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2023/06/13

AGG 2023/06/20 Mi tocca fare un po’ di body hacking: installo cristallini nuovi - seconda parte

La prima parte di questa storia è disponibile qui. Ultimo aggiornamento: 2023/06/20 10:45.

13 giugno. Stamattina ho installato il primo cristallino artificiale, quello per l’occhio sinistro (foto qui accanto, fatta da me prima dell’intervento usando la mia webcam e la luce di un telefonino). Scrivo queste righe nel pomeriggio, mentre ho una conchiglia e una benda sull’occhio operato che fa sembrare che io sia un esponente di una dimenticata e trasgressiva banda di pirati che usavano reggiseni taglia zero al posto della tradizionale benda nera. Sì, ci sono foto; no, non le pubblicherò. Il mondo non è ancora pronto.

Se volete sapere com’è andata e come si svolge un intervento moderno di sostituzione del cristallino, qui sotto trovate tutti i dettagli. Come ho già scritto a proposito della prima parte, anche qui vale l’avviso che questo articolo conterrà immagini e/o concetti che potranno creare ansia o disgusto negli animi sensibili e che questo articolo non costituisce informazione medica ma è solo un resoconto da nerd ed è possibile che io abbia interpretato e descritto male le varie fasi dell’intervento.

Se non volete sapere altro, vi dico subito che a) sto bene, a parte una sonnolenza epica alla quale ho ceduto con piacere dormendo quasi tutto il pomeriggio; b) saprò i risultati dell’intervento nei prossimi giorni, visto che devo tenere la benda fino a domani e ci vuole qualche giorno di adattamento; c) sto continuando a lavorare usando l’occhio destro. Vedere il mondo in 2D e con un campo visivo quasi dimezzato è fastidioso ma sopportabile. Non avverto dolori ma solo un leggero fastidio all’occhio operato.

Colgo l’occasione per ringraziarvi tutti per le vostre parole di incoraggiamento e sostegno; fanno molto piacere.

Aggiungo infine un dettaglio da fan dello spazio: l’intervento di sostituzione del cristallino con una lente artificiale intraoculare non squalifica dal volo spaziale. Almeno un astronauta è andato nello spazio per una missione di lunga durata dopo un intervento di cataratta e non ha avuto problemi. Pubblicherò i dettagli in una prossima Storia di Scienza, ma intanto la cosa che conta è che posso ancora sperare di andare nello spazio :-)

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Quattro giorni fa ho iniziato la preparazione, che è consistita semplicemente nel mettere una goccia di antinfiammatorio (Nevanac) nell’occhio ogni sera. Stamattina (13 giugno) alle otto sono andato al centro oculistico che ho scelto, a Lugano, accompagnato dalla Dama del Maniero, a digiuno, e lì ho fatto gli ultimi esami agli occhi per confermare tutta la situazione. Poi un’infermiera mi ha messo nell’occhio sinistro delle gocce per dilatare l’iride e ho aspettato lungamente (almeno tre quarti d’ora d’orologio) che facessero effetto. Lì ho deciso che per il secondo occhio mi porterò un libro o qualcosa da fare per passare il tempo. La Dama, più saggia di me, è sempre armata del suo libretto di sudoku ultra-difficili.

Finalmente l’occhio è risultato pronto e quindi sono andato a cambiarmi: tuta da ginnastica, accappatoio, soprascarpe usa e getta sopra le calze (niente scarpe o ciabatte) e cuffietta da pasticciere in testa per coprire i capelli. No, non ci sono foto; lascio fare alla vostra perversa fantasia (o a (Un)Stable Diffusion, if that is your kink).

Dopo i controlli di routine e la preparazione per la blanda sedazione in vena, sdraiato su un lettino sagomato che tiene molto ferma la testa, sono stato portato alla prima sala, dove una macchina della Lensar (ho visto il logo sul display mentre faceva reboot diverse volte) ha fatto qualcosa mentre i chirurghi mi preparavano l’occhio, anestetizzandolo con un liquido, divaricando le palpebre con un aggeggio in stile Arancia Meccanica (uno speculum palpebrale) e appoggiando con forza sull’occhio quello che mi è sembrato essere una sorta di cilindretto semitrasparente.

Me stamattina, nella mia immaginazione.

Questa è stata la parte più impegnativa e inaspettatamente dolorosa dell’intervento: mi hanno spiegato che a causa delle mie orbite particolarmente infossate (un modo garbato, sospetto, per dirmi che ho una fisionomia da Neanderthal) è stato particolarmente difficile completare questa fase preparatoria. Sono stati necessari vari tentativi, tutti svolti premendo molto energicamente sull’occhio e sulla zona circostante, e tutti parecchio dolorosi. Se immaginate il dolore di una seduta dal dentista quando l’anestesia locale prende solo in parte, potete farvene un’idea. Sono contento di dover rifare la stessa esperienza solo una volta, per l’altro occhio, e non aspetto con entusiasmo il prossimo intervento (se tutto è andato bene, fra una settimana). 

Mi ci è voluta un bel po’ di concentrazione per stare rilassato e sopportare; le mie pulsazioni sono rimaste comunque basse e l’anestesista ha osservato che devo essere per natura “un tipo calmo” (non gli ho spiegato l’addestramento intensivo che noi Rettiliani subiamo prima di entrare in servizio sulla Terra). Avevo il viso coperto da un telino chirurgico con due fessure per gli occhi e una cannula che alimentava ossigeno per consentirmi di respirare agevolmente.

Per contro, la parte che mi immaginavo più impressionante, ossia la chirurgia vera e propria, è stata praticamente inavvertibile. Sono stato portato sotto un altro macchinario, che credo fosse il laser a femtosecondi vero e proprio, ho tenuto lo sguardo fisso verso una luce molto intensa e fastidiosa, ho sentito una serie di suoni molto brevi e rapidi (che presumo siano stati il cicalino di avviso dell’attività del laser), ma non ho avvertito assolutamente nulla a livello tattile o doloroso, né odori di bruciato come avviene con altri trattamenti laser. Ho udito i chirurghi che parlavano di “faco 1” e “faco 2”, probabilmente come abbreviazione di facoemulsificazione, che è il processo di demolizione del cristallino naturale, affetto da cataratta, ma non mi sono accorto né di questo processo né del successivo procedimento di incisione laterale della cornea, di inserimento di un aspiratore e di aspirazione dei frammenti di cristallino demoliti. Non ho visto nessuno strumento chirurgico avvicinarsi all’occhio.

Un occhio umano in sezione, spiegato bene. Non mi aspettavo fosse scuro internamente, ma in realtà è ovvio che sia così (per non creare riflessi interni, proprio come una fotocamera).

I chirurghi mi hanno parlato periodicamente durante l’intervento, sia per aggiornarmi sulla situazione sia per controllare come stavo, e a un certo punto mi hanno annunciato che stavano per inserire la lente artificiale. Tutto quello che ho dovuto fare è stato guardare fisso verso il soffitto o seguire la mano del chirurgo messa appositamente davanti a me. Non ho visto gli strumenti e non ho percepito alcun dolore.

Una volta inserita la lente, mi è stato bendato l’occhio e sono stato lasciato a riposare qualche minuto. Poi, con l’aiuto dell’anestesista e delle infermiere, mi sono alzato dal lettino e sono stato accompagnato a sedermi su una poltrona per qualche altro minuto di recupero. Superata anche questa pausa, sono andato a rivestirmi, facendo attenzione a muovermi perché ovviamente mi mancava la percezione stereoscopica delle distanze degli oggetti e degli ostacoli. Alle 10.40 era tutto finito.

Due parole rapide con il chirurgo coordinatore dell’intervento per concordare la visita di controllo di domattina e sull’antidolorifico da prendere in caso di dolore, e poi via a fare finalmente colazione al bar con un caffé e uno squisito tortino caldo al cioccolato. Da lì siamo tornati a casa, portati da una nostra amica. Io mi sono buttato sul divano a dormire per riprendermi dalla tensione dell’intervento e dopo pranzo me la sono presa comoda per un po’ intanto che mi abituavo alla vista con un solo occhio, per poi mettermi a scrivere questo articolo. Poi ho dormito di gusto ancora quasi tutto il giorno, preso da una sonnolenza micidiale.

Ora non resta che scoprire, domani, come funziona il mio primo occhio bionico, quando mi toglieranno la benda.

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14 giugno. Stamattina ho fatto la prima visita di controllo e ho tolto la benda: la prima impressione è stata la forte differenza di colore fra l’occhio operato, che vede tutto tinto di giallo, e quello non operato, che vede i colori normali. Questo è un effetto previsto, perché la lente intraoculare è gialla (come protezione UV, mi dicono) e nel giro di pochi giorni il cervello correggerà automaticamente la colorazione.

La vista adesso è a 6/10, che secondo il medico è già un buon risultato a 24 ore dall’operazione e dovrebbe migliorare progressivamente nei prossimi giorni man mano che la cornea riprende la propria forma naturale dopo il trauma del taglio e dell’intrusione degli strumenti. Per ora vedo tutto molto sfuocato, a parte delle particelle sospese dentro l’occhio operato: sembrano granellini o bollicine e presumo che si trovino quindi davanti al cristallino artificiale. Anche questa visione, che credo si chiami miodesopsia anche se riguarda l’umor acqueo invece di quello vitreo, dovrebbe svanire nel giro di pochi giorni.

Di giorno tengo scoperto l’occhio, che è solo leggermente arrossato nella sclera (il bianco degli occhi) e non mi fa male; lo devo coprire di notte con una conchiglia rigida appoggiata sul viso, per proteggere l’occhio contro sfregamenti involontari o impatti e pressioni durante il sonno. Devo applicare gocce e pomate quattro volte al giorno per i prossimi giorni.

Sono già abilitato alla guida e oggi farò una breve prova nel vicinato. Domani ho un’altra visita di controllo e poi si tratterà di decidere se fare l’intervento all’altro occhio, che ora è previsto per il 20 giugno.

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15 giugno. La prova di guida (diurna) di ieri è andata bene: non ho ancora la piena nitidezza nell’occhio operato, ma ci vedo comunque più che abbastanza per percepire le distanze e guidare con tranquillità e senza incertezze. 

La visita di controllo di stamattina indica una progressiva guarigione, ma come dicevo la vista non è ancora tornata a sufficienza da permettermi di leggere e quindi di lavorare, per cui abbiamo deciso di rinviare l’intervento al secondo occhio a settembre, per dare tutto il tempo a quello già operato di riprendere la piena funzionalità. 

Al momento il fastidio principale, oltre a una visione piuttosto sfocata che sta diventando gradatamente più nitida, è la presenza di un piccolo bagliore circolare con sei punte proprio al centro del campo visivo. Non c’è se tengo l’occhio chiuso; compare solo quando guardo qualche oggetto illuminato (un foglio di carta, un monitor) e poi sposto lo sguardo o sbatto le palpebre, e ha lo stesso aspetto del bagliore che rimane temporaneamente dopo aver guardato il sole, ma è più piccolo. 

Inoltre nella zona centrale del campo visivo ho dei puntini scuri molto netti, disposti in modo casuale ma fisso, che si spostano all’unisono insieme alla direzione dello sguardo. Sono differenti dalle “mosche volanti” sfuocate che si vedono normalmente: questi punti sono ben scontornati (immaginate dei puntini fatti con una biro nera su un foglio) e alcuni sembrano anulari (hanno il centro chiaro).

Per i prossimi giorni non mi resta che aspettare che la vista migliori e mettere le gocce antibiotiche nell’occhio. Di notte tengo l’occhio coperto con una conchiglia apposita, come ho già descritto. Aggiornerò questo articolo se ci saranno novità.

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16 giugno. La vista dall’occhio operato è migliorata notevolmente: è ancora velata, ma ora posso leggere anche caratteri piuttosto piccoli. Leggerei anche meglio se non ci fosse, proprio al centro del mio campo visivo, quel persistente bagliore a sei punte. I puntini neri sono diminuiti, ma ci sono ancora.

La colorazione gialla dell’immagine è praticamente scomparsa: pur avendo installato una lente decisamente gialla, il mio cervello ha imparato a correggere la tinta nonostante sia presente in un occhio e non nell’altro. 

Questa differenza di colore è probabilmente alla base di un altro effetto decisamente inaspettato e bizzarro: ieri ho “visto in 3D” un video 2D. È arrivata fresca fresca la prima puntata della seconda stagione di Star Trek - Strange New Worlds (che si conferma una gran bella serie), e la Dama e io l’abbiamo guardata subito sul nostro monitor OLED 4K (la puntata era comunque in 2K). A un certo punto ho avuto la nettissima, disorientante sensazione che le scenografie e le astronavi fossero in 3D. Per un istante ho proprio pensato “Wow, com’è naturale questo effetto 3D”, e subito dopo mi sono reso conto che non stavo guardando un video stereoscopico.

Una spiegazione possibile è l’effetto Pulfrich, che normalmente si ottiene mettendo un filtro scuro su un occhio. La presenza del filtro genera un leggero ritardo nell’elaborazione dell’immagine vista dall’occhio coperto dal filtro; se l’inquadratura si sposta lateralmente, il cervello riceve contemporaneamente due fotogrammi differenti, che in realtà sono leggermente sfalsati nel tempo, e questo produce parallasse, che il cervello interpreta come tridimensionalità.

È una tecnica usata per certi effetti 3D cinematografici e televisivi, soprattutto in passato, ma ha il limite di funzionare solo in scene che hanno un movimento laterale continuo e pronunciato; non funziona se gli oggetti sono statici o si muovono verticalmente. In effetti ho notato il fenomeno specificamente nelle scene in cui l’inquadratura si spostava lateralmente o un soggetto attraversava la scena da sinistra verso destra o viceversa. Affascinante.

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20 giugno. Il mio cervello ha imparato a correggere la tinta gialla del cristallino artificiale e ora vedo i colori allo stesso modo con entrambi gli occhi. Addio effetto Pulfrich naturale, ma pazienza (posso sempre indurlo con un filtro davanti a un occhio). Nel frattempo la nitidezza della vista è aumentata notevolmente, i puntini neri sono quasi scomparsi (non so se per adattamento automatico del cervello o se sono fisicamente stati riassorbiti) e resta solo il piccolo bagliore circolare con sei punte al centro esatto del campo visivo, che è un notevole fastidio per la lettura di precisione ma è tollerabile per tutte le altre attività.

Ho fatto vari controlli presso il centro oculistico dove sono stato operato e mi dicono che tutto procede bene e che il bagliore dovrebbe svanire man mano. Ho fatto un test di guida notturna e la vista complessiva è molto migliore rispetto a prima dell’intervento (e di notte il bagliore non c’è o perlomeno non lo noto). Ora ho una cognizione molto chiara delle distanze e le luci delle auto non creano più confusione e aloni. Però l’occhio non operato sta ancora facendo molto supporto a quello operato e quindi credo di aver fatto bene a rinviare il secondo intervento.

Adesso guido senza occhiali da vista e indosso gli occhiali solo per la lettura di caratteri piccoli a distanza ravvicinata (per esempio quando lavoro al computer). Rispetto alla situazione di qualche giorno fa è tutto molto più rassicurante. Ora devo solo continuare con gocce antibiotiche e pomate notturne per qualche giorno, a scalare, ma a parte questo sono tornato alla normalità.

 

2023/07/15. La terza parte è disponibile qui.

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