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11/9, nuova figuraccia dei complottisti    2.12.09    119 commenti    Aggiungi un commento

Complottisti undicisettembrini trovano la prova definitiva. Della loro stupidità terminale


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Nuovo scoop dei complottisti: l'esame dei dati ufficiali della "scatola nera" dell'aereo schiantatosi al Pentagono documenta che la porta della cabina di pilotaggio rimase chiusa per tutto il volo. Quindi nessun terrorista dirottatore poté accedervi, l'aereo non fu dirottato e la versione ufficiale è un falso.

Lo annuncia trionfante il gruppo Pilots for 9/11 Truth, al quale fanno eco immediatamente gli eroi di Luogocomune.net e di Effedieffe nonché gli Sherlock Holmes di Zero (il sito del video undicisettembrino di Giulietto Chiesa) insieme all'inossidabile Pino Cabras.

Solo che gli intrepidi ricercatori della verità non si sono accorti che quegli stessi dati che loro sbandierano come prova, se esaminati per intero, indicano che la porta rimase perennemente chiusa anche in tutte le 40 ore di volo precedenti. Mai una scappata dei piloti a far pipì, mai un'assistente di volo che portasse un caffè. Ops.

Infatti basta fare un po' di ricerca per scoprire che sui Boeing 757 costruiti nel 1991, come quello dirottato, il sensore che monitorava lo stato della porta semplicemente non c'era: fu introdotto negli esemplari costruiti dal 1997 in poi. Per cui la scatola nera non poteva riceverne informazioni sull'apertura o chiusura della porta della cabina di pilotaggio. Non per nulla il rapporto tecnico del National Transportation Safety Board sulla scatola nera del Volo 77 includeva il parametro di questo sensore fra quelli non funzionanti o non validati.

Di tutto questo i ricercatori pro-complotto, stranamente, non si sono accorti.

Ancora una volta, insomma, i complottisti (persino quelli di Pilots for 9/11 Truth, che affermano di essere piloti d'aereo) si dimostrano pateticamente incompetenti: strombazzano clamorose rivelazioni che si sgonfiano non appena si compie un briciolo di verifica. Complimenti in particolare ai complottisti francesi e a quelli nostrani, che hanno abboccato in pieno alla bufala senza alcuno spirito critico.

I dettagli della nuova, tragicomica figuraccia sono nell'articolo di John su Undicisettembre.info.




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Schermo nero della morte per Windows 7? (UPD 20091202 12:50)    1.12.09    62 commenti    Aggiungi un commento

Avete problemi con schermate nere all'avvio di Windows 7?


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Vari siti specialistici e anche siti generalisti come la BBC stanno segnalando un problema che a quanto pare potrebbe affliggere milioni di utenti di Windows 7 ed è stato battezzato affettuosamente lo Schermo Nero della Morte.

In pratica, all'avvio di Windows 7 lo schermo risulta completamente nero dopo aver fatto login: niente desktop, taskbar o barra laterale, ma (quando va bene) solo una finestra di Explorer. Questo rende comprensibilmente piuttosto difficile lavorare. Il problema riguarda anche Windows Vista, XP, NT, e 2000.

La società di software Prevx ha predisposto un rimedio temporaneo e parziale. La causa sembra essere uno dei recenti aggiornamenti di Windows, quello del 25 novembre, che ha cambiato la gestione del Registro. Cercando negli archivi Microsoft si trovano delle informazioni per XP, che però sembrano riguardare un altro problema che produce una schermata nera. Secondo InformationWeek, Microsoft per ora si limita a dire che "sta investigando le segnalazioni" e che a indagine completata fornirà "istruzioni dettagliate su come prevenire o gestire queste problematiche".

Ne siete stati colpiti? Avete maggiori informazioni? Una foto o un video? Non vorrei che fosse una tempesta in un bicchier d'acqua. Fate le vostre segnalazioni nei commenti.

Soprattutto una raccomandazione: non fidatevi di siti Web sconosciuti che offrono rimedi per questo problema. I parassiti e criminali della Rete stanno già approfittando della notizia.

Altre fonti: Hwupgrade.it


2009/12/01 21:10


A quanto risulta dalle ultime notizie (Cnet.com) e dai vostri commenti, il problema è piuttosto circoscritto e di certo non sta causando disastri planetari. Alcuni utenti di Slashdot confermano di essere stati colpiti momentaneamente dal baco. Microsoft Technet ne discute con gli utenti qui.


2009/12/02 00:10


Il Microsoft Security Response Center dice che gli aggiornamenti di Windows di novembre non sono collegati allo "schermo nero della morte" in questione, che il meccanismo proposto dalle fonti che hanno segnalato il problema (una modifica ai permessi del Registro) non c'è negli aggiornamenti suddetti ("none of these updates make any changes to the permissions in the registry. Thus, we don’t believe the updates are related to the “black screen” behavior described in these reports."): la causa potrebbe essere un malware. Inoltre, sempre secondo il MSRC, il problema non è molto esteso.


2009/12/02 12:50


Prevx chiede "scusa a Microsoft per eventuali disagi causati" dal suo articolo e conferma che le patch recenti di Windows non c'entrano nulla con lo Schermo Nero della Morte.




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Ci vediamo il 28 a Trieste?    27.11.09    75 commenti    Aggiungi un commento

Complotti lunari aggiornati a Trieste


Sono appena arrivato a Trieste, dove domani sarò ospite, insieme ad Andrea Bernagozzi, del festival della fantascienza Science+Fiction per parlare di complottismo lunare, con le ultime immagini restaurate e delle sonde lunari, all'auditorium del Museo Revoltella, via Diaz 27. L'ingresso è libero, ma attenzione: l'orario è stato anticipato alle 17.




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iPhone, primo worm ostile    27.11.09    12 commenti    Aggiungi un commento

Rick Astley, fatti da parte: arrivano i professionisti dei virus


Sono passate solo un paio di settimane dall'annuncio del primo worm per iPhone, una burla sostanzialmente innocua che faceva comparire Rick Astley come sfondo del telefonino, ed è già arrivato il primo worm ostile che sfrutta la medesima tecnica per replicarsi e infettare il cellulare di Apple.

Il provider olandese XS4ALL ha infatti scoperto che alcuni suoi clienti dotati di iPhone sono infettati da un programma che tenta attivamente di intrufolarsi negli iPhone altrui, saccheggiando i loro archivi di SMS alla ricerca di messaggini usati per autenticare le transazioni bancarie.

L'attacco funziona soltanto sugli iPhone che sono stati sbloccati dagli utenti usando i vari sistemi di jailbreaking disponibili in Rete per potervi installare software (in particolare SSH) senza dover passare dalle autorizzazioni (e dalle casse) di Apple, e soltanto se l'utente è stato così malaccorto da non cambiare la password di root standard del telefonino.

Le vittime si trovano il cellulare comandato da ordini che arrivano dalla Lituania: il worm provvede inoltre a cambiare la password di root dell'iPhone, in modo che il legittimo proprietario non possa riprenderne facilmente il controllo, e assegna un identificativo unico a ciascun iPhone infetto.

Il rimedio consigliato, in caso d'infezione, è un reset del telefonino usando l'apposita funzione di iTunes, che naturalmente annulla anche lo sblocco effettuato intenzionalmente dall'utente. Maggiori dettagli sul worm sono disponibili presso Sophos.com e F-secure.

E intanto, ironia della sorte, il creatore del primo worm per iPhone, il ventunenne Ashley Towns, trova impiego: è stato assunto da una società australiana che sviluppa software per il cellulare con il logo della mela morsicata.

Fonti: The Register, Sophos.com, BBC.



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Il Padrino dello spam va in carcere    27.11.09    12 commenti    Aggiungi un commento

Finalmente dietro le sbarre lo spammer Alan Ralsky


Si era autoproclamato "il Padrino dello spam", the godfather of spam, ma l'FBI l'ha preso e messo in cella lo stesso. Il sessantaquattrenne Alan Ralsky è stato condannato dal tribunale federale di Detroit a più di quattro anni di carcere, insieme al genero Scott Bradley e ad altri due complici. Dovrà inoltre risarcire 250.000 dollari alle autorità federali.

Ralsky è noto agli internettiani come uno degli spammer più prolifici della Rete: mandava decine di milioni di e-mail pubblicitarie indesiderate ogni giorno. Era noto anche perché, a differenza dei suoi colleghi, non faceva mistero della propria attività pestifera, tanto che si fece intervistare dal Detroit News nel dicembre del 2002.

La punizione della Rete non tardò ad arrivare: gli utenti riuscirono in pochissimo tempo a scoprire l'indirizzo di casa di Ralsky e lo pubblicarono su Slashdot.org, col risultato che Ralsky si trovò iscritto a una quantità colossale di cataloghi e riviste cartacee gratuite. La sua abitazione fu intasata di posta-spazzatura, esattamente come lui intasava le caselle di mail altrui. Eppure ebbe il coraggio di dichiarare "Queste persone sono pazze, mi stanno molestando" al Detroit Free Press, senza dunque capire l'antifona.

La fine ingloriosa di Ralsky servirà da monito agli altri spammer che intasano Internet? Improbabile. La condanna, infatti, non è tanto per la sua attività di spammer, quanto per una frode sul mercato azionario perpetrata attraverso mail-spazzatura.

Fra il gennaio 2004 e il settembre del 2005, Ralsky e i suoi complici crearono una truffa "pump and dump": comprarono a basso costo azioni di società in crisi e poi inviarono a destinatari presi a caso un enorme numero di mail pubblicitarie che consigliavano l'acquisto delle azioni di queste società. Fra i destinatari c'era sempre qualcuno che abboccava, attratto dall'idea di facili guadagni in borsa, e quindi il valore delle azioni saliva artificiosamente: a quel punto Ralsky e soci vendevano le proprie azioni con un lauto guadagno, lasciando gli altri investitori con un pugno di mosche.

L'attività rendeva bene: uno dei suoi complici, How Wai John Hu, ha dovuto versare alle autorità mezzo milione di dollari derivante da queste speculazioni illegali.

Fonti: AFP/Sydney Morning Herald, The Inquirer, The Telegraph, articoli citati da Wikipedia.