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45 commenti

Le cose che non colsi - 2010/12/30

Vermi cerebrali, acque magiche, oroscopi 2010 e altre in breve


Costumi da bagno di Guerre Stellari. Per quest'estate, o per la prossima festa in costume, lasciate libero il geek (o la geekette) che c'è in voi con questi costumi da bagno ispirati a R2-D2 e C3PO di Star Wars. Ottantacinque dollari sono un po' tanti, ma volete mettere la soddisfazione di esibire tutta la propria nerditudine in questo modo? Altre foto sono su Black Milk Clothing. Anche il costume dell'Apollo 11 non è male.

Acque magiche. Avete già sentito parlare dell'acqua ionizzata o Kangen, che secondo i suoi venditori avrebbe poteri curativi straordinari? Mi sa che è il prossimo Power Balance. Ho scritto in proposito un articolo su Le Scienze di gennaio 2011.

Vermi nel cervello. Grazie a tutti coloro che mi hanno segnalato le foto del cervello umano infestato dai vermi a causa del sushi e mi hanno fatto passare l'appetito. Ma non per il sushi, che in realtà non c'entra nulla. I dettagli sono su Wired.it.

Astrologia fallimentare. Come ogni anno, il CICAP ha tenuto da parte le previsioni degli astrologi per il 2010 ed è andato a verificarle. Ancora una volta si dimostra, prove alla mano, che l'astrologia è inefficace e che pagare i suoi rappresentanti per andare in TV o scrivere sui giornali è uno spreco di denaro. Repubblica ha dedicato una pagina al test del CICAP.

Facebook e cartoni. Verso metà novembre su Facebook s'è scatenata fra gli utenti la moda di cambiare la propria immagine nel profilo, mettendo al suo posto quella di un personaggio dei cartoni animati. Snopes segnala che c'è chi crede che in questo modo sarà più facile per i pedofili trovare i ragazzini online ma dice che si tratta di una bufala e traccia le origini di questa mania. Ne scrive anche il Daily Mail, segnalando che l'NSPCC, ente benefico di tutela dei minori, non c'entra nulla.

Wikileaks preannuncia guerra UFO-USA nell'Antartide: almeno così scrivono Express-news.it e Whatdoesitmean.com. Staremo a vedere.

Wikileaks, banda di mercenari. L'accusa è di John Young, del sito Cryptome. Intanto le comunicazioni diplomatiche rivelate da Wikileaks mostrano che gli spettacoli TV americani, diffusi via satellite in Arabia Saudita, sono più efficaci della propaganda governativa USA nel convincere i giovani sauditi a non diventare militanti radicali. Bella scoperta.

Wikileaks: terrorista sarà lei. Assange parla di “maccartismo digitale” e capovolge elegantemente contro gli USA l'accusa di terrorismo rivoltagli dal vicepresidente Biden. Se il terrorismo è l'uso della violenza o della minaccia di violenza a fini politici, e se c'è fra i politici americani chi chiede rapimenti e assassini (anche illegali, se necessario) per zittire Wikileaks, chi è il terrorista? Touché. Un'altra intervista ad Assange è su Al Jazeera.

Wikileaks, cospirazione o no? Wired USA viene rimproverata di non divulgare informazioni (log di chat) sul caso di Bradley Manning che potrebbero essere decisive per scagionare o incriminare Assange dall'accusa di essere un cospiratore anziché un giornalista: tutto dipende dal suo ruolo, perché se ha aiutato attivamente Manning a trafugare i documenti riservati, è un cospiratore; se non lo ha fatto, è un giornalista (Alternet; BoingBoing). Intanto il Wall Street Journal mette le mani sulla contabilità di Wikileaks (BoingBoing; WSJ; CBS).

2012, tutti in Francia. Bugarach, nei Pirenei, è a quanto pare indicato dai fantadementi del 2012 come il luogo dove andare per salvarsi dalla catastrofe. Se ci vanno davvero in gran numero, l'orda rischia di causare disastri. Ne parlano TGCom e il Telegraph.

Sindrome da pala eolica. Su richiesta del Resto del Carlino, ho fatto una breve indagine sulla crescente paura delle pale eoliche per separare i miti dalle realtà.

Minatori cileni nel grande complotto. La numerologia viene messa alla berlina acutamente da un articolo di Giornalettismo che mostra quanto è facile manipolare i numeri per ottenere quelle che sembrano essere coincidenze straordinarie che coinvolgono Rettiliani, l'11 settembre, la massoneria, il Mossad, la CIA e persino Gesù.
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Commenti
Commenti (45)
Possibile errore di battitura: "85 dollari sono un po' tanto": non è tanti?

Per ragioni esclusivamente stilistiche si cerca di non iniziare una farse dopo il punto con un numero. L'occhio cerca la maiuscola... Ma a volte è inevitabile.
Upsss: una frase
Esistono numeri minuscoli?

Comunque

Bugarach, nei Pirenei, è a quanto pare indicato dai fantadementi del 2012 come il luogo dove andare per salvarsi dalla catastrofe.

Ma non era in Bulgaria il posto della salvezza? Ricordo - forse letto in uno degli interventi in questo blog o in strakerenemy - di una tipa che terrorizzata dal 2012 e, appunto, sapendo che in Bulgaria si era al sicuro, è partita armi e bagagli e figlia adolescente per la terra del pipppero.
Refusi sistemati, grazie.
Per Rado il Figo

Esistono numeri minuscoli?

Certo che sì, ma non sono disponibili in Unicode. Eccone un esempio, nell'ultima riga in basso ci sono le cifre in minuscolo corsivo:
http://tinyurl.com/2c7erls

La regola vale sempre: se possibile, si eviti di iniziare una frase con delle cifre, maiuscole o minuscole che siano.

Ma non era in Bulgaria il posto della salvezza? Ricordo - forse letto in uno degli interventi in questo blog o in strakerenemy - di una tipa che terrorizzata dal 2012 e, appunto, sapendo che in Bulgaria si era al sicuro, è partita armi e bagagli e figlia adolescente per la terra del pipppero.

Questa è una citazione di una canzone di Elio e le Storie Tese! ;-)
Paolo Attivissimo dixit:

Per ora possiamo affermare che una distanza di almeno 2-3 chilometri sia necessaria per abitare, senza conseguenze, vicini a un parco eolico».

link:
Eolico, la ‘Rete della resistenza’ si prepara alla mobilitazione

È tua la frase riportata nell'articolo?
il link all'articolo su wired dei vermi cerebrali non funziona, manca una "l" alla fine
Ho scritto uno svarione, intendevo la penultima riga (l'ultima essendo una didascalia), ed è sottinteso che l'ultima è in basso. :-/

Un esempio migliore è questo: l'italianissimo carattere Bodoni:

http://tinyurl.com/3acauc2

Da quel poco che mi ricordo di un manuale di stile, i caratteri numerici minuscoli vanno usati per tutti i testi di carattere discorsivo, e per l'indicazione di pagine, capitoli e simili. I maiuscoli, solo tabelle e formule matematiche.

Al forum partecipa un tipografo, ma forse non è in ascolto in questo momento.
È tua la frase riportata nell'articolo?

È mia nel senso che rispecchia quello che ho detto al giornalista. Non è mia nel senso che sto riferendo quello che risulta dalle ricerche tecniche che ho consultato per l'intervista.



il link all'articolo su wired dei vermi cerebrali non funziona, manca una "l" alla fine


Ops, sistemo subito, grazie!
Addosso a quelle due starebbero bene anche costumi con stampata la faccia di Giacobbo
@martinobri

A patto che la foto di Giacobbo sia stampata sul retro.
Per quanto riguarda il pesce crudo e l'anisakis, dovrebbe esistere una circolare del ministero della sanità che obbliga al congelamento il pesce destinato poi ad essere consumato crudo: e questo proprio per scongiurare tale pericolo. Quindi, per quanto riguarda i ristoranti che dichiarano di servire pesce fresco (non congelato quindi) crudo, sono possibili due casi: 1- mentono; 2- non rispettano le norme sanitarie.

Vi risulta?
in merito all'anisakis, al pesce crudo e agli obblighi sanitari dei ristoranti di sushi vi segnalo un recente servizio delle Iene qui.

In ogni caso, io adoro il sushi!
"In ogni caso, io adoro il sushi!"

Io adoro il sashimi! :P
SA SHI MI, SA SHI MI!

Ma è possibile che i rumori delle pale eoliche causino disturbi invalidanti?
Cosa dovrebbero subire quelli come me che vivono in città, tra rumori in tutte le frequenze e vibrazioni subsoniche 24 ore al giorno?

Mi piace molto il silenzio della campagna e credo che se ci abitassi e mi piantassero un campo eolico così vicino da rovinarmi il panorama potrei avere degli invalidanti rivoltamenti di budella per la rabbia, ma accusare i rumori e le OMBRE delle pale mi sembra eccessivo.
Verso metà novembre su Facebook s'è scatenata fra gli utenti la moda di cambiare la propria immagine nel profilo, mettendo al suo posto quella di un personaggio dei cartoni animati. Snopes segnala che c'è chi crede che in questo modo sarà più facile per i pedofili trovare i ragazzini online ma dice che si tratta di una bufala e traccia le origini di questa mania.

Ovviamente quello che sconvolge non è tanto la bufala in sè, ma il fatto che qualcuno possa ritenerla plausibile.
Infatt, se in determinato periodo abbiamo tutti come avatar la foto di un cartone animato, questo ipotetico pedofilo non saprà più dove girarsi e, per non rischiare di abbordare la persona sbagliata, se ne starà buono buonino.
Sempre che questo maniaco decida di utilizzare un metodo così bislacco per scegliere le sue vittime.

Purtroppo, quando si usa la "pedofilo", la gente perde la ragione. Tempo fa circolava la voce che gruppi dal nome "che bello essere mamme" fossero in realtà pagine create dai pedofili, in cui convincere le madri a pubblicare le foto dei loro figli. E tutti a dire "non postate foto in quelle pagine, è pericoloso".
Poi magari le stesse "mamme premurose" sono quelle che nei loro album pubblicano le foto dei loro figli mentre fanno il bagnetto, dimenticandosi che dei loro 750 amici, ne conoscono personalmente a malapena il 10%

Se proprio avete paura dei pedofili in rete, iniziate a NON pubblicare le foto dei vostri bambini solo per il gusto di far vedere agli altri quanto sono belli. Quando saranno grandi vi ringrazieranno :)
Prima di controllare qui ti ho mandato una mail in privato, sulla questione delle pale eoliche. Ho fatto qualche brevissima ricerca anch'io, e ho trovato praticamente solo il libro della Pierpont, e alla fine il suo sito.
Il che mi fa scattare una valanga di "bufalometri":

- la Pierpont non ha pubblicato nulla peer review (il libro per quanto sia definito "peer review" è stato solo recensito da qualche medico), e del resto si definisce una "self published".
- il suo metodo di ricerca fa parecchio acqua: raccogli segnalazioni da parte di chi vive vicino ad una pala eolica e afferma di star male, ma non controlli che percentuale sia, e non hai nessun gruppo di controllo (chi sta male senza pala eolica).
- nell'articolo più in evidenza nel suo sito si afferma che il rumore delle pale diventa fastidioso a circa 10 dB meno (tre volte la distanza) rispetto ad altri rumori industriali, ma non se le pale non si vedono o se la persona ha percepito vantaggi nell'avere l'installazione. Chiaro segno di effetto psicologico.
- la lista degli articoli di riferimento nel suo sito mostra una mistura di articoli di giornale di proteste contro le pale, articoli contro i medici traditori che negano la sindrome, e forse (ma non li ho aperti tutti) 1-2 articoli che mostrano effetti marginali. La solita mistura di chi vende fuffa.

Non ho onestamente capito il brano "A supporto di tale denuncia è stato pubblicato molto in letteratura scientifica negli Stati Uniti, ma pochissimo in Italia." Se c'è letteratura scientifica, non ha nessuna importanza sia statunitense, neozelandese, indiana o italiana, importa sia peer review e fatta bene.
I costumi da bagno. Voglio quei tre costumi da bagno. Ora. Giuro che faccio anche un servizio fotografico a riguardo con tanto di pubblicazione.
Mah, a parte il rumore che può risultare effettivamente fastidioso, l'unico problema accertato, finora, i parchi eolici lo hanno procurato all'avifauna, dato che in Italia le valutazioni di impatto vengono eseguite, il più delle volte, da tecnici del tutto impreparati - per non dire ignoranti - in materia, come geometri, architetti paesaggisti, ingegneri...
Paoo, sulle pale eoliche il prof. Bardi ti ha risposto qui (e in vari altri articoli del blog):

http://www.aspoitalia.it/blog/nte/2010/12/30/sbufalare-la-bufala-delleolico-che-fa-male-alla-salute/

(anche Gianni Comoretto nei commenti aggiunge dettagli utili)
Paoo, sulle pale eoliche il prof. Bardi ti ha risposto qui (e in vari altri articoli del blog):

Forse è necessario ricordare chi è Ugo Bardi, e non passare sotto silenzio la sua ipotesi che Paolo Attivissimo sia stato citato fuori contesto, per poi... citare deliberatamente una sua affermazione fuori contesto!
La frase completa era: «Nina Pierpont è spesso citata come neurologa. Sebbene non ci sia nulla che escluda che i suoi studi siano stati condotti seriamente e con metodo, va detto che l’esperta non è una neurologa ma una pediatra».
Per amor di polemica, Bardi riportato solo la concessiva centrale.
Bardi ha riportato.
I costumi da bagno. Voglio quei tre costumi da bagno. Ora. Giuro che faccio anche un servizio fotografico a riguardo con tanto di pubblicazione.

Postalo anche qui, grazie
Forse chi segue l'equazione "Cartoni animati = ragazzini" non ha ben presente chi li guarda. Per fortuna.
Tornando alle pale eoliche

Aggiungo al fuffometro (in second'ordine perché credo in buona fede) l'insistenza con cui la Pierpont sottolinea di essersi LAUREATA in una prestigiosissima università. Che evidenziato così porta a credere si tratti di una RICERCATRICE di quella università. Credo sia in buona fede perché nel curriculum lei mette proprio tutto, pure la sua maestra delle elementari.

Non sono un esperto del campo, ed è sicuramente interessante valutare quali siano i rischi del rumore delle pale eoliche (che devo dire è davvero basso, praticamente inudibile anche a molto meno di 2 km). Ma forse i metodi della Pierpont non sono i migliori per stabilirlo, anche se non è la classica fuffara. E dalla letteratura trovata nel suo sito direi che non esiste molto per suffragare i suoi timori. Se Paolo ha trovato cose più pregnanti le leggerò con attenzione.

Sull'avifauna: ci sono studi (vedi questo su Nature) che mostrano come gli uccelli imparino rapidamente ad evitare le pale. La mortalità media è di un uccello l'anno ogni 30 pale. La maggior parte delle foto shock che si vedono in rete sono fotomontaggi.

Su Ugo Bardi: non ho capito il riferimento di Accademia. Lo conosco da molti anni e mi sembra una persona a modo, intellettualmente onesta.
@accademia

Leggo solo ora il commento di Gianni Comoretto in questo stesso post, se non mi fosse sfuggito avrei fatto a meno d'intervenire.

Buon anno.
Ho letto gli articoli più seri del sito.

In effetti le pale sembrano più rumorose di quanto paia a me a spanne (avendone viste qualcuna, ma non è un campione significativo).

Mi sembra di capire che il livello di rumore sia confrontabile con quello di chi vive vicino ad una strada modestamente trafficata, ma se uno vive in campagna semplicemente con c'è abituato (e non si può chiedergli di abituarsi).

Sulle distanze è meno chiara, 2 km sono la distanza a cui sei sicuro che la pala non la senti proprio, e la tesi della tipa è che se la pala la senti, hai danni (ti impedisce di dormire e risuona con il sistema vestibolare).

Continuo ad essere molto perplesso, mi sembra una cosa stile l'elettrosmog, una preoccupazione seria ma pompata al di là del ragionevole, e sfruttata a fini "NIMBY".
Per Essence

Leggo solo ora il commento di Gianni Comoretto in questo stesso post, se non mi fosse sfuggito avrei fatto a meno d'intervenire.

Buon anno.


Ma no, perché?
Un conto è l'articolo di Ugo Bardi, un conto sono i rilievi di Gianni Comoretto. Parlano entrambi di pale eoliche, ma partono da presupposti molto diversi.
Oddio, ancora che si parla del 2012, che tristezza... era più credibile la storia dei cartoni animati.
Sono piuttosto scettico sull'efficienza delle
"pale eoliche" ma dal punto di vista estetico sono fichissime, e l'impatto grafico sull'ambiente è vivamente smorzato dall'averle viste in più o meno qualsiasi illustrazione che rappresenti l'idea di un futuro più civile.

Comunque se la campagna è "silenziosa" allora è meglio mettere la maschera antigas e non toglierla neanche per lavarsi i denti.
"spettacoli TV americani, diffusi via satellite in Arabia Saudita, sono più efficaci della propaganda governativa USA nel convincere i giovani sauditi a non diventare militanti radicali."

anche dopo aver visto jersey shore?
Sull'avifauna: ci sono studi (vedi questo su Nature) che mostrano come gli uccelli imparino rapidamente ad evitare le pale. La mortalità media è di un uccello l'anno ogni 30 pale. La maggior parte delle foto shock che si vedono in rete sono fotomontaggi.

Quello di Nature è un articolo (e non uno studio) e non c’è scritto da nessuna parte che gli uccelli imparano “rapidamente ad evitare le pale” (anche perché non si capisce come potrebbero allora continuare a schiantarsi contro edifici e strutture simili; tra l’altro, l’eventuale “reazione di evitamento” potrebbe interessare i soggetti adulti, certo non i giovani) né che “la maggior parte delle foto shock che si vedono in rete sono fotomontaggi”. A parte questo, nel citare l’articolo di Nature (che a sua volta fa riferimento ad una rassegna di altri studi che risalgono fino agli anni ’90 - anche se Ugo Bardi parla di “dati più recenti disponibili”!) commetti l’errore di presentarlo come risolutivo della diatriba sulla dannosità degli impianti eolici, quando invece la stessa metaricerca fa mille distinguo, mille precisazioni e pone l’accento sulla necessità di studi più approfonditi. In ogni caso, una ricerca spagnola del 2009 confuta con altri dati lo studio cui fa riferimento Nature.
D'altro canto, le ricerche a livello locale svolte in Italia su singole specie hanno evidenziato la pericolosità degli impianti eolici progettati ad minchiam.

Infine, non ha molto senso cercare di adattare i risultati della ricerca americana alla realtà italiana, caratterizzata da un'urbanizzazione enormemente più accentuata, da emergenze ambientali decisamente diverse e con una sensibilità ai problemi ambientali che rispetto ad altri paesi è ferma a trent'anni fa, tanto che nessuna legge vieta a perfetti incompetenti (architetti, ingegneri, geometri) di effettuare le valutazioni di impatto sulla flora, la fauna e gli habitat per i vari piani e programmi. (Ho conosciuto tecnici che usano Internet per reperire le informazioni per le valutazioni di incidenza, con risultati tragicomici, come la comparsa di specie inesistenti in Italia e altre amenità del genere).
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
LOL, "Fantadementi" è davvero bella! L'hai coniata tu? :-)
Per Alfred Borden

In ogni caso, una ricerca spagnola del 2009 confuta con altri dati lo studio cui fa riferimento Nature.

Dati della ricerca spagnola?

Infine, non ha molto senso cercare di adattare i risultati della ricerca americana alla realtà italiana, caratterizzata da un'urbanizzazione enormemente più accentuata, da emergenze ambientali decisamente diverse e con una sensibilità ai problemi ambientali che rispetto ad altri paesi è ferma a trent'anni fa,

Esatto, ferma al 1981, quando ancora non c'era alcun partito Verde al parlamento né nelle amministrazioni locali. Non che in seguito sia cambiato molto, nella percezione dei problemi ambientali dell'italiano medio...
Questo per dire che si potranno anche portare studi documentati dimostranti, per dire, che le pale eoliche fanno strage di gabbiani e di cutrettole, di cinciallegre e di cormorani, ma nessuno si opporrà mai per quel motivo. Si opporranno solo ed esclusivamente per la religione Nimby, in italiano Nonmco.
Anzi, già lo fanno.
Per Gianni Comoretto

Scusa, ho notato solo ora una frase riferita a me.

Su Ugo Bardi: non ho capito il riferimento di Accademia. Lo conosco da molti anni e mi sembra una persona a modo, intellettualmente onesta.

Non mi convincono le persone che hanno una sola granitica certezza, e fanno girare il mondo attorno a quella. Nella fattispecie, Ugo Bardi, con l'Aspo Italia, lancia l'allarme contro il picco del petrolio, e qui va bene, prima o poi ci sarà un limite oltre al quale le estrazioni non saranno più possibili ai ritmi attuali, ed è nel contempo convinto di sapere quando avverrà. La sfera di cristallo ambientalista.
Poi, per carità, su materie scientifiche tradizionali sarà sicuramente preparato e onesto. Quando la scienza è preveggenza, il ridicolo è sempre dietro l'angolo.
Per Accademia:

Se guardi i grafici di estrazione del petrolio, vedi che per il greggio il picco di estrazione è GIÀ avvenuto, qualche anno fa. Per la produzione "all liquids" siamo da diversi anni su un plateu di produzione nonostante grosse spinte a produrre di più, da cui i prezzi attuali. Pertanto ha poco senso dare una data precisa, ma grossomodo siamo arrivati ad una situazione in cui ancora molto la produzione non può salire. Sono possibili sorprese, ma direi non particolarmente grosse.

Non si tratta di granitica certezza, che neppure Ugo ostenta. Si tratta di valutare dei dati, usando dei metodi (dinamica dei sistemi) che sembra funzionino abbastanza da fare previsioni sensate. Poi si può dissentire, e fare previsioni è sempre difficile soprattutto quelle che riguardano il futuro, ma non per questo mi sento di accusare chi le fa, se le fa con dati e strumenti sensati.
Per Gianni Comoretto

Se guardi i grafici di estrazione del petrolio, vedi che per il greggio il picco di estrazione è GIÀ avvenuto, qualche anno fa. Per la produzione "all liquids" siamo da diversi anni su un plateu di produzione nonostante grosse spinte a produrre di più, da cui i prezzi attuali. Pertanto ha poco senso dare una data precisa, ma grossomodo siamo arrivati ad una situazione in cui ancora molto la produzione non può salire. Sono possibili sorprese, ma direi non particolarmente grosse.

Da picco del petrolio, a plateau; poi arriveremo al bassopiano, alla dolina, alle ondulazioni carsiche...
Ritornando seri: o una previsione mi dà un dato certo e riscontrabile, o non mi serve a nulla. E il termine matematico plateau "tratto di un diagramma cartesiano sensibilmente parallelo all’asse delle ascisse" si traduce perfettamente con pianerottolo.

Si tratta di valutare dei dati, usando dei metodi (dinamica dei sistemi) che sembra funzionino abbastanza da fare previsioni sensate. Poi si può dissentire, e fare previsioni è sempre difficile soprattutto quelle che riguardano il futuro, ma non per questo mi sento di accusare chi le fa, se le fa con dati e strumenti sensati.

Gli strumenti per le previsioni di questo tipo sono sensati quando ci azzeccano. E io ancora non ne vedo le prove.

Ti cito un brano di Paolo Mieli sulle previsioni che dovrebbero insegnare alle scuole a proposito di un certo tipo di ecologismo:

«Nel 1968 mi appassionai a un libro, "The population bomb" di Paul Ehrlich, che indicava i pericoli di esplosione demografica e sosteneva che la popolazione mondiale nel giro di venticinque anni sarebbe raddoppiata passando da 4 a 8 miliardi (cosa che non è accaduta) e che, a causa di questo boom, i prezzi di ogni materia prima sarebbero diventati proibitivi.
Qualche anno dopo quella previsione, nel 1980, un docente dell'Università del Maryland, Julian L. Simon, lanciò una sfida a Ehrlich: scegliesse lui più risorse naturali, agricola o mineraria e indicasse una data per verificarne il prezzo. Se fosse aumentato avrebbe vinto Ehrlich, in caso contrario Simon. Ehrlich accettò la sfida. Scelse cinque sostanze: rame, cromo, nickel, stagno e tungsteno; i due investirono 200 dollari su ciascun metallo stabilendo con un regolare contratto che, se dieci anni dopo il tutto fosse costato più di mille dollari, Simon avrebbe pagato a Ehrlich la differenza e, in caso contrario, sarebbe stato Ehrlich a dover tirar fuori il portafoglio.
Stravinse Simon: neanche uno dei metalli scelti da Ehrlich nel 1990 aveva un prezzo superiore a quello di dieci anni prima. La quantità di tungsteno che nel 1980 si poteva comprare con duecento dollari, nel 1990 ne costava 86; per lo stagno bastavano 56 dollari, per il nickel 193, per il cromo 120 e per il rame 163. In totale facevano 618 dollari contro i mille impegnati nel 1980.
Ehrlich staccò un assegno di 382 dollari e lo spedì a Simon dando prova di signorilità sia per aver accettato la scommessa sia per non aver accampato pretesti al momento della sconfitta.
Ecco, caro Realacci, a me che pure tifo per il successo delle battaglie ambientaliste, piacerebbe da parte degli ecologisti un atteggiamento "alla Ehrlich" capace di accettare le sfide di chi ha idee diverse e di riconoscere il peso delle obiezioni».

L'articolo completo è qui:

http://tinyurl.com/323wv4k
Anche se sono uno dei pochi ad utilizzare il termine "calcolatore" per designare l'oggetto su cui sto scrivendo questa risposta (il che denota la mia età, visto che il termine era in voga negli anni '70), mi trovo in difficoltà ad utilizzare "pianerottolo" per "plateau", o anche "topo" per "mouse".

Sono d'accordo con il discorso su Ehrlich. Azzardare previsioni economiche basandosi su dati geologici è molto azzardato. Io ero convinto che l'andamento del prezzo del petrolio avrebbe seguito l'andamento esponenziale che aveva due anni fa, e non ho tenuto conto del fatto che prezzi alti producono una crisi e uccidono la domanda. Avessi fatto la scommessa di Ehrlich avrei perso alla grande. Oggi sono molto più cauto, e studio economia (anche se assomiglia un po' troppo a studiare astrologia quando si tratta di previsioni). Ma mi sembra interessante un grafico che mostra l'andamento dei prezzi in funzione della produzione: i prezzi si comportano in modo ragionevole fio a produzioni intorno a quelle attuali, e poi schizzano in alto. Un discreto sintomo che più di così non si spreme.

Quindi mi limito alle previsioni di produzione.

Premessa: quando si parla di produzione di petrolio si tende a mettere insieme quattro cose abbastanza differenti: il petrolio vero e proprio (crude=greggio), i condensati (il GPL, per intendersi), il petrolio "non convenzionale" (sabbie bituminose e cose simili, che devono essere processate per diventare qualcosa che assomiglia al greggio) e i biocombustibili. Io mi riferisco al greggio, e al "tutti i liquidi esclusi i biocombustibili". Per il greggio è relativamente più semplice far previsioni, per "tutti i liquidi" dipende dalle tecniche di estrazione delle sabbie, che sono ancora poco conosciute (commercialmente) e quindi diventa più aleatorio.

L'IEA aveva previsto, intorno al 2000, una produzione di petrolio (tutti i liquidi) in crescita costante. Per il 2010 dovevamo essere intorno ai 90 milioni di barili il giorno (MB/g). La produzione avrebbe dovuto raggiungere i 120 MB/g nel 2030. La produzione reale nel 2010 è stata di 84-85 MB/g, ed è stazionaria a questi livelli dal 2004. Prima cresceva in modo sensibile di anno in anno (68 MB/g nel 1990, 79 MB/g nel 2000).

Oggi l'IEA parla di un picco di produzione a 95 MB/g, nel 2035, ma sottolinea che per arrivarci servirebbe scoprire da qui ad allora circa 6 arabie saudite.

ASPO aveva previsto (negli anni '90), per il petrolio convenzionale, un picco intorno al 2007. Una previsione iniziale di Hubbert, negli anni '70, aveva previsto il picco nel 2000, ma la crisi petrolifera ha rallentato i consumi e spostato in avanti il picco. La produzione ha avuto un picco nel 2008, quando i prezzi erano alle stelle e conveniva produrre tutto quel che si poteva e anche un po' di più, a 74 MB/g. Ora siamo a 73, e dal 2004 si oscilla tra i 72 e i 74 suddetti. E comunque tutti i matematici sanno che intorno ad un massimo una funzione ha un andamento "orizzontale", per cui determinare esattamente un massimo è difficile.


Direi che per ora come previsione ci ha azzeccato alla grande.
Per Gianni Comoretto

Avessi fatto la scommessa di Ehrlich avrei perso alla grande.

Bene. Ma allora non capisco la seconda parte della risposta.

Quindi mi limito alle previsioni di produzione.

Se ho ben capito il senso della scommessa di Ehrlich, lui sosteneva una chiara correlazione fra la produzione e i prezzi. Non so se dal 1980 al 1990 la produzione di questi metalli sia aumentata, certo mi stupirebbe se fosse diminuita. E il prezzo è sceso, per tutti e cinque.
A naso, direi che la correlazione c'è secondo le non facili leggi della domanda e dell'offerta, ma attendo smentite.

Premessa: quando si parla di produzione di petrolio si tende a mettere insieme quattro cose abbastanza differenti: il petrolio vero e proprio (crude=greggio), i condensati (il GPL, per intendersi), il petrolio "non convenzionale" (sabbie bituminose e cose simili, che devono essere processate per diventare qualcosa che assomiglia al greggio) e i biocombustibili.

Vero. Però, all'atto pratico, se la benzina del distributore, se il kerosene per riscaldamento urbano arriva da petrolio o da altre fonti, ai consumatori non cambia nulla. Fra un'impennata in alto dei prezzi al consumo, e un blocco di tutte le attività come nella crisi petrolifera del 1973, so cosa sceglierebbero i cittadini (e i loro governi).

Oggi l'IEA parla di un picco di produzione a 95 MB/g, nel 2035, ma sottolinea che per arrivarci servirebbe scoprire da qui ad allora circa 6 arabie saudite.

Fra Aspo e IEA per me non c'è differenza. Tutti e due interessati solo a campagne per l'energia verde, anziché a studiare i dati reali.

ASPO aveva previsto (negli anni '90), per il petrolio convenzionale, un picco intorno al 2007. Una previsione iniziale di Hubbert, negli anni '70, aveva previsto il picco nel 2000, ma la crisi petrolifera ha rallentato i consumi e spostato in avanti il picco.

Appunto. Su queste cose io sono categorico: chi grida "al lupo al lupo" una volta, non ha diritto ad una seconda possibilità. E non mi interessa nulla dei motivi per cui il picco è stato spostato in avanti. Non c'è stato in quell'anno, e per la verità, a livello mondiale, nemmeno negli anni immediatamente successivi (non so perché si fosse limitato solo agli Usa: che senso ha?): questo è un fatto che pone automaticamente in cattiva luce lui, e tutti coloro che usano i suoi metodi.

La produzione ha avuto un picco nel 2008, quando i prezzi erano alle stelle e conveniva produrre tutto quel che si poteva e anche un po' di più, a 74 MB/g. Ora siamo a 73, e dal 2004 si oscilla tra i 72 e i 74 suddetti.

Dettagli matematici a parte, se il fabbisogno di carburanti è comunque coperto da GPL e derivati da sostanze diverse dal petrolio, perché incaponirsi a puntare il dito solo su quello?
Se uno crede davvero nelle energie rinnovabili, non ha bisogno né di atteggiarsi a uccello del malaugurio, e l'ASPO lo fa, né di fare questi giochetti contabili sul "picco" di qualcosa scelto apposta.

Direi che per ora come previsione ci ha azzeccato alla grande.

Previsioni fatte così non servono assolutamente a nulla, è come prevedere un numero al lotto, prima o poi è ovvio che uscirà. Grazie tante, a me serve sapere il quando, per fare la giocata.
Saprai che non ho alcuna stima di Wikipedia, ma vorrei che confutassi con dati questa breve frase:
"Campbell's critics, like Michael C. Lynch, argue that his research data is sloppy. They point to the date of the coming peak, which was initially projected to occur by the year 1997, but the date was pushed back to 2000, then 2010, moved up to 2006 (in 2004) and later (2005) back to 2010. Campbell explains this with the fact that he has got better data from industry and more reliable estimates. However, Campbell and his supporters insist that when the peak occurs is not as important as the realization that the peak is coming".
Commento la fine. Date le incertezze che abbiamo sulle riserve petrolifere esistenti (sicuramente sono state stra-gonfiate nei primi anni dopo-OPEC, in quanto potevi estrarre in proporzione alle riserve DICHIARATE, ma quanto è impossibile saperlo) stabilire una data del picco in un range di una decina d'anni mi sembra un buon risultato.

E fa una bella differenza, in quanto le stime alternative (già ora dimostratesi poco fondate) erano 40 anni più tardi, o addirittura 100 anni più tardi (secondo Maugeri). Soprattutto visto che ci dice qualcosa sulla crisi che stiamo vivendo ORA.

Non ti basta come accuratezza? Be', è quella che abbiamo, nel mondo scientifico se fai delle stime devi mettere una barra di errore, e una stima con una barra di errore di 10 anni è meglio di nessuna stima.

Comunque, e chiudo, prima dici che Bardi ti sta antipatico perché sa lui, con la palla di cristallo, quando arriverà il picco, poi vedi che ti dà una barra di errore di 10 anni e ti lamenti perché è troppo impreciso.
Per Gianni Comoretto

Commento la fine. Date le incertezze che abbiamo sulle riserve petrolifere esistenti (sicuramente sono state stra-gonfiate nei primi anni dopo-OPEC, in quanto potevi estrarre in proporzione alle riserve DICHIARATE, ma quanto è impossibile saperlo) stabilire una data del picco in un range di una decina d'anni mi sembra un buon risultato.

La citazione accusa Aspo di una cosa ben diversa: aver spostato avanti e indietro la data di questo previsto picco. A meno che quella cronologia di wikipedia sia falsa, ma avevo chiesto a te di correggerla.

Non ti basta come accuratezza? Be', è quella che abbiamo, nel mondo scientifico se fai delle stime devi mettere una barra di errore, e una stima con una barra di errore di 10 anni è meglio di nessuna stima.

Il problema non sono io. Il problema è il modo in cui si pongono quelli dell'ASPO, che sciorinano la data del picco del petrolio con la stessa sicumera con cui i testimoni di Geova annunciavano la fine del mondo nel 1914.
Non credo sia un concetto molto difficile da afferrare, ma lo enuncio lo stesso per chiarezza: anticipare di molto un pericolo reale aumenta in maniera esponenziale la paura di cittadini e di governi, e in proporzione i fondi destinata agli uccelli del malaugurio che sfornano queste previsioni. Un'associazione che annunciasse il picco del petrolio nel 2080, o anche la fine delle terre coltivabili, la fine dell'ossigeno sulla Terra, fa lo stesso, avrebbe pochissimo ascolto. Allora si presenta il picco come imminente, dietro l'angolo, bisogna fare in fretta. E si rastrellano consensi e fondi.

Credi che Paul Ehrlich col suo libro catastrofista sulla bomba demografica avrebbe avuto il successo che ha avuto (all'epoca) se avesse posto una data più lontana?

Comunque, e chiudo, prima dici che Bardi ti sta antipatico perché sa lui, con la palla di cristallo, quando arriverà il picco,

...Anche per la maniera disinvolta con cui tagliuzza le frasi di un'intervista.

poi vedi che ti dà una barra di errore di 10 anni e ti lamenti perché è troppo impreciso.

Dalle FAQ di Aspo Italia:

"Quando avverrà il picco?
Secondo le più recenti stime dell'ASPO (Associazione per lo studio del picco del petrolio) il picco si verificherà nel 2007. Dopo quella data, l'offerta di petrolio inizierà a diminuire. La rapidità con cui avverrà questa progressiva diminuzione è oggetto di studio, alcuni modelli prevedono che la diminuzione potrebbe essere molto più rapida e violenta della crescita che si è avuta nel corso del ventesimo secolo.
"

Dalla Lettera di ASPO-Italia alle amministrazioni, spedita nel maggio del 2010:

"La stessa figura prospetta un futuro energetico molto preoccupante, caratterizzato a breve dal picco della produzione di combustibili liquidi.

[Grafico]

Si tratta di un evento storico già in corso, il cui momento critico è collocabile, secondo i dati AIE, tra circa 18 mesi, intorno al valore di 87 milioni di barili al giorno.

La produzione di petrolio convenzionale, che è in pratica tutto il petrolio con cui è stato alimentato il metabolismo sociale ed economico mondiale almeno negli ultimi 50 anni, ha superato un picco di capacità nel 2008, ed è prevista declinare con un tasso annuo del 4%.
"

Queste non sono stime con un ± davanti! Sono affermazioni trancianti e volutamente allarmistiche.
Se a te Ugo Bardi è simpatico anche così, nulla da eccepire. Io tendo a dare poco ascolto a chi vive di questi stratagemmi.
Mi esprimo meglio: con un ± che indichi il possibile errore dopo il valore fornito. Affermazioni trincianti.
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