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2023/02/28

Sole 24 Ore: per “Milano-Napoli in auto elettrica” servono “due ore in più e 110 euro, contro i 76 del gasolio”. Se sei fesso, sì

Ultimo aggiornamento: 2023/02/28 14:40.

In molti mi state segnalando questo articolo di Simonluca Pini sul Sole 24 Ore, il cui titolo dice che per fare “Milano-Napoli in auto elettrica” servono “due ore in più e 110 euro, contro i 76 del gasolio”.

Non lo linko per non fare favori alla crescente tendenza a scrivere articoli acchiappaclic privi di qualunque contenuto utile, e non lo cito neanche tramite Archive.is perché il testo completo è riservato agli abbonati.

Non mi sembra corretto commentarlo in dettaglio senza averlo letto integralmente, cosa che non posso fare perché non sono abbonato al Sole e non ho tempo per scavalcare le “protezioni” del giornale. Ne trovate delle sintesi su Vaielettrico e Everyeye (grazie ai lettori che me le hanno segnalate nei commenti).

Ma azzardo un paio di previsioni:

  • lo “sperimentatore” ha usato le prime colonnine che ha trovato in giro, invece di scegliere quelle più a buon mercato o premunirsi con tessere che danno sconti fortissimi, e quindi ha pagato le tariffe massime;
  • per la stima delle durate ha immaginato un viaggio a gasolio di 768 km senza soste, nemmeno per un tramezzino e una pipì. Non posso che complimentarmi per la sua inappetente brama di mortificarsi e per la resistenza della sua vescica simulata.

Bisognerebbe poi capire perché Simonluca Pini senta il bisogno di fare un viaggio di quasi 800 km da centro città a centro città in auto, quando esistono treni ad alta velocità che fanno lo stesso tragitto e in meno tempo. E non sono treni a gasolio. Invece di fantasticare di tenersi la pipì e guidare come un ossesso per sette ore di fila trangugiando un Camogli, Pini avrebbe potuto immaginare di sedersi in Frecciarossa e rilassarsi leggendo un buon libro. Ma non l’ha fatto, perlomeno nella parte pubblicamente leggibile dell’articolo.

A cosa servono articoli del genere? Il loro contenuto informativo è nullo. L’unica utilità di questa fuffa è attirare clic e fomentare discussioni inutili fra tifosi e hater e confortare gli umarell che hanno paura di qualunque cambiamento.

Intanto, da chi usa l’auto elettrica concretamente e intensamente per lavoro arrivano dati come questi:

La persona fa il tassista su lunghi tragitti, in Italia, e usa una Tesla Model X che ha un consumo piuttosto elevato (circa 250 Wh/km). Quei quasi 50.000 kWh consumati in un anno equivalgono quindi a circa 200.000 km di percorrenza e sono costati 1.758 euro (la persona ha la carica gratuita alle colonnine Tesla e paga mediamente 0,30 eurocent/kWh alle colonnine non Tesla e a casa). 

Con il gasolio a 1,836 euro di prezzo medio (dati MISE) e ipotizzando ottimisticamente 19 km/litro come ha fatto Pini*, 200.000 km sarebbero 10.500 litri di carburante, quindi circa 19.000 euro di spesa. Togliendo i 1.758 euro di spesa di corrente, restano circa 17.000 euro di risparmio in un anno con l’auto elettrica** . Per non parlare dei risparmi su cambi olio, filtri antiparticolato, AdBlue e tagliandi su quei 200.000 km. Chilometri che, ripeto, sono stati fatti per lavoro e in un singolo anno, con buona pace di chi pensa che l’auto elettrica sia un giocattolo che non si può usare per grandi percorrenze.

E tutto questo, non dimentichiamolo, senza aver obbligato nessuno a respirare gas di scarico inquinanti e tossici.

* 76 euro di gasolio al prezzo medio di 1,836 euro/litro sono 41,39 litri di gasolio per percorrere 786 km: Simonluca Pini stima quindi un consumo di 18,99 km/litro. Per equità uso questo suo dato per il mio raffronto.

* Senza le ricariche gratuite, alla sua tariffa domestica di 0,30 eurocent/kWh, il risparmio sarebbe stato intorno ai 4.000 euro/anno. La persona è stata lungimirante e ha acquistato un veicolo il cui prezzo include ricariche gratuite a vita. Tariffe inferiori, e quindi risparmi maggiori, si possono avere usando pannelli solari o abbonamenti forfetari.

C’è chi ha capito che l’elettrico fa risparmiare, e che più lo usi e più risparmi, e chi si fida degli articoli acchiappaclic dei giornali.

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