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La conferenza stampa dell’equipaggio Soyuz, con Samantha Cristoforetti



È in gran parte in russo e in inglese (con alcuni brani in italiano), ma penso possa interessare a molti questa registrazione della conferenza stampa di ieri (22/11) tenuta dall'equipaggio del volo Soyuz che partirà domani e di cui fa parte Samantha Cristoforetti insieme ad Anton Shkaplerov e Terry Virts. Samantha parla a partire da 5:10, traducendo se stessa poi in italiano. Notate la scritta “Don't panic” sulla cerniera lampo della sua tuta. Geek fino in fondo!

Bellissimo, fra l'altro, il fermo immagine che mostra Anton Shkaplerov mentre saluta una bimba (presumo la figlia) attraverso il vetro della quarantena. Inascoltabili, per contro, le domande sulle “due donne in cucina” (a bordo della Stazione c'è anche Elena Serova) e sul trucco, alle quali Sam ha risposto con un self-control ammirevole.
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SpaceX, il prossimo volo rientrerà su una piattaforma galleggiante

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “mmenest”.

Oggi è il gran giorno di Samantha Cristoforetti, ma guardate cos'ha tweetato Elon Musk poche ore fa.

elonmusk
Testing operation of hypersonic grid fins (x-wing config) going on next flight http://t.co/O1tMSIXxsT
22/11/14 21:42
elonmusk
Autonomous spaceport drone ship. Thrusters repurposed from deep sea oil rigs hold position within 3m even in a storm. http://t.co/wJFOnGdt9w
22/11/14 21:59
elonmusk
Base is 300 ft by 100 ft, with wings that extend width to 170 ft. Will allow refuel & rocket flyback in future.
22/11/14 22:01
elonmusk
Grid fins are stowed on ascent and then deploy on reentry for "x-wing" style control. Each fin moves independently for pitch/yaw/roll.
22/11/14 22:11

Questi tweet erano accompagnati da queste immagini, di cui per ora non ho trovato versioni a risoluzione superiore:



La prima foto mostra le alette ipersoniche (simili come forma a quelle usate da decenni sui vettori russi Soyuz) che verranno dispiegate durante il rientro per consentire un controllo “in stile X-wing”. Ciascuna aletta si muove indipendentemente per controllare rollio, beccheggio e imbardata.

Ma la chicca è l'annuncio e l'immagine dello spazioporto galleggiante, un vascello autonomo sul quale tenterà di atterrare il primo stadio del vettore Falcon. La base, scrive Musk, misura 90 metri per 30, con ali che la estendono in larghezza fino a circa 50 metri. I motori di manovra, provenienti dalle piattaforme petrolifere, tengono in posizione il vascello con una precisione di 3 metri anche durante una tempesta. E come nei migliori film d'azione, Elon Musk ha messo un bel logo al centro della sua base di atterraggio. Ne aveva parlato in un video, ma questa credo che sia la prima immagine che viene resa pubblica.

Secondo NASA Spaceflight, quel “next flight” che collauderà le alette è il volo CRS-5 di rifornimento cargo per la Stazione Spaziale Internazionale, previsto per il 16 dicembre. La stessa fonte indica che il primo stadio del vettore di quel volo tenterà di atterrare sulla piattaforma galleggiante usando le zampe già viste ma mai usate finora per un atterraggio su superficie solida: i test precedenti, infatti, sono stati condotti scendendo intenzionalmente sull'oceano.
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Disinformatico radiofonico di oggi (2014/11/21)

Il podcast della puntata di oggi del Disinformatico è scaricabile qui. Questi sono i temi trattati:

Call of Duty supera i 10 miliardi di dollari di vendite

Prova pratica della realtà virtuale di Samsung Gear VR

Gli esilaranti “glitch” di Assassin’s Creed: Unity

La classifica delle app di messaggistica meno insicure

WhatsApp cifra tutto. Finalmente
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Call of Duty supera i 10 miliardi di dollari di vendite

Dieci miliardi di dollari d'incassi. Non si tratta dell'ultimo megafilm di Hollywood, ma di un videogioco, specificamente la saga di Call of Duty, la cui edizione più recente, Advanced Warfare, è il più grande lancio dell'anno in termini di ricavi, superando tutti i film, tutte le canzoni e tutti i libri di questo periodo e portando gli incassi complessivi della saga, appunto, oltre i 10 miliardi di dollari a partire dal 2003.

Secondo l'annuncio di Activision, gli incassi complessivi superano quelli di Transformers, Hunger Games, Iron Man e Avengers messi insieme. Hollywood, o perlomeno la categoria degli attori, sta fiutando l'aria che tira e partecipano ai giochi offrendo le proprie voci. È il caso, per esempio, del premio Oscar Kevin Spacey, che in Call of Duty interpreta il ruolo del cattivo.
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Prova pratica della realtà virtuale di Samsung Gear VR

Sono tornato ieri da Helsinki, dove ho partecipato a Slush, un evento informatico-mediatico decisamente spettacolare. Fra le varie novità che ho potuto vedere e provare c'è l'ultimo grido in fatto di realtà virtuale, il Samsung Gear VR (foto qui accanto), basato su tecnologia Oculus.

Avendo già provato Oculus Rift qualche tempo fa, ho potuto apprezzare i progressi fatti in termini di risoluzione e realismo dal nuovo sistema della Samsung: reazione ancora più rapida e fluida ai movimenti della testa, peso ridotto e risoluzione aumentata. La calibrazione un po' tediosa presente in Oculus Rift sembra non essere granché necessaria (oppure il kit che ho provato era già stato calibrato bene per una distanza interoculare come la mia) e la percezione di un netto balzo in avanti dal punto di vista di tecnologia, confortevolezza e leggerezza è netta. Già ora, insomma, la realtà virtuale è pronta per un uso di massa nei giochi, nell'intrattenimento e nell'addestramento, sempre che l'utente non soffra di disorientamento.

Tuttavia questo salto di qualità ha un prezzo: il kit costa circa 200 dollari e non include il telefonone Galaxy Note 4, che se comprato a parte senza abbonamento costa circa 600 euro. Un po' tanto per il giocatore occasionale, ma del resto i display a risoluzione Quad HD (2560x1440 pixel) per ora costano parecchio, e chi ha già il telefonone può usarlo come schermo per Gear VR spendendo una cifra ragionevole.

Per contro, ho notato qualche difetto nel rendering delle immagini: una sorta di distorsione di file diagonali di pixel che mi è sembrato simile a un difetto di compressione. Inoltre persiste, anche se molto più ridotto, l'“effetto zanzariera” che fa sembrare di guardare il mondo virtuale attraverso una griglia, perché anche con questa risoluzione del display si vedono ancora i singoli pixel. Sono limitazioni che mi hanno fatto uscire momentaneamente dall'illusione immersiva di trovarmi in un altro universo che caratterizza e rende affascinanti questi sistemi di realtà virtuale ma che sono accettabili per un uso per gioco o per addestramento, anche se dubito che guarderei un film in 3D su un oggetto del genere.


Trasparenza: la visita a Helsinki è stata resa possibile grazie all'ospitalità di F-Secure.