skip to main | skip to sidebar
109 commenti

La sottile tentazione di smembrare Internet

Internet senza frontiere è un'anomalia storica. Eliminarla fa comodo a tanti


Non condivido i toni catastrofisti di questo articolo di John C. Dvorak, ma ho la sensazione che le sue idee provocatorie siano segretamente condivise in tante stanze dei bottoni, come una copia di Playboy in un seminario.

Riassumo: ci sono paesi, come Bielorussia, Arabia Saudita, Cina e Iran, che hanno di fatto realizzato una propria Internet isolata, filtrata, censurata. Anche in paesi più democratici ci sono proposte di legge come SOPA o accordi come ACTA che ambirebbero a oscurare con disinvoltura tutti i siti ritenuti inaccettabili o illegali, senza un giusto processo ma su semplice segnalazione.

La libera circolazione delle idee, immensamente facilitata dall'attuale Internet senza frontiere, è facilmente presentabile come un pericolo sociale, politico, commerciale e militare: contribuisce a rovesciare governi, dissemina le ideologie dei terroristi, offre un porto sicuro per la pirateria audiovisiva, per la pedopornografia, per il crimine informatico e per la guerra digitale, facilita lo spionaggio online da parte dei governi ostili. Permette al nemico di guardarci in casa.

Una Internet smembrata in isole nazionali, connesse attraverso filtri governativi basati su whitelist che consentano il commercio e la circolazione dei prodotti (se approvata dai produttori) e delle notizie (se approvate dai governi – adieu, Wikileaks) ma blocchino tutto il resto, è il sogno erotico di ogni politico isolazionista e di ogni lobbista di Hollywood. Rimette le frontiere, come Dio comanda, a questa cosa per loro anarchica e incomprensibile che è Internet. Toglie il megafono all'opposizione. Piazza un gendarme davanti a ogni rotativa. I nemici sono più facili da sopprimere, se sono costretti a risiedere localmente. La lista dei problemi che verrebbero “risolti” dall'eliminazione dell'attuale Internet è lunga e golosa.

L'idea non seduce solo le multinazionali o i governi. Ditemi se, almeno per un istante, non vi solletica l'idea di poter censurare le scempiaggini di Luogocomune.net (sito estero, essendo gestito da una persona residente negli USA), o di bloccare la circolazione dei video promozionali di al-Qaeda o del fondamentalismo islamista o cristiano. Perseguire qualcuno che sta al di fuori del territorio nazionale, che sia per ragioni ideologiche o perché ha copiato il modello di una borsetta, ha costi enormi che paralizzano la giustizia e spesso è semplicemente impossibile. Perseguire a livello nazionale è, in confronto, una passeggiata. Una querela e si oscura il sito. Una denuncia e si sequestrano i prodotti contraffatti e i trasmettitori non autorizzati. E per l'arresto non serve l'estradizione.

Dubito che una Internet perfettamente isolata sia tecnicamente fattibile, ma questo non vuol dire che nessuno proverà a crearla: la lotta al terrorismo, alla pirateria, alle ideologie sovversive e alla pedopornografia sono argomenti politicamente vendibilissimi. E noi tutti pagheremo le conseguenze di quest'ambizione spontanea al controllo, se non ci adoperiamo a diventare hacker e a eleggere governanti che non siano nati nell'epoca delle carrozze a cavallo e che capiscano qualcosa di Internet. Una volta, in Italia, ne ho conosciuto uno. I suoi colleghi di partito lo hanno trombato.

Ripeto: non condivido l'ineluttabilità espressa da Dvorak. Ma quando leggo, per esempio, che Twitter intende introdurre la censura regionale, non posso fare a meno di sentire, in lontananza, Orwell che ride amaramente.

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “alberto.fe*”.
Invia un commento
I commenti non appaiono subito, devono essere tutti approvati da un moderatore. Lo so, è scomodo, ma è necessario per tenere lontani scocciatori, spammer, troll e stupidi: siate civili e verrete pubblicati qualunque sia la vostra opinione; gli incivili di qualsiasi orientamento non verranno pubblicati, se non per mostrare il loro squallore.
Inviando un commento date il vostro consenso alla sua pubblicazione, qui o altrove.
Maggiori informazioni riguardanti regole e utilizzo dei commenti sono reperibili nella sezione apposita.
NOTA BENE. L'area sottostante per l'invio dei commenti non è contenuta in questa pagina ma è un iframe, cioè una finestra su una pagina di Blogger esterna a questo blog. Ciò significa che dovete assicurarvi che non venga bloccata da estensioni del vostro browser (tipo quelle che eliminano le pubblicità) e/o da altri programmi di protezione antimalware (tipo Kaspersky). Inoltre è necessario che sia permesso accettare i cookie da terze parti (informativa sulla privacy a riguardo).
Commenti
Commenti (109)
Comunque non ci vedo niente da ridere, nemmeno per Orwell. Per lo meno, in 1984 erano le persone a controllare altre persone.

Qui è molto peggio...
Concordo pienamene con quello che hai scritto, una politica isolazionista snaturerebbe la filosofia di Internet. E credo anche che siano tanti gli uomini di potere che spingano in questa direzione.
Se Twitter introducesse la censura regionale sarebbe immancabilmente destinato alla chiusura, penso che perderebbe troppi utenti. Pian piano si stanno verificando gli scenari della fantascienza, ma in senso metaforico. Matrix con gli Agenti Smith, non nella "realtà" ma nel web. Non so se possiamo permetterci di aspettare Neo.
@Palin:
Comunque non ci vedo niente da ridere, nemmeno per Orwell. Per lo meno, in 1984 erano le persone a controllare altre persone.

Qui è molto peggio...


Non capisco: il governo cinese non è fatto di persone? La MPAA non sono persone?

@Paolo Attivissimo:
Ditemi se, almeno per un istante, non vi solletica l'idea di poter censurare le scempiaggini di Luogocomune.net (sito estero, essendo gestito da una persona residente negli USA)

No, e per due motivi:
1) È giusto che le persone con un po' di sale in zucca (e opportunamente informate) possano vedere quante montagne di M... costruisce, in modo da rendersi conto che se aderisce a millemila teorie del complotto vuol dire che probabilmente neanche una è vera.
2) Considerato quante interrogazioni parlamentari sono state fatte sulle scie chimiche rispetto alla Biowashball, in un ipotetico scenario orwelliano la prima vittima della censura sarebbe il Disinformatico (sito estero, essendo gestito da una persona residente in Svizzera), mentre "Commonplace" se la spasserebbe con "Joe Cricket" e "Tony Peterson".
Paolo, quando inviti a "diventare hacker", fino a dove pensi ci si possa e debba spingere?

Ad esempio: rendere aperte le proprie wireless, è un anelito di libertà o una mossa cretina che permette a qualcuno di fare porcherie e far ricadere la colpa su di me?
Gestire un server proxy tipo tor?

Non sono domande retoriche, vorrei davvero capire.
non so. sinceramente, non ho questa idea tanto romantica di internet e della "libertà di espressione", come viene intesa comunemente dall'internauta medio. ancora non mi è chiaro come scaricarmi a scrocco gli episodi del trono di spade, possa essere considerata un mio diritto inalienabile, nell'ottica della libertà di pensiero e di espressione.
ma quello che mi lascia più perplesso è l'idea degli effetti che internet sta avendo. la pluralità di fonti non mi sembra che stia aiutando l'informazione, ma che la stia maggiormente inquinando. l'imbecillità gira libera su internet e affascina più della razionalità. se questo non fosse vero, questo blog parlerebbe probabilmente di gatti, non di disinformazione. è vero che anche le fonti che dovrebbero essere serie, spesso dimostrano di essere pressapochiste, ma mi domando quanto non sia legato al fatto che se la gente cerca luogocomunate e non notizie serie e noiose, il giornale deve dargli le luogocomOnate per poter vendere.
quindi, a prescindere dal fatto che sia giusto o meno impedire alla gente di esprimersi, non mi pare che la libertà di esprimersi di fronte al globo impunemente, sia sempre di giovamento. che poi, se si parla di libertà di usare e abusare dello strumento per tutti, come la mettiamo con quello che non ci va bene? gente che suggerisce assurde pratiche mediche? individui che inneggiano alla violenza e all'odio tra i popoli? pedofili? diciamo che la libertà esiste, solamente fino a dove va bene a noi? noi chi?
boh, non so. non riesco a capire perchè per difendere determinate libertà, dobbiamo dare a internet meriti che non ha.
ma probabilmente sono sbagliato io, che non capisco concetti semplici.
I politici, diceva De Gasperi, guardano alla prossima elezione, gli statisti guardano alla prossima elezione.
Qui italia sia ricchi di politici, che parlano spesso solo alla pancia, e privi di statisti
Ciao a Tutti !

Assolutamente d'accordo con il post di Paolo, dato che questa è una cosa a cui anch'io ho sempre pensato.
Certo una censura totale di internet è difficile da realizzare, ma i tentavi sono tanti ed il rischio è sempre presente.
Come scrisse Karl Popper "Il prezzo della libertà è l' eterna vigilanza"
@markogts:
date le norme che vigono in Italia (che sono simili a quelle che vigono in Europa, per quanto ne so io), lasciare la wireless aperta è effettivamente rischioso.

Riguardo l'apertura di un server tor non c'è niente di illegale e non particolarmente rischioso, che io sappia.

@tripponzio:
credo che sia il solito discorso: il fatto che ci siano persone che usino in modo sbagliato uno strumento non rende lo strumento sbagliato di per sé.
Per scaricare Games of Thrones ci sono diversi modi, dipende dalla pazienza che hai e dalla linea. Se hai fastweb emule-adunanza. Se non hai fastweb, yahoo answers è sempre una fonte fornita di link a download diretti (megaupload permettendo). Altrimenti siti di torrent come isohunt.com, sumotorrent.com o tntvillage per le cose esclusivamente in italiano. italiansubs.net per i sottotitoli delle cose in lingua originale.
Se hai dubbi chiedi pure o lasciami un'email che ti do una mano.
Non è un pericolo imminente, ma un pericolo già attuale. Le informazioni e i rapporti interpersonali sono sempre più vicolati a poche multinazionali (una in particolare) che già oggi applicano normalmente la censura... Le stesse situazioni che 10 anni fa erano viste come fantascienza ora sono reali e quasi la totalità degli utenti non se ne accorge.
Ditemi se, almeno per un istante, non vi solletica l'idea di poter censurare le scempiaggini di Luogocomune.net (sito estero, essendo gestito da una persona residente negli USA), o di bloccare la circolazione dei video promozionali di al-Qaeda o del fondamentalismo islamista o cristiano.

---
Se me lo avessi chiesto 20 anni fa la risposta sarebbe differente, ma oggi come oggi la mia risposta a questa domanda è:

NEIN! letto come si scrive.

---

Oltre alle ragioni morali e soggettive più o meno credibili ci infilo una ragione pratica: Meglio che stiano dove è facile vedere cosa combinano; metterceli a viva forza è un'idea abominevole, ma se decidono di manifestarsi e contrassegnarsi da soli non c'è niente di male nel prendere nota e trarre le proprie conclusioni.
" e a eleggere governanti che non siano nati nell'epoca delle carrozze a cavallo e che capiscano qualcosa di Internet. Una volta, in Italia, ne ho conosciuto uno. I suoi colleghi di partito lo hanno trombato. "

In quale modo ciò sarebbe fattibile? questo tipo di persona può vivere liberamente in qualsiasi situazione che non ammazzi chiunque altro e mandare a quel paese chiunque la tiri per la manica.

In ogni caso, per i prossimi 20 anni la gerusia sarà composta da dinosauri, ma passato tale periodo semplicemente non esisteranno politici nati prima dell'informatica popolare, e lì si profilano due possibili vie:

Una classe politica di anarchici che sculacciano definitivamente le mafie di autori-editori

Una classe politica di fascisti digitali con tutte le capacità necessarie per bloccare qualsiasi tentativo di mandare un pacchetto in un modo che essi non approvano.

Propendo per la prima, perchè la capacità di calcolare rapidamente deviazioni mette i primi al di sopra dei secondi, ma la cosa riguarderà i nostri nipoti.

Il problema del controllo di Internet, se avverrà in una qualche misura, riguarda solo i nostri figli.
[quote-"Turz"-"/2012/01/la-sottile-tentazione-di-smembrare.html#c3008446301321278842"]
2) Considerato quante interrogazioni parlamentari sono state fatte sulle scie chimiche rispetto alla Biowashball, in un ipotetico scenario orwelliano la prima vittima della censura sarebbe il Disinformatico (sito estero, essendo gestito da una persona residente in Svizzera), mentre "Commonplace" se la spasserebbe con "Joe Cricket" e "Tony Peterson".
[/quote]

Peccato che "il Disinformatico" fisicamente risiede nel paese meno democratico fra tutti i paesi veramente democratici eppure prospera felicemente (influenza a parte).

Chissa perché la censura è sempre vista come qualcosa che va in favore degli estremisti o degli oscurantisti e non come qualcosa in favore delle fasce meno protette della società.

E poi concedere libertà di parola a Mazzucco e co quanto questi abusa impunito di questa libertà per avvelenare le menti più deboli con tesi assurde è democratico?

Lo so che in un mondo ideale gli estrimismi si combattono con la ragione e la dialettica ma il XX secolo ha insegnato che le parole non sempre bastano.

Detto questo concordo che le proposte di legge tipo SOPA, o gli accordi come ACTA, sono deleteri ma anche l'anarchia totale non è una soluzione.
"That is the catch: if you want to shod anything, you have to shod anything..."

Terry Pratchett, "Lords and Ladies".
Paolo, ma hai iniziato a giocare a mother? il game di hacking che prevede un collasso di internet a favore di un maggiore controllo di grosse compagnie e multinazionali e la nascita di una rete clandestina di hacker su un innovativo OS dal nome "mother" con cui hackerare server e scorrazzare per la "nuova rete telematica"...
Purtroppo, l'ineluttabilità la vedo abbaztanza distintamente.
Le idee che girano su Internet possono essere tanto a pagamento quanto no, ma una cosa costa e costerà: l'hardware che la supporta e l'energia che serve a mantenere l'hardware attivo. Finché ci saranno questi costi, ci sarà qualcuno che li sostiene. E il qualcuno si sentirà investito del diritto (e sarà sempre più difficile negarglielo) di decidere come Internet debba funzionare.
Minacciare l'abbandono di massa? Che presa potrà mai avere? Ormai, è stata abbondantemente raggiunta una massa critica di persone acritiche (pardon the pun) a cui più che altro interessa stare in contatto su Facebook e altre cose parimenti inoffensive che di tenersi globalmente informati su quello che sta succedendo nel mondo. Guarda anche la mossa di Google con la nuova privacy policy: solo due anni fa, sarebbe stata suicida. Ora, possono permettersi di perdere quel venti per cento di duri e puri (che difficilmente se ne andrà), tanto il rimanente ottanta è un numero mostruoso, e in crescita.
Caro Tripponzio,belle le tue considerazioni sull'utilita'della liberta'della rete,saresti dovuto nascere agli inizi del 900 in un colpo solo ti saresti evitato sto' imbarazzo di internet e avresti gioito della compagnia di un sacco di gente con idee simili alle tue!il dare voce in rete a biliardi di terroristi,pedofili,imbecilli e menti semplici varie e' il prezzo da pagare alla liberta'di espressione,se lasciamo che auorita'superiori decidano cosa puo'passare in rete ci rimettiamo ad un giudizio che un domani potrebbe censurare me o te e ritenerci dei sovversivi o immorali portatori di perversioni sessuali da sopprimere(sempre per rimettermi ai tuoi esempi)...senza contare che ci sono stati periodi storici in cui la pedofilia era accettata e altri in cui un terrorista e'diventato presidente della repubblica(e pure tra i piu'amati)...per quanto concerne l'imbecillita' beh,stai attento...
Non mi meraviglierei neanche un pochino -
Siamo arrivati ad un Unione Europea in cui gli Stati sono comandati solo e unicamente dai "Grandi Gruppi d'affari Internazionali" ,dalle Major Bancarie
Cosa volete che ci voglia ad arrivare a

"Una Internet smembrata in isole nazionali, connesse attraverso filtri governativi basati su whitelist che consentano il commercio e la circolazione dei prodotti (se approvata dai produttori) e delle notizie (se approvate dai governi – adieu, Wikileaks)

Tempo? Si ,credo che sia solo questione di tempo - Oramai siamo tutti troppo arrendevoli e la "Mission" di condivisione mondiale che ci si prospettava Internet solo fino a dieci anni fa è andata a farsi benedire Il tutto,a favore di alcuni Stati Sovrani e dei grandi gruppi d'affari Internazionali ,in ogni settore beninteso!!!
C'è lo sciopero della punteggiatura? O_O
Caro Paolo, ti segnalo che c'è gìà un bel endorsement governativo in merito alla censura regionale di Twitter, e se permetti, questa cosa mi fa correre un brivido gelido lungo la schiena:

Thailand is the world's first government to endorse Twitter's censorship feature
http://thenextweb.com/asia/2012/01/30/thailand-is-the-worlds-first-government-to-endorse-twitters-censorship-feature/
http://www.bangkokpost.com/news/local/277391/ict-to-lay-down-law-on-twitter-accounts

Ciao!
Marco
@ paolo: credo di aver fatto confusione con la punteggiatura. non mi interessa scaricare i telefilm, dicevo che non capisco come il farlo possa essere considerato un diritto inalienabile o un favore che faccio alla casa produttrice (come alcuni sostengono).

@ blackstingray: non ti rispondo come meriteresti, per rispetto del blog (oltre per evitare di essere censurato...). che tu non abbia capito una fava della mia critica, è palese. il tuo attacco personale nei miei confronti, ne è la prova. soprattutto mi diverte come malsopporti il mio esprimere la mia pacata opinione e nel contempo difendi a spada tratta la libertà di espressione, facendo esempi assurdi. cosa significa che la pedofilia una volta era accettata? che dovremmo essere più indulgenti nel giudicarla come espressione di pensiero? posso fare anche io una reductio ad hitlerum e chiedere se allo stesso modo dobbiamo essere più indulgenti nei confronti dello sterminio etnico di massa?

ah, per la frecciatina sull'imbecillità... no comment.
[quote-"tripponzio"-"/2012/01/la-sottile-tentazione-di-smembrare.html#c4403816501382893336"]
ancora non mi è chiaro come scaricarmi a scrocco gli episodi del trono di spade, possa essere considerata un mio diritto inalienabile, nell'ottica della libertà di pensiero e di espressione
[/quote]

È un po' come dire che non ti è chiaro come un BigMac possa sconfiggere la fame nel mondo.
La possibilità di "scaricarti a scrocco gli episodi del trono di spade" è solo un'insignificante appendice di questa libertà che la rete permette.

C'è il trono di spade, ma c'è anche la Primavera Araba, tanto per fare un esempio.
@ kuz: parlo dell'internauta medio, quello che protesta proprio perchè gli si impedisce di scaricare film, telefilm e musica. quello che vede nella chiusura di megavideo un ostacolo al libero scambio di materiale coperto da copyright, quello che dice "vabbe', tornerò a emule o a torrent". è come dire che non capisco come un bigmac possa sconfiggere la fame del mondo? può darsi, ma la domanda è lecita e spontanea quando, parlando di fame nel mondo, il tuo interlocutore cita l'acquisto di un bigmac come soluzione al problema.

nel caso in questione, il punto è la strumentalizzazione che qualcuno sta facendo della "libertà di espressione", a tratti, insomma, pare che non si stia usando la scusa dei diritti d'autore per limitare la libertà di espressione, ma la libertà di espressione come scusa per non limitare la violazione dei diritti d'autore.
forse, e da bravo provocatore dico FORSE, ci si dovrebbe un attimo soffermare a riflettere su come si stia partendo da dei pregiudizi. da una parte abbiamo i servizi di sharing e simili, che in teoria dovrebbero permettere di condividere risorse e idee, ma possono essere usati per veicolare materiale che viola diritti altrui. dall'altra parte abbiamo delle leggi che dovrebbero essere mirate a proteggere i suddetti altrui diritti, ma che possono essere abusate fino a limitare la libertà di espressione.
quindi, due cose fatte con apparenti buoni propositi, ma che in realtà possono portare ad abusi. eppure, per i servizi di sharing, che hanno dato ampia dimostrazione di abusi, invochiamo il principio secondo il quale non si può partire prevenuti e presumere il dolo. per le leggi, invece, prima ancora che siano approvate, prevediamo l'uso sicuramente scorretto e l'abuso atto a censurare il libero pensiero. curioso?
no, sicuramente sarà curioso solo per me.

eppure, il problema si risolverebbe in teoria molto facilmente (e qui mi prenderò del fascista, ma me ne frego): prendersi la responsabilità personale per l'inserimento di qualsiasi contenuto in rete. probabilmente molto difficile, ma non impossibile.
certo, non piacerebbe a molti. significherebbe potersi esprimere, ma non più anonimamente. e esprimere opinioni senza assumersene le responsabilità è una delle maggiori attrattive di internet.
C'è lo sciopero delle maiuscole?
Tripponzio,pur non essendo un estimatore del genocidio non ritengo che censurare in rete chi lo promuove serva a qualcosa di diverso di dare un pretesto a qualcuno per censurare un domani te o me o questo blog..mi sembra abbastanza elementare e di questi concetti si dibatte da ben prima dell'esistenza della rete...dici che la liberta'di informazione e la sua pluralita'ci confondono e non ci aiutano a capire veramente come avvengano i fatti?e la realta'chi ce la spiega,tu?dalle tue affermazioni si evince che siccome la rete e'piena di persone scarsamente acculturare superficiali con idee che tu non condividi e di truffatori internet e'poca cosa?allora siccome le librerie sono piene di biografie di calciatori e pubblicazioni culinarie ad opera di conduttrici televisive e sedicenti cuoche allora il media libro e' sopravvalutato?
la tua comprensione del concetto di intenet e delle sue potenzialita'mi ricorda la scena di zoolander in cui ben stiller e owen wilson tentano di usare un computer..
[quote="puffolottiaccident"]
In ogni caso, per i prossimi 20 anni la gerusia sarà composta da dinosauri, ma passato tale periodo semplicemente non esisteranno politici nati prima dell'informatica popolare, e lì si profilano due possibili vie:
[/quote]

Tra 20 anni le persone nate prima dell'informatica popolare (diciamo, nate piu di 10 anni prima dell'informatica popolare) avranno si e no 40 anni, ben lontani dall'eta tipica in cui un politico raggiunge una posizione di rilievo.
Purtroppo devo condividere, senza sarcasmo, il titolo: internet è un'anomalia. Più che storica, sociale: in una società civile, non è accettabile che tutti siano liberi di fare tutto: sarebbe l'anarchia, e di conseguenza il caos, la legge del più forte, ecc.
Ormai il World Wide Web esiste da 20 anni, non è più un simpatico giochino per smanettoni o una rete privata tra scienziati: è un vero e proprio mondo "parallelo" a quello reale, al momento abitato da "solo" un paio dei 7 miliardi di persone esistenti. Ma già comunque troppe persone, per lasciarle tutte libere di fare quello che gli pare.
Ovviamente, ci sarà di chi abuserà del suo potere di mettere limiti a internet... così come c'è chi abusa di internet stesso. Ma questo è un problema di come funziona il nostro cervello bacato, non di come funziona internet.
@tripponzio:
non avevo capito. Allora ribadisco quanto ho detto: è il solito discorso dell'uso che si fa di uno strumento.

@SBBoston
Guarda anche la mossa di Google con la nuova privacy policy: solo due anni fa, sarebbe stata suicida. Ora, possono permettersi di perdere quel venti per cento di duri e puri (che difficilmente se ne andrà), tanto il rimanente ottanta è un numero mostruoso, e in crescita.

Oggi mi sono inbattuto nella lettura della nuova privacy policy e ho deciso seduta stante che sarò uno di quelli che se ne andrà. Ho già iniziato, nuovo motore di ricerca, nuova casella di posta, nuovo lettore di feed e via discorrendo. Il procedimento è ancora in corso ma ho già iniziato. So che non cambierà niente, quelli di google vedranno ulteriormente crescere le iscrizioni data l'oggettiva semplicità nel gestire tante cose con una sola password tutto tramite browser. "Io non ci sto!" (cit. banale).
@SBBoston: in quale modo le nuove norme sulla privacy di Google dovrebbero essere sfavorevoli per gli utenti? Mi sembrano il solito disclaimer standard..
@attivissimo: certo che censurare siti come luogocomune mi solletica, ma non sarebbe eticamente corretto. (tempo fa, seguivo quel sito con una certa assiduità, ma poi ho capito che si trattava di pura cacca, e ho smesso).
@tripponzio: cosa vuol dire 'dare internet a chi non se lo merita'? o lo diamo a tutti, o non è più internet.
@motogio: 'l'anarchia totale non è una soluzione': attenzione, l'anarchia come idea politica significa 'ordine' (il simbolo della 'a' cerchiata indica proprio questo, la 'a' di anarchia circondata dalla 'o' di ordine), quindi per 'internet come disordine' sceglierei altri paragoni. certo, come 'internet uguale niente frontiere' allora siamo d'accordo ;-)
Dubito che una Internet perfettamente isolata sia tecnicamente fattibile, ma questo non vuol dire che nessuno proverà a crearla: la lotta al terrorismo, alla pirateria, alle ideologie sovversive e alla pedopornografia sono argomenti politicamente vendibilissimi. E noi tutti pagheremo le conseguenze di quest'ambizione spontanea al controllo, se non ci adoperiamo a diventare hacker e a eleggere governanti che non siano nati nell'epoca delle carrozze a cavallo e che capiscano qualcosa di Internet.

Più Attivissimo per Tutti. :D
@Kuz:

"C'è il trono di spade, ma c'è anche la Primavera Araba, tanto per fare un esempio.

Primavera Araba? Quella che sostituisce dittatori con integralisti islamici "Democraticamente" eletti dal popolo? O giunte militari, quando va "Bene"?

Come esempio mi sembra molto infelice. L'osservazione di tripponzio è estremamente valida.
Chiedo scusa per l'off topic.

@Kuz

Primavera araba?
Cioè, dove è che si trovano informazioni attendibili sugli obbiettivi delle fazioni ingaggiate?

Se qualcuno avesse le schedine tipo le figurine dei ciclisti avrebbe motivazioni per darle in giro?

O forse qualcuno le ha già date fuori ma son sparite in mezzo ad un mare di pettegolezzi che dicono tutto ed il contrario di tutto.

Tornando quasi vicino all'argomento... Forse troppa informazione è tanto informativa quanto troppo poca.

Con tutto questo rimango dell'idea che la libertà di opinione sia da tutelare nella massima estensione possibile, estensione che potrebbe arrivare fino al concetto che "l'onere della prova spetta all'accusatore."

Riavviciniamoci ancora un pochino all'argomento, la cosiddetta primavera araba, che vista dal mio IP sembra più un imbarbarimento che provocherà numerose* morti per disidratazione, setticemia e disturbi o incidenti che in Europa sono semplicemente un'occasione per prendersi un paio di mesi di riposo.

Il tuo intervento ha suscitato in me questa domanda: se nei luoghi in cui avviene questo processo fosse in questo momento garantita la libertà di espressione e di opinione, cambierebbe qualcosa per le persone che ne sono coinvolte?

*La mia stima è a 8 cifre.
...ero rimasto piacevolmente colpito da questo articolo e lo stavo leggendo con particolare attenzione e interesse, fino al momento in cui... ..l'autore, prima di nominare vanamente Orwell, pensa bene di schierarsi dalla parte dei censori, con i suoi inutili e fuori luogo giudizi politici, che con l'anarchia hanno ben poco a che fare e che altro non fanno che dare un colore a questo articolo, rivandolo così del significato che ne comporta, vanificando l'inutile sforzo di richiamare la nostra attenzione su un concetto meraviglioso.. l'intera umanità unita all'insegna della liberta individuale e dell'assoluto rispetto per le idee altrui.. ho persino paura che il commento a questo post possa addirittura venire censurato!:-)

Un saluto a tutti e buon lavoro.
Steve.
La libertà è un pacchetto completo: quindi se ce l'hai è difficile decidere di scinderla in libertà buona e libertà cattiva.
Il fatto che sul web ci siano schiere di pazzoidi che promuovono le idee più assurde è il prezzo da pagare per mantenere questo mezzo davvero libero. Piuttosto sarà compito di chi ha un briciolo di sale in zucca impegnarsi per fare giusta informazione e sbufalare chi le spara grosse. Fermo restando che uno zoccolo duro di creduloni ci sarà sempre e non cambierà idea nemmeno davanti alle evidenze: una volta erano in voga gli sciamani, poi le cartomanti, adesso le energie vibrazionali, e nonostante siano fenomeni universalmente accettati come stupidaggini, c'è sempre qualcuno che ci crede. E a dirla tutta negli sciamani la gente ci credeva ben prima che Turing ipotizzasse la sua macchinetta.
Chi sacrifica la liberta' per la sicurezza non merita nè l'una nè l'altra. (Benjamin Franklin)
I confini nazionali, gli stati e i governi, in sociologia, hanno ruoli definiti e importanti. Creano coesione all'interno, preservano i valori e l'integrità. Ora, mettere in discussione questo concetto nella grande rete risulta difficile perchè comunque viene vista, erroneamente, come un estensione dello stato/governo. Ciò che i governanti dovranno capire nel breve spazio di una generazione è che Internet è al di sopra dei concetti di gruppi nazionali e si pone come modello primario di Multiculturalismo, valorizzando e mettendo l'accento sulle diversità dei cittadini che la popolano. Essa non ha bisogno già di blocchi o di frontiere, ma di apertura totale, ovvero di rispondere a quello che i cittadini effettivamente chiedono. Considerare utopia tutto ciò significa essere in errore.
Oramai, d'altronde, è chiaro che qualsiasi tentativo di blocco o censura viene sistematicamente eluso o aggirato. La situazione peggiore, se dovesse verificarsi, darebbe semplicemente luogo alla nascita di una nuova rete, come è già successo in paesi sottoposti a forti regimi repressivi.
Steve: il tuo commento va esattamente contro "il rispetto assoluto delle idee altrui" che utopisticamente proponi..

Il che fa appunto capire che di utopia si tratta.
[quote-"stecap"-"/2012/01/la-sottile-tentazione-di-smembrare.html#c6184219876115986028"]
@Kuz:

"C'è il trono di spade, ma c'è anche la Primavera Araba, tanto per fare un esempio.

Primavera Araba? Quella che sostituisce dittatori con integralisti islamici "Democraticamente" eletti dal popolo? O giunte militari, quando va "Bene"?

Come esempio mi sembra molto infelice. L'osservazione di tripponzio è estremamente valida.
[/quote]

Gli effetti della Primavera Araba sono del tutto irrilevanti nell'esempio. Quello che conta è il concetto, la possibilità di sfruttare uno strumento senza che i governi impongano come, dove e quando. L'osservazione di tripponzio non è valida perché si focalizza su un solo aspetto di questa libertà, criticando chi invece la difende avendo una ben più ampia considerazione di essa.
[quote-"puffolottiaccident"-"/2012/01/la-sottile-tentazione-di-smembrare.html#c3152078717542382443"]
Il tuo intervento ha suscitato in me questa domanda: se nei luoghi in cui avviene questo processo fosse in questo momento garantita la libertà di espressione e di opinione, cambierebbe qualcosa per le persone che ne sono coinvolte?
[/quote]

Ti rispondo con una contro-domanda: l'eventualità che per le persone coinvolte possa non cambiare nulla, autorizzerebbe all'azione chi ha il potere di reprimere la loro libertà di espressione e opinione?

Io dico di no. Dico che la libertà di espressione e opinione è un diritto di tutti, a prescindere dagli effetti. Per quelli, ognuno si deve assumere le proprie responsabilità. E' il prezzo, a mio parere più che ragionevole, del poter fare delle scelte e del non dover invece sottostare forzatamente a delle regole arbitrarie.

L'utilità sta ai singoli vederla o meno, ma la possibilità non deve essere negata a nessuno.
[quote-"Turz"-"/2012/01/la-sottile-tentazione-di-smembrare.html#c3008446301321278842"]
@Palin:
Comunque non ci vedo niente da ridere, nemmeno per Orwell. Per lo meno, in 1984 erano le persone a controllare altre persone.

Qui è molto peggio...


Non capisco: il governo cinese non è fatto di persone? La MPAA non sono persone?[/quote]

Se avessi letto 1984 avresti capito la differenza. In 1984 non ci sono grandi computer...
@Raffaele David
Ah ok, se l'ha detto Benjamin Franklin questo chiude la questione :))
@Steve
In lingua italiana esistono parole con molte accezioni.
La polemica politica è inutile.
@Palin secondo me semplicemente non si capiva. Il tuo commento mi ha evocato guerre tra uomini e macchine.
@Kuz

Da un punto di vista teorico mi trovi perfettamente d'accordo, da un punto di vista pratico... Ho l'impressione che gli sceicchi facciano quello che pare loro meglio con o senza il tuo o il mio permesso.

Non credo che io che dico a te o te che dici a me: "gli sceicchi dovrebbero vergognarsi" (In una lingua che probabilmente non comprendono*) sia sufficiente a persuaderli a piantarla di ammazzare i loro sudditi a casaccio.

Se non c'è un terzo pronto a prenderli a stivalate di brutto (ma molto di brutto, tipo che "bastardi senza gloria" al confronto son giainisti) per poi sparire dal teatro senza lasciar traccia, possono scrivere tutto quello che vogliono.

Anzi, fossi nelle babbucce degli sceicchi neanche mi preoccuperei di impedire le comunicazioni con l'esterno delle aree coinvolte, tanto in Europa e in America ci sarà sempre chi si preoccuperà di ridimensionare, limare, intorbidare le informazioni per conto di chiunque si proponga come anti-amerDicano.
@Kuz:

Gli effetti della Primavera Araba sono del tutto irrilevanti nell'esempio. Quello che conta è il concetto, la possibilità di sfruttare uno strumento senza che i governi impongano come, dove e quando.

Se gli effetti sono irrilevanti, allora anche la diffusione di pedopornografia o di materiale che inneggia e ispira al terrorismo (e che purtroppo ha un effetto piuttosto forte nel plagiare la mente delle persone non particolarmente brillanti) funzionano nello stesso modo. Il fatto che però tu abbia utilizzato la primavera araba come elemento positivo in contrapposizione ad uno negativo (il download illegale di serie TV) mi fa pensare che in realtà secondo te l'effetto (a tuo giudizio positivo) sia rilevante eccome. Altrimenti avresti citato qualcos'altro.

Io avrei usato la possibilità di diffondere classici della letteratura o serie TV autofinanziate come Pioneer One, ma a ognuno il suo.

L'osservazione di tripponzio non è valida perché si focalizza su un solo aspetto di questa libertà, criticando chi invece la difende avendo una ben più ampia considerazione di essa.

Potrei citarti decine di documenti dove si analizza il traffico internet. La diffusione di materiale protetto da copyright (senza aprire la questione di come sia giusto intendere il copyright) occupa la maggioranza del suddetto traffico. Quindi mi sembra che per una "ampia considerazione" si debba per forza considerare la maggioranza di quanto circola su internet.

Per carità, sono assolutamente contrario a forme di censura locale o globale di internet, ma è ora di smetterla di nascondere dietro ad un diritto un reato bello e buono.

Certi discorsi che leggo mi fanno pensare agli anarco-idioti che vedono la libertà di espressione come un diritto inalienabile. Ma soltanto per loro, che possono permettersi di alienare qualunque libertà altrui.
Stecap,

sono assolutamente contrario a forme di censura locale o globale di internet, ma è ora di smetterla di nascondere dietro ad un diritto un reato bello e buono.

Bene. Allora trova una maniera di impedire il reato che non causi sensure locali o globali.

Nessuno qui sta difendendo quello che tu definisci "reato" (anche se non sempre lo è, a seconda dei sistemi giuridici; qui in Svizzera, per esempio, il puro download di un film non è punito, anche perché si pagano già diritti d'autore sui dispositivi).

Si sta solo chiedendo di usare soluzioni che funzionino invece di sparate demagogiche partorite da incompetenti.
Sotto
Nel commento qui sopra c'è un "sotto" di troppo :-) Scusate!
@Paolo Attivissimo:

Bene. Allora trova una maniera di impedire il reato che non causi sensure locali o globali.

Premessa: non sono un informatico.

Per quanto riguarda i siti di hosting, ogni account potrebbe essere verificato (attraverso una carta di credito/debito, per esempio) ed associato, di conseguenza, ad una persona fisica o giuridica. Se sull’account viene inserito materiale non di sua proprietà o di cui non ha acquisito i diritti credo sarebbe molto facile risalire all’accaduto e punire di conseguenza.

Sul P2P è possibile applicare filtri direttamente da parte dei ISP? Alcuni lo fanno già o sbaglio?


Nessuno qui sta difendendo quello che tu definisci "reato" (anche se non sempre lo è, a seconda dei sistemi giuridici; qui in Svizzera, per esempio, il puro download di un film non è punito, anche perché si pagano già diritti d'autore sui dispositivi).

Permettimi di definire ciò che io ritengo un reato: dal mio modestissimo punto di vista, nel momento in cui chiunque trae giovamento (economico o in altra forma) dall’opera di altri (intellettuale o meno) senza il suo permesso o senza averne diritto (ad esempio acquistandone una copia) commette un reato. Io vivo dell’opera del mio intelletto, di conseguenza la cosa mi riguarda particolarmente da vicino.

In Svizzera tale permesso viene ottenuto pagando il diritto d’autore sui dispositivi. Benissimo, tanto meglio per chi risiede in Svizzera. Nel Regno Unito, dove vivo ormai da anni, esistono servizi che costano “Tri cucùmer e un peverùn” e ti permettono di fruire di migliaia di film, serie TV e quant’altro rispettando la legge vigente. Se avessi interesse ad avere qualche genere di business in Italia io un pensierino ce lo farei...
@Palin:
In 1984 non ci sono grandi computer...

Invece sì :-)

Battute a parte, i computer sono programmati da persone. I firewall (o gli iPhone :-)) di oggi sono come i telescreen di Orwell, a parte il fatto che Orwell non sapeva che sarebbe nato il WWW.
[quote-"stecap"-"/2012/01/la-sottile-tentazione-di-smembrare.html#c12990819897290902"]
Se gli effetti sono irrilevanti, allora anche la diffusione di pedopornografia o di materiale che inneggia e ispira al terrorismo (e che purtroppo ha un effetto piuttosto forte nel plagiare la mente delle persone non particolarmente brillanti) funzionano nello stesso modo. Il fatto che però tu abbia utilizzato la primavera araba come elemento positivo in contrapposizione ad uno negativo (il download illegale di serie TV) mi fa pensare che in realtà secondo te l'effetto (a tuo giudizio positivo) sia rilevante eccome. Altrimenti avresti citato qualcos'altro.
[/quote]

Scusa stecap, ma se dici che la Primavera Araba funziona nello stesso modo rispetto a pedopornografia e terrorismo, forse ti sfugge un dettaglio: nella pedopornografia e nel terrorismo le vittime e gli artefici non sono le stesse persone, nella Primavera Araba sì, è il popolo che protesta ed è sempre il popolo che subisce o gode degli effetti delle proprie azioni. Negli esempi che fai tu, invece, è un po' diverso, si tratta di reati già di per sé molto gravi. Gli effetti rilevanti sono quelli delle azioni che vengono intraprese a monte, non del fatto che si sfrutti la rete per diffonderle e/o portarle a termine.

Per questo dico che nelal Primavera Araba il popolo ha il DIRITTO di protestare sfruttando la libertà concessa dalla rete, anche se poi "gli cade il cazzo e gli rimbalza in culo". Se poi c'è anche chi sfrutta quella stessa libertà per filmare e diffondere abusi sui bambini, prendi e intervieni contro chi commette gli abusi, non contro lo strumento che utilizza. Lo stesso ovviamente per i download illegali eccetera.

Altrimenti sarebbe come dire che il papa aveva ragione quando disse che per combattere l'AIDS l'unico strumento è l'astinenza. Non credi forse che gli effetti di una scopata non protetta siano irrilevanti quando è in ballo la libertà di chiunque di potersela fare o meno, quella scopata? Poi è ovvio che ogni situazione è una realtà a sé stante, ma per è questo che esistono istituzioni preposte alla tutela dei minori come a punire chi commette violenze sessuali eccetera.

[quote-"stecap"-"/2012/01/la-sottile-tentazione-di-smembrare.html#c12990819897290902"]
Potrei citarti decine di documenti dove si analizza il traffico internet. La diffusione di materiale protetto da copyright (senza aprire la questione di come sia giusto intendere il copyright) occupa la maggioranza del suddetto traffico. Quindi mi sembra che per una "ampia considerazione" si debba per forza considerare la maggioranza di quanto circola su internet.
[/quote]

Grazie al ca. Se ti scarichi una stagione di The Big Bang Theory in alta definizione, hai già fatto più traffico di chi passa otto ore al giorno per un mese a guardare le gallerie di Leggo.it con gente con i capezzoli di fuori o a tirarsi giù le ricette della Clerici. Per non parlare della concentrazione di questo traffico: dubito infatti che la maggioranza sia equamente spartita tra tutti gli utenti. La maggioranza del traffico quindi non corriponde per forza alla maggioranza dell'utilizzo in termini di utenti, ma solo in termini di dati. Ragion per cui un intervento di censura su scala globale è doppiamente sbagliato.
il papa (...) disse che per combattere l'AIDS l'unico strumento è l'astinenza

Solo per completezza d'informazione:

D. Fra i molti mali che travagliano l’Africa vi è anche in particolare quello della diffusione dell’Aids. La posizione della Chiesa cattolica sul modo di lottare contro di esso viene spesso considerata non realistica e non efficace. Lei affronterà questo tema durante il viaggio?

R. Direi il contrario. Penso che la realtà più efficiente, più presente e più forte nella lotta contro l’Aids è proprio la Chiesa cattolica con i suoi movimenti, con le sue diverse realtà. Penso alla Comunità di sant’Egidio che fa tanto visibilmente e anche invisibilmente nella lotta contro l’Aids, penso ai camilliani, a tutte le suore che sono a disposizione dei malati. Direi che non si può superare questo problema dell’Aids solo con i soldi: questi sono necessari ma non bastano se non c’è l’anima. L’Aids non si può superare con la distribuzione dei preservativi che al contrario aumentano il problema. La soluzione può essere solo duplice: la prima, un’umanizzazione della sessualità cioè un rinnovamento spirituale e umano che porta con sé un nuovo modo di comportarsi l’uno con l’altro. La seconda, una vera amicizia soprattutto con le persone sofferenti, una disponibilità anche con sacrifici e con rinunce personali per stare con i sofferenti. Questi sono i due fattori che aiutano nella lotta all’Aids e che portano i progressi più visibili. Questa è la nostra duplice forza: rinnovare l’uomo interiormente e dargli forze spirituali e umane per un comportamento giusto nei confronti del proprio corpo e di quello dell’altro e la capacità di soffrire con i sofferenti che rimane presente nelle situazioni di prova. Mi sembra la giusta risposta della Chiesa che così offre un contributo grandissimo e importante.
@Martinobri

Aggiungerei:

Magari il crearsi di una situazione in cui il non avere 6 figli sani e produttivi non implica la morte per fame a 50 anni potrebbe aiutare.

Purtroppo la società rurale africana, a meno di una seria rivoluzione industriale, è in mano alle suocere.

Non è realistico chiedere suggerire in quegli ambienti di effettuare una pianificazione familiare.
A provarci quando non c'è qualcosa che somigli ad un piano pensionistico si fa solo la figura dei pirla.
L’Aids non si può superare con la distribuzione dei preservativi che al contrario aumentano il problema.
Sai qual è il problema, che poi non è un problema (cit.), non ho capito: a cosa serve leggere tutta l'intervista quando poi il senso resta sempre quello?
@ tripponzio

non so. sinceramente, non ho questa idea tanto romantica di internet e della "libertà di espressione", come viene intesa comunemente dall'internauta medio. ancora non mi è chiaro come scaricarmi a scrocco gli episodi del trono di spade, possa essere considerata un mio diritto inalienabile, nell'ottica della libertà di pensiero e di espressione.

Innanzitutto ciao, poi mi ammanto di nero satin e faccio l'avvocato del diavolo:
Chiaro che andare a scaricarsi a babbo morto GigaWATT di dati è da considerarsi un'azione fraudolenta, ma se tanto mi da tanto, 20 euro per un CD sono troppi. Tant'è vero che dopo qualche anno si trovano nei "ruma-ruma" (ceste delle occasioni) a 5,00 €/kg. Credo che lo star system avrebbe solo da guadagnarci ad abbassare i prezzi di vendita di prodotti già ammortizzati con tour, passaggi radiofonici, passaggi televisivi e per quanto riguarda il cinema, con il cash del botteghino.

Lungi da me difendere la pirateria, ma ci vedo una sorta di "autolegittimazionecontroil sistemavampirosucchiasoldi". Sono d'accordo con te che non è un diritto fondamentale la visione di un film piuttosto che l'ascolto di un brano, ma non si vive di soli libri...

ma quello che mi lascia più perplesso è l'idea degli effetti che internet sta avendo. la pluralità di fonti non mi sembra che stia aiutando l'informazione, ma che la stia maggiormente inquinando. l'imbecillità gira libera su internet e affascina più della razionalità. se questo non fosse vero, questo blog parlerebbe probabilmente di gatti, non di disinformazione. è vero che anche le fonti che dovrebbero essere serie, spesso dimostrano di essere pressapochiste, ma mi domando quanto non sia legato al fatto che se la gente cerca luogocomunate e non notizie serie e noiose, il giornale deve dargli le luogocomOnate per poter vendere.

Chiamiamola "entropia della stupidità", ti va? Più facile diventerà la comunicazione impersonale, più facilmente crescerà la stupidità globale. Credo sia assiomatico. Ma d'altro canto esistono anche realtà diverse, come questo blog e centinaia d'altri, che hanno il loro "porco" seguito. E per fortuna bastano questi pochi blog "assennati" per tenere testa alla considerevole massa di blog costruiti sui luoghi comuni.

quindi, a prescindere dal fatto che sia giusto o meno impedire alla gente di esprimersi, non mi pare che la libertà di esprimersi di fronte al globo impunemente, sia sempre di giovamento. che poi, se si parla di libertà di usare e abusare dello strumento per tutti, come la mettiamo con quello che non ci va bene? gente che suggerisce assurde pratiche mediche? individui che inneggiano alla violenza e all'odio tra i popoli? pedofili? diciamo che la libertà esiste, solamente fino a dove va bene a noi? noi chi?
boh, non so. non riesco a capire perchè per difendere determinate libertà, dobbiamo dare a internet meriti che non ha.
ma probabilmente sono sbagliato io, che non capisco concetti semplici.


See va là. Sei uno troppo giusto te. :D Parlavo di questo qualche giorno fa con martinobri, dove sostenevo che la libertà d'espressione va educata: nel senso, il nazifascista che nega l'olocausto e propugna una fantomatica superiorità ariana ancor oggi nel 2012, ha tutto il diritto di farlo. Fatto salvo che se qualcuno lo becca e lo prende a schiaffi non si deve poi lamentare. Le idee non sono tutte buone, tanto meno condivisibili. IMHO, naturally.
@Attivissimo
Per la creazione delle censure regionali, credo che il metodo meno complicato, facilmente attuabile e con pochi effetti indesiderati, sia buttare alle ortiche tutte le policy e le allocazioni dei vari RIR (RIPE NCC, AfriNIC, ARIN, APNIC, LACNIC) ed allocare a ciascuna nazione l'intera rete 0.0.0.0/0, riservando alcune classi per il traffico internazionale, come google.it, facebook.com, wikipedia.org (e perché no, luogocomune.net ;-) ).
Lo sforzo da fare lo vedo più politico che tecnologico.
I paesi a più alta espansione di dispositivi di rete, come Cina ed India, continueranno ad avere la necessità di implementare nel futuro l'IPv6, mentre in europa ci potremo trastullare per decenni ancora con l'IPv4, aumentando ancora di più il divario tecnologico.

Ma essendo questo più uno sforzo politico che tecnico, non sono certo della sua riuscita (con mia grande gioia).
Eppoi, non fa vendere firewall ed altri accrocchi per il filtraggio del traffico è sicuramente controproducente per alcuni grossi produttori di prodotti networking.

È comunque un'ipotesi più fanta-politica che seriamente ragionata.
Scusate ma "gli cade il cazzo e gli rimbalza in culo"... ROTFLASTC!

@ stecap

Certi discorsi che leggo mi fanno pensare agli anarco-idioti che vedono la libertà di espressione come un diritto inalienabile. Ma soltanto per loro, che possono permettersi di alienare qualunque libertà altrui.

In realtà gli anarco-idioti si limitano a scaricare film gratis, almeno nella mia visione. Ed è questo che, paradossalmente, fa da vero perno soggettivo della discussione. Non il fatto che per salvaguardare i diritti d'autore s'impongano legislazioni restrittive che potrebbero essere adattate per attaccare anche il diritto di libera espressione. Tutto ciò diventa marginale, benché ne sia il vero fulcro su scala sociale.

Sono d'accordo al trovare un sistema che tuteli le proprietà intellettuali, ma non al liberticidio.
Ciò a cui abbiamo assistito fino ad ora (e per molto tempo ancora) è solo la presa di posizione della comunità nei confronti di questo sistema, giudicato troppo dispendioso/sbagliato/altro/non pervenuto da molti.

Ed invece che cercare di mediare, i colossi hollywoodiani, attaccano a testa bassa, creando un ottimo terreno per filtrare qualsiasi discussione.

Questo, credo, dovrebbe essere il motivo del contendere, non la primavera araba, il film scaricato, la libertà d'espressione.

E' lo spettro di una vera e propria cappa di indignazione che si sta ritorcendo contro sé stessa, tramite azioni illegali (defacement/denial of service) che muove le fila di un esercito in preparazione ad una guerra...

E questo mi fa pensare...
a cosa serve leggere tutta l'intervista quando poi il senso resta sempre quello?

Andare alle fonti originali non è mai sbagliato.
In questo modo ciascuno può decidere se una tal sintesi è accurata o e troppo semplificante.
Specialmente quando si illustrano le posizioni di un avversario, certe sintesi mi ricordano questa vignetta.
stacap: ridurre la pirateria e/o gli utilizzi illeciti di internet non richiede strumenti informatici. Richiede strumenti culturali. E paradossalmente sono quelli forniti proprio dalla libertà di diffusione delle informazioni (si, anche delle bufale).
Quindi bloccare e censurare non fa altro che fare il gioco di chi usa la rete per scopi illeciti. Il proibizionismo non ci ha insegnato proprio niente..
In USA Netflix ha avuto un successo pazzesco, pensate che usa quasi la stessa banda che usava Megaupload e tutti i contenuti di netflix sono legali..
Paolo, su facebook mi sono imbattuto in questa notizia http://www.curiosone.tv/la-verita-nascosta-dietro-la-chiusura-di-megavideo-e-megaupload-19799/

secondo cui la chiusura di megavideo sarebbe un'azione delle major contro delle nuove funzionalità che megaworld stava preparando.
La fonte non mi sembra delle piu affidabili ma ho trovato la stessa notizia da altre parti.
Se ti va visto che sicuramente tu sei piu esperto di me, faresti una ricerca per vedere se è vero?
A mio parere se fosse vero sarebbe scandaloso, ma aspetto l'opinione di qualcuno che ne sa piu di me
Luogo comune... i negazionisti... si isolano dimostrando che stanno dicendo delle emerite cavolate... e proprio perchè Internet è libera che si può fare questo.
Quando Internet non esisteva, se è vero che circolavano meno cavolate, è vero che se un
giornalista come Giulietto Chiesa, avesse scritto un libro come quello che ha scritto, prima che si fosse saputo che nel libro c'erano stupidaggini avrebbe venduto una gran parte dei libri... Internet da fastidio anche perchè con questo meraviglioso strumento nessuno può più vendere nulla a scatola chiusa, è finita l'era dei film osannati come fantastici che poi si scopriva essere delle atroci cavolate, è finita l'era dei LP di cui si facevano sentire 3 pezzi decenti alla radio per poi comparli e ritrovarsi con il resto indecente... Per fortuna ci sono servizi come youtube dove volendo si può ascoltare qualche pezzo in più prima di decidere se comprare o meno un cd per esempio, ascoltare i pareri di tantissime persone su libri, film, e quant'altro...
com'era quella frase: 'gli alti comandi combattono ogni guerra con le tattiche della guerra precedente' o qualcosa del genere.

Il diritto d'autore è solo un esempio: pochi e timidi i tentativi di trovare un sistema che mantenga il principio (giusto) di essere pagato per la propria opera, in un mondo in cui la stessa opera è immateriale, e non più una bobina o un blocco di carta.
MA non necessariamente 'a costo zero' dato che un server e un cavo grosso un braccio che ne esce è poi così meno costoso di una rotativa?

Ma la stessa informazione, e se vogliamo qualcosa di più: un mondo in cui non c'è la mamma-stato che ti imbocca le cose "giuste", ma la responsabilità di scegliere ognuno per se nel 'rumore'.

L'idea di 'chiudere', di tornare indietro ad arcadie, sembra quella più semplice.

Per chi comanda, ma anche per chi, in fondo in fondo, vuole essere comndato ed è ora confuso dai troppi profeti che indicano troppe vie.
Mi permetto di segnalare un bell'articolo su internet e la protezione del diritto di autore
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/31/il-web-nella-gabbia-del-copyright/187838/
Internet è anarchia, non c'è un controllore supremo. Il problema di un eventuale controllare è chi lo controlla? Chi elegge il controllore? Chi controlla che non stia abusando della sua posizione? E allora meglio non averlo. Il ragionamento dietro ogni libertà fondamentale (pensiero, in particolare) è che piuttosto di ledere una libertà fondamentale si lasciano voragini ad uso e consumo dei delinquenti. D'altro canto non è detto che gli strumenti per evitare i reati producano il risultato sperato, anzi a volta limitano le libertà e basta (DRM, tanto per dirne uno).
Infatti inorridisco ogni volta che sento che Google ha rimosso dei risultati dal proprio motore di ricerca. Cosa impedisce a bigG di rimuovere dai risultati un articolo su un'operazione disonesta compiuta dall'azienda?
@ martinobri: non voglio consumare lo shift, ho il braccino corto. pensa che una volta risparmiavo anche sulla punteggiatura.

@blackstingray: mi sembra che ci sia difficoltà a capirsi. io dico che si deve evitare di osannare internet e dargli meriti che assolutamente non ha e soprattutto guardare anche ai suoi difetti. vogliamo negare che internet è veicolo di imbecillità? che tra informazioni corrette e cazzate, internet ha giovato più alle seconde? certo, è bello parlare di "libertà" e "uguaglianza", manca solamente "fratellanza" per comporre la terna, ma guardiamo ai fatti e non alle ideologie. non voglio io arrogarmi il diritto di "spiegare la realtà", ma c'è qualcosa che non va se chi asserisce che nella seconda guerra mondiale c'è stato l'olocausto, che la terra è una sfera e che oggi è il primo di febbraio ha lo stesso peso e la stessa credibilità di chi dice che hitler era la versone coi baffi di hello kitty, che la terra è piatta/cava/elicoidale e che oggi è il 32 ottembre. o lo vedo solo io? quanti hanno sentito parlare in rete di signoraggio e sanno che la banca (criminale!) contabilizza come passività le banconote emesse e quanti invece hanno trovato qualcuno che gli spiegasse che i titoli di credito emessi vanno sempre in passività? giusto per fare un esempio, eh. scorri questo blog, per cercarti altri esempi, se vuoi.
io non sminuisco internet, il suo concetto e le sue potenzialità, ma guardo alla realtà, al fatto che non è tutto rose e fiori. forse, e dico forse, quello che ha problemi a capire la complessità della realtà informatica, sei tu. al momento non mi vengono in mente paragoni sagaci con qualche film, quindi evito di rispondere alla provocazione.

@bastian contrario: dare internet a chi non se lo merita? non so cosa significhi, io ho detto di non dare a internet meriti che non ha. non ha promosso la condivisione di conoscenza, ma la condivisione di idee, indifferentemente dalla loro validità. il fatto che gli altri media facessero delle distinzioni e facessero da filtro, ha portato al riversamento su internet di tutto quello che non trovava altro sfogo. come, per esempio, la gente che indica gli impianti bioplasmatici di paolo nelle sue foto.

@stupidocane: innanzitutto ti odio, perchè non posso darti dello stupido, senza che tu creda che sia solamente il tuo nome. capisco quello che dici, che un cd da 20 euro è un furto e tutto il resto. ma puoi fare a meno di comprarlo, ripeto. anche io faccio a meno e vado a ravanare sui vecchi cd/dvd a peso. se questo tipo di mercato va bene agli editori, fatti loro. evidentemente puntano su altre strategie di mercato, che ne so, puntano più sulla vendita dei prodotti ai network televisivi a pagamento.
comunque, senza offesa, ma se credi che questo blog e altri simili, riescano a tenere testa a quelli che diffondono disinformazione a piene mani, allora sei avulso dalla realtà. mi spiace, stimo tanto paolo e molti altri che si fanno il mazzo, ma è sufficiente dire che sono servi dello smom, di google, dei servizi o di big pharma e per troppa della gente che "vuole credere" è sufficiente a vanificare i loro sforzi.
per la questione degli schiaffi come sistema educativo, devo dire che a volte sembra una soluzione, ma non ha senso "puoi dire quello che vuoi, ma se non va bene allora ti schiaffeggio".

@paolo attivissimo: io avrei una proposta che potrebbe funzionare, anche se richiede uno sforzo generale. se tutti quelli che si ergono a difesa della libertà di espressione su internet, smettessero di condividere (attivamente e passivamente) contenuti protetti da copyright, probabilmente la pirateria in internet si ridurrebbe tanto drasticamente da non essere più necessario porvi un ulteriore freno.
Anche google cede alla censura ? http://www.repubblica.it/tecnologia/social/2012/02/01/news/censura_google_blogger-29135341/
[quote-"tripponzio"-"/2012/01/la-sottile-tentazione-di-smembrare.html#c5284838759978831410"]
@paolo attivissimo: io avrei una proposta che potrebbe funzionare, anche se richiede uno sforzo generale. se tutti quelli che si ergono a difesa della libertà di espressione su internet, smettessero di condividere (attivamente e passivamente) contenuti protetti da copyright, probabilmente la pirateria in internet si ridurrebbe tanto drasticamente da non essere più necessario porvi un ulteriore freno.
[/quote]

Se le aziende che spingono per censurare internet dassero ai loro clienti quelli che questi chiedono invece di spingerli alla pirateria (ci sono abbondanti studi ed esempi a riguardo) farebbero più soldi.

Il problema non è la pirateria, ma l'ostinarsi a riproporre un modello di distribuzione obsoleto per paura della concorrenza.

Le case [disco,cinemato]grafiche sono le prime a ignorare il diritto d'autore.
(cerca con google "Melchior Rietveldt" o "Chet Baker Canada compilation lawsuit")
Il ragionamento dietro ogni libertà fondamentale (pensiero, in particolare) è che piuttosto di ledere una libertà fondamentale si lasciano voragini ad uso e consumo dei delinquenti.

Il ragionamento di chi?

In uno stato democratico la libertà di espressione comporta oneri e doveri e può essere limitata quando questa compromette l’ordine pubblico e il convivere civile ed è scritto a chiare lettere nell’art. 10 - Libertà di espressione – della Convenzione per la salvaguardia dei diritti
dell’uomo e delle libertà fondamentali.

Che poi tale compito non venga demandato a società private (Google o Twitter ad esempio) pienamente d’accordo e pienamente d’accordo anche sul fatto che questo diritto non venga utilizzato solo per avvantaggiare le società che detengono i diritti d’autore o gli interessi di un singolo stato sugli interessi di altri stati sovrani.

Come fare allora per risolvere il problema?

Una soluzione c’è ed è molto semplice, talmente semplice da renderla inattuabile perché toglierebbe potere a chi abusa della sua posizione per imporre le proprie regole: dichiarare la cyber sfera un bene appartenente a tutti, come le acque internazionali, ed ele-varlo a territorio extra-giurisdizionale. Poi, come in mare, sta ai singoli stati sovrani assicurare che il materiale contenuto nei server, e quello inserito o prelevato dai propri cittadini, rispettino le leggi interne del paese in cui risiedono fisicamente; come i passeggeri di una nave che in alto mare sono tenuti a rispettare le leggi del paese di cui quella nave batte bandiera ma non possono imporre ai passeggeri delle altre navi il rispetto delle stesse leggi.

Utopia? Sicuramente ma sempre meglio del sistema attuale dove un gorilla di trecento chili* può permettersi fare quello che vuole tanto nessuno può dirgli niente.

*In ricordo di Acca
Maledetto Blogger: avevo scritto una bellissima riflessione. Che però ha un punto nodale: perchè non inventiamo (in piena filosofia hacker del MIT) un social network "alla twitter" ma serverless e basato sul principio del p2p ?
Scusate la franchezza, ma sono arcistufo di inutili discorsi sui massimi sistemi che non portano a nulla. Mentr qui la "discussione" va avanti Blogger fa già da un mese quello che Twitter annuncia... Censura delle più bieche e d'utilizzo a paesi con tendenze autoritarie. Personalmente non mi voglio oltre addentrare nella discussione perché inutile. Censura gravissima è e rimane. Ho sospeso il blog e lo migrerò altrove. Cosa che consiglio a tutti i detentori di blog su blogger. Poche parole e più fatti.
Grazie per l'attenzione.
Cambiare piattaforma e provider è perfettamente inutile. Ai governi che bloccano internet non serve la collaborazione delle aziende: in un modo o nell'altro le telecomunicazioni via cavo sono interrompobili. Ha fatto scalpore la scelta di google per il mercato cinese ma per i cittadini il risultato non sarebbe cambiato. Sarebbero rimasti senza google, non certamante con google senza filtri.
@Lupo della Luna
Non ha il paradigma di Twitter ma c'è diaspora*
oppure
http://www.partito-pirata.it/blog/anonet-la-rete-anonima-del-partito-pirata
Forse qui è fuori tema, però può interessare:
Camera, salta la norma 'bavaglio' al web
richard, mi spiace, ma è assurdo come ragionamento. se le aziende non fanno come vuole il cliente è giusto che il cliente abbia il loro prodotto senza pagare? è un'idea folle, aberrante e, forse, non ci si rende conto di quanto, solo perchè la si applica solo in questo caso, per trovare una giustificazione al proprio comportamento illecito. proviamo a vedere un po' questo stesso comportamento in altri ambiti? per esempio... parliamo di ferrari? ebbene, tutti vogliamo una ferrari, ma non vogliamo spendere più di 20.000 euro per comprare un'auto. a questo punto, dato che non vogliono abbassare i prezzi, la rubo. posso giustificarmi dicendo che è colpa dell'azienda che ha spinto i clienti a rubare invece di dargli quello che volevano, che potevano fare più soldi? o vogliamo scendere sul triviale e arrivare a dire che la colpa degli stupri è del fatto che le donne non la calano tanto facilmente quanto gli uomini vorrebbero?

dai, queste sono solamente giustificazioni al desiderio di avere film, telefilm, musica, programmi e videogiochi e non dover pagare per farlo. non nascondiamoci sempre dietro ad un dito, per favore. non stiamo parlando di prendere qualcosa che ci è fondamentale per l'esistenza, ma di qualcosa che vogliamo "per svago", se almeno si parlasse di libri di testo scolastici e/o universitari, si potrebbe farne una questione vagamente ideologica, ma non per i film di harry potter o dei pirati dei caraibi.

e per ricollegarmi a quanto detto da motogio sulla questione della limitazione della libertà di espressione, è vero che chi spinge per "domare" il web è chi ne viene in qualche modo penalizzato economicamente, ma non è l'unica problematica legata ai buchi di regolamentazione. tramite web si possono violare altre leggi: calunnia, diffamazione, violazione della privacy e molti altri. al momento, quando una persona, putacaso, fa una lista con nomi e cognomi di persone reali, accusandole di terribili crimini contro l'umanità e istigando all'odio e alla violenza nei loro confronti, non c'è nessuno che glielo impedisce. potrà anche essere brutto "censurare", ma anche dover finire alla mercè di paranoici scalmanati a causa delle stronzate che spara un fallito, deve essere poco simpatico, no?
@ trip

innanzitutto ti odio, perchè non posso darti dello stupido, senza che tu creda che sia solamente il tuo nome.

Poco male. Anche se tu sostenessi che io sia stupido davvero, ho le prove del contrario. :D

capisco quello che dici, che un cd da 20 euro è un furto e tutto il resto. ma puoi fare a meno di comprarlo, ripeto. anche io faccio a meno e vado a ravanare sui vecchi cd/dvd a peso.

Il che è già una prova di manipolazione della libertà, non trovi? Nel senso che se vuoi prenderti l'ultimo CD del tuo autore preferito, devi fare sacrifici oppure aspettare che finisca nelle ceste. Ma la cosa assurda è proprio questa. Il CD che finisce nelle ceste a 3 euro, è sempre lo stesso che veniva venduto a 20 qualche tempo prima. A parte le riedizioni, che senso ha vendere lo stesso prodotto ribassato dell'85% pur mantenendo un piccolo margine di guadagno per il rivenditore e per sé stessi? Sono convinto che se il "primo prezzo" fosse di 9 euro, venderebbero molti più CD e darebbero una sonora bastonata alla pirateria. Non c'è nulla che giustifichi un "primo prezzo" così alto se non la consuetudine di farsi strapagare le novità. I costi di produzione possono essere ben compensati anche con un prezzo più popolare, confortati dal fatto che ne venderebbero sensibilmente di più. Questo non andrà di certo a far sparire la pirateria, ma darebbe un impulso positivo alle vendite.

In ogni campo commerciale, quando il bene venduto comincia a risentire di vari fattori che ne possono intaccare il successo commerciale (crisi monetarie, moda, concorrenza, adeguamenti tecnologici), i prezzi si abbassano. Nel campo cine-musicale no. Vogliono mantenere a tutti i costi i prezzi alti, "ingiungendo" ai governi di fare qualcosa per mantenere il proprio status. Allora dovrebbero fare qualcosa (e lo fanno sotto forma di aiuti statali) per le auto, ma questo non impedisce comunque al mercato di costringere le case costruttrici ad abbassare i prezzi. Altrimenti non vendono. Guarda appunto il mercato automobilistico che, per ogni stagone dell'anno, ha sempre qualche modello in offerta "speciale". Fino a fine Febbraio dicono. Vero. Salvo poi fare un altro "saldo" con un diverso modello "fino a fine Marzo". Ed avanti così. Nel mondo della musica e del cinema questo non accade. Perché?
SEGUE

se questo tipo di mercato va bene agli editori, fatti loro. evidentemente puntano su altre strategie di mercato, che ne so, puntano più sulla vendita dei prodotti ai network televisivi a pagamento.

Ed è proprio qua il do. A loro non va bene, nel senso che vorrebbero azzerare la pirateria mantenendo i prezzi esorbitanti, salvo poi metterli a prezzo calmierato quando è passata la moda. Trovare una via di mezzo no? Sembra proprio di no.

comunque, senza offesa, ma se credi che questo blog e altri simili, riescano a tenere testa a quelli che diffondono disinformazione a piene mani, allora sei avulso dalla realtà. mi spiace, stimo tanto paolo e molti altri che si fanno il mazzo, ma è sufficiente dire che sono servi dello smom, di google, dei servizi o di big pharma e per troppa della gente che "vuole credere" è sufficiente a vanificare i loro sforzi.

Fortunatamente non è così. Non basta contare quanti blog idioti esistano per decretare che siccome sono di più, hanno ragione loro. Non sono loro che fanno progredire il sapere umano, non è con l'ignoranza, il complottismo tout court o la mania di persecuzione che riusciamo a mandare le sonde su Marte. La maggior parte delle persone questo lo sa, va dal medico per farsi curare, non dal santone di turno. Se ci va, fa parte di una minoranza endemica, come è sempre stato. Se molti gridano "all'autoattentato" in materia di 9/11, non fa di loro i paladini di alcunché, dato che le prove sono tutte contro di loro. Non conta quanto determinati siano. Quando la verità sta da un'altra parte, sta da un'altra parte, per quanto possano sbraitare cose senza senso come SMOM, NWO e compagnia cantando.

per la questione degli schiaffi come sistema educativo, devo dire che a volte sembra una soluzione, ma non ha senso "puoi dire quello che vuoi, ma se non va bene allora ti schiaffeggio".

Il mio intervento era inteso come "puoi dire quello che vuoi, ma ti devi anche prendere la responsabilità di ciò che dici". Chiaro che il mondo è vasto e vario e troverai sempre chi vorrà prenderti a schiaffi, anche quando sei dalla parte della ragionevolezza e della verità storica. Ma un conto è aggredire una Margherita Hack perché dice che probabilmente non siamo soli nell'universo, un altro è una sommossa popolare contro un drappello di nazifascisti iraniani che sbraitano a gran voce che bisogna tornare ad uccidere ebrei perché sono il male del mondo. Credo si capisca che sono due cose diverse.
Quoto tripponzio. Stanotte se Blogger non si fosse mangiato il commento, avevo scritto qualcosa di concettualmente molto simile, riflettendo sul fatto che comunque la Rete, come tutte le cose "condivise" DEVE avere delle regole. Come tutte le cose, sia la Rete sia le leggi poi possono essere usate bene o usate male, ma qui è colpa delle persone che le usano.
Secondo me è profondamente sbagliato continuare a dire che intenet dev'essere un mondo separato dalla realtà, libero e senza regole. Primo perchè non è vero che è separata dalla realtà, e secondo perchè non è così "libera" come ci piace pensare. Per cominciare, è riservata a chi può permettersi i mezzi per accedervi, sebbene ormai noi li diamo per scontati. Ma non vorrei andare troppo fuori argomento.
AdoVo Stupidocane e i suoi "papielli" :-)
Tripponzio: Scusa, ma non hai letto attentamente quello che ho scritto.

L'obiettivo della case discografiche non è il contrasto alla pirateria, ma conservare il monopolio sulla distribuzione e impedire che altre aziende e soggetti (come gli artisti stessi) di proporre modelli più efficienti.

Sarebbe come se la Ferrari ti vendesse una Punto a 200k€ rendendoti illegale comprare la macchina in Fiat a un decimo.

Perché se compro un DVD in America (pagato) non posso vederlo qui senza commettere un reato?


@MoonWolf

Le regole ci sono già. Per esempio, una delle regole base del commercio è che se compri una cosa è TUA, puoi farne quello che vuoi (compreso prestarla o rivenderla).

Perchè i prodotti "culturali" devono essere esenti?
Chi è che vuole farsi le regole pro domo sua?
"Perché se compro un DVD in America (pagato) non posso vederlo qui senza commettere un reato?" Perchè non commetti un reato. Lo puoi comprare e fartelo spedire senza alcun problema ^^
@stupidocane: e io rifiuto le tue prove, invocando in vizio di forma.
ma veramente il fatto che io vada a scegliere prodotti più economici è manipolazione della libertà? torniamo all'esempio della ferrari? vogliamo dire che il mettere la ferrari a 50.000 euro è limitazione della libertà, perchè con 10.000 euro devo andare a scegliere tra seicento e panda?
la differenza di prezzo, nel campo dello spettacolo, è legata di base alla tempistica. se vuoi vedere il film per primo, paghi di più. se lo vuoi vedere in seconda visione, aspetti del tempo. se vuoi, per la stessa cifra di due prime visioni, comprarne una copia, aspetti ancora. se vuoi che costi come una sola prima visione, aspetti altro tempo. se lo vuoi vedere a gratis in tv, aspetti ancora.
se il primo prezzo fosse "a gratis in tv", perderebbero tutti gli introiti da prima visione, seconda visione, vendita novità, vendita non più novità. senza considerare il noleggio, che ormai è praticamente morto, mentre era una grossa fetta di mercato negli anni novanta. quindi, saltare alcuni step del commercio, significa rinunciare ad alcuni introiti. se non lo fanno è perchè ritengono questi introiti importanti e hanno tutto il diritto di commercializzare come preferiscono, no? dici tu stesso che in ogni campo commerciale un bene cala di prezzo quando risente di diversi fattori. nel campo cine musicale, il fattore fondamentale è il tempo. il film, quando non è più nuovo, cala di prezzo, fino ad arrivare nei cestoni. che poi, se non ce ne siamo accorti, il calo nelle vendite ha portato ad un accorciamento di questi periodi. non so se ci ricordiamo di un quindici o venti anni fa. un cd o una videocassetta, costava intorno alle trenta o trentacinque mila lire. oggi, un dvd appena uscito, costa intorno ai diciassette euro, se non addirittura meno. dopo qualche settimana scende intorno ai dieci euro. il prezzo del cinema è aumentato, ma non di molto. ricordo chiaramente le 12 mila lire un pomeriggio infrasettimanale quando uscì dragon heart e sono passati quindici anni, ora in un multisala un film normale costa 8 euro. contando che, tra inflazione e sfruttamento dell'effetto euro, i prezzi sono spesso e volentieri raddoppiati, direi che è chiaro che il cinema e l'home video siano più economici oggi, rispetto ad una volta.
eppure oggi la pirateria è un problema come non lo era allora. non perchè oggi siano prezzi esorbitanti, ma perchè allora era più difficile fare le copie. questo dimostra che non è l'aumento o la diminuzione del prezzo che genera o riduce la pirateria, ma la difficoltà o meno di fare le copie.
poi, la questione degli studi che provano che "farebbero più soldi se abbassassero i prezzi", mi fa sorridere. al di là che è ridicolo rispondere al concessionario della ferrari "se lei abbassasse i prezzi, non le verrebbero a rubare le auto", sarebbe interessante capire in base a cosa si fanno queste stime. il dvd a nove euro, lo compri solo perchè quello nuovo ne costa diciassette. se quello nuovo costasse 120 euro, litigheresti per comprare l'ultima copia a 20 euro trovata nel cestone delle offerte. è lo stesso concetto del comprare in saldo o in offerta, e non a un determinato prezzo. la ricerca è di spendere meno o di non spendere affatto. questa è la realtà. e poi la gente si trova contenta di spendere 10 per una cosa che viene venduta a 20, anche se ne valeva in realtà 1. ma qui sto divagando.
(continua)

per la questione dei blog: chi ha parlato di ragione? è proprio questo il punto: il numero di blog, il seguito che hanno o come si presentano, non indicano se vi è ragione o meno. ma come fare a distinguere "questa è informazione" da "questa è fuffa"? in rete si va a opinione personale. cosa abbastanza pericolosa. abbiamo il nostro caro wewee da una parte e dall'altra abbiamo simoncini. io non sono medico, di chi mi fido? di chi riesce a convincermi? wewee è spesso prolisso e talvolta pesante, delle sue spiegazioni, se non ti fai il mazzo, non capisci una fava. simoncini dice: il cancro sembra un fungo, ha alcuni comportamenti che sembrano un fungo, tu sei un poveraccio che muore di fame, stenti e cancro, mentre big pharma fa i soldoni sulla tua pelle. la tesi di simoncini è più semplice, accattivante e stimolante: se fosse vera, donorebbe a chi vi crede, la sostiene e la diffonde, il titolo di portatore della sacra verità, in barba ai poteri forti. in pratica, se ci credi e ti batti per la sua idea, ti senti in qualche modo un eroe.
e a cosa serve sapere "chi ha ragione"? la ragione viene data a chi convince di più. e quindi, cavalcando le libertà di espressione e disinformazione, abusando anche del concetto di democrazia, votiamo un esercito di scilipoti e marra, ascoltiamo i vari mazzucco e domani ci troviamo con il bicarbonato mutuate e con la proibizione delle vaccinazioni.
il problema è che la "libertà di espressione" senza un marchio che attesti "questa è una cosa sensata" e "questa è una corbelleria frutto di una digestione pesante", può portare la minoranza endemica a diventare una maggioranza. girati intorno, parla di omeopatia, scie chimiche, signoraggio, nuovo ordine mondiale. ti accorgerai che sei quasi circondato.
(continua ancora)
infine, per la questione del prendersi le proprie responsabilità per quello che si dice o si fa, anche in rete, sono d'accordissimo. se riuscissimo a fare questo, potremmo fare a meno di leggi "castranti" come quelle che stiamo discutendo. se tu condividi una cosa che non puoi condividere (per diritti d'autore o perchè viola altre leggi), vieni denunciato e perseguito. ci mettiamo anche il carico e ogni giorno di condivisione successivo alla notifica della denuncia, diventa un'aggravante. non è come prendersi la bufera di schiaffoni, ma ci siamo quasi, no?

@ lupo della luna: solo una cosa sul non essere libera. se io nel mio blog dico che beppe grillo è un cretino, non mi caga di pezza nessuno, se beppe grillo nel suo dice che io sono un cretino, l'effetto è un tantino differente (ho preso beppe grillo come esempio, solo perchè il suo blog ha un enorme seguito, non per altro). alla faccia dell'uguaglianza: ci sono sempre i forti e i meno forti.

@richard: per favore, non veniamo a dire adesso che la pirateria multimediale è una sorta di "missione benefica" per togliere agli artisti il giogo delle case discografiche. è ridicolo e ricade sempre nell'ottica di scrollarsi di dosso le colpe. se non si scaricassero opere i cui diritti sono in possesso delle case discografiche, non potrebbero dire niente. il problema non è che ti scarichi il cd che mi sono autoprodotto e che vendo su ebay. anche se, a dire il vero, anche a me girerebbero i maroni se invece di comprarti il cd che vendo, te lo scarichi a scrocco.
per la questione del dvd pagato in america che non posso vedere in italia, potresti darmi gli estremi della legge di cui parli?

@oui c'est moi: e dei miei cosa dici?
"Perché se compro un DVD in America (pagato) non posso vederlo qui senza commettere un reato?" Perchè non commetti un reato. Lo puoi comprare e fartelo spedire senza alcun problema ^^

Credo si riferisca al fatto che se non hai un sistema video che supporti anche il formato NTSC, per convertirlo in PAL devi piratarlo.
Nel commento precedente ho peccato di sintesi eccessiva, quindi stavolta sarò prolisso...

Per il DVD mi riferivo al fatto che non si può vedere un DVD su un lettore impostato su una regione diversa senza craccarlo e violando la DMCA.

Per l'esempio della Ferrari, è fuorviante perché copiare non è rubare, perché nel primo caso il concessionario ha una Ferrari in meno, nell'altro no (non è un cavillo, ma un punto fondamentale del discorso), perché con una Ferrari hai un costo di produzione unitario, per cui se produrre una Ferrari costa 200k€ e la vendi a 300 k€, è meglio venderne 1000 con zero furti che 5000 con 2000 furti. Con i dischi/film, è meglio vendere 5000 originali sopportando 2000 copie piratate che 1000 originali e basta.


Alle case discografiche non interessa principalmente combattere la pirateria (non sono sciocchi, e sanno che in molti casi il passaparola aumenta le vendite) ma mantenere il monopolio della distribuzione. La pirateria è solo una scusa. Io non sono pro-pirateria o per il diritto di scaricare opere protette da diritto d'autore, ma siccome so che è impossibile fermare/bloccare la pirateria senza "danni collaterali" che danneggino significativamente le possibilità di crescita economica, culturale e democratica che dà Internet, mi oppongo a queste misure.

"se non si scaricassero opere i cui diritti sono in possesso delle case discografiche, non potrebbero dire niente."

Se le case discografiche non tentassero in ogni occasione di mungere i clienti, questi non avrebbero nessuna scusa per scaricare...

Cito a memoria da un'infografica tratta da boingboing:

"Il 65% degli introiti delle case cinematografiche viene da canali distributivi che all'epoca della loro introduzione erano visti come distruttivi per l'industria cinematografica" [TV, VCR, pay per view etc.]
@oui c'est moi: e dei miei cosa dici?
Un po' troppo contorti :-)
Cioè, alla fine della lettura mi viene da domandarti: "E quindi?" :-D
@ trip

ma veramente il fatto che io vada a scegliere prodotti più economici è manipolazione della libertà? torniamo all'esempio della ferrari? vogliamo dire che il mettere la ferrari a 50.000 euro è limitazione della libertà, perchè con 10.000 euro devo andare a scegliere tra seicento e panda?

Se fosse, come nel caso dei prodotti discografici, che compreresti una Panda con il marchio Ferrari, sì. Nel senso che un CD di un autore famoso, costerà alla produzione anche 1 milione di dollari ma rimane un CD. Se la Panda costasse un milione di euro di produzione, stai pur certo che non costerebbe 10.000 euro, come del resto non sarebbe come la Panda che tutti conosciamo, bensì una bomba ipercavallosa con sedili in pelle umana e manciate di lusso strafottente. Anche ammesso che la produzione di un album costi di più, quei soldi sono solo una minima parte dei ricavi che le case discografiche riescono ad ottenere solo dalle radio, prima ancora di arrivare al banco del negozio. Orbene, perché, ripeto, pagare una Panda come una Ferrari sapendo che rimane comunque una Panda? Perché loro e solo loro, possono costringere i governi a far sì che possano mantenere le vendite delle loro Panda a prezzi da Ferrari? Spiego meglio nel paragrafo successivo.

la differenza di prezzo, nel campo dello spettacolo, è legata di base alla tempistica. se vuoi vedere il film per primo, paghi di più. se lo vuoi vedere in seconda visione, aspetti del tempo. se vuoi, per la stessa cifra di due prime visioni, comprarne una copia, aspetti ancora. se vuoi che costi come una sola prima visione, aspetti altro tempo. se lo vuoi vedere a gratis in tv, aspetti ancora.

E' vero che è come dici tu. Ciò non toglie che le case produttrici ricavino dei buoni guadagni anche quando il film è mandato "a gratis" via etere ed arriva nelle TV, perché ricordiamoci che le reti televisive, pagano profumatamente i film ed i relativi diritti d'autore, rifacendosi a loro volta tramite la vendita di spazi pubblicitari. Orbene, anche nel caso in questione, perché quel film che ora passa in TV, nella cesta dei DVD è a 3,99 €? Eppure in quei 3,99 € ci sono ancora i diritti d'autore compresi. Che minghia di fine hanno fatto i 12 € e passa del prezzo iniziale? Non sono tutti diritti d'autore, dato che anche con 3,99 vengono pagati? ... Che sia forse il caso che i produttori ci hanno marciato alla grande, nonostante avessero già coperto le spese ed incassato dei lauti guadagni quando il film era ancora al cinema?
se il primo prezzo fosse "a gratis in tv", perderebbero tutti gli introiti da prima visione, seconda visione, vendita novità, vendita non più novità.

Errato! Come detto prima, le reti televisive comprano i diritti dei film.

senza considerare il noleggio, che ormai è praticamente morto, mentre era una grossa fetta di mercato negli anni novanta.

In realtà è morto per finta. E' sempre presente sotto forma di Prima Fila (Sky) e Premium (Mediaset). La grande diffusione dei sistemi satellitari ha reso quasi superfluo il noleggio fisico, ma in realtà è rimasto sotto altra forma. Cambia solo che non si deve più uscire per riportare il film.

quindi, saltare alcuni step del commercio, significa rinunciare ad alcuni introiti. se non lo fanno è perchè ritengono questi introiti importanti e hanno tutto il diritto di commercializzare come preferiscono, no?

Giusto. Ma devono seguire, come tutte le aziende produttrici di beni, le leggi di mercato. Nei 20 € di un CD ci saranno si e no 1 € di diritti d'autore, Mettiamoci anche 5 € di rientro delle spese di produzione ed un 30% di guadagno. Siamo ad 8, facciamo 10 e non ne parliamo più. E gli altri 10 €? In pratica glieli regaliamo.
dici tu stesso che in ogni campo commerciale un bene cala di prezzo quando risente di diversi fattori. nel campo cine musicale, il fattore fondamentale è il tempo. il film, quando non è più nuovo, cala di prezzo, fino ad arrivare nei cestoni. che poi, se non ce ne siamo accorti, il calo nelle vendite ha portato ad un accorciamento di questi periodi. non so se ci ricordiamo di un quindici o venti anni fa. un cd o una videocassetta, costava intorno alle trenta o trentacinque mila lire. oggi, un dvd appena uscito, costa intorno ai diciassette euro, se non addirittura meno. dopo qualche settimana scende intorno ai dieci euro. il prezzo del cinema è aumentato, ma non di molto.

E qui ti voglio. I diritti d'autore, quelli tanto dibattuti in questo thread e nei vari tentativi di salvaguardarlo, non vengono mai toccati, nemmeno quando finiscono nelle ceste a 3 euro! Ed allora io mi chiedo se non sia magari il caso che le case ammettano che ci guadagnano in maniera spropositata nelle prime fasi di uscita dei loro prodotti e che continuino a guadagnarci anche quando i prodotti sono vetusti e da macero.


ricordo chiaramente le 12 mila lire un pomeriggio infrasettimanale quando uscì dragon heart e sono passati quindici anni, ora in un multisala un film normale costa 8 euro. contando che, tra inflazione e sfruttamento dell'effetto euro, i prezzi sono spesso e volentieri raddoppiati, direi che è chiaro che il cinema e l'home video siano più economici oggi, rispetto ad una volta.

Sarà anche vero, ciò non toglie che 20 euro per un CD siano un furto, dato che i prezzi di gestione dei tanto dibattuti diritti d'autore sono infimi rispetto al costo al banco.

eppure oggi la pirateria è un problema come non lo era allora. non perchè oggi siano prezzi esorbitanti, ma perchè allora era più difficile fare le copie. questo dimostra che non è l'aumento o la diminuzione del prezzo che genera o riduce la pirateria, ma la difficoltà o meno di fare le copie.

Vero, e per quanto cerchino di porre rimedio, perderanno sempre, inasprendo le misure antipirateria fino a farle sfociare in veri e propri controlli del traffico d'informazione.
Cosa che credo Doctorow abbia spiegato più che egregiamente.
poi, la questione degli studi che provano che "farebbero più soldi se abbassassero i prezzi", mi fa sorridere. al di là che è ridicolo rispondere al concessionario della ferrari "se lei abbassasse i prezzi, non le verrebbero a rubare le auto", sarebbe interessante capire in base a cosa si fanno queste stime.


Semplice, in base alla storia dell'economia. Negli anni '80 un cellulare era un costo proibitivo, oggi te lo regalano nei fustini del Dixan. Eppure sono molto più preformanti, piccoli computer portatili con accesso ad internet che con 29 euro al mese compreso un po' di traffico, ti metti in tasca. Se non vuoi sottoscrivere un abbonamento, ci sono una marea di modelli per tutte le tasche, come per le auto. Per i CD invece no. O 20 euro o ripieghi sulle raccolte di Castellina Pasi.

il dvd a nove euro, lo compri solo perchè quello nuovo ne costa diciassette. se quello nuovo costasse 120 euro, litigheresti per comprare l'ultima copia a 20 euro trovata nel cestone delle offerte.

Sbagliato, ancor più per il fatto che già difficilmente si riesce a giustificare un prezzo di 20€, figuriamoci di 120... A meno che non sia un CD d'oro...
è lo stesso concetto del comprare in saldo o in offerta, e non a un determinato prezzo. la ricerca è di spendere meno o di non spendere affatto. questa è la realtà.


Vero, anzi verissimo. Infatti di solito quando ci sono i saldi, non a caso i negozi sono pieni di gente. Perché ritengono il prezzo più equo. Eppure i produttori ci guadagnano comunque. Non crediamo che un paio di jeans di D&G costino davvero 200 €. Costano 5 € di produzione come quelli del mercato.

e poi la gente si trova contenta di spendere 10 per una cosa che viene venduta a 20, anche se ne valeva in realtà 1. ma qui sto divagando.

In realtà no. E' proprio ciò di cui stiamo parlando. Chiaro che se produco un oggetto ho tutto il diritto di farmelo pagare quanto voglio. Se però il prezzo è troppo alto in relazione al prodotto (qualità non all'altezza, altri prodotti simili a prezzi inferiori, utilità, moda, e vattelapesca), o cambio qualcosa e cerco di andare incontro al mercato, oppure smetto di produrre il bene. Qui invece si sta cercando di far passare come un "furto di proprietà intellettuali" una vera e propria rapina per meri motivi di lucro, dato che il proprietario dei diritti d'autore riceverà un forse l'1% del prezzo di vendita per ogni singolo CD venduto.
@stupidocane: Può essere, ma sarebbe come lamentarsi che per vedere un film devo comprare la TV.
Voglio vedere un film in DVD NTSC? Me lo guardo sul computer :D

A parte che quando guardavo anime di importazione dal Giappone (che usa lo standard NTSC) mi ero comprato il videoregistratore dual standard :D
@ trip II la vendemmia

per la questione dei blog: chi ha parlato di ragione? è proprio questo il punto: il numero di blog, il seguito che hanno o come si presentano, non indicano se vi è ragione o meno. ma come fare a distinguere "questa è informazione" da "questa è fuffa"? in rete si va a opinione personale. cosa abbastanza pericolosa. abbiamo il nostro caro wewee da una parte e dall'altra abbiamo simoncini. io non sono medico, di chi mi fido? di chi riesce a convincermi? wewee è spesso prolisso e talvolta pesante, delle sue spiegazioni, se non ti fai il mazzo, non capisci una fava. simoncini dice: il cancro sembra un fungo, ha alcuni comportamenti che sembrano un fungo, tu sei un poveraccio che muore di fame, stenti e cancro, mentre big pharma fa i soldoni sulla tua pelle. la tesi di simoncini è più semplice, accattivante e stimolante: se fosse vera, donorebbe a chi vi crede, la sostiene e la diffonde, il titolo di portatore della sacra verità, in barba ai poteri forti. in pratica, se ci credi e ti batti per la sua idea, ti senti in qualche modo un eroe.

Morto. Un eroe morto. O che causa la morte di qualcuno. Siccome non si può porre alcun rimedio alla stupidità umana, si cerca di fare il possibile per chi non è poi così stupido da curarsi il cancro con il bicarbonato. Se una persona non vuol essere salvata, mi spiace per i suoi famigliari che rimangono, non per lui.

e a cosa serve sapere "chi ha ragione"? la ragione viene data a chi convince di più.

Dipende, se un mio amico si cura il cancro con l'alga sBirulina anziché con la chemio, faccio sempre in tempo a dirgli l'odioso ma necessario "te l'avevo detto". Se persiste nella convinzione di avere ragione, piangerò la morte di un idiota.

e quindi, cavalcando le libertà di espressione e disinformazione, abusando anche del concetto di democrazia, votiamo un esercito di scilipoti e marra, ascoltiamo i vari mazzucco e domani ci troviamo con il bicarbonato mutuate e con la proibizione delle vaccinazioni.

Fortunatamente c'è una cosa che si chiama metodo scientifico, che per quanto sia convincente il venditore di bicarbonato, alla lunga i pazienti che moriranno come mosche daranno ragione al metodo scientifico. Intanto si avrà fatto un po' di repulisti. Brutto da dire ma è così.

il problema è che la "libertà di espressione" senza un marchio che attesti "questa è una cosa sensata" e "questa è una corbelleria frutto di una digestione pesante", può portare la minoranza endemica a diventare una maggioranza. girati intorno, parla di omeopatia, scie chimiche, signoraggio, nuovo ordine mondiale. ti accorgerai che sei quasi circondato.

Da idioti. Ed in netta minoranza. Scie chimiche? Quelle che il Marcianò è costretto ad inventarsi gli account per dar da mangiare al suo stesso blog? Quelli che sono scesi in piazza in una manciata di persone a manifestare? Omeopatia? Quella che ti frega una volta e poi corri dal medico con tanto di scuse per la tua idiozia? NWO? Esci dal web e quasi nessuno ha mai sentito questa sigla.
La realtà è ben diversa, ed il compito di questo blog (e quello del buon wewee ed altri) è proprio quello che ci vuole per la maggioranza dei dubbiosi. Se qualcuno non vuol propro sentire ragioni, andrà ad ingrossare le fila della parte idiota, ma se fai caso, siamo sempre a livelli accettabilmente bassi di fenomenologia complottista. Diventeranno mai una maggioranza? E quando mai potranno? Tutto ciò su cui basano le loro certezze può andar bene per un piccolo gruppo di persone senza i mezzi per verificare se davvero funziona così. Una volta accertato che così non va, la maggior parte di queste stesse persone tornerà sui suoi passi. Altrimenti muore/non vive bene/non guadagna/non mangia.
@ trip e mo' bbasta :)

infine, per la questione del prendersi le proprie responsabilità per quello che si dice o si fa, anche in rete, sono d'accordissimo. se riuscissimo a fare questo, potremmo fare a meno di leggi "castranti" come quelle che stiamo discutendo. se tu condividi una cosa che non puoi condividere (per diritti d'autore o perchè viola altre leggi), vieni denunciato e perseguito. ci mettiamo anche il carico e ogni giorno di condivisione successivo alla notifica della denuncia, diventa un'aggravante. non è come prendersi la bufera di schiaffoni, ma ci siamo quasi, no?

E se invece, rimanendo come riferimento sui diritti d'autore, pagassimo i diritti e basta? Vogliono quelli? E diamoglieli sti 50 cent a CD, che ssarà mai? Sono quelli che mandano in malora il mercato, oppure i rimanenti 18 euro? Vogliono rifarsi delle spese di produzione? E diamogli pure i 3,99 del costo "a cesto", e vivaddio.
la questione dei formati e dei diversi standard non c'entra niente con il commettere un reato. è come dire che è vietato usare in italia un elettrodomestico comprato all'estero perchè ha una presa di corrente differente.

per la questione che è meglio vendere 5000 supportando 2000 copie piratate che vendere solo 1000 originali, non so da dove cominciare a spiegarti che è una boiata allucinante. andiamo con ordine. secondo i tuoi conti, vendere 1000 ferrari senza furti porta a 100 mln euro di utile. venderne 5000 con 2000 furti, porta ad un utile per le 5000 di 500 mln euro, con una perdita di 400 mln euro per quelle rubate, per un totale, in attivo, di 100 mln euro. quindi, nel tuo esempio, sarebbe uguale una cosa o l'altra. divertente come facendo lo stesso ragionamento, converrebbe ancora di più se le ferrari vendute fossero 10.000 e quelle rubate 4.000: 1.000 mln di utile e 800 mln di perdite, utile netto 200 mln. esempio assurdo? concordo.
ma andiamo a vedere la questione applicata ai dischi/film. è meglio vendere 5000 sopportando 2000 copie piratate, che vendere solamente 1000? certo. ma anche venderne 5000 senza copie piratate è meglio che 1000 originali con 4000 copie piratate. quindi, non è la pirateria a "fare bene", ma il vendere di più. come influisce la pirateria? beh, nel caso ci siano 5000 persone interessate al disco/film, possiamo avere 5000 copie vendute e nessuna piratata, oppure 1000 vendute e 4000 piratate. quale delle due soluzioni abbiamo detto che è la migliore?

prima che arrivi stupidocane a dire che abbassando i prezzi si vendono più pezzi, l'importante non è vendere più pezzi, ma massimizzare la funzione R*C, dove R è il ricarico sui costi della singola copia e C il numero di copie. vendere 1000 copie con un ricarico di 10 euro, porta 10.000 euro di utile, abbassando il ricarico a 1 euro, per lo stesso utile serve vendere 10.000 copie. quindi, se stimo di vendere 1000 copie con ricarico di 10 o al massimo 6000 con ricarico di 1, meglio vendere le 1000 che le 6000.

"Se le case discografiche non tentassero in ogni occasione di mungere i clienti, questi non avrebbero nessuna scusa per scaricare..."
per prima cosa, non possono mungere alcun cliente, dato che nessuno ha un obbligo di comprare i loro prodotti. al più potrebbero mungere le radio, che se non hanno un obbligo, hanno per lo meno una stretta necessità. in ogni caso, torniamo al discorso che non stiamo parlando di beni in qualche modo fondamentali in qualche modo, il cui elevato costo possa giustificare un illecito.

per la citazione a memoria, perdonami, ma la prendo con le pinze. un dato estrapolato dal contesto, da qualcuno "schierato", tradotto e citato a memoria da qualcuno altrettanto schierato (e se posso permettermi, dopo la cosa dei dvd americani, abbastanza impreciso), non ha molto senso. tanto per capirci, quello che per te sembra essere un aumento degli introiti grazie ai nuovi canali introduttivi, può essere tranquillamente un tracollo: se, per esempio, da 100 gli introiti fossero diminuiti, a causa di questi canali, a 10 e di questi 10, 6.5 arrivassero appunto da essi, l'analisi sarebbe coerente con quella da te citata, ma significherebbe un danno e non un vantaggio. tralasciando, ovviamente, l'errore di base del paragone, molto simile a quello che fa chi difende certe tesi alternative assolutamente antiscientifiche paragonandosi a galileo.
@stupidocane: la faccio breve. le case discografiche e cinematografiche spingono per fare delle leggi che le tutelano, perchè gli manca la tutela. lo stato già tutela la fiat, la ferrari e il fruttivendolo, perchè ha leggi atte a limitare e punire gli atteggiamenti che possono arrecare loro danno: se gli rubi la merce, se la vendi senza le dovute autorizzazioni o, addirittura in alcuni casi, se gli copi le idee.
tutto il resto, perdonami, è solamente un pistolotto pseudosocialcomunista sul fatto che secondo le stime spannometriche, le case guadagnano troppo e quindi non è sbagliato rubare loro. possiamo fare questo ragionamento anche con il concessionario ferrari o con il fruttivendolo pieno di soldi e giustifichiamo il rubargli? oppure, visto che quello che rende difficile capire il paragone è la presenza in un caso di costi dei materiali, possiamo giustificare quello che non paga il dentista, il tassista, l'idraulico, il medico o l'avvocato, perchè ricaricano troppo rispetto alle spese che hanno? è una lotta di classe? in tal caso, diventa inutile discuterne, quando si tratta di una questione di principio non vi è spazio per ragionare sulle posizioni.

per quanto riguarda i blog e la libertà di informazione, la vedo diversamente. la disinformazione e la malainformazione girano più in fretta, come avessero canali preferenziali. trovi la persona che non sa cosa sia NWO, ma sa che sono i "loro", quella a cui big pharma non dice niente, ma sa per certo che i vaccini sono dannosi alla salute e che sono le case farmaceutiche che contrastano l'omeopatia (che funziona sicuramente, anche se non sanno cosa sia), non sa cosa sia haarp e cos'è la manipolazione climatica ambientale, ma sa che non sono normali le scie in cielo e che sono sostanze che ci vengono spruzzate addosso. e questa gente è tanta. troppa. difficoltà a crederci? guarda come si fa politica e si coinvolge la massa: col populismo.
prima che arrivi stupidocane a dire che abbassando i prezzi si vendono più pezzi

...'stardo... :D

Teniamo conto che: produrre un CD costa relativamente poco. I costi aggiuntivi, sono le copertine fatte da tal grafico, il missaggio fatto da tal guru del mixer, e via dicendo. Chiaro che se pago un usmatilione il fonico, poi debbo ricaricare da qualche parte. Non è ancora così, ovvero spendere 1 milione di dolàri per la produzione di un album, è una somma altissima. Nemmeno star mondiali del calibro di Madonna spendono tanto per produrre un loro album.

Seguendo tutto il discorso che hai fatto, comunque, non hai mai toccato minimamente i diritti d'autore. Che sono quelli per cui si battono le case disco-cinematografiche! Cioè, si battono il petto per quell'euro da dare ai possessori dei diritti, non per le decine di ricarico!!! Ecco l'assurdità di tali imposizioni!

Lascia stare costi di produzione (che ripeto, con un milioncino tondotondo fai un prodotto che nessuno ha mai sentito, o se più ti piace, spendendo centinaia di milioni di dollari per un film, poi al botteghino fanno i miliardi [sempre di dollari]). Non sono quei costi che incidono sul prezzo di vendita. Sono i ricarichi pantagruelici che appicciano (sì, appicciano)ai prodotti da banco facendo finta che quei soldi vadano tutti al detentore dei diritti d'autore!! E' falso!! E' folle!!
@tripponzio
Tu dici che è meglio vendere 5000 copie senza pirateria che venderne 1000 e lasciare che se ne piratino 4000. In tutto questo insomma tu consideri il numero di persone totale che vedrebbe un certo film (piratato o meno) costante.
Puoi motivare questa scelta?
Mi pare che non tieni in considerazione il fatto che lasciare piratare delle copie di un bene, ne diffondono la conoscenza (pubblicità, insomma). Né consideri rilevante la quantità di persone che può decidere di comprare il suddetto bene oltre dopo avere usufruito di una copia piratata gratuita.
Ora, se intendevi enunciare come regola generale che la somma delle persone che comprano un bene originale e che lo piratano rimane costante e perciò la pirateria è sempre sconveniente al produttore di un determinato bene, allora vorrei portarti un controesempio: la Microsoft.
In particolare rimando a questo articolo che descrive come la pirateria possa aver dato un contributo non trascurabile al successo di Bill Gates:
http://articles.latimes.com/2006/apr/09/business/fi-micropiracy9/2
@ trip

la faccio breve. le case discografiche e cinematografiche spingono per fare delle leggi che le tutelano, perchè gli manca la tutela. lo stato già tutela la fiat, la ferrari e il fruttivendolo, perchè ha leggi atte a limitare e punire gli atteggiamenti che possono arrecare loro danno: se gli rubi la merce, se la vendi senza le dovute autorizzazioni o, addirittura in alcuni casi, se gli copi le idee.
tutto il resto, perdonami, è solamente un pistolotto pseudosocialcomunista sul fatto che secondo le stime spannometriche, le case guadagnano troppo e quindi non è sbagliato rubare loro. possiamo fare questo ragionamento anche con il concessionario ferrari o con il fruttivendolo pieno di soldi e giustifichiamo il rubargli? oppure, visto che quello che rende difficile capire il paragone è la presenza in un caso di costi dei materiali, possiamo giustificare quello che non paga il dentista, il tassista, l'idraulico, il medico o l'avvocato, perchè ricaricano troppo rispetto alle spese che hanno? è una lotta di classe? in tal caso, diventa inutile discuterne, quando si tratta di una questione di principio non vi è spazio per ragionare sulle posizioni.


La faccio breve anch'io. Non è furto. Se fossi in grado di "clonare" una Ferrari a basso costo lo farei, peccato che verrebbe a costare più di un originale. Non sto qui a far pistolotti socialcomunisti difendendo a spada tratta chi pirata, sto solo dicendo che con la scusa di tutelare gli autori che prendono le briciole, guadagnano cifre spropositate e vogliono che rimanga così, in barba alle leggi di mercato. In quest'ottica sono più social-comunisti, con sfaccettature dittatoriali, i produttori che i pirati.

I dentisti, gli idraulici, vanno secondo le leggi di mercato. Hanno dei costi certi, fanno dei prezzi certi in linea con il mercato. Non ricaricano l'80% sul loro lavoro, perché sanno che presto fallirebbero.

D'altro canto c'è il discorso che un CD è facilmente craccabile e riproducibile, difficilmente riuscirei a farmi un'otturazione da solo. Questo non giustifica la pirateria ripeto, solo che non possono dare del ladro basandosi sui diritti d'autore, che ripeto per l'ennesima volta, sono le briciole del costo di vendita di un supporto. E' ipocrisia bella e buona. Ammettano che è perché vogliono mantenere i costi alti e buona lì. Vorrei vedere, una volta messa in chiaro la situazione, quanti politici sarebbero d'accordo a dare potere ad una lobby. Il che, comunque e perunque, andrebbe sempre ad avere degli strascichi molto pericolosi per altre libertà. Vogliono tutelare i diritti d'autore? Trovino un sistema per quelli, non per mantenere i prezzi che fanno comodo a loro, senza mettere in pericolo altre libertà che con loro non c'entrano nulla.
per quanto riguarda i blog e la libertà di informazione, la vedo diversamente. la disinformazione e la malainformazione girano più in fretta, come avessero canali preferenziali.

Ebbene sì. Ma più velocemente girano le notizie farlocche, più facilmente vengono dimenticate. Ce ne sono troppe e prima o poi ci si interroga su quale possa essere la verità. Molti approdano qui, pochi in altri lidi complottisti. Si fanno la loro idea, traggono le conclusioni e (sempre molti) decidono che le scie chimiche sono una boiata pazzesca. O l'omeopatia, dove nel 99% dei casi, basta spiegare loro che cos'è l'omeopatia per sua stessa definizione, ovvero diluizioni atomiche per sfruttare la memoria dell'acqua ed il 99% molla il colpo.

trovi la persona che non sa cosa sia NWO, ma sa che sono i "loro", quella a cui big pharma non dice niente, ma sa per certo che i vaccini sono dannosi alla salute e che sono le case farmaceutiche che contrastano l'omeopatia (che funziona sicuramente, anche se non sanno cosa sia),

COme detto sopra, basta spiegarglielo. E qui si è cercato di farlo, meglio wewee. Se uno legge su internet della "potenza" dell'omeopatia, leggerà anche cos'è. Se una volta letto (e compreso) decide che è meglio della medicina tradizionale, vieni avanti cretino che c'è posto. Una volta che sarà morto di raffreddore, avremo un idiota in meno sulla Terra.

non sa cosa sia haarp e cos'è la manipolazione climatica ambientale, ma sa che non sono normali le scie in cielo e che sono sostanze che ci vengono spruzzate addosso. e questa gente è tanta. troppa.


Meno di quello che pensi. Io chiedo in giro, ascolto le persone, spesso faccio la figura dello "skeptic in the room", macchisseenefrega. DI solito le discussioni finiscono con un "mah, forse hai ragione, m'informerò" e tanto mi basta. Poi se crederà ai 5 metri ripeto 5 metri di buco col pentagono attorno, oppure alla ricostruzione comunemente accettata, saranno cavoli suoi. Non sta a me fargli cambiare idea, bensì mettergli davanti le varie opzioni.

difficoltà a crederci? guarda come si fa politica e si coinvolge la massa: col populismo.

Peccato che la crisi economica non sia stata evitata con il populismo antiberlusconiano. E' arrivata comunque mettendo tutti in croce, politica populista compresa che è stata costretta a farsi da parte per un governo tecnico. Se anche questo non è un'evidenza che con i "mezzucci" non si arriva da nessuna parte, che altro serve? Ma stiamo divagando. E parecchiotto.
D'accordo con Tripponzio

Per me,se dite che un paio di jeans da 200 euro costano 5 euro,significa che non avete minima cognizione di causa di economia e gestione aziendale
(il link punta a http://url)
Per me,se dite che un paio di jeans da 200 euro costano 5 euro,significa che non avete minima cognizione di causa di economia e gestione aziendale

Hai ragione, costeranno 8 euro al paio. Scusa l'errore.
[quote-"Stupidocane"-"/2012/01/la-sottile-tentazione-di-smembrare.html#c2799007295648269434"]
COme detto sopra, basta spiegarglielo. E qui si è cercato di farlo, meglio wewee. Se uno legge su internet della "potenza" dell'omeopatia, leggerà anche cos'è. Se una volta letto (e compreso) decide che è meglio della medicina tradizionale, vieni avanti cretino che c'è posto. Una volta che sarà morto di raffreddore, avremo un idiota in meno sulla Terra.
[/quote]

Non è così semplice e scontata la cosa; qui da noi i giovani medici hanno la tendenza a curare con l'omeopatia o con prodotti naturopati. In sé niente di grave perché quei pochi che conosco sono seri e se qualcosa non va come dovrebbe non si fanno remore a utilizzare l'artiglieria pesante (antibiotici).

Comunque, per l'opinione pubblica, questa tendenza ha di fatto sdoganato l'omeopatia come cura medica "ufficiale" tant'è che ora è rimborsata dalla assicurazione di malattia di base (per un periodo di prova di qualche anno).

Poi d'accordo che non molti tra quelli che non frequentano il Web conoscono Harp ma anche fra quelli vi sono comunque persone istruite e intelligenti che credono in qualche tesi complottista (qualcuno ha detto Kennedy?).

Se poi andiamo verso tesi alternative che in qualche modo possono influenzare la ricerca e la conoscenza non abbiamo che l'imbarazzo della scelta:

Creazionismo: Debole in Europa ma negli Stati Uniti hanno molto potere è hanno reso lo studio del creazionismo materia di insegnamento al pari dell'evoluzionismo, almeno in alcuni stati.

Supremazia della razza: Questo punto è un disastro e va a pari passo con l'antisemitismo sia pure mascherato da antisionismo e ha terreno fertile in medio oriente con parte della nostra opinione pubblica che si schiera in favore di stati come l'Iran e il suo diritto ad avere l'atomica solo perché dichiaratamente antiamericano.

Poteri occulti: Complice anche la crisi mondiale le teorie plutomassonichegiudaiche sono ritornate in voga alla grande.

Scienziati Pazzi: Anche questo punto, che era caduto un po' nel dimenticatoio, sta ritornando alla grande, complice forse Dan Brown, influenzando l'opinione pubblica con le loro tesi apocalittiche, ad esempio questa:

"Fermate il test sul Big Bang o la Terra sparirà"

Apparsa su tutti i quotidiani del mondo.

L'elenco è lungo quindi mi fermo qui ma affermare che i complottisti sono pochi e non possono influenzare tramite il loro voto l'andamento democratico di una nazione o il cammino verso la conoscenza è una affermazione che non rispetta la realtà.

Ricordo che il programma Apollo fu messo a rischio solo per il fatto di aver chiamato "Snoopy" il modulo lunare di Apollo 10.

Non sottovalutare l'influenza dell'opinione pubblica sui nostri governi già indeboliti dalla situazione economica attuale.
Tutte interessantissime quelle sopra - davvero - ma divagazioni rispetto al tema.

In breve. Anche se sembrano fatte apposta per favorire i ricchi e i potenti, le leggi esistono e si rispettano. Come il mercato e le sue leggi: piacciano o no, quelle sono.

Quindi un conto è perseguire i "pirati" (cosa antipatica e secondo me per molti versi controproducente, ma "legale") un altro approfittare della difesa dei propri interessi mercantili per arrivare ad un controllo dall'alto della rete.

Come se per combattere il problema dei passeggeri "gratis" dei mezzi pubblici, mettessero la Gestapo a perquisire tutti quelli che stanno ad aspettare il bus...

Nella nostra società è legale difendere la proprietà ed i ladri vengono perseguiti. Non mi sembra però che sia legale prendere a fucilate tutti quelli che passano vicino al mio possedimento perché potrebbero essere dei malintenzionati ...
Per me,se dite che un paio di jeans da 200 euro costano 5 euro,significa che non avete minima cognizione di causa di economia e gestione aziendale

Hai ragione, costeranno 8 euro al paio. Scusa l'errore.



Quindi seguendo il tuo ragionamento,un bicchiere di rhum e cola,dovrebbe costare 0,80 centesimi.NA goccia di rhum,ghiaccio,una spruzzata di coca cola e na fetta di limone.Quindi,calcoli alla mano......siamo a max un euro............
Per me,ribadisco che non sai di cosa stai parlando.....poi fai pure e continua in un ragionamento sbagliato
[quote-"marco"-"/2012/01/la-sottile-tentazione-di-smembrare.html#c444010155096935457"]
Nella nostra società è legale difendere la proprietà ed i ladri vengono perseguiti. Non mi sembra però che sia legale prendere a fucilate tutti quelli che passano vicino al mio possedimento perché potrebbero essere dei malintenzionati ...
[/quote]

Viviamo in una società strana dove se copi Michael Jackson rischi 40 anni di carcere ma se uccidi Michael Jackson rischi di farne solo 4*.

Detto questo la legge c'è quindi ogni giustificazione portata per infrangerla è sbagliata per principio ma si può sempre far pressione per modificarla o abolirla; o almeno ricalcare il modello della Svizzera e dell'Olanda perché è giusto che un artista possa guadagnare con il suo lavoro ma è anche giusto dare a ogni cosa la sua importanza.

Ps.*La battuta non è mia ma non ricordo dove l'ho sentita.
Quindi seguendo il tuo ragionamento,un bicchiere di rhum e cola,dovrebbe costare 0,80 centesimi.NA goccia di rhum,ghiaccio,una spruzzata di coca cola e na fetta di limone.Quindi,calcoli alla mano......siamo a max un euro............
Per me,ribadisco che non sai di cosa stai parlando.....poi fai pure e continua in un ragionamento sbagliato


Oddio, se conti che una bottiglia di Bacardi costa circa 15 euro, e la Cola circa 2 Euro/litro diciamo che per un cocktail come il coca-rum (rhum/ron) bassotto ci possono stare tranquillamente 3 euro a bicchiere contando il costo della bottiglia di rum diviso il quantitativo nel bicchiere (circa 2,5 cl quindi circa 0,4 €), e la Cola (circa 5 cl ovvero circa 0,1 €) anche il tempo per prepararlo, lavaggio del bicchiere, guadagno, tasse, costi d'esercizio, ghiaccio, fetta di limone ed ombrellino (opzionale). Se poi ci spostiamo dai prezzi d'acquisto da supermercato ed andiamo a vedere i prezzi da grossista di forniture per bar, i costi diminuiscono ancora.

Chiedi ad un amico barista, se non mi credi. Oppure ad un amico che fa confezioni (intese come abiti, non scatole), per i jeans Made in China.
Per me,ribadisco che non sai di cosa stai parlando.....poi fai pure e continua in un ragionamento sbagliato
Ce lo vuoi dire tu qual è il ragionamento giusto?
D'accordo con Stupidocane sul costo dei jeans e dei cocktail.

Aggiungo che quattro piatti di pasta al pomodoro + quattro bicchieri di acqua minerale + quattro caffè mi costano (in totale) 1,20 euro + 15 minuti di lavoro.

@tripponzio:
prima che arrivi stupidocane a dire che abbassando i prezzi si vendono più pezzi, l'importante non è vendere più pezzi, ma massimizzare la funzione R*C, dove R è il ricarico sui costi della singola copia e C il numero di copie. vendere 1000 copie con un ricarico di 10 euro, porta 10.000 euro di utile, abbassando il ricarico a 1 euro, per lo stesso utile serve vendere 10.000 copie. quindi, se stimo di vendere 1000 copie con ricarico di 10 o al massimo 6000 con ricarico di 1, meglio vendere le 1000 che le 6000.

Vallo a dire ai signori Walton, Albrecht e Kamprad.

In altre parole, tu ora hai scelto arbitrariamente certi numeri. Ma scegliendo (sempre arbitrariamente) altri numeri, si ottengono risultati diversi: se stimo di vendere 1000 copie con ricarico di 10 o 20000 con ricarico di 1, meglio vendere le 20000 che le 1000. Oppure ancora meglio: ne regalo 100000, così faccio conoscere il mio prodotto, e poi ne vendo altre 900000 perché il mio prodotto è diventato famoso.
Viviamo in una società strana dove se copi Michael Jackson rischi 40 anni di carcere ma se uccidi Michael Jackson rischi di farne solo 4*.

La mia deriva veneta mi ha messo in loop davanti a questa affermazione...