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2016/09/09

L’Internet delle Cose Inutili: lo spazzolino da denti online con rilevamento di posizione

Sì. Quello mostrato nella pubblicità qui accanto è uno spazzolino da denti con “rilevamento di posizione nella mascella”. Associato via Bluetooth ad un telefonino con relativa app, “rileva... in tempo reale la durata e la pressione necessarie per la spazzolatura”. Perché parlare con il proprio dentista e farsi spiegare come si usa uno spazzolino, manuale o elettrico che sia, non si può. E meno male che è scontato da 299 franchi a 249 (in Italia è venduto a circa 200 euro).

Questa è l’Internet delle Cose. Delle cose che non hanno alcuna buona ragione di essere connesse a Internet, se non quella di seguire la moda di connettere tutto: bollitori, macchine del caffè, persino vibratori. E trasformare tutto in gioco, secondo la dottrina della gamification, perché altrimenti la gente non è capace di pensare alla propria igiene e salute. C'è stato persino il concorso informatico Hack the Brush per chi sviluppava il miglior software. Per uno spazzolino da denti.

Non è una mia lamentela da vecchio luddista che non sa apprezzare le nuove tecnologie: di questo spazzolino ha parlato anche Stefano Zanero, professore associato del Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria presso il Politecnico di Milano, in un convegno intitolato non a caso Internet of Broken Things.

Il problema, infatti, non è soltanto la frivolezza da primo mondo di avere uno spazzolino interconnesso e “intelligente” (anche se va detto che i clienti soddisfatti esistono): è il fatto che i dispositivi dell’Internet delle Cose sono progettati quasi sempre senza pensare alla sicurezza informatica e alla privacy. Collegare un dispositivo vulnerabile alla propria rete domestica o aziendale può creare vulnerabilità del tutto inattese, come è emerso per il bollitore iKettle che rivela la password del Wi-Fi, o come ben sanno quelli di Hacking Team. Una versione precedente dello spazzolino in questione aveva una vulnerabilità: trasmetteva i dati in chiaro. E questa come sarà?

Certo, sono solo dati di spazzolatura: sembrano poco interessanti a un ficcanaso o a un ladro. Ma anche il battito cardiaco rilevato dai braccialetti digitali di fitness sembrava un dato condivisibile senza problemi di privacy fino a che ci si è resi conto che era possibile dedurre cosa stava facendo la persona, per esempio quando si concedeva un momento di intimità con il proprio partner (o anche senza, considerato che questi braccialetti hanno un accelerometro che rileva i movimenti del braccio).


Fonti aggiuntive: TechCrunch.

30 commenti:

Jonny Dio ha detto...

Io penso che la moda di rendere tutto smart sia seguita dai produttori non perchè faccia tendenza, ma perchè è l'unica scusa plausibile per chiedere 200 euro per uno spazzolino da denti senza che ti sputino in faccia. Mi duole constatare che questo è lo stesso principio che ritroviamo nelle famose portiere motorizzate della Tesla, ma da queste parti "semo tutti froci pe' Elon Musk" e allora quelle vanno bene.
E pensare che io lo dicevo come battuta, invece l'hanno fatto davvero. Quando verrà lo smart-pentolino-del-latte, a Orwell gli faremo una pippa.

Massimo ha detto...

Credo che con 200€ ci si compri una fornitura a vita di spazzolini!

Mauro ha detto...

Informatione??? Paolo, Paolo... questa non la dovevi scrivere :-)

ferdinando traversa ha detto...

Comunque (almeno la versione che ho io, pagata molto meno) non si collega al Wi-Fi di casa ma solamente al Bluetooth del Telefonino.
Poi puoi scegliere se mantenere i dati dentro il telefonino o mandarli nel cloud.

Paolo Attivissimo ha detto...

Jonny Dio,

ma da queste parti "semo tutti froci pe' Elon Musk" e allora quelle vanno bene

Magari se tu leggessi bene gli articoli che scrivo su Tesla (tipo quello sull'uso del termine Autopilot) non scriveresti commenti del genere. Apprezzo le cose che funzionano, ho ordinato una Model 3, ma non ho problemi a criticare quando c'è da criticare. Nello specifico, ho provato la Model X e non ho problemi a dire che quelle portiere non sono per nulla pratiche ma sono uno strumento di marketing impagabile.

Paolo Attivissimo ha detto...

Mauro,

refuso corretto, grazie. Provo ad incolpare il fatto che scrivo in inglese per buona parte della giornata, e dopo la quarta birra tendo a mescolare le lingue :-)

Paolo Attivissimo ha detto...

Ferdinando,

Comunque (almeno la versione che ho io, pagata molto meno) non si collega al Wi-Fi di casa ma solamente al Bluetooth del Telefonino.

Anche questa, a quanto mi risulta.


Poi puoi scegliere se mantenere i dati dentro il telefonino o mandarli nel cloud.

Se non li metti nel cloud, però, perdi alcune funzionalità, e siccome il rischio percepito è nullo, immagino che la stragrande maggioranza degli utenti opterà per attivare il cloud.

ferdinando traversa ha detto...

@Paolo Attivissimo No, il cloud non serve a niente se non a mostrarti i tweet della tua giornata ed a salvare i dati per ritrovarli su tutti i dispositivi.
Le altre funzionalità tutte in locale.

martinobri ha detto...

quella di seguire la moda di connettere tutto: (...) persino vibratori.

Visto che conosco il commentatore medio del blog, sarebbe il caso di continuare la discussione sul Disinformatico NSFW :-)

Paolo Attivissimo ha detto...

Ferdinando,

il cloud non serve a niente se non a mostrarti i tweet della tua giornata ed a salvare i dati per ritrovarli su tutti i dispositivi.

Sei sicuro? Perché Hack The Brush scrive questo:

*Please note: If you are building an app which requires that you regularly record the user’s sessions the user would expect that you allow him to connect your app to the Cloud. Otherwise the sessions recorded while using your app might not be synced to the user’s Cloud account.

Paolo Attivissimo ha detto...

Martinobri,

Visto che conosco il commentatore medio del blog, sarebbe il caso di continuare la discussione sul Disinformatico NSFW :-)

Non credo sia necessario. Prometto una moderazione rigida e penetrante.

ferdinando traversa ha detto...

@Paolo Attivissimo Sicuro al 100%,anche perchè il cloud è stato aggiunto da poco (relativamente).
Se io esco dal mio account oral-B, come ho fatto, l'app rimane così com'è. Ti ho inviato via mail qualche foto dell'applicazione con cloud disattivato.
L'unica cosa che cambia è che non hai più la sincro con Twitter

Paolo Attivissimo (Moderatore) ha detto...

Ferdinando,

Sicuro al 100%,anche perchè il cloud è stato aggiunto da poco (relativamente).

Allora la cloud-dipendenza è una funzione della nuova versione. Grazie delle info.

granmarfone ha detto...

… approvo con piacevole e vibrante soddisfazione la moderazione …

martinobri ha detto...

Prometto una moderazione rigida e penetrante.

....appunto

Stupidocane ha detto...

Appoggio la moderazione dura, eretta a baluardo della decenza, ma una cosa la devo dire: la "teledildonica" dell'articolo linkato mi ha fatto cadere dalla sedia dal ridere. Non sono riuscito a leggere oltre...

Mauro ha detto...

@ Paolo Attivissimo

Incolpato dell'inglese accettato. Almeno per questa volta ;-)

Mauro ha detto...

Incolpamento, non incolpato.

contekofflo ha detto...

La sincro con twitter? :-O
Cioè quando uno si lava i denti parte in automatico un tweet per informarne il resto del mondo?

ferdinando traversa ha detto...

@contekloffo La sync con Twitter serve a mostrarti i tuoi tweet che normalmente vedresti nell'app.

Stepan Mussorgsky ha detto...

"quando si concedeva un momento di intimità con il proprio partner (o anche senza, considerato che questi braccialetti hanno un accelerometro che rileva i movimenti del braccio)."

ROTFL, allora meno male che non li ho comprati :D

contekofflo ha detto...

@ferdinando traversa
Continua a non essermi chiaro :-)
Mentre mi lavo i denti e l'app misura quanto bene lo sto facendo... posso ANCHE vedere i tweet?
E se volessi invece vedere un video su YouTube, dovrei comprare uno spazzolino sincronizzato con YouTube? :-D

ferdinando traversa ha detto...

@contekloffo Ti spiego. Mentre stai usando l'applicazione (per uno qualsiasi di questi spazzolini connessi) sotto ti escono una serie di informazioni.
Hai il calendario, le notizie, il meteo, i tweet (solo se sincronizzati) e i consigli dei dentisti sotto forma di video.
Dipende tutto dalle integrazioni che oral-B fa con le sue applicazioni.
Il problema è che queste informazioni sono scritte in piccolo sotto, perchè la parte di sopra è destinata al contatore di tempo.

contekofflo ha detto...

Grazie Ferdinando, ora mi è finalmente chiaro :-)

Personalmente credo che in quei 4 minuti al giorno dedicati alla pulizia dei denti si possa anche rinunciare a vedere i tweet, ma io sono ormai troppo vecchio per restare al passo con la tecnologia :-D

ferdinando traversa ha detto...

@Contekloffo infatti lo uso solamente a fine mese, per sincronizzare il tutto e conservare per il dentista

Scatola Grande ha detto...

Ma tutte queste belle apparecchiature che per funzionare si collegano al Cloud che fine fanno quando la società che gestisce il Cloud decide che la cosa è improduttiva e spegne tutto?

Per rimanere a casa nostra: Webby e Multivision IP della TIM, poi abbiamo la Vodafone TV, all'estero abbiamo TCP e Revolv, quest'ultima prometteva l'abbonamento a vita, a quanto pare.
http://go.tcpi.com/GetConnected
http://support.revolv.com/knowledgebase/articles/329110-what-does-lifetime-subscription-mean-and-what-i

Pietro Bianchi ha detto...

Questo non è nemmeno il primo uscito: in Giappone la GUM ne ha messo in vendita un'altro già da diveri mesi, con tanto di videogiochi per cellulare abbinati.
http://ilmaredellavita.blogspot.it/2016/08/giapponeserie-spazzolino-con-videogiochi.html

Il Lupo della Luna ha detto...

Io sono un fautore dell'internet delle cose inutili. Ho comprato su ebay un Nabaztag. :D

Marco Mandia ha detto...

https://twitter.com/pinkness/status/628969605655068672

Elena Brescacin ha detto...

L'"internet of things" è un ambito che sto seguendo da vicino; se fatto bene, può essere davvero la soluzione a molti problemi specie per chi ha disabilità. Vedi screen reader o magnifier per cecità o ipovisione, switch control per persone con disabilità motoria... nel momento in cui uno smartphone -come iphone per esempio- possiede queste feature di accessibilità, e iPhone le ha molto avanzate, e l'app companion di un elettrodomestico o meglio ancora di un dispositivo medico è stata sviluppata seguendo più possibile gli standard di programmazione nativi della piattaforma, hai reso automaticamente accessibile un dispositivo che altrimenti, comandato tramite menu più o meno touch su se stesso, non lo sarebbe. E costringerebbe la persona con disabilità a spendere fior di quattrini per avere soluzioni "dedicate" a cui, di fatto, nessuno si dedica.
Quello che mi fa arrabbiare è che questi produttori, anziché investire sulla VERA ricerca e rivoluzione dell'IoT, che potrebbe essere proprio l'eliminazione delle barriere percettive e architettoniche nella vita quotidiana, si mettono a inventarsi giochetti su spazzolini, sextoys, e cose del genere.
Tra l'altro: per funzionare bene, basterebbe che il dispositivo (parlo di quelli medicali) si connettesse alla rete locale, e non uscisse all'esterno. A me serve che il mio smartphone mi dica che temperatura corporea ho, non mi interessa condividerla con "gli amici"; ossia. La connessione con l'esterno può servirmi per sincronizzarla, salvandola sul cloud, ma non deve essere una cosa automatica devo decidere io di esportarmi l'xml e poi metterlo su un secondo dispositivo quando mi serve.
Invece per gli elettrodomestici una connessione internet può essere utile. Avviare il climatizzatore da remoto, comandare le luci di casa... sempre con la dovuta attenzione alla sicurezza se no mandi all'aria tutto.
O un forno microonde che ti propone le ricette.