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2017/05/14

Ci vediamo a Torino oggi alle 14 per parlar di bufale e disinformazione?

Oggi dalle 14 alle 15 sarò a Torino, in Corso Luigi Settembrini 164, al Festival A Bit Of History per una conferenza sulle bufale e la disinformazione mediatica.

Nell'ora successiva sarò a disposizione per due chiacchiere e per chiunque voglia acquistare il mio libro sul complottismo spaziale "Luna? Sì, ci siamo andati!" o le ultime copie rimaste del libro “Vaccini, complotti e pseudoscienza” al quale ho contribuito con un capitolo dedicato alle origini giornalistiche del mito del legame vaccini-autismo.

Trovate maggiori dettagli presso http://abitofhistory.it/speakers/paolo-attivissimo/.

2017/05/12

WannaCry, attacco ransomware planetario: i fatti, i danni e come rimediare

Credit: @dodicin.

Pubblicazione iniziale: 2017/05/12 18:53. Ultimo aggiornamento: 2017/05/16 13:50. Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete farne una anche voi per incoraggiarmi a scrivere ancora.


2017/05/12 18:53. Da qualche ora è in corso un attacco informatico su una scala che, senza esagerazioni, si può definire planetaria. Sono stati colpiti ospedali, università, compagnie telefoniche, aziende in almeno 70 paesi: in pratica, chiunque sia stato così idiota da non aggiornare i propri sistemi. Eh sì, perché la correzione di Windows che rende immuni a questo attacco è già disponibile da mesi. Non c’è niente di speciale o di imprevedibile in quest’incursione ricattatoria.

La tecnica è la solita: ransomware. In altre parole, i computer vengono infettati e i dati che contengono vengono cifrati con una password nota solo ai criminali. Per avere questa password bisogna pagare un riscatto. Se volete leggere il resoconto di un caso concreto che ho seguito, eccolo.

Il malware è stato denominato WanaCrypt0r 2.0 o WCry/WannaCry. La patch di aggiornamento di Windows da installare per bloccarlo è la MS17-010, disponibile da marzo scorso.

Ripeto: la patch è disponibile da marzo. Se non avete aggiornato i vostri computer, ve la siete cercata.

Aggiornerò questo articolo man mano che avrò novità. Adesso piantatela di leggere e andate immediatamente a patchare. Se non potete patchare, spegnete e scollegate i vostri computer Windows. E raccomandate la vostra anima alla vostra divinità preferita.










2017/05/13 09:00. Durante la serata e la notte ho raccolto un po' di informazioni per rispondere alle domande più frequenti. Le trovate qui sotto.


Cosa posso fare per difendermi?


1. Aggiornate il vostro Windows per installare gli aggiornamenti correttivi (patch). Se non sapete come fare, chiedete a qualcuno che lo sa. Microsoft ha radunato tutte le patch per le varie versioni di Windows qui (spiegone).

2. Aggiornate il vostro antivirus. Praticamente tutti gli antivirus sul mercato riconoscono ormai questo malware.

3. Fate un backup di tutti i vostri dati e scollegatelo dalla rete locale.

4. Chiedetevi perché non avete fatto queste cose prima d’ora e perché c’è voluto un disastro planetario per farvele fare.

5. Come regola generale, non aprite allegati nelle mail senza averli prima controllati con un antivirus aggiornato (anche se questo ransomware non usa la mail per propagarsi, gli altri lo fanno).

6. Disabilitate SMB 1.0 come descritto qui.

7. Controllate di non avere condivisioni SMB aperte che si affacciano a Internet, incluse quelle su VPN.

8. Se avete un computer infetto, non collegatelo alla rete locale; tenterà di infettare tutti gli altri computer della rete.

9. Se siete responsabili della sicurezza di una rete, consentite il libero accesso a questo URL per bloccare l'attacco (per ragioni descritte qui sotto): www.iuqerfsodp9ifjaposdfjhgosurijfaewrwergwea.com.


Sono stato colpito e i miei dati sono cifrati. Cosa posso fare?


1. Se avete un backup recente dei dati, usatelo per ripristinarli.

2. Se scoprite che anche il backup è cifrato (perché poco furbamente fate i backup su un disco di rete invece che su supporti fisicamente rimovibili), avete solo due possibilità: tentare di ricostruire da capo i dati cifrati oppure pagare il riscatto, sperando che i criminali vi diano davvero la chiave di decifrazione.

Non sono al corrente di vittime che abbiano pagato il riscatto, abbiano ottenuto la chiave di decifrazione e siano riusciti a recuperare i propri dati. Tutte le società di sicurezza informatica sconsigliano di pagare, perché questo alimenta e incentiva attacchi di questo genere.


Non uso Windows, sono al sicuro?


Il malware colpisce soltanto sistemi Windows e soltanto se non aggiornati. Se usate MacOS, Linux, Android, Windows Phone, iOS, ChromeOS o qualunque altro sistema operativo diverso da Windows non avete problemi.

Naturalmente se il vostro lavoro o i vostri dati dipendono da qualcun altro che ha computer Windows vulnerabili, potreste avere problemi lo stesso.


Quali versioni di Windows sono vulnerabili?


Windows Vista SP2, Windows Server 2008 SP2 e R2 SP1, Windows 7, Windows 8.1, Windows RT 8.1, Windows Server 2012 e R2, Windows 10, e Windows Server 2016 se non sono stati aggiornati da marzo scorso.

Windows XP è vulnerabile ma non è più supportato da Microsoft da aprile 2014. Se lo usate ancora su un computer connesso a Internet, come il servizio sanitario britannico, state cercando guai. In via eccezionale, Microsoft ha comunque rilasciato una patch anche per XP.


Come faccio a sapere se il mio Windows è aggiornato e quindi immune?


Se avete gli aggiornamenti automatici di Windows e una versione recente di Windows, siete a posto. Se avete Windows 10 Creators Update, siete immuni a questo problema.

Su Windows 7 e 8, andate a Pannello di controllo - Programmi - Programmi e funzionalità - Visualizza aggiornamenti installati. Su Windows 10 (da Anniversary Update in poi), date un’occhiata a Impostazioni - Aggiornamenti e sicurezza - Windows Update - Cronologia. Per le versioni pre-Anniversary Update di 10 vale la procedura descritta per Windows 7 e 8. Grazie a Ruggio81 per queste info.

Se siete tecnici e sapete usare Metasploit, ci sono delle istruzioni apposite; oppure potreste usare il Microsoft Baseline Security Analyzer.


Come si diffonde l’attacco?


Il malware si propaga da solo da una rete locale all'altra via Internet cercando e sfruttando le condivisioni di rete SMB maldestramente rivolte verso Internet: questo è quello che emerge dall'analisi fatta da Malwarebytes (v. sezione "SMB vulnerability leveraged to spread ransomware worldwide"). Non è necessaria alcuna azione da parte dell'utente.

Quando il malware riesce a insediarsi in un computer di una rete locale, cerca di propagarsi agli altri computer della rete usando di nuovo le condivisioni SMB e sfruttandone la vulnerabilità già citata. Basta quindi che in un’azienda s’infetti un singolo computer Windows per rischiare di infettare tutti gli altri computer Windows non aggiornati presenti sulla stessa rete locale.

Alcune delle fonti citate in fondo a questo articolo ipotizzano per ora che l’intrusione iniziale possa avvenire (anche) in modo classico, attraverso una mail contenente un allegato infettante oppure una pagina Web contenente codice ostile, ma finora nessuno ha presentato prove di diffusione via mail.

Va notata la scelta del momento per l’attacco: nel pomeriggio di venerdì in Europa, quando gli addetti alla sicurezza di molte aziende hanno già lasciato il posto di lavoro o lo stanno per lasciare e appena prima dei backup di fine settimana, in modo da massimizzare il danno.

Dopo alcune ore, Malwaretech ha preso il controllo (sinkhole) di uno dei domini citati nel malware:

www.iuqerfsodp9ifjaposdfjhgosurijfaewrwergwea.com 

Malwaretech ha scoperto poi (e raccontato magnificamente qui) che questo dominio veniva utilizzato dai criminali come riferimento per la gestione del malware: se esiste ed è accessibile, il malware non effettua cifratura, come spiegato qui da Malwarebytes; se il malware non riesce a raggiungere questo sito, prosegue la propria opera distruttiva. Il sito è probabilmente usato come test dal malware per sapere se sta girando in una sandbox (ambiente di test) o su un computer reale: è una tecnica usata spesso in questo campo.

Il risultato è che al momento un computer vulnerabile si può ancora infettare ma l’infezione non cifra più i dati, per cui l'attacco per ora è stato in gran parte neutralizzato da Malwaretech grazie a un colpo di fortuna e alle tecniche dilettantesche usate dai criminali. Ma se non installate gli aggiornamenti correttivi, nulla impedisce ad altri criminali di ritentare con una versione di malware più robusta. E ci sono già segnali non confermati che questo sta accadendo.


Il mio antivirus rileverà l’attacco?


Se è aggiornato, molto probabilmente sì. Ormai lo fanno praticamente tutti.


Quali paesi/enti sono stati colpiti? C’è una mappa?


Nel Regno Unito sono stati colpiti in particolare l'intero sistema sanitario nazionale (costretto a sospendere tutte le attività non urgenti; sono coinvolti ospedali, cliniche, ambulatori, anche a livello dei centralini telefonici; si prevede una paralisi di vari giorni) e la Nissan.

In Francia è stata colpita la Renault.

In Slovenia il malware ha bloccato la produzione dello stabilimento Renault.

In Spagna hanno avuto gravi problemi la compagnia telefonica spagnola Telefónica e altre aziende nel settore dell’energia (Iberdola e Gas Natural).

Negli Stati Uniti anche FedEx è stata colpita.

In Russia ci sono segnalazioni di problemi presso banche (Sberbank, VTB) e ferrovie (RZD).

Sono segnalate infezioni in Russia, Turchia, Germania, Vietnam, Filippine, Italia, Cina, Ucraina, Stati Uniti, Argentina e altri paesi, per un totale di almeno 74 paesi secondo la BBC.

La Svizzera è stata sostanzialmente risparmiata, grazie anche all'informativa diramata da MELANI (la Centrale d'annuncio e d'analisi per la sicurezza dell'informazione).

Il New York Times parla di 45.000 attacchi (e presumibilmente altrettante infezioni). Su Malwaretech.com c'è una mappa animata.

Se cercate su Google intitle:"index of" "WNCRY" troverete un elenco di siti colpiti.






Voglio informazioni tecniche, ce ne sono?


Ci sono quelle di Kaspersky e quelle di rain1 (che include tutti i testi del malware in varie lingue); anche Ars Technica ne ha pubblicate. Emsisoft ha scritto un’analisi della crittografia usata. VirusTotal ha ottime info. C'è anche un video dimostrativo di un attacco. E Talos Intelligence ha info anche sul sinkholing usato per bloccare l’attacco. L'analisi di Microsoft è qui; le informazioni di F-Secure sono qui e qui.

2017/05/13 11:10: The Register ha fatto un ottimo punto della situazione; idem Malwarebytes qui.


Chi ci guadagna?


Ci guadagnano i criminali, per ora sconosciuti, che incassano i Bitcoin pagati dalle vittime. Uno dei portafogli digitali usati dai criminali dovrebbe essere questo, ma per ora non sembra che stia crescendo granché (ma mentre scrivo queste righe è venerdì sera, per cui molte aziende reagiranno lentamente). Un altro sarebbe qui. Queste fonti sono confermate da Kaspersky.

In chiaro:

115p7UMMngoj1pMvkpHijcRdfJNXj6LrLn
13AM4VW2dhxYgXeQepoHkHSQuy6NgaEb94
12t9YDPgwueZ9NyMgw519p7AA8isjr6SMw

Un conteggio aggiornato alle 10 del 13/5 stima un incasso totale circa 14 bitcoin, ossia circa 21.000 euro al cambio attuale. Ma probabilmente il grosso arriverà lunedì, alla riapertura degli uffici.

Un conteggio aggiornato alle 14 del 15/5 stima circa 29,4 bitcoin, ossia circa 50.000 dollari.



Cosa c’entra l’NSA?


L'attacco usa una tecnica presente in uno strumento d'intrusione sviluppato dall'NSA, chiamato EternalBlue/DoublePulsar, che è stato trafugato insieme ad altri da un'organizzazione criminale che si fa chiamare ShadowBrokers e che ha dapprima cercato di guadagnare mettendo all’asta la refurtiva e poi, di fronte al fallimento dell’asta, ha pubblicato tutto online, a disposizione di chiunque. EternalBlue/DoublePulsar è stato analizzato e poi ricreato da criminali informatici che lo stanno sfruttando per questo attacco.


Di chi è la colpa?


Fondamentalmente è dell’NSA, che ha fabbricato armi informatiche pericolosissime e non ha saputo tenerle al sicuro: è come se avesse fabbricato un’arma batteriologica (che già è una pessima idea perché uccide chiunque, non solo il nemico) e poi oltretutto l’avesse lasciata su un davanzale, a portata di tutti.

Ed è colpa dell'NSA anche perché ha tenuto per sé la conoscenza delle falle sfruttate da queste armi invece di condividerla con Microsoft e consentirle di correggere la vulnerabilità diffondendo un aggiornamento del proprio software. In sintesi, l'NSA ha scoperto un pericolo riguardante migliaia di aziende e sistemi vitali degli Stati Uniti e non ne ha informato nessuno per tenersi un vantaggio operativo: lo ha annunciato a Microsoft soltanto dopo che si è accorta che Shadowbrokers aveva rubato le sue tecniche.




Ma non è colpa di Wikileaks?


No: è un equivoco piuttosto diffuso. Gli strumenti d’attacco dell’NSA sono stati trafugati e poi pubblicati da ShadowBrokers, non da Wikileaks.




Fonti: CCN-CERT, scheda informativa Microsoft, informazioni Microsoft sulla falla MS17-010, bollettino Microsoft sulla falla MS17-010, New York Times, The Register, Motherboard, Brian Krebs, BBC, The Intercept, Graham Cluley, Sophos, ANSA.

Podcast del Disinformatico del 2017/05/12

È disponibile per lo scaricamento il podcast della puntata di oggi del Disinformatico della Radiotelevisione Svizzera. Buon ascolto!

1250 modelli di telecamere di sicurezza vulnerabili da remoto

È sempre più diffusa l'abitudine di installare sistemi di sorveglianza basati su telecamere IP connesse a Internet: costano poco, si installano facilmente e permettono il comando remoto. Il guaio è che molte permettono il comando remoto a chiunque. Ne ho già parlato in passato, ma è arrivata la segnalazione di una nuova infornata di telecamere IP vulnerabili: ben 1250 modelli, fabbricati da un'azienda cinese non specificata e messi in vendita con vari marchi.

Usare questo genere di telecamere significa facilitare il lavoro ai ladri, che possono tenere d'occhio il loro bersaglio per conoscerlo prima dell'intrusione e poi cancellare le registrazioni video.

Trovare queste telecamere vulnerabili non è difficile: lo ha fatto un esperto di sicurezza, Pierre Kim, che ha usato il motore di ricerca Shodan per localizzare almeno 185.000 esemplari di questi dispositivi in tutto il mondo. Kim ha scoperto che la falla può essere sfruttata anche per trasformare queste telecamere in un esercito di aggressori che sommergono di traffico un sito Web preso di mira.

Poco dopo la scoperta di Pierre Kim è apparso in Rete un malware che la sfrutta. Si chiama Persirai e prende appunto il controllo di queste telecamere maldestramente progettate, reclutandole a forza in botnet per effettuare attacchi di denial of service. Finezza: Persirai modifica i dispositivi infettati, riparandone i difetti in modo che non possano essere sfruttati da altri malware, per così dire, concorrenti.

Quello dell'Internet delle Cose è un universo poco visibile ma nel quale si combattono vere e proprie guerre, tanto che ci sono malware come BrickerBot che addirittura fanno vigilantismo e attaccano i dispositivi vulnerabili per disabilitarli, in modo che non possano essere utilizzati per scopi malefici.


Fonti aggiuntive: BoingBoingCSO Online.

Antivirus Microsoft era sfruttabile per installare virus: aggiornatelo

Ironie dell'informatica: Windows Defender, il prodotto anti-malware di Microsoft integrato nelle versioni recenti di Windows, è risultato sfruttabile per infettare un computer semplicemente mandandogli una mail o un messaggio che venga esaminato da Defender. Sui sistemi non aggiornati all'ultima versione l'attacco ha successo senza alcun intervento dell'utente.

Niente panico: dopo l'annuncio pubblico della scoperta della falla sabato scorso da parte di Tavis Ormandy (Google Project Zero), Microsoft è corsa subito ai ripari e la falla è stata turata martedì scorso a tempo di record.

Se vi interessano i dettagli tecnici, segnalo questo articolo di Ars Technica e l'avviso di Microsoft; se volete verificare se avete l'aggiornamento che risolve questa magagna decisamente grave, in Windows 10 andate a Start - Impostazioni - Aggiornamento e sicurezza - Windows Defender e controllate che alla voce Versione motore ci sia un numero non minore di 1.1.13704.0. Se non l'avete, aggiornatevi usando le consuete procedure di Windows.

Le app che sussurrano ai pubblicitari: tracciamento degli smartphone tramite ultrasuoni

Siete il tipo di persona che cerca di non ascoltare le pubblicità televisive o nei centri commerciali per non farsene influenzare negli acquisti? È uno sforzo nobile, ma forse non avete considerato che il vostro smartphone potrebbe ascoltarle comunque di nascosto per voi e manipolarvi di conseguenza.

Alcuni ricercatori dell'Università Tecnica di Braunschweig, in Germania, hanno pubblicato un'indagine sul mondo dei cosiddetti beacon ultrasonici (Privacy Threats through Ultrasonic Side Channels on Mobile Devices). Si tratta di suoni acutissimi, che l'orecchio umano non è in grado di percepire ma che il microfono di un telefonino capta senza problemi.

Questi suoni vengono inseriti segretamente nell'audio delle pubblicità o nella musica dei centri commerciali e vengono ricevuti altrettanto segretamente da varie app per dispositivi Android (i ricercatori hanno studiato solo dispositivi Android e non hanno raccolto dati su comportamenti analoghi di app per iPhone). In questo modo è possibile sapere per esempio quali programmi televisivi state guardando e anche in quale punto di un centro commerciale vi trovate, anche se avete spento la localizzazione tramite GPS. Una forma di sorveglianza decisamente invadente e soprattutto spesso non dichiarata.

Non è un problema teorico: i ricercatori hanno trovato questi sistemi di pedinamento ultrasonico in quattro dei 35 centri commerciali che hanno visitato in due città europee (non specificate nella ricerca). Hanno inoltre rilevato numerose app Android che ascoltano questi segnali nascosti: app di aziende come Shopkick, Lisnr o Signal360, che sfruttano questa tecnica per sapere quando entrate in uno dei centri commerciali convenzionati e bombardarvi di pubblicità o di buoni acquisto su misura.

I ricercatori tedeschi dichiarano inoltre di aver trovato in Google Play oltre 200 esempi di app contenenti il sistema di tracciamento ultrasonico della Silverpush. Molte di queste app sono state scaricate milioni di volte, sono legate a marchi commerciali molto conosciuti e si presentano come app dedicate a tutt'altro scopo; pochissime, oltre a quelle che ho citato prima, avvisano chiaramente l'utente che sorvegliano e registrano le sue abitudini tramite suoni diffusi nell'ambiente e captati dallo smartphone. L'azienda, però, ha dichiarato di aver interrotto l'uso di questa tecnologia.

Molte persone non sono particolarmente turbate dall'idea di regalare informazioni personali ai pubblicitari in cambio di qualcosa, però ci tengono comunque a sapere se e quando vengono tracciate commercialmente, in modo da poter fare perlomeno una scelta informata: se volete tutelarvi contro questo genere d'invasione silenziosa della vostra vita e avete uno smartphone dotato di Android 6.0 o successivo, potete andare in Impostazioni - App, toccare l'icona dell'ingranaggio, scegliere Autorizzazioni app e poi Microfono per avere un elenco delle app che hanno il permesso di usare il microfono. Se ne vedete qualcuna che non conoscete, toglietele il permesso toccando il selettore a scorrimento a destra del nome dell'app.

Se non volete dedicarvi a questo genere di acrobazie, prendete perlomeno l'abitudine di installare solo le app che vi servono veramente: questa è comunque una buona precauzione per evitare non solo il tracciamento ultrasonico ma anche molte truffe e infezioni informatiche e vari bombardamenti pubblicitari indesiderati, in modo da non dover passare dall'uomo che sussurrava ai cavalli all'app che sussurra ai pubblicitari.


Fonti aggiuntive: Ars Technica.

Giornata difficile? Mai come quella di chi ha rivelato per errore l’esistenza di un supercomputer NSA

Se pensate che la vostra vita informatica sia una valle di lacrime costellata di errori imbarazzanti, consolatevi. Qualunque scivolone abbiate fatto ultimamente, è difficile che sia grosso come quello di chi ha rivelato per sbaglio l'esistenza di un supercomputer segreto che si sospetta venga usato dall'NSA.

E non si è limitato a rivelarla: ne ha messi online, accessibili a chiunque, anche i dettagli tecnici e i manuali, sparsi su centinaia di pagine di documenti liberamente scaricabili senza digitare password o scavalcare firewall o altro.

La scoperta è stata fatta a dicembre scorso da un informatico che ha comprensibilmente chiesto di restare anonimo e ha raccontato tutto a The Intercept. L’informatico si è accorto, facendo una normale ricerca, che all’Institute for Mathematics and Advanced Supercomputing della New York University c’era un disco di backup connesso a Internet. Questo disco era pieno di documenti dedicati al sistema di supercalcolo finora segreto, denominato WindsorGreen, che secondo gli esperti sarebbe usato dall'NSA per analizzare i sistemi crittografici e trovarne le vulnerabilità oppure per fare decifrazione per forza bruta (tentando centinaia di miliardi di password).

Trovare questi dati era incredibilmente facile usando il motore di ricerca Shodan (e, mi raccomando, non cercate in Google frasi come “DISTRIBUTION LIMITED TO U.S. GOVERNMENT AGENCIES ONLY”, “REQUESTS FOR THIS DOCUMENT MUST BE REFERRED TO AND APPROVED BY THE DOD” oppure “IBM Confidential”). Il disco è stato rimosso da Internet dopo che l’informatico ha avvisato l’università: cosa che gli è stato particolarmente facile fare, perché su quel disco c'era anche la corrispondenza privata dei responsabili dell'istituto con i loro committenti militari.

Quanto è potente questo supercomputer finora segreto? Secondo gli esperti consultati da The Intercept, è largamente superiore a qualunque dei supercomputer suoi contemporanei, perlomeno in campo crittografico. E i documenti risalgono al 2012, per cui chissà cos'altro è già stato realizzato per arrivare a potenze di decrittazione ancora più vertiginose.

Molti laptop HP contengono un keylogger che registra ogni digitazione. Ce l’ha messo HP

Credit: @jarwidmark.
Ultimo aggiornamento: 2017/05/12 15:45.

Numerosi modelli di computer portatili venduti da HP registrano di nascosto tutto quello che digitate, comprese le password, consentendo a un malintenzionato di recuperarle facilmente. Non è colpa di un malware installato da chissà chi: il registratore di digitazioni, o keylogger in gergo tecnico, è preinstallato direttamente da HP.

La bizzarra scoperta è opera di una società svizzera di sicurezza informatica, chiamata modzero, che l'ha segnalata pubblicamente in questo articolo e in questa nota tecnica.

Il registratore è integrato in un driver audio della Conexant, specificamente in un file chiamato MicTray64.exe, che intercetta tutte le digitazioni e le registra in un file sul disco rigido del computer presso C:\Users\Public\MicTray.log. Non si sa perché esista questa funzione di registrazione non dichiarata.

Il file MicTray.log può essere letto da qualunque applicazione, per cui un malware che infettasse uno di questi laptop potrebbe leggerselo per rubare tutte le password e tutto quello che viene scritto senza fare nulla che possa allarmare l’antivirus. Allo stesso modo, se un computer viene usato da più di una persona, un utente può sbirciare facilmente tutto quello che è stato scritto dagli altri.

L'unica attenuante è che il file viene azzerato a ogni riavvio, per cui è abbastanza difficile recuperare digitazioni e password del passato (ma in teoria lo si potrebbe fare attingendo a qualche backup).

Secondo modzero, sia HP sia Conexant sono state avvisate a fine aprile ma non hanno risposto costruttivamente e quindi per ora chi ha un computer dotato di questo grave difetto può risolverlo provvisoriamente cancellando il file C:\Windows\System32\MicTray64.exe e l'archivio delle digitazioni presso C:\Users\Public\MicTray.log.

L'elenco parziale dei modelli HP colpiti è qui, ma il problema potrebbe riguardare anche altre marche che usano i driver Conexant.


2017/05/12 15:45. HP ha rilasciato una dichiarazione in proposito, che riporto qui sotto, e il Telegraph segnala che HP ha messo a disposizione tramite Windows Update un aggiornamento che corregge il problema per i modelli del 2016. La correzione per i modelli del 2015 dovrebbe arrivare a breve.

HP is committed to the security and privacy of its customers and we are aware of the keylogger issue on select HP PCs. HP has no access to customer data as a result of this issue. Our supplier partner developed software to test audio functionality prior to product launch and it should not have been included in the final shipped version. Fixes will be available shortly via HP.com


Ancora una volta, purtroppo, è stato necessario rivelare pubblicamente un problema informatico perché contattare privatamente l’azienda responsabile non è servito a nulla.

2017/05/10

Ci vediamo oggi alle 18 a Bolzano per parlare di Luna e complotti?

Stasera alle 18 sarò a Bolzano, all'Aula Magna in via Firenze 51, per una conferenza sul cospirazionismo lunare e sulla disinformazione in generale, organizzata dal MUA (Movimento Universitario Altoatesino). L'ingresso è libero. Maggiori dettagli sono qui su Upad.it.

2017/05/09

Ci vediamo a Padova oggi alle 18:30 per parlare di complotti?

Oggi alle 18:30 sarò ospite del Cicap Veneto a Padova, all'Aula I dell'Interchimico, in via Marzolo 1, per una conferenza intitolata "È tutto un complotto!" dedicata all'esplorazione delle più celebri tesi cospirazioniste e delle caratteristiche che le accomunano, per aiutare a distinguere meglio i complotti inventati da quelli reali. L'incontro è aperto a tutti.