skip to main | skip to sidebar
267 commenti (ultimi)

Cory Doctorow spiega perché i computer generici spariranno

L'imminente guerra contro il computer generico: lezione magistrale di Cory Doctorow


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Credit: Mostly Black and White.
Di recente Cory Doctorow (blogger, giornalista e autore di fantascienza) ha tenuto al Chaos Computer Congress di Berlino una lezione di eloquenza straordinaria che riassume magnificamente le preoccupazioni di molti informatici: il computer generico, il PC che esegue qualunque programma, fonte di enorme ricchezza ed emancipazione culturale per tre decenni, è sotto attacco perché è sfuggito di mano.

Non è controllabile da aziende e governi. Ci si può far girare un programma piratato o vedere un film a scrocco. Ci si può installare un programma di crittografia che rende impossibile intercettare le comunicazioni, con grande gioia di terroristi e dissidenti. Lo si può usare per far circolare idee senza che i governi, le religioni o le aziende possano filtrarle, edulcorarle, censurarle. Rende troppo potenti i cittadini e i consumatori. Il PC è quindi un mostro sovversivo e come tale va estirpato.

Come? Non certo facendo retate e irruzioni nelle case, ma sostituendolo dolcemente con oggetti dedicati e lucchettati che l'utente vuole comperare al posto del computer. Invece del PC, oggi vengono offerti dalle aziende (spesso sottocosto, per penetrare il mercato o come canale per vendere altri oggetti) lettori portatili, console di gioco, lettori home theater, tablet, lettori di e-book le cui architetture non-PC permettono il controllo. Su questi oggetti, almeno secondo le intenzioni dei produttori, gira solo il software benedetto dallo Steve Jobs, Bill Gates/Steve Ballmer o Kim Jong Un di turno. O dall'inserzionista pubblicitario di turno.

E tutto questo, ci viene detto, è per il nostro bene. Per permetterci di consumare in modo sicuro e per tutelare i diritti degli editori – pardon, degli autori. Pazienza se questo permette ad Amazon di entrare in casa nostra e togliere dalla nostra biblioteca digitale un libro a suo piacimento. Pazienza se questo significa proporre bootloader come U-EFI che non permettono di caricare sistemi operativi non approvati e controllabili (adieu, Linux). Pazienza se questo vuol dire che diventa illegale discutere di tecnologia o scrivere certi numeri (o certi altri) perché facilitano la pirateria audiovisiva.

Ma non voglio anticipare troppo: Cory Doctorow sa spiegare tutto questo molto, molto meglio di me. Per cui vi propongo qui il video della sua lezione, che a mio avviso dovrebbe essere lettura obbligatoria a scuola, per qualunque informatico e per qualunque consumatore di oggetti seducenti e luccicanti. Non è una questione di mera informatica. È una questione di difendersi dalla lenta erosione delle libertà. Buona visione.

Prima che vi lamentiate che a furia di frequentar cospirazionismi sono diventato complottista, vorrei ricordare che proprio la dimestichezza con i complotti fasulli mi permette di riconoscere meglio quelli reali. E vorrei ricordare che nel 2005 Sony installò un rootkit nei computer degli utenti e che le leggi in molti paesi europei vietano di farsi una copia dei propri film DVD e Blu-ray. Provate a installare su un iPad o iPhone un'app non approvata da Apple. Provate a leggervi un libro che contiene materiale illustrato che Apple ritiene inadatto (l'Ulisse di Joyce a fumetti). È ancora vostro il telefonino o il tablet, se qualcun altro decide arbitrariamente, al di fuori della legge e senza processo, cosa ci potete far girare e leggere? Doctorow fa molti altri esempi. Pensateci.



La sottotitolazione è disponibile in varie lingue, italiano compreso; è stata fatta collettivamente di corsa, è in lavorazione ed è sicuramente migliorabile: potete dare una mano tramite Universal Subtitles. Per quel che mi riguarda, do il consenso alla libera ripubblicazione. La trascrizione dell'originale inglese è disponibile qui.


2012/01/09 - La traduzione riveduta


Questa è la trascrizione tradotta dell'intera relazione di Cory Doctorow. L'originale è sotto licenza Creative Commons CC-BY (come indicato qui) e lo è anche questa traduzione, la cui prima stesura è opera di Luigi Rosa. La revisione finale, e quindi la colpa di eventuali errori, è mia.

This is an Italian translation of Cory Doctorow's talk. Like the original, it can be distributed freely under the Creative Commons CC-BY license. The first draft was written by Luigi Rosa; final revision was done by me and therefore any mistakes are mine.

Cory Doctorow: Quando parlo davanti a persone la cui lingua madre non è l'inglese, faccio sempre un avviso e delle scuse perché parlo molto velocemente. Quando ero alle Nazioni Unite al World Intellectual Property Organization, mi avevano soprannominato il flagello dei traduttori simultanei [risate del pubblico]. Quando mi alzavo per parlare e mi guardavo attorno vedevo una schiera di finestre con dietro i traduttori, tutti con questa espressione [facepalm] [risate]. Quindi se parlerò troppo in fretta vi autorizzo a fare così [agita le braccia] e io rallenterò.

Il discorso di questa sera... wah, wah, waaah [Doctorow risponde a qualcuno del pubblico che agita le braccia, il pubblico ride]... Il discorso di questa sera non riguarda il copyright. Tengo moltissimi discorsi sul copyright; i problemi della cultura e della creatività sono molto interessanti, ma sinceramente comincio ad averne abbastanza. Se volete ascoltare scrittori indipendenti come me tediare il pubblico su cosa stia succedendo al modo in cui ci guadagniamo da vivere, andate pure a cercare su YouTube uno dei tanti discorsi che ho fatto su questo tema.

Questa sera, invece, vorrei parlare di qualcosa più importante: voglio parlare dei computer universali [general purpose]. Perché questi computer sono davvero sbalorditivi; così tanto che la nostra società si sta ancora sforzando di capirli, di capire a cosa servano, come integrarli e come gestirli. Tutto questo, purtroppo, mi riporta al copyright. Perché la natura delle guerre di copyright e le lezioni che ci possono insegnare sulle future lotte per il destino dei computer universali sono importanti.

In principio vi era il software preconfezionato e l'industria che lo produceva. E i file venivano trasferiti su supporti fisici: avevamo buste o scatole di floppy appese nei negozi e vendute come caramelle o riviste. Ed erano molto facili da copiare e così venivano copiati rapidamente da molti, con gran dispiacere di chi scriveva e vendeva software.

Arrivò il DRM 0.96. Iniziarono a introdurre difetti fisici nei dischi o a esigere altri elementi fisici che il software poteva verificare: dongle, settori nascosti, protocolli di domanda e risposta che richiedevano il possesso fisico di grossi ed ingombranti manuali difficili da copiare. Naturalmente questi sistemi fallirono, per due ragioni. Innanzi tutto erano commercialmente impopolari – ovviamente – perché riducevano l'usabilità del software da parte del proprietario legittimo e non andavano a toccare chi si era procurato illegalmente il software. Gli acquirenti legittimi lamentavano che le copie di sicurezza non funzionavano, detestavano sacrificare porte a cui attaccare i dongle e pativano il disagio di dover trasportare manuali voluminosi per poter eseguire il software.

In seconda istanza, tutto questo non fermava i pirati, che trovarono modi molto semplici per modificare il software e aggirare la protezione. In genere quello che succedeva era che qualche esperto dotato di tecnologia ed esperienza pari a quelle di chi produceva il software riusciva a decifrare il programma [reverse engineering] e a rilasciare versioni craccate, che venivano distribuite rapidamente.

Questo tipo di esperienza e tecnologia poteva sembrare altamente specializzata, ma in realtà non lo era affatto. Scoprire cosa facevano dei programmi recalcitranti e aggirare i difetti di floppy scadenti erano competenze di base dei programmatori e lo erano ancora di più in quel periodo, in cui i dischetti erano fragili e lo sviluppo del software era fatto alla buona.

Le strategie anticopia si intensificarono con la diffusione delle reti. Quando si diffusero le BBS, i servizi online, i newsgroup e le mailing list, la competenza di chi capiva come sconfiggere questi sistemi di protezione poteva essere impacchettata come software e disseminata in programmini come i crack file o, all'aumentare della capacità delle reti, divenne possibile diffondere le immagini dei dischi e gli eseguibili craccati.

Questo ci portò al DRM 1.0. Nel 1996 divenne chiaro a tutti quelli che sedevano nelle stanze dei bottoni che stava per succedere qualcosa di importante. Stavamo per entrare in un'economia dell'informazione, qualunque cosa fosse.

Loro credevano che questo significasse un'economia dove avremmo acquistato e venduto informazioni. L'informatica rende le cose efficienti, quindi immaginate i mercati che un'economia dell'informazione poteva creare. Si sarebbe potuto acquistare un libro per un giorno, vendere il diritto di vedere un film a un euro e dare a noleggio il tasto Pausa a un centesimo al secondo. Si sarebbe potuto vendere un film a un certo prezzo in un paese e a un altro prezzo in un altro paese e così via. Le fantasticherie di quei giorni erano un po' come un noioso adattamento fantascientifico del Libro dei Numeri della Bibbia: un tedioso elenco di tutte le permutazioni delle cose che la gente fa con le informazioni e dei modi in cui gliele si poteva far pagare.

Ma nulla di tutto questo sarebbe stato possibile senza la possibilità di controllare il modo in cui le persone usano i propri computer e i file che trasferiamo in essi. Dopotutto era una bella idea pensare di poter vendere i diritti di fruizione di un video per 24 ore o il diritto di trasferire la musica a un iPod ma non di poterla spostare da un iPod a un altro dispositivo. Ma come diavolo si poteva farlo, una volta che la persona era entrata in possesso di un file?

Per far funzionare il tutto, bisognava trovare il modo di impedire che i computer eseguissero certi programmi e analizzassero certi file e processi. Per esempio, si poteva cifrare il file e obbligare l'utente a eseguire un programma che decifrasse il file solamente in determinate circostanze.

Ma come si dice su Internet, a questo punto i problemi sono due. Adesso si deve anche impedire all'utente di salvare il file decrittato e impedirgli di capire dove il programma abbia registrato le chiavi per decrittare il file, perché se l'utente trova quelle chiavi, decritterà il file e non userà la stupida app di lettura.

Ma a questo punto i problemi sono tre [risate], perché adesso si deve impedire agli utenti di condividere il file decrittato con altri utenti. E ora i problemi sono quattro!

Si deve impedire agli utenti che riescono a capire come carpire i segreti dei programmi di sblocco di spiegare ad altri utenti come fare altrettanto, ma ora i problemi sono cinque! Bisogna impedire agli utenti che capiscono come estrarre i segreti dai programmi di decrittazione di dire quali siano questi segreti.

Sono un bel po' di problemi. Ma nel 1996 trovammo una soluzione. Ci fu il trattato WIPO sul copyright, approvato dalla World Intellectual Property Organization delle Nazioni Unite, che creò leggi che resero illegale l'estrazione di segreti dai programmi di sblocco, leggi che resero illegale estrarre dei dati in chiaro dai programmi di sblocco mentre questi stavano girando; leggi che resero illegale dire alla gente come estrarre i segreti dai programmi di sblocco; e leggi che resero illegale ospitare contenuti protetti da copyright e ospitare segreti. Il tutto con una comoda e snella procedura che permetteva di rimuovere cose da Internet senza dover perdere tempo con avvocati, giudici e tutte quelle stronzate. E così la copia illegale finì per sempre [risate e applausi]. L'economia dell'informazione sbocciò in un magnifico fiore che portò prosperità al mondo intero. Come si dice sulle portaerei, "Missione compiuta" [risate e applausi].

Naturalmente non è così che finisce la storia, perché chiunque capiva qualcosa di computer e reti capì che queste leggi creavano più problemi di quanti ne risolvessero. Dopotutto queste erano leggi che rendevano illegale guardare nel proprio computer quando stava eseguendo certi programmi; rendevano illegale raccontare alla gente cosa avevi trovato quando avevi guardato dentro il tuo computer; rendevano facile censurare contenuti su Internet senza dover dimostrare che fosse successo qualcosa di illegale. In poche parole, pretendevano dalla realtà prestazioni irrealistiche e la realtà si rifiutò di collaborare.

Dopotutto, copiare i contenuti divenne invece più semplice dopo che furono passate queste leggi. Copiare non può che diventare più facile! Siamo nel 2011: copiare non sarà mai difficile più di quanto lo sia oggi! I vostri nipoti, al pranzo di Natale, vi diranno "Dai nonno, dai nonna, raccontateci ancora com'era difficile copiare le cose nel 2011, quando non avevate un disco grande come un'unghia che potesse contenere ogni canzone mai incisa, ogni film mai girato, ogni parola pronunciata, ogni fotografia mai scattata... tutto! E trasferire tutto questo così in fretta che neanche te ne accorgevi. Raccontateci ancora quanto era stupidamente difficile copiare le cose nel 2011!"

E così la realtà prevalse e ognuno si fece una sonora risata su quanto erano stravaganti le idee sbagliate che avevamo all'inizio del XXI secolo. E poi fu raggiunta una pace duratura e vi furono libertà e prosperità per tutti [il pubblico ridacchia].

Beh, non proprio. Come la donna della filastrocca, che ingoia un ragno per prendere una mosca e deve ingoiare un uccellino per prendere il ragno e un gatto per prendere l'uccellino e così via, anche una regolamentazione che è d'interesse così generale ma disastrosa nell'implementazione deve partorire una nuova regolamentazione che consolidi il fallimento di quella vecchia. È forte la tentazione di terminare qui la storia concludendo che il problema è che il legislatore è incapace o malvagio, o magari malignamente incapace, e chiuderla lì. Ma non è una conclusione soddisfacente, perché è fondamentalmente un invito alla rassegnazione. Ci dice che i nostri problemi non potranno essere risolti finché stupidità e malvagità saranno presenti nelle stanze dei bottoni, che è come dire che non li risolveremo mai.

Ma io ho un'altra teoria su cosa sia successo. Non è che i legislatori non comprendano l'informatica, perché dovrebbe essere possibile fare delle buone leggi senza essere esperti! I parlamentari vengono eletti per rappresentare aree geografiche e persone, non discipline e problemi. Non abbiamo un parlamentare per la biochimica, né un senatore per la pianificazione urbana, né un parlamentare europeo per il benessere dei bambini (anche se dovremmo averlo). Nonostante tutto, queste persone esperte di politica e leggi, non discipline tecniche, spesso riescono a promulgare leggi buone e coerenti, perché chi governa si affida all'euristica, a regole basate sul buon senso su come bilanciare le voci degli esperti di vari settori che sostengono tesi diverse. Ma l'informatica confonde quest'euristica e la prende a calci in un modo importante, che è il seguente.

Un test importante per valutare se una legge è adatta per uno scopo è, naturalmente, per prima cosa vedere se funziona. In secondo luogo bisogna vedere se, nel funzionare, avrà molti effetti su tutto il resto. Se voglio che il Congresso, il Parlamento o l'Unione Europea regolamentino la ruota è difficile che io ci riesca. Se io dicessi "Beh, sappiamo tutti a cosa servono le ruote e sappiamo che sono utili, ma avete notato che ogni rapinatore di banca ha quattro ruote sulla sua auto quando scappa con il bottino? Non possiamo fare qualcosa?" la risposta sarebbe naturalmente "No", perché non sappiamo come realizzare una ruota che resti generalmente utile per usi legittimi ma sia inutilizzabile per i malintenzionati.

Ed è ovvio per tutti che i benefici generali delle ruote sono così profondi che saremmo matti a rischiare di perderli in una folle missione di bloccare le rapine attraverso la modifica delle ruote. Anche se ci fosse un'epidemia di rapine, anche se la società fosse sull'orlo del collasso a causa delle rapine in banca, nessuno penserebbe che le ruote siano il posto giusto per iniziare a risolvere il problema.

Ma se mi dovessi presentare davanti a quella stessa gente e dire che ho la prova assoluta che i telefoni a viva voce rendono le automobili più pericolose e dicessi "Vorrei che approvaste una legge che rende illegali i viva voce in auto" i legislatori potrebbero rispondere "Sì, ha senso, lo faremo". Potremmo dissentire sul fatto che sia o no una buona idea, se le mie prove stiano in piedi, ma in pochi direbbero "Una volta che togli i viva voce dalle auto queste non sono più auto". Sappiamo che le auto restano tali anche se togliamo qualche funzione.

Le auto servono a scopi specifici, se paragonate alle ruote, e tutto quello che fa il viva voce è aggiungere una funzione ad una tecnologia che è già specializzata. In effetti possiamo applicare anche qui una regola euristica: le tecnologie che hanno scopi specifici sono complesse e si possono togliere loro delle caratteristiche senza menomare la loro utilità di fondo.

Questa regola empirica aiuta molto i legislatori in generale, ma viene resa inutile dai computer e dalle reti universali: i PC e Internet. Perché se pensate ad un software come una funzione, ovvero un computer con un programma di foglio elettronico ha la funzione di foglio elettronico, un computer su cui gira World of Warcraft ha la funzione di MMORPG, allora questa regola euristica porta a pensare che si potrebbe ragionevolmente dire "Costruitemi un computer su cui non girino fogli elettronici" senza che ciò costituisca un attacco all'informatica più di quanto dire "Costruitemi un'auto senza telefoni viva voce" sia un attacco alle automobili.

E se pensiamo ai protocolli e ai siti come funzione della rete, allora dire "Sistemate Internet in modo tale che non sia più possibile utilizzare BitTorrent" oppure "Sistemate Internet in modo tale che Thepiratebay.org non venga più risolto" sembra uguale a dire "Cambiate il segnale di occupato" o "Scollegate dalla rete telefonica la pizzeria all'angolo" e non sembra un attacco ai principi fondamentali dell'interconnessione di reti.

Non comprendere che questa regola empirica che funziona per auto, case e ogni altra area tecnologica importante non funziona per Internet non ti rende malvagio e nemmeno un ignorante. Ti rende semplicemente parte di quella vasta maggioranza del mondo per cui concetti come "Turing complete" e "end-to-end" non hanno significato.

Così i nostri legislatori vanno ad approvare allegramente queste leggi, che diventano parte della realtà del nostro mondo tecnologico. All'improvviso ci sono numeri che non possiamo più scrivere su Internet, programmi che non possiamo più pubblicare e per far sparire materiale legittimo da Internet basta dire "Quella roba viola il copyright". Questo non raggiunge le finalità della legge: non impedisce alla gente di violare il copyright. Ma somiglia superficialmente all'imposizione del rispetto del copyright: soddisfa il sillogismo di sicurezza "bisogna fare qualcosa, sto facendo qualcosa, qualcosa è stato fatto". E così eventuali fallimenti che si verificano possono essere addebitati al fatto che la legge non si spinge abbastanza in là e non a suoi difetti di fondo.

Questo tipo di analogia superficiale ma divergenza di fondo si verifica in altri contesti tecnici. Un mio amico, che è stato un alto dirigente di una ditta di beni di consumo confezionati, mi ha raccontato che una volta quelli del marketing dissero ai tecnici che avevano una grande idea per i detersivi. Da quel momento avrebbero fatto detersivi che rendevano i capi più nuovi ad ogni lavaggio! Dopo che i tecnici avevano tentato invano di spiegare il concetto di "entropia" al marketing [risate] arrivarono a un'altra soluzione... "soluzione"... Svilupparono un detersivo con degli enzimi che aggredivano le fibre sfilacciate, quelle rotte che fanno sembrare vecchio un capo, così che ad ogni lavaggio il capo sarebbe sembrato più nuovo. Ma questo avveniva perché il detersivo digeriva letteralmente gli indumenti. Usarlo faceva sciogliere i capi dentro la lavatrice. Questo era l'opposto di far sembrare il capo più nuovo: il detersivo invecchiava artificialmente i capi a ogni lavaggio. Come utente, più si applicava la "soluzione" al capo di abbigliamento, più diventavano drastici i rimedi per mantenerlo apparentemente nuovo, tanto che alla fine bisognava comperare un vestito nuovo perché quello vecchio si era disfatto.

Quindi oggi abbiamo persone del marketing che dicono "Non abbiamo bisogno di computer, ma di... elettrodomestici. Fatemi un computer che non esegua ogni programma ma solamente un programma che faccia questo lavoro specifico, come lo streaming audio, il routing di pacchetti, o esegua i giochi della Xbox e assicuratevi che non esegua programmi che io non ho autorizzato e che potrebbero ridurre i nostri profitti."

In maniera superficiale, questa sembra un'idea ragionevole: un programma che esegue un compito specifico; dopotutto possiamo mettere un motore elettrico in un frullatore e possiamo installare un motore in una lavapiatti senza preoccuparci se sia possibile eseguire un programma di lavaggio stoviglie in un frullatore. Ma non è quello che succede quando trasformiamo un computer in un "elettrodomestico". Non facciamo un computer che esegue solamente la app "elettrodomestico", ma fabbrichiamo un computer in grado di eseguire ogni tipo di programma e che usa una combinazione di rootkit, spyware e firme digitali per impedire all'utente di sapere quali processi girano, per impedire l'installazione di software e bloccare i processi che non desidera vengano eseguiti.

In altre parole, un elettrodomestico non è un computer a cui è stato tolto tutto, ma un computer perfettamente funzionante con spyware preinstallato dal fornitore [applausi fragorosi]. Grazie.

Perché non sappiamo come costruire un computer multifunzione in grado di eseguire ogni programma che possiamo compilare tranne alcuni programmi che non ci piacciono o che proibiamo per legge o che ci fanno perdere soldi. La migliore approssimazione che abbiamo è un computer con spyware: un computer in cui qualcuno, da remoto, imposta delle regole senza che il proprietario del computer se ne accorga e senza che acconsenta.

Ed ecco che la gestione dei diritti digitali converge sempre verso il malware. C'è stato, ovviamente, quell'incidente famoso, una sorta di regalo alle persone che hanno formulato questa ipotesi, quando la Sony collocò degli installer di rootkit nascosti in 6 milioni di CD audio, che eseguirono segretamente un programma che monitorava i tentativi di leggere tracce audio dai CD e li bloccava; questo programma si nascondeva e induceva il kernel a mentire in merito ai processi in esecuzione e in merito ai file presenti sul disco.

Ma questo non è l'unico esempio. Di recente Nintendo ha rilasciato il 3DS, che aggiorna in maniera opportunistica il firmware ed esegue un controllo di integrità per assicurarsi che il vecchio firmware non sia stato modificato; se vengono rilevate modifiche non autorizzate, l'aggiornamento rende inservibile il dispositivo. Diventa un fermaporta.

Attivisti dei diritti umani hanno diramato allarmi in merito a U-EFI, il nuovo bootloader dei PC, che limita il computer in modo che possa caricare solamente sistemi operativi firmati digitalmente, evidenziando il fatto che i governi repressivi probabilmente non concederanno firme digitali ai sistemi operativi a meno che possano eseguire operazioni nascoste di sorveglianza.

Sul versante della rete, i tentativi di creare una rete che non possa essere utilizzata per violare il copyright portano sempre alle misure di sorveglianza tipiche dei governi repressivi. SOPA, la legge americana Stop Online Piracy Act, impedisce l'utilizzo di tool come DNSSec perché possono essere utilizzati per aggirare i blocchi dei DNS. E vieta anche tool come Tor perché possono essere utilizzati per aggirare le misure di blocco degli IP. Tant'è vero che i fautori di SOPA, la Motion Picture Association of America, hanno diramato un memorandum in cui citano una ricerca secondo la quale SOPA probabilmente funzionerà, perché usa le stesse misure usate in Siria, Cina e Uzbekistan. La loro tesi è che se queste misure funzionano in quegli stati, funzioneranno anche in America! [risate e applausi]

Non applaudite me, applaudite la MPAA! Ora, può sembrare che SOPA sia la mossa finale di una lunga lotta sul copyright e su Internet e può sembrare che se riusciamo a sconfiggere SOPA saremo sulla buona strada per assicurare la libertà dei PC e delle reti. Ma, come ho detto all'inizio di questo discorso, non si tratta di copyright, perché le guerre per il copyright sono solamente la versione 0.9 beta della lunga guerra contro il calcolo che è imminente. L'industria dell'intrattenimento è solamente il primo belligerante di questo conflitto venturo, che occuperà tutto il secolo.

Tendiamo a considerarli dei vincitori: dopotutto abbiamo SOPA, sul punto di essere approvata, che minerà le fondamenta di Internet nel nome della conservazione della classifica dei dischi più venduti, dei reality show e dei film di Ashton Kutcher! [risate e qualche applauso] Ma la realtà è che la legge sul copyright riesce ad arrivare fin dove arriva proprio perché non viene presa sul serio. Ed è per questo che in Canada un Parlamento dopo l'altro ha introdotto una legge stupida sul copyright dopo l'altra, ma nessuno di quei parlamenti è mai riuscito ad approvare quelle leggi. È per questo che siamo arrivati a SOPA, una legge composta da molecole di pura stupidità assemblate una ad una in una sorta di "stupidonio 250" che normalmente si trova solamente nei nuclei delle stelle appena formate.

Ed è per questo che è stato necessario rinviare queste frettolose audizioni per SOPA a metà della pausa natalizia, affinché i legislatori potessero dedicarsi a una vera discussione violenta, vergognosa per la nazione, su un argomento importante: i sussidi di disoccupazione.

È per questo che il World Intellectual Property Organization è indotto ripetutamente con l'inganno a promulgare proposte folli e ottusamente ignoranti sul copyright: perché quando gli stati del mondo inviano le proprie missioni ONU a Ginevra mandano esperti idrici, non esperti di copyright; mandano esperti di salute, non esperti di copyright; mandano esperti di agricoltura, non esperti di copyright. Perché il copyright, fondamentalmente, non è importante quasi per nessuno! [applausi]

Il parlamento canadese non ha votato le leggi sul copyright perché fra tutte le cose di cui il Canada si deve occupare, sistemare i problemi del copyright è molto meno prioritario delle emergenze sanitarie nelle riserve indiane delle First Nations, dello sfruttamento petrolifero dell'Alberta, dei problemi astiosi tra anglofoni e francofoni, della crisi delle aree di pesca e di migliaia di altri problemi!

L'insignificanza del copyright indica che quando altri settori dell'economia inizieranno a manifestare preoccupazioni riguardo a Internet e ai PC, il copyright si rivelerà essere una scaramuccia, non una guerra.

Perché altri settori dovrebbero avere rancori nei confronti dei computer? Perché il mondo in cui viviamo oggi è fatto di computer. Non abbiamo più delle automobili, ma computer con cui andiamo in giro; non abbiamo più aeroplani, ma computer Solaris volanti con un sacco di controller SCADA [risate e applausi]; una stampante 3D non è un dispositivo, ma una periferica, e funziona solamente connessa ad un computer; una radio non è più un cristallo, è un computer multifunzione con un ADC e un DAC veloci e del software.

Il malcontento scaturito dalle copie non autorizzate è nulla se confrontato alle richieste d'intervento create dalla nostra realtà ricamata da computer. Pensate un momento alla radio. Tutta la legislazione sulla radiofonia fino ad oggi era basata sul fatto che le proprietà di una radio sono determinate al momento della fabbricazione e non possono essere modificate facilmente.

Non è possibile spostare una levetta su un monitor ascoltabimbi e trasformarlo in qualcosa che interferisce con i segnali del controllo del traffico aereo. Ma le radio più potenti gestite dal software possono trasformarsi da monitor ascoltabimbi in gestore dei servizi di emergenza, in controllore del traffico aereo solamente caricando ed eseguendo un software differente. È per questo che la prima volta che l'ente normatore americano delle telecomunicazioni (FCC) si chiese cosa sarebbe potuto succedere se fossero state messe in giro queste radio, chiese pareri sull'idea di rendere obbligatorio per legge che tutte le radio definite dal software venissero integrate in una piattaforma di Trusted Computing.

In ultima analisi, chiese se tutti i PC dovessero essere lucchettati, in modo che i programmi che eseguono siano strettamente regolamentati da autorità centrali. E anche questo è solamente un'ombra di quello che ci attende.

Dopotutto, questo è stato l'anno in cui abbiamo visto il debutto di file di forma [shape files] open source per convertire un AR-15 in un fucile automatico. Questo è stato l'anno dell'hardware open source e finanziato collettivamente per sequenziare i geni. E mentre la stampa 3D darà vita a valanghe di liti banali, ci saranno giudici del sud degli USA e mullah in Iran che impazziranno perché la gente sotto la loro giurisdizione si stamperà giocattoli sessuali [risate fragorose].

L'evoluzione della stampa 3D solleverà di sicuro molte critiche autentiche, dai laboratori a stato solido per la sintesi di anfetamine ai coltelli di ceramica. E non ci vuole certo uno scrittore di fantascienza per capire perché i legislatori potrebbero innervosirsi all'idea che il firmware delle auto a guida automatica sia modificabile dall'utente, o alla limitazione del'interoperabilità dei controller per aviazione, o le cose che si possono fare con assemblatori su scala biologica e sequenziatori.

Immaginate cosa succederà il giorno in cui la Monsanto deciderà che è molto, molto importante essere certi che i computer non possano eseguire programmi che inducono periferiche specializzate a generare organismi che tolgono letteralmente loro il cibo di bocca.

Indipendentemente dal fatto che pensiate che questi siano problemi reali o soltanto paure isteriche, essi restano il campo d'azione di lobby e gruppi d'interesse ben più influenti di Hollywood e dei grandi produttori di contenuti quando sono in vena. E ognuno di loro arriverà alla stessa conclusione: "Non potete fabbricarci semplicemente un computer universale che esegua tutti i programmi tranne quelli che ci spaventano o ci fanno arrabbiare?" "Non potete semplicemente fabbricarci una Internet che trasmetta qualunque messaggio su qualunque protocollo tra qualunque coppia di punti a meno che il messaggio ci dia fastidio?"

E personalmente capisco che ci saranno programmi che gireranno su computer universali e periferiche e che faranno paura persino a me. Quindi posso capire che chi si batte per limitare i computer universali troverà molti ascoltatori per le proprie tesi. Ma proprio come abbiamo visto nelle guerre per il copyright, vietare certe istruzioni, protocolli o messaggi sarà del tutto inefficace nel prevenire crimini e rimediarvi. E come abbiamo visto nelle guerre per il copyright, tutti i tentativi di controllo dei PC convergeranno verso i rootkit e tutti i tentativi di controllo di Internet convergeranno verso la sorveglianza e la censura. Ed è per questo che tutto questo è importante.

Perché abbiamo speso gli ultimi 10 anni e oltre unanimemente a inviare i nostri uomini migliori a combattere quello che pensavamo essere il capo supremo alla fine del gioco,ma adesso si rivela essere solamente il mini-capo alla fine del livello e la posta in gioco può solo aumentare.

Come membro della generazione dei Walkman, mi sono rassegnato che avrò bisogno di un apparecchio acustico molto prima di morire; naturalmente non sarà un apparecchio acustico, ma un computer che porterò nel mio corpo. Quindi quando salirò in macchina (un computer in cui metto il mio corpo) con un apparecchio acustico (un computer che metto dentro il mio corpo) vorrò sapere se queste tecnologie non saranno progettate per nascondermi qualcosa e per impedirmi di interrompere dei processi in esecuzione su di essi che agiscono contro i miei interessi [fragoroso applauso].

Grazie [l'applauso continua] Grazie. L'anno scorso il Lower Merion School District, in un sobborgo borghese di Philadelphia, si è trovato in guai seri perché è stato scoperto che distribuiva PC agli studenti con precaricato un rootkit che permetteva una sorveglianza remota nascosta attraverso il computer, la sua telecamera e la sua connessione di rete. È risultato che avevano fotografato gli studenti migliaia di volte, a casa, a scuola, quando erano svegli, quando dormivano, quando erano vestiti e quando erano nudi.

Nel frattempo l'ultima generazione di tecnologia per l'intercettazione legale può attivare di nascosto telecamere, microfoni e GPS su PC, tablet e dispositivi mobili. In futuro la libertà richiederà che si sia capaci di monitorare i nostri dispositivi, imporre su di loro regole di funzionamento significative, esaminare e bloccare processi che girano su di essi, mantenerli come servitori leali e non come spie o traditori che lavorano per criminali, teppisti o gente con manie di controllo. Non abbiamo ancora perso, ma dobbiamo vincere la guerra del copyright per mantenere Internet e il PC liberi e aperti. Perché queste sono le risorse delle guerre venture e non potremo continuare a lottare senza di esse. E lo so che può sembrare come un invito alla rassegnazione, ma, come ho detto, questo è solamente l'inizio.

Abbiamo combattuto il mini-boss e questo vuol dire che ci aspettano grandi sfide, ma come ogni bravo disegnatore di livelli di videogiochi, il destino ci ha mandato per primi dei nemici facili per poterci allenare. Abbiamo una vera possibilità: se sosteniamo i sistemi aperti e liberi e le organizzazioni che combattono per loro (EFF, Bits of Freedom, EDRI, ORG, CC, Netzpolitik, La Quadrature du Net e tutte le altre che sono, per fortuna, troppo numerose per citarle tutte) possiamo vincere la battaglia e assicurarci le munizioni che ci serviranno per la guerra.
Invia un commento
I commenti non appaiono subito, devono essere tutti approvati da un moderatore. Lo so, è scomodo, ma è necessario per tenere lontani scocciatori, spammer, troll e stupidi: siate civili e verrete pubblicati qualunque sia la vostra opinione; gli incivili di qualsiasi orientamento non verranno pubblicati, se non per mostrare il loro squallore.
Inviando un commento date il vostro consenso alla sua pubblicazione, qui o altrove.
Maggiori informazioni riguardanti regole e utilizzo dei commenti sono reperibili nella sezione apposita.
NOTA BENE. L'area sottostante per l'invio dei commenti non è contenuta in questa pagina ma è un iframe, cioè una finestra su una pagina di Blogger esterna a questo blog. Ciò significa che dovete assicurarvi che non venga bloccata da estensioni del vostro browser (tipo quelle che eliminano le pubblicità) e/o da altri programmi di protezione antimalware (tipo Kaspersky). Inoltre è necessario che sia permesso accettare i cookie da terze parti (informativa sulla privacy a riguardo).
Commenti
Commenti (267)
"Non è controllabile da aziende e governi. Ci si può far girare un programma piratato o vedere un film a scrocco. Ci si può installare un programma di crittografia che rende impossibile intercettare le comunicazioni, con grande gioia di terroristi e dissidenti. Lo si può usare per far circolare idee senza che i governi, le religioni o le aziende possano filtrarle, edulcorarle, censurarle. Il PC è un mostro sovversivo e come tale va estirpato."

Wow! Suona molto complottista.
Le lobby gli americani, il mossad, stanno cercando di far sparire il PC sostituendolo con...
:-D
Ciao Paolo, un po' di tempo fa, quando leggevo alcuni tuoi commenti contro la perdita di libertà, li trovavo un po' esagerati. Ma da qualche tempo in qua mi sono totalmente ricreduto.

E' incredibile che l'azienda che più sta distruggendo le nostre libertà sia la Apple, che nel 1984 uscì con questo spot "rivoluzionario" in tutti i sensi:
http://www.youtube.com/watch?v=ipQngtV_8oU
Purtroppo verissimo! Mai come in questo periodo si parla del santo Steve Jobs e dal tempio Apple. Rivoluzionario e ammirevole (sicuramente),ma fondamentalmente imprenditore e capitalista non meno di altri. Il suo intento era chiaramente quello di creare dispositivi utili, di migliore la vita, ma in diverse interviste ammetteva di voler produrre oggetti con cui il consumatore doveva instaurare una "relazione sentimentale". In America diverse statistiche evidenziano come la maggior parte dei proprietari di dispositivi Apple - IPhone, IPod, IPad - hanno un rapporto insano con gli stessi - Provano piacere nel toccare o nel solo guardare i loro oggetti - diventano isterici se ne vengono privati ... probabilmente c'è qualcosa che no va. Spero di non esagerare!
Sono felice che finalmente Paolo abbia affrontato questo argomento e che lo faccia in maniera rigorosa: plaudo con entusiasmo a questa iniziativa!
Con tutto il rispetto per Doctorow e la sua opera di romanziere e blogger - ! - mi sembra che tutta la questione sia esagerata (volutamente, da lui, non nella problematica in sé). Non capisco poi accomunare Steve Jobs e Bill Gates a Kim Jong, mi sembra veramente una forzatura e un utilizzo forzoso delle argomentazioni (e qui mi riferisco all'articolo presente). I PC sono tutt'altro che al tramonto e sono sempre io - non Steve Jobs - a decidere cosa caricare sul mio Mac o sull'iPad. Se poi - nel caso specifico - Apple, pensa di potermi indurre a comprare film su iTunes a 17 euro cadauno, si sbaglia di grosso. Idem se pensa di togliere i lettori ottici dai Mac a breve termine.
In merito a ciò che scrive il commento #3, mi torna in mente una notizia letta qualche giorno fa:La Samsung usa la stessa attrice degli spot Apple per pubblicizzare un suo prodotto.
Al di là delle beghe legali su eventuali copiature dei prodotti (discorso su cui non ho abbastanza elementi per poter dare un'opinione, quindi non escludo che ci sia davvero stata una violazione), trovo che questa dello spot sia una provocazione geniale.
Infatti, se Samsung ha deciso di utilizzare proprio quella bambina, evidentemente questa non era in alcun modo legata ad Apple da un contratto che le impediva di prestare il suo volto ad aziende concorrenti. E quindi Samsung ha voluto far leva sulla "possessività" dei fan della Apple, punzecchiandoli in questo modo e sfruttando una probabile leggerezza da chi ha scritturato quell'attrice.
Ma per favore...

Dal rootkit (ingenuissimo) targato Sony nel 2005 arrivi a ipotizzare il complotto? Ma proprio tu?

E poi il "Caso Orwell"!!! Mammamia che paura! Riassunto:
La copia di un libro venduto da Amazon a 99c si rivela priva dei diritti. Amazon (ingenuissima, da morir dalle risate) la cancella dai Kindle dei clienti. Poi si accorge della stupidata e della pubblicità negativa (a me per esempio è passata del tutto la voglia di comprare un Kindle), ed è costretta a prostrarsi dalle scuse. E allora? Amazon sarebbe coinvolta nel complottone? Ma dai...

E non si venga a dire che no, Amazon non è nel complottone, ma questo dimostra come sarebbe possibile farlo, sono prove tecniche per..., etc... In linea di principio TUTTO potrebbe essere funzionale al complottone. Pensate a tutti i computer che sono già "lucchettati" ma nessuno se ne scandalizza. Le centraline delle macchine, per esempio. Perchè "loro" non avrebbero potuto programmarle per evitare di raggiungere certe "zone scomode"? Quali? Boh! Magari campi di concentramento di cui nessuno conosce l'esistenza perchè le auto si rifiutano di arrivarci?

La dimestichezza con complotti fasulli ti fa riconoscere quelli reali? Ma per favore, su.

Questa l'hai toppata, Paolo. Ma ci tengo a dire che per il resto sei un grande. Continua così.
Sono in totale disaccordo con te.
Scena tipica anni '90:
"non mi va più questo o quello, mi puoi aiutare?"
"certo, ti spiego: qui non dovevi cancell..."
"ah grazie ma di queste cose non capisco niente, a me serve solo per mandare
la mia foto da beota ad un altro amico beota"

Conversazione anni '10:
"hai visto come mando rapido la foto da beota con il mio nuovissimo iCoso?"

Io vedo il cambiamento solo per chi usava il computer come una scatola magica.
Quelle persone oggi hanno strumenti più facili che gli permettono di fare più cose senza dover capire niente di informatica.
Per chi ne sa qualcosa, il mondo è solo migliorato: oggi un computer costa quasi niente; esistono un sacco di progetti di hardware open source, c'è un'enorme quantità d'informazione online. Ti ricordi che casino era far andare Linux con i dischetti di Boot e Root? Oggi in 2 minuti hai Ubuntu installata, funzionante e con un repository di pacchetti immenso.
Solo chi non ha mai avuto interesse per il computer si compra unicamente un dispositivo chiuso. Io pure ho un iPad, ci leggo i libri e il giornale a letto, quando sono in viaggio è il mio collegamento a Internet, e sono contento di non dover preoccuparmi (o almeno di dovermi preoccupare meno) di antivirus, di come si fa ad installare questo o quello. Funziona e basta (come dice la propaganda).
Quando voglio scrivere codice ho i miei altri 4 computer che mi permettono di fare tutto quello che voglio.
Non ci vedo nessun disegno maligno dietro le tecnologie lucchettate: tantissimi utenti desiderano semplicità di utilizzo estrema, e questo ti fa sacrificare le funzionalità avanzate. Ford diceva a proposito degli accessori delle sue macchine: se non c'è non si può rompere.
Non era un illiberale, voleva solo vendere automobili di facile uso.
Il pc avrà vita lunghissima nelle case di chi ama questa tecnologia e nell'industria dei contenuti. Agli altri non è mai interessato.
Ciao
insomma si ritorna a parlare di Palladium
http://www.apogeonline.com/webzine/2002/07/02/01/200207020102
Comunque, su iPad o iPhone puoi leggerci quello che ti pare e il caricamento di libri, su app di terze parti ma anche su iBooks di Apple, non prevede assolutamente alcun genere di approvazione da parte di Apple. L'unico limite è sulle app; anche se ovviamente nulla di impedisce di jailbreakkare il dispositivo e poi usarlo con tutto il software non approvato che vuoi.
Strano ho selezionato Italian nella menu' a tendina come lingua dei sottotitoli e cliccato su CC nella barra inferiore del video pero' i sottotitoli sono solo in inglese...
Se non clicco CC niente sottotitoli!
Andrò pure controcorrente, ma direi che è la normale evoluzione dell'informatica: ormai il "Computer" non è più un hobby o un interesse "per se", almeno non lo è per la maggior parte di quelli che comprano un portatile per navigare in internet e mandare le email.
La maggior parte degli utenti non necessita di un "vero" computer, gli basta un qualcosa per fruire dei media e saltuariamente scrivere due cose, e se questo si può fare tagliando fuori la pirateria e i virus forse è pure meglio, dato che queste stesse persone sarebbero le prime a farsi infettare da siti malevoli o download sospetti.
Non è tanto la chiusura dei dispositivi nuovi che mi preoccupa, è l'impoverimento delle caratteristiche tecniche: trovare un notebook con scheda video dedicata è ormai un'impresa
@Zazoom Web
Certe ricerche/statistiche, IMHO, lasciano il tempo che trovano... ogni persona appassionata di qualcosa tiene particolarmente a quel qualcosa: costringete un sistemista Linux (estremo opposto della "chiusura" di Apple) a non lavorare con il suo sistema preferito ma, piuttosto, con Windows...

Al di là di questo, tornando al tema principale, mi pare si stia un po' uscendo dal seminato... le console di gioco permetto il controllo dell'utente? Mapperfavore!!! La console di gioco permette all'utente di avere una piattaforma ludica in grado di resistere nel tempo (una PS2 ha ancora oggi molti giochi nuovi: fate lo stesso con un PC di 10 anni fa) senza avere problemi di configurazione, antivirus, aggiornamenti, crash, e quant'altro. Ci gira solo il software approvato da Sony che arriva nei negozi? Beh, pretendete forse che l'utente di console si scriva il gioco da se?
Certo se poi Sony, da un CD audio, installa un rootkit sul computer siamo tutti d'accordo che fa una cosa disdicevole, ma questo è un altro discorso.
Materiale "disdicevole" impossibile sull'iPhone? Ma credete forse che se si cerca di accedere a youporn dall'iPhone (tanto per far eun esempio) esca la faccina di Jobs a dirti che con i suoi prodotti non puoi andare su certi siti? Apple decide cosa pubblicare, così come un edicolante può decidere di non vendere riviste VM18... prendete l'Ulisse di joyce a fumetti in un altra forma (PDF? eBook? sito web? altro?) e mettetevela sull'iPad.
Io sto usando sia un iPhone che un Galaxy e preferisco il primo perché, semplicemente funziona meglio, é più reattivo, più intuitivo, mi dà meno problemi, ha più software interessante (almeno per i miei interessi), non ha mai avuto virus o tojan, e nessuno mi ha mai cancellato un'App da remoto.
Conosco certi fautori della libertà di espressione in grado di censurare i commenti che vanno contro le loro idee, alla faccia della libertà tanto decantata da loro stessi... o forse dobbiamo accettare il paradosso della "libertà di censurare"?
Il discorso è molto complesso e a mio avviso certi discorsi banalizzano la questione.
I computer generici spariranno?
Non ne ho idea, forse sì, soprattutto nelle case della "gente comune".

Ma perché spariranno?
Per volontà di major, lobby e multinazionali, o perché la "gente comune" non sa cosa farsene? E se la "colpa" fosse di entrambi?

Quello che mi chiedo è se l'avvento di apparecchiature elettroniche sempre più specializzate, che possano far girare solo quello che è specie-specifico, non sia altro che una risposta ai desideri dell'utenza finale, che vuole oggetti che semplicemente funzionino e non perdersi in mille potenzialità, che altro non sembrano che fronzoli incomprensibili, all'occhio non allenato.

Ma non è solo colpa degli utenti.
Anche chi sviluppa preferisce farlo per apparecchiature limitate; sviluppare giochi per console è più semplice che farlo per PC, così come è più semplice sviluppare per iOS. E più semplice è anche più remunerativo!
In questo, Apple ha dettato una linea assolutamente vincente.

Le prime apparecchiature informatiche erano specifiche per lo scopo per il quale erano state progettate, a causa di limiti tecnici (terminali, workstation, le prime console). Poi sono arrivati i PC per tutte le case e le tasche, generici e sufficientemente performanti da poter fare tutto. Ed ora si sta tornando alla specializzazione.
Se questo "ritorno ai limiti" sia dovuto alla volontà di controllo, o alla volontà di semplicità, o ad una combinazione delle due, lo ignoro.

Quello che penso è che la nostra libertà verrà veramente intaccata quando non sarà più possibile scegliere tra device limitati e specifici e computer a tutti gli effetti, liberi ed onnipotenti.
Allora, ancora devo vedere il video, ma da quello che leggo nell'articolo non mi sembra una notizia, si sente dappertutto e sopratutto dal lato GNU e Stallman, che ho avuto pure l'onore di conoscere qui in Italia. Non credo che Google, Apple e Microsoft stiano facendo i tablet per controllare le persone visto che col pc si poteva fare meno. Dai è ridicolo. Una volta nato il concetto di smartphone moderno e di tablet moderno con iphone e ipad il mondo non può più andare nella direzione opposta. Seconda cosa la libertà non esiste, almeno per come viene intesa di solito, per la totale garanzia di libertà è necessario essere soli, se uso un servizio qualsiasi di qualunque istituzione o persona, anche il panettiere, non c'è la garanzia che non mi ha messo un veleno, l'unico vero modo di essere sicuri è farsi il pane da soli, e anche la farina. Il mondo si basa sulla fiducia. Ad esempio, io mi fido di Google. Se volesse potrebbe vedere tutto quello che ho, che penso, le mie foto. A parte che gliele farei vedere anche di persona così come le mie idee. Ma mi fido, punto, scommetto, mica conosco tutti quelli che possono accedere ai miei dati su Google. Questa potenzialità un giorno, in clima di guerra o terrorismo, potrà essere sfruttata dai governi meglio di come se tutti utilizzassero pc, come se non bastasse lo sniffing a livello di provider. Sony aveva interesse contro le copie illegali, ha reso i pc più vulnerabili ai virus, assurdo, ma non credo volesse farlo. Chi ha programmato quella roba è un deficiente. Anche se avesse voluto farlo apposta si nota.
Eccoci arrivati... anni fa si parlava di Windows Vista e del famigerato Fritz chip, se non ricordo male fu allora che nacquero iniziative come no1984.org e simili.
Alla fine, forse sotto la pressione dell'opinione pubblica o forse per limiti tecnici imprevisti non se ne fece nulla, il PC rimase "general purpose"; ma ora hanno seguito un'altra via: non rendono il PC fuorilegge, semplicemente cercano di renderlo obsoleto per le masse, lasciando che le grandi aziende ci sommergano di tanti bei giocattolini carini, leggeri, cool, etc., che permettono alle persone di scrivere quello che vogliono su Facebook (tanto c'è un altro censore che può cancellare tutto a posteriori) ma non di installare applicazioni che non siano approvate dal produttore.
Bravissimo.
E' precisamente per questo motivo che ho uno smartphone Android (rooted) e non un iPhone - perché sul mio computer/cellulare/dispositivo collegato a Internet voglio che giri solo ed esclusivamente il software che IO voglio.

(parziale OT sulla telefonia: ho commesso l'errore di sottoscrivere un contratto con Orange per il mio smartphone. Me lo sono ritrovato STRAPIENO di applicazioni indesiderate che NON POSSO disinstallare (senza effettuare il rooting), molte delle quali non partono nemmeno se non accetto un contratto a pagamento con un provider di terze parti. Mai piú Orange!)

La maggior parte delle persone non ha problemi ad usare applicazioni lucchettate (io stesso uso Steam e mi trovo benissimo).

Ma per fare quello che vogliamo senza essere spiati, le persone con il know-how sufficiente troveranno sempre il modo.
sul fatto che qualcuno violi i diritti di pubblicazione sullo store di amazon e' inutile pronunciarsi

e', e rimane, una questione di diritto privato tra le due aziende

il problema vero, l'unico, e' il non refund ai lettori
Da buon debunker bisognerebbe separare fatti diversi, che collegarli insieme per dar ragione alle proprie opinioni non è mai una buona base di partenza. Non nego dunque che, grazie alla Apple che ha fatto da apripista con la musica e poi con le app, il business model più di moda oggi per molte aziende sia quello degli ecosistemi chiusi: sta alla persona scegliere se la prigione dorata è adatta al loro scopo (c'è a chi piace, l'oro, o semplicemente il poter fare senza sforzi cognitivi cose che prima avrebbero richiesto più passaggi) o se preferisce le passeggiate in libertà. C'è chi paga 10euro/l'ora per aver qualcuno che gli pulisca casa e risparmiare il tempo di spazzare a terra e chi invece paga 99cent un libro su Amazon per risparmiarsi il tempo di una ricerca in rete, pur sapendo di legarsi ad Amazon allo stesso modo con cui ci si lega con quell'estraneo che entra in casa per lavare a terra.
La questione computer invece non riguarda la libertà, ma l'ottimizzazione delle cose. Già nel 1998 nel suo The Invisible Computer Donald Norman pronosticava la fine dello scatolone tuttofare.
Nulla contro la scatola, per carità. Ma se devo avvitare una vite e posso avere un cacciavite, perché devo accontentarmi del coltellino svizzero? Se posso tenere attaccata una console alla tv e giocare su un 42 pollici HD, schermo inadatto per starci a pochi centimetri per scrivere su un editor di testi, perché dovrei accontentarmi di fare lo stesso su uno schermo grande la metà (o di creare un groviglio di cavi pur di attaccare entrambi gli schermi alla scatola, sempre ammesso che supporti certe risoluzioni e certi giochi)?Se posso leggere un ebook dal mio reader, a letto o in metropolitana, perché dovrei piazzarmi sulle ginocchia un portatile, che dopo un po' stanca anche la vista? Il coltellino svizzero ha una sua utilità, ed è quella di avere tanti strumenti in tasca, in versione magari non proprio ottimale ma pronti all'uso in mobilità. E il coltellino svizzero, oggi, è lo smartphone. Lo scatolone col tempo diventerà sempre meno generalista e usato solo da chi i contenuti li produce o chi deve fare compiti di una certa complessità (per cui esistono comunque già oggi macchine dedicate). E ognuno si ritaglierà la sua dieta digitale in base alle proprie esigenze: sul mio coltellino svizzero, un nokia n900, gira una distro linux, in modo che posso installare liberamente tutti gli strumenti che ritengo opportuni; per lavoro uso un mac, perché il programma di cui necessito maggiormente gira solo sul computer di casa Apple; per legger libri, c'è il kindle, con Calibre che mi permette di usarlo più liberamente; per giocare, la playstation; e se si aggiunge un netbook (jolicloud) per leggere e commentare dal divano si capisce perché il computer fisso sia ormai quasi sempre spento.
Però scusa Paolo, dici queste cose sacrosante e poi vai a finanziare l'azienda che più ha puntato in questa direzione comprando i suoi pc. Io dico che è un FAIL.
E’ da un po’ che mi chiedo “Ma come fanno? Come possono accettare tutta questa liberta’ potenziale diffusa? Questa possibilita’ di tuffarsi in un mare quasi sconfinato e decidere dove nuotare?”.
Ecco, forse alla fine non vieteranno niente, semplicemente andranno verso una specializzazione esasperata, ognuno sulla sua isoletta, o se vogliamo ognuno nella sua piscina privata, con l’acqua molto piu’ pulita e calma rispetto a quella del mare, ma con i suoi bei confini definiti.
Uhm. Non concordo.

Anche se la tesi è affascinante, come tutte le tesi unificanti, tuttavia manca della libertà di impresa.
Windows ed OSX fanno sfracelli? Chi vuole può usare Linux (me compreso).
iOS è invasivo? C'è Android (che sarà anche il SO del nuovo Kinfle Fire anche se in versione customizzata e quasi bloccata).
E comunque tutti (tutti) i dispositivi, inclusi i navigatori, sono dei computer completi con il loro sistema operativo da poter sostituire a piacere.
Alla fine se continueremo a comprare oggetti "open" non ci sarà spazio per il controllo dei contenuti. Se invece ci faremo affascinare dalla comunicazione spendendo il doppio per un oggetto che ci controlla anche quello che facciamo, allora ce la saremo cercata volontariamente.
Paolo, ti ricordi i vecchi tempi sul forum RAI "Internet per tutti" (ormai sarà una decina di anni fa), con le frequenti discussioni sull'imminente arrivo di "Palladium"? Forse "Palladium" così com'era definito allora non è arrivato, o forse è già tra noi in altre forme (ehm.. scritto così sembra che io stia parlando della teoria del complotto UFO!)
Paolo, l'argomento è interessante e vastissimo, ma cercherò di essere sintetico.

Il problema della libertà si presenta da sempre in informatica, il problema è che il computer è limitato alle persone che sono capace di utilizzarlo, windows, che è il s.o più semplice che abbiamo, rimane comunque ostico per una persona "comune" che non ha voglia d'imparare.

Io francamente non credo che la colpa sia solo dei produttori, una buona parte della colpa va a coloro che aquistano i vari pad, che ad una usabilità eccelsa uniscono lucchetti software e hardware.
Aggiungici la pirateria, ed è facile capire come mai si spinga per lucchettare il tutto.
Beh in effetti io, lettori portatili, console di gioco, lettori home theater, tablet, lettori di e-book li detesto nel modo più assoluto, ti fanno fare solo quello che vogliono loro e non quello che voglio fare io. Per quanto riguarda i libri, per me esistono solo quelli in formato cartaceo, di e-book non ne voglio nemmeno sentir parlare ...
Pienamente d'accordo su operazioni eufemisticamente "poco simpatiche" (rookit, Amazon che cancella un libro, etc) su cui c'è anora molta strada da fare; in generale però la situazione non mi sembra così drammatica, forse è questione di punti di vista.
Io ad esempio sono felice di vedere sempre più apparecchi tecnologici e facili da utilizzare in giro, che consentano la rapia diffusione di idee, informazioni o più semplicemente file. Dopotutto, sta all'utente scegliere un prodotto lucchettato od aperto.
Insomma (scusate il doppio post), il post mi sembra uno spunto molto interessante per discutere della lucchettatura eccessiva di certi prodotti, ma considerando le possibilità di scelta (non voglio iOS, scelgo Android, non voglio Windows scelgo Linux etc) non mi trovo d'accordo con la tesi ;)
Bah.. Che Microsoft intenda abbandonare il pc generico è una stupidata: NULLA di quanto propone Microsoft per i prossimi 10 anni fa minimamente immaginare questo. Che lo faccia la Apple può essere, ma perché con i device specializzati ci fa una barca di soldi (vendono device da 500 euro alle 12enni... fate voi). Inoltre per installare dispositivi o sistemi di "controllo" di ogni genere è altrettanto facile con un pc che con un device; non vi sono grandi problemi, se puoi obbligare un produttore software a installare un sistema di controllo sul software di un device, lo puoi obbligare a installarlo anche sul software per un pc. L'ipotesi che il software non proprietario sia immune da simili problemi non sta in piedi: possiamo ipotizzare che lo sia solo il software full open source, sviluppato da un comunità open che sia quindi in grado di verificarlo ad ogni modifica. Non è poi così comune lo scenario. Un'ultima cosa: capisco che la maggior parte degli utenti usi browser + editor di testo + fotoritocco, ma in tutti gli altri casi parlare di sostituire windows con linux è infantile.
Ottimo post e concordo pienamente con la linea di Paolo.

#StopSOPA
E' vero che nei sogni di corporation come Apple il buon vecchio computer generico non esiste, ma la vedo dura che qualcuno in futuro imponga di non usare i PC.
E' più plausibile e terrificante la prospettiva in cui la concorrenza fra i big sarà sui programmi web-based come Gmail.

In questo scenario, per la concorrenza non sarebbe economicamente conveniente creare programmi installabili, perchè il mercato sarebbe indottrinato a comprare license per programmi web.
i piccoli non avrebbero più le risorse per creare programmi "installabili".

che poi è quello che è successo con la musica in streaming, che sta superando l'mp3.
@S*

[quote-"S*"-"/2012/01/cory-doctorow-spiega-perche-i-computer.html#c5259404787169593370"]
Comunque, su iPad o iPhone puoi leggerci quello che ti pare e il caricamento di libri, su app di terze parti ma anche su iBooks di Apple, non prevede assolutamente alcun genere di approvazione da parte di Apple.
[/quote]

Il fatto che le "app di terze parti" sono comunque approvate da Apple non mi mette molto tranquillo... anzi.
Personalmente ritengo che il futuro dell'informatica e della comunicazione sia la fusione dello smartphone e del pc.

Un pc cioè delle dimensioni di uno smartphone, che telefoni e mandi messaggi e faccia tutto quello che può fare oggi un pc.

Il resto saranno periferiche.

Esempio: sei a casa e devi lavorare in autocad? attacchi l'ubersmartphone ad un monitor ed a tavoletta grafica.
Vuoi scrivere la tesi? attacchi la tastiera e la stampante.
Vuoi giocare a MW25? Lo colleghi al televisore ed al gamepad.

Insomma, in definitiva un computer Personale che ti porti sempre dietro e che puoi collegare (magari wireless) ad un'infinità di periferiche.

Per me questo sarà il futuro. IMHO
meno male che saro' morto a quel tempo.....
atty, la sapevi questa? http://proust2000.tumblr.com/post/14259496647/neil
Bravo Paolo.

Bell'articolo.
Un domanda per tutti quelli che dubitano che non ci sia una limitazione della libertà con gli Icosi; il vostro appratato vi permette di passare un'app ad un vostro amico senza passare per il repositoriy? Un'app free intendo, non una che avete pagato? Forse la mia domanda è un po stupida io non posseggo nessun apparato della mela morsicata (uso solo linux) .
volendo si può fare tutto. si sblocca (jailbreak) l'iphone e si installa quello che ti pare. Ci si guarda dentro, si craccano le app, eccetera eccetera, come in un normale computer. (lo stesso vale per ipad e anche kindle)
Sinceramente stavolta non sono per niente d'accordo: le limitazioni alla libertà, ad oggi, possono essere solamente auto-imposte (in un Paese come l'Italia, ofc). Se non mi piace la lucchettatura dell'i-coso del momento, non lo compro, ne prendo un altro su cui posso far girare linux. Se non voglio assolutamente perdere un file, ne faccio una copia su un supporto fisicamente disconnesso dalla rete.
Inoltre, il discorso reggerebbe se parallelamente alla diffusione di dispositivi "chiusi" ci fossero azioni dirette mirate a bloccare l'utilizzo dei pc "aperti": ma fino ad oggi mi pare che chiunque possa tranquillamente recarsi in un qualsiasi negozio di informatica e comprare i pezzi per assemblarsi da solo il pc, così come scaricarmi liberamente il sistema operativo open-source da metterci su.
Checché i cyber-sbrocchers ne dicano, 1984 è ancora di là da venire.
Effe: e si viola il contratto di licenza che hai sottoscritto (più o meno implicitamente) quando hai comprato il telefono. L'errore sta alla base. Contrattualmente Apple ha il pieno diritto, in quel caso, di trasformare il tuo telefono pagato 700 euro in un bellissimo fermacarte hi-tech. E tu non puoi farci niente.

Sul fatto di specializzare i dispositivi, non è affatto stupido, tutt'altro. Ma devi dare la possibilità all'utente di avere un dispositivo flessibile, se no non ha senso riempirsi la casa e le tasche di tante cose specializzate ma non interoperabili tra loro, per esempio.

Consoliamoci, Sony ha abbandonato le Memory Stick sugli Smartphone.
@Furion "Esempio: sei a casa e devi lavorare in autocad? attacchi l'ubersmartphone ad un monitor ed a tavoletta grafica.
Vuoi scrivere la tesi? attacchi la tastiera e la stampante."

Furion, quando un cosetto grosso come uno smartphone saprà far girare l'equivalente dell'attuale Catia o Pro|Engineer o 3dsmax o Maya, mi aspetto e anzi PRETENDO che esista ancora un COSO più grosso in grado di far girare cose oggi inimmaginabili. E' terrificante vedere l'appiattimento delle aspettative informatiche odierne...
@Antonio "il vostro appratato vi permette di passare un'app ad un vostro amico senza passare per il repositoriy? Un'app free intendo"

Hmmm... classico esempio di necessità fittizia, cioè, a che serve? Manda all'amico il link all'applicazione e lui se la scarica. Al giorno d'oggi su un PC "normale" quanti mandano ancora gli eseguibili agli amici? Gli si manda il link.
[quote]Al posto del PC, oggi vengono offerti (spesso sottocosto) lettori portatili, console di gioco, lettori home theater, tablet, lettori di e-book[/quote] Per dirla con una frase usata molto spesso: Intendi dire che molti produttori sono pagati dai governi per vendere sotto costo questi prodotti? ti rendi conto di quante persone sarebbero coinvolte? :)
Naturalmente scherzo anche perché, a parte questa frase che sa tanto di complottismo :) per tutto il resto in effetti c'è da rifletterci.
Fare il jailbreak è perfettamente legale negli USA, e questa "legalità" è stata stabilita da un organo ufficiale dello Stato, nonostante l'opposizione, ovvia, della Apple.

In questo caso lo Stato ha messo la libertà del cittadino davanti alle pretese commerciali di una delle sue più importanti società.

Poi, certo, gli organi dello Stato sono molti, e se uno fa una cosa non è detto che un altro non faccia l'opposto, eccetera eccetera! :)
Quoto il commento #8!! (senza usare il pulsante "quote" perché non funziona e basta e non ho tempo di andarmi a leggere come abilitarlo).

Ciao!
Magari campi di concentramento di cui nessuno conosce l'esistenza perchè le auto si rifiutano di arrivarci?

LOL! Bella questa, mi ricorda il telefilm "Persone sconosciute"... (che è una specie di "Il Prigioniero" alla maniera del XXI secolo)
Il mio primo commento era chiaramente ironico, sono allineato con quanto espresso nell'articolo.

Piuttosto mi chiedevo se l'esempio del rootkit di Sony non debba far rivedere la definizione di "computer generico".
Il rootkit SONY colpiva proprio i PC (dotati di Windows): se per "generico" si intende con Sistema Operativo a sorgente aperto su cui, volendo, posso avere il controllo al 100% di ciò che succede, allora non credo che la definizione di computer generico sia la migliore in quanto la maggior parte monta SO Microsoft.
Anche se però poi non saprei come chiamarla...
Come qualcuno ha fatto notare per vie traverse, il successo dei device alternativi non ha ridotto il mercato del pc tradizionale, tutt'altro. Sebbene probabilmente la maggior parte degli utenti usi , come già detto, browser editor di testo e editor di foto, non per questo si accontenta di un rancido tablet android da 150 eu. Anzi si prende un Mac pro 12-core da € 4.941,01, come da sito apple.
@ubik15 "Anche chi sviluppa preferisce farlo per apparecchiature limitate; sviluppare giochi per console è più semplice che farlo per PC, così come è più semplice sviluppare per iOS. E più semplice è anche più remunerativo!
In questo, Apple ha dettato una linea assolutamente vincente." Ci sono così tante ingenuità in questa frase che ci metto troppo a elencarle. Diciamo che: per ogni riga di codice scritta per un device alternativo se ne sono scritte un miliardo per un pc;forse la xbox360 può essere simile a un pc come difficoltà di sviluppo, la ps è notoriamente una rogna assurda. Il sistema più semplice per sviluppare giochi resta Windows, piattaforma sulla quale si sviluppano gli strumenti per creare i giochi...; più remunerativo, vallo a chiedere a BillG, o a MarkZ, o magari a LarryP e SergeyB;infine, apple non le sviluppa le app, le vende: non so se mi spiego...
Ubik: questo non lo sapevo. Certo, dubito seriamente che Apple faccia causa a qualcuno per violazione delle condizioni contrattuali, quindi il fatto che sia "legale" inteso come "a termini di contratto" diventa una questione di coscienza personale. Sta di fatto che basta comprare un telefono con Android e sei già più libero (ok, c'è il discorso dell'accesso root che invalida la garanzia ma tanto i prodotti di elettronica di cosnumo non si riparano più da anni, si buttano direttamente).

In realtà non la vedo così tetra la cosa: il mercato si dividerà in due, chi vuole le cose "pappapronta" che fanno poche cose e (si spera) le fanno in modo semplice e chi vuole le cose "da cucinare" che sono più versatili ma meno semplici da usare.
Venitemi a dire che Linux è semplice da usare e vi chiedo di venire a casa mia e installarmelo in modo che faccia quello che mi serve :p
Già Windows per certe cose apparentemente banali richiede una competenza al di sopra dell'utente comune, il Mac invece non le fa direttamente o richiede competenze MOLTO al di sopra dell'utente Mac medio.
Android non l'ho ancora capito, perchè fa talmente poche cose che non può che farle bene :D
i complottisti dovrebbero occuparsi di questo e invece....perdono tempo con sciocchezze. Bah...
@Furion

Ci sono limiti fisici alla miniaturizzazione, già ampiamente raggiunti. L'aumento di potenza di calcolo, infatti, sia sui PC che sui telefoni, sta lavorando molto piú sull'aumento dei core che sulla miniaturizzazione ulteriore.

Se questo non bastasse, per mettere un processore da PC su un telefono devi disporre di un adeguato sistema di raffreddamento (che per un oggetto da tenere in tasca o in borsa mi pare assai arduo) e di una batteria ad altissima densità di energia (ci si sta lavorando, ma non si è molto vicini alla soluzione).

Il futuro piú probabile mi pare piú una cosa del tipo "connessioni di rete ultraveloci e applicativi che girano online sfruttando la potenza di calcolo di macchine remote".

Una mia insegnante (assistente in un corso a Informatica, Sapienza Università di Roma) ha proposto (concorso Working Capital) anche l'idea di una condivisione di tempo macchina peer to peer tra telefoni, sempre basata sul concetto di esecuzione remota, interessante e molto piú futuribile di quello che proponi: http://www.youtube.com/watch?v=mypoAnuq9h8
Nella risposta alla domanda sul PC del futuro come la playstation, e anche nel commento #43, si manca completamente il punto della questione:

Negli anni 90, l'informatica era software-centrica e hardware-centrica. Ora e' contenuto-centrica. Gli apparati vengono venduti sottocosto non perche' sono finanziati dai governi (finiamola con le castronerie gratuite, per favore) ma perche' sono la piattaforma necessaria per vendere i CONTENUTI, che sono il vero business.

Sono fermamente convinto che sara' sempre possibile comprare un hardware assolutamente libero, che fa girare software assolutamente libero, che da' al suo possessore assoluta liberta'.
Pero' tale sistema non sara' piu' in grado di riprodurre video e musica, perche' potrebbe essere usato per copiarla, non potrebbe piu' aprire i siti web dei quotidiani, per lo stesso motivo, non potrebbe essere usato per la lettura di ebook. Non potrebbe piu' accedere ai siti governativi, in quanto potenzialmente in grado di sferrare attacchi informatici. Quando vorrai mandare il tuo curriculum, la tua email verra' rigettata dal server del potenziale datore di lavoro, in quanto scritta da un computer non certificato e dunque potenzialmente vettore di malware.
segnalato sul mio blog.
Parole come queste andrebbero scolpite su marmo! Bisogna dire che esistono anche vari open hardware, open BIOS etc... per cui la guerra non è ancora persa, forse torneremo a farci i computer nei garage come gli Steve di vecchio stampo.
Una piccola annotazione: gli openxxx (s.o., bios, hardware,...) significano innovazione zero o lentissima. Non parlo dei software office, parlo delle tecnologie di base; ogni volta che per lavoro mi guardo l'header di una mail mi ricordo quanto danno possa fare la mancata innovazione, dovuta ai processi di approvazione degli standard o alla necessità di retrocompatibilità con sistemi vetusti. Le migliori tecnologie sono quelle che grazie al fatto di essere vendute hanno subito poderose spinte all'innovazione, a volte anche nelle idee; senza i soldi di Microsoft e Apple nello studio delle user interface, i desktop linux sarebbero ancora a riga di comando... Applicare i concetti open all'hardware mi pare poi fuori dal tempo... perchè non montarsi l'auto comprando le parti? Certo che si può fare, ma scordati iniezione elettronica, ABS, check up elettronico... una Giulietta anni 80, ti monti...
Grazie davvero della traduzione. Appena posso provvederò ad una piccola donazione.

Rimane un problema grosso grosso: Doctorow parla ad un pubblico elitario, he o queste cose le sa già o che comunque riesce a capirle. 3 gatti in tutto.

Io lavoro nel settore informatico, fra gente spesso laureata o almeno diplomata. Quando accenno ai problemi citati da C.D. mi guardano come se arrivassi da Marte. Se raccontassi queste cose al mio macellaio gli sembrerebbe di avere davanti un teologo arabo che parla in greco antico di tecnologia preindustriale cinese.

Tu fai un grosso lavoro di semplificazione e divulgazione e per questo dovrebbero farti un monumento, ma il lavoro è ancora tantissimo e siamo terribilmente indietro.

Speriamo bene.
Grazie ancora.
Interessante questione...

E quoti CRV§ADER//KY ha commentato:
Sono fermamente convinto che sara' sempre possibile comprare un hardware assolutamente libero, che fa girare software assolutamente libero, che da' al suo possessore assoluta liberta'.
Pero' tale sistema non sara' piu' in grado di riprodurre video e musica, perche' potrebbe essere usato per copiarla, non potrebbe piu' aprire i siti web dei quotidiani, per lo stesso motivo, non potrebbe essere usato per la lettura di ebook. Non potrebbe piu' accedere ai siti governativi, in quanto potenzialmente in grado di sferrare attacchi informatici. Quando vorrai mandare il tuo curriculum, la tua email verra' rigettata dal server del potenziale datore di lavoro, in quanto scritta da un computer non certificato e dunque potenzialmente vettore di malware.

Forse questo non accadrà per un complotto globale, ma credo che possa esserci una specie di convergenza, una strada comoda che molti stanno imboccando per tutelare meglio i propri interessi.
Mi vengono in mente il "Microsoft's secure boot" o l'uso di tecnologia proprietaria e protetta da DRM per mandare online contenuti di pubblici come fa la RAI...
@AFMCrime

Quello che dici non fa riferimento alla "apertura" o alla "libertà" di un software, ma all'interoperabilità. Se vuoi essere interoperabile con altri sistemi, non c'è altro da fare.

Questo è il motivo della bassa o nulla diffusione di piccole perle come BeOS o QNX.
Mah, secondo me è un discorso che può valere, seppur con qualche forzatura, per il consumatore medio che usa questi dispositivi elettronici diciamo per "diletto". Ma per chi con i computer ci lavora, un'alternativa concreta ancora non la vedo.
Piccolo appunto alla traduzione:

Ultimo paragrafo: "Abbiamo combattuto il mini-capo" in riferimento ai videogiochi, probabilmente sarebbe più corretto "mini-boss". Credo rispetti maggiormente il senso della frase originale.
io sono passato da Mac a Linux per avere un sistema + open
Il problema di BeOS e QNX non è tanto l'interoperabilità, è che nessuno scriverà mai applicazioni "importanti" per BeOS o QNX, nè i commerciali (per ovvie ragioni) nè gli sviluppatori open source (è già un casino gestire un progetto open source figuriamoci scriverlo APPOSTA per un OS poco diffuso e quindi sfruttarne le peculiarità).
Linux gode del lascito di Unix ancora oggi, le applicazioni che Linux può citare per far la voce grossa sono i server web e le applicazioni di grafica avanzata. Entrambe queste applicazioni sono nate in Unix, e gli sviluppatori sono passati a Linux per la grande somiglianza e facilità nel portare lo sviluppo. Si parla tanto di Linux e del Desktop, ma non c'è ancora una applicazione Linux lato desktop che io mi senta di portare in palma di mano. Apache e Maya, queste si. OpenOffice? finchè non potrò fare il crop in modo decente no grazie :D
AFMcrime, il concetto di "hardware libero" è un concetto molto lontano da "ti costruisci tutto da solo". Molto.
[quote-"Tony Merda"-"/2012/01/cory-doctorow-spiega-perche-i-computer.html#c6428215692777088575"]
atty, la sapevi questa? http://proust2000.tumblr.com/post/14259496647/neil
[/quote]

La storiella è un falso:

http://en.wikipedia.org/wiki/Apollo_11_in_popular_culture
Rispondo a coloro che mi hanno risposto (yup!).

Vi ringrazio per aver preso sul serio il mio umilissimo commento, ma stavo soltanto ragionando a voce alta su possibili scenari MOLTO in avanti nel futuro, quindi vi prego di non considerare il mio commento come una proposta tecnica "seria". :-)

Al contrario, sono rimasto affascinato dall'idea di condividere la capacità di calcolo tramite circuiti peer to peer o reti di processori in generale. Non avevo idea della cosa ma la ritengo, da dilettante tecnofilo, una figata pazzesca! :-D

Concludo dicendo che non sono minimamente competente in materia di informatica. Quindi se ho scritto, scrivo e scriverò boiate vi chiedo scusa in precedenza.

P.S. Ma in una rete di processori che condividono la capacità di calcolo (ma non solo, da quello che ho capito), più si è in rete e maggiori sono le prestazioni globali?
Se si, la cosa mi ricorda molto i Geth di Mass Effect... :-D
@ gian piero: giuro che prima di commentare avevo provato a cercare gorsky nel motore di ricerca interno del blog.
Grazie per la traduzione, ti segnalo tre refusi:

"Ma a questo punti i problemi sono tre"

"Ti rende semplicemente parte i quella vasta maggioranza"

"È per questo che la prima volta che l'ente normatore americano dlele telecomunicazioni"
BeOS (e Be Inc. che ne deteneva la proprietà, non mi pare proprio che fosse open source. Ora è sicuramente Abandonware) è stato un totale fallimento commerciale. Non c'erano applicazioni e nessuno scriveva applicazioni, pur essendo una piattaforma molto promettente. Le idee erano buone ma nessuno sentiva il bisogno di un OS alternativo: sarebbe stato un ottimo sostituto per MacOS "Classic" se avesse avuto qualche programma utile o almeno un emulatore decente per usare programmi scritti per altri OS.

QNX è un OS realtime e quindi si presta solo ad alcuni usi molto specialistici (dispositivi medicali o sistemi in cui la stabilità operativa è fondamentale, tipo sistemi di monitoraggio industriale, per esempio) ed allo sviluppo di sistemi embedded. Non serve certo all'utente medio di sistemi desktop che usa il PC per andare in internet e stamparsi le foto. A dire il vero a quella tipologia di utenti non serve nemmeno un PC ma si allargherebbe troppo il discorso.

Il problema degli scrittori, comunque, è che raccontano una storia. Di qualsiasi cosa parlino. La sua visione distopica è semplicemente, appunto, distopica e non può verificarsi: la creatività e la libertà di pensiero non si limita limitando la tecnologia con cui esprimerla, perchè non è legata ai mezzi ma ai contenuti. Purtroppo chi si occupa (a qualsiasi livello) di computer tende ad una visione "computercentrica" del mondo. Grave mancanza di visione d'insieme, secondo me.

E comunque abbiamo un arma ancora più potente. Il mercato e la libertà di scegliere. Se un produttore vende dispositivi "lucchettati" semplicemente non compriamoli.

E invce? E invece tutti a precipitarsi a comprare l'i-pad e i lettori di e-book proprio dai produttori di cui critichiamo le scelte. Non vi sta bene che da Amazon possano mettere le mani nel contenuto del Kindle? Non compratelo.

E' sicuramente una strategia che il produttore sente maggiormente, piuttosto che comprarlo comunque e diventare pazzi per aggirarne le protezioni.
@Paolo Attivissimo: "ente normatore americano dlele telecomunicazioni "
Lorenzo, ne prendo nota. Attendo sviluppi.
[quote-"Il Lupo della Luna"-"/2012/01/cory-doctorow-spiega-perche-i-computer.html#c4125704031274317212"]
E comunque abbiamo un arma ancora più potente. Il mercato e la libertà di scegliere. Se un produttore vende dispositivi "lucchettati" semplicemente non compriamoli.

E invce? E invece tutti a precipitarsi a comprare l'i-pad e i lettori di e-book proprio dai produttori di cui critichiamo le scelte. Non vi sta bene che da Amazon possano mettere le mani nel contenuto del Kindle? Non compratelo.

E' sicuramente una strategia che il produttore sente maggiormente, piuttosto che comprarlo comunque e diventare pazzi per aggirarne le protezioni.
[/quote]

Quoto Quoto e ancora Quoto!

La tristezza è che spesso, molto spesso la gente (gli utenti) non si rendono neanche conto di comprare un "lucchettato" e quando e se serve ricorrono "allamicochecicapisce".

Sarebbe bello se si riuscisse a trasporre in chiave reale quello che succede nel mondo virtuale.
Non riusciremmo a far uscire di casa il libro appena comprato o lo stesso che tornerebbe nelle nostre mani se prestato ad un amico. La macchina che non si accende perché abbiamo messo la benzina Zip e non la Zup... oppure la libreria che si rifiuta di mettere il soprammobile perché non è compatibile con le specifiche di colore del produttore o il frigorifero che ci avverte che il latte non può essere refrigerato perché non ha il marchietto giusto, chissà se in quel momento i dubbi inizierebbero a svilupparsi.
So che non c'entra niente, ma in questo momento Sabu(il fantomatico boss degli Anonymous) e Mikko Hypponen stanno avendo una discussione fatta di tweet affilati, e soprattutto ci sono offese ed accuse pesanti da parte del primo.
Pensavo fossero meni imbecilli quelli della legione, ma mi sbagliavo.
@CRV§ADER//KY

Il tuo esempio è sbagliato: tu sostieni che il pc "libero" avrà il limite di non poter accedere ai contenuti, ma ciò è impossibile: un ebook altro non è che un file di testo; riprodurre un film commerciale non è diverso da riprodurre un filmato girato con la propria videocamera.

Il computer "generico" e "libero" potrebbe quindi riprodurre tutto... basta che non sia protetto. E i contenuti protetti.... vengono sprotetti.

L'abbiamo già visto, in realtà; un computer con linux, in teoria, non potrebbe riprodurre i film su dvd... ma riproduce perfettamente i film in formato divx. E adesso si trovano in vendita facilmente degli hard disk che includono un riproduttore (basato su linux) e che possono essere collegati alla tv direttamente.

Anzi, molti televisori hanno già l'attacco USB pronto per l'uso: infili una chiavetta con il film in formato divx, e il televisore lo legge e lo riproduce.

Non mi sembra affatto una soluzione "chiusa"; non ci sono particolari limitazioni.

Nel frattempo, gli utenti che hanno scelto di usare i bluray si sono trovati a lottare con sistemi di protezione che cambiavano di continuo, con il risultato che il disco appena acquistato non funzionava perchè richiedeva di aggiornare il lettore (se non sbaglio, era successo con Avatar).

Il risultato è stato che chi vendeva dvd e bluray è andato in rovina (vedi BlockBuster), e si sono moltiplicati i dispositivi in vendita in grado di usare i formati aperti (e non vengono venduti sottocosto: un apparecchio per riprodurre film su chiavetta costerà, come componentistica, sui 20-25 euro, e può tranquillamente essere venduto a 40-50 euro)
Manuel: il problema è che creare i contenuti costa. E che dietro i contenuti c'è il lavoro di un sacco di gente. Rendere i contenuti facilmente riproducibili pone davanti ad un bivio: tra ottenere i contenuti gratis e pagare un equo compenso agli artisti e a chi "crea" i contenuti cosa pensate che scelga l'utente finale?

Attenzione, perchè ci sarebbe sempre qualcuno che ritiene il prezzo troppo esoso e quindi passa dal contenuto duplicato. Certo, è assurdo che per proteggere i contenuti si vada ad incasinare la vita a chi, quei contenuti, li ha regolarmente pagati ma non mi sento di demonizzare in toto le "major". Alla fin fine, poi l'utonto cosa chiede? Di avere prodotti che fanno quello che devono appena usciti dalla scatola. E anche i computer, che ci piaccia o no, diventando fenomeno di massa, sono diventati come elettrodomestici.
Tu andresti a ficcanasare nel firmware della lavatrice? Chi sarebbe disposto a montarsi il timer sulla lavatrice per poterla usare (il timer viene fornito in una comoda confezione separata e puoi sceglierne quanti ne vuoi)?
@ Paolo (non Attivissimo, nemmeno l'altro, un altro ancora)...

Furion, quando un cosetto grosso come uno smartphone saprà far girare l'equivalente dell'attuale Catia o Pro|Engineer o 3dsmax o Maya, mi aspetto e anzi PRETENDO che esista ancora un COSO più grosso in grado di far girare cose oggi inimmaginabili. E' terrificante vedere l'appiattimento delle aspettative informatiche odierne...

Quoto e straquoto. Anche se, volendo fantasticare, metti il caso che il Cloud Computing prenda davvero piede e che si riesca a gestire cose inimmaginabili "suggendo" le risorse da tutti quelli connessi in rete che non le stanno usando... un potenziale incredibile...

Sempreché non arrivi prima il computer quantistico. Grande come un orologio, ma con una memoria fisica che riesca a contenere tutto lo scibile umano al suo interno, con una potenza di calcolo teoricamente inimmaginabile, una potenzialità quasi infinita...

Comunque il senso di questo articolo NON E' allarmistico e complottista. Doctorow forse ci marcia un po' su, ma se fate realmente attenzione a ciò che espone, non è una verità rivelata, bensì un'ipotesi molto plausibile. Ne abbiamo gli embrioni sotto gli occhi. Il computer è comunque un aggeggio che esegue un software. Dalla centralina che i giovanotti "pimpano" con le Eprom sulle loro Punto Abarth, allo smartphone. Già il fatto che leggo che uscirà un Kindle con Android "quasi lucchettato" mi fa pensare. La tecnologia si sta lentamente muovendo nella direzione di fare in modo che tutti i computer diventino sempre più specializzati e meno all-round-purpose. Anche il PC generalista farà questa fine?

Doctorow sostiene che dipende da molti fattori, ma che le potenzialità perché ciò accada ci sono. Non è questione di utOnti o Facebook. E' qualcosa che va oltre. Un processo lento che tende a chiudersi.

So che attirerò gli strali di molti a scrivere ciò che sto per scrivere, ma... credete che Gesù avesse in mente Ratzinger quando esalava l'ultimo respiro? Il che detto da un ateo... Non è un passaggio repentino, dal “tutto libero” al “tutto chiuso” come fosse una lobby, o una chiesa, se preferite. Ma negli anni si potrebbe arrivare a governi storicamente liberali che prendono in considerazione di legiferare in quel senso, ovvero di “premiare” chi produce hardware/software lucchettato e sempre più specialistico. E controllabile... Ohibò... ma già succede... :)
SEGUE

Nel senso che secondo Paolo, e secondo molti altri, me compreso, Doctorow ha notato questo trend. Non è che dica che da marzo 2012 tutti i telefoni saranno sotto controllo e che non si troverà più un PC se non al mercato nero. Nota quello che secondo lui porta in quella direzione.

Il discorso è in realtà molto più complesso di come lo mette giù Doctorow, soprattutto per gli "elettrodomestici". Il computer di una lavastoviglie... che mi frega se non posso installarci un'app per farmi zappettare il giardino di Farmville? Deve fare il suo lavoro, cioè pulire gli abiti e far sparire qualche calzino ogni tanto.... eh? Che dite? Gli abiti non vanno messi in lavastoviglie?... Ora mi spiego molte cose...

Un'auto... sì, è un computer che posso guidare. E trovo anche giusto che la mia azione su di esso debba essere limitata, perché se è vero che per incasinare un PC basta un bimbominkia, provate ad immaginare quando il bimbominkia prende la patente... smanetta sulla sua nuova auto, cancella coscienziosamente l'icona di un orsetto che suo cuggino gli ha detto che è un virus, parte e si stampa sul primo autobus che trova.

Ci sono cose che VANNO protette dallo smanettamento, per evitare danni enormi, non tanto al mezzo, quanto all'utOnto che ci mette le mani. Ve ne sono altre, invece che VANNO protette dalla possibilità che si cerchi d'impedire lo smanettamento anche a scapito di qualche hard disk inservibile, ma con un utOnto sano e salvo sulla sua seggiolina a casa sua.

Il giorno che faranno un PC che avrà solo un browser OEM, un motore di ricerca OEM, un servizio di video OEM, un servizio di hosting foto OEM, un servizio e-mail esclusivamente web su un server OEM, che fa parte di un circuito di altre applicazioni OEM... beh, penso che smetterò di usare il PC... eh? Che volete ancora?... Mannaggia, è già successo con Chromebook, dite?... beh, fortuna che i tempi sono ancora immaturi.

Doctorow paventa che un giorno funesto, succederà proprio questo. Ci saranno solo Chromebook et similia. Dovuto anche al fatto che le architetture hardware, saranno sempre più specializzate per determinati software.
Ho iniziato questo sproloquio quotando Paolo che parlava di Catia o 3DsMax... se non hai una scheda grafica con i controca*** (e magari i driver specifici per il software che si sta usando) col cavolo che sfrutti il 100% del tuo bel software da migliaia di euri.

Insomma, non credo che Doctorow abbia detto solo panzane per vendere qualche libro. Credo invece che ciò che espone, meriti una riflessione più profonda di quanto si creda.
Un po' di risposte in arretrato:


Le lobby gli americani, il mossad, stanno cercando di far sparire il PC sostituendolo con...

No, questo non è un complotto governativo (perlomeno non in Occidente). E' semplicemente una tendenza che conviene a molti assecondare. L'utente vuole oggetti luccicanti? Diamoglieli e cogliamo l'occasione per eliminare il problema della pirateria e per introdurre sistemi di sorveglianza. Oggi servono contro i terroristi, e chi sa chi potrebbe essere domani un terrorista? :-)

Nei regimi meno democratici, dare ai cittadini solo dispositivi con sistema operativo obbligatorio (Cina) è un ottimo sistema di controllo. Per cui si fa. Vedi la storia delle backdoor imposte ad Apple, Nokia, RIM.



Jotar,


quando leggevo alcuni tuoi commenti contro la perdita di libertà, li trovavo un po' esagerati. Ma da qualche tempo in qua mi sono totalmente ricreduto.

Succede. Soprattutto quando vedi che i fatti confermano le tesi. :-)


Alex,

Non capisco poi accomunare Steve Jobs e Bill Gates a Kim Jong, mi sembra veramente una forzatura

Davvero? Considera, per esempio, che le stampanti laser a colori in Occidente hanno un codice (inserito obbligatoriamente e segretamente dai produttori su ordine dei rispettivi governi) che permette di identificare l'origine di ogni stampa.

Così come in Germania Est se avevi una macchina per scrivere eri obbligato a darne un campione di battitura alla polizia, in modo che eventuali messaggi sovversivi fossero rintracciabili.

Comunque il preambolo l'ho scritto io, non Doctorow. Se lo disapprovi, non criticare Doctorow.


sono sempre io - non Steve Jobs - a decidere cosa caricare sul mio Mac o sull'iPad

Davvero? Mi faresti vedere come carichi Firefox su iPad? O un browser o un'app non approvata da Apple?

Senza fare jailbreak, s'intende: se devi jailbreakare, la tua argomentazione è fallata in partenza :-)
Il cloud computing..., come no... un bel rendering distribuito su scala planetaria di un modello fotorealistico in 3d che una megaworkstation ci mette una settimana (col collo di bottiglia situato nel trasferimento da hard disk a ram) risolvo tutto con la fantasmagorica velocità del web; 170 ms di solo ping.... troppo star trek, davvero troppo...
Heavymachinegun,

Dal rootkit (ingenuissimo) targato Sony nel 2005 arrivi a ipotizzare il complotto? Ma proprio tu?

Non il complotto. Un complotto presuppone un piano preciso, un leader. Questa è una tendenza.

Il rootkit fu così "ingenuissimo" da meritarsi l'attenzione dei militari USA perché i loro computer ne erano stati infettati. Sony fu costretta a risarcire.


non si venga a dire che no, Amazon non è nel complottone, ma questo dimostra come sarebbe possibile farlo

Te lo dico lo stesso, perché il dato di fatto. I contenuti DRM-ati che compri sono revocabili. Ti piace? Buon per te. Ti piace l'idea che qualcuno possa entrare in casa tua e sfilarti dalla libreria un libro senza alcuna procedura legale e per qualunque motivo? Va benissimo.


Pensate a tutti i computer che sono già "lucchettati" ma nessuno se ne scandalizza

Appunto.
Burglar,

Quando voglio scrivere codice ho i miei altri 4 computer che mi permettono di fare tutto quello che voglio.

Palladium non se lo ricorda già più nessuno?

Non ci vedo nessun disegno maligno dietro le tecnologie lucchettate: tantissimi utenti desiderano semplicità di utilizzo estrema, e questo ti fa sacrificare le funzionalità avanzate

Indubbiamente. Altri preferirebbero restare padroni degli oggetti che comprano. Altri preferirebbero che il venditore di un elettrodomestico non si ergesse a censore e moralizzatore.
S*

su iPad o iPhone puoi leggerci quello che ti pare

Ne sei proprio sicuro?


nulla di impedisce di jailbreakkare il dispositivo

Nulla salvo i continui tentativi di Apple di bloccare il jailbreak. Se jailbreakare è un mio diritto, perché Apple non me lo concede?
Paolo,

La maggior parte degli utenti non necessita di un "vero" computer, gli basta un qualcosa per fruire dei media e saltuariamente scrivere due cose

Vero

, e se questo si può fare tagliando fuori la pirateria e i virus forse è pure meglio

Ma è proprio questo il concetto che vuole evidenziare Doctorow. Lucchettare i dispositivi non elimina la pirateria o i virus. Elimina solo i diritti degli utenti.

Se io compero un Blu-ray di Tron e voglio usare un fotogramma come sfondo della scrivania, perché non mi viene permesso di farlo?
Puce72,

le console di gioco permetto il controllo dell'utente? Mapperfavore!!!

OK. Installa legalmente su una console un gioco non autorizzato dal produttore della console. Buona fortuna.

La console di gioco permette all'utente di avere una piattaforma ludica in grado di resistere nel tempo (una PS2 ha ancora oggi molti giochi nuovi: fate lo stesso con un PC di 10 anni fa) senza avere problemi di configurazione, antivirus, aggiornamenti, crash

Uhm... 77 milioni di password di utenti rubate al PSN? Offline per un mese?


Ci gira solo il software approvato da Sony che arriva nei negozi? Beh, pretendete forse che l'utente di console si scriva il gioco da se?

No. Pretendo che non si forzi il libero mercato. Chi costruisce le strade non deve avere il diritto di dirmi che auto ci devo guidare. Chi fabbrica televisori non deve potermi dire che canali guardare.


Apple decide cosa pubblicare, così come un edicolante può decidere di non vendere riviste VM18

Apple non è un editore. E' un venditore di telefoni.


... prendete l'Ulisse di joyce a fumetti in un altra forma (PDF? eBook? sito web? altro?) e mettetevela sull'iPad.

Perché devo essere costretto a eludere per avere le mie libertà?
Ubik,

Quello che penso è che la nostra libertà verrà veramente intaccata quando non sarà più possibile scegliere tra device limitati e specifici e computer a tutti gli effetti, liberi ed onnipotenti.

Esatto. E' questa la prospettiva. Doctorow vuole allertare gli utenti in modo che la prospettiva non si avveri.
Enrico,

Però scusa Paolo, dici queste cose sacrosante e poi vai a finanziare l'azienda che più ha puntato in questa direzione comprando i suoi pc. Io dico che è un FAIL.

A volte vado anche a vedere i film di Tom Cruise, anche se è di Scientology.

Tu cosa faresti, al posto mio? Un PC con su Linux? Con cosa le fai le presentazioni, Impress? Sul serio? Con che cosa lo fai il montaggio di Moonscape?

Inoltre critichi Apple come se fosse l'unica peccatrice in un mercato di casti e puri. Cosa cambierebbe se prendessi Windows? Anche Microsoft sostiene il DRM. Un barebone? Intel fabbrica i chip DRM. E se c'è su l'U-EFI, sono fregato comunque.

Per questo la mia soluzione è di usare gli strumenti se fanno alla mia bisogna ma mettere in guardia chi li fa che non deve tirare troppo la corda. Per ora OS X è accettabile. Quando sembrava che Apple dovesse introdurre chip Trusted, mi sono rifiutato di comperare i suoi computer. Lo hanno fatto in molti altri. Risultato: niente chip Trusted.

La resistenza si può fare in tanti modi. Da dentro o da fuori. Facendo barricate o facendo pressioni non violente. Tenendo in riga i produttori o appiccando fuoco ai loro prodotti. Questione di stile.
Van,

Paolo, ti ricordi i vecchi tempi sul forum RAI "Internet per tutti" (ormai sarà una decina di anni fa), con le frequenti discussioni sull'imminente arrivo di "Palladium"? Forse "Palladium" così com'era definito allora non è arrivato, o forse è già tra noi in altre forme (ehm.. scritto così sembra che io stia parlando della teoria del complotto UFO!)

Ricordo, ricordo. Molti commentatori, a quanto pare, hanno la memoria corta.
kurdt,

windows, che è il s.o più semplice che abbiamo

Questa, senza offesa, la incornicio.
Domcosmos,

in generale però la situazione non mi sembra così drammatica

Non lo è mai, fino al momento in cui è troppo tardi.


considerando le possibilità di scelta (non voglio iOS, scelgo Android, non voglio Windows scelgo Linux etc) non mi trovo d'accordo con la tesi ;)

Infatti la tesi di Doctorow è proprio che dobbiamo darci da fare per mantenere queste possibilità di scelta.
AFM,

Che Microsoft intenda abbandonare il pc generico è una stupidata: NULLA di quanto propone Microsoft per i prossimi 10 anni fa minimamente immaginare questo.

Microsoft confirms that UEFI 'secure boot' might lock out Linux and older versions of Windows from new PCs

Un PC sul quale puoi installare solo il software approvato dal venditore non è un PC; è solo un C. Ha perso la P. Quella di "personal", appunto.
Tony M*,

atty, la sapevi questa?

Sì, e potevi saperla anche tu se ti davi un attimo da fare.

Per favore trovati un altro nick. Quello attuale è pessimo. Grazie.
Impe,

Checché i cyber-sbrocchers ne dicano, 1984 è ancora di là da venire.

L'idea è proprio quella di darsi da fare perché non arrivi.

Il prezzo della libertà, si suol dire, è l'eterna vigilanza.
Valter,

Intendi dire che molti produttori sono pagati dai governi per vendere sotto costo questi prodotti? ti rendi conto di quante persone sarebbero coinvolte? :)

No, non ho detto questo. Sono i venditori a venderli volontariamente sottocosto. I governi non c'entrano. Metodo Gillette: vendi le prime lamette e il manico a prezzo stracciato e le altre molto più care. Ci perdi sul manico una volta, ci guadagni sulle lamette per tutta la vita. Fidelizzi il cliente tramite incompatibilità con altre marche. Tutto qui.
Gian Piero,

se per "generico" si intende con Sistema Operativo a sorgente aperto

No, è "general purpose", ossia strutturato in modo da potervi eseguire qualunque codice desiderato dall'utente. Senza restrizioni. Un computer generalista, non dedicato.
Crusader,

Sono fermamente convinto che sara' sempre possibile comprare un hardware assolutamente libero, che fa girare software assolutamente libero, che da' al suo possessore assoluta liberta'.
Pero' tale sistema non sara' piu' in grado di riprodurre video e musica...


Il tuo termine "assoluta libertà" era dunque ironico?
Ciao a tutti!!!
Mi spiace di non poter dare un contributo a questa interessante conversazione dato che sono ignorante in materia...

Ma caspita, stasera Paolo Attivissimo è in full attack mode! XD
AFM,

gli openxxx (s.o., bios, hardware,...) significano innovazione zero o lentissima.

Tre parole: Internet Explorer 6.
Il Lupo,

probabilmente sarebbe più corretto "mini-boss"

Sistemato, grazie!
Tony M*

giuro che prima di commentare avevo provato a cercare gorsky nel motore di ricerca interno del blog.

Ah. Non hai cercato la grafia alternativa (Gorski).
TheBloggerecc,

refusi sistemati, grazie!
Il Lupo,

La sua visione distopica è semplicemente, appunto, distopica e non può verificarsi: la creatività e la libertà di pensiero non si limita limitando la tecnologia con cui esprimerla, perchè non è legata ai mezzi ma ai contenuti

Prova a vivere in un paese dove non puoi fotocopiare un volantino o pubblicare un libro o ascoltare un canale che non sia approvato dal governo di turno. Poi ne parliamo :-)


Purtroppo chi si occupa (a qualsiasi livello) di computer tende ad una visione "computercentrica" del mondo. Grave mancanza di visione d'insieme, secondo me.

Al contrario. La vita sta diventando sempre più computer-centrica. Anche la morte (droni, bombe guidate da GPS, e altro ancora). Fai il conto di quanti computer (dispositivi programmabili) incontri nella tua giornata.

Ascensori. Impianti di riscaldamento. Telefonini. Treni. Aerei. Televisori. Sistemi di prenotazione alberghiera. Biglietterie. Parcheggi a pagamento. Navigatore satellitare. Devo continuare? :-)
Il Lupo,

Tu andresti a ficcanasare nel firmware della lavatrice?

No, perché la Bosch non mi dice che mutande mi devo mettere o cosa devo pensare.


il problema è che creare i contenuti costa.

E la lotta alla pirateria condotta come è condotta oggi non risolve il problema. HADOPI è costata 12 milioni di euro ai francesi. Ha risolto qualcosa? Assolutamente no.
Paolo, mi permetto di fare una doverosa precisazione. Tu citi gli ebook reader come device chiusi, ma non tutti sono chiusi.

A parte il Kindle infatti tutti gli altri ebook reader supportano formati aperti e standard.

Addirittura alcuni sono basati su Android o su Linux, e quindi teoricamente possono eseguire qualsiasi applicazione.
In pratica sono limitati dall'hardware, che e' progettato per durare molte ore (sui lettori piu' piccoli arriva anche a due mesi di utilizzo per qualche ora al giorno), e quindi per consumare poco. Ma soprattutto sono limitati da quello che e' il loro punto di forza, cioe' lo schermo a inchiostro elettronico, che consente un lettura confortevole, ma risulta troppo lento per altri usi.

Pero' un PC non puo' assolutamente eguagliare quella confortevolezza della lettura.

Insomma, io non mi lamento se il programmatore della lavatrice non puo' essere usato per scaricare le email, visto che lavare i panni col PC non e' molto pratico, e siccome anche la differenza tra lo schermo del PC e quello del lettore di ebook e' di questa portata, gli perdono la sua specificita'. ;)

Non perdono le aziende come Amazon che vende sottocosto con la politica aziendale che sappiamo. Anzi mi tolgo un sassolino e aggiungo che pure il maledetto DRM Adobe che usano tanti altri rivenditori e' un capestro che spero muoia come e' successo con i DRM degli mp3 musicali, anche se e' leggermente meno invasivo del software Amazon.

Ma, alla fine, i lettori di ebook permettono di gustare le migliaia di titoli disponibili senza questi capestri, compreso il tuo libro "Luna, si' ci siamo andati". (Per inciso: grazie per non avere usato DRM)

Quindi la colpa e' di certi editori/distributori. Al momento sono la maggioranza, ma chissa'.
Spesso mi sono chiesto come tradurre "general purpose PC" in italiano... "computer universale" mi piace, ma mentre leggevo la traduzione del talk pensavo a come suonerebbe "computer per uso generico" o "computer per uso generale"...
I parlamentari vengono eletti per rappresentare aree geografiche e persone, non discipline e problemi.

una perla...
[quote-"Parvati V"-"/2012/01/cory-doctorow-spiega-perche-i-computer.html#c3740639327535692787"]Non perdono le aziende come Amazon che vende sottocosto con la politica aziendale che sappiamo.[/quote]

Ma siamo poi così sicuri che Amazon venda sottocosto? Ho acquistato dall'America degli eBook Sony concorrenti del kindle touch (quindi superiori al kindle 4 venduto in Italia) e li ho pagati 99$ sul sito della Sony, che di sicuro non vende in perdita.
IMHO, l'hardware di questi dispositivi è talmente modesto che c'è ancora un discreto margine di guadagno a quei prezzi.
Per quanto riguarda il commento su oggetti ad-hoc, si finisce sempre per parlare di Apple o tablet dedicati. È vero che negli ultimi anni abbiamo assistito a una lenta migrazione dell'interesse verso device sempre più portatili ed avvanzati, ma per i laboratori di informatica di tutto il mondo serviranno sempre PC desktop, i programmatori preferiranno sempre un notebook a un tablet.
E anche se domani ci saranno solo dispositivi Apple in giro per il mondo, esisterà sempre qualcuno che metterà a disposizione il jailbreak per poterci fare quello che vuoi!
@Paolo Ativissimo

>>le console di gioco permetto il controllo dell'utente? Mapperfavore!!!
>
>OK. Installa legalmente su una console un gioco non autorizzato dal >produttore della console. Buona fortuna.

Mai detto che questo si possa fare... ma questo non significa mica controllare l'utente, significa controllare il mercato dei propri prodotti: pensa, per esempio, se per casualità o per la volontà di controllo di qualcun'altro, venissero messi in giro migliaia di giochi porno per una determinata console, senza che il produttore della console possa dire nulla. Quella console verrebbe "bollata" come inadatta ad un certo pubblico, non verrebbe più comprata dai genitori per i loro figli, e chi rimeterebbe il produttore. Questa è libertà? Libertà di rompere le uova nel paniere agli altri? Bel concetto di libertà....

>>La console di gioco permette all'utente di avere una piattaforma ludica
>>in grado di resistere nel tempo (una PS2 ha ancora oggi molti giochi
>>nuovi: fate lo stesso con un PC di 10 anni fa) senza avere problemi di
>>configurazione, antivirus, aggiornamenti, crash
>
>Uhm... 77 milioni di password di utenti rubate al PSN? Offline per un >mese?

non menare il can per l'aia... il problema della password rubate agli utenti online non ha nulla a che vedere con la volontà di controllare i contenuti

>>Ci gira solo il software approvato da Sony che arriva nei negozi? Beh,
>>pretendete forse che l'utente di console si scriva il gioco da se?
>
>No. Pretendo che non si forzi il libero mercato. Chi costruisce le strade
>non deve avere il diritto di dirmi che auto ci devo guidare. Chi fabbrica
>televisori non deve potermi dire che canali guardare.

Chi costruisce le strade non può costruirle come cavolo gli piace, deve sottostare a precise regole e normative.
Chi costruisce televisori non offre anche i contenuti, quindi è ovvio che non gli importi un bel nulla di questo aspetto... suvvia... mi sorprendi... stai banalizzando oltremodo la questione...

>>Apple decide cosa pubblicare, così come un edicolante può decidere di
>>non vendere riviste VM18
>
>Apple non è un editore.

invece l'edicolante lo è???

>E' un venditore di telefoni.

E' un venditore di molte cose interate tra di loro, tra cui "servizi" e "contenuti". Ha tutta la libertà di decidere che contenuti vendere, ed ha tutta la libertà di tutelare i prodotti che vende

>>... prendete l'Ulisse di joyce a fumetti in un altra forma (PDF? eBook? sito
>>web? altro?) e mettetevela sull'iPad.
>
>Perché devo essere costretto a eludere per avere le mie libertà?

eludere? iBooks (ma anche molte alre App) non ti pone alcun veto su quello che gli carichi, non c'è nessuna elusione, basta avere il centenuto "incriminato" in qualsiasi forma liberamente leggibile e la puoi caricare sull'iPad... questa sarebbe elusione? bah...
Andare su youporn o su playboy dall'iPhone o dall'iPad sarebbe elusione? Non mi pare che ci sia nulla che lo vieti o che lo impedisca, quindi dove sarebbe l'elusione?

Mi pare molto meno libero il concetto di mettere tutto nelle mani di google con Android (comprese le clausole che sottoscrivi anche solo installando chrome), se proprio vogliamo restare in questo ambito
Ma su Android posso sviluppare applicazioni (gratis e usando qualsiasi computer, windows, mac o linux) e distribuirle anche senza passare dal Market (infatti ci sono almeno 5 repository diversi di applicazioni). Per scaricarle è sufficiente andare nelle opzioni e levare una spunta.
Per distribuire app per iOS invece occorre pagare ed avere l'imprimatur di Apple.

Stanotte avevo postato un commento piuttosto corposo, forse è finito nell'automoderazione. Riassumendolo: tutti i sistemi di protezione sono eludibili ed introducono complicazioni nel processo di sviluppo del software: infatti, vedi TPM, sono usati pochissimo nella pratica.
Son d'accordo sulla faccenda DRM: non è la soluzione. Quali alternative credibili ci sono? HADOPI è stato un flop, in pratica: oltretutto ha "piratato" il font del logo, avendone inizialmente usato uno per cui non possedeva la licenza!
Se il 90% degli utenti non ha effettivo bisogno di un computer "vero" ma solo di un browser e media player, allora il sistema chiuso è una soluzione, insieme alla sparizione del media fisico (niente CD fisico, ma materiale scaricabile solo da uno store centralizzato, o soluzioni tipo streaming ecc).

La maggior parte degli utenti non ha effettivamente "voglia" di sbattersi a scaricare, copiare, craccare e si rivolge all' "amico bravo" perchè in fondo vuole fruire media senza pagare e senza neppure fare lo sforzo di "rubarli". Lo fa perchè è facile avendo un PC "general purpose" che di fatto usa come un visualizzatore di materiale pirata.

Dategli in mano un sistema chiuso e troverà troppo complicato fare sgami vari e finirà col, giustamente, pagare per quello che fruisce. Non dimentichiamo anche che la musica sul "sistema chiuso" iTunes (che poi tanto chiuso non è) costa meno che nel negozio di dischi...
@ P.Attivissimo
tu cosa faresti, al posto mio? Un PC con su Linux? Con cosa le fai le presentazioni, Impress? Sul serio? Con che cosa lo fai il montaggio di Moonscape?

Uso OpenOffice da un bel po' e sul serio, compreso Impress, e non ho avuto problemi. Funziona molto bene ...

Anche nel montaggio video si muove qualcosa nel mondo OpenSource (anche in HD), anche se non faccio montaggio quotidianamente e non posso comparare in maniera precisa (cosi' come per OO).

Per rimanere in argomento, e' difficile trovare qualche tablet con sistema operativo Linux con prestazioni comparabili ai prodotti commerciali del momento. Eppure farebbero comodo a molti. A quanto pare la rivoluzione touch di ubuntu e' stata quasi ignorata (forse non e' buono abbastanza?). Se voglio un tablet mi devo adattare (e Android in questo senso e' il meno peggio)
Wow! 23 commenti di Paolo Attivissimo in appena 1 ora.
E poi RagazzaAcidella dice che IO ne scrivo troppi nei flame!
Ciao a Tutti !

Io lo vado dicendo da un sacco ti tempo ... prendendomi regolarmente del cretino.
E' bello sapere di non essere soli al mondo.
Sui programmi "alternativi":
Montaggio video su linux c'è poco: cinelerra (open source) e lightworks (commerciale) annunciato da qualcosa come un anno ma ancora
non uscito.

Linux è ancora lontano da diventare un sistema destkop per tutti. Se lo fosse i computer costerebbero un pò meno. Lo stiamo vedendo con Android sugli smartphone.

Abbiamo comunque diverse conferme che è il mercato a decretare le tendenze dei nuovi prodotti e non viceversa (le audiocassette, il VHS, la sparizione dei vari formati alternativi di audio portatile non pro, DAT e MiniDisc...).
Ci ho brevemente pensato su, e direi che si profila per i nemici del computer generico una situazione di vittoria impossibile.

Questo in quanto qualsiasi legge possano inventarsi e veder applicata andrebbe contro sè stessa.

Ad esempio dovrebbero abolire il concetto di anti-trust, ma se lo facessero il computer generico diverrebbe onnipotente perchè se un MS a caso venisse autorizzato ad infilare filtri raster 8 bits (decenti) o la facoltà di salvare un suono in formato OSI (ad esempio MP3) nel proprio OS, molto probabilmente lo farebbe.

Certamente a dire che chi fa un computer (o un OS) non deve renderlo capace di fare tutto (bene o male) non si sta sostenendo la causa del computer generico e libero.
Puffolotti, non ho capito. Però in teoria il sistema operativo non dovrebbe "fare niente". Ci sono i programmi per fare le cose..
Qualsiasi libreria, negozio di giocattoli o di musica applica una censura del tutto equivalente a quella che fa Apple con libri, app e musica sul suo iTunes, ogni volta che decide cosa mettere in vendita e cosa no, solo che per loro nessuno grida allo scandalo.

Questa moda di prendere Apple a emblema del liberticidio ha veramente stufato. Sarebbe ora che chi prende queste posizioni ammettesse che un aggeggio della Apple non l'ha mai usato per più di un quarto d'ora, e che i suoi sono pregiudizi belli e buoni.

Di gente che parla per dar aria ai denti non se ne può veramente più.
Io intanto sghignazzo sotto i baffi aspettando il commento di Manuel in risposta a Lupo della Luna... é un po' che lo aspetti, nevvero? E magari stai pensando: "Uffcheppallestamoderazionedelcavolo!"...

Ma soprattutto ti starai chiedendo, "Come fa a saperlo Stupidocane?"....

Gnah, gnah, gnah... :D
Puce72 ha scritto:
pensa, per esempio, se per casualità o per la volontà di controllo di qualcun'altro, venissero messi in giro migliaia di giochi porno per una determinata console, senza che il produttore della console possa dire nulla. Quella console verrebbe "bollata" come inadatta ad un certo pubblico, non verrebbe più comprata dai genitori per i loro figli, e chi rimeterebbe il produttore. Questa è libertà? Libertà di rompere le uova nel paniere agli altri? Bel concetto di libertà....

Puce72, grazie di avermi spiegato questo fenomeno.

Hai presente i videoregistratori VHS?
Pensa se qualcuno mettesse in giro delle videocassette porno, potrebbe decretare la fine dei videoregistratori VHS!!!

Devo prendere la macchina del tempo ed andarli ad avvertire, non sanno il rischio che corrono!
@ Lupo della Luna
Il discorso su cosa è disponibile su Linux e cosa no, per quanto riguarda il videoediting, è decisamente un tema diverso da quello dell'articolo, quindi non mi dilungo, tuttavia iniziano ad esserci un po' di alternative interessanti. Parlando di video e lucchetti invece trovo appropriato far notare come i formati HD avchd (del 99.99% delle videocamere amatoriali) sono proprietari restringendo notevolmente (o complicando) le possibilità di utilizzo con software OS.
@Lupo

Montaggio video su linux c'è poco: cinelerra (open source) e lightworks (commerciale) annunciato da qualcosa come un anno ma ancora
non uscito.


Lightworks non lo avevo mai sentito... Cinelerra è professionale ma ostico al limite della inutilizzabilità...
Ci sono altri software: avidemux, kdenlive, kino, openshot, MainActor (commerciale), e forse qualcun altro.
Siamo d'accordo comunque sul fatto che il livello di maturazione di questo tipo di software sia piuttosto basso rispetto al mondo windows e mac.

(http://www.lightworksbeta.com/, impressive)
@ Punteruolo

"Ma siamo poi così sicuri che Amazon venda sottocosto?"

No, Amazon non vende sottocosto. In realtà è difficile capire i meccanismi di grandi aziende/multinazionali se non ci si lavora dentro a svariati livelli.
@Il Lupo della Luna
Solo qualche precisazione, Lightworks diventerà open source.
E poi c'è l'editor interno di Blender.
Il problema è che Linux non è preinstallato dai produttori e il mercato non lo vuole.
@Il lupo della luna

Allora... la "distro del sistema operativo", o "il sistema operativo con i programmi allegati in omaggio", o "la pila di dischi che ti danno quando compri il sistema operativo"

vietare a chi sviluppa "una pila di dischi" di metterci dentro di tutto e di più per leggere & scrivere anche le pizzette surgelate perchè altrimenti i 4 mentecatti in un garage a fontanafredda (Dopo Pordenone gira a sinistra) non possono vendere il loro lettore/scrittore di pizzette surgelate perchè tutti ne hanno già uno in regalo col sistema operativo "anatra silvana 1936,27" o "serpente unghiuto 42/b" non è il passo giusto per poter dire: "Cara Calypso Irish Army, non puoi in alcun modo vietarmi di ascoltare come il mio amico di penna di wellinghton suona il flauto rotondo."
[quote-"Vote Saxon [x]"-"/2012/01/cory-doctorow-spiega-perche-i-computer.html#c1868995786643187070"]
@Il Lupo della Luna
Solo qualche precisazione, Lightworks diventerà open source.
E poi c'è l'editor interno di Blender.
Il problema è che Linux non è preinstallato dai produttori e il mercato non lo vuole.
[/quote]

Lightworks: nel frattempo è liberamente scariabile la beta (per windows) della nuova versione.

Linux: forse se sugli scaffali trovassimo più PC "nudi" o con linux preinstallato, dal costo inferiore rispetto a quelli con windows, il "mercato" richiederebbe linux un po' di più di quanto accada oggi.
Vote Saxon [x]

Blender è una figata asburgica. Come del resto Gimp (che mi serve quanto ad un pesce la bicicletta) e Open office.

@MR

Adesso sto migrando da soundclub della bluemoon software ad un certo "Psycle modular music creation studio"

Poi, un certo Jamaal Sawyer ha ricompilato ASE per mac... ma non esiste per linux.

La cosa assurda è che il registratore di suoni nativo di windows 7 non salva in formato .wav
Qualcuno sa spiegarmi se questo avviene perchè microsoft non vuole che uno registri dei suoni e li usi per applicazioni != microsoft o se è per le solite questioni dell'anti thrust (o come cavolo si scrive) ?

Al di là di questa seccatura... Prima del personal computer rivolto al grande pubblico Quanto sarebbero costati i materiali, hli spazi e le attrezzature per poter mettere insieme uno studio simile? Direi non meno di un appartamento da 60 mq.

Quanto alla stampante 3d... fichissima, ed ho già visto su youtube che si può acquistare per una cifra paragonabile ad una mera automobile... ma mi chiedo quanto costi il materiale per stampare i modelli. Cioè, farsi un set di tazzine da caffè su un proprio disegno, ammesso e non concesso che la resina resista al calore o al grado di acidità, e che sia lavabile... verrà a costare come un viaggio nelle isole del pacifico?
@Paolo Attivissimo
Hai scritto:
Enrico,

Però scusa Paolo, dici queste cose sacrosante e poi vai a finanziare l'azienda che più ha puntato in questa direzione comprando i suoi pc. Io dico che è un FAIL.

A volte vado anche a vedere i film di Tom Cruise, anche se è di Scientology.

Tu cosa faresti, al posto mio? Un PC con su Linux? Con cosa le fai le presentazioni, Impress? Sul serio? Con che cosa lo fai il montaggio di Moonscape?


Beh, sì, un PC con GNU/Linux. Perché no?
Tanti di noi lo fanno.
Forse non faccio presentazioni al tuo livello, ma non vedo cosa ci sia che non va in LibreOffice Impress: l'impatto delle presentazioni non dipende certo dal software usato, quanto dalla competenza dell'oratore.

E per il montaggio serio? C'è chi lo fa a livello professionale con kdenlive:
http://opensource.com/life/11/11/introduction-kdenlive
http://opensource.com/life/12/1/kdenlive-part-6-workflow-and-conclusion

Imho dovremmo pretendere di poter installare e usare sistemi liberi su qualsiasi dispositivo, dal PC allo smartphone. Finché ci saranno sistemi liberi in giro, non potremo rimanere ingabbiati (ragion per cui palladium non è riuscito a decollare).

E di tanto in tanto dovremmo dare un'occhiata in giro, non dare nulla per scontato e cercare alternative libere ai programmi proprietari cui siamo abituati...
Linux e prezzi: la gente preferirebbe comunque windows. ASUS eeepc 701 dice nulla? A me si, ne ho uno. Il fatto che Apple venda ancora dimostra che il prezzo non è così determinante.
Alternative: sono alternative per modo di dire. Dietro Oo c'é la Sun e questo si riflette sulla qualità del programma. Gimp non è assolutamente a livello dei concorrenti professionali, purtroppo nella grafica si sa chi ha il monopolio, per troppi fattori.

Formati: beh ma anche per stampare un dvd occorre un "formato proprietario" e sottostare a dei brevetti. Rendere tutto open rallenta l'innovazione perché manca la spinta del guadagno e ben pochi lavorano gratis per la gloria.
...Si potrebbe provare a fare una legge che impone a chi compra un computer con OS microsoft di farsi tagliare l'anulare della mano destra al momento dell'acquisto...

(Immagino & spero che se qualcuno mi risponderà: "geniale, ecco finalmente una persona stabile e ragionevole che capisce l'importanza della causa pinguinista" stia scherzando tanto quanto me)
@Pulce72
>Uhm... 77 milioni di password di utenti rubate al PSN? Offline per un >mese?
non menare il can per l'aia... il problema della password rubate agli utenti online non ha nulla a che vedere con la volontà di controllare i contenuti


Forse no, ma sicuramente ha a che vedere con il controllo che i cervelli dei sysadm (e dei rispettivi direttori!) di PSN hanno sui rispettivi corpi NESSUNO!
Violare PSN è diventato un passatempo come il sudoku.

@Lupo
Montaggio video su linux c'è poco
Differenziamo, programmi professionali, home, enterprise.
C'è un deficit sui programmi professinali, vero, mancano giocattoloni come Adobe® Premiere® anche se Cinelerra fa il suo sporco dovere anche se un pochetto complicato (ma lavora molto bene!).
Per l'home c'è pure troppo (avidemux, Kdenlive, Kino, LiVES) .
Enterprise è leader (ad hoc di Deamworks, Pixar...).

@Vote Saxon [x]
Il problema è che Linux non è preinstallato dai produttori e il mercato non lo vuole.
io mi fermerei al Linux non è preinstallato dai produttori, un mercato che ha digerito win 3.1 win95, win98, Millennium, winXP, Vista... (e non cito gli accettabili NT, 2000 e con riserva Seven) è in grado di accettare qualunque cosa.

@puffolottiaccident
La cosa assurda è che il registratore di suoni nativo di windows 7 non salva in formato .wav
Parliamo di Notepad? Il manuale Dephi 3 conteneva un esempio di editor molto più avanzato...

@gerlos
Forse non faccio presentazioni al tuo livello, ma non vedo cosa ci sia che non va in LibreOffice Impress: l'impatto delle presentazioni non dipende certo dal software usato, quanto dalla competenza dell'oratore.
ALLELUIA FRATELLO!
Aggiungo, mai visto delle slide/presentazioni fatte con TeX/LaTeX? Certo è imparare un linguaggio rispetto ad un wysiwyg è molto più complicato, ma fatto lo sforzo il risultato è incomparabile.

@gerlos
E di tanto in tanto dovremmo dare un'occhiata in giro, non dare nulla per scontato e cercare alternative libere ai programmi proprietari cui siamo abituati...
E tentare di imparare qualche cosa...
Mi viene in mente l'abitudine all'uso del formato RAR per le compressioni, ma porc!!!
Puffolotti: potremmo... uhm, vediamo... fare una legge che renda la Microsoft fuorilegge.

Si, mi piace :D
ASUS eeepc 701 dice nulla? A me si, ne ho uno.

Il fatto che Asus abbia messo una distro pessima non significa che non sarebbe stato possibile fare di meglio.
Di certo la Microsoft non li ha incoraggiati a continuare l'esperimento ;-)
Segnalo anche quest'altro intervento dalla 28C3:

http://ilnichilista.wordpress.com/2011/12/29/morozov-e-il-grande-fratello-digitale-sorvegliare-lindustria-della-sorveglianza/
La Microsoft? Non gli acquirenti a non voler comprare le versioni Linux preferendo quelle Windows nonostante il prezzo più alto di quasi il 25%?

E' il discorso che facevo qualche commento fa: son gli acquirenti che devono decidere dove va il mercato e non viceversa..
@Il Lupo della Luna
E invece è proprio così :D
Il mercato ha digerito tutte le versioni di Windows (così come tutti i processori Intel) per via della retrocompatibilità, del monopolio, dell'abitudine.
Come lo spiegheresti tu?
Ho scritto anche che la gente non lo vuole.
@Lupo & @Puff
Puffolotti: potremmo... uhm, vediamo... fare una legge che renda la Microsoft fuorilegge.

Si, mi piace :D


No sarebbe un martire, MS fa parte del mercato, la concorrenza e la competizione fa bene (quando è onesta)... mi piacerebbe solo che facesse più l'azienda e meno il parassita, ma è un sogno che non si avvererà mai, MS ha impostato tutto il suo business su tre regole

1) copiare->vendere->comprare che si sviluppa in copiare un software, venderlo come proprio, comprare l'azienda che lo produceva (e che deteneva il brevetto).
3) FUD
2) Stimolare la pirateria, il miglior modo di diffondere alla massa un software costoso e renderlo uno standard de facto.

La quarta, che non metto nella lista è il patent trolling ma è troppo trasversale alle aziende di informatica per essere Microsofcentrica anche se in questo sono maestri.

@MR
Il fatto che Asus abbia messo una distro pessima non significa che non sarebbe stato possibile fare di meglio.
Di certo la Microsoft non li ha incoraggiati a continuare l'esperimento ;-)


Microsoft non incoraggia, Microsoft minaccia. Vi ricorda nulla Nvidia quando decise di produrre driver open?
E' in una posizione di totale dominio, basta la minaccia di non supportare più lo sviluppo del driver del momento per impaurire un produttore di hardware e lì c'è la capitolazione.
Vogliamo ricordare il formato docx e come è diventato standard?

Poi ci si mette anche la concorrenza con degli epic fail, Netscape ha fatto storia...

"Ad un mio segnale, scatenate l'inferno" :D
@MR
Sono d'accordo.
@puffolottiaccident
Essere asburgico è bene o è male?
Se Gimp non ti serve non lo usi.
OpenOffice è morto, LibreOffice è la suite d'ufficio libera
@ Lupo della Luna
Formati: beh ma anche per stampare un dvd occorre un "formato proprietario" e sottostare a dei brevetti. Rendere tutto open rallenta l'innovazione perché manca la spinta del guadagno e ben pochi lavorano gratis per la gloria
Dove hai sentito che l'open rallenta la spinta all'innovazione? Questa tua opinione e' quanto meno discutibile e non dimostrabile. Per esempio nella lotta per i supporti HD uno standard condiviso avrebbe ridotto di molto i costi per i produttori e per gli utenti (con diffusione maggiore e buoni profitti). Inoltre Open non significa necessariamente lavorare gratis, soprattutto quando si parla di formati


Alternative: sono alternative per modo di dire. Dietro OO c'é la Sun e questo si riflette sulla qualità del programma. Gimp non è assolutamente a livello dei concorrenti professionali, purtroppo nella grafica si sa chi ha il monopolio, per troppi fattori.
La vera caratteristica che manca a GIMP e' un supporto di stampa paragonabile ai software commerciali (problemi di licenze o solo questione di tempo non saprei dire). Per quanto riguarda i contenuti che vanno sul web (o rimangono su un monitor in genere) GIMP va molto bene. Dire che non e' assolutametne a livello dei concorrenti mi sembra molto riduttivo (se di concorrenti si puo' parlare).

Il fatto che OpenOffice avesse dietro Sun (ma non piu') non vuol dire che non ci fosse una forte comunita' dietro. Per esempio guardate il branching libre Office. Ribadisco (e a quanto pare non sono il solo qui) che Impress funziona bene per uso professionale.

OT: Anche Latex/Beamer (Open Source) va bene ma, secondo me, si spara alla mosca con il cannone in quanto la qualita' tipografica di tex non puo' essere veramente apprezzata su poche linee di testo. Detto questo le presentazioni in Beamer sono molto belle
@Vote Saxon [x]
Il problema è che Linux non è preinstallato dai produttori e il mercato non lo vuole.

Correzione: non si trovano negli ipermercati o non lo vogliono negli ipermercati ma esistono.
Acer, ad esempio, da tempo vende pc con Limpus Linux. Ne abbiamo acquistato uno in azienda un paio d'anni fa. La distribuzione non andava bene per noi e l'abbiamo sostituita con SUSE ma Limpus non è malaccio per un utente casalingo.

Per quel che riguarda i "pc specialistici" (intendo dalla consolle di gioco all'iPad) è, ovviamente, più conveniente per un produttore specializzare i suoi prodotti così può vendere di più: ogni utente comprerebbe più pc specialistici per fare le stesse cose che farebbe con un solo pc generico. D'altro canto l'utente medio è pigro e, se può, preferisce comprare più oggetti che fanno una cosa sola piuttosto di un oggetto che le fa tutte ma va configurato.
Secondo me ciò non porterà comunque alla fine del pc generico. Al più tornerà "alle origini": un potente strumento di lavoro.
"una radio non è più un cristallo, è un computer multifunzione con un ADC e un DAC veloci e del software." un altro radiamatore....

purtroppo è così, però questa tecnologia permette di ricevere segnali molto bassi, e quindi utilizzare meno potenza in trasmissione ottenendo un buon risparmio energetico. (un amplificatore di segnale può consumare molto di più di un computer) dopo ci sono produttori che si ostinano a fare software solo per un singolo sistema operativo...

73 de IZ3JIO
Il mio commento non era per il Lupo ma per Manuel :*)
@Giuseppe
Sì lo so, ci sono andato con l'accetta.
Ho appena terminato la visione del video. Avevo letto la traduzione intaliano, ma sentirla "dal vivo" è tutta un'altra cosa.
Peccato che non esista la trascrizione della sessione di domande. Ci sono spunti veramente molto interessanti...

Grazie Paolo per aver messo in evidenza questo intervento.
Il sospeso esula un pò dall'argomento, tuttavia.. Un software può lasciare libertà all'utente anche se non è open, per tornare in argomento. Linux continuerà a non essere appetibile per il grande pubblico finché non sarà facile da usare come i suoi due competitor. Devo poterci collegare la stampante e stampare, la webcam e usarla, senza per forza sapere che driver o che programma usare. Devo poterci collegare un secondo monitor e usarlo premendo due tasti, navigare sul web senza sapere che ci vuole flash.. Provate a dover realizzare una pubblicazione da stampare in tipografia con programmi open, o fare un video che non vada solo online. E non cambierà nulla finché sviluppare su linux non sarà economicamente conveniente nel senso di portare profitti. Che ci piaccia o no. Voi paghereste per usare linux? Voi comprereste un gimp col supporto per la stampa?
http://www.icreatemagazine.it/script/sostituti-congiurati/1299

La tesi cade nel momento in cui è evidente che nelle case i computer non vengono sostituiti, ma affiancati.

Inoltre la libertà di fare girare programmi concessa dal più limitato degli iPhone, preso come esempio, è cosmicamente superiore alla libertà di far girare programmi sugli smartphone che c'erano prima di iPhone. Accettabile che a un convegno di hacker si parli di congiure planetarie, visto che c'è una platea in attesa di sentirselo dire. Nel mondo reale posso fare con un iPad, preso come esempio, infinite cose che era del tutto impossibile fare con un Pc del 1990.
Fabio: Dove hai sentito che l'open rallenta la spinta all'innovazione?

be', io sono un utente "esperto", anche se non uno smanettone, che ha cominciato con un VAX e... un Commodore 64.

Onestamente mi sembra che i grandi improvements (il PC, il mouse, i sistemi operativi con interfaccie GUI, per fare degli esempi) vengano da aziende private e che solo dopo siano stati esportati in ambienti "free" *e/o* open source. Puoi fare degli esempi concreti del contrario?

Non discuto che Linux sia meglio per me, per il mio lavoro, etc., almeno per certe cose, ma credo che sia meglio anche perche' come dice Lupo della Luna, e' dovuto stare dietro all'innovazione portata avanti da compagnie come Apple e MS Windows.
Ho letto anche nei commenti il paragone tra i PC "lucchettati" e l'auto che può andare solo con un tipo di benzina, quindi ho pensato di capovolgere l'esempio.

Avete un'auto come quelle di adesso, closed source (il cofano è sigillato e può aprirvelo solo il meccanico). Fa tutto quello che fa un'auto normale ma non potete farci altro. Ovviamente la pagate. Accetta solo una marca di benzina.

Avete un'auto open source, uguale all'altra e col cofano apribile. Potete metterci la benzina che volete. Costa la metà, ma per usarla dovete aprire il cofano ed inserirci un pezzo, che vi viene fornito a parte.
Fa le stesse identiche cose dell'altra MA non ha la retromarcia.
Se volete la retromarcia, potete aggiungerla con un apposito kit, ma non sempre funziona.

Che fate?
[quote-"Vote Saxon [x]"-"/2012/01/cory-doctorow-spiega-perche-i-computer.html#c6600676877938165065"]
@Il Lupo della Luna
E invece è proprio così :D
Il mercato ha digerito tutte le versioni di Windows (così come tutti i processori Intel) per via della retrocompatibilità, del monopolio, dell'abitudine.
Come lo spiegheresti tu?
Ho scritto anche che la gente non lo vuole.
[/quote]

Beh, i prodotti di Uncle Bill e la parola retrocompatibilità non sono strettamente legate, anzi l'upgrede di OS/Programma spesso porta (o ha portato, stanno imparando) seri problemi di compatibilità.

Non mi spiego perché il mercato abbia digerito tutto, forse memoria corta, abitudini sclerotizzate? Ma tant'è, il pubblico digerisce anche Giacobbo e Mystero, la gente fuma anche se fa male, ancora si studia che i gusti son quattro e le altezze degli aerei si misurano in pezzi di corpi... siamo in un campo che mi è impossibile da analizzare ci vorrebbe qualche esperto di marketing o di soprannaturale ... cedo il passo a Don Spencer :D
P.S.
Questa moderazione mi snerva! Si accavalla di tutto!
@MR

La distro in quei computer è pessima, dici... Allora ne mettano una decente, Qualora Esista..

Cioè, metttiti un attimo nei panni dell' E-diota che va a comprarsi un pc per guardare le donne nude mentre viaggia in treno, va al negozio e il commesso gli assicura che quel penguin-computer può fare tutto quello che fa il personal computer, poi va alla compagnia telefonica e piglia una connessione cellulare, le due cose non connettono, il tipo torna al negozio di computer e il commesso gli spiega che quel computer può fare tutto meno che accedere a "the internet" mediante connessione cellulare "Permanganatus di stocassium" (parodia pseudopaperopolese della "Oxigen", talmente disperati dal sentirsi chiamare "Ociu" da aver cambiato l'insegna), che era l'unica cosa che gli serviva... eddai, capirai che uno si incazza, non siamo mica tutti soldati di ventura ghe godono nel rosicchiare radici nascosti nella concimaia dell' ippodromo come faceva il colonnello ernesto...

Come dicevo nell'altro articolo, fai i pezzi migliori per costruire la barca a vela migliore del mondo, la migliore vela, il miglior scafo, il miglior timone, il miglior albero, le migliori seggiole... e poi non puoi metterli insieme perchè non esistono bulloni che si adattano alle flange, e tu ti rifiuti di produrli e distribuirli... che me ne faccio a quel punto della migliore vela del mondo, del miglior scafo del mondo ecc. ecc. se poi chi mi ha fornito la tecnologia mi dice che bulloni utilizzabili non esisteranno MAI ?

Poi mettiti nei panni del negoziante, tre quarti dei clienti (Cioè 1 sano ed uno che soffre di personalità multiple, il 75% di 2) tornano indietro incazzati perchè l'output... non c'è... qualsiasi cosa disegni, scolpisci o componi, se vuoi mostrarla a qualcuno devi portargli il computer su cui la hai fatta.
Forse il problema è che questi 3 quarti degli acquirenti son dei critini, forse ci vorrebbe un commesso che dice: "Dammi qua il mouse, critino."

Ma chi sarebbe capace di farlo, se esiste, non è in un negozio di elettronica a vendere computer nuovi, come l'uomo che ***** i cavalli, chi potrebbe aggiustare l'output del linux è in una caverna sotto il mare, o sulla riva sinistra del rodano a dipingere, o gioca a flipper usando D.Rosen al posto del flipper, il negozio di elettronica non può convocarlo, perchè egli è uomo di grande valenza & potenza, e bisognerebbe pagarlo con una ceca sposatasi vergine con un connazionale al giorno, dovrebbero vendere tali computer ad un prezzo assurdo per mantenere un servizio di assistenza.

Lo hai detto tu che quella distro è pessima.
[quote-"puffolottiaccident"-"/2012/01/cory-doctorow-spiega-perche-i-computer.html#c4679544899395587997"]
[cut] poi va alla compagnia telefonica e piglia una connessione cellulare, le due cose non connettono, il tipo torna al negozio di computer e il commesso gli spiega... [cut]
[/quote]

Mi ricorda un fatto accaduto realmente qualche anno fa.
Uno dei miei "utenti non pagante (UNP)" comprò una chiavetta Vodafone e si presentò dal negoziante della Vodafone (o almeno uno che si spacciava per tale) per l'installazione (ma perché questo tipo dovrebbe metterme le mani sul pc? mah).
Questo tipo mette il cd di installazione, e fa doppio click sull'icona del .exe, una scimmia ubriaca si sarebbe accorta di qualche cosa di strano (nautilus al posto di explorer), ma lui no, imperterrito ha provato e riprovato finché il mio UNP non si spazientisce e mi chiama.
Io con calma gli chiedo di chiudere il portatile e venire a casa mia.
Accendo il suo computer, vado su google, 5 minuti di ricerca e scopro che Vodafone ha un suo sito di sviluppo dove avevano un bel software per la gestione della suddetta chiavetta, un minuto per scaricarlo ed installarlo (doppio click e apt si è scaricato pure tutte le dipendenze... pari pari a .msi) 3 minuti per configurarlo e provarlo.
In 9 minuti tutto era concluso con software originale.

Mi domando, come mai la Vodafone non ha pubblicizzato questo software?
Come mai un commesso con la sua maglia non lo conosceva? (Non che dovesse... ma se mi metti le mani sul computer qualche cosa dovresti sapere,perché non è vero che se vende candele per macchine il commesso del supermercato è in grado di cambiartele, magari gira la male la chiave e spacca tutto!).

Beh, ora non accadrebbe, network manager riconosce direttamente le chiavette 3g... quindi out of the box funzionano.


P.S.
Ancora mi stupisco quando Seven installa il nuovo hardware quando inserisco una chiavetta usb...
@puffolottiaccident
Distro decenti? Linux Mint e SuSE e fu Ubuntu.
@Manuel
Ok, cum grano salis. La tua spiegazione che tira in ballo Giacobbo mi soddisfa. Ricordo che MS è monopolista.
@pgc
Proprio le grandi aziende finanziano/usano linux.
L'IBM inventa il mouse, l'IBM sviluppa linux.
Sì, anche Microsoft, lo usa per bing.com e contribuisce per la virtualizzazione.
L'interfaccia a finestre Unix è stata creata al MIT nel 1984.
Confronta kde con *qualunque* altra interfaccia e dimmi qual è più innovativa.
@pgc
@Vote Saxon [x]

E' difficile definire innovazione in campo come questo.
Spesso (sempre?) l'informatica si appoggia pesantemente a studi teorici universitari che nascono "open", poi vengono codificati e brevettati da qualche privato scatenando poi il patent trolling.
Inoltre innovazione/miglioramento si fondono spesso troppo per dire che una cosa è veramente "innovativa"!
Si dovrebbe risalire a Dijkstra e a tutti i giganti come lui... e quelli prima!

Comunque uno sforzo si può fare:
Il Perl, fu un'innovazione nei linguaggi di programmazione per quanto riguarda la gestione delle stringhe.
Lo stack software tcp/ip (che si vocifera usi anche Windows) è nato free.
SSL
Bewolf per il calcolo distribuito e quasi tutti gli algoritmi per il calcolo distribuito nascono open, GNU/Linux ha il monopolio nei supecomputer.
il kernel di Linux stesso è a suo modo innovativo.
Alcuni filesystem.
La struttura di udev
La pacchettizzazione del software
molte librerie multimediali
PGP
Google+ ... che prende a piene mani da Adunanza
e molto altro, a esempio tutto quello che nasce sotto la GPL, essendo una licenza virale (nel bene e nel male).
Aggiungo:
Tomcat, Apache, MySQL, Postgres, Alfresco, SugarCRM, Ketl, Eclipse, Pentaho, JasperSoft, R, Eucalyptus, Latex...

Ma continuo a pensare che sia un ragionamento capzioso, parte dal presupposto sbagliato, questi sono soluzioni a problemi non propriamente innovazioni, l'innovazione è accademica, è la teoria su cui si basa la soluzione ad essere innovativa (poi anche a soluzione può avere i suoi spunti innovativi ma sono, a mio avviso, minori).
Google stesso è innovativo a suo modo si? Eppure nasce dall'idea di un ricercatore italiano che la presentò al pubblico, open e disponibile, è innovativa l'idea? Certo! La realizzazione? Si! E' open o close?
Commenti sparsi: "a suo modo innovativo" ... beh esattamente come per BSD, si cercava di scrivere un kernel compatibile POSIX che non fosse quello di AT&T. E' nato dalla ricerca di un alternativa a qualcosa di commerciale. Quasi tutti i progetti citati sono nati come alternativa gratuita o a basso costo a prodotti commerciali, quasi tutti in ambito accademico. IBM non ha inventato il mouse (che arriva dalla "solita" XEROX) nè sviluppato Linux: ha il suo OS UNIX-like, AIX. L'interfaccia a finestre è un progetto XEROX del 1979, migrata sul loro plan-9 e poi implementata in UNIX intorno al 1982 (vado a memoria ma basta guardare wikipedia). E poi abbiamo avuto (in ordine sparso) l'Apple Lisa, GEOS, MacOS, Amiga, Atari, GEM, BeOS, OS/2, Motif, openSTEP, NeXT, Windows tutti basati sulla stessa logica e metafora delle "finestre". E tutti (a parte Motif e openSTEP) "commerciali".

KDE altro non è che un crossover tra Windows 7 (coi gadget "floating", menù con la ricerca integrata e maxi-icone) e OSX (trasparenze onnipresenti) e dal punto di vista dell'interfaccia utente non ha proprio nulla di nuovo (d'altra parte quello che usiamo tuttora è un sistema molto valido e a cui siamo ben avvezzi).

Comunque, forse sono utonto io. Sul mio laptop ho installato:
*buntu dalla Interpid Ibex in su
Ubuntu Studio
Crashbang Linux
Debian Sarge
PC-BSD
SUSE 11 (mi pare)
Linux Mint (con KDE e con Gnome)
LXDE
SalineOS (debian-based)

Ognuna di queste è stata tolta perchè mancava il supporto a qualcosa o qualche altra cosa smetteva di funzionare al primo upgrade.
Risparmio ai lettori l'elenco dettagliato dei problemi che ciascuna di esse mi ha dato. Ora sto usando Windows 7 preinstallato, sebbene sia un'idrovora per la batteria ma tutto l'hardware infilato nel laptop funziona, dongle dvb-t usb compreso.
Manuel, provo a riformulare la domanda...

Supponiamo che agli albori dell'informatica una legge avesse vietato la vendita di software (linux e' o non e' quello che e' SOPRATTUTTO perche' le distro sono anche gratuite?).

Secondo te il software sarebbe allo stesso livello di evoluzione di oggi 11/1/12?

Secondo me, no, soprattutto a causa dell'assenza di Apple, che ha segnato una grandissima rivoluzione nell'interfaccia utente con i primi MacIntosh. Tutto il resto potrebbe anche essersi sviluppato in maniera molto piu' efficiente (d'altra parte mica utilizziamo windows nei laboratori e negli osservatori..) ma la diffusione del computer ai livelli che conosciamo oggi dipende secondo me soprattutto da QUELLA rivoluzione. Mia madre per es. comincio' a usare il PC a 71 anni, con il solo scopo di scrivermi e-mail visto che mi ero spostato all'estero. Se avessi dovuto insegnargli CLI (nel '99), saremmo ancora li. Invece ha imparato a inviare una mail da windows 95 (se non vado errato) in 5 minuti.

Certamente, se non ci fosse stata per decenni la possibilita' di copiare roba gratis, oggi probabilmente saremmo ancora al 386, visto che nessuno nel grande pubblico avrebbe mai aggiornato il proprio computer per installarci un nuovo s/w che costava il doppio ma valeva il 10% in piu'.

Poi ammetto che la mia e' solo un'opinione personale, non basata su evidenze, e che forse lo sviluppo delle interfacce sarebbe stato piu' favorito nel medio o lungo termine se non ci fossero stati vincoli di copyright. Comunque, togli le interfacce grafiche, e si torna indietro ai tempi in cui i pc erano relegati a un subset di individui piuttosto che a tutti.
Pulce72

L'edicolante è un venditore, ma l'apple è un venditore monopolista. Se lei decide che per quel dispositivo una cosa non si vende quella cosa non si vende e basta, non puoi cercarla altrove.

In ogni caso il senso è molto semplice: se la whirlpool facesse lavatrici che lavano solo mutande dolce e gabbana e se le lavatrici whirlpool coprissero il 50% del mercato mondiale, qualche stilista di intimo avrebbe da ridire.
pgc: non prevedo grosse rivoluzioni nelle interfacce grafice. Metro (quella cosa alla mondrian di windows 8) mette semplicemente più "finestre" sullo schermo.. per farle sparire tutte quando scegli quale vuoi ingrandire. E' il paradigma del "tiling window manager" testuale di alcuni curiosi programmi unix/linux. Figo da vedere, frustrante da usare.
Dimenticavo. E' un ritorno alle origini: i primi "window manager" non permettevano di svorapporre le "finestre".
@pgc
e che forse lo sviluppo delle interfacce sarebbe stato piu' favorito nel medio o lungo termine se non ci fossero stati vincoli di copyright
E' una delle motivazioni che portò Xerox quando fece causa ad Apple. Non venne accolta.

@Il Lupo della Luna
al contrario della tua esperienza ho un notebook con l'ultima edizione di ubuntu che mi fa funzionare tutto (e dico proprio tutto). Quella vecchia per esempio aveva dei problemi con i miei componenti wifi (che non sono riuscito a risolvere neanche con la compilazione dei driver). Se i produttori cmq non supportano molto Linux non è certo colpa sua ma dei produttori (sono loro a dover provvedere non il sist. op.)
Per quanto riguarda la tua idea di open come imitazione del commerciale, devi ricordare che negli anni '60 e '70 il codice era open e lo sfruttamento commerciale era più legato al hw che al sw. Il sistema operativo GNU ovviamente nasce come rimpiazzo di Unix ma per esempio l'idea originale dietro il kernel Linux non era quella di rimpiazzare alcunchè.
IBM non ha inventato il mouse (che arriva dalla "solita" XEROX) nè sviluppato Linux
IBM contribuisce a Linux come molte altre aziende http://goo.gl/YEUcT

@pgc e Lupo
Onestamente mi sembra che i grandi improvements (il PC, il mouse, i sistemi operativi con interfaccie GUI, per fare degli esempi) vengano da aziende private e che solo dopo siano stati esportati in ambienti "free" *e/o* open source. Puoi fare degli esempi concreti del contrario?
Parlando di OpenSource preferisco escludere il mouse (nato da Doug Engelbart a Stanford, quindi open, insieme a rudimentali GUI ) e rimanere al sw . La GUI quando è stata concepita da Xerox era un concetto che già girava nell' ambiente, la capacità di Apple fu quella di vederne il futuro come applicazione commerciale. Di innovazione reale ,quindi ne hanno messa "poca" ma la percezione del pubblico è stat quella di una grossa rivoluzione (giustamente)

Le rivoluzioni dovuto ai privati in realtà sono l'ultimo gradino di un processo speculativo lungo. Tuttavia è il più visibile. Un esempio sono i fratelli Wright, non erano i soli a provare a fare un aeroplano, esistevano studi ed equazioni che potevano spiegare cosa fare e come fare. Loro hanno dato gli ultimi ritocchi (con tanta fatica) mettendo insieme tante idee già note (e quindi open). Ho dato degli esempi convincenti?
@Il Lupo della Luna
Ora sto usando Windows 7 preinstallato, sebbene sia un'idrovora per la batteria ma tutto l'hardware infilato nel laptop funziona

Ti risparmio l'elenco delle pene che passiamo con i pc Windows 7 in ambiente lavorativo. Giusto per farti un'idea, abbiamo avuto problemi con un vecchio NAS che chiedeva la sola password ma non il nome utente per connettersi alle sue cartelle. Due costose stampanti di rete hanno funzionato solo grazie al fatto che erano una PCL e l'altra Postscript: tutt'oggi non esiste un driver per Windows 7, però abbiamo potuto usarne uno generico (un escamotage Linux style). Il QuickVPN client di Cisco, pur dichiarato compatibile, non funziona con nessun notebook e va in crash se si usa in Windows Xp mode, ecc, ecc, ecc... Per adesso l'unico sistema per il quale funziona tutto (fuorché i pc di ultima generazione ma solo per scelta commerciale, ritengo, imposta da Microsoft) è Windows Xp. Personalmente ritengo inaccettabile che un sistema operativo a pagamento dopo due anni ti fa soffrire (e spendere) più di un server Linux (con la differenza che Linux ha gli HOWTO che aiutano tantissimo). E parlo a ragion veduta visto che un server con Linux lo abbiamo (che si affianca tranquillamente a un server su cui gira windows 2003).
BSD è lo stesso UNIX dell'AT&T evoluto nelle università.
AIX non è Unix-like ma è Unix. IBM e altre aziende sviluppano Linux.
Lxde non è una distro.
KDE non è affatto un crossover, rispetto a Windows:
- ha un menù molto chiaro
- è radicalmente configurabile
- si può imporre il comportamento specifico per ciascuna finestra
- si possono mettere shortcut molto pervasivi
- implementa il desktop semantico
- desktop multipli
- attività
- indipendente dalla piattaforma (funziona anche su Windows)
- i programmi desktop sono molto potenti e integrati
Le icone di KDE sono grandi quanto ti pare.
"E tutti (a parte Motif e openSTEP) "commerciali"."
Tutti a parte i controesempi. :)
Hai storpiato il nome di Crunchbang, ti ha dato qualche problema di stabilità?XDXD
Senza l'open source in cambio non ci sarebbero Facebook e Twitter, MacOSX, Android leader sugli smartphone, un OS per il CERN...
Fabio: "La GUI quando è stata concepita da Xerox era un concetto che già girava nell' ambiente, la capacità di Apple fu quella di vederne il futuro come applicazione commerciale. Di innovazione reale ,quindi ne hanno messa "poca" ma la percezione del pubblico è stat quella di una grossa rivoluzione (giustamente)"

Questo modo di mettere le cose l'ho sentito molte volte (e' ben nota la storia della Xerox etc.) ma secondo me e' un po' biased, apparte il "giustamente". E' un fatto che TANTI, molti di piu' di quanto la gente comunemente ritiene, hanno ottime idee, ma POCHI sono in grado di trasformarle in realta' a disposizione di tutti. Da questo ho tratto la conclusione che al contrario del luogo comune dell'inventore eroico che non pensa al proprio interesse, le buone idee sono in genere piu' rare (e piu' difficili da creare) dei buoni prodotti, e quindi questi valgono di piu'.

"Le rivoluzioni dovute ai privati in realtà sono l'ultimo gradino di un processo speculativo lungo. Tuttavia è il più visibile."

Giusto, Ma questo non implica, come scrivevo sopra, che il processo speculativo valga piu' delle rivoluzioni dei privati. Naturalmente parlo solo dei PRODOTTI. Non delle SCOPERTE. Mi spiace, ma rifuggo il moralismo del mito dell'inventore solitario e al di sopra del vil denaro, perche' spesso se fosse per lui la buona idea sarebbe ancora in un laboratorio invece che sul mio tavolo.

"Un esempio sono i fratelli Wright, non erano i soli a provare a fare un aeroplano, esistevano studi ed equazioni che potevano spiegare cosa fare e come fare. Loro hanno dato gli ultimi ritocchi (con tanta fatica) mettendo insieme tante idee già note (e quindi open). Ho dato degli esempi convincenti?"

in realta' sono stati in grado di metterle in piedi per una grande capacita' costanza e attenzione ai particolari. Per esempio, come saprai, sono stati tra i primi a misurare in una "galleria del vento" la reale portanza dei profili alari. Poi pero' si sono persi, ritardando di fatto lo sviluppo del prodotto, proprio per l'incapacita' di individuare la strategia commerciale piu' redditizia. Al punto che all'inizio da molti non vennero nemmeno riconosciuti, come sai, gli inventori dell'aeroplano. E' noto il caso dell'abbaglio preso da Scientific American che non credeva all'invenzione per quell'assurda segretezza con cui circondarono il loro progetto.

Ancora una volta l'inventore c'era, ma mancava il manager. Te lo dice uno scienziato, per cui non sto difendendo corporazioni. Anzi. Ma proprio perche' uno scienziato mi baso sui fatti a mia disposizione.

un saluto
Vote Saxon [x]

che tu stia dicendo "parole di vèrita" oppure no è una questione secondaria.

Hai dipinto mezzo quadro, altri potrebbe seguire il tuo consiglio ed impallarsi o decollare, la seconda mi renderebbe molto più felice della prima.

Essi dipingeranno l'altra metà del quadro.

e queste sono parole di vèrita.
@puffolotti:

La cosa assurda è che il registratore di suoni nativo di windows 7 non salva in formato .wav

Probabilmente registra direttamente nel formato proprietario WMA... Parafrasando una celebre dichiarazione... "un piccolo passo per un sistema operativo, un grande passo per l'umanità" ;-)
Paolo, il mio commento di un paio di gg fa non è mai arrivato o è stato bloccato? La seconda mi sembra proprio strana ché era un commento del tutto teorico...
Qui si parla di distro, di perl, di ambienti di sviluppo, di server... di roba che al 99% di chi lavora col PC e NON è un'informatico non frega assolutamente nulla.

Il grafico, il designer, il progettista, l'ingegnere hanno bisogno di strumenti potenti, che crescono velocemente, con svilupaptori che abbiano un commitment e un driver importante. Quanti CAD 3D ci sono nell'open source? Quanti software di modellazione 3D ci sono? Quanti tool di calcolo matematico e simbolico? Quale azienda sana di mente si affiderebbe per il suo business a un software di progettazione sviluppato da un "gruppo di appassionati" senza nessuna leva commerciale, con supporto a dir poco aleatorio e con scarsa motivazione?
Diciamoci la verità, ci sono software professionali che semplicemente non ha senso esistano in forma open source, perchè il loro codice è proprietà intellettuale e vantaggio competitivo della software house, nonchè fonte di reddito per la stessa, quindi non può essere "open" per definizione.

Paolo
@ pgc
non ho mai parlato di inventore solitario ed eroico, questa cosa non c'entra assolutamente niente con la liberta' di un sistema open. Tra questa visione poco corrisponde alla realta' dei fatti (con poche eccezioni)

Sul fatto che la buona idea abbia bisogno di un imprenditore non ci piove (vedi google e apple per esempio ma anche ford a tanti altri), ma cio' non toglie che pensare che l'innovazione arrivi in un momento puntuale della storia da parte di un solo imprenditore sia fuorviante e sbagliato.
Ritornando ad apple (per la quale non provo ne' piu' odio ne' piu' amore che per toshiba, acer o altri, tanto per mettere le cose in chiaro) al tempo del mac fecero un prodotto davvero innovativo, ma l'innovazione dell'interfaccia grafica non veniva da loro, bensi' un concetto maturato precedentemente in ambito accademico. Il prodotto per le grandi masse pero' non era mai stato visto prima quindi, in termini di pubblico, fu un'innovazione dirompente.
E' come dire che microsoft ha innovato perche' ha rivoluzionato i sistemi operativi facendone uno per le grandi masse e per i pc. Il concetto di SO gia' esisteva e microsfot ha fatto un ultimo fondamentale passo verso la sua diffusione e commercializzazione.

Non dico che questa non sia innovazione, semplicemente dimostra quanto sbagliata sia l'idea che l'innovazione avvenga principalmente in entita' private (aziende).
Al contrario la gran parte dell'innovazione si fa nelle universita' e negli enti di ricerca. Poche sono le strutture private che possono competere (come i Bell Labs che diedero Unix e C)

@pgc
Te lo dice uno scienziato, per cui non sto difendendo corporazioni.
Dovremmo basarci sulle argomentazioni e non sui titoli, ma per quello che vale sono uno "scienziato" anch'io, quindi dovremmo parlare la "stessa lingua"
@MR

Giuro, firmo & sputo sulla tua buona fede, ma. (e il periodo termina così)

se non sbaglio c'erano qualche tempo fa, dei bravi paesani con torce, badili e forconi che sbraitavano chè zio billy aveva infilato internet explorer (giocattolo di pannocchia Alpha) in un sistema operativo.

Ora, ripeto che giuro, firmo e sputo la tua buonafede, ma la situazione in sè è poco chiara.

Tipo che vado a prendermi un gelato da quello che vende le palline a 20 centesimi, scopro che adesso le vende a 1 euro... Alzo le spalle e giro i tacchi, e un signore azimmatissimo e zifidissimo mi sussurra: "eh, picciò, chistu pariva beddu, ma un se puote. ce stann anca jatri, e cirte cuse un se fanno. e poi ci stannu le spese, assicurazionne, li conti etcetera... etcetera, etcetera."

Fino a che punto c'è da crederci?
@Paolo
Quanti software di modellazione 3D ci sono?
Software pochi e non della stessa qualita' dei commerciali, ma ci sono librerie OpenSource (OpenCASCADE) che forniscono un kernel di modellazione comparabile con il kernel Parasolid. Produrre sw e' quindi sol ouestione di tempo (ci sono molti progetti interessanti)
Come vedi Open Source non e' solo un gruppo di appassionati senza motivazione (definizione opinabile) ma un possibile modello di businness per entrare in mercati potenzialmente saturi o con grosse barriere all'ingresso.
Vote: detesto fare il pignolo, anche in w7 puoi avere le icone di qualsiasi dimensione (innovazione fondamentale, nevvero?) il menu è uguale a quello di kde con tanto di ricerca. Peccato che ogni volta che metto una distro qualcosa non funziona. I produttori hw sono responsabili dei problemi hw di linux? Perché allora per win e mac è colpa degli OS? Win con dispositivi di rete vecchi ha problemi di autenticazione, è stata migliorata la sicurezza purtroppo in. cambio della flessibilità. Mi spiace che linux vada così male pagare così tanto per win mi secca alquanto..
@Paolo (no, l'altro): qualcosa open per il 3D è a livello dei programmoni commerciali, Blender. Però altri programmi sono standard de facto, quindi il problema non si pone.
@pgc
tra i primi a misurare in una "galleria del vento" la reale portanza dei profili alari
In realta' nn misurarono ma compararono con dei riferimenti. Dato che l'argomento piace anche a te linko quest'articolo http://www.grc.nasa.gov/WWW/k-12/WindTunnel/history.html.
Leggendolo credo si capisca piu' chiaramente cosa intendessi nei miei post.
@Lupo
Non mi ricordo se l'ho scritto ma sì, sul mouse ho cannato. Ero proprio sicuro fosse dell'IBM.
@puffolottiaccident
1+1=2
che tu stia dicendo "parole di vèrita" oppure no è una questione secondaria. Questa è parola di verità
Capisco poco come ti esprimi, cos'è la vèrita? Prendi in giro un mio lapsus? Citi un comico? Prendi in giro gli americani a Roma?

@Paolo [Paolo e basta]
Strano che chiedi quanti, in teoria l'open source serve a concentrare gli sforzi (e quando si verifica un fork è solitamente biasimato).
CAD: brlcad, i pacchetti di CAELINUX. Non so quanto buoni siano ma a spanne sono ottimi.
Matematica: Sage, Octave, Scilab.
Ancora una volta: l'open source è sviluppato da *aziende*/fondazioni/centri di ricerche/appassionati per aziende/per chi lo vuole usare:
Come visualizzi il mio commento? Con Firefox, Chrome, Safari? Quindi grazie all'open source.
Se ascolti le previsioni del tempo, ringrazia qualche supercomputer che le elabora usando Linux
Bing.com usa Linux, la Microsoft è stata pragmatica.
Quante aziende usano Openoffice?
Quante aziende sonno vincolate a strumenti proprietari per via delle barriere all'uscita(formati chiusi)?
"ci sono software professionali che semplicemente..."
già sentita. Microsoft a proposito di Linux
@Lupo
I produttori hw sono responsabili dei problemi hw di linux? Perché allora per win e mac è colpa degli OS?
E chi lo ha detto che e' colpa di Win se i produttori fanno driver penosi? Per questo ms ha iniziato a proporre i driver certificati (chiedendo soldi alle aziende per la certificazione).
Per Mac il problema e' differente dato che ti vende hw e sw insieme.


Mi spiace che linux vada così male pagare così tanto per win mi secca alquanto..
Cosi' tanto? Una copia OEM incidera' si e no una trentina di euro sul costo di un laptop (venduto a parte costa di piu' ovviamente). Il vantaggio di linux non e' nel prezzo ma nell'essere libero (il che ritorna al tema dell'articolo).
Sembra che tu abbia le idee confuse a riguardo. Ad ogni modo non capisco la necessita' di dover difendere un sistema operativo. Usi Win(Linux,Unix,BeOS,Hurd,Unix)?Fa al caso tuo? Perfetto!
Beh, Microsof usava questo: http://en.wikipedia.org/wiki/Xenix anni addietro.

Bing usa Linux? Beh, per un motore di ricerca ci vuole un server web con certe caratteristiche ed evidentemente IIS non è adatto. Come tutti i programmi, anche i webserver sono di diversi tipi e si presteranno meglio ad uno o all'altro uso. Ma questo non vuol dire che i prodotti Microsoft non vadano bene in toto.

OSX ci sarebbe, probabilmente, comunque: *non è open source* ma è basato su NEXTstep.
NEXTstep ha dietro una licenza BSD, ma il sorgente di OSX è assolutamente closed. Non lo fosse, avrei imparato l'objective-C per riscrivere un Finder ed un Dock decenti ;)
Al limite, di open c'è Darwin, ma Darwin è solo una piccolissima parte di OSX.

Su BSD, leggetevi chi l'ha ideato e perchè, è una storia molto interessante.

Ma siamo sempre lì. Il successo di queste tecnologie è legato a delle aziende commerciali e non (o non solamente) all'impegno degli appassionati. Probabilmente non staremmo qui se non fosse stato per l'IBM-PC. Questo non vuol dire che dobbiamo lasciare carta bianca alle aziende e consentirgli di fare quel che vogliono coi prodotti che acquistiamo, certo.

Comunque, nessuno mi ha ancora risposto: sareste disposti a pagare per un Linux con tutti i programmi che ci sono per Windows?

Secondariamente: perchè i programmi "alternativi" non sono così diffusi tra i professionisti? Tutti i vari CAD free... chi li usa? Conoscete un designer che usa Gimp o Inkscape o Scribus PROFESSIONALMENTE?

Lo domando perchè chi usa i software per lavoro chiede principalmente che siano robusti e snelli da usare (non necessariamente facili).
@Lupo
Veramente quella cosa delle icone l'hai scritta tu, mica io! Ero io che facevo il pignolo con te ;)
Il menu *non* è affatto uguale:
Windows Vista (conosco questo), voglio aprire Nero:
Bottone Win ->Tutti i programmi ->Ahead (e che cos'è!?) ->Nero (directory)-> Trovo: Manuale in {de,it,zh,..}, link alla disinstallazione, cover designer, Nero Start Smart(lo apri, ti prendi un pugno in un occhio, lo chiudi), tool per tosare le pecore, nero(quello che cerchi)
KDE Kicker, voglio aprire K3b: kicker-> Programmi-> Multimedia-> K3b,niente manuali, crapware, niente nome del produttore.
Vuoi ridimensionare il menu o vuoi togliere "Esecuzione Automatica"? Che io sappia su Vista non puoi. Vuoi rendere più coerente il menù? Puoi ma con molti limiti
"Perché allora per win e mac è colpa degli OS?"
Perchè Windows in teoria i driver ce li ha tutti e perchè Mac è spocchioso di design.
E comunque chiamami Saxon, mi piace di più XD
@fabio
ci sono librerie OpenSource (OpenCASCADE) che forniscono un kernel di modellazione comparabile con il kernel Parasolid. Produrre sw e' quindi sol ouestione di tempo (ci sono molti progetti interessanti)

Si ma il tempo non è infinito, mentre aspettiamo che un gruppo eterogeneo si decida a creare un qualcosa di usabile (Free3D non lo è attualmente) ci sono già opzioni non open source, come PTC Creo Elements Direct in versione gratuita e liberamente utilizzabile anche per fini commerciali.
Quando dico che gli sviluppatori o.s. non hanno motivazione mi riferisco alla spinta che un'azienda a fine commerciale può dare al suo team di sviluppo. L'o.s. è un modello di business interessante per certi ambiti (come il PDM, vedi Aras) ma certo non per tutti, e la cosa incredibile è la riluttanza ad ammetterlo. FreeCAD è "carino", ma è solo questo, una cosa hobbistica se vogliamo.

@Lupo
Si blender è buono, da quando finalmente gli sviluppatori hanno ridotto la spocchia e accettato di ridefinire completametne l'interfaccia.

Quello che manca all'o.s. è la flessibilità e l'approccio al "cliente", ovvio perchè non c'è un cliente. Perchè se a me non piace o non mi ci ritrovo con Blender, cosa faccio? Niente. Chiedo agli sviluppatori di modificare qualcosa a mio gusto e mi rispondono che va già bene così o che devo farmelo io. Non ci sono alternative perchè non c'è la concorrenza a spingerle a fare qualcosa che non va a loro. E c'è la supponenza di fondo del non voler accogliere osservazioni da chi un programmatore non è e non vuole esserlo, ma magari è nel settore da 10 anni :D

@ Vote Saxon [x]
brlcad è ok, ma è un CAD CSG, non penso, sinceramente, che senza la spinta commerciale dei tempi sarebbe mai nato il CAD parametrico, o la modellazione diretta flessibile che oggi va tanto di moda.
SCILAB è un esempio di una buona alternativa (o meglio, un buon clone) di qualcosa di commerciale, se cerchi qualcosa di analogo a MathCAD non lo troverai altrettanto facilmente.

Cmq hai ragione sul fatto dell'importanza dell'o.s., io uso Firefox, e se c'è qualcosa di o.s. valido sono il primo ad adottarla. Ma perchè non siamo ababstanza onesti da ammettere che per molti campi non esiste e probabilmente non esisterà mai un'alternativa al software commerciale? Quando FreeCAD saprà fare quello che oggi fa SolidWorks, SolidWorks sarà andato avanti. Questo è il punto e sinceramente elencare una serie di software non all'altezza degli standard attuali non è sufficiente a convincermi che ci siano alternative valide agli standard attuali
Michelangelo,

non pubblico il tuo commento perché puzza un po' di spam o trollaggio. Sono disponibile a rivedere questa scelta se documenti quello che dici.
[quote-"Il Lupo della Luna"-"/2012/01/cory-doctorow-spiega-perche-i-computer.html#c5063324684588202562"]
Bing usa Linux? Beh, per un motore di ricerca ci vuole un server web con certe caratteristiche ed evidentemente IIS non è adatto. Come tutti i programmi, anche i webserver sono di diversi tipi e si presteranno meglio ad uno o all'altro uso. Ma questo non vuol dire che i prodotti Microsoft non vadano bene in toto.
[/quote]

Il tuo discorso fila perfettamente. Il problema, per Microsoft, è che mediaticamente parlando si è messa in una posizione difficile (http://news.cnet.com/8301-13505_3-10145332-16.html): tanto sforzo per dire che "noi siamo meglio, linux è robetta", poi fai un motore di ricerca su scala planetaria e cosa ci metti ? Linux ? Ah, allora vedi che non era così schifido come volevi farci credere!

E' una questione di atteggiamento. Non puoi essere "fan" per un po', poi pragmatico quando ti fa comodo, altrimenti perdi (un po') la faccia.

Ma alla fine della fiera business is business, quindi penso che il marketing conti solo fino ad un certo punto...
[quote-"Il Lupo della Luna"-"/2012/01/cory-doctorow-spiega-perche-i-computer.html#c5063324684588202562"]
Comunque, nessuno mi ha ancora risposto: sareste disposti a pagare per un Linux con tutti i programmi che ci sono per Windows?
[/quote]

Esistono distribuzioni di linux a pagamento (REHL, ad esempio). Ma forse non è questo che intendevi dire...

La domanda che io mi faccio, invece, è: sareste disposti a pagare per i software (più o meno) professionali che oggi esistono solo su win e mac, se esistesse una versione linux ?

Nel fatto che molte software house non producono port su linux dei propri prodotti ci vedo la mano longa di mamma microsoft. Non voglio farmi trascinare troppo lontano da idee complottiste o antipatie preconcette, così come non ignoro che fare il port di programmi cone 3dsmax non sia questione di filantropia, ma una precisa scelta aziendale che deve essere calibrata su analisi di mercato, ecc. Però il comportamento anticoncorrenziale di Microsoft non è un'invenzione dei linari, ed è evidente che Microsoft stessa avrebbe molto da pertere se l'utenza della maggior parte dei sw commerciali potesse scegliere liberamente il S.O. (ricordo che abbandonare windows significa quasi automaticamente abbandonare MS Office per OpenOffice o uno dei suoi cloni...)
@Paolo[e basta]
Ok, ammetto che molte alternative libere sono peggiori, ma i CAD 3d mi sembrano un campo in cui il software libero può vincere, come in altri:
1.si crea una fondazione adeguatamente sponsorizzata
2.si uniscono gli appassionati
3.qualcuno lo adotta perchè è gratis
4.trova che è incompleto e lo migliora (spendere pr spendere, tanto vale finanziare codice libero)
5.migliorano le sponsorizzazioni
5.progetti più ambiziosi (che so, ESA summer of code)
6.si cicla fra i punti 3, 4, 5 e 6.
Quali sw non "sono all'altezza degli standard attuali" fra quelli che ho citato? Sto chiedendo, non sono un architetto. Includi Maxima.

@Lupo
"Ma questo non vuol dire che i prodotti Microsoft non vadano bene in toto." Mai pensato.
"Al limite, di open c'è Darwin, ma Darwin è solo una piccolissima parte di OSX."
e con questo smentisci quello che hai detto.
Sì, di opensource c'è il kernel XNU, come dire il motore della macchina. Fanne a meno.
"sareste disposti a pagare per un Linux con tutti i programmi che ci sono per Windows?"
Io no perchè non mi servono.
CAELinux e i paccheti che lo compongono sono sviluppati da Électricité de France.
BrlCAD immagino sia usato all'ESA.
Avevo sentito di Inkscape usato in un contesto professionale, per Scribus non so, non parliamo di Gimp.
@Vote Saxon [x]

Invece io ritengo che il CAD 3D in particolare sia proprio il campo in cui sia quasi impossibile che l'o.s. possa spuntarla, perchè ad esempio tu parli di "appassionati" che si uniscono e "qualcuno lo migliora". Ma non ci sono "appassionati" veri di CAD 3D, è uno strumento di lavoro per molti, si io sono appassionato di modellazione tridimensionale, rendering ecc, ma il CAD è innanzitutto uno strumento di lavoro. Il secondo punto è che chi potrebbe migliorarlo (programmatori) non è la stessa persona che ne è appassionata (utenti) e soprattutto nessuno dei due ha il polso della situazione per decidere come e cosa aggiungere a un CAD 3D :D

Tornando agli esempi che hai fatto, ci sono dei buoni CAD 2D open source, mentre sul CAD 3D nessuno è al livello dei competitor commerciali. Sia per la meccanica che per l'architettura non c'è una soluzione che possa tenere testa. FreeCAD è il più promettente come approccio, ma siamo ancora molto indietro su funzioni di base per un buon parametrico. Il mercato del CAD è un mercato stramaturo in cui player enormi si scannano per portarsi via i clienti, e non singoli o piccoli studi, ma grandi società, aziende come Boeing, Airbus, BMW. L'enorme quantità di denaro investita permette di spingere l'innovazione e la competizione, e permette anche, paradossalmente, di accattivarsi i favori degli utenti con software gratuito.
Siemens mette a disposizione Solid Edge Free 2D che è un CAD 2D "parametrico" eccellente, PTC offre gratis Creo Elements Direct, CAD 3D con modellazione diretta, e francamente non c'è paragone con le proposte dell'open source.

CAElinux è interessante, ma siamo in un altro ambito, quello dell'analisi numerica dei dati, brlCAD ha una storia in ESA, a detta degli stessi sviluppatori, legata a vari ambiti tra cui il "concept spacecraft modeling", ma per quanto ne so non è il loro cad meccanico e software di design di riferimento.
@Saxon: sul menù di Vista c'è una bellissima casella di ricerca: digiti il nome del programma e hai fatto :D

Il menù? puoi modificarlo come vuoi, è una directory. Anzi sono tre (ok, scomodo). Vuoi nascondere una "cartella"? Click destro, Proprietà, spunti Nascosto.

k3b? come faccio a capire che masterizza? :p I manuali ci sono perchè Ahead ce li ha messi e se i produttori introiano il menù non dipende da Windows..

Comunque l'antitrust ha obblicato Microsoft a togliere QUALSIASI cosa non potesse essere fatta da programmi di terze parti. Fosse fatto a modino, non ci sarebbe nemmeno un programma "esterno" per masterizzare..

Il mio discorso sulle maxi-icone era per sottolineare la similitudine estetica di KDE con altre GUI. Che sono tutte uguali, non ci sono molti modi "pratici" di farle dopotutto.
Il kernel di OSX è open. Si, ma il resto no. Senza kernel "il resto" non gira, ma senza "il resto" non hai OSX. Insomma è una parte del tutto ma non è necessaria e sufficiente a farlo andare :D

"Windows dovrebbe avere tutti i driver" e dove sta scritto? Anzi, ho letto proprio qui che i driver vengono sviluppati dai produttori dei dispositivi, non è sperabile che Windows contenga i driver per TUTTI i dispositivi. Bisogna incoraggiare lo sviluppo degli standard, seguendo delle linee comuni. Invece ognuno si crea il proprio standard (anche nel campo dell'open source: QT vs GTK+ per citarne uno) incompatibile con gli altri. E si, magari lo fa per non pagare le royalties, ma allora che senso ha fare un NUOVO standard?

La domanda su "paghereste per linux" è da interndersi se l'avreste scelto ugualmente se non fosse stato free. E comunque siamo sempre lì: le soluzioni "aperte" (non intendo open source ma "non lucchettate") non rappresentano ancora una valida alternativa. Devono fare ancora molta strada: non puoi costringere l'utilizzatore casuale del PC a cercarsi gli howto su Google, perchè per applicarli ci vogliono delle conoscenze che semplicemente non ha nè gli interessa avere. Lo smanettone è un conto, chi il computer lo deve usare, per cazzeggio o per lavoro poco cambia, ha l'esigenza che funzioni come si aspetta.

La strada non devono farla gli acquirenti, la deve fare chi propone le alternative "aperte". Gli acquirenti dovranno solo fare una scelta, ma le alternative non deveono essere accrochiate, devono essere vere alternative. Il mercato può spingere le aziende, infatti zitti zitti hanno introdotto il supporto Flash nell'iPad chiesto a furor di popolo.

Ma stavo pensando a un'altra cosa... all'utente "normale" frega qualcosa del DRM? Gli interessa poter fare la copia dei suoi MP3?
@Paolo e basta
Primo capoverso: cc kernel linux
Se una società ha bisogno di programmare per migliorare un'applicazione paga un programmatore. La società civile nasce dalla divisione dei compiti. :-)}
Gli "appassionati": intendo chiunque possa migliorare i meccanismi alla base, per esempio migliorare le performance.
Per gli altri: ah, ok, grazie.
La tua argomentazione più convincente per me è quella del mercato maturo e saturo.

@Lupo
Sì, grazie X| mi consigli di metter la polvere sotto il tappeto.
Impestare il menu è una cosa che fanno tutti, anche MS (ha senso una cartella per Office, ma parlo dei bei tempi in cui giocavo a Age of Empires).
Possibile che MS non abbia pensato di imporre uno standard meno disordinato?
[quote-"Gino Lucrezi"-"/2012/01/cory-doctorow-spiega-perche-i-computer.html#c4191398341491994271"]
Puce72 ha scritto:
pensa, per esempio, se per casualità o per la volontà di controllo di qualcun'altro, venissero messi in giro migliaia di giochi porno per una determinata console, senza che il produttore della console possa dire nulla. Quella console verrebbe "bollata" come inadatta ad un certo pubblico, non verrebbe più comprata dai genitori per i loro figli, e chi rimeterebbe il produttore. Questa è libertà? Libertà di rompere le uova nel paniere agli altri? Bel concetto di libertà....

Puce72, grazie di avermi spiegato questo fenomeno.

Hai presente i videoregistratori VHS?
Pensa se qualcuno mettesse in giro delle videocassette porno, potrebbe decretare la fine dei videoregistratori VHS!!!

Devo prendere la macchina del tempo ed andarli ad avvertire, non sanno il rischio che corrono!
[/quote]

Al di là del fatto che il mio era solo un esempio, ovviamente questa tua considerazione ha senso fino ad un certo punto visto che le console le comprano i genitori ai figli (vedo regolarmente dei bambini dell'asilo con la PSP in mano, o il DS) mentre i videoregistratori hanno (avevano) un tutt'altro target di utilizzo.
@Lupo
Primo capoverso: eh già. La scelta di Apple.

E' ovvio che Windows non può contenere tutti driver, mi sono espresso frettolosamente: i produttori hardware producono per Windows e quindi ci si aspetta che funzionino. A me è capitato di mettere una chiavetta usb assolutamente comune in un pc con WinXP che per farla funzionare ha è riavviato il computer O.o
Non capisco cosa c'entrino Qt e Gtk+, il primo è un framework potentissimo in C++, il secondo è un toolkit grafico in C, ciascuno usa quel che vuole a seconda di cosa vuole ottenere. Con la stessa logica dovremmo cancellare tutti i linguaggi di programmazione tranne uno eletto. In effetti 95 su 100 non meritano di sopravvivere...Uhm..
"ma allora che senso ha fare un NUOVO standard?"
Perchè non c'è uno utilizzabile. Non parlo del caso concreto, è una risposta sempre valida.
"non puoi costringere l'utilizzatore casuale"
Io sono Harold Saxon e faccio quel che mi pare.
Sul serio, ciascuno faccia come preferisce.
Su Windows c'è per esempio il problema dei virus e della formattazione forzata ogni tot mesi perchè l'utente non conosce la deframmentazione.
Mettila così: esiste un tradeoff.
"se l'avreste scelto ugualmente se non fosse stato free"
Se free=libero, no, non capisco, avreste scelto Linux se non fosse stato Linux?
Se free=gratuito, beh ma io avrei comunque scelto una versione gratuita. Del tipo: Red Hat è a pagamento, non mi importa ho CentOS!(=Red Hat ricompilata)
"La strada non devono farla gli acquirenti, la deve fare chi propone le alternative "aperte""
questo mi fa pensare a webm di Google. Prossimamente sui vostri PC. Ma se non sei forte come Google e sei l'ultimo arrivato...Mozilla però c'è riuscita, ha salvato internet dal monopolista.
Cosa vuoi che importi agli utenti finali dei DRM!
Poi salta fuori la nuova legge severissima contro la pirateria e li vedi tutti bofonchiare.

K3b: sai che masterizza perchè c'è scritto sotto. :p
Kde: qt, gnome : gtk. Tutti e due li posso usare anche in win.. Servivano 2 standard diversi e incompatibili? Si lo so che puoi usarli insieme. Ma resta il problema che la cosa ti crea complicazioni, ad es le interfacce grafiche diverse. Deframmentare win non porta vantaggi misurabili e io non ho mai fatto format periodici dai tempi di xp sp2. E preferisco installare un antivirus piuttosto che chiedermi cosa linux non vedrà al prossimo upgrade.

Free intendevo gratis, se linux non fosse gratis, lo preferireste comunque? Con tutti i pregi e difetti attuali
O_ò se non vuoi interfacce diverse non le metti.
Ubuntu usa gtk e qt, la nuova interfaccia è discutibile ma l'integrazione è perfetta.
Sì, servivano 2 toolkit diversi per 2 linguaggi diversi.
Forse le kdelibs sono di troppo, infatti si è parlato di fonderle in qt, ma se succederà non succederà a breve.
Per esempio, se hai esigenze di leggerezza ci sono anche le fltk.
"Deframmentare win non porta vantaggi misurabili"
Perchè tu non hai visto i computer da noob che ho visto io. Hai presente che i frammenti sono evidenziati in rosso? La schermata era tutta rossa. Per non dire di qualunque servizio idiota all'avvio, del disordine generale...
Per la gratuità: nel mio universo giocattolo ci sono io che devo scegliere fra Red Hat, Mac e Win. Non scelgo.
Aspetto un mese, esce CentOS, scelgo CentOS.
Io non ho le esigenze di un'azienda(che può scegliere linux a pagamento o meno o non sceglierlo proprio).
Se mi serve un OS a pagamento per un pc *sprovvisto* e ho una pistola alla tempia scelgo Linux.
Ma per mia fortuna zio Bill ha sempre deciso per me.
Ho sempre pagato il balzello di MS e ho sempre aggiunto/sostituito con linux.
[quote-"Il Lupo della Luna"-"/2012/01/cory-doctorow-spiega-perche-i-computer.html#c384341475625448414"]
Kde: qt, gnome : gtk. Tutti e due li posso usare anche in win.. Servivano 2 standard diversi e incompatibili? Si lo so che puoi usarli insieme. Ma resta il problema che la cosa ti crea complicazioni, ad es le interfacce grafiche diverse. Deframmentare win non porta vantaggi misurabili e io non ho mai fatto format periodici dai tempi di xp sp2. E preferisco installare un antivirus piuttosto che chiedermi cosa linux non vedrà al prossimo upgrade.

Free intendevo gratis, se linux non fosse gratis, lo preferireste comunque? Con tutti i pregi e difetti attuali
[/quote]

"Servivano 2 standard diversi e incompatibili ?" ma chi l'ha detto che sono incompatibili ? Si può dire che usare contemporaneamente programmi per kde e per gnome appesantisca un po' il sistema, ma sostenere che le due famiglie di programmi non siano compatibili significa non conoscere ciò di cui si sta parlando!

Poi scusa, ma la domanda che fai, cioè "se linux non fosse gratis lo comprereste ?", è pretestuosa. Non puoi togliere di mezzo un elemento e lasciare tutto il resto invariato. Se oggi non fosse possibile avere un sistema operativo libero e gratuito come linux, forse ci sarebbe il Linus Torvalds del 2012 che si starebbe adoperando per risolvere il problema...
@Lupo
Free intendevo gratis, se linux non fosse gratis, lo preferireste comunque? Con tutti i pregi e difetti attuali

Dipende da cosa ci si deve fare.
Ho cercato per diverso tempo un pc che avesse linux con tutto già funzionante (anche pagandolo quanto uno con Win, ossia pagando il sistema operativo). Non c'era (in Europa) e ho fatto da solo. Sto cercando un tablet che faccia lo stesso, mi sa che non ci riuscirò e dovrò adattarmi.
Lo comprerei perchè è stabile, quasi privo di virus, ho accesso alle sorgenti, ho molto materiale per impararne il funzionamento interno senza dipendere da una sola azienda. Ha tanto software commerciale e no. Riesce a vedere le partizioni Win (cosa che win non fa) e accedere ai suoi dati, ha programmi che funzionano con standard aperti e ben codificati, ha anche programmi commerciali se ho esigenze specifiche. Ci sono addirittura software che fanno girare le applicazioni win in maniera pseudo nativa. Una volta che i produttori inizieranno a fare i driver il sistema sarà ancora più competitivo (basta vedere cosa è successo con le schede grafiche).
Mac OS è bello, stabile e quasi privo di virus ma non ho accesso alle fonti e il produttore ha troppo controllo su tutto (ciò ha anche qualche vantaggio, ma a discapito della mia libertà). Tutto questo per un prezzo mediamente elevato. Nonostante ciò ad ogni aggiornamento macchina li tengo sempre in considerazione. Se dovessi comprarmi un ultrabook attualmente probabilmente opterei per il macbook air.
In genere non ho un desiderio reale di avere Win, lo trovo già sulla macchina, xp e 7 funzionano bene (non ho esperienze da amministratore sulla versione server) e sono sicuro che il produttore quando ha progettato il pc lo abbia testato su win e che quindi funzioni tutto. Inoltre dispone dei codec proprietari, come avchd, e questo a volte facilita le cose semplici. Ma la cosa più bella del mondo win (anche se non di win in senso stretto) è, a mio modo di vedere, l'intellisense.
Tuttavia l'utilizzo di formati proprietari i problemi di virus, la "mancanza" della linea di comando l'inevitabile appesantimento dopo qualche anno di lavoro me lo rendono meno appetibile di quanto potrebbe essere. Inoltre, intellisense escluso, ho la sensazione che il mondo linux sia migliore quando devo programmare (a qualsiasi livello).
@fabio

ho la sensazione che il mondo linux sia migliore quando devo programmare (a qualsiasi livello)

linux, inizialmente, era un progetto creato da sviluppatori per sviluppatori, per passione. E si vede. La quantità di informazioni e strumenti di sviluppo disponibili, gratuitamente e liberamente, su linux out of the box è impressionante.

Senza contare che chiunque può studiare, modificare e compilare il kernel stesso. Non male, veramente non male...
@fabio

La mia regola di buonsenso è saltare sempre i windows pari (2, 95, 2000, vista)

Come ho più volte detto in passato, credo che il 7 sia un messaggio ai vecchi cervi, dare ad intendere la garanzia che il droga party iniziato con il '95 è finito. XD
@fabio: mai sentito parlare di PowerShell? Dagli un'occhiatina. Wine? purtroppo non è tutto oro quello che luccica. Applicazioni semplici girano, cose più particolari come per esempio Photoshop o altri programmi esosi tipo i giochi non vanno affatto bene.

@Saxon: pretestuosa fino ad un certo punto. Se è indiscutibilmente meglio degli altri perchè è aperto, stabile, senza virus e quant'altro dovresti essere in grado di rispondermi.
Qt vs GTK posso sicuramente usarli entrambi, ma la domanda sottintesa è "non ne bastava uno?". Questo è secondo me uno dei difetti di queste soluzioni "aperte": alla fine ho una ridondanza di strumenti per fare la stessa cosa, e nonostante la struttura modulare, si finisce sempre per reinventare la ruota. Da una parte avrò sì pochi standard chiusi, ma dall'altra ho troppi standard aperti che di fatto standard non possono diventare. Non so se è peggio la prima soluzione bene o male pagando posso contare su degli standard anche solo de facto ma in cui rischio di rimanere legato o la seconda, in cui posso fare quel che mi pare ma corro comunque il rischio di dover cambiare tutto perchè a qualcuno viene in mente di introdurre qualcosa di nuovo fregandosene della retrocompatibilità perchè curarla costa risorse (magari solo umane) che non mi posso permettere. Certo, se le specifiche sono accessibili a chiunque, chiunque può prenderle in mano ma torniamo al reinventare la ruota.

Purtroppo per molte cose è un circolo vizioso: non ci sono driver per linux perchè è meno diffuso e profittevole rispetto ai concorrenti e linux è meno diffuso perchè non ci sono driver.

Alla fine ci va sempre di mezzo l'utente finale, purtroppo.
@Lupo
"Pretestuosa" non rispondi a me ma a MR.
Non ti rispondo per la terza volta alla domanda sulle qt.
Per tua curiosità, comunque ci cono anche ragioni storiche: all'inizio le qt non erano libere.
Occhio alle affermazioni generalizzate su wine e giochi, ricordati che non puoi sapere tutto tu...
E' tanto difficile creare specifiche libere e lasciare che il mercato decida?
@fabio
e poi c'è cygwin.
Io veramente sapevo di un produttore di portatili italiano che usa ubuntu 11.04. Sì, lo so Unity è troppo "innovativa".
Ma intellisense cos'è? Una completion con gli steroidi?
Ho spulciato distrattamente google, qualcuno suggerisce codeblock.
@ Lupo
Si, so di power shell, ma grazie lo stesso della segnalazione :) . Ogni tanto la concorrenza fa bene, la prossima cosa che aspetto sono i worksapce (nativi non con del pesante sw aggiuntivo). Dato che utilizzo queste funzioni principalmente su linux non ho mai usato la power shell , non saprei giudicarla ne compararla con linux.
Per la retrocompatibilita' non e' detto che le soluzioni chiuse siano meglio delle aperte anzi potenzialmente sono peggio, in quanto non si ha controllo.
Per le tue considerazioni su GTK e Qt direi che la domanda e' lecita ma dimostra una scarsa conoscenza del tema. Qt e' nata commmerciale, solo in seguito e' diventata gpl e poi lgpl. Inoltre non sono due standard ma due librerie (qt e' anche piu' di una semplice libreria). Ne esistono altre come fltk o wxwidgets per esempio.
Ma ne sono nate due per esigenze diverse e piano piano si sono sovrapposte in alcune aree. La possibilita' di scelta, entro limiti ragionevoli, e' una cosa buona soprattutto perche' non si parla di standard come per esempio il Blue Ray e l'HD DVD, ma di "prodotti". Tra la'ltro, come vedi, anche in soluzioni "chiuse" c'e' spreco di risorse reinventando la ruota.
Come applicativi ti porto l'esempio di Photoshop e PaintShop. Perche' noti queste cose solo nel mondo os?
@puffolotti
anch'io ho sostenuto dentro di me la tesi delle versioni alternate di win e office. Devo dire pero'che il 2000 era bello e funzionava bene, come pure xp. 98 e 95 erano ancora immaturi. Alla fine mi sono convinto che e' piu' una coincidenza che altro anche perche' il 98 era molto simile al 95 e ne sono uscite un paio di versioni.
XP riusci' cosi bene perche' era il completamento del progetto che aveva avvicinato NT alla versione consumer di win e che non si era riuscito a completare entro il 2000 (e quindi ci furono win 98 ME e win 2000)
@Attivissimo:

Scusa il ritardo ma semplicemente non mi ero accorto della tua risposta nella marea di commenti.

Non il complotto. Un complotto presuppone un piano preciso, un leader. Questa è una tendenza.

Tu però hai parlato di complotto. È una parola pesante. Se la usa un attivista posso anche capire, perchè in fondo è un politico. Ma un debunker non dovrebbe lasciarsi infervorare dalle classiche arringhe "libertà VS grande complotto".

Il rootkit fu così "ingenuissimo" da meritarsi l'attenzione dei militari USA perché i loro computer ne erano stati infettati. Sony fu costretta a risarcire.

La Sony è stata ingenuissima, proprio perchè si è meritata l'attenzione dei militari e della stampa e di tutto il mondo. E proprio perchè è stata costretta a risarcire. Per me questa è ingenuità da schiantare dal ridere. Ma te li immagini i "genietti nerd" che avevano ideato 'sta cosa e che si credevano tanto furbi e che si vedono arrivare in ufficio un rappresentante dell'esercito? Le facce! Immaginati le facce!

I contenuti DRM-ati che compri sono revocabili. Ti piace? Buon per te.

No che non mi piace. Ma questo da consumatore, non da cittadino. Mi spiego: la gente che oggigiorno reclama "la libertà digitale", in realtà non vuole altro che consumare la propria musica/film/libri piratati senza avere noie. E non c'è niente di male. Lo faccio anch'io. Le leggi correnti sul diritto d'autore sono obsolete. Verranno sicuramente cambiate prima o poi. Ma chiamare questo "libertà digitale" è ipocrita. Si paragona la libertà (di voto, di pensiero, di parola) alla "libertà" di scaricare senza pagare. Si svilisce il termine. Non è rispettoso verso quei posti dove la libertà è negata veramente.
@Lupo della Luna e altri

Appena si toccano certi tasti partono le tifoserie e i campanilismi.
Lupo, è evidente che a te Linux non serve ma da lì a dire che va male o non funziona ne passa. Linux va forte nei server ma è un po' ostico per l'utente medio e, come per Windows, esistono applicazioni gratuite che sono ad un livello di sviluppo molto basso e che vanno male. In altre parole, se un applicazione gratuita o open source per Windows non funziona, dai la colpa a Windows o all'applicazione?
Come per Windows, però, esistono applicazioni a pagamento (ad esempio Mathematica) che vanno benissimo. Nell'azienda in cui lavoro abbiamo sia un server Windows che uno Linux. Sul server linux è installata la contabilità e la gestione delle buste paga. Inoltre fa da domain server perché quando abbiamo usato il server Windows, l'accesso ai computer dopo aver dato le credenziali era lento e avevamo problemi col software della contabilità. Così abbiamo aggirato il problema usando il server Linux come server di dominio.

PS: la Power Shell di Windows è nata proprio in risposta alla shell Bash di Linux e ne imita le funzionalità. Se non ci fosse stato Linux, la Microsoft avrebbe preso la strada opposta. Avrebbe cercato di "chiudere" il sistema come ha già fatto Apple.
Infatti, da Windows Me in poi il prompt dei comandi era diventato sempre più marginale tanto che l'utente medio non ne conosceva l'esistenza.
Comunque i produttori di schede madri/BIOS avevano promesso che:
1) la funzionalità di "secure boot" di UEFI potrà essere disattivata dal BIOS
2) Si potranno fare "in casa" delle firme valide. Ad esempio: ho creato la mia distro linux e potrò creare una firma per la mia distribuzione. Cosi secure boot, accetterà la mia distribuzione.
Senza contare che fedora e ubuntu avranno le loro firme già all'interno di UEFI.
Quindi la situazione, sotto questo punto di vista, non dovrebbe essere critica. Anche se nulla vieta ai produttori di eliminare queste possibilità su alcuni modelli di computer (tipo quelli che si vendono all'Auchan a costi irrisori.) L'importante è stare sempre all'erta :) .