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51 commenti

Diaspora, l’anti-Facebook

Diaspora, debutta il Facebook fai da te


È disponibile per lo scaricamento e la sperimentazione da parte di chiunque voglia partecipare al suo sviluppo la versione pre-alpha di Diaspora, un progetto mirato a realizzare un'alternativa libera a Facebook che salvaguardi maggiormente la privacy degli utenti dando loro un vero controllo sui propri dati.

Diaspora è open source: il suo codice di programmazione è liberamente esaminabile e modificabile da chiunque. È nato alcuni mesi fa dall'idea di quattro studenti statunitensi, concepita  mentre Facebook era oggetto di critiche molto vivaci per la sua gestione macchinosa e disinvolta delle impostazioni di privacy dei suoi 500 milioni di utenti. Gli studenti hanno chiesto alla comunità degli internauti un finanziamento per sviluppare il progetto e tramite il sito apposito Kickstarter hanno raccolto oltre 200.000 dollari che hanno permesso loro di dedicarsi interamente a Diaspora.

Secondo Maxwell Salzberg, uno dei cofondatori di Diaspora, il cui sito di riferimento è Joindiaspora.com, questo nuovo social network sarà una "rete distribuita in cui computer completamente separati si collegheranno direttamente fra loro e permetteranno a noi di connetterci senza cedere la nostra privacy". Funzionerà così: ciascun utente potrà configurare un nodo della rete di Diaspora, denominato "seme", un mini-server Web sul proprio computer domestico o su un computer dedicato. Questo "seme" raccoglierà i dati dell'utente pubblicati su Facebook, Twitter e altri siti e comunicherà con i "semi" degli altri utenti, condividendo questi dati secondo le impostazioni di privacy decise da ciascun utente e utilizzando una connessione diretta e cifrata, senza dipendere da computer centrali, in modo da garantire all'utente il massimo controllo. Un'impostazione simile a quella di alcune reti peer-to-peer.

I servizi previsti saranno simili a quelli di Facebook: creazione di un circolo di "amici", condivisione di fotografie, video e file, chat istantanea, telefonate via Internet, "tagging" delle fotografie, ma a differenza di Facebook, i dati non verranno depositati presso i computer centrali di un'azienda dove possono essere analizzati e utilizzati per quello che il professore di legge Eben Moglen della Columbia University ha definito "spionaggio gratuito". Con Diaspora questo "spionaggio" non sarà possibile perché i dati degli utenti non verranno centralizzati.

È importante ribadire che Diaspora non è pronto per essere scaricato e utilizzato dall'utente comune, ma è interessante leggere cosa è stato realizzato fin qui e vederne le prime schermate (che hanno un'aria rassicurantemente familiare) per capirne l'impostazione e cominciare a pensare seriamente a quanto teniamo ad avere il controllo della nostra vita sociale su Internet.

Preferiremo affidarci a un'azienda che utilizzerà i nostri dati per motivi commerciali e offre un bacino di utenti immenso oppure a un progetto che si regge sulla trasparenza e il rispetto della privacy ma ha davanti a sé una strada tutta in salita, spianata solo dal fascino indiscutibile di vedere Davide sfidare Golia? I prossimi mesi si preannunciano interessanti, specialmente per tutte le società e i singoli che in Facebook hanno investito risorse per farsi conoscere. E se avessero aperto una vetrina in un centro commerciale dove non andrà più nessuno? Staremo a vedere. Facebook, invece, sicuramente non starà a guardare.

Fonti: Gizmodo, Slashdot, BBC, Ars Technica.
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Commenti
Commenti (51)
Ciao Paolo, penso sia sparito un "chiesto"

Gli studenti hanno (chiesto) alla comunità degli internauti...
chrome su mac!
Cito:

"ciascun utente potrà configurare [...] un mini-server Web sul proprio computer domestico o su un computer dedicato"

"Con Diaspora questo "spionaggio" non sarà possibile perché i dati degli utenti non verranno centralizzati"

Ciò a dire che, se uso il computer domestico (come farebbe la larghissima maggioranza degli utenti immagino), quando non sono online il mio profilo non è visibile?

Mi sembra una limitazione importante.
Premetto che i progetti open siano sempre i benvenuti e che sia solo una cosa giusta far loro pubblicita'.

Cio' detto e premesso, credo ci sia un "piccolo" problema in questo progetto, o, meglio, nelle aspettative che potrebbe generare.

Se si considera il progetto open forse piu' famoso, Linux (ma tutti gli altri sono simili), si vede che e' al 100% software. Non servono, infatti piattaforme particolari per usare Linux o OpenOffice o pdfcreator. Girano sulle medesime piattaforme su cui girano Windows, MS Office e Acrobat. Anzi, spesso girano meglio.

facebook e altri servizi online simili non sono fatti di solo software, ma ci sono dietro anche tanti cavi e tanto ferro: banda, storage e connettivita' non possono essere creati "open", ma alla fine qualcuno li deve pagare (e sono CARI!). Se si vuole che tutto il cinema stia in piedi, bisogna trovare un bel po' di soldi per mantenere il macchinone.

Che poi il certi metodi utilizzati da facebook, Google, Microsfot, Apple... per far soldi siano criticabili, su questo non ci piove affatto.
refuso sistemato, grazie!
Mi sembra una limitazione importante.

Non è detto. A parte che molti hanno il PC sempre online (per peer-to-peer e simili), si può prendere uno spazio su un server e mettere lì il proprio nodo Diaspora.

Questo non significa centralizzare, perché ognuno può mettere il proprio nodo dove gli pare e quindi i nodi restano sparsi.
@psionic
Penso che se diaspora funzionerà come bittorrent, almeno i profili con molti contatti saranno disponibili anche offline perché (presumo) ogni pc di ogni amico ne conterrà "un pezzetto".
In tal caso è tutto da vedere come sarà gestito l'aggiornamento di un profilo.
Sono solo mie ipotesi ovviamente
si può prendere uno spazio su un server e mettere lì il proprio nodo Diaspora.

ciascun utente potrà configurare [...] un mini-server Web sul proprio computer domestico o su un computer dedicato

considerando le dipendenze del progetto, non sarà alla portata di tutti l'installazione sul pc di casa, e ancora meno su uno spazio web. A meno che non creino un istaller "tuttopronto" con ruby, mongodb, imagemagick, librerie varie e diaspora preconfigurato... vedremo :)
Per me aprire un web server su un pc apre tutta una serie di problematiche di sicurezza che al confronto la privacy di FB diventa un non-problema ;)
@rjky: tendo a concordare. Quantomeno facebook conosce i dati che gli forniamo noi, senza installare nulla sui PC.

E poi c'e' il problema dei terminali mobili da cui viene fatto un sacco di accesso al sito. Ce la vedete Apple che approva un'APP che installa un server sull'iOS? Senza contare i costi per il traffico che uno dovrebbe accollarsi.
E' un progetto in Ruby On Rails! :)
Sarà divertentissimo da programmare!! Quasi quasi...
Da sviluppatore web, trovo interessante il progetto, per come ne ha parlato Paolo, ma solo dal punto di vista della fattibilità. Condivido le perplessità di psionic, Luigi Rosa e rjky.
Come cittadino del mondo, invece, mi chiedo quanto sia sano continuare a cercare di avere contenitori con dentro centinaia di milioni di iscritti e continuare a parlare della libertà del web. Da poco ho letto un articolo che parlava proprio di questo: se cercare su internet diventa cercare su Google, se avere contatti online significa iscriversi a Facebook, ecco che per la maggior parte delle persone il web diventa (è diventato) Google e Facebook. Mediaset e Rai. Ciò che sta fuori, tendenzialmente non esiste più. Preferisco cercare di far crescere community più piccole, spesso più organizzate, e rispettose della privacy degli utenti (non è difficile sottostare alle regole, basta volerlo).
Ce ne sono, ve ne assicuro: Diaspora mi pare invece che nasca con l'idea di far concorrenza a Facebook per soppiantarla, per sostituirla. Mi sbaglierò, ma io sono sempre molto sospettoso...:)
E poi, 200.000 dollari! Ma quanti sono?!?
dalla faq di diaspora:

Where will the data of the users be hosted? On servers you buy/rent?

Short answer: wherever you like.
We think most people will use some sort of hosting provider to host their seed. This could be a traditional web host, a cloud-based host, an ISP, or a friend.

il tentativo è senz'altro encomiabile, ma se davvero hanno intenzione di fare concorrenza a facebook, mi sembra anche molto velleitario...
Attendiamo lo sviluppo del progetto, ma così d’emblée condivido anch'io i dubbi espressi da altri.

Tralasciando le ovvie implicazioni di sicurezza dell'ipotesi "web server locale", uno dei pregi di piattaforme come Fb sta nell'estrema semplicità d'uso. Non vedo (e, per certi aspetti preferisco non vederlo) l'utente medio di Fb a installarsi in locale un web server o a cercarsi un servizio di hosting apposta solo per poter caricare un commentino su cosa ha intenzione di preparare per pranzo o su cosa farebbe invece di lavorare.

Inoltre, non è affatto detto che consegnare le proprie informazioni personali a un servizio di hosting qualsiasi sia poi cosa migliore che consegnarle a mr.Fb...
Vorrei vivere in America, dove con il fund raising puoi mettere in pratica qualsiasi puttanata ti venga in mente. (perdonatemi il termine, però dal punto di vista commerciale e logico non è geniale fare un clone di una piattaforma con 500 milioni di utenti, essendo che il reale valore di una piattaforma del genere è che ci siano i tuoi amici, non che sia open source o che sia distribuita... quello che voglio dire è che questi hanno raccolto 200 mila dollari per un gioco fine a se stesso).
Mi sembra un'ottima idea, ma dovrebbero cambiare la schermata grigia che mette tristezza più che rassicurare.
Il successo di progetti anti-facebook dipende interamente da un limite fisico fondamentale: la pigrizia degli utenti.
Quanti, dei milioni di utenti di facebook, sarebbero disposti ad ottenere lo stesso servizio lanciandosi alla cieca su una nuova rete sociale?
Ormai, come ha detto bene Francesco, facebook è sinonimo di rete sociale, e pure Google ha dovuto ritirarsi mesta dalla competizione (vedi buzz e wave), nonostante un bacino di utenti immenso.
Poi non ho capito un paio di dettagli: in che senso Diaspora si connette a facebook o twitter per recuperare i nostri dati? E' obbligatorio essere già registrati su questi servizi? A che pro?
Inoltre, non tutti gli utenti sono disposti ad avere una macchina sempre su per poter comunicare, l'accesso mobile sarebbe buffo (manteniamo parte dei dati anche sui cellulari?
Ci connettiamo al nostro web server? E l'IP fisso chi ce lo dà?).
Nascerebbero, a questo punto, server centralizzati dedicati in giro per il mondo, e si tornerebbe agli stessi problemi di facebook.

L'idea in sé è ottima, siamo noi ad istruire la nostra macchina a dare soltanto i dati che ci interessano a chi vogliamo, ma bisogna capirne l'applicabilità.
@ Claudio
Vorrei vivere in America, dove con il fund raising puoi mettere in pratica qualsiasi puttanata ti venga in mente.
In America? Perché da noi no? Vogliamo parlare della raccolta fondi per acquistare un microscopio elettronico al ricercatore osteggiato dalla lobby degli inceneritori?
E' curioso che questo progetto abbia così tanto tam-tam mediatico; una volta avviare un progetto come avvoltoio di un'altro non era cosa ben vista, evidentemente i tempi cambiano. Perchè ad oggi il fatto che sia considerato l'"anti-facebook" è l'unica ragione di questo tam-tam.

Ci sono da tempo dei progetti per realizzare portali o comunità di utenti basati su architetture serverless.
Personalmente mi occupo di uno di questi, tutto italiano, attivo dal 2006, di cui non posto link per non far spam.
Nessuno di questi ha tale risalto mediatico, nonostante la maggior parte siano tecnicamente più avanzati di Diaspora, imho a causa dell'unico motivo sopra-citato.

Attendo con molta curiosità un'analisi imparziale, tecnica e professionale su questo Diaspora. La farei io, ma sarei troppo di parte :P
Tra le altre cose, sarei curioso di sapere:
- Se è serverless, dove sono gli indici per raggiungere i nodi? Bootstrap Kadmilia, DHT o altro?
- Come è gestita la moderazione? Se creo una pagina piena di pedoporno, chi stabilisce se deve essere negli indici o meno? Come?

> Questo non significa centralizzare, perché ognuno può mettere il proprio nodo dove gli pare e quindi i nodi restano sparsi.
Ma se la sottoscrizione/distribuzione non è automatica, non può essere considerato P2P, imho.
Supponendo inoltre che sia presente un sistema di firme digitali, altrimenti gli intermediari potrebbero variare i testi. Questo a sua volta è problematico se gli intermediari son costretti a far moderazione, dato che loro pubblicano.
che poi, a giudicare da quanto si legge nella loro roadmap, non sembra proprio che si pongano l'obiettivo di essere l'anti-facebook:

Things we are working on next for our Alpha in October:

* Facebook Integration
* Internationalization
* Data Portability

a questo punto credo che l'unico vero obiettivo di questo progetto sia quello di consentire agli utenti di facebook di restare su facebook senza che i loro dati risiedano fisicamente sui server di facebook
Se ho capito bene il funzionamento, non mi sembra una grande novità (forse relativamente ai social network sì). Nessuno si ricorda del progetto italiano KeyForum?
Vogliamo parlare della raccolta fondi per acquistare un microscopio elettronico al ricercatore osteggiato dalla lobby degli inceneritori?

Vogliamo parlare della raccolta fondi per un bel telemetro da 4000 euro?
Paolo "pubblicizzi" un progetto oltreoceano come Diaspora (peraltro in stato di alpha) e non fai nemmeno un piccolo accenno ad un "concorrente" made in Italy? Parlo di Osiris ovviamente http://osiris.kodeware.net
Il progetto Diaspora è supportato da Facebook stesso per chi non lo sapesse :)
Se ho capito bene il funzionamento, non mi sembra una grande novità (forse relativamente ai social network sì). Nessuno si ricorda del progetto italiano KeyForum?
KeyForum è proseguito in Osiris, dato che quest'ultimo è nato dalle ceneri di KeyForum, inglobando molte idee, parte dello staff, beta-tester etc.
Il progetto Diaspora è supportato da Facebook stesso per chi non lo sapesse

Fonti, grazie.
Link: http://tinyurl.com/36ujvqb :)
Per cristian

Link: http://tinyurl.com/36ujvqb :)

Be', "supportato" è una parola un po' grossa: Mark Zuckerberg ha liberamente donato una cifra ignota al progetto diaspora, nemmeno wired.com è riuscito a sapere esattamente quanto. Lui non c'entra né col team di sviluppatori né con le linee guida del progetto Diaspora.
KeyForum è proseguito in Osiris, dato che quest'ultimo è nato dalle ceneri di KeyForum, inglobando molte idee, parte dello staff, beta-tester etc.

Quindi il progetto non è stato abbandonato. Mi fa piacere: a suo tempo partecipai per un po' alla fase di test e mi sembrava davvero promettente, forse solo prematuro per la velocità della Rete dell'epoca (2004, se non ricordo male).
@Accademia dei pedanti
ottima osservazione, me la segno :P
@cristian

grazie per l'interessante link
leggendo quello che dice Zuckenberg nell'articolo postato da cristian ho la sensazione che 'sto tizio la sappia molto lunga.. in altre parole mi ricorda più un Gates che un Jobs: più pragmatico che sognatore
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
@Francesco
sarà un caso che il proprietario di oh yes si chiami francesco?
bah. questo è spam bello e buono.
più un Gates che un Jobs: più pragmatico che sognatore

Abbi pazienza, theDRaKKaR, ma che Jobs sia un sognatore fa parte della sua politica di marketing.
@yupswing: assolutamente no, non è un caso, d'altra parte anche volendo non avrei potuto nasconderlo, c'è nome, cognome e indirizzo in bella vista, come secondo me è giusto e necessario. Forse se fosse stato uno di quei siti (quasi tutti) di cui non si sa chi c'è dietro non lo avresti notato: infatti ho postato il link solo dopo che ne è stato postato un altro (dove, pur trattandosi di un software encomiabile, non ho trovato nomi e cognomi, per esempio, tanto per dire). Ma cosa c'entra? Il fatto che qui si parli di community, di privacy e di sviluppatori mi pare faccia sì che un link a una community senza fini di lucro (non è neanche pizzaware, al momento) in regola con la privacy fatta interamente dallo sviluppatore che ne parla sia un coerente contributo alla discussione, tutt'altro che spam, quindi. A meno che tu non sia entrato e l'abbia trovata fuori tema, ma me ne stupirei.
Ovviamente, in ogni caso, se Paolo ritiene che sia spam cancello entrambi questi post: il padrone di casa ha sempre ragione! :)
imho, mi sembra un progetto un po' troppo ambizioso. per due motivi: nell'era del web-based, un'applicazione da scaricare mi sembra tornare indietro di anni...
il successo di fb è proprio dovuto al fatto che dovunque mi trovi, con qualsiasi dispositivo mi posso collegare e aggiornare il mio stato e vedere quello dei miei amici.
la questione della privacy è sentita da una piccolissima minoranza di utenti, e tra l'altro spesso "talebani".
@Fabio Mix
non è una applicazione da scaricare. è web-based esattamente come faceobok, solo che puoi hostarla dove vuoi:
1)se sei capace e ne hai voglia, puoi usare un server casalingo.
2)se sei capace puoi hostarla su un qualunque provider di hosting che supporti la tecnologia (ruby on rails se ho capito, con le relative dipendenze)
3)altrimenti potrai usare dei servizi che nasceranno in futuro esattamente equivalenti a facebook: ti connetti a una pagina web e lo utilizzi. nasceranno per lo stesso motivo di facebook: prendere la pubblicità (o magari a pagamento se ad-free).
quest'ultima ipotesi può far sorgere dei dubbi relativi alla privacy: se non va bene facebook, perchè un altro sito? perchè nel caso in cui non sentissi la tua privacy al sicuro, potrai facilmente migrare su un altro provider equivalente senza perdere informazioni o amicizie.

Per quanto riguarda Osiris, complimenti agli sviluppatori! Non ne ero a conoscenza, ma sembra veramente una bellissima idea, buon lavoro! E magari quando avrete risolto la ristrutturazione di cui parlate sul forum e rilasciato il codice, fate un bel submit a slashdot per un po' di visibilità!
@Francesco

Allora la prossima volta esordisci così: "sono il gestore del sito blablabla", sennò tutte le belle parole che hai scritto non servono a nulla, non so se mi spiego...
@drakkar: spero mi scuserai, ma non sono d'accordo. Lo farò se capiterà, visto che lo chiedi, ma qui non sono intervenuto come sviluppatore di "quella" community, ma come sviluppatore tout court, che ha già lavorato due volte con progetti di community, la prima nel 2003 (c'era solo Friendster, allora). Avrei potuto chiamarmi "elephantom", "pincopallino" o un qualsiasi nome di fantasia, se avessi voluto barare, anzichè usare il mio nome. Una volta che qualcuno, secondo me correttamente, ha postato un link che aveva a che fare con la discussione, ne ho postato uno anch'io che era perfettamente aderente. Trovo che parlarne come mia "creatura" avrebbe significato andare fuori tema, rendendo la segnalazione meno coerente e meno utile. Ovviamente, non pretendo che ci creda, visto che non mi conosci: ma mi spiace sinceramente che nel contesto di un blog come questo riusciamo a dare più importanza a chi segnala cosa anzichè a cosa segnala. E insisto a essere convinto che parlare di chi ha creato un software, in questo caso come nelle altre segnalazioni nei commenti di questo post, ci fa andare fuori tema: ci avrebbe fatto andare fuori tema se ne avessi parlato io, ci ha fatto andare fuori tema dopo questi interventi. Infatti, non ha aggiunto nulla a ciò che sapevamo sulle community diverse da Facebook, magari per scelta precisa, e stiamo parlando di tutt'altro. Dai due interventi di commento mi pare evidente che ciò che ho scritto per cercare di contribuire senza sviare dal discorso non è stato percepito come intendevo, e siccome il difetto sta in chi comunica mi scuso se ho offeso qualcuno. Dimenticate quindi ciò che ho scritto, link compreso, ovviamente: spero di riprendere a leggere altri commenti interessanti sul tema proposto da Paolo.
Francesco, la cosa è molto semplice: se non fossi stato coinvolto avresti potuto rimanere nell'anonimato. Siccome invece eri coinvolto, dicasi "conflitto di interessi". Correttezza avrebbe voluto che ti presentassi per quello che eri. Se non lo capisci, davvero non so cosa fare, ma non insistere, per favore.
@drakkar: non insisterò. Ti dirò solo, con la massima tranquillità, che vedere conflitti di interessi quando non si conosce l'oggetto del contendere nè chi vi sarebbe coinvolto mi lascia perplesso, quasi come vedere complotti dove non ce ne sono, come vedere il mondo in bianco e nero: non sapendo come spiegarlo altrimenti senza entrare nel particolare, preferisco privare la discussione di questo OT. In ogni caso, per rispetto verso il tuo pensiero, per quanto non lo condivida, ho già provveduto a cancellare il post in cui indicavo il link: tanto più che, se non serve alla discussione, non mi interessa mostrarlo.
Spero sia sufficiente :)
interesse A: partecipazione al progetto
interesse B: far conoscere il progetto

A x B = conflitto di interessi

ciao!
Francesco, a me interesserebbe conoscere qualcosa sul progetto cui hai accennato.
Non mi sembra si tratti di spam o di pubblicità in conflitto di interessi, visto il luogo in cui ci troviamo, dedicato allo scambio di conoscenze e di opinioni.
Se il Padrone Di Casa non ha nulla in contrario ti inviterei a ripubblicare il link.
Il fatto che ci sia stato questo conflitto di interessi non influisce sul progetto in sé. Per cui una volta che si è appurato che sei partecipe del progetto non vedo perché celare l'URL.

Io stesso in questa sede ho pubblicizzato un paio di miei progetti. L'importante è essere limpidi.

Insomma, caccia 'sto benedetto URL :D
Per theDRaKKaR

Insomma, caccia 'sto benedetto URL :D

Anche se fosse l'URL di Munch?
questa è terribile :(
ehm...non riuscivo proprio a postare, l'antispam mi ha bloccato e io ci sono cascato come un allocco, pur avendo letto le avvertenze :(
Il link è www.ohyesss.net.
Due parole due (mila?): le persone coinvolte sono 1 (una, cioè io), più un amico grafico che mi ha dato una mano qua e là perchè...è un amico :D
Inoltre, posso contare su un bel gruppo di tester che partecipano con proposte e consigli. Come detto, faccio lo sviluppatore web, per la precisione sviluppo in php, ma questo progetto è solo passione, per vedere se si può (ancora) fare. Io sviluppo, io gestisco, io pago server e banda (non ci sono pubblicità nè google ads, solo banner che ricordano cose importanti: oggi c'è n'è uno sulla presa di Porta Pia): c'è chi ha vizi più costosi, me la cavo con un migliaio di euro l'anno, tutti rendicontati all'interno del sito.
E' tutto php e javascript, e tutto scritto "a mano". Quindi, non aspettatevi troppi effetti speciali, ma un help contestuale per ogni elemento sì, per capirci. Ripeto che questo è solo un modo, il mio, nel mio piccolissimo, di reagire per contribuire a mantenere il web un posto più libero, con più centri possibile e magari senza nessuna circonferenza. Grazie, ragazzi, anche se e quando lo stroncherete! :D
Scusa la domanda un po' "intima", ma i costi dell'hosting come li recuperi?!
Non li recupero. Investimento a fondo perduto, autofinanzio l'idea, pago io, in sostanza. Ho delle idee su un tipo di pubblicità "a richiesta" su scala locale che potrò sperimentare solo se e quando avrò un numero di utenti sufficiente, almeno localmente: e anche questo sarebbe un esperimento, un "vedere se si può fare". Guadagnarci non è importante, lo sarebbe rientrare nelle spese, ma per ora non è possibile a meno di snaturare la cosa che voglio costruire, che è un angolo di web che funzioni in modo diverso dalle logiche di posti come Facebook, sperando che nel frattempo di angoli ne vengano allo scoperto molti altri.