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2012/01/28

Disinformatico radio, podcast del 2012/01/27

Pronto il podcast del Disinformatico di ieri


È disponibile temporaneamente sul sito della Rete Tre della RSI il podcast della scorsa puntata del Disinformatico radiofonico. Ecco i temi e i rispettivi articoli di supporto:

10 commenti:

marcov ha detto...

Anche per gli oggetti fisici si può parlare di copyright? O è meglio usare il termine brevetto?
Peccato che il signore di Copenaghen non sia più tra noi.

elegri ha detto...

Ciao, hai scritto che io pezzo è stato stampato con una stampante 3D in acciaio inox. Non credo che sia corretto; penso piuttosto che sia stato realizzato con le macchine a controllo numerico tornendole o fresandole dal pieno.
La stereolitografia (in linguaggio più comprensibile stampa in 3D) è possibile solo con alcuni materiali plastici.

Zaku ha detto...

Non so se è il posto giusto... ma stanno già nascendo le teorie del complotto intorno all'affondamento del Concordia...

http://affaritaliani.libero.it/culturaspettacoli/iperbole-moderna-costa-concordia.html

The Q. ha detto...

News:
non so quanto verificate, ma circola questo annuncio con i provvedimenti adottati dai cyberlocker
http://www.djstrobe.com/blogs/filesharing-update/

bbye

frangrav ha detto...

Perdonatemi l'ignoranza...
Ma le stampanti 3D "stampano" oggetti in acciaio ???
Io pensavo adoperassero un qualche tipo di resina...

lufo88 ha detto...

La vera vergogna di Symantec è che un'azienda seria possa basare la sicurezza dei propri prodotti sul concetto di "Security through obscurity" un principio per cui la sicurezza del sistema dipende fortemente dal fatto che un aggressore non conosce il sistema di sicurezza stesso. La filosofia closed/open source dovrebbe riguardare solo il copyright, ma non influenzare la sicurezza dell'utente. Un sistema di sicurezza deve essere progettato partendo dal presupposto che l'aggressore conosce perfettamente il sistema stesso, altrimenti sarà un sistema fallace!

Gian Piero Biancoli ha detto...

A proposito di stampanti in 3d vi segnalo un progetto di abbattimento di costi.
http://www.kickstarter.com/projects/printrbot/printrbot-your-first-3d-printer
Tra meno di due anni, secondo me, ne avremo tutti una nel nostro piccolo laboratorio...

bubbalù ha detto...

@lufo88

Non sono certa di capire il tuo ragionamento: intendi dire che un'azienda che produce antivirus e sistemi di sicurezza in generale dovrebbe rendere pubblici i suoi sorgenti, in modo da ovviare il rischio di un furto degli stessi?
Conosci un produttore di AV commerciali che lo faccia, es. sono pubblici i sorgenti di Avast, Antivir, Avg, Bitdefender, G Data, Kaspersky, McAfee, Nod32, Panda, ... ?
Se ben interpreto il tuo pensiero allora la tua critica è rivolta a tutto il sistema del software di questa tipologia, non semplicemente alla Symantec, che non ne esce comunque bene per ovvie ragioni.
Ma sparare così sulla Symantec perché tiene nascosti i sorgenti mi sembra eccessivo.
Se non ho capito, spiega pure ...

Anonimo ha detto...

È il princicio di base che è sbagliato. Un conto è il closed source (che personalmente non condivido), un conto è basare la sicurezza del proprio sistema sul fatto che nessuno conosce come funziona il software.

Basta che una persona, per bravura o fortuna, scopra una falla (che è li e non corretta, tanto nessuno può conoscerla) per mettere in ginocchio chissà quanti sistemi.

La cosa più grave è che a subire la cosa non è un software generico, ma un software di sicurezza.

È come se una base militare basasse la sua sicurezza sul fatto che nessuno conosce hli ingressi. È inutile sorvegliarli, tanto non entra nessuno.
Ovviamnete il primo che entra si trova al lunapark....

Paolo Attivissimo ha detto...

Frangrav,

Ma le stampanti 3D "stampano" oggetti in acciaio ???

Alcune, come quelle citate, sì. Lavorano per sinterizzazione, se non ricordo male.