Questi articoli erano stati pubblicati inizialmente sul sito della Rete Tre
della Radiotelevisione Svizzera, dove attualmente non sono più disponibili.
Vengono ripubblicati qui per mantenerli a disposizione per la
consultazione.
Test di sicurezza per il vostro browser
Moltissimi utenti usano programmi di navigazione impostati in modo vulnerabile
perché non aggiornati e quindi contengono falle che sono già state turate,
secondo una ricerca della società di sicurezza Qualys. Volete sapere se il
vostro browser è a rischio? C'è il test gratuito e innocuo
BrowserCheck, che fa una
scansione innocua, valida per Windows, Mac e Linux, alla ricerca di
vulnerabilità nei browser e nei loro plug-in.
Secondo le ricerche fatte con questo sistema, circa l'80% dei computer che si
sono sottoposti al test hanno rivelato almeno una falla dovuta a un componente
non correttamente aggiornato. Addirittura c'è un 10% dei computer che non ha
mai ricevuto uno degli aggiornamenti periodici da parte di Microsoft.
Il plug-in più frequentemente non aggiornato è Java, nel 40% dei computer,
seguito dal Reader di Adobe (32%) e da Quicktime di Apple (meno del 25%).
Se non vi accontentate di un solo test, c'è anche quello di Mozilla:
Plugincheck.
Non sono perfetti e la comunità degli smanettoni di Slashdot critica alcuni
aspetti del test, ma possono essere un buon promemoria della necessità di
tenere aggiornati i componenti aggiuntivi del browser, in particolare Java,
Quicktime, Adobe Reader e Flash.
Fonti:
Computerworld,
Slashdot.
I dischi a stato solido non si cancellano quando li cancellate
Cancellate sempre i dati sensibili dai vostri dischi rigidi prima di adibirli
ad altri usi o mandarli al riciclaggio? Dovreste farlo: è buona norma di
sicurezza, perché i ficcanaso informatici non aspettano altro per rubarvi foto
o documenti compromettenti, come sta succedendo in questo periodo con le
battaglie intorno a Wikileaks.
Di solito si pensa che per azzerare e rendere illeggibile il contenuto
sensibile di un disco rigido basti usare uno dei tanti programmi appositi
inclusi per esempio in Windows, Mac OS X o Linux. Ma due ricercatori della
University of California San Diego, Steven Swanson e Michael Wei, hanno
scoperto che le normali tecniche
di cancellazione dati non funzionano con i dischi allo stato solido, quelli
senza parti mobili che vanno tanto di moda adesso.
Se si riesce a scavalcare il flash translation layer è infatti
possibile, in alcuni casi, leggere i dati che si pensava fossero stati
cancellati. Per semplificare l'eliminazione sicura di questi supporti non
resta che la tecnica più drastica: la distruzione fisica. Considerato che
almeno una volta nella sua esistenza il vostro computer vi avrà fatto
disperare, questa è la vostra occasione per dare al suo disco una serie di
martellate liberatorie. Ma assicuratevi di aver fatto una copia dei dati prima
di improvvisarvi novelli Thor.
Fonti:
Siamogeek.
Rinforzare la sicurezza dell'account Google
Un
articolo
nel blog ufficiale di Google segnala l'introduzione di un livello
supplementare di sicurezza a protezione degli account Google. Immaginate cosa
succederebbe se un malintenzionato riuscisse a mettere gli occhi sulla vostra
password di Google: potrebbe leggere la vostra posta su Gmail, vedere le foto
che avete pubblicato su Picasa, leggere i vostri documenti ricercati su Google
Docs. Cosa anche peggiore, se avete usato la stessa password di Google anche
per altri servizi, il malintenzionato avrà accesso anche a quelli.
Questo livello supplementare è facoltativo e si chiama 2-Step Verification:
per ora sarebbe riservato agli utenti di Google di lingua inglese, ma è
accessibile a tutti usando l'interfaccia inglese di Google, per esempio
cliccando su
questo link preconfezionato
che seleziona appunto l'inglese.
La procedura di attivazione richiede circa 15 minuti: andate nelle
impostazioni personali (Personal settings) dell'account Google e
selezionate la voce in più, Using 2-Step Verification. Vi viene chiesto
che tipo di telefonino (Android, BlackBerry, iPhone, altri). Nel caso più
semplice e generico (altri), Google vi manda un SMS o un messaggio vocale
gratuito al numero di telefonino che gli date: immettete nella pagina delle
impostazioni il codice numerico incluso nel messaggo e siete a posto.
Da questo momento in poi, quando vi collegherete ai servizi di Google vi verrà
chiesta non solo la password ma anche l'immissione del codice che vi arriverà
tramite SMS. E se il cellulare non prende o è smarrito? Semplice: Google offre
anche una serie di codici di blocco da stampare e conservare in luogo sicuro.
In più vi permette di definire anche un secondo numero di cellulare sul quale
ricevere i codici di accesso.
Per i dispositivi mobili la procedura è leggermente più complessa: si
definisce una password per ciascun telefonino, smartphone o tablet da usare,
si immette questa password una volta sola e il gioco è fatto.
Certo, tutte queste password sono una scocciatura, ma immaginatevi quanto
sarebbe grave perdere il controllo della propria posta o dei propri documenti.
Prudenza!
Il mistero del lago Vostok
Nel Disinformatico spesso vengono demolite storie intriganti che si
rivelano bufale, ma questo non significa che tutte le notizie fantastiche
siano fasulle, anzi: la scienza offre storie altrettanto affascinanti.
Immaginate di aver impiegato trent'anni per raggiungere un territorio rimasto
isolato dal resto del mondo per quattordici milioni di anni e di dovervi
fermare a cinquanta metri dal traguardo. È quello che sta succedendo in
Antartide, dove una spedizione russa sta trivellando da tre decenni per
superare i quattro chilometri di ghiaccio duro come il vetro che separano la
superficie dal lago subglaciale d'acqua dolce Vostok, un ambiente
incontaminato che si estende su circa 10.000 chilometri quadrati (250 km per
50 km), raggiunge gli 800 metri di profondità ed è uno dei più grandi laghi
del mondo, paragonabile al lago Baikal in Siberia o al lago Ontario in Nord
America. Si presume che contenga forme di vita mai viste prima: alcuni
microorganismi sono già stati recuperati.
Sembra incredibile che l'acqua liquida possa esistere a quelle profondità al
Polo Sud, ma secondo i glaciologi i quattro chilometri di ghiaccio di
copertura isolano il lago, la cui esistenza fu sospettata negli anni Settanta
e confermata negli anni Novanta tramite rilevamenti satellitari, dalle
temperature estreme della superficie, che raggiungono i -80°C (nel 1983 fu
raggiunta la temperatura più fredda mai registrata sulla Terra: -89°C). Il
lago beneficia, infatti, del calore geotermico proveniente dalla crosta
terrestre sottostante.
La trivellazione avviata inizialmente per raggiungere il lago Vostok fu
costretta a fermarsi nel 1998 in seguito ai timori di contaminazione del lago
e riprese solo nel 2004 con l'adozione di metodi ecologicamente validi. Il
lavoro è andato avanti a passo di lumaca (poco più di un metro e mezzo al
giorno in media). La ricerca è affascinante perché il lago Vostok rappresenta
l'ultimo ambiente incontaminato del nostro mondo ed è interessante anche per
l'esplorazione spaziale, perché su una delle lune del pianeta Giove, Europa,
ci sono condizioni glaciali simili: un oceano di acqua liquida protetto da uno
strato di ghiaccio. E lo stesso avviene anche su Encelado, una luna di
Saturno. Ma anche i sedimenti raccolti nel lago potrebbero rivelare
l'evoluzione storica del clima nella zona, che è di grande interesse per
climatologi e geologi.
Ma l'esplorazione robotica del lago antartico dovrà attendere ancora: i lavori
sono stati sospesi pochi giorni fa fino a dicembre per il freddo eccessivo in
superficie, che rende impossibili i voli degli aerei di rifornimento. Alle
temperature estreme di dell'inverno antartico in arrivo, infatti, i sistemi
idraulici degli aerei si ghiaccerebbero.
Per tenere aperta la trivellazione ed impedire che tutto si ghiacci è stato
versato del kerosene e dell'antigelo nel foro praticato fin qui, ma c'è chi si
preoccupa della possibile contaminazione di questo ambiente alieno. A dicembre
scopriremo come andrà a finire e quali forme di vita si trovano sotto
quattromila metri di ghiaccio.
Fonti:
BBC,
Popular Science,
ASOC,
Discovery.
Steve Jobs in fin di vita? Solo secondo una fonte
Molti siti e giornali stanno riportando la notizia che a Steve Jobs, lider
maximo di Apple, resterebbero "solo sei settimane di vita" (ANSA,
Gizmodo,
Corriere del Ticino, per citarne alcuni). Ma la fonte della notizia è in realtà una sola, il
National Enquirer, un giornale scandalistico, che ammette candidamente che la diagnosi è stata
fatta esclusivamente sulla base di alcune fotografie recenti di Jobs da parte
di un certo dottor Samuel Jacobson.
Gizmodo nota che l'Enquirer ha già preso granchi clamorosi in
passato in fatto di diagnosi di morte imminente e che un altro medico, Gabe
Mirkin, ha fatto la propria diagnosi esaminando l'aspetto del sedere di Jobs
nelle foto.
Prima di diffondere certe notizie e dare per spacciata una delle figure
iconiche dell'informatica, insomma, sarebbe opportuna un po' di prudenza nel
considerare le fonti e i metodi. E, chissà, magari anche un po' di buon gusto.