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17 commenti

Sempre più intrigante il mistero delle macchie bianche su Cerere

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Credit: ASA / JPL-Caltech / UCLA / MPS / DLR / IDA

La sonda spaziale Dawn della NASA, in orbita intorno al pianeta nano Cerere che sta nella fascia di asteroidi tra Marte e Giove, ha inviato immagini ancora più dettagliate delle misteriose chiazze bianche sulla superficie del piccolo mondo, già viste nelle immagini a minore risoluzione arrivate nei mesi scorsi. Per avere un'idea delle dimensioni, il cratere che ospita queste chiazze brillanti ha un diametro di 90 chilometri.

Cosa può produrre macchie così brillanti e nette? Prima di lasciarsi andare a ipotesi da fantascienza (per esempio la superficie metallica di un veicolo o di una base extraterrestre) bisogna valutare le spiegazioni semplici. Si sa che Cerere contiene una notevole percentuale d'acqua, circa il 25%: una stima che, se confermata, gli darebbe una massa d'acqua dolce superiore a quella della Terra. Le chiazze potrebbero quindi essere semplicemente ghiaccio d'acqua portato in superficie da un impatto meteorico relativamente recente che ha trapassato e rimosso nei punti d'impatto la sottile crosta rocciosa sotto la quale si anniderebbe, appunto, un mantello d'acqua ghiacciata. A lungo andare l'accumulo naturale di polvere proveniente dallo spazio ricoprirebbe e cancellerebbe le macchie.

Questa nuova immagine risale al 16 maggio scorso ed è stata scattata da 7200 km di distanza; capiremo forse meglio il mistero quando Dawn scenderà a 375 km dalla superficie del pianeta nano.
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Commenti
Commenti (17)
con un'immensa botta di culo, hanno ripreso il momento dell'impatto dell'asteroide al centro del cratere con formazione di un bagliore di luce
^_^''
E quando scenderà a 375km?
@ Ciskje

Per avere un'idea di cosa succederà quando la sonda raggiungerà quella quota, basta cliccare sul link "scenderà" nell'articolo.
La parte "lunare" di 2001 Odissea nello spazio inizia proprio così: è stato trovato qualcosa di strano sulla luna, andiamo a vedere.
Figo!
Interessantissimo, ma attenzione, perchè la prospettiva a volte inganna:

[img]http://i.imgur.com/l1tj16W.gif[/img]
bellissimo, affascinante.
I contorni della macchia sono un po' troppo irregolari per fare sogni fantascientifici, ma basta aspettare dicembre….

POI naturalmente, trattandosi dell'asteroide CERES, mi verrebbe la battuta sugli schizzi di birra, ma non la farò.
Quando vidi le prime foto, quelle riprese da "lontano" di Cerere in cui appariva questa macchia bianchissima o subito pensato ad un blocco di ghiaccio, cosa che è stata completamente rafforzata da queste nuove immagini.
C'è gente però che tira fuori idee strampalate ed idiote e mi chiedo, se sono così sicuri che si tratti di una cavolo di base aliena; mi devono spiegare perchè l'ha fanno così visibile e non ben nascosta con dei sistemi stealth o di camuffamento, o di qualche altra cosa perchè non fanno un bel crowfunding e non tirano fuori una bella missione spaziale per andare su Cerere e dimostrare le loro idee? Dawn fa parte del programma Discovery che con un finanziamento di poche centinai di milioni di dollari, compreso il lancio se non erro, porta a grandi risultati.
Perchè qualcuno di questi sapientoni non ci prova?
Ma tutti noi sappiamo bene la risposta
pgc: quell'animazione è frutto di una ricostruzione fotogrammetrica della profondità? Lo chiedo perché nel caso non si può fare affidamento a questa tecnica laddove l'immagine è omogenea (e dove è bruciata lo è, caso delle macchie bianche di Cerere). E' stato cioè verificato che il "brufolo" sia proprio reale?

Al di là di quello la cosa che mi chiedo è perché non abbiamo ancora una lettura spettografica delle macchie... Ancora troppo lontano?
sposta l'acca e togli l'apostrofo ;-)
@Pgc

La prospettiva a volte inganna, ma con la bassa risoluzione del tuo allegato l'anomalia sembra il garage del Goldrake.

https://www.dropbox.com/s/8sc8v9et1kz48ic/cerere.png?dl=0
Ghiaccio?Con pressione atmosferica 0?

Forse sale......
Uff una delle cose più interessanti capitate negli ultimi tempi e questo thread è morto :(

Cmq qui c'è un video interessante:

http://www.universetoday.com/120428/ceres-bright-spots-sharpen-but-questions-remain/

dal quale si capisce di più sull'altitudine di quell'area. Si, c'è un modesto rilievo che però non ha niente a che vedere con la GIF postata da pgc, il che mi fa presupporre che davvero questa sia frutto di una elaborazione fotogrammetrica approssimativa.

Colgo l'occasione per rinnovare la domanda: perché non c'è un'analisi spettografica delle macchie?
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Fx,

provo a risponderti.

Lo spettrometro VIR a bordo di Dawn (tra l'altro sviluppato in Italia) non può funzionare in contemporanea con la Camera di bordo. Inoltre, il programma orbitale della sonda è estremamente complesso e richiede continui aggiustamenti e verifiche. Non è del tutto banale infatti misurare la posizione esatta della sonda rispetto a Ceres, ma di questo errore bisogna tenere presente quando si vuole fare uno spettro accurato, perchè VIR ha bisogno di esposizioni relativamente lunghe e di un puntamento molto preciso.

Non sto dicendo che il motivo per cui non abbiano ancora prodotto spettri sia questo, ma che quando operi una sonda intorno ad un corpo celeste a grande distanza e che, per la prima volta nella storia, non è mai stato oggetto di un passaggio ravvicinato, bisogna fare le cose con molta pianificazione, controlli e in una sequenza perfetta, perchè un piccolo errore può significare una perdita di propellente, tempo, opportunità, o della sonda stessa. Quindi immagino che al controllo missione abbiano deciso quando fare lo spettro di queste regioni senza farsi prendere dalla fretta. Farle un mese prima, sacrificando magari qualche altra possibilità, non darebbe alcun vantaggio. Quello che conta è la produttività complessiva, non il fatto che i risultati si abbiano oggi o a luglio.

un saluto
in aggiunta, direi che è anche un problema di risoluzione spaziale. Lo spettrometro VIR ha una risoluzione istantanea di 200 m/pixel alla distanza di 800 km e un campo di vista alla distanza di 800 km di circa ~51 km. Quindi immagino che vada usata in orbita bassa altrimenti, visto che il suo uso va alternato a quello delle framing cameras, si spreca solo tempo.

Come per Vesta, immagino che anche su Ceres VIR verrà impiegato per una mappatura pressochè totale della superficie, probabilmente a due risoluzioni diverse. Ci verranno mesi (e qualche milione di spettri).
pgc: grazie per la risposta, nella mia ignoranza non pensavo fosse così più problematico usare lo spettrometro al posto della fotocamera; ora mi è più chiaro il perché dell'attesa.

Per quanto riguarda la risoluzione invece in realtà già dovrebbe essere adeguata per cogliere le macchie in modo non ambiguo. L'ultima immagine è stata scattata da 7200 km, facciamo 8000 per comodità, ovvero 2km / pixel. Le macchie bianche hanno una dimensione di circa 10km.

In ogni caso per quel che ho letto per i diretti interessati (Christopher Russell) il mistero non sono le macchie (che danno quasi per certo sia ghiaccio, in alternativa un deposito di sale) quanto la loro formazione.

In caso dovremmo suggerire a Erik Wernquist (quello del corto Wanderers http://www.erikwernquist.com/wanderers/film.html) di aggiungere una scena in cui gli astronauti vanno con lo slittino sul ghiaccio di Cerere - molto, mooolto lentamente per via della bassissima gravità.
La risoluzione certamente ci sta, ma VIR non è fatta per osservazioni "on demand" (almeno a quanto ho capito. Il sito inaf che dovrebbe descriverne le operazioni non funziona...) ma per mapping. Se non altro perchè richiede una riconfigurazione completa della sonda e l'esclusione di altri strumenti. Quindi le sue osservazioni vanno pianificate con grandissimo anticipo.

Questo è quello che ho capito, almeno.