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2015/08/03

Vescovo svizzero cita Bibbia: pena di morte per gli omosessuali. Guai anche per chi mangia gamberetti

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Credit: Wikipedia.
Leggo nell'ultim'ora della Radiotelevisione Svizzera e su Swissinfo che il vescovo cattolico di Coira, Vitus Huonder, ha usato come sostegno alle proprie posizioni anti-gay la citazione di un brano del Levitico che impone la pena di morte per gli omosessuali.

Huonder ha citato specificamente queste parole del testo biblico: “Non ti coricherai con un uomo come si fa con una donna: è cosa abominevole. Chiunque praticherà qualcuna di queste abominazioni, ogni persona che le commetterà, sarà eliminata dal suo popolo.” 

Questa è la versione citata dalla RSI, ma l'originale tedesco dice “beide werden mit dem Tod bestraft”, ossia “entrambi verranno messi a morte” e non consente di interpretare “eliminata” nel senso più morbido di “allontanata”. La versione presente nella Bibbia CEI pubblicata su Vatican.va dice testualmente: “Se uno ha rapporti con un uomo come con una donna, tutti e due hanno commesso un abominio; dovranno essere messi a morte; il loro sangue ricadrà su di loro.” (Levitico 20:13, ribadito in 18:22; evidenziazione mia).

Naturalmente non sono mancate le reazioni stupite a questa nuova uscita di Huonder (Le Temps; Blick; Basler Zeitung; The Local), che è già noto per le sue posizioni controverse (Swissinfo, 2007; Tio.ch, 2011; Rsi.ch, 2014), ma il video (in tedesco) che le documenta e le fonti giornalistiche che le riportano non sembrano lasciare spazio a dubbi. Di tutti i brani che il vescovo poteva scegliere per parlare della visione cristiana dell'omosessualità, ha preso proprio quello dove Dio ordina di mettere a morte gli omosessuali. Un capolavoro di delicatezza e diplomazia.

Il contesto nel quale Huonder ha fatto la citazione è visibile in questo video su KathTube (in tedesco) e ne è disponibile una trascrizione. Il vescovo inizia a citare i passi del Levitico a 21 minuti dall'inizio; nella trascrizione la citazione inizia al punto 6 di pagina 10. Cita inoltre il Nuovo Testamento: nella trascrizione è a pagina 15. Ringrazio due lettori, Federico e Illuminista, per questi dati.

Ecco la trascrizione delle parole di Huonder dopo aver fatto la citazione dal Levitico, seguite dalla mia traduzione in tedesco (sicuramente migliorabile; grazie a Giuseppe per il contributo):

Die beiden Texte legen mit weiteren anderen Stellen der Heiligen Schrift, insbesondere im Buch Levitikus, die göttliche Ordnung vor, welche für den Umgang mit der Sexualität gilt.

I due testi definiscono, insieme ad altri passaggi delle Sacre Scritture, particolarmente nel Levitico, l'ordine di Dio riguardante la gestione della sessualità.


In unserem Fall geht es um die gleichgeschlechtliche Praxis. Die beiden zitierten Stellen allein würden genügen, um der Frage der Homosexualität aus der Sicht des Glaubens die rechte Wende zu geben. Die Aussage hat daher auch Bedeutung für die Definition der Ehe und der Familie. Da gibt es keine Vielfalt der Ehe- und Familienmodelle. Davon nur schon zu sprechen, ist ein Angriff auf den Schöpfer, aber auch auf den Erlöser und Heiligmacher, also auf den dreifaltigen Gott.

Nel nostro caso abbiamo a che fare con le pratiche omosessuali. Da soli, i due brani citati sarebbero già sufficienti a dare l'indicazione corretta sulla questione dell'omosessualità dal punto di vista della fede. La dichiarazione è quindi significativa anche per la definizione di matrimonio e di famiglia. Perché non vi è diversità di modelli coniugali e familiari. Anche soltanto parlarne è un attacco al Creatore, ma anche al Salvatore e al Santificatore, al Dio trino.


Die Seelsorge muss sich in der Frage nach der göttlichen Ordnung richten. Ihr Auftrag ist, im Bewusstsein des Seelenheils, also in pastoraler Liebe - im Unterschied zu einem reinen Humanismus - die Menschen in jeder Hinsicht aus dem Zustand der gefallenen Natur zu befreien zum Leben als Kinder des Lichtes (Eph 5,8). Der Glaube ist für alle Menschen, auch für Menschen mit homophiler Neigung eine Hilfe und kann zu einer Umleitung der diesbezüglichen Orientierung führen, zu einer Beherrschung des Sexualtriebes und zu ihrer Einordnung ins eigene Leben entsprechend der göttlichen Weisung.

La cura delle anime, in questa questione, deve rispettare l'ordine divino. Il suo compito è, nella consapevolezza della salvezza dell'anima, così come nell'amore pastorale – diversamente da un puro umanesimo – liberare l'uomo in ogni aspetto dallo stato di natura caduta, verso la vita come figlio della luce (Ef. 5,8). La fede è un aiuto per tutti gli uomini, anche per quelli con una tendenza omosessuale, e può portare a un cambiamento di quest'orientamento, a padroneggiare la pulsione sessuale e a collocarla nella propria vita secondo l'indicazione divina.


Lasciamo stare il fatto che nonostante tutti i proclami di tolleranza e modernità, all'interno di movimenti religiosi importanti come il cattolicesimo, che parlano continuamente di amore e rispetto verso il prossimo, si lasci spazio a indifendibili monumenti d'intolleranza come le parole di Huonder (“anche soltanto parlare [di modelli coniugali e familiari differenti] è un attacco al Creatore”), la sua visione degli omosessuali come malati da curare o questa sua scelta di citare un passo biblico che parla di mettere a morte gli omosessuali: una citazione fatta non da un fedele qualunque, ma da un vescovo. Vediamo invece cos'altro dice il libro della Bibbia usato da Huonder come fondamento per la propria discussione: prendiamo dal Levitico qualche esempio di quali altre pericolosissime fasce della popolazione andrebbero messe a morte o perlomeno “tenute in abominio” se dovessimo davvero seguire alla lettera gli imperativi citati dal vescovo Huonder.

– Chi ha rapporti sessuali durante le mestruazioni: “Se uno ha un rapporto con una donna durante le sue regole e ne scopre la nudità, quel tale ha scoperto la sorgente di lei ed essa ha scoperto la sorgente del proprio sangue; perciò tutti e due saranno eliminati dal loro popolo”; “Non ti accosterai a donna per scoprire la sua nudità durante l'immondezza mestruale” (Lev. 20:18; 18:19).

– Chi consulta gli oroscopi: “Se un uomo si rivolge ai negromanti e agli indovini per darsi alle superstizioni dietro a loro, io volgerò la faccia contro quella persona e la eliminerò dal suo popolo” (Lev. 20:6).

– Chi redige gli oroscopi o consulta i tarocchi: “Se uomo o donna, in mezzo a voi, eserciteranno la negromanzia o la divinazione, dovranno essere messi a morte; saranno lapidati e il loro sangue ricadrà su di essi” (Lev. 20:27).

– Chi dice bestemmie: “Chi bestemmia il nome del Signore dovrà essere messo a morte: tutta la comunità lo dovrà lapidare. Straniero o nativo del paese, se ha bestemmiato il nome del Signore, sarà messo a morte” (Lev. 24:16).

– Chi mangia lepre o maiale: “Potrete mangiare d'ogni quadrupede che ha l'unghia bipartita, divisa da una fessura, e che rumina. Ma fra i ruminanti e gli animali che hanno l'unghia divisa, non mangerete i seguenti: il cammello, perché rumina, ma non ha l'unghia divisa, lo considererete immondo; l'ìrace, perché rumina, ma non ha l'unghia divisa, lo considererete immondo; la lepre, perché rumina, ma non ha l'unghia divisa, la considererete immonda; il porco, perché ha l'unghia bipartita da una fessura, ma non rumina, lo considererete immondo. Non mangerete la loro carne e non toccherete i loro cadaveri; li considererete immondi.” (Lev. 11:3-8).

– Chi mangia gamberetti o crostacei in genere: “Potrete mangiare quanti hanno pinne e squame, sia nei mari, sia nei fiumi. Ma di tutti gli animali, che si muovono o vivono nelle acque, nei mari e nei fiumi, quanti non hanno né pinne né squame, li terrete in abominio. Essi saranno per voi in abominio; non mangerete la loro carne e terrete in abominio i loro cadaveri. Tutto ciò che non ha né pinne né squame nelle acque sarà per voi in abominio” (Lev. 11:9-12).


Insomma, appoggiarsi al Levitico per giustificare le proprie tesi non è una scelta molto illuminata e al passo con i tempi: significa offrire il fianco a una bordata di ridicolo.


Giusto per capirci e prevenire polemiche inutili: questo non è un attacco al cattolicesimo o al cristianesimo. È una critica – anzi no, è un “datti una svegliata, bello” a chiunque sia così ottuso da affidarsi ciecamente all'interpretazione letterale di un libro (di qualunque autore, soprannaturale o meno) per le proprie scelte morali, così intollerante e bigotto da volerle imporre agli altri e da pensare che persone la cui unica colpa è amare qualcuno al di fuori di regole bizantine scritte due dozzine di secoli fa siano “cadute” e debbano (o vogliano) essere “raddrizzate”. Come si faceva una volta con i mancini, e abbiamo visto com'è finita.


2015/08/09


La Radiotelevisione Svizzera segnala che le parole di Huonder hanno portato all'annuncio di una denuncia penale da parte di Pink Cross, organizzazione che riunisce le associazioni di lesbiche e gay. L'accusa è incitazione pubblica al crimine o alla violenza, che secondo l'articolo 259 del Codice penale svizzero (non 269 come scritto dalla RSI, grazie motogio) può comportare una pena fino a tre anni. Il comunicato stampa di Pink Cross (in tedesco) è qui.

Può sembrare una decisione eccessiva, ma va considerato un fatto: Huonder ha detto che il brano del Levitico (insieme all'altro citato) definisce “l'ordine di Dio riguardante la gestione della sessualità” e “l'indicazione corretta sulla questione dell'omosessualità dal punto di vista della fede” e non ha ripudiato la parte in cui quell'ordine divino comanda la messa a morte. Ora fatevi una domanda: se un imam o un'altra autorità islamica avesse citato un versetto del Corano dicendo che Allah ordina di mettere a morte gli omosessuali, e che persino parlare di coppie gay è un attacco ad Allah, come vi sentireste? Buona riflessione.


2015/08/10


Le denunce depositate sono due: RSI riferisce che oltre a quella di Pink Cross c'è anche quella di un privato residente nel canton San Gallo, sempre con la stessa motivazione.


2015/08/13


La RSI segnala che Huonder, in una lettera inviata a 800 collaboratori del vescovado di Coira, “si scusa con le persone ferite dalle sue affermazioni e assicura che la Chiesa non vuole escludere nessuno”. I consumatori di gamberetti tirano un sospiro di sollievo. The Local e Ticinonews hanno qualche dettaglio in più sul contenuto della lettera: va notato che le scuse di Huonder sono rivolte alle “persone di sensibilità omosessuale”, come se la sessualità fosse una scelta o un vezzo; bisognrerebbe chiedere a Huonder quando ha deciso di essere eterosessuale – pardon, di avere una sensibilità eterosessuale. Intanto l'ex vescovo di Lugano ha preso posizione contro l'atteggiamento di Huonder (Ticinonews).


2015/08/16


Non si placa la polemica sulle parole scelte da Huonder: arriva anche la critica del presidente nazionale del PPD Christophe Darbellay, che le ha definite “parole sprezzanti nei confronti delle persone” (RSI Ultim'ora).


2015/08/31


Già 21.000 persone hanno firmato una petizione online di condanna del vescovo Huonder; l'intenzione è raggiungere quota 25.000 e presentare le firme alla Conferenza episcopale svizzera (RSI.ch).


2015/10/10-11


“Il Ministero pubblico grigionese ha optato per l'archiviazione del caso” (Rsi.ch). Ma Pink Cross “ha presentato un ricorso... L'alto prelato ha preso atto del ricorso inoltrato e ha fatto sapere attraverso il suo portavoce che non intendere [sic] esprimersi ulteriormente sulla questione.” (Rsi.ch).



2017/05/06


La RSI ha annunciato che "Huonder, come prevede il diritto ecclesiastico, ha presentato oggi, venerdì, per i suoi 75 anni, le dimissioni al Papa [...]. Il pontefice ora dovrà pronunciarsi sulla decisione presa dal prelato, considerando tutte le circostanze indicate nella sua lettera di congedo."

2015/08/01

Comandare un fucile di precisione via Wi-Fi? Ma che bell’idea

La texana Tracking Point fabbrica costosi fucili di precisione a puntamento computerizzato: il tiratore indica il bersaglio nel mirino e poi il fucile decide quando tirare il grilletto perché la canna è correttamente puntata verso il bersaglio. Con un sistema del genere, qualunque dilettante dalla mano malferma può credersi un tiratore scelto.

C'è un piccolo problema: il fucile informatizzato è collegabile via Wi-Fi a un computer esterno. Già l'idea di avere un fucile collegabile tramite Wi-Fi può sembrarvi un tantino imprudente, ma c'è di più: il collegamento è bidirezionale, nel senso che permette al fucile anche di ricevere comandi in ogni momento. Ciliegina sulla torta, la password del Wi-Fi del fucile non è modificabile.

Ci vuole una dose rara d'incoscienza per progettare un'arma in questo modo. Il risultato è facilmente prevedibile: i ricercatori di sicurezza Runa Sandvik e Michael Auger hanno dimostrato che è possibile prendere il controllo completo del fucile della Tracking Point a distanza, via Wi-Fi, alterandone i parametri di sparo e quindi facendogli mancare completamente il bersaglio oppure disabilitandolo del tutto.

In un video eloquentissimo, Sandvik e Auger mostrano come manipolano il software del fucile per fargli colpire il bersaglio accanto a quello mirato.


Dovrebbero chiamarla la Regola del Comandante Adama (protagonista della serie Battlestar Galactica ed epicamente riluttante – pienamente a ragione – a mettere in rete i sistemi d'arma): se ti può uccidere, non interconnetterlo.


Fonti: Wired, CNN, Sophos.

Antibufala: su Marte c’è un oggetto che levita!

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2015/08/01 13:50. 

Mi sono arrivate alcune segnalazioni della “notizia” dell'avvistamento di una “possibile sonda extraterrestre” su Marte insieme a una fotografia molto intrigante.

La parola notizia è fra virgolette perché la fonte dalla quale proviene è il blog Segni dal cielo, noto per la sua disponibilità a pubblicare qualunque storia di presunti avvistamenti ufologici. A sua volta Segni dal cielo cita un'altra fonte altrettanto disinvolta, ossia il canale Youtube Paranormal Crucible, già protagonista di altre perle fufologiche, come la presunta punta di piramide trovata sempre su Marte.

Ma a prescindere dalle fonti poco attendibili, l'immagine che propongono è sicuramente interessante, perché sembra davvero mostrare qualcosa di sferico che flutta in aria, come si può vedere qui sopra. Inoltre l'oggetto non è stato aggiunto con Photoshop e la foto è sostanzialmente autentica: proviene dalla sonda Curiosity ed è verificabile qui sul sito della NASA. Per trovare il punto esatto bisogna zoomare nella maniera mostrata qui sotto.

Si tratta insomma di un dettaglio piccolissimo: per notarlo in quella distesa di rocce e polvere marziana ci vuole una determinazione che rasenta l'ossessione. Ma a prescindere dalle motivazioni che possono spingere qualcuno a esplorare le bellissime fotografie della NASA scattate su Marte alla ricerca di dettagli come questo e dal corto circuito logico che può spingere a interpretare un oggetto indistinto come una sonda extraterrestre, la vista panoramica permette di notare un dettaglio che stronca subito la tesi ufologica. Basta infatti guardare la direzione delle ombre.

Mentre la presunta ombra della “sonda” sferica si trova verticalmente sotto di essa, come se il sole fosse a picco, tutte le altre rocce circostanti hanno ombre laterali, come se il sole fosse piuttosto basso e si trovasse nella zona di sinistra dell'immagine.

Già questo ci dice che l'interpretazione iniziale è sbagliata ed è una notevole dimostrazione di pareidolia: il nostro cervello, di fronte a un oggetto circolare che è più scuro in basso e sotto il quale c'è una chiazza scura tondeggiante, senza altri riferimenti spaziali, tende a interpretare la scena come una sfera che getta un'ombra. Soltanto l'osservazione dei dettagli circostanti rivela l'autoinganno percettivo.

Ecco alcuni esempi di questo automatismo della nostra mente, tratti da Metabunk:


Inoltre il confronto fra l'immagine sul sito della NASA e quella proposta da Paranormal Crucible rivela che la versione ufologica è stata schiarita notevolmente, creando quindi ulteriori artefatti digitali.

Vista la risoluzione molto ridotta dell'immagine, è difficile arrivare a una spiegazione certa, ma sembra probabile che l'ombra sia in realtà la faccia verticale in ombra di una roccia di cui si intravede la faccia superiore a sinistra dell'ombra stessa. La “sfera” è probabilmente un'altra roccia che si trova più lontano e che la scarsa risoluzione, combinata con gli artefatti di compressione digitale della panoramica, fa sembrare sferica. Infatti andando a prendere l'immagine non interattiva originale si scopre che il dettaglio della “sfera” è sgranatissimo.

La “sfera” che levita è, insomma, sì artificiale: ma nel senso che è un artefatto dell'elaborazione digitale delle immagini e del modo in cui il nostro cervello cerca di dare senso alle immagini confuse. Ci vuole ben altro che un'immagine confusa e artefatta per parlare con certezza di sonde extraterrestri.

Un miliardo di telefonini Android infettabili con un messaggino? OK, PANICO. Ma non troppo

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2015/08/01.

Angoscia in Rete per la notizia che una grave falla di sicurezza riguarda un miliardo di telefonini Android: per infettarli e/o rubarne i dati è sufficiente che ricevano un MMS appositamente confezionato. La falla, scoperta dalla società di sicurezza informatica Zimperium, è stata battezzata Stagefright (dal nome della libreria software di Android coinvolta) e colpisce tutte le versioni di Android dalla 2.2 in avanti.

Niente panico: nella maggior parte dei casi è sufficiente disabilitare la ricezione automatica degli MMS in Google Hangouts e nelle altre applicazioni e imparare a non cliccare sui link agli MMS. Per Hangouts basta andare nelle Impostazioni e disabilitare Recupera automaticamente MMS, come mostrato qui accanto. Bisogna inoltre andare nell'app Messaggi, scegliere Impostazioni e disattivare Recupero automatico nella sezione dedicata agli MMS.

Google ha già corretto la falla, ma spetta ora ai produttori di telefonini distribuire l'aggiornamento correttivo predisposto da Google, e qui sta il problema: se il vostro telefonino non è recente, probabilmente non verrà mai aggiornato e resterà perennemente vulnerabile. Va detto che finora non ci sono segnalazioni dello sfruttamento della falla da parte di criminali informatici.

La lentissima o inesistente disseminazione degli aggiornamenti, priva della gestione diretta e centrale che hanno per esempio Microsoft o Apple, è da sempre uno degli aspetti più criticabili di Android, e Stagefright ne mette bene in luce i limiti. Gli unici telefonini Android che ricevono gli aggiornamenti direttamente da Google sono i Nexus di Google; tutte le altre marche decidono autonomamente se, come e quando creare e distribuire gli aggiornamenti.

Certo, se siete avventurosi potete provare a installare un Android alternativo, come CyanogenMod, per il quale c'è già la correzione della falla. Per la maggior parte degli utenti la soluzione più fattibile, ma anche quella più consumista, è invece acquistare uno smartphone Android più recente.


Fonti: Zimperium, EFF, Androidcentral, Twilio.

2015/07/31

Oggi è la Giornata del Sysadmin

Fonte: Wikipedia.
L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2015/07/31 23:35.

Oggi è il Sysadmin Day o più formalmente il System Administrator Appreciation Day: la giornata dedicata al riconoscimento del duro lavoro degli amministratori di sistema (o sysadmin) e di tutte le persone che fanno funzionare i sistemi informatici e consentono agli altri, i comuni mortali denominati utenti, di usarli per lavorare, comunicare e giocare.

La giornata è stata indetta per la prima volta nel 2000 da Ted Kekatos (non a caso un sysadmin), ispirato da una pubblicità nella quale gli utenti coprivano di fiori e cestini di doni il tecnico che aveva installato per loro le stampanti di una nota marca, ed è diventata nel corso degli anni un appuntamento rituale, con tanto di magliette a tema e altre trovate commerciali.

Siate sempre riconoscenti al vostro sysadmin: qualunque cosa facciate con il vostro computer, la potete fare perché lui o lei sistema tutte le magagne, configura i servizi di rete, fa la manutenzione: compiti ingrati e spesso ignorati dagli utenti, che si accorgono dell'esistenza del sysadmin soltanto quando qualcosa non funziona o quando commettono qualche errore.

Siate riconoscenti anche perché il sysadmin è onnipotente: spetta a lui o lei decidere quando e come far funzionare i sistemi informatici che usate.

C'è un sito ufficiale, Sysadminday.com, che invita a portare al sysadmin torte, gelati, pizza, cartoline di ringraziamento, regali vari, palloncini, T-shirt a tema o anche semplicemente qualche parola di gratitudine.

Per avvicinare in modo corretto e non ostile un sysadmin, creatura nota per il suo comportamento scontroso e per il suo modo di comunicare tramite acronimi e vocaboli inglesi anche quando si esprime apparentemente in italiano, tenete presente queste semplici regole semiserie:

– Ai sysadmin piace lavorare 90 ore a settimana; adora risolvere gli inceppamenti della vostra stampante.

– Il sysadmin non ha bisogno di ferie: si alza dalla scrivania per pranzo ed è già contento.

– I sysadmin non sono asociali; sono semplicemente selettivi nella scelta degli amici.

– La scrivania del sysadmin non è in disordine: è organizzata in modo creativo. Il sysadmin trascende la linearità e vede l'ordine nel caos.

– Il sysadmin non vuole essere ringraziato. La sua evidente gioia interiore scaturisce spontanea dalla soddisfazione di fare il proprio lavoro.

– Il sysadmin non va alle feste. Festeggia da solo guardando The IT Crowd, cantando la System Administrator Song e rileggendo BOFH.

– Quando il sysadmin vi chiede se avete provato a spegnere e riaccendere, non vi sta prendendo in giro: la stragrande maggioranza dei problemi informatici si risolve davvero con un bel riavvio che fa piazza pulita.

14 milioni di utenti sono già passati a Windows 10

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2015/07/31 16:35.

Stando ai conteggi di Microsoft, sono già 14 milioni gli utenti che hanno installato Windows 10 nelle prime 24 ore di disponibilità del nuovo sistema operativo, che viene reso disponibile in forma scaglionata e gratuita per chi ha già un Windows recente.

La mia mini-recensione di Windows 10 è qui: considerato che Microsoft sta rilasciando moltissimi aggiornamenti per correggere difetti rimasti in Windows 10, confermo il consiglio di aspettare qualche settimana.

A chi sta già installando non mancano i momenti di ilarità: sta facendo sorridere molti un messaggio d'avviso particolarmente enigmatico che si presenta a volte durante l'installazione quando si verifica un problema: la laconica dicitura Something happened, ossia “è successo qualcosa”, che è una nuova sibillina vetta nell'incomunicabilità informatica. Secondo le discussioni in corso su Reddit, il problema si risolve agendo sulle impostazioni di lingua di Windows 10.

Rispondo pubblicamente a una domanda di Lorenzo V., che chiede lumi sulla numerazione delle versioni di Windows, osservando che abbiamo avuto Windows 1, 2, 3, 3.1, 3.11, 3.5 NT, poi NT 4, e fin qui tutto bene; poi è arrivato Windows 2000, che sarebbe la quinta versione, seguito da Windows XP, ossia la sesta; Windows Vista sarebbe la versione numero 7 e quindi Windows 7 sarebbe la versione numero 8.

In realtà Windows adotta una numerazione interna tecnica che è separata dalla denominazione commerciale dei suoi sistemi operativi. I dettagli sono disponibili in questo documento tecnico e in una tabella riassuntiva di Wikipedia, che sintetizzo qui indicando prima il nome commerciale e poi il numero di versione usato internamente.

Windows 10 – NT 10.0

Windows 8.1 – NT 6.3

Windows 8 – NT 6.2

Windows 7 – NT 6.1

Windows Vista – NT 6.0

Windows XP a 64 bit – NT 5.2

Windows XP – 5.1

Windows 2000 – NT 5.0

Windows ME – 4.90

Windows 98, 98 SE – 4.10

Windows NT 4.0 – NT 4.0

Windows 95 – 4.0

Windows NT 3.51 – NT 3.51

Windows NT 3.5 – NT 3.50

Windows per Workgroup – 3.11

Windows 3.1 – 3.10

Windows 3.0 – 3.00

Windows 2.11 – 2.11

Windows 1.04 – 1.04

Windows 1.03 – 1.03

Windows 1.01 – 1.01

2015/07/30

La Terra è di nuovo una biglia blu come quarant’anni fa

Credit: NASA

Nel 1972 c'erano gli uomini di Apollo 17 a scattare una fotografia incredibilmente bella dell'intera Terra vista da 45.000 chilometri, che fu descritta come una blue marble, una fragile biglia blu sospesa nel nulla nero dello spazio. Oggi al posto degli astronauti c'è un nostro emissario robotico: la sonda automatica DSCOVR della NASA, che si trova a circa 1,6 milioni di chilometri dalla Terra. L'immagine che vedete qui sopra ritrae la Terra in colori naturali il 6 luglio scorso. Il link diretto all'immagine ad alta risoluzione (2048x2048) è questo.

2015/07/29

Debutta Windows 10, che fare? Per ora, assolutamente nulla

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle gentili donazioni di “robertotos*” e “gianluca.f*” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento). Ultimo aggiornamento: 2015/07/30 16:55.

Gratis, Menu Start, Cortana, Edge: queste sono le novità essenziali di Windows 10, ufficialmente disponibile per lo scaricamento da oggi. Ma se non siete affamati di novità a tutti i costi e non amate il rischio, oggi fate qualcos'altro. Lasciate che siano gli altri a farsi male per voi.

Non è una cattiveria nei confronti di Microsoft; è una regola di buon senso che vale per qualunque nuova versione di software. Per quanto sia stata collaudata in laboratorio e dagli utenti che l'hanno scaricata in anteprima, il vero banco di prova è l'installazione di massa in condizioni reali, che fa sempre saltar fuori qualche magagna.

Anche Windows 10 non sfugge a questa regola, come dimostrano i problemi di supporto alle popolari schede grafiche Nvidia o i guai con la sincronizzazione di OneDrive. Ars Technica elenca anche le incoerenze dell'interfaccia (almeno cinque stili differenti di menu, e molto altro) e critica (come fa anche The Register) il limite di 512 voci nel menu Start, per cui chi ha tante applicazioni (e con le suite di oggi, non è un numero implausibile) si trova con la casella di lancio app che non riconosce e non trova tutte le app.

C'è anche Wi-Fi Sense (Sensore Wi-Fi nella versione italiana, già presente sui Windows Phone), la controversa opzione (disattivabile, ma attiva per default) che permette di condividere automaticamente le password delle reti Wi-Fi con tutti coloro che sono nei nostri elenchi di contatti su Outlook.com, Skype o Facebook: d'accordo, la condivisione è cifrata e sono io a scegliere se attivarla la prima volta che mi collego a una specifica rete, ma perché mai dovrei voler offrire automaticamente accesso alle reti Wi-Fi che conosco, e farlo per tutti i miei contatti di Outlook o Skype o Facebook, senza poter scegliere i singoli contatti? E come nota l'esperto Brian Krebs, se affido la password della mia rete Wi-Fi a una persona che ha Wi-Fi Sense attivato (lo è per default), questa persona condividerà automaticamente la mia password con tutti i suoi contatti social, per cui anche i suoi “amici” (per me perfetti sconosciuti) potranno entrare nella mia rete Wi-Fi senza chiedermelo. Questa funzione è un disastro annunciato.


Gratis


Per chi ha già un “dispositivo idoneo” (come lo definisce Microsoft), aggiornarlo a Windows 10 sarà gratuito almeno per il primo anno. L'aggiornamento si scarica dal sito di Microsoft tramite Windows Update (e in molti casi è già stato scaricato automaticamente nei giorni scorsi): spariscono quindi molte delle complicazioni di licenza che frenavano gli utenti forse ancora più del costo delle versioni precedenti di Windows. Spariscono i CD/DVD di aggiornamento, perché Windows 10 si scarica da Internet (anche se sarà disponibile una chiavetta USB); ci sono anche le immagini ISO, che però richiedono una Product Key. La versione per telefonini di Windows 10 sarà disponibile gratuitamente per la maggior parte dei telefonini nei prossimi mesi.

Non è un gesto di disperazione: è deframmentazione del mercato. Del resto anche Apple distribuisce gratuitamente le nuove edizioni dei propri sistemi operativi. Microsoft ha bisogno di semplificare la selva di versioni di Windows ancora in uso. Moltissimi utenti sono rimasti fermi a Windows XP (nato 15 anni fa) o a Vista (che risale al 2008) o a Windows 7 (nato nel 2009) o a Windows 8 o 8.1 (2013-2014). Per esempio, Windows 7 è ancora usato dal 61% dei PC che si collegano a Internet; Windows 8 è fermo al 13%. Gli utenti non si aggiornano e questo costringe Microsoft a supportare troppe versioni dei propri prodotti, tanto che ora XP standard non riceve più aggiornamenti di sicurezza.

Offrire Windows 10 gratuitamente è un forte incentivo alla sua adozione che fa comodo a Microsoft. Un incentivo principalmente psicologico, peraltro, dato che la pirateria di Windows esiste da sempre e comunque la stragrande maggioranza degli utenti pagava Windows in modo impercettibile soltanto quando acquistava un nuovo PC con Windows preinstallato.

Cambia radicalmente anche la strategia degli aggiornamenti di Windows: per la maggior parte degli utenti, Windows 10 installerà le nuove funzioni, gli aggiornamenti di sicurezza e le correzioni dei prodotti Microsoft automaticamente, senza preavviso e senza inviti (che vengono sistematicamente ignorati, creando vulnerabilità puntualmente sfruttate dai criminali informatici). La modalità è simile a quella delle app degli smartphone, che normalmente si aggiornano senza l'intervento dell'utente. Gli utenti professionali e aziendali possono scegliere di disabilitare questo automatismo, in modo da evitare che un aggiornamento causi incompatibilità improvvise con il software o l'hardware di lavoro. Gli aggiornamenti saranno gratuiti per tutta la vita operativa del dispositivo.

I requisiti tecnici non sembrano eccessivi: se il vostro computer, tablet o telefonino supporta Windows 8, funzionerà anche con Windows 10. I PC richiedono almeno 1 gigabyte di RAM e uno schermo con risoluzione minima di 1024 x 600, per cui certi netbook potrebbero risultare incompatibili.

Persiste anche in Windows 10 la giungla delle versioni: ce ne saranno ben sette (Home, Pro, Mobile, Enterprise, Education, Mobile Enterprise e IoT Core), anche se la maggior parte degli utenti ne incontrerà una sola, la Home, sui PC.


Menu Start


L'odiatissima interfaccia a quadrettoni di Windows 8, che ha disorientato milioni di utenti in nome di una presunta semplificazione, viene drasticamente ridimensionata. Il menu Start, che per decenni è stato il punto di partenza sicuro e familiare per tutti gli utenti, con Windows 10 torna al proprio posto, anche se con qualche funzionalità supplementare che all'inizio può distrarre.


Cortana


La risposta di Microsoft a Siri, il popolarissimo assistente vocale di Apple, è considerata potente e flessibile, perlomeno in inglese; la versione italiana avrà probabilmente bisogno di un po' di rodaggio. A differenza di Siri, Cortana offre una personalizzazione minuziosa, a patto che le permettiate di raccogliere informazioni su tutto quello che fate (cronologia di navigazione, archivio di mail, ricerche fatte in Rete, eccetera). Inoltre, invece di nascondere le proprie funzioni di ricerca come faceva Windows 8/8.1, Windows 10 mette una bella casella di ricerca direttamente nel menu Start.


Edge


Il nuovo browser di Microsoft per ora affianca, ma non sostituisce, Internet Explorer. È veloce e leggero, e sui computer dotati di schermo sensibile al tocco permette funzioni “wow” come l'evidenziazione e l'annotazione di una pagina Web semplicemente tracciando con il dito sullo schermo un cerchio intorno al brano che interessa. Come Google Chrome, ha una propria versione integrata di Flash.


Altre chicche da sapere


Windows 10 ha la funzione Continuum: cambia aspetto in base alla configurazione del dispositivo. Per esempio, se avete uno di quei laptop con schermo staccabile, quando c'è attaccata la tastiera si offre con pulsanti e menu piccoli e facilmente cliccabili e quando usate lo schermo da solo propone tasti più grandi, più facili da centrare con le dita. Le app di posta e calendario ora non sono più legate all'uso di servizi Microsoft come Exchange e Outlook.com. Il supporto per DVD o Blu-ray va installato a parte (ricorrendo a VLC, per esempio). Carini i desktop virtuali, ma c'erano già da anni in OS X e Linux. Sarà possibile importare app scritte per Android e iOS.


Che fare?


Aspettare. Non c'è nessuna fretta. Resistete alle lusinghe della pubblicità. Fate un backup in più dei vostri dati e portate il vostro partner a fare qualcosa di romantico, andate al cinema, spendete la giornata a fare beneficenza, restate a letto a dormire. Davvero. È solo una nuova versione di un sistema operativo, non è la cura per il cancro.


Fonti: ZDNet, TechRepublic, Ars Technica.

2015/07/28

Password patetiche nei siti di Polizia e Giustizia italiani: sberleffo alle leggi sulla privacy

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2015/07/28 20:35.

È stata rivendicata via Twitter alcuni giorni fa una violazione di vari siti collegati alla Polizia e alla Giustizia italiana (immagine qui accanto), accompagnata dalla pubblicazione di database contenenti dati sensibili provenienti dai siti violati: nomi, indirizzi e numeri di telefono di persone delle forze dell'ordine o legate al settore.

Lasciamo stare le ragioni dell'intrusione: già è imbarazzante che abbia avuto successo, ma la vera vergogna è quello che ha messo in luce, ossia la gestione pateticamente inetta della sicurezza.

Come segnala Luigi Rosa su Siamogeek,

Le password sono tutte in chiaro oppure codificate in MD5 senza salt. In un paio di database nel campo password c’è l’hash MD5, uno spazio e poi la password in chiaro tra parentesi. In più di un esempio la tabella degli amministratori ha le password in chiaro e quella degli utenti ha le password in MD5. Molte password in MD5 sono uguali al nome dell’utente oppure banali (ovvero se vengono trascritte in un motore di ricerca appare la pagina con l’equivalente in chiaro).

E le password usate sono da mettersi le mani nei capelli:

numeri nel formato ggmmaaaa, nomi di città, nomi di persone e parole come passamontagna, meccaemedina, 69cazzo69, Password, 123, polizia, Soloio.

Sì, c'è persino l'immancabile uso di password come password. Luigi segnala anche che ci sono chiari segni di “tentativi di hackeraggio pregresso”. Complimenti.

Mi associo alle sante parole di Luigi:

Le leggi sulla tutela dei dati personali (dette anche “leggi sulla privacy”) dovrebbero, appunto, servire a tutelare i dati personali da questo tipo di intrusioni, non ad obbligare i cittadini e le aziende private a firmare e conservare tonnellate di carta inutile.

Tutti i dettagli sono nell'articolo completo su Siamogeek.


Correzione: avevo scritto inizialmente che la rivendicazione era stata pubblicata oggi, ma in realtà era stata pubblicata alcuni giorni fa e solo oggi l'ho ricevuta tramite un retweet. Ho corretto il testo.

2015/07/25

Podcast del Disinformatico del 2015/07/24

È disponibile per lo scaricamento il podcast della puntata di ieri del Disinformatico della Radiotelevisione Svizzera. Buon ascolto!