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Podcast del Disinformatico del 2015/05/22

È disponibile per lo scaricamento il podcast della puntata di oggi del Disinformatico della Radiotelevisione Svizzera. Buon ascolto!
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Stasera la Luna è a Marina di Carrara; nuove date del tour “Ti Porto la Luna”

Stasera a Marina di Carrara potrete vedere la Luna da vicino, ma da molto vicino: il campione di roccia lunare portato sulla Terra dalla missione Apollo 17 fa infatti tappa in questa località alle 21 presso il Planetario Comunale A. Masani, in via Bassagrande.

Luigi Pizzimenti, curatore del museo del volo Volandia, presenterà la roccia e la sua storia e io gli terrò compagnia nel raccontare anche la storia di come si va a chiedere alla NASA un pezzo di Luna. La roccia sarà a disposizione per le vostre foto e sarà visibile da pochi centimetri di distanza.

Gli organizzatori mi segnalano che la prenotazione è obbligatoria e va fatta scrivendo a gam (chiocciola) astrofilimassesi.it. Per maggiori informazioni potete telefonare al numero italiano 333.173.1533.

Intanto segnalo che le date del tour della roccia lunare hanno subìto alcune variazioni: sarà a Viareggio il 23 e 24 maggio, a Ponsacco il 24 sera, a Viareggio il 25 mattina, a Imola il 26, a Brescia il 27 pomeriggio e a Milano il 27 sera, a Varallo (Vercelli) il 28, a Cantalupa (Torino) il 30, a Villa Guardia (Como) il 31, a Gravesano (Canton Ticino) l'1 giugno, a Genova il 2 giugno e a Trezzano (Milano) il 3 giugno. Il calendario completo e aggiornato è a vostra disposizione qui.
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Antibufala: corsie pedonali per utenti di telefonini

Il video-choc della Polizia di Losanna (doppiato in inglese qui) contro la diffusissima abitudine di attraversare la strada mentre si è distratti dalla musica in cuffia o dallo schermo del telefonino ha riportato alla ribalta una serie di fotografie nelle quali viene mostrata la soluzione cinese al problema: corsie pedonali apposite per gli utenti di smartphone.

La notizia ha fatto il giro del mondo e ha scatenato infinite discussioni, ma è una bufala: non si tratta di una corsia pedonale cittadina, ma di una trovata decorativa satirica realizzata all'interno di un parco divertimenti nella città cinese di Chongqing. La corsia si estende soltanto per cinquanta metri ed ha lo stesso intento di parodia dell'analoga “e-lane” annunciata a Philadelphia nel 2012 e realizzata, guarda caso, il primo d'aprile.

Del resto, se ci si pensa un attimo diventa chiaro che chi è distratto a causa del proprio telefonino usato ossessivamente non si accorgerà neanche dell'esistenza della corsia, come dimostrato da un esperimento in stile candid camera realizzato a Washington per un programma del canale National Geographic: le strisce sul marciapiede che delimitavano la corsia per l'uso del telefonino sono state completamente ignorate dagli smartphonisti.



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Antibufala mini: la foto della casa di George Orwell con una telecamera di sorveglianza

C'è una fotografia molto diffusa in Rete che mostra una telecamera di sorveglianza piazzata in un luogo molto emblematico: la casa dove abitava George Orwell, l'autore che aveva ipotizzato un futuro in cui saremmo stati sorvegliati in ogni istante della nostra vita.

Molti hanno interpretato questa fotografia come un simbolo del fatto che il futuro inquietante previsto da Orwell si è avverato e che le sue parole di monito non sono servite a nulla, ma c'è un dettaglio importante: se si va a visitare la casa di George Orwell, al 22 di Portobello Road a Londra, si scopre che la telecamera non c'è.

La foto, infatti, è una creazione digitale dell'artista Steve Ullathorne, che si diverte a manipolare fotografie di edifici storici aggiungendovi oggetti attuali che rimandano in qualche modo all'antico proprietario, come in questo caso. Se vi interessa sapere quali altri edifici ha alterato digitalmente, qui potete trovare il suo libro.

L'immagine della casa di Orwell dotata di telecamera di sorveglianza gira in Rete da febbraio 2012 e continua tuttora ad essere una bufala bispluserrata, come si direbbe nella Neolingua usata nel libro 1984 che ha reso celebre l'autore britannico.
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Navigazione più privata e sicura con Freedome, ora anche per Mac

Collegarsi via Wi-Fi è comodo, ma non sempre il traffico di dati delle applicazioni viene protetto dalla crittografia, per cui è facile che qualche malintenzionato si metta in ascolto e possa intercettare le vostre comunicazioni, catturando messaggi e mail e tracciando i siti che visitate. Anche alcuni gestori di Wi-Fi alberghieri senza scrupoli fanno monitoraggio del traffico dei propri clienti, per esempio per sostituire le pubblicità nelle pagine visitate e metterci le proprie, e non mancano neanche i governi di alcuni paesi che sorvegliano gli accessi a Internet dei visitatori stranieri.

In tutti questi casi è meglio connettersi usando una VPN (Virtual Private Network), che cifra tutto il traffico da e verso il proprio computer, tablet o telefonino e rende sostanzialmente inutili le intercettazioni del segnale Wi-Fi. Anche se non avete preoccupazioni di sicurezza, la VPN risulta utile per simulare di essere altrove, per esempio quando si è in vacanza per poter accedere comunque ai servizi accessibili nel proprio paese oppure per poter vedere i video che sono stati pubblicati usando delle restrizioni geografiche; inoltre ostacola la profilazione pubblicitaria.

Il problema di queste VPN è che di solito sono complicate da usare. F-Secure ne propone una, Freedome, che ha due vantaggi fondamentali: funziona allo stesso modo sui telefonini, sui tablet e sui computer (esiste in versione per Android, iOS, Windows e da pochi giorni anche per MacOS) ed è estremamente semplice, con un unico grande pulsante di attivazione e disattivazione e un mappamondo per scegliere quale località simulare (ce ne sono una ventina sparse sul globo).

A differenza di molte altre soluzioni analoghe, Freedome non ha limitazioni di banda e non inserisce pubblicità, ma fa pagare questi vantaggi: dopo 14 giorni di prova gratuita, chiede una quarantina di euro o franchi l'anno per un singolo dispositivo; spendendo poco di più si possono proteggere tre o cinque dispositivi.

Qualche tempo fa, quando Freedome era ancora in fase di test, fa sono stato invitato da F-Secure a Helsinki per parlare delle sue implicazioni, che sono quelle di qualunque servizio di VPN: se lo uso, tutto il mio traffico passa attraverso i server del fornitore di VPN, che quindi in teoria può leggere tutto quello che faccio e sapere tutti i siti che visito e inoltre potrebbe essere costretto dalle autorità locali a consegnare i log (tabulati) di navigazione degli utenti. In altre parole, mi devo fidare.

Nel caso di F-Secure, i rappresentanti dell'azienda hanno dichiarato che i log non esistono (ma viene fatto monitoraggio contro eventuali abusi e attività illecite) e che la normativa della Finlandia, dove risiede F-Secure, è particolarmente rispettosa della riservatezza informatica. Per chi non si fida, comunque, la soddisfazione di poter scavalcare con un clic quegli odiosi avvisi “Questo video non è disponibile nel tuo paese” non ha prezzo.