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2021/03/26

Debutta il podcast puro del Disinformatico; assistenti vocali a Filo diretto

Ultimo aggiornamento: 2021/03/28 00:50. 

È pronta da scaricare la prima puntata in formato podcast puro del Disinformatico, condotta dal sottoscritto insieme a Tiki: non più un rimontaggio della diretta radiofonica ma un podcast fatto e costruito sin da subito come podcast.

In questa puntata parliamo di cose frivole da far dire agli assistenti vocali, esploriamo le parole di Internet con il termine interoperabilità (anche nelle app anti-Covid), facciamo un pizzico di archeoinformatica (con la sottile vendetta informatica contro i Beatles da parte del creatore dei suoni classici del Mac) e proviamo un add-on per rivelare il tracciamento pubblicitario.

Il podcast di oggi, insieme a tutti quelli delle puntate precedenti, è a vostra disposizione presso www.rsi.ch/ildisinformatico (anche con feed RSS, iTunes, Google Podcasts e Spotify). È tutto nuovo anche per me, per cui segnalatemi eventuali problemi o disfunzioni. Buon ascolto! 

Se vi siete chiesti cosa intendo con “filo diretto” nel podcast quando parlo di barzellette imbarazzantemente brutte raccontate dagli assistenti vocali, mi riferisco alla puntata di Filo diretto (RSI La1) del 25 marzo scorso della quale sono stato ospite. Se guardate i primi quindici minuti circa capirete perché.

Le parole di Internet: interoperabilità

Interoperabilità è uno di quei paroloni con i quali spesso si riempiono i comunicati stampa autopromozionali degli uffici marketing, ma oggi questo termine informatico è importante anche per la salute.

Formalmente, interoperabilità in informatica significa la capacità di un sistema di cooperare con un altro e di scambiare informazioni senza problemi o errori. Internet stessa è un classico esempio di interoperabilità: è consultabile usando dispositivi di ogni genere e permette di scambiare dati fra questi dispositivi. Può sembrare strano, ma un tempo (negli anni Settanta) le varie marche di computer non si parlavano tra loro: ognuna aveva il suo standard interno. Internet nacque proprio per consentire a computer differenti di parlarsi e diventare appunto interoperabili. Questo è possibile grazie ai protocolli TCP/IP (Transmission Control Protocol/Internet Protocol), creati negli anni Settanta del secolo scorso e adottati come standard di comunicazione da ARPANET, il precursore di Internet, nel 1983.

Le prese elettriche dei vari paesi, invece, sono un esempio di mancata interoperabilità, pur usando quasi sempre lo stesso tipo di corrente elettrica.

Che c’entra la salute con l’interoperabilità? L’Ufficio federale della sanità pubblica svizzero ha annunciato che da ieri SwissCovid, l’app di tracciamento di prossimità installata e utilizzata da circa due milioni di persone per dare una mano a interrompere la catena dei contagi da coronavirus, è diventata interoperabile con l’analoga app tedesca Corona-Warn-App.

Questo significa che possono beneficiare del servizio in particolare i circa 60.000 frontalieri tedeschi che entrano ogni giorno in Svizzera, oltre che tutti coloro che dalla Svizzera si recano in Germania. Non è più necessario installare entrambe le applicazioni e commutare dall’una all’altra, perdendo dati: da ieri ne basta una sola. È una sorta di roaming per le app.

L’UFSP ha colto l’occasione per ricordare che SwissCovid da alcuni mesi è utilizzabile anche sugli iPhone meno recenti, dal 5s in poi, che usano iOS 12.5. In pratica SwissCovid funziona su tutti i telefonini Apple messi in vendita negli ultimi sette anni. Per Android la situazione è un po' più complicata, ma in sostanza SwissCovid funziona con qualunque smartphone che usi Android 6.0 o successivo.

 

Rivelare il tracciamento pubblicitario con Lightbeam

Sappiamo tutti molto bene che quando sfogliamo i siti Web veniamo tracciati a scopo pubblicitario. Quello che però molti non sanno è la scala di questo tracciamento. C’è uno strumento che consente di rivelare in tempo reale quanto sono pettegoli i siti che visitiamo e a quanti altri siti raccontano che li abbiamo visitati.

Lo strumento si chiama Lightbeam 3.0 ed è un add-on gratuito per Firefox. Non è nuovo: è tornato dopo una lunga assenza e un cambio di gestore. Prima, infatti, lo gestiva la Mozilla Foundation, che però aveva smesso a ottobre 2019; ora lo mantiene un privato, il berlinese Princiya.

Lo potete vedere in azione in questo video: i triangolini sono i siti che non vengono visitati dall’utente ma che ricevono lo stesso informazioni da quelli effettivamente visitati (i cerchi).

In questo video, che dura un solo minuto, ho semplicemente visitato una decina di siti: un motore di ricerca (Google), due social network (Instagram e Facebook), due siti di viaggi (Tripadvisor e Booking), due giornali (Repubblica e il Corriere del Ticino), e due grandi negozi online, Amazon e Alibaba. Sfogliare questa decina di siti, però, mi ha fatto visitare, senza chiedermelo, ben 178 altri siti, presumibilmente a scopo di tracciamento pubblicitario.

I risultati, visti graficamente, sono eloquentissimi: non stupitevi se quando comperate qualcosa su Internet o cercate informazioni sui viaggi venite poi sommersi di pubblicità di quel prodotto o di viaggi in generale.

Se volete evitare questo tracciamento, vi conviene perlomeno installare un adblocker e attivare la protezione antitracciamento del vostro browser, se disponibile.

Truffa su Telegram: niente panico, non vi hanno “hackerato” tutto

Mi è arrivata una segnalazione di un tentativo di estorsione via Telegram piuttosto insolito. Circola su vari gruppi Telegram una minaccia: dei sedicenti “hacker” dicono alla persona presa di mira che deve fare a loro un pagamento via Internet (su PayPal o Streamlabs), altrimenti i dati della vittima e dei suoi familiari, compresi quelli delle carte di credito, verranno diffusi su Internet.

Chi fa la minaccia scrive in buon italiano, cosa abbastanza insolita per questo tipo di estorsione, e non porta alcuna prova di quello che dice. È comunque sufficiente a spaventare parecchie vittime, soprattutto fra gli utenti più giovani e meno esperti di Internet, che credono di essere stati “hackerati”.

Niente panico: è tutta una finta. I presunti hacker in realtà non hanno in mano nulla. Cosa più importante, secondo le informazioni raccolte fin qui non si tratta di criminali informatici professionisti in cerca di persone emotivamente vulnerabili, ma di un gruppo di ragazzini che diffonde queste minacce perché ritiene divertente spaventare la gente, senza rendersi conto dell’angoscia che causa.

Questi pseudohacker vengono regolarmente segnalati e bloccati nei vari gruppi, ma tendono a ricomparire con nuovi account. Il modo migliore per indurli a smettere è non cadere nella loro trappola. Non credete a tutto quello che vi dicono online. Vi dicono che hanno informazioni compromettenti su di voi e temete che dicano la verità? Chiedete di mostrarvele. Se non ne hanno, ridete loro in faccia e bloccateli.

A questi diversamente divertiti ricordo invece che quello che stanno facendo si chiama estorsione ed è reato anche se lo si fa per “divertirsi”. Ed è facile seguire le tracce per identificarvi. Crescete, gente.

2021/03/24

1 aprile, ore 20: diretta Zoom con il nipote di Sergey Korolëv, storico capo progettista del programma spaziale sovietico

ASIMOF (Associazione Italiana Modelli Fedeli) vi invita a una serata in diretta Zoom con Andrey Korolëv, nipote di Sergey Korolëv, il cosiddetto Capo Ingegnere del programma spaziale russo, considerato così importante per l’Unione Sovietica che il suo stesso nome era un segreto di stato.

Andrey, professore universitario e medico ortopedico a Mosca, ci racconterà di suo nonno con immagini, video e testimonianze sulla sua vita e i suoi successi, in occasione dell’imminente sessantesimo anniversario del primo volo umano nello spazio ad opera di Yuri Gagarin.

Se vi interessa partecipare, ci sono circa 200 posti disponibili, per cui affrettatevi a scrivere a info@asimof.it per prenotarvi.

L’evento è organizzato con la partecipazione di Associazione Astrofili Alta Valdera, Osservatorio Astronomico di Suno, Gruppo Astronomico Tradatese, Gruppo Astrofotografico Varese, Osservatorio Astronomico della Regione autonoma Valle d’Aosta e Swiss Apollo.

La diretta Zoom si terrà giovedì 1 Aprile alle ore 20:00 CET. Sarà in lingua inglese, con la possibilità di avere la traduzione simultanea in italiano (di cui mi occuperò io). Per ascoltare l’audio tradotto si dovrà semplicemente cliccare in Zoom su Interpretazione e poi scegliere il canale italiano.

Come anticipazione, lunedì 29 marzo alle ore 21:00 ASIMOF organizza una lectio magistralis da parte del Prof. Massimo Capaccioli, che descriverà la figura del Costruttore capo Sergey Korolëv.



2021/04/13 22:20

La registrazione della serata è ora disponibile online in originale e con la mia traduzione simultanea:

2021/03/22

Samantha Cristoforetti racconta il proprio lato nerd all’Ultrapop Festival

Ultimo aggiornamento: 2021/03/22 22:55.

Ieri sera Samantha Cristoforetti, in videconferenza dagli Stati Uniti, ha fatto una bella chiacchierata sull’essere nerd, parlando poco di spazio e molto di fantascienza (su richiesta dell’intervistatore, Antonio Moro) e di cosa voleva dire essere nerd prima dell’esplosione del mercato dedicato ai nerd, quando trovare in edicola una rivista che parlava di Star Trek o di altre serie TV di fantascienza era un miracolo, riuscire a vedere una serie completa richiedeva attività clandestine e acrobazie collettive, e saper citare a memoria battute o brani o la genealogia dei personaggi era visto con sospetto.

Un aspetto forse poco conosciuto dell’astronauta, che rivela anche quanti altri astronauti hanno lo stesso pallino e di cui si può parlare pubblicamente in modo più rilassato rispetto alle solite interviste istituzionali, senza le cautele e le limitazioni che invece giustamente circondano l’attività professionale. Buona visione.

2021/03/20

Antibufala: il video delle manganellate a chi non porta la mascherina

Ultimo aggiornamento: 2021/03/21 15:30.

Roberto Burioni ha retweetato oggi (20/3) e poi annullato e ripostato il suo retweet di un video che mostra un metodo particolarmente drastico ma efficace per convincere le persone a indossare la mascherina per ridurre i contagi. Un’altra copia del video a maggior risoluzione è qui e la pubblico qui sotto:

Il video è diventato virale, ma lasciando da parte le discussioni più o meno serie sull’opportunità di approcci così violenti per ottenere il bene comune... 

... quanto tempo ci avete messo ad accorgervi che la persona manganellata è sempre la stessa?

Il video è insomma un esempio interessantissimo di cecità selettiva: siamo talmente presi dal contenuto emotivo della scena da non accorgerci di un dettaglio fondamentale come l’identità della persona colpita.

Se state pensando a un altro famoso video di attenzione (o cecità) selettiva, probabilmente avete in mente questo, nel quale si deve contare con attenzione i passaggi della palla fra i giocatori.


Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi è piaciuto, potete incoraggiarmi a scrivere ancora facendo una donazione anche voi, tramite Paypal (paypal.me/disinformatico), Bitcoin (3AN7DscEZN1x6CLR57e1fSA1LC3yQ387Pv) o altri metodi.

2021/03/19

Nuova edizione dell’Almanacco dello Spazio: adesso è online subito per tutti

Ultimo aggiornamento: 2021/03/20 17:00.

È un periodo di cambiamenti qui al Maniero. Oltre al nuovo lavoro come “regista” di webinar e prossimamente traduttore online per conferenze spaziali (dettagli a breve), oltre alla trasformazione del Disinformatico radiofonico da diretta con musica a podcast puro e oltre a candidarmi al volo intorno alla Luna del progetto DearMoon di Elon Musk e Yusaku Maezawa, in questi ultimi mesi ho lavorato anche all’Almanacco dello Spazio, la mia compilation di eventi e ricorrenze dell’esplorazione spaziale. Ora è disponibile a tutti in formato online, senza più EPUB da scaricare e senza attese, man mano che lo aggiorno.

Rispetto all’EPUB precedente ho aggiunto circa un centinaio di voci ed ampliato parecchie altre. La scelta di passare alla versione online è dettata dalle stesse ragioni per le quali pubblico online anche i miei libri Luna? Sì, ci siamo andati! e Moon Hoax: Debunked!: li posso aggiornare più efficientemente e prontamente.

Come in passato, l’Almanacco non è protetto contro la copia; anzi, è liberamente distribuibile e copiabile secondo la licenza Creative Commons inclusa nel testo. Lo potete consultare tramite l’indirizzo breve Almanaccodellospazio.ch.

Per chi aveva fatto una donazione speciale per ricevere gli aggiornamenti gratis a vita in anteprima (10 €/12 CHF): scusatemi, ho dovuto interrompere questa modalità perché l’Almanacco era diventato ingestibile e tenere traccia delle persone alle quali inviarlo in anteprima, con i loro cambi di indirizzo e tutto il resto, era un incubo. Scrivetemi e vi rimborserò.

Puntata del Disinformatico RSI del 2021/03/19, l’ultima prima di passare al podcast puro

Ultimo aggiornamento: 2021/03/22 16:25. 

È disponibile la puntata di stamattina del Disinformatico della Radiotelevisione Svizzera, condotta da me insieme a DJ Sterky. Da venerdì prossimo la Rete Tre passa a un nuovo format e il Disinformatico diventa un podcast puro, senza brani musicali, prodotto e distribuito ogni venerdì mattina.

Argomenti trattati:

Podcast solo audio: link diretto alla puntata; link alternativo. Ho aggiornato entrambi perché la versione precedente era incompleta.

App RSI (iOS/Android): qui.

Video (con musica): è qui sotto.

Podcast audio precedenti: archivio sul sito RSI, archivio su iTunes e archivio su TuneIn, archivio su Spotify.

Archivio dei video precedenti: La radio da guardare sul sito della RSI.

Buona visione e buon ascolto!

Le parole di Internet: Non-Fungible Token (NFT)

Ultimo aggiornamento: 2021/03/21 14:00.

Se vi siete persi nei meandri delle complessità delle criptovalute, preparatevi a un altro mal di testa: sono arrivati i non-fungible token, e c’è gente che sborsa milioni per acquistarli.

Un’opera d’arte puramente digitale è stata infatti venduta all’asta da Christie’s per ben 69 milioni di dollari. Chi ha sborsato questa cifra non riceverà una stampa o altra versione concreta dell’opera, ma solo una sorta di gettone digitale che attesta che lui o lei è il proprietario dell’originale dell’opera, che resta perfettamente copiabile senza alcuna perdita di qualità, come qualunque altra creazione digitale. Questo gettone si chiama non-fungible token o NFT.

Il nome non aiuta certo a capire di cosa si tratti e come funzioni. In economia, un bene fungibile è qualcosa composto da unità facilmente intercambiabili. I soldi, per esempio, sono una risorsa fungibile: una banconota da 100 euro vale esattamente quanto tutte le altre banconote dello stesso tipo. È scambiabile per esempio con due banconote da 50 euro senza alcuna perdita di valore. Lo stesso vale per i bitcoin, per esempio.

Una risorsa non fungibile è l’esatto contrario: una risorsa che ha proprietà uniche che non consentono di intercambiarla con qualcos’altro. Un quadro come la Gioconda è una risorsa non fungibile: se ne possono fare riproduzioni, foto o stampe, ma l’originale resta uno e uno solo. Un gettone non fungibile è una sorta di certificato di proprietà che riguarda una risorsa materiale o immateriale: un file digitale o una scultura. Nel caso degli NFT, il certificato è garantito da una blockchain, ossia un registro pubblico digitale e distribuito, esattamente come avviene per le criptovalute.

Ma che senso ha pagare milioni di dollari per un file che tutti possono copiare perfettamente? La differenza fra un quadro e una fotografia di un quadro è evidente: la copia perde delle caratteristiche essenziali. Nel caso delle opere NFT, invece, le copie sono perfettamente identiche all’originale. Quindi dove sta il valore?

Per qualcuno il valore c’è: l’artista Grimes, per esempio, ha venduto opere per alcuni milioni di dollari. Gli NFT sono diventati un modo per sostenere economicamente gli artisti. Il fatto che il registro delle proprietà di questi NFT è pubblico consente agli artisti di tracciare gli scambi e di incassare una commissione su ogni compravendita delle proprie opere, mentre con i sistemi tradizionali capita spesso che l’artista non veda un soldo dopo la vendita iniziale e gli speculatori facciano invece fortuna.

Ma anche negli NFT c’è l’ondata speculativa: c’è chi trasforma in NFT qualunque cosa (gli sticker di Telegram e persino i tweet) sperando di monetizzarli. Se trova qualcuno che è disposto a comprare, nasce l’affare. Il compratore, a sua volta, è convinto di poter rivendere quell’NFT in futuro a un valore maggiore e quindi avere un guadagno.

Però rispetto alla proprietà tradizionale resta ben vistosa una differenza fondamentale: se sei proprietario di un quadro o di una scultura, la detieni e decidi tu a chi mostrarla e cosa farne. Se sei proprietario di un NFT, hai solo il diritto di vantarti di essere proprietario di un’opera (e in alcuni casi hai il diritto di copia), ma materialmente non hai in mano niente. Questo non ha impedito al mondo dei videogiochi, per esempio, di vendere risorse di gioco sotto forma di NFT: come Fortnite ha ben dimostrato, c’è tanta gente disposta a pagare pur di avere una skin.

C’è anche un’altra differenza importante: la conservabilità nel tempo. Un quadro, un attestato cartaceo di proprietà, una scultura possono durare secoli o millenni. Un NFT esiste soltanto finché esiste la blockchain che lo supporta, più il software per leggerla e l’hardware sul quale far girare quel software. Che succede se una blockchain va fuori moda e non la supporta più nessuno?

Insomma, non c’è modo di sapere se gli NFT dureranno o se sono soltanto l’ennesimo caso di speculazione a breve termine. Di certo c’è gente che ci sta guadagnando somme enormi e altra gente che le sta spendendo, e come al solito sono pochi quelli che guadagnano e tanti quelli che ci perdono. Il gioco continuerà finché ci sarà gente che ci crederà.

Fonti: Christies, The Verge, Gizmodo, BBC.