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41 commenti

Sì, Facebook ha problemi

Facebook momentaneamente in tilt


Se non riuscite a collegarvi a Facebook, il problema potrebbe non essere vostro. Il feed Twitter di Facebook in questo momento dice che "Facebook potrebbe essere lento o non disponibile per alcune persone a causa di questioni relative al sito. Stiamo lavorando per sistemare la cosa rapidamente." ("Facebook may be slow or unavailable for some people because of site issues. We're working to fix this quickly."). L'avviso risale a un'oretta fa. Uno status aggiornato è disponibile qui e parla di "problemi di latenza".

A me funziona benissimo, peccato che non lo uso. Pane, denti, denti, pane.
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Commenti
Commenti (41)
E' da ieri che funziona male. Ieri sera poi almeno metà dei siti che consulto di solito erano irraggiungibili: anche Google, Hotmail, Flickr, e pure Il Disinformatico.
Esce "DNS failure".

O meglio, usciva.
Mah, da NON utente di Facebook, io direi che Facebook in realtà ha un solo problema.

Quello di esistere.

Saluti,

Mauro.
Martinobri,
hai Telecom? I loro DNS ieri davano problemi.
In base a uptime.netcraft.com

http://uptime.netcraft.com/up/graph?site=http://www.facebook.com

sembra che si siano spostati da poco sulla cdn di Akmai. Forse il "trasloco" ha qualcosa a che fare con il down...
dimenticavo...

http://yfrog.com/mmfacebooknetblockownerchp
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Probabilmente la gente ha sbarellato, visto che ieri sera, intorno a quest'ora Facebook (insieme a altri millemila siti) non funzionava.
Il bello è che nei minuti successivi si è parlato di un attacco hacker, altri hanno addirittura parlato di virus provenienti dalla cina...

Altro che scie chimiche: se davvero i "potenti" volessero operare un controllo di massa, dovrebbero minacciare una cancellazione totale di account FB, twitter, msn e compagnia bella...e la gente farà tutto quello che chiedono.

Qualcuno dirà: e chi non ha un account di qualche social network come fa ad essere "minacciato"? E io rispondo: sono troppo pochi...una minoranza trascurabile :)
Comunque nel momento in cui scrivo è ritornato on line Facebook già da 1 ora.

Andando sul tecnico, quando FB è andato down nella serata di mercoledì, una semplice analisi traceroute mi ha indicato che la connessione verso i server del social network si interrompeva all'ottavo punto di instradamento su un server di Francoforte in Germania
Se la gente sbarella perché per un'oretta non funziona più Facebook, è sintomo di qualcosa che non va.
Che bello sapere che ora la gente va in panico per un cazzo di Social Network è giù o ha problemi di connessione.
Mah, non capisco questa acrimonia nei confronti di Facebook da parte di qualche commentatore (ad esempio Mauro).
Se non lo usi tu non vedo perché chi lo usa debba essere un minorato mentale. E non parlo dei bimbiminkia, parlo di gente normale che non va giù di testa se il sito non è raggiungibile.
Facebook è uno strumento, a mio avviso utile, poi dipende dall'uso che se ne fa.

Inoltre ci sono aziende che investono su questo strumento, per cui anche un minimo di risentimento in caso di disservizi (non è questo il caso) può essere giustificabile.

Salutoni
Concordo con Gianpiero. Filtra Farmville e le mille str***ate, filtra gli amici che non hanno superato le crisi adolescenziali, filtra le amiche che credono agli oroscopi e ti resta una buona fonte di informazioni, riflessioni e battute fulminanti.

(per "filtra" intendo "premi l'icona apposita per non far più vedere il dato argomento/persona")

Paolo, Phil Plait ci dà dentro a manetta con twitter&facebook. E sarei curioso di sapere quanti referrer da facebook ti trovi tra le visite al tuo blog. FB è uno strumento, non facciamo l'errore di demonizzarlo in quanto tale.
BTW è un mesetto a questa parte che invece è blogger a funzionare malissimo. Devo ridigitare la password a ogni commento, si inchioda con facilità, diversi utenti (me compreso) hanno problemi e mandano post multipli, per non parlare del filtro antispam.
Un mio amico ha visto dove "lavorano" i tecnici di Facebook quando è andato alla Silicon Valley un mesetto fa...mentre era là mi disse: non stupirti se a breve funzionerà male perchè questi son qui a far nulla....difatti XD
@ Biancoli

"Se non lo usi tu non vedo perché chi lo usa debba essere un minorato mentale."

Dimmi dove avrei scritto una ca**ata simile. Si prega di non mettere in bocca agli altri cose che mai hanno detto. A meno di non voler rendere pubblica la propria maleducazione.

Saluti,

Mauro.
Se non lo usi tu non vedo perché chi lo usa debba essere un minorato mentale. E non parlo dei bimbiminkia, parlo di gente normale che non va giù di testa se il sito non è raggiungibile.
Facebook è uno strumento, a mio avviso utile, poi dipende dall'uso che se ne fa.


Quoto in toto. Tengo sempre aperto FB perché per organizzare le partite di calcetto ci sentiamo via chat.
Grazie a FB ho conosciuto artisti/comici/personaggi che sarebbe stato un peccato perdersi. Tutto questo grazie a chi, come me, usa FB come un potente condivisore di contenuti.

E quando FB non funziona? Faccio altro. Esattamente come quando FB funziona.
@Tyreal
Se la gente sbarella perché per un'oretta non funziona più Facebook, è sintomo di qualcosa che non va.

Facciamo solo una piccola distinzione (avvocato del diavolo style).

Se una persona sclera perchè per un'ora (o addirittura mezza giornata) non funziona un certo sito oppure va direttamente via la linea internet, forse dovrebbe spegnere il pc e uscire di casa.

Ma se il problema non è immediatamente imputabile a problemi del sito o del provider, una persona (magari non propriamente esperta di pc) giustamente può avere delle preoccupazioni che sia il proprio pc ad avere qualche grana.

Ad esempio l'altra sera, quando per circa un'ora molti siti sono risultati impraticabili, io (da perfetto niubbo informatico) mi sono chiesto come mai la posta elettronica e il p2p funzionassero regolarmente; e infatti ho temuto di essermi beccato un virus/hijack che mi impedisse solo la navigazione ma non la connessione.

@ Mauro
Credo che le lamentele di Gian Piero e Domenico derivassero dalla tua frase
Mah, da NON utente di Facebook, io direi che Facebook in realtà ha un solo problema.
Quello di esistere


1) il voler ribadire di NON essere utente FB, come se fosse un indiscutibile pregio: siamo così sicuri che non essere utenti Facebook sia necessariamente un bene?
Ricordiamoci che si diceva questa cosa anche quando erano usciti i primi cellulari o addirittura quando è arrivata internet: molta gente si vantava di non farne uso, dando per scontato che tutti gli altri fossero schiavi della tecnologia.
Questo è un pregiudizio bello e buono. C'è gente che usa Facebook in maniera intelligente e utile.
Ad esempio, forse voi non avete idea di quanti soldi di sms si risparmiano quando ci si deve organizzare per una cena o un uscita tra amici :)

2) considerare un problema la sua esistenza.
Facebook diventa un problema se in qualche modo incide sulla vita altrui. Sinceramente non mi sembra che il mondo sia invaso dalla facebook mania. Non fosse che una volta, quando si conoscevano persone nuove (nella vita reale), ci si scambiava il numero di cellulare ...oggi ci si scambia il contatto facebook (che è una richiesta molto meno indiscreta rispetto al numero di cellulare).
Ma, a meno che non voglia dare ascolto a Studio Aperto e Tg5, non mi sembra che Facebook abbia cambiato in peggio il mondo.
Chiaramente c'è gente che ne abusa e si isola dal mondo...ma quello accadeva anche prima.
@ Mauro
Effettivamente hai scritto qualcosa di peggio.

"Mah, da NON utente di Facebook, io direi che Facebook in realtà ha un solo problema. Quello di esistere."

Se tu avessi scritto "da NON utente di Facebook, io direi che Facebook per me non è un problema" avrei capito

Così invece è il classico minestrone riscaldato usato dai più superficiali anche per Microsoft("Windows è un buon sistema operativo che ha il solo il piccolo difetto di esistere") o per il bersaglio di turno (FIAT, Berlusconi, Ipad,...)

Ma se per te l'esistenza di qualcosa è un problema, vuol dire che o quel qualcosa è sbagliato o sei sbagliato tu. Fa un po' te.

Ciao
P.S.
Senza astio ovviamente, si fa per parlare.
Replicante,
quoto in toto il tuo intervento. Ormai molta gente dice "non ho FB" come un vanto declassando chi lo ha ad una massa di decerebrati.

Io ho FB e ritengo di farne un uso intelligente come altre mie conoscenze. Dite piuttosto "non ho FB perché non mi serve", è già più condivisibile.

Io non ho iPhone, navigatore o altri oggetti di tendenza per un semplice motivo: non mi servono.
Questo non mi porta a vedere gli altri con aria snob.
Io la vedo in un altro modo, come mi è capitato di accennare nei commenti di un altro post di Paolo. I pregi che ho letto elencati relativamente a Facebook sono quelli che tutti i social network hanno sempre avuto fin dal vecchio Friendster, da prima del 2003. La differenza di Facebook non sta in una più solida tecnologia, ma nell'essere riuscito a far iscrivere 500 milioni di persone: in pratica a diventare di moda. Questo in sè non sarebbe qualcosa di oggettivamente negativo, se non per chi (come me, d'altra parte) tenda a guardare con sospetto ogni tipo di moda.
La cosa che personalmente mi preoccupa è la sua condizione di assoluta prevalenza nel "mercato" dei social network, oltre all'uso che fa dei dati personali. Con lo sviluppo di poli come Facebook, Google e pochissimi altri, nei quali per molte persone (la maggioranza?) purtroppo si identifica totalmente "Internet", il web non mi pare più un luogo così libero per la circolazione delle informazioni, che si ritrovano concentrate in pochi luoghi i quali vengono ad avere necessariamente un potere enorme (non importa se attualmente usato o no) relativamente a quali di queste informazioni debbano passare e quali no.
@ Francesco
La differenza di Facebook non sta in una più solida tecnologia, ma nell'essere riuscito a far iscrivere 500 milioni di persone: in pratica a diventare di moda. Questo in sè non sarebbe qualcosa di oggettivamente negativo, se non per chi (come me, d'altra parte) tenda a guardare con sospetto ogni tipo di moda.

Certo. Tanti si sono iscritti per moda, si sono creati un profilo e l'hanno abbandonato dopo un po' di mesi. Restano però tutti gli altri.
Ma ora sono più di due anni che FB si è radicato in Italia...le "mode informatiche" durano molto meno.
Quant'è durata la moda di Secondlife?
E quella di Myspace?


La cosa che personalmente mi preoccupa è la sua condizione di assoluta prevalenza nel "mercato" dei social network, oltre all'uso che fa dei dati personali.


Amen. Come ho già detto in altre occasioni, è vero che la gente deve essere informata e consapevole di che fine facciano i propri dati, ma è anche vero che il concetto di "riservatezza" non esiste praticamente più...e non ha senso che esista quando ti affacci alla rete.
Uno che pubblica le foto della propria vita privata sperando che vengano viste solo dagli "amici" (ovvero centinaia di persone di cui se ne conoscono personalmente meno di 20-30) è un illuso.
Caspita.. io ho sentito il bisogno di scrivere nel mio status: "Si è rotto internet" ma non riuscivo a connettermi per comunicarlo..
ho sentito un sacco di amici con lo stesso problema!! :)

ps: facebook, google ed altri siti non mi funzionavano... però sono riuscito ad andare su Runescape e a giocare un'ora :)
@Replicante Cattivo
Allora evidentemente è una moda lunga :)
A parte gli scherzi, non vedo proprio altri motivi per iscriversi a Facebook anzichè ad un'altra community, se non il fatto che ci siano già molte delle persone che si vorrebbe avere tra i contatti. Ovviamente, visto che nella discussione nessuno l'ha citato come un pregio, non sto considerando tutti quelli che sono iscritti per poter sapere tutto ciò che è possibile di tutti, sconosciuti compresi (Tizio è diventato amico di Caio, Sempronia non è più single, e altre cose del genere): per queste cose, infatti, Facebook è insuperabile, e mi sa che il numero degli amanti degli affari altrui sia alto in Italia, come si vede anche dalla popolarità delle trasmissioni televisive basate su queste cose.
Sono completamente e risolutamente in disaccordo con te sull'affermazione che la riservatezza non esista più e che su questo ci si debba mettere l'anima in pace: nessuno ha infatti nella propria disponibilità il diritto alla riservatezza. Non solo: ognuno ha diritto alla propria, non basta che Zuckerberg o chiunque altro dica che la privacy non esiste più perchè questo diventi vero e giusto. E' ovvio che ci sono gradi diversi, così come però è ovvio che chi accede ad uno strumento deve essere messo in guardia dall'uso che se ne può fare e dai rischi che corre: dire che essendo uno strumento è normale che se ne possa fare un uso buono o cattivo non assolve chi questo strumento mette a disposizione di chiunque, e lo fa non solo non avvertendo dell'uso che potrà essere fatto delle informazioni inserite, ma addirittura incitando l'utente ad un utilizzo che può ledere non solo la riservatezza propria, ma anche quella degli altri ("taggate le foto!", "Dateci la password del vostro account e noi inviteremo i vostri contatti!", e così via).
Ma in realtà il mio punto è che finchè sarà percepito come un valore far parte di una realtà dove "ci sono tutti", chi verrà snobbato, al limite, è chi non vuole accettare delle regole che ritiene inaccettabili.
E in più, da amante del web, oltre che professionista del settore, ho davanti agli occhi l'impoverimento portato dall'avere pochi poli di scambio di informazione. E sono felice che Paolo Attivissimo abbia un proprio blog, e non si affidi invece a Facebook per condividere i propri scritti.
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
@ Francesco
Allora evidentemente è una moda lunga :)
A parte gli scherzi, non vedo proprio altri motivi per iscriversi a Facebook anzichè ad un'altra community, se non il fatto che ci siano già molte delle persone che si vorrebbe avere tra i contatti.


Ma, scusa, perchè dovrebbe essere diverso? Se tu ti iscrivi a un social network per rimanere in contatto con le persone, utilizzi quello che ti garantisce di trovarne il più possibile.
Se un mio amico sta su netlog, l'altro su myspace e l'altro su blogspot, di sicuro non apro un account per ogni piattaforma se so che sono tutti su FB.
E -cito l'esempio di prima- il motivo per cui una persona, a fine anni 90, preferiva una PSX rispetto un Gamecube o una Dreamcast: aveva la garanzia di poter avere a disposizione più giochi, anche solo attraverso il prestito dei cd originali.

Se io voglio aprirmi una pagina web in cui raccontare i fatti miei, pubblicare foto, notizie, articoli, riflessioni, posso aprire un blog o un myspace in cui posso anche curare l'aspetto grafico e renderlo più "personale" oltre che gestibile a distanza (senza dover preoccuparmi di trovarmelo intasato se mi assento per due settimane)
Oppure posso scegliere una pagina di FB, spartana, con un sacco di problemi tecnici o invasioni della privacy...che però mi dà molte più garanzie che un mio articolo o foto venga visto al momento della pubblicazione.
Sono scelte.

Ovviamente, visto che nella discussione nessuno l'ha citato come un pregio, non sto considerando tutti quelli che sono iscritti per poter sapere tutto ciò che è possibile di tutti, sconosciuti compresi (Tizio è diventato amico di Caio, Sempronia non è più single, e altre cose del genere): per queste cose, infatti, Facebook è insuperabile, e mi sa che il numero degli amanti degli affari altrui sia alto in Italia, come si vede anche dalla popolarità delle trasmissioni televisive basate su queste cose.


Verissimo. Ma consideriamolo dal lato opposto: la gente si fa i fatti degli altri perchè gli altri li pubblicano.
Se ci sono persone che, al minimo litigio / discussione /riavvicinamento con la persona amata, si preoccupano di aggiornare la situazione sentimentale o pubblicare link e status che facciano sapere la cosa ai 4 venti, il problema non è certo di chi li legge.

Sono completamente e risolutamente in disaccordo con te sull'affermazione che la riservatezza non esista più e che su questo ci si debba mettere l'anima in pace: nessuno ha infatti nella propria disponibilità il diritto alla riservatezza. Non solo: ognuno ha diritto alla propria, non basta che Zuckerberg o chiunque altro dica che la privacy non esiste più perchè questo diventi vero e giusto. E' ovvio che ci sono gradi diversi, così come però è ovvio che chi accede ad uno strumento deve essere messo in guardia dall'uso che se ne può fare e dai rischi che corre [...]


No, un attimo: io non ho mai detto che la riservatezza è un valore che non deve essere tutelato. Sto solo dicendo che è un valore che CONSAPEVOLMENTE molta gente sta buttando nel cesso.
Oggi sui vari FB vedi foto che un tempo nessuno avrebbe mai fatto vedere volentieri; hai presente quando sfogli l' album di un amico, ma ad un certo punto lui ti gira la foto e ti dice "questa non guardarla, fa troppo schifo" (perchè è venuto con la faccia da scemo, oppure perchè è in costume, ha le occhiaie, è ubriaco ecc...). Oggi queste foto sono all'ordine del giorno negli album dei giovani.
Ora non mi vengano a parlare di "riservatezza" le persone che pubblicano le loro foto private, sapendo che le vedranno 5-600 'amici'. Una persona che tiene alla propria riservatezza, quelle foto le tiene su cd.
"taggate le foto!"

Questa è un'altra scemenza detta dagli anti-FB. Taggare le foto non è una violazione della privacy. Se io pubblico una foto dove ci sei anche tu, nel momento in cui vieni taggato, scopri che io ho pubblicato quella foto (ed eventualmente puoi chiederne la rimozione). Se invece non ti taggo, probabilmente non lo saprai mai.
Magari ci sono dei tuoi amici che sul loro blog di Splinder, Blogspot o Myspace hanno pubblicato delle foto dove ci sei pure tu...eppure non lo sai.

"Dateci la password del vostro account e noi inviteremo i vostri contatti!", e così via.

Anche qui non è colpa di Facebook. C'è gente che dà la propria password a qualsiasi sito che gli promette di scoprire chi l'ha bloccato su Msn o per ricevere loghi e suonerie via mail. Se la gente non ci arriva da sola, è un problema loro, il giorno in cui si troveranno a gestire un bancomat.

Ma in realtà il mio punto è che finchè sarà percepito come un valore far parte di una realtà dove "ci sono tutti", chi verrà snobbato, al limite, è chi non vuole accettare delle regole che ritiene inaccettabili.

Non mi sembra che gli iscritti a FB snobbino chi non vuole iscriversi. L'importante è che ci sia rispetto reciproco. Perchè io, iscritto a FB, devo sentirmi dire "ah, io non sono iscritto e ne vado fiero" (frase che presuppone che la non-iscrizione sia un pregio)?
Io non fumo e non ho mai fumato...e di questo ne vado FIERISSIMO perchè è indiscutibilmente un pregio. Eppure non sento il bisogno di ribadirlo davanti ai fumatori.

E in più, da amante del web, oltre che professionista del settore, ho davanti agli occhi l'impoverimento portato dall'avere pochi poli di scambio di informazione.E sono felice che Paolo Attivissimo abbia un proprio blog, e non si affidi invece a Facebook per condividere i propri scritti.

Una cosa non esclude l'altra. Ci sono tantissimi siti che si appoggiano a FB per far sapere i loro aggiornamenti. E' un male? Paolo probabilmente non lo fa per motivi di tempo e per evitare scocciature...ma se lui pubblicasse su FB i link ad ogni nuovi articoli, sicuramente avrebbe tanti lettori in più.
Inoltre pare che iscrivendosi a FB uno DEBBA caricare le proprie foto come se qualche strano software iniziasse a sfogliare le cartelle del vostro pc.

Non volete vostre foto su FB? Non mettetene. Le mette un vostro amico? Se conosce la vostra "fissa" per la privacy o non le metterà oppure le toglierà di buon grado dietro vostra richiesta.

FB è uno strumento potentissimo ma molti dei suoi effetti sono dovuti a chi lo utilizza.

(ah, un applauso a quei campioni che rendono private le foto ma lasciano pubblica la bacheca su cui ... pubblicano le foto :D)
Taggare le foto: lo scopro, certo, ma solo se mi connetto. Io sono stato taggato, e non ne avevo idea. Mi connettevo infatti ogni paio di mesi: una volta connesso, ho visto foto che non avevo messo io e l'ho scoperto,e ho potuto rimuovere il tag. Taggare è una cosa pesante perchè significa legare nome e cognome ad una foto (un tabù, solo 7 o 8 anni fa): se uno pubblica una foto in cui ci sono anche io non sta facendo nessuna unione (se lo fa in una eventuale commento lo fa di sua volontà, non viene istigato a farlo come mettendogli a disposizione un apposito strumento).
Basterebbe che il tag non divenisse pubblico prima che il taggato approvasse, sarebbe una semplicissima regola di civiltà. Non trovi? Ma non viene applicata.
Per quanto riguarda la questione "Se la gente dà la password sono affari suoi", o "Se da i suoi dati", non mi ha mai convinto. E' vero, senz'altro, non bisognerebbe cascarci: ma come giudichi uno che ti chiede una cosa che secondo te è inviolabile? Io non bene, anche se non gliela fornisco. Soprattutto se poi mi viene a dire che lui ha deciso che la privacy è un concetto superato.
Ultima cosa, i siti che si appoggiano a Facebook: vorrei far capire che potrebbe essere anche Pippobook, non so gli altri ma io non ne faccio una questione "personale". Il problema è che se un sito per la maggioranza dei navigatori (soprattutto inesperti) incarna internet, questo qualcuno (che potrebbe essere anche onesto e buono come Gandhi, per capirci) dispone del potere di far passare l'informazione che vuole a propria discrezione. E questo, per me, è male. E lo sarebbe anche se fossi io ad avere questo potere al posto di Facebook, non so se riesco a spiegarmi.
Domenico_T ha detto
"(ah, un applauso a quei campioni che rendono private le foto ma lasciano pubblica la bacheca su cui ... pubblicano le foto :D)"

La vogliamo fare una classifica dei comportamenti più stupidi sui social network?
Quello ricordato da Domenico_T non è male. Altre proposte?
Beh un altro mirabile è pubblicare ogni singola cosa che si pensa/fa, cambiare situazione sentimentale al minimo litigio (e ricambiarla 10 minuti dopo quando si fa pace) e poi dire al mondo "fatevi i c***i vostri" *ROTFL*

(tipicamente tali elementi hanno centinaia di "amici")
Io uso facebook perchè, vivendo all’estero, è uno strumento comodo per restare in contatto con i “fioi” – gli amici – che invece sono rimasti a casa.
E per restare più facilmente in contatto con gli amici degli Stati Uniti.
E quel paio di argentini che non sono insopportabili.
E una svedese. E un cinese che fa la spola fra Bejing e Milano (Legnano, per l’esattezza).
Eccetera.
Ogni 2/3 giorni mi connetto a facebook, butto un occhio su come vanno le cose, chiedo notizie, commento sui vari status (statūs, per Accademia) e vedo se qualcuno posta link interessanti. Mando un paio di private messages agli amici piu stretti per sapere come va, se nell’ultima settimana non ci siamo scritti e-mails. In meno di mezz’ora ho finito.
Se non esistesse facebook, userei myspace o qualcosa d’altro, che lo sostituirebbe.

Insomma, tutto questo per dire che per me che facebook esista non è un problema. Anzi, mi sembra un’affermazione abbastanza sciocca.
@ Francesco
lo scopro, certo, ma solo se mi connetto. Io sono stato taggato, e non ne avevo idea. Mi connettevo infatti ogni paio di mesi: una volta connesso, ho visto foto che non avevo messo io e l'ho scoperto,e ho potuto rimuovere il tag.

Intanto l'hai scoperto. Invece se questa cosa fosse successa sul blog Splinder del tuo amico, non l'avresti mai saputo.

Taggare è una cosa pesante perchè significa legare nome e cognome ad una foto (un tabù, solo 7 o 8 anni fa):

Però ribadisco una cosa: se una persona tagga un amico con nome e cognome è perchè quell'amico si è iscritto su FB con nome e cognome: già solo in quel momento, ha appena buttato via parte della sua privacy.
Se poi la persona che dice "no, non voglio essere taggato per motivi di privacy" poi ha pubblicato le foto delle sue vacanze al mare o della festa di capodanno (dove magari ci sono altre persone inconsapevoli di essere finite sul web) e le fa vedere a centinaia di "amici"...allora è un'ipocrita.
Per la cronaca: io per principio non pubblico mai foto in cui compaiono miei amici che non sanno di essere stati pubblicati in rete. Se ci sono altre persone con me, mi assicuro prima che a loro non dia fastidio. Ma, più in generale, evito di pubblicarle (soprattutto se penso che possano recar loro imbarazzo).

Basterebbe che il tag non divenisse pubblico prima che il taggato approvasse, sarebbe una semplicissima regola di civiltà. Non trovi? Ma non viene applicata.

Certo potrebbe essere una soluzione più utile (su myspace funziona così). Ma non sono io a fare le regole.

Per quanto riguarda la questione "Se la gente dà la password sono affari suoi", o "Se da i suoi dati", non mi ha mai convinto. E' vero, senz'altro, non bisognerebbe cascarci: ma come giudichi uno che ti chiede una cosa che secondo te è inviolabile?


Semplice: non gliela do. E come non la do ai siti che mi promettono di scoprire chi mi ha bloccato su msn, non la do nemmeno a FB che mi promette di non farne cattivo uso.
Al contrario qui c'è gente che si lamenta di FB che si ruba i dati personali...le stesse persone da cui ogni momento ti arrivano virus e spam perchè loro hanno pubblicato i loro dati chissà dove solo per ricevere una suoneria.

Il problema è che se un sito per la maggioranza dei navigatori (soprattutto inesperti) incarna internet,

Ma chi dice questo?
@ Domenico_T

Beh un altro mirabile è pubblicare ogni singola cosa che si pensa/fa, cambiare situazione sentimentale al minimo litigio (e ricambiarla 10 minuti dopo quando si fa pace) e poi dire al mondo "fatevi i c***i vostri" *ROTFL*

(tipicamente tali elementi hanno centinaia di "amici")


E' la stessa situazione che descrivevo al commento 27, a testimonianza di come sia proprio la gente ad aver dimenticato cosa sia la riservatezza.
Forse io sono all'antica, ma l'immagine di un uomo che piange sul cuscino perchè è stato lasciato dalla donna, è qualcosa che ognuno di noi solitamente condivide solo con le persone più fidate, e spesso nemmeno con quelle. Oggi invece vedo decine di persone che raccontano i loro momenti di crisi (spesso eccessivamente drammatizzati) a tutti i loro contatti, compresi litigi, riappacificazioni, dediche d'amore e insulti verso la controparte (che spesso viene rimossa dagli amici e quindi non può nemmeno leggere)

Guai a non modificare lo status sentimentale dopo che ci si è messi con una ragazza: tutti devono sapere che si è riusciti a fare centro!

E guai a non modificarlo quando ci si molla o anche solo si litiga (non a caso esiste lo status "relazione complicata"): non vorrete mai che qualche ragazza, leggendo lo status "impegnato" tiri dritto...

E poi, appunto, queste persone si lamentano se la gente si fa i fatti loro.
@Replicante Cattivo ...ma anche in generale ;)
Beh, guarda, io foto non ne avevo, perchè mi comporto come te, nè quello taggato magari era il mio vero nome: ma questo lo so io, e sono affari miei, chi consente il tagging presuppone che invece lo sia, e tanto basta. Oppure Facebook consiglia di usare nomi falsi? Non mi pare. Non parlo del mio caso perchè ne abbia avuto un danno reale, ma perchè è esemplificativo di un comportamento scorretto non solo consentito ma incentivato dai padroni di casa. Se su Splinder o su Cattivissimus oltre a taggare le foto vengono pure a casa a picchiarmi, questo non rende corretto il tag "senza botte" di Facebook, che comunque è il sito di cui stiamo parlando. E' chiaro che non fai tu le regole, mica me la prendo con te, ci mancherebbe! :D
Ma se una regola così banale non viene implementata è una scelta, una scelta che qualifica i padroni di casa, così come quella di chiedere dati che non dovrebbero chiedere. Questa qualificazione mi fa decidere, in modo personalissimo, di frequentare altri ambienti.
Mi chiedi chi sia che dice che ci siano milioni di persone che pensano o comunque agiscono come se internet fosse fondamentalmente Facebook e Google: beh, ci sono svariati studi su questo, da poco sono usciti anche dei begli articoli (se ritrovo i link te li mando volentieri, ma basta pensare ad esempio al fatto che moltissimi anzichè "cercare su internet" ormai dicono di "cercare su google"). Pensare alle regole come qualcosa che riguarda solo chi è in grado di distinguere, per cultura, per età, per esperienza, non mi pare una buona idea, perchè chi ha bisogno di protezione sono le persone prive di cultura, i più piccoli, gli inesperti.
Insomma, il "Si salvi chi può" a me non piace. Non mi piace che la gente butti via i propri diritti senza neanche sapere che lo sono (tu lo sai, e io pure, d'accordo, ma giureresti che tutti lo sanno?) e non mi piace che ci sia qualcuno che fa di tutto per spingerli a farlo: sia che sia Facebook, sia che sia qualcosa di molto peggio o anche di un po' meglio. Non sono la causa, d'accordo, sono un effetto dei tempi, ma un effetto che rafforza la causa.
Ho un account su Facebook da almeno due anni e mi connetto saltuariamente, ma abbastanza spesso da riuscire a tenermi aggiornato sulle vicende degli amici che,per un motivo o per l'altro, non riesco a vedere di persona.
In sostanza: appoggio il pensiero di Replicante, ma la questione tag su foto o video è in tutta onestà veramente esasperante.
Ho provato a non connettermi per due settimane (magari per vacanza) e al ritorno mi sono trovato con 10/20 foto nelle quali comparivo in maniera del tutto casuale e/o con espressioni non proprio idilliache e/o in atteggiamenti inguardabili :D
Alla fine ho optato per la soluzione drastica. Le foto e i video in cui sono taggato sono visibili a una sola persona: ME.
Se ci sono foto che mi piacciono particolarmente - magari fatte da amici o amiche che la macchina fotografica la sanno usare sul serio - le salvo e le condivido in un album pubblico.Fine della faccenda :)
Per la serie piove-governo ladro
Faccio rivivere questo post per segnalare che il problema tecnico si è ora trasformato in complottone - anzi, gomblottone! - pluto-massonico!
Secondo un post che sta girando su Facebook tra i più giovini dei miei contatti, la responsabile del cattivo funzionamento del social network più amato degli ultimi 150 anni sarebbe niente meno che..la Gelmini, la quale ha indetto ke dalle 20:30/21:00 fino alle 23:30 si disattivano tutti i contatti di facebook dei ragazzi ke vanno a skuola di tt italia..
A proposito di librofacce: un insegnante di armonia ha imparato sulla propria pelle, almeno credo, che cosa succede a lasciare certi commenti: si finisce su tutti i giornali:

http://tinyurl.com/2fsldtl

Un po' ambigua la sua chiusa: d'ora un po' userà feisbucco solo per svago. Perché, prima pensava di contribuire alla crescita sociale e umana della nazione?
Errata corrige: d'ora in poi.
@Gian Piero Biancoli:
Inoltre ci sono aziende che investono su questo strumento, per cui anche un minimo di risentimento in caso di disservizi (non è questo il caso) può essere giustificabile.

Mica tanto. Vale anche per loro la Clausola di Cat Sitwoy.

@Replicante Cattivo:
1) il voler ribadire di NON essere utente FB, come se fosse un indiscutibile pregio: siamo così sicuri che non essere utenti Facebook sia necessariamente un bene?

Non essere troppo cattivo con il mio conterraneo Mauro, però ;-)

Questo è un pregiudizio bello e buono. C'è gente che usa Facebook in maniera intelligente e utile.

Tu e Domenico_T sicuramente. Ho i miei dubbi sugli altri circa 499.999.998 utenti (me compreso).

Ad esempio, forse voi non avete idea di quanti soldi di sms si risparmiano quando ci si deve organizzare per una cena o un uscita tra amici :)

Su questo hai ragione, infatti per l'ultima cena con gli amici ho speso più di telefono che di cibo.

2) considerare un problema la sua esistenza.
Facebook diventa un problema se in qualche modo incide sulla vita altrui. [...]
Ma, a meno che non voglia dare ascolto a Studio Aperto e Tg5, non mi sembra che Facebook abbia cambiato in peggio il mondo.


Non più di quanto l'abbiano cambiato in peggio Studio Aperto e Straker. Anch'io non considero un problema la sua esistenza (come non considererei un problema la sua non-esistenza). Chi non vuole stare su Facebook basta che non ci stia, punto.

Sinceramente non mi sembra che il mondo sia invaso dalla facebook mania.

Beh, insomma... un po' di facebookmania c'è, a dire il vero.