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2011/02/27

Le cose che non colsi - 2011/02/27

Le chicche della settimana (2011/02/27)


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.


Shuttle Discovery. Ha eseguito il suo ultimo attracco alla Stazione Spaziale Internazionale, e Paolo Nespoli ce ne regala una splendida serie di fotografie. OnOrbit ha anche delle foto della sua arrampicata prese da un pallone sonda a 21 chilometri di quota. C'è anche un video ripreso dai fortunatissimi passeggeri di un volo di linea (grazie a Jacopo per la segnalazione). Per seguire la missione c'è lo stream HD della NASA su Ustream.


Trojan facile per Mac. Per tutti quelli che credono che il Mac sia invulnerabile: un cavallo di Troia facile da usare su misura per Mac (PCWorld).


Borsa di Londra infetta. In questo momento Londonstockexchange.com, sito ufficiale della Borsa di Londra, viene segnalato come sito pericoloso dai sistemi automatici di Google: distribuisce un falso antivirus per Windows. Brutta notizia per gli appassionati di Borsa, ma anche del software libero, perché secondo Netcraft il sito usa appunto Linux (Siamogeek; HighSeverity). Aggiornamento: HighSeverity ha chiarito che il sito veicolava malware tramite un sito pubblicitario esterno che ora è stato bloccato. Linux non c'entra.


Quando Apple non era cool, faceva questi video. E copiava spudoratamente Flashdance. Era il 1984 (Crunchgear).



Censura codarda. The King's Speech verrà ridistribuito in versione tagliata perché contiene scene di turpiloquio. Poco importa che siano essenziali per la trama (visto che il turpiloquio serve a Giorgio VI per superare la propria balbuzie): i puritani e i responsabili del marketing le vogliono eliminare. Già, perché così i loro fiocchi di neve non sentiranno mai parolacce. La mia soluzione? Mi sono scaricato subito la versione non ancora tagliata. Fatemi causa. Ecco perché i pirati sono spesso custodi della cultura (Entertainment Weekly).


Cinema 2010, nuovo record d'incassi. Il box office planetario del 2010 ammonta a 31,8 miliardi di dollari, contro i 29,4 del 2009; cala del 5% il numero dei biglietti venduti in USA (dati del rapporto MPAA). Ancora una volta la pirateria non sembra avere grandi effetti sugli incassi (Ars Technica).


ET, la vendetta. Un po' splatter ma geniale e straordinariamente ben fatto questo trailer-parodia.


Trojan bancario. Oddjob tiene aperto l'account bancario anche dopo che l'utente ha chiuso la pagina Web dell'home banking. È già in uso da mesi e sfrutta la sottrazione del session ID e non salva la propria configurazione su disco, ma si fa scaricare ogni volta che si apre una sessione del browser (The Register; Trusteer).


Comperare Firefly: 99.000 adesioni preliminari. Questa è la pagina Facebook dell'iniziativa. E gli attori e autori si dichiarano ben disposti a partecipare. Non male (Escapist; CNN).


La battaglia di Hoth in un milione e mezzo di pezzi di Lego. Non dico altro ed includo subito il video (Siamogeek).



Riattivare il visualizzatore foto di Facebook classico. Se detestate quello recentemente introdotto, le istruzioni per riaverlo sono su ZDNet.


Newstweek: alterare le notizie via WiFi. Uno scatolotto si sostituisce al router Wifi degli hotspot pubblici usando ARP e altera il contenuto delle pagine di notizie consultate dagli utenti. Sul serio? Secondo Imperica e Computerworld sì. Ma i creatori di Newstweek si proclamano “artisti”. Hmmm...


Sicurezza nei Wifi pubblici: Privoxy e Hamachi. Le istruzioni sono su Lifehacker.


Analisi del traffico Wifi da riga di comando sul Mac. Leggerissima e semplicissima da impostare e usare (Macworld).

2011/02/26

Podcast RSI 2011/02/25 - I testi della puntata

Questi articoli erano stati pubblicati inizialmente sul sito della Rete Tre della Radiotelevisione Svizzera, dove attualmente non sono più disponibili. Vengono ripubblicati qui per mantenerli a disposizione per la consultazione.

È disponibile temporaneamente il podcast della puntata di ieri del Disinformatico della RSI, per il quale ho scritto gli articoli che trovate sul sito di ReteTre e qui sotto.

Windows Phone, l'aggiornamento a volte blocca i telefonini

Se avete un cellulare Samsung con Windows Phone 7, fate attenzione se vi viene proposto un aggiornamento del software. È autentico, ma ha un problemino: a volte paralizza il telefonino o lo rende inutilizzabile. Ironia della sorte, l'aggiornamento doveva servire per migliorare la procedura di aggiornamento e non aggiungeva migliorie o nuove funzionalità per gli utenti. Secondo alcune fonti, anche alcuni modelli della LG sarebbero affetti da problemi di aggiornamento.

Microsoft ha ammesso il problema, ha rimosso l'aggiornamento per i telefonini colpiti e ha dichiarato che circa il 10% degli utenti ha riscontrato il fallimento dell'aggiornamento. Secondo una stima di The Inquirer, questo significa che da 50.000 a 100.000 acquirenti di cellulari dotati del sistema operativo Windows Phone si sono trovati con un apparecchio inservibile o non aggiornabile.

Per evitare il problema può essere utile, secondo i consigli di Microsoft, assicurarsi di avere ampio spazio nella memoria del computer usato per installare l'aggiornamento e una buona connessione a Internet. Quasi la metà dei fallimenti negli aggiornamenti sarebbero dovuti alla mancanza di questi due fattori. Non è chiaro cosa abbia causato quelli restanti e non si sa quante installazioni fallite abbiano prodotto telefonini inservibili (bricked, ossia “trasformato in mattone”).

Se il problema vi ha già colpito, scollegate il telefonino, staccate la batteria e il cellulare dovrebbe riavviarsi dalla sua ROM originale. Winrumors.com ha inoltre pubblicato delle istruzioni d'emergenza (da usare a proprio rischio e pericolo). Ars Technica ha delle istruzioni alternative. Se non ve la sentite di usare questi rimedi fai-da-te, comunque, vi conviene rivolgervi a un tecnico.

Fonti: ZDNet, BBC, Engadget, Sophos, Ars Technica, Punto Informatico, ZDNet, BBC.

Ricerca scientifica: i cellulari alterano il funzionamento del cervello

Sembrerebbe essere la prova scientifica, a lungo sospettata e da molti attesa, che i telefonini fanno male alla salute: una ricerca pubblicata sul prestigioso Journal of the American Medical Association (JAMA), intitolata Effects of Cell Phone Radiofrequency Signal Exposure on Brain Glucose Metabolism e firmata da Nora Volkow del National Institute on Drug Abuse di Bethesda (Maryland) e colleghi.

Secondo questa ricerca, una telefonata cellulare di 50 minuti altera il metabolismo del glucosio nel cervello. Questo metabolismo è un indicatore dell'attività cerebrale. L'alterazione, specificamente un aumento del 7%, è stata misurata nella zona del cervello più vicina all'antenna, usando vari accorgimenti per evitare che le 47 cavie dell'esperimento si facessero influenzare dalla posizione o dall'attività del telefonino: per esempio, gliene sono stati applicati due, uno funzionante e uno no, entrambi muti.

Va sottolineato che la ricerca non dice se questo aumento del metabolismo sia deleterio o addirittura positivo, ma è la prima dimostrazione di un effetto non termico delle onde elettromagnetiche sulle cellule cerebrali.

Fonti: ANSA, The Register, Engadget.

La sicurezza extra di Facebook e Google Calendar sul telefonino non funziona

A fine gennaio il Disinformatico ha segnalato la possibilità di attivare la connessione sicura HTTPS per l'accesso a Facebook, in modo da evitare il furto delle password quando ci si collega usando una rete Wifi. Adesso la ricerca di un professore universitario in Texas, Dan Wallach, ha rivelato che le garanzie di sicurezza di Facebook non valgono nulla quando si usa l'applicazione apposita ufficiale di Facebook sui telefonini dotati di sistema operativo Android.

Lo stesso problema si verifica sulle connessioni a Google Calendar. La soluzione, per ora, è evitare di usare connessioni Wifi per accedere a questi servizi e adoperare invece la connessione cellulare o via cavo.

Fonti: Sophos, The Register.

Facebook, trappole su misura per italofoni

Sophos segnala che sta circolando una serie di trappole costruite su misura per chi usa Facebook in italiano: una si spaccia per una segnalazione di un video-shock che riguarda una celebre bevanda gassata. "Dopo aver visto questo video non berrò più coca cola. Svelata la ricetta segreta. Guarda il video verità."

Un'altra annuncia "Cacciati Annalisa e Vito da AMICI per aver schiaffeggiato la Celentano, ECCO IL VIDEO INEDITO DEL PUGNO IN FACCIA". Una terza parla di uno "scherzo di San Valentino che sta facendo il giro del mondo". Si tratta in tutti e tre i casi di clickjacking, ossia di esche il cui scopo è ingannare l'utente facendogli credere di cliccare su un video quando in realtà sta cliccando su un pulsante invisibile che gli fa consigliare la trappola ai suoi amici o gli ruba il clic e lo usa per cliccare su una pagina di acquisto di prodotti.

Il rimedio è semplice: scaricare e installare Noscript, un plug-in (accessorio) per Firefox, e usare Firefox per navigare in Facebook.

Nuovi Mac, nuova falla nel connettore Thunderbolt

Dieci gigabit al secondo fanno gola a qualunque informatico, e Apple lo sa bene: per questo ha introdotto nei suoi nuovissimi portatili un connettore, denominato Thunderbolt (fulmine), che offre questa straordinaria velocità di trasferimento dati.

Ma c'è sempre qualcuno che deve guastare i festeggiamenti: in questo caso si tratta di Robert Graham, di Errata Security, che avvisa che Thunderbolt ha lo stesso problema delle connessioni Firewire: è un peer-to-peer (a differenza dell'USB, che è master-slave). In termini meno tecnici, qualunque dispositivo Thunderbolt o Firewire collegato a un computer ha pieno accesso alla memoria del computer in questione. Lo scenario proposto da Graham è quello di una persona che collega un videoproiettore al computer tramite il connettore Thunderbolt senza rendersi conto che il videoproiettore sta leggendo i dati del computer (password comprese).

I processori Intel permettono di bloccare questa funzionalità indesiderata di Thunderbolt, ma non risulta per ora che Mac OS X gestisca questo blocco. Vale la pena riflettere sui rischi di sicurezza prima di precipitarsi all'acquisto.

2011/02/24

Sta per partire lo Shuttle Discovery

Lancio dello Shuttle stasera


Purtroppo non posso seguire e commentare in diretta, ma è in corso l'attracco del modulo automatico europeo Kepler alla ISS e stasera (ora italiana) è previsto il lancio dello Shuttle Discovery. Ecco la diretta, offerta da Spaceflightnow.


Watch live streaming video from spaceflightnow at livestream.com

2011/02/23

Nuova rubrica: Il Delirio del Giorno. Io ne ho lette cose che voi umani...

C'è parecchia gente che non si rende conto di quanti svitati ci siano là fuori e di come Internet abbia dato loro uno sfogatoio insuperabile. Per ognuno di quelli che scaglia il proprio SUV contro l'ingresso di Malpensa ce ne sono tanti che zitti zitti credono che Roberto Giacobbo sia un conduttore di telegiornale, Raz Degan sia Piero Angela e che gli unicorni mannari siano acquattati dietro l'angolo di casa, pronti a ghermirli. E sfogano i loro deliri in Rete.

Alcuni di loro (non pochi) se la prendono specificamente con me, inviandomi deliri che credo sia giusto e illuminante condividere, anche per far conoscere questo aspetto del mestiere di debunker ed evitare che qualcuno pensi che in fondo i cospirazionisti sono solo gente che ha un'opinione differente sulle cose.

Da oggi pubblicherò periodicamente le farneticazioni più interessanti che ricevo, togliendo ogni riferimento che consenta di identificarne l'autore, affinché nessuno pensi di sfruttare questa rubrica come palco per i propri rantoli. Anzi: cari rantolatori d'ogni dove, sappiate che quello che mi avete scritto e scriverete potrà essere esposto al pubblico ludibrio.

Benvenuti al Delirio del Giorno. Tenetevi forte: la vostra fiducia nel genere umano verrà messa a dura prova.

Subject: sito attivissimo
From: [omissis]@fastwebnet.it
Date: 23 February 2011 12:55:29 CET

mi presento M* b*, attivo sul fronte della verita' globale, laureato in storia antica
studioso di fenomeni ambientali e geologici, 36 anni di modena.
Mi chiedo come si possa non vergognarsi, a pubblicare simili cose, disinformative, su problemi serissimi e pericolosissimi per salute, ambiente, a livello globale riconosciuti come tali, parlarene nel suo sito in maniera cosi leggera anzi
screditando adirittura il rpoblema.
Ma non ha rimorsi di coscienza quando se ne va a dormire? non pensa a quante persone ha portato per sempre sulla strada sbagliata? del buio e dello schiavismo?

Lei e' mandato dalle forze Nato, Usa, o semplicemente pagato da politici per disinformare su internet?
Ci piacerebbe chiarire questo enigma.

M* e tutti i vari gruppi

La mia risposta:

Tutti e tre, a rotazione.

2011/02/22

Le cose che non colsi - 2011/02/22

Fantascienza, pasticci, pasticche e altre chicche


È disponibile temporaneamente qui la puntata del Disinformatico di venerdì scorso, dedicata ai dischi a stato solido che non si cancellano correttamente, al BrowserCheck sui plug-in obsoleti, alla 2-step Verification di Google, alla voce delle sei settimane di vita che resterebbero a Steve Jobs, e al mistero del lago subglaciale artico Vostok.


Star Trek: Q in Italia. Il simpaticissimo John DeLancie, l'interprete dell'alieno onnipotente e trolleggiante Q di Star Trek Voyager, Deep Space Nine e The Next Generation, sarà in Italia con la moglie Marnie Mosiman alla Deepcon XII, la convention di fantascienza, fantasy e horror che si terrà a Fiuggi, presso l'Hotel Ambasciatori, dal 14 al 17 aprile. Per tutte le informazioni il sito da consultare è www.ds1.it/deepcon.


Caprica, Battlestar Galactica, Star Trek, Guerre Stellari, Big Bang Theory e l'Uomo Ragno. Divertitevi a trovare quanti cameo di attori delle serie di (fanta)scienza ci sono in Tonight I'm Frakking You. Non perdetevi il finale. La canzoncina non è all'altezza di F*ck Me, Ray Bradbury (Not Safe For Work), ma il video merita e il testo anche.



Petizione per comperare i diritti di Firefly. Nathan Fillion dice semiserio che se vincesse la lotteria si prenderebbe i diritti di Firefly per farne una nuova serie, e i fan lo prendono in parola. I lavori preliminari per la colletta sono qui, insieme a due conti su quanto possa essere plausibile il progetto. Se non sapete cosa sia Firefly o chi sia Nathan Fillion, vi siete persi qualcosa di speciale.


Falla in Java che sfrutta un baco nel MIDI. Secondo Inreverse.net, è già utilizzata da siti-trappola russi.


Il Credo del Fuffaro. Gira in Rete da tempo un magnifico elenco delle tecniche più usate dai cospirazionisti, dai (f)ufologi, dai sensitivi e dai ciarlatani in generale: ne abbiamo parlato spesso nei commenti di questo blog, ma non credo di averne mai segnalato il link. È la versione pronta per l'uso del Manuale del Perfetto Complottista che ho iniziato a scrivere e che langue incompleto in attesa di tempi meno frenetici.


Anticopia e antiritocco per le immagini JPEG. Geniale: l'immagine è compressa usando un algoritmo che in caso di ricompressione (per esempio per sapere se un'immagine viene manipolata o ripubblicata in versione di minor qualità) fa comparire una scritta in sovrimpressione sull'immagine. Non occorre software esterno (LightBlueTouchPaper).


Sta per morire il kolossal hollywoodiano? Io9 ragiona sui costi sempre più esagerati dei grandi film di Hollywood e sul calo continuo dei biglietti venduti e degli incassi dal 2004 ad oggi (se si considera l'inflazione). Il 3D è un flop commerciale: un tentativo inutile di tenere a galla una formula resa obsoleta da DVD, TV giganti e dinamiche di mercato sempre più frenetiche.


Petizione per ridurre il canone TV svizzero, il più caro d'Europa. Mi limito a segnalarla caso mai dovesse avere un seguito.


La Homeland Security dà del pedoporno per errore a 84.000 siti. Ti svegli una mattina e scopri che il tuo sito è offline ed è stato sequestrato dal governo federale USA. Quando pensi che non possa andare peggio di così, scopri che il sequestro è avvenuto con l'accusa di disseminazione di pedopornografia. È successo agli utenti dell'hosting offerto da Mooo.com: 84.000 sottodomini bloccati per tre giorni e marchiati con un avviso infamante. I danni chi li paga? (The Inquirer).


Intanto, in Russia, i venditori di farmaci abusivi prosperano. Colpa dei gonzi che comprano medicinali online e che causano lo spam che intasa le nostre caselle di posta. Brian Krebs fa nomi e cognomi dei boss del traffico di compresse e pastiglie e dei loro party e intrallazzi in Russia. Pensateci prima di comperare farmaci in Rete: rischiate di alimentare gente senza troppi scrupoli.

Discriminare complotti reali e immaginati con undici domande

Come si distingue un complotto vero da un delirio cospirazionista?


Al corso del CICAP per investigatori del mistero ho presentato la serie di domande-grimaldello di Peter Barrett (Canberra Skeptics), che trovo molto utili per distinguere i complotti reali da quelli immaginati. L'originale è archiviato qui su Archive.org; qui sotto trovate una mia traduzione ampiamente adattata che penso possa esservi utile per esaminare qualunque tesi di complotto.

1. L’asserzione che sembra confermare il complotto corrisponde ai fatti? Molte tesi di complotto si basano su asserzioni che in realtà non corrispondono ai fatti. Questo vale in particolare per tutte le asserzioni che sembrano smontare la “versione ufficiale”: la prima cosa da fare è verificare che la “versione ufficiale” riportata dall'asserzione sia davvero quella corretta e che il cospirazionista non l'abbia distorta. Poi bisogna verificare i fatti andando alle fonti originali ovunque possibile.

2. L’asserzione è davvero pertinente alla tesi di complotto? Spesso vengono presentate argomentazioni vere, basate su fatti reali, che però in realtà non c'entrano nulla e creano l'inganno di un apparente sostegno alla tesi. Per esempio, per l'11 settembre si cita spesso il fatto (vero) che il kerosene degli aerei non brucia a temperature tali da fondere l'acciaio e da questo fatto vero si argomenta che le Torri Gemelle non possono essere crollate senza un intervento di altro genere. Ma la temperatura di combustione del kerosene in realtà non è pertinente, perché l'acciaio non si fuse, ma fu solo ammorbidito tanto da perdere gran parte della propria capacità di carico, e l'incendio fu solo innescato dal kerosene ma alimentato dal contenuto delle Torri, che come qualunque incendio domestico raggiunse temperature tali da ammorbidire l'acciaio.

3. Se l’asserzione è vera, cosa implica? Un'asserzione, se considerata da sola, può sembrare plausibile. Ma lo è ancora se la applichiamo a campi o argomenti analoghi, oppure richiederebbe che il mondo fosse drasticamente diverso da come lo vediamo? Per esempio, se fosse vero che esistono le “scie chimiche”, questo implicherebbe una colossale partecipazione di piloti, controllori di volo, tecnici di rifornimento e addetti alla fabbricazione delle sostanze irrorate. Per l'11/9, l'asserzione che nessun aereo colpì il Pentagono implicherebbe che i vigili del fuoco che prestarono soccorso e raccolsero i resti dei passeggeri siano tutti bugiardi e che lo siano anche i 55 testimoni oculari dell'impatto.

4. L’asserzione è coerente con le altre? Viene spontaneo valutare una tesi di complotto in base al numero di asserzioni che sembrano sostenerla, ma bisogna considerare come le varie asserzioni interagiscono tra loro. Se due asserzioni si contraddicono, almeno una è sbagliata, o forse lo sono entrambe.

5. Cosa dicono gli esperti di settore? I sostenitori delle tesi di complotto si atteggiano a esperti, ma bisogna verificare se lo sono veramente e bisogna sempre sentire il parere professionale dei veri esperti sulle varie asserzioni pro-complotto. È importante che l'esperto sia di settore, perché vengono spesso citati a sproposito esperti in materie non pertinenti. Un premio Nobel per la letteratura, per esempio, non diventa onnisciente solo perché ha vinto un premio.

6. Asserzione o opinione? Spesso vengono spacciate per prove delle affermazioni che sono in realtà semplici opinioni non supportate da prove (“secondo me l'11/9 l'ha organizzato Bush”). Se non ci sono prove, si tratta solo di una congettura che non vale nulla e va ignorata fino a prova contraria.

7. L’asserzione è sostenuta da prove? I “potrebbe” o “forse” non valgono nulla: se non ci sono prove, non siamo di fronte a un’argomentazione, ma a una congettura che come tale va di nuovo ignorata.

8. La spiegazione fornita dalla tesi è l’unica possibile? Spesso la tesi cospirazionista afferma che l'unico modo in cui può essere avvenuto un evento anomalo è tramite una cospirazione. Vediamo se invece ci sono altre possibili spiegazioni. Se ce ne sono, allora l'asserzione complottista non è una prova.

9. Che risposta viene data alle obiezioni che contraddicono la tesi di complotto? Se le obiezioni vengono ignorate o respinte con l’insulto, la tesi di complotto è debole. Una tesi forte deve considerare tutti i fatti e spiegarli meglio delle altre tesi. Ignorare i fatti che non si conformano alla tesi è semplicemente inaccettabile.

10. Si può fare un esperimento risolutivo? Spesso le tesi alternative ci chiedono di accettarle per fede, magari facendo appello al buon senso o ai nostri pregiudizi (“le multinazionali sono tutte assassine”). Ma il buon senso inganna: per questo esiste la scienza. Vediamo se un esperimento oppure la semplice osservazione attenta della realtà ci permette di chiarire come stanno realmente le cose.

11. La tesi è coerente? Se la tesi di complotto è vera, deve essersi verificata una precisa serie di eventi per portare a compimento la cospirazione. Molte tesi di complotto non vogliono o non possono dettagliare il proprio svolgimento completo: in tal caso sono solo un’accozzaglia di asserzioni che, una volta radunate, formano una narrazione che si contraddice da sola e quindi può essere scartata.

2011/02/20

Il robot colibrì: semplicemente impressionante

Il DARPA presenta un colibrì robotico. Sarah Connor cerca una grossa retina per farfalle


Il Nano Hummingbird ha fino a otto minuti di autonomia, è capace di stare fermo in aria, volare in ogni direzione e atterrare verticalmente senza usare nessun sistema di propulsione o sostentamento a parte le proprie ali battenti, come un colibrì. Pesa 19 grammi ed ha un'apertura alare di 16 centimetri. È inoltre dotato di una microcamera con trasmettitore, in grado di riprendere e trasmettere immagini video in tempo reale. Fantastico. La BBC ne ha un altro video (Engadget, Discover). Notate la sua capacità di entrare in un edificio passando per una normale porta e immaginate la sua utilità in caso di soccorsi, spionaggio o interventi antiterrorismo.

2011/02/18

Podcast RSI 2011/02/18 - I testi della puntata

Questi articoli erano stati pubblicati inizialmente sul sito della Rete Tre della Radiotelevisione Svizzera, dove attualmente non sono più disponibili. Vengono ripubblicati qui per mantenerli a disposizione per la consultazione.

Test di sicurezza per il vostro browser

Moltissimi utenti usano programmi di navigazione impostati in modo vulnerabile perché non aggiornati e quindi contengono falle che sono già state turate, secondo una ricerca della società di sicurezza Qualys. Volete sapere se il vostro browser è a rischio? C'è il test gratuito e innocuo BrowserCheck, che fa una scansione innocua, valida per Windows, Mac e Linux, alla ricerca di vulnerabilità nei browser e nei loro plug-in.

Secondo le ricerche fatte con questo sistema, circa l'80% dei computer che si sono sottoposti al test hanno rivelato almeno una falla dovuta a un componente non correttamente aggiornato. Addirittura c'è un 10% dei computer che non ha mai ricevuto uno degli aggiornamenti periodici da parte di Microsoft.

Il plug-in più frequentemente non aggiornato è Java, nel 40% dei computer, seguito dal Reader di Adobe (32%) e da Quicktime di Apple (meno del 25%).

Se non vi accontentate di un solo test, c'è anche quello di Mozilla: Plugincheck.

Non sono perfetti e la comunità degli smanettoni di Slashdot critica alcuni aspetti del test, ma possono essere un buon promemoria della necessità di tenere aggiornati i componenti aggiuntivi del browser, in particolare Java, Quicktime, Adobe Reader e Flash.

Fonti: Computerworld, Slashdot.

I dischi a stato solido non si cancellano quando li cancellate

Cancellate sempre i dati sensibili dai vostri dischi rigidi prima di adibirli ad altri usi o mandarli al riciclaggio? Dovreste farlo: è buona norma di sicurezza, perché i ficcanaso informatici non aspettano altro per rubarvi foto o documenti compromettenti, come sta succedendo in questo periodo con le battaglie intorno a Wikileaks.

Di solito si pensa che per azzerare e rendere illeggibile il contenuto sensibile di un disco rigido basti usare uno dei tanti programmi appositi inclusi per esempio in Windows, Mac OS X o Linux. Ma due ricercatori della University of California San Diego, Steven Swanson e Michael Wei, hanno scoperto che le normali tecniche di cancellazione dati non funzionano con i dischi allo stato solido, quelli senza parti mobili che vanno tanto di moda adesso.

Se si riesce a scavalcare il flash translation layer è infatti possibile, in alcuni casi, leggere i dati che si pensava fossero stati cancellati. Per semplificare l'eliminazione sicura di questi supporti non resta che la tecnica più drastica: la distruzione fisica. Considerato che almeno una volta nella sua esistenza il vostro computer vi avrà fatto disperare, questa è la vostra occasione per dare al suo disco una serie di martellate liberatorie. Ma assicuratevi di aver fatto una copia dei dati prima di improvvisarvi novelli Thor.

Fonti: Siamogeek.

Rinforzare la sicurezza dell'account Google

Un articolo nel blog ufficiale di Google segnala l'introduzione di un livello supplementare di sicurezza a protezione degli account Google. Immaginate cosa succederebbe se un malintenzionato riuscisse a mettere gli occhi sulla vostra password di Google: potrebbe leggere la vostra posta su Gmail, vedere le foto che avete pubblicato su Picasa, leggere i vostri documenti ricercati su Google Docs. Cosa anche peggiore, se avete usato la stessa password di Google anche per altri servizi, il malintenzionato avrà accesso anche a quelli.

Questo livello supplementare è facoltativo e si chiama 2-Step Verification: per ora sarebbe riservato agli utenti di Google di lingua inglese, ma è accessibile a tutti usando l'interfaccia inglese di Google, per esempio cliccando su questo link preconfezionato che seleziona appunto l'inglese.

La procedura di attivazione richiede circa 15 minuti: andate nelle impostazioni personali (Personal settings) dell'account Google e selezionate la voce in più, Using 2-Step Verification. Vi viene chiesto che tipo di telefonino (Android, BlackBerry, iPhone, altri). Nel caso più semplice e generico (altri), Google vi manda un SMS o un messaggio vocale gratuito al numero di telefonino che gli date: immettete nella pagina delle impostazioni il codice numerico incluso nel messaggo e siete a posto.

Da questo momento in poi, quando vi collegherete ai servizi di Google vi verrà chiesta non solo la password ma anche l'immissione del codice che vi arriverà tramite SMS. E se il cellulare non prende o è smarrito? Semplice: Google offre anche una serie di codici di blocco da stampare e conservare in luogo sicuro. In più vi permette di definire anche un secondo numero di cellulare sul quale ricevere i codici di accesso.

Per i dispositivi mobili la procedura è leggermente più complessa: si definisce una password per ciascun telefonino, smartphone o tablet da usare, si immette questa password una volta sola e il gioco è fatto.

Certo, tutte queste password sono una scocciatura, ma immaginatevi quanto sarebbe grave perdere il controllo della propria posta o dei propri documenti. Prudenza!

Il mistero del lago Vostok

Nel Disinformatico spesso vengono demolite storie intriganti che si rivelano bufale, ma questo non significa che tutte le notizie fantastiche siano fasulle, anzi: la scienza offre storie altrettanto affascinanti.

Immaginate di aver impiegato trent'anni per raggiungere un territorio rimasto isolato dal resto del mondo per quattordici milioni di anni e di dovervi fermare a cinquanta metri dal traguardo. È quello che sta succedendo in Antartide, dove una spedizione russa sta trivellando da tre decenni per superare i quattro chilometri di ghiaccio duro come il vetro che separano la superficie dal lago subglaciale d'acqua dolce Vostok, un ambiente incontaminato che si estende su circa 10.000 chilometri quadrati (250 km per 50 km), raggiunge gli 800 metri di profondità ed è uno dei più grandi laghi del mondo, paragonabile al lago Baikal in Siberia o al lago Ontario in Nord America. Si presume che contenga forme di vita mai viste prima: alcuni microorganismi sono già stati recuperati.

Sembra incredibile che l'acqua liquida possa esistere a quelle profondità al Polo Sud, ma secondo i glaciologi i quattro chilometri di ghiaccio di copertura isolano il lago, la cui esistenza fu sospettata negli anni Settanta e confermata negli anni Novanta tramite rilevamenti satellitari, dalle temperature estreme della superficie, che raggiungono i -80°C (nel 1983 fu raggiunta la temperatura più fredda mai registrata sulla Terra: -89°C). Il lago beneficia, infatti, del calore geotermico proveniente dalla crosta terrestre sottostante.

La trivellazione avviata inizialmente per raggiungere il lago Vostok fu costretta a fermarsi nel 1998 in seguito ai timori di contaminazione del lago e riprese solo nel 2004 con l'adozione di metodi ecologicamente validi. Il lavoro è andato avanti a passo di lumaca (poco più di un metro e mezzo al giorno in media). La ricerca è affascinante perché il lago Vostok rappresenta l'ultimo ambiente incontaminato del nostro mondo ed è interessante anche per l'esplorazione spaziale, perché su una delle lune del pianeta Giove, Europa, ci sono condizioni glaciali simili: un oceano di acqua liquida protetto da uno strato di ghiaccio. E lo stesso avviene anche su Encelado, una luna di Saturno. Ma anche i sedimenti raccolti nel lago potrebbero rivelare l'evoluzione storica del clima nella zona, che è di grande interesse per climatologi e geologi.

Ma l'esplorazione robotica del lago antartico dovrà attendere ancora: i lavori sono stati sospesi pochi giorni fa fino a dicembre per il freddo eccessivo in superficie, che rende impossibili i voli degli aerei di rifornimento. Alle temperature estreme di dell'inverno antartico in arrivo, infatti, i sistemi idraulici degli aerei si ghiaccerebbero.

Per tenere aperta la trivellazione ed impedire che tutto si ghiacci è stato versato del kerosene e dell'antigelo nel foro praticato fin qui, ma c'è chi si preoccupa della possibile contaminazione di questo ambiente alieno. A dicembre scopriremo come andrà a finire e quali forme di vita si trovano sotto quattromila metri di ghiaccio.

Fonti: BBC, Popular Science, ASOC, Discovery.

Steve Jobs in fin di vita? Solo secondo una fonte

Molti siti e giornali stanno riportando la notizia che a Steve Jobs, lider maximo di Apple, resterebbero "solo sei settimane di vita" (ANSA, Gizmodo, Corriere del Ticino, per citarne alcuni). Ma la fonte della notizia è in realtà una sola, il National Enquirer, un giornale scandalistico, che ammette candidamente che la diagnosi è stata fatta esclusivamente sulla base di alcune fotografie recenti di Jobs da parte di un certo dottor Samuel Jacobson.

Gizmodo nota che l'Enquirer ha già preso granchi clamorosi in passato in fatto di diagnosi di morte imminente e che un altro medico, Gabe Mirkin, ha fatto la propria diagnosi esaminando l'aspetto del sedere di Jobs nelle foto.

Prima di diffondere certe notizie e dare per spacciata una delle figure iconiche dell'informatica, insomma, sarebbe opportuna un po' di prudenza nel considerare le fonti e i metodi. E, chissà, magari anche un po' di buon gusto.

La cascata impossibile di Escher

Splendida illusione ottica: il moto perpetuo ispirato da M.C. Escher


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.


A differenza del video precedente, questo ha tutta l'aria di essere realizzato utilizzando un effetto puramente fisico, ottenuto tramite la prospettiva forzata. Le ombre della persona non si spostano correttamente sulle varie parti della struttura. La versione in alta definizione rivela alcuni degli elementi ingannevoli della prospettiva forzata: le colonne non sono in realtà continue. Resta da capire l'effetto clou, quello dell'acqua che ricade. Il video sta avendo un successo notevole: è citato da Gizmodo, BoingBoing, Repubblica e molti altri siti e ha superato le 500.000 visualizzazioni. Complimenti all'artista, e buon divertimento nel decifrare il trucco.

2011/02/20

Si moltiplicano i tentativi di decifrare il trucco. Molti sono linkati nei commenti qui sotto (BoingBoing, Scientificando, LegaNerd, Geekosystem, Forgetomori); aggiungo anche quello di Photobuster.

2011/02/17

Un bicchiere d’acqua si regge senza bicchiere

Videoquiz: si toglie il bicchiere e l'acqua ne mantiene la forma



È finto, d'accordo: ma quali sono gli indizi della finzione? Uno scherzo magnifico da fare agli amici creduloni, che s'inzacchereranno ripetutamente nel tentativo di emulare l'impossibile. Una buona occasione per insegnare loro a non credere a tutto quello che vedono su Youtube (via Gawker).