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2008/10/31

Il mistero della foto nel castello

Caccia alla spiegazione per una foto spettrale


Simona Foglia, una delle conduttrici della Rete Tre della radio svizzera di lingua italiana, mi ha sottoposto questa foto misteriosa, scattata con il suo telefonino. La pubblico, insieme ai dettagli, con il suo permesso:



Avete qualche teoria o spiegazione razionale per la sovrapposizione di questa strana nebbia rossastra? Sono esclusi trucchi e ritocchi digitali successivi allo scatto, fatto con un telefonino privo di funzioni di doppia esposizione o simili. La località potrebbe essere significativa: è la piscina del Castello di Cavo, all'isola d'Elba. Se siete da quelle parti, potreste provare a ricreare la foto. Simona mi conferma che non c'erano vetri di mezzo che potessero generare riflessi.

Mi raccomando: se googlate, troverete questa storia già segnalata presso un forum dedicato ai misteri. Non si tratta di un'epidemia di foto misteriose: l'immagine è la stessa.

67 commenti:

Alice ha detto...

magari e` il riflesso di un dito che era troppo vicino all'obiettivo?
Alice

[= flavio = ha detto...

Il fatto e' che accettiamo e ci fidiamo degli apparecchi elettronici come se fossero dei punti di riferimento. Introduciamo troppe variabili ai misteri. Per esempio poteva essere l'obiettivo della lente un po' appannato o sporco, c'era dell'umidita' nell'aria e chissa' come la luce dei raggi del sole ne ricavava quest'effetto. La nostra gentilissima e simpatica fotografa sa cosa ha visto ma la macchina fotografica ha riportato altro. In questo caso si puo' forse fantasticare quanto si vuole... ma non e' stato possibile replicare nella foto la vera realta'.
Idea mia...

flo

Edgar Bangkok ha detto...

I cerchi colorati ricordano un effetto ottico delle lenti chiamato Effetto Fresnel
http://www.sfu.ca/adm/fresnel_zone_plate.html

Potrebbe essere un effetto dovuto alla luce del sole sull'obbirttivo

Saluti da Bangkok
Edgar

Paolo ha detto...

Che sia l'effetto della condensa sull'obiettivo, essendo fatto in un ambiente con elevata umidità relativa?

Marco Cavallaro ha detto...

Secondo me si tratta molto evidentemente di una bella impronta digitale sulla lente del telefonino, in parole povere, una ditata.
Si vedono nitidamente le righe circolari.
A proposito di questi "misteri", io ho parlato spesso sul mio blog di fotografia, in particolarmodo degli "orbs" (http://marcophoto.myblog.it/archive/2007/07/16/il-mistero-degli-orbs.html).

Ciao,

Marco

MrPatol ha detto...

Ogni telefono cellulare ha un vetrino o plastica per proteggere i componenti sensibili delle fotocamere. La mia ipotesi è che in vicinanza di una piscina il vetrino abbia fatto un po di condesazione interna e la luce riflessa dall'obbiettivo (i cerchi concentrici) sul vetrino hanno generato questo effetto.

... rimarrebbe da capire come mai non sono centrati nella foto.

Andrea314 ha detto...

non sarà che il cellulare ha fatto cilecca sfarfallando l'immagine, magari nel momento dello scatto un movimento della mano l'ha fatto vibrare, il cellulare non è una macchina fotografica alla fine.

Filo ha detto...

In zona ci sono delle miniere di ferro... potrebbe essere una spiegazione... salutissimi

Alice ha detto...

FACEBOOK..... in realta` ci si puo` inserire liberamente in ogni gruppo geografico che si vuole... l'importante e` limitare l'accesso al proprio profilo nelle impostazioni privacy. inoltre, ad ogni creazione di album fotografico, FB ha l'opzione per limitarne l'accessibilita` :-]
baci da Parigi

Anonimo ha detto...

a me pare molto banalmente un bell'obiettivo (o meglio, vetrino) zozzo con una ditata e un bel po' di condensa da umidità
insomma nulla che uno che faccia più di una foto alla settimana non trovi normale

Anonimo ha detto...

leggendo la discussione linkata, il cercare facce è proprio uno sforzarsi di brutto eh....
anche da bambini ci si giocava, con le nuvole però, senza sapere si chiamasse pareidolia :)

Mauro ha detto...

A me dà l'idea di un obbiettivo sporco di ... crema. Magari l'obbiettivo stesso viene a contatto con la pelle nell'utilizzo del telefonino.

R3DKn16h7 ha detto...

potrebbe essere vapore acqueo, magari l'effetto rossastro è dato dal cloro... semplici supposizioni. Non sembra nulla di paranormale, come già detto potrebbe essere una ditata sull'obiettivo, ecc... però è bello provare a indovinare gli strani effetti che compaiono sulle foto.

Anonimo ha detto...

ricreare la foto è molto semplice: ora che fa freddo, entrate dentro la piscina della palestra con gli occhiali...
ecco fatto

provate con una macchina fotografica e vedete :)

oppure in montagna state fuori di sera per un po', poi rientrate in casa e provate a scattare qualche foto...

Brazov ha detto...

Ma l'ha tolta la pellicola di plastica protettiva del nuovo telefonino?

Massimo M. ha detto...

Anch'io sono propenso per la ditata anche se la colorazione è anomala ai tempi delle fotografia chimica alcuni professionisti usavano ungere ad arte l'obbiettivo (o meglio un filtro davanti all'obbiettivo) per ottenere l'effetto flou desiderato ... sarebbe utile sapere ora dello scatto, posizione relativa del sole, se il cielo era sereno etc...

De-MonHell ha detto...

ritengo valide quasi tutte le altre ipotesi alle quali tra l'altro ho pensato anch'io:

- la piscina è un posto ad alta umidità. la formazione di condensa è possibile ma mi chiedo se anche in spazi aperti. al chiuso come sottolienea otello è facilissimo che si formi condensa (chi ha gli occhiali come me capisce benissimo).

- unto: effettivamente potrebbe essere una ditata o dello sporco untuoso.

SECONDO ME però c'è anche un'altra possibile spiegazione: vero che topone ha detto che non ci sono vetri di mezzo, ma questo non esclude a priori possibili riflessi o riverberi.
ora, la qualità è un po' scarsa per dire da che direzione provenga il sole (nelle informazioni EXIF non ci sono informazioni sull'ora o il giorno, o almeno io non le vedo). comunque nella foto si vede qualche increspatura sull'acqua e se non sbaglio anche qualche riflesso intenso in direzione dell'obiettivo (tanto che le parti più chiare hanno un alone biancastro attorno).
E' possibile che un'increspatura non visibile abbia "abbagliato" la fotocamera.

può darsi anche che sia un problema temporaneo della fotocamera ma "nokia 5300 camera problem" su google non porta a niente che non siano problemi software.

Claudio ha detto...

secondo me sono effetti dovuti alle lenti (telefonino... pfui...) e all'umidità.
Scommettiamo che se la rifà con una macchina fotografica seria il problema non appare o almeno non così notevole?

Fabrizio ha detto...

Credo che il buon Giacobbo sarebbe capace di ricavarci un'intera puntata da questa foto...

Ales e Anna ha detto...

mia moglie aveva scattato una foto molto simile a questa ...nel nostro caso era semplicemente una ditata di fondotinta sull'obbiettivo!

BigFas ha detto...

forse la lente della macchina è bagnata.

Vittorio ha detto...

secondo me è solo la lente sporca :P

psionic ha detto...

Tutte le supposizioni precendenti hanno senso.

Il concetto di base e' che noi diamo per scontato che quello che vediamo con i nostri occhi, sia quello che possiamo fotografare.

Niente di piu' sbagliato.
Il piu' delle volte, e' quello che, piu' o meno succede. Ma dato che i due meccanismi di "ripresa" sono ENORMEMENTE diversi, non c'e' da stupirsi che a volte le due "immagini" siano parecchio diverse.

Una macchina fotografica cattura tutti i raggi di luce provenienti da un angolo solido per tutta la durata (variabile) dell'esposizione.

I nostri occhi (e soprattutto il nostro cervello!) vedono, ad alta risoluzione, piccolissime porzioni di cio' che ci circonda, variando continuamente l'apertura della pupilla, il fuoco e la posizione. L'immagine finale che si forma nel cervello e' una specie di collage di tutte queste informazioni.

Per questo noi possiamo vedere "contemporaneamente" a fuoco soggetti vicini e lontani, zone molto in luce e in ombra, e ad una risoluzione, rispetto alla "dimensione" dell'immagine, molto maggiore a qualsiasi macchina fotografica analogica o digitale, almeno per il momento.

Nelle situazioni che esaltano queste differenze di visione, le foto possono risultare molto diverse.
Ad esempio in situazioni di forte contrasto luminoso, o nel caso di "interferenze" sui raggi luminosi entranti.
Noi riusciamo a minimizzare il rumore, perche' il "tempo" della singola esposizione e' molto basso e possiamo effettuare ulteriori esposizioni riducendo l'errore in maniera quadratica (come negli esperimenti scientifici).
La macchina fotografica, invece, potendo solo sommare nel tempo le informazioni che riceve, non puo' migliorare il rapporto segnale rumore.

Tutto questo, poi, trascendendo dall'interpretazione psichica dell'immagine. Come noi siamo in grado di seguire una singola voce durante un party, cosi' possiamo isolare dall'immagine le informazioni che ci interessano, cosa che una macchina fotografica, ovviamente, non puo' fare

psionic ha detto...

Io, comunque, trattandosi di un cellulare, propendo per la ditata sull'obiettivo, anzi, come piu' correttamente detto, sul vetro di protezione. Che sta un po' distante dall'obiettivo, e quindi la ditata risulta un po' piu' a fuoco (sempre molto sfocata ovviamente, ma se fosse sull'obiettivo probabilmente non si vedrebbe, ridurrebbe semplicemente il potere risolutivo della macchina)

Rodri ha detto...

Voto per la ditata, cosa peraltro del tutto probabile su di un cellulare.

Non viene detto se le foto precedenti e successive fatte con lo stesso cellulare presentano lo stesso problema...

martinobri ha detto...

C'è un modo molto semplice di risolvere la questione: prendete le impronte digitali alla fotografa e confrontatele con quelle sull'immagine :-)

Dan ha detto...

E sempre a proposito di ditate sul vetro, se non sbaglio molti di quei vetrini hanno un riflesso rosso sulla superficie (credo un filtro per la luce o qualcosa del genere...). La ditata o la condensa potrebbero avere diffuso e reso visibile in parte questa luce rossa solitamente invisibile.

Gian Piero Biancoli ha detto...

A parte che la forma del disturbo non mi sembra quella di un'impronta digitale, mi auguro che la spiegazione non sia veramente una ditata o un obiettivo sporco, ma qualcosa di più scientifico altrimenti questo post non avrebbe senso.

Sarebbe come quella storia in cui il guidatore di un'auto nera che viaggia a fari spenti, senza luna nel cielo e con i lampioni tutti spenti, riesce ad evitare un gatto nero che era sulla strada. Come ha fatto? Era giorno!

Paolo sai già la soluzione o si tratta di motore di ricerca umano?

Sarebbe interessante sapere se il fenomeno è replicabile, purtroppo al momento non dispongo di una piscina per fare delle prove però il riflesso della luce e il vapore acqueo potrebbero influire.

O.T.
E' cambiato il modulo e relativa moderazione dei commenti o pare a me?

Paolo Attivissimo ha detto...

Gian Piero,

Paolo sai già la soluzione o si tratta di motore di ricerca umano?

No, non so la soluzione, e la cosa mi intriga parecchio, anche perché non è una foto trovata chissà dove su Internet, è una foto di cui conosco personalmente l'autrice e le circostanze.


E' cambiato il modulo e relativa moderazione dei commenti o pare a me?

Sì, ho cambiato qualche settaggio, vediamo come funziona: questo dovrebbe essere leggermente più veloce.

Gian Piero Biancoli ha detto...

Ok il gioco piace anche a me e allora, visto che conosci personalmente l'autrice, butto lì alcune domande da girarle:
- Il cellulare che ha fatto la foto, adesso scatta foto normalmente?
- Il disturbo si è presentato solo in quella occasione?
- Che modello di cell è? La foto sembra piccola anche per un cell (forse qualche vecchio motorola), non ci sarebbe la versione in dimensioni originali?
- Possiamo escludere sporco e ditate?
- Ora dello scatto?

La vera sfida non è tanto cercare di dare una spiegazione all'evento (un obiettivo sporco è già una spiegazione plausibile), ma replicare la foto.
Salutoni

Paolo Attivissimo ha detto...

Gian Piero,

sulla base di quello che mi ha detto Simona stamattina in diretta e anche fuori onda:

-- sì, il cellulare ha fatto soltanto quella foto anomala; altre, scattate prima e dopo, nello stesso luogo, non hanno il fenomeno

-- sì, solo in quell'occasione

-- Nokia 5330; quella è l'originale, scaricata direttamente dal telefono

-- Non si possono escludere del tutto

-- 16.30 circa

Concordo sull'idea della vera sfida: replicare la foto è molto più significativo.

Anonimo ha detto...

ok allora per chi ha tempo, prendete un cellulare
perchè la dimensione del sensore (e il fuoco fisso) aiutano

non pulite il vetrino, anzi dategli una bella ditata
mettete il cell in frigo per un po' in modo che si abbassi la temperatura
andate a farvi una doccia :)
estraete il cell dal frigo ed entrate in bagno, dopo la doccia. provate a fare delle foto in bagno e verso una lampada o finestra

note:
1) non ci si assumono responsabilità per danni
2) deve appannarsi il vetrino, chiaramente
3) vestitevi e svestitevi come richiesto per la fase doccia - dopodoccia

icedblind ha detto...

http://img510.imageshack.us/my.php?image=28601246ao0.jpg

riflesso dell'obiettivo sul vetrino?

Paolo Attivissimo ha detto...

Icedblind,

davvero notevole! Qualcuno che ha un Nokia 5330 riesce a replicare il riflesso? E sarebbe spiegabile la colorazione rossastra?

Un altro tassello importante sarebbe avere delle foto della porzione inquadrata della piscina, soprattutto di ciò che sta dietro alle due persone. Se si trattasse di piante irregolari, potrebbero spiegare i giochi di luce che formano il "volto".

Anonimo ha detto...

"riflesso dell'obiettivo sul vetrino?"

se lievemente appannato (condensa da umidità) secondo me aumenta l'effetto

a seconda di quanto era la differenza di temperatura, l'appannatura se ne va da sola
quindi se scatti una foto ora e una tra due minuti, potrebbe essere tranquillamente già evaporata da sola.

Pippolillo ha detto...

Beh, se quello che ha messo "iceblind" (http://img510.imageshack.us/my.php?image=28601246ao0.jpg) è la prova definitiva, mi viene da dire:"Se volete fare delle foto, usate una fotocamera e non un telefono!"
Il telefono serve per mandare SMS e telefonare, appunto. Non è che si possano pretendere prestazioni elevate dal punto di vista delle immagini ed in questo caso, nemmeno prestazioni appena sufficienti.

Anonimo ha detto...

più che altro è buffo vedere qualche mistero nella foto
io semplicemente avrei visto che la foto fa schifo :)

icedblind ha detto...

Per inciso, la foto che ho usato non riproduce l'obiettivo di quel cellulare, bensì l'ottica di un altro cellulare (sempre nokia) trovato in rete, che comunque è praticamente equivalente.
Per il 5330 non sono riuscito a trovare la stessa ad una dimensione decente per fare il confronto. Se qualcuno con quel cellulare volesse fare la prova prova definitiva facendo la sovrapposizione con l'ottica reale dopo averle scattato una foto (con una fotocamera!)..

PS beccare un "notevole" da Paolo al mio primo post mi inorgoglisce :)

Raffaele ha detto...

Fra le altre cose, i cellulari catturano un spettro di frequenze diverso da quello umano e le codificano in maniera diversa dal nostro cervello (ovviamente!).
Io suppongo che sia un riflesso dovuto al cloro più che di umidità, visto che si tratta di una piscina.
Comunque è vero, la vera sfida rimane replicare la foto. Cercate in tutte le piscine, così saprete se è davvero il cloro o no.


Una cosa molto divertente da provare è riprendere con un cellulare (ma anche con una videocamera) uno schermo televisivo o di un computer a tubo catodico. Hanno una frequenza di campionamento delle immagini incompatibile (numero di immagini per secondo) e questo crea delle linee orizzontali come se il segnale fosse "disturbato". A occhio non si vede perché il nostro cervello vuole vedere le immagini che si muovono, mica le diapositive una per una!

Bacca ha detto...

in una foto scattata di notte con la mia digitale, col flash attivato, si vedono dei dischi in corrispondenza del cielo:
http://tinyurl.com/5f8tgk

lo stesso soggetto fotograto pochi istanti dopo senza flash non ha riportato gli stessi disturbi:
http://tinyurl.com/5mo2qe

nè nel caso da te citato nè nel mio saprei dare una spiegazione tecnica, ma solo supposizioni.

Alessandro ha detto...

Le lenti fotografiche hanno diversi stati di una sostanza anti riflesso sulla parte esterna. Avete mai provato a mettere un dito sopra una lente fotografica? vedrete l' impronta colorata di rosso. Si tratta di un abberrazione causata da un impronta digitale che si e' manifestata dalla condenza provocata dall' umidita' della piscina. Parola di fotografo.

Pimo ha detto...

la foto è così piccina perchè è stata scattata con lo zoom immagino, non so se vi possa aiutare

Pimo ha detto...

altra osservazione, riducendo la foto un pochino in modo da vederla più nitida, si notano due cerchi, il primo centrato sulla testa dell'uomo l'altro spostato a destra leggermente più largo e non del tutto completo

icedblind ha detto...

@ Bacca
A mio avviso sono goccioline d'acqua (umidità dell'aria, la condensa prodotta dal tuo fiato..) molto vicine all'obiettivo illuminate dalla luce del flash.
Ah, non è vero che nella seconda foto non ci sono i "dischi": prova a fare un auto-levels con photoshop sulle immagini (per comodità, eccole: http://tinyurl.com/5ral6o)

Anonimo ha detto...

""in una foto scattata di notte con la mia digitale, col flash attivato, si vedono dei dischi in corrispondenza del cielo:
http://tinyurl.com/5f8tgk""

polvere o acqua in sospensione
è una digitalina di quelle compatte vero? con il flash delle compatte capita spesso soprattutto su fondi scuri

scatta con e poi senza il flash e vedi la differenza così eviti il problema

se invece ti vuoi divertire quando nevica o quando c'è pioggia fine (in sti giorni ad esempio) vai di notte e scatta. devono essere sotto la messa a fuoco quindi molto vicini

ma sono sicuro ci sarà qualcuno su internet che dirà che sono esseri magici o ufo che si vedono solo con la macchina fotografica, scegli tu la spiegazione più affascinante :)

Bricke ha detto...

A me pare un impronta digitale...

axlman ha detto...

Paolo Attivissimo ha scritto:
Sì, ho cambiato qualche settaggio, vediamo come funziona: questo dovrebbe essere leggermente più veloce.

Anche io uso da mesi l'embedded form per postare i commenti e devo dire che lo preferisco agli altri due, non solo per una questione di ordine e velocità, ma anche pratica: ad esempio permette di seguire i commenti ricevendone copia anche senza doverne scrivere per forza uno.

Però, e probabilmente non te ne sei accorto, ha un difetto che per me finora, è stao indifferente, per te mi sa un po' meno: non c'è modo di vedere i commenti mandati ad un post dopo il duecentesimo. Anche con gli altri due sistemi non si possono vedere più di duecento commenti alla volta, ma si può cambiare pagina per leggere i sucessivi: con questo sistema non si può, non ancora almeno.

Se invece mi sto sbagliando, cosa possibilissima, e il modo di vedere tutti i commenti, anche dopo il duecentesimo, esiste, concedi il tuo sapere anche a noi, oh sommo ;-)

Paolo Attivissimo ha detto...

Axlman,

in effetti con questo settaggio i commenti non sono tutti visibili se sono tanti (esempio: l'articolo sulle scie chimiche, con 994 commenti).

Grazie di averlo segnalato: ripristino il vecchio settaggio.

Bacca ha detto...

@icedblind

non avevo pensato a fare l'auto-levels, in effetti così sembra proprio si tratti di umidità e ho altre conferme da un bravo fotografo.

@otello

è una vecchia canon. visto che mi trovavo vicino al cimitero stavo pensando di mandarla a Giacobbo :)

Lys ha detto...

Nessuno si è chiesto come mai con un cellulare che può fare foto da almeno 1 megapixel, questa sia solo un misero 320x240? Oltretutto con una compressione jpeg piuttosto elevata che crea un sacco di artefatti.

Leggendo il topic sul forum segnalato (tralasciamo commenti di merito sulla ricerca di volti spettrali), ho visto che c'è una scarsa competenza coi formati immagine, visto che anche la foto coi cerchietti che evidenzia i "volti inquietanti" è stata ricompressa in jpg e crea una valanga di artefatti tutto intorno ai cerchietti stessi.

Insomma, senza voler dire male di chi ha fatto la foto e la diffonde, però il materiale su cui fare un'analisi è veramente di pessima qualità. Con una risoluzione maggiore e con meno compressione si sarebbero potuti apprezzare meglio anche i cosiddetti fenomeni misteriosi, oltre a vedere in faccia le persone ritratte (sennò uno le foto che le fa a fare?).

Comunque, tornando al "mistero", secondo me le linee circolari sono dovute ad un effetto di rifrazione sulla lente dell'obbiettivo o sulla plastica protettiva. Probabilmente ci sbatteva sopra la luce diretta del sole, il che potrebbe anche spiegare la colorazione rossastra.
A che ora è stata scattata la foto? Il sole era basso? Nella foto non ci sono ombre apprezzabili ma mi sembra compatibile con un tardo pomeriggio.
Se qualcuno vuole fare delle prove di riproduzione del fenomeno, può cercare di riprendere dei soggetti in ombra con un orientamento tale che il sole basso pomeridiano colpisca la fotocamera. Secondo me si potrebbero vedere dei risultati interessanti.

Paolo Attivissimo ha detto...

Lys,

Se qualcuno vuole fare delle prove di riproduzione del fenomeno, può cercare di riprendere dei soggetti in ombra con un orientamento tale che il sole basso pomeridiano colpisca la fotocamera.

la tua teoria mi sembra particolarmente azzeccata. Faremo delle prove direttamente con il telefonino in questione.

Mario ha detto...

infiltrazione d'acqua e vapore dentro l'obbiettivo

blu-flame ha detto...

non ho provato a rifare esattamente la stessa cosa ma così su due piedi oserei dire che ci sono due fenomeni che sovrapponendosi possono aver dato questo risultato.

La premessa essenziale è la bassa risoluzione del sensore oggetto sommata alla notevole densità.

Il telefonino di solito possiede davanti alla lente un piccolo vetro per evitare che lo sporco possa entrare nello stesso, come potete notare sulla maggior parte di questi oggetti effettivamente sulla vetro in questione vi è di tutto comprese molte impronte digitali.
Le impronte digitali sono Circolari ed essendo unte a loro volta possono incorporare altra sporcizia recuperata dalle tasche o dalle borse. Basterebbe questo per ottenere in determinate condizioni di umidità e luminosità immagini molto simili a queste, lo sanno bene i fotografi che alitano sulla lente frontale per diminuire la taglienza.


altro fenomeno molto simile a questo è dato dalla polarizzazione della luce che accade quando quest'ultima attraversa alcuni materiali: può darsi che la tua amica abbia lasciato quelle plastiche dell'imballaggio di protezione davanti all'obiettivo.

le stesse plastichette possono aver causato una particolare diffrazione ben conosciuta a chi proietta diapositive chiamati anelli di newton e mooolto simili, il violetto separato dai rossi&c.

La qualita' e la post elaborazione della foto non da' adito a sapere quale di queste e' la canditata certa (io voto per la plastichetta non tolta con newton) ma nulla di strano.

Pimo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Pimo ha detto...

secondo me c'era una fonte luminosa di fronte a sinistra di chi ha scattato

Lys ha detto...

Ho fatto una prova sotto casa col mio cellulare.
Immagine ospitata su Imageshack

Un po' di alito sull'obbiettivo ed il sole di traverso ma che illumina la lente.
Si nota chiaramente un alone rossastro che però in questo caso ha una specie di bordo arcuato sulla destra, tipo arcobaleno.
Si intravede anche un motivo come di archi concentrici con curvatura contrapposta al bordo arcuato di cui sopra (non sono molto evidenti, si notano un po' meglio quando passano sopra l'auto nera).

Nell'immagine seguente ho tracciato in blu il bordo arcuato ed in rosso l'andamento dei segni concentrici.
Immagine modificata

Dan ha detto...

"Axlman,

in effetti con questo settaggio i commenti non sono tutti visibili se sono tanti (esempio: l'articolo sulle scie chimiche, con 994 commenti).

Grazie di averlo segnalato: ripristino il vecchio settaggio."

Grazie, anche perchè (almeno secondo me) quella visualizzazione, simile a quella dell'articolo singolo con i commenti di seguito e molto meno leggibile di quella con i commenti per conto suo: il font è più piccolo, meno agevole per l'occhio, e sopratutto il nickname dell'autore diventa piccolissimo. Preferisco di gran lunga i commenti "classici".

Loris ha detto...

pulire la lente la prossima volta.. :)

amass74 ha detto...

se si guarda l'immagine in negativo tanta suggestione sparisce e resta una ditata probabilmente messa in evidenza dal sole basso o un riflesso sulla lente non riproducibile allo scatto successivo. bye

dadaumpa ha detto...

mi è capitato qualcosa di simile scattando delle foto a macchu picchu col cellulare sono venute delle linee di quel colore rosso in alcune foto e in altre no, penso sia qualche problema di luce oppure dovuto alla fotocamera

paulatz ha detto...

Oltre a quanto già detto dagli altri, ho solo un'ipotesi da aggiungere: qualche ragazzino stava giocando con un diodo laser.

Purtroppo non posso provare sperimentalmente, il mio ha le pile scariche. Cercherò di comprarne un ricambio, ma se qualcuno mi precede, tanto meglio.

freesnake ha detto...

è possibile poter visionare le foto immediatamente precedenti e successive a quella in oggetto. forse mi sarebbe più facile capire qualcosa sulle luci dell'ambiente e scovare qualche impercettibile traccia dello strano effetto... grazie. Matteo

Rick ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Rick ha detto...

La classica ditata sulla lente dell'obiettivo... e' visibile solo quando le foto vengono scattate controluce.

Gustavo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
axlman ha detto...

Contrordine.

Paolo, se vuoi usare i commenti con la embedd form, ho trovato il codice che permette di cambiare pagina e vedere i commenti successivi al duecentesimo:


[b:if cond='data:post.commentPagingRequired']
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[data:post.oldestLinkText/]
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&(cancelletto)160;
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[a expr:class='data:post.newLinkClass' expr:href='data:post.newestLinkUrl']
[data:post.newestLinkText/]
[/a]
[/span]
[/b:if]

dove al posto delle parentesi quadre bisogna usare le uncinate e al posto di (cancelletto) va usato #.

Per le specifiche di Blogger il codice va messo subito prima e subito dopo l'elenco dei commenti (il comment-block), ma naturalmente lo metti dove vuoi, basta giocare un po' col codice: l'importante e che adesso conosci la sintassi per richiamare le altre pagine.

Volendo puoi usare anche le due forme (commenti classici e commenti embedd) allo stesso tempo, basta che togli gli opportuni if nel codice di Blogger (non quello che ti ho dato io, quello del tuo blog) per fare in modo che se uno vuole commentare embedd va nel permalink della pagina, mentre se clicca su Commenti va nelle pagine dei commenti classici.

Spero di essermi capito...

MeDeaOrtica ha detto...

per la dominante "rossastra" di quella che anche a me sembra un'impronta, la spiegazione del colore magenta sta nella scarsa capacità di filtrare gli infrarossi tipica delle macchine digitali, oltretutto le dominanti di questo tipo sono tipiche sulla neve o in presenza di specchi d'acqua fortemente riflettenti, in fotografia professionale si usano dei filtri UV apposta (non vi è mai capitato di andare a sciare, e ritrovarvi con le foto tutte rosate? è da manuale basico di fotografia); probabilmente la ditata originariamente era grigiastra, poi con la luce e la diffusione e la non filtrazione è diventata così nella foto.