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2011/09/20

11/9, l’FBI pubblica nuove foto dei rottami dell’aereo al Pentagono. Quello che non c’era, secondo i complottisti

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

L'FBI ha pubblicato una serie di immagini in gran parte inedite dei danni e dei rottami d'aereo al Pentagono. La serie completa è su Undicisettembre.info: qui segnalo solo quelle che mostrano i famosi rottami d'aereo che secondo i complottisti non c'erano (ignorando disinvoltamente le foto di rottami pubblicate subito dopo gli attentati). Allora questi come sono arrivati sul prato del Pentagono? E chi ce li ha messi i brandelli di corpi che si scorgono in alcune delle immagini?

Chiedetelo a Giulietto Chiesa, Massimo Mazzucco e agli altri sostenitori delle tesi alternative. Perché a dieci anni di distanza dagli attentati dell'11 settembre 2001, questi grami mercanti del nulla non sono ancora riusciti a dare una “versione non ufficiale” che spieghi questi dettagli senza sconfinare nel ridicolo. Altre foto già note dei rottami sono raccolte qui su Flickr.

Intanto il mondo va avanti, lasciandosi dietro questi dinosauri, e i veri nodi dell'11 settembre vengono al pettine: i Lloyds hanno avviato una causa contro alcuni cittadini ed enti benefici sauditi, accusandoli, sulla base di documenti ottenuti da Wikileaks, di aver contribuito materialmente al finanziamento di Al-Qaeda. Un argomento sul quale il governo statunitense ha sistematicamente cercato di glissare per non offendere l'Arabia Saudita e gli immensi interessi petroliferi della zona.

Intanto che i complottisti berciavano di aerei fantasma e demolizioni controllate, gli investigatori seri si sono dati da fare a scavare nelle vere zone grigie dell'11 settembre.


Questa fotografia era già stata pubblicata nel libro Pentagon 9/11 (2007).


Un frammento di pneumatico e un cerchione compatibili con quelli di un Boeing 757, vicino alla breccia d'uscita. Dettaglio di un'inquadratura più ampia pubblicata su su Undicisettembre.info.

Rottami con forme e rivettature tipiche d'aereo, vicino alla breccia d'uscita. Dettaglio di un'inquadratura più ampia pubblicata su su Undicisettembre.info.

2011/09/19

Satellite “minaccia” la Terra!! [UPD 2011/09/23]

No, un satellite non “minaccia” il nostro pianeta


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Titolo decisamente allarmista e fuori luogo, quello del TG1 online, e le sue virgolettature sono una pessima foglia di fico che non copre la caccia al sensazionalismo: Un satellite “minaccia” la Terra. Manco fossimo di fronte ad Armageddon con Minzolini al posto di Bruce Willis.

Infatti il testo dell'articolo stesso chiarisce che si teme che "una ventina di detriti possano cadere sulla Terra". Tutto qui. Le probabilità di esserne colpiti sono modestissime: è più probabile che Roberto Giacobbo abbia nella sua cameretta il poster di Piero Angela.

Per chi volesse informazioni di prima mano e meno drammaticamente gonfiate, il bollettino apposito della NASA è qui: il suo ultimo aggiornamento indica che il satellite, denominato UARS (Upper Atmosphere Research Satellite), dovrebbe rientrare fra il 22 e il 25 settembre. La caduta non è controllata da terra in alcun modo e potrebbe interessare qualunque zona del pianeta compresa fra 57 gradi di latitudine nord e 57 gradi di latitudine sud. L'area di disseminazione dei rottami si estenderà per circa 800 chilometri di lunghezza.

Space.com ha un video che chiarisce il motivo di questi limiti di latitudine e segnala che l'area d'impatto sarà indicabile con più precisione (se “entro un raggio di 10.000 km” si può chiamare “precisione”) solo un paio d'ore prima del rientro.

Il satellite UARS, lanciato nel 1991 e giunto tempo fa al termine della propria attività di ricerca sull'atmosfera, pesa poco meno di sei tonnellate ed è lungo quasi 11 metri e largo quattro e mezzo: ne potrebbero arrivare al suolo alcuni frammenti pesanti fino a 140 chili, ma il grosso si disintegrerà nell'atmosfera, creando uno spettacolo notevole, molto probabilmente visibile a occhio nudo. Il documento NASA di valutazione del rischio è scaricabile qui (PDF). Come sempre, chiunque trovasse frammenti del satellite farebbe bene a non toccarli ma a segnalarli alle autorità.

Se ci saranno novità, le segnalerò qui e via Twitter.

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “mclcx*”.

Aggiornamenti


2011/09/23. Chi vuole seguire in tempo reale gli aggiornamenti sulla caduta del satellite UARS, che sembra aver scatenato un discreto panico a causa di un'errata percezione del rischio, può evitare i sensazionalismi di certa stampa leggendo queste info:

– gli aggiornamenti via Twitter presso @NASA and @UARS_Reentry (quest'ultimo non è un account ufficiale NASA).
– la pagina UARS Reentry, con molti link a info utili.
– la pagina di riferimento UARS della NASA.
– le fantastiche immagini telescopiche del satellite scattate da Thierry Legault, che ne documentano il rotolamento caotico.
– le info di Planetary.org, che spiega le dinamiche previste per la disintegrazione del satellite e chiarisce che la stima di rischio di danni a esseri umani di 1 su 3200 significa che c'è una possibilità su 3200 che una qualunque persona venga colpita da detriti di UARS. Se la popolazione umana terrestre ammonta a 7 miliardi di individui, la probabilità che una persona specifica (io o voi, per esempio) sia colpita sono 1 su 22.400 miliardi.
– Heavens-above.com, che ha un link apposito per il tracciamento della traiettoria di UARS in tempo reale, così sapete quando mettervi al riparo (o, più sensatamente, cogliere l'occasione di vederlo passare). Se ho visto bene, non ci sono passaggi sopra la verticale dell'Italia da ora al pomeriggio di venerdì (ora USA), quando è previsto il rientro secondo le ultime info NASA.
– È notevole anche il tracciamento in tempo reale presso N2yo.com.
– Highline.edu ha immagini del rientro della stazione russa Mir, ben più grande di UARS, che ricadde sulla Terra senza far danni ma offrendo uno spettacolo notevole nel 2001.
– Il Corriere ha pubblicato due traiettorie che sorvolano l'Italia: una è venerdì 23, fra le 21:25 e le 22:03, e l'altra è sabato 24 a orario imprecisato.
– Esiste un precedente di una persona colpita da un rottame spaziale: Lottie Williams, nel 1997, fu presa sulla spalla da un frammento metallico del peso di qualche decina di grammi proveniente da un missile Delta II rientrato. Inoltre pezzi della stazione russa Salyut 7 caddero su Capitan Bermudez, a 400 chilometri da Buenos Aires, nel 1991, e il rientro della stazione statunitense Skylab nel 1979 fece cadere rottami su una città della costa meridionale australiana. In nessuno dei tre casi vi furono feriti (Aero.org; Fox News).
– Il comunicato della Protezione Civile italiana è qui :"...Le finestre di interesse per l’Italia sono al momento comprese tra le 21:25 e le 22:03 di venerdì 23 settembre e tra le 3:34 e le 4:12 di sabato 24 settembre coinvolgendo potenzialmente le regioni del Nord Italia (Valle D’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia e le Province Autonome di Trento e Bolzano)...".
– È molto interessante confrontarlo con il comunicato svizzero: “Il rischio di danni o che la Svizzera venga colpita, è considerato minimo... La popolazione non deve quindi adottare alcuna misura particolare.”

Questa è un'animazione del probabile svolgimento del rientro:


2011/09/23 7:20. La nuova previsione di rientro indica le 1:00 UTC (le tre del mattino ora italiana) del 24 settembre in mezzo all'Oceano Pacifico, ma il margine d'incertezza è ancora di sette ore in più o in meno.

EXCALIBUR!! I Carmina Burana come non li avete mai sentiti

Pareidolia acustica: i Carmina Burana


Se sapete anche solo un briciolo d'inglese, non riuscirete mai più a vedere Excalibur senza ridere.


Oh, four tuna (oh, quattro tonni)
Bring more tuna (porta altri tonni)
Statuary on his knees (statue sulle sue ginocchia)
Some men like cheese (ad alcuni uomini piace il formaggio)
Hot, temperate cheese (formaggio caldo e temperato)
Vimto can taste of kidneys (il Vimto a volte sa di rognone)
Lukewarm two rat (tiepido due ratto)
Bet too cool rat (scommettere un ratto troppo cool)
You don't get cheese or chicken (non avrai formaggio o pollo)
Bend chips all day (piega le patatine tutto il giorno)
Hot and salty (calde e salate)
Dip sore feet (immergi i piedi dolenti)
Good, hot chili (buon chili caldo)
Saucy codpiece (una conchiglia salace)
Get me cod, please (portami del merluzzo, per favore)
Brought up too full, food in me (cresciuto troppo sazio, cibo dentro di me)
Suck juice from moose (succhia il succo dall'alce)
Fun with some goose (divertimento con un'oca)
Second these so rude big knees (favorisci queste grosse ginocchia così volgari)
Open bra top (apri la parte superiore del reggiseno)
Get them loved up (coccolale)
Leaking foot when near cherries (piede che ha perdite se vicino alle ciliegie)
Look there, look good (guarda lì, guarda bene)
Dogs sure look cute (i cani sembrano davvero carini)
Farewell to knees and berries (addio alle ginocchia e alle bacche)
Salsa cookies (i biscotti alla salsa)
Windmill cookies (i biscotti a forma di mulino a vento)
They'll give you gonorrhea! (ti daranno la gonorrea!)
This octopus (questo polpo)
Let's give him boots (diamogli degli scarponi)
Send him a car or pizza (mandiamogli un'auto o una pizza)
Lovely Torah (adorabile Torah)
Send me more of potato soup and chicken (manda ancora zuppa di patate e pollo)
Hot mess all day (pasticcio caldo tutto il giorno)
Sing it, ugly (cantala, bruttona)
Be good for Peace Monkey's sake (sii buona per il bene della Scimmia Pacifista)

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “david.roman*”.

2011/09/18

Timelapse dalla Stazione Spaziale, per cominciare bene la giornata

L'infinita bellezza del nostro pianeta visto dalla Stazione Spaziale


Loro ne hanno viste, cose che noi umani non potremmo immaginarci. Bagliori delle città che si riflettono come fiamme sui pannelli solari. Lampi colossali che rimbalzano in concerto da una nube all'altra come lucciole perse nella foschia. Il sottile, fragile velo dell'atmosfera. Un mondo che non ha frontiere, visto da un luogo nel quale anche la più possente delle bandiere non può sventolare. Questa è la nostra Terra vista in timelapse dalla Stazione Spaziale.


Una dose di bellezza infinita come questa, di primo mattino, è quel che ci vuole. Grazie a James Drake di Infinity Imagined e a chi rischia la vita per portarci queste immagini potenti.

2011/09/17

Come convertire i siti-slideshow

Deslide converte CNN, Reuters, Life e altri siti che vi fanno cliccare cento volte per una serie di foto


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Ci sono tanti siti di Internet, non solo di tipo pruriginoso, che presentano serie splendide di fotografie ma hanno il difetto di obbligare l'utente a cliccare ripetutamente per sfogliarle e salvarle una per una. Per risolvere almeno in parte questo problema c'è un sito, Deslide.clusterfake.net, al quale basta dare il link alla pagina iniziale della serie per ottenere una pagina unica contenente tutte le immagini.

Io l'ho provato su questa serie di 25 foto rare del Pentagono pubblicate da Life ed ho ottenuto questo risultato scegliendo l'opzione Show big images + titles, descriptions etc. Splendido.

Aggiornamento (21:00): Deslide non funziona su tutti i siti, ma solo su quelli elencati in fondo alla sua pagina iniziale, che includono Msn, Reuters, Uproxx, Yahoo, Usatoday, BBC, Boston.com, IMD e altri.

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “f47nk”.

2011/09/16

Disinformatico radio, podcast del 2011/09/16

È disponibile temporaneamente sul sito della Rete Tre della RSI il podcast della scorsa puntata del Disinformatico radiofonico. Ecco i temi e i rispettivi articoli di supporto: ufologi seri a caccia di ragni volanti contro le “scie chimiche”, foto rubate di Scarlett Johansson con Effetto Streisand, social network che si copiano a vicenda, incontri su Facebook che finiscono insolitamente male e lo scherzo che “rompe” Google.

Questi articoli erano stati pubblicati inizialmente sul sito della Rete Tre della Radiotelevisione Svizzera, dove attualmente non sono più disponibili. Vengono ripubblicati qui per mantenerli a disposizione per la consultazione.

Incontri su Facebook finiti decisamente male

Capita spesso di sentire i genitori che avvisano i figli di fare attenzione ai cattivi incontri su Internet e in particolare nei social network, ma ogni tanto anche i genitori avrebbero bisogno di questo promemoria.

A febbraio scorso il direttore di un supermercato in Belgio ha ricevuto il promemoria nel modo peggiore. Aveva fatto amicizia via Facebook con una donna di nome Katrien Van Loo, che a un certo punto lo aveva invitato a cena nel suo appartamento. Ma quando l'uomo è arrivato all'appartamento di "Katrien" vi ha trovato due uomini che lo hanno sequestrato, imbavagliato e bendato.

Un terzo malvivente, impossessatosi delle chiavi del supermercato che la vittima aveva con sé, si è recato al punto vendita e ne ha saccheggiato la cassaforte. I dettagli della vicenda, con le riprese delle telecamere di sicurezza, sono sul sito della polizia belga.

A Ferndale, nel Galles, la ventitreenne Leah Gibbs aveva scambiato messaggi romantici con il bel ventunenne Adam Minton. Lo scambio è sfociato in una proposta d'incontro, e Leah è andata in auto a casa di Adam. Adam non l'ha fatta entrare, ma le ha chiesto un passaggio al vicino centro commerciale. Certo, che male c'è?

Pochi minuti dopo, potete immaginare la sorpresa della Gibbs quando Adam è uscito correndo dal supermercato con il volto paonazzo ed è balzato in macchina, gridando “Vai, vai, vai!” e portando con sé una grossa borsa, come racconta il Mirror. La donna ha pensato che il suo boyfriend fosse nei guai e lo ha riportato a casa, dove però sono stati raggiunti dalla polizia, che ha arrestato entrambi per rapina. Un impiegato dell'agenzia di scommesse rapinata da Minton aveva preso il numero di targa della Gibbs, che si è trovata così a passare una notte in cella prima di essere rilasciata dopo aver chiarito la propria posizione. Il rapinatore conosciuto tramite Facebook è stato condannato a quattro anni e mezzo di reclusione.

In entrambi i casi, le vittime hanno commesso l'errore fondamentale di dare troppa fiducia a qualcuno conosciuto via Internet. Se proprio volete incontrare di persona uno sconosciuto, fatelo in un luogo pubblico e restate lì, preavvisate un parente o un amico e non scambiatevi l'indirizzo di casa prima di esservi conosciuti per bene.

Ufologi a caccia di ragni volanti contro le “scie chimiche”

Sembra un titolo da film di fantascienza di serie B, ma è una notizia seria: un gruppo di ufologi italiani, il CISU (Centro Italiano Studi Ufologici), è a caccia di ragni volanti e chiede l'aiuto degli internauti.

Una delle tesi di complotto più popolari su Internet è infatti quella delle cosiddette "scie chimiche": le scie lasciate in cielo dagli aerei sarebbero una forma di avvelenamento chimico su scala mondiale, fatto da chissà chi per scopi imprecisati. I sostenitori di questa tesi (sbufalata da tempo da chi in cielo e con gli aerei ci lavora, come i meteorologi e i piloti di linea) affermano che dalle "scie chimiche" precipiterebbero dei filamenti biancastri di natura misteriosa.

Gli aracnologi ribattono che non c'è nulla di misterioso e che le scie degli aeroplani non c'entrano affatto: i filamenti sono prodotti dai ragni migratori, che usano queste bave come vele per farsi trasportare dal vento. Ogni anno questo fenomeno stagionale crea non solo angosce infondate in chi si è fatto sedurre dalle teorie sulle “scie chimiche” ma anche un'ondata di avvistamenti ufologici fasulli, perché le tele s'intrecciano e formano chiazze iridescenti che si spostano in cielo. Così gli ufologi del CISU ne raccolgono campioni e chiedono agli internauti di fare altrettanto o di scattare fotografie, in modo da documentare e quantificare il fenomeno per smentire una volta per tutte le tesi aliene o complottiste.

Se non vi appassionano i ragni, tranquilli: quelli migratori sono piccolissimi e innocui. Le istruzioni dettagliate sono su Photobuster. Buona caccia!

Scherzi informatici: "Guarda! Hai rotto Google!"

C'è una battuta, tratta dalla serie televisiva inglese The IT Crowd, secondo la quale se si scrive "Google" in Google si rompe tutta Internet. Non è vero, per fortuna, ma se lo dite seriamente è facile che troviate qualcuno che ci casca.

Attenzione, però, perché qualcuno potrebbe anche dirvi che è vero e addirittura dimostrarvelo. Infatti esiste un difetto in Google che consente di "rompere" la sua pagina principale immettendovi i caratteri giusti. È molto semplice: cliccate qui, oppure digitate "${" (senza le virgolette) in Google. La pagina del celeberrimo motore di ricerca cambierà aspetto, apparendo tutta allineata a sinistra; sparirà la banda nera superiore e alcune scritte saranno sovrapposte disordinatamente sulle altre.

La cosa può sembrare banale, ma si tratta di un difetto estremamente serio che sta alla base di molte delle recenti violazioni di siti: quello che viene immesso dall'utente non viene filtrato adeguatamente e invece di essere interpretato come una parola da cercare viene accettato come istruzione che altera il codice della pagina o (in alcuni casi) offre accesso ai database privati del sito. Il fatto che una pagina visitatissima e fidatissima come quella di Google, nella quale gli utenti immettono davvero di tutto, abbia un difetto di questo genere non va sottovalutato.

Al momento non è chiaro se questa magagnina possa essere sfruttata per attacchi informatici; la discussione e la sperimentazione in questo campo, se vi intrigano, sono per esempio su Hackernews e StackOverflow.

Foto rubate di Scarlett Johansson: che cos'è l'Effetto Streisand?

Ieri l'universo di Twitter è stato scosso dalla notizia della diffusione su Internet di foto piuttosto private dell'attrice Scarlett Johansson. Si tratta di autoscatti che sarebbero stati sottratti dal suo telefonino perché la Johansson è stata presa di mira da un gruppo di vandali informatici che ha l'hobby di intrufolarsi nei dispositivi digitali delle star.

È una buona occasione per ripassare l'ABC della privacy del telefonino: se non avete voglia di leggere il manuale e impostare il vostro complicatissimo smartphone in modo che non riveli le vostre coordinate geografiche in ogni foto e non permetta a chiunque di accedere alla sua segreteria (come è successo per il recente scandalo delle intercettazioni nel Regno Unito), non fate autoscatti di natura potenzialmente imbarazzante. Non lasciate mai incustodito il vostro telefonino: bastano sei minuti per copiarne il contenuto scavalcandone la password o estraendone la schedina di memoria. Non lasciate attiva e visibile la connessione Bluetooth e non fidatevi degli accessi Wifi pubblici se dovete scambiare dati riservati.

In particolare, non fate come Paris Hilton, il cui telefonino fu violato nel 2005 perché il suo operatore cellulare aveva, come domanda per il recupero della password, “Qual è il nome del tuo animale domestico preferito?" e la Hilton aveva risposto alla domanda dando il nome effettivo del proprio cane, che era facilmente scopribile da chiunque grazie ai siti di gossip.

Scarlett Johansson ha mobilitato il proprio avvocato, diffidando qualunque sito dal pubblicare le immagini rubate, ma questo non ha fatto altro che autenticare le foto e moltiplicare l'interesse e la curiosità per questi scatti. Nel gergo di Internet questo autogol si chiama "Effetto Streisand", perché nel 2003 Barbara Streisand fece causa per 50 milioni di dollari a un sito, Pictopia.com, che aveva pubblicato, fra 12.000 immagini della costa californiana, una foto che includeva la villa della cantante. La villa, fino ad allora, non era conosciuta al grande pubblico e sarebbe rimasta sconosciuta se l'azione legale non avesse richiamato l'attenzione su quella specifica fotografia.

A proposito delle foto di Scarlett Johansson, va segnalato inoltre che c'è il rischio che i malfattori della Rete fabbrichino siti-esca infettanti basati sulla ricerca di queste foto, per cui è sconsigliabile cercarle a casaccio.

Faceboogle+ e Twitbook? I social network convergono

I social network si guardano l'un l'altro e, dicono le malelingue, si copiano a vicenda. Facebook ha annunciato una nuova funzione opzionale, la Smart List, che pemette di definire gruppi di persone con le quali condividere una specifica notizia o una fotografia: una funzione straordinariamente simile alle Cerchie di Google+, social network che a sua volta è stato accusato di aver copiato da Facebook (il pulsante "+1" sarebbe un clone del "Mi piace" di Facebook) e da Twitter (in particolare l'elenco degli utenti consigliati).

Copiature in vista anche nei confronti di Twitter, che ha festeggiato da poco i 100 milioni di utenti; è un social network molto pratico per chi vuole ricevere notizie fresche da siti specifici o celebrità (assolutamente affascinante e un pochino inquietante, per esempio, il flusso Twitter di Flightradar24, che segnala in tempo reale le emergenze a bordo degli aerei di linea; molto divertente quello dell'attrice Kaley Cuoco dal set di Big Bang Theory, serie TV seguitissima dai geek). Su Twitter chiunque può seguire chiunque senza dover aspettare che venga concessa l'amicizia, a differenza di Facebook. Guarda caso, Facebook ha preannunciato il pulsante Subscribe, che permetterà di ricevere notizie pubbliche anche da utenti Facebook che non ci hanno dato l'amicizia.

Intanto si preannunciano tempi duri per Google+: secondo alcuni dati preliminari, il numero dei messaggi pubblici è calato del 41% in un mese. Forse nel mondo dei social network c'è spazio per un solo contendente.

Fonti aggiuntive: The Register.

2011/09/15

Autoscatti privati rubati a Scarlett Johansson finiscono in Rete. C’è gente che non impara mai

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2011/09/17.

C'è sempre qualcuno che pensa “tanto a me non capita”. Parliamoci chiaro: se siete troppo pigri per leggere il manuale e imparare i rudimenti della sicurezza dei dispositivi che usate, l'unico modo per garantire che vostre immagini di nudo o imbarazzanti o altrimenti private che avete scattato per uso personale finiscano su Internet contro il vostro volere è non farle.

Non sembra un consiglio così difficile da seguire, eppure adesso Scarlett Johansson avrebbe chiamato nientemeno che l'FBI per alcuni autoscatti privati che sono comparsi su Internet poche ore fa.

No, non vi dirò dove andarli a prendere e non pubblicherò gli originali in alta risoluzione senza i provvidenziali felini e non linkerò i siti che dicono dove andarle a reperire. Né ho intenzione di spendere un nanosecondo per sapere se sono vere o false. Se siete messi così male da volerle trovare, arrangiatevi: tanto non mostrano molto più di quello che potete intuire da queste mini-anteprime.

La cosa importante è che episodi come questo (la Johansson, a quanto pare, non è la prima celebrità ad esserne colpita) dimostrano che il primo passo per la gestione della privacy spetta all'utente, che deve informarsi sulla tecnologia che usa e capirne le vulnerabilità. Non può aspettare che ci pensi qualcun altro, men che meno l'FBI o la polizia.

Non ha tempo di farlo? Allora si compri un telefonino che non fa foto. Oppure non si faccia foto personali usando uno smartphone (usi invece una normale fotocamera) e non le custodisca sul computer o sul cellulare, perché ci sono mille modi per sottrargliele.

Chi pensa che questo genere d'incursione richieda competenza da super-hacker farebbe bene a ricredersi. I file cancellati su una penna USB o un disco rigido si possono recuperare. Ci sono software appositi che scavalcano le password degli iPhone, iPod e iPad e scaricano direttamente tutte le foto in pochi minuti mentre l'utente si assenta un momento lasciando incustodito l'aggeggio. Estrarre la schedina di memoria da certi smartphone richiede pochi secondi. I Bluetooth accessibili, specialmente sui treni, non si contano. Creare un honeypot wifi e ascoltarne il traffico è una passeggiata per chiunque abbia un telefonino in grado di fare tethering. La nuova versione di Firesheep intercetta il traffico Web degli utenti sulle reti Wifi e ne ruba le sessioni nei social network, consentendo di accedere anche alle foto private. Tutte azioni illecite, ovviamente: ma prevenire è meglio che curare, specialmente in questo caso.

Come se non bastasse, ci sono tanti utenti che lasciano l'intero computer in condivisione sulla rete locale. Qualche giorno fa ero in un'università del nord Italia e mi è stata offerta la connessione a Internet. Ho collegato il mio laptop al cavo ethernet e sono emerse automaticamente le condivisioni degli altri utenti. È bastato sbirciare un attimo per notare una cartella, denominata password, che conteneva file molto eloquenti. Ho avvisato subito il titolare della cartella.

Spaventati? Dovreste esserlo. Ma mettersi al sicuro è semplice: se non volete che le vostre foto private finiscano in Rete, non fate foto private. Oppure imparate le basi della sicurezza informatica. Punto.


Aggiornamenti


17:30. L'FBI conferma (AFP) che sta indagando su una recente raffica di sottrazioni d'immagini private di celebrità, ma non ne fa i nomi. Sophos sottolinea il rischio che i malfattori della Rete fabbrichino siti-esca infettanti basati sulla ricerca di queste foto e sconsiglia di cercarle.

22:40. Il sito di gossip TMZ segnala che l'avvocato della Johansson, Marty Singer, sta inviando lettere di diffida ai siti che pubblicano le foto (il che fa pensare che siano autentiche). Mai sentito parlare di effetto Streisand?

2011/09/17. Ho aggiunto un paio di frasi per chiarire – soprattutto a chi è arrivato qui troppo arrabbiato per capirlo da solo – che non fare foto private è la soluzione più efficace per chi non vuole studiarsi il manuale del telefonino o social network o altro gingillo digitale, che ognuno è certamente libero di fotografarsi come gli pare e che comunque la sottrazione di immagini private è una violazione del diritto alla privacy, per cui non intendo assolutamente difendere o giustificare chi commette queste violazioni.

2011/09/14

NASA: si va oltre la Luna, ecco il missile gigante per farlo

NASA: ecco il missile per portare astronauti verso gli asteroidi e Marte. Lunacomplottisti: non si può per le radiazioni. Vedremo


Anteprima grafica dell'aspetto dello
Space Launch System. Credit: NASA.
Poco fa la NASA ha annunciato i dettagli del progetto SLS: un nuovo missile gigante (anteprima qui accanto) che entro il 2017 sarà capace di portare da 70 a 130 tonnellate fino all'orbita terrestre e di lanciare astronauti verso gli asteroidi e verso Marte.

Si tratta di un veicolo che avrà oltre quattro volte la capacità di carico dello Shuttle e sarà nella stessa categoria del Saturn V usato per andare sulla Luna.

Cari lunacomplottisti che dite che i viaggi lunari sono impossibili a causa delle radiazioni, la NASA promette di bagnarvi il naso. Sarà molto divertente leggere le loro contorsioni mentali quando chiunque, usando un telescopio o una buona antenna radio, potrà verificare che ci sono degli astronauti nello spazio profondo.

I dettagli tecnici sono su Complotti Lunari.

Utorrent violato, occhio ai download

Infettato un client Bittorrent


Poche ore fa è stato violato Utorrent.com, il sito che ospita µTorrent, uno dei più diffusi programmi client per Bittorrent. Il client è stato infettato con un malware che si spaccia per un antivirus. La situazione è stata corretta, ma chi ha scaricato in queste ore µTorrent per Windows potrebbe trovarsi con una versione infetta. I dettagli sono nel comunicato di Bittorrent. Sophos fornisce altre info e segnala che il suo antivirus riconosce il malware.

L'infezione di un client peer-to-peer popolare è una strategia insolita ma molto potente per la diffusione di questi falsi antivirus. Prudenza, e scandite tutto quello che ricevete da qualunque fonte.

Antibufala: il “mostro marino” scozzese

Mostro marino in Scozia? È solo un globicefalo decomposto


Una lettrice, Cristina, mi segnala questa notizia: “Enorme, verdastro, dalle sembianze di un essere preistorico. Un animale mai visto precedentemente è stato ritrovato su una spiaggia scozzese. Morto. Gli esperti brancolano ancora nel buio nell'identificazione della razza”.

Inizia così l'articolo di Affaritaliani.it, a firma di Fabio Arrigoni, sul “mostro marino” che sarebbe stato trovato in Scozia. La stessa notizia è riportata un po' meno drammaticamente da Express-news.it, che parla di “mostro marino” ma inizia a chiarire che gli esperti non brancolano affatto nel buio.

Infatti basta immettere in Google News i nomi dei protagonisti della scoperta, Margaret e Nick Flippence, per scoprire che la notizia è vecchiotta: risale al 20 luglio e proviene dal Daily Mail e dal Sun britannici, secondo i quali iIl “mostro” sarebbe lungo 30 piedi (circa nove metri). Inoltre il ritrovamento in sé è ancora più vecchio di queste notizie iniziali e la creatura era già stata esaminata dagli esperti, che non vi avevano trovato niente di speciale.

Stv.tv, infatti, riferisce che la carcassa era già stata segnalata a maggio scorso, quando era stata “esaminata dal Dott. Andrew Brownlow dello Scottish Agricultural College, che l'aveva identificata come un giovane esemplare di globicefalo [pilot whale in originale] [...] Quando era stata segnalata inizialmente, la carcassa giaceva in una posizione differente e aveva ancora la mascella. Da allora si è decomposta ulteriormente e la marea l'ha rovesciata sul dorso. La mascella è stata trascinata via dall'acqua, scoprendo il palato duro del globicefalo e facendo pensare alla gente che si tratti della carcassa di una creatura preistorica misteriosa”.

Niente mostro marino, insomma: solo qualche giornalista che non sa resistere alla tentazione di fare sensazione con poca fatica. Per gli appassionati di animali misteriosi, segnalo invece Cryptomundo, sito meno sensazionalista ma molto interessante e interamente dedicato a questo genere di ritrovamenti. È molto educativo per evitare di abboccare alle sparate dei giornalisti a caccia di click facili e per evitare che un globicefalo vi faccia fare la figura del fallocefalo.