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2008/10/18

Ci vediamo al Linuxday di Cinisello il 26?

Dopo l'open source, l'open culture a Villa Ghirlanda


Sono stato imprudentemente invitato a partecipare al Linuxday a Cinisello Balsamo il 26 ottobre prossimo, domenica, alle 9.30 circa.

Visto che ormai il software open source si è conquistato rispettabilità e mercato nonostante l'opposizione dei grandi monopolisti del software, è forse il momento di festeggiare un attimo questo successo, frutto delle fatiche di tanti, e pensare alla prossima sfida: introdurre il concetto di open culture, ossia del nuovo modello di cultura, non più dispensato dall'alto, ma generato (spesso incoerentemente) dal basso, reso possibile da Internet.

La chiacchierata, intitolata "Dopo l'open source, siamo pronti per l'"open culture"? Cosa succede quando Sua Emittenza siamo noi", è un esame dei problemi, dei rischi e delle disperate esigenze d'innovazione sociale e legislativa dettate dallo sviluppo crescente di questo nuovo modello e un'impietosa analisi dell'arretratezza di leggi, imprese e istituzioni di fronte al fenomeno Internet e al modo odierno di acquisire, condividere e disseminare informazioni e conoscenza, fino a creare cultura.

Se vi interessa, il programma completo del Linuxday di Cinisello, organizzato con la partecipazione dell'associazione culturale Lifos e dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Cinisello Balsamo, si estende su due giorni (sabato e domenica) ed è disponibile qui. L'ingresso è libero e gratuito previa registrazione.

32 commenti:

Andrea Sacchini ha detto...

Il Corriere segnala l'adozione del software libero da parte della regione Sardegna.

Anonimo ha detto...

Paolo,

Anche quest'anno ci si vedrà lì! ;-)

A domenica prossima!

Gianluca Varisco

Isendel ha detto...

http://www.ls-lug.org/LinuxDay/

e a questo a roma chi ci viene? :D

Francesco ha detto...

Io parteciperò al Linux day che si terrà a Fuorigrotta il 25

Rado il Figo ha detto...

Se, e sottolineo se, per "open culture" (a margine: ma usare l'italiano per le definizioni fa proprio schifo?) si intendono progetti tipo Wikipedia, allora meglio che ciò non avvenga mai.

Paolo Attivissimo ha detto...

ma usare l'italiano per le definizioni fa proprio schifo?

No, e come mezzo inglese e mezzo italiano sono il primo a cercare di evitare gli anglicismi inutili, ma scrivere "cultura aperta" avrebbe fatto perdere l'assonanza con "open source" (che a sua volta non si può rendere in italiano come "codice sorgente aperto" senza introdurre ambiguità e pesantezze).

Per quel che riguarda Wikipedia: sono proprio queste le sfide dell'open culture.

Rado il Figo ha detto...

Capisco l'intento "assonante" fra i due "open", però il "peccato" è all'origine. Perché non si può dire "codice sorgente libero"? Dove starebbero le ambiguità? Io ho sempre avuto il dubbio (chiamiamolo dubbio) che certe non-traduzioni o traduzioni maccheroniche (tipo "scannerizzare" in luogo di "scandire" o "colorizzare" per "colorare" o "inizializzare" per "iniziare") siano spacciate per "tecnicismi" per nascondere "lacune" in altri campi.

In tutti i casi se la sfida della "cultura libera" è Wikipedia, buonanotte! Trattasi di battaglia ampiamente persa su tutti i fronti.
Altro che "cultura": meglio parlare di "luoghi comuni liberi". Per non dire peggio.

Paolo Attivissimo ha detto...

Perché non si può dire "codice sorgente libero"?

Si può, ma non sempre, perché è troppo lungo. Nove sillabe contro tre. Alla fine diventa pesante. "Open source" è infinitamente più snello.

Non solo: "libero" è diverso da "aperto", per cui ci si dovrebbe accapigliare per decidere come tradurre in italiano.

L'uso del termine inglese ha anche il vantaggio di renderlo interoperabile fra persone di lingue differenti. Se dico "open source", mi capiscono tutti. Se dico "codice sorgente aperto" no.

Ricordo la perplessità che mi diede sentir parlare di "divario numerico" in Svizzera, finché capii che era un calco dal francese per indicare il "digital divide".


certe non-traduzioni o traduzioni maccheroniche (tipo "scannerizzare" in luogo di "scandire" o "colorizzare" per "colorare" o "inizializzare" per "iniziare") siano spacciate per "tecnicismi" per nascondere "lacune" in altri campi.

Non è detto. "Scannerizzare" è un neologismo brutto ma spontaneo. "Scandire", più corretto, è forbito. Gli altri esempi sono errori, non sono tecnicismi. "Colorizzare" non è "colorare" e "inizializzare" non è "iniziare".

Che poi molti usino paroloni stranieri senza saperne il significato per sembrare più intelligenti non c'è dubbio, ma non è detto che sia sempre quella la ragione.



Trattasi di battaglia ampiamente persa su tutti i fronti.

E' proprio questo il senso della relazione: o ci si da' una svegliata e s'impara a collaborare, come fa il resto del mondo, o l'Italia sarà tagliata fuori anche da questo progresso. Lamentarsi non serve a nulla: bisogna fare.

Francesco Sblendorio ha detto...

@rado il figo:

"Cultura libera" sono anche i blog e "siti di informazione alternativa". Ce ne sono di validi e ce ne sono altri pieni di castronerie (ad esempio, quelli dei fratelli marcianò e quelli come disinformazione.it). Anche questa è open culture. L'idea che mi sono fatto dal post di Paolo è il tema sarà proprio quello: anche nell'ambito dell'open source ci sono progetti validi ed altri che sono delle schifezze. Negli ultimi tempi però, come per selezione naturale, i progetti più validi stanno venendo a galla (vedi Firefox, GIMP, OpenOffice) e stanno riuscendo a distinguersi dalla enorme massa di software libero esistente. Ugualmente, anche nella open culture è auspicabile un processo di selezione simile. Wikipedia è un coacervo di informazioni la cui qualità, si auspica, cresca col passare del tempo: questo processo si realizza tagliandone darwinianamente i rami secchi.

Rado il Figo ha detto...

A Paolo e Francesco (spero di aver messo tutt'e due al maschile, evitando rimembranze scolastiche)

"Scannerizzare" non è un neologismo, o per lo meno ha avuto la stessa origine di "colorizzare" ed "inizializzare". Che purtroppo sono spacciati per tecnicismi (vedi ad esempio il Mereghetti, guida dei film).

Continuo poi a non capire perché infilare l'inglese in ogni dove solo "per comodità". Siamo arrivati a paradossi per cui mi telefona un fuzionario di banca e si presente come rappresentante della "Intesa bi si ai". Al che gli ribatto: "Ma la sigla finale non sta per Banca Commerciale Italiana'" "Sì" "Ed allora dica bi ci i, perché in inglese?". O i fenomeni che parlano di "target", senza manco sapere che è l'italiano "targhetta" tradotto maccheronicamente in inglese.


Secondo me, poi, per siti tipo disinformazione e simili non si deve parlare di "cultura libera". Non tanto per l'infima qualità proposta, quanto perché sono più siti di informazione e non di cultura in senso stretto.


Su Wikipedia, hai voglia di tagliare i rami secchi. Bisogna sradicare l'albero e ripartire da zero. Ormai - parlo della versione in italiano - è impossibile intervenire in maniera costruttiva. La situazione è fin troppo compromesse e, quel che è peggio, pure godendo del consenso popolare. Siamo arrivati a fare "referendum" per stabilire se scrivere "Olanda" o "Paesi Bassi" (e siamo su un'enciclopedia) o amministratori che invocano il bando degli utenti che gli hanno votato contro la conferma o gente in perfetta malafede come Leoman3000 che addirittura viene contattato da una laureanda come simbolo del perfetto amministratore di WIki (il che lo è, a dire il vero, ma non nel senso positivo che si vuole).

Wiki è diventato il luogo dove gente frustrata diventa il classico capetto con potere di vita e di morte sugli altri e dove gente assolutamente ignorante sulla materia di cui sta scrivendo crede di essere diventato un esperto solo per aver leggicchiato qua e là qualcosa. Il tutto, purtroppo, col plauso della "comunità", ormai talmente presa dal falso mito di perfezione di Wiki da arrivare a credere che se la realtà contraddice Wiki, è la realtà che sbaglia.

Perché collaborare in un qualcosa dove se osi correggere le innumerevoli castronerie presenti squillano innumerevoli campanelli di allarme e solerti esecutori di ordini arrivano a cancellarti tutto consigliandoti di non apportare troppe modifiche e, se insisti, arriva pure la sospensione - e se non gli dai il pretesto legale, c'è sempre il POV oppure arrivano pure ad inventarsi tutto pur di mettere a tacere chi scrive cose corrette solo perché l'amministratore di turno se ne ha male? Ma chi me lo fa fare? L'hanno voluta così, hanno il consenso unanime, che se la tengano! Ma evitate di parlare di Wiki come fonte di un qualsiasi cosa.

Almeno Perle Complottiste se n'è accorto di cos'è Wiki ed è uno delle poche voci dissenzienti della rete sul mito Wiki.

Guido Q ha detto...

@rado

Sulla questione "Intesa Bi Si Ai" sono perfettamente d'accordo con te... L'unica spiegazione plausibile che mi viene in mente è che in norditalia "Bi Ci I" suonerebbe un po' male, perciò... :-)

Quanto a Wikipedia, non capisco tutto il tuo astio. In due anni di iscrizione a Wikipedia, non mi è capitato un solo episodio spiacevole. Una volta mi è stata contestata una cancellazione, ma si è trattato soltanto di un fraintendimento e tutto si è risolto senza problemi. È vero, non posso dire di collaborare in modo massiccio, ma il mio piccolo, saltuario contributo lo do anch'io. Ed è questo il bello.

La Wikipedia in italiano è anni luce più indietro di quella in inglese, ma non è certo rifiutandosi di collaborare che la si migliora. Da quando la frequento abitualmente, ho visto moltissime voci migliorare sensibilmente, e quasi nessuna peggiorare. Forse non avrà mai il livello di autorità di un'enciclopedia cartacea o commerciale, ma di sicuro è l'unico posto dove si può sperare di trovare qualcosa su praticamente qualsiasi cosa.

Guido

martinobri ha detto...

Wikipedia... è una settimana che non riesco a entrarci. C'è qualche problema?

psionic ha detto...

@Guido_q:

Io sono del nord Italia, ma non ho capito perche' Bi Ci I dovrebbe suonare male... c'e' un qualche doppio senso? :-?

@martinobri:
Io ci accedo senza problemi, sia a quella italiano che a quella inglese (le altre non le ho provate :-D)

Fabrizio ha detto...

Su Wikipedia. Oddio, se partecipi alla stesura un lemma su Catullo o sul Teorema di Pitagora è probabile che fili tutto liscio, se partecipi a uno sulle scie chimiche o sul leninismo mi sembra probabile che dovrai vedertela con punti di vista diversi. Anche ferocemente diversi.

Sui neologismi. Il linguaggio è comunque una cosa viva (finchè non diventa appunto una lingua morta). Secondo me qualunque (sottolineo: qualunque) variazione venga comunemente accettata ed entri nell'uso comune ne fa parte, bella o brutta che sia. La selezione è darwiniana, non la fa l'accademia della Crusca, e secondo me non ne avrebbe neanche il diritto. L'Italiano di oggi non è quello che si parlava a Frittole nel 1400 (quasi 1500), e fra 100 anni sarà completamente diverso, probabilmente più semplice (i congiuntivi stanno già sparendo, sotituiti come in inglese dall'indicativo presente) e più ricco di parole straniere. Meglio o peggio non so: resitance is futile (appunto, per me nella sua lingua suona meglio).

Sulla open culture. Sono abbastanza d'accordo sul fatto che l'informazione non faccia cultura, ma mi pare ci siano anche siti dedicati a filosofia, economia ecc. dove si cerca di costruire pensieri nuovi o organizzare i vecchi, e questa mi sembra cultura. Anzi, sarebbe di buon servizio indicare qualche link, se se ne conoscono e se il proprietario del blog accondiscende. A tal proposito mi ricordo anche alcuni post su questo blog dove si parlava di metodo scientifico, falsificabilità e altro ancora. Manca forse una stesura organica, ma se quando te ne vai hai imparato qualcosa, sempre cultura è, IMHO (ecco, l'ho rifatto).

Salumi.

Guido Q ha detto...

@psionic

Mi correggo: probabilmente il doppio senso "genitale" di "bici" è sentito solo nell'area veneta. :-)

Guido

Rado il Figo ha detto...

Sono padovano ma non capisco il doppio senso di "bici". A meno che non intendessi "bisi" (risi e bisi, nota ricetta nostrana).ù

Rado il Figo ha detto...

Sui neologismi, preferisco chiarire: non sono contro i neologismi veri e propri (chiaro che la lingua e non solo è in continua evoluzione) ma "scannerizzare" e "inizializzazione" non sono neologismi (per quanto FF mi accetti il secondo come "corretto"), ma veri e propri errori.
Ed è anche facile, ripeto, intuire da dove abbiano tratto origine. Se poi mi si dice che parecchi errori ormai non sono più considerati tali, purtroppo ne prendo atto, ma stiamo parlando di altra cosa e non errori. Solitamente l'errore "ormai accettato" era la "verbalizzazione" del participio passato. Ad esempio: perseguire > perseguito > perseguitare > perseguitato. Altro esempio che sta purtroppo prendendo piede è: disdire > disdetto > disdettare > disdettato.

Quanto a Wiki, concordo che la versione inglese sia migliore di quella italiana (non che... ci voglia molto dato il comportamento disdicevole di certi suoi amministratori ed utenti) però anch'essa regala perle in grassa generosità. Vedi, per esempio, cosa scrive sulla Coppa UEFA:
"If the previous UEFA Cup title-holders are not eligible to take part in either of the current UEFA club competitions (UEFA Champions League or UEFA Cup) by virtue of their domestic form, the UEFA Administration may, at the request of the association of the club concerned, admit this club to the current UEFA Cup competition. Its participation will not be at the expense of the contingent of its association."
link : "http://en.wikipedia.org/wiki/Uefa_cup#Current_format"

Tornando a quella italiana, non è che mi rifiuto di collaborare (in tono assai minore partecipo tutt'ora) ma se quando si corregge si viene a pesci faccia, si è sospesi (e pur ammettendo che formalmente la prima volta i solerti amministratori avevano ragione, ma almeno mi è servito per smascherare la loro malafede) e si è pure canzonati pesantemente in questa sede (salvo poi offendersi dopo aver dimostrato che avevo perfettamente ragione), be' allora che si arrangino e si tengano la loro Wikipedia.

Guido q, capisco il tuo punto di vista, che è quello di tante persone, ma nella realtà è come se avvertissi "guarda che a giocare colla roulette russa è mortalmente pericoloso" e tu mi rispondessi "non è vero, sono due mesi che di tanto in tanto ci provo e non mi è mai successo nulla". [p.s.: esempio forzato da non prendere alla lettera :-)]

psionic ha detto...

@guido_q:

Beh, questo mi perplime (cit.) ancora di piu', visto che io vengo da Venezia!

Se vuoi ti posso fare un lungo elenco di sinonimi "genitali", ma di bici non vi e' traccia! boh!
Ovviamente non e' che conosco tutti i dialetti del Veneto, ma sicuramente li conosco meglio del Napoletano, per dire.

Per area veneta cosa intendi? A quale dialetto ti riferisci?

Paolo Attivissimo ha detto...

Rado,

Solitamente l'errore "ormai accettato" era la "verbalizzazione" del participio passato. Ad esempio: perseguire > perseguito > perseguitare > perseguitato. Altro esempio che sta purtroppo prendendo piede è: disdire > disdetto > disdettare > disdettato.

Gli esempi che fai sono parole che hanno assunto significati differenti. Sono coniate a ritroso, come avviene in qualunque lingua viva, per colmare una nicchia lasciata vuota.

"perseguitare" non ha lo stesso significato di "perseguire". Io perseguo uno scopo, non lo perseguito. Io perseguito i complottisti, non li perseguo :-)

Si disdice un appuntamento, ma non lo si disdetta. Si disdetta un contratto, nel senso di inviare la sua disdetta, che è cosa più precisa che disdirlo.

Guido Q ha detto...

@tutti

Orpo, sta a vedere che il doppio senso lo vedo solo io! Forse non viene dal veneto, ma dal friulano... Io abito nella bassa pordenonese, dove i due contributi sono abbastanza mescolati... Comunque sia, meglio chiuderla qui!

@rado il figo

Quelle che tu interpreti come "verbalizzazioni del participio passato" sono in molti casi estensioni nell'utilizzo dell'affisso latino /it/, utilizzato per produrre la forma "intensiva" di molti verbi (per esempio: canto, "canto" > cantito, "canticchio", "canto in continuazione"). Il verbo ottenuto in questi casi, come ha già fatto notare Paolo, ha un significato differente. (Diverso il caso di "disdettare" , sul quale ti do ragione.)

Su Wikipedia: ammetto che possa esistere una deriva non democratica nell'operato degli amministratori, alla quale sarebbe giusto cercare di ribellarsi. Non mi piace invece l'atteggiamento di chi (non dico sia il tuo caso) trova un errore in Wikipedia ed esclama "ecco, guarda, Wikipedia è un cumulo di caxxate". Per due motivi: (1) qualsiasi opera umana contiene degli errori, (2) su Wikipedia gli errori possono essere corretti all'istante da chiunque. È questo il principio rivoluzionario, secondo me. Il fatto che il meccanismo non sia ancora degenerato significa che può funzionare.

Guido

Diego ha detto...

@rado

per la cronaca inizializzare non e' iniziare. Il significato e' diverso, almeno in ambito informatico.

Ovviamente l'origine e' anglosassone, e si riferisce al portare un sistema alle condizioni iniziali.

http://mw1.meriam-webster.com/dictionary/initialize

La versione italiana ha lo stesso significato della versione inglese. E' il verbo italiano "iniziare" ha un significato sensibilmente diverso. Quindi non puo' essere usato senza creare gravi ambiguita'.

Iniziare un processo, per me significa farlo partire, inizializzarlo no.

Rado il Figo ha detto...

Paolo, è giusto che ormai quegli errori hanno assunto un significato diverso, ma sempre come errori sono nati.
Stiamo parlando, per esempio, di "sociale" e "societario" che differiscono a secondo di cosa s'intende per "società" (anche se rimane l'espressione "rispondere per le obbligazioni sociali").


Mi sono dimenticato di citare anche i sostantivi "verbalizzati": tipo "direzionare" da "direzione" in luogo del corretto "dirigere".

Rado il Figo ha detto...

Per chiarezza: il mio ultimo commento era stato scritto quand'erano visibili solo i primi 19, quindi prima delle repliche di Guido Q e Diego, che ho letto solo stamane.

In generale: ho capito che ormai certe "corruzioni" hanno assunto un significato diverso, ma vi prego non venitemi a dire che "scannerizzare" e "inizializzare" hanno avuto origine diversa da quella più facilmente intuibile.

Su Wiki: Guido Q, il problema non è tanto la presenza di errori perché la totale libertà di accesso e variazione comporta questi disguidi, quanto la loro permanenza. E collegato a questo vi è l'assurdo che "casi contestati" o sono risolti colla sospensione o con incredibili referendum (tanto per ritornare al io stesso esempio, alla fine si è scelto "Olanda" per "Paesi Bassi").
Mai col guardare le fonti primarie. Anzi, una volta mi sono sentito pure dire che queste non sono attendibili perché tirano acqua al proprio mulino (!!).
Come dire che se devono dare l'accezione giuridica di un termine non usano il codice civile perché è ovvio che il codice "voglia avere ragione".

Mi chiedo quindi perché la "cultura aperta" debba essere in mano a questa gente, spesso ottusa ed autoreferenziale, vedi anche la proposta della casta degli amministratori di bandire chiunque abbia votato contro la loro rielezione.

Ma scherziamo? Questa è cultura aperta? Cultura e aperta?

psionic ha detto...

@rado:
La lingua evolve da errori (come Wikipedia ;-) ) e neologismi, anche Dante ha scritto la Divina Commedia in volgare, cioe' la lingua parlata dal vulgo, ovvero dai ceti basso, ovvero dagli ignoranti. Ovvero, quelli che non sapevano il latino e parlavano un po' come gli veniva.

E da quello e nato l'Italiano, che se noti, e' LEGGERMENTE diverso da come e' scritta la Divina Commedia!

Guido Q ha detto...

@rado il figo

Quello che dici, in linea di principio, è giusto. Ma è smentito dai fatti: adesso sulla Wikipedia in italiano ci sono una voce "Paesi Bassi" e una voce "Olanda" ben distinte. La seconda inizia dicendo chiaramente "L'Olanda è una regione dei Paesi Bassi" ecc. C'è perfino una nota disambigua: "se stai cercando lo stato comunemente chiamato Olanda, vedi Paesi Bassi".

Come la mettiamo con la permanenza degli errori?

Guido

Rado il Figo ha detto...

Non per fare il polemico, Guido, ma ho provato giusto ora a verificare, e invece di Paesi Bassi la pagina parla di Olanda, esattamente come saltò fuori da quel famoso referendum.

Qui il link
"http://it.wikipedia.org/wiki/Nazionale_di_calcio_dell%27Olanda"

Sulle parole "errate", stiamo dicendo la stessa cosa: ci sono errori che per una serie di cause sono diventate parole correnti.

Sulla permanenza degli errori in wiki, auguri. A volte ho come l'impressione di essere l'unico a vederli, ma mi pare francamente eccessivo. Credo che prevalga l'altra ipotesi, ovvero di amministratori incapaci.

Guido Q ha detto...

@rado

Adesso ho capito. Pensavo ti riferissi alla voce dedicata allo stato "Paesi Bassi".

La decisione di adottare "Nazionale di calcio dell'Olanda" e non "Nazionale di calcio dei Paesi Bassi" è discutibile (e infatti è stata discussa) ma non è ingiustificata, tant'è vero che non si sono trovate citazioni ufficiali per cotraddirla. Perfino un olandese ha dato il suo placet alla scelta finale. Criticare in toto Wikipedia per una faccenda come questa mi sa tanto di ripicca: ho perso il referendum, me ne vado sbattendo la porta. (Lo dico con spirito amichevole, senza intenzione di offenderti.)

A mio parere, lo spirito "libero" di Wiki è un pregio che permette di tollerare piccoli "difetti" come questi. D'altro canto, ti sfido a provare che in tutta la Treccani ci si riferisca ai Paesi Bassi solo e soltanto come "Paesi Bassi"! :-)

Guido

Diego ha detto...

Ottimo intervento, come sempre d'altra parte.

Solo due piccoli appunti:

1. "Destrutturazione" ha 16 lettere (e non 15)
2. Nemmeno una citazione per l'affresco che ornava la volta del salone, ove vi erano rappresentate evidenti scie chimiche

Ciao e alla prossima :-)

Paolo Attivissimo ha detto...

Grazie, Diego. Ho detto 15? Non "almeno 15"? Dannazione, la CIA non scrive più i copioni di una volta.

Per il punto 2: sono stato "minacciato di brutto" dai militari, per cui devo tacere, non lo sapevi? link (cerca "servizi")

Marco ha detto...

Si', bell'intertervento, mi e' piaciuto :-)

Eppure... le scie erano evidentemente al di sotto delle nuvole rappresentate nel cielo dell'affresco, a bassissima quota.

Non ne hai parlato: e' un chiaro segno di complicita'.

Dan ha detto...

"ma vi prego non venitemi a dire che "scannerizzare" e "inizializzare" hanno avuto origine diversa da quella più facilmente intuibile."
Intendi "acquisire con lo scanner" e dalla parola inglese "initialization"? Perchè è da lì che vengono...
ribadisco quanto già detto: per un programmatore iniziare e inizializzare non c'azzeccano nulla l'uno con l'altro.

Rado il Figo ha detto...

A Guido Q: tanto per chiarire, non ho partecipato a quel folle referendum, perché mi è parso assurdo chiedere "cosa preferite scrivere? Una nozione corretta o una sbagliata?".
I miei motivi contro Wiki sono ben altri e ben argomentati, anche in questo blog, che una ripicca su un referendum perso.
Tanto per gradire, infatti, la casta degli amministratori si è già mossa: ho appena letto una richiesta di spiegazioni per quanto ho scritto in questa discussione, come se i poverini nemmeno si ricordassero cosa (mi) hanno combinato.

A Dan: ci sei molto vicino. Si è trattato di traduzioni "alla buona" di quello che si leggeva nella schermate, tipo "resettare" invece di riassettare, perché sul pulsante c'è scritto "reset", o l'incredibile cartello che c'era nella sala computer a Ca' Foscari "È vietato downloadare" .