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2010/10/14

Torna l’appello per Rachel, con foto-shock

2014/06/07: Questo articolo era stato pubblicato inizialmente su Wired.it qui ma ora non è più disponibile presso il sito originale, per cui lo ripubblico qui, forzandogli la data di pubblicazione originale (2010/10/14).

L'appello di una madre per la figlia malata di cancro, curabile con una raccolta di fondi alla quale si può aderire semplicemente inoltrando il messaggio perché per ogni inoltro la madre riceverà 32 centesimi, è un classico delle catene di Sant'Antonio fasulle di Internet. Circola almeno da dieci anni e man mano si evolve, ma è comunque una

La versione attualmente in circolazione in italiano, corredata dalla garanzia apparente di vari dipendenti di enti pubblici (per esempio l'Agenzia del Territorio sarda, quella romana, l'Agenzia delle Entrate di Ragusa e quella di Varese), è questa:

“Per favore, passa questo messaggio e prenderai parte ad un grande miracolo. Salve, sono una madre di famiglia, ho 29 anni. Dio mi  ha benedetto con una bambina. Mia figlia si chiama Rachel e ha 10 mesi. A pochi giorni dalla nascita, i medici le diagnosticarono un cancro al cervello. C'è solo un modo per mantenerla in vita: operarla. Purtroppo mio marito ed io non abbiamo i soldi sufficuenti per farlo e per questo ti chiediamo di aiutarci. Inoltrando questa mail a tutte le persone che puoi. Per ogni persona che aprirà questa mail e che la passerà almeno ad altre tre, riceveremo 32 cent. di dollaro. Per favore, aiutaci. Di cuore...”.

Questa versione esiste anche in spagnolo:

“Si eliminas éste mensaje, honestamente no tienes  corazón ...  Hola, soy madre de familia, tengo 29 años de edad. Dios me bendijo con una niña. Mi hija se llama Rachel y ella tiene 10 meses de edad. A los pocos días de nacida, los  médicos le doagnosticaron cáncer en su cerebro. Sólo hay una manera de mantenerla con vida ...  Operararla..... Infelizmente, mi esposo y yo no tenemos el dinero suficiente para ello y por eso solicitamos que nos  ayuden.... Pasando este email a todas las personas que puedan.... Cada persona que abre este correo electrónico y  pasan al menos a tres personas, recibiremos 32 centavos de dólar ..  Por favor, ayúdenos. Sinceramente....

C'è anche una versione francese in cui la bambina si chiama Vanessa (e bisognerebbe chiedersi chi si prende la briga di cambiare i nomi in queste catene e perché lo fa):

“Si vous éliminez ce message vous n'avez pas de coeur. C'est une mère de 29 ans qui a une fillette de 10 mois atteinte d'un cancer cérébral. Elle n'a pas d'argent pour faire opérer sa fille.  Chaque personne devra envoyer ce mail au moins à  trois personnes et la famille recevra 32 centimes de dollars par mail envoyé. La famille prie qu'on l'aide”.

Tutte queste versioni sono accomunate dall'inclusione di una serie di fotografie piuttosto scioccanti di una neonata coperta da croste e gravi arrossamenti in varie parti del corpo. Le immagini in realtà non c'entrano nulla con il "cancro al cervello" citato nell'appello: questa malattia non produce gli effetti visibili nelle foto, che circolavano già a marzo 2010 con un'altra variante dell'appello insieme a un referto medico in portoghese. Questo referto, però, si è perso nel corso del passaparola: parlava di patologia acantolitica e indicava che il nome della neonata era in realtà Manuela, nata il 21 maggio 2009.

Nelle fotografie si può notare che il cuscino sul quale giace la neonata reca la scritta "Hospital Vila da Serra - Instituto Materno-Infantil”, che corrisponde a questo ospedale brasiliano. Stando al blog Patrulha do Agreste, la bambina ritratta nelle fotografie sarebbe morta poco dopo presso l'ospedale.

Diffondere quest'appello, insomma, è semplicemente inutile e non fa che sottolineare la leggerezza con la quale troppi utenti, dal luogo di lavoro, inoltrano qualunque cosa li commuova senza chiedersi se sia plausibile e diffondendo impietosamente immagini di una bambina che con tutta probabilità non c'è più. Un “Inoltra a tutti” in meno e un pensiero in più per i genitori di Manuela non guasterebbero.

Le cose che non colsi - 2010/10/14

Carri spaziali, Biowashball all'uranio, latte riciclato e altre chicche


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "vandario" e "rampoldid" ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Carro armato spaziale. Che ci fanno gli astronauti dello Shuttle su un cingolato che sembra tirato fuori da una puntata di Thunderbirds? Si esercitano nell'arte della fuga: sono a bordo del veicolo blindato che dovrebbe portarli via dalla rampa di lancio in alcune circostanze d'emergenza. Buona fortuna. La serie completa di foto è su SpaceflightNow.

Volo umano intorno alla Luna? E' solo un'idea, ma perlomeno se ne parla. Le agenzie spaziali russa, europea e statunitense si sono scambiate delle lettere che prendono in esame l'idea di usare la Stazione Spaziale Internazionale come punto di partenza. Il veicolo lunare verrebbe portato in orbita da un vettore automatico, riducendo complicazioni e rischi di un lancio "tutto in uno". Staremo a vedere.

Osservatorio sul paranormale? No, marketing virale. Il sito ParanormalSurveillance.com dice di essere un "osservatorio sul paranormale" che vuole monitorare le attività paranormali nel mondo invitando i visitatori a fare una scansione della propria casa con microfono e webcam del computer, ma è solo un sito che pubblicizza il film Paranormal Activity 2. Ne parla Query.

Burundanga garantito dalla Guardia di Finanza. Ha ripreso a circolare la bufala del "burundanga", una sostanza che verrebbe applicata sui biglietti da visita mostrati da sconosciuti per stordire le proprie vittime. L'appello ora gira con il titolo "Arriva direttamente dalla Guardia di Finanza di Reggio Emilia", ma il finanziere citato come garante apparente ha smentito. La storia rimane quindi una bufala fino a prova contraria, come documentato all'epoca dall'indagine antibufala.

Facebook, chat non più cancellabili? Non ho modo di verificare al volo, ma questo articolo su MSN.com afferma che la cronologia delle chattate in Facebook non si può più eliminare: è scomparsa l'opzione "Clear Chat History". Se ne parla anche su Allfacebook.com.

Milano-Roma con una DeLorean elettrica. C'è bisogno di dire altro? Leggete l'articolo su Wired. Purtroppo io non sarò a bordo.

Latte scaduto e riciclato identificabile dai numeretti sotto il cartone. Così perlomeno dice un appello che sta girando in Rete. Non è una novità e la storia è sempre la stessa, solo che stavolta c'è una nuova garante. Già pentita. I dettagli sono nel mio articolo su Wired.it (link aggiornato).

Geocentrismo? Sì grazie. Ebbene sì, ci sono persone che credono seriamente che la Terra sia al centro dell'universo e che Galileo avesse torto; si riuniranno a novembre nell'Indiana. Si pagano 50 dollari d'ingresso, pasto compreso. Phil Plait esamina le loro argomentazioni e arriva a una conclusione molto pragmatica: il geocentrismo va benissimo come sistema di riferimento in molte situazioni normali, perché semplifica le cose. Va bene fino a quando occorre fare i calcoli per lanciare una sonda spaziale: allora la semplicità va a farsi benedire. Ma non è l'unico sistema di riferimento valido come sostengono i geocentristi che brandiscono la Bibbia.

Non si possono eliminare i copiloti. Notizia non fresca, ma ne prendo nota qui nel caso che riemerga come fece la storiella dei posti in piedi sugli aerei: checché ne dica Ryanair, non c'è la benché minima speranza di eliminare i copiloti. Però parlarne produce pubblicità grazie ai giornalisti che abboccano a ogni trovata di Michael O'Leary, boss della compagnia aerea. Dettagli su Boardingarea.com.

Biowashball, che fine ha fatto? C'è dentro l'uranio. Dove sono finiti tutti quelli che l'avevano comprata? La usano ancora? Si sono accorti che non funziona perché i loro vestiti puzzano come un tauntaun in estate? Provate a sentire in giro e ditemi cosa salta fuori. Intanto ripesco questo articolo di Oggiscienza che segnala come questi prodotti fantaecologici siano venduti a fiere dell'ambiente come Fa' la cosa giusta facendo leva sulle buone intenzioni della gente e nota che un'analisi ha rilevato che le parti ceramiche delle "palline magiche" contengono uranio e torio in concentrazioni "10 volte maggiori delle normali concentrazioni dei due elementi nelle comuni ceramiche". Concentrazioni non pericolose, ma comunque viene da chiedersi perché ci siano.

Ritorno al Futuro 25 anni dopo

Michael J. Fox torna su una DeLorean. Solo per un trailer, ma merita comunque


2010/10/13

PC banditi, sciachimisti litigiosi, alieni d'ogni sorta e altre in breve

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

PC infetti banditi? Scott Charney di Microsoft propone che vengano esclusi da Internet i computer infetti. Ne parla la BBC, raccogliendo il parere di Graham Cluley di Sophos.

Le "scie chimiche" causano lotte intestine. O intestinali? Rosario Marcianò, strenuo sostenitore dell'esistenza di un megacomplotto basato sulle "scie chimiche", ha denunciato Tom Bosco, strenuo sostenitore dell'esistenza di un megacomplotto basato sulle "scie chimiche", insieme ad Andrea Rampado, gestore dei forum di Nexus, per "diffamazione (articolo 595/3 CP), sostituzione di persona (articolo 494 CP) e accesso abusivo di sistema informatico (615TER CP)". Non serve che il Nuovo Ordine Mondiale si occupi dei complottisti: si mangiano già fra di loro. Tutti i dettagli sono su Nexus.

Asteroide di passaggio. Ieri un asteroide, denominato 2010 TD54, è passato a circa 45.000 km dalla Terra. Non era di dimensioni sufficienti a fare danni anche in caso di impatto: misurava da 5 a 10 metri. Era stato scoperto sabato scorso. Maggiori info presso Discover e Nasa.gov.

Un segnale luminoso "alieno" che sarebbe arrivato dalla direzione di Gliese 581g, il pianeta scoperto recentemente che si trova nella fascia abitabile intorno alla stella nana rossa Gliese 581, è interessante ma parecchio in dubbio. Era stato segnalato dall'astronomo Ragbir Bhathal, della University of Western Sydney, circa due anni fa. Frank Drake (quello della famosa Equazione di Drake), si definisce "molto sospettoso" perché ha chiesto a Bhathal i dettagli delle sue osservazioni del segnale, ma Bhathal non glieli vuole fornire. Drake non è certo un negazionista della vita extraterrestre, visto che è il padre del progetto SETI per cercarla (Space.com).

Yoda doveva essere una scimmia mascherata. Così fu previsto inizialmente per L'Impero colpisce ancora. E si sa finalmente chi interpretò l'Imperatore nell'edizione originale. Non vi voglio togliere la sorpresa: i dettagli sono su Io9 (anche qui) oppure nel libro The Making of Star Wars: The Empire Strikes Back di J.W. Rinzler. È già nella mia wishlist su Amazon.de.

General Motors ha mentito? È emerso che la Chevrolet Volt non è affatto un'auto elettrica pura con generatore a bordo, come era stato lasciato intendere fin qui, ma un'ibrida, perché usa il generatore (un motore a benzina) anche per la propulsione, sia pure con un complicato accoppiamento meccanico indiretto. Delusione e indignazione fra gli appassionati, me compreso. GM replica con uno spiegone tecnico e dice che non ha potuto rivelare prima i dettagli per ragioni brevettuali. Mah.

Cerchi nel grano. Per un recente dibattito TV avevo raccolto un po' di materiale che non ho utilizzato, per cui lo segnalo qui caso mai dovesse interessare: il cerchio nel grano a forma di logo di Firefox visto in Google Maps, realizzato nel 2006 dai linuxiani della Oregon State University, come spiegato da loro qui, (e qui con la pianta che fece da piano di lavoro) e segnalato anche da Time; il "cerchio" che ritraeva Mike Skinner alias The Streets, finanziato dalla Sony; il famoso cerchio di Milk Hill, troppo complesso per essere fatto da mano umana e invece realizzato dall'artista Jon Lundberg.

Ritorno al Futuro ritorna. Fra due settimane verrà pubblicata in Blu-Ray la trilogia di Ritorno al Futuro: per l'occasione sono state incluse alcune scene tratte dalle cinque settimane di lavorazione nelle quali Marty McFly fu interpretato da Eric Stoltz invece che da Michael J. Fox, come spiegato qui.

Facebook introduce i gruppi, ma con un inghippo. Adesso è possibile definire gruppi di "amici" su Facebook e condividere un elemento solo con loro anziché con tutti i propri amici. Piccolo problema: sono gli altri utenti a includerci nei loro gruppi, che noi lo si voglia o meno, e spetta a noi dis-iscriverci. La BBC suggerisce alcune situazioni in cui questo sarebbe un bel problemino: per esempio, un utente s'è trovato iscritto a forza al gruppo dell'Associazione Nordamericana per l'Amore fra Uomini e Ragazzi (North American Man-Boy Love Association, NAMBLA) e per far capire quanto sia potenzialmente pericolosa questa funzione ha iscritto allo stesso gruppo Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook.

2010/10/12

La NASA colta a ritoccare le foto, che cosa mai nasconderà?

Questo articolo era stato pubblicato inizialmente su Wired.it, dove non è più disponibile, per cui lo ripubblico qui.

Un utente di Youtube, tale DominatorPS3, scopre sul sito della Nasa un'immagine della sonda Cassini palesemente ritoccata e finisce subito sui giornali online americani (Fox News) e australiani (News.com.au). Per non parlar del Belgio. Il solito complottista? Non proprio, perché l'immagine è ritoccata davvero.

La fotografia in questione, mostrata qui accanto, è questa, che ritrae Dione e Titano, due lune del pianeta Saturno. DominatorPS3 ne esalta la luminosità e si accorge che ci sono dei vistosi e grossolani segni di cancellazione sul lato non illuminato di Dione, che mascherano quasi completamente un enorme oggetto multicolore, come si vede qui sotto. Adesso la foto è stata sostituita, ma la cancellazione è ancora visibile in questa versione. La Nasa è stata finalmente colta nel sacco a nascondere terribili segreti?

Sulla base di questi dati parrebbe di sì: del resto non è la prima volta che vengono scoperti fotoritocchi negli archivi dell'ente spaziale statunitense. Per anni uno degli archivi Nasa ha ospitato qui una fotografia del primo sbarco sulla Luna che aveva vistosissimi rattoppi del suolo lunare fatti con il copia e incolla digitale. Oggi è stata sostituita da una versione aggiornata, ma io conservo ancora la vecchia versione.

Quando me ne accorsi, nel 2003, contattai Dave Williams del Goddard Spaceflight Center della Nasa e chiesi spiegazioni. Ne ricevetti una molto banale: contrariamente a quello che molti credono, la Nasa non è una macchina perfetta popolata da Men In Black, ma è una burocrazia che per spendere qualunque cifra deve avere permessi in triplice copia. L’archivio della Nasa era stato realizzato negli anni Novanta usando scansioni di copie di copie di copie analogiche delle fotografie originali, spesso impolverate e graffiate, perché il dipartimento di competenza non ne aveva di migliori e non se le poteva procurare. Nel caso specifico, il copiaincolla del suolo lunare non era servito per nascondere un rettiliano che assisteva al nostro sbarco, ma per rattoppare la stampa danneggiata che era stata passata allo scanner.

La storia dell'oggetto misterioso mascherato dalla Nasa vicino a Saturno è molto simile, come ha spiegato Emily Lakdawalla, la Science and Technology Coordinator della Planetary Society che ha realizzato il fotoritocco saturniano. Non c’è nulla da nascondere neanche qui: semplicemente, la foto a colori è ottenuta combinando tre immagini successive scattate attraverso filtri rossi, verdi e blu, perché le sonde spaziali usano sensori a toni di grigio, più adatti di quelli a colori per la raccolta di dati scientifici.

La sonda Cassini si è spostata velocemente lungo la propria traiettoria fra uno scatto e l'altro, per cui le tre immagini sono venute disallineate: i due satelliti hanno posizioni relative differenti. Emily non ha fatto altro che ritagliare e allineare le tre immagini del satellite più grande, Titano, fare lo stesso per le tre dell'altro satellite, ricomporre il tutto e creare digitalmente le porzioni d'ombra mancanti per ottenere una fotografia a colori.

Emily ha pubblicato un articolo nel quale spiega tutta la questione e linka le tre fotografie di partenza. Ha anche fornito un altro esempio di come si usa abitualmente questa tecnica per ottenere foto a colori, che sono molto spettacolari ma di poco interesse scientifico. Non è servito a nulla: il mito della Nasa che usa Photoshop per nascondere le prove dell'esistenza degli alieni persiste. Mai nessuno che si chieda perché un compito d'importanza tanto vitale verrebbe svolto in maniera così dilettantesca da essere smascherato da uno Youtuber qualsiasi. E infatti il Centro Ufologico Ionico [2014/12/14: il link è diventato obsoleto, ma ce n'è un altro ancora valido], giusto per citarne uno, rifiuta la spiegazione di Emily: "Ma nemmeno a dirlo, Emily Lakdawalla non ha convinto nessuno". Soprattutto chi è certo di saperne di più degli esperti.

La NASA colta a ritoccare le foto. Sul serio

Antibufala spaziale: la NASA ha ritoccato una foto per nascondere qualcosa su un satellite di Saturno


Un utente di Youtube ha scoperto che la NASA ha cancellato grossolanamente un'enorme zona multicolore sul lato in ombra di Dione, satellite di Saturno.

La cosa interessante è che è vero, ma per capire come stanno realmente le cose senza farvi prendere dal panico potete dare un'occhiata a questo mio articolo su Wired.it [2014/12/14: rimosso, ripubblicato qui]. Grazie a Gianluigi per la segnalazione.

2010/10/11

La "poltiglia rosa" dei fast food non è pollo: è bufala

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Per il mio debutto su Wired.it mi sono occupato del caso di questa fotografia, che un po' ovunque in Rete viene presentata dicendo che si tratta di una pappetta usata per produrre i bocconcini di pollo dei fast food partendo da polli interi, comprese ossa, occhi e interiora.

Se vi interessano i dettagli, li trovate nell'articolo; se volete cimentarvi in una caccia alla bufala online, cercate di scoprire cosa mostra in realtà questa fotografia. Buon divertimento.

Aggiornamento 1: questa foto di “pollo separato meccanicamente” mostra una scatola analoga a quella presentata qui sopra e una pasta rosa abbastanza simile. La didascalia dice che la scatola è cerata internamente.


Aggiornamento 2 (2010/10/12): questa immagine, tratta da questa pagina cinese, corrisponde esattamente a quella che gira in Rete (grazie a il dissidente per la segnalazione nei commenti). La traduzione automatica parla di "fanghiglia di pollo", ma mi fido poco. Qualcuno sa il cinese e può fare di meglio?


Aggiornamento 3 (2012/01/26): UrbanLegends ha pubblicato un articolo con altre informazioni sulla vicenda.


Aggiornamento 4 (2012/02/07): Secondo Time, McDonald's negli USA ha dichiarato di aver cessato l'uso della carne di manzo trattata con ammoniaca (una variante di questa poltiglia) in questo modo all'inizio del 2011. Tuttavia il Dipartimento dell'Agricoltura statunitense intende acquistarne circa 3500 tonnellate per le mense scolastiche perché il prodotto è “generalmente ritenuto sicuro”. Questo la dice lunga sugli standard alimentari ritenuti accettabili negli Stati Uniti.


Aggiornamento 5 (2014/06/07): L'articolo che avevo scritto per Wired non è più online, ma c'è la sua copia su Archive.org. Ho aggiornato di conseguenza il link del mio debutto sulla rivista.


Aggiornamento 6 (2014/10/08): Ripubblico qui sotto l'articolo, prima che sparisca anche la copia su Archive.org.

"Questa è la roba con cui sono fatti i bocconcini di pollo", proclama una miriade di siti Web italiani nel presentare una fotografia di una inquietante pasta rosa che sgorga da un tubo industriale, estrusa come un granuloso dentifricio per giganti. Il passaparola si scatena su Facebook e nei forum: "Una separatrice automatica di pollo trasforma i pennuti in questa pappa che sembra più un pasto di Matrix che del pollo [...] quella pappa verrà scansionata alla ricerca di batteri pericolosi per la nostra salute, lavato con l'ammoniaca (avete capito bene), imbevuta in essa, in realtà. Poi, tanto per dargli il sapore che piace a voi, sarà  insaporito artificialmente con appositi aromi. Alla fine, visto che stranamente è di colore rosa, sarà  tinto con colori artificiali per avere il colore che più vi piace".

La probabile fonte originale dell'allarme è un post in inglese su Tumblr che parla di "carne separata meccanicamente" e che è stato recentemente ripreso e amplificato da Gizmodo eHuffington Post, dicendo cose anche peggiori: la poltiglia rosa sarebbe ottenuta tritando un pollo intero, comprese ossa, occhi e interiora.

Le numerose varianti della segnalazione, propagate anche via mail, tirano in ballo le principali catene di fast food, ma McDonald's Italia ha dichiarato a Giornalettismo.com che i suoi McNuggets sono "fatti da 100% petto di pollo": quindi niente ossa, occhi o interiora, ma al massimo il 5% di pelle, "esattamente come il pollo che si acquista in rosticceria".

Si potrebbe obiettare che McDonald's è parte interessata, ma sulla vicenda è sceso in campo anche l'autorevole sito antibufala Snopes.com, che conferma che nella produzione della carne separata meccanicamente (un prodotto reale, ottenuto asportando con sistemi ad alta pressione i residui di carne che restano attaccati alle ossa dopo la prima pulitura) non si introducono carcasse intere e aggiunge che non si usa alcun lavaggio con ammoniaca. Il procedimento è descritto presso il Food Safety and Inspection Service del Dipartimento dell'Agricoltura statunitense, notando che si usa dagli anni Sessanta e che va indicata come tale sull'etichetta del prodotto. Va detto, però, che negli Stati Uniti l'ammoniaca viene iniettata nella carne di manzo separata meccanicamente, non in quella di pollo, per evitare contaminazioni e proliferazioni batteriche nocive per i consumatori: non viene usata per "lavare" la carne o per imbeverla, come dice invece l'appello.

In altre parole, l'allarme che circola in Rete è del tutto ingiustificato, e più che rivelare segreti sulla produzione degli alimenti mette in evidenza i pregiudizi e le paure inconsce di chi la propaga. La bufala ha successo perché fa leva sui luoghi comuni: le multinazionali sistematicamente senza scrupoli, i complotti per avvelenarci, la diffidenza verso i cibi ritenuti innaturali, le paure legate alla salute e all'alimentazione.

La foto, invece, è ancora un mistero. Circolava in Rete ben prima del recente post su Tumblr che ha scatenato l'allarme: secondo Tineye.com è in giro almeno da gennaio 2009, quando la pubblicò il blog Xxxicana. E c'è qualcosa di sospetto: la pasta rosa viene versata dentro una scatola di cartone o simile, cosa che non ha molto senso in una produzione alimentare, che richiede contenitori non porosi, e i guanti indossati dagli operatori sono un po' troppo spessi come protezione contro del materiale alimentare. Inoltre è improbabile che la pasta sia materiale denso come la carne ricostituita: se lo fosse, la scatola di cartone non ne reggerebbe il peso, e difficilmente la colata assumerebbe quella forma ricurva nell'uscire dall'ugello. Sembra più che altro una schiuma, forse del tipo usato per proteggere prodotti da imballare o per realizzare blocchi espansi per modellazione. L'importante è che non sia Soylent verde.

CICAP Ticino a caccia di fantasmi? Se ci invitano, volentieri!

La Provincia di Varese ha pubblicato la notizia che Antonio Valmaggia, ricercatore e studioso di fenomeni paranormali, avrebbe invitato il Cicap Ticino come testimone di un suo tentativo di dimostrare l'esistenza dei fantasmi ed eventualmente aggiudicarsi il Premio James Randi (un milione di dollari al primo che dimostrerà un fenomeno paranormale).

Come presidente del Cicap Ticino vorrei chiarire che al momento non è stato ricevuto nessun invito formale dal Sig. Valmaggia e che ho appreso di questo invito dalla stampa.

In attesa che Valmaggia prenda contatto diretto, il Cicap Ticino è comunque disponibile al confronto con lui sulla questione dell'esistenza dei fantasmi. Se verrà definito insieme un protocollo di sperimentazione, il Cicap Ticino sarà inoltre disponibile come osservatore delle ricerche di Valmaggia.

Va detto, inoltre, che le modalità del Premio James Randi (disponibili presso Randi.org) sono differenti da quelle descritte da La Provincia di Varese: in particolare richiedono che il sensitivo definisca i propri poteri o fenomeni con precisione e li dimostri in condizioni di controllo concordate; aneddoti e testimonianze non sono ammissibili.

Progetto Moonscape, arriva il prequel

L'allunaggio come non l'avete mai visto


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Grazie allo sforzo collettivo di oltre 370 appassionati donatori, posso presentarvi con grandissimo piacere la versione preliminare di Contact Light, il prequel al mio documentario Moonscape dedicato allo sbarco sulla Luna.


È un montaggio che ha vari elementi ancora da affinare, e per ora è soltanto in inglese, ma Contact Light è, a quanto mi risulta, il primo documentario al mondo a mostrare in alta definizione non solo le riprese integrali della cinepresa di bordo del modulo lunare dell'Apollo 11, che filmò a colori tutta la discesa verso la Luna fino allo storico primo allunaggio, ma anche le riprese degli uomini nel centro di controllo di Houston, sincronizzate e sonorizzate rispetto a quel filmato lunare.

Finora, infatti, le riprese del Controllo Missione erano state sempre mostrate senza audio e senza contesto, perché erano state effettuate da cineprese non sonore e non si sapeva a che istante si riferissero; esisteva l'audio delle comunicazioni inviate da Houston, ma nessuno era mai riuscito ad abbinare le immagini con il sonoro corrispondente. Ce l'ha fatta, con un lavoro di ricerca davvero impressionante, il britannico Stephen Slater, come descritto dal Guardian a luglio di quest'anno.


Adesso, per esempio, possiamo finalmente vedere il momento in cui il direttore di volo Gene Kranz chiese ai suoi tecnici il fatidico "Go" per l'allunaggio e comunicò il risultato a Charlie Duke, che possiamo vedere mentre a sua volta trasmette a Neil Armstrong e Buzz Aldrin il "Go" che li farà entrare nella storia. Grazie ai sottotitoli possiamo capire le parole degli astronauti, finalmente disponibili senza telecronisti che vi parlano sopra.

Possiamo anche vedere le emozioni di Charlie Duke quando viene perso il contatto radio con il modulo lunare e quando conferma con voce rotta, fra le grida di entusiasmo dei tecnici, che l'Aquila è atterrata, dopo che Buzz Aldrin gli ha comunicato che s'è accesa la spia che indica il contatto con il suolo lunare, pronunciando le prime due parole dette sulla Luna, quelle che danno il titolo al mio mini-documentario: "Contact light", appunto.

Vediamo tutto questo senza i colori sbiaditi e virati ai quali ci hanno abituato quarant'anni di documentari fatti con copie di copie di copie delle riprese originali. Quelli che trovate in Contact Light sono invece riversamenti digitali delle pellicole originali, restaurati e bilanciati per restituire i colori autentici. Il risultato è assolutamente fresco ed emozionante.



Contact Light non esisterebbe senza il lavoro dei tanti che hanno donato la musica o le proprie competenze tecniche (per esempio per la grafica digitale, che nella versione definitiva del documentario chiarirà l'assetto del modulo lunare minuto per minuto) e senza la collaborazione dei tecnici e archivisti NASA che hanno messo a disposizione l'audio. Nell'edizione finale di Contact Light ci saranno anche l'audio di bordo e quello dei tecnici del Controllo Missione, e ci sarà una celebre voce fuori campo che spiegherà i momenti salienti della discesa.

Trovate tutti i dettagli, le note tecniche e i piani per le versioni successive nell'articolo su Moonscape Project.

Questo documentario non sarebbe mai arrivato a questo punto senza lo sforzo economico di tanti appassionati delle missioni spaziali (che trovate elencati nei titoli di coda), che hanno partecipato alla colletta necessaria per acquistare i riversamenti e metterli online legalmente a disposizione di tutti. La spesa per questi filmati è stata di quasi 2200 euro. Ora sono a disposizione di qualunque appassionato sotto licenza Creative Commons.

Se l'idea di finanziare questo tipo di documentario vi ispira, la raccolta di fondi per acquistare i riversamenti delle riprese della prima passeggiata lunare (quella che verrà descritta in Moonscape) e delle cinque missioni lunari successive è sempre aperta. Più fondi arrivano, più documentari liberi possiamo realizzare.

Buona visione!

2010/10/08

Davvero IE sotto il 50%?

Internet Explorer è usato da meno della metà degli internauti?


Molti siti popolari (per esempio Network World, Engadget, Slashdot) hanno annunciato un giro di boa importante nella storia della Rete: Internet Explorer, il browser di Microsoft che negli anni scorsi aveva un sostanziale monopolio sul mercato, tanto da essere oggetto di una lunga causa antitrust negli Stati Uniti, è oggi usato da meno della metà degli utenti di Internet. Nel 2002 lo usavano il 90% degli internauti.

La soglia psicologica del 50% è stata superata il mese scorso (IE è al 49,87%); il secondo browser più utilizzato è Firefox, con il 31%, seguito al terzo posto da Google Chrome con il 12%. Questi due programmi di navigazione sono oltretutto da mesi in salita, mentre Internet Explorer è da tempo in calo.

La notizia, però, va presa con un pizzico di cautela. Le cifre precise di diffusione dei vari browser dipendono infatti dagli strumenti di rilevamento utilizzati. Per esempio, il rilevamento di NetMarketShare indica che IE è ancora al 60%, mentre Firefox è al 23%, seguito da Chrome all'8% e da Safari al 5%. Secondo W3Counter, invece, Internet Explorer è addirittura al 43% e al secondo posto c'è Firefox con il 30% (Chrome è all'11%, Safari è al 5,5% e Opera è all'1,6%). StatOwl piazza IE al 63%, Firefox al 21%, Safari all'8%, Chrome al 6% e Opera allo 0,36%).

Il superamento della soglia, insomma, c'è e non c'è, a seconda della fonte utilizzata. Nel caso della notizia di questi giorni, la fonte è Statcounter. Battaglia di cifre a parte, il calo di popolarità di IE sembra confermato da tutti i rilevamenti. Sarà interessante vedere se la crescente diffusione dei browser alternativi a Internet Explorer sposterà l'attenzione degli aggressori informatici dal browser di Microsoft. In Svizzera come vanno le cose? Sempre secondo Statcounter, Internet Explorer è al 41% e Firefox al 38%. In Italia, invece, IE è al 50% (in calo del 10% rispetto a un anno fa), Firefox è al 30% (stabile), Chrome è al 14% (+10%), Safari è al 5% (+1% circa) e Opera è stabile all'1,3%.