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2011/08/25

Aiutatemi

Ci sono i misteri. Ci sono gli arcani. Poi c'è questo



Un manuale per guardoni? Una guida alla progettazione decorosa dei vagoni ferroviari? Un libro di geometria particolarmente originale? Un prontuario di ginecologia per presbiti? Una guida per ragazze su come mirare un puntatore laser per abbagliare un molestatore? Un trattato di sartoria per esibizioniste?

TG1 e il “grazie Berlusconi” fantasma

Com'è facile diventare complottisti quando il complotto soddisfa i pregiudizi


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Detesto toccare la politica italiana anche solo di striscio, ma faccio un'eccezione per segnalare un caso che mi sembra una bella dimostrazione di come la mentalità cospirazionista non sia circoscritta a quattro bertucce rumorose su Internet e che gli errori classici di questa mentalità siano molto facili da commettere quando i fatti sembrano sostenere la propria visione del mondo.

Ieri il TG1 ha mandato in onda un servizio nel quale un insorto libico ringrazia in inglese Obama, l'America e Sarkozy. Ma lo speaker ha tradotto le sue parole aggiungendo un "grazie signor Berlusconi".

È partita subito in Rete l'accusa di sfacciata manipolazione del video da parte del TG1 a favore di Berlusconi. Ma gli accusatori hanno commesso uno degli errori classici del cospirazionismo, esattamente come i complottisti dell'11 settembre, delle “scie chimiche” o dello sbarco sulla Luna: non si sono fermati a verificare se per caso l'anomalia potesse avere una spiegazione più semplice e non cospiratoria.

Infatti è così: il video originale contiene anche il ringraziamento a Berlusconi, ma la redazione del TG1 ha commesso l'errore di tagliare il video prima che l'insorto pronunciasse le parole dello scandalo. Repubblica ha il video non tagliato; la RAI ne ha una versione che purtroppo richiede Silverlight.

Morale della storia: quando ci s'imbatte in una notizia che sembra indicare un complotto, bisogna sempre chiedersi se la notizia può avere altre spiegazioni meno clamorose; quando il complotto va nella direzione dei nostri pregiudizi, bisogna chiederselo due volte. Magari anche tre.

Aggiornamenti: ho corretto l'indicazione della data di messa in onda (era soltanto ieri, perdindirindina, non "pochi giorni fa" come avevo scritto inizialmente) e aggiunto il link alla versione RAI.

Steve Jobs si dimette? *yawn*

Piccolo promemoria: Steve Jobs non è morto, Apple neppure


Sì, Steve Jobs ha annunciato con una jobsianamente laconica lettera pubblica le proprie dimissioni da amministratore delegato (CEO) di Apple; ma ne è diventato presidente. La carica di CEO passa ufficialmente a Tim Cook, che però stava già operando in questo ruolo da qualche tempo. I prossimi prodotti Apple recheranno comunque l'impronta di Jobs per anni, visti i tempi di sviluppo e l'azienda ha realizzato profitti record mentre i concorrenti annaspano. Sarebbe quindi il caso di darsi una calmata, cogliere l'occasione per una piccola cronologia di Apple/Jobs, per rievocare un debutto televisivo particolarmente nervoso del giovane Steve, e passare oltre. Ma la febbre mediatica di queste ore mi dice che non succederà.


2011/08/24

Le cose che non colsi - 2011/08/24

Foto spaziali d'epoca, onde sismiche, privacy Facebook e altre in breve


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

45 anni fa, la prima foto della Terra vista dalla Luna. 40 megapixel nel 1966? Nessun problema, se la tua fotocamera è targata NASA. La foto storica è stata restaurata di recente grazie alla determinazione dei volontari: i dettagli sono su ComplottiLunari.info.

Credit: NASA/LOIRP.

Video 3D in alta definizione in diretta dallo spazio. L'Ente Spaziale Europeo sta lanciando un canale Youtube 3D per collezionare le immagini trasmesse in diretta dalla Stazione Spaziale Internazionale, La prima demo 3D è qui: potete guardarla con gli occhialini, incrociando gli occhi e in vari altri modi. Notevole (The Register).

Nuove opzioni di privacy per Facebook. Di nuovo. Facebook ha annunciato grossi cambiamenti nella gestione della privacy degli utenti, che diventa più granulare e potrebbe risolvere il problema del tagging ostile. Diventa più facile vedersi “da fuori”, ossia vedere il proprio profilo come lo vedono gli altri. L'attivazione delle funzioni nuove inizia domani (BBC; ZDNet).

Vedere le onde sismiche. Un video affascinante mostra la propagazione del terremoto di ieri negli Stati Uniti, attraverso la reazione della rete di sismografi (Bad Astronomy).


Le uscite d'emergenza degli aerei si possono aprire in volo? Magari avete pensato che è pericoloso avere sugli aerei delle uscite d'emergenza che si aprono semplicemente agendo su una leva, con tanto d'istruzioni per l'uso bene in vista. Qualche svitato potrebbe aprirle e causare un disastro. Tranquilli: non si può per via della differenza di pressione fra l'interno e l'esterno, che richiederebbe una forza sovrumana (The Straight Dope).

UFO blocca aeroporto in Cina. Non è la prima volta, e di solito si tratta di avvistamenti male interpretati di velivoli o di stelle da parte di piloti, che per prudenza fanno scattare la chiusura dell'aeroporto, ma stavolta c'è un video. Purtroppo è il solito video sgranato e confuso (Io9).

Una goccia ogni dieci anni: l'esperimento più lento della storia? Nel 1927 il professor Thomas Parnell decise di dimostrare ai suoi studenti che la pece è un fluido anche quando non è calda. Mise della pece in un imbuto con il fondo sigillato. Tre anni dopo fu tolto il sigillo. La prima goccia di pece comparve nel 1938, la seconda nel 1947, la terza nel 1954. Lo sgocciolio continua tuttora, al ritmo di una goccia ogni decade in media. Oggi si può seguire l'esperimento via Internet con una Webcam (Io9).

Anche il vetro è un fluido? Pare di no: la storia del vetro medievale più spesso alla base che in alto a causa del suo lentissimo scorrimento viscoso sarebbe una bufala (ScienceNews).

Malware alla rovescia. A differenza dei messaggi satanici che sarebbero nascosti nei dischi e rivelati ascoltandoli all'indietro, i virus informatici il cui vero nome viene rivelato leggendolo a rovescio esistono davvero. F-Secure segnala un picco di malware che sfrutta gli effetti Unicode RLO (Right to Left Override), pensati per consentire la gestione delle lingue nelle quali si scrive da destra verso sinistra. Questi malware truccano così il proprio nome, spacciandosi per file innocui. Per esempio, il file Documentoexe.doc non è un file di Word, ma un file eseguibile il cui vero nome è Documento[RLO]cod.exe, dove RLO è il codice che inverte da quel punto in poi il verso di scrittura. Geniale (inizialmente avevo scritto erroneamente il nome del file; grazie a pietrone per la correzione).

Sì, la Cina organizza attacchi informatici in Occidente. Uno spezzone di video sfugge alla censura cinese e finisce in un programma TV governativo, mostrando attacchi mirati contro Falun Gong negli Stati Uniti (F-Secure). C'è un documento (PDF) che esamina in dettaglio il caso.

Apple: sviluppatori, per favore non usate la funzione di tracciamento e di raccolta di dati personali che abbiamo incluso in iOS. Lo Unique Device Identifier o UDID incluso in iOS permette di raggranellare dati personali e di creare dossier dettagliati sull'uso delle applicazioni da parte dei singoli iUtenti. Apple ha chiesto agli sviluppatori di smettere di (ab)usarlo e di crearsene uno proprio. Come no. Meglio sapere che esiste, per regolarsi di conseguenza (MacRumors; Wall Street Journal). Correzione: avevo scritto inizialmente che l'UDID era presente solo nel prossimo iOS; c'è già in quello corrente. Grazie a Gianlu per la segnalazione.

Tredicenne rivoluziona la tecnologia fotovoltaica? No. Che ci piaccia o no, nella realtà i ragazzini o dilettanti che arrivano a scoperte straordinarie che sono sfuggite agli addetti ai lavori sono rarissimi. Infatti la notizia secondo la quale il tredicenne Aidan Dwyer avrebbe trovato una maniera per migliorare l'efficienza dei pannelli solari è una bufala: la “scoperta” è completamente sbagliata dal punto di vista tecnico (The Atlantic Wire).

Chewbacca e Leia, c'era del tenero. Almeno stando a questa belle serie di foto di scena di Guerre Stellari (Buzzfeed).

Brent Spiner (Data di Star Trek) imita perfettamente Patrick Stewart (Picard). Alla ComicCon succede anche questo (video).

Spiegato il finale de La Cosa di John Carpenter. Uno dei pochi remake che considero superiori all'originale mi aveva lasciato un po' perplesso nel finale, ma quest'analisi incredibilmente meticolosa suggerisce una spiegazione ad alcuni dettagli intriganti (Io9).

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “vdemontis”.

Cena magica e creazionismo

Cosa fanno gli scetticoni del CICAP per divertirsi? Magie ed evoluzioni!


So che il CICAP in certi ambienti s'è fatto una fama di collettivo che non crede a niente se non all'arida scienza, ma se volete vedere come sono fatti veramente gli Scettici Allegri, il 23 settembre prossimo avrete l'occasione di incontrarli faccia a faccia in provincia di Brescia, a Erbusco, in una serata animata dagli illusionisti a partire dalle 20.30.

Sì, il CICAP va a braccetto con la magia. Non quella dei ciarlatani che dicono di avere superpoteri, ma quella di chi usa solo il proprio talento per creare illusioni ed effetti che mostrano in modo divertente come lavora la nostra mente.

Ci saranno Nicolas D'Amore, Zadig, Tony e la giovanissima Maga Serena. I posti sono limitati ed è indispensabile prenotarsi entro il 10 settembre. Orari, cartina, menu, costi e dettagli della Cena Magica organizzata dal Gruppo Lombardia sono qui sul sito del CICAP.

Intanto ho pubblicato il video della bella conferenza di Beatrice Mautino sul dibattito fra creazionismo ed evoluzione tenuta a Lugano a giugno grazie agli sforzi degli amici del CICAP Ticino che hanno l'incoscienza di avermi come presidente. Ecco il video sotto forma di playlist:


Chi preferisce i singoli spezzoni può seguire questi link: uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette.

Comunque sia, seguite il racconto di Beatrice fino alla fine: da qualunque parte stiate in questo dibattito, sono sicuro che scoprirete cose nuove e smonterete parecchi luoghi comuni. Buona visione.

2011/08/23

Il “fantasma” di Napoli è un falso intenzionale

La foto del “fantasma” napoletano non è un equivoco: è un falso fabbricato intenzionalmente


Non si tratta della solita forma sfocata che il cervello interpreta erroneamente come se fosse la sagoma di una bambina: nella foto del “fantasma” del Museo Archeologico di Napoli di cui si parla tanto in questi giorni c'è di mezzo una falsificazione intenzionale.

La paternità della foto è stata attribuita dal Mattino a un “uomo del ministero, inizialmente scettico”. ANSA ha pubblicato la foto e ne ha identificato l'autore: “l'architetto Oreste Albarano, nominato dal ministero per i Beni Culturali come responsabile dei lavori al Museo. Lui, ai fantasmi, dice di non credere. Dopo le sollecitazioni di alcuni operai, si e' recato personalmente al Museo. Ha fatto alcune foto con il suo cellulare e, da qui, la 'sorpresa': sullo sfondo la sagoma di una bimba che, secondo quanto e' stato accertato, non e' la figlia di nessuno degli operai”.

Anche Repubblica cita l'attribuzione della fotografia e nota che Albarano ha “chiamato un'equipe di esperti del soprannaturale, tra i quali docenti universitari”. Ma la direttrice del Museo, Valeria Sampaolo, smentisce questa chiamata ai Ghostbuster, stando al Corriere e ad ADNKronos (agenzia citata da Leggo). Per il Corriere, tra gli operai del cantiere del Museo ci sarebbe addirittura il “panico” a causa del fantasma.

Ma Gianluca Nicoletti, su La Stampa, fa notare che foto del genere si fabbricano dagli albori della fotografia e che oggi esistono addirittura delle applicazioni apposite per telefonini, come Ghost Capture. E guarda caso, nel repertorio di “spettri” preconfezionati di Ghost Capture c'è una bambina la cui immagine richiama sorprendentemente quella nella foto attribuita ad Albarano.

Alla stessa conclusione è arrivato il fototecnico Paolo Bertotti di PhotoBuster, che ho intervistato via mail.

“È stata clonata due volte la stessa sagoma” mi scrive Bertotti, “uno dei punti in comune tra la sagoma della foto di Napoli e quella del software dell'iPhone ad esempio è la corda che pende utilizzata come cintura... il particolare della sfera alla fine della corda si nota anche sulla foto schiarita estremamente.”

Paolo mi ha inviato una dimostrazione eloquentissima: a sinistra l'immagine del “fantasma” presa direttamente dal software Ghost Capture, al centro la versione trasformata e degradata a causa della compressione JPEG (Ghost Capture, precisa Paolo, lavora a bassa risoluzione se non si compra la versione a pagamento), e a destra l'immagine di Napoli.


Secondo Paolo, è molto probabile che l'immagine del “fantasma” sia stata ritoccata usando lo strumento “clone” di Photoshop o simile, perché sulla sinistra dell'immagine della bambina si notano delle ripetizioni di pixel sul particolare della gonna, che è ripetuto lateralmente a sinistra della figura principale. Inoltre a suo avviso nei vari passaggi prima di arrivare alla pubblicazione la fotografia è stata ingrandita e rielaborata più volte, come indicano gli artefatti di compressione ampiamente visibili.

Guardando la fotografia mi è venuto il dubbio che anche i suoi colori originali siano stati alterati: sono decisamente scadenti persino per la fotocamera di un telefonino. Paolo Bertotti conferma: “la foto ha subito dei ribilanciamenti su toni, colori e fattori di contrasto, che hanno colpito principalmente le zone più chiare dell'immagine”.

La mia ipotesi iniziale di una pareidolia (oggetto realmente esistente sul posto, che il nostro cervello interpreta come una figura umana) non trova concorde il fototecnico: “Può darsi, ma stavolta improbabile: troppi particolari, le pieghe della gonna, la definizione dei contorni, e altri piccoli elementi fanno capire che stavolta NON è pareidolia (la corrispondenza dei particolari con l'immagine da me scattata è veramente alta: il particolare della cintura ad esempio è identico all'esempio che ti ho inviato, un altro particolare è il colore leggermente diverso della presenza rispetto allo sfondo, infatti c'è meno dominante gialla sulla sagoma che nel resto della foto.)”

Gli ho chiesto se si può trattare di un fotomontaggio realizzabile usando un telefonino, senza richiedere attrezzatura più sofisticata: “Certo che è possibile, anzi è certo [...] Probabilmente la foto è stata dapprima scattata con il software appena citato e poi riprocessata con altri software (ad esempio PS Express e PEStudio, sempre per iPhone) per variarne colori, saturazione e contrasto. Almeno tre interventi sono stati eseguiti sulla fotografia dallo scatto, ma è inquantificabile realmente in quanto non siamo in possesso dell'originale, possiamo trarre conclusioni solamente dall'analisi visiva e della gamma dell'immagine. La foto è certamente un falso.”

Paolo mi ha inviato questa demo veloce, fatta tutta tramite iPhone in “due minuti scarsi” prendendo una foto dalla libreria d'immagini:


A questo punto, invece di concentrarsi sull'inesistente fantasma, sarebbe opportuno chiedersi chi ha falsificato la fotografia per gabbare giornalisti e lettori, e perché i giornali hanno pubblicato questa truffa senza fare un minimo di controllo preliminare che avrebbe permesso di smascherare la falsificazione. Che squallore.

Humor acido

Umorismo chimico


Stamattina ero alle prese con un lavoro riguardante la chimica e ho tweetato un paio di riflessioni semiserie. S'è scatenato il tweetamento dei geek di chimica, che distillo e sintetizzo qui sotto, ringraziando tutti (e il Chemistry Cat) per l'ispirazione:

Un chimico che prenota le ferie online si concede una vacanza elettronica?

Come dicono i chimici, se non fai parte della soluzione, fai parte del precipitato.

Un chimico lanciato in orbita ha una velocità spaziale.

Un chimico che non paga i debiti è insolvente.

Quando un chimico finge nervosismo per bluffare a poker, manifesta una tensione superficiale.

Incidente stradale coinvolge un chimico. La sua auto è stata tamponata.
Dove? Valenza.

Moglie divorzia da chimico. Era diventato troppo acido. Avevano un legame debole. Il rapporto era instabile. Ora il chimico è mal ridotto (ispirato da @ViviCapena, @vincenzoquarta e @_Aladino_)

Studente di chimica fallisce un esame. Gli mancavano le basi (ispirato da @CamilloMiller).

Come si chiama lo zio di un genitore di un chimico? Prozio.

Professoressa di chimica dà alla luce un maschietto. Lo chiamerà Elio.

Incidente in laboratorio di chimica, intossicati gli studenti. Si sa cosa hanno inalato? NO.

Coppia di chimici con problemi di fertilità concepisce un figlio in provetta (ispirato da @classvoice).

Soubrette in cerca di marito ricco rifiuta le avances di un chimico. "Era un bell'elemento, ma non aveva sostanze."

2011/08/21

11/9, i complottisti confermano: Pentagono colpito da aereo

Ci hanno messo dieci anni, ma ci sono arrivati: anche per i complottisti il Pentagono fu colpito da un grosso aereo


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

“La credenza, diffusa fra coloro che mettono in dubbio la versione ufficiale dell'11/9, che un aereo di grandi dimensioni non colpì il Pentagono l'11/9, non è supportata dalle prove. Il fallimento del movimento per la verità sull'11 settembre nel raggiungere un consenso su questa questione dopo quasi un decennio è dovuto in gran parte alla mancata applicazione rigorosa del metodo scientifico alle prove nella loro interezza. Il presente articolo, applicando secondo questo metodo le prove a ciascuna tesi proposta, mostra che la tesi di gran lunga più plausibile è che un aereo di grandi dimensioni abbia colpito il Pentagono.”

Indovinate chi ha scritto questa frase. Il solito prezzolato disinformatore al soldo dei poteri forti? Un malefico occultatore rettiliano comandato dagli Illuminati? Nooooo. La frase è presentata sul sito pro-complotti 9/11 Blogger da parte di Frank Legge, esponente di spicco del cosiddetto “movimento per la verità”.

Non solo: è presentata sotto il titolo “È ora d'ingoiare il rospo a proposito del Pentagono” ed è accompagnata da un altro paragrafo molto interessante, sempre a firma di Frank Legge:

Ci sono due articoli che hanno bisogno di una revisione per essere sottoposti al Journal of 9/11 Studies [rivista pro-complotti edita da Steven Jones e altri].

Uno è di David Chandler e del sottoscritto. Fornisce prove che i testimoni della rotta dell'aereo diretto verso il Pentagono che avevano dichiarato che era passato a nord della stazione di servizio Citgo devono essersi sbagliati. L'articolo conclude che l'unica descrizione plausibile dell'avvicinamento è che l'aereo non deviò intorno alla stazione di servizio ma volò sostanzialmente diritto e colpì il Pentagono, come descritto dalla stragrande maggioranza dei testimoni oculari.

Questa tesi della “rotta a nord” è quella sostenuta con tanto vigore da Riccardo Pizzirani, detto Sertes, di Luogocomune.net, nel recente dibattito di Bologna. Era, secondo Pizzirani, una delle dieci argomentazioni migliori a favore della falsità della ricostruzione comunemente accettata, e ora è stata ripudiata dagli stessi cospirazionisti. Peggio ancora: è stata liquidata proprio da quel David Chandler che Pizzirani ha mostrato di considerare così autorevole durante il dibattito.

Come se non bastasse, fra coloro che hanno respinto la tesi della “rotta a nord” c'è anche Richard Gage, leader dell'associazione di architetti e ingegneri favorevoli alle tesi di complotto, tenuto in altissima considerazione nel “movimento per la verità”. I dettagli sono su Undicisettembre.info: qui sotto trovate la schermata dell'annuncio, il cui link diretto è accessibile solo agli iscritti a 9/11 Blogger.


Chissà, forse con un po' d'impegno fra altri dieci anni capiranno che le Torri Gemelle non sono state distrutte da esplosivi o nanotermite o minibombe atomiche o microonde spaziali. E fra altri dieci capiranno di essere stati presi per i fondelli dai loro guru. Ma con trent'anni d'interessi sui proventi delle vendite di paccottiglia si vive bene e il pelo sullo stomaco cresce rigoglioso.

No, la NASA non ha detto che gli alieni ci distruggeranno perché inquiniamo

“Gli alieni potrebbero distruggere l'umanità per proteggere altre civiltà, dicono gli scienziati”: così ha titolato il Guardian, subito ripreso dal Giornale (“Uno studio targato NASA avverte l'umanità: se l'inquinamento cresce, aumentano le possibilità di un attacco alieno”, a firma di Alessandro Gnocchi, per fortuna con tono semiserio).

Serissima l'ANSA, che scrive che “ridurre le emissioni di gas serra potrebbe contribuire a salvare l'umanità da un attacco alieno: questa possibilità, è sostenuta da uno scienziato affiliato alla Nasa e i suoi colleghi della Pennsylvania State University”.

Più drastico è BlitzQuotidiano: “Scienziato Nasa: 'Gli alieni ci stermineranno'”. Flavio Vanetti, sul blog del Corriere, titola che “Gli alieni potrebbero distruggerci per proteggere altre civiltà”.

Tranquilli: la NASA non ha annunciato niente del genere. Il Guardian ha lanciato erroneamente la notizia attribuendola a un “rapporto per la NASA” (e ha fatto correttamente pubblica ammenda) e tutti gli altri hanno ripetuto a pappagallo.

In realtà il “rapporto” è un articolo pubblicato un paio di mesi fa su Acta Astronautica e scritto per divertimento da un gruppo di persone, una delle quali ha semplicemente un'affiliazione alla NASA, non è un dipendente dell'ente spaziale statunitense e non parla o scrive a nome della NASA. Il rapporto non è stato finanziato o sostenuto in alcun modo dalla NASA, che anzi ha pubblicato una smentita e linkato la spiegazione di uno degli autori, Shawn Domagal-Goldman.

L'articolo esaminava in via puramente ipotetica i vari possibili scenari di contatto con altre civiltà; fra i tanti scenari positivi e negativi c'era anche quello dell'intervento “ecologista” di ET, che è stato gonfiato oltre misura dal Guardian. Domagal-Goldman ammette di aver commesso l'errore di aver indicato, nell'articolo su Acta Astronautica, la propria affiliazione scrivendo “NASA Headquarters”: è formalmente corretta, visto che è la sua reale affiliazione, ma ha tratto in inganno i giornalisti dal sensazionalismo facile.


Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “andrea.br*”.

2011/08/19

Disinformatico, podcast del 2011/08/19

È disponibile temporaneamente sul sito della Rete Tre della RSI il podcast della scorsa puntata del Disinformatico radiofonico. Ecco i temi e i rispettivi articoli di supporto: keylogging degli smartphone tramite accelerometro, dicerie catastrofiste sulla cometa Elenin, furto di PIN Bancomat tramite telecamera termica, guida alla sicurezza di Facebook e videocatena di Sant'Antonio di Teresa Fidalgo, il fantasma che causa incidenti.

Questi articoli erano stati pubblicati inizialmente sul sito della Rete Tre della Radiotelevisione Svizzera, dove attualmente non sono più disponibili. Vengono ripubblicati qui per mantenerli a disposizione per la consultazione.

Smartphone: password intercettabili con l'accelerometro

Avete un telefonino touch, di quelli con la tastiera visualizzata su uno schermo sensibile a tocco? I ricercatori Hao Chen e Lian Cai della University of California Davis hanno pubblicato un articolo che ne rivela una vulnerabilità decisamente bizzarra.

I movimenti involontari ai quali l'utente sottopone il telefonino quando digita qualcosa su queste tastiere sono infatti rilevabili attraverso l'accelerometro contenuto nel dispositivo e quindi possono essere registrati e analizzati. La scoperta inattesa è che quest'analisi consente di decifrare quali tasti sono stati toccati con una precisione che può raggiungere il 71,5%.

Questo offre delle possibilità d'intercettazione interessanti, secondo i ricercatori: gli smartphone hanno dei sistemi di sicurezza piuttosto potenti e schizzinosi, che impediscono normalmente alle applicazioni di intercettare le digitazioni, per cui è molto difficile creare per questi dispositivi un cosiddetto keylogger, ossia un'applicazione che registra tutto quello che viene scritto (mail, messaggi, codici di accesso) e lo manda allo spione di turno. Nei personal computer quest'intercettazione è invece molto facile, tanto che i keylogger per PC sono fra gli strumenti d'intrusione più diffusi.

È qui che entra in gioco la tecnica dell'accelerometro, che è uno dei sensori ai quali si autorizza di solito tranquillamente l'accesso da parte delle applicazioni (per esempio per i giochi). Sarebbe molto semplice, secondo i ricercatori Chen e Cai, creare un'applicazione dall'aspetto innocuo che acceda all'accelerometro e registri di nascosto le digitazioni. Ne hanno realizzato un esemplare dimostrativo, battezzato TouchLogger, che funziona anche sui tablet. Ironicamente, più è moderno lo smartphone e più è precisa l'intercettazione, perché i telefonini più recenti contengono sensori più precisi.

In teoria la vulnerabilità è risolvibile appoggiando il telefonino o tablet su una superficie rigida, eliminando quasi completamente i movimenti registrati dall'accelerometro. Evitare di installare applicazioni di origine non verificata e affidabile è naturalmente una buona forma di prevenzione.

Paura della cometa Elenin? Ci pensa la NASA

Su Internet stanno circolando le teorie più strane ed allarmanti riguardanti la cometa Elenin, che passerà nelle vicinanze della Terra intorno alla metà di ottobre. C'è chi teorizza che dietro la cometa sia stato scoperto un UFO i cui occupanti interverranno per la salvaguardia della Terra e chi dice che la cometa sarebbe in realtà una stella nana bruna il cui allineamento con la Terra e il Sole avrebbe causato il recente terremoto devastante in Giappone; addirittura c'è chi afferma che già nel 1979 c'era, su un lato della banconota da 10 franchi svizzeri, una "replica esatta degli allineamenti planetari che la cometa Elenin raggiungerà, tra la Terra e il Sole, nel mese di settembre di quest'anno". Come se non bastasse, c'è chi segnala che "alcuni scienziati russi hanno comunicato al Primo Ministro Medved di mettere in stato di allerta le Forze Armate. Si ha il sospetto che questo corpo celeste sia correlato con la presenza di Nibiru."

Vista la situazione e le inquietudini che possono colpire chi legge queste affermazioni, la NASA ha deciso di compilare una serie di risposte alle domande più frequenti che le sono state inviate. Eccole in sintesi, fornite da Don Yeomans del Near-Earth Object Program Office presso il Jet Propulsion Laboratory e da David Morrison dell'Astrobiology Institute della NASA presso l'Ames Research Center.

Quale sarà il momento di massimo avvicinamento e massima luminosità della cometa Elenin? Intorno al 16 ottobre 2011, quando sarà a 35 milioni di chilometri dalla Terra, ossia a oltre 90 volte la distanza della Luna.

Può avere effetti sulle maree o sui terremoti in occasione degli allineamenti? No. Elenin è una cometa molto piccola, poco densa e comunque molto lontana. La sua influenza gravitazionale sulla Terra sarà quindi infinitesima: confrontabile con l'effetto gravitazionale di un'automobile in riva al mare.

Ci saranno tre giorni di oscurità quando Elenin passerà davanti al Sole? No, perché la cometa non passerà tra la Terra e il Sole. Anche se lo facesse, sarebbe troppo piccola (misura da 3 a 5 chilometri) per coprire il Sole. Per farlo dovrebbe trovarsi a 400 chilometri dalla Terra, ma non si avvicinerà a meno di 35 milioni di chilometri.

E se fosse una "nana bruna"? No. Una cometa è completamente differente da una stella nana bruna.

Ma se ci fosse una nana bruna nel nostro sistema solare, sarebbe invisibile? No, perché gli astronomi ne rileverebbero comunque le emissioni infrarosse e gli effetti gravitazionali. Non ci sono nane brune nel nostro sistema solare.

La cometa Elenin sarà visibile a occhio nudo? È improbabile. Sarà probabilmente necessario usare almeno un binocolo.

Perché la NASA parla poco della cometa? Se non è pericolosa, perché non si fa più informazione? Se ne parla poco proprio perché è piccola e fioca, e siccome ogni anno vengono scoperte molte nuove comete come la Elenin, non si tratta di una novità particolare. Le informazioni riguardanti la Elenin, come le altre comete, vengono pubblicate come consueto su Internet dagli astronomi e dalla NASA, e non c'è alcun pericolo di collisione o altro effetto: la traiettoria e la massa della cometa sono ben note e e verificabili da chiunque con l'aiuto di un astronomo o di un astrofilo. Se non vi fidate della NASA, provate a chiedere alla vostra società astronomica locale.

Telecamera termica ruberebbe PIN agli sportelli automatici

La raccomandazione di coprirsi la mano quando si digita il codice di sicurezza agli sportelli automatici è valida ma non è più sufficiente, secondo la ricerca presentata di recente presso il simposio di sicurezza USENIX dai ricercatori Keaton Mowery, Sarah Meiklejohn e Stefan Savage della University of California at San Diego in un articolo intitolato "Heat of the Moment: Characterizing the Efficacy of Thermal Camera-Based Attacks".

È noto che una delle tecniche usate dai criminali per rubare i codici delle carte bancarie è l'uso di una microtelecamera che guarda la tastiera dello sportello automatico. Ma questa tecnica viene spiazzata se l'utente copre la tastiera, per esempio con la mano. Però i ricercatori hanno verificato che una telecamera termica (a infrarossi) è capace di rilevare il calore residuo dei tasti toccati dall'utente anche a distanza di 45 secondi, quando probabilmente l'utente ha già tolto la mano usata per coprire la tastiera.

In alcuni casi la telecamera riesce a "vedere" non solo quali tasti sono stati toccati, ma anche l'ordine nel quale sono stati utilizzati, e il procedimento di analisi è automatizzabile tramite software, a differenza delle riprese video normali, per cui la raccolta dei PIN con questa tecnica sarebbe estremamente facile. L'unico ostacolo è costituito dai costi delle telecamere termiche, che sono superiori a quelli dei modelli tradizionali.

Come difendersi contro questo attacco, che per ora – vale la pena di ricordarlo – è puramente teorico e la cui pubblicazione serve per informare soprattutto i fabbricanti di sportelli automatici? Una soluzione è nell'articolo dei ricercatori: le tastiere metalliche disperdono il calore residuo più rapidamente di quelle di plastica, per cui è consigliabile fabbricare e utilizzare sportelli con tastiere del primo tipo. Inoltre l'utente può ridurre il rischio usando un oggetto per toccare i tasti: per esempio un guanto, una penna, una gomma o altro oggetto, purché sia meno caldo di un dito.

Facebook pubblica una guida alla sicurezza

Se siete utenti di Facebook preoccupati per le truffe e i furti di account che vengono spesso segnalati in questo social network, fate un giro nel Centro per la Sicurezza delle Famiglie di Facebook, accessibile a chiunque all'indirizzo www.facebook.com/safety. È disponibile in varie lingue: se visitate questo indirizzo usando il vostro account Facebook, le informazioni vengono visualizzate automaticamente nella lingua che avete scelto per l'uso di Facebook.

Sono descritte moltissime funzioni poco conosciute, come la disconnessione remota, che permette di chiudere una sessione Facebook che avete dimenticato aperta su un computer altrui (per esempio presso amici o in un Internet café), o la password monouso che viene inviata tramite SMS.

Ci sono anche sezioni dedicate ai genitori, agli insegnanti e ai giovani. Inoltre ieri Facebook ha pubblicato una guida scaricabile di 20 pagine in formato PDF, scritta da esperti di sicurezza esterni, che spiega come proteggere il proprio account, evitare i truffatori, usare le impostazioni avanzate di sicurezza, recuperare un account rubato e fermare gli impostori. Per ora è disponibile soltanto in inglese.

Nella guida c'è anche una sezione interessante sulle ragioni che spingono i malviventi online a rubare gli account di Facebook. Capire queste motivazioni è utilissimo per rendersi conto che il rischio di furto non è trascurabile e che le precauzioni consigliate non sono il problema di qualcun altro e possono servire a ogni utente.

Antibufala: il video di Teresa Fidalgo, fantasma che causa incidenti

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