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149 commenti

Vipere dall’elicottero? No, ma topi sì

No, i serpenti non vengono paracadutati dagli elicotteri. I topi morti imbottiti di paracetamolo sì. Per eliminare i serpenti


Mouse with parachute
Credit: Crateva (Flickr).
Conoscete la leggenda metropolitana secondo la quale le associazioni ambientaliste più radicali paracaduterebbero nei boschi dei sacchetti pieni di vipere, lanciati da appositi elicotteri, per ristabilire l'equilibro della natura intaccato dalla mano maldestra dell'uomo industriale? Risale agli anni Settanta e proviene dalla Francia.

È diffusissima anche in Svizzera e in Italia ed è una leggenda per ovvie ragioni pratiche: il lancio col paracadute tenderebbe a far spiaccicare i rettili. Per non parlare della difficoltà di insacchettare un'elicotterata di vipere e dotarla di apposito paracadute. Che nessuno, fra l'altro, ha mai trovato.

Nonostante la sua assurdità, questa storia è ripetuta frequentemente, citando come fonte un imprecisato amico che lavora in polizia o altra autorità. Come al solito, le leggende metropolitane servono più a raccontare le nostre paure che a raccontare la realtà.

Ma nell'isola di Guam, territorio statunitense sperduto nell'Oceano Pacifico occidentale, la leggenda viene invertita e diventa bizzarra realtà: il Dipartimento dell'Agricoltura statunitense sta paracadutando sulla base navale di Guam topi morti imbottiti di paracetamolo e dotati di transponder (segnalatori radio), affinché i serpenti che infestano l'isola li mangino e muoiano avvelenati dal farmaco, che per loro è veleno. I transponder servono per sapere se l'esca volante viene davvero ingerita.

I serpenti che infestano Guam non sono originari dell'isola (vi arrivarono negli anni Cinquanta) e non avendo predatori naturali si sono riprodotti a dismisura, sterminando gli uccelli dell'isola e causando interruzioni di corrente quando rimangono ingarbugliati nelle linee elettriche (video). Su Guam si ha una delle più alte densità di serpenti al mondo: in media uno ogni 200 metri quadri.

Una volta tanto, una storia che sembra una bufala ma non lo è. Detto questo, vado a scrivermi un promemoria gigante: non visitare Guam. Mai.
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Commenti
Commenti (149)
Beh se non altro non ci saranno serpenti col mal di testa!
O con la febbre piu' che altro ehehe!
Ora sappiamo dove deportare gli sciachimisti.
Poveri serpenti! Paracadutargli sciachimisti è un sistema troppo crudele di ridurre la popolazione!!

Scherzi a parte è sempre deprimente vedere come l'imbecillità umana devasti il pianeta. A Guam il problema è la mancanza di predatori che ha portato ad un eccesso di serpi, altrove la caccia indiscriminata ha portato alla scomparsa di di diverse sottospecie dagli ambienti naturali (alcune esistono ancora in cattività).
Restando in Italia diventa sempre più raro vedere un biacco, una biscia dal collare o una vipera... solo che, dato che i serpi non fanno tenerezza come i cuccioli di lupo, le associazione "ambientaliste" se ne sbattono.
Solo una domanda: i serpenti mangiano i topi morti?
Pensavo che mangiassero solo cose vive, ma magari vista la concorrenza sono diventati di bocca buona ...
Insomma, Paolo Attivissimo non solo è aracnofobo, ma anche erpetofobo.
Che cosa si può paracadutare per fermare la proliferazione di cinghiali dalle mie parti?
Ma invece di buttare dei topi, non potevano chiamare Barry White?

:-)

Questa la capisce solo chi ha visto la puntata dei Simpsons citata nel video linkato da Paolo
Pardòn... "non potevano mettere su un disco di Barry White"
@Sym05
Solo una domanda: i serpenti mangiano i topi morti?
Sì. Ad esempio la vipera uccide il topo con il veleno, che non immobilizza immediatamente il topo stesso che può scappare, anche se non riesce a fare più di tanta strada. La vipera che è sicuramente più lenta del topo va alla ricerca del cadavere e quando lo ritrova se lo ingolla.
il lancio col paracadute tenderebbe a far spiaccicare i rettili

Già. Semplicemente maneggiandoli c'è il rischio di causare loro danni alle vertebre, figuriamoci a lanciarli da un elicottero.

Insomma, Paolo Attivissimo non solo è aracnofobo, ma anche erpetofobo.

Ofidiofobo! ;)
"non visitare Guam. Mai."

Corollario per alcuni:
"non dare l'aspirina alla suocera"
(oppure darla ...)

:-)

Giovanni
Guam, sconosciuta ai piu', e' l'isola piu' vicina alla famosissima Fossa delle Marianne (Mariana Trench), la piu' profonda depressione oceanica della Terra, che si trova a piu' di 10 Km sotto la superficie dell'oceano.
Serpenti... Io li odio i serpenti...
(Paolo "Indiana Jones" Attivissimo).
La storiella delle serpi paracadutiste l'ho ascoltata per la prima volta nel 1958 in Piemonte da una persona che effettivamente aveva parenti stretti in Francia.

Il Dipartimento Agricoltura US dove si procura i topi?
Avrà dovuto impiantare un apposito allevamento?
Attivissimo perchè continui a rispondere a domande che nessuno ti ha fatto?
MarcOriginn perchè continui...?

VAI A LAVORARE, VAI!!
Ricordavo la storia dei serpenti di Guam. Ci sono arrivati negli anni '50, come clandestini, a bordo di aerei militari americani provenienti, se non erro, dalle Filippine. Siccome gli ecosistemi insulari a causa della loro limitata o peculiare biodiversità sono molto più vulnerabili di quelli continentali, si sono riprodotti a dismisura diminuendo drasticamente le popolazioni di uccelli e pipistrelli autoctoni. Inoltre, stando a quanto si dice sul portale Sanguefreddo.net, questa specie non si abitua facilmente a mangiare i topi...
Paracetamolo = principio attivo.
E facciamola un po' di pubblicità: i serpenti si ammazzano con la TACHIPIRINA!!!
(che mio zio chiama simpaticamente caipirinha)
Attivissimo perchè continui a rispondere a domande che nessuno ti ha fatto?

MarcOriginn,

non so se hai notato, ma questo è il mio blog. Scrivo quello che mi va. Se non ti piace, non sei costretto a rimanere.

Certo che se non hai niente di meglio da fare che prendertela con un bloggherino di campagna come me, devi essere messo maluccio. Mi dispiace.
Porca miseria non parlare di guam ho una voglia matta di tornarci, ci vado 3 volte all` anno.
P.s. non sapevo dei serpenti e pensa che sto cercando un appartamento in un condo da comprare
@ Marc Originn
"Attivissimo perchè continui a rispondere a domande che nessuno ti ha fatto?"

Ho provato anche a leggerla al contrario, anche a leggere una lettera si e una no, l'ho data in pasto al mio calcolatore per vedere se celasse un messaggio cifrato... ma non sono riuscito a dare un senso logico a questo intervento.
@L'economa domestica:
> Che cosa si può paracadutare per fermare la proliferazione di cinghiali dalle mie parti?

Obelix (guerriero gallico un po' basso di torace)?
guerriero gallico un po' basso di torace

Questa è bellissima!!!

Ma lol!
Che cosa si può paracadutare per fermare la proliferazione di cinghiali dalle mie parti?

Mele imbottite di paracetamolo?
In realtà con l'elicottero si è trasportato e si trasporta un po' di tutto animali compresi.
Personalmente mi è capitato di caricare pesci, insetti, vacche, cavalli, larve.
Rettili mai ma non sarebbe poi cosi impossibile. Non c'è alcun bisogno di paracadutarli. Basta tenerli appesi alla corda sotto l'elicottero in un contenitore che si sgancia e si apre quando lo appoggi al suolo (si fa cosi con i pesci ad esempio... solo che si apre quando lo appoggi all'acqua).
Quella delle esche avvelenate credo non sia nemmeno una novità assoluta... certo che buttare dall'elicottero in modo indiscriminato dei bocconi avvelenati non mi sembra un buon sistema per fare selezione... ma probabilmente bisognerebbe saperne di più.
Capisco però che la realizzazione del contrappasso di una leggenda metropolitana risulta divertente... aspettiamo di vedere quale leggenda nascerà da questa storia.
@ Gian Piero Biancoli
Ma invece di buttare dei topi, non potevano chiamare Barry White?
:-)

Questa la capisce solo chi ha visto la puntata dei Simpsons citata nel video linkato da Paolo


Io invece ti dico che, senza aver nemmeno guardato il video in questione, ho subito ripensato ai Simpsons, anche se un'altra puntata: quella in cui Bart prende due uova da un nido per farle schiudere (dato che lui ha ucciso la madre che le accudiva), da cui escono due terribili lucertole.
In realtà si scopre che queste sono ghiotte di carne di piccione, e quindi sono viste favorevolmente dalla popolazione.
A quel punto Lisa dice: "Che succederà quando saremo sommersi dalle lucertole?"
Skinner: "nessun problema: sguinzaglieremo ondate su ondate di serpenti spillo cinesi. Le stermineranno loro."
Lisa: "ma i serpenti non sono peggio?"
Skinner: "sì, ma ci siamo premuniti. Arriverà una specie di gorilla che si nutre di carne di serpente".
Lisa: "ma poi rimarranno i gorilla!"
Skinner: "no, questa è la cosa bella: quando arriva l’inverno, i gorilla moriranno tutti per il freddo."
@ Doduz

Obelix potrebbe essere un'idea...
"i serpenti che infestano l'isola li mangino e muoiano avvelenati dal farmaco, che per loro è veleno"

il paracetamolo è un veleno anche per l'uomo... è pericolosissimo ad alte dosi, ed è - ahimè - il farmaco più spesso utilizzato per il suicidio dai sanitari stessi.
in realtà non sono neanche dosi così estremamente alte.
Non serve ingollarsi tutta la scatola, già con sette-otto pastiglie inizia la tossicità.

Certo che come metodo di suicidio non me lo augurerei, un fegato che si spappola temo non sia così indolore :/
@Marcorigeno

Tu non hai la più pallida idea di quante persone chiedano a Paolo di svelare bufale e bufaline. Solo io gli avrò mandato una 20ina di mail in qualche mese e sono abbastanza sicuro di essere finito nella casella Spam :D
In realtà con l'elicottero si è trasportato e si trasporta un po' di tutto animali compresi.
Personalmente mi è capitato di caricare pesci, insetti, vacche, cavalli, larve.


Ma volontariamente o sono saliti loro di nascosto?
(Per pesci, vacche e cavalli la precisazione è superflua...)
Per Gian Piero Biancoli

(Marc Originn) "Attivissimo perchè continui a rispondere a domande che nessuno ti ha fatto?"

Ho provato anche a leggerla al contrario, anche a leggere una lettera si e una no, l'ho data in pasto al mio calcolatore per vedere se celasse un messaggio cifrato... ma non sono riuscito a dare un senso logico a questo intervento.


Sì con l'accento.
Il titolo "No, i serpenti non vengono paracadutati dagli elicotteri. I topi morti imbottiti di paracetamolo sì" presuppone la domanda: "È vero che paracadutano serpenti?".
MarcOriginn aveva già attaccato Paolo Attivissimo qui, con lo stesso argomento. Come vedi, un folletto a corto di fantasia.
@Gian Piero

sembra suonare meglio così: "fatto ha ti nessuno che domande a rispondere a continui perché Attivissimo?"
Per Thhh


Certo che come metodo di suicidio non me lo augurerei, un fegato che si spappola temo non sia così indolore :/

Parafrasi semiseria della frase: "se un giorno dovessi suicidarmi, non mi augurerei di farlo col paracetamolo". Thhh, guarda che il metodo di suicidio lo scegli tu, a differenza della morte naturale. Ce ne sono di dolorosi e di indolori.
Mi correggano i medici che leggono questo weblog, ma io so che il fegato non ha terminazioni nervose. Anche se gravemente ammalato, ad esempio a causa della cirrosi epatica, non provoca dolori avvertibili.
Anche perchè gli ultimi famosi che hanno preso un volo per GUAM non è che abbiamo fatto una bella fine! :D
Lost, op.cit.
Proposta a chi segue e commenta il blog di Paolo Attivissimo: marcoorigin è chiaramente un troll di infimo livello, che cerca un po’ di notorietà e l’approvazione degli utenti/admin dell’altro luogo dove posta. Immagino si senta un grande eroe per avere il coraggio di venire a fare figure di palta ripetute - e ridicole in sommo grado – sul blog dell’arcinemico dell’idiozia eletta a sistema. (quando dico idiozia eletta a sistema mi riferisco, naturalmente, al triste sito in cui marcoriggin ha il suo campo base e da cui lancia le sue patetiche provocazioni, che puntualmente si trasformano in imbarazzanti dimostrazioni di ignoranza completa da parte di marcorigin stesso).
Propongo di evitare ogni risposta al suddetto minitroll, salvo ovviamente quando commenti in maniera sensata o pertinente.
Dichiaro perciò oggi primo giorno dell’operazione “ignora marcoriggin”, ed inizio diventandone il primo partecipante.
A proposito di marcoriginn mi è sorto un dubbio: che sia uno dei tanti "fake" de O'Commmandante?
Per Alexandre

...Dichiaro perciò oggi primo giorno dell’operazione “ignora marcoriggin”, ed inizio diventandone il primo partecipante.

Finché si tratta di un singolo articolo, coi suoi commenti poche righe sopra, può funzionare. Con articoli nuovi no: la gente ha poca memoria, e giungono sempre nuovi commentatori.
@ Accademia

Si, ma io sono un inguaribile ottimista.
Noooo! Paolo è aracnofobo e ofidiofobo????
Devi superare queste paure dovute alle superstizioni! :)

Certo che come metodo non è molto furbo quello di lanciare topi avvelenati...la carne di topo è mangiata da molti altri animali...
@Elragno
In realtà una disciplina che si chiama “psicologia evoluzionista” (o una roba del genere, evolutionary psychology comunque) dice che molti comportamenti, tipo la paura dei ragni, sono figli dell’adattamento: http://en.wikipedia.org/wiki/Evolutionary_psychology
Per Alexandre

In realtà una disciplina che si chiama “psicologia evoluzionista” (o una roba del genere, evolutionary psychology comunque) dice che molti comportamenti, tipo la paura dei ragni, sono figli dell’adattamento:

Be', anche la tendenza all'obesità: permette di affrontare le carestie. Va' a dirlo alle persone che prendono un chilo per un cracker...
Linguaggio un po' troppo parlato: prendono = aumentano di.
Linguaggio un po' troppo parlato: prendono = aumentano di.

Accademia, i commenti dei blog vengono considerati discorso scritto. Allarga un po' la tua manica, altrimenti la mano ti va in necrosi :-)
@Elragno

Certo che come metodo non è molto furbo quello di lanciare topi avvelenati...la carne di topo è mangiata da molti altri animali...

da quel che ho capito lì come predatori ci sono *solo* i serpenti (a parte l'uomo, ovviamente...)

@Alexandre

molti comportamenti, tipo la paura dei ragni, sono figli dell’adattamento

ok, ma... a che serve avere paura di un ragnetto?!?
la mano ti va in necrosi

è niente al confronto delle necrosi andrologiche che il caro acca causa...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
50 serpenti all'ettaro? cioé > 2.5 milioni sull'isoletta?

gli americani non hanno mai avuto dimestichezza con le resistenze.

o che abbiano un sostiututo del paracetamolo da piazzare? :)

(avevo dimenticato il punto interrogativo...e con accademia sempre in agguato...:)
ok, ma... a che serve avere paura di un ragnetto?!?

Siano date due popolazioni di Homo sapiens, A e B.
Gli appartenenti ad A sono portati ad avere confidenza con creature del suolo piccole e pelose, gli appartenenti a B sono portati a fuggirle.
Nell'arco di una generazione, i bambini di A hanno il 2 % in più di probabilità di venire morsi da un ragno; ogni puntura ha lo 0,2 % di probabilità di generare uno shock anafilattico e lo 0,3 % di infettarsi per il continuo grattare.
Conclusione: nell'arco di un centinaio di generazioni, A si estingue.

(I numeri sono a caso, neh)
uhm, ok, ma questo non dovrebbe valere per tante altre cose di cui non si ha orrore, per esempio non si ha orrore di un tornado, di un eruzione eccetera eccetera, magari paura, ma quel fortissimo senso di repulsione che porta ad "uccidere più volte un ragno che abbiamo già ucciso" è diverso...
un eruzione

l'apostrofo, imbecille!




^____________^
Forse perchè tornado e terremoti sono eventi rari, e quindi non hanno la possibilità di "fissarsi" nella memoria della popolazione. L'incontro con le bestiole invece è (era) cosa quotidiana.
Inoltre il tornado colpisce te o un altro indipendentemente da come ti comporti: il ragno invece morde in modo diverso a seconda di come ti comporti.
E poi qui forse bisogna chiamare gli psicanalisti

(uan congiunzione e tre avverbi di fila: che orrore)
mi hai fatto venire in mente una cosa, che però ricordo un po' nebulosamente.. mi pare di aver letto che per Freud la paura isterica delle donne per topi, ragni, eccetera aveva a che vedere con una qualche forma di paura vaginale*

*questo è un blog per famiglie per cui chi deve capir capisca :)
azz telepatici :)
più vulvare che vaginale, direi
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Ora che mi hai messo la pulce, anzi il ragno, nell'orecchio: d'accordo per l'associazione ragno peloso=quella cosa là che inizia per v, però mi sembra di ricordare che il topo, e ancor più il serpente, col suo strisciare veloce e insinuarsi dappertutto dal di sotto terrorizzi il gentil sesso perchè è inconsciamente associato al membro virile.
Ma io non sono uno pisicologo, per cui...
Questo sarebbe un blog per famiglie?
ehehehehe sì comunque era accennata soprattutto la paura della penetrazione

oh poi Freud era un grande, ma è anche figlio della cultura e della scienza di fine 19esimo inizio 20esimo secolo, quindi di castronerie ne ha detto anche lui :)
era accennata soprattutto la paura della penetrazione

o desiderio inconscio, oddio comincio a parlare come uno psicologo :)
"figlio della cultura e della scienza di fine 19esimo inizio 20esimo secolo, quindi di castronerie ne ha detto anche lui :)"

O tempora o mores....chissà cosa diranno nei prossimi secoli della nostra scienza... bender solo lo sa :)
Per theDRaKKaR

oh poi Freud era un grande, ma è anche figlio della cultura e della scienza di fine 19esimo inizio 20esimo secolo, quindi di castronerie ne ha detto anche lui :)

Temo tu sia vittima di un mito, una moda culturale che non tramonta mai. Hai mai letto un saggio di Sigismondo Freud per intero, al di fuori di quelli che parlano strettamente di malattie mentali?
Io ho avuto il piacere con Un ricordo d'infanzia di Leonardo da Vinci e Sul perturbante; il suo gusto per la congettura basata su congetture che sono costruite su altre congetture che derivano da ulteriori congetture lo avvicina moltissimo ai complottiosti di oggigiorno. In compenso, la sua prosa è avvincente e di una limpidezza invidiabile.

Al di là della valutazione estemporanea, qualsiasi addetto ai lavori se interpellato ti dirà che la psicanalisi non è una scienza, sotto qualsiasi punto di vista la si studi. Freud era medico? Sì, come Arthur Conan Doyle, ricordato oggi più per il suo contributo alla letteratura che per la cura delle malattie.
acca non ho capito quale sia il mito associato a Freud
Mongoose
Per pico

E per chi non mastica l'inglese si dice mangusta.
Per theDRaKKaR

acca non ho capito quale sia il mito associato a Freud

A Freud come persona, forse nessun mito. Alla psicanalisi purtroppo sì: viene tirata in ballo anche per questioni serie che nulla hanno da spartire con questa disciplina basata su miti letterari e nulla più. Un esempio è questo profilo psicanalitico del costruttore di una serie di miniordigni esplosivi finiti nelle mani di bambini, battezzato dai giornalisti italiani Unabomber; autore, un tal Francesco Ronco :

http://www.repubblica.it/online/cronaca/nutelladue/profilo/profilo.html

(Da "Scrive Ronco nell'appunto del Ris" in poi; ho lasciato in chiaro il link per sottolineare la serietà dei responsabili di Repubblica online nel trattare di cronaca nera).

Se Francesco Ronco rimanesse disoccupato, ne sono certo, abbraccerebbe qualche forma di complottismo. Il gusto per le teorie campate in aria è in lui già molto spiccato. :-)

Inutile dire che il costruttore di evidenziatori esplosivi è ancora a piede libero. Con metodi d'indagine del genere, mi stupirebbe il contrario...
Riformulo: Alla psicanalisi, purtroppo, molti, troppi miti.
Ho guardato la checklist della fauna dell'isola, ed in effetti non sono molti i predatori di topi (i predatori sono più specializzati nella pesca inoltre l'isola è piena di gasteropodi endemici!), ma alcuni rapaci notturni ci sono.
Anche io sapevo della fobia dei ragni collegata ad una qualche fobia di tipo sessuale, ma non ho mai cercato attivamente (ma io che li allevo? Forse sono un maniaco sessuale!)
L'esempio di martinobri potrebbe essere giusto, se non fosse che la stragrande maggioranza degli aracnidi possiede un veleno innocuo e la percentuale di morsi->morti è irrisoria. Si moriva molto di più per altri motivi.
Visto che siamo in tema, la fobia per gli insetti invece è originata dall'accostamento cibo avariato->vermi e mosche->diarrea e altri problemi intestinali.
Per Elragno

Anche io sapevo della fobia dei ragni collegata ad una qualche fobia di tipo sessuale, ma non ho mai cercato attivamente (ma io che li allevo? Forse sono un maniaco sessuale!)

Curiosità mia: ha qualche utilità economica allevare ragni? O è solo un hobby come un altro, come avere a casa un gatto o un canarino?
Risvolti economici si hanno quando se ne allevano molte specie esotiche (non costose da piccole, ma in grande numero per ogni accoppiamento), ma la mia, come quella della maggior parte degli allevatori, è una semplice passione unilaterale: noi ci occupiamo del ragno, forniamo tutti i parametri per un allevamento corretto, ne apprendiamo i comportamenti e loro ci danno "solo" la soddisfazione di vederli crescere sani per giungere fino all'accoppiamento (ovviamente non ci danno affetto come un cane o un gatto).
Al momento ho in prevalenza specie nostrane, dato che una legge incompleta (ingiusta no, solo che manca una lista con l'elenco delle poche specie pericolose non allevabili) vieta la compravendita di qualsiasi aracnide considerato pericoloso. Prendendo letteralmente la legge io potrei contrarre la contravvenzione (molto alta) per una semplice zecca chiusa in un barattolo...
ecco da dove vengono i famosi fanghi di alga guam:-)..ma inserire nell'isola delle manguste o dei falchi non era più semplice?bah
ma inserire nell'isola delle manguste o dei falchi non era più semplice?

Non sono un esperto, ma vedendo esempi precedenti, credo che un'idea del genere sia stata scartata perchè le manguste o i falchi si sarebbero orientati nel cacciare prede più semplici, ovvero le specie indigene dell'isola.
Questo perchè non li conoscono e non li classificano come predatori.

Un po' quello che è successo in Australia quando sono state introdotte le volpi per cacciare i conigli.

Dei conigli se ne sono altamente fregate, andando invece a sterminare gli animali nativi.
@acca:
Il mito della psicanalisi deriva dal fatto che ha definitivamente smantellato con successo una concezione culturale di tipo "antropocentrico", nel senso che alla fine della fiera (delle scoperte scientifiche), l'uomo non era neanche più padrone della propria psiche, dopo essersi scoperto parente della scimmia e non al centro dell'universo. Se si va a cercare nella cronaca dell'epoca si leggono tante persone di buon senso, intelligenza e cultura affermare che era una sciocchezza dire che si possono avere pensieri non consapevoli che condizionano il proprio comportamento.
Inoltre, oltre ad aver "attaccato" la presunzione antropocentrica, la teoria non era sostenuta da evidenze sperimentali, ma era totalmente speculativa e quindi si prestava facilmente, e giustamente, a critiche. Ciò ha comportato un irrigidimento delle parti. Purtroppo non era facile allora fare ampli studi sulle persone in ambito neuropsicologico. Solo ora si comincia, grazie agli avanzati strumenti diagnostici, ad osservare il funzionamento del cervello in relazione alle dinamiche psicologiche.

Poi, la psicanalisi è una teoria di più di 100 anni fa. Se si leggono le lezioni di Freud si ha la stessa impressione che scaturisce dalla lettura di altri grandi come Darwin e Newton, grandi intuizioni, grandi scoperte e anche grandi cazzate :D
La psicologia è andata avanti e ha messo da parte tante cose sostenute da Freud, ciò non toglie che Freud sta alla psicologia come Darwin alla zoologia: l'inconscio e la selezione naturale esistono davvero.

PS Se proprio lo vuoi sapere, caro il simpatico acca, ho letto qualcosa di Freud e ho letto anche qualcosa di critica a Freud


@Marco

Non puoi combattere l'inserimento di specie non autoctone con l'inserimento di altre specie non autoctone!
In Toscana, per alcuni anni, si è raccontato, oltre che delle vipere, anche di CINGHIALI paracadutati...Ve lo vedete un bestione di 150 kg urlante che si contorce a centinaia di metri dal suolo attaccato ad un paracadute che precipita nei boschi di conifere e latifoglie dell'appennino tosco-emiliano?
bellissimo..

poi urlerebbero da morire
Per theDRaKKaR

La psicologia è andata avanti e ha messo da parte tante cose sostenute da Freud, ciò non toglie che Freud sta alla psicologia come Darwin alla zoologia: l'inconscio e la selezione naturale esistono davvero.

La psicologia esisteva prima di Freud e ha continuato a esistere dopo la sua morte; Wilhelm Wundt precede Freud di vari decenni. Non tutte le correnti di ricerca della psicologia sono state influenzate dalle dottrine della psicanalisi.
Anche se l'inconscio esistesse, non è detto che abbia tutta quella importanza che Freud e seguaci vi ripongono.

PS Se proprio lo vuoi sapere, caro il simpatico acca, ho letto qualcosa di Freud e ho letto anche qualcosa di critica a Freud

Dovresti leggerti un po' di più del secondo, mi sa che era troppo blando. Prova con Thomas Szasz, in particolare Il mito della psicoterapia: lì non esistono mezze misure.
Freud sta alla psicologia come Darwin alla zoologia

L'evoluzione riguarda tutti i viventi, non solo gli animali. Ma non facciamo i pedanti (absit iniuria verbis).

Accademia, comunque la psicanalisi un risvolto positivo ce l'ha. Mi consente di dire a mia moglie, quando mi racconta cosa ha sognato: "Vedi, cara, questo tuo sogno dimostra inequivocabilmente che ho ragione quando dico che ti manca qualche rotella"
Per completezza: in Romania (la mia consorte è dell'Oltenia) dicono "Ti manca qualche doga"
@acca

La psicologia esisteva prima di Freud e ha continuato a esistere dopo la sua morte

Sì...

Wilhelm Wundt precede Freud di vari decenni.

Sì...

Non tutte le correnti di ricerca della psicologia sono state influenzate dalle dottrine della psicanalisi.

Non tutte.

Anche se l'inconscio esistesse,
Ti riferisci all'inconscio freudiano? Perché che ci siano processi inconsci, o automatici, o impliciti è fuori di dubbio.

non è detto che abbia tutta quella importanza che Freud e seguaci vi ripongono.
Per quanto riguarda Freud, facile criticarlo dopo 100 anni di progressi scientifici. Critichiamo aspramente anche Darwin o Newton, per par condicio :)

Per quanto riguarda i "seguaci", è evidente che uno psicologo rimasto fermo agli insegnamenti di Freud è equivalente ad un fisico rimasto fermo agli insegnamenti di Newton. Perlomeno stravagante! Ma ce ne sono tanti?

Comunque visto che ti preme sottolineiamo che una visione solo freudiana è incompleta e parzialmente sbagliata.

Chiosa finale:

Mi sembra di capire che tu sia antifreudiano. Ma tieni presente che sminuire Freud è simile a sopravvalutarlo. Diciamo che è un fardello che ti porti appresso, anche se non ti preclude lo studio della psicologia.
Freud stesso tra l'altro in un capitolo di un suo libro descrive gli antifreudiani dicendo giustamente che il loro passionale antagonismo trascende il mero dibattito concettuale e si chiede quali note abbia lui toccato e si risponde, appunto, che la causa di questi veementi attacchi sia la finale discesa dell'uomo dal suo piedistallo in conseguenza della "scoperta dell'inconscio". Forse è vero, perché, in fondo, se non si crede all'inconscio così come lo vede Freud, non è necessario stracciarsi le vesti.

Oggi diremmo take it easy, la psicologia è una scienza giovane e difficile, ci stiamo lavorando, non ti irrigidire (e non ti entusiasmare).

Il tuo antifreudianismo mi ricorda l'antipsichiatria :)
L'evoluzione riguarda tutti i viventi, non solo gli animali. Ma non facciamo i pedanti (absit iniuria verbis).

Giusto. Tra l'altro Darwin era un grande appassionato di animali, ma anche di piante. Me ne sono reso conto leggendo il suo resoconto (sic) "Viaggio di un naturalista intorno al mondo".
Probabilmente la giusta definizione di Darwin, se fosse vivo ora, sarebbe biologo.
Probabilmente la giusta definizione di Darwin, se fosse vivo ora, sarebbe biologo.

Se posso essere pedante anche io, essendo stato anche un esperto di geologia (oltre che di botanica e di zoologia), la definizione più corretta è naturalista, come Darwin stesso, tra l'altro, si definiva.
Per theDRaKKaR

Per quanto riguarda Freud, facile criticarlo dopo 100 anni di progressi scientifici. Critichiamo aspramente anche Darwin o Newton, per par condicio :)

Per quanto riguarda i "seguaci", è evidente che uno psicologo rimasto fermo agli insegnamenti di Freud è equivalente ad un fisico rimasto fermo agli insegnamenti di Newton. Perlomeno stravagante! Ma ce ne sono tanti?


Di psicologi rimasti fermi a Freud, senz'altro.
E ci sono anche tante correnti della psicanalisi, più di un ex partito italiano passato dal 48,5% al 29,7%. Questa non è scienza, questa è religione.

Comunque visto che ti preme sottolineiamo che una visione solo freudiana è incompleta e parzialmente sbagliata.

Nei tuoi commenti sulle paure di topi e di ragni hai sempre citato Freud, mai la psicanalisi anno 2010.

Freud stesso tra l'altro in un capitolo di un suo libro descrive gli antifreudiani dicendo giustamente che il loro passionale antagonismo trascende il mero dibattito concettuale e si chiede quali note abbia lui toccato e si risponde, appunto, che la causa di questi veementi attacchi sia la finale discesa dell'uomo dal suo piedistallo in conseguenza della "scoperta dell'inconscio".

Sostituisci antifreudianii con sbufalatori, e sostituisci "finale discesa dell'uomo dal suo piedistallo" con "versione ufficiale", magari aggiungendo la ciliegina che "fa acqua da tutte le parti", e avrai la pagina d'inizio di un sito complottista. Uno qualsiasi, alla fine son tutti uguali.

Oggi diremmo take it easy, la psicologia è una scienza giovane e difficile, ci stiamo lavorando, non ti irrigidire (e non ti entusiasmare).

Tu che lavori col software e la programmazione: il Plankalkül di Konrad Zuse è ancora più giovane, del 1943. Eppure possiamo comunicare qui, i computer e i programmi funzionano. Le teorie psicanalitiche non l'hanno ancora dimostrato.

Il tuo antifreudianismo mi ricorda l'antipsichiatria :)

Una cosa non esclude l'altra, infatti.
mi permetto di intervenire in questa diatriba su freud..

l'accademia dei (molto) pedanti, sostiene - giustamente - che la psicoanalisi non è una scienza: niente di più vero! è, se vuoi, una dottrina filosofica molto rigorosa che cerca di capire il funzionamento di quella cosa lì che ci separa le orecchie in tante delle sue manifestazioni: dallo sviluppo ontogenetico, allo sviluppo di una malattia mentale e allo studio della normalità. per gli (pseudo)integralisti della scienza non è facile da mandare giù, ma la scienza (almeno intesa in senso positivista) non riuscirà mai a dare ragione di ciò che succede nel nostro cervellino fino in fondo, anche perchè - essa stessa - ammette tra le sue teorie l'indeterminazione della realtà, il chè è paradossale!

freud è senza dubbio superato, dagli psicoanalisti stessi.. le sue concezioni del modello idraulico della mente lasciano un po' a desiderare.. ma è sconcertante come alcune delle sue più ardite teorie (l'evoluzione della psicopatologia e le teorie del complesso edipico) abbiano trovato riscontro in studi recenti con una metodologia rigorosamente scientifica.

in sostanza: sostenere che la psicoanalisi è una scienza è una castroneria.. come lo è dire che è una religione
@Alfred
la definizione più corretta è naturalista, come Darwin stesso, tra l'altro, si definiva

Niente, non mi è riuscita la definizione di Darwin :D però se non dico un'altra castroneria lui e quelli come lui allora erano chiamati filosofi naturali
Tra l'altro se non ricordo male è lui che ha dato per primo la spiegazione di come si formino gli atolli, o mi sbaglio ancora? La mia memoria non m'aiuta.

@Acca
Nei tuoi commenti sulle paure di topi e di ragni hai sempre citato Freud, mai la psicanalisi anno 2010.

Riporto: oh poi Freud era un grande, ma è anche figlio della cultura e della scienza di fine 19esimo inizio 20esimo secolo, quindi di castronerie ne ha detto anche lui


Sostituisci antifreudianii con sbufalatori, e sostituisci "finale discesa dell'uomo dal suo piedistallo" con "versione ufficiale", magari aggiungendo la ciliegina che "fa acqua da tutte le parti", e avrai la pagina d'inizio di un sito complottista. Uno qualsiasi, alla fine son tutti uguali.


Può darsi, ma tu perché che l'hai tanto con la teoria dell'inconscio di Freud e non con la "pangenesi" di Darwin? Una spiegazione te/ce la devi dare...

@Paolo

Che poi è il problema delle scienze umane: l'economia, l'antropologia. Gli integralisti delle scienze fisiche infatti non vorrebbero neanche chiamarle scienze.
@theDRaKKaR
Niente, non mi è riuscita la definizione di Darwin :D però se non dico un'altra castroneria lui e quelli come lui allora erano chiamati filosofi naturali
Tra l'altro se non ricordo male è lui che ha dato per primo la spiegazione di come si formino gli atolli, o mi sbaglio ancora? La mia memoria non m'aiuta.


Tutto esatto! ;)
Fu proprio durante il suo viaggio sul Beagle che formulò per la prima volta una teoria sulla formazione degli atolli.

A Darwin si deve pure il merito, anche se è poco noto, di essere stato uno dei primi studiosi ad occuparsi di ecologia del suolo, comprendendo l'importanza fondamentale dei lombrichi quali ecosystem engineers.
Spettacolo indimenticabile quello di
un bestione di 150 kg
che dopo aver urlato si slaccia fibbie, cinture, cinghie e bretelle, avvolge il paracadute e lo porta alla cinghiala affinché ne ricavi lenzuola.
Per Paolo

ammette tra le sue teorie l'indeterminazione della realtà, il chè è paradossale!

Il che.
Sull'indeterminazione della realtà, lascio la parola a persone che ne sanno più di me. Descritta così come la descrivi tu, infatti, sembra che la scienza punti al Superenalotto.

ma è sconcertante come alcune delle sue più ardite teorie (l'evoluzione della psicopatologia e le teorie del complesso edipico) abbiano trovato riscontro in studi recenti con una metodologia rigorosamente scientifica.

Di quale riscontro parli? Lasciamo perdere l'evoluzione della psicopatologia, che è decisamente vago come concetto. Quali i riscontri del complesso di Edipo?

in sostanza: sostenere che la psicoanalisi è una scienza è una castroneria..

Forse ti sorprenderà sapere che sono gli stessi psicanalisti a dirlo. Non tutti, per fortuna, ma chi lo fa, non mi pare l'ultimo arrivato.

come lo è dire che è una religione

Insomma, Freud è un pioniere, e Adler, Jung e Ferenczi non sono eretici o deviazionisti, oh no! Sono solo discepoli che hanno ampliato i suoi orizzonti, nella realtà i quattro sono usciti regolarmente a cena in allegra brigata fino alla fine dei loro giorni.
Per theDRaKKaR

Riporto: oh poi Freud era un grande, ma è anche figlio della cultura e della scienza di fine 19esimo inizio 20esimo secolo, quindi di castronerie ne ha detto anche lui

Se avessi accennato a teorie psicanalitiche più moderne, avrei criticato quelle. Di persone stimate e considerate uomini di scienza a cavallo fra XIX e XX secolo, e oggi dimenticate assieme alle loro teorie, ce ne sono parecchie: ad esempio il professore di fisica Prosper-René Blondlot, lo scopritore dei raggi N.
Non capisco questa resistenza ad ammettere che Freud era un Blondlot delle neuroscienze, e a voltare pagina.

Può darsi, ma tu perché che l'hai tanto con la teoria dell'inconscio di Freud e non con la "pangenesi" di Darwin? Una spiegazione te/ce la devi dare...

Non so esattamente cosa sia la pangenesi di Darwin. A pelle, mi pare che il britannico Darwin era molto più prudente nell'avanzare le sue teorie del borioso austriaco Freud, che le presentava come dati acquisiti.
@Acca

Ho capito, sei un antifreudiano. Non cercare però di convincermi che Freud fosse una specie di ciarlatano, perché tanto vale che cerchi di convincermi che il 2012 sarà l'armageddon...
Per theDRaKKaR

Ho capito, sei un antifreudiano. Non cercare però di convincermi che Freud fosse una specie di ciarlatano, perché tanto vale che cerchi di convincermi che il 2012 sarà l'armageddon...

Non mi interessa Sigmund Freud, che morì in esilio a Londra nel 1939. Intèrrogati piuttosto sui nipotini, alcuni dei quali sono pagati dal contribuente italiano per stendere questo profilo: «La problematica di Unabomber risalirebbe alla sua infanzia. A quella delicatissima fase dello sviluppo psichico che va sotto il nome di fase anale. L'esplosione di per sé rimanda ad una precisa problematica anale, a chi ha subito delle frustrazioni in questa delicatissima fase dello sviluppo. "Unabomber" ha sofferto di encopresi». E ancora: «Unabomber ripropone attraverso le sue azioni la situazione traumatica vissuta nell'infanzia. Colpisce le donne, perché una madre troppo severa è forse all'origine della sua frustrazione anale» (op.cit.).

Gli oroscopi e le profezie di Nostradamus hanno perlomeno una loro inconcludenza intrinseca, una leggiadria di linguaggio e di immagini che alla psicanalisi manca.
Va da sé, il responsabile delle bombette camuffate sparse per il Veneto di queste ricostruzioni da Cottolengo se ne infischia. Forse chissà, con le centurie di Nostradamus o l'astrologia...
Non voglio ripetermi, per cui cfr. il mio messaggio precedente.
Per essere uno che nel 2006 è stato sottoposto al test di Rorschach allo scopo di stilare un profilo psicologico (una cosa seria, non per gioco), sono d'accordo con Acca.

I seguaci del Sigmund, pagati dal contribuente, per quanto riguarda la mia personalissima esperienza, fanno un lavoro di dubbia utilità... e mi sto sforzando di usare eufemismi.

E poi basta con questa morbosa fissazione per il membro, tutto rimanda al simbolo fallico: avran mica dei problemi?
@Accademia dei pedanti:

"Il nostro uomo è probabilmente di età fra i trenta ed i cinquant'anni, ma potrebbe essere più giovane o più anziano, probabilmente ma non certamente di statura sotto la media. [...] Ha maturato una notevole conoscenza degli esplosivi.[...]" Sguardo a destra e a sinistra, "Ci sono domande?"
Si alza una mano. "Prego"
"Questo individua almeno tre quarti della popolazione friulana."
E un altro quarto è escluso perché sotto i 15 anni :)
"Antropologia"... Mi chiedo che utilità abbia una disciplina in cui qualunque risultato con applicazioni reali vada per definizione cestinato...

Una scienza... Disneyana.

Anzi... peggio che disneyana: Il favoloso PDP spesso e volentieri definisce Rockerduck "Marrano" un antropologo non può neanche andarci vicino a dire la verità.
@L'accademia dei Pedanti

beh.. mi sembra evidente che di epistemologia ne sai poco.. anche perchè non diresti in modo ironico (?) che la scienza (così come l'ho messa giù io) si occupa di Superenalotto.. in realtà, tra l'altro, è così: la statistica prevede le probabiltà che un dato avvenimento accada (o non accada) non c'è magia nel Lotto! ma mi riferivo, molto più precisamente, al principio di indeterminazione di Heisenberg.. meccanica quantistica. (.. "non è possibile conoscere nello stesso momento velocità e posizione di una determinata particella") LUI ha rivoluzionato la scienza (e non solo) e alla teoria generale dei sistemi complessi di von bertalanfy. teorie di fisica moderna che evidentemente non mastichi. dopo di queste 2 teorie newton e compagni sembravano gli scopritori dell'acqua calda. (vedi anche: A. Einstein, Bohr, II principio della termodinamica, geometrie non euclidee, teoria del caos)

per quanto riguarda il complesso edipico e i suoi risvolti scientifici, ti consiglieri di guardare il lavoro di Tronick & Sandler (2005) sul comportamento di figli di madri depresse..(le fasi edipiche son superate da decenni.. bisogna capire il senso di studi fatti 140 anni fa), o la teoria dell'attaccamento di Bowlby.. ma non su wikipedia, quanto magari su qualche testo. ti consiglierei, inoltre, di soffermarti sull'Infant Research e sui suoi obiettivi.
in ultimo, per quanto riguarda la psicopatolgia ti consiglio un testo a cura di Gherardo Amadei "come si ammala la mente" edito da Il Mulino.. magari ti aiuterà a capire cosa s'intende per evoluzione della psicopatologia (e a me di essere meno vago)

io credo (IO) che la scienza abbia allargato le braccia nell'ultimo secolo e abbia ammesso che ci sono ambiti in cui - al momento (con i mezzi che abbiamo) - non avrà risultati certi. voglio dire, una cosa così "semplice" come l'essere innamorati di qualcuno, come si può indagare scientificamente? io sono innamorato un sacco di una donna, quanto - mi chiederebbe la scienza? 10 etti? 40 centimetri? si può quantificare? (che poi è quello che richiede la scienza? dubito..)

in buona sostanza credo che da quando Diogene vagava per la città di giorno con una lanterna in cerca dell'uomo, la scienza in 3000 anni non abbia fatto gran balzi in avanti per capire la sostanza dell'uomo...

p.s. il sito che hai linkato (che non conoscevo) pare essere cmq nella mia direzione.. da 10 anni a questa parte c'è un connubio (vincente) tra queste teorie psicoanalitiche e riscontri neuroscientifici che fanno impallidire gli stessi scienziati. fisica, psicologia, filosofia ecc si trovano molto più spesso sulla stessa lunghezza d'onda di tempo fa.. metodi diversi, ma pur sempre stesso oggetto di indagine: la realtà!! (che non esiste, e ce ne faremo una ragione, no??)
Per Paolo

beh.. mi sembra evidente che di epistemologia ne sai poco..

Quel poco che basta per capire che ne sai meno di me.

ma mi riferivo, molto più precisamente, al principio di indeterminazione di Heisenberg.. meccanica quantistica. (.. "non è possibile conoscere nello stesso momento velocità e posizione di una determinata particella")

E già, come ho fatto a non pensarci prima? Un principio che riguarda la fisica delle particelle elementari ha rivoluzionato da solo tutto l'edificio della scienza. Dopo il 1927 biologia, geologia e paleontologia, per fare tre esempi, non sono più state la stesse. Accidenti a Heisenberg!

influenza di indeterminazione di heisenberg si applica a tutte le scienze.

Come no. Anche all'arte pasticcera, già che ci siamo.

LUI ha rivoluzionato la scienza (e non solo) e alla teoria generale dei sistemi complessi di von bertalanfy. teorie di fisica moderna che evidentemente non mastichi.

Meno male che ci sei tu a farmi da luce e guida.

per quanto riguarda il complesso edipico e i suoi risvolti scientifici, ti consiglieri di guardare il lavoro di Tronick & Sandler (2005) sul comportamento di figli di madri depresse..

Non esiste alcun lavoro del 2005 cofirmato da Tronick e Sandler.
Il saggio più simile che ho trovato è: Edward Tronick & Corrina Reck - Infants of depressed mothers, in Harvard review of psychiatry, 2009. C'è solo Edward Tronick, ed è di 4 anni dopo.

(le fasi edipiche son superate da decenni.. bisogna capire il senso di studi fatti 140 anni fa),

Ecco, intanto che tu ti gingilli a capirne il senso, io mi occupo di problemi pratici e della soluzione, se una soluzione c'è. La filosofia da mensile illustrato non mi interessa.

o la teoria dell'attaccamento di Bowlby..

Quando hai tempo mi spieghi che c'entra la teoria dell'attaccamento col complesso edipico.

ma non su wikipedia, quanto magari su qualche testo. ti consiglierei, inoltre, di soffermarti sull'Infant Research e sui suoi obiettivi.

Stai divagando paurosamente. Io parlo dei fondamenti labili e discutibili della psicanalisi, non della ricerca in corso sulla psiche del fanciullo, o dell'adulto, e di chiunque altro.

in buona sostanza credo che da quando Diogene vagava per la città di giorno con una lanterna in cerca dell'uomo, la scienza in 3000 anni non abbia fatto gran balzi in avanti per capire la sostanza dell'uomo...

Bene, allora perché vieni qui a commentare? Vai nei siti di maghe e di venditori di braccialetti dell'equilibrio, i tuoi interessi sono molto più affini ai loro.

p.s. il sito che hai linkato (che non conoscevo) pare essere cmq nella mia direzione.. da 10 anni a questa parte c'è un connubio (vincente) tra queste teorie psicoanalitiche e riscontri neuroscientifici che fanno impallidire gli stessi scienziati.

Appunto: dovresti andare più spesso a impallidire su siti del genere. Proprio non vedo che attinenza ci sia con un weblog di campagna che indaga le bufale. Sai com'è, qui abbiamo la bruttissima abitudine di chiedere prove e riscontri.

fisica, psicologia, filosofia ecc si trovano molto più spesso sulla stessa lunghezza d'onda di tempo fa..

"Molto più spesso [...] di tempo fa". Interessante espressione, qualsiasi cosa significhi. Da consigliare per una tesi di laurea in materie scientifiche.

metodi diversi, ma pur sempre stesso oggetto di indagine: la realtà!! (che non esiste, e ce ne faremo una ragione, no??)

Nemmeno tu esisti. E perché io perda tempo coi deliri di una persona inesistente, proprio non lo so. Forse mi sono lasciato influenzare da un romanzo di Italo Calvino del 1959...
Per Gian Piero Biancoli

Per essere uno che nel 2006 è stato sottoposto al test di Rorschach allo scopo di stilare un profilo psicologico (una cosa seria, non per gioco), sono d'accordo con Acca.

Le macchie di Rorschach però sono state inventate da uno svizzero, Hermann Rorschach, che a quanto pare ebbe labili contatti con Jung e nessun contatto con Freud. Credeva nella psicanalisi, ma in maniera autonoma.
Sull'inconsistenza del test sono d'accordo, ma temo sia effettuato anche da chi è critico nei confronti della psicanalisi.

I seguaci del Sigmund, pagati dal contribuente, per quanto riguarda la mia personalissima esperienza, fanno un lavoro di dubbia utilità... e mi sto sforzando di usare eufemismi.

Giusto. È un weblog per famiglie.

E poi basta con questa morbosa fissazione per il membro, tutto rimanda al simbolo fallico: avran mica dei problemi?

La psicanalisi non avrebbe mai avuto successo se non avesse ficcato argomenti pruriginosi in ogni asserzione. Esattamente come le tv commerciali negli anni Ottanta.
È junghiano più che freudiano il test citato da Gian Piero. E se ci si riferisce agli psicologi quando si dice seguaci di Freud, mi viene in mente che un rogersiano, per esempio, potrebbe offendersi seriamente :)

Oltre l'innamoramento, citato da Paolo, di cui tra l'altro negli ultimi decenni è finalmente cominciato lo studio a livello neurobiochimico, grazie ai progressi nel campo degli strumenti diagnostici, ci sono fenomeni reali molto più "terra terra", che evidenziano come la psicologia di un individuo, e quindi qualcosa di non analizzabile scientificamente secondo Popper, può determinare la salute dell'organismo dello stesso individuo, cioè di qualcosa di ben reale e studiabile scientificamente; per esempio le psicosomatosi, organi perfettamente sani provocano disturbi non distinguibili da quelli causati da organi malati.
Oppure l'ormai notissimo effetto placebo, un condizionamento psicologico che determina modificazioni biochimiche.

Visto che sono lanciato, aggiungo che la psicoterapia, quale che sia, sfrutta lo stesso meccanismo: sicuramente, e ci sono studi al riguardo, il funzionamento di molte psicoterapie è superiore a quello dell'effetto placebo e la domanda che si pongono i ricercatori non è se funzionino, ma "perché funzionano, quando funzionano" e "perché funziona quella invece che un'altra per una malattia e un'altra ancora invece che quella per un'altra malattia" (scusate la pessima resa letteraria).

Questo per quanto riguarda la psicoterapia. Per quanto riguarda le teorie delle dinamiche psicologiche, cioè a dire le varie "psicologie", tutte si rifanno a un principio di base: l'ambiente modella il comportamento. Quindi il compito di dimensioni cosmiche della psicologia è tradurre i comportamenti nelle differenze individuali o, per meglio dire, risalire dai comportamenti alle differenze organiche individuali causate dall'ambiente alle basi genetiche: ci vuole poco a capire che è un'impresa veramente stratosferica.
Più dettagliatamente: a livello biochimico si sa che il cervello è "plastico" e a seconda dell'esperienza cresce e muta, in intensità inversamente proporzionale all'età: a causa di ciò due individui clonati, seppur con enormi somiglianze, non saranno mai identici. Ma è attualmente impossibile, se non in casi particolari, leggere biochimicamente la personalità di un individuo, le sue psicopatologie, eccetera. Se per un medico è abbastanza facile in tanti casi dedurre univocamente e certamente da alcuni segni dell'organismo un'affezione presente o passata, l'analisi dell'organo cervello non porta a grandi risultati, sia per le psicopatalogie meno gravi, quelle che si suole chiamare nevrosi, sia per quelle più gravi, che chiamano psicosi. Invero alcune schizofrenie, alcune demenze, la depressione, si riescono a leggere, ma ci sono tanti casi di malattie mentali anche gravi in cervelli che con gli strumenti diagnostici sembrano totalmente normali.

A questo punto subentra lo psicologo che deve classificare da segni psicologici (e non biochimici o organici, che non ci sono) la malattia e deve, sempre da questi segni, cercare di risalire all'origine. Il primo compito è per tentare una diagnosi e il secondo per tentare una terapia. Questo perché, e ci riallacciamo al concetto di ambiente che modifica i comportamenti, si cerca di fare la cosa uguale e opposta di quel che ha fatto il trauma, cioè si cerca di ricondizionare il paziente: la psicoterapia ricondiziona la personalità del malato e questo significa, secondo lo stesso principio dello sviluppo del cervello, delle psicosomatosi, e dell'esistenza dell'effetto placebo, condizionare la biochimica del cervello.

(1 - continua)
(2 - continua da sopra)

Lo si fa oggi abbastanza alla cieca, goffamente, nebulosamente, col rischio di fallire o forse di fare più danni che riparazioni, ma altri strumenti per ora non ce ne sono: al di fuori della psicoterapia esistono l'elettroshock e le molecole psicoattive, molte delle quali scoperte negli ultimi decenni, strumenti terapeutici che hanno in molti casi un'efficacia molto buona. Tuttavia non sempre funzionano e non funzionano molto bene per tutte le malattie e inoltre essendo le malattie mentali frequentemente già ben cronicizzate all'inizio del trattamento, il supporto psicoterapeutico può essere indicato, oltre che come coterapia, per prendere in cura il paziente nel mentre che la terapia farmacologica cominci a fare effetto e/o come aiuto durante la sospensione di un trattamento.

Poiché dalle esperienze mediche si è visto che nell'ambito delle malattie mentali un approccio multidisciplinare è estremamente più efficace di un apporto settoriale, si sono sviluppate addirittura comunità terapeutiche dove, forse farà sorridere molti, lo psichiatra è affiancato non solo dallo psicoterapeuta, ma da medici, educatori, artisti, sportivi, artigiani, da qualche parte ci sarà pure qualche santone "new-age" :D tutte queste figure servono sempre e solo allo stesso scopo: innescare modifiche psicofisiche nel paziente. Viene cio creato un ambiente terapeutico, per così dire, che, come detto, spazia dalla farmacologia alla socializzazione, passando per la psicoterapia, l'attività sportiva il lavoro ecc.

È doveroso dire che, nonostante tutto, nonostante medicina, psichiatria, psicologia, ecc. nei migliori centri le complete autonomie (nel senso di guarigioni) superano di poco il 40% dei pazienti.

Dopo 'sta bella pappardella penso che non ho più il diritto di replicare sull'argomento :D
Spero per che questo faccia riflettere sulla complessità dell'argomento e sullo sbaglio di tacciare uno psicologo (ad es. Freud) come cialtrone o santone: allora di medicine ce n'erano molte di meno e queste persone tentavano solo di sistematizzare qualcosa che si sapeva già da tanto tempo, cioè che alcuni stimoli ambientali potevano causare e potevano risolvere le malattie mentali. Il compito è, come si è visto, abnorme, come volere operare un appendicite con dei tronchesi, scusate l'immagine cruda, ma se non c'era altro metodo forse valeva la pena tentare. Ora questi tronchesi non saranno bisturi, ma insomma le cose sono molto migliorate, però il compito rimane abnorme: i comportamenti sono effetti enormemente distanti delle loro cause fisiche e questo non aiuta la loro comprensione.

PS Perdonate qualsiasi errore, è un post troppo lungo per non aver scritto un'infinita di orrori grammaticali
Per theDRaKKaR

PS Perdonate qualsiasi errore, è un post troppo lungo per non aver scritto un'infinita di orrori grammaticali

Infinità.

(In realtà scrivo solo per ricordare che il mio commento di stamattina, rimasto in coda di moderazione per più di otto ore grazie al filtro, adesso si può leggere).
perche' il paracetamolo e' un veleno per i rettili? Perche' gli abbassa la temperatura come noi e sono GIA' animali a sangue freddo? :)
@pgc

Poiché non s sa bene nemmeno come funziona sugli umani e perché ha proprietà antipiretiche, penso sia arduo rispondere a questa tua domanda
Urca.
Ho buttato là una spiegazione - che potrebbe avere più o meno un senso – del perchè secondo alcuni studiosi della materia siamo “geneticamente” portati ad avere paura di certi animali, e guarda qua che casino viene fuori.
Ah a proposito, capisco l’obiezione “perchè avere paura di un ragnetto” ma dubito che i ragni originari che spaventavano i nostri antenati fossero quelli che fanno ragnatele sopra gli armadi e mangiano moscerini. Direi più quelli velenosi, tipo quelli che in Australia ti si infilano in casa e... si insomma... questi, per capirci:
http://tizona.files.wordpress.com/2009/05/australia-spider-welcome.jpg
Diciamo che secondo me ha un senso che chi ha un terrore “istintivo” di certe cose ha più chances di sopravvivenza di chi non ne ha. Se un ragno o un serpente ti fanno scappare via, credo che tu abbia una percentuale più alta di vedere il domani di uno che vede un serpente muoversi nell’erba e, mosso da curiosità, ci si avvicina per... boh “studiarlo” meglio. Parlo di qualche decina di migliaia di anni fa, non adesso, con stivali di plastica etc ;P.
Per il resto della discussione, meglio non entrarci, ho imparato che quando si tratta di psicoanalisi è un po’ come parlare di religione, inutile e noioso ;P. (Intendo dire il dibattito fra chi “crede” e chi no, non la psicoanalisi stessa).
@ Mike J. Lardelly (#18)
Sembra che provengano dalle isole dell'Ammiragliato (Papua Nuova Guinea).

@ Orsovolante (#26: "certo che buttare dall'elicottero in modo indiscriminato dei bocconi avvelenati non mi sembra un buon sistema per fare selezione... & @ Elragno (#41: "Certo che come metodo non è molto furbo quello di lanciare topi avvelenati...la carne di topo è mangiata da molti altri animali...")

Infatti potrebbero essere divorati dai granchi o dai varani. E' proprio per questo che vengono *paracadutati* e non semplicemente lanciati. L'idea è che il paracadute si impiglia nei rami e quindi il topo può essere raggiunto dal serpente (arboricolo), ma non dagli altri.

Il serpente si chiama Boiga irregularis.

Per maggiori dettagli e altre informazioni vi consiglio di dare un'occhiata
qui (è da lì che ho tratto le risposte sopra citate; c'è pure una bibliografia se volete avere altri dettagli ancora).
guarda qua che casino viene fuori

È il bello di questo blog e il motivo per cui lo frequento: si impara.
Per Alexandre

Ah a proposito, capisco l’obiezione “perchè avere paura di un ragnetto” ma dubito che i ragni originari che spaventavano i nostri antenati fossero quelli che fanno ragnatele sopra gli armadi e mangiano moscerini. Direi più quelli velenosi, tipo quelli che in Australia ti si infilano in casa e... si insomma... questi, per capirci:
http://tizona.files.wordpress.com/2009/05/australia-spider-welcome.jpg


È già stata avanzata questa spiegazione a proposito di animali come le vespe e i serpenti, lo posso dire perché ho partecipato attivamente alla discussione qui.
Il fatto che alcuni animaletti siano realmente pericolosi per l'uomo non significa che le morti da loro causate siano statisticamente significative. Motogio aveva trovato il numero medio di morti per shock anafilattico da puntura di ape o da morso di vipera in Italia. Fanno ridere. :-D
E nel resto del mondo dubito sia così diverso.

Visto che gli autoveicoli esistono da oltre cent'anni, una fobia logica dovrebbe essere il timore di spostarsi in automobile: lì il pericolo di morte è reale.
Ma le fobie non hanno nulla di logico e razionale, e le teorie volte a spiegarne l'origini a me sembrano, semplicemente, degli alibi per chi ne è affetto e se ne vergogna un po'. Parere personale, eh?

Diciamo che secondo me ha un senso che chi ha un terrore “istintivo” di certe cose ha più chances

Facciamo chance, via. Il plurale in S lasciamolo a inglesi francesi e spagnoli, che non capiscono la bellezza dei sostantivi invariabili al plurale.

Per il resto della discussione, meglio non entrarci, ho imparato che quando si tratta di psicoanalisi è un po’ come parlare di religione, inutile e noioso ;P.

Ah, lo vedi? Però chissà perché se io scrivo che la psicanalisi è per molti aspetti una religione mi danno contro...
Le statistiche attuali non servono a nulla, ne servirebbero di più vecchie...

Il parallelo con gli ultimi 100 anni non funziona: l'evoluzione naturale dell'uomo è stata presa a spallate dal progresso, medico e non e inoltre 100 anni sono molto pochi per sviluppare un adattamento evolutivo.
Per theDRaKKaR

Le statistiche attuali non servono a nulla, ne servirebbero di più vecchie...

Se intendi dire che in molti casi la medicina può evitare che uno shock anafilattico abbia conseguenze letali, e che questi rimedi appena 100 anni fa non esistevano, sono d'accordo. Ma anche così, temo che il numero di decessi a causa di insetti e serpi nell'antichità fosse troppo basso per ipotizzare che la selezione naturale vi abbia avuto un qualche ruolo.

Il parallelo con gli ultimi 100 anni non funziona: l'evoluzione naturale dell'uomo è stata presa a spallate dal progresso, medico e non e inoltre 100 anni sono molto pochi per sviluppare un adattamento evolutivo.

Dici che quattro generazioni circa son poche per selezionare persone con questa fobia? La paura incontrollata di viaggiare su automobili si chiamerebbe ocofobia o amaxofobia; vattelappesca.
Allora mi devi spiegare per quale motivo la paura incontrollata per le iniezioni, che si chiama belonefobia o tripanofobia, esiste già, e non è nemmeno così rara. Capirei se l'individuo avesse paura di tutti gli aghi o gli spilli: no, solo di ricevere iniezioni, che come pratica medica esiste da metà Ottocento.
@Accademia

D’accordo, ma qui parliamo di residui lasciati quando vivevamo fra gli alberi, quando un ragno con un morso ti ammazzava, non per shock anafilattico, ma per il veleno. Idem con i serpenti, etc. Insomma credo (credo) che ragni e serpenti africani non siano precisamente la stessa cosa degli orbettini che vivevano vicino a casa mia.
Pare (pare) (non ricordo lo studio che lo citava, potrebbe essere la University of Virginia) che il nostro cervello sia “istintivamente” in grado di riconoscere certi animali, tipo i serpenti, e che già i bambini ne abbiano una istintiva paura.
Le fobie possono sembrare ingiustificate nel nostro ambiente moderno, di cemento e spazi verdi controllati, ma quando non avevamo le scarpe, pestare un serpente poteva anche essere una pessima idea. E dormendo nelle caverne, qualche rettile in cerca di calore e magari di un bel bambinello tenerello secondo me di tanto in tanto faceva capolino. Insomma, per molto tempo siamo stati prede alla pari di qualunque altro mammifero e le “fobie” aiutavano a non fidarsi troppo di animali che ci trovavano succulenti. O che semplicemente per difendersi sarebbero stati in grado di ucciderci.
Inoltre, mi piace pensare che alcune cose apparentemente insensate siano in realtà logiche... mi piace l’ordine nella mia umanità, fra qualche decina di anni capiremo il senso “logico” e utilità sociale di... boh, serial killers, tendenza al suicidio, insomma cose che apparentemente adesso sono illogiche ma che magari verranno spiegate con meccanismi sociali o mentali utili alla sopravvivenza del gruppo.

Ah, poi non credo che la significatività statistica importi ad un cavernicolo: sa che esiste il rischio e per quanto basso... beh meglio prevenire che curare, come diceva quella pubblicitâ di un dentifricio. In questo senso, tutte le preoccupazioni basate su possibilità statisticamente insignificanti non dovrebbero esistere, eppure la gente ha paura di volare, e magari ignora che girare in macchina è statisticamente più pericoloso. Anzi, c’è chi prende la NAVE piuttosto di un aereo, una cosa che per me è talmente assurda che non saprei nemmeno come commentarla. E tutta la serie di comportamenti illogici che hanno a che vedere con le varie fobie che apparentemente non hanno senso ma che, messi in questa prospettiva, magari ne acquistano un po’.
I bambini hanno paura del buio, perchè riempiono questo buio con esseri spaventosi. Ma se si trattasse semplicemente del fatto che al buio è più facile che un grande felino si avvicini e ti si pappi? L’agorafobia non potrebbe essere il timore di trovarsi in uno spazio dove non si hanno difese contro eventuali predatori? La paura delle grandi altezze, eccetera. Certo, l’ alektorophobia continua a sfuggirmi.

Sul chances: chiedo scusa, sono nato in Lussemburgo, dove si parla francese, vivo in Messico e lavoro spesso con gli Stati Uniti. Insomma tutte lingue dove si aggiunge la “s”... l’ho messa lì inconsciamente ;P

Infine, quello che volevo dire con la frase sulla psicanalisi è che parlare con un sostenitore è quasi come parlare con una persona religiosa: nessun ammontare di prove a sfavore lo convincerà che “non funziona”. Quindi tralascio. La mia posizione personale su Freud coincide con quella di René Girard e Giuseppe Fornari. (non spiego oltre, magari a qualcuno da curiosità e cerca informazioni).

P.s.
Ocofobia è la paura dei veicoli in toto, Amaxophobia è la paura di starci a bordo e in movimento.

P.p.s
Il Disinformatico dovrebbe avere un forum di discussione, è complicato stare dietro ai vari thread(s) ;P
Per Alexandre

P.s.
Ocofobia è la paura dei veicoli in toto, Amaxophobia è la paura di starci a bordo e in movimento.


Interessante. Come le sai queste cose? Io già ho dovuto penare per reperire i nomi esatti, non sono molto comuni. Come del resto le fobie che designano. ;-)
Google è tuo amico...
@ Accademia
Uno dei miei interessi (non lo chiamerei hobby, diciamo che mi piace leggere di cose strane) sono le fobie. Ce ne sono di strane, tipo paura della malattie del fegato, o del vento, o delle uova, o del sole, o della nebbia, o anche paura di provare piacere (boh), paura di sedersi o paura degli odori. In effetti queste non sembrano avere alcun senso, eppure esistono. Che sia un “corto circuito” del cervello? Associazioni derivanti da qualche episodio nell’infanzia, poi rimosso? Voglio dire, capisco paura a guidare o comunque andare in giro con la nebbia, ma paura della nebbia stessa... non saprei come spiegarla.
E si, se vai in giro su internet trovi casi strani e interessanti. E anche totalmente assurdi. Cito due casi: un tizio che aveva la fobia di finire per caso nel passato (si, proprio “viaggiare nel tempo”) e contrarre una malattia che all’epoca non era curabile, ma oggi lo è. E un altro tizio aveva paura di grandi superfici d’acqua perchè sul fondo avrebbero potuto esserci carrelli della spesa.
Ho trovato il link:
http://www.unusualphobias.com/Oddestpage.html
Insomma l’idea che sia un corto circuito del cervello è assolutamente plausibile, ma chi lo sa, se ne sa ancora poco. Certe idee però, sono talmente strane che davvero non so se imputarle ad un disequilibrio neurologico o a magari qualche strana associazione di idee avvenuta da piccoli e poi rimossa.
ma paura della nebbia stessa... non saprei come spiegarla.

A me la nebbia fa mancare il respiro. Cioè, quando c'è la nebbia istintivamente apro il finestrino perché mi manca l'aria...
E un altro tizio aveva paura di grandi superfici d’acqua perchè sul fondo avrebbero potuto esserci carrelli della spesa.

:-O
mi lancio in un po’ di copia/incolla:

“hi

I have very strange phobias. so please dont laugh.

One of my fears is the fear of being thrown out of my window while im sleeping by my dog. I cant sleep with a dog near me, and i lock my bedroom door, and even seal it shut with duct tape before i go to bed. If i hear my dog outside my door, i shrivel up in a ball and try not to make a noise.

Another fear of a spider shooting me in the middle of the night. I think this fear came about when i woke up one night to get some water, and i stepped on a spider, which was about 2 feet from my dads guncase. I freaked out, (being only 5) thinking the spider was about the get his .22 and shoot me as i walked down the stairs.”

*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*

“I have a fear of being in a car crash, and as I'm dying trapped in the wreckage, the radio gets stuck on a Country & Western Station, and I can't get to the radio to switch it off or change the station. I don't want to die like this... I've had this phobia since the age of 17, I'm now 36”
*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*

“somehow I developed the fear of dying while reading a book between pages 208-211, the odds of death increasing with each number-this has generalized into a fear of the number 211-when I pass a digital clock around 2:11 I nervously check to see if the fatal number has passed or not-if it is 2:11 I nervously wait til the danger is passed, at 2:12.”

*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*

“Ever since I was a child I used to work at papa's slaughter house. I grew up working there and when my daddy died after being stamped on by three untamely beasts, I took over his business. From that day onwards we killed 20-a-day until there were none left. This was to make sure that my daddy's killers ended up as minced beef. But after the last one, Marvin, had met the axe I found myself getting scared at night, feeling as though there was some form of presence about me.

The fear of ghost cows is called, as far as I know; bovinospiraphobia. Good day.”

*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*

“i have a fear of being mentally ill but no one has told me yet and act normal around me.”
quella della stazione country/western un po’ la capisco
@ué
Sembrerebbe più una piccola crisi di panico... (opinione mia assolutamente basata su una “sensazione”, non sono né psicologo né niente)
Sembrerebbe più una piccola crisi di panico...

Mah, può darsi. C'è da dire che dalle mie parti di nebbia se ne vede davvero poca, quindi, forse, è mancanza di abitudine. Chissà...
Anzi, c’è chi prende la NAVE piuttosto di un aereo, una cosa che per me è talmente assurda che non saprei nemmeno come commentarla.


Io sono uno di quelli: cerchi rogne? :-))

Ma anche così, temo che il numero di decessi a causa di insetti e serpi nell'antichità fosse troppo basso per ipotizzare che la selezione naturale vi abbia avuto un qualche ruolo.

Come giustamente è stato fatto notare, questo comportamento ha avuto due milioni di anni (tutta l'evoluzione degli ominidi) di tempo per fissarsi. Più che sufficiente.
@martinobri
:P
A ognuno il suo, ma secondo me se ti fa paura l’aereo dovrebbe farti ancora più paura la nave... freak waves, mare mosso, acque fredde, possibili predatori, insomma in un incidente nautico la situazione sarebbe molto più peregrina che in un incidente aereo. Almeno se si depressurizza la cabina svieni e buonanotte :P E poi ci pensa l’impatto.
E comunque l’idea delle dimensioni di una barchetta (anche una grande nave non è mica tanto più sicura) rispetto all’oceano... brr... e la quantità di variabili che possono causare un incidente in mare...
E per riallacciarci al discorso di prima: è vera quella storia che gira secondo la quale la paura del volo è legata a problemi nella percezione della sessualità? Tipo paura di volare = paura del sesso? Non ho mai capito il nesso.
Credo si sia già scritto di fobie mesi orsono, a proposito di ragni, zanzare e varie altre cosine volanti e striscianti.
Forse anche a proposito di calabroni e vespe "assassine", non ho tempo ora per la ricerca.

Qui un elenco, non so se completo.
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
@ Alexandre:

Tipo paura di volare = paura del sesso?

Posso smentire tranquillamente.

E comunque è inutile che cerchi di convincermi. Il più pesante dell'aria non fa per me.
Ah ma io non cerco mica di convincerti, era una curiosità: non ti sembra logicamente più pericolosa una nave che un aereo?
E la cosa sul sesso non era riferita a te, ho sempre sentito questa cosa ma non ho mai capito da dove venga l’associazione.
@ Alexander: no problem, si fa per ridere.

Aereo vs. nave?
1) In acqua galleggi, in aria no
2) L'aereo precipita in massimo 7-8 minuti, con la nave hai almeno un'ora per organizzarti
3) L'aereo impatta col suolo a centinaio di km all'ora, la nave affonda a neanche un metro al secondo
4) In un disastro aereo, salvo casi particolari, sei morto sicuro. In un naufragio ci sono possibilità ben maggiori di scamparla
5) Infine, e questa è la cosa peggiore, in aereo non puoi fare nulla. Sei chiuso, completamente impotente, in un cilindro di metallo. Come essere legato in una bara. In tutti gli altri mezzi di trasporto invece un margine anche minimo di operatività ce l'hai.
6) Se poi il pilota impazzisce... come in quel disastro aereo di anni fa, delle linee aeree del Marocco, che è successo perchè il pilota, innamorato non corrisposto della hostess, voleva suicidarsi e ha puntato il muso verso terra. Nella scatola nera si sente lui che dice: "Moriremo assieme!" Brrr... gelo solo a pensarci.
Se era il pilota di una nave che poteva fare? Andava dritto contro un iceberg? OK, però non è che morivano tutti.
Sto cercando notizie di questa cosa del pilota delle linee aeree marocchine ma non trovo nulla... qualche suggerimento ulteriore?
http://it.lmgtfy.com/?q=pilota+marocchino+suicida

Ciao
VB
C'è anche il rovescio della medaglia: cioè le passioni estreme.

C'è chi fa paracadutismo, chi si butta con improbabili tute alari dalle montagne eccetera.

Mi sembra che si possa tranquillamente dire che non sonon passioni intellettuali/razionali, bensì emotive/istintive. Quindi frutto della selezione naturale? E quale sarebbe il vantaggio?

In ogni caso l'intensità delle emozioni è la stessa del panico da fobia, quindi..

Per esempio io n ho un po' la mania delle malattie (ipocondria), ma viceversa sono affascinato dal vivere fenomeni meteorologici severi, che vado anche a cercare (storm hunting). Sono ovviamente incoerente; se qualcuno riesce a spiegarmi...
Per granmarfone

Credo si sia già scritto di fobie mesi orsono, a proposito di ragni, zanzare e varie altre cosine volanti e striscianti.
Forse anche a proposito di calabroni e vespe "assassine", non ho tempo ora per la ricerca.


Ricordi bene, ho già messo il link alla discussione precedente, vedi commento n° 109.
La domanda rimane aperta: come è possibile dare una spiegazione evoluzionistica a una fobia come la belanofobia, o tripanofobia, che riguarda una tecnica medica impiegata da non più di 150 anni?
E davvero un terrore incontrollabile nei confronti di alcuni animali avrebbe avuto questi grandi vantaggi per la sopravvivenza? Come può sopravvivere in una società preindustriale chi ha paura di ragni, serpi, rane, e deve dedicarsi alla caccia o all'agricoltura? Io me lo vedo rannicchiato nella sua capanna a costruire trappole, e a morire di fame, senza alcuna discendenza possibile.
@acca

È il limite di chi, odiando la psicanalisi, non si è documentato sulla rappresentazione :D
Per theDRaKKaR

È il limite di chi, odiando la psicanalisi, non si è documentato sulla rappresentazione :D

Intendi Il mondo come volontà e rappresentazione di Arthur Schopenhauer?
No, intendo , caro il mio pagano, L'interpretazione dei sogni di Sigmund Freud. In pratica, i sogni, ma anche le fobie, le compulsioni, persino i lapsus. spesso e volentieri, sono rappresentazioni di altro. Perché? Perché nella forma originaria non potrebbero passare la censura psichica della coscienza superegoistica. In questo modo la eludono.

Abiura, infedele! :-)
C'è chi fa paracadutismo, chi si butta con improbabili tute alari dalle montagne eccetera.
Quindi frutto della selezione naturale? E quale sarebbe il vantaggio?


Questa è facile. Una popolazione di ominidi che ha tra i suoi componenti un certo numero di coraggiosi più facilmente andrà al di là di ciò che già sa: troverà nuovi territori di caccia, scoprirà nuovi modi di uccidere la selvaggina, ecc.


Per esempio io ho un po' la mania delle malattie (ipocondria), ma viceversa sono affascinato dal vivere fenomeni meteorologici severi, che vado anche a cercare (storm hunting).

Io e te dobbiamo conoscerci. Nascerà una grande amicizia.
La domanda rimane aperta: come è possibile dare una spiegazione evoluzionistica a una fobia come la belanofobia, o tripanofobia, che riguarda una tecnica medica impiegata da non più di 150 anni?

Beh, la paura di essere feriti da qualcosa, anche piccolo, è per certi versi senz'altro positiva, ed è presente da ben prima che ci fossero le siringhe. Non hai mai notato che una siringa sembra una lancia da guerra in miniatura?
Per martinobri

La domanda rimane aperta: come è possibile dare una spiegazione evoluzionistica a una fobia come la belanofobia, o tripanofobia, che riguarda una tecnica medica impiegata da non più di 150 anni?

Beh, la paura di essere feriti da qualcosa, anche piccolo, è per certi versi senz'altro positiva, ed è presente da ben prima che ci fossero le siringhe. Non hai mai notato che una siringa sembra una lancia da guerra in miniatura?


No, poco sopra, rispondendo a theDRakkar, ho specificato terrore delle iniezioni e basta. Se fosse accompagnata dalla fobia per aghi e spilli, e talvolta lo è, sarebbe tutto più chiaro.
Accademia dei pedanti ♂ ha commentato:

E davvero un terrore incontrollabile nei confronti di alcuni animali avrebbe avuto questi grandi vantaggi per la sopravvivenza?

Le paure ancestrali sono funzionali alla sopravvivenza ma le fobie non aiutano certo a vivere in ambienti ostili, anzi mettono inutilmente a rischio il povero malcapitato che ne soffre e i suoi compagni di sventura.

Restare paralizzati dal terrore davanti a un pericolo non è una buona soluzione così come fuggire urlanti e terrorizzati: provate a scappare da un Pit Bull incazzato gridando come ossessi o restare immobili di fronte a una serpe infreddolita che vi scambia per una fonte di calore.

Ps anche restare immobili davanti a un Pit Bull guardandogli negli occhi non è molto consigliabile ;)
È vero, motogio, la paura eccessiva determina reazioni non appropriate, ma determina anche modificazioni fisiopatologiche dannose.

Un attacco di panico, per es., manda in crisi l'organismo e, oltre a non far affrontare il problema, causa reali disagi fisici (tachicardia, ipertensione, iperventilazione eccetera). Un altro esempio, una presenza costante di ansia determina un'eccessiva produzione di ormoni quali il cortisolo, con effetti dannosi.
Io e te dobbiamo conoscerci. Nascerà una grande amicizia.

scrivimi, amico mio :)
Riguardo alle fobie delle armi vi porto il mio esempio personale: a me fa più paura un uomo armato di coltello che non uno armato di pistola.
Per Vittorio

Riguardo alle fobie delle armi vi porto il mio esempio personale: a me fa più paura un uomo armato di coltello che non uno armato di pistola.

Il che dimostra che l'adattamento è sempre troppo lento rispetto all'ambiente che cambia. Macché pugnali, macché rivoltelle: oramai la vera fobia da sviluppare è di un uomo armato di taser, possibilmente in divisa. Quelli sono i più temibili.
Sono d'accordo che il Taser sia pericoloso, credo però che il tizio doveva avere qualche problema cardiaco di suo (non ho visto il video, solo la foto, sono sul lavoro e non riesco a vedere video). Piuttosto il grave è che se ho capito giusto probabilmente la scarica gli ha bloccato il battito cardiaco, ma nessuno dei presenti ha fatto nulla per rianimarlo. Questa è la cosa grave, che un dipendente delle forze dell'ordine non sappia fare nemmeno un tentativo di massaggio cardiaco.
semiOT: è incredibile la stupida brutalità delle polizie nordamericane

ma perché?
Per theDRaKKaR

semiOT: è incredibile la stupida brutalità delle polizie nordamericane

ma perché?


Se ti riferisci al taser, è in dotazione anche ad alcune polizie europee (Francia, ad esempio). Dagli altri si copia sempre il peggio...
No, mi riferisco al fatto che, taser o no, tante volte molti "tutori dell'ordine" del nord America vengono beccate ad abusare della gente

mi chiedo, perché? Non che in Europa siano tutti santi, ma è la frequenza di questi episodi che colpisce. In nord America è maggiore. Mi chiedo perché.
E' la "legge del Vecchio West". Colpire per primi, colpire più forte, per evitare di lasciarci le penne. Inoltre sono abbastanza protetti dai superiori e magistratura, cosa che quindi li fa osare di più.
In generale comunque si entra in una logica "interventista" tipica di tutte le forze pubbliche del Nord America. Anche i vigili del fuoco, ad esempio, hanno tecniche molto più interventiste rispetto a quelli europei, cosa che provoca però molti morti rispetto ai loro colleghi europei.