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2017/08/26

Per Giacomo Talignani di Repubblica, gli antichi scribi avevano i tablet

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Ieri Giacomo Talignani, nella sezione Scienze di Repubblica, ha pubblicato un articolo intitolato Svelato il mistero della tavoletta sumera: furono i babilonesi a inventare la trigonometria. Ne trovate una copia archiviata qui su Archive.is. In questo articolo spicca la seguente perla, segnalatami da Alessandro Ronchi:

"Il mistero enorme, finora, era il suo scopo, perché gli antichi scribi hanno svolto il complesso compito di generare e ordinare i numeri sul tablet.

Per gli increduli, lo screenshot, che include il seguito del paragrafo: “La nostra ricerca rivela che Plimpton 322 descrive le forme di triangoli ad angolo retto usando una nuova tipologia di trigonometria basata su rapporti, non angoli e cerchi. È un lavoro matematico affascinante che dimostra un indubbio genio" concludono i ricercatori.”


Ho segnalato pubblicamente a Repubblica questo momento di grande giornalismo, ma non è servito a nulla: il tablet è ancora lì.

Come è possibile che un giornalista pensi che gli antichi scribi avessero i tablet? Bisognerebbe chiederlo a Talignani, ma un indizio è forse questo virgolettato straordinariamente simile presente in un analogo articolo del Guardian e in molte altre fonti online:

“The huge mystery, until now, was its purpose – why the ancient scribes carried out the complex task of generating and sorting the numbers on the tablet. Our research reveals that Plimpton 322 describes the shapes of right-angle triangles using a novel kind of trigonometry based on ratios, not angles and circles. It is a fascinating mathematical work that demonstrates undoubted genius.

Ho segnalato anche questo a Repubblica. Silenzio.

21 commenti:

Luca Brunori ha detto...

In effetti affidando il testo del Guardian a Google traduttore la parola "tablet" rimane così, non viene tradotta. Ma almeno rileggere prima di pubblicare ...

Mattia Bulgarelli (K. Duval) ha detto...

Sarò puntiglioso io, ma anche "triangoli ad angolo retto" invece di "triangoli rettangoli" come si insegna alle elementari è una dicitura ben strana, in italiano. O_o

frankbat ha detto...

E poi si lamentano se li chiamiamo giornalai e non giornalisti...

giubbe ha detto...

Definirlo giornalismo spazzatura solo per aver usato tablet mi sembra un po' esagerato. L'articolo, seppur impreciso o incompleto, è vero e quello è un refuso dall'inglese table che ha colpito anche i tag di sciencedirect. Hai ragione, invece, a sottolineare come il giornale non corregga tale evidente errore.

Daniele A. Gewurz ha detto...

Certo, di fronte al “tablet”, il resto impallidisce, ma se il signor Talignani fosse stato sveglio in quarta elementare saprebbe che i “triangoli ad angolo retto” vengono chiamati comunemente triangoli rettangoli.

Luigi Rosa ha detto...

Svelato anche il mistero di come i Babilonesi siano riusciti a sconfiggere gli Assiri: hanno indovinato le password dei tablet.

Il Lupo della Luna ha detto...

Quando usi Google Translator succedono anche queste cose :D

Anche "triangoli ad angolo retto" è evidentemente una traduzione automatica. Facile fare i giornalisti così, può farlo chiunque.

rico ha detto...

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⦹ ⦺ ⦻ ⦼ ⦽ ⦾ ⦿ ⧀
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Riservato, all' attenzione
di Ramsete II 🍱

Caleb ha detto...

L'han corretto a quanto pare.
BTW, ho notato che da un po' di tempo Repubblica non permette più di commentare gli articoli a tema scientifico, chissà come mai :-)
Al massimo ti permettono di commentare i video a tema scientifico, ma se anche il tuo commento passa la moderazione capita che ti becchi gente che ti dà subito addosso se osi debunkare certi loro svarioni, gente che ti invita poco educatamente a farti gli affari tuoi, e poi in ogni caso non è detto che il tuo commento resti visto che i padroni di casa non ci tengono ad avere commenti che evidenziano loro errori e li mettono in cattiva luce coi lettori.

mc57 ha detto...

Mettendo il testo inglese in Google translate si ottiene il testo di Talignani preciso fino quasi all'ultima virgola. In particolar modo colpisce la traduzione di "right-angle triangles" in "triangoli ad angolo retto", quando qualunque studente delle medie (forse anche delle elementari) tradurrebbe "triangoli rettangoli".

Sciking ha detto...

Almeno non ha lodato le doti mediche dei babilonesi che scrivevano sulle pastiglie dai, poteva andare peggio.
Poteva piovere.

Berto ha detto...

...tra i babilonesi il consumo di extasy era elevatissimo, e costava pure tanto, che scrivere in cuneiforme a caratteri piccoli sulle pastiglie è difficile, per scarsità di spazio e di scribi.

Berto ha detto...

E comunque il tablet più' diffuso su amazon.bb e preferito dagli scribi babilonesi, non ci crederete, era proprio il modello Plimpton 322:
https://it.m.wikipedia.org/wiki/Plimpton_322

MasterLibe ha detto...

@ Caleb

L'hanno corretto, però tra i tag compare ancora "tablet". :D

Francesco ha detto...

Carina l'idea del tablet, anche perché si usava uno stilo per incidere l'argilla morbida che poi veniva cotta per fissarla.
In pratica un tablet touchscreen oppure da usare con un apposito stilo (pen).
Per l'alimentazione immagino ricorressero alla famosa "pila di Bagdad" e d il cerchio si chiude :-)

Berto ha detto...

In inglese ovviamente te entrambi gli oggetti sono "tablet", cioè tavoletta.
Diciamo che chiamare "tavoletta" un iPhone viene da chiedersi se in certi momenti non sia necessario alzarlo e poi tirare la catena dopo aver salvato i files.

Sergio Ferraris ha detto...

Tablet in inglese tavoletta...:-(

fizz ha detto...

In un articolo di qualche giorno fa (credo fosse quello sulla vincitrice del Powerball americano) Repubblica parlava di un certo "combattente del fuoco"... oh beh...

Guastulfo (Giuseppe) ha detto...

@rico
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Sei sicuro di quello che hai scritto?
Ma proprio sicuro?

Vedi che Ramsete non te la farà passare liscia permaloso com'è. Quindi cerca di correggere l'orrore d'ortografia!

Mammiiiinaaa?! ha detto...

Parziale OT, ma è un altro esempio di ignoranza in chi scrive gli articoli scientifici sui giornali: diversi giorni fa su "il Messsaggero" c'era questo bell'articolo che dava serenamente degli incompetenti a quelli dell'INGV
http://www.ilmessaggero.it/pay/edicola/terremoto_ischia_magnitudo_giusta_calcoli_sbagliati-3202109.html
Leggendolo, le ipotesi sono 3
ipotesi 1- L'autrice dell'articolo non ha fatto bene il suo lavoro di giornalista, cioè strappata alla spiaggia e incaricata di scrivere un articolo sulla magnitudo del terremoto di Ischia, argomento di cui non mostra di conoscere granchè, invece di documentarsi (bastava andare sul sito dell'ingv e avrebbe trovato una spiegazione facilmente comprensibile anche ai non addetti ai lavori) ha sparato tre o quattro cannonate a caso. Decisamente da biasimare
ipotesi 2- L'autrice ha provato a documentarsi, ma proprio nun je la fa... non ha capito cosa ci fosse scritto (analfabestismo funzionale degno della pagina "adotta anche tu un analfabeta funzionle" e nonostante queste premesse si è avventurata in un articolo. Parimenti degna di biasimo.
ipotesi 3- Purtroppo, a mio avviso, la più probabile: incurante della realtà scientifica, del fatto che stesse diffamando dei professionisti qualificati, delle inevitabili reazioni "indinniate" (perchè indignarsi con "gn" non si confà a quel genere di utenti), in ultima analisi delle conseguenze che la sua piccola caccia al click/like a tutti i costi poteva scatenare, ha deciso di scrivere un articolo acchiappacondivisioni, acchiappalike, acchiappastr...zi, che fra i commentatori di tale giornale non mancano mai...
Mi piacerebbe che tu, o i colleghi di butac o bufale.net o David Puente poteste dedicare una disamina a questo episodio.
Scusa ancora l'OT

Max Slo ha detto...

Ho usato QTranslate con motore Google e la traduzione calza a pennello!
Complimenti alla professionalità, aggiungerei.
Porca miseria, senza offesa per Paolo che fa parte di quel mondo, ma così il giornalista so farlo meglio:
prendo e traduco con una utility, ma in più aggiusto la traduzione molto, molto meglio.
Diventerei direttore in un mese!