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Oggi un balletto spaziale degno di “2001”

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Tra meno di un'ora tre astronauti della Stazione Spaziale Internazionale useranno il proprio veicolo Soyuz TMA-16M per un viaggio molto corto: lo traslocheranno da un punto di attracco a un altro della Stazione, come mostrato dallo schema qui accanto (che presenta soltanto la porzione russa della Stazione).

La Soyuz è attraccata da cinque mesi al modulo Poisk della Stazione, rivolto verso lo spazio (zenit) e verrà sganciata da Gennady Padalka, Mikhail Kornienko e Scott Kelly alle 3:12 EDT di oggi (9:12 in Europa centrale) per riattraccare circa 25 minuti dopo all'attracco longitudinale del modulo Zvezda.

Lo spostamento si rende necessario per consentire tra pochi giorni l'arrivo piuttosto raro di un terzo veicolo spaziale Soyuz, la TMA-18M, che porterà a nove gli occupanti della Stazione, trasportando il russo Sergey Volkov, il primo astronauta danese Andreas Mogensen, e il kazako Aidyn Ambetov (che sostituisce la cantante Sarah Brightman). L'altra Soyuz già attraccata è la TMA-17M che ha trasportato gli altri tre occupanti della Stazione (Kononenko, Lindgren e Yui).

Per gli astronauti è un'operazione impegnativa, perché devono predisporsi per l'eventualità di non riuscire a riattraccare e quindi tornare a Terra in emergenza, ma è estremamente spettacolare, perché consente loro di vedere la Stazione da fuori in grande dettaglio da varie angolazioni, cosa che non fanno durante la manovra di arrivo o di partenza dalla Stazione.

La manovra, effettuata mentre la Stazione e la Soyuz volano a circa 28.000 chilometri l'ora, verrà trasmessa in diretta streaming da NASA TV. Se volete un'anteprima della spettacolare operazione, sentite cosa ne dice (in inglese) Luca Parmitano, che l'ha fatta nel 2013 con la Soyuz TMA-09M, e godetevi questo video della sua manovra: manca solo il Danubio Blu per farne una scena di 2001:Odissea nello spazio. Il video è accelerato di quattro volte rispetto alla realtà.



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Stasera alle 21 a Bolzano parlo degli inganni della mente

Questa sera alle 21 sarò alla Libera Università di Bolzano per partecipare alla settimana di orientamento alla scelta universitaria con una conferenza intitolata Gli inganni della mente: come non farsi imbrogliare dai nostri sensi. Esplorerò fenomeni come la pareidolia, le illusioni ottiche, tattili e acustiche e i loro effetti poco noti ma potenti nella vita di tutti i giorni e nel lavoro. Tutti i dettagli sono presso http://events.unitn.it/settimana-orientamento2015.
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Samantha Cristoforetti nel prossimo film di Star Trek? Andiamoci piano

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2015/08/26 00:20.

Mi sono arrivate parecchie segnalazioni della notizia, pubblicata da moltissime testate e anche dall'ANSA, secondo la quale Samantha Cristoforetti parteciperebbe al prossimo film di Star Trek. Vado subito al sodo: no, Astrosamantha non sta per diventare una star di Hollywood.

La notizia ha creato molto entusiasmo tra i fan di Star Trek e quelli di Samantha (due insiemi tutt'altro che disgiunti), anche perché Sam è notoriamente una Trekker DOC, tanto da aver indossato la divisa di Star Trek Voyager mentre era a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Vederla in un film di Star Trek sarebbe favoloso. Ma è opportuno fare chiarezza e calmare gli entusiasmi: la sua partecipazione è tutt'altro che sicura e c'è un equivoco sulla natura del film in questione.

Prima di tutto, si tratta di un contatto assolutamente preliminare: la notizia originale, che risale a fine luglio, dice semplicemente che Alec Peters (non Powers come hanno scritto in molti), membro del cast e produttore del film Star Trek: Axanar, ha saputo che Sam era una grande fan di Star Trek e quindi l'ha chiamata e ha discusso con lei l'ipotesi di una sua partecipazione al film. “Se riusciamo a incastrarci con i suoi impegni (dato che dovrà venire in volo dall'Europa), le piacerebbe moltissimo avere una parte in Axanar. Alcuni astronauti americani hanno partecipato a Star Trek, in particolare Mae Jamison, ma Samantha sarà la prima astronauta europea ad apparire in Star Trek. Stiamo aspettando le autorizzazioni dalla NASA e dall'ESA”, ha scritto.

In secondo luogo, il film al quale parteciperebbe Samantha non è il prossimo della nuova serie-reboot “ufficiale” hollywoodiana, quella per intenderci diretta da J. J. Abrams (Star Trek nel 2009, Star Trek Into Darkness nel 2013 e Star Trek: Beyond, previsto per il 2016), ma appunto Star Trek: Axanar, che è un film prodotto dai fan. Non che questo sia un demerito: anzi.

Axanar è il vero Star Trek. Non c'entra nulla con quello spettacolo insensato e fracassone di J. J. Abrams, che tradisce lo spirito di Star Trek, ma è un film che invece rispetta in pieno quello spirito ed è tutt'altro che amatoriale: è girato con apparecchiature professionali e riunisce nel cast attori di Star Trek e Battlestar Galactica come Richard Hatch e Kate Vernon di Galactica e Gary Graham e J.G. Herzler di Trek. Anche i suoi effetti speciali sono decisamente professionali.

Giudicate voi stessi guardando il prologo di 20 minuti, che è stato già rilasciato. Se vi piace, andate a Startrekaxanar.com per contribuire al progetto, finanziato dai fan (i realizzatori di Axanar devono lavorare senza lucro, altrimenti non possono usare i nomi e i personaggi della serie). Buona visione. 



In sintesi, Samantha non sta per abbandonare i propri compiti di astronauta per lanciarsi in una carriera cinematografica, ma ha semplicemente espresso interesse a comparire una tantum in un fanfilm di Star Trek senza scopo di lucro. Speriamo che l'Agenzia Spaziale Europea e l'Aeronautica Militare glielo lascino fare. In fin dei conti, Luca Parmitano ha già interpretato Superman nello spazio...
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Oggi pomeriggio parlo di gabinetti spaziali a Cornedo all’Isarco (BZ)

È una di quelle domande che tutti vorrebbero fare agli astronauti ma che nessuno (a parte i bambini) se la sente di fare: come si va al gabinetto in assenza di peso? Come si gestiscono i rifiuti senza un sistema fognario? Può sembrare un quesito ridicolo, ma se davvero vogliamo andare su Marte, fra le tante altre sfide tecnologiche che dobbiamo risolvere c'è anche quella di un gabinetto affidabile, che funzioni in condizioni estreme come l'assenza di peso e che sia totalmente affidabile, perché l'idraulico più vicino è a ottanta milioni di chilometri e ci mette un anno ad arrivare. Da queste sfide derivano poi tecnologie che riducono il nostro impatto sull'ambiente, per cui alla fine la domanda non è affatto ridicola.

Se l'argomento vi intriga e siete dalle parti del magnifico Planetarium di Cornedo all'Isarco (San Valentino in Campo 5, vicino a Bolzano (http://www.planetarium.bz.it), ne parlo lì oggi alle 18. Il biglietto costa 7 euro; per motivi di spazio e di organizzazione la prenotazione è obbligatoria e va fatta online all'indirizzo info@planetarium.bz.it oppure per telefono (0471-610020) durante gli orari di apertura del Planetarium.
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Ashley Madison: nuova serie di dati trafugati, analisi degli account ticinesi

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alla gentile donazione di “m.sabbat*”. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento). Ultimo aggiornamento: 2015/08/23 17:30.

2015/08/21 10:30. Poche ore fa è stato rilasciato un altro Torrent di dati che a quanto pare provengono dal sito Ashley Madison. L'annuncio è stato pubblicato sulla rete Tor. Nel nuovo lotto di dati ci sono le mail di Noel Biderman, CEO di Avid Life Media, che è proprietaria di AM; il codice sorgente del sito e delle app per smartphone; e molti dati interni dell'azienda. La disponibilità di questi dati faciliterà il lavoro di devastazione di qualunque aspirante aggressore (ammesso che a questo punto resti qualcosa da devastare, anche se l'azienda sembra voler continuare a operare). Non sembra esserci nulla di interessante dal punto di vista tecnico in questa nuova serie di dati.

Intanto in Canada è partita la prima class action contro l'azienda per non aver tutelato i dati personali degli utenti. I gestori di Ashley Madison sono in piena modalità panico: stanno addirittura ricorrendo alla censura tramite le leggi sul copyright (DMCA) per rimuovere i tweet che la citano. Ma ormai il danno è fatto: le rivelazioni hanno dimostrato che c'è un enorme numero di account falsi e quindi la credibilità dell'azienda (anche in termini di custodia dei dati sensibili dei clienti) ne esce a pezzi.

Fra gli utenti di AM ci sono membri dello staff della Casa Bianca, secondo Time. Su Dadaviz.com c'è una notevole serie di grafici basati su analisi dei dati trafugati: ripartizioni per paese rispetto alla popolazione, proporzione uomini/donne, stato coniugale dichiarato, numero di utenti che hanno usato il proprio indirizzo di mail governativo (ci sono 11 italiani) o di lavoro.

Ieri ho partecipato al servizio della Radiotelevisione Svizzera sulla vicenda Ashley Madison: il video è qui in streaming. Dall'analisi del primo lotto di dati pubblicati, alla quale accenno nel servizio, emerge che ci sono in tutto circa 50 account che indicano una località del Canton Ticino come indirizzo fisico, insieme a un indirizzo di mail, al nome e cognome e alle ultime quattro cifre della carta di credito. In alcuni casi è stato usato l'indirizzo di mail del luogo di lavoro e/o ci sono altri dati personali reperibili facilmente sui social network. C'è un addebito di oltre 15.000 dollari sul quale sto indagando (ho contattato la persona per segnalare la possibile frode ai suoi danni). Le località ticinesi dichiarate dagli utenti, spesso indicando anche la via e il numero civico, sono una trentina (Arzo, Bellinzona, Cadempino, Camorino, Canobbio, Carabbia, Castel San Pietro, Chiasso, Cimo, Cugnasco, Figino, Lamone, Locarno, Losone, Lugano, Maggia, Manno, Massagno, Melano, Minusio, Monte Carasso, Morcote, Muralto, Pambio-Noranco, Paradiso, Quartino, Riva San Vitale, S. Pietro, Salorino, San Vittore, Sorengo, Vacallo).


2015/08/23 17:30


È partita una class action da oltre mezzo miliardo di dollari contro Ashley Madison. La riferisce la BBC, dicendo che due studi legali canadesi hanno avviato l'azione legale per conto di tutti i cittadini canadesi che sono stati colpiti dalla violazione della riservatezza dei propri dati. “In molti casi gli utenti avevano pagato un importo supplementare per far rimuovere dal sito tutti i propri dati e ora hanno scoperto che quelle informazioni sono invece rimaste intatte e ora sono state rese pubbliche”.


Fonti aggiuntive: Ars TechnicaThe Register.
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