Google, nuova interfaccia (semi)nascosta    27.11.09     Permalink    0 commenti    Aggiungi un commento

Vi sentite fortunati? Provate la nuova interfaccia "segreta" di Google


Da alcuni giorni Google sta sperimentando un restyling della propria schermata principale presso un numero ristretto di utenti. Il nuovo aspetto dovrebbe entrare in funzione per tutti gli utenti all'inizio dell'anno prossimo: è più vivace, pulito e organizzato.

Le opzioni di ricerca sono in una colonna a sinistra e l'area "Tutti i risultati" che serviva per commutare fra i vari tipi di ricerca (per immagini, per notizie, per mappe eccetera) viene accorpata in una serie di schede. Le opzioni di ricerca disponibili cambiano inoltre in base al tipo di ricerca (nei video si possono selezionare i risultati in base alla durata o alla qualità, per esempio). C'è una sezione See also (vedi anche) che suggerisce altri termini di ricerca correlati, e molte altre novità, tutte mirate a sfruttare meglio lo schermo e a fornire risultati sempre più mirati e utili.

Se volete provare anche voi in anteprima l'interfaccia sperimentale di Google, ecco come fare.
  • Assicuratevi di sapere come raggiungere la gestione dei cookie nel vostro browser, altrimenti non potrete tornare indietro all'interfaccia standard.
  • Nel vostro browser (uno qualsiasi dovrebbe andar bene; io ho provato con Safari, Camino e con Firefox su Mac), andate a  http://www.google.com/ncr: questo vi porta a Google americano.
  • La porzione "/ncr" dell'indirizzo sparisce: va bene così.
  • Copiate e incollate (su una singola riga) quanto segue nella casella dell'indirizzo del browser, senza anteporre http:// o altro:

    javascript:void(document.cookie="PREF=ID=20b6e4c2f44943bb:U=4bf292d46faad806:TM=1249677602:LM=1257919388:S=odm0Ys-53ZueXfZG;path=/;domain=.google.com");

  • Premete Invio e ricaricate la pagina (il comando varia a seconda del browser).
  • Andate di nuovo a http://www.google.com/ncr. Ta-da!
Questa è l'interfaccia standard di Google in inglese USA:



E questo è quello che dovreste avere sullo schermo dopo aver eseguito le istruzioni:



Le differenze diventano vistose e soprattutto utili se cercate qualcosa: la nuova interfaccia ha una barra laterale che mostra subito le opzioni di affinamento della ricerca (disponibili invece in quella corrente soltanto cliccando sul pulsante apposito, e meno interattive) e la testata è stata ridotta in altezza per dare più spazio ai risultati. La serie di cambiamenti è più facile da provare che da descrivere.





Prima che mi chiediate quali cose strane vado a cercare, scoprite anche voi la storia straordinaria di Aimee Mullins e di come ha saputo gestire quello che per altri sarebbe un handicap micidiale e l'ha trasformato in un vantaggio. Non credo che ve ne pentirete.

Giocate un po' con le nuove modalità offerte dall'interfaccia sperimentale di Google: se volete tornare all'aspetto standard, non dovete fare altro che andare nella sezione di gestione dei cookie del vostro browser e cancellare il cookie di Google che contiene PREF ID=20b6e4c2f44943bb. Non occorre riavviare il browser: basta ricaricare la pagina di Google.

Fonti: Gizmodo, SearchEngineLand.


Donna perde sussidio per foto su Facebook    27.11.09     Permalink    0 commenti    Aggiungi un commento

Depressa perde i sussidi di malattia perché ha foto allegre su Facebook


La ventinovenne canadese Nathalie Blanchard, in permesso per malattia da diciotto mesi dal proprio posto di lavoro all'IBM in Quebec per una diagnosi di grave depressione, dice che la sua compagnia assicurativa le ha sospeso i sussidi perché ha trovato nella sua pagina di Facebook delle foto che la mostravano allegra.

Le immagini pubblicate dalla Blanchard la ritraevano in vacanza (foto qui accanto), alla propria festa di compleanno e a un'esibizione degli spogliarellisti Chippendales.

La Blanchard dice in un'intervista (video) che le motivazioni della compagnia assicurativa, la Manulife, le sono state spiegate soltanto per telefono e che il suo medico le aveva consigliato di svagarsi come terapia contro la depressione. Stando a quanto dichiara la Blanchard, le foto allegre dimostravano che lei non era più depressa ed era in grado di lavorare.

La Manulife finora non ha commentato il caso specifico, ma ha dichiarato genericamente che non è sua prassi negare o sospendere indennizzi soltanto sulla base di informazioni pubblicate su siti come Facebook.

La vicenda è insomma raccontata soltanto da una delle parti, senza conferme indipendenti, per cui va presa con un pizzico di cautela: il caso verrà dibattuto in tribunale l'8 dicembre prossimo, e questo dovrebbe permettere di fare chiarezza. Ma una cosa è certa: pubblicare le proprie foto su Facebook o su qualunque altro sito Internet dove siano associate al proprio nome e cognome può avere conseguenze spiacevoli e inattese, e molti utenti fanno fatica ad immaginare chi altro, oltre ai loro amici, potrebbe sfogliare con occhi non amichevoli le informazioni personali pubblicate.

Facebook è forse più rischioso degli altri social network perché gli utenti tendono ad iscriversi con il proprio nome e cognome e quindi sono facilmente reperibili. Prudenza, dunque.

Fonti: Findlaw, CBC News, NYDailyNews.


MAMAAAAAAAAA    25.11.09     Permalink    109 commenti    Aggiungi un commento

Muppet cantano Bohemian Rhapsody. Bonus: Animal. Doppio bonus: su Youtube in HD a 1080p


Non occorre dire altro, vero? Cliccate su questo link e regolate le impostazioni per godervi lo splendore dello streaming in HD.



Lavori in corso, portate pazienza (UPD20091126)    24.11.09     Permalink    208 commenti    Aggiungi un commento

Attenzione, ristrutturazione in corso: dite la vostra


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Con l'enorme aiuto di Axlman, sto migrando questo blog dal vecchio modello ai layout offerti ora da Blogger. A lungo termine, questo mi consentirà maggiore flessibilità e facilità nell'aggiornarlo (per esempio, adesso posso introdurre in pochi secondi un sondaggio) e nel tenere in riga i molestatori. A breve termine, comporta dei rallentamenti intanto che affiniamo l'ottimizzazione del template.

Questo mini-post serve per radunare in un unico posto, ossia nei commenti qui sotto, le vostre osservazioni, lamentele e critiche. Ditemi cosa funziona e cosa no; cosa trovate utile e cosa è invece sacrificabile. Grazie!

Aggiornamento. Aggiungo alcuni chiarimenti suggeriti dai commenti qui sotto:
  • I commenti sono in fondo agli articoli, anziché su una pagina a parte, perché questo mi consente di bloccare automaticamente i rompiscatole (troll, spammer, provocatori e individui petulanti in genere). Se li riporto su una pagina a parte perdo questa funzione, quindi devo spendere molto più tempo a rincorrere i molestatori ma soprattutto mi tocca introdurre la moderazione preventiva (e così bloccare i commenti a tutto il blog) quando arriva uno dei suddetti simpaticoni.
  • Non proponete migrazioni a Wordpress o altre piattaforme: significherebbe cambiare indirizzo, sarebbe un lavoro immane e tutti i link agli articoli finora pubblicati, citati spesso in giro per la Rete, diverrebbero obsoleti. Né mi pare praticabile o elegante tenere gli articoli attuali qui e quelli nuovi altrove.
  • Il testo degli articoli NON si può rendere giustificato, perché manca la sillabazione e quando ci sono immagini e/o colonne strette creerebbe orribili buchi fra le parole.

Aggiornamento (2009/11/25)

Si è fatto vivo il primo dei rompiscatole ed è stato subito bloccato nei suoi deliri di complotto dalle nuove funzioni di ban.

Intanto il sondaggio informale su come preferite aggiungere i commenti si è chiuso con questi risultati:
  • In fondo all'articolo, come ora - 617 (72%)
  • In una pagina a parte - 235 (27%)

Per cui lo spazio per postare commenti rimane dov'è, sulla pagina dell'articolo.

A pranzo col comandante della ISS    23.11.09     Permalink    102 commenti    Aggiungi un commento

Michael Fincke a Lecco, appuntamento ghiotto



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Grazie agli amici del Forum Astronautico, che hanno organizzato l'AstronautiCON con il supporto del Gruppo Astrofili DEEP SPACE, è stato possibile incontrare oggi Michael Fincke, già comandante della Stazione Spaziale Internazionale, astronauta in servizio attivo con un anno di permanenza nello spazio e una missione Shuttle in arrivo, e farsi insieme una mangiata grandiosa.

Fincke si è confermato un ospite instancabile, disponibilissimo ed estasiato dall'accoglienza offerta da Lecco (il Planetario era strapieno, tanto da obbligarlo a ripetere la conferenza pomeridiana per dare a tutti l'occasione di assistervi), firmando autografi a tutti e trovando sempre il tempo per scambiare due parole con ciascuno dei presenti.

Il suo profilo su Wikipedia in inglese è molto ricco: 42 anni, parla russo e giapponese, ha al suo attivo sei passeggiate spaziali (record insieme a Gennady Padalka) e qualifiche accademiche, militari e di pilotaggio come se piovesse, ed è stato attore in Star Trek: Enterprise e nel primo film di fantascienza girato nello spazio, Apogee of Fear, che però non è in circolazione.

Purtroppo il desiderio di lasciarlo in pace mentre gustava l'ottima cucina locale e la ressa di pubblico mi hanno impedito di scambiare con Fincke più di due parole veloci, ma non di tornare a casa con qualche foto, una copia autografata del DVD When We Left Earth, e la grande emozione di sentirsi raccontare come si vive nello spazio da chi ci ha passato un anno intero. Thanks, Mike!