La sottile tentazione di smembrare Internet

La sottile tentazione di smembrare Internet 49 commenti Aggiungi un commento

Internet senza frontiere è un'anomalia storica. Eliminarla fa comodo a tanti


Non condivido i toni catastrofisti di questo articolo di John C. Dvorak, ma ho la sensazione che le sue idee provocatorie siano segretamente condivise in tante stanze dei bottoni, come una copia di Playboy in un seminario.

Riassumo: ci sono paesi, come Bielorussia, Arabia Saudita, Cina e Iran, che hanno di fatto realizzato una propria Internet isolata, filtrata, censurata. Anche in paesi più democratici ci sono proposte di legge come SOPA o accordi come ACTA che ambirebbero a oscurare con disinvoltura tutti i siti ritenuti inaccettabili o illegali, senza un giusto processo ma su semplice segnalazione.

La libera circolazione delle idee, immensamente facilitata dall'attuale Internet senza frontiere, è facilmente presentabile come un pericolo sociale, politico, commerciale e militare: contribuisce a rovesciare governi, dissemina le ideologie dei terroristi, offre un porto sicuro per la pirateria audiovisiva, per la pedopornografia, per il crimine informatico e per la guerra digitale, facilita lo spionaggio online da parte dei governi ostili. Permette al nemico di guardarci in casa.

Una Internet smembrata in isole nazionali, connesse attraverso filtri governativi basati su whitelist che consentano il commercio e la circolazione dei prodotti (se approvata dai produttori) e delle notizie (se approvate dai governi – adieu, Wikileaks) ma blocchino tutto il resto, è il sogno erotico di ogni politico isolazionista e di ogni lobbista di Hollywood. Rimette le frontiere, come Dio comanda, a questa cosa per loro anarchica e incomprensibile che è Internet. Toglie il megafono all'opposizione. Piazza un gendarme davanti a ogni rotativa. I nemici sono più facili da sopprimere, se sono costretti a risiedere localmente. La lista dei problemi che verrebbero “risolti” dall'eliminazione dell'attuale Internet è lunga e golosa.

L'idea non seduce solo le multinazionali o i governi. Ditemi se, almeno per un istante, non vi solletica l'idea di poter censurare le scempiaggini di Luogocomune.net (sito estero, essendo gestito da una persona residente negli USA), o di bloccare la circolazione dei video promozionali di al-Qaeda o del fondamentalismo islamista o cristiano. Perseguire qualcuno che sta al di fuori del territorio nazionale, che sia per ragioni ideologiche o perché ha copiato il modello di una borsetta, ha costi enormi che paralizzano la giustizia e spesso è semplicemente impossibile. Perseguire a livello nazionale è, in confronto, una passeggiata. Una querela e si oscura il sito. Una denuncia e si sequestrano i prodotti contraffatti e i trasmettitori non autorizzati. E per l'arresto non serve l'estradizione.

Dubito che una Internet perfettamente isolata sia tecnicamente fattibile, ma questo non vuol dire che nessuno proverà a crearla: la lotta al terrorismo, alla pirateria, alle ideologie sovversive e alla pedopornografia sono argomenti politicamente vendibilissimi. E noi tutti pagheremo le conseguenze di quest'ambizione spontanea al controllo, se non ci adoperiamo a diventare hacker e a eleggere governanti che non siano nati nell'epoca delle carrozze a cavallo e che capiscano qualcosa di Internet. Una volta, in Italia, ne ho conosciuto uno. I suoi colleghi di partito lo hanno trombato.

Ripeto: non condivido l'ineluttabilità espressa da Dvorak. Ma quando leggo, per esempio, che Twitter intende introdurre la censura regionale, non posso fare a meno di sentire, in lontananza, Orwell che ride amaramente.

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “alberto.fe*”.

Domani sera sarò a Breganzona

Domani sera sarò a Breganzona 11 commenti Aggiungi un commento

Domani sera a Breganzona si parla di Internet e minori


L'Assemblea dei Genitori di Breganzona mi ha invitato a presentare una serata informativa sul tema di Internet e minori. L'incontro si terrà nell'Aula Magna delle scuole elementari di Breganzona alle 20:15. Per via dei temi trattati, è consigliata la partecipazione dei soli adulti. L'ingresso è libero.

Disinformatico radio, podcast del 2012/01/27

Disinformatico radio, podcast del 2012/01/27 10 commenti Aggiungi un commento

Pronto il podcast del Disinformatico di ieri


È disponibile temporaneamente sul sito della Rete Tre della RSI il podcast della scorsa puntata del Disinformatico radiofonico. Ecco i temi e i rispettivi articoli di supporto:

Mini-test: cosa sa Google dei vostri gusti?

Mini-test: cosa sa Google dei vostri gusti? 107 commenti Aggiungi un commento

Un clic per sapere cosa sa Google su di noi


Provate a cliccare su questo link: porta alla pagina delle Preferenze Annunci di Google che vedete qui accanto. A seconda delle vostre impostazioni, può mostrare i vostri interessi e i vostri dati demografici, dedotti da Google in base alla vostra navigazione in Rete.

Questo genere di tracciamento può turbare chi ci tiene alla privacy: è disattivabile per esempio usando Adblock oppure sul link Disattiva nella pagina e poi sul pulsante azzurro Disattiva.

Nel mio caso non viene fuori nessun dato demografico o tipo di interesse. Se voi invece ottenete dei dati interessanti, mi mandate la schermata o la pubblicate da qualche parte e me la linkate? Ne parliamo nel Disinformatico radiofonico di stamattina a partire dalla 11 sulla Rete Tre della RSI, ascoltabile anche in streaming. Grazie!

Disinformatico radio, podcast del 2012/01/20

Disinformatico radio, podcast del 2012/01/20 4 commenti Aggiungi un commento

Pronto il podcast del Disinformatico


Scusate il ritardo, ma sono in catalessi e afono a causa di un raffreddore atomico e quindi sto lavorando al rallentatore (è dura usare il riconoscimento vocale quando non si ha voce). Volevo segnalare che sul sito della Rete Tre della RSI è disponibile per qualche tempo il podcast della scorsa puntata del Disinformatico radiofonico. Ecco i temi e i rispettivi articoli di supporto: