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85 commenti

Megaupload e Filesonic: implicazioni per il cloud

Megaupload e Filesonic dimostrano che il cloud puro non è sicuro


La chiusura di Megaupload e la mutazione senza preavviso di Filesonic non sono soltanto tappe della lotta alla pirateria audiovisiva. Hanno implicazioni molto più significative: dimostrano che l'idea di depositare i propri dati nel cloud è insicura.

Come hanno segnalato molti utenti, fra coloro che utilizzavano questi cyberlocker c'erano anche clienti che non commettevano alcuna violazione del diritto d'autore: vi avevano caricato dei dati di cui erano legittimi titolari. Erano clienti legali che oltretutto pagavano per un servizio. Ma la scure della chiusura (calata dall'FBI o autoimposta) ha colpito anche loro, causando la perdita dei loro dati se non ne avevano una copia altrove.

Kevin Mitnick, come al solito, ha riassunto bene le implicazioni della vicenda sulla strombazzatissima idea del cloud: “Il caso Megaupload ha appena dimostrato che i VOSTRI dati NON SONO AL SICURO nel cloud. Il Governo può semplicemente sequestrare i vostri dati :-( mentre interviene su un'altra azienda”.

Queste sono le conseguenze inattese della difesa fanatica di un diritto d'autore obsoleto: ci vanno di mezzo anche gli utenti onesti. La validità delle accuse degli inquirenti statunitensi nei confronti di Megaupload è, in questo senso, del tutto irrilevante. Chi usa il cloud puro rischia comunque di vedersi sparire tutto senza preavviso; chi usa soluzioni ibride, con copia locale, corre un rischio minore, ma deve tenere presente che in qualunque momento la copia remota può svanire.
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Commenti
Commenti (85)
E bravo!
Diciamolo che questa storia modaiola del cloud (con o senza la "magica i" davanti) risolve i problemi che non ci sarebbero se il cloud non esistesse.
Un conto e' pubblicare online dei dati di cui si ha una copia sul disco (ce l'avete, VERO?), ben altra cosa e' affidarsi ciecamente al cloud per la gestione dei propri dati personali.
Poi non lamentatevi pero' se qualcuno diverso da voi ci ficca il naso...
è uno scempio
Ma davvero c'é chi uploada sul cloud senza farsi una copia di sicurezza? Accidenti...
Una volta si diceva:
Il possesso è metà del diritto ...
Ed io aggiungo:
perché rinunciarci ?
sì, ma FBI o meno, io comunque i miei dati non li lascerei mai in un posto che non so nemmeno dov'è, su una struttura che non so come viene manutenuta e se è a rischio terremoti, inondazioni, incendi, guerra civile...

Uno che lascia i propri dati solo sul cloud senza tenerne copia aggiornata costantemente in locale è un folle. Anche senza tirare in ballo il copirait.
Io uso Memopal per i miei backup automatici. Mi sa che adesso invierò loro una email per chiedere quali azioni intendono intraprendere per evitare una situazione simile a Megaupload.
Non mi sognerei di fare contratti con Megaupload e le altre aziende citate, mentre ho contratti in corso con Amazon, Apple, Google, Microsoft e altri provider locali per contratti "cloud" di cui sono, a oggi, pienamente soddisfatto e ragionevolmente garantito.
Mi ricorda un articolo che ho letto di recente sul Fatto, in cui l'autore si domanda sostanzialmente se il caso Megaupload non rappresenti un precedente preoccupante per tutta l'idea del cloud. Del tipo: e se domattina si scopre che su dropbox c'è gente che carica file violando il copyright, chi mi garantisce che non chiuderanno di colpo l'intero servizio ?

Uno spunto di riflessione, se non altro:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/22/dopo-megaupload-tocca-cloud-computing/185599/
Sembra però che Filesonic permetta l'accesso al materiale caricato da parte dell'uploader.Un pò meglio di Megaupload,no?
Scusate, ma a costo di ripetere per l'ennesima volta il paradigma degli appaltatori della stella della morte, la scelta del soggetto con cui si relaziona è importante. Non andreste a farvi sistemare i denti da chi usa ancora il trapano a mano, non si vede perché dobbiate affidare i vostri dati a chi tratta soprattutto roba pirata.
Di ogni dato tre copie, conservate in tre località geografiche diverse.
Altrimenti non ci si lamenti.
Il Cloud come lo intendiamo oggi sarà solo una breve parentesi nella storia informatica del 21esimo secolo.

A breve (4-5 anni), tutti avremo una linea da 20-100Mbit e potremo tranquillamente tenere tutti i NOSTRI dati su un hd ed accedervi lo stesso da ogni parte del mondo.

Questa almeno è la soluzione che mi auspico io. Elimina quasi tutti gli svantaggi del cloud e ne mantiene la maggior parte dei vantaggi.
Il VERO problema è farlo capire ai dirigenti taglia-taglia che ragionano SOLAMENTE in termini di euri non spesi.
Non solo! Puo' svanire e chiunque può ficcanasarci dentro molto più facilmente!
Mah, uno già "diffida" dei vari dropbox, aDrive ecc, ma pensare di affidare i propri dati a un servizio come Megaupload... Dai, non nascondiamoci dietro a un dito, lo sanno TUTTI che megaupload così come rapidshare e compagnia sono usati al 99% per "trafficare" in materiale piratato. Non c'entra se il diritto d'autore è obsoleto o no, secondo me si sta usando il caso megaupload per trarre conclusioni incoerenti. Non penso che si possa ragionevolmente e onestamente paragonare Dropbox o Windows Skydrive a un servizio come Megaupload...

Paolo
C'è anche da tenere presente che l'approccio Cloud presuppone un'accessibilità costante alla rete (inter-/intranet) che può venire meno per motivi tecnici (o legali, come nei casi dei siti di file hosting), privandoci dei nostri dati nel momento in cui sarebbero necessari. Ciò diventa ovviamente inaccettabile e insostenibile in ambito aziendale, prima che domestico.
Beh, il lungimirante Stallman ha sempre sostenuto che i cloud sono "Una stupidaggine. Anzi, peggio di una stupidaggine: una campagna marketing".
La cosa più utile del "Cloud" è che ti permette di non intasare le caselle di posta con gli allegati.
Poi come ogn tecnologia può essere usata o abusata ...
come ribadisco: esiste ancora utorrent e emule, lo so che sono lenti ma ho seri dubbi che possano chiuderli.
Personalmente non mi affiderei mai a lasciare l'unica mia copia disponibile dei dati critici nel "Cloud", pittosto lo si può considerare come una copia secondaria da condividere o come backup secondario. In effetti è un servizio potenzialmente molto utile.

Ma è anche vero che c'e' "cloud" e "cloud"... forse per l'utente insperto il servizio Megaupload poteva apparire innocente e credibile come tanti altri, ma per gli utenti abituali della rete credo che il sito fosse ben conosciuto per la possibilità di scambiare o scaricare materiale illecito.
Mai avrei pensato di usare Megaupload per la condivisione della mia unica copia del mio lavoro...

Come nel mondo reale credo ci si dovrebbe ben informare a che mani affidiamo il nostro lavoro o cosa compriamo, perchè prima o poi altrimenti si incappa nel classico negozio che ci rifila il "mattone" dentro alla scatola...

PS: essendo nuovo approfitto per ringraziare Paolo per il suo prezioso lavoro di informatore! Complimenti!
Prevedo un ritorno sfolgorante di emule, soprattutto per quelli che non vogliono vedere cose sottotitolate.

Tra l'altro, sotto sotto sono piuttosto contento che la faccenda della nuvola si stia rivelando per quella che è, fondamentalmente insicura. Pur lavorando in ambito informatico e dovendo necessariamente seguire (o assecondare) le novità, il cloud non mi ha mai convinto. Mio padre, 62enne, ha comprato 2 tera di dischi fissi su cui fare copie di backup dei suoi dati di lavoro perché non si fida a metterli online. E mi sa che ha fatto bene.
Sono d'accordo col principio che non esista un luogo sicuro di per sè, ma è indubbio che il cloud abbia notevoli vantaggi rispetto all'archiviazione personale su dischi o altro.
Non mi pare di aver letto da qualche parte che i dati di chicchessia siano andati in fiamme, ognuno potrà riprendersi le proprie cose, ma ci sono comunque servizi ben migliori di Filesonic o Megaupload per archiviare le proprie cose ( Dropbox, Google Doc, SkyDrive..).
Insomma in questa faccenda non vedo problemi che diminuiscano l'importanza del cloud come strumento memorizzazione dei propri dati.
Premetto che nell'esternalizzazione di eventuali servizi ritengo fondamentali gli aspetti di analisi di quello che oggi in gergo viene chiamato "business" per articolare contratti che in grado di adempiere ai diversi aspetti di cui le singole aziende o individui necessitano.
Troppo spesso, si opera in modo poco pragmatico e difficilmente si è in grado di discriminare le reali necessità da un punto di vista funzionale e di organizzazione dei processi. Si spera sempre che eventuali terze parti siano dotate di bacchetta magica e risolvano nell'estrema flessibilità le mutevoli esigenze all'andare del tempo.
Gli ambienti cloud diversamente rappresentano una reale trasformazione e un reale vantaggio nella razionalizzazione di risorse e costi che molte aziende, soprattutto nel difficile mercato odierno, non potrebbero altrimenti permettersi. Ovviamente ciascun singolo o azienda in ambito informatico (qui mi riferisco al caso specifico) è comunque responsabile delle politiche di archiviazione dei dati (anche se esternalizzati presso terzi), di backup e della gestione degli stessi secondo politiche di sicurezza derivate di volta in volta dalla diversità specifica del contesto di origine.
Trovo l'articolo dal punto di vista mediatico "esagerato". Non credo sia possibile trattare simili argomenti in modo così sintetico, cercando una trasversalità nella rappresentazione del mercato in modo così estremo e accumunando la diversità di obiettivi ed esigenze.
Due cose:
1- Non è vero che tutti sanno che Megaupload metteva dati piratati. O almeno l'utente medio non dovrebbe essere obbligato a saperlo. Chi usa il computer non dovrebbe essere per definizione esperto di informatica, di hacker, di pirateria etc. E' come se un automobilista dovesse essere esperto di costruzione di strade.

2- E' assurdo che un governo di punto in bianco fa saltare un servizio quando non c'è alcuna urgenza, cioé, non è a rischio la sicurezza nazionale. Spero che il governo abbia un ottimo motivo per provocare un danno del genere. Poteva benissimo dare il preavviso, ma se non lo ha dato, probabilmente è per ficcare il naso dentro i dati uploadati e cercare piani segreti di terroristi. Se non è così, ripeto, la cosa è ASSURDA.
92 minuti di applausi (cit.). Appena hanno chiuso MegaUpload l'ho detto in giro e lo pensavo da un pezzo! Non si può avere la necessità di internet per accedere ai propri dati!
sinceramente non ho mai capito l'idea del cloud. la gente spacca le balle sulla "privacy" e sul fatto che sicurezza significhi principalmente che nessuno conosca i suoi dati e poi li piazza su un server sul quale non ha alcun controllo? mi ricordano quelli che mettono le foto con il culo fuori su facebook e poi si lamentano se qualcuno che non doveva le trova, o quelli che fanno il filmino porno con l'amante e se lo ritrovano pubblicato.
cioè, se invece che essere bloccato dall'fbi, megaupload avesse venduto i server con tutti i dati, sia quelli pubblici che quelli protetti, per poi fuggire alle bahamas con il malloppo, cosa avrebbero fatto gli utenti, per quanto riguarda i dati "privati"? o se megaupload avesse dichiarato fallimento o avesse chiuso improvvisamente?
ma poi diciamocela tutta, è vero che c'è una parte di utenza che usa questi servizi per condividere file che può condividere, ma la maggior parte li usa per scaricare film, telefilm, canzoni e altro. e sono le stesse persone che dicono "tanto rimane l'altro servizio, il peer to peer e il piccione viaggiatore con penna usb".
poi, potremmo parlare del fatto che se l'idea di diritto d'autore è obsoleta, dovrebbero deciderlo coloro che "producono", non chi li vuole acquisire senza doverli pagare. le case di distribuzione vogliono vendere i diritti solo attraverso alcuni canali? liberi di farlo, gli utenti sono liberi di non comprare, se non gli vanno bene questi canali. il non poter ascoltare vasco se non comprando il suo cd o il non poter vedere l'ultima serie del dottor who se non comprando la serie o guardando i canali che la trasmette, NON è un attacco alla libertà di espressione. è eventualmente un limite che pongono alla commercializzazione del loro prodotto. d'altronde, se facciamo il video con l'amante e vogliamo che lo vedano solo determinate persone, non ci sentiamo lesi nei nostri diritti se comincia a girare fuori dal nostro controllo?
Chi perde i dati non se la può prendere con la lotta "fanatica"(secondo me comunque sacrosanta, DURA LEX, SED LEX!) contro la pirateria, ma solo con se stesso, visto che c'è scritto chiaramente nei Termini e Condizioni di tutti questi servizi, che i dati possono andare persi, e il servizio può essere interrotto da un momento all'altro, a totale e libera discrezione del cyberlocker
A mio modo di vedere, dire che il cloud non è sicuro dopo la chiusura di MegaUpload è come affermare che volare in aereo non è sicuro perché ieri si è schiantato un ultraleggero.

Io l'aereo lo prendo lo stesso anche se non posso fare un backup di me stesso....

E' vero che fare una copia in più non fa mai male e costa poco.
@Jotar ma dai, l'utente medio? L'utente medio scaricava film da internet quando io, utente esperto, non lo facevo perchè la qualità era pessima. L'utente medio è questo, è l'utente ignorante ma che ha "l'amico" che gli ha spiegato come si fa a scaricare la roba. E poi ci sono una marea di riviste "mainstream", non di informatica, che parlano del cloud, di dropbox, e nessuna di loro mai e poi mai si sarebbe sognata di citare megaupload tra questi servizi. Parlo di riviste che tutti leggono, tipo GQ, tipo Glamour, i giornali stessi a volte. Certo poi, se uno non compra una rivista, non legge un giornale, non segue un cazzo del mondo MA vuole i film piratati o vuole L'INTERNET, poi francamente sono cacchi suoi se perde i dati perchè usava Megaupload.

@paolofuture rincaro la dose: è come dire che volare è pericoloso perchè ti sei imbarcato su uno dei voli che si sono schiantati sulle torri gemelle, seguendo il consiglio di un attivista di alqaeda...
Io me l'ero detto da tempo che del cloud non mi fido per niente, anche per via del mio collegamento ADSL non proprio performante... :)
Beh c'è gente che non ha MAI fatto una copia di sicurezza dei propri dati.

Quindi, in pratica è consigliabile, se proprio serve uno storage "remoto" di usare servizi tipo Live Mesh o Dropbox (che si basano su un "mirror" remoto di una cartella locale)? Esiste un modo di fare lo stesso anche con Google Docs?

Tuttavia c'è da dire che Megaupload/Filesonic non sono un "vero" servizio cloud, che mi pare di ricordare abbia anche altre caratteristiche, come un certo grado di protezione dei dati impostati come "non condivisi".

In pratica, se io salvo i mei dati criptati in remoto, tipo su Dropbox, e tengo la chiave sul mio PC locale, anche se uno li trova non gli sarà facilissimo accedervi.
@paolofuture

Io l'aereo lo prendo lo stesso anche se non posso fare un backup di me stesso....

E' vero che fare una copia in più non fa mai male e costa poco.


Seeeeee, non fa male... chiedilo a tua moglie quando deve partorire il backup di te stesso.
E prova ad acquistare pannoloni e latte in polvere, vedi se costa poco.


A carnevale si scrive anche per ridere eh...
Non sono d'accordo.
Chi usava megaupload e filesonic per i propri file lo faceva sapendo che il servizio veniva utilizzato principalmente per lo scambio illegale dei files.
Se uno usa dropbox non ha di questi problemi.
E' un po' come affidare i propri soldi ad un ricettatore e poi stupirsi che lo arrestano... anche se i tuoi soldi erano puliti al 100%
Posso capire che il discorso possa essere più in generale, ovvero il cloud non è sicuro perché se per qualsiasi ragione chi ti fornisce il servizio ha problemi tu sei fregato... però chi metteva i suoi file vitali su megaupload sapeva in partenza che era un luogo non sicuro perché è inutile fare gli ingenui, ma megaupload = pirateria >> problemi prima o poi.
Una cosa non ho capito: ora vari siti di file hosting stanno prendendo le righe cancellando file ritenuti sospetti e lesivi del copyright. Ma quali sono questi criteri?
Per dire, se io diffodessi il film "Pirati dei Caraibi 3" con un file .avi denominato "pirati_dei_caraibi_rip.avi" di sicuro basta per vedere rimosso rimosso il file. Ma se lo denomianssi per esempio "Filmino_vacanze_mario-2011.avi" dentro un file .zip protetto da password con lo stesso nome del file .avi, faccio franca i gestori di file hosting?
Un po' se dentro a dei panetti di droga ci mettessi l'etichetta "mattoni edizi" e non "marjiuana" per eludere i controlli (certo, è un paragone molto forzato :D )
@Jotar: "E' come se un automobilista dovesse essere esperto di costruzione di strade."

No, l'analogia non regge. E' più come dire, l'automobilista dovrebbe avere una conoscenza di base di come funziona un'automobile.
E, difatti, domande del genere sono previste nel test per la patente.
Nessuno chiede che tu sappia costruire una strada (costruire un server e il relativo servizio online), però se non vuoi rimanere fregato ti conviene almeno saper cambiare l'olio.
Io concordo con MR : ora io personalmente faccio musica che rilascio in CC (Creative Commons) e ho anche tutta la mia discografia su divshare oltre su Jamendo e Soundcloud : il punto è vogliono far passare il concetto che condividere è piratare ?
Quanto sono vere le accuse di associazione a delinquere, cospirazione , estorsione al fondatore di Megaupload o era solo un escamotage per far fuori il più popolare servizio di sharing al mondo ?
Con questa fantomatica lotta alla " pirateria" quand'è che chiuderanno la rete ? (Domanda retorica e molto sarcastica).
ho notato da stamattina un aumento di condivisione di files di grosse dimensioni su utorrent con un numero impressionante di seeders.
Molti files di 700-1000 mb si scaricano in circa un'ora con una connessione adsl 20.
utorrent lo davo per morto ma credo che stia risorgendo.
Questo è solo un altro effetto della lotta contro il copyright. Oltre alla cambio dell'hardware, illustrato meravigliosamente dal dott. Cory Doctorow, che porta alla scomparsa del pc generico in favore di dispositivi lucchettati, c'è anche un cambio del software: non si può permettere che chiunque possa trasmettere qualsiasi dati vuole su internet senza controllo.
Sicuramente non è piacevole dover difendere gente poco raccomandabile come il proprietario di Megaupload, ma permettere un precedente simile, significa aprire la porta alla possibilità che accada lo stesso anche con i nomi importanti del mondo dell'informatica. Quindi non mi stupirebbe se per difendersi da questo si possa arrivare ad una situazione in cui oltre che le App del Market, anche i dati trasmessi dai singoli utenti vengano controllati e monitorati.
O forse sono troppo pessimista.

@paolofuture:
Dire che il cloud non è sicuro dopo la chiusura di MegaUpload è come affermare che volare in aereo non è sicuro perché ieri si è schiantato un ultraleggero.

no. Perché non è successo che un singolo utente Megaupload ha perso i suoi dati per un incidente imprevedibile. Quindi la corretta analogia sarebbe "è come affermare che volare in aereo non è sicuro dopo che un'organizzazione esterna bombarda e distrugge in volo tutti gli aerei della RyanAir senza preavviso ed annuncia che è pronta a rifarlo se venisse a sapere che c'è il rischio che una compagnia aerea trasporti anche dei criminali travestiti oltre che gente per bene". Voglio vedere quindi quanti voleranno fidandosi del fatto che una compagnia ha fatto tutti i controlli del caso.

@tutti quelli che affermano la follia di tenere l'unica copia dei propri dati online:
vi ricordo che purtroppo non tutti siamo esperti. Anzi, grandissima parte degli utenti, grazie ad interfacce sempre più user-friendly e tecnologia sempre più facile da usare, è sempre più ignorante riguardo a cosa gira dietro lo schermo. A questo aggiungete il fatto che il cloud sta diventando una logica propagandata da nomi importantissimi come Google o Apple, che la divisione tra online ed offline sta diventando sempre più "invisibile" per i non addetti ai lavori e che nessuno legge i contratti d'uso prima di fare "Agree".
Non è così assurdo che una persona possa avere tutti i suoi dati online.
Trovo alcune considerazioni sul CLOUD un pò forzate... ogni qualvolta il mercato ci propone qualcosa di nuovo... subito c'è l'esperto di turno pronto a sentenziare la vita breve della nuova tecnologia... Dietro a queste affermazioni spesso c'è tanta ignoranza, da intendersi non come offesa personale ma come mancanza di informazioni e conoscenze adeguate sulla materia di cui si discute. Relativamente alla vicenda MegaUpLoad gli utenti "sprovveduti", se nel giusto, potranno far valere i propri diritti nelle sedi opportune per i danni subiti... per loro fortuna non avranno a che fare con la giustizia italiana ed i suoi tempi biblici... chiudo con un ultima considerazione.. affidereste le vostre pecore al lupo???
D'altronde...avete mai visto una nuvola duratura? :D
@granmarfone

A dire il vero di quei backup io ne ho già 2. E anche quel tipo di copia non è che sia sicurissima...alle volte ti trovi in mano il backup dell'idraulico o del maestro di sci.

@Danilo Salvadori

Non la Ryan Air, piuttosto una squadriglia di cargo al soldo dei narcotrafficanti. E (quasi) tutti i passeggeri sapevano cosa trasportavano. Fuori di metafora, non è che ci fosse un rischio di attività illecita ma una vera e proprio evidenza di reato.
PS Ho visto il tentativo di inserire gli avatar a fianco dei commenti, non era affatto male!
Paolo, c'è anche da dire che comunque MegaUpload non offriva un servizio di HD remoto bensì di FileHosting.

Avere files su lì in unica copia, era un suicidio, anche per la semplice difficoltà nello scaricarli ogni volta.

Io stesso lo utilizzavo per condividere legalmente files MIEI: PDF, programmi, etc. Ma dal momento in cui l'ho comprato sono stato consapevole del fatto che io sarei andato ad utilizzare legalmente un servizio che il 99% delle persone utilizzava illegalmente. Ed ero consapevole dei rischi.

MegaUpload non è Dropbox, andiamo, se un domani dovesse esser chiuso Dropbox le motivazioni sarebbero sicuramente altre e non vorrei sentirmi dire "eh dovevi prepararti, avevan già chiuso megaupload".
Le riflessioni che sto leggendo (articolo e commenti) per me sono tutte corrette, mai affidarsi ad un'unica forte di dati. La ridondanza delle informazioni è una delle poche certezze che abbiamo quando si tratta di backup
Rispondo anche a MR (http://bit.ly/AEesBY):

per rispondere alla domanda su Dropbox, consiglio la lettura di questo documento http://bit.ly/w4owG1.

Da quello si evince che nel caso di MegaUpload NON è stato punito il fatto che facevano storage e distribuzione di dati coperti da copyright: ad esser punito è stato tutto il "sistema" che facilitava questa distribuzione, tra cui:

- Risposte "lente" alle major per contatti abuse DMCA
- Semplice e immediata copia di video o files nel proprio account
- Pagamenti più o meno ufficiali a chi caricava materiale protetto

Nonchè un utilizzo a loro favore del sistema di deduplicazione. Provo a spiegarlo per chi non dovesse essere del settore: avendo lo storage dei dati costi altissimi, quando due persone caricano lo stesso contenuto il sistema si limita a "registrare" che anche il secondo uploader ha accesso a quel determinato contenuto caricato dal primo (ma ha accesso in modo autonomo, ergo tramite diverso link). Ci sono stati diversi casi, di cui si è più o meno parlato, in cui a Youtube è stato segnalato come violazione del copyright il link X, che ha provveduto però ad eliminare anche i link A, B, C, che puntavano allo stesso file. Stesso dicasi per Dropbox (se ne era parlato nel forum tempo fa). Megaupload l'ha sempre usato nel senso opposto: cancellavano solo il link segnalato, in modo da far rimanere vive le altre mille copie dello stesso contenuto.

Quindi, sfatiamo un mito. Finchè Dropbox, nell'interesse della sua reputazione e dei MILIONI DI DOLLARI che gli entrano dagli account a pagamento, continuerà a comportarsi come si deve con i detentori dei diritti, ad ostacolare la diffusione di tali contenuti o quantomeno a non favorirla, Dropbox rimarrà dov'è.
@Maikid:
Chi usava megaupload e filesonic per i propri file lo faceva sapendo che il servizio veniva utilizzato principalmente per lo scambio illegale dei files.

Perché stava scritto in homepage infatti.

Queste equivalenze sono esattamente quelle che portano a far sì che passino leggi liberticide come quella proposta in america: tutti quelli che usano megavideo o megaupload lo fanno per la roba pirata, tutti quelli che aprono con il cacciavite la loro console lo fanno per piratare i giochi, tutti quelli che hanno un drive virtuale sul pc lo usano per le immagini pirata dei software, tutti quelli che jailbreakano (scusatemi l'italianismo) l'iphone lo fanno per rubare le app, ecc... ecc... meno male che ci sono persone che, grazie ai loro poteri paranormali, sono in grado di conoscete le intenzioni di tutti gli abitanti del globo terracqueo.

@paolofuture:
Non la Ryan Air, piuttosto una squadriglia di cargo al soldo dei narcotrafficanti.

Vai su youtube e cerca "Queen". Oltre al canale ufficiale e quindi legale del gruppo, trovi qualche centinaio di video non ufficiali, caricati da utenti youtube che non hanno pagato nessun copyright e quindi, guarda un po'... illegali. E questo senza contare gli spezzoni di film e programmi tv di cui youtube è SATURO. Questo significa che youtube è paragonabile alla mafia o ai narcotrafficanti?

Ah no, è vero... youtube cancella se segnali il video. Esattamente come faceva Mega.

Sottolineo il solito discorso: non sto difendendo Megavideo, sto difendendo i suoi utenti. Non ha senso vengano offesi e danneggiati degli utenti che avevano sottoscritto un servizio sulla carta perfettamente legale solo perché "tutti sapevano" o "io uso dropbox e non ho problemi".
[quote-"Filippo Indaco"-"/2012/01/megaupload-e-filesonic-implicazioni-per.html#c6439826506757170467"]per loro fortuna non avranno a che fare con la giustizia italiana ed i suoi tempi biblici...[/quote]
Mitnick si è fatto quattro anni e mezzo di carcere preventivo e otto mesi di isolamento...
Sinceramente l'approccio mi sembra un po' fazioso. Qualcosa di vero c'è: nel momento in cui si affidano i propri beni a qualcun altro, se ne perde il controllo. Ma allora non dovremmo neanche tenere i soldi in banca!

Ciò nonostante, concordo sul consiglio della copia locale.
[quote-"dv77"-"/2012/01/megaupload-e-filesonic-implicazioni-per.html#c1261014458416268126"]
Premetto che nell'esternalizzazione di eventuali servizi ritengo fondamentali gli aspetti di analisi di quello che oggi in gergo viene chiamato "business" per articolare contratti che in grado di adempiere ai diversi aspetti di cui le singole aziende o individui necessitano.
Troppo spesso, si opera in modo poco pragmatico e difficilmente si è in grado di discriminare le reali necessità da un punto di vista funzionale e di organizzazione dei processi. Si spera sempre che eventuali terze parti siano dotate di bacchetta magica e risolvano nell'estrema flessibilità le mutevoli esigenze all'andare del tempo.
Gli ambienti cloud diversamente rappresentano una reale trasformazione e un reale vantaggio nella razionalizzazione di risorse e costi che molte aziende, soprattutto nel difficile mercato odierno, non potrebbero altrimenti permettersi. Ovviamente ciascun singolo o azienda in ambito informatico (qui mi riferisco al caso specifico) è comunque responsabile delle politiche di archiviazione dei dati (anche se esternalizzati presso terzi), di backup e della gestione degli stessi secondo politiche di sicurezza derivate di volta in volta dalla diversità specifica del contesto di origine.
Trovo l'articolo dal punto di vista mediatico "esagerato". Non credo sia possibile trattare simili argomenti in modo così sintetico, cercando una trasversalità nella rappresentazione del mercato in modo così estremo e accumunando la diversità di obiettivi ed esigenze.
[/quote]

Io la voto già come Supercazzola dell'anno.
Filesonic non è l'unico, via via stanno bloccando tutti... uploadstation.com, ad esempio,
Stimatissimo Paolo Attivissimo,
dissento con forza.
Ma scusami mi paragoni, il sito n.1 per la pirateria mondiale, con servizi di cloud hosting come dropbox? Paolo..
Il cloud è il futuro per comodità e utilizzo e lo sappiamo tutti. Ma il servizio cloud per norma significa che comunque hai una tua copia fisica che "uploadi" in internet. Cloud non significa "idiota metti on.line poi cancella" significa "metti tutto on.line quello che hai nel tuo computer, perchè è più facile che ti si rompa l'hd che venga arrestato il titolare del servizio cloud e ci puoi accedere "ovunque". Questo imho.
saluti
@Paolo:
Guarda che è così in tutte le cose e non soltanto nel cloud. Se metti i soldi in banca e la banca fallisce o viene chiusa perchè usava i tuoi soldi per finanziare il narcoterrorismo, tu i soldi li perdi.
E così via altre cento volte. Diciamo tuttavia che se il cloud lo affidi a ditte più serie, vedi Microsoft o Google, riduci sensibilmente la possibilità che questo accada.
Ritornando al Cloud esso è un vantaggio solo in quanto ti permette di accedere ai tuoi dati da ovunque e non perchè ti garantisca alcunchè! Certo se hai i dati in cloud E anche fisici, si riduce la possibilità di perderli (statisticamente improbabile che ti si distrugga l'HD in giorno che l'FBI chiuda tutto!)
Cat Sitwoy colpisce ancora.

Abbiate sempre due copie di tutti i dati.

Di quelli importanti, tre copie. AGGIORNATE.
A tal proposito vorrei citare un articolo pubblicato sul quotidiano l' Adige rigurdo il cloud computing, di cui mi è proibita la pubblicazione anche solo parziale, a causa dei copyright, quindi vi invito a cercarla su internet sul sito l' adige alla voce:

Cloud computing,
la nuova frontiera

un invito alle aziende al cloud computing.


Che passi pure lo sfigato utente che si vede svanire i propri dati, ma quando il discorso tocca le grandi aziende mi viene il panico.

Spero di essermi sbagliato, spero di essere ignorante in materia e di aver associato male il termine Cloud.
"potremmo parlare del fatto che se l'idea di diritto d'autore è obsoleta, dovrebbero deciderlo coloro che "producono", non chi li vuole acquisire senza doverli pagare..."
Sbagliato! Dovrebbero deciderlo le autorità competenti tenendo in considerazione l'interesse della collettività, e non di parte di questa.

Mia proposta: 10 anni di sfruttamento esclusivo da parte degli aventi diritto (come accade ora), dopodichè libera diffusione sulla rete SENZA SCOPO DI LUCRO, ferma restando la possibilità degli aventi diritto di continuare a vendere il prodotto nella maniera e col prezzo che ritengano più opportuno.
Io invece mi fido del cloud, l'importante è scegliere il provider con cautela. Voglio dire, esiste un "cloud" da secoli, quello del denaro. Quanti di voi hanno un conto in banca e quanti di voi tengono i soldi sotto il materasso? La banca non fa altro che "virtualizzare" i nostri soldi. I rischi ci sono, e le loro conseguenze sono ampiamente documentate. Tuttavia, ciò non significa che tenersi ingenti somme di denaro in casa sia SEMPRE una soluzione preferibile a riporre questo denaro in una banca.

D'altro canto se l'FBI può sequestrare Megavideo, un ben più comune guasto elettrico può bruciarvi l'hard disk.
Però a questo punto, se la scriminante è che un servizio usato per la maggioranza dei casi in modo (forse) illegale può essere sospeso, sequestrato o quant'altro, allora giustifichiamo implicitamente che chiudano internet e ci possano togliere il computer in qualsiasi momento...
Sbaglio?
"Only wimps use tape backup: _real_ men just upload their important stuff on ftp, and let the rest of the world mirror it" - Linus Torvalds
Mi sembra la citazione qui ci stia a pennello... :-)
@gilberto
Perche' mai dovrei fidarmi di Amazon, Apple, Google, Microsoft ?
Sono piu' affidabili di servizi come megaupload ma non lo sono dai ficcanaso, che siano autorizzati a ficcanasare oppure no ...
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Mi associo a Kuz sulla super.azzola
E anche quel tipo di copia non è che sia sicurissima...alle volte ti trovi in mano il backup dell'idraulico o del maestro di sci.

LOL!!

Le riflessioni che sto leggendo (articolo e commenti) per me sono tutte corrette, mai affidarsi ad un'unica forte di dati.

Infatti. Ieri sera volevamo vedere un film, e Blockbuster non l'aveva.

Non ridete, dai; siamo arretrati, e allora? :-)
I clienti "per bene" e ammerigani, a parer mio, si organizzeranno in una mega class action contro l'FBI.
La validità delle accuse degli inquirenti statunitensi nei confronti di Megaupload è, in questo senso, del tutto irrilevante.

Mah. Se la polizia chiude un bar dove l'attività principale - e sottolineo largamente principale - è lo spaccio di droga, mi pare piuttosto che sia del tutto irrilevante il fatto che io lì ci andavo a prendere un legalissimo caffè.
io vi confermo che il sito anonyupload funziona, chiede donazioni e dovrebbe partire il 25 gennaio.
fileserve è appena passato in modalità "se l'hai caricato te lo faccio scaricare".
Google ha basato un sistema operativo sul cloud.. :D
Chrome OS...
In verità è stato chiuso solo "lo sharing". Come recita il messaggio, i propri file caricati nessuno te li tocca: "All sharing functionality on FileSonic is now disabled. Our service can only be used to upload and retrieve files that you have uploaded personally.". Personalmente ritengo che questo episodio non tolga nulla alla bontà dell'idea del "cloud": il problema è lo sharing.
Ottimo Paolo
MacLo: infatti in un Paese come il nostro, senza una rete "pervasiva" i Chromebook son stati un mezzo fiasco.
Da considerare inoltre che nelle FAQ di Megaupload (c'è ancora qualcuno che prima di dare via dei soldi si passa una mezz'oretta a spulciarsi le FAQ e studiarsi eventuali casi limite?) è (era) chiaramente specificato che il servizio non era destinato ad un uso "professionale", in quanto i files caricati restavano sì sui server, ma non erano garantiti, e consigliavano di tenersi sempre una copia di backup dei dati importanti.
[the blogger formerly known as ǚşå÷₣ŗẻễ] dixit:
"D'altronde...avete mai visto una nuvola duratura?"

Se è duratura è di sicuro una nuvola chimica
:o)
A parte che mi sembra lampante che i dati in una nuvoletta non sono completamente in tuo possesso (se anche gli saltasse il computer dall'altra parte dell'oceano? Se a uno stalker venisse in mente di bracare fra le tue cose?).
Una eloquente lezione nel settore l'ho avuta parecchi anni fa: ho avuto per 2-3 anni la mia mail principale su fortunecity.com per 2 o 3 anni (dal 97 al 2000). Da un giorno all'altro hanno chiuso il settore mail senza avvertire né nulla (al tempo mi sembra che proprio che non fosse pop-pabile). Son poi passata a stupid.com (che carina la mia mail tusei@stupid.com)...loro per lo meno hanno avuto il buon gusto di avvertire un mese prima della chiusura e ho potuto almeno stamparne un po'...
lasceresti i tuoi documenti a casa di qualcuno che non conosci?
A mio avviso il problema è molto più basilare.

A molti interessa relativamente il problema privacy, a me ad esempio, se ho dati estremamente sensibili o non li carico o ci penso due volte, per la maggior parte si tratta di files a cui tengo particolarmente, un backup, ovviamente mi assicuro che rimangano privati, ma se anche qualcuno dovesse vederli pace e amen, si annoierebbe di sicuro, non ho segreti che un compelto estraneo potrebbe usare contro di me.

Il punto è un altro, gli utenti premium pagano e sottoscrivono un servizio che è 1+1, ovvero upload + share e a un certo punto si trovano con 1, upload, oppure 0 direttamente senza alcun rimborso.

Molti utenti non pagherebbero solo per caricare ma solo in funzione del poter anche condividere, altrimenti potrebbero decidere che non ne vale la pena e comprarsi un hard disk.

Cambiare le carte in tavola a gioco fatto è sleale e scorretto e nessuno si vedrà rimborsare un centesimo, né da questi servizi né dall FBI.

A cosa ci serve avere i nostri dati su un Hard disk collocato chissà dove se non per renderli accessibili ad altri scelti da noi?

Perché anche a soli 9 euro al mese, alla lunga me ne compro 10 di Hard disk e li ho tutti sotto controllo io se non voglio condividere.
@MacLo:
Google ha basato un sistema operativo sul cloud.. :D
Chrome OS...


Ed infatti i Chromebook con Chrome OS non stanno avendo gran successo! :-D
Tra l'altro l'ho provato in fiera ed è estremamente limitato e limitante.
Precisazione per chi ha paragonato le banche al cloud.

Non sono un esperto informatico, ma non è assolutamente vero che depositare il denaro in banca è equivalente a lasciare i dati presso un server esterno. Il motivo dovrebbe essere lampante, il denaro è una convenzione, depositandolo in banca si passa dalla moneta cartacea alla moneta elettronica, cioè un' altra convenzione. Fallisce una banca? Bene si va ad attingere alle riserve obbligatorie e vengono girati i crediti della banca, se ciò non bastasse esistono appositi fondi per permettere che i soldi vengano restituiti ai legittimi proprietari. I dati sono PERSONALI, cioè ognuno ha i suoi se un server brucia, viene chiuso dal FBI, cede sottobanco una copia dei tuoi dati, ecc... Cosa puoi fare? Semplicemente nulla. Anche se esistesse una qualche forma di assicurazione il fatto stesso di essere dati non permette la perfetta intercambiabilità come con le banconote.

Per quel che mi riguarda, ben venga il cloud, ma visto che voglio essere sicuro i miei dati non siano divulgati e non li voglio perdere, utilizzo sistemi di back up fisici in mio possesso. Se devo scambiarli nessun problema ho acquistato (a un prezzo ridicolo) spazio su un server, li carico con ftp e mando il link a chi deve avere la copia.
Grazia: si, li lascerei ma solo se chiusi in cassaforte in un caveau e con un tubo che tramite posta pneumatica me li consegna a casa (ovvero crittografati e prelevati via https).

Non li lascerei certo in un pensile a casa di un noto ricettatore, giusto per continuare il paragone..
"nessuno si vedrà rimborsare un centesimo, né da questi servizi" esattamente come prevede la policy di Megaupload che all'atto dell'iscrizione avreste dovuto leggere e sottoscrivere. ^^
Mah... capisco che i recenti avvenimenti possano dare l'idea che il cloud sia uguale al filesharing, ma semplicemente non è così.

Non c'è condivisione in iCloud, c'è ma molto limitata in dropbox. Nel caso di dropbox si tratta di servizio leader nel settore grafica/design.

Vorrei solo ricordare a tutti i cloud-scettici che non c'era niente di nuovo quando il cound è stato inventato. Hotmail, Gmail e metà dei servizi web 2.0 erano cloud prima che le icone a forma di nuvola invadessero l'interweb.

Penso che i vari Mega*, File*, Media* abbiano semplicemente la coscienza sporca, il loro core business è sul download ti materiale protetto da copyright.

Vorrei conoscere chi distribuisce i propri contenuti con Mediafire obbligando i propri utenti a farsi un account o rispettare i limiti del servizio free...

Detto ciò il cloud può morire, nessun dramma, ma non morirà perchè la lotta contro il filesharing.

Scusate il rantolo.
Sono un utilizzatore del cloud (google apps); non uso il cloud per fare backup, ma il computer di casa per fare il backup del cloud.

Spesso edito un file tramite google apps e una volta a settimana circa ne scarico una copia sulla macchina di casa.

Per me il cloud è il modello offerto da google: la possibilità di avere contatti/calendario/posta/documenti disponibili da qualsiasi macchina che faccia accesso alla rete internet senza la necessità di altri SW e con la possibilità di modifica.
se domani google chiudesse avrei comunque una copia (abbastanza aggiornata) per andare avanti.

Per quanto riguarda la privacy, ritengo che la mia macchina collegata alla adsl di casa sia molto più a rischio hacker che il cloud di Google che ha decine di esperti e risorse "maggiori" delle mie per proteggere i propri serve

My 2 cent
Ho usato davvero poco i sistemi cloud (google e ubuntuone) e credo che forse i due differenti servizi che offrono, ovvero quello di backup e possibilità di condividere un file, siano in contrasto. Se uno può condividere un qualche cosa, può evidentemente violare una qualche copyright. Anche con un semplice file odt posso diffondere una poesia sottoposta a licenza.
Forse una soluzione sarebbe separare i servizi di backup e di condivisione.
del resto io non sopporterei che il gestore di cloud facesse valutazioni di licenza sul materiale che io li detengo; un mp3 di una canzone soggetta a copyright potrebbe essere presa da un cd da me regolarmente acquistato; magari è una violazione formalmente perchè non copiabile, ma non lo stesso livello di violazione di chi se lo scarica e basta.
Alla fine,anche se non ne sono un amante, quella dei cloud non mi sembra una strada da cui si possa tornare indietro, sarà magari soggetta ad aggiustamenti.
Ma secondo voi blogger.com cos'è? secondo me è un "cloud site", ovvero un server che ospita il vostro sito, risparmiandovi il costo di dover tenere acceso un pc con ip fisso per l'indicizzazione su un motore di ricerca e la pubblicizzazione del sito nel web, sempre più sinonimo di google.

Esistono infatti le piattaforme indipendenti, come Osiris e Keyforum od i motori di ricerca indipendenti e distribuiti come YaCy che non sono ospitati in nessun server e sono quindi "indipendenti".
Ma nulla vieta all'FBI di tracciare il vostro IP del pc che pubblica nel web (google ed altri motori di ricerca) il vostro sito e per dati motivi venirvi comunque a bloccare il pc a casa come fatto con megaupload.

Poi c'è la questione "cloud computing", ovvero uso di termini in modo scorretto.
Così come si chiama social-network facebook (un insieme di clan di amici chiusi ed invisibili all'esterno, oltre che un buco nero per i web-crawler e gli sniffer di Google) al contrario dei semplici forum, blog e chat liberi ed aperti (dove davvero conosci nuova gente scambiando idee), analogamente il "cloud computing" sono quegli esperimenti cloud di condivisione di risorse di calcolo (VMWare Sphere per reti private o pubbliche, Amazon AM2 il supercalcolatore da 240 teraflops accessibile a 10 euro al mese da chiunque).

Quello criticato infatti è il "cloud archive". Ma di "cloud archive" ce ne sono due, quello chiuso/privato e quello pubblico. Quello fermato è uno dei maggiori siti di cloud pubblico, che nulla ha a che vedere con gli esperimenti di minor fama del cloud privato (dropbox, megacloud, ecc...) i quali non sono ancora stati fermati o messi in discussione.
In effetti l'FBI come l'industria dell'intrattenimento non ha paura degli immensi database di prodotti (quali per esempio i migliaia di negozi che vengono copie vecchie e rare di fumetti in modo del tutto legale), ma ha paura di quei sistemi che hanno altissime velocità di copia a minor costo rispetto all'industria reale (che ha costi per il lavoro e una certa inerzia per mettersi in modo).
Megaupload infatti era l'esempio perfetto del modello liberalizzato in competizione con modelli economici arcaici incapaci di stare al passo economicamente: community che traducevano un film in italiano in meno di una settimana senza paga, senza ferie retribuite o senza contributi pensionistici, velocità estrema di distribuzione dei contenuti, costi ridotti al minimo annullando la retribuzione della manodopera e della proprietà intellettuale, competizione estrema con modelli economici lenti e farraginosi che sarebbero entrati in fallimento.

Il miglior esempio di vera liberalizzazione di un settore!!! in un mondo in cui si pubblicizzano le liberalizzazioni come la quint'essenza dell'economia per risolvere la crisi economica generata dalla bolla speculativa finanziaria dei derivati bancari.

Un altro esperimento cloud sono Panda Cloud e Trend Micro cloud, antivirus con le definizioni depositate sul server dell'AV. Il cloud anvitirus ha intrigato molto le software house di antivirus, assieme alle ultime tecnologie sandbox ed euristiche.

Quindi, di che cloud stiamo parlando?
@The Q:
Quello criticato, come giustamente rilevi, è il "cloud archive", non altre forme di impiego delle risorse distribuite offerte dalla rete.

E, personalmente, lo critico nella misura in cui l'impiego di quest'ultimo mi spinge a perdere il controllo dei miei dati.

Siano essi copie mp3 dei miei legalissimi cd ospitati nel mobiletto di casa, siano essi documenti importanti per la mia attività lavorativa o personale.

Non è che perdere le fotografie scattate in una vita intera o la storia completa di un blogghetto amatoriale come brrrainblog sia un'esperienza più piacevole che perdere i dati contabili della propria azienda.

Proprio per questo, i dati contabili della mia azienda stanno sul mio server, con le opportune copie di backup. E le fotografie stanno sul mio portatile anch'esse con gli opportuni backup.

Mentre brrrainblog sta su una piattaforma che lo ospita (gratuitamente, ma questo è incidentale) ma che mi permette anche di esportarne i contenuti in locale ogni volta che desidero farlo.

E lo faccio spesso, dopo la vicenda megaupload.

Tutto qui.

Credo che i vantaggi della logica sottostante il concetto che si sintetizza con la parola "cloud" siano essenzialmente racchiusi nella fase di distribuzione e condivisione delle informazioni.

Ma che sia un errore grossolano utilizzare gli strumenti messi a disposizione della rete come storage unitario di informazioni.

Per mille ragioni, anche di sicurezza e di riservatezza, di cui il caso megaupload è solo uno dei possibili esempi.
@brain

Secondo me le due critiche più interessante che possono essere mosse al sistema cloud sono:
1) legislazione. Prendiamo come esempio un bilancio/archivio aziendale, questo normalmente sottostà alle sole leggi della nazione dove risiede l'azienda. Con un backup su un sistema cloud può sottostare ad almeno altre due legislazioni, quella della nazione dove risiede l'azienda cloud e quella della nazione dove risiede il server dell'azienda. In condizioni di leggi conformi fra i paesi od accordi (es: sito oscurato per i residenti americani e libero per altre legislazioni) tutto sarebbe normale, ma così non è. Vi è quindi una zona confusa fra leggi non note di diverse legislazioni, forse in disaccordo riguardo al trattamento dei dati personali.
In special modo manca una legislazione condivisa fra tutte le nazioni che preveda il caso della vendita delle informazioni da un'azienda "cloud storage" ad un'altra. Il caso più prossimo a questo in Italia è il "registro delle opposizioni" in cui i dati sono il vostro numero di telefono e la vendita avviene fra azienda che raccoglie i dati e call center che vi chiama usando i dati acquistati (dati evidentemente non criptati).

2)Il cloud archive privato è pressocchè un backup che permette di accedere ad una fonte dei propri dati via internet.
Si mescolano quindi due aspetti:
a) la sincronizzazione fra diversi punti (comunicazione che può avvenire anche in forma criptata, tale per cui i servizi cloud non possono accedere ai dati)
b) preservazione dei dati. Porprio come una banca raccolgono denaro e lo rendono disponibile evitando i problemi che assalgono SSD, HDD e CD/DVD (rotture per i primi due di vario tipo e graffi/muffe per gli altri).
Quindi è piuttosto evidente che il "backup cloud" come fonte singola (bello il termine "backup unitario") permette la sincronizzazione e evita rotture, ma non sfugge al sequestro e cancellazione dei dati, del tutto comparabile alla rottura.
Esattamente come in casa il backup di dati importanti deve essere fatta con almeno 2 copie e meglio su 2 tipologie di supporto diverse per differenziare il momento in cui potrebbero incorrere nella rottura, a tal punto da consentire la produzione di una terza copia, analogamente il cloud archive unitario non può essere considerato completamente sicuro.
Vi è poi la differenza fra un sistema pubblico e privato.
Un sistema privato con dati criptati consterebbe di almeno 2 password da superare per accedere ai dati.
Il sistema cloud pubblico alla megaupload constava di nessuna password o 1 password (quei casi di file criptati in cui comunque si indicava in un forum o blog la password oltre che il link per il download). L'archivio pubblico potendo appoggiarsi su un forte flusso di dowload illegale che genera denaro con adsense e account premium tuttavia ha il pregio di offrire spazio gratuito al backup anche di dati sensibili criptati (pena il rischio che chiunque possa scaricarli per provare a superare la cifratura). Al contrario il cloud privato, definito da una velocità di copia fra terzi quasi nulla invece costituisce un rischio minore, ma non avendo un flusso di denaro generato dal download illegale, richiede canoni di abbonamento ed offre poche risorse gratuite.

Come tutti i backup, se "Unitario" (riprendo proprio il termine da te usato) vale poco ed è a rischio.
Tuttavia è bene notare che criptare i file caricati su un archivio pubblico impedisce ad un'autorità giuridica di poter valutare se questi siano legali od illegali e di conseguenza decidere se restituirli al proprietario.

bbye
Terza critica al cloud: le persone con l'idea del cloud hanno una scarsa cognizione del soggetto a cui vanno a caricare i dati.
Chi ha mai verificato il nome del direttore dell'azienda? il suo passato? (vedi Kimble che prima di megacloud come lavoro sottraveva dati di carte di credito per svuotarle)
Chi ha mai verificato la partita iva dell'azienda cloud?

^_^''

una cosa da non trascurare