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2021/06/25

Disabilitare il Wi-Fi di un iPhone usando semplicemente il nome di una rete Wi-Fi

Per mandare in crisi un iPhone o un iPad è sufficiente collegarlo a una rete Wi-Fi con un nome particolare. Lo ha segnalato Carl Schou su Twitter pochi giorni fa.

Se il nome (SSID) della rete Wi-Fi al quale si collega è %p%s%s%s%s%n, il dispositivo Apple perde completamente la capacità di collegarsi a qualunque rete Wi-Fi, e riavviarlo non risolve il problema. Il difetto è presente in tutte le versioni recenti di iOS/iPadOS, compresa la 14.6.

L’unico modo per riattivare il Wi-Fi sull’iPad o iPhone è andare in Impostazioni - Generali - Ripristina - Ripristina impostazioni rete. Bisognerà poi reimmettere tutti i parametri della propria connessione Wi-Fi.

Perché mai qualcuno dovrebbe usare un nome così bizzarro per una rete Wi-Fi? Per esempio per fare burle pesanti o vandalismi. Un malintenzionato potrebbe dare questo nome alla propria rete Wi-Fi in modo da paralizzare gli iPhone o iPad altrui che tentano di collegarsi a scrocco. Questa falla non colpisce i dispositivi Android o Windows, per cui qualcuno che ce l’ha con Apple potrebbe sfruttarla per danneggiare soltanto i dispositivi di questa marca. 

Sì, gente così esiste. Già circolano gli scherzi, tipo questo, che consiglia crudelmente agli utenti iPhone di usare quel nome per il proprio Wi-Fi per rendere più veloce la connessione:

Apple non ha rilasciato dichiarazioni in proposito e non si sa se il difetto verrà corretto. 

Il motivo per cui questo nome di Wi-Fi ha quest’effetto è che questi caratteri con il simbolo di percentuale vengono usati come istruzioni di formattazione in alcuni linguaggi di programmazione, ed iOS e iPadOS accettano questi caratteri come nome di Wi-Fi senza controllarli, scartarli o convertirli: è una uncontrolled format string, una vulnerabilità classica che non dovrebbe esserci in un sistema operativo moderno.

Il consiglio, ovviamente, è non collegarsi mai ai Wi-Fi di sconosciuti, specialmente se hanno nomi che contengono caratteri bizzarri. E di non credere ciecamente a tutti i “consigli per velocizzare” che si trovano su Internet.


Fonti aggiuntive: Ars Technica, Engadget, BleepingComputer, AppleInsider.

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