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2012/12/24

Buon Natale, un pochino in anticipo

Il mio regalino di Natale per voi è la versione aggiornata, rifinita e sottotitolata integralmente in italiano del mio documentario Moonscape. Grazie a tutti coloro che hanno contribuito con lavoro e donazioni a rendere possibile questo progetto folle di avere le immagini restaurate dello sbarco sulla Luna in un documentario libero e gratuito e in alta definizione.

Questo è un assaggio: il resto è su Moonscape.info, e il lavoro prosegue con nuovi filmati e restauri in arrivo. Buona visione e buone feste.


2012/12/22

Canzoni di Natale heavy metal. Cantate da Christopher Lee

E con questo i miei desideri di Natale sono completati.

Disinformatico radio-apocalittico

Foto non ritoccata scattata il 21/12/2012. Credit: me.

E così, con il più grosso “ve l'avevamo detto” della storia della scienza e una salutare pernacchia alla faccia dei menagramo, il 21 dicembre 2012 è passato e nessuna, ma proprio nessuna, ma proprio nessuna, delle varie profezie di catastrofe venduta dai ciarlatani e dai cretini si è avverata. Non è arrivato il pianeta Nibiru. Non c'è stato nessuno tsunami planetario. La Terra non ha smesso di ruotare. Non si sono invertiti i poli magnetici. Non sono arrivati gli extraterrestri a salvarci. Non c'è stato neanche il “rinnovamento spirituale” annunciato: l'umanità sta continuando a creare meraviglie e massacri, a uccidere orrendamente in nome della religione e contemplare ed esplorare l'infinito del cosmo, a umiliare il prossimo e il diverso, esattamente come prima.

Ricordatevelo, la prossima volta che qualcuno annuncia la fine del mondo. Sto guardando voi, redazione di Mistero. Sto guardando te, Roberto Giacobbo, con le tue centocinquantamila copie di paccottiglia di pseudoscienza terroristica. E sto guardando soprattutto voi, responsabili della programmazione televisiva. State riempiendo di letame la mente della gente e soprattutto dei giovani. Spero che vi sentiate a posto con la coscienza.

Intanto beccatevi la puntata del Disinformatico radiofonico di ieri dedicata al catastrofismo, con un sunto delle migliori profezie passate e fallite (compresa la gallina profetica di Leeds), i dati statistici sulla diffusione della credenza in questa fine del mondo e l'inevitabile appuntamento con la prossima profezia di fine del mondo, garantita (si fa per dire) nientemeno che da Isaac Newton. I link citati nella puntata sono elencati qui.

2012/12/21

Finalmente è arrivato il 21 dicembre 2012

No, questa foto non mostra un evento successo all'alba del 21 dicembre 2012 in Australia. È un falso.


Come lo so? Semplicemente perché la stessa foto (senza il sottopancia australiano) circola almeno da maggio 2010.


La sera del 20 dicembre sono stato ospite telefonico di Radio24 poco dopo l'intervento di Roberto Giacobbo. Questo è lo spezzone del mio commento sulla faccenda del catastrofismo del 2012 e sulle sue vere origini.


Se il player non vi funziona, scaricate da qui.

Il CICAP, su QueryOnline, ha pubblicato una ricca serie di articoli che includono dati statistici sulla diffusione e la storia delle fobie e delle credenze apocalittiche, elencano le nonpocalissi e le flopocalissi, descrivono gli effetti di una profezia quando fallisce e segnalano libri sensati da leggere e un prezioso Osservatorio Apocalittico. Inoltre oggi ci sarà un liveblogging CICAP: l'hashtag su Twitter è #mammalimaya.

E per finire, il Pernacchiaparty del CICAP Ticino per la fine del mondo si terrà stasera al Ristorante Vedeggio/Shamrock Pub di Bioggio dalle 18:00 in poi. Vi aspetto.

2012/12/19

Il video del bambino ghermito da un’aquila

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Sta cominciando a diffondersi (Huffington Post, Gawker, Mirror, Repubblica, Cadoinpiedi.it) questo video che sembra mostrare un'aquila che afferra un bambino in un parco pubblico a Montreal e poi lo lascia cadere:


Come per le immagini ufologiche, un video pubblicato su Youtube da fonte anonima non è di per sé prova di nulla, visto che gli effetti speciali fisici e digitali oggi permettono di falsificare quasi qualunque ripresa, per cui questo video va considerato falso fino a prova contraria.

Ci sono numerosi elementi sospetti:
– la ripresa iniziale dell'aquila segue la virata in modo sorprendentemente fluido
– l'ombra dell'aquila è molto più nera e netta delle altre ombre alla stessa distanza, come se mancasse il normale offuscamento atmosferico
– la reazione della donna è molto lenta e non particolarmente concitata
– l'"Oh, shit!" di chi fa la ripresa sembra decisamente forzato e poco convinto
– l'utente che l'ha pubblicato, MrNuclearCat, non ha pubblicato altri video e l'account è stato attivato ieri.
– Huffington Post segnala, su suggerimento dei commentatori, che in un fotogramma a circa 2 secondi dall'inizio l'ala sinistra svanisce per un istante, mentre a 10 secondi dall'inizio manca l'ombra dell'aquila.



Se ci sono novità, le segnalerò qui. Per il momento consiglio di non diffonderlo.

Aggiornamento (2012/12/20): Gli autori del video hanno confessato: si tratta di un falso realizzato dagli studenti di una scuola di grafica digitale di Montreal.

L’astronauta Paolo Nespoli a Vigevano stasera

Paolo Nespoli ha trascorso sei mesi a bordo della Stazione Spaziale Internazionale e ha volato sullo Shuttle statunitense e sulla Soyuz russa nel corso di due missioni spaziali: racconterà la propria esperienza stasera a Vigevano, alle 21, in un incontro gratuito organizzato dall'Associazione Vigevanese Divulgazione Astronomica presso la Cavallerizza del Castello, in via Rocca Vecchia. Il suo profilo e la sua carriera sono disponibili qui sul sito dell'Agenzia Spaziale Europea.

Se avete dubbi, domande, curiosità sulla vita nello spazio, è la vostra occasione: io non me la perdo. Ma per favore, per favore, non chiedete a Paolo se è vero che la Stazione Spaziale Internazionale è stata ampliata in segreto per accogliere i VIP e salvarli dalla fine del mondo di dopodomani.

2012/12/18

Correzione: Instagram NON vuole vendere le vostre foto senza permesso

L'articolo è stato aggiornato estesamente dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2012/12/19 00:25.

Usate Instagram? Allora leggete con attenzione le condizioni di utilizzo: stanno per cambiare, e nella nuova versione Instagram si prenderà il diritto di vendere le vostre foto senza chiedervi il permesso e senza pagarvi (aggiornamento: o almeno così è sembrato a mezzo mondo, me compreso, fino a quando è stata diffusa la smentita da parte di Instagram; dettagli più sotto).

Infatti secondo le nuove norme, che entreranno in vigore dal 16 gennaio prossimo, “you agree that a business or other entity may pay us to display your username, likeness, photos (along with any associated metadata), and/or actions you take, in connection with paid or sponsored content or promotions, without any compensation to you.”

In altre parole, dopo la metà di gennaio darete automaticamente il vostro consenso affinché Instagram (che da aprile fa parte di Facebook) prenda soldi “per mostrare il vostro nome utente, la vostra immagine, le vostre foto (insieme ad eventuali metadati associati) e/o le azioni che effettuate, in relazione a promozioni o contenuti pagati o sponsorizzati, senza alcun compenso a voi.”

In teoria, inoltre, questo significa che se avete pubblicato su Instagram qualche foto in cui sono ritratti i vostri amici, quando entreranno in vigore le nuove regole le immagini di quegli amici potranno essere usate nelle pubblicità in giro per la Rete, per qualunque prodotto, anche se loro non fanno parte di Instagram. Per dirla breve, li avrete venduti.

Quando si dice che nei social network e nei servizi gratuiti non siamo clienti ma siamo il prodotto in vendita, questo è esattamente quello che si intende. Buon divertimento.

Aggiornamento (2012/12/19 00:25): la BBC ha segnalato poco fa la correzione di Instagram, secondo la quale le nuove regole sono state fraintese: “è colpa nostra se questo linguaggio causa confusione”, ha scritto Kevin Systrom, cofondatore del sito. “Per essere chiari: non è nostra intenzione vendere le vostre foto. Stiamo lavorando a un linguaggio aggiornato nelle condizioni per assicurarci che questo sia chiaro.” La dichiarazione di Systrom descrive poi, per la verità non molto chiaramente, il reale significato delle frasi contestate:

To provide context, we envision a future where both users and brands alike may promote their photos & accounts to increase engagement and to build a more meaningful following. Let’s say a business wanted to promote their account to gain more followers and Instagram was able to feature them in some way. In order to help make a more relevant and useful promotion, it would be helpful to see which of the people you follow also follow this business. In this way, some of the data you produce — like the actions you take (eg, following the account) and your profile photo — might show up if you are following this business.
The language we proposed also raised question about whether your photos can be part of an advertisement. We do not have plans for anything like this and because of that we’re going to remove the language that raised the question. Our main goal is to avoid things like advertising banners you see in other apps that would hurt the Instagram user experience. Instead, we want to create meaningful ways to help you discover new and interesting accounts and content while building a self-sustaining business at the same time.
Ownership Rights Instagram users own their content and Instagram does not claim any ownership rights over your photos. Nothing about this has changed. We respect that there are creative artists and hobbyists alike that pour their heart into creating beautiful photos, and we respect that your photos are your photos. Period.

Ho preso una cantonata? Forse. O forse erano le parole di Instagram a essere ingannevoli, tanto da confondere praticamente tutti, dalla BBC a Time a National Geographic a Wil Wheaton, con l'eccezione di The Verge. Lascio a voi valutare.


Fonti: BBC, Punto Informatico, Wired, Gawker.

Barilla e la bufala delle micotossine: aggiornamento

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “marticos”.

Ricordate la bufala ai danni della Barilla, che “non è più italiana ma americana e usa grano con tassi di micotossine altissimo (ammuffito)”, che girava a giugno di quest'anno? Ho ricevuto un aggiornamento da Ambito5, l'agenzia che si occupa delle pubbliche relazioni online di Barilla.

Sul sito di Barilla c'è una pagina di smentita specifica che include una dichiarazione congiunta, datata 16 novembre, di Barilla e della dottoressa Giuliana Icardi, il cui nome compariva nell'appello-bufala e gli conferiva apparente credibilità.

La dichiarazione sottolinea che “la d.ssa Icardi non ha mai scritto” l'appello-bufala, “dal quale pertanto integralmente si dissocia. La d.ssa Icardi informa inoltre di aver sporto denuncia presso i competenti Organi di Polizia Giudiziaria per l'individuazione e l'incriminazione di coloro che hanno fatto uso strumentale della sua identità”.

Barilla ribadisce inoltre che “La famiglia Barilla [...] è da quattro generazioni alla guida dell’omonimo gruppo industriale (con un intervallo dal 1971 al 1979, quando una quota di maggioranza fu ceduta alla multinazionale americana Grace)” e che “non utilizza materie prime geneticamente modificate e i livelli di micotossine o contaminanti sono sempre al di sotto dei limiti fissati dalle normative sulla Sicurezza Alimentare, a loro volta già ampiamente protettivi per la salute delle persone”. Viene anche ribadito che “Barilla non è proprietaria dei marchi Motta, Tre Marie, le Spighe e Panem”, come invece afferma l'appello-bufala.

Disinformatico radio del 14/12

In questa puntata (scaricabile qui come podcast) ho parlato del sondaggio Nielsen sull'uso dei social media nel mondo, del ritorno delle mappe di Google sull'iPhone, delle prossime novità di privacy di Facebook, dell'esito della votazione sulle nuove regole di Facebook e del calendario Maya, disponibile in versione interattiva e così simile al sistema di gestione delle date preferito dai computer. La parola di Internet di questa settimana è paywall.

2012/12/16