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20 commenti

Appello contro gli “additivi tossici” negli alimenti [UPD 2012/05/06]

Additivi tossici nelle merendine?


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “fabio” e “bizzozero”. L'articolo era stato pubblicato inizialmente su Attivissimo.net a settembre del 1999 e viene ripubblicato qui per accorpare le indagini antibufala e per aggiornarlo. L'ultimo aggiornamento è del 6 maggio 2012.


Il testo della catena di sant'Antonio


Con le solite varianti tipiche delle catene di sant'Antonio, il senso è grosso modo questo:

QUESTO TESTO E' STATO DIFFUSO DAL CENTRO TUMORI di AVIANO:
ADDITIVI CONTENUTI NEGLI ALIMENTI DA NOI QUOTIDIANAMENTE CONSUMATI :
ADDITIVI INOFFENSIVI :
E100 E101 E103 E104 E105 E111 E121 E122 E126
E132 E140 E161 E162 E181 E182 E183 E170 E160
E171 E172 E173 E174 E175 E180 E181 E190 E200
E201 E202 E203 E206 E237 E238 E260 E262 E272
E280 E281 E282 E290 E300 E301 E302 E303 E304
E306 E307 E308 E309 E325 E326 E327 E331 E332
E333 E334 E335 E336 E337 E400 E401 E402 E403
E404 E405 E406 E408 E410 E411 E413 E414 E420
E421 E422 E440 E470 E471 E472 E473 E474 E475

ADDITIVI SOSPETTI:
E125 E131 E141 E150 E153 E210 E212 E213 E214
E215 E216 E217 E221 E222 E223 E224 E226 E231
E233 E238 E240 E241 E338 E339 E240 E341 E480
E461 E463 E465 E466 E467

ADDITIVI TOSSICI:
E102 E110 E120 E123 E124 E127 E220 E221 E230
E339 E250 E251 E252 E311 E313 E320 E321 E407
E450 E330

N.B.: ATTENZIONE! L'additivo E330 è il più pericoloso.

ALCUNI ALIMENTI DI LARGO CONSUMO CONTENENTI ADDITIVI TOSSICI :

MERENDINE: Buondì Motta, Jolli Alemagna, Merendine Fabbri, TinTin Alemagna, Merendine Briciola
BIBITE: Aranciata Sanpellegrino, Cin Cin, Levissima, Bitter analcolico, Gingerini, Spume, Crodini

DOLCIUMI: Caramelle Perugina alla frutta e formato a spicchi (limone e arancia), Caramelle fondenti e assortite, Sette sere Perugina, Charms Alemagna

FERMATE L'USO DI QUESTI ADDITIVI SELEZIONANDO I PRODOTTI CHE COMPERATE.
E' IL CONSUMATORE CHE CONDIZIONA LE SCELTE DEI FABBRICANTI.
RIPRODUCETE QUESTO DOCUMENTO E DISTRIBUITELO ATTORNO A VOI PER LA DIFESA DELLA VOSTRA E ALTRUI SALUTE, GRAZIE.

Ne esiste anche una versione cartacea, che veniva largamente distribuita, nell'era pre-Internet, tramite fotocopiatrice e poi via fax. Eccone un'immagine:

Tabella additivi

Notate che la fonte è cambiata: qui è l'ospedale Villejuif di Parigi, in abbinamento all'ospedale Regina Elena e, guarda un po', all'ENEA. Cosa c'entri l'ENEA con gli additivi cancerogeni è un quesito che già da solo dovrebbe indurre a dubitare pesantemente dell'affidabilità dell'appello. Ma sorvoliamo.

La variante circolante a marzo 2011 è questa (notate la grafia di “addittivi” e “levitazione”), che include spesso anche l'allarme per i deodoranti cancerogeni:

E’ stato distribuito dal CENTRO ANTI-TUMORI di Aviano (Pordenone).

NOTA BENE: L'ADDITIVO E330 (glutammato monosodico) E' IL PIU' PERICOLOSO

ALIMENTI DI LARGO CONSUMO CONTENENTI ADDITTIVI TOSSICI

MERENDINE: Buondì Motta; Jolly Alemagna; Merendine Fabbri; Tin Tin Alemagna; Merendine Briciola.
BIBITE: Aranciata San Pellegrino; Bitter Analcolico: Gingerino; Spume; Crodino; Aranciata Cin Cin; Aranciata Lievissima.
APERITIVI: Aperol; Gancia; Americano; Rosso Antico; Amaro Cora; Clunol; Vov; Punch al Mandarino;
DOLCIUMI: Caramelle Perugina alla frutta e formato a spicchi ( limone e arancia) Caramelle fondenti (perugina) ed Assortite Sette Sere ( perugina) Charms ( alemagna)
SIGARETTE: MMS; MARLBORO; KIM; MULTIFILTER
PRODOTTI DI LEVITAZIONE: lievito BERTOLINI

FERMATE L'USO DI QUESTI ADDITIVI ; SELEZIONANDO I PRODOTTI CHE COMPRATE E' IL CONSUMATORE CHE CONDIZIONA LA SCELTA DEI FABBRICANTI.
RIPRODUCETE QUESTO DOCUMENTO; DISTRIBUITELO AD AMICI E CONOSCENTI:UTILIZZATELO A DIFESA DELLA VOSTRA E DELL' ALTRUI SALUTE:

Far circolare il più possibile
DISTRIBUITO DAL CENTRO ANTI-TUMORI DI AVIANO (PORDENONE)
(Centro specializzato contro i tumori)

[segue tabella di additivi etichettati “inoffensivi”, “sospetti” e “tossici”, mostrata qui sotto]


Origini (la nonna di tutte le bufale)


L'appello in forma cartacea risale almeno al 1976, secondo informazioni pubblicate da VoiceBuster.it (sito oggi inattivo ma archiviato da Archive.org) e altri siti, molti dei quali sono francesi, che citano l'appello proprio per smentirlo. Scriveva Voicebuster.it nel 2003:

Ricordate il caso del cosiddetto "volantino di Villarjuif"? Era un elenco ciclostilato di additivi alimentari pericolosi apparsa in Italia nel 76 a firma di un sedicente "Ospedale di Villarjuif (Parigi) specializzato nella lotta ai tumori". La notizia passò di bocca in bocca, e -a detta del ripetitore di turno- si trattava di bocche qualificate: l’amico medico, il conoscente che lavora al Ministero della Sanità. Il volantino passò di mano in mano. Una mano ulteriore la diedero i giornali, che pubblicarono una delle innumerevoli fotocopie del volantino allarmistico. In Francia esiste un Centro Oncologico di Villejuif, (e non Villarjuif), i cui responsabili hanno dichiarato ufficialmente di non aver mai compilato liste di additivi alimentari cancerogeni. Nel ciclostilato erano elencate anche merendine, bibite, caramelle e aperitivi contenenti i pericolosissimi additivi: l’E141 e l’E460 (che sono in realtà la clorofilla e la cellulosa, presenti in tutti i vegetali), l’E153 (il carbone vegetale) e l’E407 (le alghe commestibili). L’E150 è il caramello, comunemente utilizzato per i dolci. Tutte sostanze innocue (o inesistenti, come l’E125). Come ciliegina sulla torta, l’additivo segnalato come il più tossico, l'E330, non é altro che acido citrico, contenuto in natura nei limoni. Nonostante le autorità sanitarie abbiano più volte negato l'attendibilità di questo documento, la voce continua a circolare. Molti giornali prima la diedero per buona, poi cercarono di smentirla. Finendo per darle maggiore forza: "Le multinazionali produttrici degli additivi alimentari scendono in campo" fu il commento di molti lettori. La smentita venne considerata un trucco per insabbiare la vicenda: smentiscono, dunque mentono. Risultato: la voce acquistò ancora più vigore, danneggiando decine di aziende. Tra gli altri, i produttori del rosso bitter Campari se la videro nera. La situazione si è sbloccata quando le norme CEE hanno abolito l’obbligo di apporre sui prodotti questa sigla.

Se ne trovano altre tracce nel 1992, come documentato da un articolo della rivista Scienza e paranormale del CICAP (Maria Teresa Carbone, 99 leggende urbane, Scienza & paranormale: N.1 Anno IV Aprile 1992).

Secondo gli archivi di Google (consultati ad agosto 2006), il messaggio comparve nei newsgroup italiani, nella forma “garantita” dal Centro Tumori di Aviano, a maggio del 1996 (nel newsgroup it.annunci). Nei newsgroup francesi, la versione “garantita Villejuif” comparve invece a giugno 1997 (fr.bio.medicine).


Perché è una bufala


Tutte le varianti di questo appello hanno in comune un concetto: l'additivo più pericoloso sarebbe l'E330. Ma basta consultare una qualsiasi fonte di settore per scoprire, come segnalato qui sopra, che l'E330 è in realtà l'acido citrico, quello che si trova in natura per esempio nelle arance e nei limoni e che non è affatto tossico alle dosi usate negli alimenti (UK Food Guide; PubChem; Ecama.org). Da solo, questo errore grossolano basterebbe a dimostrare la totale inaffidabilità della lista.

Ma come mai l'appello circola con il nome di vari ospedali? Presumibilmente perché qualcuno gliel'ha appiccicato per rendere più credibile la storia. Infatti le varie fonti di volta in volta citate (ospedale Villejuif, professor Tubiana, Centro Tumori di Aviano) hanno smentito più volte (invano) di aver mai prodotto una lista di questa natura.

Ecco per esempio la smentita del Centro Tumori di Aviano, raccolta qui dal CICAP alcuni anni fa:

In realtà è da parecchio tempo che se ne sente parlare. Sapevamo che era un falso, una leggenda metropolitana, ma per sicurezza abbiamo girato la domanda al direttore del Centro anti-tumori di Aviano, professor Umberto Tirelli, che così risponde: "è un noto falso che gira ormai da un decennio".

La variante “garantita” dall'ospedale Villejuif partì dalla Francia a febbraio del 1976 e si diffuse in tutta Europa, contagiando circa sette milioni di persone, stando alle ricerche pubblicate nel 1990 da Jean-Noël Kapferer, docente di comunicazioni all'Ecole des Hautes Etudes Commerciales e all'Institut Supérieur des Affaires, nel libro Rumors: uses, interpretations, and images (1990), oggi parzialmente consultabile su Google Books.

Dal 2000 al 2004, Vegetariani.it (un sito gestito dall'Associazione Vegetariana Italiana e quindi difficilmente sospettabile di complotti chimico-industriali) ha pubblicato una lista esauriente degli additivi alimentari, che indicava i nomi delle sostanze corrispondenti ai codici dichiarati “tossici” (oggi è archiviata presso Archive.org). Un altro elenco è disponibile tuttora presso la Food Standards Agency britannica e presso la Food Safety Authority neozelandese. Nonostante i nomi inquietanti sono invece tutti prodotti ammessi (entro certi limiti di dosaggio) per uso alimentare:

  • E102 Tartrazina (colorante)
  • E110 Giallo tramonto FCF - giallo arancio S (colorante)
  • E120 Cocciniglia, acido carminico (colorante)
  • E123 Amaranto (colorante)
  • E124 Poncean 4R-rosso cocciniglia (colorante)
  • E127 Eritrosina (colorante)
  • E220 Anidride solforosa (conservante)
  • E221 Sodio solfito (conservante)
  • E230 Difenile (conservante)
  • E339 Sodio ortofosfati (sinergisti degli antiossidanti)
  • E250 Sodio ortofosfati (conservante)
  • E251 Sodio nitrato (conservante)
  • E252 Potassio nitrato (conservante)
  • E311 Ottile gallato (antiossidante)
  • E313 (non trovato in nessun elenco)
  • E320 Butile-ossi-anisolo (BHA) (antiossidanti)
  • E321 Butile-ossi-tolulo (BHT)
  • E407 Carragenine
  • E450 Fosfati e polifosfati

Fra gli additivi dichiarati come “sospetti” troviamo inoltre altre sostanze che è invece assai difficile considerare pericolose una volta che si sa il nome associato al codice numerico: E141 (complessi rameici di clorofille e clorofilline), E153 (carbone vegetale), E150 (caramello).


Ma la lista contiene davvero alcune sostanze tossiche!


Una versione circolante via mail
a maggio del 2012.
È vero. Ma qui, come sempre, occorre chiarire la questione del dosaggio non considerato: è la dose che fa il veleno. Qualsiasi sostanza è tossica se ingerita in dosi sufficienti. Anche l'acqua e il peperoncino. Per contro, qualsiasi sostanza è innocua se ingerita in dosi sufficientemente piccole. In altre parole, non esistono sostanze “tossiche” in sé e per sé: dire che una sostanza è tossica senza far riferimento al dosaggio è soltanto fumo negli occhi.

Il buon senso ci induce a considerare tossica o non tossica una sostanza se ha effetti nocivi quando viene assunta in dosi che possono capitare nella vita di tutti i giorni. Per esempio, l'acqua non è considerata tossica perché normalmente si beve a bicchieri. Ma dieci litri d'acqua, ingeriti rapidamente, possono schiantare l'organismo (per sovraccarico ai reni, per esempio). Per contro, tutti consideriamo tossica la candeggina perché immaginiamo di ingerirne una sorsata. Ma un milligrammo di candeggina (una gocciolina) probabilmente non farebbe gravi danni (non ci provate, però, non vi voglio sulla coscienza).

Logicamente, se una sostanza è considerata tossica, è meglio ingerirne il meno possibile, ma sotto certe dosi non c'è alcun effetto tossico. L'importante è sapere quali sono queste dosi e fare in modo di restare al di sotto di esse, scoprendo quali prodotti le contengono.

Come se non bastasse, per decidere a che dosaggi una sostanza è tossica bisogna anche considerare due altre cose: l'intossicazione cronica, ossia quella prodotta dal ripetuto assorbimento di piccole quantità di per sé non tossiche, e l'effetto sinergico, ossia il risultato di possibili interazioni fra la sostanza sotto esame e le altre sostanze presenti nel prodotto. Un bel pasticcio, insomma.

I commenti di alcuni lettori vanno interpretati alla luce di questa premessa prima di prendere decisioni in proposito. Inoltre va considerato che alcuni di questi additivi hanno funzioni preziose: per esempio, evitano che i prodotti ammuffiscano e quindi producano sostanze tossiche in dosi letali (il caso tipico è la conserva della nonna, tanto ma tanto genuina e senza additivi, che però uccide per botulismo).

Per esempio, un lettore (ingarr) nota che l'elenco dell'appello include il difenile (E230), che viene ammesso “solo sul presupposto che l'assunzione media giornaliera possa essere inferiore a 0,005 g/kg peso corporeo”.

Un altro lettore (munehiro, un chimico) segnala che la lista contiene l'E220 (anidride solforosa) e l'E221 (sodio solfito), e commenta “sono più che altro usati nell'industria saccarifera come decoloranti per fare lo zucchero più bianco (più è bianco più è alta la qualità e più costa, per applicazioni speciali tipo confetti et similia), nonché come batteriostatici. Il residuo di solfiti è regolato per legge e ci sono controlli alquanto severi sul tasso medio e su linea di produzione di solfiti”. A proposito del difenile (E230), nota che “questo viene più che altro usato non come conservante quanto come pesticida, specie su limoni e arance. Non è miss Italia, dal punto di vista della tossicità, quindi se questa frutta non viene da coltivazione naturale è sempre prudente lavarla bene ed evitare di usarne la scorza, specie in bevande alcoliche (che solubilizzano meglio il bifenile come tale)”.

Sono considerazioni sensate e pratiche, senza allarmismi, e ben diverse da quelle fatte dall'appello, che invece vorrebbe concentrare la nostra attenzione sull'acido citrico presente nel succo degli agrumi. Prima di scegliere cosa fare a proposito degli additivi presenti nei cibi, vi conviene fare un'indagine seria e magari più dettagliata della mia. Non vi conviene certo basarvi su una lista scopiazzata e redatta da chissà chi. La salute è importante, non giocateci.


Ma che male fa diffondere una catena di sant'Antonio?


Tanto per cominciare, il povero professor Tubiana, citato nell'elenco come fonte, è stato costretto a sporgere denuncia contro ignoti per difendersi dalla diffamazione.

Vale la pena anche di pensare alle aziende i cui prodotti, citati incolpevolmente nell'appello, sono stati boicottati dai consumatori. Quanti lavoratori avranno avuto il posto di lavoro a rischio grazie alla credulità e all'imprudenza della gente?

Che dire poi del vero e proprio panico inutile prodotto da questa lista, come raccontato per esempio dal giornale Il mattino del 9 maggio 2000:

Alla paginetta fitta fitta, con intestazione Centro antitumori di Aviano (Pn), manca solo il simboletto delle sostanze radioattive per accrescere la preoccupazione. Reca un elenco di alimenti e bevande di uso comune «contenenti additivi tossici» da mettere al bando. Un documento falso che, però, non si sa come, è stato distribuito dall'Esercito a centinaia di militari nelle caserme degli alpini della Brigata Julia. Quel foglio, recante il numero di protocollo e di data dei vari comandi di bat taglione, è passato di mano in mano. Dai militari alle famiglie, quindi agli amici e sta discendendo la Penisola riprodotto in fotocopia. Insomma lo Stato maggiore degli alpini lo avrebbe scambiato per autentico e diffuso nelle mense e negli spacci militari. Ufficialmente nelle caserme non è ancora giunto un «contrordine» circa il suo contenuto, per cui sono a migliaia ad evitare l'acquisto di buondì, merendine di note marche, bibite e aperitivi con tanto di nome, caramelle e finanche alcuni tipi di sigarette. Un ghiacciolo al limone è addirittura indicato come il più pericoloso perché conterrebbe il «famigerato» additivo E330.

Solo i più smaliziati hanno telefonato al Centro di riferimento oncologico di Aviano, uno dei più prestigiosi istituti nazionali di ricerca sui tumori. «Siamo tempestati di telefonate - dicono al Cro -: naturalmente si tratta di un falso. Quel documento non ci appartiene e contiene, del resto, una serie di menzogne senza alcun fondamento scientifico». «Per fare un esempio - aggiunge la dottoressa Maria Parpinel del Cro di Aviano - in realtà l'additivo E330 non è altro che acido citrico, componente naturale di numerosi alimenti ed utilizzato nell'industria alimentare per le sue proprietà antiossidanti».

Ma come è possibile che l'Esercito sia caduto in un tale inganno ed abbia addirittura distribuito il documento alla truppa? «In effetti - conferma il colonnello Beraldo, comandante del 14° reggimento alpini - il documento ci è giunto per le vie gerarchiche un mese e mezzo fa. Si raccomandava di riprodurlo in fotocopia e distribuirlo allo spaccio. Così abbiamo fatto. Le confesso che anch'io mi sono preoccupato ed ho raccomandato in famiglia di non far uso di quei prodotti. Poi ho letto sul giornale una smentita del Centro oncologico ed ho capito che si trattava di un documento falso».

Ma quel trafiletto, apparso su Il Gazzettino, lo hanno notato in pochi. Non lo hanno notato affatto i militari che sono poi rientrati a casa tant'è vero che ieri, a Caserta, un soldato di leva si è rivolto alla redazione de Il Mattino preoccupato perché aveva mangiato un alimento contenente gli additivi messi al bando.

Quindi, per favore, pensateci due volte prima di propagare appelli che non avete verificato.


Commenti dei lettori


Ricevo e volentieri pubblico questa segnalazione di un lettore (ingarr, marzo 2002):

...due tabelle credibili, esaurienti, ed omogenee fra loro, che consentono, anche dopo una breve scorsa, di formarsi un'idea sull'argomento. Devo solo precisare, se necessario, che gli estensori non sono certo di parte legata all'industria.

I siti di provenienza sono http://www.rovax.com/dotcom/biorama/Pagine/ADDITIVI%20ALIMENTARI.doc e www.stefanoapuzzo.it/4sberle/Additivi.pdf [nota di ottobre 2010: attualmente questi link non sono più validi].

Per quanto riguarda il difenile (o bifenile od, in inglese, Diphenyl) E230, tossico, usato come antimuffa per le carte che avvolgono gli agrumi e che viene in parte assorbito dalla buccia, uno spunto per battute "noir" si trova in alcuni siti, dove si mettono in guardia i consumatori sul "limoncello", liquore oggi così in voga, in quanto potrebbe essere stato confezionato con agrumi "protetti" con tale sostanza.
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Commenti
Commenti (20)
Simpatico denunciare, francamente mi dispiace per i milioni di posti di lavoro che si perdono (francamente non credo, poi le aziende hanno mezzi di persuasione che il comune consumatore non ha), sono d'accordo che l'informazione deve essere corretta ecc. ecc. ma vorrei sapere cosa spinge un'azienda a indicare un ingrediente come E330 invece di acido citrico, e perchè la legge glielo consente. Gli ingredienti dovrebbero essere leggibili e chiari a TUTTI i consumatori, e non solo a una casta di "iniziati". Francamente un'azienda che sceglie la mancanza di trasparenza merita un contrappasso.
ma vorrei sapere cosa spinge un'azienda a indicare un ingrediente come E330 invece di acido citrico

Standardizzazione? Concisione? Norma di legge?

, e perchè la legge glielo consente

Magari la legge lo obbliga, perché "acido citrico" è comprensibile solo a un italiano, "E330" è universale (o perlomeno europeo).

Gli ingredienti dovrebbero essere leggibili e chiari a TUTTI i consumatori, e non solo a una casta di "iniziati".

Se scrivessero "acido citrico", quanti capirebbero che si tratta dell'acido presente negli agrumi?
Giorni fa ho ricevuto quest'appello da una mia conoscente diabetologa, la quale l'ha inviato a decine di persone (anche ad altri medici) ed io ho girato a tutti il link dello sbufalamento di Paolo. Qualche giorno dopo l'ho incontrata e lei, ridendo come un'idiota, mi ha detto: "Ma la Motta ti paga? Lo sai che quelle cose fanno veramente male? Io lo so perché sono un medico, tu che ne sai?" Conclusione: spero che non mi verrà mai il diabete, ma se dovesse succedere, sicuramente non mi farò curare da lei :-(
@filobus E330 e' il nome industriale dell'acido citrico: "Nell'industria alimentare è usato (con la denominazione E 330) come acidulante." (http://it.wikipedia.org/wiki/Acido_citrico)

E' la rosa con un altro nome che, per citare il Bardo, in questo caso non perde la sua acidita'.
Per quanto riguarda il glutamato monosodico e l'aspartame io ho trovato questa intervista sulle eccitotossine:
http://www.disinformazione.it/eccitotossine.htm
sarebbe interessante scoprire l'origine di questo appello, chissà chi l'ha fatto ma il fatto che continui a girare secondo me è positivo perchè al di là delle sigle più o meno corrette delle sostanze più o meno tossiche, le conclusioni sono del tutto condivisibili: i prodotti citati vanno senz'altro evitati, per molte ragioni trattasi di alimenti sconsigliabili, personalmente li evito da decenni anche senza aver mai visto questo documento. Chi lavora alla produzione di questi prodotti può trovare lavoro in settori più salutari nel momento in cui la gente smette di consumare prodotti e sostanze prive di alcun valore nutritivo. In conclusione sarà pure una bufala ma non fa danno, anzi
Vorrei aggiungere: E330 corrisponde all'acido citrico, ma mi sono sempre chiesta se quando viene usato come additivo si tratta della sostanza naturale estratta dagli agrumi o non è magari una sostanza sintetica? In tal caso potrebbe veramente essere tossico...qualcuno ne sa qualcosa?
"Chi lavora alla produzione di questi prodotti può trovare lavoro in settori più salutari nel momento in cui la gente smette di consumare prodotti e sostanze prive di alcun valore nutritivo."

Sicura? Prova ad andarglielo a dire :D

L'acido citrico è acido citrico. Non esiste differenza tra "acido citrico naturale" e "acido citrico artificiale", la molecola di acido citrico è sempre uguale. http://en.wikipedia.org/wiki/Citric_acid#Discovery_and_production
fiore2011,
una molecola e' una molecola. La differenza e' zero.
Anzi, in teoria se generata per sintesi potrebbe essere piu' pura e quindi meno a rischio.
saluti
Buongiorno! In merito a questa e altre bufale simili ho appena intervistato il dirigente dell'Centro di riferimento oncologico di Aviano e vi posso assolutamente ulteriormente rassicurare sul fatto che è solo una stupidaggine! Tra l'altro l'E330 è l'acido citrico, abbondantemente e naturalmente presente nelle arance.....
Caro Attivissimo innanzitutto grazie. Grazie per l'accuratezza e la chiarezza espositiva.
Invierò a chi mi ha girato la catena di Sant'Antonio in questione il link a questa pagina perché possa chiarirsi un po' le idee.
Trovo corretti però alcuni commenti postati da altri lettori: gli ingredienti dovrebbero essere leggibili e comprensibili a tutti, non credo esistano studi che provino che il consumo di merendine, aperitivi, bevande piene di coloranti e zuccheri e di caramelle faccia bene alla salute.
Vorrei porre un paio di domande.
Gli additivi sono sintetizzati chimicamente ed è questa la ragione per cui hanno codici invece che nomi. Non si deve tenere in grande considerazione il fatto che se consumati quotidianamente possano fare male anche se in dosi minime non tossiche? Quanto deve essere il consumatore a preoccuparsi della tutela dei posti di lavoro di chi è occupato presso le grandi multinazionali e quanto invece dovrebbe preoccuparsi di influenzare, con le sue scelte, la qualità dei cibi, di stimolare la ricerca per rendere sempre più sani gli alimenti di cui si nutre?
Perché ad esempio penso che se davvero un giorno si dovesse dimostrare che quello che c'è scritto qui (http://www.disinformazione.it/eccitotossine.htm) è vero, le grandi multinazionali dell'alimentazione potranno sempre dire che era il mercato a chiedere certi prodotti fatti un certo modo e la legge a permetter di utilizzare certi additivi in quantità non tossica.
Inoltre ci tengo a dire che preferisco l'acido citrico naturale sebbene con alcune impurità e le marmellate della nonna.
Ma quando, "scientificamente", una roba è tossica? Quando vi sono segni univocamente legati al suo uso che turbano negativamente lo stato di salute. Bene: univocamente, è qui il problema. Perchè per arrivare lì l'industria ha imposto il criterio della "rilevanza statistica", ossia un evento rilevato assume significato solo se si ripete n volte su m soggetti che siano stati sottoposti allo stesso trattamento T. Insomma, dimostrare che un Elemento qualsiasi abbia un effetto negativo bisogna che produca un ben individuato effetto (negativo) su un numero minimo di soggetti su un panel sufficientemente ampio da rappresentare significatività statistica. Ricordate la BSE ( morbo della mucca pazza)? Ci son volute diverse morti concentrate in una stessa area ( l'associazione causa effetto è resa meno eludibile) in numero tale da non poterle annoverare fra gli eventi "casuali" ossia eventi inspiegati ma di cui è inutile indagarne la genesi a causa della loro "rilevata" sporadicità. Il problemino è che la loro "sporadicità" è funzione della rilevazione e questa è funzione dell'oggetto/sintomo da cercare che è quello che statisticamente non esiste proprio perchè fino ad allora mai "rilevato" come sintomo dell'evento.Un mal di testa è sintomo di che? E quando è sintomo di qualcosa di particolare? Evidentemente quando evolve in qualcosa di individuabile...ma prima, quando è ancora un mal di testa?Un bel bidone: se non sei di fronte ad una evento con andamento pressocchè epidemico è sempre moolto razionale concludere che è una casualità ricadente nell'area statistica dell'accidente. Ora: secondo la nostra infallibile scienza, cosa è veramente tossico dei tanti additivi che ingeriamo? La risposta solo quando avremo un numero di sindromi negative, individuabili in una classe, univocamente legati all'ingestione di quel ( e solo quello) elemento, in un numero tale di casi da poter essere rilevato statisticamente come fuori dall'attesa ( statistica). Contenti? Facile con elementi che dopo un tempo relativamente breve danno una manifestazione non comune ( e a quel punto possiamo calcolare quale sia la quantità al di sopra della qual abbiamo la sindrome), ma se così non è?Tenersi dalla parte dei bottoni è il minimo!
Per quanto ne so, dovuto al fatto che mi interessai agli additivi alimentari, ne esistono di varie formulazioni di natura varia.

In alcuni casi si possono ricavare dall'elemento naturale, in base a dei parametri facilmente intuibili, quali la concentrazione, la facilità d'estrazione e soprattutto il suo costo.

In altri casi gli aromi vengono direttamente "costruiti" in laboratorio, in modo da avere tutte le caratteristiche dell'aroma di derivazione naturale, ma ad un costo minore.

Vi sono poi altri aromi che data la loro complessità, possono essere ricavati solamente per via chimica, in modo da avere il gusto di ciò che si cerca senza diventare matti nel sintetizzarlo dall'elemento naturale.

Vero è che una molecola di vanillina è una molecola di vanillina, che anche nella sua derivazione naturale si chiama 4-idrossi-3-metossibenzaldeide (Fonte Wiki). Il fatto che questa molecola sia ricavata dalle bacche di vaniglia o assemblata in laboratorio non cambia che la vaniglia abbia il gusto di... vaniglia proprio grazie alla 4-idrossi-3-metossibenzaldeide.

Un esempio è il limonene, molecola che dà al limone il suo caratteristico gusto, molto abbondante nella buccia di questi agrumi il che la rende ragionevolmente economica da estrarre.

Un altro esempio, è l'aroma "caffè": [Tratto dal sito Flavourart (http://www.flavourart.it/documents/conosci_gli_aromi.html)]

L'aroma del caffe' e' generato da oltre 800 (sottolineiamo ottocento ! )molecole, molte delle quali aventi nomi orribili, forieri di chissa' quali misfatti ( ad esempio furfuril mercaptano, vinil guaiacaolo, 3 metossi 2 isobutilpirazina). Se ad un consumatore casuale, al quale mancassero per omissione alcune informazioni basilari e portanti, si mostrasse un'analisi dei componenti volatili del caffe', (...omissis...) chiedendole/gli se mai spontaneamente berrebbe tale mistura, la risposta sarebbe sicuramente negativa, e l'ignara persona si allontanerebbe dandovi dei pazzi, per fermarsi magari 200 metri piu' avanti a bersi un bel caffe' per fare una pausa...
Tutto questo per dire che le informazioni, quando estrapolate dal contesto possono essere a volte peggiori delle menzogne ed e' fondamentale ottenere informazioni attendibili, spiegate in maniera semplice e veritiera.
Sito divertentissimo anche se, purtroppo, deleterio. Spesso mi perdo nel leggerlo, lasciando trascorrere il tempo, e intanto il lavoro si accumula inesorabilmente sulla scrivania (lavoro in proprio, quindi mi tocca recuperare magari a sera inoltrata).
In merito all'argomento di cui trattasi confesso che, se fosse per me, gradirei tutto "chimico" (come si legge spesso oggigiorno, in senso dispregiativo, su molti giornali) garantendomi un livello di purezza e un'assenza di contaminazioni presumo quasi assoluta. In altri termini, in caso di raffreddore, ritengo sicuramente meglio un'aspirina che una tisana fatta con la corteccia del salice piantato sul bordo dell'autostrada.
bisogna chiedersi perché si deve colorare un confetto bianco con il colorante bianco.... non sono del tutto convinto che sia una bufala perché SI TRATTA SEMPRE DI COLORANTI MODIFICATI IN LABORATORIO.......... le vostre osservazioni sono abbastanza attendibili, ciò non toglie che facciano veramente male sia additivi che coloranti... andate a fare gli scettici su altre cose e non sulla salute
ci vorrebbe anche il buon senso, per esempio le caramelle M&M piene di coloranti secondo il vostro principio sarebbero innocue ma a vederle non danno l'impressione di un prodotto alimentare sano....
La vista non mi sembra un metodo particolarmente valido per capire se una cosa è sana o meno. Esistono numerosi cibi con colori molto vivi, per esempio le carote o le barbabietole.
Basterebbe andare in giro con una lista (vera, però) circa gli effetti relativi ad ogni codice.
Certo, non tutti sono tossici (quasi nessuno a dosi "quotidiane"), ma alcuni possono provocare allergie di vario tipo, inoltre, somma questo, somma quell'altro, se mangi merendine, coca-cola, caramelle gommose e qualsiasi altra cosa ti venga in mente con additivi chimici potenzialmente dannosi, alla fine "uniranno le forze" e ti faranno un bel buco nello stomaco, metaforicamente parlando (ma anche no).
Volevo segnalare questa lista, visto che le altre non sono più disponibili: http://pcfarina.eng.unipr.it/Public/Papers/060-RIA94.PDF
SI TRATTA SEMPRE DI COLORANTI MODIFICATI IN LABORATORIO

No. Non sempre. Come per gli aromi, si tratta anche di sostanze naturali "spogliate" di ciò che non serve. Esempio, il caramello fatto nella pentola di casa con lo zucchero ha un colore, giusto? O meglio, nella sua composizione ha una molecola che ne determina il colore, giusto? Il laboratorio chimico non fa altro che isolare quella molecola e produrla pura. Farà male? Non dovrebbe, dato che la catena molecolare è la stessa.

Ad ogni modo dipende sempre dalla quantità. Se voglio colorare di caramello una bibita gassata, metterò la quantità di colorante che dovrei mettere di caramello vero, senza le molecole di zucchero che potrebbero alterare il gusto voluto. Se bevo un secchio di colorante alimentare puro non credo che starò tanto bene. Ma lo stesso dicasi per l'acqua. Se ne bevo 2 o 3 litri al giorno mi fa bene. Se ne bevo un secchio in un'ora, muoio.

Anzi, il monossido di diidrogeno (ovvero H2O, ovvero acqua pura) è deleterio per il corpo umano se assunto per qualche giorno, dato che tende a far perdere i sali minerali di cui abbiamo bisogno per vivere. Come mangiare la neve in montagna quando si ha sete. Si integra la parte liquida persa con la sudorazione diminuendo la concentrazione dei sali minerali rimasti, che continuano ad essere espulsi con la sudorazione ed aumentando, di fatto la sensazione di sete.

Giusto per capire, leggi quanto postai poco sopra riguardo al caffè... Il fatto che queste molecole abbiano nomi spaventosi non fa di loro un prodotto "umano", bensì un prodotto naturale a cui l'uomo ha dato dei nomi. E nella fattispecie, alcune è anche riuscito a sintetizzarle e ad usarle per proprio conto. Alcune molecole possono essere di difficile reperibilità (per la bassa concentrazione negli elementi naturali o per gli alti costi di estrazione) e sono "costruite" in laboratorio, uguali in tutto e per tutto a quelle naturali. Che differenza c'è tra una molecola colorante o aromatica naturale ed una sintetica? Nessuna. Altrimenti la molecola sintetica non avrebbe le caratteristiche di colore/sapore della molecola naturale, ed invece che avere un gingerino ci si troverebbe con un bel bicchiere di pollo fritto gassato. Verde.

Esistono certamente sostanze pericolosissime per l'uomo, su questo siamo d'accordo tutti. Ma la prova dei fatti è che nella storia recente, l'uomo stesso ha scoperto molte più sostanze benefiche ed imparato a dosare quelle pericolose a proprio vantaggio. Vedi chimica medicinale per approfondimenti.

Anche dire che mangiare solo caramelle gommose e bere bevande gassate ed iperzuccherine porta problemi è un'ovvietà. Si sa che non si può vivere solo di una cosa. Ma si sa anche che bere una lattina di Cola mangiando un hamburger da fast food ogni tanto, non uccide nessuno.

Meno paura allarmista e più serio realismo.
Luca, nell'industria tutto è una sigla normata da alcuni istituti, nazionali e internazionali, non è che se è sigla è artificiale se non in siglia è perché sono naturali.
Una sigla identifica il prodotto e nient'altro, dovrai essere tu poi a vedere se
Se vuoi informarti http://www.efsa.europa.eu/it/topics/topic/additives.htm nl link trovi anche le ultime norme europee al riguardo.