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Antibufala: Barilla diventa americana, micotossine nella sua pasta? [UPD 2012/12/18]

L'articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “renato_mau*”. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale: ringrazio Crusaderky, Giulio.Fornasar e Stefano.Ferr* per le informazioni reperite.

Questo appello a proposito della Barilla circola, in numerose varianti, almeno da metà febbraio (Facebook, 18/2/2012):

CI RISIAMO.....
Ciao!
BARILLA non è più italiana ma americana e usa grano con tassi di micotossine altissimo (ammuffito),derivante da lunghi stoccaggi al prezzo più basso possibile.
l'UE nel 2006 ha alzato con un colpo di mano i livelli accettati di micotossine presenti nel grano duro, di modo che tanti paesi potranno produrre grano duro in climi non adatti badando solo alla quantità, distruggendo i contadini del sud Italia il cui grano non contiene
micotossine e portando al fallimento le industrie sementiere mediterranee.

Per esportare pasta in USA - Canada il grano deve avere un tasso di micotossine di circa la metà di quello che la UE accetta per le importazioni di grano duro dagli stessi paesi, così succede che:
- I prezzi internazionali del grano duro crollano.
- i commercianti italiani e i monopolisti internazionali acquistano al prezzo più basso possibile da contadini che hanno bisogno di soldi per pagare i debiti, per poi speculare quando tutto il grano è nei loro magazzini (ammuffito)
- gli stessi commercianti esportano il grano migliore italiano all'estero lucrandoci sul prezzo e importano grano ammuffito e radioattivo dall'estero per avvelenare il pane e la pasta venduti in Italia.

Boicottare la Barilla è cosa saggia perchè dobbiamo comprare solo pasta da grano duro coltivato in Italia e Biologico, senza micotossine, né pesticidi né OGM.
E' presente con i seguenti marchi:
Motta, Essere, Gran Pavesi, le Tre Marie, le Spighe, Mulino Bianco, Pavesini, Voiello, Panem.

FAI GIRARE

PS: E' MEGLIO PER LA SALUTE CONSUMARE PASTA INTEGRALE BIOLOGICA!!!!
.......................
LA VOSTRA SALUTE VE NE SARA' GRATA....

Questa è un'altra variante molto diffusa (Nocensura.com, 25 aprile 2012):

Parte dalla rete la protesta contro l’Impresa di prodotti alimentari più famosa d’Italia: la Barilla.
L’azienda, non più italiana ma americana, usa grano con tassi di micotossine altissimo, e quindi ammuffito, derivante da lunghi stoccaggi, al prezzo più basso possibile.
Ma perché accade ciò?
La storia risale al 2006 quando l’Unione Europea decise di alzare i livelli di micotossine presenti nel grano duro in modo che anche gli altri paesi, con climi più sfavorevoli, potessero produrlo. Una decisione basata su fini puramente commerciali. Oltre ad impoverire la qualità dei prodotti, infatti, la manovra rappresentò un duro colpo per i contadini del Sud Italia. Quest’ultimi, il cui grano non conteneva micotossine poiché lavorato naturalmente, furono meccanicamente esclusi dal mercato europeo.
Il discorso però era, ed è, diverso per i paesi d’oltreoceano. Per l’esportazione del prodotto in Usa e in Canada i parametri cambiano. In questo caso il grano deve avere un tasso di micotossine pari alla metà di quello accettato dalla UE per le importazioni.

In questo modo è successo che:
I prezzi internazionali del grano duro di riflesso sono crollati, circostanza favorevole per i commercianti italiani ed i monopolisti internazionali che hanno potuto acquistare il grano al prezzo più basso possibile dai contadini meridionali, messi alle strette dalle direttive europee. Questi stessi imprenditori hanno esportato poi il grano italiano migliore all’estero, lucrando sul prezzo, per poi portare da noi prodotti realizzati con il grano ammuffito, accumulatosi nei depositi, e radioattivo.
Alla luce di ciò il web, attraverso i social network, sta diffondendo il messaggio per boicottare la Barilla, principale azienda responsabile di questo disastro alimentare, incentivando gli utenti ad acquistare solo prodotti graminacei coltivati nello stivale e di agricoltura biologica.
Operazione non semplice visto che la Barilla è presente nel mondo con i marchi con il più alto valore commerciale: Motta, Essere, Gran Pavesi, le Tre Marie, le Spighe, Mulino Bianco, Pavesini, Voiello, Panem.
La protesta sta raccogliendo consensi e già esistono liste di discussione dove è possibile trovare un’ alternativa di prodotti, completamente realizzati in Italia e non OGM, da poter sostituire al colosso americano.

A volte l'appello circola con la garanzia apparente di una "Dott.ssa Giuliana Icardi - Universita' del Piemonte Orientale", i cui dati personali spesso includono l'indirizzo postale e di mail e il numero di telefono e di fax.

L'appello contiene una lunga serie di asserzioni, nessuna delle quali è supportata da uno straccio di fonte. Già questo, in partenza, dovrebbe spingere l'internauta prudente e razionale a non disseminare notizie non documentate e che non offrano fonti;  anche i soliti ingredienti dell'antiamericanismo, della multinazionale senza scrupoli, dell'avvelenamento pianificato della popolazione, dei controlli sanitari inesistenti e della soluzione facile e ambientalisterica al grande problema di turno dovrebbero insospettire. Ma sono proprio questi gli elementi che fanno presa sulle emozioni e inducono molti utenti a copiaincollare su Facebook e inoltrare a tutti via mail questo genere di appello.

Riemergo ora da un lungo periodo nel quale non ho potuto dedicarmi pubblicamente a indagini antibufala corpose e vorrei quindi riprendere creando questo articolo come punto di raccolta di informazioni e discussioni, da espandere e aggiornare man mano che emergono nuovi dati. Se sapete di più di questa storia, scrivetemi o segnalate fonti e dettagli nei commenti; nel frattempo faccio il punto di quello che ho trovato finora.

C'è una risposta di Barilla che dichiara che “Barilla non utilizza materie prime geneticamente modificate e i livelli di micotossine o contaminanti sono sempre ampiamente al di sotto dei limiti fissati dalle normative sulla Sicurezza Alimentare [...] poiché Barilla è il maggiore produttore di pasta al mondo e il più grande utilizzatore di semola di grano duro (oltre 1,400,000 tonnellate trasformate all’anno), la produzione nazionale non sarebbe sufficiente per coprire il fabbisogno [...] Barilla utilizza semole che provengono per oltre il 70% da grani italiani. Sono circa 30.000 gli agricoltori che coltivano grano per Barilla in Italia. Per il restante 30% ci approvvigioniamo principalmente dal Nord America”.

C'è Ilfattoalimentare.it, che liquida l'appello come una bufala “avvincente, ma priva di fondamento”. Tuttavia le fonti linkate sono nel frattempo scomparse o vaghe.

Durodisicilia ospita una discussione fra coltivatori piuttosto illuminante che smentisce gran parte di quanto affermato nell'appello.


Le asserzioni dell'appello


1. “BARILLA non è più italiana ma americana”
Questa è una bufala oltre ogni ragionevole dubbio. Chi ha partorito e diffuso l'appello non ha nemmeno dato un'occhiata alla storia della Barilla sul sito dell'azienda o su Wikipedia. La Barilla fu acquistata dall'americana Grace alla fine del 1970, ma Pietro Barilla la riacquistò nel 1979.

2. “usa grano con tassi di micotossine altissimo (ammuffito)”
Non viene fornita nessuna prova.

3. “L'UE nel 2006 ha alzato con un colpo di mano i livelli accettati di micotossine presenti nel grano duro”
Non viene fornita nessuna fonte. Sergio Lup* ha trovato documenti che a suo parere sono la normativa europea corrente sulle micotossine, datata 2006, e quella precedente. Cinzia Cip* mi segnala di aver “trovato quanto detto dalla direttiva europea del 2006 (che è stata seguita da altre normative come è giusto che sia)” (link alla direttiva) e delle informazioni sulla direttiva italiana presso Ermesagricoltura.it.

4. “I prezzi internazionali del grano duro crollano”
Le fonti già citate indicano che invece i prezzi sono saliti, ma sarebbe opportuno avere qualche dato in più. Sergio Lup* segnala che l'andamento dei prezzi del grano duro degli ultimi 13 mesi è su ISMEA e che c'è un articolo del Sole 24 Ore sulla situazione dei prezzi nel 2007; ha inoltre trovato, in una tesi per un dottorato, “una serie di grafici (con relative citazioni di fonti) che sembrano confermare che dal 2006 il trend dei prezzi è in salita (con un picco mostruoso nel 2007 se non erro), conferma presente anche [in] uno studio (un po' datato) della camera di commercio di Matera che contiene anche un'analisi del mercato internazionale (par. 2.5)” (link)... Un po' di grafici anche qua.”

5. “gli stessi commercianti esportano il grano migliore italiano all'estero lucrandoci sul prezzo e importano grano ammuffito e radioattivo dall'estero per avvelenare il pane e la pasta venduti in Italia”
Non viene fornita alcuna prova a supporto dell'asserito ammuffimento e della radioattività. La presunta radioattività, in particolare, sarebbe facile da verificare anche nel prodotto finito.

6. “Barilla è presente anche con i seguenti marchi: Motta, Essere, Gran Pavesi, le Tre Marie, le Spighe, Mulino Bianco, Pavesini, Voiello, Panem”
Il marchio Le Tre Marie risulta ceduto al gruppo Sammontana nel 2008 (Corriere.it 10/6/2008). Secondo un messaggio di Luca Virginio, Direttore Comunicazione e Relazioni esterne di Barilla, pubblicato su Osasapere.it, “i marchi Motta e le Spighe non sono mai appartenuti a Barilla, mentre il marchio Panem è stato ceduto nel 2003 e Tre Marie nel 2008”.

Delle sei asserzioni principali dell'appello, due risultano fasulle. Non è un buon inizio.

Ho contattato la dottoressa Icardi per avere chiarimenti. Mi ha risposto che “e' sicuramente una bufala; ho ricevuto questa mail da una collega di Torino e pensando fosse di lavoro l'ho tranquillamente aperta, ma evidentemente conteneva un virus che si e' appropriato delle mie credenziali e ne sta facendo un uso improprio; io e la mia amministrazione stiamo valutando di informare la polizia postale.”


Aggiornamento: la smentita di Barilla e Icardi


A dicembre 2012 ho ricevuto dall'agenzia di PR di Barilla la segnalazione di una presa di posizione formale di Barilla e della dottoressa Icardi sulla vicenda. Tutti i dettagli sono in questo articolo.
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Commenti
Commenti (93)
Ai miei tempi la pasta aveva tutto un altro sapore.

Una volta questa galassia era tutta campagna.

Non ci sono più i complottisti di una volta.

(No, davvero, daì, hanno inventato internet: ti ci vogliono due minuti per tanarti. Una cosa fatta bene, no?)
"avvelenamento piantificato" perchè pianificato tramite piante?
;-)
Tema prezzo
Per il prezzo del grano duro (durum wheat), potrei dire che basta fare una ricerca tipo "durum wheat price chart" e verificare, tuttavia i grafici che si trovano in giro sono fuorvianti in quanto si riferiscono sia al prezzo cash (pago e ritiro subito il grano duro) sia al prezzo future (compro il grano duro del prossimo raccolto, che ancora non esiste).
Il grano è un bene primario con domanda piuttosto rigida, i prezzi sono quindi influenzati quasi esclusivamente dall'offerta, ossia quantità e qualità di scorte e raccolti.
Si capisce quindi che, seguendo il ciclo biologico del grano, l'offerta ha andamento stagionale, è influenzata dagli eventi meteoclimatici (es siccità in Australia nel 2008 causò un picco) e dalla deperibilità (se si prevede un raccolto abbondante, il prezzo del grano "vecchio" crolla perchè dev'essere venduto prima che sia da buttare).
Tutti questi fattori comportano che paradossalmente potremmo contemporaneamente avere prezzi del grano duro alti e bassi, ad esempio se le scorte sono molto basse e il raccolto è previsto abbondante possiamo avere prezzi alti per il grano cash e bassi per il grano del prossimo raccolto, perciò l'affermazione "i prezzi crollano" è priva di senso se decontestualizzata.
Allo stesso modo il complottista potrebbe prendere un grafico dei prezzi che meglio si adatta alla propria tesi, magari l'unico, escludendo tutti gli altri che la confutano.
"dell'avvelenamento piantificato della popolazione"... mi sa che è un refuso...
Se non ricordo male proprio quest'anno Report ha trattato la questione del mercato dei cereali e delle micotossine che si generano su quei cereali fatti viaggiare per anni su navi cargo con l'unico scopo di far lievitare il prezzo, acquistando dove gli agrigoltori che lo producono vendono a meno.

Veniva intervistato anche un addetto di un'industria produttrice di parla italiana, il quale spiegava come acquistavano le materie prime per il loro prodotto e quali/quanti cereali venivano usati per una buona pasta. Non dicevano se era Barilla o altra marca.

L'appello sembra un miscuglio ad hoc indirettamente preso dall'inchiesta ben più dettagliata e specifica di Report.
Anche la storia del virus che si appropria delle credenziali appena apri l'email è poco probabile, direi. È plausibile invece che abbiano trovato i dati della dottoressa facendo qualche ricerca.
Il sito "Nocensura", ormai, è diventato florilegio di teorie complottiste e bufale. Del resto, per legittimare qualsiasi cazzata, basta inventarsi la storia che tale notizia sia stata censurata o oscurata dai media tradizionali.
A quel sito, aggiungiamoci anche "InformareXresistere" e "Il Fatto Quotidiano" (*) ed avete il quadro di quali sono le fonti preferite dai bufalari di FB. Vabbè, poi c'è anche il blog di un comico (comico eh...) genovese, ma non volevo vincere facile.

(*)Specifico che I.F.Q. generalmente è una testata seria. Ma il fuffaro/boccaolone non è in grado di distinguere un articolo serio e fontato da un post tratto dai vari blog ospitati dalla testata; nemmeno quando si tratta di un post firmato Giulietto Chiesa o quando un un ingegnere edile inizia a sproloquiare di economia.
Sul "grano migliore italiano": mia mamma ha lavorato in un mulino. I grani migliori, soprattutto per la pasta, non sono mai stati quelli italiani, ma quelli sudamericani. Giusto per.
Sì, bufale intorno alla Barilla girano da molto e sono le più svariate. Anche Grillo ci si era buttato: poteva quel folle non propagandare anche questa corbelleria?! Mi ricordo che diceva che i soldi dei ricavi la Barilla li investiva anche in carri armati e lanciafiamme e che quindi era entrata nel mercato internazionale delle armi (sic!)... XD

Oppure sulla Nestlè diceva che tot tonnellate di latte in polvere RADIOATTIVO erano state sequestrate chissà dove...

Da voce di protesta si è subito trasformato in cassa di risonanza per ogni c*****a che gira sul web... Poveraccio...
ma sarebbeo opportuno
c'è una o in più.
evidentemente conteneva un virus

Wow, altro che Iran e Stuxnet, qui abbiamo il virus che vuole screditare la pasta Barilla!

A proposito delle micotossine c'è stata l'anno scorso la polemica tra Plasmon e Barilla, riguardava però gli alimenti per l'infanzia.

Ho recuperato il test di Altroconsumo sulle penne rigate del 2008, quello sulle tagliatelle all'uovo del 2009 e quello sui tortellini del 2011: la stragrande maggioranza dei campioni di pasta analizzati (compresa Barilla) non aveva evidenziato alcun problema microbiologico (i prodotti con la carica microbica più alta sono stati i tortellini "sfusi", non industriali. Ma ovviamente Altroconsumo fa parte del complotto delle industrie...).
Bufala è una bufala, ma che la Barilla sia qualitativamente piuttosto scarsa dovrebbe saperlo qualsiasi consumatore un po' avveduto.

Poi la storia del virus è davvero divertente, la dottoressa poteva inventarsi qualche scusa migliore per non ammettere di aver girato la mail-bufala a qualche conoscente lasciando la firma automatica in calce...
C'e' un fondamento di verita': Plasmon ha pubblicato una pubblicita' comparativa, secondo cui la pasta barilla conterrebbe livelli elevati di micotossine (componente assolutamente naturale del grano). tali livelli, pur essendo innocui per gli adulti, sarebbero inadatti ai bambini, e tuttavia Barilla pubblicizza la propria pasta come "per bambini". Plasmon poi mette a confronto la PROPRIA pasta, che risulta avere (secondo Plasmon stessa) livelli di micotossine nettamente inferiori.

Per risposta, Barilla ha denunciato Plasmon per diffamazione. Non sono informato degli sviluppi del processo.
E' multinazionale n.1 che avvelena, o multinazionale n.2 che diffama? Chi dei due fa pubblicita' ingannevole? Si accettano scommesse siori e siore.

http://www.ilfattoalimentare.it/barilla-pasta-piccolini-non-adatta-prima-infanzia-diceva-il-salvagente-maggio-2010-ora-plasmon.html
bah... eppure bastava dire di boicottare la barilla perchè fa robaccia... :D :D
la loro pasta è veramente scandalosa, ed il fatto che sia una delle più vendute al mondo è chiara dimostrazione del palato della gente.
e tralascio commenti sul sapore delle merendine mulino bianco, sui biscotti vari (sfido chiunque a mangiare ad occhi chiusi un ciocchino ed un ringo e trovare delle differenze, colore della crema a parte...) e persino sui pan di stelle, che anni fa erano davvero buoni ed ora sono buoni solo a farti venire la gastrite.

ma non sono piani criminali, si chiamano "economie di scala".

per la faccenda del "radioattivo", non vorrei ci fosse una base dall'incomprensione della vicenda del creso (con buona pace degli anti-ogm)
Io sono agronomo e mi sono occupato del problema delle micotossine non sul grano, ma sul mais. Ovviamente mi occupo anche di agricoltura in genere
Ci sono molte affermazioni poco vere. Innanzitutto non è vero che il grano duro italiano è privo di micotossine: ci sono molti studi e molti monitoraggi in proposito e mi limito a linkare questo www.arpa.emr.it/cms3/.../_cerca.../mico120608_pancaldi.pdf (3° risultato della ricerca fumonisine grano duro su google)
Nel 2006 l'UE non ha alzato i limiti di micotossine solo nel grano duro, ma in tutti i cereali e non per i motivi sopra esposti, ma a seguito di una contrattazione con produttori e stoccatori (era praticamente impossibile rimanere al di sotto dei limiti imposti precedentemente).
Si asserisce che il grano duro italiano viene "lavorato naturalmente": questa frase non vuole dire assolutamente niente. Se si voleva affermare che il grano duro italiano è totalmente biologico è decisamente falso. Non so quali altri concetti si volessero esprimere con tale frase.
La produzione italiana di grano duro è crollata agli inizi del 2000 quando la UE ha smesso di pagare i contributi agli agricoltori in base a cosa coltivavano, ma in base alla media dei premi percepiti nel triennio 2000/2002.
Infine, oltre alle precisazioni sui prezzi già fatte, si accosta anche al frumento l'acronimo OGM, per aumentare l'effetto e la paura. Non mi risulta che attualmente sia presente sul mercato internazionale del frumento OGM autorizzato per la semina.
Quando parli di "internauta prudente e razionale" sarai sicuramente cosciente del fatto che la percentuale di questa "razza" è piuttosto bassa! :)
[quote-"crusaderky"-"/2012/06/antibufala-barilla-diventa-americana.html#c8510740998293560198"]
C'e' un fondamento di verita': Plasmon ha pubblicato una pubblicita' comparativa, secondo cui la pasta barilla conterrebbe livelli elevati di micotossine (componente assolutamente naturale del grano). tali livelli, pur essendo innocui per gli adulti, sarebbero inadatti ai bambini, e tuttavia Barilla pubblicizza la propria pasta come "per bambini". Plasmon poi mette a confronto la PROPRIA pasta, che risulta avere (secondo Plasmon stessa) livelli di micotossine nettamente inferiori.

Per risposta, Barilla ha denunciato Plasmon per diffamazione. Non sono informato degli sviluppi del processo.
E' multinazionale n.1 che avvelena, o multinazionale n.2 che diffama? Chi dei due fa pubblicita' ingannevole? Si accettano scommesse siori e siore.

http://www.ilfattoalimentare.it/barilla-pasta-piccolini-non-adatta-prima-infanzia-diceva-il-salvagente-maggio-2010-ora-plasmon.html
[/quote]

Barilla ha vinto la causa perché la pasta Barilla non è specificatamente per neonati.
http://italia.panorama.it/Plasmon-Barilla-Mulino-Bianco-vince-la-guerra-dei-Piccolini
[quote-"Spinea vivibile"-"/2012/06/antibufala-barilla-diventa-americana.html#c8587747456357738916"]
Se non ricordo male proprio quest'anno Report ha trattato la questione del mercato dei cereali e delle micotossine che si generano su quei cereali fatti viaggiare per anni su navi cargo con l'unico scopo di far lievitare il prezzo, acquistando dove gli agrigoltori che lo producono vendono a meno.
[/quote]

Occhio che Report di per sé non è una fonte affidabile: acquistano inchieste da giornalisti freelance, più di una volta sono capitate puntate "a tesi", oramai conoscono i gusti del loro pubblico e sembra proprio che confezionino puntate sapendo già quali sono le cose che tale pubblico vuole sentirsi dire.
@ Spinea
... cereali fatti viaggiare per anni su navi cargo con l'unico scopo di far lievitare il prezzo ...

Notoriamente un cargo a nolo per anni è a titolo gratuito;
e l'armatore fa l'armatore per beneficenza.
La Barilla è un marchio leader del settore pasta.
Tale traguardo non riguarda assolutamente la qualità del prodotto, infatti molti prodotti di diverse "catene commerciali" sono della medesima qualità con un costo inferiore del 30-50% Ovvero se acquisto un pacco di pasta barilla ad 1 euro, pagherò un prodotto di "catena" a 50-70 centesimi.

Questo indica non solo che la Barilla è un prodotto di scarsa qualità rispetto ad altri, ma anche che viene pagato caro.

Fatto questo escursus commerciale, va anche chiarito che in italia vi sono norme abbastanza severe in campo alimentare, non è facile proporre sul mercato un prodotto non a norma, e le forze preposte fanno ciclicamente controlli molto seri, quindi va sfatato il mito del fatto che le multinazionali o le grandi aziende ci vendano veleno per guadagnare, anche perché lo stesso concetto è assurdo, il danno di immagine che riceverebbero sarebbe enorme, basti pensare ai panettoni con le uova marce di qualche anno fa, uno scandalo che ha danneggiato molto i marchi coinvolti.
@Economa domestica.

Mi interessa il tuo punto. E' migliore quello sud-americano per quale motivo? Il grano in Italia non può essere modificato geneticamente, mentro quello proveniente dal Nord America, ad esempio, si. Quello OGM ha delle caratterisriche migliori dal punto di vista produttivo, dà una resa maggiore e conseguentemente costa anche meno. Come sempre noi in Italia ci diamo la zappa sui piedi in agricoltura: proibiamo la coltivazione del grano OGM in Italia, ma poi lo compriamo a mani basse all'estero penalizzando unicamente l'agricoltura italiana.
@Max Senesi:
'Sin dal 700 i migliori pastai di Napoli usavano il famoso grano duro dalla
Polonia e dall’Ucraina. I coltivatori venuti da questi paesi piantarono l’Amber
Durum nelle praterie canadesi. E’ oggi il grano duro più pregiato al mondo
per la tenuta, il ricco sapore e per il suo splendido colore giallo-ambra
.' (da http://www.marcodelisi.com/testi/Wloski-teksty-spaghetti.pdf)
Storia del comune di Gragnano, in fondo: Le prime avvisaglie di crisi arrivarono nel 1935 quando Benito Mussolini, dando vita alla battaglia del grano, decretò la produzione autarchica. Per questo motivo le industrie gragnanesi entrarono in una fase di stallo giacché non riuscivano quasi più né a esportare la loro pasta né a importare il grano ucraino o americano.(http://www.comune.gragnano.na.it/cms/pagina.php?id=54)
Storia dal sito della Pasta Voiello: 1917 - La Crescita. La Rivoluzione d’ottobre provoca la scomparsa del mitico grano di Taganrog proveniente dall’Ucraina.

L'Italia importa grano dall'alba dei tempi, per fare pasta.
E, per dire, l'OGM ce lo siamo inventati in casa, cerca grano 'Creso'.

Ah, girullando per internet, ho scoperto anche da dove è nata la storia della radioattività.
Domande angosciate che 'Barilla usa grano Ucraino -> in Ucraina c'è Chernobyl -> Grano radioattivo -> we're doomed'.
Un ragionamento che non fa una grinza, direi.
Paolo, il grano è "ammuffito e radioattivo" anche nel primo appello, i due appelli sono sostanzialmente identici.

Inoltre, sottolineerei nell'articolo anche l'appello finale (come segnalato anche da Unknown) a "comprare grano non OGM", che sembra volere nascondere la neanche tanto sottile insinuazione che Barilla al contrario utilizzi grano OGM (falso nonché impossibile).

Inoltre, segnalo che diversi link (tra quelli citati da Sergio Lup*) contengono inutili passaggi per Facebook.
Ah scusate, il commento precedente in realtà non l'ho inviato io... è che aprendo questo articolo evidentemente un virus si è appropriato delle mie credenziali e ne sta facendo un uso improprio.
Tukler,

ho corretto i link e chiarito la citazione della radioattività anche nella prima versione. Ho anche sistemato il "piantificato" (lapsus freudiano?).
Premetto che non compro prodotti Barilla, ma solo perche' trovo le loro pubblicita' e quelle del Mulino bianco insopportabili, sdolcinate ed ipocrite, e perche' l'Italia e' piena di prodotti migliori dei loro, sia come pasta che come biscotti e merendine (Ah, Gentilini, Ah, Balocco, Ah, Lazzaroni...)

Pero'... Se uno osserva il marchio Motta, sotto trova scritto Nestle'... La Barilla si e 'comprata Nestle'?
Occhio che Report di per sé non è una fonte affidabile: acquistano inchieste da giornalisti freelance, più di una volta sono capitate puntate "a tesi", oramai conoscono i gusti del loro pubblico e sembra proprio che confezionino puntate sapendo già quali sono le cose che tale pubblico vuole sentirsi dire.

Ricordiamo che Report ha trasmesso una parte di una puntata abbastanza delirante sui cellulari.
Non so se la fonte è abbastanza autorevole per fidarsi...
[quote-"Max Senesi"-"/2012/06/antibufala-barilla-diventa-americana.html#c1946259354201762645"]
@Economa domestica.

Mi interessa il tuo punto. E' migliore quello sud-americano per quale motivo? Il grano in Italia non può essere modificato geneticamente, mentro quello proveniente dal Nord America, ad esempio, si. Quello OGM ha delle caratterisriche migliori dal punto di vista produttivo, dà una resa maggiore e conseguentemente costa anche meno. Come sempre noi in Italia ci diamo la zappa sui piedi in agricoltura: proibiamo la coltivazione del grano OGM in Italia, ma poi lo compriamo a mani basse all'estero penalizzando unicamente l'agricoltura italiana.
[/quote]

Mia mamma lavorava al mulino negli anni sessanta e settanta, quindi ben prima degli OGM (ma non della selezione di qualità migliori, tentata anche in Italia con scarso successo nella prima metà del Ventesimo Secolo). Come ha scritto Tuckler l'Italia ha sempre importato grano per la pasta (o per il pane, vedi la famosa farina Manitoba...).
@Smiley1081
Se uno osserva il marchio Motta, sotto trova scritto Nestle

Solo per i gelati. I panettoni sono ora della Bauli.
(prenderei però quell'articolo di Affaritaliani con le pinze: nomina Algida tra le aziende della Nestlè, ma la Algida fino a prova contraria è di Unilever)
Bhe, le aflatossine sono un problema reale.

Che si accentua nello stoccaggio delle granaglie.

La normativa che regola la percentuale di micotossine e' europea, ma non tiene conto che in Italia si hanno consumi di pasta molto superiori alla media europea.

Ne parlarono una volta a Report, ma non ritrovo la puntata
E ovviamente non e' un problema della Barilla, ma in generale della pasta.

Anzi peggio: ne la cottura ne la pastorizzazione eliminano questo fungo.

In questo link (trovato con google scholar) http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0956713505000824 ne misurano la presenza nel latte pastorizzato si legge:

"To achieve a low level of AFM1 in milk, cows’ feed samples from various cowsheds must be evaluated routinely for aflatoxin and kept away from fungal contamination as much as possible."
Scusate: "Unknow" sono io. Non so perchè, ma non era apparso il mio nome. Forse un virus ha...
[quote-"Unknown"-"/2012/06/antibufala-barilla-diventa-americana.html#c6445626824839510814"]
Scusate: "Unknow" sono io. Non so perchè, ma non era apparso il mio nome. Forse un virus ha...
[/quote]

Ne avevamo pochi dubbi... :-D
Sin dal 700 i migliori pastai di Napoli usavano il famoso grano duro dalla Polonia e dall’Ucraina.

D'altronde io ricordo dai tempi della scuola, quando si studiava geografia economica, che l'Ucraina veniva chiamata "granaio d'Europa".
@ Van Fanel
"I panettoni sono ora della Bauli".

Scusa, c'entra l'allievo di Schroedinger? Paolo, ne sai qualcosa?
http://tinyurl.com/c8ypb9s
Questa è una bufala oltre ogni ragionevole dubbio. Chi ha partorito e diffuso l'appello non ha nemmeno dato un'occhiata alla storia della Barilla sul sito dell'azienda o su Wikipedia. La Barilla fu acquistata dall'americana Grace alla fine del 1970, ma Pietro Barilla la riacquistò nel 1979.

Come al solito, Uicchipedia si rivela l'ultima fonte da consultare: tanto per gradire nella pagina linkata la denominazione sociale è errata. Figuriamoci l'attendibilità del resto.
D'altronde è noto che (anche) sugli assetti proprietari Uicchipedia prenda cantonate mostruose (si vedano quelli del Foglio, tanto per fare un esempio).
Ciao, volevo chiarire un punto che non mi sembra sia stato ancora toccato: per quanto ne so io, che non è moltissimo, le micotossine o aflatossine sono sostanze prodotte dalle muffe e nocive all'uomo. Ossia, se mangi pasta fatta col grano ammuffito ti ammali; ma anche se bevi il latte di una mucca nutrita con fieno ammuffito (chiedete a Wikipedia che ne sa più di me).
Sempre per quanto ne so io, esistono limiti di legge che impongono le analisi su determinate categorie di alimenti (sulla pasta sì, sul latte sì, sulla birra no, mi pare).
Tutta 'sta premessa fumosa x dire: lavorazione naturale e coltivazione biologica qua non c'entrano una mazza. Niente è più naturale del fatto che a lasciarla lì la roba da mangiare si ammuffisca, ed evitarlo è questione di condizioni di stoccaggio, non di qualità del prodotto di partenza. Il vino buono nella botte marcia, quelle cose lì.
In altre parole: posso comprare latte munto davanti ai miei occhi da una mucca allevata da Heidi in persona, ma se vado a casa e non lo metto in frigo, quando lo bevo mi viene un naturalissimo cagotto.
Mi sto facendo l'idea che la locuzione "origine naturale" nasconda sempre un tentativo di prendermi per il naso.
Mio padre per anni ha consegnato il grano alla Barilla: erano richiesti livelli di qualità di molto superiori a quelli richiesti dai normali canali di raccolta. Non solo, la Barilla seguiva in prima persona tutte le fasi del ciclo di produzione, dalla preparazione del terreno, alla semina, raccolta e stoccaggio.
Giusto per intenderci, questa è solo testimonianza sulla qualità del prodotto, e non sulla sua bontà.
"Mi sto facendo l'idea che la locuzione "origine naturale" nasconda sempre un tentativo di prendermi per il naso."

non sei la sola. C'e' un grosso sforzo per affossare questo luogo comune privo di fondamento, ma purtroppo il termine "naturale" e' uno dei modi piu' efficienti per vendere stupidaggini ai gonzi. Non significa molto, non ha obblighi di legge, funziona praticamente sempre.

Basta leggere quello che affermano Andrea Ghiselli (INRAN, l'eccellente Istituto per le ricerche sull'alimentazione e la nutrizione del CNR che vogliono chiudere con la spending-review, BTW), o Dario Bressanini (sul blog di Le Scienze).

A proposito, c'e' una petizione in corso per chiedere di evitare la chiusura dell'INRAN. Si puo' ancora firmare qui. Se potete fatelo, dopo naturalmente esservi informati sull'attivita' di questo ente sul sito della petizione e a www.inran.it e non perche' ve lo chiedo io. Ve ne sarei molto grato. Conosco di persona alcuni dei ricercatori INRAN, impegnati come Paolo Attivissimo, Dario Bressanini, e tanti altri sul fronte della lotta a stupidaggini come questa (mi riferisco all'uso dell'accezione "naturale" per fare accettare qualsiasi idiozia antiscientifica e new-age). E' gente serissima che cerca di combinare la ricerca scientifica con un ruolo di educazione ad una corretta alimentazione della popolazione. Pubblicano moltissimo e al tempo stesso spendono tantissimo tempo con il pubblico, gratuitamente, dando suggerimento e smentendo le teorie piu' bislacche sulle diete, un campo perfetto per i venditori di fumo.

Se Paolo Attivissimo potesse fare un "endorsement" della cosa, gliene sarei oltremodo grato.

un saluto a tutti
ok, mi pare di capire che questo endorsement non avverra'. Peccato. Non tanto per l'utilita' di questa petizione in se sulla quale (come sempre) nutro molti dubbi, ma perche' avrebbe reso la gente un po' piu' cosciente del fatto che ci stiamo giocando un altro pezzo di ricerca che funziona sulla base di una spending review che ritiene la ricerca una spesa, non un investimento. Il costo sociale e sanitario di 1000 obesi in piu' basterebbe probabilmente a coprire il costo di un istituto del genere, ma non lo si vede e avverra' in un lasso di tempo che non interessa alla politica. L'Italia perdera' comunque un istituto che funzionava, che aveva un diretto contatto con il pubblico, che contribuiva a sfatare decine di bufale di ogni tipo.

un saluto e un grazie a chi ha, eventualmente, firmato o anche solo letto e diffuso il mio messaggio precedente.
Pregasi archiviare il mio commento #40 nel folder delle "figure di merda".

Grazie ancora a paolo per l'articolo e a tutti quelli che firmeranno. Ci sono motivi anche molto personali riguardo la mia insistenza su questo ennesimo caso di pessimo governo della ricerca.

pgc
Qua si parla di analisi fatte sulla pasta...e guarda un po' chi c'è...
http://sologranoitaliano.wordpress.com/indagine-micotossine/
la verità va cercata col buon senso, il manicheismo della bufala e dell'anti-bufala non aiuta a far chiarezza.
Se è stata detta qualche castroneria sulla Barilla, non vuol dire che il sistema agroalimentare non sia minato dal suo gigantismo e dalla folle bramosia del profitto maggiore.
Le micotossine esistono, i grani duri coltivati in nord america, in climi troppo piovosi, vengono indotti alla vetrificazione del chicco con l'uso di erbicidi in pre-raccolta, l'impennata delle allergie e le varie forme di celiachia e molte malattie degenerative come Alzheimer e tumori sono una conseguenza del bio-accumulo dei pesticidi.
Non ci credete? volete le fonti? cercatevele da soli ed usate la vostra zucca.
Nel frattempo, per un semplice principio di precauzione, fossi in voi, cercherei di mangiare solo pasta prodotta da un agricoltore biologico di vostra conoscenza, non ne conoscete? ...fate un google :)
Le micotossine esistono, i grani duri coltivati in nord america, in climi troppo piovosi, vengono indotti alla vetrificazione del chicco con l'uso di erbicidi in pre-raccolta, l'impennata delle allergie e le varie forme di celiachia e molte malattie degenerative come Alzheimer e tumori sono una conseguenza del bio-accumulo dei pesticidi. Non ci credete? volete le fonti? cercatevele da soli ed usate la vostra zucca.

Affermazioni straordinarie richiedono prove altrettanto straordinarie. Tenendo a mente che la "Teoria della Montagna di Mer*a" è sempre dietro l'angolo, attendiamo le fonti.
@Andreamar

Sei te che devi tirare fuori le fonti non noi, perchè nella Scienza (con la esse maiuscola) chi fa un'affermazione straordinaria porta le fonti, chi deve controllarla controlla le fonti e le mette alla prova.
Se i risultati non sono uguali si riprova se di nuovo non sono uguali vuol dire che chi ha fatto l'affermazione ha sparato una cavolata.
Porta le fonti te poi ne riparliamo.
In tal modo lei e quelli come lei continuate a finanziare il Fra Inteso, sempre Piduista, eversore e spergiuro che si arricchisce a spese nostre con il sovraccarico pubblicitario, che accresce da un 20 o 30 % il costo finale del prodotto.
Quindi boicotto e continuerò a boicottare non solo la Barilla ed il suo ipocrita e falso “Mulino Bianco”, ma tutte le marche che fanno pubblicità e sponsorizzazioni sulle reti Mediaset, per non dare sia pure indirettamente i miei sudati soldini al mio nemico che mi sfrutta e mi rapina da sempre.
Però contenta te e contenti tutti, dato che ognuno compie le sue libere scelte ed è responsabile delle proprie azioni, e può spendere i suoi soldi come preferisce, ma non può pretendere che si segua quello che considero un cattivo o meglio un pessimo esempio.
Solo non regge il ricatto morale del dare lavoro, perché se Barilla chiudesse, dato che comunque conserveremo l’abitudine di mangiare la pasta, magari aumenteranno produzione ed occupati quei pastifici “No logo”, che da test effettuati ad es. dal settimanale consumeristico: “ Il Salvagente”, in fatto di qualità, il più delle volte i loro prodotti sono classificati al punto più alto ed ai costi più bassi, delle si fa per dire Grandi Marche che mediamente e solitamente costano di più, dandoci qualità inferiori
Infine una domanda maliziosa: "Ma a voi chi vi paga?
Marcello Marani,

In tal modo lei e quelli come lei continuate a finanziare il Fra Inteso, sempre Piduista, eversore e spergiuro che si arricchisce a spese nostre con il sovraccarico pubblicitario, che accresce da un 20 o 30 % il costo finale del prodotto.

Ma in Italia non avete nient'altro da fare che ossessionarvi con Berlusconi?


Infine una domanda maliziosa: "Ma a voi chi vi paga?

Ma la loggia P2 e gli Illuminati, ovviamente, e a turno. Prendo un euro per ogni commento imbecille, due per ogni commento cospirazionista e tre per ogni commento che mi accusa di essere pagato solo per il fatto che oso scrivere come stanno realmente i fatti.

Grazie, quindi, del tuo generoso contributo.
@ Marcello Marani

… sovraccarico pubblicitario, che accresce da un 20 o 30 % il costo finale del prodotto

Operando nel settore sarei il primo a rallegrarmi di un così alto investimento pubblicitario in percentuale sul fatturato, purtroppo, quando va bene, il rapporto è dello zero virgola qualcosa, magari arriva all’1 o 2 per cento.
D’accordo sul fatto che alcuni prodotti o settori richiedano (e consentano) maggiori investimenti, ma generalizzare al 20-30% è un po’ sparare numeri al bar.
Ma la loggia P2 e gli Illuminati, ovviamente, e a turno. Prendo un euro per ogni commento imbecille, due per ogni commento cospirazionista e tre per ogni commento che mi accusa di essere pagato solo per il fatto che oso scrivere come stanno realmente i fatti.

ERRE O TI EFFE ELLE!!!
Pero' la dottoressa esiste:

http://www.sp.unipmn.it/php/showHomePage.php?who=icardi
a chi,o forse a cosa,dobbiamo credere a questo punto?
una mia amica mi dice che le prove ci sono le prove:
http://www.presadiretta.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-157667b5-2727-468c-be0f-05c22e7fb0a2.html
http://sologranoitaliano.wordpress.com/2011/10/11/rai-presadiretta-affronta-il-tema-micotossine
una mia amica mi dice che le prove ci sono

Non di tutte le affermazioni fatte dall'appello, ma (forse) solo di alcune. Tutte le asserzioni sono da verificare: non solo quelle di Barilla, ma anche quelle di chi la accusa.
se si aprono mail non si prendono virus che si appropriano delle credenziali..questa è la bufala più grossa..
Disinforma più della bufala questo post. L'inchiesta di Lannes di anni fa non diceva proprio stupidaggini, e si avvicina più alla bufala che circola che alle spiegazioni dati nei vari punti. Vi consiglio di cercare gli articoli di Gianni Lannes con documenti e quant'altro.
Nell’interrogazione parlamentare del 13 giugno 1985 (numero 3-00953) – focalizzata anche sulla Ferrero – dei senatori Bonazzi e Riva, indirizzata ai ministri del commercio con l’estero, dell’industria, del commercio e dell’artigianato e del tesoro, è scritto:


«Premesso: che il 71 per cento della Barilla G. e R. f.lli s.p.a. è posseduto da soggetti di nazionalità non italiana, e cioè per il 40 per cento dalla Financieringsmatschappy Relou N.V. di Amsterdam, per il 16 per cento dalla Pagra A.G. del Liechtenstein e per il 15 per cento dalla società svizzera Loranige S.A.; che 1’81,5 per cento della P. Ferrero e C.S.P.A. è pure posseduto da soggetti esteri, e cioè il 18,75 per cento dalla olandese Brioporte B.V. ed il 25 per cento, per ciascuna, dalle svizzere Nelgen A.G. e Creitanen A.G.; che diversi organi di stampa hanno dato notizia, non smentita, che le società estere che possiedono la maggioranza delle azioni delle due società farebbero capo a soggetti di nazionalità italiana, si chiede di sapere: se sia vero che le società estere che possiedono la maggioranza delle azioni della Barilla G. e R. f.lli s.p.a. e della Ferrero e C.S.P.A. fanno capo a soggetti di nazionalità italiana; come, in tal caso, è stato possibile realizzare tale situazione; se tutto questo sia compatibile con le vigenti norme valutarie e fiscali».
Ma hai letto quando è stata fatta l'interrogazione?
Nel 1985!
Su Lannes poi stendiamo un velo pietoso
E certo! Lasciamo pure perdere che in parte la Barilla sia in mano a produttori di armi, sono dettagli!
Allora se vuoi farti figure di palta dillo subito!
Andiamo a vedere cosa dice Wikipedia:
Essa dice che nel 1979 Pietro Barilla riacquisto il pacchetto di maggioranza delle azioni, quindi l'interrogazione è in ritardo di... 14 anni.
La Ferrero, sempre tramite Wikipedia, risulta da sempre, sottolineo DA SEMPRE, in mano al 100% della famiglia Ferreo di Alba.
Quindi azienda di armi, allo stato attuale, possiede la Barilla; bensì la famiglia Barilla.
Scusa poi perchè non hai postato la risposta all'interrogazione? Forse perchè ti dicevano le stesse cose che ti ho detto io?
Piccola correzione:

Quindi nessuna azienda di armi, allo stato attuale, possiede la Barilla; bensì la famiglia Barilla
@ seguite il flow

Fatti la pasta in casa. Naturalmente con la farina che hai macinato dal frumento che hai coltivato dietro casa e con l'acqua del pozzo che hai scavato in giardino. Eviti di dare soldi a chichessia se non al venditore di sementi (ma te le puoi sempre far dare da Lannes) ma soprattutto ti chiudi in un bel mondo isolato e confezionato su misura e smetti di rompere le scatole al prossimo con le tue verità illusorie e frivole.

Grazie.
data l'importanza della"bufala" penso che sarebbe bene per l'interesse di barilla e dei consumatori che la smentita sia data per tv che ne pensate?
Non sarebbe male, il probelma sarebbe che la bufala abbia ancora più spazio.
E' un bel dilemma
[quote-"seguite il flow!"-"/2012/06/antibufala-barilla-diventa-americana.html#c8469078328579471314"]
Nell’interrogazione parlamentare del 13 giugno 1985 [...]
[/quote]

Questa è la realtà odierna di Barilla: link. Ci sono documenti seri che smentiscono? E per Ferrero?
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
@kamaferro

La verità è che i prodotti Barilla sono sicuri
Kamaferro,

ho cancellato per errore il tuo commento, lo ripubblico:



Ma alla fine c'è da dubitare sulla Barilla e suoi prodotti ? Chi dice la verita ?

Grazie e Buon Anno

Ananda
la cosa triste è che non si sa più a chi credere....
Come al solito la verità sta probabilmente nel mezzo ................

la mia opinione è sempre la stessa:
il prodotto industriale è per definizione dannoso per la nostra salute ( basta guardare la lista di prodotti assurdi ed inutili : in ogni preparazione base , che sono riportati in etichetta in ogni composizione o ricetta industriale )

compriamo prodotto BIO CERTIFICATO !!!

costa un po di più ?? : beh mangiamone un po di meno !!! ci guadagnerà anche la nostra salute !!
e se possibile ed ancora meglio compriamo i prodotti base SEMPRE BIO e trattiamoli ( USIAMOLI, CUCINIAMOLI ECC..) da soli nella nostra cucina
roberto
"Come al solito la verità sta probabilmente nel mezzo ......"

AAAAAAAAAAAARRRRRRGGGGGGGGGGGGGHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH !!!!!!!!!!!!!!!!

Scusate, ma quando leggo cio', parte l'urlo.

Ok, con calma: semmai si dice che LA VIRTU' sta nele mezzo. La verita', se c'e', sta esattamente dove sta.
@Roberto Fioravanti

Basta che poi non ti metti a starnazzare che chi ride dei conti di fine anno ti ha derubato in qualche modo che implica il trasporto di soldi in una infra-dimensione e per quanto mi riguarda puoi anche mangiare polvere d´oro e bere inchiostro per stampanti, se tale é il tuo piacere.
ciao a tutti,
per certo la pasta Barilla, oltre che di un gradevole gusto di cartone dipinto di blu..sia decisamente schifida. Uno spaghetto non dura più di 2 minuti, si arriccia velocemente e lo puoi lanciare a muro che s'appiccica.
Se è vero che il 70% del grano è Italiano ci spiegassero l'inchiesta delle Iene che ha evidenziato l'assoluta mancanza di controlli nei silos visitati. Stiamo parlando di orde di piccioni che mangiano e scaricano direttamente sul cereale. Questo la dice lunga sulla fallimentare filiera agroalimentare dei Big. Non sono assolutamente in grado di controllare i processi, sanno ben presentare invece i bilanci a fine trimestre agli azionisti.

http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/371349/pelazza-farina-pericolosa-per-la-salute.html
http://barillagroup.it/corporate/it/home/media/posizioni-aziendali/barilla-italiana-usa-grano-di-qualita.html

leggete e divulgate questo!!!!
Le fonti ed i numeri al primo posto: ogni bufala che gira su internet, infatti, non riporta mai dati certi e verificabili.
Io lancio un appello a tutti i complottisti: smettetela di ripubblicare informazioni di cui non sono certi i dati. Così facendo amplificate solo il disagio (ormai sempre più dilagante) e la sfiducia nel prossimo. E' in questo clima che volete far crescere i vostri figli?
Se una notizia è affidabile, però, avete il mio appoggio!
A volte ritornano.. Sta girando di nuovo questo appello su Facebook. Io ho cercato di dare il mio modesto contributo linkando questo tuo articolo. Come sempre.. Grazie :)
Luigi Civ*****,

ho respinto il tuo commento perché era semplice autopromozione.

Se pensi che per partecipare a una discussione basti postare un commento contenente soltanto un link a una tua pagina Facebook, forse non ti è chiaro il concetto di discussione. Potevi almeno fare la cortesia di riassumere le tue argomentazioni, invece di postare un link nudo e crudo.
ciao ho 600 ettari di grano duro quest'anno in puglia taranto voglio un contatto con barilla.
leoneterri@libero.it
Ma,perche' gli Agricoltori non creano la lobby degli agricoltori?L?Obbiettivo ?non vendere grano,ma farine,o perche' no pane.Una filiera di n'unica proprieta',senza ricarichi tra chi produce e il negozio.Si potrebbe cosi' vendere 1 kg di pane eccezionale al 50%.
forse i costi di mantenimento della lobby si mangerebbero il risparmio.


O forse ce ne sono già...
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L'Economa domestica ha scritto:
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Max Senesi ha scritto:
@Economa domestica.

Mi interessa il tuo punto. E' migliore quello sud-americano per quale motivo? Il grano in Italia non può essere modificato geneticamente, mentro quello proveniente dal Nord America, ad esempio, si. Quello OGM ha delle caratterisriche migliori dal punto di vista produttivo, dà una resa maggiore e conseguentemente costa anche meno. Come sempre noi in Italia ci diamo la zappa sui piedi in agricoltura: proibiamo la coltivazione del grano OGM in Italia, ma poi lo compriamo a mani basse all'estero penalizzando unicamente l'agricoltura italiana.
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Mia mamma lavorava al mulino negli anni sessanta e settanta, quindi ben prima degli OGM (ma non della selezione di qualità migliori, tentata anche in Italia con scarso successo nella prima metà del Ventesimo Secolo). Come ha scritto Tuckler l'Italia ha sempre importato grano per la pasta (o per il pane, vedi la famosa farina Manitoba...). "
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Si e no:
1. l'Italia ha sempre importato grano e si è avuta solo qualche riduzione delle importazioni con la famosa "battaglia del grano" di Mussolini, dovuta alle necessità autarchiche per isolamento internazionale, e fatta con la varietà Cappelli di grano duro, grazie alla resa superiore.
2. Il grano duro che mangiamo oggi (varietà Creso) È GIÀ sotto certi aspetti un OGM fin dal 1974 (quindi anche nei più tardi tempi di tua mamma), infatti per aumentare la resa del Cappelli (quello della battaglia del grano) il Centro di studi nucleari del CNEN della Casaccia a Roma, nel 1974, ha irradiato il Cappelli con raggi X e Gamma creando una varietà mutante (la Cp B144), la ha incrociata con un grano messicano del Cymmit (Centro Internacional de Mejoramiento de Maíz y Trigo) e poi ha selezionato artificialmente il risultato per creare un incrocio stabile.
http://www.sede.enea.it/produzione_scientifica/pdf_EAI/2010/6/CasoCreso.pdf

Questo per quello coltivato in Italia, per quello estero non so.

Leggere: http://books.google.es/books/about/Radiation_And_Modern_Life.html?id=IeQgAQAAIAAJ&redir_esc=y
@ seguite il flow!
@ Luca Favro
etc. etc.
L'interrogazione in oggetto è la seguente:
Giovedì 13 Giugno 1985 Seduta n. 320 http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/317311.pdf
e faceva riferimento ad una possibile infrazione valutaria per possedere, da parte di cittadini italiani, in maniera indiretta, tramite holding estere controllate, la maggioranza azionaria di una società italiana (stiamo parlando dei tempi ante-eurozona), cosa che probabilmente faceva pensare anche ad una frode fiscale.

Il senato ci ha messo 9 mesi (!!!) per rispondere come risulta quì di seguito:
Martedì 11 Marzo 1986 Seduta n. 423 http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/317425.pdf

La risposta merita di essere letta attentamente, in quanto si conferma che (nonostante tutto quello che dice e scrive Barilla) alla data del 11 marzo 1986 la maggioranza azionaria NON ERA (almeno direttamente) posseduta della famiglia Barilla, e ciò vale anche per Ferrero (vedi in coda al messaggio).

Per finire merita di essere letto un articolo più recente (2008) del Corriere della Sera dove si accenna ai vari spostamenti dai piani superiori agli inferiori e viceversa (SIC) avvenuti nel gruppo Barilla in quella data:
http://archiviostorico.corriere.it/2008/luglio/18/Barilla_rossocrociata_mo_0_080718019.shtml.

***
MAZZOLA, sottosegretario di Stato per il commercio con l'estero.
Signor Presidente, onorevoli senatori, in data 13 giugno 1985 i senatori Bonazzi e Riva hanno presentato un'interrogazione a risposta orale, tendente a conoscere le valutazioni circa le composizioni dei pacchetti azionari delle società Barilla e Ferrero e ponendo nell'interrogazione una domanda circa la liceità o meno della composizione di tali pacchetti azionari in relazione alle norme che regolamentano il diritto valutario nel nostro paese.

Si fa presente agli onorevoli interroganti innanzi tutto che la ripartizione del capitale sociale della Barilla, quale risulta dai dati in possesso di questo Ministero, pur non discostandosi sostanzialmente da quella indicata nell'interrogazione dei senatori Bonazzi e Riva, ne differisce in qualche misura, come risulta dalle cifre che vado ad indicare. Barilla G. e R. Llli s.p.a. capitale sociale lire 50 miliardi, diviso in azioni di lire 10.000 così ripartite: Financieringstschappy (Olanda)
2.170.991 azioni, Naermittel A.G. (Svizzera) 300.000 azioni, Iris Holding S.A. (Svizzera) 750.000 azioni, Oranije Holding S.A. (Svizzera) ma 750.000 azioni, Pagra A.G. (Liechtenstein) 400.000 azioni, Naermittel (Lussemburgo) 149.800 azioni.

La situazione riguardante la società P. Ferrero e C., s.p.a., è la seguente: capitale sociale lire 8 miliardi, diviso in azioni di lire 1.000 così ripartite: Bridport Investment B.V. (Olanda) 6.528.000 azioni, Michele Ferrero (Belgio) 72 .000 azioni. Si fa al riguardo presente che la società Bridport Investment risulta aver assorbito, nel 1980 i pacchetti azionari pervenuti dalle società svizzere citate dagli onorevoli interroganti. Di tale cessione è stata data tempestiva notizia agli organi
competenti dalle autorità consolari italiane di Amsterdam.

Si specifica altresì che il signor Ferrero Michele è cittadino italiano residente in Belgio dal 1975, come comprovato dalla pratica di pertinenza estera rilasciata dall'Ufficio italiano cambi in data 11 aprile 1980.

Per quanto riguarda l'ipotesi che le società estere dei due gruppi ai quali si sono riferiti nella loro interrogazione gli onorevoli senatori facciano capo a residenti italiani, si premette che l'ipotesi stessa concreterebbe, ove fosse realizzata, un'infrazione valutaria, configurando essa la detenzione, da parte di un residente, di azioni di società assimilabili ad
una holding.

Nulla peraltro risulta in tal senso ai competenti uffici di questo Ministero che pur di norma e per norma acquisiscono dati relativi agli investimenti italiani all'estero. Tali risultanze negative sono confermate anche dagli uffici della Banca d'Italia [...]
attivissimo siete al corrente che negli USA una casa produttrice può "comprare" il diritto a non scrivere l'eventuale provenienza OGM dei suoi prodotti? Credete sia una bufala. Eppure non sto inserendo nessuna fonte. Credete che le smentite di una casa produttrice contengano qualcosa di veritiero? Avete mai letto il portale ILFATTOALIMENTARE relativamente alle bufale pubblicitarie? Vi rendete conto che le grandi aziende inseriscono in budget le spese legali per combattere le associazioni di consumatori che intendono fare chiarezza?

http://www.ilfattoalimentare.it/nuovo-spot-flauti-mulino-bianco-barilla-continua-utilizzare-parola-sano-censurata-giuri.html

mandano in onda pubblicità più che ingannevoli sapendo benissimo che verranno censurate; ma non si tratta per l'appunto di errori, ma di una gestione in completa malafede (frode). Perché sappiamo benissimo quanto valga in comunicazione il primo messaggio ed inoltre con quanta scarsa facilità si possa venire a conoscenza delle singole bufale. O quanto se ne tenga memoria.

La smentita della barilla non ha valore perchè hanno tutti il microchip impiantato nel cervello :D :D :D
E sul discorso delle armi... niente?
http://sulatestagiannilannes.blogspot.co.uk/2013/03/barilla-armi-in-pasta.html
dodo,

il discorso delle armi è un tema diverso da quello di cui si occupa questo articolo.
@Dodo

E sul discorso delle armi... niente?

Certo che come fonte Lannes è molto affidabile; guardo la seconda foto ed è già una bufala....proiettili all'uranio impoverito? Sì talmente impoverito che di uranio non ce n'è .
Cioè... stiamo parlando di questo sito?
ROTFL!
Il tema delle armi è già trattato in dettaglio altrove.

I compagni di merende del ragazzino toscano si stanno dando da fare :-)
che la barilla sia americana può anche essere una bufala, ma sulle micotossine non è vero che non esistono prove e fonti.
C'è stata una puntata di report a riguardo di questo. Indipendentemente dal fatto che report possa piacere o non piacere, loro citano sempre fonti, studi e nomi, ecc. quando parlano di qualcosa. Per questo io vi cito report come fonte di ulteriore fonti. (e quando sbagliano rettificano sempre, a riguardo di ciò non c'è stata alcuna rettifica)
Scusate se non ricordo il titolo della puntata, cmq me la ricordo bene. è reale. E il punto non era tanto "infamare" un marchio o un altro, ma far notare che i livelli di micotossine legali/accettati (da tutti i marchi) sono calcolati su adulti grandi e grossi, quindi legali ma nocivi per bambini, giovani, donne, anziani ecc... cioè la maggior parte della popolazione
Joe,

C'è stata una puntata di report a riguardo di questo

Senza un'indicazione più precisa, è come dire "l'ho letto su Internet". Serve perlomeno la data di messa in onda.
Alcune domande da ignorante... quali effetti può avere la pasta infettata da micotossine? Le micotossine, sono nella pasta oppure nelle materie prime? Quanti casi di complicazioni da micotossine sono stati registrati l'anno scorso?
la barilla non ha bisogno di bufale per darsi la zappa sui piedi, basta semplicemente che apran bocca sulle loro idee a proposito degli omosessuali .. bleah dove c'e' barilla ci son bigotti no grano radiottivo :P
@Joe

. E il punto non era tanto "infamare" un marchio o un altro, ma far notare che i livelli di micotossine legali/accettati (da tutti i marchi) sono calcolati su adulti grandi e grossi, quindi legali ma nocivi per bambini, giovani, donne, anziani ecc... cioè la maggior parte della popolazione

Ed è per questo che le direttive in vigore prevedono delle ulteriori limitazioni per gli alimenti destinati ai lattanti ( 2006/141/CE ) e ai fanciulli (2006/125/EC).

Naturalmente costano un po' di più dei prodotti normali, come tutti i genitori ben sanno.

Per quanto riguarda le donne e gli anziani le direttive attuali tutelano a sufficienza anche le loro esigenze; tranne ovviamente nei casi particolari.

Report è una bella trasmissione ma a volte si lascia andare a inutili catastrofismi.