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Oggi nuova passeggiata spaziale dalla ISS: come seguirla

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alla gentile donazione di “alemino*” e “attilio_criv*”. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora.

Oggi gli astronauti Terry Virts e Barry “Butch” Wilmore effettueranno una passeggiata spaziale (o EVA), la terza in nove giorni e la trentunesima da parte americana nell'ambito della costruzione e manutenzione della Stazione Spaziale Internazionale. Come per le precedenti, avranno l'assistenza di bordo di Samantha Cristoforetti.

L'EVA verrà trasmessa in diretta streaming da NASA TV dalle 6 AM EST (le 12 italiane). Se vi interessa, tenete quindi d'occhio questo canale streaming e quest'altro. Io farò un livetweet su @attivissimolive.

Il video qui sotto è un'animazione che riepiloga in inglese le attività che verranno svolte durante quest'EVA: verrà installato un sistema di comunicazione, denominato C2V2 (Common Communications for Visiting Vehicles) che faciliterà l'avvicinamento e l'attracco dei futuri veicoli spaziali commerciali con equipaggio. Il sistema è composto da due tralicci con quattro antenne e tre riflettori che richiedono la posa di circa 120 metri di cavi nuovi dal centro della stazione fino ai due tralicci. Se tutto va secondo i piani, questa è l'ultima EVA per l'equipaggio della Spedizione 42.


La perdita d'acqua che ha coinvolto Terry Virts durante l'EVA precedente non è considerata un problema: come spiegato in questo video, l'acqua trovata all'interno del casco di Terry è probabilmente dovuta a condensazione e la presenza d'acqua nelle quantità modeste riscontrate da Terry fa parte delle eventualità previste. Nulla a che fare con l'acqua che aveva costretto Luca Parmitano a un rientro d'emergenza, che era una decina di volte più abbondante.


Aggiornamento (2015/03/01 22:40): L'attività extraveicolare si è conclusa con totale successo, completando addirittura in anticipo i compiti previsti e offrendo immagini straordinarie. Qui sotto ne trovate una sintesi.

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Gli astronauti salutano Leonard Nimoy anche dallo spazio


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Samantha Cristoforetti ha pubblicato poco fa dalla Stazione Spaziale questa bellissima foto in ricordo di Leonard Nimoy.


AstroSamantha
"Of all the souls I have encountered.. his was the most human." Thx @TheRealNimoy for bringing Spock to life for us. http://t.co/mE12wLQKrU
01.03.15 00:29

Anche il suo collega Terry Virts ha inviato un saluto vulcaniano dalla Stazione.



Dalla Terra, invece, il ricordo di altri due astronauti: Luca Parmitano e Michael Fincke.



Buzz Aldrin, uno dei primi due uomini a camminare sulla Luna, ha scritto un articolo che spiega quanto Nimoy sia stato un'ispirazione per lui e gli altri astronauti della prima generazione.

TheRealBuzz
I was saddened to hear of Leonard Nimoy's passing. I wrote an op-Ed piece about him and how he inspired us. http://t.co/EmymlPCLjY
28/02/15 04:23


Ecco, adesso ho il magone.
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Oggi per il Darwin Day ci vediamo a Brescia?

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Per il Darwin Day 2015 sarò ospite dell'Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti a Brescia oggi alle 15, presso l'ARCI in via del Risorgimento 18, per una conferenza intitolata Selezione innaturale: perché le bufale sull'evoluzione hanno successo.

Se vi interessa fare due chiacchiere sul perché gli scienziati non credono all'evoluzione (sì, avete letto bene)* e sulle ragioni per le quali un'idea così profonda e geniale incontra ancora così tante resistenze e spesso non viene capita correttamente neanche dai suoi sostenitori, o se semplicemente volete celebrare in compagnia il compleanno di un grandissimo pensatore che ha avuto il coraggio di scendere dal piedistallo e accettare la realtà per quella che era nella sua grandiosità, è la vostra occasione. Tutti i dettagli sono qui sul sito dell'UAAR. Vi aspetto.


*Perché lo scienziato non crede ai fatti: li accetta.
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Podcast del Disinformatico del 2015/02/27

È disponibile per lo scaricamento il podcast per la puntata di oggi del Disinformatico della Radiotelevisione Svizzera. Buon ascolto!
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Una vita lunga e prospera: Leonard Nimoy, Spock di Star Trek, è morto a 83 anni

Leonard Nimoy, attore reso celebre in tutto il mondo dal ruolo di Spock in Star Trek, si è spento oggi a 83 anni. Lo ha annunciato il New York Times.

Nimoy era affetto da tempo da una malattia polmonare ostruttiva cronica allo stadio terminale, che l'attore ha attribuito al fumo, abitudine che aveva smesso trent'anni fa. Negli ultimi tempi aveva scritto su Twitter della propria sofferenza nel respirare e aveva invitato tutti ad abbandonare questo veleno: “Non fumate. Io fumavo. Vorrei non averlo mai fatto.”



Nei giorni scorsi era stato ricoverato in ospedale, ma si è spento a casa a Bel Air. Lascia la moglie, Susan, e i figli Adam e Julie. La sua carriera è stata vasta e lunghissima, sia come attore cinematografico e televisivo, sia come regista (Tre scapoli e un bebé, Rotta verso la Terra e molti altri film), ma tutti lo conoscono come il signor Spock di Star Trek, metà umano e metà vulcaniano, cultore della logica e della scienza come soluzione ai problemi e acuto osservatore della condizione umana.

Nimoy era stato in Italia nel 2002 alla Sticcon di Bellaria: un incontro emozionante che racconto qui con alcune foto.


Per me, che seguo Star Trek sin dalla fine degli anni Sessanta, Nimoy/Spock è sempre stato parte della vita. La sua logica, il suo aplomb, la sua sottile ironia mi hanno insegnato tanto e mi mancheranno immensamente. Star Trek e Spock non erano soltanto un telefilm di fantascienza e un tizio con le orecchie a punta: erano un modello di comportamento da cui farsi ispirare, una visione positiva del futuro che oggi non è più di moda ma che ha dato speranza nel futuro a tanti della mia generazione.

Spock era il nerd supremo. Per un certo ragazzino mingherlino che viveva in un paesino della Lombardia degli anni Settanta, innamorato della scienza e dello spazio ma tagliato fuori quasi completamente dalle fonti alle quali saziare la propria sete di sapere, attorniato da coetanei il cui orizzonte mentale raramente andava oltre i pali della porta del campetto di calcio, scoprire con Star Trek che là fuori c'era qualcuno come lui, che veniva accettato e anzi rispettato, anche se soltanto in un telefilm, è stato un toccasana.

Finita l'ultima copia di Scientific American comprato con fatica da papà in aeroporto, rilette per l'ennesima volta le struggenti Cronache Marziane di Ray Bradbury, c'erano i libri di Star Trek scritti da James Blish, che facevano rivivere le puntate televisive (all'epoca non c'erano videoregistratori e in Italia Star Trek non c'era comunque) e mandavano tra le righe un messaggio che non aveva bisogno del tenente Uhura (donna, e per di più di colore, ma trattata alla pari cinquant'anni fa) per essere decodificato, ed è valido ancora adesso. Non sei solo: ci sono altri come te, e sii fiero della tua diversità.

Se oggi io sono quello che sono, è anche per merito di Spock e di Star Trek. Per questo, e per molto altro, grazie di cuore, signor Nimoy. I am, and always shall be, your friend.