Se non viene appositamente configurata (nella Webmail e per ciascuna casella) la notifica di una eventuale email non-pec viene rifiutata. Ovviamente non è colpa dell'utente che la usa ma di chi ha configurato il server (Namirial o chi ha rivenduto quel servizio di Namirial)
@Luca Favro:
Diamine, è un professionista. Ha il dovere di "studiare" la corrispondenza che intercorre tra il suo assistito e la controparte. Facesse fare una bella ricerca dallo stagista in studio
Tra l'altro non è ingiuria se la persona offesa non è presente ma diffamazione
A me sembra molto interessante il dettaglio della PEC che, essendo una roba che serve a mimare elettronicamente quell'altro prodotto tipico italiano che è la raccomandata, per uno straniero o un resistente all'estero non ha senso.
Seguo con sgomento.
Andrea,

avevo considerato l'ipotesi, ma sinceramente non ho problemi a confermare la ricezione di queste mail e non credo di aver fatto nulla di punibile. Questo sarà chiaro quando il cliente avrà la pazienza di spiegare all'avvocato quello che, da quel che vedo, non sembra avergli raccontato.
Ma come ultimatum alle 00:00, sono le 0:42 e ancora scrivi? Credevo la swat scaduto l'ultimatum avrebbe fatto irruzione nel maniero digitale per interrompere la non-pubblicazione
Luisa,

grazie del commento e dell'informazione, che per comprensibili ragioni non pubblicherò.
Skipper,

La notte è ancora giovane e sto scrivendo il libro che ho sempre sognato di scrivere. Per il resto, qui tutto tace.
Della PEC e della Raccomandata (cartacea):

- La Raccomandata cartacea certifica l’invio e, se con AR, anche la ricezione da parte del destinatario con indicazione del giorno; senza AR si può tracciare la consegna sul sito ma senza validità legale, per la quale occorre interpellare l’ufficio di spedizione. Non certifica il contenuto.

- La PEC certifica immediatamente, automaticamente e con piena ed efficace validità legale e giuridica non solo l’invio e la ricezione ma anche il testo del messaggio inviato oltre che la natura e il contenuto degli eventuali allegati; evidente la superiore efficacia, validità e convenienza della PEC.

- La casella PEC può ricevere o rifiutare o inoltrare mail standard se l’utente imposta opportunamente i parametri e le opzioni di ricezione.
Ad esempio io ho impostato la “non ricezione” in casella PEC delle mail standard, ovvero non certificate, che però non vengono cestinate bensì inoltrate a un indirizzo normale.


quell’altro prodotto tipico italiano che è la raccomandata, per uno straniero o un resistente all'estero non ha senso.

Non è un “prodotto tipico italiano”
- limitandomi alle Poste Svizzere noto che esistono vari tipi di Raccomandate, sul sito (post.ch) leggo ad esempio:

Raccomandata Prepaid e Raccomandata
Per invii di lettere importanti con prova del recapito
Raccomandata Prepaid e Raccomandata offrono sicurezza per invii importanti, di valore e per i quali il rispetto della scadenza è determinante. Le lettere raccomandate vengono consegnate al destinatario solo dietro firma o autorizzazione di recapito. e grazie al numero d’invio possono essere monitorate in ogni momento. Non appena l’invio viene correttamente consegnato, il recapito ha valore probatorio ed è accertato giuridicamente.
Ho appena messo questa pagina tra i miei segnalibri.

Barbara Streisand! Uuuu-uuuuu-uuuuu-u. Uuuu-uuuuu-uuuuu-u.
Sicuro che non sia una maxi trollata? E' troppo surreale per essere vera...
La cosa più esilarante dell'intera vicenda è la diffamazione di un avvocato del quale non è mai fatto nemmeno indirettamente il nome. Rovinare la fama di qualcuno senza identificarlo è impresa non da poco.
Chiedo una delucidazione a chi "ne sa" di legge.

La sentenza citata si riferisce, ovviamente, alla legge italiana; Blogger (Blogspot) è di Google, californiano; Paolo è cittadino (anglo-)svizzero e risiede nella Confederazione.

Così a naso, il massimo che può capitare al Disinformatico è che venga oscurato per chi usa dns italiani. Mi sbaglio?

PS: mi astengo dall'esprimermi sulla vicenda; giacché Paolo ha chiesto di essere più moderati del solito, taccio del tutto e faccio prima :)
Ma che razza di storia mi stavo perdendo?!? Praticamente sono arrivato che forse il film è già finito (devo sperare di sì o di no?)... ma certi film non possono andare in onda il sabato sera! Diamine, anche lei avvocato, scelga un orario più opportuno!
Per la legge italiana, almeno quella che la istituiva non so gli aggiornamenti, la PEC può solo inviare e ricevere PEC altre configurazioni sono illegali. Poi molti provider visti i problemi che si creavano con i clienti hanno aperto la possibilità di cambiare la cosa ma su responsabilità del cliente. La PEC ha valore solo in Italia e tra l'altro siamo a rischio di infrazione europea visto che non rispetta una normativa specifica per le mail con valore legale.
Mi ricorda le notifiche minacciose delle compagnie telco o energia:
"Egregio (sic) Signore, non ci risulta pagata la bolletta tale. Se non provvede al pagamento entro 15 secondi le stacchiamo la fornitura, le addebitiamo avvisi, interessi e danni, le mandiamo l'esercito, la polizia e l'aviazione a bombardare casa, le frustiamo i figli e tutta la famiglia fino alla settima generazione".
Poi si salvano in corner: "Naturalmente, se lei avesse già provveduto, consideri nulla questa lettera e amici come prima".
Ma se si palesa il personaggio in questione in questo blog, poi bisogna cancellare il post?!
È un bel caso, vediamo come si sviluppa.
.....beh....c'è la moderazione di Paolo nel blog, quindi rimane un "parlare del peccato e non del peccatore".
Peccato che hai citato l'effetto Streisand. Magari gli hai messo una pulce nell'orecchio e la smette con questo circo. Sarebbe stato più bello se fosse andato avanti ad oltranza.
...!!
Dài, che storia! Resto incollato alla tv con pop corn, bibita ghiacciata, frittatona con cipolle e rutto libero*


*cit.
Effetto Streisand? Forse è proprio quello che vuole.
Ma basta non dire di chi si parla e la cosa rimane qui tra noi.
Direi che siamo oltre l'assurdo e il delirio...ovviamente da parte di chi ha messo in piedi questa imbarazzante e penosa recita.. E mi fermo qui, altrimenti rischio di vedermi a mia volta coinvolto, non si sa mai con certi personaggi...^_^
Il problema è che se una persona ha qualcosa da dire può crearsi il suo blog e scrivere lì le sue idee. Pretendere che qualcun altro gliele pubblichi è assurdo. Che un avvocato poi gli dia sostegno con email di questo tipo...è triste
Un amico avvocato mi ha raccontato che esistono suoi colleghi bastardi che provocano quando sono senza alcun argomento, e puntualmente vengono zittito in aula di tribunale (ma non con la formula "mi oppongo", immagino).

Sperando di sbagliare, ritengo di Vitale importanza contenere gli epiteti. Di più nen zo.
P.S. Io comunque, quando su Facebook incontro qualcuno è soprattutto qualcuna che mi dice di procurarmi una corda adatta al mio collo, o mi augura una sprangata in mezzo ai denti (è successo), io da gran signore e consapevole delle lungaggini in tribunale e degli scarsi risarcimenti, acquisisco le schermate incriminate e le pubblico sul mio diario Facebook così come stanno e senza censure. Nomi e cognomi e foto in bella mostra. Al 99% i responsabili delle minacce od epiteti si incazzano come bisce e fanno il diavolo a quattro (inutilmente) perché io rimuova la schermata. Che TUTTI possono vedere, non solo gli amici. A mali estremi...
@granmarfone IMHO la PEC ha qualche diffetto rispetto alla raccomandata cartacea. Per quest'ultima, se AR, il "tempo" inizia quando un umano consegna la busta ad un altro umano, quindi è chiaro chi si assume la responsabilità della ricezione e le naturali conseguenze legali.

Nella PEC la conferma di recapito viene inviata dal server IMAP che gestisce la casella postale del destinatario. Per fare un paragone al mondo reale, sarebbe come se la conferma partisse quando la lettera è arrivata all'ufficio postale di zona.
Sempre per fare il paragone con il mondo reale, se il postino ci mette 20gg a consegnarla, amen, il tempo è già partito.

Con la PEC nasce una forzatura per la quale i destinatari sono parte debole, e sono loro a preoccuparsi di leggerla continuamente. Ecco perché i gestori offrono, gratis o a pagamento, servizi di notifica su indirizi aggiuntivi, in genere quelli normali aziendali dell'utente.

Non è un problema di "siamo nel 2017 e tutti sono connessi", perché non è sempre così.
In che modo si applicherebbe la Legge italiana in questo contesto?
Il server è all'estero (per noi italiani) e tu sei cittadino inglese residente in Svizzera!
Da quello che capisco leggendo la sentenza citata, la strategia dell'avvocato si basa su considerare la tua NON pubblicazione come una censura rispetto ad un ampio discorso nel quale il suo cliente è stato offeso. In pratica, tu, non avendogli dato il diritto di replica hai mantenuto (e quindi fatte tue?) le offese che gli erano state dirette che erano frutto di una ovvia mal interpretazione delle sue "sagge" parole.
Ora, so perfettamente che in questo momento stai sorridendo, ma da frequentatore di tribunali ti dico che in Italia nulla può essere certo, avendo i tribunali condannato persino chi non ha previsto il terremoto.
A tal proposito ho riso molto quando su Lercio.it hanno pubblicato "Cassazione: “Lasci un commento diffamatorio su Facebook? La responsabilità è di chi ti ha venduto il pc” "... fa ridere ma non mi stupire che domani un giudice illuminato la scriva davvero questa sentenza.
IMHO, queste e-mail (dal valore legale nullo, in quanto inviate su una casella e-mail standard) sono da definirsi come puramente intimidatorie, in quanto manca alla base un qualsiasi appiglio legale. Se l'avvocato esiste (dobbiamo considerare tutte le possibilità), si limiterà solo a mandare (dietro pagamento) questi messaggi e non proseguirà oltre, perché è evidente che qualsiasi azione in tribunale finirà con "il fatto non sussiste".
Nelle scorse settimane avevo scritto a Martinobri una battuta bellissima (in quanto scritta da me non poteva essere meno che bellissima) e lui non mi ha risposto.
Trovo questa sua non risposta discriminatoria secondo almeno due o tre leggi prese a caso.

Chi devo denunciare, Martinobri o questo blog?

Ah, non ho una PEC, potreste cortesemente crearmene una dandomi le credenziali in modo che io possa denunciarvi tramite PEC?

Grazie! :-)
Roberto.
Lascio un commento, consapevole che una non-risposta mi porterebbe a consultare il mio legale. Dato però che quest'ultimo si fa pagare anche solo per rispondere al telefono, soprassiederò sul totale disinteresse a questa mia facendo spallucce e fischiettando un brano della Steisand della quale credevo che l'unico effetto potesse essere un attacco di malinconia.
Scherzi a parte, il mondo è davvero pieno di gente che non ha nulla di cui preoccuparsi se non del proprio ipertrofico ego e questo fa un tristissimo effetto, tutt'altro che streisandiano.
Ma ad un cittadino Svizzero, residente in Svizzera, della Costituzione italiana che gliene frega? Questo ammesso e non concesso che l'avvocato abbia una qualche minima ragione...
Caro Attivissimo, Le farò scrivere dal mio avvocato dato che lo sfondo del suo blog non è adeguato al colore del mio muro dietro lo schermo ove solitamente consulto il suo lavoro. Questo potrebbe, in qualche centinaio di anni, farmi perdere qualche diottria dato il contrasto pazzesco.
Grazie per il lavoro che fai...
Luigi
Attenzione: Paolo non è cittadino svizzero ma italiano (e britannico).

Detto questo, avendo egli commesso i "reati" (LOL) in Svizzera mi sembra evidente che la giurisdizione del caso sia svizzera. Attendo con impazienza il parere del giudice cantonale sulla questione :-)
Un dubbio: l'avvocato e' reale o e' una mail fasulla creata dall'utente?

Non sono un esperto in materia ma mi suona strano un avvocato che scrive quelle mail a ridosso della mezzanotte... sembrano piu' le mail di un utente alterato.

Non mi sembra il modo di comunicare di un professionista che (immagino) invece darebbe precise indicazioni su quali post sono considerati discriminatori e secondo quali leggi, chiedendo che sia fatto qualcosa entro il tal giorno, non entro dieci minuti, mezzanotte, tra poco, dopo la merenda e via cosi'.
Comunque roba da matti. Visto che non credo che tu abbia commesso un illecito per la legge Italiana e menchemeno per la legge Svizzera, quella che tu devi seguire e rispettare. Comunque il Cass. pen. Sez. V, 25-02-2016, n. 12536. a quanto ho capito dice cose contro le motivazioni dell'avvocato
"La cosa più esilarante dell'intera vicenda è la diffamazione di un avvocato del quale non è mai fatto nemmeno indirettamente il nome"

Già solo il fatto che l'avvocato abbia scritto quel che ha scritto - se per caso fosse un avvocato vero e, sempre per caso, qualcuno che lo conosce venisse a leggere cosa ha scritto qui e, per miracolo, lo riconoscesse come autore, c'è caso che lo faccua espellere dalla squadra degli Azzecca locale.




Al suo posto, pure io farei il diavolo a quattro perché P.A. facesse sparire le prove di quanto avessi fatto.


Che dall'auto-diffamazione non c'è scampo...
Siamo magari al limite dell’OT ma forse l’argomento può interessare altri.

maumar ha commentato:
- … la PEC ha qualche diffetto rispetto alla raccomandata cartacea. Per quest'ultima, se AR, il "tempo" inizia quando un umano consegna la busta ad un altro umano, quindi è chiaro chi si assume la responsabilità della ricezione e le naturali conseguenze legali.
- Nella PEC la conferma di recapito viene inviata dal server IMAP che gestisce la casella postale del destinatario. Per fare un paragone al mondo reale, sarebbe come se la conferma partisse quando la lettera è arrivata all'ufficio postale di zona.


No. La Pec non difetta rispetto alla Raccomandata cartacea: il server di posta certifica al mittente la consegna della Pec dopo averla depositata nella casella privata del destinatario. Sarà cura del destinatario aprirla e leggerla, esattamente come avviene per la versione cartacea.
A questo proposito ricordo che una Raccomandata cartacea si ha per consegnata anche se il destinatario la rifiuta o non la ritira: basta attendere la scadenza del prescritto periodo di giacenza presso l’ufficio postale di zona.
Infatti il rifiuto è ritenuto valido in pochissimi casi: nominativo e/o indirizzo destinatario errati o non correttamente scritti; catastrofe come terremoto, maremoto, caduta di meteorite; cosette simili.
Per la Pec non esiste il problema del rifiuto: da quando è depositata nella casella Pec si considera consegnata e ricevuta a tutti gli effetti. A meno che un evento catastrofico distrugga tutti i server … e allora il problema non sarà certo una Pec!

Sempre per fare il paragone con il mondo reale, se il postino ci mette 20gg a consegnarla, amen, il tempo è già partito.

No. Il tempo (considerato come la scadenza entro la quale ci si può opporre alla richiesta o all’atto contenuto nella Raccomandata o Pec) parte solo dal momento della consegna della missiva ovvero del tentativo di consegna ovvero del deposito nella casella di posta privata Pec.

Quanto sopra smentisce che Con la PEC nasce una forzatura per la quale i destinatari sono parte debole, e sono loro a preoccuparsi di leggerla continuamente (da sempre i destinatari hanno l’onere di tenersi informati recependo quanto ricevuto) pertanto se i gestori offrono, gratis o a pagamento, servizi di notifica su indirizi aggiuntivi, in genere quelli normali aziendali dell'utente è solo per comodità e facilitazione.
Leviathan883? La non pubblicazione del mio commento mi darà conferma ;-)
Buon lavoro Paolo.
Chiedo scusa, ma qual è l'avvocato che scrive mail, per di più PEC, alle undici e rotte di sera, SABATO sera!, per un cliente?... E quanto gli costa?...
susinamorta ha commentato:
Per la legge italiana, almeno quella che la istituiva non so gli aggiornamenti, la PEC può solo inviare e ricevere PEC altre configurazioni sono illegali.


No, non è illegale.
Semplicemente non ha valore legale e non è opponibile nei confonti di terzi; è cosa diversa.

Va precisato che il sistema PEC è valido in Italia ed è utilizzabile tra soggetti (pubblici/privati) che abbiano un indirizzo di PEC attivo in Italia.
Non si dimentichi però che la PEC italiana è un sistema precursore, che delegazioni estere stanno studiando questo sistema con l'intenzione di adottarlo ed estenderlo, formulando un regolamento tecnico unico europeo.
Per lampo13:
"Ma ad un cittadino Svizzero, residente in Svizzera, della Costituzione italiana che gliene frega?"
---
Ottima domanda.
Anche lasciando perdere la Costituzione (non mi pare sia stata invocata) qui il problema è che prima cosa il reato contestato da un cittadino non svizzero verso un residente in CH deve essere contemplato nel codice penale svizzero. In caso contrario il reato non sussiste. Metti per esempio che un cittadino saudita si inalberi perché Paolo pubblicamente inneggia al consumo di carne suina ed al consumo di di bevande alcoliche (birra) in occasione di frequenti mitiche grigliate in quel del maniero digitale. In Arabia Saudita sarebbe (è) reato, in Svizzera no. Quindi ... amen.
Se passiamo a reati contemplati in entrambi i codici penali (nell'ipotesi: ITA e CH) come potrebbe essere la diffamazione o l'ingiuria (tanto per dire) il successivo passo è stabilire chi è competente dal punto di vista territoriale. Dove si è originato il reato. In Italia o in Svizzera?

Nel caso di Paolo, aver pubblicato o non pubblicato un testo è da collegare alla residenza effettiva di Paolo (CH) o eventualmente (ma è da verificare) alla residenza fisica del server. Se il presunto reato si è originato in Svizzera è questo paese che deve allestire un processo, secondo me. Il legale italiano deve quindi chiedere una rogatoria, appoggiarsi ad uno studio legale svizzero, aprendo una procedura legale in Svizzera.
Paolo dovrebbe dormire sogni tranquilli, dato che ben difficilmente il legale italiano potrebbe aprire un caso presso INTERPOL (mandato di cattura!!!! :-))e creargli difficoltà in caso di passaggio alla frontiera CH-ITA.
Insomma, Paolo non mi pare che abbia da preoccuparsi. È ben tutelato da un sistema legale solido e da uno stato di diritto che funziona.
Brazov,

ho respinto il tuo commento (per via della prima parte). Per i punti successivi: 2. Non lo so e non ci perdo il sonno 3. Scuse accettate, figurati. Birra per tutti.
Non capisco una cosa, se cercassi di capire cosa sia 'sto PEC dai commenti precedenti, direi che è una e-mail che funziona come una raccomandata con ricevuta di ritorno, ma da come ne parlate sembrerebbe una sorta di biglietto verde o arancione del Monopoli.
E Come No, tutti,

ricordo le regole di moderazione. Se un vostro commento non compare, chiedetevi perché e magari riformulatelo. Grazie.
Il mio commento è: LA GENTE STA MALE! :D :D :D
La storia più avvincente dell'estate. Aspetto il seguito
Clap Clap (Applausi)
Sì sì le conosco le ragioni di chi difende la PEC, e le raccomandate.
Ignorano sempre il fatto che esistono interi paesi, che non mi sentirei di definire arretrati, dove queste robe burocratiche non solo non esistono ma sono considerate assurde.
Io vivo in uno di questi dove, pensa, non esiste manco il certificato di residenza, figurati la PEC (e nonostante questo riesco a comunicare ufficialmente con il locale ufficio delle tasse - penzanpo')
Paolo Attivissimo sappi che ti voglio bene!!! :-) :-)
Da te trovo la dose quotidiana di intelligenza necessaria a sopravvivere.
Se ti porta in tribunale, sarebbe un perfetto esempio di lite temeraria, sai quanto ci tiri su per mantenere il blog? Altroché le donazioni! ;)
A questo punto credo che la pagina wikipedia sull'effetto Streisand sarà a breve aggiornata con un nuovo esempio.
Quando pensi di averle viste e sentite tutte, qualcuno riesce sempre a stupirti. Soldi buttatissimi, comunque, quelli forniti all'avvocato. Avrebbe fatto meglio a comprarsi un dominio e scrivere/predicare in rete quello stracavolo che gli pareva... Sul tuo blog siamo in casa tua, e tue sono le scelte su chi ospitare e come.
La PEC ha valore legale solo ed esclusivamente tra due caselle PEC. Da una casella PEC posso scrivere ad una casella di posta elettronica "normale" anche se non ha valore legale. Da una casella di posta elettronica non si può scrivere verso una casella PEC. Se un avvocato non sa queste cose, meglio che mandi una Raccomandata con ricevuta di ritorno. Veronica
Ma è fantastico. Adesso scrivo una lettera al Corriere e poi se non me la pubblicano gli faccio causa
se fossi in te Paolo inizierei a cercarmi un avvocato. Tramite rogatoria internazionale potrebbero contattare l'interpol e chiedere l'estradizione in Italia. Rischi molti anni di galera.
@Caleb

Voglio sperare che un avvocato non si presti a una maxitrollata usando la PEC dello studio.
L'avvocato, con un cliente pagante, la causa la prova lo stesso. Tanto lui "vince" sempre.
Capisco poco il senso Delle lettere a difesa "personale".
Comunque domani, quando riapre l'ufficio vedremo le risposte, credo.
Abilitare una casella pec per ricevere da non pec è semplice e non richiede particolari competenze tecniche. Io preferirei consultare un avvocato che sappia farlo. Ma ovviamente questo non mette in discussione le competenze tecnico giuridiche che appartengono a un altro compartimento culturale.
Ecco quali erano i reati che hai compiuto in Italia (vedi articolo precedente): ingiuria e diffamazione, ora il cerchio si chiude! È per questo che sei scappato in Svizzera come rifugiato, mi pare tutto chiaro. Resta solo un'unica domanda a cui rispondere: come spendi i 35 CHF al giorno che ti dà la Boldrini svizzera? XD
Posso fare ancora una domanda da ignorante (estremamente ignorante, in quasi tutto direi)? Come mai non hai fatto rispondere dal tuo legale?
Questo mi ricorda qualcosa.
Tre anni fa, insieme ad un mio amico, avevamo aperto una pagina FB satirica con cui ironizzavamo su una certa categoria professionale: non facevamo nomi, non attaccavamo nessuno in particolare, ma semplicemente prendevamo in giro alcuni modi di fare di tale categoria, di cui peraltro pure noi facevamo parte.
Qualcuno non l'ha presa bene e, usando una serie di profili falsi, ha iniziato a fare una campagna far chiudere la pagina. Noi siamo risaliti, in maniera peraltro molto semplice, al profilo reale e abbiamo cominciato a pubblicare meme e battute su di lui...ovviamente nessun nome, niente che lo rendesse riconoscibile o identificabile, ma era qualcosa per fargli capire "sappiamo chi sei, smettila di rompere le scatole. In ogni caso se ti offendi per queste cose, vuol dire che ti abbiamo beccato".

Peccato che dopo qualche giorno, uno degli admin (le cui identità erano segrete, ma lui si è fatto sgamare in un modo alquanto ridicolo) ha ricevuto una telefonata proprio dall'avvocato di questo tizio, il quale minacciava la solita denuncia alla postale se non avesse chiuso la pagina. Oltretutto questo sedicente avvocato aveva detto un po' di castronerie, tra cui quella che aveva scoperto il nome dell'admin tramite l'IP dei post (?????????), ma alla fine, visto che avevamo chiaramente a che fare con uno psicopatico/psicolabile, di comune accordo l'abbiamo chiusa. In fondo per noi era solo un hobby, mentre per quell'imbecille probabilmente è stata una vittoria di cui vantarsi con chissà chi.

Perchè vi ho raccontato questa cosa? Per dimostrare che gli avvocati, pur di tenersi buoni i clienti, fanno qualsiasi cosa. Finchè si tratta di fare telefonate, mandare mail o minacciare denunce con presupposti blandi, per loro non costa nulla: sanno già che nella maggior parte dei casi, chi è dall'altra parte si farà intimorire (o comunque non ha alcuna intenzione di partecipare ad un contenzioso legale, come nel caso da me citato). In questo modo il cliente è contento.
Ma se si deve passare ai fatti, con tanto di atti, spese e sbattimenti vari allora è facile che l'avvocato tiri fuori le "noccioline" e dica al suo cliente di ripensarci, soprattutto se c'è il forte rischio di perdere e fare la figura dei fessi.
E' un modno difficile
Io son stato minacciato di querela da un tizio (avvocato iscritto all'ordine) perché l'ho bannato da un gruppo FB e ho cancellato i suoi commenti "violando de facto la libertà di parola che la Costituzione gli garantisce"...
Seguo perché è tutto bello,bello,bellissimo e questo avvocato potrebbe cambiare la giurisprudenza di Internet qualità avesse ragione.
O anche no.
In ogni caso il valore internazionale di queste diffide è quello che mi lascia più confuso. Ma che senso ha diffidare un cittadino che risiede e agisce all'estero su un sito estero ? Poniamo che il caso fosse diverso e vi fosse realmente una parte lesa, che titolo potrebbe avere una denuncia ? Dovrebbe farla ad una procura svizzera o californiana ?
(Spesso i miei commenti non arrivano perché istintivamente premo "esci" e non "pubblica"), stupido io però ...
Tutto ciò è tanto magnifico quanto paradossale, ma è anche indice di quanto poco si conoscano le regole del web, sebbene ci si viva ogni giorno. Un po' mi ricorda quando i venditori di eBay querelavano per le recensioni negative
Maria Luigia,

Come mai non hai fatto rispondere dal tuo legale?

Alle undici di sera di sabato? :-)
debora renzi,

se fossi in te Paolo inizierei a cercarmi un avvocato. Tramite rogatoria internazionale potrebbero contattare l'interpol e chiedere l'estradizione in Italia. Rischi molti anni di galera.

Stai scherzando, vero?
Ragazzi, suvvia, non prendete sul serio gli avvocati.
In italia la laurea in giurisprudenza è idiot proof, e dopo un paio d'anni di tirocinio (portar caffè e far fotocopie a titolo gratuito o quasi presso un iscritto all'ordine) si diventa avvocati. Ne abbiamo uno ogni 600 abitanti, mediamente con competenze risibili.
Per cui Paolo stai tranquillo, lasciali abbaiare alla luna, e divertiti pure a percularli pubblicamente.
Se ti portano in tribunale, quando il giudice avrà finito di ridere, chiedi la condanna alla rifusione, oltre alle spese di soccombenza, di quelle per lite temeraria.
Non hai messo nomi e non hai diffamato nessuno. Fintanto che vi è libertà di stampa non ci sono problemi. L'avvocato sta lavorando. Anche se è un complottaro a chiedere una battaglia alla SCJ ci sta che l'Avv. lo difenda perché semplicemente paga. Come andare in un ristorante e mettere il formaggio sugli spaghetti ai frutti di mare. Non è una cosa idonea ma finché paghi va bene tutto XD
Andrea A, figurati che io non ho proprio un account Facebook. Oltre a beccarmi del troglodita da tutti quelli che lo sanno, rischio de facto una condanna atroce in tutte le Nazioni dove vige la liberta' di espressione perche' cosi' limito quest'ultima. (Beh, dove vivo puoi in effetti pubblicare quello che vuoi senza censura ma ben consapevole delle conseguenze). Baci a tutti, anche agli avvocati.
Sembra proprio "condotta temeraria"
"Ma se si deve passare ai fatti, con tanto di atti, spese e sbattimenti vari allora è facile che l'avvocato tiri fuori le "noccioline" e dica al suo cliente di ripensarci, soprattutto se c'è il forte rischio di perdere e fare la figura dei fessi"



Ecco, questo non mi convince: ci sono avvocati che si ritrovano a patrocinare le cause più strane - d'altronde, è un mestiere per cui sono pagati anche se perdono (dove per loro cambia poco se a pagare è il cliente coi soldi suoi o quello stesso cliente, sempre coi soldi suoi, che però in un futuro più o meno lontano sarà risarcito dalla controparte)



Questa faccenda del "fare la figura dei fessi" quando si viene pagari per farlo è decisamente sopravvalutata
"qual è l'avvocato che scrive mail, per di più PEC, alle undici e rotte di sera, SABATO sera!, per un cliente?"



Uno che esce poco. O magari il cugino del cliente...?



Ps:

Massì, dài: debora renzi scherza per forza...!
"Chiedo scusa, ma qual è l'avvocato che scrive mail, per di più PEC, alle undici e rotte di sera, SABATO sera!, per un cliente?... E quanto gli costa?..."
Magari è un amico del "cliente".
Non so il nickname dell'utente e quindi potrei essere smentito, ma a questo punto mi viene da pensare che l'utente è l'avvocato.
Quindi se un avvocato ti diffida dal non pubblicare, potremmo chiedere ad un altro avvocato la diffida dalla pubblicazione. Due forze opposte che si annullano potrebbero creare una singolarità spazio tempo ed il blog verrebbe inghiottito da un buco nero. :)
@il cane di jack
Abilitare una PEC per ricevere email normali, è la cosa più semplice del mondo. :)
È sufficiente andare nelle opzioni a applicare la spunta (server Aruba, casella da 5€ annui. La mia).
La mancata pubblicazione di un mio commento mi dà la conferma che ci ho azzeccato :-)
Ora valuterò se rivolgermi al mio legale per reagire a questa censura :-D
Sono combattuto se il comportamento dell'avvocato verso il suo cliente si possa definire etico. Da un lato, penso che un professionista con un minimo di buon senso avrebbe sconsigliato di intraprendere una battaglia simile. Dall'altro, penso che essendo l'Italia quello che è non sia completamente assurdo trovare un giudice che gli dia retta...

Chiedo ai più esperti. Realisticamente, quanto potrebbe chiedere un avvocato per portare avanti una battaglia del genere..?
Una bella documentazione che parte da un nulla pseudolegale scatenato da un "principessa sul pisello" (fiaba https://www.andersenstories.com/it/andersen_fiabe/la_principessa_sul_pisello )
Per chi si stupisce delle "stranezze" di certi utenti: ma siete mai stati ad una riunione di condominio?
Si Paolo, guarda che all'interpol stanno già mobilitando l'ispettore Zenigata per venirti ad acciuffare.
Attendo sviluppi :D :D
Ma in che mondo vive questo? Anche l'avvocato non mi pare troppo furbo, veramente pensa di essere dalla parte del giusto?
Paolo, vedo che non hai voluto mettere nessun riferimento all'articolo e ai commenti in questione per evitare un accanimento dei commentatori che potrebbe facilmente sfociare in offese inutili. Mi chiedo una cosa però: il tizio usava nome e cognome pubblicamente commentando il tuo articolo oppure usava un nickname? Perché se avesse commentato in maniera anonima tutto avrebbe ancora meno senso.. non che ne abbia se avesse usato nome e cognome naturalmente
Discostandomi dal caso pratico descritto in questo articolo, conosco una barzelletta sugli avvocati che chiaramente ha il solo intento di far sorridere.
- Un signore ha un bell'albero di arance ma alcuni frutti propendono verso il terreno del vicino, oltrepassandone il confine. Ovviamente questo signore pensa che tutti i frutti siano i suoi. E li vuole custodire.
- Il suo vicino pensa che i frutti che propendono sul suo terreno, oltrepassandone il confine, gli appartengano. E li vuole custodire.
- Il padrone dell'albero va da un avvocato per manifestare le sue ragioni. L'avvocato, che ha accanto suo figlio, gli dice di non preoccuparsi e che lui ha pienamente ragione: vinceranno sicuramente la causa.
- Il vicino del padrone dell'albero va senza saperlo dallo stesso avvocato per manifestare le sue ragioni. L'avvocato, che ha sempre accanto suo figlio, gli dice di non preoccuparsi e che lui ha pienamente ragione: vinceranno sicuramente la causa.
- Quando lo studio è vuoto, il figlio chiede a suo padre:- Papà, come è possibile che hai dato ragione a entrambi?
- E il padre, prontamente:- Sciocco, non hai ancora capito che l'albero è diventato nostro?
Scusate, ma per assurdo con il "Cass. pen. Sez. V, 25-02-2016, n. 12536." possiamo far chiudere facebook?

Tutto ciò è BELLISSIMO.

Paolo, dicci poi dove ti rinchiuderanno, così ti porto almeno arance!
Scherzi a parte in bocca al lupo per questa storia, anche se so bene che te la caverai alla grande ;)
Ben fa l'avvocato a richiamare i doveri del blogger, che sono quelli di un qualsiasi editore: equidistanza e concessione del diritto di replica. Rispondere "il blog è mio e faccio come dico io" è segno di immaturità e disprezzo delle regole.
Ciao Paolo,
non sono un esperto o forse già tu fai allo stesso modo: Sul mio sito feci inserire, fra le note legali, che avrei denunciato alla polizia postale ogni messaggio che avessi ritenuto non veritiero, lesivo etc. fornendo tutte le informazioni in mio possesso che la polizia avesse ritenuto utile. Cosa che abitualmente faccio e ottengo sempre risposta (generalmente sono mittenti già noti alle autorità competenti).
Detto questo, come già altri hanno osservato, la categoria degli avvocati tende a monetizzare ... finché il cliente può pagare.
Buona giornata.
@LC in realtà alla base del citato "Cass. pen. Sez. V, 25-02-2016, n. 12536." i giudici pare abbiano ritenuto che i blog non si configurino come testata giornalistica, quindi da una parte pare che non siano soggetti a rispettare "equidistanza e concessione del diritto di replica" e dall'altra non possono godere delle libertà di stampa garantite dalla costituzione e sarebbe quindi possibile operare un sequestro preventivo in caso di diffamazione, tipo.
[quote-"LC"]Ben fa l'avvocato a richiamare i doveri del blogger, che sono quelli di un qualsiasi editore: equidistanza e concessione del diritto di replica. Rispondere "il blog è mio e faccio come dico io" è segno di immaturità e disprezzo delle regole.[/quote]
Quali regole? Non credo esista una legge che obbliga al diritto di replica. Anche perché pubblicare commenti offensivi è anche un rischio, visto le numerose cause intentate contro blogger che avevano pubblicato commenti diffamatori. Quindi, in nome del buon senso e dei termini sui commenti, può rifiutarsi di pubblicare qualsiasi commento.
Io ho la vaga idea che sia frutto di un libro che ha fatto tanti tanti danni in Italia...l'avvocato nel cassetto...staremo a vedere.
Avvocato LC, sta cercando di aprire una scatola di vermi?
Il mondo è meraviglioso. Grazie per questa perla, che resterà negli annali della rete, Paolo.
@LC

Passi ancora il diritto di replica... per quanto esso NON si applichi ai blog e sia limitato al caso in cui chi replica sia stato direttamente coinvolto nella questione (non esiste alcun "diritto di commento").

Ma equidistanza... seriamente? quindi ritieni l'editore del "Manifesto" o di "Hurrà Juventus" debbano PER LEGGE essere equidistanti rispetto alle diverse opinioni politiche o calcistiche?
Nel 2016, la Corte di Cassazione si è espressa al riguardo, sentenziando che i blog sono soggetti agli stessi doveri di una testata giornalistica, senza tuttavia godere delle stesse tutele. E siccome l'art. 8 della vigente legge sulla stampa 47/1948 impone il diritto di replica, qualsiasi avvocato neolaureato non farà fatica a far sanzionare il blog in questione per aver negato un diritto in vigore da circa 70 anni. Che la claque qui presente si dia pace.
@Andrea
a questo punto mi viene da pensare che l'utente è l'avvocato.
Può darsi che mi sbagli, ma credo non sia difficile riuscire a risalire a chi ha montato questa storia. E leggendo i suoi messaggi direi che il suo è proprio un linguaggio "avvocatesco".

Un avvocato che scrive il Sabato sera ... seee, come no.
Questa qua è suo cognato che lo aveva li a cena e gli ha sfrantegato i maroni con sta storia ed ha dovuto pure sorbirsi il timballo opossum di sua moglie, lo ha fatto perchè altrimenti non se ne sarebbe più liberato !
LC,

Ben fa l'avvocato a richiamare i doveri del blogger, che sono quelli di un qualsiasi editore: equidistanza e concessione del diritto di replica. Rispondere "il blog è mio e faccio come dico io" è segno di immaturità e disprezzo delle regole.

A parte il fatto che il contestante ha già avuto ampio spazio di replica, se tu sapessi cosa c'è nell'ennesima "replica" che vorrebbe obbligarmi a pubblicare scoppieresti a ridere. Se non la pubblico, è anche per il bene del contestante. Se vuoi parlare di immaturità, considera anche questo.
Scusa Paolo, ma hai verificato che questo sedicente avvocato esista veramente?
Quindi avere regole di moderazione e termini di servizio a norma in un sito e farli rispettare è un segno di immaturità. Mentre il diritto di replica (ovviamente pensato per i blog nel 1948 e, ricordiamo, «purché le dichiarazioni o le rettifiche non abbiano contenuto suscettibile di incriminazione penale») equivale al diritto di intimidire, minacciare e diffamare senza fine fino al rischio di querela. Perfetto.
Quando mandate quelli l'interpol a casa di Paolo, ricordate loro di portare altri popcorn.
Uhm... LC... che usa termini come "claque"... Massimo! Qual buon vento!!!
...provo ad indovinare le iniziali del sedicente avvocato: L e C.
;)
tutto questo è estremamente bello, il tipo chiunque sia e quello che lo difende (tal LC, luogocomune?) mi sta facendo passare una giornata meravigliosa...
Poi parliamoci se per sbaglio è stato effettuato un reato, è stato effettuato su una piattaforma americana da un cittadino svizzero serve una rogatoria internazionale e tanto tempo per perseguirlo, quindi dire che paolo dorme fra 30 o 40 guanciali in piuma d'oca pregiata.
Paolo magari questo spezzone ti interessa, si parla proprio del caso di giurisprudenza in questione (12536)
(qui il link al testo completo: http://www.forumiuris.it/diffamazione-inammissibile-provvedimento-cautelare-inibitorio-contenuti-diffamatori-testata-giornalistica-line/)

"Deve infine rilevarsi come la sentenza delle Sezioni Unite Penali, che in larga parte ha ispirato il percorso motivazionale dei colleghi civilisti, aveva escluso che godessero di analogo trattamento garantista anche i nuovi mezzi di manifestazione del pensiero destinati ad essere trasmessi in via telematica quali forum, blog, newsletter, newsgroup, mailing list e social network, in quanto non registrati e non aventi un Direttore responsabile, non rientrano nel concetto di stampa.

Tali mezzi di comunicazione infatti, pur essendo espressione del diritto di manifestazione del pensiero, non possono godere delle garanzie costituzionali relative al sequestro della stampa.

Sulla base di queste argomentazioni, la Cassazione Penale, con successiva sentenza n. 12536/2016, ha ritenuto legittimo il sequestro preventivo di un sito, qualificato come blog, che era stato utilizzato per commettere il reato di diffamazione, in quanto mancavano gli elementi necessari a qualificare lo stesso come una testata giornalistica telematica, non rilevando in senso contrario la natura dell’attività informativa svolta dal sito medesimo, né la circostanza che il gestore fosse iscritto all’ordine dei giornalisti."

Non mi pare si parli di diritto di replica. In quanto alla diffamazione dubito possa essere presa in considerazione, qualsiasi "danno d'immagine" il querelante pensa di avere subito è merito dei suoi commenti e non delle tue repliche.
io sono Admin di un gruppo di facebook. Quello che accade in quei posto soloddiolosà.
Indipercui scrissi una NETIQUETTE (https://www.facebook.com/notes/italiani-ad-amburgo/netiquette/10153365659840011 ) la cui regola numero uno è
"Questo gruppo non è pagato dallo Stato ma è PRIVATO. Nato da un gruppo di 14 amici, appartiene ora ai mila e spicci membri iscritti. Ciò non toglie che noi amministratori (come in ogni gruppo facebook) ci riserviamo il diritto di fare, disfare, accettare e bannare chi consideriamo adeguato o inadeguato e non ne rispondiamo ad altri che alla nostra coscienza e una autoregolamentazione internòs, parte della quale puoi ora leggere qui di seguito.".

Leggasi: nel blog e nei gruppi facebook vale il "(qui e solo qui, per carità!) IO SO IO E VOI NUN SETE UN..." :-D
Scommetto che si tratta del troll che voleva avere ragione sul fatto che "po'" si scrivesse con l'accento invece dell'apostrofo.
Sono anch'io dell'idea che l'avvocato non esista e stia facendo tutto lui, perché già mi viene difficile capire come ci sia gente così sfigata da divertirsi facendo i cretini su internet, ma che addirittura oltre a perdere tempo arrivino a buttare soldi inutilmente mi sembra troppo pure per questi livelli. Anche perché il tipico leone/Napalm51 da tastiera ("stavo per...") non chiamerebbe un avvocato nemmeno se avesse ragione. Non hanno mai fatto nessun'azione concreta e non cominceranno di certo oggi.
@berto per me sono C e L le ha invertite per metterci sulla cattiva strada...
Rettifico il mio precedente commento: LC ha ragione nel dire che il diritto di replica si applica anche ai blog.

Ma per l'appunto si tratta di diritto di replica, non di commento.
Se io scrivo nel mio blog che Tizio ha fatto qualcosa, Tizio ha il diritto di replicare. Ma certamente non hanno diritto Caio e Sempronio di esprimere la loro opinione al riguardo.

Ora, dal momento che Paolo non ha certo tirato in ballo l'utente in questione in alcuno dei suoi recenti articoli, non si capisce a quale diritto di replica egli si appelli. Tanto più che nel commentare l'utente in questione non si identifica con nome e cognome ma con un nickname, impossibile quindi da collegare alla sua reale identità.
Ancora non riesco a capire che potere abbia 'sta PEC...

Da come la state descrivendo sembra che potrebbe essere usata per costringere qualcuno a far la doccia ad un'ora convenuta con la finestra del bagno aperta, e se cerca di limitare la visuale la polizia glie lo farà rimpiangere.

Mi sembra qualcosa del tipo: "è illegale staccare il telefono dal muro o scollegare i fili del campanello di casa"
Forse perché ho a che fare con gli avvocati molto spesso per lavoro (non perché mi querelano un giorno sì e l'altro pure :-) ) e devo dire che non sono quei "mostri" senza scrupoli come ho letto qui.

Probabilmente il mio giudizio è influenzato dal fatto che il rapporto con loro non è occasionale, oppure si comportano diversamente perché ci si avvale di loro con regolarità, ma, solitamente, sono i primi a sconsigliare un ricorso o di intentare causa se si ha torto o se le probabilità di vittoria sono basse o,ancora, si finirebbe con una vittoria di Pirro.

Ovvio che se il mio capo insiste, loro procedono ma è la stessa cosa di chiedere a un carrozziere di verniciare la propria auto color fuxia, i cerchi giallo acceso e rifare gli interni color verde.

Il carrozziere ti può sconsigliare ma se insisti e paghi (in questi casi mi farei pagare in anticipo: non si sa mai :-D ) lo farà.
ahahahahahaha preparo i pop-corn e aspetto con ansia gli aggiornamenti XD
@Puffolottiaccident
Ancora non riesco a capire che potere abbia 'sta PEC...

Come hanno detto altri, si tratta di un servizio elettronico di recapito certificato. Una raccomandata, insomma, con la subdola peculiarità per cui, anche se non aperta e non letta, la notifica è perfezionata con la ricevuta di consegna del destinatario, un messaggio automatico e firmato digitalmente con all'interno la copia del messaggio inviato.

Con le raccomandate, invece, bisognava firmare la ricevuta per far valere la notifica. Se non ti facevi trovare diventava difficile notificare.

A quanto pare anche in Europa hanno intenzione di introdurre qualcosa di analogo, si chiamerà REM (o qualcosa del genere).
aspetta aspetta la so!
non esiste nessun avvocato, in realtà è lo stesso sfi...complott...commentatore che si è spacciato per avvocato per farti cancellare il post XD
"ricordo le regole di moderazione. Se un vostro commento non compare, chiedetevi perché e magari riformulatelo."

Che, che. Se un mio commento non compare ti faccio causa, mi pare chiaro. Adirò le vie legali, anzi, anche le piazze legali, tramite PEC (inviate nel weekend, così contano di più).
Come disse una volta Enrico La Talpa:
Ecco il problema degli Avvocati... Si riproducono.
Ma io mi chiedo come? Per Osmosi? Duplicazione?
Paolo, l'ipotesi che il commentatore astioso e il suo "avvocato" siano la stessa persona, mi pare un po' più di una ipotesi... per il tono e la tempistica delle mail del "legale" e perchè ad un nuovo intervento di quest'ultimo a dare un qualche seguito alla sua minacciosa mail contenente lultimatum ha invece fatto seguito una serie di interventi del "cliente", un po' come se avesse tentato di intimidirti, minacciandoti di adire alle vie legali, poi frustrato dalla tua reazione abbia ceduto all'isteria e sia passato ad un attacco più scomposto e delirante
Guastulfo (Giuseppe) ha commentato:
[…]
Con le raccomandate, invece, bisognava firmare la ricevuta per far valere la notifica. Se non ti facevi trovare diventava difficile notificare.


Ripeto:
con una Raccomandata (cartacea) non è indispensabile che il destinatario firmi per ricevuta affinché la notifica sia valida.

In caso di irreperibilità all’indirizzo o di rifiuto ad accettare la Raccomandata viene inviato avviso di giacenza presso l’ufficio postale di zona.
Trascorso il prescritto periodo di giacenza di trenta giorni solari la Raccomandata viene resa al mittente, il quale mittente (che sia un privato cittadino oppure un ente pubblico o un’azienda) potrà a questo punto considerare la Raccomandata come validamente consegnata e notificata al mittente a tutti gli effetti e potrà agire come meglio crederà con tutto quello che ne può conseguire.

Ben pochi i motivi validi per il rifiuto ad accettare:
- nominativo e/o indirizzo errati o incompleti o fuorvianti;
- mittente ricoverato in ospedale in stato di incoscienza;
- decesso del mittente;
- cose simili.
Ho già tirato fuori birra e pop-corn :-)
Ma perché hai cancellato le ultime mail di questo simpaticone? Non potevano venire utili in seguito?
Ma no, che pirla, mi sono già dato la risposta da solo (credo) :-D
Tanta stima per la pazienza e la competenza che hai <3
Torno brevemente sull’argomento Pec, la sconosciuta (e forse per questo anche un po’ vituperata) entità.

La Pec mi ha evitato più volte noie e potenziali discussioni in occasione di accordi verbali riguardanti lavori da svolgere:
dopo esserci accordati verbalmente, io e il cliente, su come svolgere un incarico, un lavoro, io invio una Pec al futuro cliente scrivendo più o meno
“caro cliente ieri ci siamo accordati verbalmente sull’incarico che mi hai affidato per fare questa cosa in questo modo, ti descrivo il lavoro che effettuerò a queste condizioni -quantità-prezzo-termini e scadenze di consegna e di pagamento-”;
ti informo che inizierò il lavoro trascorsi otto giorni da ora. Ciao”.

Si chiama accettazione di incarico d'opera o a fare.

A questo punto l’incarico, da verbale che era, in pochi minuti si è magicamente trasformato in un incarico scritto, sottoscritto e accettato da ambo le parti, pienamente valido anche davanti al dio dei contratti.

A meno che il cliente non mi scriva entro gli otto giorno stabiliti, rifiutando l’accordo. Nel caso avrò evitato una potenziale possibile fregatura.

Ora però l’argomento è abbastanza fuori dal contesto iniziale; forse è bene non disturbare più chi ci ospita.
Se ho ben capito il commentatore é anonimo. Come si fa a diffamare un anonimo, come dice l'avvocato nella lettera di diffida? É una cosa assurda. Nessun avvocato (ma direi anche persona con sale in zucca) può fare un'affermazione del genere.
Sarebbe bellissimo fare così:

- il commento viene pubblicato
- la nasa, l'esa, l'oms/who o tutti quelli accusati di complottismo fanno causa al tizio per diffamazione
- tutti ridono


Il problema è che quelle organizzazioni non hanno il minimo interesse a mettersi a far causa ai minchioni del web. Mi sa che i dettagli di questa storia rimarranno custoditi nel pc di PA foreva'.

Consiglio: non cestinare le email che ti mandano come hai scritto, potrebbe servire per sputtanarlo ulteriormente.


-pokerissimo-from-reddit
Non so se il misterioso commentatore e l'avvocato sono la stessa persona... ma so per certo che il commentatore è a sua volta avvocato, o per lo meno ha studiato per diventarlo. Il che spiega comunque la particolare "vicinanza" fra le due figure.
@Granmarfone

Per come la hai messa pare uno strumento unilaterale.

Cosa mi impedisce di provare a vendere lattine vuote di africola al prezzo di una Ferrari mandando una raccomandata con ricevuta di ritorno?
Scusa se ripeto per la terza volta che non capisco, ma proprio non capisco.

Cioè, se io mando a Pinco Pallino una raccomandata che dice: "Ti venderò una lattina vuota a 10'000 euri, a meno chè tu non sposti mari e monti per tappare questa carta che tieni in mano." avendo cura di beccarlo in un momento difficile (Z.B. 3 settimane di vacanza)... Se lui non va di corsa dal gran bafuku di Edo a dire che non è d'accordo mi becco 9994,92 eurozzi nuovi nuovi?
La cosa sta diventando surreale.

A meno che a qualche leguleio non punga vaghezza di denunciarmi per "risate sguaiate ed istigazione all'ilarità generale", continuo a godermi gli sviluppi.


Il mondo è bello perché é vario (qualcuno direbbe avariato), se qualcuno ricorda la famigerata vicenda della nipote di Mubarak...non vedo cosa ci sia di strano se qualcuno, nel sul piccolo, non si presti a patrocinare una persona giusto per tirarci fuori due soldi, sembra che sia una pratica sdoganata, sebbene una certa morale la trovi ripugnante ;-)
Stupidocane scrive:
La cosa sta diventando surreale.

A me è parsa surreale fin da subito. Peccato che Paolo Attivissimo non abbia fornito indicazioni più circostanziate circa l'articolo scritto mesi fa, ero curiosa di leggere i commenti con le ipotesi alternative scritti da questa persona, avrebbe aggiunto surreale al surreale!
Del tutto OT ... @Guastulfo (Giuseppe) commento #144 : Ho sempre sognato un' auto così ! Voglio il numero del tuo carrozziere ! :P
In generale, ma ancora di più dopo avere letto questo articolo, mi stupisce sempre come ci siano persone con una quantità di tempo libero da impiegare con altrettanta creatività, semplicemente inimmaginabile a noi comuni lavoratori mortali. ^^
Paolo, il filone dei commenti si sta esaurendo, mentre c'e' ancora molto popcorn. Eddai, pubblica 'sti commenti!
Ritorno sulla PEC per una precisazione.
L'avviso di consegna parte quando l'email è giunta nella casella postale dell'utente. Questa è lo spazio nel server di posta. Non è il client dell'utente. Con un paragone con il mondo reale è la sua cassetta delle lettere sul cancello di casa o, meglio, una cassetta postale nell'ufficio postale del comune.

Con la raccomandata cartacee il postino o l'ufficiale giudiziario tentano la consegna al destinatario (che può rifiutare) o ad altra persona (parente, vicino, portinaio. Che possono a loro volta rifiutare).
In caso di mancata consegna per un qualsiasi motivo parte un "periodo di bonus" di 10 giorni o 30 giorni, ovvero un periodo di giacenza, dopo il quale il documento si intende comunque notificato ed inizia a partire il tempo.

E' vero che spetta al cittadino tenersi informato; ma senza il periodo di giacenza, IMHO il destinatario è più debole.

Inoltre non capisco perché ci si sia inventati la PEC quando esisteva già uno standard internazionale. Infatti diversi paesi europei hanno varato la propria PEC ed ora serve ulteriore lavoro (e soldi) per definire le regole di interoperabilità tra gli stati membri.
Paolo aggiornaci!
Tutti,

non chiedetemi di pubblicare i commenti del commentatore litigioso o di identificare lui o l'articolo che aveva commentato: è chiaro che vuole ottenere visibilità sfruttandomi. Quindi non li pubblicherò, finché saranno queste le condizioni.

Inoltre, se non pubblico aggiornamenti vuol dire che semplicemente non ce ne sono. Abbiate pazienza, magari i tempi postali sono lunghi.
> se qualcuno ricorda la famigerata vicenda della nipote di Mubarak

B. era veramente convinto (almeno all'inizio) che Ruby fosse la nipote (o, più probabilmente, una parente) dell'allora leader egiziano.
In una cene ufficiale, Mubarak stesso non capiva di chi cavolo si stesse parlano...
Meglio del cinema queste discussioni!!
popcooooooooooooooooooorn
C'è una discussione su questo post su reddit dove degli avvocati stanno postando info interessanti.
Intanto lo Streisand Effect si sta allargando. Questa storia è già su Reddit.
Ciao Paolo,
Ti seguo da anni, ma non ho mai postato un commento.

Sono davvero basito da questo personaggio...non mollare mai!

Sono curioso di vedere i prossimi sviluppi!:)

Buon lavoro!
Parlando di PEC.

Non ne sono esperto ma questo e' quello che avevo capito, magari qualcuno mi puo' correggere e nel caso ringrazio:

Posta normale, ovvero la classica raccomandata con ricevuta di ritorno: non ho mai capito perche' la si consideri di un qualsivoglia valore in quanto la ricevuta prova che il destinatario ha ricevuto una busta, non il suo contenuto. Se io mando a Paolo una raccomandata con dentro chissa' cosa e mi arriva la ricevuta e poi in seguito Paolo asserisse di aver ricevuto una busta vuota, non credo ci sia alcun modo al mondo per provare che stia mentendo o dicendo il vero.

PEC (ripeto, non sono sicuro che questo sia esatto) da quel che ho capito la posta e' autenticata, ovvero se mando a Paolo una PEC con un certo contenuto e ricevo la ricevuta so che l'ha ricevuta e fin qua ok. Se Paolo non la legge ok ma se per un qualche motivo legale ci si volesse opporre a un Paolo che dice "nella PEC non c'era quello che voi dite di avermi inviato" stavolta sarebbe possibile opporsi in quanto il provider ha traccia di mail e contenuto (firmati digitalmente).

Insomma facendo un esempio banale sarebbe come se un notaio avesse consegnato una classica busta cartacea a Paolo pero' aprendo la busta poco prima di consegnarla e prendendo nota del contenuto. A quel punto e' facile provare la bugia del destinatario.

Io l'avevo capita cosi' e in questo modo avrebbe senso, e' cosi' davvero?

Invece la posta cartacea con ricevuta di ritorno non ha mai avuto senso e non capisco davvero come mai tutti l'abbiano sempre considerata una cosa sicura e legale.

Augh ho finito.
Roberto.

@Rigongia
Ho sempre sognato un' auto così ! Voglio il numero del tuo carrozziere ! :P

Se passi in Puglia, dove lavoro ci sono officine per la manutenzione di TIR, Caterpillar e simili.

Possono trasformarti l'auto in modi imprevedibili... anche per loro: non sono carrozzieri ma con i grossi escavatori fanno miracoli :-D
Proprio per questo motivo si usa la famosa raccomandata senza busta. Il timbro e gli altri dati sono sul retro della lettera ed è possibile certificarne il contenuto. Veniva richiesta dalla Rai per l'esenzione del canone. La PEC è una raccomandata senza busta che noi inviamo tramite il computer, perché il suo contenuto è certificabile. È poi il destinatario che la apre e conferma il contenuto (un contratto, per esempio).
@ Rigongia:
https://en.m.wikipedia.org/wiki/Volkswagen_Polo_Mk3%23Polo_Harlequin
Se ne trovano anche con poche centinaia di euro.
Cass. sent. n. 5397/2016 del 18.03.2016.

Esiste per la raccomandata una presunzione semplice di corrispondenza tra quanto il mittente asserisce di avere spedito e il contenuto della raccomandata.
Spetta al destinatario dimostrare che non è così.
Mah, io sapevo che la PEC era nata per semplificare i rapporti tra Pubblica Amministrazione e cittadino, ovvero dare uno strumento di comunicazione ufficiale al cittadino con la PA o tra PA diverse, ma francamente non so quanto senso possa avere tra cittadini privati. Poi è magari uso utilizzare la PEC anche così, ma francamente non ne capisco il senso. Forse un avvocato pensa di avere una funzione di incaricato pubblico, ma a lui la PEC dovrebbe servire per comunicare con gli organi di giustizia, non con altri cittadini, men che meno stranieri.
Con questo caldo grippano il cervello come motori senza olio. (cit.)
Propongo un problema simulato.

Tizio sente suonare il campanello, apre al postino, che gli dice: "c'è una raccomandata con ricevuta di ritorno da parte della Koboldo aspirapolveri"

Tizio firma, apre la busta, c'è una lettera dentro, con tutte le certificazioni ragionevoli inclusa una fotografia con il presidente dell'universo che tiene in mano la lettera, in compagnia di Optimus Prime, Capitan America e Batman, per caso tutti e 4 si trovano a casa di Tizio nel momento in cui legge la lettera. Insomma: non c'è dubbio che il contenuto è certificato. Questa parte non è un problema.

La lettera dice: "Caro Tizio. Abbiamo deciso che dovresti avere uno spazzolone Koboldo,(del valore di 30 euri. incl.spese postali). 8 giorni dal momento in cui avremo la ricevuta te lo spediremo, e se quando arriverà non lo pagherai, la polizia ti farà cacare quei 30 euri."

La domanda è, assumendo che Tizio non voglia comperare lo spazzolone Koboldo è:

Deve attivarsi, fare qualcosa per annullare la transazione?

Se archivia la missiva e non fa niente, quando arriva di nuovo il postino con lo spazzolone Koboldo, Tizio può dire: "Io non ho mai detto che ne volevo uno, J.J.Koboldo non avrà un centesimo rosso, da me." senza temere conseguenze?

Oppure se rigetta l'acquisto arrivano i carabinieri con le armi spianate e gli ringhiano: "Se non lo volevi avresti dovuto presentarti all'ufficio postale con un lasciapassare 37a, estruso. Caca i soldi o ti riempiamo di piombo!"

Scusate se continuo a ripetermi, ma si stanno accatastando descrizioni di 'sta cosa chiamata PEC che la fan sembrare uno scettro di Dio che chiunque può prendere in mano pagando una manciata di spiccioli.

Direi che è improbabile che la situazione sia così semplice, che ci sia una smagliatura tanto colossale nella legge, ma non è impossibile, nella magica repubblica democratica che è l'Italia.
Grazie alla segnalazione di Andrea, ho controllato su reddit... beh, quantomeno si può dire che il personaggio ( di cui non faccio nome benchè scritto esplicitamente sul sito) perservera e traborda. Ho riletto la discussione incriminata e devo dire che nel vuoto cosmico c'è più sostanza :) Vai tranquillo Paolo e continua così. Io, nel frattempo, metto le birre in fresco e passo alle patatine. Che i popcorn mi hanno ingolfato :D
SCOOP!
Il "diretto interessato" si è rivelato nella discussione su Reddit.
Dopo aver fatto rimuovere molti messaggi a lui sgraditi, tanto per essere coerente.
Beh, la PEC è soltanto uno strumento.
Se hai titolo per chiedere o comunicare qualcosa al ricevente, con la PEC hai ragionevole certezza (e sopratutto la legge dalla tua parte) che il messaggio venga recapitato. Attenzione, non letto, solo recapitato ma la legge ammette che la sola consegna valga come notifica. Questo avviene perchè con il cartaceo o anche con la PEC, chiunque potrebbe affermare di non aver letto il messaggio e quindi di non essere stato "notificato" della comunicazione.
Per quanto riguarda la raccomandata classica, non è corretto che dopo 30 giorni di deposito all'ufficio postale il documento venga considerato notificato; Perche ciò avvenga bisogna incaricare un ufficiale giudiziario, che consegna con la classica busta verde (quella degli atti giudiziari) e partono i 30 giorni anche in assenza di ritiro dal parte del destinatario.
Se non hai titolo di chiedere, la PEC o qualunque altro strumento non cambia nulla, la richiesta viene ignorata dal destinatario e se la faccenda va avanti per le vie legali sarà il giudice a decidere se la richiesta o comunicazione era legittima o infondata.
Caro Attivissimo siamo tutti con lei. Tenga duro. Intervengo per la questioncella dello pseudomino. Io curo il sito web del mio condominio. Alcuni condomini volevano pubblicare commenti con il nick "cane69" e così via. Non li ho pubblicati. Si sono arrabbiati e mi hanno diffidato. Ho fatto presente che il sito era una cosa seria e gli autori dovevano assumersi la responsabilità delle loro dichiarazioni. Hanno desistito. Vedrà che lei vincerà su tutti i punti di vista. Con stima.
Non so altrove, ma in Italia vige la "presunzione di ricevuta" della raccomandata. Se il postino lascia la notifica per ritirare la raccomandata alle poste è come se tu l'avessi ricevuta, anche se la persona che fa le pulizie del palazzo o il cane del vicino hanno distrutto, casualmente o no, la notifica.
La parte più interessante è però questa: "sto scrivendo il libro che ho sempre sognato di scrivere".
Che dire? Ringrazio sentitamente per l'intrattenimento e continuo con i pop-corn!
A proposito di insulti, incuriosito alle informazioni ho fatto una ricerca brevissima con google e ho trovato l'articolo su Reddit e l'articolo originale su questo blog.

L'effetto Streisand funziona perfettamente, e confermo, non è stato Paolo Attivissimo a darmi gli strumenti per trovare il vero nome dell'accusatore: è stato egli stesso a rivelarsi.

Mi colpisce come egli mostri il suo disprezzo per i commentatori di questo blog definendo "la pochezza dei contenuti" nei commenti.

La mia opinione è che ci sia un terrificante disallineamento tra quello che pretende per sé e quello che chiede per gli altri. E questa cosa, se verificata, non sarebbe affatto una cosa buona.

La mia opinione è anche che trovo tutta la sua azione su questa faccenda una estrema perdita di tempo, perché penso che tanto nessuno dei lettori di qualunque degli ormai tre spazi possa avere di lui una considerazione molto diversa da quella dalla quale lui vorrebbe fuggire tramite azioni legali.

La mia opinione è anche che spero che la legge italiana e quella svizzera siano costruite in maniera abbastanza solida e sana da aiutarlo e spingerlo a dedicarsi nuovamente a questioni costruttive.
Ok, qui il livello di cretinaggine non è a livelli eccelsi ma ci si sta arrivando.
Al di là dell'assurdità generale di questa situazione ciò che mi sorprende di più è che proprio un complottaro si lamenti del diritto di replica quando sono loro stessi in primis (tranne rarissime eccezioni) a censurare quando trovano qualcuno abbastanza paziente da cercare di spiegare loro scientificamente il perchè i loro sono deliri. Questa è gente con la quale nella stragrande maggioranza dei casi è impossibile discutere poichè ragionano per dogmi e non cambiano idea nemmeno davanti all'evidenza. In questo caso inoltre come ha specificato Paolo il diritto di replica è stato comunque ampiamente concesso e ad ogni modo non dà diritto alla pubblicazione automatica di qualunque castroneria, specie se il proprietario del blog la ritiene offensiva o lesiva nei confronti di altre persone, altrimenti non dovrebbe nemmeno esistere la moderazione. Se una cosa simile avesse anche un minimo di fondamento (cosa che non credo assolutamente) i primi che dovrebbero essere chiusi sono proprio molti blog complottari.
Et Voilà! Sgamato di brutto, nome e cognome! Ma secondo voi, la lettera l'ha scritta il legale per cui lavora o l'ha scritta lui con la mail dell'ufficio?
No, perché non sarebbe proprio proprio legale... Credo che si potrebbe configurare la fattispecie di "millantato credito", magari gli esperti in legge potranno chiarire...
Una volta ho chiesto a Paolo di non pubblicare una battuta a doppio senso (slash/backslash) che poteva offendere la sua partner radiofonica, e non l'ha pubblicata.
L'onestà di quest'uomo mi colpisce, se non pubblica c'è sempre un motivo.
3 secondi di Google per conferma, siamo ad un nuovo livello di uso di Internet...
Ah, tutte queste cose scientifico tecniche, che l'utente medio non capirebbe mai, perché non va a discuterle con i tecnici veri???
Nei siti NASA ed ESA ho sempre trovato le mail dei referenti delle varie missioni, qualche volta ho scritto e, caso stranissimo, ho anche ricevuto risposta!
Mah! ...pochezza di contenuti...
Il fatto e' che non si possono scrivere tante cose con una tastiera, peggio se touch, tenendo contemporaneamente in mano un sacchetto di popcorn da 2 kg.
@Sir Edwards, su reddit mostra anche il disprezzo verso QUEI commentatori, dicendo più o meno (riassumo per non quotare) che non si dilunga ulteriormente in spiegazioni scientifiche che tanto non sarebbero in grado di comprendere, visto il livello medio degli utenti...
Lui, evidentemente, si sente un genio incompreso dell'astrofisica (rendo merito ad Alessandro di cui non dirò il nick che con grande maestria lo porta ad esporsi, così da rendersi ridicolo credendo invece di fare un figurone...) ci si chiede quindi perché passi le giornate a scrivere atti, quindi, azzardo, segretario o al max praticante presso un avvocato, invece di scoprire nuovi mondi.
Comunque, effetto Streisand a valanga!!
Aggiungerei il fatto che, affermando di scrivere atti tutti i giorni per lavoro, rafforza l'ipotesi che le mail in tono "legale" se le sia scritte da solo, usando la PEC del suo capo, perché avevano un vago sentore di super---zola. In tal caso, sarebbe interessante se il suo capo scoprisse che bell'hobby ha il suo dipendente e che bell'uso fa degli strumenti di lavoro...
@mammina

Sono anche qui :-) e no, il mio scopo non era "portarlo ad esporsi, così da rendersi ridicolo". Volevo semplicemente capire perché si fosse imbarcato in questa crociata invece di lasciare perdere.
Peraltro le sue risposte sono estremamente cordiali (come lo erano stati i suoi interventi qui, prima che la situazione degenerasse).
Googlato l'articolo Reddit in tempo zero.

Decisamente interessante, soprattutto considerando che non avevo seguito questa vicenda, un particolare scambio dai toni pacati e ben documentato, che ritengo sintetizzi bene l'intera questione. Non dal punto di vista tecnico (i dettagli li sto ancora cercando in giro) ma prettamente psicologico.

Il doppiopesismo sottolineato qui da SirEdward in #189 e' particolarmente evidente.
30/08/2017 h. 1.16
È come leggere un thriller...ed ora come posso andare a dormire? ������