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2021/11/10

Un lanciatore spaziale... elettrico? Spinlaunch propone uno sparasatelliti centrifugo

Ultimo aggiornamento: 2021/11/12 10:00.

Spinlaunch è un sistema di lancio per satelliti che si basa sull’idea di accelerare un satellite usando la stessa tecnica di un lanciatore di dischi o di una frombola. Spinlaunch piazza il satellite in un contenitore aerodinamico, piazzato dentro una centrifuga nella quale è stato prodotto il vuoto, e lo accelera elettricamente tenendolo all’estremità di un braccio che ruota a velocità crescente, fino a raggiungere circa 8000 km/h.

A quel punto il braccio rilascia il contenitore-proiettile, che sbuca dalla centrifuga attraverso un tubo di lancio, trapassando la membrana che sigilla la centrifuga, e viene così scagliato fino a una quota di circa 60 chilometri senza usare nemmeno un goccio di propellente.

Raggiunta questa quota, si accende il motore a propellente chimico, che accelera il carico fino alla quota e velocità orbitale.

Spinlaunch ritiene di poter lanciare in questo modo satelliti fino a 200 chilogrammi a costi bassissimi e con grande frequenza, recuperando il contenitore per ulteriori voli. Ovviamente si tratta solo di voli cargo e non per il trasporto di equipaggi.

L’azienda ha già costruito una centrifuga di prova alta una novantina di metri in New Mexico e il 22 ottobre scorso ha effettuato il primo lancio di test, scagliando un proiettile lungo circa tre metri fino a una quota non precisata ma pari ad alcuni chilometri.

Dato che il decollo e l’attraversamento degli strati più densi dell’atmosfera sono le fasi che comportano il maggior dispendio di propellente e il maggior rischio, usare un sistema del genere risolverebbe parecchi problemi. Ovviamente ce ne sono altri: il proiettile, il motore al suo interno e il carico devono essere in grado di sopportare le enormi spinte centrifughe e l’attrito con l’atmosfera, e il sistema di lancio deve calcolare l’istante del rilascio in maniera assolutamente precisa, altrimenti il volo sarà molto breve.

Come consueto, Scott Manley ha un buon video esplicativo con un po' di calcoli e ragionamenti critici che spiegano bene la complessità di un progetto come Spinlaunch.

 

Fonti: CNBC, Spinlaunch. Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi è piaciuto, potete incoraggiarmi a scrivere ancora facendo una donazione anche voi, tramite Paypal (paypal.me/disinformatico) o altri metodi.

67 commenti:

Manzini Moreno ha detto...

Ciao


Salti un passaggio, quello è l'obbiettivo teorico finale, non necessariamente quello deve essere raggiunto.
L'obbiettivo reale potrebbe essere ben diverso, come appunto, spennare incauti finanziatori senza mai arrivare a fornire il servizio.


Chi finanzia con il Venture Capital sa benissimo che si può trovare con un pugno di mosche in mano, ci sono in giro molte aziende che campano inventando storie non vere ma convincenti, al solo scopo d'attrarre quel genere di finanziatori.



Ciao Ciao, Moreno

vihai ha detto...

corretto, il coefficiente di attrito cresce in regime transonico e basso supersonico e poi si stabilizza in regime ipersonico. Ma la formula ha sempre dentro un v^2

Manzini Moreno ha detto...

Ciao


Mah, l'avranno anche fatto di 90 metri ma nessuno sa a che velocità è uscito il satellite, anche li i guai crescono con il quadrato della velocità.


Comunque, come ripeto, staremo a vedere, io di soldi non ne caccio 8<))


Ciao Ciao, Moreno

Paolo Attivissimo ha detto...

Sì, è vero, c'è anche questo scenario. Vedremo.

Van Fanel ha detto...

Comunque di prototipi funzionanti, a detta dei produttori, ce n'erano tanti, l'auto ad aria compressa, lo e-cat etc. etc.


Solo quelli? è dal 94, quando leggevo Topolino e non avevo ancora la patente, che sto aspettando di poter ordinare la mia Skycar...

Van Fanel ha detto...

Trollmode ricorsivo in LISP??? Meglio uno ritorsivo in LISC.

Mauro CI ha detto...

Speravo che fosse "ritorsivo" nel senso che i difetti si ritorcono contro il programmatore... (esatto, io non programmo!)

AlPa ha detto...

Ah, sì, l'ascensore spaziale. Chissà se riusciranno a fare un cavo abbastanza robusto.
Mi piacerebbe vederlo, ma non credo di arrivarci: se non lo fanno entro 15 anni…

AlPa ha detto...

Qualcuno ha provato a cercarlo tra gli oggetti near earth?

AlPa ha detto...

Forse è per quello che in uno dei video mostrano che il progetto definitivo è inclinato di una quindicina di gradi, così da dare anche una componente tangenziale.

Manzini Moreno ha detto...

Ciao


E io dove ero?
Me la sono persa, bellissssssssssima, la voglio anche io 8<)))


Ciao Ciao, Moreno

Qarboz ha detto...

Condivido le tue perplessità sul vuoto; mi fa strano che quella (apparentemente) sottile membrana riesca a non implodere ed allo stesso tempo si laceri con "facilità". C'è da dire che riguardando il filmato quando è inquadrato il proiettile che buca la membrana, appena prima del cambio di inquadratura la mia impressione è che venga risucchiata all'interno.
Ma a me ha impressionato anche il sistema di sgancio: dev'essere molto "tosto" per riuscire a trattenere il proiettile contrastando la forza centrifuga (non sono in grado di calcolarla ma sono certo che non sì tratta di quisquilie), ma allo stesso tempo deve sganciare il carico in un tempo misurabile in millisecondi :-O

pgc ha detto...

personalmente non la considero una cosa impossibile: un conto è una forza applicata in un punto, un conto una distribuita su un'ampia superficie. Un po' come per un uovo una pressione minima localizzata può romperlo, ma l'uovo può reggere la pressione se distribuita. E' la norma per esempio usare Teflon per fare finestre a vuoto di grandi dimensioni trasparenti alle onde radio, nonostante il teflon sia un materiale non particolarmente resistente.

Per quanto riguarda l'onda d'urto se il missile è in grado di penetrare aria a velocità ipersonica questa non può che aggiungere al massimo la pressione di Mach 1.

pgc ha detto...

non so, ma immagino che quando la tecnologia è diventata disponibile il backtracking di un oggetto lanciato in direzione sostanzialmente ignota a velocità anch'essa ignota e di forma non particolarmente aerodinamica sia molto difficile. Potrebbe essere in orbita solare.

Sarebbe comunque interessante. Bisogna vedere se c'è qualcuno interessato a lavorarci sopra a lungo, viste le scarse probabilità di successo e le controversie sull'argomento, anche se il premio sarebbe notevole, visto che quell'oggetto potrebbe essere il primo lanciato nello spazio dall'Uomo e togliere un primato all'URSS. Anche se ovviamente tra mettere un satellite in orbita e lanciare un... "tombino" di acciaio nello spazio c'è una bella differenza.

pgc ha detto...

hai una fonte che mostri i modelli matematici o empirici? Io non l'ho trovata online - grazie.

pgc ha detto...

hai ragione, è che volevo includere anche tecnologie future basate sul terzo principio della dinamica.

Si, conoscevo Harp e ricordo la storia del progetto iracheno.

Con la tecnologia della membrana e un motore magnetico mi ha sempre stupito che nessuno ci abbia dedicato del tempo. In fondo se si accelerasse a 100 g basterebbe una rampa di lancio di 1.5 km sulla Luna (e va come 1/a). Visto il numero esorbitante di idee esotiche mi sembra che un sistema alimentato a batterie (magari con alcune flywheels per la carica) in grado di mettere in orbita oggetti dal suolo lunare diventa ... fattibile :-) Con il bonus di poterlo rendere "reversibile" in futuro.

Manzini Moreno ha detto...

Ciao


Beh, avere tempi molto stretti, riuscendo a sincronizzare tutto ovviamente, può essere un vantaggio.
Una membrana sottile comunque ci impiegherà del tempo a lacerarsi e questo tempo può essere superiore al tempo di attraversamento del proiettile.


Una possibile soluzione potrebbe essere che ci sia un secondo portello mobile (si vede qualche cosa nel secondo filmato).
Durante la fase di preparazione il secondo portello, sufficientemente robusto, è chiuso e le due camere sono messe in comunicazione tramite una valvola, in questo modo le due facce della membrana sono alla stessa pressione per cui non c'è sollecitazione meccanica.


Qualche istante prima del lancio, si mette in comunicazione con l'atmosfera la seconda camera ed appena la pressione è prossima a quella atmosferica si apre il portello esterno.


A questo punto si hanno un paio di secondi per effettuare il lancio.


Come detto in altro commento c'è pure la possibilità che si utilizzi una carica cava per perforare la membrana (non quella del filmato ovviamente).


Se fosse una cosa solamente elettronica non ci vedrei nulla di complicato è proprio tutta sta meccanica che mi lascia perplesso, grosso e veloce sono un pelo antitetici.
Un attuatore a pistone da 5cm per aprirsi in 100uS dovrebbe viaggiare a 500m/sec con accelerazione infinita, non escluderei che il sistema di sgancio sia fatto a detonazione controllata.


Ciao Ciao, Moreno



Purtroppo i dettagli tecnici disponibili sono troppo esigui per poter fare una seria analisi di tutti gli elementi critici del sistema

Manzini Moreno ha detto...

Ciao


Sicuramente non è una cosa impossibile (ho proposto due possibili scenari carica cava o doppio portello), diciamo che lo scenario rappresentato nel secondo video è oltremodo irrealistico.
Poi magari ci saranno delle riprese precedenti che spiegano il tutto ma quelle non sono disponibili.


Non so per il teflon, ma per gli oblò di pochi centimetri di diametro si usano spessori mostruosi di metacrilato.
È possibile che dietro a quelle lastre di teflon ci siano strutture che lo irrigidiscono.

Ciao Ciao, Moreno

Guastulfo ha detto...

se no poveri cuscinetti...
Il costo dei cuscinetti è relativamente basso, specie se paragonato a quello sostenuto per un lancio tradizionale.


Nel video, se non ho compreso male, si dice che serve un ora e mezza per arrivare a 450 RPM per il lancio.


Non mi stupirei se i cuscinetti fossero sostituito ad ogni lancio

Marco Morocutti ha detto...

Credo che abbia ragione chi sostiene che questa operazione sia una geniale trovata per raccogliere fondi da investitori entusiasti attratti dalla possibile rivoluzione tecnologica, senza però poterne comprendere gli aspetti tecnici.
Tutte le discussioni riguardano le accelerazioni, la resistenza del materiale, il bilanciamento, l'attrito con l'atmosfera, ecc., ma c'è un altro problema per una struttura come quella che si vede nel video.
Se nella camera viene fatto il vuoto, allora su ogni centimetro quadrato della sua superficie l'atmosfera esercita una forza dall'esterno verso l'interno di 1 kg. Nessun problema per le parti a sezione circolare, come il tubo di uscita, ma le due pareti laterali devono sopportare una forza applicata dall'esterno di 10 tonnellate per ogni metro quadrato! La struttura nel video ne ha molti di metri quadrati... per evitare che una cosa del genere collassi ci vorrebbero, credo, dei rinforzi interni che non sono possibili perché dentro c'è un braccio che gira, o forse delle strutture a traliccio (sempre che ciò basti) mentre nel video si vede solo una semplice lastra a forma di scodella, probabilmente perché sapendo che ci sarebbe stata una forza verso l'interno l'hanno rappresentata incurvata. Fra l'altro le dieci tonnellate al metro quadro "tirano" i bordi della scodella verso il centro con una forza che vi lascio immaginare, la quale dovrebbe essere retta dalla resistenza dell'anello che costituisce il carter esterno. Mi sembra che anche qui non ci siamo, ma potrei sbagliarmi.
Per me questa cosa è solo un concept molto accattivante che attirerà giornalisti e investitori ma che non si può costruire.
Anni fa un mio ex-collega, che prima lavorava in una azienda che produceva macchine di assemblaggio, mi ha raccontato che volendo eseguire una parte delle lavorazioni nel vuoto avevano racchiuso una sezione della macchina in un carter metallico senza pensare al problema della pressione verso l'interno... Quando hanno fatto il vuoto la struttura si è accartocciata distruggendo tutto. Non c'è stato modo di costruire una struttura di contenimento realistica in grado di essere applicata attorno alla macchina in questione e che reggesse la pressione esterna. E si trattava di macchine molto ma molto più piccole di questo colosso costruito nel deserto.
Mi sbaglierò ma sento puzza di imbroglio. Staremo a vedere.

Marco Morocutti ha detto...

e poi, scusate, ma questi sparano un proiettile di prova esattamente in verticale? Ma poi non gli ricade addosso?
Da bambino giocando con dei sassi ne ho lanciato uno bello grosso in verticale (sì da bambino ero decisamente scemo, ma anche ora non saprei dire...) , pensando che sarebbe ricaduto da qualche parte. La cosa è finita malissimo perché il sasso mi è caduto esattamente in testa e oltre a farmi un male cane mi sono preso una incazzatissima ramanzina da mia mamma.

Paolo Attivissimo ha detto...

Marco, ci hanno separato alla nascita! Ho fatto anch'io esattamente la stessa cosa! :-)

Bella domanda, presumo che il lancio non fosse del tutto verticale, ma vorrei saperne di più.

Paolo Attivissimo ha detto...

Obiezione molto sensata. Un'ipotesi è che non ci sia il vuoto totale ma soltanto una pressione ridotta, che ridurrebbe il differenziale.

Qarboz ha detto...

Qualche istante prima del lancio, si mette in comunicazione con l'atmosfera la seconda camera ed appena la pressione è prossima a quella atmosferica si apre il portello esterno.

A questo punto si hanno un paio di secondi per effettuare il lancio.Credo che in un paio di secondi la membrana, sottoposta alla pressione atmosferica, ha tutto il tempo di implodere. Se usassero un sistema come l'hai descritto dev'essere molto più rapido, IMHO

non escluderei che il sistema di sgancio sia fatto a detonazione controllata.La detonazione controllata è plausibile, però non saprei cosa può succedere alla struttura essendo quest'ultima sottovuoto

Ormeggio ha detto...

Il doppio portello è la prima cosa che ho pensato anch'io.

Del resto se il portello principale si apre al momento dello sgancio del missile (più o meno) la resistenza della membrana serve solo per consentire una pressurizzazione localizzata per aprire il portello principale, una volta che il portello si apre la membrana non serve più e può anche lacerarsi autonomamente senza causare problemi.
Quindi sarebbe sufficiente una membrana molto sottile.
Non credo che la corrente d'aria in ingresso potrebbe rallentare significativamente il missile già lanciato nel tubo.

Marco Morocutti ha detto...

Ma dai!!! :)

Manzini Moreno ha detto...

Ciao


Comunque la cosa non è semplice, per esperienza diretta so bene quanto sia difficile aprire un portellone quando dall'altra parte c'è anche solo una leggerissima depressione.


Le macchine di cui sviluppo l'automazione, lavorano da -0,9Bar a 3,5Bar relativi e le sicurezze sulle porte sono solo per le pressioni positive.
Così a naso mi viene da pensare che l'iniezione dell'aria ad alta pressione vada fatta proprio nella guarnizione di tenuta del vuoto così da creare un cuscino ad alta pressione ,che mentre ripressurizza la camera, facilita il distacco del portellone.


Dovrei convincere il mio cliente a fare qualche esperimento ma in questi periodi è perso nella cottura dell'agave per fare la Tequila 8<)))


Ciao Ciao, Moreno

Manzini Moreno ha detto...

Ciao


Stavo meditando sul primo punto ed il problema potrebbe forse essere risolto iniettando gas ad alta pressione direttamente nella guarnizione di tenuta del portellone, in questo modo si potrebbero guadagnare preziosi decimi di secondo.


Il volume complessivo del sistema di lancio è smisurato rispetto alla quantità di gas prodotta dall'esplosione, il vuoto non se ne accorgerebbe neanche e poi a quel punto non serve neanche più, dopo qualche millisecondo sei già fuori dal sistema di lancio.
Per il problema di mancanza d'ossigeno bisogna utilizzare un esplosivo dove sia presente sia il combustibile che il comburente.



Certo poi tutte queste cose sono più facili da dire che da fare ma, fortunatamente, non sono problemi miei 8<))


Ciao Ciao, Moreno

cyberninja72 ha detto...

VIsto il film e letto il libro. Secondo il mio parere lo scenario è plausibile (al netto delle difficoltà tecnico/tecnologiche che si possono presentare (visori, tute integrali con feedback, il tapis roulant omnidirezionale :D). Le connessioni diventano sempre più veloci e la gente grazie(?) a Facebook e ai giochi online si sta abituando ad un tipo di vita "altro" da quello che è la "semplice" realtà. Nel momento in cui diventasse economicamente abbordabile (anche ad un livello basico, ma sufficientemente immersivo) sono convinto che per molta gente la "vera" realtà diventerebbe il metaverso. Infatti il film (solo perchè l'ho visto prima di leggere il libro) mi ha lasciato un leggero sottofondo di inquietudine. Gli "atteggiamenti" della gente nei confronti di OASIS (il metaverso del fim/romanzo) sono gli stessi che vedo oggi, in nuce, nei confronti di social e MMORPG.

Manzini Moreno ha detto...

Ciao


M'è venuta in mente una "banalissima" (si fa per dire) soluzione al problema, basta usare una enorme massa inerziale, bilanciata sull'asse di rotazione, tale che tutto il resto diventi equivalente ad un moscerino.


Certo a quel punto servirebbero energie enormi e potenza del motore enorme (ma neanche poi tanto visto che si parla di 1,5 ore di tempo d'accelerazione).
Fortunatamente gran parte dell'energia immagazzinata nel mega volavo può essere facilmente recuperata proprio come nei veicoli elettrici.
Per limitare la potenza del motore si potrebbe usare un volano a mercurio che avrebbe pure l'enorme vantaggio di essere autobilanciante.



Tra l'altro il mega volano con il suo mega momento d'inerzia, avrebbe un fantastico effetto stabilizzante sul sistema ed impedirebbe che vibrazioni indesiderate siano trasmesse ai cuscinetti ed al sistema di trasmissione.


Ciao Ciao, Moreno

Ormeggio ha detto...

È sufficiente che si equilibri la pressione sul lato interno tra il portello e la membrana, su tutta la superficie interna del portello, e il portello si può aprire facilmente.
La pressione da equilibrare è solo 1 bar per meno di 1 secondo, non vedo grandi difficoltà.
Al limite una piccola carica esplosiva tipo airbag può fungere allo scopo.

Nel caso degli apparecchi di cui ti occupi tu il problema è molto più complesso perché c'è il non indifferente vincolo della resistenza meccanica che nel caso della membrana non c'è.

Ormeggio ha detto...

Per il problema di mancanza d'ossigeno bisogna utilizzare un esplosivo dove sia presente sia il combustibile che il comburente. È abbastanza normale per gli esplosivi contenere l'ossigeno necessario.
Infatti esplodono anche in luoghi senza aria, sottoterra o sott'acqua ;-)

Manzini Moreno ha detto...

Ciao


Eh già, non ci avevo pensato, è bello essere in tanti a pensare 8<))


Ciao Ciao, Moreno

pgc ha detto...

non so perché abbiano scelto così, ma mi sembra ragionevole: se lanci in verticale all'apice il razzo perde stabilità e diventa difficile prevederne la traiettoria. Se invece lanci con un certo momento e ad una certa elevazione puoi prevedere abbastanza agevolmente l'ellisse dove ricadrà.

vihai ha detto...

Avevo trovato questo articolo:



https://aerodyn.org/speed-drag/

Ormeggio ha detto...

Da bambino avevo un giocattolo a forma di razzo che si lanciava con una fionda a elastici, per farlo andare più in alto possibile, e per non farlo ricadere troppo lontano da me, lo lanciavo in verticale.
La mia testa non ha mai corso grandi rischi perché appena il razzo iniziava la discesa si apriva un apposito paracadute che lo faceva atterrere dolcemente.

Ormeggio ha detto...

Quello che dici e l'esperienza del tuo amico valgono per pareti piane, che forma aveva il carter del tuo amico? Suppongo fosse a pareti piane come una scatola perché se fosse stata un cilindro si sarebbe potuta costruire.

Le superfici laterali che si vedono nel filmato non sono piane, sono delle calotte con la parte concava rivolta verso l'esterno e la parte convessa verso l'interno, questo permetterebbe loro di sopportare bene la pressione esterna senza necessitare di rinforzi.
Il problema dei bordi tirati verso l'interno non si pone perché la forma è circolare e gli anelli ai bordi della due calotte possono reggere questa forza (è lo stesso principio degli archi).

Ormeggio ha detto...

Una membrana a superficie concava dal lato interno e convessa dal lato del portello non avrebbe bisogno di spessori esagerati o di materiali strani. O anche concava dal lato del portello e convessa dal lato interno ;-)

Manzini Moreno ha detto...

Ciao


Nì, la forma ideale è il cilindro (o meglio ancora la sfera), tutto il resto richiede più o meno pesanti interventi strutturali

Per ottimizzare i volumi, facciamo anche macchine a facce piane, per farlo però fuori ci sono una montagna di tiranti (tra l'altro vengono fuori anche esteticamente carine a vedersi).
Non sono un progettista meccanico ma di macchine a vuoto ne ho viste un bel po' e quella riprodotta nel filmato è assolutamente inadatta a sopportare il ben che minimo differenziale di pressione (a meno che non si parli di decimetri di spessore).


Tra l'altro, riguardando per l'ennesima volta il video, al minuto 4:33, quando il proiettile perfora la membrana, si vedono chiaramente le ondine propagarsi sulla membrana; questo è assolutamente inconcepibile per una membrana sottoposta ad un significativo differenziale di pressione.


Ciao Ciao, Moreno

Ormeggio ha detto...

la forma ideale è il cilindro (o meglio ancora la sfera), tutto il resto richiede più o meno pesanti interventi strutturali E infatti, sostanzialmente si tratta di un cilindro e due calotte sferiche.

JaK ha detto...

Non posso credere a quello che hai appena postato :-O
Tu eri un cyberpunk della prima ora!

Manzini Moreno ha detto...

Ciao


Ma stiamo parlando della stessa macchina?
Quella è cilindrica solo di nome, io la chiamerei una torta dove il diametro della faccia è dominante rispetto all'altezza e sono proprio le facce del cilindro i suoi punti deboli.


Ciao Caio, Moreno

Ormeggio ha detto...

io la chiamerei una torta dove il diametro della faccia è dominante rispetto all'altezza
Esatto.
Una torta è un cilindro.
E in questo caso le due facce non sono piane ma sono due calotte.

È come una bombola molto larga e molto bassa con i fondi bombati rivoltati al contrario.
È una forma strana ma adatta a sopportare la pressione, sia interna che esterna.

Manzini Moreno ha detto...

Ciao


Mmmmm, non ne sono per niente certo, vedrò se riesco a coinvolgere il progettista di macchine a vuoto, a lui basterebbe un'occhiata per decretare se la cosa può stare in piedi o no.


L'unico punto a favore di questa struttura è che, a differenza delle nostre macchine, dispone di una trave centrale (l'asse di rotazione) su cui teoricamente si possono scaricare le forze di compressione:
Perché il funzioni occorre però che l'asse centrale sia statico e che l'asse rotante sia montato coassialmente su quello statico o in alternativa, che i cuscinetti siano in grado di sopportare elevatissimi carichi di compressione.
Qui comunque si va decisamente oltre le mie competenze tecniche e le mie capacità di calcolo.


Alcuni punti però si possono definire.
Ipotizzando una pressione relativa di vuoto di -0,9Bar, vuole dire che ogni cm2 è sottoposto ad una forza di 0,91kg.
Una struttura con il raggio di 45m ha una superficie minima di ogni faccia pari a 63.617.251cm2
Quindi la forza complessiva che agisce su ogni faccia è di 57.892.699kg = 57.891t, non esattamente caramelle.
La trave centrale deve quindi resistere ad almeno la metà del carico di compressione pari a quasi 29.000t (sto estrapolando per cui potrei sbagliare).
Come per qualsiasi trave sorretta da due pilastri il punto più soggetto a flessioni è quello centrale, nel mostro caso è una circonferenza posta a 22,5 metri dal centro.
Qui mi fermo, mi mancano le basi matematiche per proseguire.


Ciao Ciao, Moreno





Ciao Ciao, Moreno

Manzini Moreno ha detto...

Ciao


Cavolacci. il tuo messaggio m'era sfuggito, BEDDISSSSSSSIMO!!!!!!


Ciao Ciao, Moreno

Van Fanel ha detto...

definizione applicabile ai mitici Erix l'illusionista e Chira la chiromante, ma non a me, io sono approdato su Internet nel '96 come tanti altri.

Ormeggio ha detto...

L'unico punto a favore di questa struttura è che, a differenza delle nostre macchine, dispone di una trave centrale Non trascurare tutta la circonferenza.
Non sappiamo come è strutturata, non è detto che le pareti del cilindro debbano reggere anche il carico assiale, lungo tutta quella circostanza si può impiantare una struttura apposita che regga il carico assiale.

Luca Io ha detto...


Tu ti fermi al concetto di apparire con delle skin in un mondo virtuale
più o meno affollato di cose da fare, e, personalmente, rimani troppo
legato al lato economico



1) rimango dell'avviso che sbattere effetti 3D sull'immagine dell'utente e' tutto tranne che "metaverso"
2) definisci un metaverso -moderno-
3) non credo che Zuck stia pensando di fare beneficienza attraverso Meta.....


L'essere liberi di fare qualunque cosa sia permessa non è altro che
applicare lo stesso concetto ad una moltitudine di cose, moltiplicando
le possibilità di "rimanerci sotto"



Io invece credo che sia piu' difficile:
- In un videogioco tradizionale si e' immersi nell'atmosfera scelta dall'inizio alla fine, i personaggi intorno a te fanno tutti la stessa cosa che stai facendo tu, non si divaga;

- in un mondo virtuale (ocio ho detto mondo virtuale, non vedere l'amico sullo schermo che passeggia per Miami mentre sai bene che sta venendo a casa tua.....) e' facile imbattersi in cose e "persone" che non sono nella tua "area di ricerca" e che quindi ti bloccano per qualche istante l'esperienza, costringendoti a ripartire daccapo nell'immersione.


Personalmente mi sono sentito piu' *preso* giocando tradizionalmente che in SL, sia con simulatori che con sparatutto; potrei dirti di come abbia disinstallato ogni episodio di Wolfenstein perche' per andare avanti in uno di essi avrei dovuto sparare al cane di famiglia (dopo mezz'ora di filmato introduttivo e senza aver fatto nemmeno un secondo di gioco fino a quel momento, ma questa e' un'altra storia).


Ecco, se vogliamo dirla tutta, il metaverso -moderno- sara' un metaverso dove non riuscirai mai a vedere cose che non coincidano con i tuoi interessi, vuoi perche' te li nasconderanno, vuoi perche' sarai obbligato a muoverti attraverso determinati percorsi, e il tutto dopo adeguata e profonda profilazione...d'altronde, il povero Zuck ha bisogno di vivere, no?
E ribadisco, *non chiamatemi metaverso mostrarmi il mio amico con lo sfondo di Miami e con baffi e orecchie finte*!!!!!!!!!!!!!!!!!! (Altrimenti potremmo arrivare a dire che Pokemon Go e' un metaverso....e daje!)

Manzini Moreno ha detto...

Ciao




Beh, dovendoci girare dentro un rotore che ha un raggio prossimo al raggio della struttura dentro, l'interno non può che essere totalmente libero da travi di supporto.
Come facciamo anche noi le travi le mettiamo all'esterno in trazione e non all'interno in compressione ma appunto, non passano inosservate.
Solo le pareti del cilindro e l'asse di rotazione possono assorbire il carico di compressione.


La circonferenza esterna del cilindro ha già il suo da fare a reggere le altre 57.891t di carico di compressione delle due facce ed il carico perpendicolare che carica la superficie esterna del cilindro, strutturalmente non può fare altro.


Cercando in giro, l'acciaio resiste a circa 1.600kg/cm2, quindi per reggere le 57.891t aggiuntive dovute al vuoto serve una trave centrale cilindrica di 36.181cm2 corrispondente ad un diametro di 214cm, con peso specifico di 8kg/dm3, ogni decimetro di quella trave peserebbe 921kg.
Ovviamente poi la trave dovrebbe essere ancora più grossa perché deve reggere anche il carico statico.


Ma come dicevo, non sono queste le cose che mi preoccupano, è la flessione delle due facce del coperchio che sono lunghe quasi 43 metri.
Le puoi fare concave o convesse (carico in compressione o in trazione) ma comunque, volenti o nolenti,si flettono e se si flettono troppo saltano.


Una volta m'è capitato di vedere una macchina a vuoto per l'accoppiamento delle fibre di carbonio di grosse dimensioni.
Per i miei standard era una macchina enorme (diametro dell'ordine dei 5metri), le pareti avevano spessori di circa 20cm ma il coperchio era
spesso abbondantemente oltre mezzo metro.




Ciao Ciao, Moreno

Van Fanel ha detto...

Ehm... ci vorrebbe un meccanismo per segnalare che un utente è bannato, altrimenti la gente scrive un fiume di parole a cui nessuno risponderà più ...

JaK ha detto...

Ma sicuramente programmi da più tempo di me :-) io nel 1996 ero appena agli inizi del mio percorso :-)
Erix e Chira non li conosco: dove posso saperne di più su di loro? :-)

Paolo Attivissimo ha detto...

Vero, ma non saprei quale.

Van Fanel ha detto...

Fai un giro sul sito che ho linkato, e gioca all'Avventura nel Castello e all'Apprendista Stregone!

Stefano Turolo ha detto...

al volo me ne vengono in mente 2:
uno strumento multianalisi biochimiche: Theranos
una città iperutopistica in Arabia Saudita: Noem, progetto The Line

Stefano Turolo ha detto...

per la membrana credo che sia separata dall'atmosfera fino all'ultimo. Andando sul sito si spinlunch ci sono molte immagini del lanciatore, e si nota un portello con due pistoni idraulici (sempre aperto nel filmato) che potrebbe chiudere/sigillare fino all'ultimo la membrana.
Sempre sul sito le faq sono molto risicate.

Il sito è nel complesso d'impatto, ma decisamente scarno di qualsia voglia informazione anche (e sopratutto) tecnica, tutto molto blando. Alla voce about us:
"SpinLaunch was founded by Jonathan Yaney in 2014 to reimagine space launch technology and enable the rapid and cost-effective deployment of small satellite constellations into Low Earth Orbit (LEO). Using its revolutionary kinetic launch system, the company conducted a successful vertical launch at its Spaceport New Mexico Test Site in October 2021. Headquartered in Long Beach, California, SpinLaunch employs over 200 employees and is led by an executive team from top tech, engineering and aerospace companies. It is backed by partners including Airbus Ventures, Google Ventures and Kleiner Perkins. The company is on target to place satellites in orbit and deliver payloads for spacefaring endeavors by 2025."

molte foto (quelle all'interno della struttura) e filmati sembrano "creati" per dare una sensazione di innovativo, ecc: il ricercatore con camice e cappellino da basket al contrario, il tizio in sala controllo con cappello da cowboy....

i dubbi rimangono....

Ormeggio ha detto...

Per un cilindro di 5m di diametro 20cm di spessore (200mm) solo per il vuoto a temperatura ambiente sono troppi, anche uno spessore dieci volte più piccolo (20mm) può essere sufficiente, c'erano sicuramente anche altri motivi per richiedere uno spessore così elevato (temperatura elevata o altre condizioni progettuali aggiuntive).

Andrea Bellandi ha detto...

Metodo molto interessante. É bello vivere questo momento di fermento per lo spazio. Mi chiedo però se lanciare carichi con questo metodo non possa potenzialmente incrementare la tensione tra potenze nucleari. Qualcuno sa (ho sa fare una stima) se questo metodo comporterebbe una maggiore difficoltà di rivelazione dei sistemi di early warning? Grazie!

Giuseppe Caruso ha detto...

Per Erix, a parte il sito erix.it, c'è la pagina su Wikipedia e ogni tanto scrive sulla mailing list del LUG Brescia. Chira non so proprio chi sia.

Manzini Moreno ha detto...

Ciao


Nessuna delle due era a mia conoscenza.


Bellissima la prima frase su Wikipedia
Theranos (/ˈθɛrənoʊs/) was an American privately held corporation[2] which was touted as a breakthrough health technology company, with claims of having devised blood tests that required only very small amounts of blood and could be performed very rapidly using small automated devices the company had developed. However, these claims were later proven to be false.
Eh già, uno può asserire quello che vuole ma poi deve anche dimostrare che ciò che asserisce sia vero 8<)))
A me quella macchinetta non servirebbe neanche, sono abituato ai salassi, come donatore AVIS, di sangue me ne cavano circa 2 litri all'anno 8<))))))


Ciao Ciao, Moreno

Manzini Moreno ha detto...

Ciao


Non saprei dirti, le altre macchine che avevano, molto più piccole, erano molto simili alle nostre.

C'è da dire che la macchina era in disuso ed alquanto anzianotta e ci avevano contattato per rifargli l'automazione, fortunatamente poi non se n'è fatto più nulla anche perché volevano pure ricertificarla.


Ciao Ciao, Moreno

Manzini Moreno ha detto...

Ciao


Mah, leggendo un po' in giro ho trovato questa stranissima frase:
Ci sono voluti otto mesi, alcune pompe per vuoto su eBay e tanto acciaio dal valore di 437000 euro per costruire la sesta camera a vuoto più grande del mondo per diametro.
Ma chi cavolo è che compra le pompe del vuoto su EBay? Le nostre, che sono dei bei bestioni, bastano a malapena per macchine di pochi metri cubi.
Anche 437.000€ d'acciaio mi sembra una miseria, leggendo in giro ad oggi l'acciaio usato costa 2,5€/kg, verrebbe fuori una struttura di soli 174t, mi pare un po' leggerina.


Dicono che nei prossimi mesi faranno altri lanci, staremo a vedere.


Ciao Ciao, Moreno

Stefano Turolo ha detto...

non credo. A parte pesi e dimensioni, deve comunque rientrare in atmosfera, e li viene intercettato, non credo che un sistema simile dia un grande vantaggio, anzi...

Poi vorrei vedere chi si fida a mettere una testata nucleare in centrifuga :)

Van Fanel ha detto...

Paolo ha la Dama del Maniero, lui quella del Castello

Andrea Bellandi ha detto...

Si, ok, ma io sapevo (magari sbagliando) che se una testata viene rilevata al rientro e' ormai troppo tardi per il sistema antimissilistico per reagire .

Oltretutto un oggetto di poche centinaia di kg che viaggia a svariati Mach lo trovo anche difficile da rilevare se non si sa della sua esistenza/posizione approssimata.

Ma ne so poco di radar..



> Poi vorrei vedere chi si fida a mettere una testata nucleare in centrifuga :)


Perche' ? Non e' tanto piu' assurdo che mettere una testata nucleare sopra una montagna di esplosivo come per i missili/ICBM 'convenzionali' :)

Paolo Attivissimo ha detto...

Più che per una testata nucleare, potrebbe essere interessante per il lancio di masse inerti (penetratori senza carica esplosiva), una versione economica dei famigerati Rods from God: https://www.military.com/off-duty/2020/12/22/these-air-force-rods-god-could-hit-force-of-nuclear-weapon.html

Però la cadenza di tiro sarebbe molto modesta.

Andrea Bellandi ha detto...

Interessante, grazie per il link!

Van Fanel ha detto...

e lì torniamo al pluricitato Heinlein ...