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2008/10/30

Dipendenza da Internet alla radio

Internet può dare dipendenza come una droga?


Stamattina (giovedì 30 ottobre) alle 11.10 sarò ospite del programma Millevoci della Rete Uno della RSI (Radio Svizzera di lingua italiana). Il programma, condotto da Nicola Colotti, avrà fra gli ospiti Guido De Angeli, operatore sociale di Radix Svizzera italiana (Associazione per la prevenzione delle dipendenze e la promozione della salute). L'emittente è ascoltabile ovunque in diretta via Internet in streaming Real Audio.

Avremo una quarantina di minuti per discutere di cosa si intende per "dipendenza" e in cosa consista una dipendenza da Internet come quella descritta da uno studio citato dall’ISPA (Istituto per la prevenzione dell’alcolismo e altre tossicodipendenze), secondo il quale in Svizzera circa 70 mila persone sono intossicate dal web e 110 mila quelle a rischio, come descritto nel documento Cyberaddiction (PDF, in francese).

Se volete proporre spunti di discussione o raccontare esperienze, scrivete nei commenti qui sotto: li terremo d'occhio durante la diretta.

43 commenti:

theDRaKKaR ha detto...

Può dare dipendenza, ma tante cose possono dare dipendenza, non solo quelle "classiche" come alcool, droga eccetera
Comunque sempre interessanti le tue discussioni!

Luigi ha detto...

Io analizzerei se la dipendenza sia dal media (Internet) oppure dai contenuti (MySpace, mail, lavoro, www, Facebook...)

Uno che vuole vedere tutti i giorni delle telenovelas non dpiende dalla TV, ma dal genere "telenovela".

Parimenti, uno che vuole controllare ogni 60 secondi i suoi contatti sui vari social network, dipende da questi, non da Internet come tecnologia perche' magari senza Internet sarebbe una persona che chiama al telefono a rotazione tutti i suoi amici.

IL MONDO DI SILVESTRO ha detto...

Sono pienamente d'accordo con Luigi, non è solo il mezzo ma anche il tipo di contenuto.

fred84 ha detto...

Io mi ritengo dipendente dai videogiochi, che siano online (me gratis) o sul mio pc ci passo ore, se non giornate. Perdo il senso del tempo che passa. E finito uno si pensa al successivo.

Gian Piero Biancoli ha detto...

Dipendenza da internet...mah!
Troppo generico, c'è la dipendenza da email, da chat, ... ma, come qualcuno ha già sottolineato, internet è un mezzo. Allora parliamo anche di dipendenza dai libri

Agli occhi di uno psicologo parrò meno socievole se preferisco leggermi in rete le notizie che più mi interessano, conoscere gli ultimi aggiornamenti nei miei campi, giocare a scacchi contro israeliani e palestinesi, discutere EDUCATAMENTE su forum e blog di quello che scelgo io , invece di chiacchierare col vicino di casa che ha come argomenti unici il calcio, l'isola dei famosi, le auto e le veline.
Ma, come disse Clark Gable, francamente me ne infischio.

Credo proprio che sentirò la trasmissione in questione.... su internet!!

Salutoni a tutti e state benone

Bera ha detto...

Sì da dipendenza ma, in un certo senso, da dipendenza anche la televisione o la/il Nintendo.A volte credo di aver sviluppato una dipendenza di tipo compulsivo per certi blog o siti, allo stesso tempo quando sono in trasferta per lavoro e non ho accesso alla rete, non sento nessuna "crisi di astinenza".Credo che il punto fondamentale su cui indagare sia: questa "dipendenza" ha effetti negativi sulla vita/personalità del navigatore?
Ora scusatemi torno a navigare su www.stantuffami.org

Massimo M. ha detto...

Credo anch'io sia più corretto parlare di dipendenza da gioco, chat, pornografia etc. se poi il mezzo per soddisfare la propria dipendenza sia Internet o il telefonino o la TV è secondario ...

Talksina ha detto...

allora:
La dipendenza da internet, esiste. E' inutile negarlo. E' vero che "internet è il mezzo" come già ha sostenuto qualcuno, però non stiamo a nascondercelo, che questo "mezzo" ci mette a disposizione tante cose che, per ottenerle in reale, costa fatica. Tanta, poca...ma fatica; la dipendenza da internet esiste, perché l'uomo (essere umano) del giorno d'oggi è tendenzialmente mentalmente pigro perciò, PURTROPPO, con internet spesso e volentieri si manifesta in pieno l'esigenza di molti di avere tutto e subito, anche nei rapporti umani, nelle relazioni sessual-sentimentali, dove purtroppo con internet si è persa la volontà id mettersi in gioco. Basta che qualcuno ti faccia le paroline dolci o le fotine o gli sms o i contatti sui social network, c'è una disperazione di fondo che induce un qualsiasi appena vede un sesso=F o una "a" alla fine di un nick, per aggiungere subito ai contatti per cercare di far cose...sono affascinati dalla non-necessità di dover piacere per forza alla persona, dall'anonimato, che ne so. E questo crea una dipendenza, perché ci si sente in qualche modo liberi di poter essere quello che si vuol essere e non quello che in realtà si è. Non so se mi sono spiegata. E -almeno per me- ci sono realtà, come i giochi on line tipo oGame o simili, che sfruttano apposta questa dipendenza, questo voler controllare tutto, e ti costringono a DOVER controllare tutto, a doverti alzare alle 4 del mattino per controllare la postazione di gioco perché altrimenti gli avversari ti distruggono.
Tutto questo, parlando di persone senza problemi di tipo fisico.
Io da persona non vedente mi ritrovo a usare internet come strumento per la mia autonomia personale, oltre che leggere i giornali mi consente di poter essere autonoma anche nello shopping on line(dove i captcha visuali non me lo impediscono). Però conosco molti nella mia stessa situazione, che usano internet come unico mezzo di socializzazione, perché -a loro dire- è l'unico modo per sentirsi meno soli, perciò te li vedi al mattino che attaccano il computer e nonostante fuori ci possa esser un sole che spacca le mura, sono dentro casa a fare i cretini in giro per mailing list, o messenger, o interminabili conversazioni vocali su skype. ...salvo poi lamentarsi dei disservizi delle associazioni, ma il ca##eggio cosa conclude? Non importa...




Concludo dicendo che Internet è una bellissima cosa, ma va saputa usare. Internet non si deve in alcun modo sostituire alla vita reale; Gian Piero: anche io gioco a scacchi su internet, ma preferisco al 100% andare al circolo scacchistico e giocare di persona, farmi 2 risate, stringere la mano al mio avversario, prendermi la pacca sulla spalla di "in bocca al lupo" prima del torneo, ecc.
Oppure fare arti marziali, la soddisfazione di passare di cintura, gli abbracci dei compagni di palestra quando magari casco di sederone per terra e loro si preoccupano se mi son fatta male, o i panini col salame in spogliatoio quando qualcuno compie gli anni...
Queste cose, internet, non te le dà.

Sergio ha detto...

Sarò controcorrente rispetto ai commenti precedenti: secondo me i contenuti contano relativamente, è proprio il mezzo di fruizione che in un certo senso favorisce la dipendenza. Che siano le mail, il muro di faccialibro, i videogiochi on-line, i cinguettii o i nuovi video porno su youporn, c'è sempre una caratteristica comune che è data proprio dal mezzo: la possibilità di avere stimoli di varia natura illimitati e (apparentemente) gratuiti. Quale che sia la natura degli stimoli dipende dalla personalità e dalle carenze del singolo, ma è il mezzo, internet, che permette di ottenere quelle caratteristiche di illimitatezza e gratuità che sono, a mio avviso, fondamentali per lo sviluppo della dipendenza.

Antonio ha detto...

Ciao Paolo,
credo che per prima cosa bisogna precisare che internet non da una dipendenza fisica come alcool, droghe e fumo. La dipendenza è psicologica come per le telenovelas, il gioco e altre forme di intrattenimento, ma è importante precisare che tipo di servizio on line dia dipendenza. Ci sono giochi di ruolo che danno dipendenza, conosco persone che puntano la sveglia alla notte per tenere aggiornata la propria posizione sul gioco! Il fatto che alcuni non riescano a fare a meno di raccontare ogni cosa gli accada nel proprio blog, è più una forma di esibizionismo (come anche Facebook). Altri trovano on line il coraggio di attaccare bottone con altre persone, cosa non riuscirebbero mai a fare guardandole in faccia, non è una dipendenza, è solo un modo per essere socievoli vincendo le paure (ad esempio: una volta per confessare il proprio amore a una donna, pur non avendo il coraggio di guardarla negli occhi, le si scriveva una lettera, oggi le si invia uno smak attraverso i vari social network). Internet non fa altro che riflettere la società, prima c'era chi spendeva lo stipendio in giornali porno, oggi lo fa sui siti porno, c'era chi passava ore a spettegolare, c'è chi passa ore a parlare su forum (mantenendo gli stessi argomenti da bar o da parrucchiera). Insomma secondo me internet non è altro che un mezzo. Certo c'è sempre più il rischio che qualcuno dica l'ho letto su internet allora è vero, del resto è successo lo stesso con la radio prima e con la tv poi. Ciao a presto.

Fljll ha detto...

Scusatemi l'OT, ma va segnalata una vera perla del nostro amico Roberto Giacobbo. Ieri a Voyager si parlava della "memoria dell'acqua" e alla fine del servizio Giacobbo ha detto che se fosse vero si potrebbe interrogare l'acqua presente sul luogo di un delitto.

Ale152 ha detto...

Dipendenza?
C'è la dipendenza da cioccolata, dipendenza dall'auto, dipendenza dal cibo, dipendenza da uno sport (lo sono stato per 2 anni con la vela), dipendenza da videogiochi, dipendenza dai telefilm, dipendenza dal fumo, dall'alcool, dalla droga, dal gioco d'azzardo...

Tutto ciò che in qualche modo provoca piacere, di qualsiasi tipo, ed è facilmente accessibile, diventa spesso una dipendenza.
Spesso però la parola "dipendenza" è associata a delle "passioni" o abitudini che fanno male, e uccidono. Dovrebbe essere qui la sottile differenza tra "passione" e "dipendenza".
Se una persona gioca una volta a settimana a poker con gli amici, ha una passione. Quando inizia a giocare tutti i giorni e a chiedere prestiti, è diventato dipendente dal gioco d'azzardo.

Forse perché è nella natura umana la "ricerca del piacere" (se non fosse per questa, non saremmo nati :D), ricerca che può portare a fare del male alle persone care, o a sé stessi.

Si iniziò a parlare già di dipendenza dai cellulari qualche anno fa, in particolare per gli sms. L'idea di vedere quella bustina bianca comparire sul display era piacevole, "qualcuno vuole parlare con me! Chissà cosa vuole!". Ora invece della bustina bianca, ci si riferisce all'icona "Nuovi messaggi" di un forum, di un blog, oppure l'highlight arancione di windows, per le conversazioni di MSN, Skype e simili.

Ma perché parlare solo di internet? Ora si parla di dipendenza da internet, ma perché non parlare della dipendenza dalla radio dei radioamatori? Anche quella è una forma di dipendenza molto simile, basata sullo stesso concetto! Era una forma di chat, un po' diversa da quella odierna, ma siamo lì...

In conclusione, la mia dipendenza dai blog mi ha fatto perdere tempo a scrivere questo messaggio; tempo che avrei dovuto passare a studiare!

Le dipendenze fanno solo male.

fabrix ha detto...

Comunque il test http://netaddiction.com/resources/internet_addiction_test.htm non è che mi convince.. a ogni domanda le riposte sono "raramente, occasionalmente, frequentemente, spesso, sempre, non applicabile".. mi pare che manchi un "mai", per cui di base se faccio quel test, qualche "punto" di dipendenza ce l'ho: "How often do you prefer the excitement of the Internet to intimacy with your partner?": cavoli, mai! Ma o rispondo "non applicabile", che cmq non è questo il caso, o rispondo "raramente", che pero' è falso.. mah...

Voglio dire, mi sembra che questo test sia fatto per chi già si aspetta una risposta tendente al "eh, qualche problema ce l'hai".

Alessandra ha detto...

Alle volte internet può spaventare soprattutto se non lo si frequenta veramente. Anche io penso che la rete sia fatta da persone, vere, che la pensano in modo diverso e che possono più o meno arricchirci

R3DKn16h7 ha detto...

A me non piace l'attribuzione di dipendenza al termine internet... Innanzitutto bisognerebbe vedere da da che cosa si può essere dipendenti (solitamente alcool, droga, gioco,...) e quando una persona può essere considerata dipendente.

Dipendere è un termine estremamente forte ("incapacità di fare a meno di qcs.") che non va assolutamente usato a sproposito.

Poi il fatto che ci siano persone che abusano di questo strumento in modo eccessivo è un'altro conto.

Sembra tanto che la gente creda che Internet sia il male, senza considerare le opportunità e le meraviglie che esso ci da.

Alessandro ha detto...

se una persona ha decisamente qualcos'altro di meglio da fare, sicuramente è più raro che passi ore ed ore davanti al pc per giocare o cercare del porno..

particolarmente rilevante, poi, è il fenomeno sociale/mediatico degli ultimi mesi: Facebook.
essendo iscritto, vi posso confermare che per alcune persone è veramente una droga. passare ore intere davanti ad una schermata, facendosi bellamente i (passatemi il francesismo) cazzi degli altri è evidentemente più appagante che uscire e farsi una vita.

vorrei anche aggiungere una cosa per quanto riguarda la videogame-dipendenza.
quanti di voi conoscono World of Warcraft? conosciuto anche come WoW dai puristi del gioco?
per chi non lo sa è un gioco di ruolo online, a pagamento, e parecchio avvincente, a mio dire, ma che ha generato casi e casi (soprattuto negli USA) di dipendenza e pazzia.
un esempio? guardate questa notizia di poco più di un anno fa: http://www.giovani.it/videogiochi/news/dipendenza_videogame.php ; dei poveri bambini erano denutriti perché i loro genitori erano troppo impegnati a fare razzie nel mondo virtuale di WoW.
non mi sembra una cosa normale.

la cyber-dipendenza esiste.
e secondo me, tra qualche anno verrà considerata un disturbo mentale a tutti gli effetti.

tra l'altro, ho notato spesso che un mio amico passa ore ed ore sul penoso quanto prevedibile TgCom. non so se è per cercare di scoprire qualche notizia davvero interessante o per rimanere informato sul gossip più inutile.
dite che dovrei considerarlo un problema? e secondo voi c'è un modo per "curarlo"? :D

psionic ha detto...

Credo che si debba distinguere tra due tipi di dipendenza, la dipendenza fisica e la dipendenza psicologica.

La dipendenza fisica e' data da particolari sostanze, che agiscono a livello neuronale (come le droghe in genere, il caffe', la nicotina, l'alcool)

La dipendenza psicologica e' invece causata da azioni "piacevoli" che ci appagano. Alla fine il processo e' comunque simile, perche' "azioni piacevoli" vuol dire (tra le altre cose) produzione di dopamina, che e' un ormone e un neurotrasmettitore.
Il concetto e' che comunque nelle dipendenze psicologiche il meccanismo e' meno diretto, e le alterazioni fisiche avvengono piu' lentamente (se avvengono), quindi e' difficile incorrere in episodi di assuefazione o astinenza.
Tuttavia esistono "droghe" psicologiche moderatamente pericolose, come il sesso o la pornografia, perche' sono stimoli evolutivamente molto forti e quindi agiscono massicciamente e in fretta (ovviamente nulla di paragonabile ad una droga fisica!).

Detto questo, non credo che ogni stimolo "recente" in termini evolutivi possa causare serie dipendenze (a meno di casi particolari), quindi internet, TV, videogiochi, libri, musica, sono tutte cose piuttosto blande per il nostro sistema neurale.
A meno che non coinvolgano ancora una volta il sesso... :-)

Alessandro ha detto...

oops.. errata corrige. :|

il link che ho postato prima coinvolge un altro gioco di ruolo online, Dungeons & Dragons.

ero convinto che fosse World of Warcraft, ma facendo una rapida ricerca ho realizzato di aver confuso quel fatto con quest'altro, decisamente più toccante, avvenuto in Corea:
http://www.eurogamer.net/article.php?article_id=59697 (in inglese).


il punto comunque non cambia, ma chiedo scusa a tutti lo stesso. :p

Barone Rosso ha detto...

Penso di esserlo. Ne avverto i sintomi. :/
Il problema, se così vogliamo chiamarlo, è dovuto secondo me, al numero (alto) di motivazioni che ci tengono incollati a monitor e tastiera.
Mi spiego: lo si fa per lavoro, lo si fa per diletto, lo si fa per comunicare, per informarsi, per comprare etc...
I conti sono on-line, le bollette sono on-line, la rubrica, i giornali, i negozi e gli amici anche! finisce così che a prescindere dal motivo, siamo di fatto su internet per molto, forse troppo tempo.
Il sottile malessere derivante dalla mancata connessione, la voglia latente di voler controllare la posta o l'oggetto su ebay potrebbe definirsi - con le pinze - "dipendenza".

Come ha scritto Luigi, non è dipendenza di Internet ma quando tutto ciò passa attraverso la magica rete, quest'ultima diviene giocoforza lo strumento dal quale dipendiamo.

Bera ha detto...

Alessandro riguardo la dipendenza da "War of warcraft" ti segnalo la stupenda puntata di South Park "Make love not Warcraft".La puoi vedere in inglese qui:
http://www.southparkzone.com/episode.php?vid=1008
Scusami non so come mettere il link.
Ciao torno su Stantuffami.org

federico ha detto...

bene: grazie a te ho scoperto che con real player si possono registrare le puntate!

grazie!

sei soddisfatto della conversazione?

Paolo Attivissimo ha detto...

Prego!

Sì, molto soddisfatto. Avremmo potuto andare avanti per un'altra ora, speriamo di aver dato qualche spunto utile.

Olga ha detto...

Vi consiglio www.siipac.it ....anche per esperienza personale.

PerpliMax ha detto...

Io paragonerei la dipendenza da internet (che esiste, inutile negarlo), più che a dipendenze fisiche come droga e alcol a dipendenze psicologiche, ma ugualmente forti, come quelle da pornografia e gioco d'azzardo, quest'ultima devastante, che porta a sperperare somme ingenti, o trascurare i figli come citato nei due articoli. Non a caso esiste anche la versione online del gioco d'azzardo, come mi ricorda la mia casella antispam ogni mattina.

Anonimo ha detto...

Di solito quelli che trovano "dipendenze" e "compulsioni" nelle tecnologie o nei nuovi comportamenti, sono quasi sempre persone che appartengono a qualche setta, che fumano 4 pacchetti al giorno e che se non controllano il gas 5 volte prima di uscire di casa, hanno i tic...

Talksina ha detto...

per chi diceva "si lavora on line, si gioca on line, si compra on line, si hanno gli amici on line"...
Io mi chiedo: ma perché cavolo bisogna per forza averci on line anche gli amici?
Che senso ha?
Io aborro i social network proprio per questo! Per carità mi può servire per cercare una persona ma una volta che l'ho trovato gli dico "dai andiamoci a prender qualcosa insieme" inviandogli un messaggio e se non risponde, beh, se non gli interessa, vuol dire che non è poi così tanto amico come lo reputavo, se dopo 10 anni che non lo vedo non ha il benché minimo interesse a stare di persona a raccontarsi le ultime vicissitudini.
Tra l'altro, è vero ci sono anche persone che si son trasferite o che stanno dall'altra parte del mondo, ma non mi si dirà che tutti "i vecchi compagni di scuola" stanno dall'altra parte del globo!
La chat, l'instant messenger, il social network possono essere un mezzo di comunicazione per dirsi le cose per non starsi tanto a rompere con gli sms
ma NON DEVONO in alcun modo sostituire la relazione umana.
Internet è una droga, ma certo che lo è, se lo si usa nel modo sbagliato, se ci si illude di avere subito quello che in reale si crede di non riuscire (o meglio non si vuole riuscire) a ottenere.
Io non ho intenzione di dire male di internet in modo gratuito, anzi ne sono al 100% appassionata ma proprio per questo ne apprezzo le caratteristiche positive ma sono pure consapevole dei difetti.

Barone Rosso ha detto...

@Talskina:
"per chi diceva "si lavora on line, si gioca on line, si compra on line, si hanno gli amici on line [...]"

Sono io. :)
E sono completamente d'accordo con te.

Matz ha detto...

Mi trovo d'accordo con chi dice che internet è solo un mezzo, non crea dipendenza di per sè, ma crea varie dipendenze (da gioco, da pornografia, etc.) per la facilità e la velocità con cui si possono fruire svariato materiale che crea dipendenza

Fabio Metitieri ha detto...

Non sapete di cosa state parlando. Spiace vedere Attivissmo, ancora una volta, che spaccia bufale e parla senza essersi informato. Io uno studio clinico serio sulle dipendenze da Internet devo ancora vederlo. Lo stesso Cantelmi, che ha lanciato l'allarme in Italia alla fine degli anni '90, poi ha ammesso, dopo 6 anni di studi, di avere trovato in tutto solo SEI casi di reale dipendenza, e di persone che avevano gia' problemi antecedenti, con quanto meno la tandenza a essere compulsivi e con disturbi nelle relazioni sociali.

Per il resto, non ripeto qui quello che ho gia' scritto nei commenti sul blog di Alessandro Longo, su un post dello stesso argomento in data 20 ottobre 2008 (www.alongo.it).

Ciao, Fabio.
http://xoomer.alice.it/fabio.metitieri

Paolo Attivissimo ha detto...

Spiace vedere Attivissmo, ancora una volta, che spaccia bufale e parla senza essersi informato

Fabio,

da quello che dici, ho tanto l'impressione che tu non abbia ascoltato la trasmissione e non sappia che cosa ho detto, per cui quello che "parla senza essersi informato" probabilmente non sono io.

Fabio Metitieri ha detto...

Paolo, l'ho ascoltata tutta. Leggi il mio commento sul blog di Longo; cito anche tue precise affermazioni.


Ciao, Fabio.
http://xoomer.alice.it/fabio.metitieri

Paolo Attivissimo ha detto...

Fabio,

ho letto il tuo commento. Non capisco questo tuo tono di attacco personale. Io non mi "spaccio" per esperto antibufala: sono gli altri che mi valutano come tale. Fanno bene? Fanno male? Che ti devo dire: ho fatto oltre 300 indagini sulle storie che girano in Internet. Se per te questo non significa esperienza ed essere esperto della materia, abbiamo due vocabolari differenti.

Ma so che questo tuo approccio polemico è una tua caratteristica puramente provocatoria, a un passo dal trolleggio, e non voglio darle troppo peso.

Per quanto riguarda il tema specifico della trasmissione: ho presentato il questionario della Young in tono assolutamente semiserio, tant'è che ho poi spiegato che avevo barato pur di non rientrare tra i dipendenti.

Cosa più importante, il fenomeno della dipendenza da Internet, intesa (come precisato durante la trasmissione) come uso di Internet a discapito degli altri mezzi di comunicazione sociale e a discapito dei rapporti familiari, è un dato di fatto, non è un'invenzione, come sembri teorizzare.

Vai a farti un giretto su Facebook, Myspace o in una chat. Vai per strada e guarda, soprattutto qui in Svizzera, i giovani che chattano per strada via Ogo. Vedrai quanta gente passa la giornata a cazzeggiare (non trovo altro termine migliore) e a trolleggiare invece di incontrarsi faccia a faccia con gli amici.

Parla con i giovani, o anche con gli adulti, e troverai gente che non sa staccarsi da Youtube o passa la giornata a infilare commenti puramente polemici nei blog altrui. Troverai gente che usa Internet per saltare da un link all'altro come se fosse lo zapping della televisione e non sa staccarsene.

Io ho due figlie undicenni che adorano Internet. Quando sono online, perdono completamente il senso del tempo e devo sempre intervenire per ricordare loro che è ora di andare a fare altro.

Io stesso passo ore su Internet e spesso, nelle mie indagini, vengo preso da una sorta di frenesia di andare sempre più a fondo nelle notizie e di scoprire fatti nuovi. Questo mi ha portato spesso a notti insonni e a trascurare la famiglia. Ho imparato tanto? Certamente. Ma ho anche speso tanto, tanto tempo che forse avrei potuto spendere meglio. Posso vivere senza Internet? Certamente. Ma ne sentirei enormemente la mancanza, esattamente come se mi dicessero che non posso più leggere libri.

Se questa non è almeno una sintomatologia iniziale di dipendenza, non so cosa intendi tu per dipendenza.

Vorrei farti notare che ho anche detto molte altre cose a difesa di Internet e a ridimensionare l'allarme-dipendenza e che tu non hai citato nel tuo commento. Ma non voglio alimentare ulteriormente la polemica. Chi è interessato si può ascoltare la trasmissione e farsi la propria opinione, senza la mediazione tua o di altri.

Fabio Metitieri ha detto...

Guarda, Attivissimo, visto che tendi a essere negazionista, come tutti i bloggher (ovvero, di fronte alle critiche neghi anche l'evidenza, pur di non discutere, oppure censuri, come fanno in molti), copio qui l'intervento che ho scritto da Longo (solo per la parte che ti riguarda; il resto era su un podcast con gli stessi errori, di Antonio Sofi per Apogeo - e Apogeonline e' un altro che censura le critiche dei lettori).

La vera storia della nascita della sindrome e del questionario di Young, che hai segnalato come utile, se vuoi te la racconto; e' anche divertente.

E ti consiglio comunque di leggerlo il libro di Young, e magari qualche intervento di Cantelmi, nonche' la recente proposta di Block di riconoscere ufficialmente la sindrome come malattia mentale. E di fare mente locale e due conti, naturalmente...


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PAOLO ATTIVISSIMO, che si spaccia per esperto anti-bufala, in una trasmissione sulla Radio Svizzera (30 ottobre 2008, Millevoci) si e’ trovato di fronte all’esperto di un centro per le tossicodipendenze che ha detto di NON avere ancora avuto segnalazioni di problemi di dipendenza da Internet, nonche’ di uno psicologo che inizialmente ha cercato, ragionevolmente, di spostare il discorso parlando di interazioni sociali in Internet.

Ma ATTIVISSIMO, pur di non contrastare il solito fantomatico rappresentante dei genitori, invece di chiedere DOVE stanno i 70 mila svizzeri malati di dipendenza di Internet (e altri 110 mila a rischio, sempre secondo la trasmissione), prima ha suggerito di usare quella BUFALA del questionario online di Kimberly Young…. E poi ha parlato di “SINDROME” (sic) che distorce i processi di conoscenza nelle giovani generazioni.

Poi in trasmissione e’ finito di tutto, i genitori che non seguono i bambini, chi usa solo Internet e non va piu’ in biblioteca, la disinformazione in Rete, la necessita’ di insegnanti specializzati, il vizio di gioco, la mancanza di etica, e chi piu’ ne ha piu’ ne metta, una schifezza dopo l’altra…

Infine, ATTIVISSIMO ha precisato meglio e con maggior chiarezza, in chiusura, che la dipendenza da Internet ESISTE ed e’ PERICOLOSA perche’ viene banalizzata e perche’ e’ socialmente simile a quella da ALCOOL.

Cosa non si fa per compiacere gli interlocutori in una trasmissione radio, ed essere invitati ancora…. Bleeeah.

Ma l’dea dell’esistenza di una DIPENDENZA da Internet (parola straripetuta in trasmissione) e’ comunque passata, descritta come analoga non solo all’abuso di alcool ma anche all’abuso di droga. Idem, e’ stata data per scontata l’esistenza dei fantomatici 70 mila malati svizzeri, che nessuno ha messo in dubbio.

Ascoltare per credere:
http://podcast.rtsi.ch/ReteUno/Tipi/30-10-2008-Millevoci-InternetetDroga-N.Colotti.mp3

Del resto, pochi giorni fa ci aveva pensato ANTONIO SOFI [...]

Bene, questi, ATTIVISSIMO e SOFI, sono dei se-dicenti esperti di Internet….

Ecco perche’ inizio a pensare che informare correttamente, su alcuni argomenti, serva veramente a poco.

Il pubblico vuol sentir dire che Internet e’ il male, e stop, quello fa audience, quello fa vendere, quello fa guadagnare i fantomatici centri di disintossicazione da Internet. E questo bisogna dire al pubblico, come fanno tutti, Attivissimo compreso (che evidentemente non ha mai manco letto Young) e Sofi compreso (che non sa manco far due ragionevoli conti sulle percentuali).

*******

Ciao, Fabio.
http://xoomer.alice.it/fabio.metitieri

Fabio Metitieri ha detto...

Attivissimo, non e' importante cosa intendo IO per dipendenza, e' importante che cosa viene definito dipendenza. Un termine che, come anche i non medici sanno, viene di solito legato all'abuso di alcool, droghe, oppure al gioco d'azzardo.

Ora, come esperto anti-bufala, come prima cosa avresti dovuto controllare che NON esiste alcuna evidenza clinica o ricerca secondo cui Internet possa creare dipendenza (come viene intesa in medicina, non da me o da te).

Secondo, il questionario di Young avresti dovuto presentarlo con qualche commento piu' chiaro (lo avranno fatto, e seriamente, tutti gli ascoltatori o quasi).

Terzo, in una trasmissione del genere sarebbe stato quanto meno utile parlare delle proposte fatte negli Usa di riconoscimento come malattie mentali della dipendenza da videogioco e della dipendenza da Internet, del fatto che sono legate spesso al tentativo di avere copertura assicurativa per le relative terapie, e del fatto che comunque queste proposte non sono mai passate.

Terzo, sarebbe stata utile un'analisi di come viene descritta la sindrome dai suoi sostenitori, con qualche ragionamento sui numeri sbandierati (a parte i 70 mila svizzeri, una decina di milioni di adolescenti negli Usa, molti dei quali necessiterebbero di ospedalizzazione, e per una sindrome difficile da curare e con frequenti recidive).

Questo sarebbe stato fare informazione. Dire che la sindrome esiste, come hai fatto tu, ed e' grave quanto quella da alcool (e te lo sei inventato sui due piedi, perche' non sta scritto in nessuno studio) e' solo una buffonata.

E dammi pure del troll, come sempre si fa con i critici, ma cosi' stanno le cose, e scusa se, dato che di sindrome da dipendenza scrivo e parlo - in modo un po' piu' serio - da piu' di 10 anni, a sentire certe cose mi girano le ciuffole.


Ciao, Fabio.
http://xoomer.alice.it/fabio.metitieri

Paolo Attivissimo ha detto...

Fabio,

abbi pazienza, ci siamo già scontrati altre volte e conosco il tuo modus operandi.

Mi accusi di essere negazionista e censuratore e di dire quello che fa vendere e "fa guadagnare i fantomatici centri di disintossicazione da Internet", e lo fai senza alcuna evidenza e nonostante questo blog sia pieno di esempi contrari (basterebbe guardare cosa c'è nei commenti degli articoli sugli sciachimisti e i complottisti).

Invece di dire "non sono d'accordo", di usare un "I respectfully disagree", e intavolare una discussione serena, parti lancia in resta e mi dai subito del venduto.

Perché lo fai? Perché ti piace provocare. Sono anni che lo fai, con me e con altri. Internet è disseminata di tuoi interventi costruiti secondo questo schema.

Ma non ho intenzione di alimentare questa tua compulsione, che trovo particolarmente ironica in chi asserisce che non esiste una dipendenza da Internet.

Sei libero di avere l'opinione che più ti aggrada, come io sono libero di avere la mia. Non sei libero di venire qui ad accusarmi di cose false. E' un modo di fare che squalifica chi lo usa, non chi ne è bersaglio.

Non mi lascerò trascinare in un batti e ribatti sterile, per cui la polemica finisce qui. Perché io mi considero un po' un Internet-dipendente, ma so ancora dire di no ai provocatori e preferisco ancora andare a leggere un capitolo di Harry Potter alle mie figlie.

Grazie degli spunti e degli esempi.

Fabio Metitieri ha detto...

Poi certo - e chiudo rapidamente - spesso di Internet si abusa un po'.

Ma tra il piccolo abuso di un mezzo non fisicamente o psicologicamente dannoso (e che non costa quasi nulla) e la devastazione di una vera dipendenza da droga, o anche da alcool, c'e' un'enorme differenza.

E poi, come in parte dici anche tu, e in parte anche la psicologa intervistata da Antonio Sofi per Apogeo, da cosa si e' dipendenti, in definitiva? Da Internet? No.

O si e' dipendenti da vizi, come il gioco d'azzardo, che vengono riproposti in Internet (e ho dei seri dubbi sul fatto che questo capiti), oppure si e' rapiti dai testi, dai video, o da altro materiale che un tempo trovavi solo in biblioteca. Si e' mai parlato di dipendenza da bilioteca?

Oppure ancora dipendi dalle persone con cui chiacchieri, giochi, interagisci, e si e' mai parlato di dipendenza dalle attivita' sociali e relazionali? Le mamme che ai miei tempi dovevano urlare mezzora dal balcone per far smettere il figlio di giocare a pallone in cortile e farlo venire a cena, lo portavano da uno psichiatra, come dipendente da gioco con gli amici?

E guarda che ci sono mamme che, ascoltata una trasmissione come la tua, spediscono il figlio dallo psichiatra. E non per caso si aprono i centri terapeutici per guarire i malati da Internet, da videogioco o da cellulare.

Ciao, Fabio.
http://xoomer.alice.it/fabio.metitieri

Fabio Metitieri ha detto...

Attivissimo, non ti ho mai accusato di essere un venduto. Solo un disinformato. E di recente solo due volte, mi pare.

Una volta per Second Life, su cui hai pontificato dopo essere entrato giusto il giorno prima e senza ancora averne capito nulla. E infatti, un anno fa l'hai data per morta e sepolta, e Second Life e' ancora li', oggi con il doppio di utenti attivi di allora e con una trentina abbondante di concorrenti.

La seconda volta adesso, su questa trasmissione, dove hai paragonato la dipendenza da Internet, come insidiosita' e pericolosita', alla dipendenza da alcool (parole tue), e non hai mai contestato i paragoni che sono stati fatti con la dipendenza da droga.

Non sto facendo nessuna provocazione, contesto solo cose molto oggettive.

Che tu poi voglia metterla sul piano del buon senso, dell'eccesso che comunque esiste, e' ridicolo. Se i tuoi figli passano qualche ora di troppo in Internet, magari ne sei anche orgoglioso, mentre se tirassero cocaina, o se si facessero anche solo di ecstasy non credo che saresti cosi' tranquillo.

Siamo seri, via, e renditi conto di quello che hai detto in trasmissione. Non perche' sei venduto. Per compiacere e accontentare il pubblico.


Ciao, Fabio.
http://xoomer.alice.it/fabio.metitieri

Paolo Attivissimo ha detto...

Fabio,

se non fosse ancora chiaro, non risponderò ulteriormente alle tue accuse e provocazioni.


Buona notte.

Fabio Metitieri ha detto...

Attivissimo, hai risposto in modo piu' che esaustivo. Non vedo che cos'altro potresti aggiungere.


Ciao, Fabio.
http://xoomer.alice.it/fabio.metitieri

federico ha detto...

fabio

"Attivissimo, hai risposto in modo piu' che esaustivo. Non vedo che cos'altro potresti aggiungere."

anch'io penso che paolo sia stato esauriente! Quello che ha detto nei paragrafi
" Vai a farti un giretto su Facebook, Myspace o in una chat (...) e devo sempre intervenire per ricordare loro che è ora di andare a fare altro."

...era più che ciaro, e il modo in cui critica un certo abuso di internet collima abbastanza bene con la definizione di "dipendenza" più adatta in questo caso: "3b incapacità di fare a meno di qcs.: la d. dell’uomo moderno dalla televisione è sconcertante (de mauro)"

Anch'io conosco persone che hanno un rapporto con internet che richiama del tutto fortemente quello che altre persone hanno con l'alcol... non mi (ci) sembra di fare terrorismo in questo modo, ma semplicemente di dire cose che, se tu fossi obiettivo, condivideresti!

Fabio Metitieri ha detto...

Federico, giusto per gentilezza, ti rispondo (ma ho gia' detto tutto, mi pare).

La fantomatica sindrome di dipendenza e' comunque una patologia per ora ritenuta non esistente, su cui i media stanno facendo da circa 12 anni un inutile allarmismo. Per il semplice motivo che lo scandalismo vende bene.

Gli unici a credere veramente alla Internet dipendenza, oltre ai terapeuti che vorrebbero curarla, sono i cinesi, che tre anni fa (mi pare) hanno mostrato ai giornalisti internazionali la loro prima clinica, a Pechino, per curare i malati da dipendenza: in un ospedale militare e con l'uso di leggere scariche elettriche e dell'iniezione direttamente in vena di psicofarmaci.

Nella trasmissione Millevoci e' comunque passato - senza alcuna protesta di Attivissimo - anche il paragone con la dipendenza da droghe, nonche' l'esistenza di 70 mila svizzeri malati e altri 110 mila a rischio, e questo nonostante il fatto che l'unico vero esperto di dipendenza che era presente, che lavora in un centro svizzero dedicato alle dipendenze (quelle vere) avesse dichiarato in apertura che finora NON hanno ricevuto NESSUNA segnalazione o richiesta di intervento in merito.

Dopodiche', conversare sul fatto che qualcuno puo' passare un po' troppo tempo in Rete, e usando parole (dipendenza) e paragoni (alcool e droghe) del tutto fuor di luogo, e in piu' senza raccontare la lunga storia dell'Internet addiction, come e' nata la definizione, chi se ne e' occupato, perche', che cosa se ne e' detto e scritto in ben 12 anni, o se esistono o no studi clinici in merito, be', sono solo chiacchiere da bar.

E' fare disinformazione, come da anni hanno fatto pressoche' tutti i grandi media generalisti italiani, e non fa onore a uno che vanta il nome di Disinformatico. E neppure alla Rsi.

Usare De Mauro come fai tu ha poco senso; non per caso De Mauro applica il termine con un significato molto informale, anche alla televisione. Di fatto, nel caso della Tv nessuno parla di patologia, di malati, ne' esistono terapeuti o cliniche specializzate, in Cina o altrove, per curarla. Tanto meno serie proposte (finora bocciate) per inserire la dipendenza da Tv nell'elenco ufficiale delle *malattie mentali*.

In ogni caso, in Millevoci nessuno ha fatto paragoni - che avrei ritenuto leciti - con la "dipendenza" da Tv, ma si e' parlato di abuso e di dipendenza da alcool e droghe. Non rivoltare la frittata...

Quanto alla mia obiettivita': io in 12 anni qualche lavoro in merito l'ho letto, compresa l'ultima proposta ufficiale presentata agli psichiatri statunitensi, da uno psichiatra e su una autorevole pubblicazione accademica. Io su queste cose ho gia' fatto un'informazione corretta, proprio su testate svizzere, e anche sulla Rsi.

Tu, a parte le tue sensazioni, che mi racconti, di tanto oggettivo?


Ciao, Fabio.
http://xoomer.alice.it/fabio.metitieri

Fabio Metitieri ha detto...

Guarda, Federico, rileggevo giusto oggi questo articolo:

http://www.key4biz.it/News/2008/10/20/e-Society/netdipendenza_nostos_Giuseppe_Lavenia_net_addiction.html?utm_source=infomail&utm_medium=email&utm_campaign=Dailyletter+n.1277+del+20+ottobre+2008

di cui consiglio la lettura a tutti, perche' e' un capolavoro. Ed e' anche quello che, segnalato dal blog di Longo, diversi giorni prima della trasmissione con Attivissimo, mi ha fatto dire, su quel blog, che veramente non so se ha ancora senso insistere nel cercare di fare informazione corretta su questi argomenti.

Tanto e' inutile. Anche questa discussione lo dimostra.

Di questo articolo, segnalo solo due parti, che sono poi il nocciolo del problema.

"Sono soprattutto i genitori a rivolgersi agli specialisti, preoccupati dall'impatto sociale che il computer ha sui loro figli"

"l’obiettivo è molto più ambizioso: si intende arrivare a far sì che la cura di questa dipendenza sia riconosciuta come gratuita dal servizio sanitario".

Ecco, questi sono i veri punti in discussione, fin dai tempi di Kimberly Young, nel 1996. Renditi conto...


Ciao, Fabio.
http://xoomer.alice.it/fabio.metitieri

Dan ha detto...

Fabio, non hai "già detto tutto", hai detto anche troppo. Adesso vai a trollare sul blog di qualcuno che se lo merita, come Straker. La statura di persone come Attivissimo tu non potrai nemmeno sognare di raggiungerla, piantala di tentare di denigrarlo e screditarlo.


E poi non è affatto vero che Internet dà dipendenza, ho letto sui miei 300 blog e forum preferiti che non esiste un fenomeno simile!