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2014/12/12

Vi fareste svegliare da uno sconosciuto? Wakie scommette di sì

Si chiama Wakie (“svegliati” in inglese) ed è un'app molto particolare: la imposti come una sveglia comune, ma al posto della solita suoneria c'è una voce. Non una voce preregistrata, ma una voce dal vivo: la voce di un perfetto sconosciuto che ti dice che è ora di svegliarsi. Già disponibile per Windows Phone e Android, ora c'è anche in versione per iOS, dopo nove mesi di attesa per essere accettata da Apple: è la “sveglia social”, basata sull'idea che sentirsi svegliare da una voce non familiare sia un modo molto efficace di attirare l'attenzione anche dei più profondi dormitori.

Gli utenti di Wakie si dividono in coloro che desiderano essere svegliati, ossia gli Sleepyheads, e coloro che svegliano, ossia i Wakie. I primi impostano la data e l'ora alla quale desiderano ricevere la sveglia, come consueto, ma al momento prescelto si troveranno connessi anonimamente con una chiamata di un altro utente di Wakie, che ha circa un minuto per parlare e fare da sveglia umana (se nessun utente è disponibile, l'app ripiega su un messaggio preregistrato).

Finora, stando alle prime prove pratiche, sembra che non ci sia un grande rischio di trovarsi svegliati da turpiloquio o molestie verbali, come temono in molti. C'è anche un forum pubblico all'interno dell'app, per chi vuole cercare di mettersi in contatto di nuovo con la persona chiamata o chiamante. Funzionerà? Staremo a vedere.

Attacco informatico ai casinò di Las Vegas

È decisamente l'anno della guerra informatica a distanza per vendetta: dopo Sony Pictures, che è stata scoperchiata informaticamente da un attacco legato, a quanto pare finora, alla sua decisione di pubblicare un film che parla dell'assassinio del leader della Corea del Nord, ora è il turno di alcuni casinò di Las Vegas, in particolare il Sands, il Venetian e il Palazzo, che sono stati penetrati da un'intrusione informatica a gennaio scorso che è stata resa nota solo ora.

L'attacco ha installato nella rete informatica dei casinò un malware che ha cancellato il contenuto dei dischi rigidi, ha spento i server di posta e i centralini telefonici e portato alla paralisi tutti i servizi. Il movente dell'incursione sarebbe una dichiarazione di uno degli azionisti principali di questi casinò, Sheldon Adelson, che ha proposto un attacco nucleare all'Iran per convincere gli iraniani ad abbandonare il proprio programma atomico. Parole incaute e indelicate che sono arrivate alle orecchie di informatici iraniani ai quali, come dire, l'idea di essere nuclearizzati insieme alle proprie famiglie non va molto a genio.

Gli aggressori hanno attaccato dapprima la VPN di un casinò in Pennsylvania con un bruteforcing, poi hanno ottenuto nomi utenti e password e infine hanno trovato le credenziali di uno dei tecnici informatici senior, che hanno spalancato tutte le porte del bersaglio. A quel punto hanno usato 150 righe di Visual Basic per creare una bomba malware, che ha sovrascritto parti dei dischi rigidi dei computer infettati e poi li ha riavviati per dare il colpo di grazia.

Facebook sta attivando la ricerca nel testo; occhio ai vecchi post

Pochi giorni fa Facebook ha annunciato una novità che potrà creare un misto di piacere e disagio fra i suoi utenti: l'arrivo della ricerca di tutto il testo di tutti i post pubblicati. Comodissima per ritrovare quel post bellissimo di cui ci ricordiamo l'autore e qualche parola chiave, ma anche un incubo per chiunque abbia mai pubblicato qualcosa d'imbarazzante e confidava nel fatto che tutto si perdesse nell'oblio dell'irreperibilità.

La nuova versione dello strumento di ricerca Graph Search, che consentiva già una ricerca parziale, arriva dapprima negli Stati Uniti per gli utenti che adoperano Facebook in inglese sull'iPhone o su computer. Permetterà una ricerca per parole chiave su fotografie, post, video e link. La ricerca rispetterà le impostazioni di privacy dei vari post, per cui un contenuto condiviso con gli amici sarà cercabile soltanto dagli amici, e ovviamente tutti i contenuti pubblici saranno cercabili da chiunque.

Meglio, dunque, cogliere la pausa di fine anno per sfogliare i vecchi post, cercando magari nomi, frasi o parole che potrebbero risultare poco gradevoli agli occhi di un futuro partner sentimentale o datore di lavoro. Se vi imbattete in qualche post che preferireste dimenticare per sempre, cambiatene la privacy impostandola a “Solo io” per ridurne l'impatto oppure cancellatelo direttamente. Buona fortuna.

Tempo di riepiloghi di fine anno per Facebook e Twitter; Instagram supera Twitter

Si avvicina la fine dell'anno e quindi scatta il rituale del riepilogo celebrativo degli eventi che hanno definito il 2014. A questo passaggio obbligato non si sottrae Facebook, con un video e una serie di pagine che notano, per esempio, che il campionato mondiale di calcio tenutosi in Brasile è stato l'evento di cui si è parlato di più su Facebook dalla sua nascita, ma ricordano anche la lotta al virus Ebola, la scomparsa di Robin Williams, l'Ice Bucket Challenge (17 milioni di video per richiamare l'attenzione sulla SLA) e molti altri eventi positivi e negativi. Facebook attinge anche ai suoi immensi database per elencare i temiluoghi più citati dell'anno per ciascun'area linguistica.

Anche Twitter rispetta questa tradizione qui, giocando prevedibilmente con gli hashtag più popolari ripartiti per mese e per lingua (italiano qui; altre lingue) e aggiungendo i “5 momenti top” di vari personaggi ritenuti significativi per il loro impatto via Twitter. Un momento significativo, però, manca nella classifica di Twitter: quello del suo superamento da parte di Instagram, che dichiara di aver raddoppiato il numero dei propri iscritti nel giro di un anno. Ora sono 300 milioni e pubblicano oltre 70 milioni di foto e video ogni giorno, lasciandosi dietro gli iscritti a Twitter, che sono 284 milioni. Un'immagine vale più di mille parole e un selfie sgranato vale più di 140 caratteri.

Antibufala: una “ex dipendente NASA” dice di aver visto uomini su Marte nel 1979

Sta circolando una rivelazione sensazionale, ripresa da Leggo.it, Corriere della Sera (a firma di Flavio Vanetti), LiberoQuotidiano.it, Today.it, Metro.co.uk e tanti altri siti di notizie: nel 1979 una dipendente della NASA avrebbe visto su Marte due esseri umani che camminavano vicino alla sonda spaziale Viking, atterrata sul pianeta rosso poco tempo prima. Li avrebbe visti, dice, grazie alle immagini trasmesse dalla telecamera della quale era dotata la sonda.

Ma non appena si va ad approfondire la notizia emerge la bufala. Tanto per cominciare, nessuno ha confermato l'identità della “dipendente NASA” e nessuno le ha chiesto di dimostrare che lavorava davvero alla NASA. Inoltre la sua “rivelazione” è in una telefonata giunta al programma radiofonico statunitense Coast to Coast, noto per la sua abitudine di ospitare acriticamente qualunque teoria pseudo o parascientifica. La testimone, insomma, non ha nessuno dei normali requisiti di credibilità che si pretendono comunemente: nel diffondere questa “notizia”, gli ufologi si fidano ciecamente di una telefonata fatta da una voce anonima in un programma che ospita qualunque stramberia.

Non solo: la “dipendente NASA”, che si fa chiamare Jackie, dice delle cose che sono tecnicamente prive di senso. Per esempio, dice che nel 1979 la sonda Viking era capace di spostarsi sulla superficie di Marte (parla proprio di “Viking rover running around”), ma quella sonda non aveva alcuna capacità di spostarsi: era fissa e priva di ruote, come si vede nella foto qui accanto, che ne mostra un modello in scala 1:1 presentato dall'astronomo Carl Sagan. Una dipendente NASA lo saprebbe e non confonderebbe mai un rover (veicolo mobile) con un lander (veicolo fisso).

Una vera dipendente NASA saprebbe, inoltre, che a bordo della sonda Viking non c'era nessuna telecamera in grado di riprendere due persone in movimento: il veicolo spaziale, infatti, era dotato di una delle primissime fotocamere digitali, ma non di una telecamera. Era in grado di scattare soltanto immagini fisse di oggetti statici, usando un processo di scansione progressiva dell'inquadratura. Il sistema, per l'epoca, era assolutamente all'avanguardia e produceva immagini a colori come questa:


Pensateci un attimo: foto digitali a colori, da 6 megapixel, nel 1979, scattate su Marte: un risultato eccezionale, considerata la tecnologia dell'epoca. Ma un risultato che non consentiva affatto di vedere persone in movimento. Durante le prove effettuate a Terra, persino una tartaruga che strisciava risultava mossa e deformata a causa del lentissimo movimento del sensore da un lato all'altro dell'inquadratura, come si vede nell'immagine qui accanto.

L'affermazione della sedicente “Jackie”, insomma, non solo è priva di qualunque riscontro attendibile, ma è smentita dai fatti tecnici.

“All About That Space”: la NASA mostra come si fa comunicazione


Il video è frutto del volontariato dei giovani che lavorano al Johnson Space Center della NASA ed è basato ovviamente su All About That Bass di Meghan Trainor.

Questo è il testo adattato, opera di Sarah Schlieder:

Because you know
I’m all about that space
‘Bout that space, space travel.
I’m all about that space
‘Bout that space, space travel.
I’m all about that space
‘Bout that space, space travel.
I’m all about that space
‘Bout that space

Yeah, it’s pretty clear, I ain’t commercial crew
But I can launch it, launch it
Like I’m supposed to do
‘Cause I got that boom boom that all the Astros chase
And all the space flight to all the right places

I see Orion crew workin’ that ship nonstop
We know we goin’ far
Now put that LAS on top
If you got boosters boosters, just raise ‘em up
‘Cause every spacecraft needs propulsion
From the bottom to the top

Hey, they’re working so hard, don’t you love these NASA guys?
They will take us so far the first time that Orion flies.
You know we travellin’ to deep destinations ‘fore to long,
So if that’s what you’re into then join in and ride along.

Because you know I’m
All about that space
‘Bout that space, space travel
I’m all about that space
‘Bout that space, space travel
I’m all about that space
‘Bout that space, space travel
I’m all about that space
‘Bout that space
Hey!

I’m bringing rockets back
Go ahead and tell the whole world that
We’re doing exploration. Come on, board it stat
We’re ready for liftoff
Every spacecraft needs propulsion from the bottom to the top.

Hey they’re working so hard, don’t you love these NASA guys?
They will take us so far the first time that Orion flies.
You know we’re travellin’ to deep destinations ‘fore to long,
So if that’s what you’re into then join in and ride along.
Because you know I’m
All about that space
‘Bout that space, space travel
I’m all about that space
‘Bout that space, space travel
I’m all about that space
‘Bout that space, space travel
I’m all about that space
‘Bout that space

Because you know I’m
All about that space
‘Bout that space, space travel
I’m all about that space
‘Bout that space, space travel
I’m all about that space
‘Bout that space, space travel
I’m all about that space
‘Bout that space

Because you know I’m
All about that space
‘Bout that space, space travel
I’m all about that space
‘Bout that space, space travel
I’m all about that space
‘Bout that space, space travel
I’m all about that space
‘Bout that space
‘Bout that space, ‘bout that space
Hey, hey, ooh
You know you love that space.

Che fine ha fatto il mio Bucket Challenge? Eccolo

Mi rendo conto solo ora, durante il classico riepilogo di fine anno, che ho dimenticato di postare il Bucket Challenge che avevo realizzato all'epoca di questa mania. Rimedio subito. Non aspettatevi grandi cose, avevo pochi minuti ed è venuto com'è venuto.










2014/12/11

Debutta la Bufalopedia!


Nelle scorse settimane ho riorganizzato l'elenco-catalogo delle mie indagini antibufala e l'ho pubblicato presso Bufalopedia.blogspot.com. Lo scopo della Bufalopedia è creare un sito di rapida consultazione, più leggero del Disinformatico e più specializzato, che consenta di cercare nelle indagini antibufala in base alle parole chiave (nomi, luoghi, frasi particolari).

È ancora incompleto e in crescita, e sicuramente alcuni link non funzionano e la casella di ricerca non restituisce ancora risultati completi, ma ci sto lavorando con l'aiuto dell'amica e collaboratrice Elena Albertini, che s'è smazzata il grosso del lavoro di ripubblicazione e catalogazione.

Per ora la Bufalopedia contiene i riferimenti di circa 270 delle oltre 400 indagini che ho svolto in più di dieci anni di attività; il resto dei dati verrà aggiunto man mano. Se ve lo stavate chiedendo, è a questo che servono le etichette catlg e uncatlg che trovate in questo blog: indicano quali indagini sono state già incluse nella Bufalopedia e quali restano da catalogare. E per i nostalgici, sì, i nomi delle etichette provengono dai miei anni di lavoro sui mainframe IBM in CICS/MVS.

Nelle prossime ore si attiveranno i nomi di dominio Bufalopedia.ch, Bufalopedia.it, Bufalopedia.info, Bufalopedia.com e Bufalopedia.net.

Buona lettura!

La piantiamo con questa bufala che Samantha Cristoforetti avrebbe visto un UFO?

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

No, no, no, no, e ancora no: Samantha Cristoforetti non ha visto un UFO. Ha semplicemente visto inaspettatamente, attraverso il piccolo finestrino della sua capsula Soyuz, lo spettacolo della grande Stazione Spaziale Internazionale illuminata dal sole radente, e la sorpresa causata da tanta bellezza improvvisa l'ha fatta esclamare. Lo ha spiegato subito, e con gioia palpabile, appena salita a bordo, in diretta TV, e poi nel suo primo diario di bordo dallo spazio. Fine della storia.

L'avevo già scritto due settimane fa, sperando di fare prevenzione, ma è servito a poco. La bufala imperversa in Rete e, peggio ancora, sui giornali: quelli dove lavora, in teoria, gente pagata per scrivere notizie, non cazzate. Riprovo a fare chiarezza.

Questo è un brano della diretta, trasmessa la notte fra il 23 e 24 novembre scorsi, dell'arrivo di Sam e dei suoi compagni di viaggio Terry Virts e Anton Shkaplerov alla Stazione Spaziale Internazionale, in orbita a 400 chilometri dalla Terra. L'inquadratura, ripresa da una delle telecamere esterne della Stazione, mostra il veicolo spaziale Soyuz nel quale si trovano i tre astronauti. In questo brano si sente Samantha fare l'esclamazione che ha fatto galoppare le fantasie dei fufologi.



Notate che la Soyuz, nel video, assume rapidamente un colore dorato? È perché il sole sta calando, per via del movimento della Soyuz e della Stazione intorno alla Terra. Lo stesso sta succedendo alla Stazione, grande quanto un campo di calcio, con pannelli solari dorati ampi quanto le ali di un Jumbo Jet. Samantha ha visto questo spettacolo a sorpresa (normalmente l'equipaggio non vede la Stazione dai finestrini durante l'avvicinamento) attraverso uno dei piccoli finestrini del proprio veicolo. La sua esclamazione forse è un po' fuori dai canoni dell'aplomb professionale, ma è sicuramente molto umana, perché Sam ha visto qualcosa di simile a questo:



Ditemi se anche a voi non sarebbe scappato da dire qualcosa.

Quindi piantatela, ufologi e giornalisti da quattro soldi, di scrivere che forse Sam ha visto un veicolo extraterrestre o un oggetto non identificato. Non l'ha visto. Ha visto di meglio: s'è trovata davanti agli occhi una testimonianza spettacolare dell'ingegno umano. Ha visto una casa che sta nello spazio.

E soprattutto vergognatevi di insinuare che Samantha stia mentendo per coprire una congiura che esiste soltanto nella vostra mente troppo piccola. Siete così stupidi che pur di adattare la realtà alle vostre piccole fantasie popolate di omini verdi che svolazzano segretamente siete disposti a scrivere che un'astronauta italiana è una bugiarda. Siete così ottusi che non riuscite a concepire che una persona possa meravigliarsi perché finalmente, dopo anni di faticoso addestramento, dopo aver rischiato la vita cavalcando un missile con trecento tonnellate di propellente infiammabile lanciato a ventottomila chilometri l'ora, vede di botto la magnifica destinazione che ha sognato di raggiungere per una vita, e la vede oltretutto nella luce più bella che le poteva capitare. Forse non ci riuscite perché la massima destinazione che riuscite a concepire è la porta dell'ufficio stipendi.

Sto parlando a te, Flavio Vanetti, e alla redazione del Corriere della Sera che è responsabile di ospitare queste tue parole: “a me suona tanto di bugia confezionata ad hoc”. Sto parlando a voi, Angelo Carannante ed Ennio Piccaluga, che esternate i vostri “dubbi sulla frettolosa spiegazione che ha dato del suo avvistamento ufo”. Che menti minuscole che avete: così ristrette che dovete sminuire tutti, compresa Samantha Cristoforetti, e misurarli col vostro metro. È colpa vostra, e soltanto vostra, se un argomento così bello e profondo come la vita extraterrestre è diventato una barzelletta.

Intanto Samantha Cristoforetti è troppo indaffarata a lavorare (come si vede nell'immagine qui accanto, ripresa ieri dalle webcam di bordo) e a fare scienza per sprecarsi a rispondere a queste cialtronate. Si è limitata a fare un tweet ironico in risposta a Fabio Fazio (Raitre):


2014/12/09

Mikko Hypponen (F-Secure): Internet sta andando a fuoco

Mikko ha centrato ancora una volta il problema con grande efficacia: è tempo di smetterla di fingere che tutto vada bene e che si debba continuare a suonare la musica e servire ai tavoli intanto che il locale sta prendendo fuoco. Il “locale”, in questo caso, è Internet, sfruttata come campo di battaglia dagli stati, che con suprema indifferenza spiano tutti e si attaccano a vicenda anche tra alleati europei e dai social network che sembrano sempre più lo zio un po’ troppo guardone. I fanti di questo campo di battaglia siamo noi; il bello è che ci siamo offerti volontari senza renderci conto di cosa stavamo facendo.


Ho chiesto a Hypponen il permesso di preparare una traduzione in italiano del suo discorso e la pubblicherò qui se la sua risposta sarà positiva.


Aggiornamento (2014/12/11) Ho ricevuto il permesso da Mikko, e sto preparando la traduzione.


Aggiornamento (2014/12/18): Qui sotto trovate la trascrizione integrale, con qualche piccola correzione per le papere di Mikko. Datele un'occhiata e snidate eventuali errori. Io intanto la uso per preparare la traduzione.


Aggiornamento (2014/12/27): La traduzione è pronta, grazie anche all'aiuto di mio figlio Liam; anche qui, controllatela per eventuali refusi o pasticci.


Il Beverly Hills Country Club era un nightclub e ristorante. Uno enorme. Poteva accogliere fino a tremila persone ogni sera. Persone che venivano a godersi cene a più portate e ad assistere a spettacoli di prima categoria. Il 28 maggio 1977, un diciannovenne di nome Walter Bailey stava lavorando al Beverly Hills Country Club come cameriere. Attorno alle otto, quella sera, fu fermato da un altro cameriere che gli chiese se sapeva dov'erano i proprietari del club. Walter non lo sapeva e chiese il motivo della domanda. L'altro cameriere gli disse che c'era un piccolo incendio causato dall'elettricità in una delle stanze al centro del complesso e che quindi stava cercando i proprietari.

The Beverly Hills Country Club was a nightclub and a restaurant. A huge one. It could seat up to three thousand people every single night. People who would come to enjoy multi-course dinners and watch first-class entertainment. On the 28th of May in 1977, a nineteen-year-old guy called Walter Bailey was working at the Beverly Hills Country Club as a waiter. At around 8 o'clock that evening, Walter was stopped by another waiter who asked Walter if he knew where the owners of the club are. And Walter didn't and he asked why. And the other waiter told him that there's a small electrical fire in one of the rooms in the center of the complex, so he’s trying to find the owners.


Walter si interessò e decise di investigare, e quindi lasciò la sala da ballo, dove stava servendo, e andò al centro del Country Club, verso la stanza che conteneva l'incendio. Mentre si avvicinava alla stanza poteva vedere che c'era del fumo che usciva dalla parte superiore della porta che conduceva alla stanza. Così si rese conto che lì dentro c'era un grosso incendio e fu abbastanza sveglio da non aprire la porta. Invece tornò nella propria sala da ballo. Il complesso aveva molte sale da ballo differenti, e quella dove lui stava servendo ospitava più di 900 persone sedute. Così andò lì, trovò il proprio capo e gli disse, “C'è un incendio nell'edificio e dobbiamo evacuare questa sala.” Il capo si limitò a guardarlo con espressione smarrita.

Walter got interested and he decided to investigate, so he left his ballroom where he was serving and he went to the center of the Country Club, towards the room which had the fire. And as he was getting closer to this room he could see that there was smoke pouring out from the top of the door that led to the room. So he realized that there's a big fire inside the room and he was clever enough not to open the door. Instead he returned back to his ballroom. The complex had multiple different ballrooms and the one where he was serving in had over 900 people seated down. So he went there and he found his boss and he told his boss, “There’s a fire in the building and we have to evacuate this room”. And his boss was just looking at him blankly.


Dovete capire che c'erano novecento persone sedute lì dentro e che queste persone stavano festeggiando cose come per esempio i propri matrimoni. C'erano numerose feste di matrimonio fra i presenti, per esempio spose in abito nuziale; c'erano persone che festeggiavano il cinquantesimo compleanno o anniversario di matrimonio con le proprie famiglie assistendo a spettacoli, bevendo e godendosi il cibo. Poi Walter vide che c'era in realtà anche una fila di persone che stavano ancora entrando nella sala. Così andò verso la fila e disse “Seguitemi tutti”. Poi guidò questa fila lungo diversi corridoi per uscire dal complesso in uno spiazzo interno e disse loro “Aspettate qui, per favore.” Nessuno si chiese neanche il perché; stavano semplicemente seguendo gli ordini.

And now you have to understand there were nine hundred people seated down there, and these people were celebrating things like their weddings. There were multiple wedding parties in the audience, like brides in their wedding dresses; there were people celebrating their 50th anniversaries or fiftieth birthdays with their families, watching entertainment and drinking and enjoying the food. And then Walter saw that there was actually a queue of people who are still coming into the room, so he went to the queue and he told them “Everybody follow me”. And then he walked this queue through different corridors out from the complex to the courtyard and he told them “Please wait here.” Nobody even asked why; they were just following orders.


Ma tornando nella propria sala da ballo, Walter vide con orrore che tutti erano ancora seduti. L’orchestra stava ancora suonando, alcune persone stavano ancora ordinando dei cocktail. Allora decise di agire. Pensò, “Finirò nei guai per questo”, ma ciò nonostante salì sul palco, prese il microfono dal cantante, disse di fermare la musica e poi si rivolse alla folla. Disse: “Ascoltatemi tutti. Se guardate alla vostra destra, c'è un'uscita in quella parete laggiù. Se guardate alla vostra sinistra, c'è un'uscita in quella parete laggiù, e sul retro ce n'è un'altra. Alzatevi tutti adesso e abbandonate la sala.” E questo è quello che fece la gente; seguì gli ordini.

But as Walter returned to his ballroom, to his horror he saw that everybody was still sitting down. The band was still playing, people were still ordering cocktails. And then he decided to act. He thought to himself, “I'm gonna get into trouble over this”, but nevertheless he climbed to the stage, he took the microphone from the singer of the band, he told the band to stop and then he addressed the crowd. He told the crowd, “Everybody listen up. If you look on your right side, there’s an exit in the wall over there. If you look on your left side, there's an exit in the wall over there, and in the back there's one more exit. Everybody stand up right now and leave the room.” And that's what people did; they followed orders.


Quella sera il Country Club, nel Kentucky, fu raso al suolo dall'incendio. La sala da ballo che Walter – il diciannovenne Walter – aveva fatto evacuare fu divorata dalle fiamme dieci minuti dopo che lui aveva deciso di prendere il microfono. Walter salvò centinaia di persone. Altri nel complesso non furono altrettanto fortunati. Più di 165 persone morirono nell'incendio quella notte.

And that night the Kentucky Country Club burned to the ground. The ballroom that Walter – the 19-year-old Walter – evacuated was engulfed in flames in ten minutes from the moment when he took the mike. Walter saved hundreds of people. There were other people in the complex who weren't so lucky. Over 165 people died that night in that fire.


Ma questa storia mi fa venire in mente le nostre azioni di oggi, nelle nostre vite odierne, nelle nostre vite digitali odierne, perché si stanno spostando sempre di più verso il mondo online. Assistiamo a cose che non stanno andando bene nel nostro mondo online, e pochissime persone stanno facendo qualcosa. Sentiamo un gran parlare di cose tipo il Grande Fratello o “la società del Grande Fratello”, ma vorrei invece citare un futurologo recentemente scomparso e un mio connazionale finlandese, Mika Mannermaa, che nei suoi libri scrisse molto sul futuro e scrisse di come non credeva davvero in una società del Grande Fratello. Credeva, piuttosto, che saremmo entrati a far parte di una società di “Qualche Fratello”. Una società nella quale c'è sempre qualcuno che ci guarda. Non necessariamente il Grande Fratello, non necessariamente il governo, ma qualcuno. Osservò anche che stiamo vivendo una vita da acquario, nella quale non abbiamo pareti, o meglio le abbiamo ma sono trasparenti.

But that story reminds me of our own actions today, in our lives today, in our digital lives today, because our lives are moving more and more to the online world. We're seeing things going wrong in our online world, and very few people are taking action. And we hear a lot of talks about things like the Big Brother or “Big Brother society”, but I'd like to actually quote a late futurologist and a fellow Finn, Mika Mannermaa, who in his books wrote a lot about the future, and he wrote about how he actually doesn't believe in a Big Brother society. He sort of believed more that we will be entering a “Some Brother” society. A society where there's always someone watching. Not necessarily the Big Brother, not necessarily the government, but someone. And he also made the note that we are living an aquarium life, where we have no walls, or we have walls, but they can be seen through.


Ora un po' di questa mentalità del “Qualche Fratello” che guarda si nota nelle azioni dei governi. Per esempio, soltanto nel corso di quest'ultimo anno, nei nostri laboratori presso la F-Secure, abbiamo analizzato cinque famiglie di malware che crediamo provengano dal governo russo. Malware come Sandworm e Cosmicduke, che sono stati trovati principalmente provenienti dall'Ucraina, che proprio ora è un paese nel mezzo di una crisi, o malware come Havex, che è il primo malware che abbiamo visto dai tempi di Stuxnet che sta effettivamente cercando di trovare e fare il fingerprinting degli apparati di automazione delle fabbriche. Riteniamo che questi provengano dal governo russo.

Now some of this “Some Brother” watching mentality can be seen from the actual action of governments. For example, during just this year, in our labs at F-Secure, we’ve analyzed five malware families which we believe to be coming from the Russian government. Malware like Sandworm and Cosmicduke, which have mostly been found from Ukraine, which is a country in the middle of a crisis right now, or malware like Havex, which is the first malware we’ve seen since Stuxnet that's actually trying to find and fingerprint factory automation gear. And we believe these are coming from the Russian government.


E poi abbiamo il governo cinese. In effetti i primissimi attacchi mirati lanciati da un governo, ovunque nel mondo, che abbiamo mai visto provenivano dal governo cinese, e questo succedeva più di dieci anni fa. Esattamente un anno fa io ero su questo stesso palco a parlarvi di attacchi avvenuti proprio qui a Bruxelles, di attacchi che prendevano di mira le compagnie telefoniche locali. Attacchi che ora capiamo molto meglio. A un anno di distanza li capiamo molto meglio.

And then we have the Chinese government. In fact the very first targeted attacks launched by any government anywhere in the world we ever saw were coming from the Chinese government, and that was more than ten years ago. And exactly a year ago I was on this very stage speaking to you about attacks right here in Brussels, about attacks targeting local telcos. Attacks that we now understand much better. A year later, we understand them much better.


Per esempio, ora sappiamo esattamente da dove arrivavano questi attacchi. Arrivavano dai servizi di intelligence inglesi, dal GCHQ. Sappiamo anche il tipo esatto di malware che è stato usato in questi attacchi. È un malware chiamato Regin, che crediamo sia stato sviluppato insieme dall'intelligence britannica e da quella americana. Abbiamo imparato molto di più riguardo i bersagli di questi attacchi, perché c’erano molti più bersagli di quanti ne conoscessimo un anno fa.

For example, we now know exactly where these attacks were coming from. They were coming from the UK intelligence, from GCHQ. We also know which exact malware was being used in these attacks. It’s a piece of malware called Regin, which we believe was developed together with the British intelligence and the US intelligence. And we learned much more about the targets of these attacks, because there were many more targets than just what we knew a year ago.


Per esempio, sappiamo che questo malware e queste operazioni avviate dall'intelligence britannica stavano prendendo di mira membri della comunità accademica qui in Belgio: professori e altre persone del genere. Stavano anche prendendo di mira bersagli in Austria, compresa l'IAEA – l'agenzia internazionale per l'energia nucleare in Austria.

For example, we know that this malware and these operations launched by the UK intelligence were targeting academics here in Belgium. Professors, people like that. They were also targeting targets in Austria, including the IAEA – the International Atomic Energy Agency in Austria.


Ora sappiamo anche che uno dei più grandi gruppi di bersagli nel mondo era in Irlanda, e questa è una buona indicazione di chi sta dietro questi attacchi. A chi interessa l'Irlanda? Beh, l'Irlanda interessa al Regno Unito. Ed è piuttosto notevole avere una situazione del genere, nella quale paesi membri dell'UE lanciano attacchi attivi, basati su malware, finanziati dai governi, verso altri paesi che fanno parte della stessa Unione Europea. Ma questo è il punto al quale siamo arrivati oggi.

Now we also know that one of the largest amounts of targets anywhere in the world were in Ireland, which is a good indication of who’s behind the attacks. Who's interested in Ireland? Well, the United Kingdom is interested in Ireland. And it's quite remarkable when we have a situation like this, where fellow EU countries are launching active government-funded malware attacks against fellow EU countries. But that’s where we are today.


Ma ci sono entità che stanno cercando di contrattaccare. Un paio di anni fa il governo statunitense ha tentato di accedere ai dati di svariate aziende della Silicon Valley. Una di queste aziende era Yahoo. Yahoo ha cercato di combattere quegli attacchi, che erano molto simili a quelli che abbiamo visto proprio adesso in Germania.

But there are parties which are trying to fight back. The US government tried to gain access to the data of several of the Silicon Valley companies a couple of years ago. One of the companies was Yahoo. Yahoo tried to fight back those attacks, and these attacks are actually very similar to the attacks we've been seeing just now in Germany.


Questo è Ali Fares. Lavora per un'azienda che si chiama Stellar, che è una compagnia telefonica tedesca, un provider in telecomunicazioni tedesco che offre connettività tramite connessioni satellitari. La rivista Der Spiegel ha svolto un’indagine e ha scoperto che ancora una volta l'intelligence britannica aveva penetrato le compagnie telefoniche in Europa e in questo caso aveva penetrato la rete di Stellar.

This guy is Ali Fares. He works for a company called Stellar, which is a German telco company, a German telecommunications provider which provides connectivity over satellite links. Der Spiegel magazine did an investigation in which they found out that once again the British intelligence had been breaching telcos in Europe, in this case the network of Stellar.


Così qui abbiamo un video in cui i giornalisti di Der Spiegel vanno a incontrare i tecnici di questa azienda, la Stellar, e mostrano loro i dati rivelati da Edward Snowden. File che dimostrano che Stellar – la loro stessa azienda – è stata presa di mira e violata informaticamente dall'intelligence britannica. Stanno vedendo ora per la prima volta queste slide che elencano la loro stessa azienda tra gli obiettivi che sono stati violati dalle agenzie di intelligence britanniche. Poi viene mostrata loro un'altra slide, che elenca i bersagli: i nomi dei tecnici dell'azienda. E vedono i propri nomi elencati in questo documento top secret. Si rendono conto solo ora che hanno subito un attacco informatico personale.

So here we have a video clip of the Der Spiegel journalists going and meeting engineers at this Stellar company and showing them files leaked by Edward Snowden. Files which prove that Stellar – their own company – has been targeted and hacked by British intelligence. They are now seeing for the very first time these slides which list their own company among the targets which have been hacked by UK intelligence agencies. Then they’re shown another slide, which lists the targets: the names of the engineers in the company. And they see their own names listed in this top secret file. They just now realize that they, personally, have been hacked.


Quindi, tornando a Yahoo, Yahoo cercò di lottare contro il governo statunitense. Non voleva dare accesso ai dati dei propri clienti. Questa lotta si svolgeva in un tribunale segreto; esistono cose del genere, tribunali segreti, negli Stati Uniti. È il cosiddetto tribunale FISA o tribunale del Foreign Intelligence Surveillance Act (Legge sulla Sorveglianza dei Servizi di Intelligence Stranieri), nel quale un avvocato di Yahoo cercava di difendere gli utenti di Yahoo dal governo statunitense. E i giudici del tribunale fecero dei commenti interessanti.

So returning back to Yahoo. Yahoo tried to fight the US government. They didn't want to give access to their customers’ data. And this fight was happening in a secret court; there are such things, secret courts, in the United States. It’s the so-called FISA court or Foreign Intelligence Surveillance Act court, in which a lawyer from Yahoo was trying to defend the users of Yahoo against the US government. And the judges in the court made interesting comments.


Per esempio, uno dei giudici sosteneva che non ci poteva essere alcun danno per i clienti di Yahoo, dato che la sorveglianza sarebbe stata segreta, il che significava che i clienti non avrebbero saputo che venivano osservati. Quindi come avrebbero potuto subire danni, se non sapevano di essere osservati? E in realtà aveva ragione: questa tesi fu accolta, secondo le leggi statunitensi, e l’azione legale di Yahoo fu rigettata. Fu poi usata come precedente legale per effettuare sorveglianze simili anche su altre società della Silicon Valley.

For example, one of the judges was claiming that there couldn't possibly be any damage to customers of Yahoo, since this surveillance will be secret, which means that the customers will not know that they are being watched. So how could they possibly have any damage, since they will not know that they are being watched? And he was actually right, this actually stood, based on the US law and Yahoo's case was thrown out. And it was then used as a legal precedent to do similar surveillance against other Silicon Valley-based companies as well.


Quindi permettetemi di citare un mio amico, Aral Balkan della Indytech. Fece un’ottima osservazione sul fatto che una volta “privato” aveva un significato completamente diverso. “Privato” significava che andavi con un tuo amico – solo voi due – in un posto dove non c'era nessun altro e parlavate in privato. Era quello il suo significato.

So let me quote a friend of mine, Aral Balkan from Indytech. He made a great comment about how “private” used to mean something completely different. “Private” used to mean something where you would go with your friend – just the two of you – where there's no one else and you would speak in private. That's what it used to mean.


Beh, al giorno d'oggi, nel mondo online, “privato” non ha quel significato. Per esempio, quando siete su Facebook e mandate un messaggio privato, in realtà non lo mandate a qualcun altro; lo date a Facebook e Facebook lo dà al vostro amico. È un po’ come se diceste il vostro messaggio privato al vostro zio viscido e poi lo zio viscido lo dicesse al vostro amico. Giusto? È la stessa cosa.

Well, today in the online world “private” doesn't mean that. For example, when you're on Facebook and you send a private message, you don't actually send it to someone else; you give it to Facebook and Facebook gives it to your friend. This is sort of like you would tell your private message to your creepy uncle and then the creepy uncle would tell it to your friend. Right? That's the equivalent.


E lo zio viscido più grande che abbiamo su Internet è Google. Google, che vede esattamente quello che stiamo facendo e quello che stiamo pensando. Google, che fornisce servizi eccellenti e grandiosi. Li usiamo tutti, e quel che è meglio, sono gratuiti. Il che è notevole, quando si pensa che azienda enorme è Google e quanto sono costose le sue attività. Infatti Google spende ogni trimestre più o meno due miliardi di dollari per i propri data center. Investe ogni tre mesi più di due miliardi per costruire data center sempre più grandi. Eppure i servizi che fornisce sono gratuiti. E quello che è ancora più sorprendente, Google guadagna. Ha un guadagno annuo di 12 miliardi, che dimostra chiaramente che non esiste nulla di gratuito. Questo è il valore dei nostri dati per Google.

And the largest creepy uncle we have on the Net is Google. Google, who sees exactly what we are doing and what we are thinking. Google, who provides excellent and great services. We all use them, and what's even better, these services are free. Which is remarkable, when you consider how big a company Google is and how expensive their operations are. In fact Google spends every quarter roughly two billion dollars into their data centers. They’re investing every quarter over two billion into building larger and larger data centers. Yet the services they provide are free. And what's even more remarkable, Google is profitable. They make 12 billion dollars profit every year, which nicely illustrates that there is no such thing as free. That's how valuable our data is to Google.


Non esistono pasti gratuiti; non esistono motori di ricerca gratuiti; non esistono depositi nel cloud gratuiti; non esistono webmail gratuite. Le uniche cose su Internet che sono davvero gratuite sono cose come il kernel di Linux e i progetti open source. La maggior parte delle cose che vengono chiamate “gratuite” non è affatto gratuita.

There are no free lunches; there are no free search engines; there are no free cloud storages; there are no free webmails; the only things on the Net which really and truly are free are things like, you know, the Linux kernel, open source projects. Most of the things which are called “free” are not free.


Per esempio, le app. Non esistono app gratuite. Sappiamo che tutti i negozi di app sono pieni di app gratuite; nessuna di esse è gratuita. Lo vedete quando ne scaricate una semplice, come un'applicazione che fa diventare il vostro telefonino una torcia, ma quando date un'occhiata più da vicino a che tipo di diritti o permessi richiede al vostro dispositivo, vuole sapere dove siete e accedere ai vostri contatti e a Internet, ovviamente. Perché una torcia dovrebbe averne bisogno? Non esistono pasti gratuiti; non esistono app gratuite.

For example, apps. There are no free apps. We know that all the app stores are filled with free apps; none of them are free. And you see this when you go and download something simple. You know, an application which will turn your phone into a flashlight or a torch, and then when you take a closer look at what kind of rights or permissions it requires from your handset, it wants to know your location and gain access to your contacts and to the Internet, of course. Why would a flashlight need that? There is no free lunch; there are no free apps.


Quindi è facile dare la colpa all'utente. Gli utenti stanno facendo errori stupidi. Ho sentito una bella storia su di loro; un tizio aveva un vecchio computer fisso al lavoro e ne aveva preso uno nuovo e quindi voleva trasferire i propri dati da quello vecchio a quello nuovo. Così andò nella propria cartella Documenti, selezionò con il mouse tutti i propri file e poi fece clic destro e selezionò Copia; poi scollegò il mouse dal computer, lo collegò al nuovo computer e cliccò su Incolla. E questo non è un utente stupido: in realtà questo è ovviamente un uomo molto intelligente che semplicemente non ha una formazione sufficiente – voglio dire, potrebbe funzionare in quel modo; ma semplicemente non lo fa.

So it's easy to blame the user. The users are making stupid mistakes. I heard a good story about users; about this guy who had an old desktop computer at his work and he got a new computer, so he wanted to move his files from the old computer to the new computer. So what he did is he went to his My Documents folder and with his mouse he selected all of his files then he right-clicked and selected Copy, then he disconnected the mouse from the computer, connected it to the new computer, and clicked Paste. And that's not a stupid user: that’s actually obviously a very smart man who simply hasn't had the training – I mean, it could work like that; it just doesn’t.


E un'altra cosa che fanno gli utenti è mentire. Qual è la bugia più grande su Internet? La bugia più grande su Internet è “Ho letto e accetto il contratto di licenza”. Lo facciamo tutti. Noi sappiamo che lo fate, perché lo abbiamo proprio verificato. Abbiamo messo un accesso Wi-Fi gratuito a Londra qualche mese fa, in modo che potevate avere accesso gratuito ad un hotspot Wi-Fi ma ovviamente dovevate leggere i contratti di licenza per avere accesso. E nel nostro contratto di licenza avevamo una piccola clausola che diceva che avreste dovuto darci il vostro primogenito. E tutti hanno cliccato su OK. Ora, non siamo davvero andati a prendere il primogenito; credo che avremmo davvero dovuto farlo – sfondare le loro porte e dire “Salve, siamo venuti a prendere Jamie”. Non lo abbiamo fatto.

And another thing users do is that they lie. What is the biggest lie on the Internet? The biggest lie on the Internet is “I have read and I agree to the license agreement”. We all do this. We know you do this, because we actually tested this. We set up a free Wi-Fi hotspot in London earlier this year, so you got free access to a Wi-Fi hotspot, but of course you had to read through the end-user license agreement to get the access. And in our license agreement we had a slight clause which said that you will have to give your firstborn child to us. And everybody clicked OK. Now, we didn't actually go and pick up the firstborn child; I think we really should have – you know, go through their doors and say “Hello, we've come to pick up Jamie”. We didn't do that.


Oggi dobbiamo accettare dei contratti di licenza anche quando usiamo i nostri dispositivi, come le nostre lavatrici smart o i nostri campanelli smart o le nostre smart TV. Lasciate che vi confidi un segreto: quando sentite che la macchina è “smart”, intelligente, quello che vuol dire veramente è che è sfruttabile. “Intelligente” significa “sfruttabile”. “Smart TV” vuol dire “TV sfruttabile”; “smartphone” vuol dire “telefonino sfruttabile”, e così via. Questo è quello che vuol dire.

And we have to accept the license agreements today even when we use our devices, like our smart washing machines or smart doorbells or our smart TVs. Let me tell you a secret: when you hear that the machine is “smart”, what it actually means is that it’s exploitable. “Smart” means “exploitable”. “Smart TV” means an “exploitable TV”; “smartphone” means an “exploitable phone”, and so on. That’s what it means.


E questi dispositivi, quando andate a leggere i loro contratti di licenza, hanno cose sorprendenti. Per esempio, la Smart TV della Samsung vi spiega che questa funzione di riconoscimento vocale nella vostra TV registrerà quello che dite nelle vicinanze del televisore, quindi per favore tenete presente che se le vostre parole includono informazioni personali o sensibili, queste informazioni verranno registrate dal vostro televisore – nel vostro soggiorno. O se state giocando ad un videogioco di calcio con la vostra X-Box e vi capita di imprecare quando il computer fa un punto contro di voi, vi registrerà mentre imprecate nel vostro soggiorno e vi manderà delle ammonizioni perché avete detto una parolaccia nel vostro soggiorno. È come avere degli zii viscidi dentro le nostre console di gioco e nei nostri televisori. Viviamo una vita da acquario.

And these devices, when you go and read their license agreements, have surprising things. So for example, the Samsung Smart TV explains to you that this voice recognition feature in your TV will record what you speak around the TV, so please be aware that if your spoken words include personal or sensitive information it will be recorded by your television – in your living room. Or if you're playing a game of football with your X-Box and you happen to swear when the computer scores against you, it will actually record you swearing in your living room and will give you warnings because you swear in your living room. This is sort of like having the creepy uncles in our gaming consoles and inside our television sets. We are living an aquarium life.


Oppure un'altra cosa grandiosa che è successa col nuovo iPhone, che ora ha questa app che tiene traccia della vostra salute. Un utente si è accorto che l’app stava monitorando i suoi passi, così ha chiesto online una cosa del tipo “Okay, sta contando i miei passi, non ho mai abilitato questa cosa, come faccio a impedire al mio telefono di contare i miei passi?” E la risposta è stata che in realtà ha contato i tuoi passi sin dall'iPhone 4S – semplicemente prima non te lo faceva vedere. E ovviamente se non era un problema per te prima, come mai è un problema adesso? E non c'è modo di disabilitare questa funzione.

Or a great thing that happened with the new iPhone, which now has this health app which tracks your health. And one user noticed that it was tracking his steps, so he asked a question online, like, “Okay it's counting my steps, I actually never enabled this, how do I stop my phone from counting my steps?” And the answer was that actually, it's been counting your steps already from iPhone 4s – it just never showed it to you before. And obviously if it hasn't been a problem for you before, how come it's a problem now? And there's no way to disable it.


E c'è gente che ti dirà che non c'è niente da fare contro queste cose. Non c'è niente che si possa fare, quindi non dovresti neanche provare a fare qualcosa. Io non ci credo. Io credo che quando vediamo che le cose non vanno bene, dovremmo fermarci; e anche se pensiamo che questo ci metterà nei guai, dovremmo agire.

And there are people who will tell you that there's nothing you could do about these things. There's nothing that could be done, so you shouldn't even try to do anything at all. And I don't believe in that. I believe that when we see things going wrong, we should stop; and even though we might think that this will get us into trouble, we should act.


Spero che abbiamo la forza e il coraggio di agire. Spero di avere io la forza e il coraggio di agire. Spero che abbiate la forza e il coraggio di agire quando le cose vanno male. Spero che abbiate la forza e il coraggio di pensare “Questo mi metterà nei guai,” ma che quando ce n'è bisogno siate voi quelli che fermano l’orchestra e prendono in mano il microfono. Grazie mille.

I hope we have the strength and guts to act. I hope I have the strength and guts to act. I hope you have the strength and the guts to act when things go wrong. I hope you have the strength and guts to think “This will get me into trouble,” but when needed I hope you are the one who will stop the band and grab the microphone. Thank you very much.