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Oggi doppio appuntamento spaziale: “gonfiaggio” modulo ISS e tentativo di rientro SpaceX

Simulazione del BEAM in configurazione espansa.
Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento). Ultimo aggiornamento: 2016/05/27 20:50.

Oggi verrà “gonfiato” (o più correttamente verrà espanso) BEAM, il primo modulo espandibile della Stazione Spaziale Internazionale. Il Bigelow Expandable Activity Module è un modulo abitabile innovativo: a differenza degli altri, che sono rigidi e vengono lanciati già nella loro forma esteriore definitiva, questo ha pareti flessibili e viene lanciato in configurazione ripiegata. Il grandissimo vantaggio di questa soluzione è che consente di lanciare moduli molto più grandi (soprattutto molto più larghi) rispetto alla tecnologia tradizionale, nella quale il diametro massimo dei moduli è fissato dal diametro del lanciatore e della carenatura protettiva (o, nel caso dello Shuttle, dalle dimensioni del vano di carico).

La Bigelow ha già in orbita da molti anni (dal 2006 e dal 2007, rispettivamente) due esemplari di questi moduli, che hanno dimostrato ottimi livelli di tenuta pneumatica, resistenza ai micrometeoroidi e schermatura contro le radiazioni: il BEAM è il primo esemplare qualificato per l’uso da parte di astronauti e per l’aggancio alla Stazione Spaziale Internazionale. È più piccolo dei suoi predecessori: “sgonfiato” misura 2,16 x 2,36 m, mentre in configurazione espansa misura 4 m di lunghezza per 3,23 m di diametro, offrendo un volume interno di circa 16 metri cubi (maggiori informazioni sono qui su Nasa.gov).




Posizione del BEAM sulla ISS.
Per sicurezza, il BEAM non verrà utilizzato come un normale ambiente aggiuntivo della Stazione: una volta pressurizzato, sarà normalmente isolato dalla Stazione tenendo chiuso il portello che lo collega al resto del volume abitato della ISS. Il primo ingresso da parte di astronauti è previsto per il 2 giugno.

Lo scopo del BEAM è dimostrare l’efficacia e la sicurezza della tecnologia dei moduli espandibili: dopo due anni di raccolta dati, con visite occasionali da parte degli astronauti, il modulo verrà sganciato e si distruggerà al rientro sulla Terra.

Il BEAM è arrivato ad aprile con un lancio di SpaceX ed è stato poi collocato in posizione tramite il braccio robotico della Stazione. Qui sotto potete vedere una ripresa accelerata dell’elegante manovra di installazione.


Un’altra versione è qui sotto (da Facebook):



Se questa tecnologia si dimostra affidabile, sarà un enorme vantaggio per la costruzione delle future stazioni spaziali e dei veicoli interplanetari con equipaggio, offrendo grandi volumi interni che renderanno più vivibili i lunghi mesi da trascorrere a bordo.

La manovra di gonfiaggio inizierà alle 5:30 EDT (le 11:30 italiane) e sarà trasmessa in streaming su NASA TV:



Il secondo appuntamento spaziale di oggi è con SpaceX, che tenterà di mettere in orbita geostazionaria un satellite per telecomunicazioni, il THAICOM 8, pesante circa tre tonnellate, e poi effettuerà un nuovo tentativo di atterraggio del primo stadio del vettore Falcon 9 sulla nave automatica di recupero Of Course I Still Love You nell'Oceano Atlantico. Come per il tentativo di atterraggio precedente, riuscito perfettamente, SpaceX sottolinea che le velocità estreme e il surriscaldamento di rientro al quale è sottoposto il primo stadio per questo lancio rendono “impegnativa” la manovra di rientro controllato e di appontaggio. Traduzione: forse non ce la farà, ma se ci riesce è un bel colpaccio.

Il decollo è previsto per le 17:40 ET (21:40 UTC, 23:40 italiane); il tentativo di rientro avverrà circa dieci minuti più tardi. Il volo verrà trasmesso in diretta streaming presso Spacex.com/webcast.


Aggiornamenti


2016/05/26 15:15. Le attività di gonfiaggio del BEAM sono state interrotte perché il modulo si allarga ma non si allunga come dovrebbe. Domani verrà effettuato un altro tentativo. Ecco un’animazione che mostra il BEAM prima e dopo il tentato gonfiaggio.


2016/05/27 00:55. Il lancio di SpaceX è stato rinviato a domani alla stessa ora. Elon Musk dice che la causa è una “piccola irregolarità nel movimento di un attuatore del motore del secondo stadio. Probabilmente non rischiosa per il volo, ma vale la pena comunque di investigarla.”


2016/05/27 20:50. La conferenza stampa a proposito di BEAM segnala che nelle ore appena trascorse è stata rilevata un’ulteriore espansione, accompagnata da un calo di pressione. I tecnici sospettano che il problema sia legato al fatto che il modulo è rimasto impacchettato molto a lungo e i suoi materiali hanno una sorta di “memoria di forma” che frena l’espansione, ma sono fiduciosi di riuscire nell’operazione di espansione completa, che verrà tentata di nuovo sabato (domani). Un eventuale terzo tentativo slitterebbe a non prima di giovedì prossimo per non interferire con altre attività pianificate.


2016/05/28 00:55. SpaceX ha messo in orbita correttamente il satellite per telecomunicazioni ed è riuscita a far atterrare il primo stadio del vettore Falcon 9 sulla nave di recupero. E con questo sono tre su tre.


2016/05/28 23:50. Oggi l’espansione del BEAM è stata completata con successo.


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Commenti
Commenti (8)
Questa è una bella innovazione per poter andare su Marte, utile sia per le astronavi atte al viaggio che per i moduli attivi di superficie.
Riuscire a far decollare da Terra, viaggiare per centinaia di Gm e far atterrare su Marte un hab come quello del film in un pezzo unico è impensabile, bisogna per forza inventare qualche trucco.
Per quanto rispetti il lavoro dell'astronauta Jeff Williams, per questa manovra vorrei stare vicino a CAPCOM, lo trovo più... stimolante (anche se fin troppo prudente) ;)
Come viene affrontato il problema dei detriti spaziali potenzialmente pericolosi? Di recente l'astronauta Peake ha pubbligato l'immagine di un piccolissimo cratere apparso in un oblò della iss, dovuto ad una micro scheggia di vernice (http://www.dailymail.co.uk/sciencetech/article-3587882/What-happens-tiny-fleck-paint-hits-space-station-Tim-Peake-reveals-crack-ISS-window-debris-collides-craft.html) A quale tipo di impatti riesce a resistere la struttura gonfiabile?
c'è stato qualche problema, si continuerà domani
Poco male, il modulo si sgonfia e ci si riprova.
Non mi ha convinto però la manovra di pressurizzazione. L'ho fatta con recipienti di tutti i tipi in raffineria, il modo migliore di farlo e in modo controllato ma continuo.
Farlo "a step",come ho visto, porta a
1) errore umano dovuto alle troppe ripetizioni.
2) stress meccanico, sia del recipiente che della valvola d'intercetto.
Osservando l'aggiunta del modulo BEAM mi è sorta una domanda spero non troppo idiota.

L'ISS ha avuto un bel po' di espansioni dal lancio del suo primo modulo.

Quanti posti liberi le sono rimasti per ulteriori aggiunte?

O, forse, ogni modulo prevede la possibilità di aggiungerne un altro, consentendo, così, l'espansione a piacere?

Mi rendo conto che l'espansione illimitata non è possibile per via delle sollecitazioni e della difficoltà a mantenere in assetto una struttura troppo grande.
Qualcuno sa quale potrebbe essere il limite (teorico almeno) di moduli che potrebbero essere agganciati all'ISS senza renderla troppo instabile?
pare che uno dei cavi che lo tenevano chiuso pe ril lancio non sia stato correttamente sganciato (diciamo così)... Tenere memorie della Gemini IX e del suo ATDA 'angry alligator'...
"maybe they forgotten the little blue pill?"

p.s. letta in un commento :)