Alla Moonbound 5 ci saranno Sergio Di Stefano, voce di personaggi come Alan Carter in Spazio 1999 o William T. Riker in Star Trek: The Next Generation e di Christopher Lambert e Kevin Costner, e ci sarà Gianni Garko, che interpretò Tony Cellini nell’episodio di Spazio 1999 “Il dominio del drago”.
Sono stati invitati anche Roy Dotrice (il commissario Simmonds in due episodi della prima serie di Spazio 1999) e Anton Phillips (il dottor Mathias in Spazio 1999), e Pierfilippo Siena, caporedattore di CineVFX, esperto di effetti visivi, scrittore e figlio del compianto regista televisivo Romolo.
Le date sono l'8 e 9 ottobre 2005. Se posso, ci faccio un salto anch'io. Se poi offrono di impiumare chi ha scelto la canzone degli Oliver Onions (erano loro, se non ricordo male) "C'è un mostro che distrugge tutte le astronavi...", mi precipito! Maggiori info sul sito linkato qui sopra.
Un blog di Paolo Attivissimo, giornalista informatico e cacciatore di bufale
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2005/08/08
[IxT]Rientro dello Shuttle: immagini e aggiornamenti in tempo reale
Questa newsletter vi arriva grazie alle gentili donazioni di "cerra2", "casper" e "mauro.luch****1".
Se vi interessa seguire in tempo reale il rientro dello Shuttle Discovery oggi, fra circa un'ora, potete farlo via Internet guardando direttamente Nasa TV, disponibile in formato Real e Windows Media.
Io sto seguendo la missione, il cui rientro è già stato posticipato oggi a causa del leggero maltempo alla pista di atterraggio in Florida.
Volevo cogliere l'occasione per fare un piccolo esperimento che riguarda il mio lavoro futuro (per ora non posso dire di più per scaramanzia): se vi interessa seguire una mia "telecronaca" (testuale) del rientro, vi basta continuare a ricaricare questa pagina del blog.
L'ora indicata è sempre quella italiana.
11:37. Gli orari possibili di rientro domani (9 agosto) sono alle 10:56 e alle 12:31, per il rientro al Kennedy Space Center, e alle 13:00 e 14:36 per il rientro alla Edwards Air Force Base in California.
11.07. Il controllo missione ribadisce che le condizioni meteo al Kennedy Space Center sono ancora instabili, con nuvole basse e possibili piogge nelle vicinanze, che sarebbero al momento accettabili per il rientro. Tuttavia, in considerazione dell'instabilità, il controllo missione ha deciso che il rientro è rinviato di 24 ore circa. La decisione è stata comunicata al comandante del Discovery, Eileen Collins. La prima possibilità di rientro è intorno alle 10 di domani.
10.51. Le nubi al Kennedy Space Center si stanno diradando, per cui entro pochi minuti verrà presa la decisione di dare o non dare il "go" che consenta l'inizio delle operazioni di rientro.
10.41. Lo Shuttle è sopra l'Atlantico, con la coda in avanti, pronto (se riceve l'OK dal Controllo Missione) per accendere i motori per il rientro fra circa 30 minuti, alle 11.15, quando sarà sopra l'Oceano Indiano, ad un'altezza di circa 350 km. I motori verranno accesi per 3 minuti e 9 secondi per ridurre la velocità del Discovery in modo da farlo scendere verso l'armosfera. Il contatto con l'atmosfera è previsto per le 11.50, con assetto inclinato a 40°, che verrà manutenuto per 5 minuti, seguito da 4 virate per ridurre ulteriormente la velocità. L'atterraggio è previsto per le 12.22.
10:30. Lo Shuttle si trova ora sopra Panama, in attesa di un OK per iniziare la manovra di rientro. L'eventuale OK dovrebbe essere dato, se le condizioni meteo a Cape Canaveral lo consentono, entro qualche decina di minuti.
Se vi interessa seguire in tempo reale il rientro dello Shuttle Discovery oggi, fra circa un'ora, potete farlo via Internet guardando direttamente Nasa TV, disponibile in formato Real e Windows Media.
Io sto seguendo la missione, il cui rientro è già stato posticipato oggi a causa del leggero maltempo alla pista di atterraggio in Florida.
Volevo cogliere l'occasione per fare un piccolo esperimento che riguarda il mio lavoro futuro (per ora non posso dire di più per scaramanzia): se vi interessa seguire una mia "telecronaca" (testuale) del rientro, vi basta continuare a ricaricare questa pagina del blog.
L'ora indicata è sempre quella italiana.
11:37. Gli orari possibili di rientro domani (9 agosto) sono alle 10:56 e alle 12:31, per il rientro al Kennedy Space Center, e alle 13:00 e 14:36 per il rientro alla Edwards Air Force Base in California.
11.07. Il controllo missione ribadisce che le condizioni meteo al Kennedy Space Center sono ancora instabili, con nuvole basse e possibili piogge nelle vicinanze, che sarebbero al momento accettabili per il rientro. Tuttavia, in considerazione dell'instabilità, il controllo missione ha deciso che il rientro è rinviato di 24 ore circa. La decisione è stata comunicata al comandante del Discovery, Eileen Collins. La prima possibilità di rientro è intorno alle 10 di domani.
10.51. Le nubi al Kennedy Space Center si stanno diradando, per cui entro pochi minuti verrà presa la decisione di dare o non dare il "go" che consenta l'inizio delle operazioni di rientro.
10.41. Lo Shuttle è sopra l'Atlantico, con la coda in avanti, pronto (se riceve l'OK dal Controllo Missione) per accendere i motori per il rientro fra circa 30 minuti, alle 11.15, quando sarà sopra l'Oceano Indiano, ad un'altezza di circa 350 km. I motori verranno accesi per 3 minuti e 9 secondi per ridurre la velocità del Discovery in modo da farlo scendere verso l'armosfera. Il contatto con l'atmosfera è previsto per le 11.50, con assetto inclinato a 40°, che verrà manutenuto per 5 minuti, seguito da 4 virate per ridurre ulteriormente la velocità. L'atterraggio è previsto per le 12.22.
10:30. Lo Shuttle si trova ora sopra Panama, in attesa di un OK per iniziare la manovra di rientro. L'eventuale OK dovrebbe essere dato, se le condizioni meteo a Cape Canaveral lo consentono, entro qualche decina di minuti.
[IxT] Allerta phishing Bancoposta
Da ieri mi stanno arrivando numerosissime segnalazioni di un nuovo tentativo di phishing su vasta scala ai danni degli utenti italiani.
Il messaggio che arriva sembra provenire da "support@bancopostaonline.poste.it" e tradisce la propria natura truffaldina principalmente per colpa del suo italiano decisamente stravagante:
"Recentemente abbiamo notato uno o più tentativi di entrare al vostro conto di BancoPostaonline da un IP indirizzo differente.
Se recentemente accedeste al vostro conto mentre viaggiavate, i tentativi insoliti di accedere a vostro Conto BancoPosta possono essere iniziati da voi.
Tuttavia, visiti prego appena possibile BancoPostaonline per controllare le vostre informazioni di conto:"
Il link proposto è in apparenza questo:
https://bancopostaonline.poste.it/bpol/bancoposta/formslogin.asp
ma in realtà nasconde questo indirizzo coreano:
http://www.withwith.or.kr/zboard/icon/formslogin.php
che tuttora, mentre scrivo (8:30 dell'8/8/2005), contiene una copia ben fatta del sito delle Poste, con le caselle per immettervi i codici di accesso al servizio, regalandoli così ai truffatori.
La toolbar anti-phishing gratuita di Netcraft riconosce già questa destinazione indicandone la pericolosità. Inoltre il sito-truffa non visualizza il lucchetto che indica una transazione sicura (quello vero sì).
Valgono le solite raccomandazioni:
Ciao da Paolo.
Il messaggio che arriva sembra provenire da "support@bancopostaonline.poste.it" e tradisce la propria natura truffaldina principalmente per colpa del suo italiano decisamente stravagante:
"Recentemente abbiamo notato uno o più tentativi di entrare al vostro conto di BancoPostaonline da un IP indirizzo differente.
Se recentemente accedeste al vostro conto mentre viaggiavate, i tentativi insoliti di accedere a vostro Conto BancoPosta possono essere iniziati da voi.
Tuttavia, visiti prego appena possibile BancoPostaonline per controllare le vostre informazioni di conto:"
Il link proposto è in apparenza questo:
https://bancopostaonline.poste.it/bpol/bancoposta/formslogin.asp
ma in realtà nasconde questo indirizzo coreano:
http://www.withwith.or.kr/zboard/icon/formslogin.php
che tuttora, mentre scrivo (8:30 dell'8/8/2005), contiene una copia ben fatta del sito delle Poste, con le caselle per immettervi i codici di accesso al servizio, regalandoli così ai truffatori.
La toolbar anti-phishing gratuita di Netcraft riconosce già questa destinazione indicandone la pericolosità. Inoltre il sito-truffa non visualizza il lucchetto che indica una transazione sicura (quello vero sì).
Valgono le solite raccomandazioni:
- non fidatevi mai di un invito a cliccare su un link per reimmettere i vostri codici; si tratta sempre di un tentativo di truffa
- quando visitate un sito ad accesso controllato da codici segreti, digitatene il nome a mano, oppure usando i Preferiti
- fate sapere in giro che esistono truffe di questo genere
- se non immettete i vostri codici nel sito-trappola, siete al sicuro anche se avete ricevuto il messaggio-esca
- i truffatori non vi hanno inviato il messaggio perché sanno che avete un conto Bancoposta: più semplicemente, ne hanno mandate migliaia di copie a tutti gli indirizzi che sono riusciti a trovare, sperando di imbattersi anche in qualche correntista.
Ciao da Paolo.
2005/08/07
[IxT] ERRATA CORRIGE sulla Wikipedia
Traduttore, traditore. Ieri vi ho raccontato dell'intenzione di Wikipedia di smettere di consentire a tutti di modificarne il contenuto. Salta fuori che l'annuncio non è vero ma deriva da un errore di traduzione. La Wikipedia rimane aperta a tutti.
Jimmy Wales, uno dei fondatori della Wikipedia, ha infatti pubblicato una nota secondo la quale ci sarebbe stato un banale errore di ritraduzione che ha scatenato l'equivoco. Lui parlava in inglese a giornalisti tedeschi, che hanno tradotto in tedesco, e la loro traduzione è stata poi riconvertita in inglese.
Strada facendo, s'è perso il senso di quello che diceva Wales: non c'è alcuna intenzione di togliere la libertà universale di modifica alla Wikipedia, ma più semplicemente si sta pensando di affiancare alla Wikipedia "tradizionale", costantemente modificata e in evoluzione, una Wikipedia "stabile" e non modificabile.
Tutto è come prima, insomma. Ringrazio i lettori che hanno segnalato la smentita.
Ciao da Paolo.
Jimmy Wales, uno dei fondatori della Wikipedia, ha infatti pubblicato una nota secondo la quale ci sarebbe stato un banale errore di ritraduzione che ha scatenato l'equivoco. Lui parlava in inglese a giornalisti tedeschi, che hanno tradotto in tedesco, e la loro traduzione è stata poi riconvertita in inglese.
Strada facendo, s'è perso il senso di quello che diceva Wales: non c'è alcuna intenzione di togliere la libertà universale di modifica alla Wikipedia, ma più semplicemente si sta pensando di affiancare alla Wikipedia "tradizionale", costantemente modificata e in evoluzione, una Wikipedia "stabile" e non modificabile.
Tutto è come prima, insomma. Ringrazio i lettori che hanno segnalato la smentita.
Ciao da Paolo.
2005/08/06
S5: usare una pagina Web al posto di Powerpoint
Eric Meyer, il mago delle pagine Web che mi ha ispirato per la mia piccola dimostrazione di come Internet Explorer rovina gli standard del Web, ne ha fatta un'altra delle sue: ha creato S5: un sistema per usare le pagine Web per creare presentazioni, nel pieno rispetto degli standard.
Per vedere quanto è efficace il suo sistema (gratuito, facilmente personalizzabile e liberamente utilizzabile, oltre che compatibile con qualsiasi browser decente e recente), seguite la sua presentazione, che potete anche scaricare. E' tutto puro HTML, con CSS e una spruzzatina di Javascript.
Certo mancano le transizioni animate, ma c'è anche chi osserva che le transizioni di questo genere sono troppo spesso orpelli che distraggono dalla carenza dei contenuti di certe presentazioni.
Premendo la barra spaziatrice, si passa da una "slide" all'altra, e si possono usare Invio, i tasti freccia e il mouse per passare da una "slide" a una qualsiasi altra, anche fuori sequenza se usate il menu cliccabile che compare mettendo il mouse nell'angolo inferiore destro. Impressionante.
Per vedere quanto è efficace il suo sistema (gratuito, facilmente personalizzabile e liberamente utilizzabile, oltre che compatibile con qualsiasi browser decente e recente), seguite la sua presentazione, che potete anche scaricare. E' tutto puro HTML, con CSS e una spruzzatina di Javascript.
Certo mancano le transizioni animate, ma c'è anche chi osserva che le transizioni di questo genere sono troppo spesso orpelli che distraggono dalla carenza dei contenuti di certe presentazioni.
Premendo la barra spaziatrice, si passa da una "slide" all'altra, e si possono usare Invio, i tasti freccia e il mouse per passare da una "slide" a una qualsiasi altra, anche fuori sequenza se usate il menu cliccabile che compare mettendo il mouse nell'angolo inferiore destro. Impressionante.
La Wikipedia rinuncia alla libertà universale di modifica: CORREZIONE
[CORREZIONE: Questa notizia è stata poi smentita da Wikipedia]
Secondo quanto riferito da Yahoo News, la Wikipedia, la celebre enciclopedia multilingue online scritta e aggiornata dagli utenti della Rete, intende eliminare l'accesso libero alla modifica che sinora l'ha contraddistinta.
Una delle caratteristiche peculiari della Wikipedia, infatti, era proprio la possibilità concessa a chiunque di alterarne e correggerne il contenuto. Non era necessaria alcuna identificazione o registrazione: se si notava un errore, si accedeva direttamente via Web alla pagina contenente l'errore e la si modificava. Questo approccio significava riporre fiducia nella correttezza degli utenti e quindi faceva della Wikipedia una sorta di esperimento sociale. La gente è abbastanza intelligente da non approfittare della libertà concessale?
Pare proprio di no. Dopo aver sopportato vari incidenti e atti vandalici, perché erano più che compensati dal fatto che la facilità di correzione incentivava le persone a correggere e migliorare la Wikipedia (l'ho fatto anch'io), i fondatori della Wikipedia, Jimmy Wales e Larry Sanger, hanno gettato la spugna. In un'intervista al quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung, Wales ha detto che sarà necessario trovare un equilibrio fra la protezione delle informazioni e la libertà di accesso che consente di migliorare i contenuti. Potrebbero esservi presto dei contenuti "stabili", ossia pagine che non saranno più modificabili perché sono qualitativamente indiscutibili.
Uno dei casi di vandalismo più recente è stato forse la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Dopo l'elezione del nuovo Papa, un utente ha rimpiazzato la foto di Benedetto XVI con quella dell'imperatore di Guerre Stellari (senza offesa, ma la somiglianza è in effetti "notevole... veramente notevole"). La pagina è rimasta in queste condizioni soltanto per un minuto, ma il rischio per la reputazione di affidabilità conquistata sul campo dalla Wikipedia è troppo alto.
Secondo Wales, potrebbe esserci una sorta di "commissione" che deciderà quali pagine "congelare". Finisce così piuttosto tristemente un esperimento che ha sicuramente rivoluzionato il modo di produrre conoscenza: la prima enciclopedia scritta "dal basso", senza controllo editoriale dall'alto, non scompare, ma non sarà più la stessa. Peccato.
Su Slashdot trovate maggiori info e una discussione degli eventi.
[CORREZIONE (6/8/2005): Questa notizia è stata poi smentita da Wikipedia: Jimmy Wales ha pubblicato una nota secondo la quale ci sarebbe stato un errore di ritraduzione (lui parlava in inglese a giornalisti tedeschi, che hanno tradotto in tedesco, e la loro traduzione è stata poi riconvertita in inglese. Strada facendo, s'è perso il senso di quello che diceva Wales: non c'è alcuna intenzione di togliere la libertà universale di modifica alla Wikipedia, ma più semplicemente si sta pensando di affiancare alla Wikipedia "tradizionale", costantemente modificata e in evoluzione, una Wikipedia "stabile". Tutto è come prima, insomma. Ringrazio i lettori che hanno segnalato la smentita]
Secondo quanto riferito da Yahoo News, la Wikipedia, la celebre enciclopedia multilingue online scritta e aggiornata dagli utenti della Rete, intende eliminare l'accesso libero alla modifica che sinora l'ha contraddistinta.
Una delle caratteristiche peculiari della Wikipedia, infatti, era proprio la possibilità concessa a chiunque di alterarne e correggerne il contenuto. Non era necessaria alcuna identificazione o registrazione: se si notava un errore, si accedeva direttamente via Web alla pagina contenente l'errore e la si modificava. Questo approccio significava riporre fiducia nella correttezza degli utenti e quindi faceva della Wikipedia una sorta di esperimento sociale. La gente è abbastanza intelligente da non approfittare della libertà concessale?
Pare proprio di no. Dopo aver sopportato vari incidenti e atti vandalici, perché erano più che compensati dal fatto che la facilità di correzione incentivava le persone a correggere e migliorare la Wikipedia (l'ho fatto anch'io), i fondatori della Wikipedia, Jimmy Wales e Larry Sanger, hanno gettato la spugna. In un'intervista al quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung, Wales ha detto che sarà necessario trovare un equilibrio fra la protezione delle informazioni e la libertà di accesso che consente di migliorare i contenuti. Potrebbero esservi presto dei contenuti "stabili", ossia pagine che non saranno più modificabili perché sono qualitativamente indiscutibili.
Uno dei casi di vandalismo più recente è stato forse la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Dopo l'elezione del nuovo Papa, un utente ha rimpiazzato la foto di Benedetto XVI con quella dell'imperatore di Guerre Stellari (senza offesa, ma la somiglianza è in effetti "notevole... veramente notevole"). La pagina è rimasta in queste condizioni soltanto per un minuto, ma il rischio per la reputazione di affidabilità conquistata sul campo dalla Wikipedia è troppo alto.
Secondo Wales, potrebbe esserci una sorta di "commissione" che deciderà quali pagine "congelare". Finisce così piuttosto tristemente un esperimento che ha sicuramente rivoluzionato il modo di produrre conoscenza: la prima enciclopedia scritta "dal basso", senza controllo editoriale dall'alto, non scompare, ma non sarà più la stessa. Peccato.
Su Slashdot trovate maggiori info e una discussione degli eventi.
[CORREZIONE (6/8/2005): Questa notizia è stata poi smentita da Wikipedia: Jimmy Wales ha pubblicato una nota secondo la quale ci sarebbe stato un errore di ritraduzione (lui parlava in inglese a giornalisti tedeschi, che hanno tradotto in tedesco, e la loro traduzione è stata poi riconvertita in inglese. Strada facendo, s'è perso il senso di quello che diceva Wales: non c'è alcuna intenzione di togliere la libertà universale di modifica alla Wikipedia, ma più semplicemente si sta pensando di affiancare alla Wikipedia "tradizionale", costantemente modificata e in evoluzione, una Wikipedia "stabile". Tutto è come prima, insomma. Ringrazio i lettori che hanno segnalato la smentita]
2005/08/03
Non c’è più religione, Apple presenta il mouse a due tasti
Apple è sempre stata criticata per la sua scelta "a prova di cretino" di usare come standard il mouse a un tasto solo. Dovreste vedere un utente alle prime armi col computer, che non si ricorda mai quando c'è da cliccare col tasto destro e quando col sinistro.
Va detto per tutti i Mac-scettici che qualsiasi Mac funziona anche con un mouse a due tasti "normale" (come quello che uso io, un comunissimo mouse wireless per PC Windows) e che nel Mac il pulsante destro "mancante" è sostituito dalla cliccata lunga o da un clic mentre si preme il tasto Ctrl [non Comando come avevo scritto distrattamente in origine] sulla tastiera.
Comunque sia, Apple ha posto rimedio a questa presunta "falla" presentando il Mighty Mouse, il "Supertopo": un mouse dal guscio monoblocco ma con due aree sensibili alla pressione nella zona dove normalmente si trovano i tasti.
Il Mighty Mouse integra anche una pallina, al posto della rotella tradizionale, che permette lo scorrimento in tutte le direzioni invece che soltanto in verticale e in orizzontale, ed è anche "strizzabile": lo si può programmare in modo che stringendo le sue fiancate si accede a una funzione a scelta, per esempio la visualizzazione simultanea in piccolo di tutte le finestre aperte (Exposé).
E' compatibile anche con Windows, e per ora esiste soltanto in versione cablata USB al prezzo USA di 49 dollari.
Ars Technica ne ha una prova su strada e una dissezione, in inglese.
Va detto per tutti i Mac-scettici che qualsiasi Mac funziona anche con un mouse a due tasti "normale" (come quello che uso io, un comunissimo mouse wireless per PC Windows) e che nel Mac il pulsante destro "mancante" è sostituito dalla cliccata lunga o da un clic mentre si preme il tasto Ctrl [non Comando come avevo scritto distrattamente in origine] sulla tastiera.
Comunque sia, Apple ha posto rimedio a questa presunta "falla" presentando il Mighty Mouse, il "Supertopo": un mouse dal guscio monoblocco ma con due aree sensibili alla pressione nella zona dove normalmente si trovano i tasti.
Il Mighty Mouse integra anche una pallina, al posto della rotella tradizionale, che permette lo scorrimento in tutte le direzioni invece che soltanto in verticale e in orizzontale, ed è anche "strizzabile": lo si può programmare in modo che stringendo le sue fiancate si accede a una funzione a scelta, per esempio la visualizzazione simultanea in piccolo di tutte le finestre aperte (Exposé).
E' compatibile anche con Windows, e per ora esiste soltanto in versione cablata USB al prezzo USA di 49 dollari.
Ars Technica ne ha una prova su strada e una dissezione, in inglese.
Microsoft, il nome “Vista” criticato da altri titolari di marchi simili
Secondo InfoWorld Nederland, due associazioni che aiutano le organizzazioni sanitarie ad implementare il software per la gestione di ospedali, case di riposo e cliniche per i veterani statunitensi non sono affatto entusiaste della scelta di Microsoft di usare Vista come nome del suo futuro sistema operativo. E' comprensibile, visto che le associazioni si chiamano VistA Software Alliance e WorldVista.
Siccome entrambe si occupano di software, il rischio di confusione non è trascurable, anche se sembra eccessiva la posizione di VistA Software Appliance secondo la quale la scelta del nome "Vista" sarebbe "un affronto alle persone che si prendono cura dei veterani del nostro paese". Il software VistA è in uso da circa vent'anni e fornisce gli archivi elettronici per milioni di veterani in oltre mille fra ospedali, cliniche e case di riposo.
Anche la Vista Inc., che ha sede guarda caso a Redmond (come Microsoft) e si occupa di software, sta valutando l'ipotesi di fare causa per violazione di marchio.
Secondo Microsoft, è stata fatta una ricerca accurata prima di scegliere "Windows Vista", e va notato che il nome che verrà usato come marchio da zio Bill sara "Windows Vista", non "Vista" da solo. Certo, come no: perché tutti usiamo sempre il nome esteso dei prodotti e a nessuno viene mai in mente di dire "XP" al posto di "Windows XP" oppure "ho comprato una Punto" al posto di "ho comprato una Fiat Punto".
Non tutti sono scontenti della scelta, però: la Vista Software Inc., con sede in Arizona, e la Vista Software di La Jolla, in California, ritengono che le loro società beneficeranno dell'associazione con Windows Vista.
Siccome entrambe si occupano di software, il rischio di confusione non è trascurable, anche se sembra eccessiva la posizione di VistA Software Appliance secondo la quale la scelta del nome "Vista" sarebbe "un affronto alle persone che si prendono cura dei veterani del nostro paese". Il software VistA è in uso da circa vent'anni e fornisce gli archivi elettronici per milioni di veterani in oltre mille fra ospedali, cliniche e case di riposo.
Anche la Vista Inc., che ha sede guarda caso a Redmond (come Microsoft) e si occupa di software, sta valutando l'ipotesi di fare causa per violazione di marchio.
Secondo Microsoft, è stata fatta una ricerca accurata prima di scegliere "Windows Vista", e va notato che il nome che verrà usato come marchio da zio Bill sara "Windows Vista", non "Vista" da solo. Certo, come no: perché tutti usiamo sempre il nome esteso dei prodotti e a nessuno viene mai in mente di dire "XP" al posto di "Windows XP" oppure "ho comprato una Punto" al posto di "ho comprato una Fiat Punto".
Non tutti sono scontenti della scelta, però: la Vista Software Inc., con sede in Arizona, e la Vista Software di La Jolla, in California, ritengono che le loro società beneficeranno dell'associazione con Windows Vista.
2005/08/01
C’è Palladium dentro i futuri Mac?
C'è una discussione molto interessante su Slashdot in proposito:
http://apple.slashdot.org/apple/05/08/01/0421248.shtml?tid=179&tid=118&tid=3
Secondo vari articoli, citati nella discussione, il nuovo kernel Intel presente nel DVD di Mac OS X per processori Intel usa il TCPA (noto anche come Palladium), e nel computer c'è un apposito chip Infineon che impedisce a determinati componenti del sistema operativo di funzionare se non sono autorizzati.
La cosa va tenuta d'occhio con la massima attenzione. Può darsi che sia semplicemente un metodo per impedire che Mac OS X giri su hardware non-Apple, oppure qualcosa di più subdolo, come un sistema anticopia che permetterebbe ad Apple di offrirsi a Hollywood come piattaforma affidabile per la distribuzione di film e telefilm via Internet e, in futuro, di decidere cosa gli utenti posso vedere, quando possono vederlo, e quanto devono pagarlo.
E' probabile che anche in quest'ultima ipotesi ci saranno le tecniche per aggirare le protezioni, ma non è un buon segno. Neanche quando viene da Apple, che molti considerano come casta e pura (dimenticando l'anticopia già presente in iTunes).
http://apple.slashdot.org/apple/05/08/01/0421248.shtml?tid=179&tid=118&tid=3
Secondo vari articoli, citati nella discussione, il nuovo kernel Intel presente nel DVD di Mac OS X per processori Intel usa il TCPA (noto anche come Palladium), e nel computer c'è un apposito chip Infineon che impedisce a determinati componenti del sistema operativo di funzionare se non sono autorizzati.
La cosa va tenuta d'occhio con la massima attenzione. Può darsi che sia semplicemente un metodo per impedire che Mac OS X giri su hardware non-Apple, oppure qualcosa di più subdolo, come un sistema anticopia che permetterebbe ad Apple di offrirsi a Hollywood come piattaforma affidabile per la distribuzione di film e telefilm via Internet e, in futuro, di decidere cosa gli utenti posso vedere, quando possono vederlo, e quanto devono pagarlo.
E' probabile che anche in quest'ultima ipotesi ci saranno le tecniche per aggirare le protezioni, ma non è un buon segno. Neanche quando viene da Apple, che molti considerano come casta e pura (dimenticando l'anticopia già presente in iTunes).
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